– Paul Allen seduto alla telescrivente collegata al computer della scuola con accanto, in piedi, un giovanissimo Bill Gates. Fonte: Celebrate 50 Years of Microsoft.
Ieri, nonostante i festeggiamenti, sono stato un po’ perfido nei confronti di Microsoft. Però va detto che il pezzo celebrativo scritto da Bill Gates per i 50 anni della sua creatura è bellissimo. Il testo non rivela niente di nuovo, sono tutte cose ben note a chi conosce un po’ di storia dell’informatica personale, ma la realizzazione grafica è spettacolare. Grazie a Bill per questo bel regalo!
Piaccia o non piaccia Microsoft è il più grande produttore di software al mondo, ed è riuscita, in modi più o meno puliti, a far installare i suoi prodotti sulla stragrande maggioranza dei computer del pianeta.
Oggi Microsoft compie 50 anni, e sembra ieri quando i due fondatori, Bill Gates e Paul Allen, assicurarono Ed Roberts di avere pronto un interprete BASIC per il suo Altair 8800, il primo computer davvero personale, senza aver mai visto né l’Altair né il processore 8080 che lo faceva funzionare.
Chi mi conosce sa che uso gli LLM (Large Language Models, ovvero modelli linguistici di grandi dimensioni) per quello in cui servono davvero, ma sono scettico, anzi molto scettico, sul fatto che siano davvero intelligenti o che possano risolvere qualunque problema, come ci ripetono tutti i giorni quelli di OpenAI, di Microsoft, di Google o di Meta. I quali, guarda caso, sugli LLM hanno investito (o buttato, vedete voi) una quantità indegna di dollari e hanno tutto l’interesse a spingere chiunque ad usarli in modo parossistico.
– Fonte: Scott Rodgerson su Unsplash.
Come promesso (o minacciato?) nell’ultimo articolo, quest’ultimo post è dedicato ad esplorare le opzioni disponibili per l’hosting di un sito web basato su Jekyll (o su qualsiasi altro generatore di siti statici) destinato ad ospitare il nostro blog personale (come quello che state leggendo), oppure il sito web di uno studio professionale o di una piccola azienda.
Come dicevo la volta scorsa, Jekyll non ha un sistema di commenti integrato, ma i suoi temi permettono spesso di gestire i commenti collegandosi a servizi di terze parti, come Disqus e simili.
Il problema di questi servizi è che possono smettere di funzionare da un giorno all’altro (vedi il caso di Muut, che non ha più nemmeno un sito web), oppure hanno regole opache di utilizzo e di raccolta dei dati dell’utente.
Dopo la prima parte dedicata all’installazione e alla configurazione iniziale di Jekyll, con questa seconda parte di note commentate si entra nel vivo dello sviluppo di un sito in Jekyll a partire da un tema già pronto. Sviluppare da zero un tema per Jekyll, invece, va molto oltre le mie competenze, ma del resto chi è in grado di farlo non ha bisogno di leggere queste notarelle.
Questo articolo non vuole essere una guida dettagliata alla installazione e configurazione di Jekyll; per quello ci sono le ottime guide riportate più sotto.1
L’articolo è invece una raccolta commentata delle note che ho preso mentre sviluppavo melabit.com/posts/it, e sono il risultato di giorni e giorni di prove ed errori, di cambi di direzione, di letture alla ricerca del comando giusto. A me le note servivano per ricordare quello che avevo fatto e come avevo risolto i problemi che si presentavano di volta in volta. A voi potrebbero essere utili per fare tutto più in fretta e senza intoppi.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
Negli ultimi mesi ho scritto ben quattro articoli sui bachi di macOS Sonoma (la lista completa si trova alla fine di questo articolo), perché mi sembrava incredibile che questa versione di macOS fosse stata pubblicata con dei bachi così evidenti nel Finder e nella gestione del disco .
– Fonte: Jametlene Reskp su Unsplash.
Come dicevo nell’ultimo post, lasciare la comfort zone di Wordpress non è stato per niente facile.
Fra doversi preoccupare solo di scrivere qualcosa di interessante, con tutto il resto gestito da una squadra di amministratori di sistema ed esperti di programmazione web, a dover fare tutto da solo c’è un abisso.
– Immagine generata dall’IA di Microsoft Designer.
Undici anni fa, quando ho iniziato a scrivere in questo spazio personale, non avrei mai pensato di rimanere per tutto questo tempo su WordPress.com, una piattaforma di blogging comoda ed affidabile, che però è sempre stata poco adatta al mio modo di lavorare. Con il tempo ho imparato a convivere con questi limiti, ma l’idea di cambiare non mi ha mai abbandonato.