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    <title>Syncthing on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Syncthing on Melabit</description>
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      <title>Syncthing, c&#39;è anche l&#39;iPhone e l&#39;iPad</title>
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      <pubDate>Tue, 21 May 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ed eccoci arrivati all&amp;rsquo;ultima parte della serie dedicata a Syncthing, questa volta incentrata sull’uso del programma con i dispositivi mobili (qui potete trovare la &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/03/21/syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/&#34;&gt;prima&lt;/a&gt;, la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;seconda&lt;/a&gt; e la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/04/29/syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/&#34;&gt;terza&lt;/a&gt; parte).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su Android posso dire poco, perché in questo momento non ho per le mani nemmeno un dispositivo Android su cui fare delle prove. In ogni caso, su Google Play è disponibile l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://play.google.com/store/apps/details?id=com.nutomic.syncthingandroid&#34;&gt;app ufficiale di Syncthing&lt;/a&gt;, per cui non dovrebbero esserci particolari differenze rispetto ad un sistema desktop (volendo si può &lt;a href=&#34;https://f-droid.org/packages/com.nutomic.syncthingandroid/&#34;&gt;scaricare l&amp;rsquo;app&lt;/a&gt; anche dello store alternativo &lt;a href=&#34;https://f-droid.org&#34;&gt;F-Droid&lt;/a&gt;, dedicato alle applicazioni open source per Android).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece, per motivi che mi sfuggono, non esistono delle app ufficiali di Syncthing per iOS e iPadOS (da ora in poi scriverò solo iOS per intendere entrambi i sistemi operativi mobili di Apple). Per fortuna ci hanno pensato quelli di &lt;a href=&#34;https://www.pickupinfinity.com&#34;&gt;Pickup Infinity Limited&lt;/a&gt;, che hanno sviluppato &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/us/app/m%C3%B6bius-sync-pro/id1671184333&#34;&gt;Möbius Sync Pro&lt;/a&gt;, un ottimo &lt;em&gt;client&lt;/em&gt; di Syncthing per iOS che replica in modo perfetto l&amp;rsquo;interfaccia web di gestione del programma.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dell&amp;rsquo;app esiste anche una versione gratuita, &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/us/app/m%C3%B6bius-sync/id1539203216&#34;&gt;Möbius Sync&lt;/a&gt;, utile per fare delle prove e vedere si ci piace. Ma per un uso appena appena serio ci vuole la versione Pro, che del resto costa una cifra ridicola rispetto a quello che offre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-welcome-screen.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-3-left&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-purchase.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-3-center&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-pro.png&#34; alt=&#34;&#34; class=&#34;gallery-3-right&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Schermata di benvenuto di Moebius Sync (sinistra), informazioni su Moebius Sync (centro), attivazione di Moebius Sync Pro (destra).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta installato, Möbius Sync si presenta con questa interfaccia (sopra quella dell&amp;rsquo;iPhone, sotto l&amp;rsquo;iPad), che appare identica all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso&#34;&gt;interfaccia web dell&amp;rsquo;applicazione per desktop&lt;/a&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-iphone.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Schermata principale di Möbius Sync per iPhone.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-ipad.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Schermata principale di Möbius Sync per iPad.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;permettendo così di usare Syncthing sui dispositivi mobili Apple esattamente come siamo abituati a fare sui normali computer su cui gira Linux, macOS o Windows. In entrambi i casi il nome dato di default al dispositivo iOS è &lt;code&gt;localhost&lt;/code&gt;, che è bene cambiare per personalizzare il vostro dispositivo ed evitare confusioni.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche il collegamento del dispositivo iOS con gli altri dispositivi  su cui gira già Syncthing è identica a quanto descritto nell&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;Syncthing, installazione e uso&lt;/a&gt;, con la differenza che ora possiamo lavorare più comodamente piazzando l&amp;rsquo;iPhone o l&amp;rsquo;iPad sulla scrivania, proprio accanto al computer a cui vogliamo collegarlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta stabilito il collegamento, anche la sincronizzazione delle cartelle funziona esattamente come sul desktop: sul computer di partenza si sceglie la cartella da sincronizzare, si preme il tasto &lt;code&gt;Edit&lt;/code&gt; e nel pannello &lt;code&gt;Sharing&lt;/code&gt; si seleziona il dispositivo iOS con cui condividerla. Immediatamente dopo sul dispositivo iOS apparirà la solita &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;richiesta di conferma&lt;/a&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-add-remote-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;che dovremo accettare scegliendo il percorso (&lt;code&gt;Folder Path&lt;/code&gt;) dove collocare la cartella sincronizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-select-local-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Normalmente Möbius Sync propone di metterla all&amp;rsquo;interno del suo &lt;em&gt;sandbox&lt;/em&gt;, una cosa di per sé ragionevole, ma che può creare problemi se abbiamo bisogno di aprire i file sincronizzati con altre applicazioni per iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-sandbox.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Infatti, non tutte le app per iOS possono accedere alla sandbox di altre app e, se non lo fanno, l&amp;rsquo;unica alternativa è condividere il file con l&amp;rsquo;app desiderata (oppure copiarlo in una cartella accessibile all&amp;rsquo;app) e poi, una volta concluse le modifiche, rimettere il file aggiornato nella sandbox di Möbius Sync, in modo da sincronizzarlo con gli altri dispositivi connessi. Non è proprio il massimo della semplicità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi casi, è possibile toccare il tasto &lt;code&gt;Pick External Folder&lt;/code&gt; e selezionare una cartella appartenente alla &lt;em&gt;sandbox&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;app con cui desideriamo aprire i file. Purtroppo i dettagli su come procedere dipendono molto dall&amp;rsquo;app in questione, quindi potrebbe essere necessario fare delle prove finché non funziona tutto correttamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo è proprio quello che ho fatto con Obsidian: l&amp;rsquo;ho installato su iOS e ho definito la cartella dove salvare l&amp;rsquo;archivio dei file, lasciandola inizialmente vuota. A questo punto, ho sincronizzato la mia cartella di Obsidian da macOS all&amp;rsquo;iPad Pro. Quando si è trattato di scegliere il percorso (&lt;code&gt;Folder Path&lt;/code&gt;) dove collocare questa cartella, ho premuto il tasto &lt;code&gt;Pick External Folder&lt;/code&gt; e ho selezionato la cartella vuota appena creata. Ci sono voluti due o tre tentativi per imparare a farlo, ma alla fine ci sono riuscito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-21-syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/moebius-sync-obsidian.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E dato che su iOS la cartella di Obsidian l&amp;rsquo;avevo messa su iCloud, ora il mio archivio Obsidian viene sincronizzato automaticamente anche con i dispositivi iOS su cui non gira Möbius Sync.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma perché non far girare Möbius Sync su tutti i dispositivi iOS, visto che l&amp;rsquo;acquisto sull&amp;rsquo;App Store non pone limiti al numero di installazioni?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui veniamo all&amp;rsquo;unico vero neo di Möbius Sync (almeno per quanto ho visto finora): il sistema di sincronizzazione sempre attivo in background consuma, e parecchio, la batteria, soprattutto se ci sono spesso tanti file da sincronizzare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su iPad non è un grosso problema (anche se a me è capitato di scaricare completamente la batteria in due giorni, senza mai usare l&amp;rsquo;iPad) ma su iPhone può ridurre significativamente l&amp;rsquo;autonomia tra una ricarica e l&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per evitare, o almeno minimizzare, il problema si può agire sul pannello &lt;code&gt;iOS&lt;/code&gt; delle impostazioni di  Möbius Sync, aumentando l&amp;rsquo;intervallo di tempo fra due sincronizzazioni successive. O si può disabilitare del tutto la sincronizzazione in background, eseguendo Möbius Sync solo quando serve. Oppure, come ho fatto io con Obsidian, si può limitare l&amp;rsquo;installazione dell&amp;rsquo;app ai soli dispositivi dove serve più di frequente, utilizzando iCloud per gli altri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;E con questo articolo si conclude la lunga saga dedicata a Syncthing. Magari ci saranno degli articoli dedicati a questioni specifiche, ma il grosso di ciò che serve per usare il programma c&amp;rsquo;è tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto basta solo rimboccarsi le maniche e iniziare a sincronizzare i propri file come si deve, senza dover utilizzare servizi costosi e di qualità inferiore, che non si sa mai cosa facciano con i nostri documenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un po&amp;rsquo; curioso che una azienda di consulenza sviluppi e venda una applicazione per iOS. L&amp;rsquo;unico motivo che mi viene in mente è che l&amp;rsquo;abbiano sviluppata inizialmente per uso interno e che solo in un secondo momento abbiano deciso di metterla a disposizione di tutti gli utenti di iOS.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte le altre schermate sono state catturate su un iPad Pro perché lo schermo più grande permette di mostrare più dettagli. Sull&amp;rsquo;iPhone è tutto identico a parte le dimensioni.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non l&amp;rsquo;ho fatto apposta, ma tutto sommato è comodo. Ma voi non fatelo, perché non sono sicuro che non possa creare dei problemi.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Syncthing, e se vogliamo qualcosa di più?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/04/29/syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/</link>
      <pubDate>Mon, 29 Apr 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Nei primi due articoli di questa serie ho descritto in generale &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/03/21/syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/&#34;&gt;cos&amp;rsquo;è Syncthing&lt;/a&gt; e come lo si può &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;installare ed usare&lt;/a&gt; con le opzioni di default del programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo articolo, invece, è dedicato ad un uso un po&amp;rsquo; più avanzato di Syncthing, che permetta di ottenere qualcosa di più dal programma, diminuendo allo stesso tempo il rischio di perdere i nostri preziosi file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;aumentare-la-sicurezza&#34;&gt;Aumentare la sicurezza&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di questo &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;ho già scritto&lt;/a&gt;, ma è utile ripetersi: definiamo fin da subito un nome utente ed una password (sicura!) con cui autenticarci prima di accedere all&amp;rsquo;applicazione web di configurazione di Syncthing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo dobbiamo cliccare sul tasto &lt;code&gt;Settings&lt;/code&gt;, selezionare il pannello &lt;code&gt;GUI&lt;/code&gt; e riempire i campi &lt;code&gt;GUI Authentication User&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;GUI Authentication Password&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-gui-settings.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Già che ci siamo, attiviamo l’opzione &lt;code&gt;Use HTTPS for GUI&lt;/code&gt; per crittografare la comunicazione con il server web di Syncthing e, nel campo &lt;code&gt;GUI Listen Address&lt;/code&gt;, modifichiamo la porta utilizzata dal server web da 8384 a un altro numero a piacere (vanno bene tutti i numeri da 1024 a 65535 che non siano già usati da altri servizi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è chi potrebbe chiedersi a che servano tutte queste precauzioni, visto che l&amp;rsquo;accesso al server web è comunque limitato alla rete locale. È vero, ma ormai sulla rete la sicurezza non è mai troppa, meglio prevenire che subire conseguenze sgradevoli a posteriori. E comunque questi piccoli accorgimenti in più non fanno male di certo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In aggiunta, dopo aver attivato utente, password e https (e magari anche porta &lt;em&gt;custom&lt;/em&gt;), e solo dopo aver fatto tutto questo, potremo pensare di utilizzare l&amp;rsquo;applicazione web di Syncthing da remoto, una cosa utile non solo per gestire Syncthing su un server o su un NAS, ma anche per farlo su un normale computer a cui non possiamo accedere fisicamente senza dover stabilire una intera sessione di controllo remoto, magari solo per aggiungere una nuova cartella di sincronizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo caso, dovremo anche cambiare l&amp;rsquo;indirizzo IP mostrato nel campo &lt;code&gt;GUI Listen Address&lt;/code&gt; da &lt;code&gt;127.0.0.1&lt;/code&gt; (cioè &lt;code&gt;localhost&lt;/code&gt;, che significa che si può configurare Syncthing solo dallo stesso computer su cui è installato) all&amp;rsquo;indirizzo IP del nostro server, NAS o computer remoto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;spostare-la-cartella-di-sincronizzazione-di-default&#34;&gt;Spostare la cartella di sincronizzazione di default&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa frase l&amp;rsquo;ho &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/2024/04/ai-overlay-tmp-home-folder-mac-os/&#34;&gt;letta qui&lt;/a&gt; pochi giorni fa, &amp;ldquo;&lt;em&gt;Aggiungere una nuova cartella alla directory Home è un peccato capitale della programmazione sul Mac&lt;/em&gt;&amp;rdquo; e non potrei essere più d&amp;rsquo;accordo. Non a caso la mia &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; ospita pochissime cartelle oltre a quelle di default e mi dà molto fastidio quando qualche programma ne aggiunge una nuova senza chiedermelo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Syncthing è uno di questi, infatti una delle prime cose che faccio dopo averlo installato su un nuovo Mac è modificare la posizione della cartella di sincronizzazione di default &lt;code&gt;Sync&lt;/code&gt; dalla &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; a &lt;code&gt;~/Documents&lt;/code&gt; (&lt;code&gt;~/Documenti&lt;/code&gt; per chi usa macOS in italiano).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-custom-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Purtroppo però, forse per una svista degli sviluppatori, l&amp;rsquo;applicazione web di Syncthing non permette di modificare il percorso della cartella &lt;code&gt;Sync&lt;/code&gt; già esistente, ma solo di rinominarla. La cosa più semplice da fare è cancellare questa cartella con il tasto &lt;code&gt;Remove&lt;/code&gt;, per poi crearne una nuova con il percorso corretto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-default-folder-no-edits.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Syncthing mostrerà un messaggio di errore,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-missing-default-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;che scomparirà appena creata la nuova cartella di sincronizzazione di default nella posizione desiderata (per evitare confusioni, io cambio anche l&amp;rsquo;etichetta di questa cartella, da  &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt; a &lt;code&gt;Sync Folder&lt;/code&gt; o semplicemente a &lt;code&gt;Sync&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-new-default-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;sincronizzare-altre-cartelle&#34;&gt;Sincronizzare altre cartelle&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comunque, io uso la cartella &lt;code&gt;Sync&lt;/code&gt; solo per i file che voglio trasferire occasionalmente da un Mac all&amp;rsquo;altro; anzi al suo interno ho creato delle cartelle &lt;em&gt;ad hoc&lt;/em&gt;, con i nomi dei computer su cui gira Syncthing, proprio per vedere a colpo d&amp;rsquo;occhio dove finisce ciascun file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutto il resto sfrutto la possibilità di scegliere a piacere le cartelle da sincronizzare, che non devono risiedere necessariamente dentro &lt;code&gt;Sync&lt;/code&gt; come succede con i servizi concorrenti. Per non complicarmi la vita, però, non cambio né il nome né tantomeno la posizione della cartella fra i computer interessati alla sincronizzazione, perché la flessibilità va bene ma è sempre meglio non esagerare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-same-folders.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-different-folders.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo basta &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;ripetere quanto già fatto per sincronizzare il &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;, con l&amp;rsquo;unica differenza che questa volta dovremo inserire nel &lt;code&gt;Folder Path&lt;/code&gt; il percorso della cartella da sincronizzare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;gestire-i-conflitti&#34;&gt;Gestire i conflitti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Syncthing funziona bene, ma non sopporta che uno stesso file sia aperto contemporaneamente su due computer diversi, magari solo perché lo abbiamo lasciato aperto ma inutilizzato su un altro computer. Non è nemmeno colpa sua, perché con tanti formati di file (sì, sì, proprio quelli a cui state pensando!) non è affatto facile gestire le modifiche effettuate su uno dei due computer prima che queste si siano propagate all&amp;rsquo;altro dispositivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infatti non sono mai riuscito a far andare in conflitto i file di &lt;a href=&#34;https://brettterpstra.com/projects/nvalt/&#34;&gt;&lt;code&gt;nvALT&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;, perché sono così piccoli che qualunque modifica si propaga pressoché istantaneamente, rendendo molto improbabile che lo stesso file venga salvato nello stesso momento su due computer diversi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando due file vanno in conflitto, per evitare perdite Syncthing aggiunge ad uno dei due l&amp;rsquo;estensione &lt;code&gt;.sync-conflict-&amp;lt;più altra roba&amp;gt;&lt;/code&gt; (i criteri in base al quale sceglie il file da rinominare sono &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/syncing.html&#34;&gt;spiegati qui&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i soliti documenti da ufficio creati con Word, Excel, PowerPoint o simili (e immagino anche con le immagini e i file multimediali in genere) non è un grosso problema, basta aprire i due file uno accanto all&amp;rsquo;altro e verificare ad occhio qual&amp;rsquo;è il più aggiornato, buttando via l&amp;rsquo;altro ed eventualmente rinominando quello con l&amp;rsquo;estensione &lt;code&gt;.sync-conflict-...&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se invece i file in conflitto sono sorgenti di programmi, documenti laTeX o Markdown o comunque documenti di testo è ancora più facile, perché qualunque editor, o anche semplicemente il Terminale, permette di vedere chiaramente cosa è cambiato fra un file e l&amp;rsquo;altro e di decidere di conseguenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I file più problematici in cui mi sono imbattuto in tanti anni di uso di Syncthing sono i &lt;em&gt;segnalibri&lt;/em&gt; di Firefox, che preferisco sincronizzare fra un computer e l&amp;rsquo;altro tramite Syncthing dopo una pessima esperienza con lo strumento di sincronizzazione integrato nel browser. Ogni volta che lascio Firefox aperto su due Mac diversi i file dei segnalibri vanno in conflitto, e dato che sono dei database &lt;code&gt;sqlite&lt;/code&gt; non è possibile capire con facilità cosa è cambiato e dove. In questo caso le date dei due file aiutano a risolvere il conflitto, e comunque perdere qualche segnalibro non è una tragedia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comunque quello dei conflitti è un problema di cui è bene essere consapevoli, soprattutto se si usa Syncthing per sincronizzare file con formati poco diffusi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conservare-più-versioni-dei-file&#34;&gt;Conservare più versioni dei file&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;opzione utile ma piuttosto trascurata di Syncthing (e non solo), è la possibilità di conservare più versioni dei file di una cartella sincronizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un sistema di controllo delle versioni dei file piuttosto rozzo (non è &lt;a href=&#34;https://git-scm.com/&#34;&gt;&lt;code&gt;git&lt;/code&gt;&lt;/a&gt; per intenderci), però è molto granulare, nel senso che si può decidere di attivare il controllo delle versioni solo per determinate cartelle e per certi computer della rete di sincronizzazione. Per ognuna di queste cartelle si può definire un tipo diverso di controllo delle versioni e conservare un numero differente di versioni dello stesso file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per attivare il sistema di controllo delle versioni si deve cliccare sulla cartella desiderata, premere il tasto &lt;code&gt;Edit&lt;/code&gt; e selezionare la scheda &lt;code&gt;File Versioning&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-versioning.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Da qui potremo decidere quale sistema di controllo delle versioni usare, dal più semplice che emula il cestino (&lt;code&gt;Trash Can File Versioning&lt;/code&gt;) ad uno più sofisticato che mantiene un numero di versioni via via decrescente con il passare del tempo (&lt;code&gt;Staggered File Versioning&lt;/code&gt;), un po&amp;rsquo; come fa Time Machine. Si può anche usare un sistema di versioni &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/versioning&#34;&gt;esterno a Syncthing&lt;/a&gt;, ma francamente mi sembra eccessivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-versioning-options.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Nella stessa scheda possiamo decidere dopo quanto tempo cancellare i file più vecchi e persino cambiare il percorso della cartella dove vengono conservate le varie versioni dei file (ma perché?). Normalmente le varie versioni dei file vengono salvate nella cartella nascosta &lt;code&gt;.stversions&lt;/code&gt; posta all&amp;rsquo;interno della cartella sincronizzata, una scelta sensata ma che pone un problema se vogliamo recuperare una vecchia versione di un file sincronizzato, perché il &lt;code&gt;Finder&lt;/code&gt; non ce la fa vedere e lo stesso succede con i gestori dei file di Windows e di Linux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal Finder, la cosa più semplice da fare è cliccare sulla voce di menu &lt;code&gt;Vai -&amp;gt; Vai alla Cartella...&lt;/code&gt; e scrivere a mano il percorso della cartella sincronizzata (per fortuna il Finder ci aiuta via via che scriviamo il percorso), seguito da &lt;code&gt;/.stversions&lt;/code&gt;. Procedure analoghe si possono  usare su Windows e Linux. Altrimenti possiamo usare il Terminale e spostarci nella cartella desiderata con il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2013/12/21/rinominare-i-file-con-il-terminale/&#34;&gt;solito comando &lt;code&gt;cd&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;. In ogni caso, questo è un aspetto di Syncthing a cui gli sviluppatori dovrebbero porre più attenzione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è Time Machine? Sì certo ma Time Machine salva solo le versioni dei file locali, mentre Syncthing &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/versioning&#34;&gt;conserva le versioni dei file modificate sugli altri dispositivi sincronizzati&lt;/a&gt;, per cui ci possono essere casi in cui può essere utile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;definire-la-struttura-della-rete&#34;&gt;Definire la struttura della rete&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usare Syncthing per sincronizzare i dati di due o tre computer è facile, ma se il numero dei dispositivi cresce diventa importante definire una strategia efficiente e sicura per collegare i vari dispositivi uno all&amp;rsquo;altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver collegato i primi due dispositivi tramite Syncthing, la strategia più immediata per aggiungerne un terzo è quella di sincronizzarlo solo con uno dei due. Allo stesso modo, il quarto viene sincronizzato con il terzo e così via, creando una struttura lineare dove ciascun computer è connesso solo ad altri due dispositivi della rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-topology-linear.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Il problema nasce quando uno dei computer viene spento o smette di funzionare, perché a quel punto i dispositivi a monte dell&amp;rsquo;interruzione non riescono più a sincronizzarsi con quelli a valle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-topology-broken-linear.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per ovviare si può &lt;em&gt;chiudere&lt;/em&gt; l&amp;rsquo;anello, consentendo di mantenere comunque la sincronizzazione fra tutti i dispositivi rimanenti ma complicando l&amp;rsquo;inserimento di un nuovo computer in una rete già attiva&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-topology-ring.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Meglio, a questo punto, definire una struttura a &lt;em&gt;server&lt;/em&gt;, dove ciascun dispositivo è collegato solo ed esclusivamente ad un unico dispositivo che agisce da server, minimizzando così il numero di collegamenti reciproci fra i vari dispositivi della rete, ma rendendo tutto dipendente dalla buona salute del server.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-topology-server.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è bisogno di dire che il metodo di collegamento di gran lunga più affidabile e resiliente è quello a maglia (&lt;em&gt;mesh&lt;/em&gt;), dove ogni computer è collegato a tutti gli altri dispositivi della rete. Una struttura di questo tipo continua a funzionare tranquillamente se uno o più dispositivi smettono di funzionare, ma il numero di collegamenti reciproci da stabilire cresce rapidamente all&amp;rsquo;aumentare di dispositivi coinvolti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-29-syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu/syncthing-advanced-topology-mesh.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Un buon compromesso, in particolare quando abbiamo parecchi computer sincronizzati fra loro, è quello di collegare ciascun computer solo a due, tre, quattro altri dispostivi della rete in modo semi-casuale, un po&amp;rsquo; come accade per la rete internet. L&amp;rsquo;ennesima dimostrazione che spesso la causalità è meglio del determinismo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;non-toccate-quella-cartella&#34;&gt;Non toccate quella cartella!&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se provate ad andare in una delle cartelle sincronizzate da Syncthing con il Terminale, troverete una directory nascosta &lt;code&gt;.stfolder&lt;/code&gt; che è sempre vuota e che apparentemente non serve a niente. Non è così, la presenza di questa directory segnala a Syncthing che la cartella in questione è &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/intro/gui.html&#34;&gt;disponibile per la sincronizzazione&lt;/a&gt;, per cui lasciatela stare. Se l&amp;rsquo;avete cancellata per errore, basta ricrearla a mano dal Terminale (&lt;code&gt;mkdir .stfolder&lt;/code&gt;) e tutto torna a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questo articolo potrebbe concludersi il nostro lungo viaggio alla scoperta di Syncthing, uno strumento di sincronizzazione dei nostri dati fra computer diversi poco conosciuto ma molto efficiente, che lascia i nostri preziosi file sempre e solo sotto il nostro controllo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma manca ancora un particolare, e cioè come usare Syncthing su iOS, che è poi la ragione principale per la quale, pur usando Syncthing da anni, non ne ho mai parlato prima. Ma lo spazio per oggi è finito 😂, e quindi questo sarà l&amp;rsquo;argomento dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/05/21/syncthing-ce-anche-liphone-e-lipad/&#34;&gt;ultimo articolo&lt;/a&gt; (lo prometto!) di questa serie.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Syncthing, installazione e uso</title>
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      <pubDate>Tue, 09 Apr 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/jj-ying-fbKDd7R7_24-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@jjying&#34;&gt;JJ Ying&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/03/21/syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/&#34;&gt;Descrivere in generale&lt;/a&gt; un software complesso come Syncthing è utile, ma ancora più utile è arrotolarsi le maniche e provare ad usarlo, verificando in pratica se fa davvero al caso nostro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;caratteristiche-principali&#34;&gt;Caratteristiche principali&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quali sono le caratteristiche principali che differenziano Syncthing rispetto a strumenti più diffusi come &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt; e così via, ma anche rispetto ai servizi offerti dai giganti dell&amp;rsquo;informatica come &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com&#34;&gt;iCloud&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.microsoft.com/en-us/microsoft-365/onedrive/online-cloud-storage&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.google.com/intl/it_it/drive&#34;&gt;Google Drive&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sincronizzazione peer-to-peer&lt;/strong&gt;. Syncthing utilizza un approccio peer-to-peer per sincronizzare i file tra i dispositivi. Non esiste un server centrale, ma tutti i dati vengono trasmessi direttamente da un computer all&amp;rsquo;altro attraverso un canale di trasmissione bidirezionale sicuro basato sul protocollo TLS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Crittografia dei dati&lt;/strong&gt;. Ogni computer che partecipa alla rete di sincronizzazione viene identificato tramite un certificato crittografico e tutti i dati trasmessi vengono crittografati, garantendo la sicurezza e la privacy delle informazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flessibilità nella selezione delle cartelle&lt;/strong&gt;. A differenza di altri servizi simili, Syncthing consente di scegliere le cartelle specifiche da sincronizzare; queste possono avere nomi e perfino percorsi diversi su ciascuno dei dispositivi utilizzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Modifiche in tempo reale&lt;/strong&gt;. Qualsiasi modifica apportata ai file all&amp;rsquo;interno delle cartelle sincronizzate viene riflessa quasi istantaneamente su tutti i dispositivi collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Supporto multi-piattaforma&lt;/strong&gt;. Syncthing è compatibile con diversi sistemi operativi, tra cui Linux, macOS, Windows, BSD e Android. Recentemente è stata introdotta anche un&amp;rsquo;app sperimentale per iOS, consentendo l&amp;rsquo;utilizzo di Syncthing anche su iPhone ed iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Open-source&lt;/strong&gt;. Syncthing è un software open-source, il che significa che il suo codice sorgente è disponibile pubblicamente, garantendo una maggiore trasparenza, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei dati trasmessi e l&amp;rsquo;assenza di eventuali &lt;em&gt;backdoor&lt;/em&gt; o di codice malevolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;installazione&#34;&gt;Installazione&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Syncthing nasce come una &lt;strong&gt;applicazione di sistema&lt;/strong&gt;, da far partire attraverso la linea di comando (ad esempio il Terminale di macOS), oppure in modo automatico ad ogni avvio del sistema operativo. L&amp;rsquo;interazione con il programma avviene tramite un server web integrato nell&amp;rsquo;applicazione stessa. Gli stessi utilizzatori, però, hanno sviluppato una serie di &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/contrib.html&#34;&gt;strumenti grafici&lt;/a&gt; che semplificano l&amp;rsquo;installazione e l&amp;rsquo;uso del programma sulle diverse piattaforme.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;Versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per installare la versione ufficiale di Syncthing a linea di comando, dobbiamo andare nella &lt;a href=&#34;https://syncthing.net/downloads/&#34;&gt;sezione Downloads&lt;/a&gt; del sito e scaricare il programma eseguibile specifico per il nostro sistema operativo. In particolare, per macOS è disponibile sia la versione &lt;em&gt;Universal&lt;/em&gt;, che funziona indifferentemente sia sui Mac con processore Intel che sui modelli più recenti dotati di processore Apple Silicon/ARM, sia le versioni specifiche per i due processori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In alternativa, sul Mac si può installare Syncthing anche tramite il benemerito &lt;a href=&#34;https://brew.sh/&#34;&gt;Homebrew&lt;/a&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;% brew install syncthing&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;oppure con MacPorts (&lt;code&gt;% sudo port install syncthing&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto, possiamo usare Syncthing lanciando l&amp;rsquo;eseguibile dal Terminale di macOS o, più in generale, dall&amp;rsquo;interfaccia a linea di comando disponibile per il nostro sistema operativo, una operazione che può andare bene per fare delle prove ma non per usare uno strumento come questo in modo continuativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per eseguire Syncthing automaticamente all&amp;rsquo;avvio del sistema operativo, dovremo seguire le &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/autostart.html&#34;&gt;istruzioni riportate qui&lt;/a&gt; specifiche per il nostro sistema operativo. Non sono niente di trascendentale, ma comunque richiedono un po&amp;rsquo; di pazienza e di attenzione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;versione-con-interfaccia-grafica&#34;&gt;Versione con interfaccia grafica&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo confessare che, nonostante la mia passione per il Terminale e per gli strumenti a linea di comando, non ho mai usato Syncthing nel modo appena descritto. La comunità degli utilizzatori del programma, infatti, ha sviluppato una serie di &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/contrib.html&#34;&gt;strumenti grafici&lt;/a&gt; che semplificano notevolmente l&amp;rsquo;uso di Syncthing, permettendo di far partire o bloccare l&amp;rsquo;applicazione, di controllare se tutto funziona regolarmente o se ci sono aggiornamenti disponibili, quindi perché non approfittarne?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per macOS la scelta è facile, si tratta di &lt;a href=&#34;https://github.com/syncthing/syncthing-macos&#34;&gt;syncthing-macos&lt;/a&gt;, una applicazione nativa per macOS che fa tutto quello che serve davvero e che viene aggiornata regolarmente. Per installarla basta &lt;a href=&#34;https://github.com/syncthing/syncthing-macos/releases/latest&#34;&gt;scaricare&lt;/a&gt; il file in formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;, montarlo sul desktop del Mac e trascinare l&amp;rsquo;icona del programma nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;. Al primo avvio, nella barra del menu del Mac comparirà la nuova icona relativa a &lt;code&gt;syncthing-macos&lt;/code&gt;, con la quale gestire il funzionamento di base del programma e controllare che tutto funzioni a dovere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-macos-menu.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-macos-preferences.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Analogamente, per Windows esiste &lt;a href=&#34;https://github.com/canton7/SyncTrayzor&#34;&gt;SyncTrayzor&lt;/a&gt;, che va &lt;a href=&#34;https://github.com/canton7/SyncTrayzor/releases/latest&#34;&gt;scaricato&lt;/a&gt; scegliendo la versione installabile (in formato &lt;code&gt;.exe&lt;/code&gt;) a 32 o a 64 bit, oppure la versione &lt;em&gt;portabile&lt;/em&gt; (in formato &lt;code&gt;.zip&lt;/code&gt;), sempre a 32 o a 64 bit.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Purtroppo SyncTrayzor non viene aggiornato da tre anni e questo può essere un problema. Volendo c&amp;rsquo;è anche &lt;a href=&#34;https://github.com/Martchus/syncthingtray&#34;&gt;Syncthing Tray&lt;/a&gt;, che è multipiattaforma (c&amp;rsquo;è anche macOS, ma io lascerei stare) e che viene aggiornato con regolarità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per Linux, a parte &lt;a href=&#34;https://github.com/Martchus/syncthingtray&#34;&gt;Syncthing Tray&lt;/a&gt; appena citato, &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/contrib.html&#34;&gt;c&amp;rsquo;è solo l&amp;rsquo;imbarazzo della scelta&lt;/a&gt; e, come al solito, la scelta del programma da usare e i dettagli dell&amp;rsquo;installazione dipendono fortissimamente dalla distribuzione e dall&amp;rsquo;ambiente grafico usato (GNOME, KDE, Xfce e così via).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, questi programmi si occupano solo di gestire l&amp;rsquo;avvio o lo stop dell&amp;rsquo;applicazione di sincronizzazione e di installare gli eventuali aggiornamenti, ma tutta la configurazione di Syncthing e la sincronizzazione vera e propria viene gestita tramite un browser web, rendendola indipendente dal sistema operativo in uso.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;configurazione-iniziale&#34;&gt;Configurazione iniziale&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una applicazione configurabile nei minimi dettagli tramite una applicazione web non è (ancora?) troppo usuale, almeno sul Mac e su Windows. Ma è anche vero che ora la maggior parte delle stampanti vengono gestite tramite una interfaccia web e che da lungo tempo è possibile amministrare un server Linux tramite una &lt;a href=&#34;https://webmin.com&#34;&gt;applicazione web modulare&lt;/a&gt;, dimostrando che un server web è in grado di interfacciarsi con il sistema operativo sottostante come se fosse una normale applicazione nativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I vantaggi di una soluzione come questa sono innegabili: da un lato, il lavoro degli sviluppatori viene semplificato perché non devono gestire i &lt;em&gt;toolkit&lt;/em&gt; di costruzione delle interfacce grafiche specifici per i diversi sistemi operativi e ambienti grafici o non sono obbligati ad usare dei &lt;em&gt;toolkit&lt;/em&gt; multipiattaforma, ma proprio per questo molto pesanti, come &lt;a href=&#34;https://www.electronjs.org/&#34;&gt;Electron&lt;/a&gt;. Dall&amp;rsquo;altro gli utenti si trovano ad avere a che fare con una interfaccia identica su tutti i sistemi operativi, una cosa che non guasta di certo per un programma come Syncthing che, per sua stessa natura, viene usato su sistemi operativi diversi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac l&amp;rsquo;applicazione web può essere lanciata tramite la voce &lt;code&gt;Open&lt;/code&gt; del menu di &lt;code&gt;syncthing-macos&lt;/code&gt;, oppure cliccando sul tasto &lt;code&gt;Open Syncthing Web Interface&lt;/code&gt; delle &lt;code&gt;Preferenze&lt;/code&gt; del programma. Chi usa Windows o Linux troverà tasti o voci di menu o tasti equivalenti nelle rispettive applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In alternativa, ed indipendentemente dalla programma di gestione usato, possiamo aprire un browser web ed inserire l&amp;rsquo;indirizzo del server web integrato in Syncthing, &lt;code&gt;http://127.0.0.1:8384&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;border-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 12px; border-color: #154167; background-color: #F7F7F2; padding: 1em; margin: 20px 0px; color:black; font-size:100%&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;b&gt;NOTA&lt;/b&gt;: tutte le schermate che seguono sono in inglese, che è la lingua che uso sempre sui miei Mac. Syncthing però è localizzato in decine di lingue diverse e può essere usato facilmente anche nella nostra lingua.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-localization.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/div&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia il metodo usato, la prima volta che si usa Syncthing si viene accolti da questa schermata, che ci chiede se vogliamo inviare ogni giorno un rapporto crittografato contenente dei dati statistici relativi all&amp;rsquo;uso di Syncthing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-usage-report.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Io sono un po&amp;rsquo; diffidente e rispondo sempre di no però, mentre scrivevo questo articolo mi sono reso conto che il rapporto non contiene niente di trascendentale, per cui mi unirò agli utenti di Syncthing, sparsi (apparentemente) soprattutto nel &lt;a href=&#34;https://data.syncthing.net/&#34;&gt;nord Europa&lt;/a&gt;, che condividono senza troppe fisime il loro profilo d&amp;rsquo;uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-usage-report-preview.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta superata la richiesta iniziale di condivisione dei dati, appare la schermata principale del programma,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-initial-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;ancora quasi vuota ma che ci invita caldamente a definire un utente ed una password per accedere a questa schermata. Una cosa buona e giusta, che si fa cliccando sul tasto &lt;code&gt;Settings&lt;/code&gt;, selezionando il pannello &lt;code&gt;GUI&lt;/code&gt; e inserendo i dati richiesti nei campi &lt;code&gt;GUI Authentication User&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;GUI Authentication Password&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-settings-gui.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per maggiore sicurezza, si può anche attivare l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Use HTTPS for GUI&lt;/code&gt; e cambiare la porta di default utilizzata dal server web (campo &lt;code&gt;GUI Listen Address&lt;/code&gt;) da &lt;code&gt;8384&lt;/code&gt; a un altro numero a piacere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passando al pannello &lt;code&gt;General&lt;/code&gt;, questo permette di cambiare il nome del dispositivo (&lt;code&gt;Device name&lt;/code&gt;), che normalmente è lo stesso definito nelle opzioni di Condivisione delle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt; (per chi usa Sonoma o Ventura) o delle &lt;code&gt;Preferenze di Sistema&lt;/code&gt; (per chi usa Monterey e versioni precedenti). In genere io tolgo l&amp;rsquo;estensione &lt;code&gt;.local&lt;/code&gt; e lascio solo il nome del computer, ma nella schermata qui sotto ho preferito lasciare l&amp;rsquo;impostazione di default.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-settings-general.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Sempre nel pannello &lt;code&gt;General&lt;/code&gt;, è possibile cliccare sul tasto &lt;code&gt;Edit Folder Defaults&lt;/code&gt; per modificare il nome (&lt;code&gt;Folder Label&lt;/code&gt;) della cartella principale di sincronizzazione usata da Syncthing, nonché il percorso (&lt;code&gt;Folder Path&lt;/code&gt;) dove salvare questa cartella. Questo percorso sarà anche il percorso di default tutte le altre cartelle sincronizzate definite in seguito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non si cambia niente Syncthing userà la cartella &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt; nella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente (che in macOS, così come su tutti i sistemi operativi derivati da Unix, viene indicata per convenzione con il carattere &lt;code&gt;~&lt;/code&gt;), e per ora va bene così.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-settings-folder-default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Rimanendo ancora nel pannello &lt;code&gt;General&lt;/code&gt;, possiamo cliccare sul tasto &lt;code&gt;Edit Device Defaults&lt;/code&gt; per mostrare un nome di nostra scelta al posto dell&amp;rsquo;ID del dispositivo. Come vedremo più avanti, questa opzione potrebbe aiutare a identificare più facilmente i dispositivi remoti coinvolti nel processo di sincronizzazione&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-settings-device-default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Gli altri pannelli presenti in &lt;code&gt;Settings&lt;/code&gt;, e cioè &lt;code&gt;Connections&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;Ignored Devices&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;Ignored Folders&lt;/code&gt; possono essere tranquillamente lasciati stare, almeno fino a che non si è pratici con l&amp;rsquo;uso del programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta salvate le modifiche effettuate, si può tornare alla schermata principale di Syncthing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulla parte sinistra della schermata compare l&amp;rsquo;unica cartella di sincronizzazione già definita, quella creata da Syncthing al primo avvio, che ha etichetta &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt; e percorso &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt;. Questa è la cartella principale di sincronizzazione usata dal programma, analoga alla cartella di sincronizzazione standard usata da Dropbox, Box e servizi analoghi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Cliccando nell&amp;rsquo;area grigia intorno a &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt; compaiono parecchie informazioni utili relative a questa cartella, fra cui il suo percorso completo (&lt;code&gt;/Users/maggi/Sync&lt;/code&gt;, che in questo caso equivale a &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt;), il numero di file e di cartelle presenti al suo interno e lo spazio totale occupato sul disco (tutto ancora uguale a zero), il tipo di sincronizzazione (&lt;code&gt;Send &amp;amp;#038; Receive&lt;/code&gt;), quindi questa cartella può sia inviare che ricevere i file). La cartella non è ancora sincronizzata con altri dispositivi e il suo stato corrente di &lt;code&gt;Unshared&lt;/code&gt; è messo bene in evidenza da un font più grande e di colore ben diverso dal resto dell&amp;rsquo;interfaccia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-default-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;sincronizzazione-di-base&#34;&gt;Sincronizzazione di base&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Superato lo scoglio della (noiosa) configurazione iniziale, eccoci finalmente alla parte più divertente, la sincronizzazione con altri dispositivi remoti su cui gira già Syncthing.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo collegando a Syncthing il primo dispositivo remoto. Per farlo, dobbiamo premere sul tasto &lt;code&gt;Add Remote Device&lt;/code&gt; situato in basso a destra sotta l&amp;rsquo;intestazione &lt;code&gt;Remote Devices&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-add-remote-device.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;facendo comparire una nuova finestra &lt;code&gt;Add Device&lt;/code&gt; con la lista dei nostri dispositivi su cui gira già Syncthing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-device-list.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per collegarci ad uno di questi, dobbiamo inserire a mano l&amp;rsquo;ID relativo nel campo &lt;code&gt;Device ID&lt;/code&gt; o, più semplicemente, cliccare su uno degli ID elencati (parzialmente oscurati per motivi di sicurezza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come si fa a sapere quel&amp;rsquo;è l&amp;rsquo;ID del dispositivo a cui vogliamo collegarci? Semplice, basta andare (fisicamente o da remoto) sul dispositivo in questione, aprire l&amp;rsquo;interfaccia web di Syncthing e cliccare in alto a destra sulla voce di menu &lt;code&gt;Actions -&amp;gt; Show ID&lt;/code&gt;. Comparirà questa finestra, che riporta il nome del computer con il relativo ID.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-device-id.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se l&amp;rsquo;ID è già presente nella lista dei dispositivi mostrata sopra nella finestra &lt;code&gt;Add Device&lt;/code&gt; non c&amp;rsquo;è problema, basterà cliccare sul link relativo per associare il dispositivo remoto a quello su cui stiamo lavorando. Altrimenti dovremo inviare in qualche modo questo ID alla macchina locale (tramite email, SMS, QR Code, note condivise o quello che preferite), in modo che possa essere inserito a mano nel campo &lt;code&gt;Device ID&lt;/code&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-device-added.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualunque sia il metodo usato, una volta inserito il &lt;code&gt;Device ID&lt;/code&gt; (che in questo esempio è quello che inizia con &lt;code&gt;MIA&lt;/code&gt;) clicchiamo sul tasto &lt;code&gt;Save&lt;/code&gt; e nell&amp;rsquo;area &lt;code&gt;Remote Devices&lt;/code&gt; della finestra principale del programma comparirà il dispositivo remoto appena associato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-new-remote-device.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Contemporaneamente sulla macchina remota apparirà una richesta di conferma del collegamento,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-confirm-new-remote-device.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;che dovremo accettare premendo il tasto verde &lt;code&gt;Add Device&lt;/code&gt; e modificando eventualmente il nome del dispositivo remoto (&lt;code&gt;Device Name&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-save-new-remote-device.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto, il dispositivo locale e quello remoto sono  dispositivi collegati ma non ancora utilizzati, come mostrato chiaramente dalla scritta verde &lt;code&gt;Connected (Unused)&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-device-connected.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e possiamo finalmente sincronizzare la cartella principale &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt; con il dispositivo remoto. Come abbiamo già visto, la cartella si trova al percorso &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt; ed è ancora vuota. Clicchiamo allora sul tasto &lt;code&gt;Edit&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-default-folder-before-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;selezioniamo il pannello &lt;code&gt;Sharing&lt;/code&gt; e poi il dispositivo con cui vogliamo sincronizzare i dati (in questo caso, &lt;code&gt;achille&lt;/code&gt;) e clicchiamo su &lt;code&gt;Save&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-default-folder-share.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Sul dispositivo remoto comparirà un nuovo avviso, che ci chiede conferma della richiesta di sincronizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-add-default-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Accettiamola cliccando sul tasto verde &lt;code&gt;Add&lt;/code&gt; senza toccare (per ora) i valori di default di &lt;code&gt;Folder Label&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;Folder Path&lt;/code&gt; e premiamo &lt;code&gt;Save&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-customize-default-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto il dispositivo locale e quello remoto saranno connessi. Era ora!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-default-folder-after-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Basterà ora mettere qualche file nel &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt;, non importa se in quello locale o remoto, per attivare subito dopo il processo di sincronizzazione all&amp;rsquo;altro capo del collegamento che, se i file non sono troppi e non sono troppo grandi, si conclude in pochi secondi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-start-first-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-end-first-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante la sincronizzazione il programma fornisce una visione piuttosto chiara di quello che succede istante per istante, mostrando con un carattere bello grande la percentuale di processo già effettuata e la quantità di dati ancora da sincronizzare e, in modo più discreto, il numero di elementi non ancora sincronizzati (&lt;code&gt;Out of Sync Items&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se nella cartella &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt; aggiungiamo nuovi file e nuove cartelle il processo di sincronizzazione si riattiverà automaticamente e ogni volta avremo delle cartelle perfettamente sincronizzate fra il dispositivo locale e quello remoto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-start-another-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-end-another-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Va notato che la velocità del trasferimento dipende fortemente dalle condizioni del collegamento: su rete locale la sincronizzazione è velocissima, nel mare aperto di internet siamo in balia della qualità del collegamento offerto dal nostro provider. Ma questo è un problema comune a tutti i servizi di sincronizzazione remota concorrenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so, è venuto fuori un articolo lunghissimo e pieno zeppo di figure. Ma usare la prima volta Syncthing è oggettivamente complicato e può essere una esperienza davvero frustrante, soprattutto se non si è pratici di queste cose.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per questo motivo ho preferito spiegare ogni passaggio in dettaglio, piuttosto che obbligare chi non ha mai usato un programma come questo a perdersi nella lettura della documentazione o a provare e a riprovare alla cieca, cercando di capire come funziona. Con l&amp;rsquo;effetto finale, quasi inevitabile, di fuggire via in cerca di lidi più accattivanti (almeno in apparenza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perdere una mezz&amp;rsquo;oretta a leggere questo articolo permette di imparare ad utilizzare uno strumento potente, che funziona bene e che ci permette di non cedere a terzi i nostri documenti, ripagando appieno lo sforzo fatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/29/syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt; descriverò qualche tecnica più avanzata di utilizzo di Syncthing, che permetta di sfruttare meglio il programma uscendo un po&amp;rsquo; dalle impostazioni di default. A presto!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In Windows, un programma &lt;em&gt;portabile&lt;/em&gt; è un programma che non richiede installazione perché nella cartella che lo contiene è presente sia l&amp;rsquo;eseguibile vero e proprio sia tutte le librerie e i file accessori necessari al suo funzionamento. Se questo vi ricorda il formato delle applicazioni usate da sempre su macOS, ebbene sì, avete ragione!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fa eccezione &lt;a href=&#34;https://github.com/canton7/SyncTrayzor&#34;&gt;SyncTrayzor&lt;/a&gt;, che dispone di un server web integrato e quindi permette di configurare tutto senza uscire dall&amp;rsquo;applicazione. Anche in questo caso, però, l&amp;rsquo;interfaccia grafica vista dall&amp;rsquo;utente è identica a quella visualizzata da chi usa un browser generico.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac che sto usando per scrivere questo articolo la mia &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; si trova al percorso &lt;code&gt;/Users/maggi&lt;/code&gt;, per cui è equivalente scrivere &lt;code&gt;/Users/maggi&lt;/code&gt; oppure più semplicemente &lt;code&gt;~&lt;/code&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Indipendentemente dal fatto che i dispositivi remoti siano sulla stessa rete locale della macchina su cui siamo lavorando o che si trovino su reti diverse e fisicamente lontanissime.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché nessuno è così masochista da volerlo copiare lettera per lettera e cifra per cifra, vero?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Syncthing, ovvero come liberarsi dalle limitazioni di Dropbox e affini</title>
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      <pubDate>Thu, 21 Mar 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/jj-ying-8bghKxNU1j0-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@jjying&#34;&gt;JJ Ying&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio come VisiCalc, WordStar, Photoshop, Hypercard o Netscape, &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; è stato uno di quei (pochi) software davvero innovativi e capaci di cambiare la vita dei suoi utilizzatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se oggi l&amp;rsquo;idea di sincronizzare i propri file attraverso la rete sembra naturale, nel 2008 l&amp;rsquo;uscita di Dropbox rappresentò una vera e propria liberazione dalla schiavitù delle chiavette USB e dei CD riscrivibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulla scia di Dropbox sono venuti fuori decine e decine di servizi simili, più o meno meteorici e più o meno affidabili (&lt;a href=&#34;https://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.sync.com&#34;&gt;Sync&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.pcloud.com&#34;&gt;pCloud&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.idrive.com&#34;&gt;iDrive&lt;/a&gt;, tanto per menzionare i primi che mi vengono in mente), fino all&amp;rsquo;arrivo dei &lt;em&gt;pesi massimi&lt;/em&gt;, con servizi strettamente integrati nei sistemi operativi (Apple &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com&#34;&gt;iCloud&lt;/a&gt; e Microsoft &lt;a href=&#34;https://www.microsoft.com/en-us/microsoft-365/onedrive/online-cloud-storage&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt;) o con la vasta suite di applicazioni web e mobile (&lt;a href=&#34;https://www.google.com/intl/it_it/drive&#34;&gt;Google Drive&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Praticamente tutti questi servizi si basano su una idea semplice quanto geniale: creare sul computer una cartella &lt;em&gt;speciale&lt;/em&gt; il cui contenuto viene sincronizzato automaticamente con i server dell&amp;rsquo;azienda e da lì con tutti gli altri computer e dispositivi mobili sui quali l&amp;rsquo;utente ha installato l&amp;rsquo;applicazione. Basta modificare un file di questa cartella per attivare il processo di sincronizzazione dal computer di origine a tutti quelli collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che io sappia, l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/01/18/sugarsync-addio&#34;&gt;unica eccezione a questo modello di funzionamento&lt;/a&gt; è stato &lt;a href=&#34;https://www1.sugarsync.com/&#34;&gt;SugarSync&lt;/a&gt;, che permetteva di scegliere a piacere le cartelle da sincronizzare con il cloud e, per ciascuna cartella selezionata, i computer con i quali effettuare la sincronizzazione. Era un modello più complicato di quello di Dropbox e affini, è vero, ma era anche molto più flessibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho usato SugarSync finché non è diventata esclusivamente a pagamento e con prezzi da boutique (oggi &lt;a href=&#34;https://www1.sugarsync.com/pricing/&#34;&gt;sincronizzare 100 GB conSugarSync&lt;/a&gt; costa ben 7.49 dollari al mese, quando con iCloud e Dropbox si spendono 9.99 dollari per 2 TB), francamente dubito che qualcuno lo usi davvero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però non devo essere stato l&amp;rsquo;unico a rimpiangere il modello di funzionamento di SugarSync, perché qualcuno ha pensato di riprodurlo. E ha fatto di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo qualcuno è &lt;a href=&#34;https://nym.se/&#34;&gt;Jakob Borg&lt;/a&gt;, che dieci anni fa ha sviluppato &lt;a href=&#34;https://github.com/syncthing/syncthing&#34;&gt;Syncthing&lt;/a&gt;, un nuovo strumento di sincronizzazione in grado di &amp;ldquo;&lt;em&gt;sincronizzare i file tra due o più computer in tempo reale, al sicuro da occhi indiscreti&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza dei prodotti più diffusi, Syncthing non utilizza un server centrale, ma tutti i dati vengono trasmessi in modalità &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer&#34;&gt;&lt;em&gt;peer-to-peer&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; da un computer all&amp;rsquo;altro usando un canale di trasmissione bidirezionale sicuro basato sul &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Transport_Layer_Security&#34;&gt;protocollo TLS&lt;/a&gt; e identificando ogni computer che partecipa alla rete privata di sincronizzazione tramite un certificato crittografico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In altri termini, se scegliamo una cartella del computer &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; da sincronizzare con il computer &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;, tutto il contenuto della cartella viene trasmesso direttamente da &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; a &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;, senza passaggi intermedi e crittografando tutti i dati. La trasmissione è bidirezionale, quindi qualunque modifica al contenuto della cartella sincronizzata effettuata su &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; si rifletterà quasi immediatamente sulla cartella corrispondente di &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; e viceversa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/syncthing-basic.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La cartella sincronizzata risiedente su &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; può anche avere un nome diverso  e può essere situata in una posizione diversa del disco rispetto alla cartella originale su &lt;code&gt;A&lt;/code&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/syncthing-advanced.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dimenticavo, Syncthing è &lt;em&gt;open-source&lt;/em&gt;, una cosa che non fa mai male, ma che in questo caso è particolarmente importante perché garantisce che dentro il programma non ci sia codice malevolo che possa fare delle porcherie con i nostri file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Uso Syncthing da anni e non ho mai perso nemmeno un bit. Con gli anni il programma è migliorato parecchio, non tanto nell&amp;rsquo;interfaccia utente basata su una applicazione web piuttosto minimale, ma proprio in ciò che conta di più, cioè nella modalità e nell&amp;rsquo;efficenza del processo di sincronizzazione, che ora avviene molto più velocemente di quanto accadesse in passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ne ho mai parlato prima perché Syncthing poteva girare tranquillamente su Linux, macOS, Windows, vari BSD e su Android, ma non su iOS, una limitazione molto seria che lo rendeva inadatto per la maggior parte dei lettori di questo blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di recente, tuttavia, l&amp;rsquo;app di sincronizzazione disponibile su iOS ha introdotto una modalità, definita &lt;em&gt;sperimentale&lt;/em&gt; ma che funziona molto bene, grazie alla quale è finalmente possibile utilizzare Syncthing in modo efficace anche su iPhone ed iPad. E allora non ho avuto più scuse per non scriverne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ne riparliamo nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;, che sarà dedicato all&amp;rsquo;installazione e alla configurazione di Syncthing su macOS e, più in generale, sui sistemi operativi desktop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo me per motivi pratici è preferibile non farlo, però la funzione esiste e chi ne ha bisogno può usarla.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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