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    <title>Touch Bar on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Touch Bar on Melabit</description>
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      <title>Tutto qui? Dimenticavo...</title>
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      <pubDate>Wed, 07 Dec 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/mbp_wordle.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualche ulteriore commento sparso su dettagli che ho dimenticato di inserire negli &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;articoli&lt;/a&gt; degli &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;ultimi&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;giorni&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;spdif&#34;&gt;S/PDIF&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://www.independent.co.uk/life-style/gadgets-and-tech/features/apple-macbook-pro-new-philip-schiller-interview-phil-iphone-ios-criticism-a7393156.html&#34;&gt;Phil Schiller afferma&lt;/a&gt; che, a differenza dell&amp;rsquo;iPhone 7, i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 conservano il jack analogico perché &amp;ldquo;sono macchine professionali che hanno bisogno di una connessione &lt;em&gt;fisica&lt;/em&gt; ai dispositivi audio professionali attraverso il jack audio.&amp;rdquo;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;These are pro machines. If it was just about headphones then it doesn’t need to be there, we believe that wireless is a great solution for headphones. But many users have setups with studio monitors, amps, and other pro audio gear that do not have wireless solutions and need the 3.5mm jack.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo, però, nei MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 è stato mantenuto il solo jack audio &lt;em&gt;analogico&lt;/em&gt;, rimuovendo la &lt;a href=&#34;http://www.hardwaresecrets.com/everything-you-need-to-know-about-the-spdif-connection/&#34;&gt;connessione digitale S/PDIF&lt;/a&gt;, veicolata attraverso lo stesso jack audio ed usata da tanti professionisti per collegare fra loro i dispositivi audio professionali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica finora, inserendo una cuffia nel jack, il Mac si limitava a trasmettere un segnale analogico alla cuffia. Ma inserendo un &lt;a href=&#34;https://larryjordan.com/assets/nxltr67/toslink-adapters.jpg&#34;&gt;adattatore TOSLINK&lt;/a&gt;, la porta audio passava automaticamente a trasmettere un segnale digitale a 24 bit e 96 kHz attraverso una connessione in fibra ottica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono esperto in audio professionale, però mi sembra lo stesso una mancanza piuttosto significativa: la connessione ottica isola elettricamente un dispositivo dall&amp;rsquo;altro, evitando che si creino loop di massa e che il segnale trasmesso da un dispositivo all&amp;rsquo;altro venga &lt;em&gt;sporcato&lt;/em&gt; da ronzii e rumori di varia natura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I professionisti dell&amp;rsquo;audio ne saranno entusiasti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;disco-ssd&#34;&gt;Disco SSD&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono già alcuni anni che i portatili Apple hanno la memoria RAM saldata direttamente sulla scheda madre. Se tale scelta garantisce la compatibilità della RAM con la scheda madre e ottimizza le dimensioni del portatile, rende di fatto obbligatorio scegliere, già in fase di acquisto, il taglio di memoria più ampio fra quelli disponibili, compatibilimente con il budget  che abbiamo a disposizione. Poiché l&amp;rsquo;esperienza ci dice che il prezzo della RAM tende a scendere rapidamente nel tempo, poter aggiungere altri moduli RAM solo quando se ne presenta la necessità effettiva riduce parecchio l&amp;rsquo;esborso economico complessivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 con touch bar Apple si è spinta ancora più avanti, &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/15/macbook-pro-touch-bar-non-removable-ssd/&#34;&gt;saldando anche al memoria di massa a stato solidio (SSD)&lt;/a&gt; alla scheda madre del portatile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se la scheda madre di un qualunque computer smette di funzionare, possiamo sempre rimuovere la memoria di massa (non importa se un disco rigido meccanico o uno a stato solido) e collegarla ad un altro computer, garantendoci l&amp;rsquo;accesso immediato ai dati memorizzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 (con touch bar) tutto ciò non è più possibile: se il Mac non funziona, l&amp;rsquo;unica opzione per recuperare i propri dati è quella di inviare il portatile presso un centro assistenza Apple che dispone di &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/25/apple-ssd-data-recovery-macbook-pro/&#34;&gt;uno strumento specifico&lt;/a&gt; per il recupero del contenuto del disco SSD da queste macchine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un bene che Apple ci abbia pensato. È molto male che il recupero sia effettuabile solo dai tecnici Apple: i dati memorizzati sul disco rigido sono molto spesso la cosa più preziosa del computer e potrebbe essere un grave danno dover aspettare ore (o giorni) prima di potervi accedere di nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un consiglio spassionato per chi decidesse di acquistare un nuovo MacBook Pro: non fidatevi del solo Time Machine e investite qualche decina di euro in una copia di &lt;a href=&#34;http://bombich.com/&#34;&gt;Carbon Copy Cloner&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;http://www.shirt-pocket.com/SuperDuper/SuperDuperDescription.html&#34;&gt;SuperDuper&lt;/a&gt;, con i quali effettuare periodicamente la clonazione dell&amp;rsquo;intero disco rigido su un disco esterno. Preferibilmente (molto preferibilmente!) separato da quello che usate per Time Machine. La prudenza non è mai troppa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;touch-id&#34;&gt;Touch ID&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 integrano nella touch bar anche il touch ID, un sensore di riconoscimento dell&amp;rsquo;impronta digitale analogo a quello presente sugli iPhone più recenti, che serve anche da pulsante di spegnimento del MacBook Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insieme al trackpad &lt;em&gt;maggiorato&lt;/em&gt;, questa è di certo una delle funzioni più utili dei nuovi MacBook Pro. Purtroppo anche la touch bar e il sensore touch ID sono saldati direttamente sulla scheda madre, &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/MacBook&amp;#43;Pro&amp;#43;13-Inch&amp;#43;Touch&amp;#43;Bar&amp;#43;Teardown/73480&#34;&gt;rendendo probabilmente impossibile la ripararli&lt;/a&gt; senza sostituire l&amp;rsquo;intera scheda logica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche a costo di essere considerato retrogrado, mi sembra una scelta di progetto ben poco logica per una macchina da portare continuamente in giro. Oltre che piuttosto onerosa per gli utenti sfortunati che dovessero ritrovarsi con un touch ID difettoso.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? I professionisti del Mac</title>
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      <pubDate>Wed, 16 Nov 2016 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;presentazione dei nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; ha suscitato opinioni fortemente contrastanti. &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;Tanti utenti professionali&lt;/a&gt; (e io fra questi) sono rimasti fortemente delusi dalle caratteristiche delle nuove macchine, altri professionisti la pensano in modo diametralmente opposto e sono tanto soddisfatti dalle caratteristiche dei nuovi MacBook Pro da &lt;a href=&#34;http://www.ibtimes.co.uk/new-macbook-pro-has-already-outsold-all-other-laptops-just-five-days-after-launch-1590928&#34;&gt;precipitarsi a comprarlo&lt;/a&gt;. Per farsi un&amp;rsquo;idea delle diverse opinioni basta leggere gli ultimi post su &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org&#34;&gt;Quickloox&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ottimo blog gestito dal mio amico &lt;a href=&#34;https://twitter.com/loox&#34;&gt;Lucio &amp;ldquo;Lux&amp;rdquo; Bragagnolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo contrasto deriva da un una concezione profondamente diversa di chi sono i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; che usano il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In linea generale, i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; sono coloro che usano il Mac prevalentemente per motivi di lavoro, per ricavare una qualche forma di profitto per se stessi o per l&amp;rsquo;azienda per cui lavorano, in contrapposizione con gli utenti &lt;em&gt;generici&lt;/em&gt; (o &lt;em&gt;casalinghi&lt;/em&gt; o, come mi sfugge spesso, utenti &lt;em&gt;normali&lt;/em&gt;) per i quali il Mac è più che altro uno strumento di informazione, comunicazione o gioco, ma non di guadagno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi ultimi possono essere interessati alla potenza di calcolo del computer, in particolare se lo usano per giocare, ma contano molto meno su fattori come la stabilità e l&amp;rsquo;affidabilità del sistema: non poter usare il computer per qualche giorno può essere una seccatura, ma non molto di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I professionisti, invece, hanno bisogno di un computer non necessariamente potente, ma stabile e affidabile, perché ogni giorno di inattività si traduce in un guadagno mancato. E non guasta di certo che il sistema sia anche facile da usare, bello da vedere ed eventualmente comodo da trasportare, con una batteria che duri il più a lungo possibile. Tutte caratteristiche soddisfatte in pieno dai nuovi MacBook Pro e, in generale, da tutti i Mac attuali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scrittori e giornalisti, professori, tanti &lt;a href=&#34;https://marchdotnet.wordpress.com/&#34;&gt;architetti&lt;/a&gt; e ingegneri, &lt;a href=&#34;https://www.avvocati-e-mac.it/&#34;&gt;avvocati&lt;/a&gt; e commercialisti, medici, piccoli imprenditori, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/09/28/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo/&#34;&gt;artigiani &lt;em&gt;creativi&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e chissà quanti altri che non mi vengono in mente, non hanno bisogno di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma i critici più aspri dei nuovi MacBook Pro sono un&amp;rsquo;altra categoria di professionisti, i &lt;em&gt;power user&lt;/em&gt;, coloro che usano il Mac per lo scopo originale per il quale sono stati inventati i  computer, macinare i numeri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono quelli che sviluppano le applicazioni che girano sui Mac o gli strumenti alla base dei sistemi operativi o della rete. Sono gli architetti e gli ingegneri CAD/CAM alle prese con il raytracing e il rendering 3D, sono i creativi che si occupano di musica, video o elaborazione di immagini, sono gli scienziati che sviluppano modelli numerici e simulazioni o analizzano pesanti archivi di dati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutta questa gente le prestazioni pure del computer contano più di qualunque altra considerazione: ogni megahertz di velocità del processore è importante, ogni core conta, ogni pezzettino libero della RAM deve essere usato. Tutto il resto è secondario: non possono e non vogliono barattare qualche millimetro di spessore o qualche etto di peso con una potenza minore della loro macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono loro a cui i nuovi MacBook Pro non vanno giù. Probabilmente contano poco, sono soltanto una esigua minoranza dei potenziali acquirenti delle nuove macchine, ma sono anche molto arrabbiati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al posto del &lt;em&gt;nuovo inizio&lt;/em&gt; fatto balenare dallo slogan &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;, cosa si ritrovano? Un MacBook Pro costoso e non aggiornabile che sembra più che altro un Air travestito, con una tastiera-sottiletta e touch-bar la cui reale utilità è ancora sconosciuta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Presentando i nuovi modelli Apple ha creato troppe aspettative, finendo per partorire il classico topolino. È chiaro che a un certo punto la pazienza finisce.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? L&#39;hardware</title>
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      <pubDate>Thu, 03 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c7.staticflickr.com/4/3013/2851680710_5294e42fb4_b.jpg&#34; width=&#34;600&#34; alt=&#34;Processors&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico delle caratteristiche tecniche e delle specifiche hardware nude e crude. E non da oggi, ma dai lontani anni &amp;lsquo;70-&amp;lsquo;80, quando nel settore allora molto popolare dell&amp;rsquo;audio ad alta fedeltà, dei parametri tecnici significativi come la risposta in frequenza piatta fino a ben oltre l&amp;rsquo;udibile o la distorsione ai limiti delle capacità degli strumenti di misura, non si traducevano necessariamente in una migliore esperienza d&amp;rsquo;ascolto, perché quello che contava di più era l&amp;rsquo;equilibrio generale del sistema d&amp;rsquo;ascolto e l&amp;rsquo;interazione fra i suoi componenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So quindi che paragonare gigahertz per gigahertz o pixel per pixel le specifiche tecniche di due computer non ha molto senso: ciò che conta &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; è la qualità dei singoli componenti e come questi interagiscono fra loro,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; senza mai dimenticare il sistema operativo che fa funzionare e coordina il tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante ciò, la presentazione degli ultimi MacBook Pro mi ha &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;deluso parecchio&lt;/a&gt;. Vorrei approfondire qui i motivi di tale delusione, cominciando dalle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro ed in particolare dal processore installato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo molti commentatori Apple non ha inserito il nuovo processore Kaby Lake nei nuovi MacBook Pro perché Intel non riesce ancora a produrre i modelli adatti ai portatili e che questa scelta è poco rilevante perché Kaby Lake è solo &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-core-i5-7600k-kaby-lake-cpu-benchmarks/&#34;&gt;marginalmente più veloce&lt;/a&gt; del  processore Skylake di un anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni aggiungono che non sarebbe stato comunque possibile utilizzare il nuovo processore perché i MacBook Pro sono stati &lt;a href=&#34;http://gizmodo.com/why-are-apple-and-microsoft-using-such-old-processors-i-1788302547&#34;&gt;progettati ben prima della presentazione di Kaby Lake&lt;/a&gt;, tanto che anche Microsoft non li ha usati per i suoi nuovi Surface Book e Surface Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono argomenti che non mi convincono più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;tick-tock&#34;&gt;Tick-tock&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intel ha fabbricato per anni i suoi processori seguendo il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello &lt;em&gt;tick-tock&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in base al quale in un determinato un anno propone un processore fabbricato con un processo produttivo rinnovato e una architettura già matura (&lt;em&gt;tick&lt;/em&gt;), e l&amp;rsquo;anno successivo ottimizza il processo produttivo della generazione precedente e rinnova l&amp;rsquo;architettura del sistema (&lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quest&amp;rsquo;anno Intel ha introdotto una seconda fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt; di ottimizzazione, perché la  progressiva diminuzione delle dimensioni e della spaziatura degli elementi attivi &amp;ndash; i processori più recenti sono fabbricati con &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/standards-14nm-explained-video.html&#34;&gt;un processo a 14 nm&lt;/a&gt;, un numero che indica &lt;a href=&#34;http://spectrum.ieee.org/semiconductors/devices/the-status-of-moores-law-its-complicated&#34;&gt;più o meno&lt;/a&gt; la &lt;a href=&#34;http://nanoscale.blogspot.it/2015/07/what-do-ibms-7-nm-transistors-mean.html&#34;&gt;distanza minima fra i transistor MOSFET&lt;/a&gt; che costituiscono gli elementi attivi del dispositivo &amp;ndash; si sta scontrando con i &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/computing/97469-is-14nm-the-end-of-the-road-for-silicon-lithography&#34;&gt;limiti intrinseci della tecnologia&lt;/a&gt;, dettati dalle leggi fondamentali della fisica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori Kaby Lake sono il prodotto di questa ulteriore fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;, e infatti usano lo stesso &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Socket_%28elettronica%29&#34;&gt;&lt;em&gt;socket&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di Slylake, con il quale sono &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-kaby-lake-200-series-chipset-processor-platform/&#34;&gt;perfettamente compatibili&lt;/a&gt;. In pratica, si può prendere un processore Kaby Lake e sostituirlo allo Skylake equivalente, modificando solo il &lt;em&gt;firmware&lt;/em&gt; della scheda madre (il cosidetto UEFI, &lt;em&gt;Unified Extensible Firmware Interface&lt;/em&gt;), in modo che supporti le caratteristiche più avanzate del nuovo processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;problemi&#34;&gt;Problemi?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, Apple e Microsoft avrebbero potuto benissimo sviluppare i nuovi modelli usando i vecchi processori Skylake per il grosso del lavoro di progettazione e gli esemplari di preserie di Kaby Lake (disponibili in anticipo per i grossi clienti mesi prima della presentazione ufficiale) per gli affinamenti finali.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Del resto Apple ha utilizzato più volte processori appena usciti dalle fabbriche di Intel per i suoi nuovi Mac, anzi l&amp;rsquo;ha fatto proprio con il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=cp49Tmmtmf8&#34;&gt;primo Mac Intel&lt;/a&gt; del 2006, che &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/1048842/livekeynote.html&#34;&gt;montava in anteprima il nuovissimo Core Duo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto che sia Apple che Microsoft abbiano usato il processore dell&amp;rsquo;anno scorso, mi fa pensare che Intel non sia ancora riuscita ad affinare a sufficienza il processo di fabbricazione,&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e non riesca ancora a  produrre processori Kaby Lake in volumi sufficienti alle necessità dei suoi clienti. Oppure &amp;ndash; ipotesi ancora più probabile &amp;ndash; che l&amp;rsquo;annuncio di agosto sia arrivato troppo in anticipo rispetto alle reali possibilità tecnologiche dell&amp;rsquo;azienda, probabilmente per pure esigenze di marketing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altra possibilità è che i rapporti fra Apple e Intel si siano raffreddati, magari a causa della (possibile e futuribile) concorrenza con i processori di classe ARM prodotti da Apple. L&amp;rsquo;ho ipotizzato &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;io stesso&lt;/a&gt; ma ripensandoci non mi convince più di tanto, perché non spiega come mai anche Microsoft, partner storico di Intel, abbia seguito la stessa sorte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe infine la possibilità di un effetto &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;Galaxy Note 7&lt;/a&gt;, la paura di far uscire un prodotto troppo poco testato e affidabile, con conseguenze tragiche sulle finanze e sull&amp;rsquo;immagine aziendale. Ma anche questa ipotesi è poco plausibile, il ritiro del Note 7 è troppo recente da permettere sia ad Apple che a Microsoft di tornare così in fretta sui propri passi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma che colpa ha Apple di tutto questo se il problema è di Intel? In teoria Apple non ha nessuna colpa, perché ha dovuto adattarsi ai tempi di Intel. Ma in pratica ne ha parecchie: Apple non presentava nuovi modelli di MacBook Pro da circa un anno e mezzo, e questi sembrano tirati fuori al momento sbagliato, più che altro per riempire un vuoto che iniziava a diventare imbarazzante e aveva pesanti conseguenze sulle vendite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-caratteristiche-hardware&#34;&gt;Le caratteristiche hardware&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto questo ci sono altre cose da dire sulle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro sulle quali non si può transigere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se acquisto una macchina professionale come il MacBook Pro voglio che dentro ci sia il meglio di quanto è disponibile al momento: non solo un processore performante ed aggiornato, ma anche un disco a stato solido capiente e veloce, RAM più che abbondante, una scheda grafica di buona qualità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte cose che mancano nei MacBook Pro presentati la settimana scorsa, a meno di non spendere cifre da capogiro per i modelli più performanti.&#xA;Cifre con le quali si può acquistare un Mac Pro che, nonostante abbia ormai tre anni, continua di certo a lasciare nella polvere qualunque portatile, almeno dal punto di vista delle pure prestazioni velocistiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Barattare delle caratteristiche hardware di base con una Touch Bar &lt;em&gt;glamour&lt;/em&gt; o con una oretta in più di durata della batteria è incomprensibile, almeno dal mio personalissimo punto di vista. Se devo lavorare in mobilità, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Air  mi bastano e mi avanzano. Ma se devo &lt;em&gt;lavorare seriamente&lt;/em&gt; in mobilità, ho bisogno di una macchina potente e veloce, il fatto che debba collegare o no  all&amp;rsquo;alimentatore diventa quasi sempre irrilevante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è confermato dalle prime recensioni del modello base da 13 pollici e senza Touch Bar del nuovo MacBook Pro, l&amp;rsquo;unico modello già disponibile. Ho avuto solo il tempo di scorrerle velocemente, ma mi sembra di capire che  sia &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/2/13490774/apple-macbook-pro-review-2016-13-inch-laptop&#34;&gt;The Verge&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2016/11/review-cheapest-2016-macbook-pro-is-good-but-its-missing-all-the-cool-stuff/&#34;&gt;Ars Technica&lt;/a&gt; lo considerino più che altro una versione Pro dell&amp;rsquo;Air, non un modello adatto ad usi professionali impegnativi. Fra pochi giorni, con l&amp;rsquo;arrivo dei modelli maggiori, ne sapremo di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una scheda madre e un processore di ultima generazione non possono far molto se ci si mette su della RAM scadente o un hard-disk lumaca.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrimenti, come farebbero i produttori di schede madri a far uscire i nuovi modelli subito dopo la presentazione dell&amp;rsquo;ultimo processore?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori vengono fabbricati su grosse piastre circolari (&lt;em&gt;wafer&lt;/em&gt;) di silicio, ciascuna delle quali contiene centinaia e centinaia di dispositivi. Di questi, una parte funzionerà come previsto dalle specifiche, un&amp;rsquo;altra parte funzionerà al di sotto delle specifiche e verrà declassata a modelli di classe inferiore, mentre i dispositivi rimanenti funzioneranno al di sotto di una soglia minima di accettabilità o non funzioneranno affatto. Ottimizzare il processo di fabbricazione in modo da aumentare la percentuale di dispositivi funzionanti per ogni wafer consente di diminuire i costi di produzione e, di conseguenza, anche il costo per l&amp;rsquo;utente finale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui?</title>
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      <pubDate>Tue, 01 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Giovedì scorso, a causa di un viaggio di lavoro (seguito da una cena sociale), non ho potuto seguire la presentazione dei nuovi MacBook Pro, e per una volta la cosa non mi è dispiaciuta più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non per quello che Apple &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; ha presentato &amp;ndash; il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/25/hello-again/&#34;&gt;mio post sull&amp;rsquo;evento&lt;/a&gt; descriveva quello che io avrei voluto che Apple presentasse, ma non mi aspettavo di certo che lo facesse sul serio &amp;ndash; ma per quello che è successo veramente: come previsto dai vari &lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;, Apple ha presentato i nuovi MacBook Pro con barretta sensibile al tocco e ha dismesso gli Air, o meglio ha dismesso per ora il solo Air da 11 pollici. Dimenticavo, ha anche migliorato l&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di tvOS e ha definitivamente mandato in pensione MagSafe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto qui. Tutto molto deludente, l&amp;rsquo;avevo scritto e lo confermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so se la &lt;em&gt;Touch Bar&lt;/em&gt;, la barretta &lt;em&gt;cangiante&lt;/em&gt; sensibile al tocco, sarà un successo o no, se si rivelerà più utile di quello che appare ora, ma francamente mi sembra un po&amp;rsquo; poco per chiedere in cambio un tale sforzo finanziario agli utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai il MacBook Pro più economico, senza barretta sensibile e schermo da 13 pollici, con processore (ammettiamolo) sottodimensionato, appena 8 GB di RAM e 256 GB di disco SSD, costa ben 1.750 euro. Se poi si vuole un 15 pollici, bisogna tirar fuori almeno 2.800 euro. Almeno!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma stiamo scherzando?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse nessun modello standard da 13 pollici monta 16 GB di RAM e una scheda grafica decente con RAM dedicata, due cose riservate ai soli MacBook Pro con schermo maggiore. A meno di non tirar fuori 2.350 euro per il modello senza barretta, personalizzandolo con un processore i7 e 16 GB di RAM (ma la scheda grafica rimane sempre quella). Oppure, la bella cifra di 2.700 euro per il modello equivalente con barretta e scheda grafica appena appena migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica non è più possibile avere senza svenarsi un MacBook Pro &lt;em&gt;piccolo&lt;/em&gt; ma potente, comodo da portare in giro e da tenere collegato in ufficio ad uno schermo esterno più grande. Molto meglio allora tornare al doppio computer, iMac o Mac Pro per il lavoro di tutti i giorni e MacBook Air o iPad per quando si è in viaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se anche su quest&amp;rsquo;ultimo fronte non è che le cose vadano tanto meglio, in particolare con il Pro che non viene aggiornato da ben tre anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due parole su Kaby Lake, l&amp;rsquo;ultimo processore Intel, che non verrà utilizzato nei nuovi MacBook Pro perché, a quanto sembra, Intel non produce ancora le versioni adatte a questi modelli Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Delle due l&amp;rsquo;una: o Intel ha qualche problema nel processo di produzione, e quindi si è concentrata solo su certe versioni dei nuovi processori, oppure non ha più un rapporto privilegiato con Apple. Negli ultimi anni è successo più volte che gli ultimissimi processori Intel fossero disponibili in anteprima per le macchine Apple, ben prima che per gli altri produttori di PC. Oppure è &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;l&amp;rsquo;effetto Galaxy Note 7&lt;/a&gt; che si fa sentire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so anch&amp;rsquo;io che Kaby Lake, la settima generazione dei processori Intel Core, è solo un aggiornamento del precedente Skylake (il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello tick-tock&lt;/a&gt; è in crisi per aver quasi raggiunto i limiti fisici della tecnologia del silicio), però è incomprensibile che macchine di alto livello, vendute a prezzi da capogiro, abbiano un &lt;em&gt;cervello&lt;/em&gt; già invecchiato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-air&#34;&gt;MacBook Air&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La dismissione dell&amp;rsquo;Air era nell&amp;rsquo;aria, per fortuna Apple si è limitata (per ora) al solo modello da 11 pollici, dando qualche ulteriore mese di vita all&amp;rsquo;Air con schermo maggiore, ma è chiaro che la fine definitiva dell&amp;rsquo;Air è vicina e che in quella categoria rimarrà presto il solo MacBook.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Peccato, perché l&amp;rsquo;Air sovrasta il MacBook per le migliori prestazioni velocistiche e per la tastiera di un altro pianeta. Ma anche il pollice in più di schermo e il prezzo leggermente minore non guastano di certo. E peccato perché l&amp;rsquo;Air è stato un modello di svolta, ha creato il settore degli ultrabook, computer più che sufficienti per lavorare, con il peso e la durata della batteria di un tablet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;professionisti&#34;&gt;Professionisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe ancora da dire, in particolare sulla dismissione del connettore MagSafe (un&amp;rsquo;idea geniale, buttata via in pochi anni) o sulla utilità della Touch Bar (a parte il Touch ID, che non si discute). Oppure sul settore professionale, che tanti considerano essere stato quasi abbandonato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so dire se ciò sia veramente successo per il settore &lt;em&gt;creativo&lt;/em&gt;, che non conosco a sufficienza. Ma di certo gli ultimi annunci non vengono incontro a chi si occupa dei campi che mi interessano di più, calcolo scientifico e sviluppo software, per i quali il mancato aumento di prestazioni e la contemporanea crescita dei prezzi sono un duro, durissimo colpo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non affatto è detto che OS X, lo Unix dal volto umano, la principale ragione per usare i Mac, possa evitare una fuga verso altri lidi.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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