La pasta ci potrà salvare da questa pandemia che ci sta tenendo chiusi in casa da un mese? XKCD ne è convinto. Imperdibile!
Fonte: Console di comando per sistema Olivetti ELEA 9003, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano. I computer sono oggetti complessi nei quali estetica, ergonomia ed esperienza utente devono fondersi appieno con la tecnologia sottostante.
Sembra di sentire Steve Jobs, invece è quello che pensava Adriano Olivetti già negli anni ‘50.
– © Charles M. Schulz. Versione italiana della strip originale del 2 aprile 1972.
E così finisce anche il 2018. Fare un bilancio dell’anno appena trascorso è una cosa molto personale e la lascio volentieri a ciascuno di voi. Intanto voglio augurare a tutti uno splendido 2019, per quello che mi riguarda se fosse sullo stesso livello del 2018 non sarebbe affatto male.
Oggi il blog compie cinque anni. Purtroppo me ne sono ricordato solo all’ultimo momento e non ho avuto il tempo di fare una analisi dettagliata come mi ero ripromesso di fare. Pazienza, magari ci sarà occasione in una circostanza meno “tonda”.
Una cosa che mi colpisce sempre è che, nonostante il blog sia in italiano, ben il 10% degli accessi provenga da fuori Italia. Chissà cosa riescono a capire i poveri visitatori che leggono gli articoli tramite Google Traduttore!
– Fonte: Cristina Gottardi su Unsplash.
C’è qualche morale da trarre dalle storie raccontate nelle due puntate precedenti (clicca qui per leggere la prima parte e la seconda parte)?
Il primo negozio in cui ho cercato il cacciavite adatto a rimuovere la batteria del mio MacBook Pro è uno dei più grossi punti vendita della regione nel settore della ferramenta professionale e del fai-da-te. Il negozio ha una clientela variegata che va dall’artigiano al piccolo rivenditore, dall’appassionato di bricolage alla famiglia in cerca di accessori per la casa. I commessi sono abbastanza competenti e disponibili, il vero problema è riuscire a trovarne uno vista la scarsità di personale in rapporto alle dimensioni del negozio.
All’inizio dell’estate compro una chiavetta USB per rimpiazzare l’ennesima pendrive perduta. Ormai sono così piccole che è praticamente impossibile non dimenticarle in giro o farle cadere per sbaglio dalla tasca. Dovrei decidermi ad attaccarle ad un portachiavi o a qualcosa del genere, ma poi diventerebbe molto più scomodo collegarle al computer. Per fortuna le uso solo (o quasi) per trasportare dei file da un Mac all’altro e perderne una non è mai troppo grave.
Il MacBook Pro è aperto sul tavolo operatorio. Forse si è offeso perché l’ho messo via per le vacanze e ha deciso di vendicarsi. Quando l’ho ripreso in mano a settembre, la batteria era così gonfia che aveva quasi strappato il trackpad dalla sua sede. Poco male, tanto la batteria non funzionava da un paio di anni, da quando il Mac era stato coinvolto in un incidente idraulico ed aveva dovuto passare settimane coperto di riso ad asciugarsi.
– Fonte: CafeCredit su Flickr.
Venerdì mattina mi chiama mia figlia da Londra. Ha perso il portafogli con la carta prepagata, è preoccupata, probabilmente teme anche la mia reazione. L’ha cercato a casa e a scuola, niente, l’ultima speranza è il pub dove sono stati la sera prima, ma apre solo nel pomeriggio.
Alla fine degli anni ‘80 ho vissuto a lungo in Germania. Bellissima la città, Brauschweig, quasi al confine con l’ex Germania Est e a pochi chilometri da una città incantevole come Hannover. Bellissimo l’istituto dove lavoravo, il Physikalisch-Technische Bundesanstalt (PTB per quelli che non amano gli scioglilingua), immerso nel verde, pieno di animali selvatici liberi di scorazzare nel bosco, tanto grande che per andare da un capo all’altro tanti usavano la bici o l’auto. Organizzazione perfetta, i tedeschi quando ci si mettono sono dei maestri.