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    <title>Raspberry Pi on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Raspberry Pi on Melabit</description>
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      <title>Da melabit a melabit: Jekyll e l&#39;hosting</title>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-18-da-melabit-a-melabit-jekyll-e-l-hosting/scott-rodgerson-PSpf_XgOM5w-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@scottrodgerson&#34;&gt;Scott Rodgerson&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come promesso (o minacciato?) nell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/03/05/da-melabit-a-melabit-gestire-i-commenti-con-jekyll/&#34;&gt;ultimo articolo&lt;/a&gt;, quest&amp;rsquo;ultimo post è dedicato ad esplorare le opzioni disponibili per l&amp;rsquo;&lt;em&gt;hosting&lt;/em&gt; di un sito web basato su Jekyll (o su qualsiasi altro generatore di siti statici) destinato ad ospitare il nostro blog personale (come quello che state leggendo), oppure il sito web di uno studio professionale o di una piccola azienda.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto sommato potrei cavarmela in due righe, invitandovi a rileggere quello che avevo scritto 6-7 anni fa (&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/06/18/da-melabit-a-melabit-fare-da-se/&#34;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/05/21/da-melabit-a-melabit-la-scelta-dell-hosting/&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;) ma sono passati tanti anni e una bella rinfrescata è d&amp;rsquo;obbligo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per chi volesse leggere le altre puntate dedicate alla mia transizione da Wordpress a Jekyll, ecco la lista completa degli articoli pubblicati:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/01/02/da-melabit-a-melabit-addio-wordpress-ciao-jekyll/&#34;&gt;Da melabit a melabit: addio WordPress, ciao Jekyll&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/01/21/da-melabit-a-melabit-perche-jekyll/&#34;&gt;Da melabit a melabit: perché Jekyll?&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/02/11/da-melabit-a-melabit-jekyll-installazione-e-configurazione-di-base/&#34;&gt;Da melabit a melabit: Jekyll, installazione e configurazione di base&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/03/01/da-melabit-a-melabit-sviluppare-un-sito-in-Jekyll/&#34;&gt;Da melabit a melabit: sviluppare un sito in Jekyll&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/03/05/da-melabit-a-melabit-gestire-i-commenti-con-jekyll/&#34;&gt;Da melabit a melabit: gestire i commenti con Jekyll&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/03/18/da-melabit-a-melabit-jekyll-e-l-hosting/&#34;&gt;Da melabit a melabit: Jekyll e l&amp;rsquo;hosting&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;h4 id=&#34;premessa&#34;&gt;Premessa&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono uno sviluppatore professionista, non so molto di sviluppo web e mi considero solo un dilettante per quanto riguarda la gestione di server e di reti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le considerazioni riportate qui sotto, quindi, sono solo delle riflessioni personali frutto di anni di esperienza e di sperimentazione nella gestione di sistemi di calcolo più o meno complessi e di servizi web &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com&#34;&gt;ancora attivi&lt;/a&gt; o ormai defunti (più di uno, purtroppo). Mi auguro che le righe che seguono possano essere utili a chi sta valutando delle soluzioni simili, ma chi cerca delle soluzioni professionali deve rivolgersi a chi ne sa di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;perché-non-conviene-usare-un-mac&#34;&gt;Perché non conviene usare un Mac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come accennavo la &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/03/05/da-melabit-a-melabit-gestire-i-commenti-con-jekyll/&#34;&gt;volta scorsa&lt;/a&gt;, trovo poco sensato usare un Mac per ospitare un server web destinato a un sito basato su Jekyll (o, più in generale, per &lt;em&gt;qualsiasi&lt;/em&gt; sito web, sia esso statico o dinamico).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La ragione è semplice: per gestire un sito con traffico moderato, un Mac è una soluzione eccessiva, un vero spreco di risorse (gli anglosassoni direbbero che è  &lt;em&gt;overkill&lt;/em&gt;, un termine che trovo particolarmente azzeccato).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Discorso diverso per la fase di sviluppo (io stesso ho usato un Mac per quella): avere a disposizione un sistema UNIX con una interfaccia grafica ben curata, degli editor potenti ma facili da usare, degli strumenti che semplificano la scrittura del codice e la ricerca degli errori sono vantaggi che non hanno prezzo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se ho un vecchio Mac che non uso più? Perché non destinarlo a gestire il mio sito?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vecchio Mac è ancora perfetto per scrivere, gestire la posta elettronica, navigare sul web, fare videoconferenze, comporre musica, imparare a programmare e molto altro. Ancora meglio se gli installiamo una versione recente di macOS con &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2023/12/22/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-prima-parte/&#34;&gt;Open Core Legacy Patcher&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma usare un vecchio computer come server, da tenere acceso tutto il giorno, tutti i giorni? Non so, io non lo farei, non mi sembra una scelta affidabile. E comunque, anche volendo provarci, si ricadrebbe nel discorso più generale della prossima sezione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;perché-non-conviene-fare-da-sé&#34;&gt;Perché non conviene fare da sé&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al posto del Mac potremmo voler usare un PC, magari uno di quei gioiellini un po&amp;rsquo; datati simili al Mac Mini che si trovano a poco più di 100 euro e che possono ancora dire la loro, come il &lt;a href=&#34;https://www.ebay.it/sch/i.html?_nkw=lenovo&amp;#43;m95q&#34;&gt;Lenovo M95q&lt;/a&gt; o l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.ebay.it/sch/i.html?_nkw=HP&amp;#43;800&amp;#43;g3&#34;&gt;HP 800 G3&lt;/a&gt;. Oppure un &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Raspberry-Pi-Quad-Core-ARMA76-Bits/dp/B0CK2FCG1K&#34;&gt;Raspberry Pi 5&lt;/a&gt; che, purtroppo, non è più conveniente come una volta, almeno se vogliamo usarlo come un semplice computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/06/18/da-melabit-a-melabit-fare-da-se/&#34;&gt;dicevo anni fa&lt;/a&gt;, una volta installatoci su Linux, questi minicomputer diventano perfetti &amp;ldquo;&lt;em&gt;per imparare a gestire un server web e il sistema Linux associato oppure per fare delle prove con diversi CMS o generatori di siti statici prima di scegliere quello che vogliamo usare per il nostro sito&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è nemmeno bisogno di collegarli ad una tastiera e ad un monitor, perché si può fare davvero tutto dal Terminale tramite collegamento &lt;code&gt;ssh&lt;/code&gt; o, per chi preferisce la classica interfaccia grafica, accedendo al sistema con &lt;a href=&#34;https://remotedesktop.google.com&#34;&gt;Chrome Remote Desktop&lt;/a&gt; o con uno dei tanti servizi di accesso remoto che ormai conosciamo tutti molto bene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma possiamo usare questi minicomputer per gestire un sito &amp;ldquo;vero&amp;rdquo;, che deve essere attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo me no.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un sito web richiede la disponibilità di un indirizzo IP fisso pubblico e solo Fastweb lo offre gratuitamente, ma a certe condizioni. Gli altri provider non sanno nemmeno cosa sia, oppure bisogna sottoscrivere dei contratti specifici, che naturalmente sono più costosi dei normali contratti &amp;ldquo;home&amp;rdquo; e &amp;ldquo;business&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so, ci sono i servizi di &lt;a href=&#34;https://dyndns.it/&#34;&gt;DNS dinamico&lt;/a&gt;. Ma gli anni &amp;lsquo;90 sono passati da un pezzo, e oggi non affiderei mai i miei servizi web ad un servizio &lt;em&gt;ballerino&lt;/em&gt;, con tempi imprevedibili di aggiornamento dell’IP. Tanto più che, se si vuole un minimo di affidabilità, si deve scucire qualcosa. E a quel punto, ne vale la pena?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro problema sono le interruzioni improvvise di connessione a internet o di elettricità, magari a causa di lavori per strada, oppure perché il collega di studio o il partner ha deciso di accendere contemporaneamente tutti i condizionatori, o di usare lavatrice, forno e phon insieme.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, esistono gli UPS, ma se siamo fuori ufficio o casa, dopo un po&amp;rsquo; anche l&amp;rsquo;UPS si scarica e il nostro server si spegne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E infine, non dimentichiamolo mai, c&amp;rsquo;è la questione della sicurezza, gli attacchi inevitabili e continui dei tanti sfaccendati che non hanno di meglio da fare nella vita. A meno di non essere già degli esperti in tema di sicurezza, siamo davvero disposti ad impelagarci in prima persona in cose che vanno ben al di là delle nostre competenze?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cosa-conviene-fare-da-sé&#34;&gt;Cosa conviene fare da sé&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Volendo fare da sé, l&amp;rsquo;opzione migliore è senza dubbio usare una macchina virtuale su uno degli innumerevoli servizi cloud, da &lt;a href=&#34;https://upcloud.com/&#34;&gt;UpCloud&lt;/a&gt; a &lt;a href=&#34;https://www.digitalocean.com/&#34;&gt;Digital Ocean&lt;/a&gt;, oppure &lt;a href=&#34;https://www.heroku.com/&#34;&gt;Heroku&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.linode.com/&#34;&gt;Linode&lt;/a&gt; (ora Akamai Cloud), senza dimenticare naturalmente i grossi player come &lt;a href=&#34;https://aws.amazon.com/it/what-is-aws/&#34;&gt;Amazon AWS&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://cloud.google.com&#34;&gt;Google Cloud&lt;/a&gt; (ok, fra questi ci sarebbe anche &lt;a href=&#34;https://azure.microsoft.com&#34;&gt;Microsoft Azure&lt;/a&gt;). Se in questo momento non vi fidate a &lt;em&gt;comprare americano&lt;/em&gt;, qui c&amp;rsquo;è una lista di &lt;a href=&#34;https://european-alternatives.eu/category/cloud-computing-platforms&#34;&gt;provider cloud europei&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una macchina virtuale sul cloud costa poco e non ha nessuno dei difetti elencati finora, a parte la questione della sicurezza, che però è gestita almeno in parte dallo stesso fornitore del servizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più sicuro, e pure a costo zero, è usare servizi come &lt;a href=&#34;https://jekyllrb.com/docs/github-pages/&#34;&gt;GitHub Pages&lt;/a&gt; che, ogni volta che si aggiorna un &lt;em&gt;repository&lt;/em&gt; collegato basato su Jekyll, rigenera il sito e lo e pubblica automaticamente su &lt;code&gt;github.io&lt;/code&gt;. La &lt;a href=&#34;https://docs.github.com/en/pages/setting-up-a-github-pages-site-with-jekyll/creating-a-github-pages-site-with-jekyll&#34;&gt;documentazione relativa&lt;/a&gt; è molto dettagliata, per cui è inutile che io aggiunga altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cosa-ho-fatto-io&#34;&gt;Cosa ho fatto io&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io sono un utente come tanti, e la soluzione che ho adottato può essere un buon esempio di come gestire in modo efficiente e relativamente economico (cosa che non guasta mai) l’hosting di un sito web, senza compromessi sulla qualità del servizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo sito è ospitato su &lt;a href=&#34;https://shockhosting.com/&#34;&gt;Shock Hosting&lt;/a&gt;, un servizio di &lt;em&gt;hosting&lt;/em&gt; che uso da anni e con un servizio di supporto eccezionale. In realtà in tanti anni ho avuto pochissimi problemi e sempre banali, ad esempio per una fattura pagata per sbaglio due volte, ma ogni volta la risposta del supporto non poteva essere più veloce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il piano base &amp;ldquo;Low Shock&amp;rdquo; da 2.99 dollari al mese offre spazio su disco e trasferimento di dati illimitati, e non impone limitazioni artificiose di velocità (tutte cosa che pochi concorrenti offrono). Questo piano è più che sufficiente per un sito statico, ma anche per un sito basato su Wordpress o altri CMS (o dico per esperienza diretta). I piani superiori sono identici a quello base, ma permettono di ospitare più domini, e passare da un piano all&amp;rsquo;altro richiede solo l&amp;rsquo;apertura di un ticket e una breve attesa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche il nome del dominio è gestito da Shock Hosting e costa 12 dollari all&amp;rsquo;anno (un dollaro al mese), che è il costo normale di un dominio &lt;code&gt;.com&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente, Shock Hosting è solo uno degli infiniti servizi di hosting disponibili, anche se, per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo, mi sembra difficile trovare di meglio. In ogni caso, prima di scegliere vi consiglio di stare molto attenti alle condizioni di uso, perché la maggior parte dei provider pone dei limiti più o meno stringenti allo spazio su disco o alla quantità di dati trasferiti. Oppure alcuni offrono prezzi molto convenienti per il &lt;a href=&#34;https://www.hostgator.com/web-hosting&#34;&gt;primo anno&lt;/a&gt; o i &lt;a href=&#34;https://www.dreamhost.com/hosting/shared/#shared-plans&#34;&gt;primi mesi&lt;/a&gt;, ma poi li aumentano in modo consistente. Se, prima di impegnarvi, riuscite anche a verificare come funziona il supporto è un bel vantaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrimenti preferite un servizio che vi permette di pagare ogni mese o ogni trimestre, in modo da avere la possibilità di testare con calma il servizio e di verificare se risponde alle vostre esigenze. In seguito, potrete sempre decidere di pagare ad intervalli più lunghi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Evitate invece come la peste i servizi che offrono sconti enormi se vi impegnate per due, tre o più anni, o per&amp;hellip; l&amp;rsquo;eternità. Su internet non c&amp;rsquo;è niente di eterno, anzi sono proprio i servizi &lt;em&gt;eterni&lt;/em&gt; quelli che muoiono più rapidamente. E se dovesse sucecdere avrete perso tutto quello che avete anticipato, altro che risparmio!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il solo servizio di hosting non è sufficiente per &lt;a href=&#34;https://melabit.com/posts/it&#34;&gt;melabit.com/posts/it&lt;/a&gt;, perché non permette di eseguire &lt;code&gt;comma&lt;/code&gt; per gestire i commenti. La cosa più semplice da fare sarebbe stata passare ad usare un server virtuale, sempre su &lt;a href=&#34;https://shockhosting.com/vps&#34;&gt;Shock Hosting&lt;/a&gt;, ma non mi piacciono le cose semplici. E poi il servizio di hosting offre dei vantaggi che non volevo perdere: si occupa della gestione del server web e della sicurezza del sito, esegue i backup, rinnova il certificato SSL, fornisce statistiche e molto altro. Tutte cose che valgono molto di più dei pochi euro al mese richiesti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio mentre pensavo a cosa fare, mi è capitato sotto gli occhi &lt;a href=&#34;https://talkpython.fm/blog/posts/we-have-moved-to-hetzner/&#34;&gt;questo post&lt;/a&gt;, e ho deciso di assaggiare la &lt;em&gt;cucina&lt;/em&gt; tedesca, acquistando un server virtuale da &lt;a href=&#34;https://www.hetzner.com/&#34;&gt;Hetzner&lt;/a&gt;. Per far girare &lt;code&gt;comma&lt;/code&gt; è più che sufficiente l&amp;rsquo;offerta base CX22, che con meno di 5 euro al mese mi offre una macchina equivalente a quella base di &lt;a href=&#34;https://shockhosting.com/vps&#34;&gt;Shock Hosting&lt;/a&gt;, che però costa il doppio. E la potenza della macchina virtuale è tale che posso tranquillamente generare il sito su questa macchina virtuale, trasferendo poi il risultato su Shock Hosting con &lt;code&gt;rsync&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando ho scelto Hetzner, la guerra commerciale in atto fra USA ed Europa era solo nelle menti degli dei, ma con il senno di poi è stata una decisione azzeccata. Se un giorno perdessi l&amp;rsquo;accesso al mio servizio di hosting statunitense, oppure se il costo diventasse proibitivo per un europeo, ci metterei molto poco a trasferire tutto in lidi più sicuri. E ciao ciao USA.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;facciamo-due-conti&#34;&gt;Facciamo due conti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho scritto che secondo me non vale la pena fare da sé, usando un Mac o un PC per gestire il proprio sito. Ma dal punto di vista economico, potrebbe valerne la pena?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo calcolando quanto spendo al mese per &lt;a href=&#34;https://melabit.com/posts/it&#34;&gt;melabit.com/posts/it&lt;/a&gt;. Per l&amp;rsquo;hosting se ne vanno 3 euro, per il server virtuale 5 euro. Totale 8 euro al mese, che in un anno fanno 96 euro. A questo andrebbe aggiunto il costo del dominio, ma quello va pagato in ogni caso, quindi lo lascio fuori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettiamo ora che io sia testardo e voglia usare a tutti i costi un mini PC o un Raspberry Pi per gestire il mio sito. Diciamo che per il computer nudo e crudo se ne vanno 100-120 euro, a cui va aggiunto un disco SSD decente e una quantità di RAM adeguata, che fanno almeno altri 60-100 euro (per il Raspberry Pi la RAM è quella è non può essere cambiata, ma al suo posto dobbiamo prevedere di acquistare case, alimentatore, dissipatore praticamente obbligatorio e scheda per disco SSD NVMe, che fanno almeno 100 euro in tutto).&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Poi ci vuole un UPS, e sono altri 100 euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il totale fa circa 300 euro (più o meno 30-40 euro), praticamente lo stesso di quello che spendo io in tre anni. Ma non è affatto detto che il mini PC o, peggio, il Raspberry Pi riesca a reggere tre anni di uso ininterrotto, per cui magari oggi si rompe la ventola, domani l&amp;rsquo;alimentatore, il disco comincia a fare le bizze, le batterie dell&amp;rsquo;UPS si esauriscono. Insomma, anche economicamente non è che convenga più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Meglio, molto meglio il cloud.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria, si potrebbe dedicare un intero Mac ad un sito che riceve un numero molto elevato di visite. Ma in questo caso servono soluzioni professionali, non è possibile fare da sé.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma riuscire a rimanere vicino al limite inferiore di 160 euro mi pare davvero difficile.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Babbo Natale in ritardo</title>
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      <pubDate>Fri, 15 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-15-babbo-natale-in-ritardo/IMG_2221.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Babbo Natale è arrivato un po&amp;rsquo; in ritardo quest&amp;rsquo;anno, però mi ha portato un bel po&amp;rsquo; di Raspberry e Arduino, con accessori in quantità. Tutto pagato da un Ministero, che è sempre una bella soddisfazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora ho il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;Mac Studio&lt;/a&gt;, ho i Raspberry, ho gli Arduino, ho tutti i sensori che mi servono; non ho più scuse, devo mettermi a lavorare sul serio!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Cray-1 saltare le conclusioni</title>
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      <pubDate>Fri, 01 Sep 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Oops&amp;hellip;! Troppe cose da fare, troppe distrazioni (in particolare in questi giorni di tarda, ma ancora infuocata, estate), e così succede di saltare completamente tutta la prima (lunga) parte delle conclusioni &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/08/31/cray-1-a-confronto/&#34;&gt;dell&amp;rsquo;articolo precedente&lt;/a&gt;. Eccole qui, e già che c&amp;rsquo;ero le ho riviste (ed estese) un po&#39;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-conclusioni-mancanti&#34;&gt;Le conclusioni mancanti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;articolo precedente, che mette a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/08/31/cray-1-a-confronto/&#34;&gt;confronto le prestazioni del Cray-1 con quelle dei computer odierni&lt;/a&gt;, si è visto che un qualunque computer odierno è un mostro di velocità rispetto ad un Cray-1 e che persino un umile Raspberry Pi da poche decine di euro lo sopravanza di almeno 5 volte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se i nostri computer di oggi sono così veloci, perché abbiamo sempre l&amp;rsquo;impressione contraria e pensiamo sempre che stiano andando pianissimo? E perché dopo pochi anni diventano obsoleti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché non è solo una questione di velocità di calcolo. Come già detto, i MFLOPS misurano la velocità di un computer nell&amp;rsquo;eseguire calcoli, ma sono assolutamente inadeguati a valutare le prestazioni delle altre componenti di un computer (RAM, scheda grafica, dischi rigidi, etc.)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i supercomputer questo parametro funziona benissimo, perché i supercomputer (come il Cray-1) sono fatti solo ed esclusivamente per fare calcoli. Anzi, il Cray-1 era tanto ottimizzato per il calcolo numerico puro da avere un hardware costruito specificatamente per quello e un sistema operativo minimale, fatto solo per gestire le varie componenti dell&amp;rsquo;hardware e l&amp;rsquo;esecuzione dei programmi. Tutto il resto, dall&amp;rsquo;avvio del sistema operativo del Cray all&amp;rsquo;interazione con l&amp;rsquo;utente, era gestito da un minicomputer esterno  interfacciato alla macchina principale, la cosiddetta Maintenance Control Unit (MCU), lasciando libero il Cray-1 di occuparsi solo di quello che sapeva fare meglio, calcolare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in un computer c&amp;rsquo;è tanto altro, c&amp;rsquo;è la memoria RAM, c&amp;rsquo;è il sistema grafico (che oggi ha una importanza preponderante), ci sono le memorie di massa (come i dischi rigidi a stato solido o meccanici) e tutti questi componenti contribuiscono in modo profondamente diverso alle prestazioni generali e &lt;em&gt;avvertite&lt;/em&gt; di un computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma tutto sommato l&amp;rsquo;hardware è il meno. In realtà ciò che ormai influenza di più la nostra valutazione delle prestazioni velocistiche di un computer è il software, il sistema operativo e le applicazioni che ci girano sopra.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I sistemi operativi moderni sono mostri di complessità inestricabile, devono fare milioni di cose diverse e occupano gigabyte e gigabyte di spazio sui nostri dischi rigidi. Lo stesso, e persino peggio, per le applicazioni, sempre più gigantesche e sempre meno ottimizzate.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto, a che serve perdere tempo ad ottimizzare il codice? Molto più comodo presupporre che sia l&amp;rsquo;hardware a fare la sua parte: la nuova release del sistema operativo X o del programma Y è lenta? Colpa del computer, bisognerà prenderne un altro più moderno e veloce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma siamo sicuri che tutto ciò sia necessario?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ecco perché è utile, utilissimo, tornare alle basi, riscoprire lo spirito degli &lt;em&gt;home computer&lt;/em&gt; degli anni &amp;lsquo;80. Lasciar perdere il Mac (o il PC) sulla scrivania e provare ad usare un computer piccolo piccolo come il Raspberry Pi. Imparare a programmarlo e vedere l&amp;rsquo;effetto che fa, magari realizzando qualche progetto già esistente. E poi provare ad usare l&amp;rsquo;interfaccia a linea di comando invece di quella grafica, per accorgersi che tutto diventa improvvisamente scattante ed efficiente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il Cray-1 (e non solo) hanno fatto calcoli pazzeschi, sfruttando al massimo l&amp;rsquo;hardware che avevano a disposizione e inventando trucchi geniali per superarne le limitazioni. Non è il caso di smettere di adagiarci fra i nostri comodi cuscini tecnologici e riscoprire le basi dell&amp;rsquo;uso del computer?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/09/04/cray-1-per-approfondire/&#34;&gt;continua&lt;/a&gt;&amp;hellip;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/raspi-psych.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli anni &amp;lsquo;80-90 non era così, i dischi rigidi e le schede grafiche in particolare erano così lenti rispetto a processore e RAM da rallentare sensibilmente l&amp;rsquo;esecuzione dei programmi.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se usate un Mac, lanciate iTunes, andate alla sezione delle app per iPhone/iPad ed elencatele per dimensione. Vi accorgerete che solo una minoranza di quelle che avete occupa meno di 10-20 MB (senza dati) e che parecchie, non solo giochi ma anche cose più serie, superano tranquillamente i 200 MB. Sul mio iPad l&amp;rsquo;aplicazione più grossa occupa ben 1.5 GB. E stiamo parlando di dispositivi mobili. Figuriamoci quanto sono grandi le applicazioni per il Mac!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Cray-1 a confronto</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/08/31/cray-1-a-confronto/</link>
      <pubDate>Thu, 31 Aug 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/08/21/cray-1-il-macina-numeri/&#34;&gt;Non è solo nostalgia&lt;/a&gt;. Parlare di Cray-1 oggi non serve solo a ricordare i bei tempi andati quando i pochi sacerdoti del computer programmavano direttamente in codice macchina, ma serve a mettere nella giusta prospettiva quello che abbiamo a disposizione oggi, paragonandolo a ciò che quarant&amp;rsquo;anni fa era considerato lo stato dell&amp;rsquo;arte, il meglio del meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;benchmark&#34;&gt;Benchmark&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo si può usare un benchmark, un programma fatto apposta per mettere alla prova le caratteristiche di un computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I benchmark non hanno una buona fama, anche perché vengono usati troppo spesso dal marketing per mettere in luce i soli aspetti positivi di una macchina, nascondendo con cura quelli negativi. Ma non è questo il caso: qui non dobbiamo vendere niente, ma ci interessa solo valutare la pura velocità di calcolo di un computer, sintetizzata da un numero semplice semplice, i MFLOPS (o megaFLOPS, Million of Floating Point Operations Per Second), cioè i milioni di operazioni in virgola mobile che un computer può eseguire ogni secondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo parametro è stato introdotto nei primi anni &amp;lsquo;70 per misurare le prestazioni &lt;em&gt;velocistiche&lt;/em&gt; dei primi supercomputer ed è utile perché, pur se dà una idea molto parziale delle prestazioni complessive di un computer, permette di confrontare la velocità di calcolo di macchine di generazioni molto lontane tra loro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno dei benchmark usati per misurare i MFLOPS è stato sviluppato nel 1970 in FORTRAN (allora il linguaggio d&amp;rsquo;elezione per il calcolo scientifico) presso il LLNL, il Lawrence Livermore National Laboratory, uno dei due mega laboratori di ricerca dedicati allo studio delle armi nucleari e delle applicazioni dell&amp;rsquo;energia nucleare degli Stati Uniti (l&amp;rsquo;altro è quello di Los Alamos, dove durante la II Guerra Mondiale venne sviluppata la prima bomba atomica).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;http://www.roylongbottom.org.uk/livermore%20loops%20results.htm&#34;&gt;benchmark dell&amp;rsquo;LLNL&lt;/a&gt; prevede l&amp;rsquo;esecuzione di un gran numero di tipi diversi di calcoli numerici, che vengono ripetuti in condizioni diverse. I risultati vengono sintetizzati riportando i valori massimi e minimi di MFLOPS e vari valori medi. Per semplicità mi limiterò a mostrare solo i valori massimi, che sono poi quelli che vengono usati normalmente per i confronti fra le varie macchine (e che fanno sempre più &lt;em&gt;scena&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cray-1-e-successori&#34;&gt;Cray-1 e successori&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ed allora ecco i &lt;a href=&#34;http://www.roylongbottom.org.uk/Raspberry%20Pi%20Benchmarks.htm#anchor7&#34;&gt;risultati del benchmark&lt;/a&gt;  dell&amp;rsquo;LLNL, eseguiti sul Cray-1 e sui suoi immediati successori. Per confronto vengono riportati anche i valori ottenuti con il CDC 7600, il computer più potente del mondo prima dell&amp;rsquo;arrivo del Cray-1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Modello&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Frequenza (MHz)&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;MFLOPS (max)&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Anno&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;CDC 7600&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;36&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1969&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cray 1&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;80&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;83&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1975&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cray XMP1&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;105&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;188&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1982&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cray 2&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;244&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;146&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1985&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Cray-1, che è stato inequivocabilmente il supercomputer più popolare di tutti i tempi (è perfino &lt;a href=&#34;http://www.digibarn.com/collections/systems/crays/cray1/Cray-In-Tron/&#34;&gt;comparso in Tron&lt;/a&gt;), aveva a metà degli anni &amp;lsquo;70 una potenza di calcolo di circa 80 MFLOPS e nei dieci anni seguenti il suo successore più potente non andava oltre i 190 MFLOPS. Questa è la base di partenza per tutti i confronti successivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo momento il &lt;a href=&#34;https://www.top500.org/lists/2017/06/&#34;&gt;supercomputer più potente&lt;/a&gt; del mondo ha più di 10.000 unità di calcolo (&lt;em&gt;core&lt;/em&gt;)&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e raggiunge una velocità di calcolo di 93.000 TFLOPS (teraFLOPS), un miliardo di volte maggiore di un CRAY-1.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Ci sono buone probabilità di &lt;a href=&#34;https://singularityhub.com/2012/11/01/the-race-to-a-billion-billion-operations-per-second-an-exaflop-by-2018/&#34;&gt;raggiungere gli exaFLOPS entro l&amp;rsquo;anno prossimo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cray-1-e-personal-computer&#34;&gt;Cray-1 e personal computer&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli stessi anni in cui il Cray-1 (e successori) dominava la scena del supercalcolo, sono arrivati i computer &lt;em&gt;personali&lt;/em&gt;, prima l&amp;rsquo;Apple II e poi il PC dell&amp;rsquo;IBM e il Macintosh Apple, che hanno fatto uscire i computer dalle stanze termostatizzate delle università e dei centri di ricerca, diffondendoli in ambiti lavorativi nei quali il massimo della tecnologia era la calcolatrice elettrica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono voluti esattamente vent&amp;rsquo;anni per arrivare ad &lt;a href=&#34;http://www.roylongbottom.org.uk/livermore%20loops%20results.htm&#34;&gt;avere sulla scrivania un computer quasi altrettanto potente di un Cray-1&lt;/a&gt;, spinto dal processore Pentium ad alta frequenza che furoreggiava al momento dell&amp;rsquo;uscita di Windows 95 (su quelli precedenti &lt;a href=&#34;https://web.archive.org/web/20060209005434/http://www.byte.com/art/9503/sec13/art1.htm&#34;&gt;che sbagliavano i calcoli in virgola mobile&lt;/a&gt; è meglio stendere un velo pietoso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi c&amp;rsquo;è stata l&amp;rsquo;esplosione: dopo altri dieci anni la velocità di calcolo puro era cresciuta di oltre 25 volte e oggi, con poche migliaia di euro, possiamo comprare un computer che esegue calcoli 50-100 volte più velocemente di un Cray-1, che costava una decina di milioni di dollari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Modello&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Frequenza (MHz)&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;MFLOPS (max)&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Anno&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;Cray 1&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;80&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;83&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;1975&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;AMD 80386&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;40&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1991&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;80486 DX2&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;66&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1992&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Pentium&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;75&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;24&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1994&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Pentium&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;200&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;66&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1995&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Pentium Pro&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;200&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;121&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1996&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Pentium II&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;450&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;267&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1998&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Pentium III&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1000&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;593&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2000&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Pentium 4&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1700&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1043&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2001&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Core 2 Duo&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2400&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2236&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2006&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Core i7&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;3700&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5508&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2013&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche i dispositivi mobili odierni si difendono bene: un iPhone 4 di 7 anni fa è &lt;a href=&#34;http://pages.experts-exchange.com/processing-power-compared/&#34;&gt;venti volte più veloce del Cray-1&lt;/a&gt;, idem per l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://www.phoronix.com/scan.php?page=news_item&amp;amp;amp;px=MTE4NjU&#34;&gt;iPad 2&lt;/a&gt; del 2011. Purtroppo non ci sono dati per i dispositivi mobili più recenti, ma è più che probabile che ci sia stato un incremento di prestazioni di almeno 10 volte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto questo in fondo non è altro che una conseguenza della &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Moore&#34;&gt;legge di Moore&lt;/a&gt;, che ci insegna che la complessità (e quindi la potenza) dei circuiti microelettronici (come i processori) raddoppia ogni 18 mesi, nonché delle economie di scala prodotte dalla loro enorme diffusione, che hanno abbattuto in modo inaudito i costi delle apparecchiature elettroniche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un qualunque computer odierno è un mostro di tecnologia rispetto ad un Cray-1, naturale che sia anche molto più veloce (e molto meno costoso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cray-1-e-raspberry-pi&#34;&gt;Cray-1 e Raspberry Pi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come si rapporta invece il Cray-1 al computer più piccolo e meno potente che possiamo usare oggi, il &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/&#34;&gt;Raspberry Pi&lt;/a&gt;, che è senza alcun dubbio il computer più simile ai computer &lt;em&gt;personali&lt;/em&gt; da casa degli anni &amp;lsquo;80, come i leggendari VIC-20 e 64 della Commodore o ZX80, ZX81 e Spectrum prodotti dalla Sinclair, che hanno permesso alla mia generazione di introdursi dello straordinario mondo dei computer e della programmazione?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption width=&amp;ldquo;800&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;http://www.classic-computers.org.nz/blog/images/2016-01-03-ZX-81-playing-space-invaders-800x600.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;http://www.classic-computers.org.nz/blog/images/2016-01-03-ZX-81-playing-space-invaders-800x600.jpg&#34; width=&#34;800&#34; alt=&#34;Sinclair ZX81&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Sinclair ZX81 collegato a monitor e registratore a cassette (1981).[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption width=&amp;ldquo;800&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://farm9.staticflickr.com/8056/8104335577_b357cfee8a_z.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://farm9.staticflickr.com/8056/8104335577_b357cfee8a_z.jpg&#34; width=&#34;800&#34; alt=&#34;Raspberry Pi&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Configurazione analoga del Raspberry Pi.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo a chi negli ultimi anni fosse vissuto in un&amp;rsquo;isola deserta che il Raspberry Pi è una schedina di appena 85 x 56 mm, più piccola di un disco rigido per notebook, che contiene un intero computer su cui &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/downloads/&#34;&gt;può girare Linux&lt;/a&gt; o (volendo farsi del male) una &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/blog/windows-10-for-iot/&#34;&gt;versione speciale di Windows 10&lt;/a&gt;. Il modello più potente, il Raspberry Pi 3 Model B presentato all&amp;rsquo;inizio del 2016, ha un processore quad-core ARM a 1.2 GHz (come quelli usati negli smartphone) e 1 GB di memoria RAM.  &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Raspberry-PI-Model-Scheda-madre/dp/B01CD5VC92&#34;&gt;Costa circa 40 euro&lt;/a&gt;, a cui bisogna aggiungere qualcosa per l&amp;rsquo;alimentatore, la scheda SD e il cavo di collegamento al monitor, tutti accessori che sono quasi sempre già disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Raspberry Pi può essere usato per insegnare l&amp;rsquo;uso del computer partendo dalle basi (un computer odierno è troppo complesso e ha troppe funzioni nascoste dal sistema operativo per essere usato efficacemente per questo scopo) oppure per costruire &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/blog/&#34;&gt;sistemi autonomi che svolgono le funzioni più disparate&lt;/a&gt;, dalla video sorveglianza a sistemi robotici di tutti i tipi, fino ad applicazioni più &lt;em&gt;casalinghe&lt;/em&gt; come home theater, NAS, strumenti musicali e, naturalmente, giochi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come va questo microcomputer che costa pochi spiccioli &lt;a href=&#34;http://www.roylongbottom.org.uk/Raspberry%20Pi%20Benchmarks.htm#anchor7&#34;&gt;rispetto al mostro sacro degli anni &amp;lsquo;70&lt;/a&gt;? Basta dare una occhiata qui sotto: il primissimo modello di Raspberry Pi di cinque anni fa esegue i calcoli in virgola mobile due volte più velocemente del Cray-1, quello attuale è 5-8 volte più veloce, a seconda che si usi un sistema operativo (Linux) a 32 o a 64 bit. Un&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://vk5tu.livejournal.com/50955.html&#34;&gt;altro tipo di benchmark eseguito sul Raspberry Pi originale&lt;/a&gt; da risultati analoghi: se il Raspberry Pi risulta avere prestazinoni di calcolo equivalenti al Cray XMP, che a sua volta era il doppio più veloce del Cray-1&amp;hellip; completate voi il sillogismo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Modello&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Frequenza (MHz)&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;MFLOPS (max)&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Anno&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;Cray 1&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;80&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;83&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;1975&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Raspberry Pi&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;700&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;148&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2012&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Raspberry Pi 2&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;900&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;248&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2015&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Raspberry Pi 3 (32 bit)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1200&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;435&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2016&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Raspberry Pi 3 (64 bit )&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1200&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;649&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;2016&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una piccola schedina da 40 euro equivale a 5 Cray-1 da almeno 40 milioni di dollari (di allora).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Stupefacente. Basta fare due conti per accorgersi che il rapporto prestazioni/prezzo del Rasperry Pi 3 è inarrivabile, ben superiore a quello di qualunque altro computer che abbiamo (o abbiamo avuto) a disposizione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usiamo ogni giorno dei veri e propri supercomputer, anzi li portiamo in tasca. Abbiamo a disposizione un computerino piccolo piccolo che, a un costo ridicolo, offre prestazioni ben superiori di supercomputer che venivano usati per applicazioni scientifiche complicatissime.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ci sono scuse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usiamo le enormi risorse tecnologiche che abbiamo a disposizione per capire come funziona un computer, per imparare a programmare, per costruire un robot, per farci da soli un innaffiatore automatico per le piante del balcone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non importa cosa, non importa come, l&amp;rsquo;importante è avere voglia di &lt;em&gt;sporcarsi le mani&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;imparare&lt;/em&gt;. È un vero spreco usare la tecnologia straordinaria che abbiamo a disposizione solo per passare il tempo su Facebook o su Instagram.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/09/01/cray-1-saltare-le-conclusioni/&#34;&gt;continua&lt;/a&gt;&amp;hellip;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori commerciali possono avere oggi dai 4 ai 16 core, quelli professionali hanno alcune decine di core e i processori ultra-specializzati delle schede grafiche arrivano a diverse centinaia di core.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;RIcordo ai più smemorati che 1 MFLOPS corrisponde a $latex 10^{6}$ FLOPS (1 milione di FLOPS), Di conseguenza 1 TFLOPS equivale a $latex 10^{6}$ MFLOPS (1 milione di MFLOPS) e 1 EFLOPS (o exaFLOPS) equivale a $latex 10^{12}$ MFLOPS (mille miliardi di MFLOPS).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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