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    <title>Windows 3.1 on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Windows 3.1 on Melabit</description>
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      <title>Dai wallpaper agli sfondi</title>
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      <pubDate>Tue, 26 Apr 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Il riferimento al bellissimo sfondo di Big Sur dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;ultimo post&lt;/a&gt; mi ha fatto venire in mente quando gli sfondi per computer erano tutta un&amp;rsquo;altra cosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;un-po-di-storia&#34;&gt;Un po&amp;rsquo; di storia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli sfondi per computer nascono con la diffusione negli anni &amp;lsquo;80 dei computer dotati di interfaccia grafica, di fatto allora solo Macintosh, Atari ST e Amiga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rispetto agli standard attuali gli sfondi di allora erano poverissimi, dei semplici pattern ripetuti di 8x8 o 16x16 pixel, dapprima solo in bianco e nero e dalla fine degli anni &amp;lsquo;80 anche a colori. Più che altro erano un modo per personalizzare e rendere più piacevole l&amp;rsquo;uso del computer, e magari, anche se in modo ancora inconsapevole, di adattare la luminosità del desktop ai gusti personali. Un po&amp;rsquo; come facciamo oggi con le interfacce &lt;em&gt;dark&lt;/em&gt; sempre più diffuse (che a me stancano gli occhi molto di più di quelle &lt;em&gt;light&lt;/em&gt;,  ma su questo sono in chiaramente in minoranza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac lo sfondo si chiamava &lt;em&gt;Desktop Pattern&lt;/em&gt;, che potremmo tradurre in &amp;ldquo;motivo (grafico) del desktop&amp;rdquo;, ed era configurabile &lt;em&gt;accendendo&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;spegnendo&lt;/em&gt; i pixel di una griglia 8x8 che veniva ripetuta fino ad occupare l&amp;rsquo;intero schermo del computer. Ecco un esempio di quello che si poteva ottenere sul Mac con System 6.0.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/system-6.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Configurazione delle sfondo del Mac con System 6.0.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto molto rozzo se visto con gli occhi di oggi, ma si potevano fare perfino delle cose carine, come lo sfondo mostrato in figura che sembra essere composto da una trama di fili intrecciati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli anni &amp;lsquo;90 portano il colore e dei pattern più ampi, che non a caso venivano chiamati  anche &lt;em&gt;wallpaper&lt;/em&gt; (carta da parati) perché, proprio come la carta da parati, erano costituiti da un motivo grafico ripetuto sull&amp;rsquo;intera superficie, questa volta del desktop invece che del muro. Inutile dire che il confronto fra gli sfondi disponibili per il Mac e quelli per Windows 3.x/95 è improponibile, banali (per non dire brutti) quelli dei sistemi operativi Microsoft, molto più sofisticati quelli proposti da Apple. Lo si può vedere facilmente nelle figure qui sotto: le prime due mostrano il meglio che sono riuscito a trovare su Windows 3.1/95 (molto meglio Windows 3.1 secondo me), mentre l&amp;rsquo;ultima mostra lo strumento di selezione dei Desktop Pattern di System 7.5 insieme ad uno sfondo relativamente complesso già impostato (per cercare di rendere meno arbitrario il confronto ho scelto sfondi con la stessa tonalità dominante).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/windows-31.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Immagine del desktop di Windows 3.1, emulato online tramite &lt;a href=&#34;https://www.pcjs.org/software/pcx86/sys/windows/3.10/&#34;&gt;PCjs Machines&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/windows-95.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Immagine del desktop di Windows 95, emulato online tramite &lt;a href=&#34;https://www.pcjs.org/blog/2015/09/21/&#34;&gt;PCjs Machines&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/system-75.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Immagine del desktop di un Mac con System 7.5, emulato online tramite &lt;a href=&#34;https://system7.app/&#34;&gt;Infinite Mac&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più di tanto comunque non si poteva fare, perché usare dei pattern più complicati significava sprecare la memoria ancora relativamente ridotta del computer. Scavando nel mio hard-disk ho trovato alcuni dei motivi che usavo allora sfondo, come &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/70scircle.png&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/coco.png&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/pegboard-blue.png&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; (e anche &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/gnu.png&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;, da usare evidentemente in momenti di particolare fanatismo). Andavano bene con i monitor 800x600 o 1024x768 di allora, ma visti oggi sui nostri monitor ad altissima risoluzione sembrano semplicemente orribili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/tiled-90s-desktop-today.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Uno sfondo con pattern ripetuto degli anni &amp;lsquo;90 su un Mac moderno. No comment.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La fine del secolo scroso ci porta, insieme a &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/hardware/comments/5cr2j2/how_much_ram_did_computers_have_over_time_timeline/&#34;&gt;molta più RAM&lt;/a&gt;, anche le immagini di sfondo che conosciamo oggi, come questa per Mac OS 8.1 (le montagne sono una costante nell&amp;rsquo;immaginario Apple).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/mac-os-81.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Immagine del desktop di un Mac con Mac OS 8.1, emulato online tramite &lt;a href=&#34;https://macos8.app/&#34;&gt;Infinite Mac&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;avvento di Mac OS X segna l&amp;rsquo;ultimo passaggio degno di menzione, gli &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/&#34;&gt;sfondi astratti&lt;/a&gt; che si trovano in Mac OS X sono bellissimi, moderni e realizzati con una maestria tecnica che sarà di ispirazione per tutta una generazione di grafici, fra cui tanti pronti a &lt;a href=&#34;https://images-wixmp-ed30a86b8c4ca887773594c2.wixmp.com/f/e8b3a13f-6e82-4a64-9003-9f2b43614ac9/dlnu2n-f0095b4b-ea4f-4d7f-ad6d-620b6f305bdf.jpg&#34;&gt;scopiazzarli&lt;/a&gt; senza troppi scrupoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/tiger-aqua-blue.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Lo sfondo di default di Tiger, in tutta la sua gloria.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma questi sfondi per Mac OS X non erano solo &lt;em&gt;belli&lt;/em&gt;, erano anche perfetti per la funzione che dovevano svolgere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;due-centesimi&#34;&gt;Due centesimi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché gli sfondi del desktop non devono solo essere solo gradevoli da un punto di vista grafico, devono anche essere adatti a svolgere le loro funzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima è dare un&amp;rsquo;impronta, rendere immediatamente riconoscibile il sistema operativo sottostante. Come è riuscita a fare benissimo Microsoft con lo sfondo di default di Windows XP (&lt;a href=&#34;https://windowswallpaper.miraheze.org/wiki/Bliss&#34;&gt;&lt;em&gt;Bliss&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;), diventato una vera icona grafica e una delle &lt;a href=&#34;https://www.thestar.com/news/insight/2016/05/01/this-windows-wallpaper-was-a-real-photo-and-this-man-took-it.html&#34;&gt;foto più viste&lt;/a&gt; di tutti i tempi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/windows-xp-bliss.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Bliss, lo sfondo di default di Windows XP.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un caso fortunato, visto che nelle interazioni successive del suoi sistemi operativi Microsoft non è riuscita ed evitare di inserire degli sfondi di default decisamente mediocri, che sembrano più che altro delle inutili auto-promozioni del marchio (qui lo sfondo di default di &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/04/windows-7.jpg&#34;&gt;Windows 7&lt;/a&gt; e qui quello di &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/04/windows-10.jpg&#34;&gt;Windows 10&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple, invece, è riuscita benissimo a dare questa impronta in tutte le prime interazioni di Mac OS X, diciamo fino a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-6.png&#34;&gt;Snow Leopard&lt;/a&gt;, quando ogni sfondo identificava in modo chiaro e inconfondibile la versione del sistema operativo sottostante. Anzi, è arrivata perfino a suggerire con lo stesso sfondo la stretta somiglianza fra due versioni successive di Mac OS X (si pensi a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-5.png&#34;&gt;Leopard&lt;/a&gt; e a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-6.png&#34;&gt;Snow Leopard&lt;/a&gt; oppure a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-7.png&#34;&gt;Lion&lt;/a&gt; e a &lt;a href=&#34;https://i.gzn.jp/img/2020/03/29/mac-wallpaper-history/10-8.jpg&#34;&gt;Mountain Lion&lt;/a&gt;), dove la seconda versione serviva a correggere i &lt;em&gt;bug&lt;/em&gt; e a migliorare le prestazioni della prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/leopard.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-26-dai-wallpaper-agli-sfondi/snow-leopard.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Sfondi a confronto: Leopard e Snow Leopard.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ed è tornata (finalmente!) a dare a macOS una impronta immediatamente riconoscibile con lo &lt;a href=&#34;https://dynamicwallpaper.club/wallpaper/r1olj9zggjl&#34;&gt;sfondo dinamico di Mojave&lt;/a&gt; (una vera primizia, che potrebbe diventare il &lt;em&gt;Bliss&lt;/em&gt; degli anni &amp;lsquo;20) e soprattutto con quelli di &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/#jp-carousel-19693&#34;&gt;Big Sur&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/#jp-carousel-22538&#34;&gt;Monterey&lt;/a&gt;. Lo sfondo di Big Sur, in particolare, ha segnato davvero una svolta, con l&amp;rsquo;abbandono delle viste naturalistiche un po&amp;rsquo; stucchevoli e il ritorno ad una grafica astratta.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è funzionale alla seconda ragione per scegliere uno sfondo piuttosto che un altro. Perché è inutile nasconderselo, anche se sappiamo benissimo che non si dovrebbe fare, siamo tutti abituati a tenere un gran numero di file sul Desktop (senza magari arrivare a &lt;a href=&#34;https://i.redd.it/3466psyewti21.jpg&#34;&gt;certe&lt;/a&gt; stupide &lt;a href=&#34;https://twitter.com/literaticat/status/1114538221512400898/photo/1&#34;&gt;esagerazioni&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://i.redd.it/3466psyewti21.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E allora uno &lt;a href=&#34;https://www.quora.com/What-makes-a-good-desktop-background&#34;&gt;sfondo del desktop chiaro e pulito&lt;/a&gt;, come quello di Big Sur o dei primi Mac OS X, può aiutare ad organizzare le icone sul Desktop in gruppi logici ben visibili, portando un po&amp;rsquo; di ordine nel caos dei nostri computer. Provate a fare la stessa cosa con un sfondo pieno di dettagli e di colori diversi e poi ditemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma naturalmente c&amp;rsquo;è un&amp;rsquo;ultima ragione, forse la più importante: personalizzare l&amp;rsquo;ambiente di lavoro, renderlo più confortevole e adatto a svolgere i suoi compiti giornalieri. E da qui vengono gli sfondi con le foto del partner o dei figli, i ricordi dell&amp;rsquo;ultimo viaggio, le immagini del personaggio preferito del cinema o dei &lt;em&gt;cartoon&lt;/em&gt;, o gli sfondi con&amp;hellip; i &lt;a href=&#34;http://wp.widewallpapers.net/2k/girls/7/1920x1080/hot-girl-wallpaper-1920x1080-017.jpg&#34;&gt;sogni impossibili&lt;/a&gt;. L&amp;rsquo;equivalente moderno delle foto nel portafoglio o delle cornici sulla scrivania, che fanno parte di un passato che pare già lontanissimo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;sfondi-sfondi-sfondi&#34;&gt;Sfondi, sfondi, sfondi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un articolo sugli sfondi del computer non ha ragione di esistere senza un elenco di link da cui scaricare degli sfondi di qualità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Impossibile non menzionare per prima la collezione preparata da &lt;a href=&#34;https://512pixels.net&#34;&gt;512 Pixels&lt;/a&gt; di tutti gli sfondi di default di macOS, convertiti per gli schermi moderni ad altissima risoluzione, &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/&#34;&gt;Every Default macOS Wallpaper – in Glorious 6K Resolution&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I puri e duri che preferiscono gli sfondi originali (o quasi) li possono trovare qui, &lt;a href=&#34;https://gigazine.net/gsc_news/en/20200329-mac-wallpaper-history/&#34;&gt;Looking back on successive default wallpapers from Mac OS X to macOS, it looks like this&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sempre su 512 Pixels, i più nostalgici possono trovare anche gli sfondi di Mac OS 9, convertiti anch&amp;rsquo;essi ad una risoluzione mai vista in originale, &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/mac-os-9-5k-wallpapers/&#34;&gt;Mac OS 9 Wallpapers in 5K Resolution&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I bulimici che vogliono proprio tutto troveranno invece in &lt;a href=&#34;https://photos.google.com/share/AF1QipNNQyeVrqxBdNmBkq9ILswizuj-RYJFNt5GlxJZ90Y6hx0okrVSLKSnmFFbX7j5Mg?key=RV8tSXVJVGdfS1RIQUI0Q3RZZVhlTmw0WmhFZ2V3&#34;&gt;macOS Wallpapers&lt;/a&gt; la collezione completa degli sfondi di tutte le versioni di macOS/Mac OS X, da Monterey a Cheetah e giù giù fino a System 7.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passando a siti più specifici, non posso non menzionare &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt; e in misura minore &lt;a href=&#34;https://www.pexels.com/&#34;&gt;Pexels&lt;/a&gt;, che contengono un enorme numero di fotografie di ottima qualità distribuibili liberamente, che possono diventare dei bellissimi sfondi per i nostri computer (come ad esempio questa &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/t/textures-patterns&#34;&gt;collezione&lt;/a&gt; di macrofotografie e di dettagli architettonici, oppure quest&amp;rsquo;altra di sfondi &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/s/photos/abstract&#34;&gt;astratti&lt;/a&gt;&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una menzione speciale la merita &lt;a href=&#34;https://www.deviantart.com/&#34;&gt;DeviantArt&lt;/a&gt;, che raccoglie immagini originali e ben fatte, anche se destinate in gran parte a generazioni ben più giovani della mia. Purtroppo ora per scaricare le immagini bisogna registrarsi al sito. Si può fare, magari usando un account usa e getta, ma è una piccola seccatura in più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non male nemmeno &lt;a href=&#34;https://wallpapercave.com/&#34;&gt;WallpaperCave&lt;/a&gt;, c&amp;rsquo;è moltissima roba per ragazzini però l&amp;rsquo;organizzazione in categorie è decente, e allora perché non farci una capatina? Lo stesso vale per &lt;a href=&#34;https://wallpaperaccess.com/&#34;&gt;Wallpaperaccess&lt;/a&gt;, di cui mi piace parecchio la sezione dedicata agli &lt;a href=&#34;https://wallpaperaccess.com/4k-minimalist&#34;&gt;sfondi minimalisti&lt;/a&gt;. Non male nemmeno &lt;a href=&#34;http://wallpaperswide.com/&#34;&gt;WallpapersWide&lt;/a&gt;, che ha una grafica piuttosto datata ma molto facile da navigare, e che propone parecchi sfondi interessanti come &lt;a href=&#34;http://wallpaperswide.com/orange_abstract_background-wallpapers.html&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Utile infine fare ogni tanto una capatina su &lt;a href=&#34;http://theultralinx.com/&#34;&gt;UltraLinx&lt;/a&gt;, un sito di design davvero interessante (guardate ad esempio come si possono &lt;a href=&#34;https://theultralinx.com/2018/09/20-ridiculously-satisfying-examples-of-cable-management/&#34;&gt;organizzare i cavi&lt;/a&gt; in modo creativo), che propone periodicamente degli &lt;a href=&#34;http://theultralinx.com/?s=wallpaper&#34;&gt;sfondi davvero eccellenti&lt;/a&gt;. E chissà, magari insieme allo sfondo ci scappa pure una &lt;a href=&#34;https://theultralinx.com/2022/04/clean-ultrawide-monochrome-workspace/&#34;&gt;buona idea&lt;/a&gt; per (ri)organizzare il proprio spazio di lavoro!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non a caso sono tornate subito in funzione le &lt;a href=&#34;https://github.com/vinceliuice/WhiteSur-gtk-theme&#34;&gt;fotocopiatrici grafiche&lt;/a&gt;&amp;hellip;&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so, è una fissazione.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Python, il Visual Basic del XXI secolo?</title>
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      <pubDate>Mon, 19 Apr 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-04-19-python-il-visual-basic-del-xxi-secolo/visual-basic-10-for-windows.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Microsoft Visual Basic 1.0 per Windows 3.0 (e versioni successive)&lt;/em&gt;. Fonte: &lt;a href=&#34;https://winworldpc.com/product/microsoft-visual-bas/10&#34;&gt;WinWorld&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho appena letto l&amp;rsquo;articolo &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://medium.com/young-coder/is-python-the-spiritual-successor-to-visual-basic-5b211be55bc2&#34;&gt;Is Python the Spiritual Successor to Visual Basic?&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; di &lt;a href=&#34;https://medium.com/@prosetech&#34;&gt;Matthew MacDonald&lt;/a&gt; e non potrei essere più d&amp;rsquo;accordo, tanto più che ho fatto esattamente lo stesso percorso, Visual Basic nei primi anni &amp;lsquo;90 e Python (assieme ad R) oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Visual Basic&lt;/strong&gt; è stato un linguaggio davvero rivoluzionario, il primo che permetteva di aggiungere in modo semplice una interfaccia grafica ai programmi scritti in BASIC, un linguaggio di programmazione ben noto a tutti coloro che avevano vissuto la stagione degli &lt;em&gt;home computer&lt;/em&gt; come il Commodore 64 o lo Spectrum.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A me, abituato ad usare il Fortran o uno dei vari linguaggi &lt;a href=&#34;https://issuu.com/adpware/docs/mc070/80&#34;&gt;Turbo-qualcosa e Quick-qualcosa&lt;/a&gt; che all&amp;rsquo;epoca spopolavano, Visual Basic sembrò all&amp;rsquo;inizio come una ventata di aria fresca e lo usai subito per un &lt;a href=&#34;http://rescience.github.io/bibliography/Maggi_2020.html&#34;&gt;progetto&lt;/a&gt; a cui tenevo moltissimo (e che merita di essere raccontato più in dettaglio).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma dopo questa prima volta lo abbandonai senza remore, non solo perché nel frattempo avevo scoperto la potenza di UNIX e Windows era diventato improvvisamente troppo stretto per le mie esigenze, ma soprattutto perché avevo cozzato contro uno dei problemi più seri del linguaggio (almeno per me), l&amp;rsquo;incompatibilità fra le varie versioni, che impediva di eseguire il codice sviluppato per Visual Basic 1.0 già nella versione successiva della piattaforma di sviluppo. Ma dato che Microsoft già allora era maestra nel mettere i bastoni fra le ruote dei suoi utenti, nemmeno la compatibilità fra il Visual Basic 1.0 per Windows e la versione corrispondente per DOS era garantita al 100% (e questo era proprio il mio caso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sapevo ancora nulla di &lt;em&gt;free software&lt;/em&gt; o di &lt;em&gt;open source&lt;/em&gt;, ma l&amp;rsquo;idea di dover dipendere dai capricci di una azienda di software mi sembrava già allora incomprensibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Visual Basic è considerato un prodotto Microsoft, ma in realtà è l&amp;rsquo;adattamento di un linguaggio di programmazione visuale per Windows 3.x, &lt;a href=&#34;https://www.computer.org/csdl/magazine/an/2020/04/09263263/1oReOkHdXQQ&#34;&gt;sviluppato in proprio da Alan Cooper&lt;/a&gt; (che lo aveva chiamato &lt;em&gt;Ruby&lt;/em&gt;). L&amp;rsquo;idea originale di Cooper era di creare uno strumento con cui costruire con facilità delle interfacce grafiche che aiutassero gli utenti ad utilizzare al meglio il nuovo sistema operativo, interfacce che potevano essere diversificate in base al livello di esperienza di chi le usava.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Tramite dei buoni agganci Alan Cooper riuscì a presentare il proprio prodotto a Bill Gates, che ne rimase entusiasta e decise immediatamente di acquistarne i diritti. Ruby però finì subito in un limbo, ostaggio delle strategie aziendali e delle rivalità fra i diversi gruppi di sviluppatori, per essere associato solo in un secondo momento al QBasic, il vecchio interprete Basic della Microsoft, diventando così il Visual Basic che conosciamo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ambizioso obiettivo iniziale si ridusse così alla semplice riproposizione di un vecchio linguaggio di programmazione in una forma graficamente più accattivante. Alan Cooper sarà quindi anche considerato il &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://yourstory.com/2017/06/techie-tuesdays-alan-cooper&#34;&gt;padre del Visual Basic&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, ma la sua idea originale ha ben poco a che fare con il prodotto finale!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Date le premesse non ci si può stupire che Visual Basic abbia avuto una vita travagliata e relativamente breve, descritta con grande abbondanza di dettagli nell&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://socket3.wordpress.com/2016/09/12/visual-basic-early-beginnings/&#34;&gt;Visual Basic: Early Beginnings&lt;/a&gt;, pubblicato in uno dei blog più interessanti in assoluto sulla storia del Personal Computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Python&lt;/strong&gt; oggi è uno dei linguaggi di programmazione più popolari, e con buona ragione. Python e Visual Basic sono praticamente coetanei: il primo ha &lt;a href=&#34;https://www.theregister.com/2021/02/20/python_at_30/&#34;&gt;festeggiato trent&amp;rsquo;anni&lt;/a&gt; a febbraio di quest&amp;rsquo;anno,&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; mentre Visual Basic è stato pubblicato pochi mesi dopo, a maggio del 1991.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma Python, a differenza del Visual Basic, dopo una partenza lenta ha conosciuto negli ultimi anni un successo travolgente dovuto, a mio avviso, a due aspetti fondamentali del linguaggio:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Leggibilità&lt;/strong&gt;. Python non è infarcito di parentesi e di segni di interpunzione come JavaScript, C/C++ o Java, e questo lo rende molto più leggibile dei linguaggi concorrenti. Se per un programmatore esperto questo può essere un dettaglio di poco conto, di sicuro aiuta i neofiti ad avvicinarsi al linguaggio. Anche il fatto che le istruzioni contenute all&amp;rsquo;interno dei cicli &lt;code&gt;for&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;while&lt;/code&gt; o delle istruzioni condizionali &lt;code&gt;if&lt;/code&gt; debbano essere &lt;a href=&#34;https://www.html.it/pag/39741/indentazione/&#34;&gt;indentate&lt;/a&gt; rispetto al resto del codice contribuisce moltissimo alla sua leggibilità, perché permette di afferrare &amp;ldquo;ad occhio&amp;rdquo; la struttura del programma. Questa caratteristica obbliga anche a rispettare una certa disciplina nella scrittura del codice (se non si rispetta la giusta indentazione il codice, anche se corretto dal punto di vista sintattico, si rifiuta di funzionare), che è sempre una cosa positiva quando si programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flessibilità&lt;/strong&gt;. Si può programmare in Python utilizzando indifferentemente un approccio &lt;em&gt;procedurale&lt;/em&gt;, ad &lt;em&gt;oggetti&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;funzionale&lt;/em&gt;, riuscendo spesso a mescolare senza troppi problemi i diversi metodi di programmazione all&amp;rsquo;interno dello stesso programma. Il linguaggio quindi si adatta facilmente alle abitudini dei singoli programmatori e consente di far evolvere il codice in base alle esigenze del momento. È abbastanza usuale, almeno per i programmatori &lt;em&gt;dilettanti&lt;/em&gt; come me, cominciare a scrivere un programma in Python buttando giù le idee alla bell&amp;rsquo;e meglio, per passare solo in un secondo momento ad organizzare le parti principali in funzioni autonome, arrivando magari a creare una struttura di classi e metodi o a spingersi verso le asprezze della programmazione funzionale (in cui dati e funzioni diventano un tutto unico) quando serve un approccio più robusto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;La flessibilità del linguaggio viene sfruttata all&amp;rsquo;estremo dalle interfacce a &lt;em&gt;notebook&lt;/em&gt; come &lt;a href=&#34;https://jupyter.org&#34;&gt;Jupyter&lt;/a&gt;, che consentono di costruire dei veri e propri documenti programmabili, dove le parti di testo che descrivono il problema o i dettagli di funzionamento del codice si mescolano alle istruzioni Python e perfino ai dati e agli stessi risultati delle elaborazioni, dando all&amp;rsquo;utente la possibilità di sperimentare in modo interattivo e di eseguire il codice in modo non lineare (una pratica non sempre raccomandabile, ma che se tenuta sotto controllo è molto comoda).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jupyter può essere &lt;a href=&#34;https://jupyter.org/try&#34;&gt;utilizzato direttamente dal web&lt;/a&gt;, senza installare nulla sulla proprio computer e senza dover gestire le mille dipendenze dei pacchetti di terze parti che permettono a Python di essere usato in settori diversissimi, che spaziano dalle analisi scientifiche alla finanza o all&amp;rsquo;arte. Bisogna ammettere che la gestione dei pacchetti esterni è l&amp;rsquo;aspetto più complesso del linguaggio ed anche la sua principale debolezza, e che ancora oggi non esiste uno strumento universale per farlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Grazie a &lt;a href=&#34;https://colab.research.google.com/notebooks/intro.ipynb&#34;&gt;Colab di Google&lt;/a&gt; si può persino utilizzare una GPU (e in certi casi persino una TPU) per velocizzare i programmi su Jupyter, una cosa fantascientifica fino a pochissimi anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul fronte opposto, Python è in grado di girare anche su microcomputer da poche decine di euro, come le varie incarnazioni del &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/products/raspberry-pi-4-model-b/&#34;&gt;Raspberry Pi&lt;/a&gt;, e perfino su alcuni microcontroller, come il recentissimo &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/products/raspberry-pi-pico/&#34;&gt;Raspberry Pi Pico&lt;/a&gt;, dei veri e propri computer ridotti all&amp;rsquo;osso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal Visual Basic per Windows al Python di oggi se ne è fatta di strada!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-04-19-python-il-visual-basic-del-xxi-secolo/6kxdp8u3k2c61.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da un testo mediante le reti neurali BigGAN e CLIP&lt;/em&gt;. Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MachineLearning/comments/kzr4mg/p_the_big_sleep_texttoimage_generation_using/&#34;&gt;Reddit&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-04-19-python-il-visual-basic-del-xxi-secolo/a-cityscape-in-the-style-of-mondrian-under-a-bright-sun.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da un testo mediante le reti neurali BigGAN e CLIP&lt;/em&gt;. Fonte: Sabino Maggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima del Visual Basic mi viene in mente solo &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/LabVIEW&#34;&gt;LabView&lt;/a&gt; (sviluppato originariamente per MacOS), che però era un linguaggio iper-specializzato (e iper-costoso!) per la gestione della strumentazione elettronica di misura (e per l&amp;rsquo;automazione industriale in generale) e l&amp;rsquo;analisi dei dati acquisiti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;LabView (ancora!) perseguiva lo stesso scopo (e lo fa tuttora) nell&amp;rsquo;ambito, ben più ristretto, dell&amp;rsquo;automazione industriale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il codice originale di Python &lt;a href=&#34;https://github.com/smontanaro/python-0.9.1&#34;&gt;si trova qui&lt;/a&gt;, adattato in modo che possa essere ancora compilato sulle macchine moderne.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Windows 95: le finestre usabili di Microsoft</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Mar 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/03/windows31.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Microsoft aveva un problema. &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Windows_3.1x&#34;&gt;Windows 3.1&lt;/a&gt; era stato un grande successo, almeno per gli standard dell&amp;rsquo;epoca, e tanti utenti abituati al DOS avevano finalmente scoperto l&amp;rsquo;interfaccia grafica: &amp;ldquo;&lt;em&gt;perché mai dovrei usare un mouse?&lt;/em&gt;&amp;rdquo; era una domanda ricorrente nelle riviste di quegli anni. L&amp;rsquo;aggiornamento apparentemente minore a Windows for Workgroups 3.11 aveva perfino spinto molti uffici a dotarsi di una infrastruttura di rete, anche se ancora molto acerba (spesso era necessario spegnere e far ripartire tutti i PC collegati allo stesso segmento di rete per risolvere i problemi più ostinati).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al quarto tentativo Microsoft aveva fatto centro. Windows 1.0 e 2.0 erano orrende imitazioni del Macintosh, il &lt;em&gt;computer per tutti&lt;/em&gt; che Apple vendeva in piccoli numeri ma guadagnandoci un bel po&amp;rsquo; di soldi. Windows 3.0 aveva avuto un certo successo, ma era così instabile che bastava guardare lo schermo per mandarlo in crash. Fino all&amp;rsquo;uscita di Windows 3.1 nel 1992 gli utenti non avevano nessun motivo per abbandonare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/MS-DOS&#34;&gt;MS-DOS&lt;/a&gt;, il sistema operativo originale del &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/PC_IBM&#34;&gt;PC IBM&lt;/a&gt; e dei suoi innumerevoli cloni. Era brutto, scomodo, limitato, solo a linea di comando, ma riusciva a fare decentemente il suo lavoro e funzionava anche sui computer più datati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma dopo il successo di Windows 3.1 bisognava andare avanti e sviluppare qualcosa di nuovo e di più moderno, qualcosa che riuscisse ad attirare nuovi utenti senza allontanare quelli vecchi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come è andata ce lo racconta molto bene Kent Sullivan, uno dei componenti del  team incaricato di sviluppare l&amp;rsquo;interfaccia utente di Windows 95, in &lt;a href=&#34;http://prior.sigchi.org/chi96/proceedings/desbrief/Sullivan/kds_txt.htm&#34;&gt;The Windows® 95 User Interface: A Case Study in Usability Engineering&lt;/a&gt; (chi preferisce la versione in pdf dell&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://dl.acm.org/citation.cfm?id=238611&#34;&gt;la può trovare qui&lt;/a&gt;).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il gruppo di cui faceva pare Sullivan era composto da appena due dozzine di persone, metà incaricata delle progettazione e del collaudo dell&amp;rsquo;interfaccia, l&amp;rsquo;altra metà dell&amp;rsquo;implementazione del software.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea vincente fu quella di adottare un modello di sviluppo &lt;em&gt;iterativo&lt;/em&gt;, in cui progettazione, implementazione e collaudo non si svolgevano in compartimenti stagni, secondo specifiche definite a priori e quasi scolpite nella roccia, ma erano effettuate in modo dinamico, provando rapidamente le nuove idee e portando avanti quelle che sembravano più promettenti, facendo tesoro dei pareri di molteplici gruppi di utenti finali con livelli diversi di competenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/03/windows95.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Tutto ciò portò ad un profondo rinnovamento nell&amp;rsquo;interfaccia grafica di Windows 95, che la rese effettivamente molto più accessibile all&amp;rsquo;utente comune che nulla sapeva (e voleva sapere) di computer, sistemi operativi o comandi arcani, ma che desiderava semplicemente &lt;em&gt;usare&lt;/em&gt; il suo computer senza troppe complicazioni, più o meno come se fosse un tostapane.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Giusto, sbagliato?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da utente avanzato e di vecchia data di computer di tutti i tipi, sono convinto che un minimo di cultura generale in ambito informatico non faccia male, ma poi penso alla mia macchina, penso che posso guidarla senza sapere quasi niente di come funziona il motore o la trasmissione, e cambio idea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo non era questa l&amp;rsquo;idea alla base del Macintosh, produrre un computer così facile e intuitivo che potesse essere usato da tutti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci ha provato negli anni &amp;lsquo;80 ma senza riuscirci del tutto, soprattutto per i costi proibitivi delle macchine di allora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci è riuscita invece Microsoft con Windows 95, portando i computer in tutti gli uffici e in tutte le case, e di questo successo alla fine ne hanno beneficiato tutti i concorrenti. Anche se non amo particolarmente Microsoft, devo riconoscere che non è stata una impresa da poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E per chi vuole provare il brivido di vedere (o rivedere) Windows 95 in azione, sul solito &lt;a href=&#34;https://archive.org/&#34;&gt;Internet Archive&lt;/a&gt; è disponibile il &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/win3_W95DEMO&#34;&gt;disco dimostrativo di Windows 95&lt;/a&gt;, che Microsoft distribuì in lungo e in largo qualche mese prima del &lt;a href=&#34;https://mashable.com/2015/08/24/windows-95-launch/&#34;&gt;lancio ufficiale&lt;/a&gt; per presentare le novità del nuovo sistema operativo e per permettere agli utenti di verificare la compatibilità del loro hardware con Windows 95 (compatibilità, se ricordo bene, molto scarsa).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su Internet Archive non c&amp;rsquo;è ancora un emulatore funzionante di Windows 95, ma &lt;a href=&#34;https://www.pcjs.org/disks/pcx86/windows/win95/4.00.950/&#34;&gt;questo emulatore in JavaScript&lt;/a&gt; va alla grande, anche se il caricamento iniziale è piuttosto lento. Non manca invece l&amp;rsquo;emulatore online di &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/win3_stock&#34;&gt;Windows 3.11&lt;/a&gt;, così il tuffo nel passato è più completo (e magari qualcuno potrà provare a cercare le dfferenze descritte nell&amp;rsquo;articolo di Kent Sullivan).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo riferimento all&amp;rsquo;articolo di Sullivan l&amp;rsquo;ho trovato in questo post, &lt;a href=&#34;https://socket3.wordpress.com/2018/02/03/designing-windows-95s-user-interface/&#34;&gt;Designing Windows 95’s User Interface&lt;/a&gt;, dove l&amp;rsquo;autore ha riportato pari pari il testo dell&amp;rsquo;articolo originale perché, a suo dire, non era più disponibile in rete. Non so se è vero o no, io l&amp;rsquo;ho trovato con molta facilità, ma il post mi ha fatto scoprire un articolo molto interessante, nonché un &lt;a href=&#34;https://socket3.wordpress.com&#34;&gt;blog molto interessante&lt;/a&gt; dedicato alla storia dell&amp;rsquo;informatica personale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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