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    <title>Ssd on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Ssd on Melabit</description>
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      <title>Diritto alla riparabilità: i prodotti Apple</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono il tipo che rimpiange i &amp;ldquo;bei vecchi tempi&amp;rdquo; che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent&amp;rsquo;anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant&amp;rsquo;anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l&amp;rsquo;anno, in alcune zone d&amp;rsquo;Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è una cosa che rimpiango del passato: la possibilità di mettere le mani nei computer, cambiando componenti fondamentali come il disco o la RAM e, nei desktop, anche la scheda grafica o il processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, i computer odierni sono dei mostri di potenza rispetto a quelli di 10-15 anni fa, e questo deriva anche (ma non solo) dall&amp;rsquo;integrazione sempre più spinta dei componenti, che rende i computer attuali dei sistemi unici e molto meno modulari rispetto al passato. Ma questo significa anche che sono diventati &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Mac&amp;#43;Studio&amp;#43;2023&amp;#43;Housing&amp;#43;Replacement/165221&#34;&gt;più complicati da smontare&lt;/a&gt; di una &lt;a href=&#34;https://www.vanishingincmagic.com/puzzles-and-brainteasers/articles/what-is-a-japanese-puzzle-box/&#34;&gt;scatola segreta giapponese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-11-diritto-alla-riparabilita-i-prodotti-apple/DALL-E-2024-11-08.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: Immagine di una scatola segreta giapponese generata da &lt;a href=&#34;https://openai.com/index/dall-e&#34;&gt;DALL-E&lt;/a&gt; attraverso &lt;a href=&#34;https://chatgpt.com&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Apple in questo è stata un precursore, nel senso che, se la memoria non mi inganna, è stata la prima azienda a integrare in modo sempre più spinto i componenti dei propri prodotti hardware. A volte a ragione, come nel caso degli iPhone, dove la batteria integrata permette di prolungarne la durata diminuendo allo stesso tempo il peso dello smartphone, oppure degli AirPods e dell&amp;rsquo;Apple Watch, che senza questa integrazione non potrebbero proprio esistere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i Mac questa integrazione ha portato ad una chiusura eccessiva del prodotto finale, snaturando l&amp;rsquo;idea di computer che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=VtvjbmoDx-I&#34;&gt;&lt;em&gt;cambiano il mondo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e che permettono di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=iKS0EIyevSU&#34;&gt;&lt;em&gt;pensare in modo differente&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo l&amp;rsquo;iMac. Gli iMac G5, quelli prodotti a partire dal 2004 per intenderci, si aprivano dal retro &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5&#34;&gt;svitando tre viti&lt;/a&gt; e davano accesso a tutto l&amp;rsquo;interno della macchina, permettendo di cambiare praticamente tutto, perfino il display LCD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a un certo punto &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/07/10/jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/&#34;&gt;certi progettisti&lt;/a&gt; più attenti al design che alla funzionalità hanno deciso che il corpo dell&amp;rsquo;iMac doveva essere un pezzo unico di alluminio (&lt;em&gt;unibody&lt;/em&gt;), trasformando lo schermo LCD nell&amp;rsquo;unico punto di accesso all&amp;rsquo;interno del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Smontare uno schermo LCD da 20 e più pollici non è una operazione alla portata di tutti, soprattutto se questo non è fissato non con delle semplici viti (già immagino lo sguardo disgustato dei progettisti di cui sopra), ma con dei potenti magneti o, peggio ancora, con delle strisce iperadesive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, una volta superato questo primo ostacolo, anche cambiare la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;RAM&amp;#43;Replacement/136306&#34;&gt;RAM&lt;/a&gt; o la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;PRAM&amp;#43;Battery&amp;#43;Replacement/136307&#34;&gt;batteria interna&lt;/a&gt; è diventata una operazione che costringe a fare a pezzi l&amp;rsquo;intero computer, nonostante l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://guide-images.cdn.ifixit.com/igi/6A4EHvapeoMdolHS.large&#34;&gt;interno del Mac sia mezzo vuoto&lt;/a&gt; o quasi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Oggi è anche peggio. Quando acquistiamo un Mac con processore Apple Silicon siamo obbligati a decidere al momento dell&amp;rsquo;acquisto la dimensione della RAM e del disco SSD. Dato che questi due componenti sono integrati nel blocco del processore (la RAM) o saldati sulla scheda logica (l&amp;rsquo;SSD), la loro dimensione non potrà più essere modificata, a meno di non cambiare l&amp;rsquo;intera scheda logica (oppure di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=E3N-z-Y8cuw&#34;&gt;modifiche fai-da-te da prendere con le pinze&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per garantire una vita più lunga al proprio nuovo Mac, tanti utenti preferiscono quindi largheggiare con le dimensioni di questi componenti. Ma questo significa dover sottostare ai prezzi letteralmente da rapina praticati da Apple: 230 euro in più per passare dal ridicolo disco SSD da 256 GB ad uno più normale da 512 GB, e ben 460 euro per il salto fino a 1 TB. Oppure altri 230 euro per ogni 8 GB di RAM in più rispetto al modello base.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il bello è che gli iMac odierni sono sottili quanto un Air, ma dentro sono praticamente vuoti e, per di più, sono di nuovo &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/iMac&amp;#43;M3&amp;#43;24-Inch&amp;#43;Teardown:&amp;#43;Apple%E2%80%99s&amp;#43;Most&amp;#43;Replaceable&amp;#43;Battery-/172727&#34;&gt;molto facili da smontare&lt;/a&gt;. Con tanto spazio libero, ci voleva molto ad inserire qualche connettore per aggiungere un secondo disco SSD o dell&amp;rsquo;altra RAM? Questi componenti sarebbero di sicuro meno efficienti a quelli integrati, ma permetterebbero di adattare meglio la macchina alle esigenze variabili nel tempo dei suoi utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: ma queste scelte ingegneristiche rendono il Mac più affidabile, dato che non ci sono connettori che possono rovinarsi. La semplificazione delle connessioni sulla scheda logica permette anche di renderla sempre più piccola, più facile da progettare e di conseguenza più economica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto vero. Ma che ce ne facciamo di una scheda madre piccolissima quando l&amp;rsquo;iMac è già grande di suo? Inoltre, la scheda logica sarà anche più economica da produrre per Apple, ma l’utente finale non ne ricava alcun vantaggio: sostituirla può costare intorno ai 1000 euro, rendendo di fatto più conveniente acquistare un Mac nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E quanto detto per l&amp;rsquo;iMac, vale a maggior ragione per il Mac Studio e il Mac Pro, macchine professionali di costo e dimensioni molto più importanti dell&amp;rsquo;iMac, ma che non possono lo stesso essere aggiornate dopo l&amp;rsquo;acquisto (il Mac Studio), oppure possono essere &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/77003/2023-mac-pro-teardown-still-grate-en&#34;&gt;aggiornate in modo molto limitato&lt;/a&gt; (il Mac Pro) usando quasi esclusivamente &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/101787&#34;&gt;componenti proprietari&lt;/a&gt; Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ha senso tutto ciò? I Mac sono prodotti che durano anni ed anni, e chi li compra lo fa non solo perché sono belli, ma direi soprattutto per l&amp;rsquo;eccellente integrazione fra hardware, software e il resto dell&amp;rsquo;ecosistema Apple. Rendere le macchine più accessibili e più facilmente aggiornabili li renderebbe anche più &lt;em&gt;adattabili&lt;/em&gt;, e sarebbe un colpo da maestro anche per l&amp;rsquo;immagine di Apple, che ultimamente sembra un po&amp;rsquo; appannata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte certi modelli da 27&amp;quot; che hanno mantenuto uno sportellino che permetteva di accedere facilmente alla RAM.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto stesso che questi prezzi siano sempre uguali dimostra che dietro di essi non c&amp;rsquo;è una motivazione tecnica, ma solo una scelta di marketing.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>All&#39;inferno con Dell?</title>
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      <pubDate>Mon, 10 May 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-05-10-allinferno-con-dell/michael-dziedzic-nIIbUcQuzUM-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@lazycreekimages&#34;&gt;Michael Dziedzic&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dell non mi piace e non comprerei mai un PC dell&amp;rsquo;azienda texana. Però trovo lo stesso che il &lt;em&gt;viaggio all&amp;rsquo;inferno&lt;/em&gt; descritto da &lt;a href=&#34;https://twitter.com/EyePatchWolf&#34;&gt;Eyepatch Wolf&lt;/a&gt; in una &lt;a href=&#34;https://twitter.com/EyePatchWolf/status/1382355450050580486&#34;&gt;lunghissima discussione&lt;/a&gt; su Twitter sia, come dicono a Roma, una sòla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Della storia ha parlato con la consueta stringatezza John Gruber su &lt;a href=&#34;https://daringfireball.net/linked/2021/04/27/eyepatch-wolf-dell-pc&#34;&gt;Daring Firewall&lt;/a&gt;, così come il sempre caustico Macalope su &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/344511/macalope-cheap-pc-buyer-dell-hidden-costs-components-cards-power-supply.html&#34;&gt;MacWorld&lt;/a&gt; e il nostro Lucio &amp;ldquo;Lux&amp;rdquo; Bragagnolo su &lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/posts/Il-girone-Dellinferno.html&#34;&gt;QuickLoox&lt;/a&gt; (che vale sempre la pena leggere, fosse solo per i titoli geniali dei suoi post). Anche quelli di &lt;a href=&#34;https://news.ycombinator.com/item?id=26926756&#34;&gt;HackerNews&lt;/a&gt; non si sono fatti sfuggire la notizia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riassumo brevemente la storia per chi se la fosse persa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eyepatch Wolf è uno &lt;em&gt;youtuber&lt;/em&gt; con un &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/channel/UCtGoikgbxP4F3rgI9PldI9g&#34;&gt;canale&lt;/a&gt; da 1.13 milioni di iscritti e i suoi video su manga e affini hanno milioni di visualizzazioni, un &lt;em&gt;asset&lt;/em&gt; che gli farà guadagnare &lt;a href=&#34;https://www.lastampa.it/tecnologia/news/2019/11/15/news/quanto-guadagnano-gli-youtuber-il-segreto-e-la-durata-dei-video-1.37899049&#34;&gt;qualche migliaia di euro&lt;/a&gt; al mese. Un bel giorno Eyepatch Wolf si rende conto che il PC che usa per montare i suoi video è diventato troppo lento e decide di sostituirlo. Ha sempre avuto dei PC Dell e non ha mai avuto problemi, per cui continua sulla stessa strada. Di hardware sa pochissimo, per lui le schede madri, le schede video, la RAM, gli SSD sono degli oggetti misteriosi, ma si ostina a configurare il nuovo acquisto da solo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Peccato che ne venga fuori una ciofeca, lenta in avvio e senza Wi-Fi, una macchina a suo dire peggiore di quella che doveva sostituire. E da questa piccola storia nasce una montagna di tweet, un frullato infinito di rabbia, scoramento, fiducia e accuse, il triste racconto del povero utente un po&amp;rsquo; tonto alle prese con la multinazionale rapace.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma è proprio così?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come dicevo all&amp;rsquo;inizio, non ho mai comprato un PC Dell, né per lavoro né tantomeno per mio uso personale. Però ne ho configurati parecchi per colleghi ed amici e posso dire senza tema di smentite che non è per niente banale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo strumento di &lt;a href=&#34;https://www.dell.com/en-us/work/shop/desktops-all-in-one-pcs/precision-5820-tower-workstation/spd/precision-5820-workstation/xctopt5820us_4&#34;&gt;configurazione online&lt;/a&gt; che Dell mette a disposizione dei suoi clienti è potentissimo e permette di scegliere con una minuzia inusitata la configurazione hardware della macchina. Ma proprio la sua potenza è anche il suo punto debole, perché scegliere i componenti giusti in funzione di quello che si vuole fare con la macchina richiede esperienza e una buona conoscenza dell&amp;rsquo;hardware di un PC moderno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Improvvisare porta solo a delusioni, proprio come è successo al buon Eyepatch Wolf che, mentre configura il suo nuovo PC, dimentica di selezionare come disco di avvio un disco SSD al posto di quello meccanico (che torna ancora utile come seconda o terza unità di memorizzazione di massa) e che non si accorge che il Wi-Fi non è compreso nella configurazione di default (perché i PC desktop di classe &lt;em&gt;business&lt;/em&gt; vengono normalmente collegati alla rete tramite il cavo ethernet) e che se lo vuole deve sceglierlo esplicitamente tramite il programma di configurazione. Ma perché prendersela con Dell per questi errori, quando la vera colpa sta solo nella presupponenza di chi ha configurato male la macchina?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto questo potrei chiudere il post, ma vi chiedereste perché vi ho fatto perdere tempo con queste ovvietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;In realtà la ragione del post è un&amp;rsquo;altra. Secondo me Eyepatch Wolf sa benissimo come è fatto un PC, e tutta la sua sparata su Twitter è solo una scusa per fare pubblicità al suo canale YouTube e alle sue attività collaterali sui &lt;em&gt;social&lt;/em&gt;. Qui non si tratta di Davide contro Golia, del piccolo utente contro la grande multinazionale, come nel caso ormai quasi epico di Paolo Attivissimo che lotta contro la Microsoft per ottenere il &lt;a href=&#34;http://www.attivissimo.net/rimborso_windows/istruzioni.htm&#34;&gt;rimborso della licenza di Windows&lt;/a&gt;, ma solo di un furbone che finge di fare lo scemo in cambio di un po&amp;rsquo; di &lt;em&gt;like&lt;/em&gt; e di tante visualizzazioni in più (che su YouTube equivalgono ad un bel po&amp;rsquo; di soldini).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è un dettaglio, anzi due, che mi ha fatto drizzare le antenne. Il primo è che Eyepatch Wolf dimostra di sapere benissimo cos&amp;rsquo;è un disco NVMe. Ma come, configura il suo nuovo PC e &lt;em&gt;dimentica&lt;/em&gt; di controllare che il disco di avvio sia a stato solido, ma poi dimostra di sapere che un disco NVMe è molto più veloce di un normale disco SSD con interfaccia SATA?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mio [nuovo] PC è un Precision 5820, so che un disco SSD SATA funzionerebbe perfettamente ma&amp;hellip; c&amp;rsquo;è [in giro] un nuovo tipo di SSD più potente e con prestazioni  migliori, l&amp;rsquo;NVMe.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;em&gt;My PC tower was a precision 5820, I know that Sata SSDs will work with it, but… there is a new type of SSD thats meant to be more powerful with better performance- NVMes.&lt;/em&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se Eyepatch Wolf sa cos&amp;rsquo;è un disco NVMe, mi dispiace ma non è lo sprovveduto che ci vuol far credere. Ancora di più se, pochi messaggi dopo, dimostra di sapere pure che i dischi NMVe si collegano tramite un&amp;rsquo;altra interfaccia, la cosiddetta interfaccia M.2, che il suo nuovo PC naturalmente non ha (ma che avrebbe potuto avere se l&amp;rsquo;avesse scelta al momento dell&amp;rsquo;acquisto). E se anche supponiamo che questi dettagli nel frattempo glieli abbia insegnati qualcuno (mai citato), perché invece di fare tante storie non gli chiede di dargli una mano a sistemare il PC che ha incautamente acquistato?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è un secondo dettaglio, forse ancora più sintomatico, che mi fa dubitare della buona fede di Eyepatch Wolf: il fatto che apra da solo, e non una sola volta, il suo nuovo PC per inserire i componenti che dovrebbero correggere le debolezze della macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La scheda [Wi-Fi] arriva pochi giorni dopo, ma raggiunge appena il 10% della banda [sic!] del mio vecchio PC e degli altri dispositivi che sono nella stesas stanza [ri-sic!]. Apro la macchina e la rimuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[&amp;hellip;] Apro un&amp;rsquo;altra volta il mio PC. E collego il disco [SSD] SATA. Che quest&amp;rsquo;incubo finisca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[&amp;hellip;] Apro il retro del PC, inserisco la scheda, la collego al ricevitore esterno. Chiudo il PC. Nessun problema. Posso farcela [da solo].&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;em&gt;The card arrives a few days later, but is getting around 10% the bandwidth of my old pc as well as other devices in that same room. I open up my machine and remove it.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[&amp;hellip;] &lt;em&gt;I open up my PC once again. And I connect my sata hard drive. Let this nightmare end.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[&amp;hellip;] &lt;em&gt;I open the Pc back up, insert the card, connect it to the external signal receiver. Close it back up. No Problem. I can do this!&lt;/em&gt;)&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono uno psicologo e nemmeno un riparatore di PC, ma in tutta la mia (lunga) vita di fissato di computer e di elettronica non ho mai incontrato qualcuno poco pratico di faccende di hardware che avesse il &lt;em&gt;coraggio&lt;/em&gt; di aprire un PC da solo, perché ha troppa paura di fare danni. E lo capisco perfettamente, perché trovarsi davanti una selva di cavi, di schede e di componenti sconosciuti può intimidire davvero chiunque. Ancora più improbabile che succeda quando il PC è nuovo e ancora in garanzia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eyepatch Wolf, invece, non si fa scrupolo di aprire il suo nuovo PC e di lavorarci dentro senza nessun aiuto. E allora tanto inesperto, credetemi, non deve essere. Sta solo giocando con noi anzi, peggio, ci sta prendendo in giro.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (seconda parte)</title>
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      <pubDate>Fri, 14 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/edgar-chaparro-d9uqsghl2ug-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@echaparro&#34;&gt;Edgar Chaparro&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver mostrato nella &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/08/05/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-prima-parte/&#34;&gt;prima parte dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt; perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-1-mac-pro&#34;&gt;Scenario numero 1: Mac Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha un Mac Pro di prima generazione, il modello a &amp;ldquo;grattugia&amp;rdquo; pre-2013 per intenderci, che rimane ancora oggi un bellissimo esempio di design industriale, &lt;a href=&#34;https://create.pro/mac-pro-51-best-system-creative-professionals-internal-expandability-unparalleled-customisation-king/&#34;&gt;può fare quello che che gli pare&lt;/a&gt;. Può cambiare il processore, può cambiare la scheda grafica e, naturalmente, può montare dischi a gogò, indipendentemente dal fatto che siano dischi meccanici o SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://everymac.com/images/other_images/apple-mac-pro-mid-2010-big.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Lo stesso vale per i fortunati possessori di un Mac Pro nuovo modello o per chi è in procinto di acquistarne uno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per questi Mac professionali, usare due o più dischi nella stessa macchina (indipendentemente dal fatto che siano SSD o dischi meccanici) non è tanto una questione di prezzo ma di flessibilità d&amp;rsquo;uso e di sicurezza, perché separare i dati dalle applicazioni non può fare che bene (ad esempio perché permette di reinstallare da zero il sistema operativo e le applicazioni senza rischiare di cancellare i documenti, che sono sempre la parte più preziosa di un computer).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-2-acquistare-un-imac&#34;&gt;Scenario numero 2: acquistare un iMac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Realizzare una configurazione a doppio disco SSD+HDD al momento di acquistare un nuovo iMac è facilissimo. Durante la fase di configurazione dell&amp;rsquo;iMac dobbiamo solo limitarci a scegliere il disco SSD da 512 GB proposto da Apple, senza farci rapinare installando i modelli più grandi.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono delle eccezioni: il modello base dell&amp;rsquo;iMac da 21 pollici consente di scegliere solo fra un SSD da 256 GB o un Fusion Drive da 1 TB, mentre il corrispondente modello da 27 pollici prevede solo ed esclusivamente un SSD da 256 GB. Se installate davvero poche applicazioni, 256 GB possono ancora andare bene, altrimenti state alla larga da questi modelli e spendete qualcosa di più scegliendo uno dei modelli più performanti di iMac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria il modello da 21 pollici con Fusion Drive potrebbe ancora andar bene, se utilizziamo il Fusion Drive interno come disco per i documenti e aggiungiamo un SSD esterno per il sistema operativo e le applicazioni (ricadendo così nello scenario numero 7). Ma un disco da 1 TB per i dati (per di più interno e piuttosto &lt;a href=&#34;https://everymac.com/systems/apple/imac/imac-aluminum-tapered-edge-faq/how-to-upgrade-imac-hard-drive-aluminum-2012-2013.html&#34;&gt;difficile da sostituire&lt;/a&gt;) è già piccolo oggi, figuriamoci come sarà fra qualche anno (il &amp;ldquo;guaio&amp;rdquo; dei Mac è che durano troppo, per cui bisogna ragionare in una prospettiva temporale di parecchi anni; i PC, che dopo un paio di anni sono da buttare, non pongono questi problemi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto per inciso, se dovessi acquistare un iMac oggi, a differenza del passato, preferirei il modello da 27 pollici, non solo perché mette a disposizione delle schede grafiche più avanzate, ma anche perché offre la possibilità di incrementare la RAM in un secondo momento, permettendo così di diluire la spesa nel tempo e di risparmiare parecchio rivolgendosi a &lt;a href=&#34;https://9to5mac.com/2020/08/09/how-to-upgrade-2020-imac-ram-video-5k-27-inch-128-gb/&#34;&gt;fornitori di terze parti&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia a scelta, in parallelo all&amp;rsquo;acquisto dell&amp;rsquo;iMac dobbiamo prevedere l&amp;rsquo;acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB (meglio 2 TB, di più solo se vi servono veramente) con interfaccia USB o meglio ancora Thunderbolt (attraverso la porta USB-C).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il cacciavite non vi spaventa, meglio acquistare un hard-disk da 7.200 giri al minuto (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/TOSHIBA-DT01ACA100-Cache-3-5-Inch-Internal/dp/B009AYWCJE/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B009CPDI62/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;), più veloce dei modelli che trovate comunemente negli hard disk esterni commerciali, da inserire in un contenitore apposito, preferibilmente metallico per migliorare la dissipazione del calore  (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Inateck-Custodia-Esterna-Alluminio-Esterno/dp/B00RCJ54BC/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza del Fusion Drive, che è un disco interno difficilmente sostituibile, scegliere un disco esterno da solo 1 TB può andar bene perché, in caso di bisogno, ci vuole poco a sostituirlo con un modello più grande. Inutile strafare prendendo da subito un modello da 4 TB (o superiori), &lt;em&gt;just in case&lt;/em&gt;. Quando vi serviranno 4 TB il prezzo dei dischi si sarà ridotto tanto che vi costerà meno sostituire il disco esterno piuttosto che prendere da subito il modello superiore (e questo è un principio generale che vale anche per le chiavette USB, le unità di memoria SD e così via).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E l&amp;rsquo;iMac Pro? L&amp;rsquo;iMac Pro è un discorso a parte, perché arriva già di base con un SSD da 1 TB e l&amp;rsquo;upgrade ad un SSD da 2 TB, che costa 500 euro, è quasi conveniente rispetto al prezzo complessivo della macchina. Come per il Mac Pro, per chi acquista questi modelli il prezzo è un variabile secondaria rispetto a fattori, come la potenza di calcolo o l&amp;rsquo;affidabilità (e qui torniamo al solito discorso sulla separazione dei dati dalle applicazioni).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-3-acquistare-un-mac-mini&#34;&gt;Scenario numero 3: acquistare un Mac Mini&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per il Mac Mini valgono considerazioni analoghe a quelle già fatte per l&amp;rsquo;iMac, tenendo conto del fatto che anche in questo caso il disco SSD è saldato alla scheda madre e quindi non può essere aggiornato. Molto meglio scegliere un SSD da 512 GB, a meno che non vi limitiate ad usare solo le applicazioni preinstallate di default e poco altro, nel qual caso 256 GB potrebbero essere sufficienti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come per l&amp;rsquo;iMac, insieme al Mac Mini dovete prevedere l&amp;rsquo;acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB, con interfaccia USB o se possibile Thunderbolt (attraverso la porta USB-C). Se siete maniaci dell&amp;rsquo;estetica, l&amp;rsquo;ideale sarebbe questo &lt;a href=&#34;https://www.aliexpress.com/i/4000899176430.html&#34;&gt;hub USB-C con alloggiamento per disco da 2.5 pollici&lt;/a&gt;, la cui forma richiama quella del Mini e che va installato sotto il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-4-acquistare-un-macbook&#34;&gt;Scenario numero 4: acquistare un MacBook&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un computer desktop rimane stabile su una scrivania, per cui avere uno o più dischi esterni collegati permanentemente al computer non è particolarmente fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un portatile, invece, per definizione è fatto per essere portato in giro. Ma non è pratico portarsi dietro un disco esterno intrinsecamente fragile come un disco rigido meccanico, o usarlo collegato al Mac mentre siamo in una posizione precaria, al tavolino del bar, su una panchina o sulla mitica ribaltina degli aerei.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso vale sempre il solito consiglio, in fase di acquisto scegliete un SSD da almeno 512 GB, escludendo il modello da 256 GB a meno che le vostre necessità non siano davvero basilari. Questa volta però il disco SSD dovrebbe essere in grado di contenere tutti i documenti che vi servono mentre vi muovete con il portatile, destinando il disco esterno meccanico (o meglio ancora, un secondo disco SSD) a tutto ciò che utilizzate solo di rado, da copiare di volta in volta sul disco interno del MacBook (Air o Pro che sia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un opzione interessante potrebbe essere quella di montare un disco SSD con &lt;a href=&#34;https://www.kmsoltec.com/blog/7-tecnologia-m2-le-varie-differenze-tra-i-vari-moduli-in-commercio&#34;&gt;fattore di forma M.2&lt;/a&gt; (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Crucial-MX500-CT500MX500SSD4-Interno-NAND/dp/B077SQ8J1V/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B073SBX6TY/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;) in una custodia che assomiglia ad una chiavetta USB (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Aplic-Custodia-Portatile-Adattatore-interfacce/dp/B07DRLLBF3/&#34;&gt;questa&lt;/a&gt;). Bisogna solo stare attenti a scegliere un disco M.2 compatibile, perché purtroppo questo &amp;ldquo;standard&amp;rdquo; è una giungla di dimensioni e connettori diversi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria si potrebbe anche usare un disco wireless, ma la lentezza del collegamento rispetto al cavo, il maggiore consumo della batteria e la necessità di combattere con le configurazioni di rete ne sconsigliano l&amp;rsquo;uso per collegamenti che non siano occasionali (e allora, a che serve complicarsi la vita con un disco wireless?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-5-acquistare-un-pc-desktop&#34;&gt;Scenario numero 5: acquistare un PC desktop&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto detto per il Mac Pro può essere ripetuto pari pari per i comuni PC desktop, che hanno sempre almeno tre o quattro vani in cui installare le unità di memoria di massa. E anche se Windows 10 ha fatto passi da gigante rispetto alle versioni precedenti sul fronte della stabilità, se usiamo un PC con Windows è meglio andare sul sicuro e tenere sempre ben distinti i propri dati dalle applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-6-acquistare-un-pc-portatile&#34;&gt;Scenario numero 6: acquistare un PC portatile&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche per i PC portatili vale in gran parte il discorso già fatto per Mac portatili, con la differenza che il mondo dei PC è molto più variegato e ci sono sia modelli &amp;ldquo;chiusi&amp;rdquo; nei quali è difficile accedere o effettuare modifiche (proprio come sui nuovi MacBook), sia modelli molto più &amp;ldquo;aperti&amp;rdquo;, nei quali è facilissimo smontare il fondo per accedere al disco rigido e alla RAM. In alcuni (e sempre più rari) casi, ci sono degli sportelllini appositi che permettono di cambiare il disco rigido senza nemmeno aprire il portatile. Inutile dire che, a parità di prestazioni, fra un modello chiuso ed uno aperto io preferirei sempre il secondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-7-e-se-il-mac-ce-labbiamo-già&#34;&gt;Scenario numero 7: e se il Mac ce l&amp;rsquo;abbiamo già?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il Mac ce l&amp;rsquo;avete già e state per buttarlo via perché ha ancora il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/25/ma-il-fusion-drive-serve-ancora/&#34;&gt;famigerato Fusion Drive&lt;/a&gt; o un ancora più lento disco meccanico e ogni volta che l&amp;rsquo;accendete avete il tempo di farvi un caffè lungo (molto lungo!) prima che sia pronto per essere usato, l&amp;rsquo;alternativa più pratica è montare il disco SSD in un contenitore esterno, collegato al Mac tramite l&amp;rsquo;onnipresente porta USB o meglio ancora, le porte Thunderbolt (per i Mac più recenti) o FireWire (per i Mac più anziani).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti i casi è preferibile acquistare separatamente il disco SSD e il contenitore esterno, non solo per una questione di costi ma anche perché così si può scegliere il disco e il contenitore più adatto alle nostre esigenze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra gli SSD in commercio, non posso che consigliare il Samsung 860 EVO, che uso da anni (e prima ho usato l&#39;850 e l&#39;840) e che ha un rapporto qualità/prezzo insuperabile. Per i contenitori c&amp;rsquo;è solo l&amp;rsquo;imbarazzo della scelta. Meglio comunque spendere qualcosa di più e scegliere un modello in alluminio., il vostro SSD starà più fresco e vi ringrazierà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il fai-da-te non fa per voi, potete scegliere il &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MU-PA500B-EU-Portatile-Type-C/dp/B074MCM721/&#34;&gt;Samsung T5&lt;/a&gt; o il &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B078SWJ3CF/ref=twister_B07XFMVXHJ&#34;&gt;SanDisk Extreme&lt;/a&gt; e difficilmente avrete problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-mio-setup&#34;&gt;Il mio setup&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E per dimostrare che non sono il tipo che predica bene ma poi fa il contrario di quello che dice, ecco una foto del mio setup casalingo, con l&amp;rsquo;iMac 2008 che, dopo tanti anni, continua ancora a funzionare perfettamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/img_20200812_073026.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se li contate, ho ben 5 dischi rigidi collegati all&amp;rsquo;iMac: un SSD di avvio da 5000 GB installato nel contenitore di alluminio Icy Box con connessione FireWire, tre dischi rigidi esterni da 2.5 pollici, uno collegato direttamente al Mac tramite la porta USB e gli altri due che passano attraverso l&amp;rsquo;hub USB in primo piano, e infine un grosso disco meccanico che uso per Time Machine (l&amp;rsquo;oggettino in primo piano nel contenitore nero/argento non è un disco rigido e non fa testo). Dimenticavo: c&amp;rsquo;è anche il disco interno originale, che uso per i documenti più importanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrei facilmente consolidare il contenuto del disco interno e dei tre dischi esterni da 2.5 pollici in un unico disco più capiente, ma sono troppo pigro per farlo. E poi l&amp;rsquo;Mac è così vecchio che non ne vale nemmeno la pena (ormai il mio Mac principale di casa è un&amp;rsquo;altro, ma di questa nuova macchina, che mi ha letteralmente stupito, parlerò in un&amp;rsquo;altra occasione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è bisogno di dire che tutti le cartelle principali del disco interno e dei tre dischi esterni sono collegate alla mia &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; tramite dei collegamenti simbolici, per cui quando uso l&amp;rsquo;Mac non mi accorgo nemmeno di dove sono collocati fisicamente i vari file. È un setup abbastanza complicato, mi rendo conto, ma il fatto stesso che funzioni (e bene) da anni, dimostra che le configurazioni più semplici descritte qui sono davvero alla portata di tutti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lista-degli-acquisti&#34;&gt;Lista degli acquisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di seguito una breve lista di dischi meccanici e SSD e di contenitore esterni, scelti fra i modelli che ho utilizzato personalmente o che mi sembrano dei prodotti interessanti ed affidabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;DISCLAIMER&lt;/strong&gt;. Potete seguire i consigli e acquistare i prodotti elencati (io comunque non ci guadagno nulla), ma se per qualche ragione qualcosa si rompe, mi dispiace ma devo declinare ogni responsabilità. I prodotti elettronici sono piuttosto affidabili, ma questo non significa che non possano avere dei problemi, soprattutto se chi lo usa non rispetta certe precauzioni basilari (ho visto gente sbattere il portatile acceso come se fosse un tappeto, ovvio che dopo un po&amp;rsquo; di questi trattamenti il disco rigido tiri la corda).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico interno Toshiba da 1 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/TOSHIBA-DT01ACA100-Cache-3-5-Inch-Internal/dp/B009AYWCJE/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico interno Toshiba da 2 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B009CPDI62/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ci ho pensato una vita prima di decidere di comprarlo e da un anno e mezzo funziona 24 ore al giorno. Quest&amp;rsquo;anno la stanza è pure surriscaldata, visto che non ci va nessuno ed il condizionatore è spento. Finora tutto bene, vedremo a fine estate. Non potevo non mettere un link anche nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico portatile Maxtor da 2 TB, 2.5 pollici USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Maxtor-Seagate-HX-M201TCB-GM-Esterno/dp/B01AJWNXAM&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ho due di questi modelli da 2 TB, oltre che un paio più piccoli, e ne ho fatti comprare parecchi esemplari ad amici e conoscenti. Funzionano bene e costano poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Samsung 860 EVO da 500 GB, 2.5 pollici SATA III (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MZ-76E500B-Unit%C3%A0-Interna-Grigio/dp/B078WQT6S6/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ho perso il conto di quanti ne ho già acquistati. Una garanzia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD WD Blue da 500 GB, M.2 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B073SBX6TY/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Prima o poi lo comprerò.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Samsung 970 EVO Plus da 500 GB, PCle NVMe M.2 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B07MFBLN7K/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Essendo un modello NVMe è preferibile usarlo come SSD interno in quei PC che dispongono del connettore apposito. Non so se qualche Mac lo supporta. Ovviamente niente impedisce di montarlo in un contenitore esterno come quello mostrato più sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Sabrent Rocket da 512 GB, PCle NVMe M.2 2280 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Sabrent-Interno-Rocket-Prestazioni-SB-ROCKET-512/dp/B07KGMBCKD/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Stesso discorso fatto per il Samsung EVO 970 Plus.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile Samsung T5 da 500 GB, connessione USB 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MU-PA500B-EU-Portatile-Type-C/dp/B074MCM721/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile SanDisk Extreme da 500GB (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B078SWJ3CF/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile OWC Envoy Pro mini con connettore USB 3.1 (varie taglie) (&lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/external-drives/OWC/Envoy-Pro-mini&#34;&gt;link a OWC&lt;/a&gt;). Per una volta niente Amazon.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Inateck in alluminio per dischi da 3.5 pollici, connessione USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Inateck-Custodia-Esterna-Alluminio-Esterno/dp/B00RCJ54BC/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Peccato solo che non sia anche USB-C.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Icy Box in alluminio per dischi da 2.5 pollici, connessione USB-C 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Custodia-Esterna-Pollici-Completamente-Alluminio/dp/B07J2HYF8C/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Costa un po&amp;rsquo; di più della media, ma è USB-C. E poi la qualità si paga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore OWC Mercury On-The-Go per dischi da 2.5 pollici, connessione USB 3.0 e FireWire 800 (&lt;a href=&#34;https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-on-the-go-usb-3.0-and-2.0-firewire-800-portable-enclosure-kit/&#34;&gt;link a MacShop&lt;/a&gt;). Se vi serve la connessione FireWire, ormai non ci sono molte altre alternative.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore OWC Mercury Elite Pro per dischi da 2.5/3.5 pollici, connessione USB 3.1 e FireWire 800 (&lt;a href=&#34;https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-elite-pro-1-x-3.5-esata-fw800-usb3.1/&#34;&gt;link a MacShop&lt;/a&gt;). Rispetto al contenitore precedente, questo costa qualcosa di più ma è metallico e supporta anche USB 3.1. Dovessi scegliere oscillerie parecchio fra i due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Sabrent per SSD M.2, connessione USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Sabrent-M-2-SSD-3-0-aluminum-Enclosure-ec-m2mc/dp/B0765D6NJV/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Non supporta gli SSD PCle NVMe (quindi va bene solo per il WD Blue).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore per SSD M.2 con connettore USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Aplic-Custodia-Portatile-Adattatore-interfacce/dp/B07DRLLBF3/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Orico per SSD NVMe M.2 2230/2242/2260/2280, connessione USB-C e USB 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B087PXXCFL/ref=sspa_dk_detail_1&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;. Usare un SSD NVMe come disco esterno mi sembra inutile, però se serve questo dovrebbe andar bene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hub USB-C con alloggiamento per disco SATA per Mac Mini (&lt;a href=&#34;https://www.aliexpress.com/i/4000899176430.html&#34;&gt;link ad AliExpress&lt;/a&gt;). Credo che non ci sia niente di più pratico per aggiungere un secondo disco rigido al Mac Mini. Sulla qualità non posso dire niente, ma le &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/Enclosure-Hagibis-Docking-Station-MacBook/dp/B088B4DCF2/&#34;&gt;recensioni su Amazon.com&lt;/a&gt; sono molto positive. Peccato che il colore non sia identico a quello dell&amp;rsquo;ultimo Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dove il termine documenti comprende sia i documenti da ufficio veri e propri &amp;ndash; testi, fogli elettronici, presentazioni, email &amp;ndash; sia i file multimediali, gli ebook, il codice sorgente dei programmi che sviluppiamo, e in generale tutto ciò che elaboriamo tramite il computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo tutti gli SSD, tranne i modelli da 4 e 8 TB che costano uno sproposito, sono saldati alla scheda madre e quindi non possono essere sostituiti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mitica perché la citano tutti ma, fra arrivo, partenza, giro caffè e vicino con vescica debole, in un volo normale qui in Europa in realtà la si può usare al massimo per una mezz&amp;rsquo;oretta.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (prima parte)</title>
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      <pubDate>Wed, 05 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/laura-ockel-qox9ksvpqcm-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@viazavier&#34;&gt;Laura Ockel&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci hanno messo qualche anno di troppo, ma ormai i dischi SSD sono diventati le normali unità di avvio dei computer moderni, complice il calo di prezzi degli ultimi anni. Solo Apple si ostina ad offrire dei lenti dischi meccanici da appena 5400 giri al minuto sui suoi iMac più economici, ma probabilmente smetterà (finalmente!) di farlo alla prossima iterazione del modello, che dovrebbe arrivare molto presto (infatti l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac&#34;&gt;iMac è stato aggiornato proprio ieri&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo gli SSD sono ancora piuttosto cari, in questo momento un SSD da 1 TB di buona qualità costa fra i &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Crucial-MX500-CT1000MX500SSD1-Interno-Pollici/dp/B078211KBB&#34;&gt;100&lt;/a&gt; e i &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MZ-V7S1T0BW-Unit%C3%A0-PLUS-Arancione/dp/B07MBQPQ62&#34;&gt;200&lt;/a&gt; euro, mentre l&amp;rsquo;equivalente meccanico si trova a 40-50 euro e con 100 euro si può acquistare un modello dignitoso da 3-4 TB. Meglio non parlare dei prezzi da rapina praticati da Apple, che pretende 625 euro per installare un disco SSD da 1 TB al posto dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/25/ma-il-fusion-drive-serve-ancora/&#34;&gt;obsoleto Fusion Drive&lt;/a&gt; su un nuovo iMac (e definire obsoleto il Fusion Drive è ancora troppo poco), o che sui portatili (ma da ieri anche sugli iMac) ci chiede la bellezza di 500 euro per montare un SSD da 1 TB al posto di quello minimale da 250 GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando acquistiamo un nuovo computer abbiamo quindi il problema di scegliere se pagare a caro prezzo un disco SSD molto capiente, che magari non verrà mai utilizzato completamente, oppure risparmiare scegliendo un modello da 500 GB &amp;ndash; 1 TB che però, complice la solita legge di Murphy, diventerà troppo stretto dopo pochi mesi di utilizzo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;due-dischi-al-posto-di-uno&#34;&gt;Due dischi al posto di uno&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema è aggravato dal fatto che nella maggior parte dei Mac, così come in quasi tutti i PC portatili più performanti, è molto difficile, se non impossibile, aggiornare i componenti interni dopo l&amp;rsquo;acquisto.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Una valutazione sbagliata al momento dell&amp;rsquo;ordine rischia quindi di rendere rapidamente obsoleto il prodotto acquistato. Un vero spreco, visto che un buon computer moderno può rispondere per parecchi anni in modo più che adeguato alle necessità della stragrande maggioranza degli utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna si può avere facilmente il meglio dei due mondi, un veloce disco SSD destinato al sistema operativo e ai programmi, accoppiato ad un disco meccanico (HDD) molto più capiente dove conservare tutti i propri documenti (comprendendo con questo termine sia i documenti da ufficio veri e propri &amp;ndash; testi, fogli elettronici, presentazioni, email &amp;ndash; sia i file multimediali, gli ebook, il codice sorgente dei programmi che sviluppiamo, e in generale tutto ciò che elaboriamo tramite il computer).&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fare così ha un altro grosso vantaggio: in caso di guai possiamo reinstallare facilmente da zero sia il sistema operativo che le applicazioni senza correre il rischio di cancellare i documenti, che di fatto costituiscono la parte più preziosa di un computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Separare i dati dalle applicazioni è una pratica normale in Linux, la maggior parte delle distribuzioni consente di farlo in fase di installazione (ma in genere bisogna usare una modalità &lt;em&gt;avanzata&lt;/em&gt; di installazione) e non è troppo difficile farlo anche in un secondo momento. Anche Windows prevede un meccanismo per farlo, è piuttosto rozzo e funziona meglio al momento dell&amp;rsquo;installazione di Windows su un nuovo PC, quando il disco rigido è ancora vuoto, ma sappiamo tutti che da Windows non si può pretendere più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche macOS consente di muovere la cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt; (o &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;) di un utente su un altro disco (o su un&amp;rsquo;altra partizione), ma bisogna dire che è un metodo tenuto molto ben nascosto, e la stessa Apple sconsiglia di utilizzarlo (si veda l&amp;rsquo;immagine qui sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;!-- ![](https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/advanced-options.png) --&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://support.apple.com/library/content/dam/edam/applecare/images/it_IT/macos/macos-mojave-system-preferences-users-groups-advanced-options.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine tratta dall&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201548&#34;&gt;Modificare il nome dell&amp;rsquo;account utente macOS e della cartella Inizio&lt;/a&gt;, pubblicato sul sito di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com&#34;&gt;supporto Apple&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi volesse provare lo stesso, deve andare nelle Preferenze di Sistema, selezionare Utenti e Gruppi, cliccare sul simbolo del lucchetto e inserire la password dell&amp;rsquo;amministratore del Mac, poi scegliere l&amp;rsquo;account da modificare, fare click con il tasto destro del mouse, selezionare Opzioni avanzate e infine modificare la cartella Inizio, facendo in modo che punti ad una cartella sul disco meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma perché complicarsi la vita quando esiste un meccanismo intrinseco a macOS che permette di fare più o meno la stessa cosa senza correre alcun rischio? E che funziona allo stesso modo su qualunque sistema operativo, da macOS a Linux e a tutte le infinite varianti di sistemi operativi basati su Unix, e ormai &lt;a href=&#34;https://www.howtogeek.com/howto/16226/complete-guide-to-symbolic-links-symlinks-on-windows-or-linux/&#34;&gt;perfino in Windows&lt;/a&gt;? E che ha pure il grosso vantaggio di non modificare la posizione di certe cartelle e di certi file che il sistema operativo si aspetta di trovare in posizioni ben definite, in modo che possa continuare a funzionare perfettamente anche se per qualche motivo non riesce a trovare il secondo disco meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;collegamenti-simbolici&#34;&gt;Collegamenti simbolici&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il meccanismo in questione è costituito dai &lt;em&gt;collegamenti simbolici&lt;/em&gt; (o &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt;), di cui ho parlato nell&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/07/18/il-crepuscolo-di-dropbox/&#34;&gt;dedicato a Dropbox&lt;/a&gt; di qualche giorno fa e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;molto più diffusamente qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con un uso accorto dei soft link possiamo fare in modo che le cartelle presenti sul disco rigido meccanico sembrino appartenere a tutti gli effetti al disco SSD (senza però consumare spazio prezioso sull&amp;rsquo;unità a stato solido) e solo un osservatore attento può accorgersi della differenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I dettagli di come si può fare li ho già descritti &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;in un articolo di parecchi anni fa&lt;/a&gt; e nel frattempo non è cambiato nulla, per cui non è il caso di ripetersi. Mi limito solo a mostrare l&amp;rsquo;immagine della &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; di uno dei miei Mac di casa, dove si può vedere che in macOS i soft link vengono rappresentati da una freccetta sovrapposta alla normale icona del file o, come in questo caso, della cartella. Una rappresentazione visiva efficace, che rende bene l&amp;rsquo;idea che il file o la cartella in questione &lt;em&gt;punti&lt;/em&gt; da qualche altra parte, in questo caso particolare alle cartelle presenti fisicamente sul disco rigido meccanico &lt;code&gt;Data HD&lt;/code&gt; (lo so, la fantasia a volte mi fa difetto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/my-home.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Uso questo metodo da anni su tutti i miei Mac e non ho mai avuto problemi. Anzi, con il tempo mi sono accorto che il disco meccanico è in grado di gestire senza rallentamenti particolari tutti i miei documenti, anche quelli su cui lavoro ogni giorno, cosa che mi ha consentito di separare ancora di più (e meglio) i miei dati dalle applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bene, per ora può bastare. La &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/08/14/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-seconda-parte/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;articolo sarà dedicata a descrivere alcuni possibili scenari pratici, con le relative scelte hardware. A presto!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli unici modelli facilmente aggiornabili rimasti in circolazione sono i normali PC desktop e, per quanto riguarda il mondo Apple, i nuovi Mac Pro (che però sono rivolti ad un pubblico professionale per il quale il costo di un SSD è trascurabile rispetto al valore dell&amp;rsquo;intera macchina).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci possono essere casi particolari in cui è più conveniente tenere i documenti sul disco SSD principale, penso soprattutto ai file multimediali in corso di elaborazione, ma una volta finito il lavoro niente impedisce di archiviarli sul disco meccanico.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Ma il Fusion Drive serve ancora?</title>
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      <pubDate>Mon, 25 Jun 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Un amico mi ha chiesto tramite WhatsApp se gli conveniva o no prendere un iMac con il Fusion Drive. Gli ho risposto subito di lasciar perdere il Fusion Drive e di prendere al suo posto un disco SSD e che gli avrei dato una risposta più dettagliata tramite email. Ma dato che l&amp;rsquo;argomento può avere un interesse più generale e che, bontà sua, l&amp;rsquo;amico è un lettore di &lt;em&gt;melabit&lt;/em&gt;, ho pensato di rispondergli in modo più articolato qui sul blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://cdn.arstechnica.net/wp-content/uploads/2012/10/PEorbl1ZxqS2W6UDUUFdDN1kd7ZDvUWL0VCQdFzs2fg.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Innanzi tutto: cos&amp;rsquo;è un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202574&#34;&gt;Fusion Drive&lt;/a&gt;? È una delle tante idee geniali di Apple che cinque o sei anni fa, quando i dischi SSD a stato solido costavano ancora cifre spaventose, decise di integrare un piccolo disco SSD ad un disco meccanico tradizionale, cercando di sfruttare gli aspetti migliori delle due memorie di massa, la velocità del disco a stato solido e la capienza di quello meccanico. La cosa più brillante non era l&amp;rsquo;implementazione hardware (usare dischi di caratteristiche diverse per scopi differenti non era certo una novità) quanto l&amp;rsquo;integrazione di questo sistema ibrido nel sistema operativo del Mac, che ce lo fa vedere come se fosse un disco (o &lt;em&gt;volume&lt;/em&gt;) unico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema operativo memorizza nella parte a stato solido del Fusion Drive i programmi ed i documenti utilizzati più di frequente, mentre sul disco meccanico rimane tutto quello che viene utilizzato meno spesso. Il meccanismo è dinamico e i file vengono spostati da un disco all&amp;rsquo;altro a seconda dell&amp;rsquo;utilizzo che l&amp;rsquo;utente ne sta facendo in un determinato momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da un punto di vista logico, il meccanismo di funzionamento del Fusion Drive  è molto simile a quello che succedeva una ventina di anni fa con la RAM. Allora la memoria RAM costava parecchio e quindi si preferiva accoppiarla ad uno spazio di &lt;em&gt;swap&lt;/em&gt; sul disco rigido che sembrasse una specie di estensione logica della RAM stessa (non a caso questo spazio veniva chiamato anche &lt;em&gt;memoria virtuale&lt;/em&gt; mentre oggi su macOS si chiama &lt;em&gt;spazio di scambio&lt;/em&gt;). A seconda delle necessità del momento, il sistema operativo spostava i file in uso dalla RAM allo spazio di swap e viceversa e il tutto appariva come se ci fosse una quantità di memoria RAM doppia o tripla di quella reale. Naturalmente la memoria virtuale era molto più lenta di quella reale e quando il sistema iniziava a &lt;em&gt;swappare&lt;/em&gt;, si sentiva il rumore inconfondibile del disco rigido accoppiato ad un rallentamento generale del computer, troppo impegnato a scambiare i dati fra la memoria reale a quella virtuale. Oggi la memoria virtuale esiste ancora ma con RAM da 8, 16 o 32 GB, è raro che venga usata pesantemente come allora (e quando viene usata così &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;non è una cosa molto buona&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo al Fusion Drive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Fusion Drive iniziale del 2012 era costituto da un disco meccanico da 1 TB e un disco SSD da 128 GB (quindi otto volte più piccolo). Oggi&amp;hellip; idem, e in certi casi persino peggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Attualmente il Fusion Drive può essere montato solo nell&amp;rsquo;iMac e nel Mac Mini. Nell&amp;rsquo;iMac il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac?product=MNDY2T/A&amp;amp;step=config&#34;&gt;Fusion Drive&lt;/a&gt; di base ha un disco meccanico da 1 TB accoppiato ad un SSD da soli 32 GB, mentre i &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac?product=MNDY2T/A&amp;amp;step=config&#34;&gt;modelli superiori&lt;/a&gt; hanno un disco meccanico da 2 o 3 TB e un SSD di 128 GB. Nel Mac Mini il Fusion Drive è diverso e ha un disco meccanico da 1 o 2 TB e SSD di 128 GB.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo l&amp;rsquo;efficienza di un Fusion Drive aumenta quando le dimensioni del disco SSD sono una frazione significativa di quelle del disco meccanico, mentre nei modelli attuali è successo il contrario, dischi meccanici più grandi ma SSD sempre più piccoli o al massimo di dimensione costante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra quindi che il concetto di Fusion Drive sia stato sostanzialmente abbandonato da Apple. Perché se l&amp;rsquo;idea era geniale cinque o sei anni fa e riusciva a risolvere un problema molto sentito in modo trasparente e ad un costo decente, il crollo dei prezzi dei dischi a stato solido oggi ha reso di fatto inutile un sistema ibrido come questo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si acquista un nuovo Mac è quindi molto più ragionevole scegliere un disco SSD di dimensioni consistenti ma non estreme, diciamo dai 256 GB a 1 TB al massimo (con l&amp;rsquo;ottimo in mezzo, il taglio ideale oggi è un SSD da 512 GB). Oltre il TB rapporto fra costo e dimensioni diventa eccessivo (ve la sentireste di spendere 3.360 euro in più per montare sul vostro iMac Pro un SSD da 4 TB?)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se serve più spazio? Nessun problema, basta aggiungere un disco esterno meccanico da 1 TB o più, dove memorizzare tutti quei file che non hanno necessità di velocità di accesso estreme o che non utilizziamo spesso, foto e musica in primo luogo ma anche progetti lavorativi conclusi.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Inutile strafare sulle dimensioni, meglio comprare un disco delle dimensioni che ci servono oggi (diciamo un disco grande non più del doppio dello spazio occupato dai file che vogliamo metterci su), tanto se fra un anno o due lo spazio finirà, il costo di un disco rigido più grande sarà sceso tanto da farci comunque risparmiare rispetto all&amp;rsquo;aver acquistato oggi un disco top di gamma. E se i file da mettere nel disco esterno non occupano troppo spazio, si potrebbe perfino decidere di prendere un disco SSD economico ma di qualità da installare in un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Meglio invece strafare sulla porta di interfaccia del disco esterno: l&amp;rsquo;USB 3 è il minimo sindacale, con USB-C (per i Mac che ce l&amp;rsquo;hanno) o Thunderbolt è difficile accorgersi che stiamo usando un disco meccanico esterno, l&amp;rsquo;unico rallentamento che si avverte è l&amp;rsquo;avvio iniziale quando il disco rigido è a riposo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i miei Mac fissi sono configurati in questo modo e, con qualche &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;collegamento simbolico ben piazzato&lt;/a&gt;, non mi accorgo nemmeno di avere due, tre e a volte anche quattro dischi diversi collegati permanentemente al Mac invece di un unico disco rigido di dimensioni molto grandi. Non sarà comodo ed integrato con il sistema operativo come il Fusion Drive ma è molto più efficiente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Visto lo stato &lt;em&gt;comatoso&lt;/em&gt; del Mini che &lt;a href=&#34;https://buyersguide.macrumors.com/#Mac_Mini&#34;&gt;non viene aggiornato dall&amp;rsquo;ottobre 2014&lt;/a&gt; (quasi 4 anni), è probabile che anche il Fusion Drive sia un modello altrettanto datato e ormai obsoleto dal punto di vista tecnologico.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente questo disco esterno deve essere separato dal disco per Time Machine, che sul Mac sin dai tempi di Leopard è una specie di &lt;em&gt;assicurazione obbligatoria&lt;/em&gt; che vale ogni centesimo di quello che costa.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Come gestire i permessi dei dischi esterni del Mac</title>
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      <pubDate>Wed, 09 Aug 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Come &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/06/16/mac-lento-che-fare/&#34;&gt;ho già scritto più volte&lt;/a&gt; su questo blog, il mio iMac di casa è un modello del 2008 a cui la semplice &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;aggiunta di un disco esterno SSD&lt;/a&gt; ha dato nuova vita, rendendolo ancora perfettamente usabile per i normali usi casalinghi, nonostante un&amp;rsquo;età ormai quasi &lt;em&gt;veneranda&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pur essendo abituato ad usare macchine piuttosto potenti (e recenti), non noto grosse differenze nell&amp;rsquo;uso normale dell&amp;rsquo;iMac di casa, che non mostra mai (o quasi mai) quei rallentamenti che ci si aspetterebbero dalla sua età.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il passare del tempo però sia il disco SSD esterno, usato per il sistema operativo e le applicazioni, che il disco meccanico interno, con i documenti miei e delle mie figlie (mia moglie da un anno ha un Air personale), si sono riempiti fino all&amp;rsquo;orlo, costringendomi a continue acrobazie per cercare di tenere tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, un &lt;a href=&#34;https://www.howtogeek.com/165542/why-solid-state-drives-slow-down-as-you-fill-them-up/&#34;&gt;disco SSD troppo pieno inizia a rallentare&lt;/a&gt; e diventa inefficiente, come era diventato chiaramente avvertibile negli ultimi mesi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vincendo la mia abituale pigrizia (aggravata dal caldo assassino di questa estate), ho quindi deciso di aggiungere non uno ma due dischi esterni USB che avevo in casa, cercando anche di razionalizzare la distribuzione dei file fra i vari dischi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun problema per questo, a colpi di collegamenti simbolici (per i documenti normali) e di alias (per i file di iTunes) è facile &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;dare l&amp;rsquo;impressione che i tutti file risiedano su un unico disco&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I dischi esterni presentano un problema più serio, perché con la configurazione normale qualunque utente può accedere a tutti i file presenti sul disco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema operativo del Mac, infatti, gestisce in modo corretto i permessi di accesso del disco di sistema (quello su cui è installato macOS/OS X per intenderci) e dei dischi interni, ma configura i dischi esterni collegati alle interfacce USB e Thunderbolt (o alla Firewire, per chi ce l&amp;rsquo;ha ancora) in modo da ignorare i proprietari dei file presenti sul disco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/permessi_default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Tutto ciò rende più semplice usare le chiavette USB o i dischi portatili per scambiare file fra più computer, ma rende allo stesso tempo molto più complicato proteggere i file privati presenti su un disco esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il Mac è usato da una sola persona non ci sono grossi problemi, tutti i file presenti sui dischi (interni ed esterni) sono sempre di sua proprietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando più persone usano lo stesso Mac le cose cambiano: i file tenuti sul disco esterno possono essere letti, riscritti o perfino cancellati per errore da uno qualunque degli utenti del Mac, indipendentemente dal fatto che siano suoi o no. È vero che c&amp;rsquo;è Time Machine, ma è sempre meglio evitare di sfidare la sorte e prevenire i danni, piuttosto che cercare una cura quando i danni sono stati fatti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettere le cose a posto però è leggermente più complicato di quanto ci si potrebbe aspettare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa da fare, naturalmente, è disattivare l&amp;rsquo;opzione &amp;ldquo;Ignora proprietari dei file sul volume&amp;rdquo; in ciascun disco esterno. Per farlo, basta fare click con il tasto destro sull&amp;rsquo;icona del disco e selezionare la voce &amp;ldquo;Ottieni informazioni&amp;rdquo; (oppure selezionare l&amp;rsquo;icona del disco e premere Command-I). Compare una finestra che contiene le informazioni fondamentali relative al disco scelto. Qui bisogna cliccare sull&amp;rsquo;icona del lucchetto in basso a destra, autenticarsi come amministratore e togliere il segno di spunta accanto all&amp;rsquo;opzione &amp;ldquo;Ignora proprietari dei file sul volume&amp;rdquo;. Per essere sicuri di applicare la nuova configurazione basta espellere e ricollegare il disco esterno (non sono sicuro al 100% che serva veramente ma non fa male di certo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/permessi_corretti.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Purtroppo, se facciamo solo questo non risolviamo nulla, chiunque continuerà a poter accedere a tutti i file del disco esterno. Basta guardare dal Finder (o dal Terminale) i permessi del disco esterno: all&amp;rsquo;utente che sta usando il Mac vengono ancora attribuiti permessi di lettura e di scrittura su tutto il disco, e questi potrà quindi continuare a scorazzare per ogni dove senza problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per risolvere il problema definitivamente dobbiamo creare sul disco esterno una cartella per ciascun utente del Mac, dandole lo stesso nome dell&amp;rsquo;utente per renderla immediatamente riconoscibile, e fare in modo che ciascun utente venga confinato ad accedere ai soli file presenti nella cartella di sua proprietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Supponendo che il disco esterno sia &lt;code&gt;Dati HD&lt;/code&gt; e che sul Mac ci siano due utenti diversi, &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; (amministratore del Mac) e &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt; (utente normale), facciamo doppio click sull&amp;rsquo;icona del disco esterno e creiamo dal Finder le due cartelle corrispondenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto il resto della configurazione va fatto dal Terminale (che come sempre si trova in Applicazioni -&amp;gt; Utility), perché l&amp;rsquo;interfaccia grafica non è in grado di gestire queste finezze da &lt;em&gt;nerd&lt;/em&gt;. Non spiegherò in dettaglio tutti i passaggi, se lo facessi l&amp;rsquo;articolo diventerebbe una lunga e noiosa lezione sui permessi nei sistemi Unix, perdendo di vista l&amp;rsquo;obiettivo principale dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lanciamo quindi il Terminale e spostiamoci nel nostro disco esterno&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cd &amp;quot;/Volumes/Dati HD&amp;quot;/&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove sono presenti le due cartelle &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt; che abbiamo appena creato dal Finder&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls -l&#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 io  staff    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 io  staff    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo vale per l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;io&lt;/code&gt;. Se diventassimo l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;, le cartelle presenti nel disco esterno ci apparirebbero così&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls -l&#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 tu  staff    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 tu  staff    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dimostrando, come già detto, che vengono attribuite all&amp;rsquo;utente che sta usando il Mac in un dato momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torniamo ad essere &lt;code&gt;io&lt;/code&gt;, l&amp;rsquo;amministratore del Mac e proviamo a guardare le cartelle presenti nel disco esterno dal punto di vista dell&amp;rsquo;amministratore supremo del Mac (l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;root&lt;/code&gt;, che impersoniamo temporaneamente ogni volta che eseguiamo un comando del Terminale facendolo prependere da &lt;code&gt;sudo&lt;/code&gt;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -l &#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 _unknown  _unknown    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 _unknown  _unknown    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che succede? Le due cartelle vengono attribuite ad un utente sconosciuto (&lt;code&gt;_unknown&lt;/code&gt;) proprio perché non appartengono di fatto né a &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; né a &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;, ma sono di uno o dell&amp;rsquo;altro a seconda delle circostanze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora mettiamo finalmente a posto le cose. Bastano quattro comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo chown io:staff io&#xA;$ sudo chown tu:staff tu&#xA;&#xA;$ sudo chmod +a &amp;quot;everyone deny delete&amp;quot; io&#xA;$ sudo chmod +a &amp;quot;everyone deny delete&amp;quot; tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;con i primi due si forza macOS ad attribuire sempre la cartella &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; presente sul disco esterno all&amp;rsquo;utente omonimo (e a fare la stessa cosa per l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;), mentre gli altri due attivano gli stessi &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Attributi_estesi&#34;&gt;attributi estesi&lt;/a&gt; (informazioni aggiuntive associate ad un file o ad una directory) associati di default alle cartelle dei dischi interni del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Controlliamo che anche per l&amp;rsquo;amministratore supremo del Mac le due cartelle siano ora attribuite ai due diversi utenti del Mac&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -l&#xA;total 24&#xA;drwx------+  6 io  staff       204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwx------+  4 tu  staff       136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e che siano a posto anche gli attributi estesi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -le&#xA;total 24&#xA;drwx------+  6 io  staff       204 Aug  2 19:28 io&#xA; 0: group:everyone deny delete&#xA;drwx------+  4 tu  staff       136 Aug  2 19:29 tu&#xA; 0: group:everyone deny delete&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e abbiamo finito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da ora in poi ogni utente potrà fare quello che uole nella sua cartella del disco esterno ma non potrà né ficcanasare né soprattutto fare danni in quelle degli altri utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spero sia tutto chiaro. Se non lo è potete sempre usare i commenti per chiedere ulteriori dettagli (o magari insultarmi).&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Tutto qui? Dimenticavo...</title>
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      <pubDate>Wed, 07 Dec 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/mbp_wordle.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualche ulteriore commento sparso su dettagli che ho dimenticato di inserire negli &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;articoli&lt;/a&gt; degli &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;ultimi&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;giorni&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;spdif&#34;&gt;S/PDIF&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://www.independent.co.uk/life-style/gadgets-and-tech/features/apple-macbook-pro-new-philip-schiller-interview-phil-iphone-ios-criticism-a7393156.html&#34;&gt;Phil Schiller afferma&lt;/a&gt; che, a differenza dell&amp;rsquo;iPhone 7, i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 conservano il jack analogico perché &amp;ldquo;sono macchine professionali che hanno bisogno di una connessione &lt;em&gt;fisica&lt;/em&gt; ai dispositivi audio professionali attraverso il jack audio.&amp;rdquo;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;These are pro machines. If it was just about headphones then it doesn’t need to be there, we believe that wireless is a great solution for headphones. But many users have setups with studio monitors, amps, and other pro audio gear that do not have wireless solutions and need the 3.5mm jack.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo, però, nei MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 è stato mantenuto il solo jack audio &lt;em&gt;analogico&lt;/em&gt;, rimuovendo la &lt;a href=&#34;http://www.hardwaresecrets.com/everything-you-need-to-know-about-the-spdif-connection/&#34;&gt;connessione digitale S/PDIF&lt;/a&gt;, veicolata attraverso lo stesso jack audio ed usata da tanti professionisti per collegare fra loro i dispositivi audio professionali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica finora, inserendo una cuffia nel jack, il Mac si limitava a trasmettere un segnale analogico alla cuffia. Ma inserendo un &lt;a href=&#34;https://larryjordan.com/assets/nxltr67/toslink-adapters.jpg&#34;&gt;adattatore TOSLINK&lt;/a&gt;, la porta audio passava automaticamente a trasmettere un segnale digitale a 24 bit e 96 kHz attraverso una connessione in fibra ottica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono esperto in audio professionale, però mi sembra lo stesso una mancanza piuttosto significativa: la connessione ottica isola elettricamente un dispositivo dall&amp;rsquo;altro, evitando che si creino loop di massa e che il segnale trasmesso da un dispositivo all&amp;rsquo;altro venga &lt;em&gt;sporcato&lt;/em&gt; da ronzii e rumori di varia natura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I professionisti dell&amp;rsquo;audio ne saranno entusiasti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;disco-ssd&#34;&gt;Disco SSD&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono già alcuni anni che i portatili Apple hanno la memoria RAM saldata direttamente sulla scheda madre. Se tale scelta garantisce la compatibilità della RAM con la scheda madre e ottimizza le dimensioni del portatile, rende di fatto obbligatorio scegliere, già in fase di acquisto, il taglio di memoria più ampio fra quelli disponibili, compatibilimente con il budget  che abbiamo a disposizione. Poiché l&amp;rsquo;esperienza ci dice che il prezzo della RAM tende a scendere rapidamente nel tempo, poter aggiungere altri moduli RAM solo quando se ne presenta la necessità effettiva riduce parecchio l&amp;rsquo;esborso economico complessivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 con touch bar Apple si è spinta ancora più avanti, &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/15/macbook-pro-touch-bar-non-removable-ssd/&#34;&gt;saldando anche al memoria di massa a stato solidio (SSD)&lt;/a&gt; alla scheda madre del portatile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se la scheda madre di un qualunque computer smette di funzionare, possiamo sempre rimuovere la memoria di massa (non importa se un disco rigido meccanico o uno a stato solido) e collegarla ad un altro computer, garantendoci l&amp;rsquo;accesso immediato ai dati memorizzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 (con touch bar) tutto ciò non è più possibile: se il Mac non funziona, l&amp;rsquo;unica opzione per recuperare i propri dati è quella di inviare il portatile presso un centro assistenza Apple che dispone di &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/25/apple-ssd-data-recovery-macbook-pro/&#34;&gt;uno strumento specifico&lt;/a&gt; per il recupero del contenuto del disco SSD da queste macchine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un bene che Apple ci abbia pensato. È molto male che il recupero sia effettuabile solo dai tecnici Apple: i dati memorizzati sul disco rigido sono molto spesso la cosa più preziosa del computer e potrebbe essere un grave danno dover aspettare ore (o giorni) prima di potervi accedere di nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un consiglio spassionato per chi decidesse di acquistare un nuovo MacBook Pro: non fidatevi del solo Time Machine e investite qualche decina di euro in una copia di &lt;a href=&#34;http://bombich.com/&#34;&gt;Carbon Copy Cloner&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;http://www.shirt-pocket.com/SuperDuper/SuperDuperDescription.html&#34;&gt;SuperDuper&lt;/a&gt;, con i quali effettuare periodicamente la clonazione dell&amp;rsquo;intero disco rigido su un disco esterno. Preferibilmente (molto preferibilmente!) separato da quello che usate per Time Machine. La prudenza non è mai troppa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;touch-id&#34;&gt;Touch ID&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 integrano nella touch bar anche il touch ID, un sensore di riconoscimento dell&amp;rsquo;impronta digitale analogo a quello presente sugli iPhone più recenti, che serve anche da pulsante di spegnimento del MacBook Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insieme al trackpad &lt;em&gt;maggiorato&lt;/em&gt;, questa è di certo una delle funzioni più utili dei nuovi MacBook Pro. Purtroppo anche la touch bar e il sensore touch ID sono saldati direttamente sulla scheda madre, &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/MacBook&amp;#43;Pro&amp;#43;13-Inch&amp;#43;Touch&amp;#43;Bar&amp;#43;Teardown/73480&#34;&gt;rendendo probabilmente impossibile la ripararli&lt;/a&gt; senza sostituire l&amp;rsquo;intera scheda logica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche a costo di essere considerato retrogrado, mi sembra una scelta di progetto ben poco logica per una macchina da portare continuamente in giro. Oltre che piuttosto onerosa per gli utenti sfortunati che dovessero ritrovarsi con un touch ID difettoso.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Mac lento, che fare?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/06/16/mac-lento-che-fare/</link>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho bisogno di deframmentare, pulire, disinfettare il disco, perché i processi sono diventati troppo lenti.&#xA;Potresti suggerirmi un software idoneo, possibilmente anche gratuito, visto che oggi è molto difficile comprare anche una biro.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ex collega qualche giorno fa mi ha chiesto come fare per velocizzare il suo iMac 27&amp;quot; del 2010, diventato ormai lento come una lumaca. Sull&amp;rsquo;iMac gira ancora OS X 10.6.8, &lt;a href=&#34;http://en.wiktionary.org/wiki/AKA&#34;&gt;AKA&lt;/a&gt; Snow Leopard, una delle versioni migliori di OS X, molto efficiente ed ottimizzata. Me lo ricordo molto bene, appena installato sui miei Mac diede immediatamente freschezza a macchine che con Leopard sembravano arrancare con il freno a mano tirato.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per prima cosa ho inserito il numero di serie del Mac nella &lt;a href=&#34;https://selfsolve.apple.com/agreementWarrantyDynamic.do&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt; di Apple, da cui risulta che il mio collega usa un &lt;code&gt;iMac (27-inch, Mid 2010)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per le specifiche dettagliate mi sono rivolto invece a &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/&#34;&gt;EveryMac.com&lt;/a&gt;: selezionando la voce &lt;code&gt;Lookup&lt;/code&gt; dal menu principale (o andando a direttamente a &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/ultimate-mac-lookup/&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;) e inserendo il numero di serie del Mac viene fuori &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/systems/apple/imac/specs/imac-core-i3-3.2-27-inch-aluminum-mid-2010-specs.html&#34;&gt;questa pagina molto dettagliata&lt;/a&gt;, contenente tutto quello che serve sapere su quel particolare modello. Anzi, molto di più di quello che serve sapere. &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/&#34;&gt;EveryMac.com&lt;/a&gt; è un sito graficamente spartano, ma fornisce un servizio eccellente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per trovare le specifiche del Mac avrei anche potuto usare l&amp;rsquo;altrettanto valido &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/mactracker/id430255202?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;MacTracker&lt;/a&gt;, disponibile gratuitamente sull&amp;rsquo;App Store. Ma secondo me ha poco senso installare una applicazione che si userà al massimo una o due volte all&amp;rsquo;anno, soprattutto se esiste un servizio web equivalente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comunque, i dati salienti del Mac in questione sono: processore Intel Core i3 a 3.2 GHz con due soli core, architettura a 64 bit, 4 MB di cache L3, 8 GB di memoria RAM DDR3, hard-disk da 7200 giri al minuto, scheda grafica ATI Radeon HD 5670 con 512 MB di RAM, porta Firewire a 800 MB/s.&#xA;In definitiva una macchina ancora attuale, anche dopo 5 anni di attività. Perché va così piano da essere praticamente inusabile?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo non è l&amp;rsquo;unico caso, io stesso ho un MacBook Pro modello &lt;code&gt;MacBook Pro (15-inch, Early 2011)&lt;/code&gt;, con processore Core i7 e 8 GB di RAM, che si comporta esattamente allo stesso modo. E qualche giorno fa ho usato un MacBook Pro diventato inspiegabilmente lento dopo un solo anno di vita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so ancora riuscito a capire perché succede. È chiaro che con il passare del tempo il sistema operativo e, soprattutto, i programmi applicativi si arricchiscono di nuove funzioni, diventando sempre più grandi ed avidi di risorse. Ma se questa è una spiegazione plausibile per modelli di 4, 5 anni fa, non giustifica affatto il rallentamento di un Mac comprato ad aprile 2014.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche se non mi so spiegare perché i Mac a volte diventano improvvisamente così lenti, so bene cosa &lt;em&gt;non serve&lt;/em&gt; fare in questi casi. Non serve a niente deframmentare il disco rigido, pulire la cache, disinfestare il disco rigido o sciocchezze varie. Sono passatempi per Windows. Può perfino sembrare che queste cose funzionino, ma dopo pochi giorni (o poche ore) si torna esattamente al punto di partenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se proprio si vuole ammazzare un po&amp;rsquo; di tempo in queste operazioni, meglio usare uno strumento gratuito e a prova di bomba come &lt;a href=&#34;http://www.titanium.free.fr/onyx.html&#34;&gt;Onyx&lt;/a&gt;, che buttare i propri risparmi in utility costose di dubbia efficacia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa fare allora quando il Mac diventa troppo lento e quasi inusabile? Secondo me ci sono tre alternative possibili, a livelli diversi di complessità e di costo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;riparare-con-utility-disco&#34;&gt;Riparare con Utility Disco&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;alternativa più semplice consiste nel riparare tramite Utility Disco i permessi dei file di sistema di OS X e la struttura dei file contenuti sul disco rigido (il cosiddetto &lt;em&gt;filesystem&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il modo migliore per farlo è riavviare il Mac dalla &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/189104/troubleshoot-your-mac-with-these-hidden-startup-options/&#34;&gt;partizione di recupero&lt;/a&gt;, premendo contemporaneamente i tasti Cmd (⌘) e R subito dopo aver acceso il Mac e finché non compare il logo Apple (tutto questo vale per chi usa almeno OS X 10.7/Lion, gli utenti delle versioni precedenti di OS X devono invece avviare il Mac dal loro CD/DVD di installazione). Selezionare Disk Utility dal menu che compare una volta completato l&amp;rsquo;avvio del sistema e verificare ed eventualmente riparare prima i permessi del disco e poi anche la struttura dei file del disco rigido stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riparare i permessi non ha effetti collaterali negativi e può essere eseguito tranquillamente anche più volte, senza patemi d&amp;rsquo;animo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riparare il disco rigido è una faccenda ben diversa. Se l&amp;rsquo;analisi mostra troppi errori si può provare ad usare strumenti avanzati come &lt;a href=&#34;http://www.alsoft.com/DiskWarrior/index.html&#34;&gt;DiskWarrior&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.micromat.com/products/techtool-pro&#34;&gt;Techtool Pro&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.prosofteng.com/drivegenius4/&#34;&gt;Drive Genius&lt;/a&gt; per riparare la struttura &lt;em&gt;software&lt;/em&gt; dei file presenti sul disco che contiene OS X. Ma se gli errori sono dovuti a problemi hardware, ad esempio perché la superficie del disco rigido inizia a rovinarsi, non c&amp;rsquo;è niente da fare, bisogna precipitarsi a sostituire &lt;em&gt;immediatamente&lt;/em&gt; il disco rigido, recuperando poi i propri dati dal backup su Time Machine. Perché naturalmente tutti gli utenti del Mac hanno sempre attivo Time Machine su un disco rigido esterno, o no?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però, ammesso di avere un backup affidabile, io preferirei comunque cambiare il disco rigido piuttosto che affidarmi agli strumenti appena menzionati. Costa meno ed è di gran lunga più affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;DiskWarrior, Techtool Pro e Drive Genius costano ciascuno dai 99 dollari in su e non possono fare niente se sul disco ci sono dei problemi connessi all&amp;rsquo;hardware. In questo caso, dopo aver speso 99 dollari, dovrei spenderne almeno altrettanti per un nuovo disco rigido. Non ha senso, meglio investire i propri soldi su un disco rigido di qualità migliore o di dimensioni maggiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente se non avessi un backup affidabile il discorso sarebbe rovesciato e farei di tutto per recuperare a qualsiasi costo i miei dati. Come purtroppo è successo in passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;reinstallare-os-x&#34;&gt;Reinstallare OS X&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La seconda alternativa è reinstallare OS X da zero. Anche in questo caso bisogna riavviare il Mac dalla &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/189104/troubleshoot-your-mac-with-these-hidden-startup-options/&#34;&gt;partizione di recupero&lt;/a&gt; (oppure dal CD/DVD di installazione per le versioni meno recenti di OS X) e scegliere l&amp;rsquo;opzione che e l&amp;rsquo;installazione del sistema operativo prescelto. Al primo avvio del nuovo sistema operativo, si può provare a recuperare automaticamente da Time Machine tutte le applicazioni e i dati già presenti sul sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il recupero automatico delle applicazioni e dei dati mi sembra un controsenso. Se il rallentamento del Mac è dovuto alle applicazioni installate, è molto probabile che i problemi si ripresenteranno prima o poi come se non si fosse fatto nulla. È altrettanto vero però che non costa niente provare per qualche giorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che invece mi sento di consigliare in questi casi è:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare OS X da zero,&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;ripristinare tutti (e solo) i propri dati da Time Machine o da un backup su un altro disco rigido, evitando però di ripristinare anche la cartella &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; contenuta nella propria &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;Home (o cartella Inizio)&lt;/a&gt;. Le ragioni per non farlo sono tante, fra cui il fatto che la cartella Libreria potrebbe contenere file di configurazione corrotti che rallentano le applicazioni o perché i dati presenti in &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; vengono comunque rigenerati installando ed usando le varie applicazioni;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare una ad una tutte le applicazioni che si usano sul Mac.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;UN processo molto più lungo ma anche molto più affidabile a lungo termine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cambiare-il-disco-rigido&#34;&gt;Cambiare il disco rigido&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima alternativa è la più radicale, ma anche quella che velocizza di più il Mac. Consiste nel sostituire il disco rigido meccanico contenente il sistema operativo con un modello SSD, a stato solido. Può bastare anche un SSD di dimensioni non eccessive, diciamo 128 - 256 GB, dove installare OS X, le applicazioni e i dati che si usano di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutto il resto &amp;ndash; e soprattutto per i file che occupano molto spazio come foto, video, musica &amp;ndash; si può invece continuare ad usare un disco rigido meccanico, magari lo stesso che abbiamo sostituito con la nuova unità SSD, inserito in un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno. Naturalmente i risultati migliori in termini di velocità di accesso e di trasferimento dei file si otterranno collegando il disco esterno al Mac tramite una porta Firewire o Thunderbolt (per chi ce l&amp;rsquo;ha).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per sostituire il disco rigido non c&amp;rsquo;è niente di meglio che seguire le guide di &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/&#34;&gt;iFixit&lt;/a&gt; che mostrano, &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Device/Mac&#34;&gt;per ogni modello di Mac&lt;/a&gt;, tutti i passi necessari per aprire il sistema ed effettuare la sostituzione, con una chiarezza ed un dettaglio che non ha eguali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non ci si vuole azzardare ad aprire il computer con il rischio che qualcosa vada storto, si può comprare un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno, dotato obbligatoriamente di almeno una porta Thunderbolt o Firewire (a seconda del modello di Mac da aggiornare, in cui inserire il disco SSD. Per un iMac non ci sono problemi particolari, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;l&amp;rsquo;ho fatto io stesso&lt;/a&gt; da più di un anno e il mio iMac del 2008 è tornato a vivere una seconda giovinezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per un Mac portatile, invece, la soluzione esterna è impraticabile, e si deve per forza di cose aprire il portatile e sostituire il disco rigido. Oppure rimuovere il DVD (tanto chi lo usa più?) e sostituirlo con un disco SSD inserito in un &lt;a href=&#34;http://eshop.macsales.com/item/OWC/DDAMBS0GB/&#34;&gt;adattatore opportuno&lt;/a&gt;, con il beneficio di avere ancora a disposizione il disco rigido meccanico per i file più ingombranti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mio MacBook Pro aspetta con ansia questo aggiornamento. Spero proprio di riuscire a farcela entro l&amp;rsquo;estate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci sta abituando a queste versioni di OS X dedicate prevalentemente alla correzione dei bachi e all&amp;rsquo;ottimizzazione delle prestazioni della versione precedente. Lo ha già fatto con Snow Leopard, un deciso miglioramento rispetto a Leopard, e poi con Mountain Lion, che giganteggiava rispetto al povero Lion originale. Ora si prepara a farlo con El Captain, la futura versione ottimizzata di Yosemite. Se mantengono la parola, e visto che Yosemite non è affatto male né mi sembra particolarmente lento, ne vedremo delle belle.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Un disco SSD per un iMac G5: il sistema operativo</title>
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      <pubDate>Mon, 14 Apr 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Nei giorni scorsi ho descritto &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5/&#34;&gt;l&amp;rsquo;aggiornamento di un iMac G5 con un disco SSD&lt;/a&gt; esaminando gli aspetti legati all&amp;rsquo;hardware.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come funziona l&amp;rsquo;iMac G5 dopo la &lt;em&gt;cura&lt;/em&gt;? Le prestazioni generali dell&amp;rsquo;iMac migliorano con l&amp;rsquo;uso di un disco a stato solido o il vero collo di bottiglia è l&amp;rsquo;architettura hardware ormai datata?&#xA;Che sistema operativo scegliere e quale software ci può girare sopra, oggi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Iniziamo dal sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo molti tentennamenti ho deciso di installare Mac OS X 10.5, meglio conosciuto come Leopard. Leopard non mi è mai piaciuto particolarmente, secondo me è una versione di OS X con molte novità ma ancora acerba, surclassata dal suo successore, Snow Leopard (10.6) [1].&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo Snow Leopard gira solo sui processori Intel, rendendo Leopard una scelta quasi obbligata per un Mac con &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/PowerPC_G5&#34;&gt;processore PowerPC&lt;/a&gt; come l&amp;rsquo;iMac G5.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avrei potuto anche scegliere &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2005/04/macosx-10-4/&#34;&gt;Tiger (Mac OS X 10.4)&lt;/a&gt;, una versione di OS X che ho sempre apprezzato moltissimo, ma che manca di alcune funzionalità fondamentali come Time Machine, Spaces e QuickLook, introdotte solo con Leopard.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi, volendo verificare quanto il disco SSD potesse migliorare le prestazioni dell&amp;rsquo;iMac, dovevo necessariamente installare una versione di OS X che, per esperienza, sapevo essere poco reattiva su &lt;em&gt;quella&lt;/em&gt; macchina con un disco rigido &lt;em&gt;tradizionale&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché il masterizzatore integrato fa i capricci (sarà l&amp;rsquo;età!), sono stato obbligato a &lt;a href=&#34;http://www.cnet.com/news/how-to-clone-the-leopard-install-dvd-to-an-external-firewire-drive/&#34;&gt;copiare il DVD di installazione su un disco esterno Firewire&lt;/a&gt; e ad installare Leopard da quello. Sembra sia possibile usare anche &lt;a href=&#34;http://www.techrepublic.com/blog/apple-in-the-enterprise/how-to-create-a-bootable-usb-to-install-os-x/&#34;&gt;una comune chiavetta USB&lt;/a&gt;, ma io non sono riuscito a farle fare il boot sull&amp;rsquo;iMac (pur avendo selezionato la &amp;ldquo;Apple Partition Map&amp;rdquo; in Disk Utility).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;installazione di Leopard è semplicissima, il numero di opzioni da configurare è molto ridotto rispetto a Tiger ed il processo è velocissimo, molto più rapido di quanto ricordassi. Il vantaggio di usare un disco rigido a stato solido si inizia a notare già in questa fase.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla conclusione del processo di installazione il Mac si riavvia automaticamente e accoglie l&amp;rsquo;utente con il suo &lt;a href=&#34;http://origin.arstechnica.com/video/leopard-intro.mov&#34;&gt;bellissimo video introduttivo&lt;/a&gt;, una tradizione che Apple ha lasciato cadere nelle ultime versioni di OS X (il video originale può essere recuperato dall&amp;rsquo;installazione di Leopard, &lt;a href=&#34;http://www.macyourself.com/2008/11/13/grab-the-source-files-for-that-snazzy-leopard-welcome-video/&#34;&gt;seguendo le istruzioni riportate in questa pagina&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche la configurazione generale del sistema operativo si svolge senza intoppi ed il sistema sembra reattivo a sufficienza, nonostante l&amp;rsquo;età.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiornare Leopard è semplice come al solito: basta lanciare  Software Update dal menu Apple () menu o dalla Preferenze di Sistema (o aspettare che venga eseguito automaticamente dal sistema operativo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In poco tempo il sistema operativo viene aggiornato &lt;a href=&#34;http://support.apple.com/kb/HT3606&#34;&gt;all&amp;rsquo;ultima versione 10.5.8 di Leopard&lt;/a&gt;. Per quanto riguarda le principali applicazioni preinstallate, Safari è aggiornato alla versione 5.0.6 (mentre la versione più recente di Safari è la 7.0.3) e iTunes alla 10.6.3 (oggi è alla 11.1.5).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico problema minore è che iTunes non funziona con la versione di QuickTime installata da Software Update. La &lt;a href=&#34;http://support.apple.com/kb/DL761&#34;&gt;versione più recente di QuickTime 7.7 per Leopard&lt;/a&gt; può essere scaricata manualmente dal sito della Apple, ma è davvero strano che, pur essendo indispensabile per il buon funzionamento di iTunes, non venga aggiornata automaticamente da Software Update.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Conclusa questa fase, installo iLife &amp;lsquo;08 e iWork&#39;09 sull&amp;rsquo;iMac. Ho scelto iLife &amp;lsquo;08 solo perché anche il DVD di iLife&#39;09 non viene letto sia dal masterizzatore dell&amp;rsquo;iMac G5 che da quello dell&amp;rsquo;altro iMac che ho in casa (intanto ne ho fatto una immagine con un altro Mac, che installerò a breve).  Anche in questo caso l&amp;rsquo;installazione è veloce e senza problemi. Alla fine di un ulteriore ciclo di aggiornamenti alle ultime versioni disponibili per i vari programmi installati, si arriva alla situazione mostrata nella figura seguente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_681&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/imac-g5-desktop.png?w=605&#34; alt=&#34;iMac G5: applicazioni installate&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;378&#34; class=&#34;size-large wp-image-681&#34; /&gt; Applicazioni installate alla conclusione della prima fase di installazione e aggiornamento del sistema.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iMac contiene ora il software principale per un uso (minimamente) produttivo del sistema, aggiornato alle ultime versioni disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E funziona bene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema operativo viene caricato in circa 30 secondi, misurati dalla pressione del tasto di accensione alla comparsa del Desktop completamente funzionale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo bene ancora oggi quanto fosse &lt;a href=&#34;https://discussions.apple.com/thread/1221308&#34;&gt;lento l&amp;rsquo;avvio con Leopard&lt;/a&gt; su questo iMac: all&amp;rsquo;epoca il confronto con Tiger mi aveva scioccato. Non ho dati numerici, ma solo 30 secondi per il boot mi sembrano un dato molto più vicino al tempo di avvio di Tiger che di Leopard.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Trenta secondi sono comunque tanti? Non direi, il mio MacBook Pro del 2011 con Mavericks impiega decisamente di più e comunque basta fare il confronto con un PC non dico di dieci anni fa ma anche di solo cinque anni fa: Windows XP &amp;ndash; un sistema operativo del 2001 che dovrebbe richiedere poche risorse ad un computer di qualche anno fa &amp;ndash; impiega &lt;strong&gt;svariati minuti&lt;/strong&gt; per avviare completamente il sistema (in realtà il Desktop compare relativamente in fretta ma, come sa chiunque abbia usato XP, non è realmente usabile ancora per parecchio tempo, finché il sistema operativo non avvia tutti i suoi processi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche le applicazioni installate finora partono velocemente, senza rimbalzare all&amp;rsquo;infinito sul Dock, e non mostrano nessun rallentamento durante l&amp;rsquo;uso. Safari in particolare accede molto velocemente alle pagine web, anche a quelle di siti moderni e pesanti. iTunes collegato in Home Sharing alla mia libreria musicale sul Mac principale è perfetto. Ed è un piacere usare GarageBand, trovo fra l&amp;rsquo;altro le vecchie versioni molto più divertenti e facili da usare di quelle più recenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_686&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/itunes-con-home-sharing.png?w=605&#34; alt=&#34;iTunes con Home Sharing&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;378&#34; class=&#34;size-large wp-image-686&#34; /&gt;iTunes collegato in Home Sharing tramite rete wireless alla libreria musicale del Mac principale.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Persino la condivisione dello schermo tramite la rete locale wireless è veloce, senza rallentamenti significativi, o meglio senza avvertire rallentamenti più marcati di quelli intrinseci al servizio stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente a volte mi accorgo che il sistema è meno brillante di quelli a cui sono abituato, ma allo stesso tempo non riesco a distinguere efficacemente la convinzione personale dai fatti reali. Non riesco cioè a valutare con esattezza quanto il fatto di sapere di stare usando un computer di 10 anni fa incida sulla valutazione globale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, l&amp;rsquo;architettura hardware è comunque datata, la RAM è di solo 1 GB (ma un upgrade è in arrivo), la scheda video è obsoleta. Ma il fatto stesso di non avvertire chiaramente dei rallentamenti significa che l&amp;rsquo;effetto benefico del disco SSD riesce a sopravanzare abbondantemente i limiti dell&amp;rsquo;hardware.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto sommato, se non lo vedessi davanti a me, bianco e massiccio, potrei veramente pensare di stare usando un Mac di 2-3 anni fa. Veramente grandioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra quasi incredibile che sia un computer del 2004.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sappiamo però tutti bene che, subito dopo l&amp;rsquo;installazione, tutti i sistemi operativi (persino Windows!) sono veloci e reattivi e che i rallentamenti iniziano installando software di terze parti, soprattutto quelli che aggiungono funzioni (spesso inutili) che partono automaticamente all&amp;rsquo;avvio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna solo trovare le versioni ancora disponibili per Power PC. E qui si apre un mondo ancora ricco e decisamente inaspettato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;p&gt;[1] Apple è abituata a produrre versioni evolutive dei suoi sistemi operativi, e la cosa si riflette anche nei nomi: &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2009/08/mac-os-x-10-6/&#34;&gt;Snow Leopard (Mac OS X 10.6)&lt;/a&gt; migliora e velocizza &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2007/10/mac-os-x-10-5/&#34;&gt;Leopard (10.5)&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2012/07/os-x-10-8/&#34;&gt;Mountain Lion (OS X 10.8)&lt;/a&gt; fa lo stesso per &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2011/07/mac-os-x-10-7/&#34;&gt;Lion (Mac OS X 10.7)&lt;/a&gt; e andando più più indietro nel tempo, lo stesso è successo a &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2003/11/macosx-10-3/&#34;&gt;Panther (Mac OS X 10.3)&lt;/a&gt; rispetto a &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2002/09/macosx-10-2/&#34;&gt;Jaguar (Mac OS X 10.2)&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Un disco SSD per un iMac G5</title>
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      <pubDate>Sun, 06 Apr 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/img_25641.jpg?w=605&#34; alt=&#34;IMG_2564&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;490&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-675&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci ho preso gusto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;dato una nuova vita al mio iMac 2008&lt;/a&gt; con la semplice aggiunta di un disco SSD, ho deciso di recuperare dalla cantina il mio vecchio &lt;a href=&#34;http://web.archive.org/web/20040901010300/http://www.apple.com/imac/&#34;&gt;iMac G5 del 2004, prima versione&lt;/a&gt; &amp;lt;e provare a rimetterlo in sesto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per questo iMac ho deciso di utilizzare un SSD da soli 120 GB: è una macchina destinata comunque ad usi &lt;em&gt;leggeri&lt;/em&gt;, per la quale un hard-disk più grande sarebbe inutile. E poi tutta la musica conservata sul Mac principale (che occupa sempre una grossa fetta dei miei hard-disk casalinghi) è a portata di click, grazie alla rete wireless di casa e alle magie software della Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;SSD mi sono orientato questa volta sul Crucial M500 da 120 GB invece che sul più veloce Samsung EVO che avevo usato per l&amp;rsquo;altro iMac. Non solo le &lt;a href=&#34;http://www.amazon.com/Crucial-2-5-Inch-adapter-Internal-CT120M500SSD1/dp/B00BQ4F9ZA/&#34;&gt;recensioni su Amazon erano molto positive&lt;/a&gt; (queste recensioni sono un ottimo termometro per giudicare la qualità di un prodotto), ma &lt;a href=&#34;http://www.anandtech.com/show/6884/crucial-micron-m500-review-960gb-480gb-240gb-120gb&#34;&gt;AnandTech ne ha fatto una analisi molto dettagliata&lt;/a&gt; (come al solito), concludendo che:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;The M500&amp;rsquo;s performance is by no means bad, but it&amp;rsquo;s definitely slower than the competition. Crucial targeted Samsung&amp;rsquo;s SSD 840, but in most cases the TLC based 840 is faster than the M500&amp;hellip; If you have the luxury of keeping around 20% of your drive free, Samsung maintains its performance advantage. If, on the other hand, you plan on using almost all of your drive&amp;rsquo;s capacity - the M500 does have better behavior than even the 840 Pro.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Le prestazioni dell&amp;rsquo;M500 non sono male, anche se è di sicuro più lento della concorrenza. Crucial ha mirato al Samsung SSD 840, ma nella maggior parte dei casi l&#39;840 basato su (celle) TLC è più veloce rispetto al M500&amp;hellip; Se si ha la possibilità di mantenere libero circa il 20% del disco, il Samsung mantiene il vantaggio per quanto riguarda le prestazioni. Se invece si prevede di usare quasi tutta la capacità del disco, l&amp;rsquo;M500 si comporta di certo meglio perfino del Samsung 840 Pro.)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quest&amp;rsquo;ultima frase mi ha convinto. Se il disco è piccolo è probabile che venga occupato quasi tutto. Un disco con prestazioni indipendenti dallo spazio libero è più interessante &amp;ndash; almeno in questo caso particolare &amp;ndash; di uno con velocità di punta maggiori ma meno omogenee.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se il Crucial M500 da 120 GB non è particolarmente veloce, per l&amp;rsquo;iMac G5 il problema della velocità del SSD mi sembrava irrilevante: il processore lento (almeno per gli standard attuali) non avrebbe comunque permesso di sfruttare appieno la velocità  del disco a stato solido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poiché il Crucial era più economico del Samsung, non c&amp;rsquo;era ragione di spendere di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Montare l&amp;rsquo;SSD sull&amp;rsquo;iMac è stato facilissimo. L&amp;rsquo;iMac G5 si apre svitando tre viti sul bordo inferiore e &lt;a href=&#34;http://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;G5&amp;#43;20-Inch&amp;#43;Model&amp;#43;A1076&amp;#43;Hard&amp;#43;Drive&amp;#43;Replacement/873&#34;&gt;l&amp;rsquo;intero processo di sostituzione è spiegato benissimo&lt;/a&gt; in una delle ottime guide di &lt;a href=&#34;http://www.ifixit.com&#34;&gt;iFixit&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il vero problema è stato fissare in qualche modo il disco SSD al posto dell&amp;rsquo;hard-disk meccanico. Anche se i dischi a stato solido non soffrono le vibrazioni meccaniche, non mi sembrava bello lasciare un disco &lt;em&gt;fluttuante&lt;/em&gt; nel Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo le viti di fissaggio dell&amp;rsquo;SSD sono molto più piccole di quelle dell&amp;rsquo;hard-disk da 3.5&amp;quot; preesistente e i fori non combaciano. E quel che è peggio, il cavo di connessione Serial ATA è molto corto e non permette di collocare liberamente l&amp;rsquo;SSD nello spazio disponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine ho trovato una vite sottile con una testa abbastanza larga da permettere di fissare il disco su una delle staffe presenti (quella mostrata al &lt;a href=&#34;http://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;G5&amp;#43;20-Inch&amp;#43;Model&amp;#43;A1076&amp;#43;Hard&amp;#43;Drive&amp;#43;Replacement/873&#34;&gt;passo 8 della guida di iFixit&lt;/a&gt;). Per far stare fermo il disco (una sola vite non è sufficiente) ho usato per ora dei &lt;a href=&#34;http://www.uhu.it/index.php/prodotti/single/patafix&#34;&gt;gommini adesivi riutilizzabili&lt;/a&gt; (ottimi e sempre utili!) e un pezzo di spugna compatta riciclata da qualche acquisto tecnologico precedente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un &lt;a href=&#34;http://www.amazon.it/gp/product/B009EO1UQ6/&#34;&gt;adattatore specifico&lt;/a&gt; sarebbe una soluzione migliore. Serve però un modello che non obblighi a montare al centro il disco SSD, a causa della limitata lunghezza del cavo di collegamento Serial ATA a cui accennavo prima. Bisogna che mi decida a cercarne uno adatto prima o poi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come funziona l&amp;rsquo;iMac G5 dopo la &lt;em&gt;cura&lt;/em&gt;? Il disco SSD ne ha aumentato le prestazioni? Che sistema operativo e che software ci può girare sopra, oggi? Meglio parlarne &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/04/14/un-disco-ssd-per-un-imac-g5-il-sistema-operativo/&#34;&gt;in un post apposito&lt;/a&gt;, nei prossimi giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/img_2560.jpg?w=605&#34; alt=&#34;IMG_2560&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;453&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-669&#34; /&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/img_2561.jpg?w=605&#34; alt=&#34;IMG_2561&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;453&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-669&#34; /&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/img_2562.jpg?w=605&#34; alt=&#34;IMG_2562&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;453&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-670&#34; /&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/img_2563.jpg?w=605&#34; alt=&#34;IMG_2563&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;453&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-671&#34; /&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/img_2566.jpg?w=605&#34; alt=&#34;IMG_2566&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;453&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-673&#34; /&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/04/img_2567.jpg?w=605&#34; alt=&#34;IMG_2567&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;453&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-674&#34; /&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/</link>
      <pubDate>Fri, 21 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://www.youtube.com/watch?v=uBe-BZMY2nw&#34;&gt;Allora inventatevi come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo.&lt;/a&gt; &amp;ndash; Apollo 13 (1995)&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/uBe-BZMY2nw?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho già scritto di come &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;un semplice disco SSD connesso via Firewire 800 al mio iMac del 2008&lt;/a&gt; abbia trasformato una macchina ansimante e già pronta per la pensione in un computer moderno ed adeguato ad un utilizzo casalingo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La transizione dal disco meccanico al disco SSD è stata facile. Ma poiché il disco interno originale dell&amp;rsquo;iMac era da 500 GB e l&amp;rsquo;SSD da soli 250 GB, non è stato possibile copiare semplicemente tutto il contenuto del vecchio disco nel nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho deciso quindi di usare il disco SSD per il solo sistema operativo, le applicazioni e per i documenti degli altri utenti (in questo caso specifico mia moglie e le mie figlie).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i file multimediali, ebook, musica, foto, video, e la maggior parte dei miei file (che consumano un sacco di spazio: solo i pdf dei &lt;a href=&#34;#ZgotmplZ&#34;&gt;vecchi numeri di Byte&lt;/a&gt; occupano circa 50 GB e fra mp3 e fotografie se ne vanno altri 150 GB) dovevano invece finire sul disco meccanico interno, sia per motivi di spazio sia perché il disco interno è comunque in grado di gestirli senza rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non volevo comunque modificare l&amp;rsquo;organizzazione dei file nelle rispettive cartelle, ed era quindi indispensabile poter cambiare la posizione fisica dei file nei due  dischi rigidi senza che l&amp;rsquo;utente se ne rendesse conto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra una cosa complicata, ma non lo è se si sanno usare i &lt;em&gt;collegamenti simbolici&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;collegamenti-simbolici&#34;&gt;Collegamenti simbolici&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei sistemi operativi basati su Unix, come Linux e OS X, i &lt;code&gt;collegamenti simbolici&lt;/code&gt; (in inglese &lt;em&gt;symlink&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt;) sono file che si riferiscono ad altri file o cartelle.  Insomma, un collegamento simbolico è più o meno un file che contiene all&amp;rsquo;interno solo un puntatore ad un altro file o ad un&amp;rsquo;altra cartella.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è un caso che il Finder di OS X li rappresenti graficamente con l&amp;rsquo;icona di un documento vuoto con in basso una piccola freccia ricurva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I collegamenti simbolici possono puntare non solo a file posti sullo stesso disco rigido (&lt;em&gt;volume&lt;/em&gt;) ma anche a file su altre partizioni dello stesso disco o di altri dischi rigidi. Proprio questa caratteristica faceva al caso mio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I computer Apple dispongono già dai tempi di Mac OS &lt;em&gt;Classico&lt;/em&gt; degli &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Alias_%28Mac_OS%29&#34;&gt;alias&lt;/a&gt;, un tipo di file molto simile ai collegamenti simbolici. Rispetto a questi, gli alias hanno il vantaggio di continuare a puntare al file a cui si riferiscono anche se questo viene spostato in un&amp;rsquo;altra posizione del disco rigido, mentre i collegamenti simbolici non si &lt;em&gt;accorgono&lt;/em&gt; della cancellazione o dello spostamento dei file a cui puntano, diventando &lt;em&gt;collegamenti morti&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;collegamenti orfani&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;dead link&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;orphaned link&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però &lt;a href=&#34;https://discussions.apple.com/thread/3988292&#34;&gt;gli alias occupano molto più spazio sul disco&lt;/a&gt; di un collegamento simbolico (anche alcune centinaia di kB ciascuno), non sono &lt;em&gt;portabili&lt;/em&gt; su altri sistemi operativi e non possono essere gestiti dalla riga di comando ma solo dall&amp;rsquo;interfaccia grafica di OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se questo caso specifico avrei potuto usarli comunque, ho preferito utilizzare uno strumento standard dei sistemi basati su Unix piuttosto che uno proprietario. E poi, in fondo tutta questa discussione è in fondo solo una scusa per introdurre i &lt;em&gt;symlink&lt;/em&gt;&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;trasferimento-dei-file&#34;&gt;Trasferimento dei file&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui miei Mac da anni salvo tutti i miei documenti in alcune cartelle ben definite, situate nella mia cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt;, per capirci la cartella contrassegnata con l&amp;rsquo;icona della casetta (nei sistemi Unix questa cartella è chiamata la &lt;code&gt;home&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente, da cui deriva l&amp;rsquo;icona con cui viene rappresentata dal Finder).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le mie cartelle standard sono poche, ma ciascuna di esse è divisa ulteriormente in decine o centinaia di altre cartelle annidate l&amp;rsquo;una nell&amp;rsquo;altra.&#xA;Questa organizzazione mi consente di associare i file alla loro posizione all&amp;rsquo;interno di ciascuna cartella, una specie di ricerca &lt;em&gt;visuale&lt;/em&gt; che per me è decisamente più pratica di quella effettuata tramite Spotlight e simili (anche se a volte usare Spotlight è indispensabile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quella che segue è l&amp;rsquo;immagine della mia cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; prima della transizione al disco SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/home_prima.png?w=605&#34; alt=&#34;home_prima&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;495&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-613&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le cartelle &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Research&amp;rdquo; e &amp;ldquo;Papers&amp;rdquo; sono le più grosse e contengono attualmente alcune decine di GB ciascuna, fino ad oltre 100 GB per &amp;ldquo;Research&amp;rdquo;. Nella cartella &amp;ldquo;My Documents&amp;rdquo; conservo tutti i miei documenti di lavoro e personali, mentre uso la cartella standard &amp;ldquo;Documents&amp;rdquo; solo per le cartella di sincronizzazione di &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://www.copy.com&#34;&gt;Copy&lt;/a&gt;, i documenti di &lt;a href=&#34;http://brettterpstra.com/projects/nvalt/&#34;&gt;nvALT&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://www.marinersoftware.com/products/macjournal&#34;&gt;MacJournal&lt;/a&gt; e, ahimè, i dati utente di Microsoft Office (perché mai la Microsoft si ostini a metterli lì invece che in Library mi è sempre stato incomprensibile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che ho fatto in definitiva è stato spostare la maggior parte di queste cartelle dal disco SSD al disco rigido interno, sostituendole nella mia &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; con dei collegamenti simbolici che puntano alle cartelle spostate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, dopo aver spostato la cartella &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo; sul disco interno &amp;ldquo;Files HD&amp;rdquo;, ho creato un collegamento simbolico alla nuova posizione di &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo; eseguendo da Terminale il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Documentation&amp;quot; &amp;quot;~/Documentation&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove il simbolo &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; indica la cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt;. Le virgolette sono necessarie ogni volta che, come in questo caso, il nome del file contiene degli spazi. In generale, il collegamento simbolico viene creato con il comando &lt;code&gt;ln -s&lt;/code&gt; seguito dal percorso alla cartella (o al file) originale e dal percorso del symlink.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s /percorso/al/file/originale /percorso/del/symlink&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Volendo avrei anche potuto &lt;em&gt;tradurre&lt;/em&gt; in italiano il nome originale della cartella &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo;, modificando il nome del collegamento simbolico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Documentation&amp;quot; &amp;quot;~/Documentazione&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine di tutto la mia cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; è diventata&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/home_dopo.png?w=605&#34; alt=&#34;home_dopo&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;494&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-612&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra che non sia cambiato nulla, a meno di non far caso alla piccola freccetta sull&amp;rsquo;icona delle cartelle spostate. In realtà ho spostato tutte le cartelle sul disco interno originale, lasciando sull&amp;rsquo;SSD solo &amp;ldquo;My Documents&amp;rdquo; che contiene i file che uso più spesso e che comunque è grande solo una decina di GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcosa di simile l&amp;rsquo;ho fatta anche per la cartella &amp;ldquo;Download&amp;rdquo;, che occupa centinaia di GB di spazio sul disco rigido. Essendo una delle cartelle generate automaticamente da OS X al momento della creazione dell&amp;rsquo;account utente, ho preferito non trasferirla sul disco interno. Ho scelto invece di creare una cartella omonima sul disco interno e di generare poi i collegamenti simbolici a ciascuna delle cartelle contenute al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, il comando per creare il collegamento simbolico alla cartella contenente i miei download relativi a Linux è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Downloads/Linux&amp;quot; &amp;quot;~/Downloads/Linux&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver trasferito tutto il contenuto sul disco interno, la mia cartella Download si presenta così:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/downloads_dopo.png?w=605&#34; alt=&#34;downloads_dopo&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;494&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-611&#34; /&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;dettagli-quasi-tecnici&#34;&gt;Dettagli (quasi) tecnici&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;La descrizione precedente sarebbe più che sufficiente se non si scontrasse con una ulteriore esigenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avevo deciso infatti di riformattare il disco rigido interno prima di cominciare ad usarlo come descritto sopra. Per esperienza so che, dopo anni di salvataggi e cancellazioni di file e dopo quattro aggiornamenti di OS X (passando senza mai reinstallare il sistema operativo da Leopard a Mavericks), non fa certo male &lt;em&gt;rinfrescare&lt;/em&gt; la struttura dati del disco rigido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciò significava però dover salvare preliminarmente i file di ciascun utente su un rigido USB, formattato con &lt;em&gt;Disk Utility&lt;/em&gt; in formato &lt;em&gt;Mac OS X Extended (Journaled)&lt;/em&gt; e chiamato &amp;ldquo;Backup HD&amp;rdquo;, assicurandosi di fare errori e non dimenticare nulla (per stare più tranquilli, è fondamentale aver fatto anche un backup completo dei file con Time Machine).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la copia dei file dei vari utenti ho cercato di usare il Finder, ma in alcuni casi, per problemi di permessi, sono stato obbligato ad usare la linea di comando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per copiare sul disco &amp;ldquo;Backup HD&amp;rdquo; l&amp;rsquo;intera cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;utente con nome breve &amp;ldquo;user&amp;rdquo; (il nome breve di un utente è quello che si vede nel Finder accanto all&amp;rsquo;icona della casetta), ho eseguito i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ mkdir &amp;quot;/Volumes/Backup HD/user&amp;quot;&#xA;$ cd ~&#xA;$ cp -p -R . &amp;quot;/Volumes/Backup HD/user&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dopo aver fatto il login nell&amp;rsquo;account di &amp;ldquo;user&amp;rdquo;. Il primo comando crea la cartella &amp;ldquo;user&amp;rdquo; sul disco USB, il secondo assicura di essere posizionati nella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;utente e l&amp;rsquo;ultimo comando esegue la copia di tutti i file di &amp;ldquo;user&amp;rdquo;  sul disco USB preservando i permessi di accesso (cioè la possibilità degli utenti del sistema di leggere, modificare od eseguire ciascun file) e gli attributi di ciascun file (ad esempio il proprietario del file o la data di ultimo accesso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho ripetuto questa sequenza dei comandi per ciascun utente del sistema (avrei anche potuto usare &lt;code&gt;sudo&lt;/code&gt; ma non entriamo in troppi dettagli inutili).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine ho installato e configurato OS X 10.9 sul disco SSD ed ho eseguito il trasferimento delle cartelle descritto più sopra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credetemi, è molto più complicato descriverlo di quanto lo sia in realtà.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Una transizione memorabile</title>
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      <pubDate>Sun, 02 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;A casa ho un &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/IMac_Aluminum&#34;&gt;iMac Aluminum del 2008&lt;/a&gt; condiviso da tutta la famiglia. Dato l&amp;rsquo;uso intenso, negli ultimi tempi sono stato combattuto fra l&amp;rsquo;idea di affiancarlo con un secondo Mac, preferibilmente un Air, o di cercare di renderlo più veloce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel corso degli anni, infatti, le prestazioni dell&amp;rsquo;iMac si sono degradate notevolmente. Il suo momento migliore è stato con Snow Leopard: il sistema era reattivo e scattante e io stesso mi stupivo osservando come fossero sufficienti solo pochi secondi per passare dalla schermata di login (quella dove sono elencati i vari utenti) ad un desktop perfettamente funzionale. Tutta un&amp;rsquo;altra cosa rispetto alla lentezza (anche alcuni minuti!) del login di Windows XP, che vedevo quasi ogni giorno sui PC dei colleghi o degli amici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo con Lion e Mountain Lion le cose sono peggiorate: il login è diventato lento come con XP (!) e il sistema in generale ha iniziato a diventare avvertibilmente più lento e &lt;em&gt;pesante&lt;/em&gt;. Le applicazioni partivano come &lt;a href=&#34;http://nuke.giancarloanastasi.it/Tecnologia/ceraunavoltailDiesel/tabid/69/Default.aspx&#34;&gt;un&amp;rsquo;auto diesel degli anni &amp;lsquo;70&lt;/a&gt; ed era praticamente impossibile utilizzare il cambio rapido di utente, che è una vera manna su un sistema condiviso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiornando a Mavericks la situazione è migliorata, anche se non in modo decisivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era tempo di fare qualcosa o di comprare un nuovo Mac. L&amp;rsquo;hacker che è in me mi suggeriva di spendere la metà di un Air prendendo un PC portatile di qualità discreta, di buttare via Windows 8 e di installarci OS X (prima o poi lo farò&amp;hellip;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece ho deciso di seguire un approccio più convenzionale, provando ad usare un disco SSD. Inoltre, poiché l&amp;rsquo;iMac Aluminum è piuttosto fastidioso da aprire e &lt;a href=&#34;http://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;20-Inch&amp;#43;EMC&amp;#43;2133&amp;#43;and&amp;#43;2210&amp;#43;Hard&amp;#43;Drive&amp;#43;Replacement/1008&#34;&gt;bisogna smontarlo quasi completamente per accedere all&amp;rsquo;hard-disk&lt;/a&gt;, ho voluto essere prudente collegando l&amp;rsquo;SSD dall&amp;rsquo;esterno tramite la porta Firewire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È ben noto che la porta Firewire è più &lt;em&gt;efficiente&lt;/em&gt; della porta USB corrispondente. Nel primo caso, Firewire 400 e USB 2, non c&amp;rsquo;è storia, mentre nel secondo le cose sono leggermente più complesse. Infatti, se è vero che i benchmark mostrano che &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/2039427/how-fast-is-usb-3-0-really-.html&#34;&gt;la Firewire 800 è più lenta della USB 3&lt;/a&gt; nel trasferire singoli file di grandi dimensioni, è altrettanto vero che la Firewire 800 è più efficiente nel trasferimento di tanti file piccoli ed è quindi più adatta a gestire un disco esterno su cui sia installato un sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso il mio iMac possiede una porta Firewire 800 ma solo porte USB 2 e quindi la scelta era obbligata&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;SSD ho scelto un disco Samsung EVO. I Samsung sono oggi i migliori dischi SSD per rapporto qualità/prezzo e tutte le recensioni sono giustamente entusiastiche. E del resto, dovendo usare la porta Firewire, molto più lenta dell&amp;rsquo;interfaccia Serial ATA interna, non aveva senso scegliere un modello come il PRO, più performante ma anche più costoso. Ho trovato in offerta online il Samsung EVO da 250 GB a 140 euro, circa mezzo euro a GB, e non me lo sono fatto sfuggire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insieme al disco ho preso un case esterno Icy Box con porte Firewire 800 e USB 3.0 in alluminio: si adatta bene all&amp;rsquo;estetica dell&amp;rsquo;iMac e la qualità costruttiva è ottima. Il prezzo non troppo, quasi 60 euro sono molti, almeno in rapporto al prezzo dell&amp;rsquo;SSD, ma si sa bene che l&amp;rsquo;elettronica costa poco mentre in confronto la meccanica è molto più cara.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inserito il disco SSD nel case e collegato il cavo Firewire al Mac, ho installato OS X 10.9.1/Mavericks scaricandolo dallo Store (e qui un grazie alla Apple che ha reso molto più semplice scaricare più volte le varie versioni di OS X!)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho preferito eseguire una installazione da zero piuttosto che trasferire il sistema operativo e i dati dal vecchio hard-disk meccanico per poter osservare meglio le prestazioni di un &lt;em&gt;sistema pulito&lt;/em&gt; in questa configurazione. Inoltre il disco SSD è più piccolo di quello interno e quindi sarebbe stato comunque impossibile un trasferimento puro e semplice di tutto il suo contenuto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È bastato installare OS X per accorgersi della differenza: l&amp;rsquo;installazione è durata circa la metà del tempo rispetto a quanto avevo impiegato poco tempo prima per aggiornare a Mavericks sul disco interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma è stata poi la vera esperienza d&amp;rsquo;uso giornaliera ad essere sbalorditiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema è tornato ad essere reattivo come ai temi di Snow Leopard e ora le applicazioni si aprono immediatamente, o quasi. Anche iTunes, che prima impiegava decine di secondi. Anche Word &amp;ndash; che evito il più possibile di usare perché impiega un tempo lunghissimo a caricarsi anche sul mio MacBook Pro del 2011 &amp;ndash; ora parte in pochi secondi (questo non mi farà cambiare idea su Word, ma almeno mi renderà meno pesante usarlo quando è assolutamente necessario).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente di nuovo si dirà. Si sa bene che un disco SSD è nettamente più veloce di uno convenzionale. Che senso ha ripeterlo per l&amp;rsquo;enensima volta qui?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, lo so bene anch&amp;rsquo;io che un SSD è molto più veloce di un disco meccanico, &lt;strong&gt;ma qui stiamo parlando di una installazione su un disco esterno&lt;/strong&gt;, fatta senza aprire il Mac e correre il rischio di far danni. Una installazione che può fare chiunque, anche se sa usare a malapena un cacciavite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già così l&amp;rsquo;aumento di velocità del sistema è notevolissimo. Immagino cosa otterrei se montassi il disco all&amp;rsquo;interno. Con 200 euro ho dato veramente una nuova vita ad un Mac sulla via del pensionamento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unica cosa un po&amp;rsquo; complicata è stata quella di configurare al meglio il sistema in modo da usare il disco SSD per il sistema operativo e le applicazioni e il disco interno per i soli dati (almeno i miei, i file di mia moglie e delle mie figlie occupano pochissimo spazio sul disco rigido rispetto a me e quindi non vale la pena preoccuparsene). Ma di questo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;vale le pena parlarne in un post apposito&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un secondo SSD è già in viaggio: &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5/&#34;&gt;&lt;em&gt;stay tuned&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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