Può un gruppo rock scegliere un nome più idiota di The Animals, gli Animali?
Ma nonostante il nome, la versione degli Animals di Eric Burdon di The House Of The Rising Sun, un pezzo della tradizione folk americana già interpretato da grandissimi come Woody Guthrie, Pete Seeger e Nina Simone, è diventata la moderna versione di riferimento di questo brano.
Il sottotitolo di questo post potrebbe essere Come un genio può trasformare anche una canzoncina da niente in un capolavoro.
È quello che è successo a Time After Time di Cindy Lauper, arrivata al primo posto delle classifiche USA del 1984 e considerata uno dei pezzi migliori della cantante americana e una delle canzoni simbolo degli anni ‘80.1
Leggendo questi primi post qualcuno avrà avuto l’impressione che io ascolti solo musica di trenta, quaranta anni fa, trascurando (o persino rifiutando) quello che è venuto dopo.
L’impressione è sbagliata. Non c’è dubbio che la musica degli anni ‘60 e ‘70 ha raggiunto livelli incredibili di qualità, assorbendo in pieno lo spirito di quei tempi tumultuosi e pieni di speranze. Aiutata senza dubbio anche dall’influsso di alcool e droghe varie che, come affermava Aldous Huxley, riuscivano ad aprire meglio le Porte della percezione (del resto il nome dei Doors viene proprio da lì).
http://www.youtube.com/watch?v=asPDvjUYFy4
I Pink Floyd e i Doors, protagonisti dei post precedenti, sono riusciti a combinare molto bene la qualità della produzione musicale con il grande successo commerciale. Entrambi i gruppi sono stati, a cavallo fra gli anni ‘60 e ‘70, molto popolari fra i giovani dell’epoca interessati a qualcosa di più della pura musica di consumo. Ancora oggi i loro CD sono molto diffusi e si trovano persino negli scaffali della grande distribuzione.
Sono stato a lungo tentato di scegliere per il post di apertura di questa serie proprio Riders on the Storm, il brano finale di L.A. Woman, l’ultimo disco dei Doors al completo. Poi Echoes ha prevalso di un soffio.
Ogni tanto, un po’ oziosamente a dire il vero, mi pongo la domanda “Ma se domani, chissà perché, dovessi partire per la Luna, che musica mi porterei dietro?”