Nelle ultime settimane ho scritto delle mie esperienze con Antigravity, o meglio con gli agenti (più o meno) intelligenti integrati in questo editor. I risultati sono stati contrastanti: a volte gli agenti si sono dimostrati molto efficaci, alleviando con precisione alcuni compiti complessi o ripetitivi, in altri casi non hanno combinato niente di buono facendo solo perdere una montagna di tempo.
Lo so che gli LLM hanno poca memoria, ma non avrei mai immaginato di doverne subire così in fretta le conseguenze.
– Immagine generata da Google Gemini.
Nota per il lettore. Questo articolo è un complemento di quello precedente, Antigravity: un driver scritto dall’IA e andrebbe letto dopo il primo. Ma ecco un breve riassunto per i più pigri.
Fra tutti i modelli di Raspberry Pi e di Arduino con cui al momento passo la giornata, il mio preferito è senza dubbio il Raspberry Pi Pico, un microcontrollore piccolo ma potente, in grado di essere programmato non solo in C/C++ tramite l’IDE di Arduino, ma anche in MicroPython e CircuitPython, due versioni diverse (e concorrenti) di Python specifiche per i microcontrollori.
Babbo Natale è arrivato un po’ in ritardo quest’anno, però mi ha portato un bel po’ di Raspberry e Arduino, con accessori in quantità. Tutto pagato da un Ministero, che è sempre una bella soddisfazione.
Ora ho il Mac Studio, ho i Raspberry, ho gli Arduino, ho tutti i sensori che mi servono; non ho più scuse, devo mettermi a lavorare sul serio!
È un periodaccio per la Volkswagen. Prima il dieselgate, lo scandalo delle emissioni truccate dei motori diesel, esploso un anno fa negli USA e che costerà all’azienda di Wolfsburg almeno 15 miliardi (!) di dollari di multe e rimborsi ai consumatori statunitensi (ma non a quelli europei, la Commissione Europea come al solito, forte con i deboli ma debolissima con i forti ha deciso di non perseguire la Volkswagen).