Free e open source Sono da sempre un estimatore della distribuzione del software secondo il modello free o open source e se posso preferisco usare programmi di questo tipo. Anche il mio software pubblico è distribuito secondo licenze di questo tipo (ad esempio questo, appena pubblicato).
Ha senso oggi trasferire file tramite FTP (l’acronimo sta per File Trasfer Protocol)?
Il protocollo FTP è stato ideato nei primi anni ‘70, agli albori di internet, quando solo pochissimi ricercatori usavano la rete e i problemi di sicurezza erano sconosciuti. Riuscire a trasferire file in modo efficiente ed affidabile da un punto all’altro della rete era un’esigenza fondamentale, in un’epoca di collegamenti lenti ed effettuati per lo più tramite la rete telefonica. Se questo comportava dover trasmettere i propri dati in chiaro attraverso la rete, pazienza, al massimo significava (allora!) dover subire qualche scherzo più o meno divertente.
Setapp è un nuovo sistema di distribuzione delle applicazioni per macOS/OS X basato su un modello ad abbonamento molto simile a quello reso popolare da Netflix per i film e le serie TV: con una spesa mensile piuttosto ridotta si ha il diritto di scaricare ed usare senza limiti sul proprio Mac tutte le applicazioni distribuite dal sistema. Le applicazioni disponibili in questo momento sono una cinquantina, ma il numero sta crescendo piuttosto rapidamente.
È un periodaccio per la Volkswagen. Prima il dieselgate, lo scandalo delle emissioni truccate dei motori diesel, esploso un anno fa negli USA e che costerà all’azienda di Wolfsburg almeno 15 miliardi (!) di dollari di multe e rimborsi ai consumatori statunitensi (ma non a quelli europei, la Commissione Europea come al solito, forte con i deboli ma debolissima con i forti ha deciso di non perseguire la Volkswagen).
Excel è l’unico programma Microsoft che uso con continuità senza lamentarmi, anzi perfino con una certa soddisfazione. Essendo un utilizzatore critico (ma non ostile) dei prodotti Microsoft – oltre che un utente di lunga data dei sistemi operativi concorrenti OS X e Linux – direi che questo sia un grosso complimento per il programma.
Dei tanti motivi per cui sarebbe bene supportare su Kickstarter il progetto Cuore di Mela ne ha già scritto benissimo Lux (aka Loox, aka Lucio Bragagnolo) sul suo blog, ieri.
Io mi limiterò a fare due conti in croce su un tovagliolino di carta (anche se scrivere su un tovagliolino è maledettamente difficile).
Segnalo questo due ottimi post (ma non è una novità!) su QuickLoox e Quinta di Copertina, dedicati a Cuore di Mela, il libro definitivo sui sistemi Apple, da macOS a watchOS, passando per iOS e tvOS.
Cuore di Mela è un tentativo originale di ridisegnare il libro al tempi di internet, un mix di volume cartaceo, ebook, sito web, interazione con i lettori. Un tentativo da non trascurare, anzi da appoggiare senza riserve. Se sarà possibile cercherò anch’io a contribuire all’iniziativa, scrivendo qualcosa sulle poche cose che so su questo mondo. Ma non vi spaventate, sarà bello lo stesso!
Nell’articolo precedente abbiamo visto che PowerPoint domina incontrastato quando si tratta di preparare una presentazione e che spesso ci sono dei motivi tecnici che rendono ancora più difficile provare a non usarlo.
E allora, come si può riuscire in pratica ad usare lo stesso Keynote per preparare le proprie presentazioni? Semplice, basta essere flessibili ed avere pronta qualche soluzione alternativa. Anzi, preferibilmente più di una.
Se Word è lo standard di fatto per la scrittura dei documenti di testo (nonostante in realtà abbia ben poco di standard), PowerPoint domina incontrastato quando si tratta di preparare una presentazione.
Con una differenza fondamentale. Word, piaccia o non piaccia, qualche concorrente ce l’ha: non solo LaTeX, in particolare in ambito tecnico-scientifico1, ma anche LibreOffice e OpenOffice che girano su tutti i principali sistemi operativi, o Pages per il solo Mac. Tutti programmi che fanno praticamente tutto quello che fa Word, anzi a volte perfino di più. PowerPoint, invece, non ha praticamente concorrenti significativi.
Nei giorni scorsi ho lavorato con dei colleghi a due articoli per una conferenza. Ci siamo divisi il lavoro: un articolo l’ho gestito io, scrivendo il testo in LaTeX e utilizzando Overleaf per poter lavorare in contemporanea con gli altri sul testo (di Overleaf parlerò in dettaglio in un prossimo articolo). L’altro articolo è stato scritto da un coautore in Word. Dopo averlo rivisto, ho dovuto però inserire io stesso le correzioni, perché sarebbero state incomprensibili a chiunque altro.