È successo anche a me, e proprio come l’avevano descritto Roberto e katsiematsi.
Giorni fa mi è arrivata una email che segnalava la pubblicazione di un nuovo post su Socket 3, uno dei blog che seguo di più in questo momento, che come Melabit si appoggia al servizio gratuito di WordPress.com.
Come promesso, con questo post inizia la descrizione quasi in tempo reale del passaggio del blog da WordPress.com ad un servizio di hosting più flessibile.1
Come ho già scritto tempo fa, WordPress.com offre un servizio impeccabile, comodissimo per chi vuole iniziare ad avere una presenza sul web. Il servizio è affidabile e ragionevolmente veloce, gli aggiornamenti sono automatici, praticamente non bisogna occuparsi di nulla tranne che di scrivere. È veramente difficile chiedere di più ad un servizio gratuito come questo.
Mentre cercavo di far comparire le inserzioni pubblicitarie alla fine dei miei post, mi sono reso conto di quanti servizi di profilazione (tracker) esterni a WordPress.com mettano il naso nelle pagine del blog.
Ci sono naturalmente gli onnipresenti social, collegati tramite i pulsanti di condivisione, e c’è Google Analytics, che lo stesso WordPress.com utilizza per misurare i parametri di accesso al sito.
Mentre leggevano uno degli ultimi articoli pubblicati, Roberto e katsiematsi (😃) si sono ritrovati abbonati senza volerlo ad uno di quegli stramaledetti servizi a pagamento di loghi, suonerie o giochini insulsi, veri e propri furti consentiti da una legislazione perlomeno distratta.
Con l’iPhone è un attimo, arrivati in fondo all’articolo basta toccare senza volere l’annuncio cattivo per ritrovarsi alleggeriti di parecchi euro (e con il fastidio di doversi anche dare da fare per annullare l’abbonamento).
A chiunque sia anche minimamente interessato allo sviluppo del software consiglio caldamente la lettura dell’articolo di Paul Rako, What’s All This Software Stuff, Anyhow?, appena pubblicato su Electronic Design.
Potrei sintetizzarlo in due parole, dicendo che lo sviluppo del software è una cosa estremamente complessa, ma che troppo spesso viene fatto alla carlona, senza fare tesoro delle lezioni imparate da altri campi dell’ingegneria, dalla progettazione dell’hardware a quella di strutture edilizie. Ma purtroppo darei solo una pallida immagine di quello che contiene l’articolo completo. E allora buona lettura!
Microsoft aveva un problema. Windows 3.1 era stato un grande successo, almeno per gli standard dell’epoca, e tanti utenti abituati al DOS avevano finalmente scoperto l’interfaccia grafica: “perché mai dovrei usare un mouse?” era una domanda ricorrente nelle riviste di quegli anni. L’aggiornamento apparentemente minore a Windows for Workgroups 3.11 aveva perfino spinto molti uffici a dotarsi di una infrastruttura di rete, anche se ancora molto acerba (spesso era necessario spegnere e far ripartire tutti i PC collegati allo stesso segmento di rete per risolvere i problemi più ostinati).
Rimaniamo ancora sulle mappe, ma questa volta sociali.
Strava è una delle tante app di fitness che permettono di registrare e condividere i dati della propria attività fisica. L’app registra il percorso fatto mentre si corre, si va in bici, si scia o si nuota, e poi permette di analizzare le prestazioni personali e di confrontarle con quanto fatto in precedenza.
Giorgio dell’Arti è un bravo giornalista. L’ho sentito più volte a Prima Pagina, la trasmissione di Radio 3 dedicata alla lettura dei giornali del mattino che ascolto ogni giorno in macchina, e ne ho sempre apprezzato la capacità di scegliere gli articoli da leggere, oltre che il garbo e la competenza nel rispondere alle domande degli ascoltatori.
– Fonte: Linux Journal.
La notizia è di pochi giorni fa, non ci sono più soldi e Linux Journal ha dovuto cessare le pubblicazioni. L’ennesima rivista che muore perché non riesce più a reggere la concorrenza del web. Ha resistito più di BYTE e di Dr. Dobb’s, sarà solo una piccola soddisfazione ma è sempre meglio di niente.
Per fortuna internet non è solo sciocchezze o vere e proprie truffe, ogni tanto si possono trovare vere e proprie oasi di bellezza e di maestria tecnica.
Se avete qualche minuto libero godetevi questo viaggetto in treno, sono sicuro che non ve ne pentirete. Funziona su tutti i browser che supportano WebGL, anche quelli per tablet e smartphone.