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    <title>Samsung on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Samsung on Melabit</description>
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      <title>Un Pixel Fold per un iPhone?</title>
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      <pubDate>Sun, 14 May 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-05-14-un-pixel-fold-per-un-iphone/alex-padurariu-cKH9F7Wjn9U-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@alexpadurariu&#34;&gt;Alex Padurariu&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Giorni fa Warren Buffett &lt;a href=&#34;https://www.imore.com/iphone/warren-buffet-says-youd-turn-down-dollar10000-never-to-use-an-iphone-again-is-he-right&#34;&gt;ha scioccato&lt;/a&gt; il mondo tecnologico filo-Android affermando che,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se sei un utente Apple e qualcuno ti offre 10.000 dollari, ma l’unica condizione è che ti toglieranno l’iPhone e non potrai più comprarne un altro, non accetterai.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;e aggiungendo che la stessa cosa non potrebbe mai accadere con altri prodotti, ad esempio nessuno si sognerebbe di rifiutare 10.000 dollari in cambio della promessa di non comprare mai più una data marca di auto, non importa che sia Ford, Fiat o BMW.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora Google prova a smentire, almeno in parte, Warren Buffett ed &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/1915412/google-pixel-fold-iphone-trade-in-prices.html&#34;&gt;offre 950 dollari&lt;/a&gt; a chi dà via il suo iPhone 14 Pro Max (che negli USA costa 1099 dollari) e compra un Pixel Fold da 1799 dollari. Google solletica anche chi ha modelli meno performanti di iPhone, offrendo ben 850 o 900 dollari a chi volesse scambiare il suo iPhone 13 Pro o Max con un Pixel Fold, e cifre inferiori, ma quasi sempre al di sopra del valore di mercato, per gli iPhone più vecchi o meno potenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;https://www.techadvisor.com/article/742457/google-pixel-fold.html&#34;&gt;Pixel Fold&lt;/a&gt; è la risposta di Google al Galaxy Fold di Samsung, un prodotto controverso e affetto da un gran numero di &lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/2019/4/24/18511692/samsung-galaxy-fold-teardown-ifixit-hinge-gaps-dust-dirt-debris-broken-screen&#34;&gt;problemi di gioventù&lt;/a&gt;, che sembrano essere stati &lt;a href=&#34;https://medium.com/geekculture/how-samsung-squandered-its-lead-with-the-galaxy-z-fold-series-92d07847f0d1&#34;&gt;risolti solo in parte&lt;/a&gt; nelle iterazioni successive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chissà, magari gli ingegneri di Mountain View hanno risolto brillantemente i tanti problemi degli smartphone pieghevoli che non fanno dormire la notte i loro colleghi coreani, ma ciononostante quella di Google sembra una mossa molto azzardata, che ha il chiaro obiettivo di catturare gli utenti di fascia più alta disposti a spendere cifre importanti, ma che proprio per come si concretizza dimostra più debolezza che forza da parte del gigante della ricerca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanti avranno davvero il coraggio di di scambiare un prodotto come l&amp;rsquo;iPhone, affidabile, perfettamente integrato nel resto dell&amp;rsquo;ecosistema Apple e che mantiene per anni un ottimo valore di mercato, con una novità &lt;a href=&#34;https://www.wired.com/story/google-pixel-fold-hands-on-news-specs-features-release-date/&#34;&gt;appena presentata&lt;/a&gt; ma non ancora commercializzata, che costa il doppio e che nessuno ha ancora avuto modo di provare a fondo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È molto probabile che anche questa volta Warren Buffet avrà ragione. Voi che ne pensate?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>All&#39;inferno con Dell? Addendum</title>
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      <pubDate>Tue, 11 May 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-05-11-allinferno-con-dell-addendum/michael-dziedzic--LFxVNhopfs-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@lazycreekimages&#34;&gt;Michael Dziedzic&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una piccolissima aggiunta al &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2021/05/10/allinferno-con-dell/&#34;&gt;post di ieri&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad un certo punto del suo lunghissimo &lt;em&gt;thread&lt;/em&gt; su Twitter, Eyepatch Wolf si lamenta che Dell pretende 400 euro per un disco NVMe da 1 TB (possibile) e altri 430 per due supporti di plastica (sarà vero o è solo un&amp;rsquo;altra boiata?). Su questo punto non posso che dargli ragione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché la pratica di utilizzare componenti proprietari venduti a prezzi degni di un diamante di De Beers, componenti che dopo pochi anni spariscono dai magazzini obbligandoti a comprare un nuovo computer, è un vero e proprio schiaffo in faccia ai consumatori. Purtroppo però la pratica è seguita ormai da tutti, ma proprio tutti, i produttori di PC assemblati, da Apple a Dell, da HP a Lenovo, da Microsoft fino a Samsung (in ordine rigorosamente alfabetico). Per cui se c&amp;rsquo;è una responsabilità su questo (e c&amp;rsquo;è), non è certo colpa solo di Dell ma di tutti i produttori indistintamente. Se avesse comprato un computer HP o Lenovo o Asus non sarebbe stato diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel settore dei notebook c&amp;rsquo;è davvero poco da fare, perché è lo stesso consumatore che vuole notebook sempre più sottili, sempre più performanti e con batterie che durano all&amp;rsquo;infinito, e l&amp;rsquo;unico modo realistico per darglieli è quello di &lt;em&gt;customizzare&lt;/em&gt; all&amp;rsquo;estremo il prodotto, impedendo così che possa essere modificato dopo l&amp;rsquo;acquisto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui desktop invece c&amp;rsquo;è ancora speranza, basta evitare come la peste di acquistare prodotti già assemblati (Apple esclusa, Apple è un mondo a sé nel mercato dei PC), comprando invece i componenti sciolti e costruendosi da sé il proprio computer. E chi non lo sa fare non segua il cattivo esempio di Eyepatch Wolf, ma si rivolga piuttosto al solito amico smanettone o magari ad uno dei pochi negozi &lt;em&gt;fisici&lt;/em&gt; di qualità ancora attivi. Un aiuto competente può essere davvero prezioso, traducendosi non in una spesa in più ma in un vero e proprio risparmio. Speriamo solo che la possibilità di configurare a piacere un computer desktop sia una opzione praticabile ancora a lungo.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>iPhone X, il futuro dello smartphone</title>
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      <pubDate>Thu, 21 Sep 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Che dire del keynote Apple della settimana scorsa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sull&amp;rsquo;iPhone 8 solo qualche parola. Se ho contato bene questa è l&amp;rsquo;undicesima generazione di iPhone: nuovo &lt;em&gt;vestito&lt;/em&gt;, questa volta di vetro, nuovo processore, nuovo display grafico, caratteristiche generali migliorate rispetto al modello dell&amp;rsquo;anno precedente. Un aggiornamento annuale ormai quasi scontato. Apple è praticamente obbligata a far uscire ogni anno un nuovo modello di iPhone, altrimenti gli analisti si annoiano, il titolo cala e la rete ribolle di sciocchezze sulla &lt;em&gt;perdita di innovazione in casa Apple&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Idem per l&amp;rsquo;Apple Watch 3. La possibilità di effettuare telefonate direttamente dall&amp;rsquo;orologio, utilizzando lo stesso numero di telefono del nostro iPhone, è (potenzialmente) interessantissima. Ma per ora la funzione  è supportata in Europa solo in Francia, Germania, Inghilterra e Svizzera, l&amp;rsquo;Italia è esclusa. Dovremo aspettare almeno fino al prossimo anno per poterla usare anche qui da noi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mattatore indiscusso del keynote è stato l&amp;rsquo;iPhone X (accidenti a loro, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/09/11/iphone-xyx/&#34;&gt;l&amp;rsquo;hanno chiamato veramente così!&lt;/a&gt;), l&amp;rsquo;iPhone del decennale, &lt;em&gt;il futuro dello smartphone&lt;/em&gt; (e lo smartphone del futuro), la &lt;em&gt;one more thing&lt;/em&gt; che cambia i giochi per sempre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iPhone X è un concentrato di tecnologie avanzate, quelle che arriveranno sugli apparecchi &lt;em&gt;normali&lt;/em&gt; solo fra due-tre anni, quando saranno state testate su larga scala, maturate e rese più economiche da produrre. È una specie di &lt;em&gt;concept car&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;elettronica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;OLED&lt;/strong&gt;. La tecnologia esiste da anni, gli schermi OLED sono nettamente migliori degli LCD ma costano parecchio e quindi sono poco diffusi. L&amp;rsquo;iPhone X può essere un ottimo mezzo per uscire da questo  stallo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Riconoscimento facciale&lt;/strong&gt;. Bisogna aspettare la prova sul campo per superare le inevitabili perplessità relative al Face ID, a livello di sicurezza &amp;ndash; il sistema di riconoscimento facciale del Samsung Galaxy S8 &lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/2017/3/31/15136226/samsung-galaxy-s8-face-scan-security&#34;&gt;è stato compromesso immediatamente&lt;/a&gt;, il riconoscimento dell&amp;rsquo;impronta digitale &lt;a href=&#34;https://www.theguardian.com/technology/2014/dec/30/hacker-fakes-german-ministers-fingerprints-using-photos-of-her-hands&#34;&gt;non se la passa meglio&lt;/a&gt;, e perfino quello che finora era il sistema biometrico più avanzato, il riconoscimento dell&amp;rsquo;iride del solito Galaxy S8, &lt;a href=&#34;https://www.ccc.de/en/updates/2017/iriden&#34;&gt;è stato craccato in appena un paio di giorni di prove&lt;/a&gt; &amp;ndash; ma anche di privacy. Craig Federighi ha detto esplicitamente che &lt;a href=&#34;https://techcrunch.com/2017/09/15/interview-apples-craig-federighi-answers-some-burning-questions-about-face-id/&#34;&gt;tutto quello che riguarda il Face ID rimane sull&amp;rsquo;iPhone&lt;/a&gt;, però una verifica indipendente non può che essere benvenuta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte questo, un sistema a rete neurale contenuto in un apparecchio mobile ha prospettive così ampie da essere ancora impensabili. È probabile che le prime saranno in campo medico, con la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/08/16/eyeagnosis-diagnosi-a-distanza/&#34;&gt;diagnosi a distanza&lt;/a&gt;  di patologie invalidanti o l&amp;rsquo;avviso precoce nel caso di infarti, ischemie o ictus.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la possibilità di analizzare e riconoscere in tempo reale e in modo &lt;em&gt;intelligente&lt;/em&gt; qualunque cosa direttamente dallo smartphone apre possibilità estremamente interessanti in tanti altri campi, dall&amp;rsquo;ambiente alla conservazione del territorio. Ma la fantasia degli sviluppatori andrà molto oltre, e non solo per le applicazioni &lt;em&gt;serie&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Notch&lt;/strong&gt;. Della tacca superiore con i sensori ha già &lt;a href=&#34;https://marco.org/2017/09/18/courage&#34;&gt;parlato molto bene Marco Arment&lt;/a&gt;. Io non condivido al 100% quello che scrive &amp;ndash; il notch sullo schermo non è proprio &lt;a href=&#34;https://www.androidcentral.com/essential-phone&#34;&gt;una&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/circuitbreaker/2017/8/8/16111962/sharp-aquos-s2-announced&#34;&gt;novità&lt;/a&gt; e comunque mi sembra poco pratico nell&amp;rsquo;uso reale &amp;ndash; però di design ne capisco zero e quindi lascio ad altri queste valutazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://images.idgesg.net/images/article/2017/09/airpower-charging-apple-100735573-orig.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/3224389/mobile-accessories/apple-airpower-features-specs-price-faq.html&#34;&gt;Macworld.com&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ricarica wireless&lt;/strong&gt;. Lasciatemelo dire, per com&amp;rsquo;è implementata ora (e non solo da Apple), la ricarica wireless è solo un &lt;em&gt;gimmick&lt;/em&gt; inutile. Mi sfugge il vantaggio di ricaricare l&amp;rsquo;iPhone appoggiandolo sul tappetino AirPower rispetto ad usare il solito cavetto.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Il tappetino continua ad avere un cavo che lo collega al suo alimentatore ed è più ingombrante e scomodo (ci vuol poco a spostare per sbaglio l&amp;rsquo;iPhone impedendogli di ricaricarsi) di un banale hub di ricarica multipla come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/NexGadget-Organizzatore-dispositivi-Caricabatterie-Caricatore/dp/B01J16UA7Q/ref=sr_1_4?ie=UTF8&amp;amp;qid=1505938158&amp;amp;sr=8-4&amp;amp;keywords=hub&amp;#43;ricarica&amp;#43;usb&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/RoseFlower%C2%AE-iphone-Android-Supporto-Ricarica/dp/B01BAAEZY0/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;amp;qid=1505938836&amp;amp;sr=8-1&amp;amp;keywords=hub&amp;#43;ricarica&amp;#43;usb&amp;#43;legno&#34;&gt;quest&amp;rsquo;altro&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dalla sua la ricarica wireless oggi ha solo l&amp;rsquo;effetto &lt;em&gt;wow&lt;/em&gt;, il poter lasciare amici e conoscenti a bocca aperta sfoggiando l&amp;rsquo;ennesimo gadget tecnologico. Ma per diventare veramente utile ci vuole ben altro, ci vuole la possibilità di ricaricare i propri apparecchi semplicemente &lt;a href=&#34;https://www.picharging.com/&#34;&gt;appoggiandoli sul tavolo&lt;/a&gt; o, meglio ancora, &lt;a href=&#34;http://www.energous.com/&#34;&gt;rimanendo nella stanza&lt;/a&gt;. Non è una cosa di domani, ma non siamo nemmeno troppo lontani da avere una &lt;a href=&#34;http://www.ossia.com/cota/&#34;&gt;ricarica wireless in tutta la casa&lt;/a&gt; (anche ENEL sta testando un sistema di questo tipo, ma non trovo più il riferimento).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardate &lt;a href=&#34;http://energous.com/energous-wireless-ecosystem-video/&#34;&gt;questo video&lt;/a&gt; e poi ditemi se un tappetino come l&amp;rsquo;AirPower non sembrerà fra pochi anni quasi una roba da &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=mK9M_faVE0I&#34;&gt;Antenati&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;È più o meno come se il Wi-Fi di casa funzionasse solo mettendo l&amp;rsquo;iPhone sul router.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>iPhone XYX</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Sep 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non so voi, ma a me tutta questa attesa spasmodica per &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/apple-events/september-2017/&#34;&gt;il nuovo iPhone&lt;/a&gt; mi fa venire l&amp;rsquo;orticaria. Sono mesi che girano voci incontrollate (ed incontrollabili) sulle caratteristiche del nuovo modello, sui suoi dettagli più minuti, perfino sul nome che potrebbe aver scelto Apple per festeggiare il decennale, una cosa veramente stucchevole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A cominciare dal nome. Ma chissenefrega se il nuovo iPhone sarà chiamato iPhone 7s oppure 8 oppure X, il nome non cambierà di una virgola la mia propensione all&amp;rsquo;acquisto del nuovo modello, e soprattutto quella delle &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/09/10/il-trilione/&#34;&gt;centinaia e centinaia di milioni di utenti&lt;/a&gt; che lo usano già, o che vorrebbero usarlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però chiamarlo iPhone X sarebbe fuori luogo, Apple ha tolto da poco il suffisso X dal nome del sistema operativo del Mac (sigh!), e ora sarebbe pronta a reinfilarlo subito in quello dell&amp;rsquo;iPhone? Un po&amp;rsquo; di fantasia, perbacco! A questo punto meglio chiamarlo &lt;em&gt;iPhone XYZ&lt;/em&gt;, almeno ci si porta un po&amp;rsquo; avanti con il lavoro (ed è più facile azzeccarci)&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi c&amp;rsquo;è il prezzo. Non si sa ancora niente di quanto costerà, ma sono mesi che si &lt;a href=&#34;http://www.express.co.uk/life-style/science-technology/805017/iPhone-8-release-date-price-Apple-smartphone&#34;&gt;leggono lamentazioni&lt;/a&gt; sul prezzo &amp;ldquo;stratosferico&amp;rdquo; del nuovo iPhone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se la concorrenza, Sambung &lt;em&gt;in primis&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.techradar.com/reviews/samsung-galaxy-note-8-review&#34;&gt;non vendesse i suoi modelli di punta a prezzi analoghi&lt;/a&gt;, e non facesse di tutto per renderli, in appena uno-due anni (ammesso che non &lt;a href=&#34;https://www.wired.com/2017/01/why-the-samsung-galaxy-note-7-kept-exploding/&#34;&gt;esplodano prima&lt;/a&gt;), così lenti e obsoleti da costringere letteralmente i suoi utilizzatori ad acquistare il modello più recente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comprare un iPhone è impegnativo dal punto di vista economico, ma se ci serve e se da un vero valore aggiunto a quello che facciamo, perché no? È comunque un costo che si può diluire su parecchi anni, e alla fine diventa molto più conveniente dei concorrenti. &lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nn lo dico a caso. Uso ancora un iPhone 5c, ha quattro anni ma funziona ancora alla grande. Non potrò aggiornarlo ad iOS 11, pazienza, tanto non potrei sfruttare le nuove funzioni (quelle ormai le conosciamo quasi tutte, visto che le beta ufficiali di iOS sono disponibili da mesi). E in ogni caso, con l&amp;rsquo;attuale iOS 10.3.3 il mio iPhone va benissimo, e soprattutto non mostra quei rallentamenti e quei blocchi così frequenti dopo solo pochi mesi di utilizzo sugli smartphone Android di qualunque fascia di prezzo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iPhone 5c è stato un ottimo acquisto, fa tutto quello che mi serve e  lo fa in modo così semplice ed affidabile che so di potermi fidare ad occhi chiusi. Sono queste le cose che contano, molto di più del prezzo di acquisto (o del nome).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so se comprerò il prossimo iPhone, uno schermo più grande non mi dispiacerebbe, qualche nuova funzione di iOS mi potrebbe tornare utile. Ma se lo farò (o se non lo farò) non sarà certo per come si chiamerà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sempre che non siamo fra quelli che &lt;em&gt;devono&lt;/em&gt; avere tutte le ultime novità tecnologiche, per poi buttarle nel cassetto dopo qualche mese.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>La cattiva scienza dei sensori da polso</title>
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      <pubDate>Wed, 05 Jul 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/07/05/la-cattiva-scienza-dei-sensori-da-polso/</guid>
      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/2075-4426/7/2/3/htm&#34;&gt;Accuracy in Wrist-Worn, Sensor-Based Measurements of Heart Rate and Energy Expenditure in a Diverse Cohort&lt;/a&gt;, pubblicato qualche giorno fa sul &lt;em&gt;Journal of Personalized Medicine&lt;/em&gt; da Anna Shcherbina e coautori, sotto la guida del prof. Euan Ashley del Dipartimento di Medicina dell&amp;rsquo;Università di Stanford in California ha destato molto scalpore sul web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una veloce ricerca su Google con le parole chiave &amp;ldquo;stanford apple watch heart rate accuracy&amp;rdquo; produce oltre 1.000.000 (un milione!) di risultati, con in cima un articolo interessante su &lt;a href=&#34;http://www.imore.com/stanford-2017-study-apple-watch-tops-heart-rate-faq&#34;&gt;iMore&lt;/a&gt; e un altro articolo (discreto) su &lt;a href=&#34;http://appleinsider.com/articles/17/05/24/stanford-study-finds-apple-watch-top-notch-heart-rate-monitor-mediocre-calorie-counter&#34;&gt;AppleInsider&lt;/a&gt;.&#xA;Poi tanta &lt;a href=&#34;https://9to5mac.com/2017/05/24/apple-watch-fitness-tracking-accuracy/&#34;&gt;fuffa&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;#ZgotmplZ&#34;&gt;ricopiata&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.wareable.com/apple/stanford-study-apple-watch-heart-rate-4544&#34;&gt;in fretta&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.macobserver.com/news/apple-watch-most-accurate-heart-rate-fitness-tracker-sucks-at-calorie-counting/&#34;&gt;e furia&lt;/a&gt;, prevalentemente sui siti dedicate alle ultime &lt;em&gt;notizie&lt;/em&gt; sul mondo Apple. In Italia ne ha scritto in modo originale &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/05/26/batti-e-corri/&#34;&gt;QuickLoox&lt;/a&gt;, e per una volta non è male nemmeno l&amp;rsquo;articolo pubblicato da &lt;a href=&#34;http://www.repubblica.it/tecnologia/prodotti/2017/05/25/news/fitness_tracker_il_dilemma_dell_attendibilita_nessuno_e_perfetto_apple_watch_al_top-166379773/&#34;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto è naturale che sia così, in fondo si parla di tecnologia e di salute e ci sono di mezzo Apple e Samsung, le due arcirivali del momento (i tempi della contrapposizione fra Apple e Microsoft sono passati da un pezzo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Meno naturale è fidarsi ciecamente dei risultati e delle conclusioni dell&amp;rsquo;articolo citato. Perché la scelta degli autori di pubblicare un articolo di così alta risonanza sul &lt;em&gt;Journal of Personalized Medicine&lt;/em&gt; desta parecchie perplessità, almeno in chi conosce un po&amp;rsquo; i meccanismi dell&amp;rsquo;editoria scientifica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/07/stanford-fitness-trackers.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Il cardiologo Euan Ashley e il suo team nel corso della sperimentazione sui dispositivi da polso per il tracciamento della frequenza cardiaca e del consumo calorico (foto Università di Stanford).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;una-casa-editrice-discussa&#34;&gt;Una casa editrice discussa&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;em&gt;Journal of Personalized Medicine&lt;/em&gt; infatti è edito dal Multidisciplinary Digital Publishing Institute (MDPI), una &lt;a href=&#34;http://www.universityaffairs.ca/features/feature-article/beware-academics-getting-reeled-scam-journals/&#34;&gt;casa editrice piuttosto discussa&lt;/a&gt;, basata in Cina ma con sede di facciata in Svizzera, il cui rigore scientifico è stato messo in dubbio più volte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;MDPI è diventata famosa qualche anno fa per aver pubblicato su una delle tante riviste del gruppo un &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/2072-6643/3/4/491&#34;&gt;articolo riguardante il &lt;em&gt;paradosso australiano&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in base al quale la riduzione del consumo di zucchero si accompagna in Australia ad un aumento dell&amp;rsquo;obesità (detto più tecnicamente, l&amp;rsquo;articolo afferma che c&amp;rsquo;è una correlazione negativa fra consumo di zucchero e obesità, quando uno aumenta l&amp;rsquo;altro diminuisce).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte balle, naturalmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Balle come quelle pubblicate in un altro &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/2075-1729/2/1/1&#34;&gt;articolo sull&amp;rsquo;origine, l&amp;rsquo;evoluzione e la natura della vita&lt;/a&gt;, che mette insieme il micro e il macrocosmo, la gravità quantistica e le transizioni di fase dell&amp;rsquo;acqua, gli elementi chimici alla base della vita e le mutazioni del DNA. Una teoria del tutto basata sul nulla, un articolo di più di 100 pagine, ricevuto, letto, digerito ed accettato per la pubblicazione in meno di un mese, praticamente un record.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono dei segnali che indicano che MDPI negli ultimi anni abbia iniziato a cambiare rotta, ma non è facile scrollarsi di dosso un&amp;rsquo;impronta negativa, soprattutto quando si continua ad avere la pessima abitudine di invitare continuamente gli scienziati di tutto il mondo a pubblicare sulle loro riviste. Meglio: a pubblicare &lt;em&gt;qualunque cosa&lt;/em&gt; sulle loro riviste, senza che ci sia spesso una vera relazione fra il settore di ricerca di chi viene invitato e il tema della rivista stessa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;abbindolati&#34;&gt;Abbindolati?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non voglio farla lunga su un tema così complesso e così lontano dall&amp;rsquo;esperienza comune. Però è naturale chiedersi perché mai gli autori dell&amp;rsquo;articolo di cui stiamo parlando che, non dimentichiamolo, provengono dall&amp;rsquo;università di Stanford, una delle università più prestigiose degli USA e del mondo (e non dalla IMT School for Advanced Studies di certi nostri ministri), abbiano deciso di pubblicare un articolo destinato a fare scalpore su una rivista &lt;em&gt;minore&lt;/em&gt; come il Journal of Personalized Medicine,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; piuttosto che su una rivista di una casa editrice più prestigiosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Delle due l&amp;rsquo;una: o gli autori si sono fatti abbindolare in buona fede dalle continue email provenienti da MDPI che invitano a pubblicare su qualcuna delle loro riviste (ne ho una buona collezione anch&amp;rsquo;io), oppure l&amp;rsquo;articolo è stato rifiutato da riviste di maggior calibro e gli autori sono stati costretti a scendere di livello, fino ad arrivare al Journal of Personalized Medicine, dove i controlli di qualità sono meno stringenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è necessario essere dei &lt;em&gt;pivelli&lt;/em&gt; per farsi abbindolare (però aiuta). Gli inviti via email sono molto pressanti, il processo di pubblicazione sembra veloce, serio, professionale, le riviste sono nuove ma potenzialmente interessanti. Scoprire cosa c&amp;rsquo;è dietro &amp;ndash; spesso un verminaio di bassi interessi economici che con la scienza hanno ben poco a che fare e che confinano con la truffa vera e propria &amp;ndash; non è per niente facile, a meno che non si indaghi un po&amp;rsquo; e che si sia anche fortunati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però qui si tratta di un gruppo di ricerca forte, guidato da un professore importante che ha pubblicato sulle &lt;a href=&#34;https://scholar.google.com/citations?user=Zb0am48AAAAJ&amp;amp;hl=en&#34;&gt;migliori riviste di medicina&lt;/a&gt;, proveniente da una università di primissimo piano, non di ricercatori alle prime armi. Difficile credere che nessuno di loro conosca MDPI e le sue pratiche &lt;em&gt;opache&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;o-rifiutati&#34;&gt;O rifiutati?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo di cui stiamo parlando non è il primo che analizza le prestazioni dei dispositivi da polso in campo biomedico. Ce ne sono almeno altri cinque pubblicati nell&amp;rsquo;ultimo anno, tutti su riviste di prestigio e uno perfino su JAMA, una delle &lt;a href=&#34;http://www.healthwriterhub.com/top-medical-journals/&#34;&gt;riviste più importanti in assoluto in campo medico&lt;/a&gt; (gli articoli sono elencati nella bibliografia, in ordine di data di pubblicazione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;argomento è di moda, dovrebbe essere piuttosto facile pubblicare su una rivista di alto livello. Anzi, se si ha in mano qualcosa di buono, dovrebbe essere &lt;em&gt;imperativo&lt;/em&gt; cercare di pubblicare su una rivista importante, sia per facilitare il proseguimento dell&amp;rsquo;attività, sia per aumentare il prestigio scientifico di chi ha collaborato allo studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E invece, niente JAMA, niente riviste prestigiose, solo un misero Journal of Personalized Medicine. Dove però l&amp;rsquo;articolo riceve una attenzione straordinaria da parte dei media, a differenza di tutti gli altri sullo stesso tema pubblicati in precedenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho letto l&amp;rsquo;articolo e francamente non mi sembra niente di che, il numero e la distribuzione statistica dei &lt;em&gt;pazienti&lt;/em&gt; analizzati è piuttosto limitato, la procedura di misura è discutibile, l&amp;rsquo;analisi dei dati è presentata in modo confuso, tuttla la presentazione è poco chiara.&#xA;Non mi stupirebbe affatto che fosse stato respinto da qualche rivista di prestigio. Magari da più di una.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infatti basta scavare un po&amp;rsquo; per accorgersene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cercando un po&amp;rsquo; su Google si finisce sulla pagina personale di &lt;a href=&#34;http://web.stanford.edu/~annashch/&#34;&gt;Anna Shcherbina&lt;/a&gt; sul sito dell&amp;rsquo;università di Stanford dove, in cima alla lista delle pubblicazioni, si trova il &lt;em&gt;preprint&lt;/em&gt;, cioè la &lt;a href=&#34;http://biorxiv.org/content/early/2016/12/17/094862&#34;&gt;versione iniziale dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt; poi finito sul Journal of Personalized Medicine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il formato del preprint, che è la prima versione di un articolo inviata ad una rivista perché possa essere valutata, è &lt;em&gt;molto simile&lt;/em&gt; a quello degli articoli pubblicati sulla nota rivista ad accesso aperto &lt;a href=&#34;http://journals.plos.org/plosone/&#34;&gt;PLOS ONE&lt;/a&gt;, basta confrontare il PDF del preprint con la referenza numero 3 della bibliografia per rendersene conto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spicca in particolare il modo in cui è formattato l&amp;rsquo;abstract, che se non è specifico di PLOS ONE è comunque ben poco diffuso (infatti nella versione definitiva pubblicata sul Journal of Personalized Medicine l&amp;rsquo;abstract è riscritto in modo convenzionale).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel preprint mancano anche alcune parti presenti nella versione definitiva, ed altre sono state spostate dal Materiale Supplementare (una specie di appendice ormai molto di moda al testo vero e proprio) all&amp;rsquo;articolo vero e proprio, segno evidente dell&amp;rsquo;intervento di qualche &lt;em&gt;referee&lt;/em&gt; non molto convinto dall&amp;rsquo;organizzazione e dalla presentazione del lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il preprint è stato archiviato su &lt;a href=&#34;http://biorxiv.org&#34;&gt;bioRxiv&lt;/a&gt; (il servizio di preprint degli articoli di biologia analogo al primo e più noto &lt;a href=&#34;https://arxiv.org/&#34;&gt;arXiv&lt;/a&gt; usato dai fisici e dai matematici), a metà dicembre del 2016, cioè ben due mesi e mezzo prima della sottomissione al Journal of Personalized Medicine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettere un preprint su bioRxiv (o arXiv) serve per distribuire in anticipo un articolo scientifico, superando le lungaggini e i tempi tecnici della pubblicazione &lt;em&gt;ufficiale&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma sarebbe folle mettere online un preprint ben due mesi e mezzo prima della sottomissione dell&amp;rsquo;articolo ad una rivista scientifica. Mancando l&amp;rsquo;ombrello di ufficialità dato dalla sottomissione ad una rivista, qualcuno senza scrupoli (ce ne sono!) potrebbe scopiazzare i risultati della ricerca e pubblicarli autonomamente, senza che i veri autori possano far niente per dimostrare il plagio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quanto detto, si può ipotizzare che gli autori abbiano mandato la ricerca prima a PLOS ONE, ricevendone un rifiuto, come succede fin troppo spesso agli articoli scientifici (ci sono riviste scientifiche che hanno percentuali di accettazione del 5-10%, e la maggior parte non va oltre il 30%). Invece di rivedere l&amp;rsquo;articolo (come sarebbe normale), hanno deciso di fare delle modifiche minime e di inviarlo al Journal of Personalized Medicine, che l&amp;rsquo;ha accettato e pubblicato in un battibaleno, infatti fra sottomissione ed accettazione dell&amp;rsquo;articolo sono passati appena due mesi, dal 27 febbraio al 4 maggio.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono consapevole che processo di valutazione degli articoli scientifici non è esente da pecche, e che la pubblicazione su una rivista di primaria importanza non garantisce la qualità della ricerca. Ma è altrettanto vero che lo scarso, scarsissimo, controllo effettuato da riviste come il Journal of Personalized Medicine depone ancora meno bene circa il livello qualitativo del lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qual è la morale di tutto ciò?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una più generale è che, in tempi di scienza &lt;em&gt;champagne&lt;/em&gt;, quando tanti scienziati cercano più l&amp;rsquo;attenzione dei &lt;em&gt;media&lt;/em&gt; che quella dei colleghi, non tutto quello che viene pubblicato in ambito scientifico ha necessariamente un valore (potrei fare esempi come la fusione fredda, il nono pianeta del sistema solare, certe particelle che appaiono e scompaiono).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altra più specifica è che, prima di fare ulteriori considerazioni sulla qualità (o meno) di dispositivi a cui affidare la nostra salute, io preferirei aspettare i risultati di altre indagini indipendenti e, si spera, più rigorose.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;bibliografia&#34;&gt;Bibliografia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;[1] M.E. Rosenberger &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://journals.lww.com/acsm-msse/fulltext/2016/03000/Twenty_four_Hours_of_Sleep,_Sedentary_Behavior,.15.aspx&#34;&gt;24 Hours of Sleep, Sedentary Behavior, and Physical Activity with Nine Wearable Devices&lt;/a&gt;,&#xA;Medicine &amp;amp; Science in Sports &amp;amp; Exercise, vol. 48, num. 3, pag. 457 (Marzo 2016),&#xA;doi: 10.1249/MSS.0000000000000778.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[2] D.W. Kaiser, R.A. Harrington, M.P. Turakhia, &lt;a href=&#34;http://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/fullarticle/2513306&#34;&gt;Wearable Fitness Trackers and Heart Disease&lt;/a&gt;,&#xA;JAMA Cardiology, vol. 1, num. 2, pag. 239 (Maggio 2016),&#xA;doi: 10.1001/jamacardio.2016.0354.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[3] M.P. Wallen &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0154420&#34;&gt;Accuracy of Heart Rate Watches: Implications for Weight Management&lt;/a&gt;,&#xA;PLOS ONE, vol. 11, num. 5,  pag. e0154420 (Maggio 2016),&#xA;doi:10.1371/journal.pone.0154420.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[4] J.M. Jakicic &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://jamanetwork.com/journals/jama/fullarticle/2553448&#34;&gt;Effect of Wearable Technology Combined With a Lifestyle Intervention on Long-term Weight Loss: The IDEA Randomized Clinical Trial&lt;/a&gt;,&#xA;JAMA, vol. 316, num. 11, pag. 1161 (Settembre 2016),&#xA;doi:10.1001/jama.2016.12858.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[5] R. Wang &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;http://jamanetwork.com/journals/jamacardiology/article-abstract/2566167&#34;&gt;Accuracy of Wrist-Worn Heart Rate Monitors&lt;/a&gt;,&#xA;JAMA Cardiology, vol. 2, num. 1 , pag. 104 (Gennaio 2017),&#xA;doi: 10.1001/jamacardio.2016.3340.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbero altri esempi, come un articolo secondo il quale il &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/2072-4292/3/8/1603&#34;&gt;riscaldamento globale della terra è molto meno intenso&lt;/a&gt; di quanto comunemente si pensi. Un articolo che può piacere al presidente degli Stati Uniti, ma che è stato duramente criticato dagli studiosi del clima, secondo i quali l&amp;rsquo;analisi dei dati e le conclusioni che ne vengono tratte sono &lt;a href=&#34;http://www.realclimate.org/index.php/archives/2011/07/misdiagnosis-of-surface-temperature-feedback/&#34;&gt;fondamentalmente errate&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che il Journal of Personalized Medicine sia una rivista &lt;em&gt;minore&lt;/em&gt; non lo dico io ma dei &lt;a href=&#34;http://www.mdpi.com/journal/jpm/stats&#34;&gt;dati oggettivi&lt;/a&gt;, come il fatto che dei 127 articoli che ha pubblicato nei suoi sette anni di vita, appena 10 hanno ricevuto più di 10 citazioni. Opppure il fatto che il database Scimago &lt;a href=&#34;http://www.scimagojr.com/journalsearch.php?q=Journal&amp;#43;of&amp;#43;Personalized&amp;#43;Medicine&#34;&gt;non la elenchi&lt;/a&gt; fra le riviste scientifiche conosciute. Scopus, uno dei più importanti database di articoli scientifici (se un articolo non è su Scopus non conta niente), invece &lt;a href=&#34;https://www.scopus.com/sources?sortField=metric&amp;amp;metricName=&amp;amp;sortDirection=ASC&amp;amp;offset=&amp;amp;displayAll=true&amp;amp;sortPerformedState=f&amp;amp;origin=sourceSearch&amp;amp;sortDirectionMOne=&amp;amp;sortDirectionMTwo=&amp;amp;sortDirectionMThree=&amp;amp;metricDisplayIndex=1&amp;amp;scint=1&amp;amp;menu=search&amp;amp;tablin=&amp;amp;searchWithinResultsDefault=t&amp;amp;searchString=&amp;amp;searchOA=&amp;amp;typeFilter=d_j_p_k&amp;amp;subscriptionFilter=s_u&amp;amp;filterActTriggered=f&amp;amp;tabName=searchSources&amp;amp;searchTerms=Personalized&amp;#43;Medicine&amp;amp;searchTermsSubmit=&amp;amp;searchType=title&#34;&gt;&lt;em&gt;trova&lt;/em&gt; il Journal of Personalized Medicine&lt;/a&gt; ma, a differenza delle altre riviste del settore, non le assegna nessun indicatore statistico di &lt;em&gt;qualità&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulle riviste serie il processo di &lt;em&gt;referaggio&lt;/em&gt;, cioè la valutazione della qualità tecnico-scientifica del manoscritto fatta in modo anonimo da altri scienziati che lavorano nello stesso campo di ricerca, ha bisogno di tempi molto più lunghi, se va bene 3-4 mesi, ma spesso anche molto di più. Troppa velocità significa troppo spesso che la valutazione del manoscritto è stata fatta alla carlona.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? L&#39;hardware</title>
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      <pubDate>Thu, 03 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c7.staticflickr.com/4/3013/2851680710_5294e42fb4_b.jpg&#34; width=&#34;600&#34; alt=&#34;Processors&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico delle caratteristiche tecniche e delle specifiche hardware nude e crude. E non da oggi, ma dai lontani anni &amp;lsquo;70-&amp;lsquo;80, quando nel settore allora molto popolare dell&amp;rsquo;audio ad alta fedeltà, dei parametri tecnici significativi come la risposta in frequenza piatta fino a ben oltre l&amp;rsquo;udibile o la distorsione ai limiti delle capacità degli strumenti di misura, non si traducevano necessariamente in una migliore esperienza d&amp;rsquo;ascolto, perché quello che contava di più era l&amp;rsquo;equilibrio generale del sistema d&amp;rsquo;ascolto e l&amp;rsquo;interazione fra i suoi componenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So quindi che paragonare gigahertz per gigahertz o pixel per pixel le specifiche tecniche di due computer non ha molto senso: ciò che conta &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; è la qualità dei singoli componenti e come questi interagiscono fra loro,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; senza mai dimenticare il sistema operativo che fa funzionare e coordina il tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante ciò, la presentazione degli ultimi MacBook Pro mi ha &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;deluso parecchio&lt;/a&gt;. Vorrei approfondire qui i motivi di tale delusione, cominciando dalle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro ed in particolare dal processore installato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo molti commentatori Apple non ha inserito il nuovo processore Kaby Lake nei nuovi MacBook Pro perché Intel non riesce ancora a produrre i modelli adatti ai portatili e che questa scelta è poco rilevante perché Kaby Lake è solo &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-core-i5-7600k-kaby-lake-cpu-benchmarks/&#34;&gt;marginalmente più veloce&lt;/a&gt; del  processore Skylake di un anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni aggiungono che non sarebbe stato comunque possibile utilizzare il nuovo processore perché i MacBook Pro sono stati &lt;a href=&#34;http://gizmodo.com/why-are-apple-and-microsoft-using-such-old-processors-i-1788302547&#34;&gt;progettati ben prima della presentazione di Kaby Lake&lt;/a&gt;, tanto che anche Microsoft non li ha usati per i suoi nuovi Surface Book e Surface Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono argomenti che non mi convincono più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;tick-tock&#34;&gt;Tick-tock&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intel ha fabbricato per anni i suoi processori seguendo il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello &lt;em&gt;tick-tock&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in base al quale in un determinato un anno propone un processore fabbricato con un processo produttivo rinnovato e una architettura già matura (&lt;em&gt;tick&lt;/em&gt;), e l&amp;rsquo;anno successivo ottimizza il processo produttivo della generazione precedente e rinnova l&amp;rsquo;architettura del sistema (&lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quest&amp;rsquo;anno Intel ha introdotto una seconda fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt; di ottimizzazione, perché la  progressiva diminuzione delle dimensioni e della spaziatura degli elementi attivi &amp;ndash; i processori più recenti sono fabbricati con &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/standards-14nm-explained-video.html&#34;&gt;un processo a 14 nm&lt;/a&gt;, un numero che indica &lt;a href=&#34;http://spectrum.ieee.org/semiconductors/devices/the-status-of-moores-law-its-complicated&#34;&gt;più o meno&lt;/a&gt; la &lt;a href=&#34;http://nanoscale.blogspot.it/2015/07/what-do-ibms-7-nm-transistors-mean.html&#34;&gt;distanza minima fra i transistor MOSFET&lt;/a&gt; che costituiscono gli elementi attivi del dispositivo &amp;ndash; si sta scontrando con i &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/computing/97469-is-14nm-the-end-of-the-road-for-silicon-lithography&#34;&gt;limiti intrinseci della tecnologia&lt;/a&gt;, dettati dalle leggi fondamentali della fisica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori Kaby Lake sono il prodotto di questa ulteriore fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;, e infatti usano lo stesso &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Socket_%28elettronica%29&#34;&gt;&lt;em&gt;socket&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di Slylake, con il quale sono &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-kaby-lake-200-series-chipset-processor-platform/&#34;&gt;perfettamente compatibili&lt;/a&gt;. In pratica, si può prendere un processore Kaby Lake e sostituirlo allo Skylake equivalente, modificando solo il &lt;em&gt;firmware&lt;/em&gt; della scheda madre (il cosidetto UEFI, &lt;em&gt;Unified Extensible Firmware Interface&lt;/em&gt;), in modo che supporti le caratteristiche più avanzate del nuovo processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;problemi&#34;&gt;Problemi?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, Apple e Microsoft avrebbero potuto benissimo sviluppare i nuovi modelli usando i vecchi processori Skylake per il grosso del lavoro di progettazione e gli esemplari di preserie di Kaby Lake (disponibili in anticipo per i grossi clienti mesi prima della presentazione ufficiale) per gli affinamenti finali.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Del resto Apple ha utilizzato più volte processori appena usciti dalle fabbriche di Intel per i suoi nuovi Mac, anzi l&amp;rsquo;ha fatto proprio con il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=cp49Tmmtmf8&#34;&gt;primo Mac Intel&lt;/a&gt; del 2006, che &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/1048842/livekeynote.html&#34;&gt;montava in anteprima il nuovissimo Core Duo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto che sia Apple che Microsoft abbiano usato il processore dell&amp;rsquo;anno scorso, mi fa pensare che Intel non sia ancora riuscita ad affinare a sufficienza il processo di fabbricazione,&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e non riesca ancora a  produrre processori Kaby Lake in volumi sufficienti alle necessità dei suoi clienti. Oppure &amp;ndash; ipotesi ancora più probabile &amp;ndash; che l&amp;rsquo;annuncio di agosto sia arrivato troppo in anticipo rispetto alle reali possibilità tecnologiche dell&amp;rsquo;azienda, probabilmente per pure esigenze di marketing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altra possibilità è che i rapporti fra Apple e Intel si siano raffreddati, magari a causa della (possibile e futuribile) concorrenza con i processori di classe ARM prodotti da Apple. L&amp;rsquo;ho ipotizzato &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;io stesso&lt;/a&gt; ma ripensandoci non mi convince più di tanto, perché non spiega come mai anche Microsoft, partner storico di Intel, abbia seguito la stessa sorte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe infine la possibilità di un effetto &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;Galaxy Note 7&lt;/a&gt;, la paura di far uscire un prodotto troppo poco testato e affidabile, con conseguenze tragiche sulle finanze e sull&amp;rsquo;immagine aziendale. Ma anche questa ipotesi è poco plausibile, il ritiro del Note 7 è troppo recente da permettere sia ad Apple che a Microsoft di tornare così in fretta sui propri passi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma che colpa ha Apple di tutto questo se il problema è di Intel? In teoria Apple non ha nessuna colpa, perché ha dovuto adattarsi ai tempi di Intel. Ma in pratica ne ha parecchie: Apple non presentava nuovi modelli di MacBook Pro da circa un anno e mezzo, e questi sembrano tirati fuori al momento sbagliato, più che altro per riempire un vuoto che iniziava a diventare imbarazzante e aveva pesanti conseguenze sulle vendite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-caratteristiche-hardware&#34;&gt;Le caratteristiche hardware&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto questo ci sono altre cose da dire sulle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro sulle quali non si può transigere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se acquisto una macchina professionale come il MacBook Pro voglio che dentro ci sia il meglio di quanto è disponibile al momento: non solo un processore performante ed aggiornato, ma anche un disco a stato solido capiente e veloce, RAM più che abbondante, una scheda grafica di buona qualità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte cose che mancano nei MacBook Pro presentati la settimana scorsa, a meno di non spendere cifre da capogiro per i modelli più performanti.&#xA;Cifre con le quali si può acquistare un Mac Pro che, nonostante abbia ormai tre anni, continua di certo a lasciare nella polvere qualunque portatile, almeno dal punto di vista delle pure prestazioni velocistiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Barattare delle caratteristiche hardware di base con una Touch Bar &lt;em&gt;glamour&lt;/em&gt; o con una oretta in più di durata della batteria è incomprensibile, almeno dal mio personalissimo punto di vista. Se devo lavorare in mobilità, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Air  mi bastano e mi avanzano. Ma se devo &lt;em&gt;lavorare seriamente&lt;/em&gt; in mobilità, ho bisogno di una macchina potente e veloce, il fatto che debba collegare o no  all&amp;rsquo;alimentatore diventa quasi sempre irrilevante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è confermato dalle prime recensioni del modello base da 13 pollici e senza Touch Bar del nuovo MacBook Pro, l&amp;rsquo;unico modello già disponibile. Ho avuto solo il tempo di scorrerle velocemente, ma mi sembra di capire che  sia &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/2/13490774/apple-macbook-pro-review-2016-13-inch-laptop&#34;&gt;The Verge&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2016/11/review-cheapest-2016-macbook-pro-is-good-but-its-missing-all-the-cool-stuff/&#34;&gt;Ars Technica&lt;/a&gt; lo considerino più che altro una versione Pro dell&amp;rsquo;Air, non un modello adatto ad usi professionali impegnativi. Fra pochi giorni, con l&amp;rsquo;arrivo dei modelli maggiori, ne sapremo di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una scheda madre e un processore di ultima generazione non possono far molto se ci si mette su della RAM scadente o un hard-disk lumaca.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrimenti, come farebbero i produttori di schede madri a far uscire i nuovi modelli subito dopo la presentazione dell&amp;rsquo;ultimo processore?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori vengono fabbricati su grosse piastre circolari (&lt;em&gt;wafer&lt;/em&gt;) di silicio, ciascuna delle quali contiene centinaia e centinaia di dispositivi. Di questi, una parte funzionerà come previsto dalle specifiche, un&amp;rsquo;altra parte funzionerà al di sotto delle specifiche e verrà declassata a modelli di classe inferiore, mentre i dispositivi rimanenti funzioneranno al di sotto di una soglia minima di accettabilità o non funzioneranno affatto. Ottimizzare il processo di fabbricazione in modo da aumentare la percentuale di dispositivi funzionanti per ogni wafer consente di diminuire i costi di produzione e, di conseguenza, anche il costo per l&amp;rsquo;utente finale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>L&#39;iPhone 7 e la crisi nera di Apple</title>
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      <pubDate>Tue, 11 Oct 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non lo dico io, lo dice &lt;a href=&#34;http://www.repubblica.it/&#34;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, uno dei più diffusi ed autorevoli giornali italiani (però sta perdendo rapidamente posizioni in entrambi gli ambiti).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una settimana fa Repubblica ha in prima pagina uno strillo relativo a&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Blackberry, Motorola, Nokia, la vita breve dei grandi marchi.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante il giornale tratti da sempre malissimo tutto quello che sa di tecnologia (basta leggere le insulse &lt;em&gt;recensioni&lt;/em&gt; di Jaime D&amp;rsquo;Alessandro sul Venerdì per accorgersene), vado lo stesso a leggere l&amp;rsquo;articolo. I marchi citati hanno fatto la storia della telefonia mobile e l&amp;rsquo;argomento che mi interessa a prescindere da chi ne scrive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo, intitolato &amp;ldquo;&lt;em&gt;La vita breve dei telefonini&lt;/em&gt;&amp;rdquo;,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; è deludente, una rimasticatura di cose stranote, chi l&amp;rsquo;ha scritto non ha nemmeno chiaro come si scrive IBM (tutto maiuscolo, è un acronimo), figuriamoci il resto. Ci sono sparsi qua e là pezzetti di una intervista ad un professore della Bocconi, che di sicuro sa dire qualcosa di meglio di &amp;ldquo;&lt;em&gt;&amp;hellip;è possibile che domani lo smartphone venga sostituito da un&amp;rsquo;altra tecnologia&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, oppure di &amp;ldquo;&lt;em&gt;Oggi i cambiamenti nei processi di consumo iniziano sempre dal basso&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. Purtroppo &amp;ndash; è successo perfino a me &amp;ndash; quando un giornalista intervista un esperto in settori che non conosce, sintetizza (molto) a modo suo quello che gli viene detto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma questo, credetemi, è il meno. Quello che trovo &lt;em&gt;stupefacente&lt;/em&gt; per un giornale blasonato come Repubblica (e non è nemmeno la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/10/19/infront-repubblica-e-le-scopiazzature-indecenti/&#34;&gt;prima volta&lt;/a&gt;) è il resto della pagina dedicata alla &lt;em&gt;morte&lt;/em&gt; delle grandi aziende di telefonia mobile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio al centro della pagina (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/repubblica_30-09-2016.png&#34;&gt;qui potete trovare la versione in alta risoluzione dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt;) campeggia un grafico che mostra le quote di mercato dei principali produttori di cellulari/smartphone dal 1995 al 2015.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/repubblica_30-09-2016_lowres.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/repubblica_30-09-2016_lowres.jpg&#34; alt=&#34;repubblica_30-09-2016_lowres&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter wp-image-2909&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un bel grafico, colorato, comprensibile. C&amp;rsquo;è qualche problema con l&amp;rsquo;asse orizzontale (uno studente di terza liceo si beccherebbe un cappello dell&amp;rsquo;asino virtuale con un asse così) e l&amp;rsquo;enorme area bianca dedicata agli &lt;em&gt;altri&lt;/em&gt; produttori è inutile, ma non serve fare troppo il precisino. Guardiamo i dati, piuttosto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Motorola c&amp;rsquo;è ed è ben visibile, aveva il 22% nel 1995 ed è crollata praticamente a zero dopo il 2010.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Blackberry pure, anche se secondo Repubblica &lt;em&gt;nasce&lt;/em&gt; solo nel 2007 insieme all&amp;rsquo;iPhone e &lt;em&gt;muore&lt;/em&gt; di colpo intorno al 2012 (la realtà è &lt;a href=&#34;https://www.engadget.com/2013/01/28/rim-a-brief-history-from-budgie-to-blackberry-10/&#34;&gt;un po&amp;rsquo; diversa&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple viene fatta giocare a nascondino con il grigiotopo scelto per i suoi dati, quasi a cercare di mimetizzarla fra le altre curve.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vediamo Nokia. Repubblica attribuisce a Nokia una quota di mercato del 30% fra il 1998 e il 2010 (prima di subire il bacio della morte di Microsoft). Solo il 30%? Lo so che è una percentuale enorme, ma in questo caso è troppo poco. Il sito di &lt;a href=&#34;http://www.statista.com&#34;&gt;Statista&lt;/a&gt; &amp;ndash; da cui la Repubblica ha tratto questi dati &amp;ndash; attribuisce a Nokia ben &lt;a href=&#34;https://www.statista.com/statistics/263438/market-share-held-by-nokia-smartphones-since-2007/&#34;&gt;il 50% del mercato&lt;/a&gt; ancora nel 2007.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Ci si può fidare di Repubblica se non sa fare nemmeno il copia-e-incolla dei dati?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/statista-nokia-market-share-2007-2013.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/statista-nokia-market-share-2007-2013.png&#34; alt=&#34;statista-nokia-market-share-2007-2013&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter wp-image-2910&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più assurda è la pretesa che Nokia/Microsoft (in realtà ormai solo Microsoft) abbia &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; una quota di quasi il 10%. Ma se ad agosto i telefoni marchiati Microsoft erano considerati &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/5/23/11743594/microsoft-windows-phone-market-share-below-1-percent&#34;&gt;praticamente morti&lt;/a&gt;, con meno dell&#39;1% del mercato?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma eccoci alla vera ciliegina sulla torta: i quattro riquadri intorno all&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I riquadri dovrebbero essere un breve riassunto delle gesta delle tre aziende citate nello strillo di copertina, Blackberry, Motorola e Nokia. Già, ma i riquadri disponibili sono quattro, chi si può mettere nello rimasto spazio vuoto?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ingenuo potrebbe pensare ad Handspring/Palm che, con i suoi ottimi &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Palm_Treo&#34;&gt;Treo&lt;/a&gt; ha realizzato e diffuso i primi  smartphone (&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Nokia_Communicator&#34;&gt;Nokia Communicator&lt;/a&gt; a parte), fondendo egregiamente telefono e &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Computer_palmare&#34;&gt;computer palmare&lt;/a&gt; e aprendo la strada agli apparecchi che portiamo tutti in tasca ogni giorno, ormai più computer che telefoni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure ad &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Ericsson_Mobile_Communications&#34;&gt;Ericsson&lt;/a&gt;, azienda svedese che ha detto la sua negli anni&#39;90, agli albori della telefonia mobile, finendo poi per essere inglobata e stritolata da Sony.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure ad &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/HTC&#34;&gt;HTC&lt;/a&gt;, un&amp;rsquo;altra azienda che ha avuto un decennio di popolarità per poi decadere,  stritolata dalla concorrenza fra Apple e Samsung.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma no, chi mette Repubblica nel quarto riquadro, fra le nobili (già) decadute?&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo Repubblica Apple è in crisi: l&amp;rsquo;iPhone 7 è una delusione e ha colpito il pubblico solo per l&amp;rsquo;assenza del jack audio (anzi, come lo definisce il giornale, del &lt;em&gt;foro per le cuffie&lt;/em&gt;), le vendite sono per la prima volta in ribasso, il mercato degli smartphone è saturo, la Cina non tira più, la forza creativa si è esaurita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fa niente che in sole due settimane la diffusione di iPhone 7 &lt;a href=&#34;http://info.localytics.com/blog/two-weeks-after-release-iphone-7-ios-10-showing-high-adoption&#34;&gt;abbia superato quella dell&amp;rsquo;iPhone SE&lt;/a&gt; (considerato comunemente un grande successo). Fa niente che l&amp;rsquo;iPhone 7 finora &lt;a href=&#34;http://info.localytics.com/blog/two-weeks-after-release-iphone-7-ios-10-showing-high-adoption&#34;&gt; abbia venduto più dell&amp;rsquo;iPhone 6S&lt;/a&gt; di un anno fa. Fa niente che, se di questi tempi c&amp;rsquo;è un fallimento in giro, è di sicuro il &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/10/10/samsung-halts-production-of-galaxy-note-7/&#34;&gt;Samsung Note 7&lt;/a&gt;, messo in commercio in fretta e furia per cercare di fare concorrenza all&amp;rsquo;iPhone 7 e appena ritirato, perché anche i modelli sostitutivi continuano a prendere fuoco all&amp;rsquo;improvviso (altro che &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/IPhone_4#Antenna&#34;&gt;&lt;em&gt;antennagate&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2015/08/10/iphone-6s-addresses-bendgate-video/&#34;&gt;&lt;em&gt;bendgate&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;).&#xA;E fa niente che le vendite di smartphone di fascia alta (i soli modelli che fanno guadagnare) &lt;a href=&#34;http://www.appleworld.today/blog/2016/10/6/gartner-iphone-sales-to-be-weaker-this-year-but-revive-in-2017&#34;&gt;siano diminuite nel 2016 per &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; i produttori&lt;/a&gt;, non certo solo per Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nemmeno per sogno, solo basandosi sul &lt;em&gt;presunto&lt;/em&gt; fallimento dell&amp;rsquo;iPhone 7, Repubblica condanna Apple alla morte e all&amp;rsquo;oblio, né più né meno di Nokia, Blackberry e Motorola.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma si, lunga vita a Microsoft e a Windows Phone!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un titolo come &amp;ldquo;&lt;em&gt;La vita breve dei produttori di telefonini&lt;/em&gt;&amp;rdquo; sarebbe stato più corretto, ma avrebbe perso molto in &lt;em&gt;appeal&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora, dopo il breve interregno Google, Motorola è con Lenovo e in base al grafico fa quanto Huawei ed LG e molto più di Sony.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il grafico mostra che Apple passa da zero nel 2007 al 10% stabile di oggi. Un risultato straordinario a guardare questi dati perché, a differenza di tutti gli altri produttori, Apple fa solo prodotti &lt;em&gt;premium&lt;/em&gt;, di qualità molto alta ma anche di alto costo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non avrei nemmeno avuto bisogno di controllare, la &lt;a href=&#34;http://www.gsmarena.com/the_rise_dominance_and_epic_fall__a_brief_look_at_nokias_history-blog-13460.php&#34;&gt;storia di Nokia&lt;/a&gt; è così leggendaria che è difficile dimenticarla.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;E proprio nel punto più visibile della pagina, accanto al grafico colorato.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Dove ti porta il cuore</title>
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      <pubDate>Tue, 13 Sep 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Sono riuscito a passare il sabato a Colonia senza imbattermi in nessun folle inseguimento di qualche criminale. Strano, a giudicare dal &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Squadra_Speciale_Cobra_11&#34;&gt;telefilm più famoso&lt;/a&gt; ambientato nella città Renana, queste corse di auto sono cose di ordinaria amministrazione, anche in pieno centro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella zona commerciale nei pressi del Duomo mi sono imbattuto però in un &lt;a href=&#34;https://www.google.it/?client=firefox-b#q=Media%20Markt%20koeln&amp;amp;amp;tbs=lf:1,lf_ui:4&amp;amp;amp;rflfq=1&amp;amp;amp;rlha=0&amp;amp;amp;rllag=50929330,6923029,5404&amp;amp;amp;tbm=lcl&amp;amp;amp;rldimm=13418795230165611835&amp;amp;amp;gfe_rd=cr&#34;&gt;Media Markt&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;equivalente dei nostri Media World. Potevo evitare di fare una visitina?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente da dire, sono la copia esatta dei Media World nostrani, del resto l&amp;rsquo;origine è quella.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E proprio come a Media World, i tavoli con i prodotti Apple sono pieni di curiosi, che provano per delle mezz&amp;rsquo;ore i prodotti della mela.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi ti giri e vedi padri di famiglia perplessi sull&amp;rsquo;acquisto di un Surface Microsoft. Oppure lo stand della Samsung, desolatamente vuoto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può comandare al proprio cuore?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/09/mediamarkt-apple.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/09/mediamarkt-apple.jpg?w=605&#34; alt=&#34;Media Markt Colonia: lo stand della Apple&#34; width=&#34;605&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-2790&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/09/mediamarkt-microsoft.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/09/mediamarkt-microsoft.jpg?w=605&#34; alt=&#34;Media Markt Colonia: lo stand della Microsoft&#34; width=&#34;605&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-2791&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/09/mediamarkt-samsung.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/09/mediamarkt-samsung.jpg?w=605&#34; alt=&#34;Media Markt Colonia: lo stand della Samsung&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;454&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-2792&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Netflix in Italia: prime impressioni</title>
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      <pubDate>Tue, 27 Oct 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono mai stato abbonato a Sky, né a Mediaset Premium, né a nessuno dei vari servizi di streaming a pagamento. A casa ci sto poco e mi piacciono solo poche cose in TV, mia moglie è interessata soprattutto alle notizie e per le figlie sarebbe una tentazione troppo grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Conta anche la pigrizia, il dover gestire l&amp;rsquo;installazione della parabola sul tetto, i collegamenti in casa, l&amp;rsquo;attesa del tecnico, i fastidi con il condominio. Ma non è da trascurare la seccatura di dover scegliere preventivamente fra le varie offerte, impegnandosi con un contratto a lunga scadenza e con poche possibilità di modificarlo &lt;em&gt;in corsa&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con &lt;a href=&#34;https://www.netflix.com/it/&#34;&gt;Netflix&lt;/a&gt; è diverso, Netflix ha &lt;a href=&#34;http://www.rivistastudio.com/standard/netflix-contro-tutti/&#34;&gt;cambiato il modo di guardare la TV&lt;/a&gt; negli USA e lo sta facendo &lt;a href=&#34;http://www.ebookextra.it/alla-scoperta-di-netflix/&#34;&gt;negli altri paesi&lt;/a&gt; in cui è già sbarcata. Aspettavo quindi con molto interesse che arrivasse finalmente anche in Italia, e mi sono registrato al servizio appena possibile, il primo giorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Netflix offre due vantaggi fondamentali rispetto alla concorrenza. Il primo mese è gratuito e permette di provare con tranquillità il servizio e di decidere se fa al caso proprio. Inoltre non esiste un contratto a lungo termine, si paga mensilmente e ogni mese si può decidere se proseguire o interrompere il servizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ci sono parabole e cavi da installare o tecnici da aspettare, basta solo avere a casa un buon collegamento ADSL o, meglio, in fibra ottica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La registrazione a Netflix è facilissima, si inserisce la propria email, si decide la password e si sceglie se pagare con carta di credito o tramite PayPal (sempre preferibile). Netflix assicura che fino alla scadenza del mese di prova non viene effettuato alcun addebito. Io, almeno per questi primi giorni, posso confermare che è vero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Completata questa fase si inseriscono i nomi dei componenti della famiglia, ciascuno dei quali può scegliere tre film del catalogo per definire un profilo di gusti personali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo streaming è molto efficiente, a casa ho un collegamento in fibra ottica e non ho notato nessuna differenza rispetto alla TV tradizionale. Non ci sono attese o interruzioni del flusso dei dati, come succede fin troppo spesso con altri servizi di streaming. Non ho idea di cosa succeda con un collegamento ADSL tradizionale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La maggior parte delle prove le ho fatte con un vecchio tablet Samsung da 7 pollici dove ho installato &lt;a href=&#34;https://play.google.com/store/apps/details?id=com.netflix.mediaclient&#34;&gt;Netflix per Android&lt;/a&gt;, accoppiato ad una TV a cui è collegato il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Chromecast&#34;&gt;Chromecast prima versione&lt;/a&gt; di Google. Niente di molto avanzato, insomma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante questo, tutto funziona molto bene, l&amp;rsquo;app di Netflix è veloce e risponde molto bene anche su un tablet di qualche anno fa (a cui però ho sostituito la versione di Android originale ormai obsoleta con una &lt;a href=&#34;http://www.cyanogenmod.org/&#34;&gt;CyanogenMod&lt;/a&gt; più recente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il tablet inoltre consuma pochissimo durante lo streaming (ma questo lo sapevo già e succede anche con YouTube e con le altre applicazioni per Chromecast). È possibile quindi usare il tablet per guardare la TV senza fastidiosi cavi di alimentazione in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con l&amp;rsquo;altra TV di casa ho provato a guardare Netflix usando il mirroring diretto dello schermo del tablet e anche in questo caso tutto ha funzionato perfettamente e al primo colpo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente Netflix funziona perfettamente anche su iPhone e iPad. In questo caso però, mentre Chromecast è perfettamente supportato, non può invece essere usato il mirroring diretto dello schermo sulla TV, che su iOS è possibile solo sull&amp;rsquo;Apple TV tramite AirPlay.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal punto di vista hardware tutto bene, quindi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo in questo momento Netflix è seriamente penalizzata dalla scarsità di contenuti interessanti, sia fra i film che fra le serie. Negli ultimi giorni sono state inserite parecchie cose nuove &amp;ndash; mentre scrivo ho notato fra le novità Animal House, The Truman Show, Milk e (naturalmente) la triade di Ritorno al Futuro &amp;ndash; ma è chiaro che quello che è disponibile è ancora troppo scarso, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, per assicurare il successo della piattaforma anche in Italia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appuntamento alla fine del primo mese per una valutazione più approfondita.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Samsung Galaxy S5: attenti al sensore</title>
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      <pubDate>Wed, 23 Apr 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Pochi giorni fa ho scritto che &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/04/16/perche-il-samsung-galaxy-s5-sembra-cosi-boh/&#34;&gt;il sensore di impronte digitali sul Samsung Galaxy S5&lt;/a&gt; era implementato in modo  rischioso per l&amp;rsquo;utente e mi chiedevo quanto tempo sarebbe passato prima che fosse violato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza della Apple con il suo iPhone 5s, in cui il riconoscimento dell&amp;rsquo;impronta digitale serve solo a sbloccare il telefono, sostituendosi  solo al codice di sblocco a 4 cifre (o più spesso a nessun codice di sblocco), la Samsung ha deciso di implementare gli strumenti software per integrare il riconoscimento delle impronte nelle  applicazioni, usandolo ad esempio per accedere al proprio account PayPal.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono stato un facile profeta. &lt;a href=&#34;http://www.pcworld.com/article/2144460/german-researchers-hack-galaxy-s5-fingerprint-login.html&#34;&gt;Lo stesso giorno&lt;/a&gt; è apparsa la notizia che &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/security/2014/04/fingerprint-lock-in-samsung-galaxy-5-easily-defeated-by-whitehat-hackers/&#34;&gt;il sensore di impronte digitali dell&amp;rsquo;S5 può essere violato&lt;/a&gt; con la stessa tecnica usata per l&amp;rsquo;iPhone 5s.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con conseguenze potenzialmente molto più dannose. Violare il riconoscimento dell&amp;rsquo;impronta digitale sul Galaxy S5 permette infatti non solo di accedere alle informazioni contenute nella memoria del telefono &amp;ndash; come nell&amp;rsquo;iPhone 5s &amp;ndash; ma quel che è peggio di entrare nell&amp;rsquo;account PayPal della vittima (e magari in futuro anche in quello bancario) per sottrarre fondi o effettuare pagamenti illeciti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In poche parole, la violazione del sensore di impronte digitali mette a rischio molti più dati riservati, anche quelli che non sono direttamente disponibili sul telefono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio una bella idea.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Perché il Samsung Galaxy S5 sembra così... boh?</title>
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      <pubDate>Wed, 16 Apr 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://arstechnica.com&#34;&gt;ArsTechnica&lt;/a&gt;, un sito tecnicamente affidabile e non certo squilibrato a favore di Apple, pubblica una &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/gadgets/2014/04/samsungs-galaxy-s5-has-plenty-of-upgrades-so-why-does-it-feel-so-meh&#34;&gt;lunga recensione del Samsung Galaxy S5&lt;/a&gt;, di cui mi ha colpito in particolare il titolo, perché sintetizza perfettamente il contenuto dell&amp;rsquo;articolo&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Samsung’s Galaxy S5 has plenty of upgrades—so why does it feel so meh?&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;(Il Samsung Galaxy S5 ha un sacco di miglioramenti. Perché allora sembra così&amp;hellip; boh?&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non riassumerò qui la recensione, voglio solo evidenziare i punti che mi hanno particolarmente colpito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sensore di impronte digitali. Apple è stata fortemente criticata perché il suo sensore di impronte TouchID può &lt;a href=&#34;http://www.ccc.de/en/updates/2013/ccc-breaks-apple-touchid&#34;&gt;essere facilmente(?) hackerato&lt;/a&gt;. I critici però dimenticano che il TouchID serve solo a sbloccare il telefono, non a proteggerlo dai malintenzionati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E cosa fa la Samsung nel suo S5? Non solo inserisce nello smartphone &amp;ndash; ma guarda la combinazione &amp;ndash; un sensore di impronte digitali, ma aggiunge anche gli strumenti di programmazione per permettere agli sviluppatori di usare il riconoscimento delle impronte nelle loro applicazioni. PayPal l&amp;rsquo;ha già implementato. Non sarà un po&amp;rsquo; troppo pericoloso fidarsi di questa tecnologia, oggi, per accedere ai proprio conti correnti? Quanto dovremo aspettare per il primo conto corrente svuotato usando un cellulare?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non basta. Per come è fatto, è necessario usare &lt;em&gt;due&lt;/em&gt; mani per usare il sensore di impronte digitali. Due mani? Sa proprio di una cosa raffazzonata e messa lì all&amp;rsquo;ultimo momento, tanto per adeguarsi in fretta a quanto fatto azienda leader (dal punto di vista dell&amp;rsquo;innovazione, almeno), senza test estesi di usabilità e funzionalità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Micro USB 3.0. Il Galaxy S5 ha una porta Micro USB 3.0, per quello che serve. Sembra veramente incredibile doverlo scrivere, ma la modalità USB 3.0 deve essere attivata ogni volta che si connette il dispositivo, tramite l&amp;rsquo;opzione apposita della configurazione del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non basta anche qui. Attivando la modalità USB 3.0 si possono creare interferenze elettromagnetiche che impediscono di ricevere le telefonate in arrivo. &lt;em&gt;Impediscono di ricevere le telefonate in arrivo?&lt;/em&gt; In un telefono? Ma stiamo scherzando?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna dopo dieci minuti la modalità USB 3.0 si spegne automaticamente e &lt;em&gt;forse&lt;/em&gt; si può tornare a telefonare. Sperando che vostra moglie non vi abbia cercato con la gomma a terra mentre stavate copiando un film sulla memoria del telefono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sensore di battito cardiaco. Qui siamo al ridicolo puro. Il sensore sbaglia, diciamo il 50% delle volte. O meglio come la mettono ironicamente su Ars Technica, &amp;ldquo;&lt;em&gt;Fifty percent of the time, it works every time&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, il cinquanta per cento delle volte funziona sempre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non serve aggiungere che l&amp;rsquo;interfaccia TouchWiz manca perlomeno di corenza, che ci sono preinstallate applicazioni multiple (due browser, due &lt;em&gt;negozi&lt;/em&gt; da cui scaricare le app, etc), che &amp;ldquo;&lt;em&gt;sembra che Samsung abbia cercato qualcosa per differenziare l&amp;rsquo;S5, infilando tutte le funzioni hardware che riuscivano a stare dentro&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciò che conta è che quello che non bastano lunghe liste di specifiche a trasformare una accozzaglia di funzionalità hardware e software in un oggetto usabile e affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come spesso gli utenti si accorgono, troppo tardi e a loro spese.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Frammenti di Android (parte 3)</title>
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      <pubDate>Wed, 26 Feb 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Leggi la &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/14/frammenti-di-android/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt; | &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/02/25/frammenti-di-android-parte-2/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta effettuato il rooting del telefono, quale &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/02/25/frammenti-di-android-parte-2/&#34;&gt;ROM custom&lt;/a&gt; scegliere per fare in modo che il proprio cellulare con Android abbia prestazioni decenti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La scelta come già detto è vastissima. Però la ROM custom più diffusa è senza dubbio &lt;a href=&#34;http://www.cyanogenmod.org/&#34;&gt;CyanogenMod&lt;/a&gt;, che supporta un numero vastissimo di cellulari Android.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta effettuato il processo di rooting, installare una ROM è praticamente immediato: basta scaricare il file compatibile con il proprio telefono in formato .zip compresso, copiarlo senza nemmeno espanderlo sulla scheda di memoria del cellulare esterna del cellulare (NOTA: solo questo meriterebbe un post tutto suo, perché i cellulari Android hanno in genere ben tre partizioni di memoria ben separate e non è facile per l&amp;rsquo;utente medio afferrarne la logica), riavviare in modalità di &lt;em&gt;recovery&lt;/em&gt; (ripristino) usando una combinazione di tasti apposita e infine selezionare il file .zip della ROM ed installarlo. Alla fine il telefono viene riavviato e dopo qualche decina di secondi compare la procedura guidata di configurazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la cronaca, &lt;a href=&#34;http://wiki.cyanogenmod.org/w/Install_CM_for_galaxysmtd&#34;&gt;le istruzioni dettagliate per il Galaxy S si trovano qui&lt;/a&gt;, ma che io sappia il processo non cambia sostanzialmente per gli altri cellulari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Piuttosto facile a meno che, leggendo le istruzioni, non si trascuri di notare che bisogna mettere il file .zip nella &lt;em&gt;radice&lt;/em&gt; della scheda di memoria, non in una cartella apposita, come è capitato a me, facendomi perdere un sacco di tempo per capire perché non riuscivo a selezionare il file della ROM.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Può anche capitare che qualcosa vada storto e il telefono sia (o sembri) completamente morto. In gergo si dice che è diventato un &lt;em&gt;brick&lt;/em&gt; (un mattone)&amp;hellip; È successo anche a me un paio di volte, e la seconda volta è stata particolarmente grave perché non riuscivo nemmeno ad accedere alla memoria del telefono tramite la porta USB (l&amp;rsquo;ultima possibilità in questi casi). Per fortuna dopo molti tentativi sono riuscito fortunosamente a ristabilire il contatto fra il telefono e il computer e a rimettere tutto  a posto.&#xA;Quindi, se non ci si fa prendere dal panico e si ha la pazienza di leggere un numero sterminato di informazioni contraddittorie e inutili sui vari forum più o meno tecnici, si riescono a trovare le informazioni veramente significative e a rimettere tutto a posto. Ma che fatica!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il confronto con Apple e iOS è veramente impari: qui basta &lt;a href=&#34;http://support.apple.com/kb/ht1808&#34;&gt;mettere il telefono in modalità &lt;em&gt;recovery&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e far fare il resto del lavoro a iTunes. In 10 minuti torna come nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo a CyanogenMod.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta risolti i vari problemi di installazione, sono riuscito ad avere CyanogenMod installato sul telefono. Tutta un&amp;rsquo;altra cosa. Il telefono era tornato scattante come un anno prima, le applicazioni installate partivano e funzionavano molto più velocemente di prima, i blocchi di sistema erano spariti. Tanti complimenti al team di sviluppo!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però: non avevo fatto i conti con gli aggiornamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;CyanogenMod può essere &lt;a href=&#34;http://www.androidpolice.com/2012/09/30/cyanogenmod-ditching-rom-manager-for-its-own-ota-update-system/&#34;&gt;aggiornato automaticamente Over-The-Air (OTA)&lt;/a&gt;, cioè come se fosse una semplice app, e nella maggior parte dei casi non serve nemmeno riavviare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Funziona. Anzi, se ricordo bene, mi ha persino permesso di passare automaticamente dalla versione 10, basata su Android 4.1 (Jelly Bean), alla 10.1, basata su Android 4.2.x (ancora Jelly Bean). E tutto ciò installando anche una serie di versioni intermedie stabili o di sviluppo (&lt;em&gt;nightly builds&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema è che &lt;a href=&#34;http://android.stackexchange.com/questions/41356/why-does-my-android-device-slow-down-after-successive-rom-updates-without-wiping?rq=1&#34;&gt;gli aggiornamenti OTA rallentano via via sensibilmente il sistema&lt;/a&gt;. Ancora? Alla fine si torna a prestazioni indecenti e ad avere un telefono quasi inusabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, avrei potuto evitare di aggiornare, e soprattutto di installare le versioni intermedie notturne, ma ha parte che questo è contrario alla filosofia di Linux (da cui deriva Android), è anche contrario alla &lt;em&gt;mia filosofia&lt;/em&gt; e &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/14/frammenti-di-android/&#34;&gt;ne ho anche scritto in proposito&lt;/a&gt;. E poi: saperlo &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt;&amp;hellip; Quello che è successo in realtà è che, dopo aver notato che il cellulare iniziava a rallentare sensibilmente, ho cercato informazioni in rete ed ho finalmente capito che il rallentamento era collegato agli aggiornamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E a questo punto ho deciso di agire in modo più sistematico. Ho cercato informazioni sulle ROM più diffuse, le ho scaricate e le ho copiate sulla scheda microSD del telefono in modo da poterle provare una alla volta (proprio in questa fase si è verificata l&amp;rsquo;impossibilità di accedere alla memoria del telefono tramite la porta USB di cui parlavo più sopra).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una delusione totale. Non serve fare una lista dettagliata: tutte le ROM provate (tranne due) erano solo semplici variazioni più o meno &lt;em&gt;cosmetiche&lt;/em&gt; di CyanogenMod, con temi più o meno orridi per personalizzare il sistema e nulla di più. Quella che mi ha colpito di più per la sua inutilità e il cattivo gusto è la &lt;a href=&#34;http://avatarrom.com&#34;&gt;ROM Avatar&lt;/a&gt;, ma non ditelo troppo in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solo due mi hanno veramente impressionato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima è la &lt;a href=&#34;http://en.miui.com&#34;&gt;ROM MIUI&lt;/a&gt;, sviluppata in Cina, avente parecchie funzionalità originali e per di più con una grafica curatissima, la sola confrontabile con i dispositivi Apple. Nonostante i timori sulla presenza di eventuali &lt;em&gt;backdoor&lt;/em&gt; (la ROM è sviluppata in Cina, ma il fatto che il codice sia open source dovrebbe essere una garanzia da questo punto di vista) e dopo aver letto recensioni entusiastiche, l&amp;rsquo;ho installata ed ho sincronizzato i miei dati più importanti, rubrica ed agenda, con iCloud. A differenza di quello che si crede comunemente, infatti, i cellulari Android possono sincronizzarsi automaticamente con iCloud tramite &lt;a href=&#34;https://play.google.com/store/apps/details?id=org.dmfs.caldav.icloud&#34;&gt;SmoothSync for Cloud Calendar&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://play.google.com/store/apps/details?id=org.dmfs.carddav.icloud&#34;&gt;SmoothSync for Cloud Contacts&lt;/a&gt;, due applicazioni che valgono molto di più di quello che costano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;fatto questo, ho iniziato ad installare le prime applicazioni: WhatsApp, Skype, Kindle, Shazam, Spotify. Il telefono si è letteralmente &lt;em&gt;seduto&lt;/em&gt;. Anzi, direi che è crollato a terra senza quasi più vita. Le applicazioni erano così lente a partire e a rispondere ai tocchi sullo schermo che non sono nemmeno riuscito a configurare l&amp;rsquo;app Kindle con i dati del mio account su Amazon. Skype e Shazam, poi, non partivano nemmeno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un salto su Google ha chiarito le cose: &lt;a href=&#34;http://android.appstorm.net/reviews/roms/10-ways-miui-is-awesome-and-5-setbacks-that-keep-it-from-perfection/&#34;&gt;MIUI usa una quantità notevolissima di memoria&lt;/a&gt;, a scapito delle applicazioni che necessitano di più risorse. Ma quello che mi irrita veramente è che non ho mai letto di questi problemi nelle (pseudo-)recensioni che ho consultato online: purtroppo è fin troppo facile scrivere quattro righe di cross, senza approfondire veramente quello che si dice.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma per fortuna alla fine, dopo tante prove, delusioni e problemi, ho trovato la ROM ideale per me: &lt;a href=&#34;http://forum.xda-developers.com/showthread.php?t=2159519&#34;&gt;SuperNexus&lt;/a&gt;. Non è un caso, perché cerca di portare sugli altri telefoni l&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso tipica dei cellulari &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Google_Nexus&#34;&gt;Nexus di Google&lt;/a&gt;, gli unici su cui gira la versione &lt;em&gt;base&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;vanilla&lt;/em&gt;) di Android senza l&amp;rsquo;aggiunta di personalizzazioni e app inutili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero peccato averla scoperta solo poco prima della scadenza del mio contratto e del mio passaggio ad iPhone 5c. Ma nei pochi giorni che l&amp;rsquo;ho usato a fondo, dopo aver installato ed usato tantissime applicazioni, probabilmente molte di più di quelle che usa un utente medio, ha dimostrato le vere potenzialità di Android. Peccato che i produttori facciano di tutto per nasconderle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora il mio Galaxy S è in un cassetto, aspetto una buona offerta per comprare una nuova scheda telefonica e tornare ad usarlo (sarebbe perfetto come telefono di scorta o come hot-spot o anche come navigatore &amp;ldquo;da passeggio&amp;rdquo;, per evitare di scaricare inutilmente il cellulare principale).&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Frammenti di Android (parte 2)</title>
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      <pubDate>Tue, 25 Feb 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Leggi la &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/14/frammenti-di-android/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt; | &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/02/26/frammenti-di-android-parte-3/&#34;&gt;terza parte&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È già passato un mese da quando &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/14/frammenti-di-android&#34;&gt;ho confessato di usare Android&lt;/a&gt;. Nel frattempo il mio contratto è scaduto ed ora ho un iPhone 5c al posto del Samsung Galaxy S.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Samsung Galaxy S è stato un ottimo cellulare dal punto di vista hardware, penalizzato purtroppo dalla versione installata di Android, per di più personalizzata dalla Samsung.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho preso il Galaxy S nel luglio del 2011 con un contratto di 30 mesi. Inizialmente vi era installato Android 2.2 (Froyo) aggiornato dopo qualche mese &amp;ldquo;automaticamente&amp;rdquo; ad Android 2.3 (Gingerbread) tramite il tremendo (ma non c&amp;rsquo;erano alternative) programma Kies di Samsung (&amp;ldquo;automaticamente&amp;rdquo; è un &lt;a href=&#34;http://www.androidgalaxys.net/samsung-kies/samsung-kies-problemi-connessione-collegamento-usb-galaxy/&#34;&gt;eufemismo se parliamo di Kies&lt;/a&gt;, uno dei peggiori programmi che abbia mai usato).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel primo anno il Galaxy S andava discretamente bene e il sistema era sufficientemente  veloce, nonostante gli sforzi di Samsung di renderlo inusabile con l&amp;rsquo;interfaccia TouchWiz.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il tempo però, installando nuove applicazioni ed aggiornando quelle vecchie, il cellulare è diventato sempre più lento. E quel che è peggio si bloccava spesso all&amp;rsquo;improvviso (andava in &lt;em&gt;freeze&lt;/em&gt; come di dicono gli americani rendendo benissimo l&amp;rsquo;idea) e l&amp;rsquo;unica soluzione era rimuovere fisicamente la batteria per riavviarlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pensate a quanto potesse essere angoscioso ricevere una telefonata da una figlia, scoprire di non poter rispondere perché il telefono si era bloccato, precipitarsi a rimuovere la batteria e dover aspettare un paio di minuti per il riavvio prima di riuscire a richiamare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine ho deciso che l&amp;rsquo;unica soluzione era quella di installare sul cellulare una &lt;a href=&#34;http://www.androidpolice.com/2010/05/01/custom-roms-for-android-explained-and-why-you-want-them/&#34;&gt;ROM custom&lt;/a&gt;, sperando così di renderlo di nuovo usabile. Con il termine ROM si intende il sistema operativo del telefono (Android in questo caso), memorizzato in una memoria riscrivibile a stato solido come quella dei dischi SSD e delle chiavette USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel mondo Android una ROM &lt;em&gt;custom&lt;/em&gt; è una versione di Android non fornita dal venditore del cellulare (che invece è definita ROM &lt;em&gt;stock&lt;/em&gt;) ma sviluppata indipendentemente a partire dai sorgenti originali di Android &lt;a href=&#34;https://source.android.com/&#34;&gt;(AOSP, Android Open Source Project)&lt;/a&gt; per uno  o più modelli specifici di cellulare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il numero di ROM custom è assurdamente alto, quasi come il numero di distribuzioni di Linux. &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_custom_Android_firmwares&#34;&gt;Wikipedia ne cita ben 22&lt;/a&gt; fra quelle più affermate, ma in realtà ne esistono molte di più che spesso differiscono fra loro per particolari quasi solo &lt;em&gt;cosmetici&lt;/em&gt;.&#xA;&lt;a href=&#34;http://theunlockr.com&#34;&gt;TheUnlockr.com&lt;/a&gt; elenca più di 165 ROM custom &lt;a href=&#34;http://theunlockr.com/roms/android-roms/samsung-roms/samsung-galaxy-s-i9000-roms/&#34;&gt;solo per il mio Samsung Galaxy S i9000&lt;/a&gt;, un cellulare ormai da tempo fuori di produzione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tenendo conto che ogni modello di cellulare Android richiede una ROM adatta al suo hardware, il numero di combinazioni possibili diventa stratosferico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, cercare informazioni in rete è estremamente dispersivo, proprio a causa della estrema frammentazione del mondo Android. Se è vero che il sito di riferimento è &lt;a href=&#34;http://www.xda-developers.com/&#34;&gt;XDA Developers&lt;/a&gt;, è anche vero che trovare quello che si cerca nei forum è veramente come cercare un ago nel pagliaio, e quindi anche i siti meno prestigiosi e omnicomprensivi diventano utilissimi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E in ogni caso, prima di poter installare una ROM custom, bisogna effettuare il cosiddetto &lt;a href=&#34;https://sites.google.com/a/italiansubs.net/android/&#34;&gt;&lt;em&gt;rooting&lt;/em&gt; del cellulare&lt;/a&gt;: in pratica ottenere i privilegi di amministratore del sistema operativo (il cosiddetto utente &lt;em&gt;root&lt;/em&gt; nei sistemi Unix, Linux e anche OS X). L&amp;rsquo;utente root è normalmente disabilitato in Android (e anche nei sistemi Linux recenti): proprio perché può fare &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt;, può anche facilmente fare danni al sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo il processo di &lt;em&gt;rooting&lt;/em&gt; varia molto da cellulare a cellulare. Per fortuna sul &lt;a href=&#34;http://wiki.cyanogenmod.org/w/Install_CM_for_galaxysmtd&#34;&gt;Galaxy S è relativamente semplice&lt;/a&gt; perché Samsung non pone ostacoli particolari, e può essere eseguita anche con il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anzi, non si tratta nemmeno di un vero e proprio rooting, quanto di installare un kernel (la componente fondamentale dei sistemi operativi bastati su Unix) &lt;em&gt;custom&lt;/em&gt; in cui l&amp;rsquo;utente root è già attivato  (almeno se ho capito bene tutta la faccenda).&#xA;Con altri telefoni è tutta un&amp;rsquo;altra storia, spesso molto più complessa e pericolosa e, se non viene seguita alla lettera, può rendere facilmente inusabile il telefono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine, eseguito finalmente il rooting del cellulare, si tratta di decidere quale ROM custom installare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se fosse facile&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/02/26/frammenti-di-android-parte-3/&#34;&gt;Continua&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Frammenti di Android</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2014/01/14/frammenti-di-android/</link>
      <pubDate>Tue, 14 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Leggi la &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/02/25/frammenti-di-android-parte-2/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt; | &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/02/26/frammenti-di-android-parte-3/&#34;&gt;terza parte&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo confesso: uso Android. Il mio cellulare attuale è un Samsung Galaxy S con contratto (appena scaduto), che cambierò a giorni con un iPhone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due anni e mezzo fa, quando ho sottoscritto l’abbonamento, il costo mensile del contratto era quasi la metà di quello di un iPhone e, per l&amp;rsquo;uso che faccio del telefono, la differenza di prezzo era significativa.&#xA;Oggi i prezzi dei contratti comprendenti il cellulare si sono allineati e quindi non ha più senso non passare ad iOS. Ma per ancora qualche giorno&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi anni ho provato decine, forse centinaia, di applicazioni per Android, ho aggiornato il sistema operativo sia tramite gli strumenti (pessimi!) della Samsung, sia usando &lt;a href=&#34;http://www.androidworld.it/2013/09/09/android-dalla-a-alla-z-cose-una-rom-firmware-182781/&#34;&gt;ROM &lt;em&gt;custom&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; non ufficiali, dopo aver sboccato il telefono &lt;a href=&#34;http://www.androidworld.it/2010/11/15/root-su-android-la-grande-guida-cose-perche-e-come-ottenerlo-27587/&#34;&gt;ottenendo i permessi di root&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, ritengo di aver acquisito una certa esperienza sui sistemi Android, abbastanza superiore a quella di un utente medio di smartphone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E nel complesso posso affermare che Android mi ha lasciato piuttosto insoddisfatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non per il sistema operativo in sé che, essendo basato su Linux è solido ed affidabile, ma per come Android viene gestito dai produttori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non esiste &lt;em&gt;un solo&lt;/em&gt; Android, ma decine di versioni di Android adattate dai singoli produttori di smartphone ai propri dispositivi. Una frammentazione deleteria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli adattamenti non sono solo estetici — l’aspetto di Android su un telefono Samsung è ben diverso da quello su un HTC o su un LG, e tutti questi sono molto lontani dal &lt;em&gt;look and feel&lt;/em&gt; minimale dei cellulari Nexus, &lt;a href=&#34;http://www.tuttoandroid.net/dispositivi-android-2/nexus-dispositivi-android-2/cosa-rende-speciali-i-dispositivi-nexus-rispetto-ad-altri-android-151357/&#34;&gt;i dispositivi Android ufficiali di Google&lt;/a&gt; —  ma soprattutto &lt;em&gt;funzionali&lt;/em&gt;. Ogni telefono dei diversi venditori è differente dagli altri e quindi anche il sistema operativo deve essere adattato a gestire le specifiche componenti hardware di ciascun smartphone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciascun telefono Android è quindi venduto con la versione corrente del sistema operativo adattata per funzionare proprio su quel dispositivo. E quel che è peggio, i produttori sono riluttanti a rilasciare gli aggiornamenti, con il chiaro obiettivo di spingere i clienti ad acquistare più spesso un nuovo smartphone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella maggior parte dei casi, quindi, un dispositivo Android non riceve &lt;em&gt;mai&lt;/em&gt; aggiornamenti ufficiali al sistema operativo che, dopo solo un anno, è in media già una o due versioni indietro rispetto ai rilasci ufficiali di Android di Google. A tutto ciò fanno eccezione i cellulari Nexus che, essendo gestiti direttamente da Google e non dal produttore dell&amp;rsquo;hardware, beneficiano di aggiornamenti più costanti e più a lungo termine.&#xA;Il post &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2013/12/06/sedotti-e-abbandonati/&#34;&gt;Sedotti e abbandonati&lt;/a&gt; sul blog &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org&#34;&gt;QuickLoox&lt;/a&gt; e il grafico &lt;a href=&#34;http://www.fidlee.com/android-support-vs-ios-support/&#34;&gt;Android Support vs iOS Support&lt;/a&gt;, sintetizzano molto bene la situazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a cosa serve aggiornare Android? Perché l’utente finale deve preoccuparsi di queste cose? In fondo un telefono non è un computer, basta che faccia le telefonate&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sbagliato!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un telefono, o meglio uno smartphone, oggi &lt;em&gt;è un computer a tutti gli effetti&lt;/em&gt; e non serve solo a telefonare. Anzi, telefonare è forse il compito meno importante di uno smartphone odierno. Per quello basterebbe un telefono da 20-30 euro, inutile spenderne centinaia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se uno smartphone è un computer, deve essere trattato come tale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli aggiornamenti del sistema operativo dello smartphone servono a correggere gli inevitabili errori di programmazione, ad aggiungere nuove funzioni, a modificare quelle esistenti e da ultimo (ma non certo meno importante) a rendere più sicuro il sistema. Ma non solo. Tenere aggiornato il sistema operativo del telefono permette anche di usare le nuove versioni delle applicazioni installate nelle quali, a loro volta, sono state inserite nuove funzionalità e correzioni degli errori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, se le nuove applicazioni non girano sul telefono, l’utente medio sarà indotto a pensare che ormai lo smartphone è diventato &lt;em&gt;vecchio&lt;/em&gt; e a desiderare di cambiarlo. Esattamente quello che vogliono i produttori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Puro marketing, insomma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Significativa a questo proposito la pretesa di Samsung che il Galaxy S &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Samsung_Galaxy_S#Android_4.0_and_later&#34;&gt;non fosse abbastanza potente&lt;/a&gt; per far girare la versione 4.x di Android, giustificando così la mancanza di ulteriori aggiornamenti dopo la versione 2.3.3 Gingerbread. Giustificazione assolutamente pretestuosa, come vedremo in un prossimo post.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel mondo di iOS della Apple, il sistema operativo che gira su iPhone, iPad e iPod Touch, le cose vanno &lt;a href=&#34;http://www.fidlee.com/android-support-vs-ios-support/&#34;&gt;in modo profondamente diverso&lt;/a&gt;. Poiché la Apple produce sia il software che l’hardware è molto più facile rilasciare un’unica versione di iOS che gira indifferentemente su tutti i prodotti della casa californiana, anche quelli fuori produzione da anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non è solo una questione di facilità. È proprio la politica commerciale della Apple che è diversa da quella della concorrenza e che tende a supportare i propri prodotti per un tempo molto più lungo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’effetto finale è benefico per l’utente: un prodotto con iOS è usabile per molti più anni nel pieno (o quasi) delle sue funzionalità rispetto ad un equivalente Android della stessa età, diluendo nel tempo l’investimento iniziale per l’acquisto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla faccia della cosiddetta &lt;em&gt;tassa Apple&lt;/em&gt;, cioè della convinzione comune che i suoi prodotti costino di più senza essere, a parte il design, particolarmente migliori dei prodotti concorrenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già, proprio come il Surface 2 Pro di cui &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/01/12/surface-pro-2-e-os-x/&#34;&gt;si è detto qualche giorno fa&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/02/25/frammenti-di-android-parte-2/&#34;&gt;Continua&amp;hellip;&lt;/a&gt;)&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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