Nei due lunghissimi articoli dedicati alla scelta di una nuova stampante (qui trovate la prima parte e la seconda parte), ho raccontato di come sia difficile trovare oggi una stampante multifunzione che supporti la scansione automatica fronte/retro dei documenti.
Per la maggior parte degli utenti questo è un problema minore: scansionare dei documenti non è una cosa che si fa tutti i giorni e, quando serve, ci sono un gran numero di app per smartphone che fanno un lavoro più che dignitoso. Ma per me la scansione dei documenti continua ad essere un’attività abituale e non ero disposto a rinunciare ad uno scanner di qualità.
– La prima stampante laser commerciale Xerox 9700, prodotta a partire dal 1977.
La prima parte di questa storia racconta come HP sia ormai riuscita a bloccare da remoto le sue stampanti che usano cartucce non originali.
In questa seconda parte voglio invece affrontare il problema, non facile!, della scelta di una nuova stampante adeguata alle necessità di casa mia, che sono più o meno le stesse di un piccolo ufficio.
La mia fidata stampante HP OfficeJet Pro 8600 Plus ha smesso di funzionare. Non è proprio così, la stampante potrebbe ancora funzionare perfettamente, ma dopo l’ultimo aggiornamento del firmware si rifiuta categoricamente di usare cartucce non originali. Io non sono tignoso come Richard Stallman, che proprio a causa di una stampante malfunzionante mise in moto il movimento del software libero (o open source, come si chiama oggi), però non sono nemmeno disposto ad obbedire ciecamente ai voleri di mamma HP. E quindi mi sono messo alla ricerca di una nuova stampante adeguata alle mie necessità. Non è stata una cosa facile.
Ne succedono di cose strane! La settimana scorsa ho voluto provare sul mio Mac principale la tastiera HP Pavilion 400, che mi sembrava interessante come tastiera di scorta per i tanti ammennicoli che ormai affollano la mia scrivania di casa, che è ormai anche la mia scrivania principale di lavoro (prima o poi ne parlerò più diffusamente).
– Foto di Edgar Chaparro su Unsplash.
Dopo aver mostrato nella prima parte dell’articolo perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,1 in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.
– Foto di Laura Ockel su Unsplash.
Ci hanno messo qualche anno di troppo, ma ormai i dischi SSD sono diventati le normali unità di avvio dei computer moderni, complice il calo di prezzi degli ultimi anni. Solo Apple si ostina ad offrire dei lenti dischi meccanici da appena 5400 giri al minuto sui suoi iMac più economici, ma probabilmente smetterà (finalmente!) di farlo alla prossima iterazione del modello, che dovrebbe arrivare molto presto (infatti l’iMac è stato aggiornato proprio ieri).
Qualche veloce considerazione sull’ultima parte del Keynote di ieri, con l’annuncio del passaggio dei Mac ai processori Apple Silicon basati su ARM. Sono solo delle note sparse, buttate giù durante la presentazione per focalizzare meglio quello che veniva annunciato. Nei prossimi mesi non mancheranno le occasioni per approfondire il significato di questa ennesima transizione compiuta da Apple.
È già un mese che a casa ho la fibra ottica di Fastweb. La fase di configurazione iniziale del router mi ha dato qualche grattacapo, ma questo è niente rispetto a quello che è successo dopo. Basti dire che in un mese il servizio ha funzionato più o meno solo al 75%, con lunghissimi periodi in cui la connessione alla rete era totalmente assente. Come se in casa uno dovesse stare al buio un giorno su quattro.
– Fonte: Plush Design Studio su Unsplash.
Rimanendo in tema “tasti da usare all’avvio”, ecco una lista ragionata dei tasti e delle combinazioni tasti che si possono usare per controllare l’avvio del Mac. A differenza di altre liste che si trovano in rete, prima fra tutte quella disponibile sul sito di supporto Apple, ho cercato di raggruppare le combinazioni di tasti in base alla funzioni svolte e all’ordine logico di utilizzo, descrivendo ciascuna combinazione in modo sintetico ma allo stesso tempo sufficiente ad utilizzarla senza bisogno di ulteriori informazioni.
Oltre a macOS Recovery, gli utenti del Mac hanno a disposizione uno strumento di diagnostica piuttosto completo, l’Apple Hardware Test o l’Apple Diagnostics a seconda del modello di Mac, con il quale è possibile analizzare lo stato dell’hardware del computer ed individuare ciò che (eventualmente) non funziona. Perché i Mac sono computer estremamente affidabili, ma c’è sempre qualcosa che può andare storto ed è meglio essere preparati.