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    <title>Sugarsync on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Sugarsync on Melabit</description>
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      <title>Syncthing, ovvero come liberarsi dalle limitazioni di Dropbox e affini</title>
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      <pubDate>Thu, 21 Mar 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/jj-ying-8bghKxNU1j0-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@jjying&#34;&gt;JJ Ying&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio come VisiCalc, WordStar, Photoshop, Hypercard o Netscape, &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; è stato uno di quei (pochi) software davvero innovativi e capaci di cambiare la vita dei suoi utilizzatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se oggi l&amp;rsquo;idea di sincronizzare i propri file attraverso la rete sembra naturale, nel 2008 l&amp;rsquo;uscita di Dropbox rappresentò una vera e propria liberazione dalla schiavitù delle chiavette USB e dei CD riscrivibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulla scia di Dropbox sono venuti fuori decine e decine di servizi simili, più o meno meteorici e più o meno affidabili (&lt;a href=&#34;https://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.sync.com&#34;&gt;Sync&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.pcloud.com&#34;&gt;pCloud&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.idrive.com&#34;&gt;iDrive&lt;/a&gt;, tanto per menzionare i primi che mi vengono in mente), fino all&amp;rsquo;arrivo dei &lt;em&gt;pesi massimi&lt;/em&gt;, con servizi strettamente integrati nei sistemi operativi (Apple &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com&#34;&gt;iCloud&lt;/a&gt; e Microsoft &lt;a href=&#34;https://www.microsoft.com/en-us/microsoft-365/onedrive/online-cloud-storage&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt;) o con la vasta suite di applicazioni web e mobile (&lt;a href=&#34;https://www.google.com/intl/it_it/drive&#34;&gt;Google Drive&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Praticamente tutti questi servizi si basano su una idea semplice quanto geniale: creare sul computer una cartella &lt;em&gt;speciale&lt;/em&gt; il cui contenuto viene sincronizzato automaticamente con i server dell&amp;rsquo;azienda e da lì con tutti gli altri computer e dispositivi mobili sui quali l&amp;rsquo;utente ha installato l&amp;rsquo;applicazione. Basta modificare un file di questa cartella per attivare il processo di sincronizzazione dal computer di origine a tutti quelli collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che io sappia, l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/01/18/sugarsync-addio&#34;&gt;unica eccezione a questo modello di funzionamento&lt;/a&gt; è stato &lt;a href=&#34;https://www1.sugarsync.com/&#34;&gt;SugarSync&lt;/a&gt;, che permetteva di scegliere a piacere le cartelle da sincronizzare con il cloud e, per ciascuna cartella selezionata, i computer con i quali effettuare la sincronizzazione. Era un modello più complicato di quello di Dropbox e affini, è vero, ma era anche molto più flessibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho usato SugarSync finché non è diventata esclusivamente a pagamento e con prezzi da boutique (oggi &lt;a href=&#34;https://www1.sugarsync.com/pricing/&#34;&gt;sincronizzare 100 GB conSugarSync&lt;/a&gt; costa ben 7.49 dollari al mese, quando con iCloud e Dropbox si spendono 9.99 dollari per 2 TB), francamente dubito che qualcuno lo usi davvero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però non devo essere stato l&amp;rsquo;unico a rimpiangere il modello di funzionamento di SugarSync, perché qualcuno ha pensato di riprodurlo. E ha fatto di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo qualcuno è &lt;a href=&#34;https://nym.se/&#34;&gt;Jakob Borg&lt;/a&gt;, che dieci anni fa ha sviluppato &lt;a href=&#34;https://github.com/syncthing/syncthing&#34;&gt;Syncthing&lt;/a&gt;, un nuovo strumento di sincronizzazione in grado di &amp;ldquo;&lt;em&gt;sincronizzare i file tra due o più computer in tempo reale, al sicuro da occhi indiscreti&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza dei prodotti più diffusi, Syncthing non utilizza un server centrale, ma tutti i dati vengono trasmessi in modalità &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer&#34;&gt;&lt;em&gt;peer-to-peer&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; da un computer all&amp;rsquo;altro usando un canale di trasmissione bidirezionale sicuro basato sul &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Transport_Layer_Security&#34;&gt;protocollo TLS&lt;/a&gt; e identificando ogni computer che partecipa alla rete privata di sincronizzazione tramite un certificato crittografico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In altri termini, se scegliamo una cartella del computer &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; da sincronizzare con il computer &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;, tutto il contenuto della cartella viene trasmesso direttamente da &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; a &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;, senza passaggi intermedi e crittografando tutti i dati. La trasmissione è bidirezionale, quindi qualunque modifica al contenuto della cartella sincronizzata effettuata su &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; si rifletterà quasi immediatamente sulla cartella corrispondente di &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; e viceversa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/syncthing-basic.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La cartella sincronizzata risiedente su &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; può anche avere un nome diverso  e può essere situata in una posizione diversa del disco rispetto alla cartella originale su &lt;code&gt;A&lt;/code&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/syncthing-advanced.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dimenticavo, Syncthing è &lt;em&gt;open-source&lt;/em&gt;, una cosa che non fa mai male, ma che in questo caso è particolarmente importante perché garantisce che dentro il programma non ci sia codice malevolo che possa fare delle porcherie con i nostri file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Uso Syncthing da anni e non ho mai perso nemmeno un bit. Con gli anni il programma è migliorato parecchio, non tanto nell&amp;rsquo;interfaccia utente basata su una applicazione web piuttosto minimale, ma proprio in ciò che conta di più, cioè nella modalità e nell&amp;rsquo;efficenza del processo di sincronizzazione, che ora avviene molto più velocemente di quanto accadesse in passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ne ho mai parlato prima perché Syncthing poteva girare tranquillamente su Linux, macOS, Windows, vari BSD e su Android, ma non su iOS, una limitazione molto seria che lo rendeva inadatto per la maggior parte dei lettori di questo blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di recente, tuttavia, l&amp;rsquo;app di sincronizzazione disponibile su iOS ha introdotto una modalità, definita &lt;em&gt;sperimentale&lt;/em&gt; ma che funziona molto bene, grazie alla quale è finalmente possibile utilizzare Syncthing in modo efficace anche su iPhone ed iPad. E allora non ho avuto più scuse per non scriverne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ne riparliamo nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;, che sarà dedicato all&amp;rsquo;installazione e alla configurazione di Syncthing su macOS e, più in generale, sui sistemi operativi desktop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo me per motivi pratici è preferibile non farlo, però la funzione esiste e chi ne ha bisogno può usarla.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Il crepuscolo di Dropbox</title>
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      <pubDate>Sat, 18 Jul 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/07/krzysztof-kowalik-kih2-tdgqry-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@kowalikus&#34;&gt;Krzysztof Kowalik&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; è ormai sinonimo di condivisione di file sul cloud (&lt;em&gt;cloud storage&lt;/em&gt;), un servizio usato da tutti che ormai viene dato per scontato. Uno standard di fatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;facile-da-usare&#34;&gt;Facile da usare&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i servizi concorrenti hanno copiato il suo modello d&amp;rsquo;uso facile e intuitivo: basta inserire un file nella cartella di sincronizzazione standard e il gioco è fatto, il file è disponibile immediatamente su tutti gli altri dispositivi associati, e attraverso l&amp;rsquo;interfaccia web su qualunque altro computer. Analogamente, qualunque file rimosso da questa cartella viene cancellato immediatamente anche da tutti gli altri dispositivi associati (ma per evitare errori che potrebbero essere molto dannosi, una copia del file cancellato rimane ancora accessibile per un mese tramite l&amp;rsquo;interfaccia web).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo modello d&amp;rsquo;uso, perfetto per la maggior parte degli utenti, poteva facilmente essere esteso dagli utenti più evoluti, ad esempio attraverso l&amp;rsquo;uso dei &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;collegamenti simbolici&lt;/a&gt; (detti anche &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;symlink&lt;/em&gt;) disponibili sui sistemi operativi basati su UNIX come macOS e Linux, tramite i quali era possibile sincronizzare qualunque file (o cartella) senza doverlo copiare nella cartella di sincronizzazione di Dropbox. Sembra una inezia, ma il supporto ai collegamenti simbolici aggiungeva a Dropbox una flessibilità che gli altri servizi concorrenti non riuscivano ad eguagliare. Ho usato questo metodo per anni e non ha mai perso un colpo.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per parecchi anni il servizio gratuito è stato più che sufficiente per le esigenze della maggior parte degli utenti non professionali (e anche per quelle di parecchi utenti professionali): lo spazio disponibile gratuitamente era piuttosto limitato, solo 2 GB, ma poteva essere esteso attraverso il passaparola: ogni utente iscritto al servizio poteva invitare dei nuovi utenti e, una volta completata l&amp;rsquo;iscrizione, entrambi ricevevano 1 GB di spazio gratuito in più (all&amp;rsquo;inizio, se ricordo bene, erano 500 MB).&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;solo-tre-dispositivi&#34;&gt;Solo tre dispositivi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da un anno a questa parte però Dropbox ha deciso di &lt;a href=&#34;https://www.punto-informatico.it/nuovo-dropbox/&#34;&gt;focalizzarsi sull&amp;rsquo;utenza professionale&lt;/a&gt; a pagamento, più interessata alla facilità d&amp;rsquo;uso e all&amp;rsquo;accesso agli strumenti accessori che alla flessibilità del sistema, mettendo da parte gli utenti che utilizzano il servizio gratuito, che erano stati alla base del successo iniziale, travolgente, del servizio di sincronizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo passo in questa direzione l&amp;rsquo;ha fatto a marzo dell&amp;rsquo;anno scorso, &lt;a href=&#34;https://zapier.com/blog/free-dropbox-account-three-device-limit/&#34;&gt;limitando a tre&lt;/a&gt; il numero di dispositivi collegabili ad un servizio gratuito. Questa limitazione non vale per chi aveva già più di tre dispositivi collegati al proprio account, ma diventa efficace ogni volta che si vuole aggiungere un nuovo computer, tablet o smartphone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggirare questo limite non è difficile, basta attivare per un mese il servizio a pagamento per aggiungere permanentemente il nuovo dispositivo al proprio account. Dall&amp;rsquo;anno scorso l&amp;rsquo;ho fatto tre volte e finora non ho avuto nessun problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni volta ho scelto di non continuare a pagare oltre il primo mese, non perché sia avaro ma perché nel frattempo Dropbox ha tirato fuori dal cilindro una nuova gravissima limitazione, che per quanto mi riguarda ha messo una pietra tombale su questo servizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;niente-più-soft-link&#34;&gt;Niente più soft link&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad ottobre dell&amp;rsquo;anno scorso è arrivata questa email:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciao,&#xA;Abbiamo migliorato il modo in cui sincronizziamo i link simbolici e volevamo farti sapere che questo cambierà il modo in cui i link simbolici compaiono nel tuo account.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando il marketing afferma di aver &amp;ldquo;migliorato&amp;rdquo; qualcosa, c&amp;rsquo;è sempre puzza di fregatura&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa sta cambiando&#xA;Da ora in poi su &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;www.dropbox.com&lt;/a&gt; vedrai i symlink rappresentati come dei [semplici] file.&#xA;I collegamenti simbolici sono simili alle scorciatoie e consentono di avere 1 cartella in 2 posizioni diverse sul tuo computer. [&amp;hellip;]&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Grazie tante per la spiegazione, &lt;em&gt;repetita juvant&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solo i file e le cartelle presenti nella cartella Dropbox del tuo computer saranno sincronizzati.&#xA;Ad esempio, se hai un collegamenti simbolico in Dropbox che si collega a una cartella esterna, [da ora in poi] non eseguiremo [più] il backup di quella cartella esterna. Quindi su &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;www.dropbox.com&lt;/a&gt; vedrai solo il collegamenti simbolico e non la cartella.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho avuto bisogno di finire di leggere l&amp;rsquo;email per sapere che la mia storia con Dropbox era finita. Definitivamente. Poter usare i collegamenti simbolici era una di quelle cose che mi aveva sempre fatto preferire Dropbox a tutti i servizi concorrenti (e di servizi di &lt;em&gt;cloud storage&lt;/em&gt; ne ho provati più di quanto avrei voluto), toglierli di colpo era un vero colpo basso, altro che il &amp;ldquo;miglioramento&amp;rdquo; prospettato dagli &lt;em&gt;strateghi&lt;/em&gt; del marketing!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;un-nuovo-servizio&#34;&gt;Un nuovo servizio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è voluto un po&amp;rsquo; a trovare un &lt;a href=&#34;https://syncthing.net&#34;&gt;nuovo servizio&lt;/a&gt; &lt;em&gt;cloud&lt;/em&gt; che funzionasse bene come Dropbox, che fosse flessibile a sufficienza per le mie esigenze e, perché no, fosse aperto e rispettoso della privacy degli utenti. Una volta trovato ho voluto provarlo a fondo (la condivisione dei file sul cloud è nel metodo di lavoro odierno), soprattutto per verificare che non succedessero cose deleterie come cancellazioni impreviste di documenti, conflitti, sincronizzazioni mancate e simili. Tutte queste prove richiedono un sacco di tempo, anche perché nel frattempo ci sono mille altre cose da fare e le scadenza di lavoro incombono sempre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma finalmente il dado è tratto. Ho messo su da poco un nuovo Mac, attivando per la terza volta in un anno il servizio a pagamento di Dropbox per aggirare la limitazione sul massimo numero di dispositivi, ma ormai non ci sarà una quarta volta e alla scadenza del mese Dropbox inizierà a diventare solo un&amp;rsquo;ombra del passato, proprio come è successo qualche anno fa con SugarSync. &lt;a href=&#34;https://open.spotify.com/track/6q0qYkENpGNQj2G32A6USF?si=FN_o4paFT3-y3-F9wIeXLg&#34;&gt;All things must pass&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Resta solo da spiegare perché i collegamenti simbolici sono così importanti. Ma questo sarà l&amp;rsquo;argomento di un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/08/05/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-prima-parte/&#34;&gt;prossimo post&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà, quando ho iniziato ad usare i servizi di cloud storage &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/01/18/sugarsync-addio/&#34;&gt;preferivo SugarSync&lt;/a&gt; a Dropbox proprio perché consentiva nativamente di sincronizzare qualunque cartella presente sul disco rigido. Ma dopo la trasformazione di SugarSync in un servizio esclusivamente a pagamento (ma &lt;a href=&#34;https://www.cloudwards.net/review/sugarsync/&#34;&gt;troppo caro e con troppi problemi&lt;/a&gt;), sono passato a Dropbox non solo perché era diventato il servizio standard di cloud storage ma anche perché, tramite il supporto ai collegamenti simbolici, mi permetteva di emulare abbastanza bene il funzionamento di SugarSync.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Facendo così sono riuscito ad ottenere ben 18.75 GB di spazio gratuito sul mio account Dropbox.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Docs.com, una farfalla di internet</title>
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      <pubDate>Mon, 12 Jun 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c1.staticflickr.com/9/8559/29333481584_26164385be_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualche mese fa &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/04/sicurezza-a-rischio-con-microsoft-docs-com/&#34;&gt;ho scritto di Docs.com&lt;/a&gt;, un servizio di condivisione gratuita di documenti con qualche problema di privacy, dovuto però più alla ignavia dei suoi utilizzatori che a colpe reali di Microsoft.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora Microsoft decide di &lt;a href=&#34;https://support.office.com/en-us/article/Important-information-about-Docs-com-end-of-service-3b0d4877-1643-457c-9756-8caf28b94da4&#34;&gt;mettere in pensione Docs.com&lt;/a&gt;, sostituendolo con &lt;a href=&#34;https://www.slideshare.net/&#34;&gt;SlideShare&lt;/a&gt;, un&amp;rsquo;altra piattaforma di condivisione di documenti (originariamente solo presentazioni) acquisita tempo fa da Microsoft insieme a LinkedIn.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La transizione non è automatica, anzi. Il massimo che si può fare è spostare i documenti condivisi da Docs.com al proprio account su OneDrive (ammesso che lo spazio disponibile sia sufficiente) per poi condividerli di nuovo, a mano, su SlideShare. Forse così Microsoft pensa di risolvere i problemi legati alla &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/security/2017/03/doxed-by-microsofts-docs-com-users-unwittingly-shared-sensitive-docs-publicly/&#34;&gt;condivisione di documenti contenenti dati sensibili&lt;/a&gt;, ma di certo è una bella seccatura per chi utilizza il servizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non è questo il punto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il punto è che questo è il secondo annuncio di chiusura di un servizio internet che ricevo in una settimana. Il primo è arrivato da &lt;a href=&#34;http://blog.meldium.com/home/2017/4/12/plans-to-retire-meldium&#34;&gt;Meldium&lt;/a&gt;, un servizio web di gestione delle password, acquisito qualche anno fa da &lt;a href=&#34;https://secure.logmein.com/home&#34;&gt;LogMeIn&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui la ragione addotta per la chiusura del servizio è la sovrapposizione delle funzioni di Meldium con quelle di LastPass (altra acquisizione di LogMeIn) e la necessità di evitare frammentazioni inutili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E anche in questo caso la &lt;a href=&#34;https://helpdesk.lastpass.com/migrating-accounts-from-meldium-to-lastpass/&#34;&gt;migrazione da Meldium a LastPass&lt;/a&gt; (ottimo servizio, peraltro) non è né semplice né indolore, basta una occhiata per accorgersi che non è assolutamente alla portata dell&amp;rsquo;utente medio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Internet, è vero, è un ribollire di iniziative, di servizi che nascono e che muoiono di continuo, ma se per una startup può essere normale chiudere senza troppi ripensamenti, da grossi calibri come LogMeIn o, a maggior ragione, Microsoft, ci si potrebbe aspettare più stabilità, o perlomeno una maggiore attenzione alle esigenze dei propri utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;LogMeIn non è nuova a queste chiusure improvvise. Anni fa aveva messo su Cubby, un servizio che voleva (senza troppo successo) far concorrenza a Dropbox e a SugarSync, &lt;a href=&#34;https://blog.logmein.com/it-management/plans-retire-cubby&#34;&gt;trasformandolo improvvisamente&lt;/a&gt; in un servizio a pagamento, con buona pace di chi lo stava usando fidandosi del fatto che lo spazio offerto gratuitamente fosse disponibile &lt;em&gt;per sempre&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il già citato SugarSync qualche anno fa era un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/01/18/sugarsync-addio/&#34;&gt;servizio di condivisione migliore di Dropbox&lt;/a&gt;. All&amp;rsquo;improvviso è diventato un servizio solo a pagamento, obbligando chi lo usava a scegliere se pagare prezzi decisamente fuori mercato o cambiare servizio. E magari anche a cambiare sistema operativo, visto che ha pure smesso di sviluppare la versione per Linux del suo software di sincronizzione. Sarei proprio curioso di conoscere chi è disposto a spendere 9.99 dollari al mese per avere 250 GB di spazio sul cloud con &lt;a href=&#34;https://www.sugarsync.com/&#34;&gt;SugarSync&lt;/a&gt;, quando allo stesso prezzo &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com/plans?trigger=nr&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; offre 1 TB, e da qualche giorno &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT201238&#34;&gt;iCloud&lt;/a&gt; arriva a ben 2 TB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perfino Microsoft fino ad un anno fa offriva gratuitamente 15 GB a tutti gli utenti, &lt;em&gt;per sempre&lt;/em&gt;. Poi all&amp;rsquo;improvviso ha deciso di ridurre lo spazio gratis a soli 5 GB. Una vera e propria sollevazione popolare l&amp;rsquo;ha costretta a tornare su suoi passi, consentendo agli utenti di vecchia data (e solo a loro) di mantenere i 15 GB precedenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quello che mi riguarda, diffido a priori di chi su internet propone servizi gratuiti &lt;em&gt;per tutta la vita&lt;/em&gt;. E ho parecchi dubbi anche nei confronti di quelli a pagamento.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché troppo spesso la vita di un servizio su internet è più breve di quella di una farfalla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infatti preferisco pagare mensilmente (o al più ogni anno) i servizi a cui sono abbonato.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Box - Una alternativa a SugarSync?</title>
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      <pubDate>Wed, 22 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Come accennato &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/18/sugarsync-addio/&#34;&gt;in un post precedente&lt;/a&gt;, ho iniziato a provare alcuni servizi di sincronizzazione cloud per sostituire l&amp;rsquo;ottimo &lt;a href=&#34;http://www.sugarsync.com&#34;&gt;SugarSync&lt;/a&gt;, che fra pochi giorni diventerà solo a pagamento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo periodo &lt;a href=&#34;http://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt; offre ben 50 GB di spazio di memorizzazione a tutti gli utenti che installano l’applicazione per iOS, uno spazio decisamente superiore a quello offerto dai servizi concorrenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se Box può essere tranquillamente usato in un browser tramite interfaccia web, con la possibilità di trasferire i file dal computer al cloud tramite drag and drop (ma non il contrario!), è molto più comodo installare sul Mac una applicazione di supporto che renda automatica la gestione dei documenti sincronizzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho quindi installato sul Mac l&amp;rsquo;ultima versione di &lt;a href=&#34;https://sites.box.com/sync4/&#34;&gt;Box Sync&lt;/a&gt; che, come i prodotti analoghi, crea una cartella specifica (e omonima) &lt;code&gt;Box Sync&lt;/code&gt; nella cartella Inizio (o home) dell&amp;rsquo;utente. Tutti i file (o le cartelle) inseriti in &lt;code&gt;Box Sync&lt;/code&gt; vengono sincronizzati automaticamente nello spazio cloud dell&amp;rsquo;utente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E qui sono iniziati i guai.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;installatore di Box Sync 4.0 non permette di scegliere la posizione della cartella di sincronizzazione, che risiede automaticamente nella cartella Inizio dell&amp;rsquo;utente. Questa opzione era presente nella versione precedente di Box Sync ma, stranamente, &lt;a href=&#34;https://support.box.com/hc/en-us/articles/201084243-What-features-from-Sync-3-have-been-removed-in-Sync-4-&#34;&gt;è stata rimossa nella versione corrente&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da anni ho l&amp;rsquo;abitudine a inserire tutte le cartelle speciali dei servizi che uso nella mia cartella Documenti, e questa mancanza di flessibilità mi disturba non poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà è possibile selezionare manualmente una posizione diversa per la cartella di sincronizzazione seguendo &lt;a href=&#34;https://support.box.com/hc/en-us/articles/200874358&#34;&gt;le istruzioni riportate in questa pagina&lt;/a&gt;:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;disinstallare il programma;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;riavviare il Mac. Nonostante quanto riportato nelle istruzioni suddette, qualche servizio di Box rimane comunque in memoria ed impedisce di cancellare definitivamente la directory &lt;code&gt;~/Library/Application Support/Box/&lt;/code&gt;. Solo un riavvio rimuove il servizio definitivamente dalla memoria;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;salvare il file di configurazione &lt;code&gt;com.box.sync.plist&lt;/code&gt; contenente il percorso desiderato della cartella di sincronizzazione in &lt;code&gt;/Library/Preferences/&lt;/code&gt; (una directory di sistema!);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare finalmente Box.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;Follia!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una soluzione inutilmente complicata. E perché poi? Non sarebbe molto più semplice che l&amp;rsquo;installatore proponga una installazione di default per l&amp;rsquo;utente medio ed una custom per gli utenti avanzati?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E perché non inserire nel pacchetto di installazione un file LEGGIMI con le istruzioni per una installazione custom &lt;strong&gt;prima&lt;/strong&gt; di installare Box Sync, senza obbligare l&amp;rsquo;utente a disinstallare il programma e a riavviare il Mac?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi, perché il file di configurazione deve essere salvato nella directory di sistema &lt;code&gt;/Library/Preferences/&lt;/code&gt; e non come sarebbe più ragionevole nella cartella &lt;code&gt;~/Library/Preferences/&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente (la &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; indica per convenzione la cartella Inizio dell&amp;rsquo;utente che ha eseguito il login)?&#xA;I sistemi operativi basati su Unix come OS X separano rigidamente i file di configurazione del sistema da quelli dell&amp;rsquo;utente, allo scopo di impedire possibili danni al funzionamento del sistema operativo. Obbligare ad editare un file di sistema per configurare un programma utente come Box va contro tutte le buone pratiche di gestione di Unix.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il tutto è anche poco pratico: come si fa a configurare Box se due utenti usano il Mac con account diversi e ciascuno vuole specificare separatamente la posizione della propria cartella di sincronizzazione? Se il file di configurazione è in &lt;code&gt;/Library/Preferences/&lt;/code&gt; è impossibile, e potrebbe anche creare seri problemi di permessi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non è finita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver perso un mare di tempo ad installare (e a disinstallare!) Box, decido di provare ad utilizzarlo usando, come sempre, dei collegamenti simbolici (&lt;em&gt;simlink&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt;) per evitare di dover copiare o spostare le cartelle da sincronizzare nella cartella speciale del servizio cloud.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Collegamento_simbolico&#34;&gt;collegamento simbolico&lt;/a&gt; è un semplice riferimento ad un altro file (o cartella), che viene però considerato dal sistema operativo come un file vero e proprio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usare dei collegamenti simbolici permette di &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/18/sugarsync-addio/&#34;&gt;simulare il funzionamento di SugarSync&lt;/a&gt; anche con i servizi cloud (come Dropbox) che non consentono di selezionare a piacere le cartelle da sincronizzare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo&amp;hellip; &lt;a href=&#34;https://support.box.com/hc/communities/public/questions/200284708-Support-Symlink&#34;&gt;Box non supporta i collegamenti simbolici&lt;/a&gt;. Non si può quindi evitare di copiare (o spostare) i file e le cartelle da sincronizzare nella cartella &lt;code&gt;Box Sync&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Assolutamente incredibile e dilettantesco. Sembra proprio che Box nasca su Windows e sia stato portato (malamente!) a OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi spiace ma, anche con 50 GB disponibili gratis, Box non fa per me. Finché non verranno corretti questi gravi difetti mi limiterò ad usarlo per salvare i file sul cloud tramite l&amp;rsquo;interfaccia web.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>SugarSync addio</title>
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      <pubDate>Sat, 18 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Recentemente SugarSync ha informato i suoi utenti che, a partire dall’8 febbraio, &lt;a href=&#34;http://www.sugarsync.com/blog/20131210_sugarsync_press_release/&#34;&gt;sarà necessario sottoscrivere un piano a pagamento&lt;/a&gt; o smettere di usare il servizio. Dal prossimo mese si pagheranno 37.49 dollari per il primo anno (e il doppio in seguito), corrispondenti a circa 27.50 euro (55 euro dal secondo anno) per 60 GB di spazio di memorizzazione. Molto meno di iCloud o di Dropbox.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma da ieri ho detto addio a SugarSync, dopo anni di uso fedele e quasi sempre soddisfacente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;SugarSync ha sempre avuto due caratteristiche uniche:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;la possibilità di definire per ogni computer le directory (cartelle) da sincronizzare con il cloud, indipendentemente da dove fossero localizzate sul disco rigido;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;la possibilità di mantenere ciascuna directory sincronizzata con uno o più computer, in modo del tutto indipendente dalle altre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i più diffusi servizi cloud obbligano invece l’utente a scegliere &lt;em&gt;un’unica directory&lt;/em&gt; da sincronizzare in rete e fra i computer associati all’account, con un approccio molto semplificato che in tanti casi si rivela poco flessibile. Ci sono dei trucchi per ovviare a questa limitazione, ma rendono la gestione del servizio più complessa del necessario.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’interfaccia utente della prima versione di SugarSync permetteva di gestire in modo molto efficace queste interdipendenze. Mostrava una mappa dettagliata dei vari computer associati all’account e delle directory sincronizzate fra i vari computer, permettendo di aggiungere o rimuovere le associazioni mediante un semplice drag and drop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_229&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/01/sugarsync-addio-1.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/01/sugarsync-addio-1.png?w=605&#34; alt=&#34;Da: http://sugarsync.hivelive.com/posts/5c1e901613&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;384&#34; class=&#34;size-large wp-image-229&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Da: &lt;a href=&#34;http://sugarsync.hivelive.com/posts/5c1e901613[/caption]&#34;&gt;http://sugarsync.hivelive.com/posts/5c1e901613[/caption]&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo nella seconda versione di SugarSync questa mappa visuale è stata rimossa ed è diventato quindi più difficile gestire le sincronizzazioni fra i vari computer. Anche il servizio ha cominciato a battere un po’ la fiacca, è diventato più lento e con troppi momenti di fermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Abbandonare SugarSync non è quindi per me solo una questione di costo ma di insoddisfazione complessiva verso la direzione presa dallo sviluppo. Vale quindi la pena provare le alternative gratuite, alcune delle quali offrono spazi enormi di memorizzazione sul cloud e sono ben supportate dalle applicazioni per OS X e iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pole position c’è &lt;a href=&#34;https://app.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt; che da qualche giorno (e per tutto il prossimo mese) offre &lt;a href=&#34;http://techcrunch.com/2014/01/15/box-refreshes-its-ios-apps-gives-users-who-download-the-new-code-50gb-of-free-storage/&#34;&gt;ben 50 GB di spazio di memorizzazione&lt;/a&gt; a tutti gli utenti che installeranno l’applicazione per iOS. Il limite di 250 MB massimi per ciascun file mi sembra poco penalizzante, almeno per la maggior parte dei file che ha senso salvare sul cloud e data la lentezza della rete qui in Italia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al secondo posto nella mia lista personale di servizi cloud da provare si trova &lt;a href=&#34;https://www.copy.com&#34;&gt;Copy&lt;/a&gt;, che offre ai nuovi utenti 15 GB senza limitazioni. Questo per me è un servizio particolarmente interessante, dato che ho ben 105 GB disponibili gratis. Non so nemmeno perché, immagino di essere stato uno dei primi utenti iscritti (senza mai usarlo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi c’è sempre &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt;, che in questi giorni sta faticosamente prendendo il posto di SugarSync per i miei documenti essenziali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A presto, per un aggiornamento.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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