– Fonte: JJ Ying su Unsplash.
Proprio come VisiCalc, WordStar, Photoshop, Hypercard o Netscape, Dropbox è stato uno di quei (pochi) software davvero innovativi e capaci di cambiare la vita dei suoi utilizzatori.
Se oggi l’idea di sincronizzare i propri file attraverso la rete sembra naturale, nel 2008 l’uscita di Dropbox rappresentò una vera e propria liberazione dalla schiavitù delle chiavette USB e dei CD riscrivibili.
– Fonte: Walls.io su Unsplash.
Servono davvero 39 paragrafi, 5 figure, 620 parole, 3350 caratteri (didascalie incluse), per spiegare come si digita il carattere # con la tastiera del Mac? È proprio quello che è riuscito a fare un paio di giorni fa David Price su Macworld.
Il prossimo articolo sarà Come si digitano i numeri sulla tastiera del Mac seguito, dopo alcuni intensi giorni di studio, da La grande guida all’uso del tasto SHIFT.
– Fonte: Henrique S. Ruzzon su Unsplash.
Mentre scrivevo il post precedente mi sono imbattuto in questo articolo del 14 marzo 2022, The Bird Process In Mac OS X, che si trovava ai primissimi posti dei risultati di Google.
Non leggetelo, è soltanto un cumulo di sciocchezze e di figure senza senso. Con il senno di poi avrei dovuto capirlo già dal titolo – chi usa ancora “Mac OS X” nel 2022? – e dalla mezza immagine di Flappy Bird, ma sono stato ingenuo e ci ho messo un po’ ad accorgermi che c’era qualcosa che non andava.
– Fonte: Polina Kuzovkova su Unsplash.
Per chi usa il Mac, iCloud è lo strumento più semplice e naturale per sincronizzare i propri file con computer diversi (sì, anche se usano Windows o Linux) o con l’iPhone e l’iPad. Costa un pelo più dei concorrenti ma è studiato specificatamente per i prodotti Apple, funziona bene ed è veloce a sufficienza, non mi pare che ci sia partita.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
Sonoma è ancora acerbo e con un discreto numero di bachi, ma per fortuna anche qui c’è del buono.
Per quanto mi riguarda, mi piace che Condivisione Schermo (Screen Sharing) abbia preso finalmente piena cittadinanza sul Mac, prendendo posto nella cartella Utility delle Applicazioni del Mac, invece che essere relegato in /System/Library/CoreServices/Applications, come è stato finora.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
Nell’ultimo post ho descritto alcuni bachi freschissimi presenti in Sonoma, la versione più recente di macOS.
I bachi riportati qui, invece, si trascinano da svariate versioni di macOS e sembra che Apple non abbia nessuna voglia di sistemarli o che non li consideri dei veri e propri bachi. Questi problemi però, a differenza di altri report, non si verificano in condizioni estreme o dopo aver aperto un dazillione di file ma in normalissime condizioni d’uso, e quindi mi pare ancora più strano che non siano mai stati risolti.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
Uso il Mac per lavorare e quindi sono sempre restio ad aggiornare macOS troppo velocemente. In genere preferisco aspettare che la versione corrente maturi e qualche volta la salto completamente, magari perché ho letto un report particolarmente negativi o perché non mi ha convinto dopo averla usata su qualche computer di amici o colleghi (l’ho fatto ad esempio con Sierra, con Catalina e con Ventura).1
Dopo due lunghissimi articoli su OpenCore Legacy Patcher (prima parte e seconda parte), ha senso destinarne un terzo ad una linkografia1 ragionata di pagine web e di video dedicati a questo software?
Secondo me sì (altrimenti non stareste leggendo l’articolo proprio in questo momento), perché OpenCore Legacy Patcher (come sempre, da ora in poi userò l’acronimo OCLP) è un software complesso e non è possibile coprire tutti i casi di uso in due articoli, pur se molto corposi.
Ed eccoci arrivati alla seconda parte di questo lunghissimo articolo su OpenCore Legacy Patcher.
Nella prima parte ho presentato il programma, che può ridare smalto ad un vecchio Mac permettendogli di far girare versioni recenti di macOS, e ho spiegato come installare su una chiavetta USB sia OpenCore Legacy Patcher (da ora in poi OCLP) che il programma di installazione di macOS, da scegliere fra Big Sur, Monterey, Ventura e Sonoma.
Volevo parlare da parecchio tempo di OpenCore Legacy Patcher, ma sono sempre stato frenato dal fatto che, pur essendo uno strumento ben fatto e affidabile, era chiaramente destinato al pubblico degli utenti avanzati di macOS e non certo all’utente comune del Mac.
Ma la versione 0.6.6, rilasciata alla vigilia dell’ultimo WWDC ha cambiato di colpo lo scenario, rendendo il programma usabile praticamente da chiunque. In estate gli sviluppatori hanno accelerato decisamente il passo, per cui ad ottobre abbiamo avuto la versione 1.0, pronta per Sonoma e per il grande pubblico, seguita poco dopo dalla versione 1.1, e in questo momento siamo già alla versione 1.2.1 (mi correggo, nel frattempo siamo passati alla versione 1.3.0).