Batteria

Batteria no, batteria si

Un post di qualche giorno fa sull’acquisto di un cacciavite per rimuovere la batteria rigonfia del mio MacBook Pro si concludeva così: Post Scriptum #2. Non credo che comprerò un’altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l’iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all’alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).

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Il MacBook Pro è aperto sul tavolo operatorio. Forse si è offeso perché l’ho messo via per le vacanze e ha deciso di vendicarsi. Quando l’ho ripreso in mano a settembre, la batteria era così gonfia che aveva quasi strappato il trackpad dalla sua sede. Poco male, tanto la batteria non funzionava da un paio di anni, da quando il Mac era stato coinvolto in un incidente idraulico ed aveva dovuto passare settimane coperto di riso ad asciugarsi.

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Come ho scritto qualche giorno fa, l’esperienza diretta con l’assistenza Apple vale molto di più di qualunque affermazione di principio sulla qualità del servizio. Ecco quindi un secondo racconto, un’esperienza vissuta in prima persona solo qualche settimana fa. La batteria Ad agosto l’iPhone di mia figlia maggiore comincia a fare le bizze. Tecnicamente l’iPhone è il mio, gliel’ho passato da un paio di anni sostituendolo con un Android. Non sono pazzo, io posso cavarmela senza troppi problemi con le asprezze del sistema operativo di Google, per lei, disinteressata digitale, l’iPhone è il non plus ultra, lo accende e va.