Si può commentare una cretinata? Come la decisione del Garante per la privacy, che ha bandito ChatGPT dal territorio nazionale, aprendo contestualmente la solita “istruttoria” che finirà, come sempre, in una gigantesca bolla di sapone?
Secondo il Garante, ChatGPT mette i nostri dati personali a rischio, cosa in parte condivisibile, ma dov’era il Garante negli ultimi 10 anni quando Google, Facebook, Microsoft e compagnia bella hanno fatto strame impunemente dei nostri dati personali?
Negli ultimi mesi ChatGPT ha riempito le pagine dei giornali e del web, oscurando quello che è stato per mesi uno dei giocattoli preferiti dei nerd di tutto il mondo, la generazione di immagini tramite intelligenza artificiale.
Abbiamo giocato per mesi con DALL-E, con Crayon o con StableDiffusion, strumenti che funzionano online o che richiedono l’uso della linea di comando o l’esecuzione del codice sorgente originale.
Ho colto al volo l’occasione dell’anniversario della presentazione dell’iPad per far scrivere a ChatGPT un post sull’argomento. Io mi sono limitato a qualche notarella tecnica e a un breve commento finale.
Domanda: Scrivi un post per un blog in tono tecnico sul recente anniversario della presentazione dell’iPad.
Uso pochissimo Office di Microsoft e quasi sempre per motivi lavorativi ma devo ammettere che, a parte certe funzioni di Excel, se c’è una cosa che mi piace di Office è la sua interfaccia a ribbon, nella quale tutti i comandi (o quasi) sono raggruppati in modo omogeneo in schede ben distinte.
Come dicevo nella prima parte, Ventoy è un programma open source che fa una cosa sola, ma la fa molto bene: avviare le immagini in formato iso contenute nella chiavetta USB (o nel disco SSD esterno) su cui è installato.
E allora, dopo avervi incuriosito (spero!), vediamo come si installa e si usa Ventoy.
Ventoy è senza dubbio un software di nicchia, buono soprattutto per i tecnici e i geek curiosi di esplorare il funzionamento dei sistemi operativi. Non serve a tanti, ma se serve diventa subito indispensabile.
Cos’è Ventoy? Ventoy è un software open source con cui si può creare una chiavetta USB da cui eseguire gli installatori dei principali sistemi operativi a partire dalle loro immagini in formato iso (ma anche da quelle in formati meno comuni, come wim, img o vhd). Sono supportate tutte le versioni di Windows dalla 7 in poi, così come un gran numero di distribuzioni di Linux e di derivati di BSD Unix, ChromeOS e perfino i principali virtualizzatori bare-metal.1
Per la tesi avevo un problema: dovevo cercare di calcolare se era possibile realizzare un nuovo dispositivo elettronico funzionante a bassissima temperatura, quello che nel titolo della tesi sarà un “dispositivo ad anello di giunzioni Josephson”.1 In teoria era una idea interessante, perché la configurazione ad anello rendeva il dispositivo meno soggetto al rumore magnetico, ma anche se le equazioni matematiche dicevano che funzionava, non era affatto detto che fosse davvero fattibile.
Non sono un early adopter e quindi non ho mai avuto fretta di acquistare l’ultimo prodotto tecnologico. Non è per snobismo, ma piuttosto perché, come succede con le automobili, so per esperienza che i difetti iniziali (quasi) inevitabili di questi prodotti vengono corretti solo dopo la seconda o la terza iterazione.
Le cronache di qualche settimana fa hanno ripreso a gran voce la notizia secondo cui LaMDA, un generatore di conversazione (chatbot) basato sull’intelligenza artificiale sviluppato da Google, potrebbe aver mostrato segni di (auto)coscienza, diventando così il primo essere artificiale dotato di sensibilità e di coscienza di sé (in italiano si possono leggere questi articoli su Repubblica, il Corriere, ancora Repubblica, e poi Linkiesta, Avvenire e Wired).
Sono in macchina, in attesa di mia figlia e con niente da fare. Apro l’Apple Watch e comincio a giocare con Siri. Ammetto di aver sempre trascurato Siri finora, forse perché ho sempre trovato sgradevoli certi eccessi di chi usa Siri in pubblico.1 Però ora sono solo e mi sto annoiando, quindi perché no?