Nel post precedente abbiamo fatto la conoscenza con Homebrew, uno dei sistemi di gestione dei pacchetti software open source di derivazione Unix/Linux sviluppati per OS X.
Dopo la lunga introduzione al sistema con i suoi pro e contro è ora di sporcarsi le mani imparando ad installare (e, non si sa mai, a disinstallare) Homebrew.
Homebrew è un sistema di gestione dei pacchetti (package) che semplifica l’installazione su OS X del software open source di derivazione Unix/Linux.
Homebrew si autodefinisce “The missing package manager for OS X” (Il gestore di pacchetti per OS X che mancava), una definizione un po’ sfrontata – in particolare nelle prime fasi dello sviluppo alcuni anni fa – ma ormai non troppo lontana dalla realtà.
Nei giorni scorsi ho descritto l’aggiornamento di un iMac G5 con un disco SSD esaminando gli aspetti legati all’hardware.
Ma come funziona l’iMac G5 dopo la cura? Le prestazioni generali dell’iMac migliorano con l’uso di un disco a stato solido o il vero collo di bottiglia è l’architettura hardware ormai datata? Che sistema operativo scegliere e quale software ci può girare sopra, oggi?
Allora inventatevi come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo. – Apollo 13 (1995)
Ho già scritto di come un semplice disco SSD connesso via Firewire 800 al mio iMac del 2008 abbia trasformato una macchina ansimante e già pronta per la pensione in un computer moderno ed adeguato ad un utilizzo casalingo.
A casa ho un iMac Aluminum del 2008 condiviso da tutta la famiglia. Dato l’uso intenso, negli ultimi tempi sono stato combattuto fra l’idea di affiancarlo con un secondo Mac, preferibilmente un Air, o di cercare di renderlo più veloce.
Nel corso degli anni, infatti, le prestazioni dell’iMac si sono degradate notevolmente. Il suo momento migliore è stato con Snow Leopard: il sistema era reattivo e scattante e io stesso mi stupivo osservando come fossero sufficienti solo pochi secondi per passare dalla schermata di login (quella dove sono elencati i vari utenti) ad un desktop perfettamente funzionale. Tutta un’altra cosa rispetto alla lentezza (anche alcuni minuti!) del login di Windows XP, che vedevo quasi ogni giorno sui PC dei colleghi o degli amici.
Oggi, in occasione del compleanno di Steve Jobs, la O’Reilly sconta del 50% tutti i suoi ebook relativi ad Apple, OS X e iOS.
Per chi è interessato è una offerta imperdibile.
Ho sempre pensato che Lion fosse una versione pessima di Mac OS X e l’ho anche scritto da qualche parte, spiegando brevemente le mie motivazioni.
La semplice domanda “Does anyone recommend OS X Lion?” ha ricevuto sul sito di supporto della Apple più di 2300 risposte (che ho letto solo in minima parte).
Mi capita spesso di ricevere o scaricare dei documenti senza riuscire a capire immediatamente se sono nuove versioni di file che ho già sul Mac o se ho solo prelevato lo stesso file con un nome diverso.
La soluzione più immediata è quella di aprire i documenti in due finestre affiancate e confrontarli ad occhio nudo. È una soluzione perfetta se i documenti sono profondamente diversi, ma non funziona se le differenze sono limitate a poche parole sparse qua e là.
Ieri leggevo sul numero di Gennaio di PC Professionale una recensione del nuovo Surface Pro 2 della Microsoft.
Immediatamente l’hacker che è in me si è risvegliato.
Sarà mai possibile installare OS X sul Surface Pro 2, convertendo il tablet con Windows 8 in un Hackintosh? In effetti un tablet veloce e con OS X al posto di Windows 8 potrebbe essere un oggetto veramente interessante.
Fra le funzioni più utili introdotte a partire da OS X 10.7/Lion c’è di sicuro Versions (in italiano Versioni, ma permettetemi di usare l’originale inglese).
Erano moltissimi anni che mancava un sistema di gestione delle diverse versioni dei file (quasi) integrato con il sistema operativo (il motivo del quasi lo si trova più sotto).