Cosa hanno in comune Apple e Facebook? Niente. Apple produce hardware e software, oltre che servizi tagliati specificatamente per i suoi prodotti. Facebook vende di fatto pubblicità, collegata ad un servizio, il social, la chat, soggetto alle mode del momento, oggi va alla grande, domani chissà (ricordate Second Life o MySpace?), usato fin troppo spesso per diffondere sciocchezze, urla, falsità, e perfino odio vero e proprio.
Non ho visto la puntata di Presa Diretta di Riccardo Iacona dedicata alla ricerca scientifica.
Avrei dovuto farlo, lo so. La puntata era dedicata a quello che ho scelto di fare con enorme entusiasmo quasi trent’anni fa, preferendolo ad alternative (allora c’erano, altro che se c’erano) ben più remunerative, ma anche molto più banali e noiose.
“Uno in meno! Sei fuori!” La storia l’ho già raccontata ieri. Concludendo che Facebook non può essere altro che puro divertimento senza complessità, informazione usa e getta.
Tante volte più da gettare che da usare.
Vediamo cosa succede su Facebook quando qualcuno pone un problema di matematica. Roba semplice, sia chiaro, roba da scuola elementare, le quattro operazioni, mica geometria differenziale o teoria dei gruppi.
“Uno in meno! Sei fuori!”
No, non è Cracco che parla. Qualche giorno fa su Facebook mi hanno mostrato in rapida successione un cartellino giallo e un cartellino rosso, e in pochi minuti sono stato espulso da un gruppo. Fallo grave, gravissimo: diffusione di spam e violazione del regolamento del gruppo. Ecco la storia