Ancora macOS Tahoe

Dopo meno di due mesi dalla distribuzione ufficiale, Tahoe sembra avviato a diventare un altra di quelle versioni di macOS da dimenticare, come Lion, Mavericks, Sierra, Catalina o Ventura.

Del resto, tolto Liquid Glass, di cui parlerò fra un istante, cos’ha Tahoe di memorabile? C’è il filtro delle chiamate telefoniche, che però fa più parte di iOS che di macOS e che ha comunque molte limitazioni, e anche le funzioni di ricerca di Spotlight sono migliorate. Ma vale davvero la pena aggiornare un sistema operativo solo per questo?1


Liquid Glass dovrebbe essere la vera novità di macOS 26 Tahoe, ma Macworld l’ha prima paragonato a Vista e poi l’ha dichiarato morto nella culla. Se lo dice Macworld – non PCWorld o Linux Pro – c’è davvero da preoccuparsi!

Del resto la cose con Liquid Glass sono andate storte fin dal primo momento, quando qualche bello spirito aveva pensato di invertire i colori dell’icona del Finder. Così, senza un motivo particolare, ma solo per cambiare.

Le critiche sono state così distruttive che Apple è dovuta tornare di corsa sui suoi passi ripristinando il design storico dell’icona del Finder, quello che conosciamo da trent’anni e che è uno dei segni distintivi di macOS.


Ma con le icone dei dischi Apple, se possibile, è riuscita a fare persino peggio. Nelle primissime beta di Tahoe le icone dei dischi erano identiche a quelle a cui siamo abituati da anni: l’immagine di un hard-disk meccanico per i dischi interni e un parallelepipedo stondato arancione per i dischi esterni. Tutto molto scheumorfico, ma anche molto chiaro e perfino bello da vedere, con tutte quelle vitine, i LED colorati e persino l’etichetta che ci avvisa di non aprire il disco.

Con la quinta beta di Tahoe, Apple butta nel cestino l’icona del vecchio hard-disk e la sostituisce con una immagine più stilizzata, che dovrebbe rappresentare il disco SSD installato ormai da molti anni su tutti i Mac.2 Già che c’è, dà anche una rinfrescata anche alle altre icone dei dischi (esterni, di rete e rimovibili) ed il risultato lo vedete qui sotto, dove la riga superiore mostra le icone dei dischi fino a Sequoia e alle primissime beta di Tahoe, mentre la riga inferiore mostra le icone aggiornate.

Fonte: Ars Technica.

Poco dopo l’icona del disco interno perde tutti gli elementi frontali, che forse volevano rappresentavano delle prese di areazione o LED di attività, e diventa minimale come le altre.

Le nuove icone sono banali, hanno perso tutti i dettagli in nome di una maggiore semplicità, proprio come è successo a tutto il resto dell’interfaccia grafica basata su Liquid Glass. Ma fin qui tutto sommato ci può stare.


Quello che è incomprensibile è perché le icone siano state ridisegnate in modo da sembrare più strette davanti e più larghe dietro, in barba alle leggi della prospettiva e a come siamo stati abituati a vederle fino a Sequoia. È solo una illusione ottica, in realtà (ho controllato) le icone hanno i lati perfettamente paralleli, ma i giochi di luci ed ombre ce le fanno sembrare strane e fuori posto.

L’effetto peggiora quando le icone vengono affiancate, perché le diverse riflessioni fanno apparire quella grigia del disco interno più naturale e meno distorta rispetto a quelle delle unità esterne.

Ora io capisco la necessità di adottare un linguaggio grafico omogeneo e ben definito, ma non era proprio possibile disegnare delle icone che apparissero più naturali? Ce l’ha fatta Susan Kare con soli 32x32 pixel, come possiamo pensare che non ce la facciano i designer Apple che oggi hanno praterie sterminate di pixel a disposizione?

Se oggi a Cupertino non riescono a fare nemmeno una icona convincente di un disco, come possiamo pensare che Tahoe e Liquid Glass siano una cosa seria?


  1. Il ciclo annuale di aggiornamento di macOS sarà anche buono per il marketing, ma dal punto di vista tecnico non ha senso. Non solo perché è difficile riuscire a trovare ogni ogni anno nuove funzionalità sufficientemente interessanti per la prossima release di macOS. Ma anche perché questa ricerca della novità a tutti i costi distrae da attività altrettanto importanti, come la correzione dei bachi della versione corrente e l’ottimizzazione delle prestazioni del sistema. ↩︎

  2. In realtà, la nuova icona del disco interno non ha niente a che fare con l’immagine di un vero disco SSD interno, ma non facciamo i sofisti. ↩︎