Non c’è niente di meglio che una bella sessione di installazione di Windows per farti immediatamente riconciliare con OS X, i suoi bug occasionali e le sue idiosincrasie.
Qualche giorno fa mia figlia ha annunciato a colazione che il giorno dopo avrebbe dovuto portare all’università (primo anno) un PC portatile per iniziare un corso introduttivo all’uso del computer.
Per anni ho fatto quasi ogni giorno una capatina su TUAW, The Unofficial Apple Weblog, che ho sempre considerato uno dei siti di notizie e recensioni sui prodotti Apple più affidabili ed equilibrati.
America On Line (AOL), proprietario del blog e uno dei giganti della rete, ha deciso che dal 2 Febbraio, dopo dieci anni di servizio inappuntabile, TUAW verrà chiuso definitivamente, cadendo sotto la mannaia di una ristrutturazione complessiva del gruppo.
Ogni volta che scrivo un post per questo blog mi sforzo di esporre l’argomento trattato nel modo più chiaro possibile e di presupporre che chi legge non sappia nulla, o quasi, dell’argomento trattato. L’aspetto negativo di questo atteggiamento è che mi obbliga a ripetere continuamente il significato di alcuni termini fondamentali, correndo il rischio di far perdere il filo del discorso a chi conosce già il significato di questi concetti e appesantendo il tono generale del post.
Riassunto delle puntate precedenti. Wordpress.com è un’ottima piattaforma di blogging, ed ha il grosso vantaggio di liberare l’utente da tutte le preoccupazioni riguardanti la manutenzione del proprio blog. Non è però una piattaforma che si adatta bene al mio modo di lavorare, e ne ho già scritto diffusamente alcuni mesi fa. Però cosa scegliere fra le varie tipologie disponibili: wiki o CMS o piattaforme di blog, siti statici o siti dinamici? Per vari motivi mi sono orientato verso un generatore di siti statici, un programma che prende una serie di file di testo, di immagini e di documenti e li converte in un sito web completo secondo un tema grafico predefinito. In rete ci sono letteralmente decine e decine di generatori di siti statici ed il loro numero cresce molto rapidamente: erano 289 all’inizio di agosto, oggi sono ben 388! Come orientarsi in questo marasma? Basandomi su una lista di caratteristiche irrinunciabili (almeno per me), ne ho provati e scartati parecchi, buon ultimo Hugo, promettente ma rivelatosi alla fine piuttosto immaturo.
Massimiliano vene scostumato. Cioè… niente, lo so… È proprio il nome che è scostumato. Perché Massimiliano… Per esempio, questo ragazzo sta vicino alla mamma… questo ragazzo si muove per andare a qualche parte? La mamma prima di chiamare Mas-si-mi-lia-no, il ragazzo già chissà dove è andato, chissà cosa sta facendo! Non ubbidisce, perche è troppo lungo! Invece Ugo, quello come sta vicino alla mamma e sta per muoversi: Ugo! Il ragazzo non ha nemmeno il tempo di fare un passo. Ugo!, e deve tornare per forza, perche lo sente, il nome. – Massimo Troisi, Ricomincio da tre (1981)
L’altro ieri sono riuscito finalmente ad avere un po’ di tempo per iniziare a lavorare sul mio nuovo iMac da 21", rimasto per più di quindici giorni ben nascosto sotto la mia scrivania.
Una bella bestia, 16 GB di RAM, disco SSD da 512 GB, processore i7, insomma quasi Mac Pro (per il quale purtroppo non c’erano abbastanza soldi). Aspetto con ansia di iniziare a farci qualche simulazione, voglio proprio vedere la differenza di prestazioni con il MacBook Pro 2011 che uso attualmente (e che sta veramente mostrando la corda).
Lo so che il venerdì nero americano è ormai finito da un pezzo, ma vorrei comunque segnalare che Pixelmator 3.3 si trova ancora in offerta sull’App Store a soli 13.99 euro. A questo prezzo è un grave errore farselo sfuggire.
Già la versione 1 di Pixelmator 1 che ho usato finora copriva (più che) abbondantemente le mie necessità di ritocco di immagini, sono veramente curioso di provare le novità e le migliorie della versione attuale.
La prossima versione di Windows, la cui uscita è prevista per la metà del 2015, si chiamerà Windows 10 e non, come sarebbe logico in base alla numerazione delle ultime due versioni, Windows 9.
Del resto non è niente di nuovo, la Microsoft cambia continuamente lo schema di numerazione delle versioni del suo sistema operativo: siamo passati da Windows 3.0 e 3.1 a Windows 95 e 98, poi a Windows ME (argh!), poi ancora a Windows NT, a Windows 2000 e 2003, al sempiterno Windows XP, in seguito a Windows Vista (almeno per i pochi che hanno avuto la sfortuna di usarlo), e negli ultimi anni a Windows 7, 8, 8.1.
Negli ultimi giorni si è sparsa la notizia che migliaia di Mac sono infetti da un nuovo malware, o più esattamente da un nuovo botnet, denominato Mac.BackDoor.iWorm.
Il botnet – una forma particolare di malware che crea una rete di computer infetti e controllati in remoto – è stato scoperto da Doctor Web, una società russa che produce un ottimo software antivirus per Windows e che si sta espandendo verso i nuovi mercati costituiti da Android e OS X. Dr. Web propone, in modo piuttosto discreto in verità, di usare il proprio software antivirus per proteggersi da questa minaccia per OS X, nonché da tutti gli altri (pochi) virus e malware esistenti per OS X.
Apple ha finalmente rilasciato l’aggiornamento per bash, un componente fondamentale dei sistemi operativi derivati da Unix, fra cui c’è lo stesso OS X.
La settimana scorsa si è sparsa la notizia della scoperta di questa gravissima falla di sicurezza nella shell bash, il componente software che interpreta ed esegue i comandi del Terminale, diventata ormai da anni la shell di default di OS X e di quasi tutte le distribuzioni di Linux.