Oggi, anzi contemporaneamente alla pubblicazione di questo post, esce la nuova versione di RapidWeaver, la versione 7, che secondo il comunicato stampa di Realmac Software, è il maggiore aggiornamento mai rilasciato del programma.
Qualche giorno fa ho ricevuto in anteprima una copia per la stampa (la stampa? :o ) di RapidWeaver 7 (da ora in poi RW7) con relativo numero di licenza, e quindi mi sono sentito moralmente obbligato a giocherellare un po’ con il programma.
Ieri ho partecipato al 1° WordPress Meetup, organizzato a Bari presso l’area di Ricerca del CNR. Il racconto dettagliato della manifestazione lo lascio agli organizzatori, Nicola ‘Koolinus’ Losito e Francesco Cozzi.
Da parte mia voglio solo dire di aver passato un pomeriggio molto piacevole, in una atmosfera amichevole e rilassata. Non mi sarei mai aspettato di trovare in una città come Bari così tanti sviluppatori professionisti, appassionati e competenti. Ho sentito parlare di strumenti, plugin ed applicazioni di cui non avevo la più pallida idea.
Da qualche giorno Vodafone pubblicizza la sua app Backup+, per Android e iOS, con la quale gli utenti con piani telefonici comprendenti almeno 1 GB di traffico internet possoo ottenere 25 GB di spazio gratuito in più su Dropbox.
Questo almeno è quello che vien detto nella sezione Domande Frequenti dell’offerta:
La recente mossa di Microsoft di integrare in Windows 10 il supporto alle applicazioni Linux ha stupito più di un commentatore. Per anni, ai tempi del dominio incontrastato di Windows, Linux era il male assoluto, il sistema operativo che andava contro i principi ispiratori del fondatore Bill Gates, e del suo epigono, Steve Ballmer. Anzi, Microsoft ha fatto per anni di tutto per scoraggiare, e perfino per impedire, l’installazione di Linux al posto o in parallelo al suo sistema operativo
È parecchio tempo che non consiglio qualcuno dei volumi offerti giornalmente da Packt. Ma oggi si può scaricare liberamente WordPress 3 Complete, e non posso evitare di segnalarlo, perché WordPress è il sistema di gestione dei contenuti (CMS) più diffuso e popolare, che chiunque sia interessato al web non può esimersi dal conoscere.
Giorni fa (parecchi giorni fa, ormai!) ho promesso di raccontare il mio incontro con CryptoLocker, il primo ransomware con cui ho avuto a che fare. Il racconto dettagliato di questa esperienza esce oggi in contemporanea – un po’ per gioco, un po’ per vedere l’effetto che fa – sia su QuickLoox che su Melabit.
I Mac hanno un grosso difetto: durano a lungo, a volte troppo a lungo. Ancora oggi ci sono in giro parecchi Mac con processore PowerPC perfettamente funzionanti.
Se con l’hardware non ci sono troppi problemi, è possibile usare ancora il proprio Mac PowerPC in modo (più o meno) produttivo? O è proferibile consegnarlo alla storia e portarlo in cantina o, al massimo, limitarsi ad esporlo come un pezzo di modernariato?
La settimana scorsa anche OS X è capitolato, dimostrandosi vulnerabile ai terribili ransomware. Potrei aggiungere che prima o poi doveva succedere, ma non è così, queste cose su un sistema Unix non dovrebbero succedere.
Innanzi tutto cos’è un ransomware? Il ransomware è attualmente la forma più pericolosa e più dannosa di attacco informatico. Una volta penetrato in un computer, cripta tutti i documenti del malcapitato utente in modo tale che non possano assolutamente essere decodificati, a meno di non pagare un vero e proprio riscatto al creatore dell’attacco.
Fra i tanti servizi cloud a cui mi sono iscritto negli ultimi anni c’è JustCloud, una piattaforma per il backup e la condivisone dei file analoga a Dropbox, Google Drive, iCloud, OneDrive, Box, per citare solo le più famose.
Francamente non ricordo perché abbia deciso di registrarmi anche a JustCloud, ma ricordo benissimo di non aver trovato nel servizio nulla di tanto significativo da farmelo preferire agli altri.
Non soffro particolarmente della sindrome della pagina bianca, ma sono anche consapevole che le cose migliori mi vengono fuori quando ho l’ispirazione e scrivo di getto.
Non a caso scrivo ancora spesso a mano. Mi piace la sensazione della penna che scorre veloce sul foglio, seguendo al meglio il filo del pensiero. Anche se vengono fuori geroglifici quasi incomprensibili, riesco (quasi sempre) a decifrarli e a tradurli in un testo decente.