È intelligente, ma non fa il caffè

– Fonte: Flickr.

Ogni mattina mio marito ed io imploravamo Alexa di prepararci il caffé. Ma lei reagiva solo quando la richiesta veniva fatta in un modo ben preciso, e neanche sempre.

“[Alexa], chiedi a Behmor [la macchina del caffé connessa in rete, NdT] di preparare il caffè.”

Ma Alexa si limitava a rispondere: “Behmor, una passione per il caffè. Come posso aiutarti?”

“Prepara il caffè.”

“Non capisco”, diceva lei.

La cosa era particolarmente grave per due drogati di caffeina [come mio marito e me], che non avevano ancora potuto avere la loro dose mattutina.

A volte provavamo a ripetere la domanda finché Alexa non riusciva a capire, ma nella maggior parte dei casi uno di noi si alzava, andava in cucina e premeva il pulsante della macchina del caffè, senza farlo in modo “intelligente”.

Un piccolo estratto di La casa che mi spiava, un articolo molto godibile ma anche piuttosto inquietante. È solo in inglese, ma vale la pena fare un piccolo sforzo per leggerlo.

Non sono un luddista o un retrogrado, anzi la tecnologia mi piace moltissimo, però un futuro analogo a 1984 non mi alletta per niente.

Quello che il nostro esperimento ci ha rivelato è che tutti i dispositivi collegati [ad internet] telefonano costantemente ai loro produttori.

Non saprai mai che queste conversazioni stanno avvenendo a meno che tu non sia tecnicamente esperto e che monitori accuratamente il router, come abbiamo fatto noi.

E anche se lo sei, dato che le conversazioni sono solitamente criptate, non sarai comunque in grado di valutare cosa stanno trasmettendo i tuoi dispositivi.

Quando acquisti un dispositivo “intelligente”, questo non appartiene solo a te, ma [piuttosto] è in affidamento congiunto con l’azienda che l’ha realizzato. Non è solo un problema di privacy, ma significa anche che quelle aziende possono modificare il prodotto a loro piacimento dopo che l’hai comprato.