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    <title>Vax on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Vax on Melabit</description>
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      <title>Schede perforate: un mainframe da caserma</title>
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      <pubDate>Sun, 22 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-01-22-schede-perforate-un-mainframe-da-caserma/telescrivente-mm-sgc1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Telescrivente a nastro perforato. Fonte: &lt;a href=&#34;https://twitter.com/auroraciardelli/status/490945278540005376&#34;&gt;Aurora Ciardelli&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo giorno del CAR, il Centro Addestramento Reclute dell&amp;rsquo;esercito che &lt;em&gt;formava&lt;/em&gt; i militari di leva  prima che venissiro assegnati alle rispettive sedi (cioè insegnava a marciare e ad urlare sissignore a squarciagola), mi comunicarono che sarei stato assegnato al battaglione Trasmissioni di Torino, per lavorare con un &amp;ldquo;nuovo sistema informatico&amp;rdquo; che avrebbe dovuto gestire i messaggi delle telescriventi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiaramente non ci capii niente. Sapevo cosa fossero le telescriventi, nei laboratori che avevo frequentato prima della laurea c&amp;rsquo;erano ancora in giro delle telescriventi collegate a dei vecchi computer, ma non avevo idea del perché le usassero i militari e, soprattutto, perché servisse un &amp;ldquo;nuovo sistema informatico&amp;rdquo; per gestire quelli che già allora, alla metà degli anni &amp;lsquo;80, erano dei ruderi elettromeccanici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il CAR finì e venni davvero assegnato dove mi avevano detto. Il &amp;ldquo;nuovo sistema informatico&amp;rdquo;, però, non era ancora pronto e nel frattempo io, con una ventina di altri militari di leva, venni messo davanti ad un telescrivente a nastro perforato, più o meno come quella in figura, a ricevere telex 24 ore su 24.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un lavoro durissimo: la sala telex conteneva una dozzina di macchine sempre in funzione, il rumore era assordante e i turni estenuanti. Arrivavano messaggi in continuazione, e tutti dovevano essere letti, classificati per importanza e registrati su un quaderno, separando e marcando i nastri di carta di ciascun messaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La maggior parte dei messaggi era inutile, &amp;ldquo;Il soggiorno termale del sottufficiale Tal dei Tali viene rimandato dalla data X alla data Y&amp;rdquo;, alcuni erano relativamente seri, &amp;ldquo;Il militare Pinco Pallino non è tornato in caserma dopo la licenza&amp;rdquo;, ma bisognava stare sempre in allerta nel caso fosse arrivata una comunicazione davvero importante, come quella di un incidente, di un terremoto o, peggio, dello scoppio del sempre temuto conflitto fra Patto di Varsavia e NATO. La cosa snervante era proprio quella di classificare correttamente i messaggi, se sbagliavi potevano essere guai seri, per fortuna quando ci sono stato io non è mai successo niente di importante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il lavoro ai telex era così pesante che ogni due giorni di lavoro (quasi) continuativo ci davano altrettanti giorni di riposo, a casa. Non era una concessione, ma una vera necessità. In caserma ci consideravano dei raccomandati (&lt;em&gt;paraculati&lt;/em&gt; nel gergo sempre finissimo della caserma), ma chi lo pensava non aveva idea di cosa significasse passare sveglio una notte ogni quattro davanti ad un telex che sputava continuamente carta, finendo per crollare letteralmente sulla tastiera nei rari momenti di pausa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Io intanto ero sempre più incuriosito dal &amp;ldquo;nuovo sistema informatico&amp;rdquo; che era in costruzione in un&amp;rsquo;ala seminascosta del piano dei telex. Per fortuna i sergenti del centro stavano seguendo un corso di &lt;em&gt;informatica&lt;/em&gt;, e io durante i turni nei weekend, quando il lavoro era molto più leggero, riuscivo a farmi dire qualcosa, barattando le informazioni con delle spiegazioni facili-facili sui computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eh sì, perchè a quei poveretti, che a malapena avevano la licenza media o poco più, venivano impartite auliche lezioni sull&amp;rsquo;architettura della CPU o sulle differenze fra memoria RAM statica e dinamica, lezioni di cui sistematicamente non capivano niente. Non era colpa loro, in fondo si impegnavano, cercavano di prendere appunti, ripetevano a pappagallo i concetti. Il problema era che gli mancavano le basi, e gli insegnanti non si preoccupavano di &lt;em&gt;scendere sulla terra&lt;/em&gt; e preparare delle lezioni accessibili al pubblico che gli stava davanti. E così diventai il loro insegnante alternativo da weekend, una cosa molto divertente e che mi faceva uscire per un po&amp;rsquo; dal solito tran-tran da caserma. Probabilmente da queste lezioni ho imparato più io di loro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E così seppi anche quello che mi aspettava. Il cosidetto &amp;ldquo;nuovo sistema informatico&amp;rdquo; era di fatto un &lt;em&gt;mainframe&lt;/em&gt; che avrebbe dovuto gestire tutto il traffico di comunicazioni della Regione Militare Nord Ovest, sostituendo in tutto e per tutto i vecchi telex. Eravamo a metà degli anni &amp;lsquo;80, i computer non erano potenti come quelli di oggi, ma usare un mainframe per gestire qualche migliaio di telex era già allora una cosa eccessiva, un &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Minicomputer&#34;&gt;minicomputer&lt;/a&gt; come il VAX o il MicroVAX della DEC, diffusissimi nelle università, oppure l&amp;rsquo;HP 3000 o l&amp;rsquo;IBM System/36 sarebbero stati più che sufficienti. Ma si sa, quando c&amp;rsquo;è da buttare un po&amp;rsquo; di soldi l&amp;rsquo;esercito sa bene il fatto suo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, in quel momento erano in corso i lavori di ristrutturazione dell&amp;rsquo;area che avrebbe ospitato il nuovo &lt;em&gt;supercomputer&lt;/em&gt;, lavori che non si sarebbero conclusi prima di alcuni mesi. In sostanza, era più che probabile che avrei finito il militare ben prima di vedere come fosse fatto e come funzionasse il &amp;ldquo;nuovo sistema informatico&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non era un problema, lavorare ai telex tutto sommato mi piaceva e ormai c&amp;rsquo;era un bell&amp;rsquo;affiatamento con il resto della squadra. In più, abitando a Torino, poter stare due giorni su quattro a casa mi faceva molto comodo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi arrivò la chiamata che cambiò definitivamente il mio status di militare, ma questa storia la racconterò la prossima volta.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>I miei 30 anni di Mac</title>
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      <pubDate>Mon, 27 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ho avuto la fortuna di riuscire ad usare &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; il primo &lt;a href=&#34;http://oldcomputers.net/macintosh.html&#34;&gt;Macintosh 128k&lt;/a&gt;, pochi mesi dopo la sua uscita. È stata un&amp;rsquo;esperienza emozionante e ne ricordo ancora perfettamente tutti i particolari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi stavo aggirando nel vecchio Dipartimento di Fisica di Torino quando un amico mi chiamò furtivamente per trascinarmi senza complimenti in un corridoio secondario del Dipartimento. Lo conoscevo, c&amp;rsquo;erano alcuni laboratori di elettronica dove lavoravano degli amici tesisti. Ogni tanto passavo da lì per salutare, ma poiché era riservato ai &lt;em&gt;particellari&lt;/em&gt; (nel gergo di allora, i fisici che studiavano la fisica delle particelle), non avevo molto da fare lì. Proprio parlando in una stanza con uno di loro, avevo deciso di passare a &lt;em&gt;stato solido&lt;/em&gt; (quella che oggi si chiama fisica della materia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;amico carbonaro mi portò in una stanza dove non ero mai stato. L&amp;rsquo;ingresso era quasi bloccato da un vecchio &lt;a href=&#34;http://www.hampage.hu/pdp-11/&#34;&gt;PDP-11&lt;/a&gt;, un armadio alto due metri, ormai in disuso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oltre il PDP-11 c&amp;rsquo;era una scrivania, una di quelle tipiche da laboratorio in metallo con i cassetti al lato, e sopra la scrivania&amp;hellip; lui!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sapevo perfettamente cos&amp;rsquo;era. Avevo letto avidamente &lt;a href=&#34;http://issuu.com/adpware/docs/mc028/44?e=0&#34;&gt;le prime presentazioni del Macintosh&lt;/a&gt; pubblicate fra febbraio e marzo su &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Bit_%28rivista%29&#34;&gt;Bit&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.mcmicrocomputer.org/&#34;&gt;MC Microcomputer&lt;/a&gt;, le riviste storiche di microinformatica in Italia. Conoscevo molto bene la Apple: l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://apple2history.org/&#34;&gt;Apple II&lt;/a&gt; era il computer di riferimento dell&amp;rsquo;epoca, usatissimo anche all&amp;rsquo;università, insieme al &lt;a href=&#34;http://www.mcmanis.com/chuck/computers/vaxen/&#34;&gt;VAX&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo io a casa dovevo accontentarmi di un misero &lt;a href=&#34;http://oldcomputers.net/vic20.html&#34;&gt;VIC-20&lt;/a&gt; con espansione di memoria da 8(!) kB autocostruita e poi di un &lt;a href=&#34;http://oldcomputers.net/c64.html&#34;&gt;Commodore 64&lt;/a&gt;, di cui conoscevo ogni locazione di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ero abituato a cassoni enormi, ad armadi pieni di lucine e di interruttori, perfino l&amp;rsquo;Apple II era bello grande. Al confronto il Macintosh sembrava un giocattolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi sedetti davanti al monitor da 9 pollici, così minuto rispetto ai terminaloni a cui ero abituato, e toccai per la prima volta un &lt;a href=&#34;http://sloan.stanford.edu/mousesite/1968Demo.html&#34;&gt;mouse&lt;/a&gt;. Non ci volle molto per abituarsi, era molto più semplice da usare di quanto immaginassi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Incredibile! Pochi anni prima, al primo anno di università, usavo ancora le schede perforate. L&amp;rsquo;anno dopo mi ero intrufolato in una sala terminali di informatica che mi sembrava un paradiso tecnologico. Ero abituato a inserire comandi al computer e ad aspettare la risposta per delle mezz&amp;rsquo;ore. Ed ora? Ora, invece, tutto quello che facevo compariva immediatamente sul piccolo monitor che avevo davanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era emozionante. Sentivo confusamente di stare osservando il futuro. Il mondo dei computer non sarebbe stato più lo stesso, l&amp;rsquo;élite dei meccanici, che conoscevano i dettagli intimi del funzionamento dei computer (élite a cui sentivo di appartenere un po&amp;rsquo; anch&amp;rsquo;io) sarebbe stata travolta dai neopatentati, che il computer l&amp;rsquo;avrebbero solo usato, senza avere la minima idea di come funzionasse. E tutto grazie a un piccolo computer che sembrava un giocattolo, ma che costava come una utilitaria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo un po&amp;rsquo; il mio amico si avvicinò e mi disse: &amp;ldquo;Ha fatto lo stesso effetto anche a me&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era tardi, l&amp;rsquo;istituto stava per chiudere e dovemmo andare via e lasciare il nostro nuovo giocattolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo rubarono subito. Non lo vedemmo più.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>La versione di Apple</title>
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      <pubDate>Sun, 22 Dec 2013 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Fra le funzioni più utili introdotte a partire da OS X 10.7/Lion c&amp;rsquo;è di sicuro &lt;code&gt;Versions&lt;/code&gt; (in italiano &lt;code&gt;Versioni&lt;/code&gt;, ma permettetemi di usare l&amp;rsquo;originale inglese).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Erano moltissimi anni che mancava un sistema di gestione delle diverse versioni dei file (quasi) &lt;em&gt;integrato&lt;/em&gt; con il sistema operativo (il motivo del &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt; lo si trova più sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quanto ricordo, uno dei primi sistemi operativi che implementava un &lt;a href=&#34;http://h71000.www7.hp.com/doc/731final/6489/6489pro_005.html#understanding_files_specs&#34;&gt;sistema rudimentale di gestione delle versioni dei file&lt;/a&gt; è stato il &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/OpenVMS&#34;&gt;VMS&lt;/a&gt; della Digital Equipment Corporation (DEC) che negli anni &amp;lsquo;80 dominava, con i minicomputer della serie VAX, nei dipartimenti universitari scientifici di tutto il mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad ogni salvataggio di un file, il sistema operativo creava una nuova versione, distinta dalle altre da un un numero progressivo. Era anche possibile cancellare le versioni salvate, singolarmente o a gruppi. Un po&amp;rsquo; rozzo ma, per i tempi, efficace.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha usato il VAX in quegli anni ricorda ancora di essere stato istruito (o meglio, catechizzato!) a &lt;strong&gt;non usare mai, mai, mai&lt;/strong&gt; il comando &lt;code&gt;del _._;*&lt;/code&gt; con il quale si cancellavano tutte le versioni di tutti i file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io, purtroppo, l&amp;rsquo;ho fatto! Una sola volta, ma l&amp;rsquo;ho fatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;errore mi ha obbligato a riscrivere da zero un programma quasi completo, ma da allora sono diventato un maniaco dei backup.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torniamo ad oggi e a Versions. A che serve Versions? Non basta Time Machine?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà sono due strumenti profondamente diversi. Time Machine effettua un backup di tutti i file modificati nell&amp;rsquo;ultima ora, mentre Versions salva automaticamente solo il file su cui si sta lavorando: ogni 5 minuti, ogni volta che si preme &lt;code&gt;cmd + S&lt;/code&gt;, e anche ogni volta che si apre o si chiude il file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo permette, in pratica, di recuperare le modifiche fatte ad un file nel corso del tempo: si può sia scegliere di ripristinare integralmente una versione precedente del file (esattamente come Time Machine) o di estrarre solo alcune parti dalle vecchie versioni del file per incollarle in quella corrente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appena si comincia a provarlo ci si chiede come si faceva&amp;hellip; prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Facciamo un esempio pratico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho appena salvato questo documento, che sto scrivendo in &lt;a href=&#34;http://daringfireball.net/projects/markdown/&#34;&gt;Markdown&lt;/a&gt; (ne riparleremo di sicuro). Rileggendolo, mi accorgo che alcune modifiche recenti non mi piacciono e decido di ripristinare le parti di testo corrispondenti scritte il giorno prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun problema: sposto solo il mouse alla destra del nome del file, in cima alla finestra dell&amp;rsquo;applicazione. Nelle applicazioni supportate compare un triangolino grigio. Cliccandolo vengono mostrate alcune opzioni che permettono di bloccare o duplicare il file, di ripristinare l&amp;rsquo;ultima versione salvata o, infine, di scorrere tutte le versioni salvate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scelgo quest&amp;rsquo;ultima opzione. Lo schermo si trasforma in quello, sempre affascinante, di Time Machine, ma questa volta il file su cui sto lavorando viene affiancato da una sequenza di finestre contenenti le versioni precedenti del file, che posso scorrere esattamente come in Time Machine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torno quindi &lt;em&gt;indietro nel tempo&lt;/em&gt; e scelgo una versione precedente del file, sostituendola al posto di quella corrente. Seleziono la porzione di testo da ripristinare, la copio e uso di nuovo Versions per tornare alla versione più recente del documento, incollandovi il testo appena copiato. Piuttosto complicato da descrivere, ma efficace.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma gli sviluppatori Apple sono &lt;em&gt;grandiosi&lt;/em&gt;: posso anche copiare il testo da ripristinare dalla versione precedente del documento &lt;em&gt;direttamente nell&amp;rsquo;interfaccia di Versions&lt;/em&gt;, tornare alla versione più recente del documento su cui sto lavorando (senza ripristinare nulla) ed incollare il testo appena copiato dal vecchio file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fantastico!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Versions però non è integrato con il sistema operativo ma funziona solo nelle applicazioni scritte appositamente per supportarlo. E in fondo non ha molto senso implementare questa funzionalità in &lt;em&gt;tutte&lt;/em&gt; le applicazioni. Ma per quelle in cui serve veramente, è una funzione utilissima. Provare per credere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Maggiori approfondimenti su Versions si possono trovare nella già mitica &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2011/07/mac-os-x-10-7/14/&#34;&gt;recensione di Lion di John Siracusa&lt;/a&gt; su ArsTechnica e anche nell&amp;rsquo;interessantissimo post &lt;a href=&#34;http://tekonomist.wordpress.com/2011/08/06/mac-os-x-lion-file-versions-part-1/&#34;&gt;Mac OS X Lion file versions&lt;/a&gt; pubblicato sul &lt;a href=&#34;http://tekonomist.wordpress.com/&#34;&gt;blog TeX, Tech and Theory&lt;/a&gt;. Fra parentesi, il blog è gestito da un economista: un teorico, un italiano che lavora negli USA, e un utente di LaTeX. Una combinazione straordinaria.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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