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    <title>Ram on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Ram on Melabit</description>
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      <title>Diritto alla riparabilità: i prodotti Apple</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono il tipo che rimpiange i &amp;ldquo;bei vecchi tempi&amp;rdquo; che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent&amp;rsquo;anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant&amp;rsquo;anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l&amp;rsquo;anno, in alcune zone d&amp;rsquo;Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è una cosa che rimpiango del passato: la possibilità di mettere le mani nei computer, cambiando componenti fondamentali come il disco o la RAM e, nei desktop, anche la scheda grafica o il processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, i computer odierni sono dei mostri di potenza rispetto a quelli di 10-15 anni fa, e questo deriva anche (ma non solo) dall&amp;rsquo;integrazione sempre più spinta dei componenti, che rende i computer attuali dei sistemi unici e molto meno modulari rispetto al passato. Ma questo significa anche che sono diventati &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Mac&amp;#43;Studio&amp;#43;2023&amp;#43;Housing&amp;#43;Replacement/165221&#34;&gt;più complicati da smontare&lt;/a&gt; di una &lt;a href=&#34;https://www.vanishingincmagic.com/puzzles-and-brainteasers/articles/what-is-a-japanese-puzzle-box/&#34;&gt;scatola segreta giapponese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-11-diritto-alla-riparabilita-i-prodotti-apple/DALL-E-2024-11-08.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: Immagine di una scatola segreta giapponese generata da &lt;a href=&#34;https://openai.com/index/dall-e&#34;&gt;DALL-E&lt;/a&gt; attraverso &lt;a href=&#34;https://chatgpt.com&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Apple in questo è stata un precursore, nel senso che, se la memoria non mi inganna, è stata la prima azienda a integrare in modo sempre più spinto i componenti dei propri prodotti hardware. A volte a ragione, come nel caso degli iPhone, dove la batteria integrata permette di prolungarne la durata diminuendo allo stesso tempo il peso dello smartphone, oppure degli AirPods e dell&amp;rsquo;Apple Watch, che senza questa integrazione non potrebbero proprio esistere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i Mac questa integrazione ha portato ad una chiusura eccessiva del prodotto finale, snaturando l&amp;rsquo;idea di computer che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=VtvjbmoDx-I&#34;&gt;&lt;em&gt;cambiano il mondo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e che permettono di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=iKS0EIyevSU&#34;&gt;&lt;em&gt;pensare in modo differente&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo l&amp;rsquo;iMac. Gli iMac G5, quelli prodotti a partire dal 2004 per intenderci, si aprivano dal retro &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5&#34;&gt;svitando tre viti&lt;/a&gt; e davano accesso a tutto l&amp;rsquo;interno della macchina, permettendo di cambiare praticamente tutto, perfino il display LCD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a un certo punto &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/07/10/jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/&#34;&gt;certi progettisti&lt;/a&gt; più attenti al design che alla funzionalità hanno deciso che il corpo dell&amp;rsquo;iMac doveva essere un pezzo unico di alluminio (&lt;em&gt;unibody&lt;/em&gt;), trasformando lo schermo LCD nell&amp;rsquo;unico punto di accesso all&amp;rsquo;interno del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Smontare uno schermo LCD da 20 e più pollici non è una operazione alla portata di tutti, soprattutto se questo non è fissato non con delle semplici viti (già immagino lo sguardo disgustato dei progettisti di cui sopra), ma con dei potenti magneti o, peggio ancora, con delle strisce iperadesive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, una volta superato questo primo ostacolo, anche cambiare la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;RAM&amp;#43;Replacement/136306&#34;&gt;RAM&lt;/a&gt; o la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;PRAM&amp;#43;Battery&amp;#43;Replacement/136307&#34;&gt;batteria interna&lt;/a&gt; è diventata una operazione che costringe a fare a pezzi l&amp;rsquo;intero computer, nonostante l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://guide-images.cdn.ifixit.com/igi/6A4EHvapeoMdolHS.large&#34;&gt;interno del Mac sia mezzo vuoto&lt;/a&gt; o quasi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Oggi è anche peggio. Quando acquistiamo un Mac con processore Apple Silicon siamo obbligati a decidere al momento dell&amp;rsquo;acquisto la dimensione della RAM e del disco SSD. Dato che questi due componenti sono integrati nel blocco del processore (la RAM) o saldati sulla scheda logica (l&amp;rsquo;SSD), la loro dimensione non potrà più essere modificata, a meno di non cambiare l&amp;rsquo;intera scheda logica (oppure di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=E3N-z-Y8cuw&#34;&gt;modifiche fai-da-te da prendere con le pinze&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per garantire una vita più lunga al proprio nuovo Mac, tanti utenti preferiscono quindi largheggiare con le dimensioni di questi componenti. Ma questo significa dover sottostare ai prezzi letteralmente da rapina praticati da Apple: 230 euro in più per passare dal ridicolo disco SSD da 256 GB ad uno più normale da 512 GB, e ben 460 euro per il salto fino a 1 TB. Oppure altri 230 euro per ogni 8 GB di RAM in più rispetto al modello base.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il bello è che gli iMac odierni sono sottili quanto un Air, ma dentro sono praticamente vuoti e, per di più, sono di nuovo &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/iMac&amp;#43;M3&amp;#43;24-Inch&amp;#43;Teardown:&amp;#43;Apple%E2%80%99s&amp;#43;Most&amp;#43;Replaceable&amp;#43;Battery-/172727&#34;&gt;molto facili da smontare&lt;/a&gt;. Con tanto spazio libero, ci voleva molto ad inserire qualche connettore per aggiungere un secondo disco SSD o dell&amp;rsquo;altra RAM? Questi componenti sarebbero di sicuro meno efficienti a quelli integrati, ma permetterebbero di adattare meglio la macchina alle esigenze variabili nel tempo dei suoi utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: ma queste scelte ingegneristiche rendono il Mac più affidabile, dato che non ci sono connettori che possono rovinarsi. La semplificazione delle connessioni sulla scheda logica permette anche di renderla sempre più piccola, più facile da progettare e di conseguenza più economica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto vero. Ma che ce ne facciamo di una scheda madre piccolissima quando l&amp;rsquo;iMac è già grande di suo? Inoltre, la scheda logica sarà anche più economica da produrre per Apple, ma l’utente finale non ne ricava alcun vantaggio: sostituirla può costare intorno ai 1000 euro, rendendo di fatto più conveniente acquistare un Mac nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E quanto detto per l&amp;rsquo;iMac, vale a maggior ragione per il Mac Studio e il Mac Pro, macchine professionali di costo e dimensioni molto più importanti dell&amp;rsquo;iMac, ma che non possono lo stesso essere aggiornate dopo l&amp;rsquo;acquisto (il Mac Studio), oppure possono essere &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/77003/2023-mac-pro-teardown-still-grate-en&#34;&gt;aggiornate in modo molto limitato&lt;/a&gt; (il Mac Pro) usando quasi esclusivamente &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/101787&#34;&gt;componenti proprietari&lt;/a&gt; Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ha senso tutto ciò? I Mac sono prodotti che durano anni ed anni, e chi li compra lo fa non solo perché sono belli, ma direi soprattutto per l&amp;rsquo;eccellente integrazione fra hardware, software e il resto dell&amp;rsquo;ecosistema Apple. Rendere le macchine più accessibili e più facilmente aggiornabili li renderebbe anche più &lt;em&gt;adattabili&lt;/em&gt;, e sarebbe un colpo da maestro anche per l&amp;rsquo;immagine di Apple, che ultimamente sembra un po&amp;rsquo; appannata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte certi modelli da 27&amp;quot; che hanno mantenuto uno sportellino che permetteva di accedere facilmente alla RAM.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto stesso che questi prezzi siano sempre uguali dimostra che dietro di essi non c&amp;rsquo;è una motivazione tecnica, ma solo una scelta di marketing.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Al limite della memoria</title>
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      <pubDate>Wed, 23 Oct 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-10-23-al-limite-della-memoria/IMG_2191.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Mi sa di aver esagerato un po&amp;rsquo; con Firefox &amp;hellip; O è Firefox (versione 131) che non riesce a &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/firefox/comments/1fwn62e/memory_leaks_after_v131/&#34;&gt;liberare correttamente&lt;/a&gt; la memoria (virtuale, 92 GB di RAM su questo Mac me li sogno)?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quale che sia la ragione, subito dopo aver scattato questa foto il mio Mac è andato in crash, con conseguente riavvio e necessità di risistemare le (tante) finestre aperte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna su macOS questi arresti anomali sono rari, ma quando si verificano il sistema operativo non riesce mai a ripristinare lo stato precedente della sessione. Se qualcuno dalle parti di Cupertino ha un po&amp;rsquo; di tempo libero e ci volesse pensare&amp;hellip; 😇&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto mi riguarda, sarebbe ben più utile della possibilità di &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/2476360/with-ios-18-loving-your-iphone-is-a-real-chore.html&#34;&gt;customizzare all&amp;rsquo;infinito&lt;/a&gt; lo schermo dell&amp;rsquo;iPhone.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Schede perforate: Arriva il Commodoro</title>
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      <pubDate>Sun, 06 Nov 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Il mio primo computer casalingo è stato il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_VIC-20&#34;&gt;Commodore VIC-20&lt;/a&gt;, una tastiera beige da collegare alla TV che all&amp;rsquo;accensione metteva a disposizione ben (ben?) 3.5 kB di memoria (sì, avete letto bene, erano proprio 3.5 kilobyte, 3.500 byte).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;https://www.radioamatore.info/notizie/155-tecnologia/1181-13022011-commodore-vic-20-30anni-fa-entrava-il-computer-nelle-case&#34;&gt;VIC-20&lt;/a&gt; costava poco, è vero, ma quei 3.5 kB disponibili erano davvero troppo pochi e mi costruii subito una scheda di espansione da 8 Kb di RAM statica, più lenta e costosa di quella dinamica ma con un circuito elettronico molto più semplice, adatto ad un hobbista inesperto come me. Accendere il VIC e avere 11.5 kB a disposizione sembrava un sogno. Peccato che il computer fosse inadeguato lo stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Poco dopo vinsi al Totocalcio, avevo giocato con la mia ragazza e avevamo fatto 12, con il 13 avremmo guadagnato davvero un sacco di soldi. Ci accontentammo del nostro milione e mezzo di lire che, diviso in due, mi permise di comprare il Commodore 64, l&amp;rsquo;oggetto del desiderio dei giovani &lt;em&gt;nerd&lt;/em&gt; di allora.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64&#34;&gt;Commodore 64&lt;/a&gt; (o il Commodoro per gli affezionati) all&amp;rsquo;esterno era praticamente uguale al VIC-20, ma dentro era tutta un&amp;rsquo;altra cosa. Non solo per i 64 kB di RAM, ma anche per la presenza di due coprocessori dedicati uno alla grafica e l&amp;rsquo;altro al suono, che sollevavano il processore principale da questi compiti e rendevano tutto più fluido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-11-06-schede-perforate-arriva-il-commodoro/commodore-64-scatola.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.drcommodore.it/2022/08/06/40-compleanno-commodore-64-storia/&#34;&gt;DrCommodore.it&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se non sono mai stato particolarmente appassionato di giochi, c&amp;rsquo;erano due giochi per il Commodore 64 che mi hanno fatto perdere ore e ore davanti al computer e causato tante notti insonni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo gioco era &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Pitstop_II&#34;&gt;Pitstop II&lt;/a&gt;, con lo schermo diviso in due e le soste obbligatorie per rifornirsi e cambiare le gomme. L&amp;rsquo;altro il favoloso &lt;a href=&#34;https://ready64.org/giochi/scheda_gioco/id/70/football-manager&#34;&gt;Football Manager&lt;/a&gt; che, dicono gli esperti, è stato il primo simulatore del gioco del calcio dal punto di vista dell&amp;rsquo;allenatore, che deve gestire la squadra, comprare e vendere i giocatori e occuparsi degli aspetti economici del campionato, ma che poi assiste da bordo capo alla partita senza molte possibilità di intervenire. Un meccanismo semplicissimo, ma che proprio per quello catturava immediatamente e rendeva quasi impossibile staccarsi dallo schermo (Football Manager si può &lt;a href=&#34;https://c64online.com/c64-games/football-manager/&#34;&gt;giocare online qui&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In cerca della magia di Football Manager ho provato a giocare ai gestionali calcistici moderni, ma sono troppo complicati, solo imparare le mille regole e regolette mi annoia e lascio subito perdere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma il Commodore 64 per me non erano solo i giochi, anzi la cosa che mi piaceva di più era cercare nelle riviste del tempo programmi e routine interessanti da provare, che dovevo copiare pazientemente, riga per riga, sul &lt;em&gt;Commodoro&lt;/em&gt;. Un lavoro certosino, ma che dava soddisfazioni quando si riusciva a far funzionare il programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa peggiore è quando il programma non funzionava proprio, quando non era una questione di copia ma di codice sbagliato. E anche quella è stata una scuola di &lt;em&gt;debugging&lt;/em&gt;, di ricerca dell&amp;rsquo;errore nel codice, tutto sommato anche nella vita, come con il maiale, non si butta via niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra tutti i programmi copiati me ne ricordo uno in particolare, un simulatore di circuiti logici che, a differenza del solito, mostrava come cambiava la forma d&amp;rsquo;onda del segnale in funzione dei dati in ingresso, una specie di oscilloscopio per segnali logici. Era lunghissimo e ci  avrò messo chissà quanto a copiarlo e a correggere gli errori (miei), però era una cosa davvero avanzata per l&amp;rsquo;epoca e per quel tipo di computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il Commodore 64 è stato per me anche una scuola di programmazione, per imparare a superare i limiti del suo BASIC e per spremere il più possibile dalla macchina. Avevo un bel po&amp;rsquo; di volumi (fotocopiati) che parlavano del funzionamento interno del computer e con gli amici parlavamo ossessivamente, per ore, dei trucchi con i quali, a colpi di &lt;em&gt;peek&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;poke&lt;/em&gt;, si poteva accedere alle locazioni di memoria non documentate (o meglio, documentate solo nei volumi in questione) e fargli fare le cose più incredibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è un caso che il mio primo articolo &lt;em&gt;tecnico&lt;/em&gt; sia stato proprio dedicato ad un trucco di programmazione del Commodore 64, scoperto per caso. Più che un articolo era una breve lettera e il testo, a rileggerlo oggi, è davvero orribile, sembra più la dimostrazione di un teorema che un articolo da rivista, però quelli di &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Bit_%28rivista%29&#34;&gt;Bit&lt;/a&gt; sono stati così gentili da pubblicarlo e mi hanno anche pagato!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-11-06-schede-perforate-arriva-il-commodoro/bit-63-1985.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Purtroppo il mio &lt;em&gt;Commodoro&lt;/em&gt; ha fatto una brutta fine. Dopo qualche anno che non lo usavo più lo regalai ad una conoscente per farci giocare il suo bambino delle elementari. Durò una settimana o giù di lì, non so come ma il ragazzino riuscì ad infilare il connettore di alimentazione nella porta sbagliata e lo bruciò. Letteralmente. Più tardi ne ho comprato un&amp;rsquo;altro, e ho anche il Commodore 128 e l&amp;rsquo;unità a disco, ma non è la stessa cosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà era solo &lt;em&gt;uno&lt;/em&gt; degli oggetti del desiderio, l&amp;rsquo;altro era il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/ZX_Spectrum&#34;&gt;Sinclair ZX Spectrum&lt;/a&gt;, ma non voglio assolutamente entrare nella guerra di religione Commodore &lt;em&gt;vs.&lt;/em&gt; Spectrum.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Ma il Fusion Drive serve ancora?</title>
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      <pubDate>Mon, 25 Jun 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Un amico mi ha chiesto tramite WhatsApp se gli conveniva o no prendere un iMac con il Fusion Drive. Gli ho risposto subito di lasciar perdere il Fusion Drive e di prendere al suo posto un disco SSD e che gli avrei dato una risposta più dettagliata tramite email. Ma dato che l&amp;rsquo;argomento può avere un interesse più generale e che, bontà sua, l&amp;rsquo;amico è un lettore di &lt;em&gt;melabit&lt;/em&gt;, ho pensato di rispondergli in modo più articolato qui sul blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://cdn.arstechnica.net/wp-content/uploads/2012/10/PEorbl1ZxqS2W6UDUUFdDN1kd7ZDvUWL0VCQdFzs2fg.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Innanzi tutto: cos&amp;rsquo;è un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202574&#34;&gt;Fusion Drive&lt;/a&gt;? È una delle tante idee geniali di Apple che cinque o sei anni fa, quando i dischi SSD a stato solido costavano ancora cifre spaventose, decise di integrare un piccolo disco SSD ad un disco meccanico tradizionale, cercando di sfruttare gli aspetti migliori delle due memorie di massa, la velocità del disco a stato solido e la capienza di quello meccanico. La cosa più brillante non era l&amp;rsquo;implementazione hardware (usare dischi di caratteristiche diverse per scopi differenti non era certo una novità) quanto l&amp;rsquo;integrazione di questo sistema ibrido nel sistema operativo del Mac, che ce lo fa vedere come se fosse un disco (o &lt;em&gt;volume&lt;/em&gt;) unico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema operativo memorizza nella parte a stato solido del Fusion Drive i programmi ed i documenti utilizzati più di frequente, mentre sul disco meccanico rimane tutto quello che viene utilizzato meno spesso. Il meccanismo è dinamico e i file vengono spostati da un disco all&amp;rsquo;altro a seconda dell&amp;rsquo;utilizzo che l&amp;rsquo;utente ne sta facendo in un determinato momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da un punto di vista logico, il meccanismo di funzionamento del Fusion Drive  è molto simile a quello che succedeva una ventina di anni fa con la RAM. Allora la memoria RAM costava parecchio e quindi si preferiva accoppiarla ad uno spazio di &lt;em&gt;swap&lt;/em&gt; sul disco rigido che sembrasse una specie di estensione logica della RAM stessa (non a caso questo spazio veniva chiamato anche &lt;em&gt;memoria virtuale&lt;/em&gt; mentre oggi su macOS si chiama &lt;em&gt;spazio di scambio&lt;/em&gt;). A seconda delle necessità del momento, il sistema operativo spostava i file in uso dalla RAM allo spazio di swap e viceversa e il tutto appariva come se ci fosse una quantità di memoria RAM doppia o tripla di quella reale. Naturalmente la memoria virtuale era molto più lenta di quella reale e quando il sistema iniziava a &lt;em&gt;swappare&lt;/em&gt;, si sentiva il rumore inconfondibile del disco rigido accoppiato ad un rallentamento generale del computer, troppo impegnato a scambiare i dati fra la memoria reale a quella virtuale. Oggi la memoria virtuale esiste ancora ma con RAM da 8, 16 o 32 GB, è raro che venga usata pesantemente come allora (e quando viene usata così &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;non è una cosa molto buona&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo al Fusion Drive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Fusion Drive iniziale del 2012 era costituto da un disco meccanico da 1 TB e un disco SSD da 128 GB (quindi otto volte più piccolo). Oggi&amp;hellip; idem, e in certi casi persino peggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Attualmente il Fusion Drive può essere montato solo nell&amp;rsquo;iMac e nel Mac Mini. Nell&amp;rsquo;iMac il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac?product=MNDY2T/A&amp;amp;step=config&#34;&gt;Fusion Drive&lt;/a&gt; di base ha un disco meccanico da 1 TB accoppiato ad un SSD da soli 32 GB, mentre i &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac?product=MNDY2T/A&amp;amp;step=config&#34;&gt;modelli superiori&lt;/a&gt; hanno un disco meccanico da 2 o 3 TB e un SSD di 128 GB. Nel Mac Mini il Fusion Drive è diverso e ha un disco meccanico da 1 o 2 TB e SSD di 128 GB.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo l&amp;rsquo;efficienza di un Fusion Drive aumenta quando le dimensioni del disco SSD sono una frazione significativa di quelle del disco meccanico, mentre nei modelli attuali è successo il contrario, dischi meccanici più grandi ma SSD sempre più piccoli o al massimo di dimensione costante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra quindi che il concetto di Fusion Drive sia stato sostanzialmente abbandonato da Apple. Perché se l&amp;rsquo;idea era geniale cinque o sei anni fa e riusciva a risolvere un problema molto sentito in modo trasparente e ad un costo decente, il crollo dei prezzi dei dischi a stato solido oggi ha reso di fatto inutile un sistema ibrido come questo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si acquista un nuovo Mac è quindi molto più ragionevole scegliere un disco SSD di dimensioni consistenti ma non estreme, diciamo dai 256 GB a 1 TB al massimo (con l&amp;rsquo;ottimo in mezzo, il taglio ideale oggi è un SSD da 512 GB). Oltre il TB rapporto fra costo e dimensioni diventa eccessivo (ve la sentireste di spendere 3.360 euro in più per montare sul vostro iMac Pro un SSD da 4 TB?)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se serve più spazio? Nessun problema, basta aggiungere un disco esterno meccanico da 1 TB o più, dove memorizzare tutti quei file che non hanno necessità di velocità di accesso estreme o che non utilizziamo spesso, foto e musica in primo luogo ma anche progetti lavorativi conclusi.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Inutile strafare sulle dimensioni, meglio comprare un disco delle dimensioni che ci servono oggi (diciamo un disco grande non più del doppio dello spazio occupato dai file che vogliamo metterci su), tanto se fra un anno o due lo spazio finirà, il costo di un disco rigido più grande sarà sceso tanto da farci comunque risparmiare rispetto all&amp;rsquo;aver acquistato oggi un disco top di gamma. E se i file da mettere nel disco esterno non occupano troppo spazio, si potrebbe perfino decidere di prendere un disco SSD economico ma di qualità da installare in un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Meglio invece strafare sulla porta di interfaccia del disco esterno: l&amp;rsquo;USB 3 è il minimo sindacale, con USB-C (per i Mac che ce l&amp;rsquo;hanno) o Thunderbolt è difficile accorgersi che stiamo usando un disco meccanico esterno, l&amp;rsquo;unico rallentamento che si avverte è l&amp;rsquo;avvio iniziale quando il disco rigido è a riposo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i miei Mac fissi sono configurati in questo modo e, con qualche &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;collegamento simbolico ben piazzato&lt;/a&gt;, non mi accorgo nemmeno di avere due, tre e a volte anche quattro dischi diversi collegati permanentemente al Mac invece di un unico disco rigido di dimensioni molto grandi. Non sarà comodo ed integrato con il sistema operativo come il Fusion Drive ma è molto più efficiente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Visto lo stato &lt;em&gt;comatoso&lt;/em&gt; del Mini che &lt;a href=&#34;https://buyersguide.macrumors.com/#Mac_Mini&#34;&gt;non viene aggiornato dall&amp;rsquo;ottobre 2014&lt;/a&gt; (quasi 4 anni), è probabile che anche il Fusion Drive sia un modello altrettanto datato e ormai obsoleto dal punto di vista tecnologico.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente questo disco esterno deve essere separato dal disco per Time Machine, che sul Mac sin dai tempi di Leopard è una specie di &lt;em&gt;assicurazione obbligatoria&lt;/em&gt; che vale ogni centesimo di quello che costa.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? Dimenticavo...</title>
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      <pubDate>Wed, 07 Dec 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/mbp_wordle.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualche ulteriore commento sparso su dettagli che ho dimenticato di inserire negli &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;articoli&lt;/a&gt; degli &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;ultimi&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;giorni&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;spdif&#34;&gt;S/PDIF&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://www.independent.co.uk/life-style/gadgets-and-tech/features/apple-macbook-pro-new-philip-schiller-interview-phil-iphone-ios-criticism-a7393156.html&#34;&gt;Phil Schiller afferma&lt;/a&gt; che, a differenza dell&amp;rsquo;iPhone 7, i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 conservano il jack analogico perché &amp;ldquo;sono macchine professionali che hanno bisogno di una connessione &lt;em&gt;fisica&lt;/em&gt; ai dispositivi audio professionali attraverso il jack audio.&amp;rdquo;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;These are pro machines. If it was just about headphones then it doesn’t need to be there, we believe that wireless is a great solution for headphones. But many users have setups with studio monitors, amps, and other pro audio gear that do not have wireless solutions and need the 3.5mm jack.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo, però, nei MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 è stato mantenuto il solo jack audio &lt;em&gt;analogico&lt;/em&gt;, rimuovendo la &lt;a href=&#34;http://www.hardwaresecrets.com/everything-you-need-to-know-about-the-spdif-connection/&#34;&gt;connessione digitale S/PDIF&lt;/a&gt;, veicolata attraverso lo stesso jack audio ed usata da tanti professionisti per collegare fra loro i dispositivi audio professionali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica finora, inserendo una cuffia nel jack, il Mac si limitava a trasmettere un segnale analogico alla cuffia. Ma inserendo un &lt;a href=&#34;https://larryjordan.com/assets/nxltr67/toslink-adapters.jpg&#34;&gt;adattatore TOSLINK&lt;/a&gt;, la porta audio passava automaticamente a trasmettere un segnale digitale a 24 bit e 96 kHz attraverso una connessione in fibra ottica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono esperto in audio professionale, però mi sembra lo stesso una mancanza piuttosto significativa: la connessione ottica isola elettricamente un dispositivo dall&amp;rsquo;altro, evitando che si creino loop di massa e che il segnale trasmesso da un dispositivo all&amp;rsquo;altro venga &lt;em&gt;sporcato&lt;/em&gt; da ronzii e rumori di varia natura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I professionisti dell&amp;rsquo;audio ne saranno entusiasti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;disco-ssd&#34;&gt;Disco SSD&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono già alcuni anni che i portatili Apple hanno la memoria RAM saldata direttamente sulla scheda madre. Se tale scelta garantisce la compatibilità della RAM con la scheda madre e ottimizza le dimensioni del portatile, rende di fatto obbligatorio scegliere, già in fase di acquisto, il taglio di memoria più ampio fra quelli disponibili, compatibilimente con il budget  che abbiamo a disposizione. Poiché l&amp;rsquo;esperienza ci dice che il prezzo della RAM tende a scendere rapidamente nel tempo, poter aggiungere altri moduli RAM solo quando se ne presenta la necessità effettiva riduce parecchio l&amp;rsquo;esborso economico complessivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 con touch bar Apple si è spinta ancora più avanti, &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/15/macbook-pro-touch-bar-non-removable-ssd/&#34;&gt;saldando anche al memoria di massa a stato solidio (SSD)&lt;/a&gt; alla scheda madre del portatile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se la scheda madre di un qualunque computer smette di funzionare, possiamo sempre rimuovere la memoria di massa (non importa se un disco rigido meccanico o uno a stato solido) e collegarla ad un altro computer, garantendoci l&amp;rsquo;accesso immediato ai dati memorizzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 (con touch bar) tutto ciò non è più possibile: se il Mac non funziona, l&amp;rsquo;unica opzione per recuperare i propri dati è quella di inviare il portatile presso un centro assistenza Apple che dispone di &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/25/apple-ssd-data-recovery-macbook-pro/&#34;&gt;uno strumento specifico&lt;/a&gt; per il recupero del contenuto del disco SSD da queste macchine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un bene che Apple ci abbia pensato. È molto male che il recupero sia effettuabile solo dai tecnici Apple: i dati memorizzati sul disco rigido sono molto spesso la cosa più preziosa del computer e potrebbe essere un grave danno dover aspettare ore (o giorni) prima di potervi accedere di nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un consiglio spassionato per chi decidesse di acquistare un nuovo MacBook Pro: non fidatevi del solo Time Machine e investite qualche decina di euro in una copia di &lt;a href=&#34;http://bombich.com/&#34;&gt;Carbon Copy Cloner&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;http://www.shirt-pocket.com/SuperDuper/SuperDuperDescription.html&#34;&gt;SuperDuper&lt;/a&gt;, con i quali effettuare periodicamente la clonazione dell&amp;rsquo;intero disco rigido su un disco esterno. Preferibilmente (molto preferibilmente!) separato da quello che usate per Time Machine. La prudenza non è mai troppa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;touch-id&#34;&gt;Touch ID&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 integrano nella touch bar anche il touch ID, un sensore di riconoscimento dell&amp;rsquo;impronta digitale analogo a quello presente sugli iPhone più recenti, che serve anche da pulsante di spegnimento del MacBook Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insieme al trackpad &lt;em&gt;maggiorato&lt;/em&gt;, questa è di certo una delle funzioni più utili dei nuovi MacBook Pro. Purtroppo anche la touch bar e il sensore touch ID sono saldati direttamente sulla scheda madre, &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/MacBook&amp;#43;Pro&amp;#43;13-Inch&amp;#43;Touch&amp;#43;Bar&amp;#43;Teardown/73480&#34;&gt;rendendo probabilmente impossibile la ripararli&lt;/a&gt; senza sostituire l&amp;rsquo;intera scheda logica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche a costo di essere considerato retrogrado, mi sembra una scelta di progetto ben poco logica per una macchina da portare continuamente in giro. Oltre che piuttosto onerosa per gli utenti sfortunati che dovessero ritrovarsi con un touch ID difettoso.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? Parliamo ancora di hardware</title>
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      <pubDate>Thu, 24 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea iniziale per questo secondo articolo dedicato all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;hardware dei nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; era di concentrarsi sugli altri componenti della macchina &amp;ndash; RAM, disco SSD, porte di interfaccia, scheda grafica, schermo LCD, touchpad &amp;ndash; analizzandone gli aspetti positivi e le limitazioni. Ma non poteva funzionare: sarebbe venuto fuori un articolo noioso e poco comprensibile per la maggior parte dei lettori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho deciso invece di analizzare in dettaglio quello che faccio ogni giorno con il mio Mac, con l&amp;rsquo;obiettivo di verificare le &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;conclusioni di Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt;, che i 16 GB di memoria RAM (massima) dei nuovi MacBook Pro sono più che sufficienti anche per i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; più avidi di risorse. Chi vuole evitare la lunga descrizione di quello che ho fatto può saltare direttamente alle  &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/#conclusioni&#34;&gt;conclusioni&lt;/a&gt; finali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-macchina&#34;&gt;La macchina&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte le prove sono state eseguite con un iMac acquistato a metà del 2014 che in questo momento rappresenta la mia macchina principale. La configurazione hardware scelta era praticamente quella &lt;em&gt;top&lt;/em&gt; disponibile  al momento dell&amp;rsquo;acquisto (a parte la possibilità di installare un disco Fusion più capiente):&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://support.apple.com/kb/SP687?locale=en_US&amp;amp;amp;viewlocale=en_US&#34;&gt;iMac 21.5 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2013&lt;/a&gt; con OS X El Capitan 10.11.6;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://ark.intel.com/products/75124/Intel-Core-i7-4770S-Processor-8M-Cache-up-to-3_90-GHz&#34;&gt;processore Intel Core i7&lt;/a&gt; da 3.1 GHz con 4 core fisici (&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Hyper-threading&#34;&gt;8 core logici&lt;/a&gt;) e 8 MB di cache L3;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;16 GB di RAM DDR3 da 1600 MHz;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;disco interno SSD PCI da 500 GB (con ancora 165 GB liberi);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;2 dischi esterni Thunderbolt 2, uno da 2 TB per i dati e uno da 4 TB riservato a Time Machine;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;scheda grafica NVIDIA GeForce GT 750M con 1 GB di RAM GDDR5.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iMac è costato in tutto 2.500 euro (con sconto &lt;em&gt;Education&lt;/em&gt; dell&#39;8%), compresi i due dischi rigidi esterni e qualche accessorio (cavi, adattatori, hub usb, lucchetto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, la configurazione hardware del MacBook Pro 15 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 &lt;em&gt;top&lt;/em&gt; di gamma equivalente (scegliendo ancora una unità SSD di capienza  inferiore a quella massima disponibile) è:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://support.apple.com/kb/SP749?locale=en_US&#34;&gt;MacBook Pro 15 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016&lt;/a&gt; con OS X Sierra 10.12.1;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;processore Intel Core i7 da 2.9 GHz con 4 core fisici (8 core logici) e 8 MB di cache L3 (le specifiche tecniche dei tre processori disponibili per il MacBook Pro da 15 pollici &lt;a href=&#34;http://ark.intel.com/compare/93341,93340,88972&#34;&gt;si trovano qui&lt;/a&gt;);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;16 GB di RAM LPDDR3 da 2133 MHz;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;disco interno SSD PCIe da 1 TB;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;schede grafiche Intel HD Graphics 530 e Radeon Pro 460 con 4 GB di RAM GDDR5 (con passaggio automatico da una all&amp;rsquo;altra scheda grafica);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;ad un costo totale, compreso lo sconto Education, di ben 3.800 euro (senza considerare i dischi esterni e gli accessori, per i quali bisogna aggiungere almeno altri 600-700 euro), circa l&#39;80% in più del mio iMac di due anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di iniziare ho spento e riavviato il Mac, in modo da partire da uno stato il più possibile definito. Subito dopo il login e una volta completati tutti i processi automatici di avvio (fra cui Dropbox, TeamViewer e &lt;a href=&#34;http://zipzapmac.com/GetPlainText&#34;&gt;Get Plain Text&lt;/a&gt;), l&amp;rsquo;occupazione di memoria riportata da Monitoraggio Attività è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dei 3.0 GB di memoria &lt;em&gt;utilizzata&lt;/em&gt;, 1.8 GB sono usati dai processi del sistema operativo e  dalle applicazioni, 1.2 GB sono memoria &lt;em&gt;wired&lt;/em&gt;, necessaria per l&amp;rsquo;esecuzione delle applicazioni e che non può essere usata da altri processi, compressa o salvata nello &lt;em&gt;spazio di scambio&lt;/em&gt; sul disco rigido (detto anche &lt;em&gt;memoria virtuale&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;swap&lt;/em&gt;), e infine 0.0 GB sono memoria &lt;em&gt;compressa&lt;/em&gt; per dare più spazio alle altre applicazioni. I 3.4 GB di memoria &lt;em&gt;cache&lt;/em&gt; rappresentano invece la memoria usata dalle applicazioni appena chiuse. La memoria cache può velocizzare parecchio l&amp;rsquo;avvio delle applicazioni già usate se queste vengono eseguite di nuovo prima che la memora cache venga sovrascritta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La memoria occupata dalle &lt;em&gt;app&lt;/em&gt;, quella &lt;em&gt;wired&lt;/em&gt; e quella &lt;em&gt;compressa&lt;/em&gt; saranno indicate da ora in poi in modo più compatto con &lt;code&gt;(app:1.8/wired:1.2/compr:0.0)&lt;/code&gt;, dove tutte le dimensioni sono espresse in GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-leggero-applicazioni-da-ufficio&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;leggero&lt;/em&gt;: applicazioni da ufficio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Conclusa la fase di avvio, comincio ad usare l&amp;rsquo;iMac lanciando, come succede ogni giorno, Firefox e Thunderbird (quest&amp;rsquo;ultimo in realtà è attivo 24 ore su 24 sul mio iMac). La memoria occupata diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.8 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.7 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:2.6/wired:1.2/compr:0.0)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eseguo le attività che aprono la mia giornata di lavoro: controllo la posta elettronica e leggo qualche qualche pagina web. La memoria occupata aumenta di qualche centinaio di MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio le applicazioni che uso tutti i giorni, Slack, &lt;a href=&#34;https://macromates.com/&#34;&gt;TextMate&lt;/a&gt;, il Terminale, &lt;a href=&#34;http://macdown.uranusjr.com/&#34;&gt;MacDown&lt;/a&gt; (per prendere gli appunti per questo articolo). Apro con Anteprima  alcuni eBook in pdf per cercare una informazione che mi serve. Mi rendo conto per la prima volta, guardando la finestra di Monitoraggio Attività, che basta scorrere le pagine dei volumi per aumentare a dismisura la memoria occupata. Per simulare quello che (purtroppo!) fanno la maggior parte degli utenti, lancio anche Word ed Excel, aprendo due documenti piuttosto semplici per ciascuno dei programmi. Con queste applicazioni attive, la memoria occupata del Mac aumenta a ben&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;9.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;7.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:7.7/wired:1.3/compr:0.0)&lt;/code&gt;. Le applicazioni più avide di risorse sono Anteprima, che riempie ben 2.0 GB di RAM con una ventina di file pdf aperti, e Firefox, che in questo momento ha bisogno di quasi 1 GB di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_light.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_light.png&#34; alt=&#34;Applicazioni da ufficio&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avessi solo 8 GB di RAM sarei già in difficoltà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-medio-applicazioni-standard&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;medio&lt;/em&gt;: applicazioni standard&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiudo Word ed Excel, lasciando aperte tutte le altre applicazioni (che uso di continuo nel corso della giornata). Prima di cominciare questa seconda fase di prove, cancello la cache della memoria con il comando da Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo purge&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che riporta (temporaneamente) l&amp;rsquo;occupazione di memoria a&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;8.6 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0.3 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:7.3/wired:1.3/compr:0.0)&lt;/code&gt;. Dopo alcuni minuti di uso del Mac la cache torna di nuovo a crescere fino a circa 1 GB (come deve succedere: le applicazioni che promettono id &lt;em&gt;liberare&lt;/em&gt; la memoria cancellando la cache non servono a niente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio di nuovo Excel, a cui aggiungo TeXShop, RStudio, Scrivener, Plot2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Carico un file Excel di dimensioni &amp;ldquo;normali&amp;rdquo; contenente dei dati provenienti da una misura recente e creo i grafici a dispersione (X-Y) di alcune colonne di dati. Passo ad &lt;a href=&#34;https://www.rstudio.com/products/RStudio/&#34;&gt;RStudio&lt;/a&gt; e lancio tre o quattro programmi che eseguono calcoli piuttosto semplici su un&amp;rsquo;altra serie di dati e producono il grafico dei risultati. Correggo con &lt;a href=&#34;http://pages.uoregon.edu/koch/texshop/&#34;&gt;TeXShop&lt;/a&gt; la &lt;em&gt;brutta&lt;/em&gt; di un articolo in LaTeX e genero ogni tanto il file pdf di anteprima. Mentre correggo l&amp;rsquo;articolo, consulto i miei appunti su &lt;a href=&#34;https://www.literatureandlatte.com/scrivener.php&#34;&gt;Scrivener&lt;/a&gt; e prendo nota delle cose da aggiungere o modificare. Passo a &lt;a href=&#34;http://apps.micw.org/apps/plot2/&#34;&gt;Plot2&lt;/a&gt; e creo gli stessi  grafici a dispersione che ho appena realizzato in Excel (ma con una qualità nettamente migliore). La memoria Utilizzata aumenta di quasi 1 GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eseguo un ciclo di calcolo con un programma da Terminale a cui sto dando i tocchi finali. Il programma si prende il 100% di uno dei core del processore, oscillando di continuo fra i 4 core disponibili, ma l&amp;rsquo;occupazione di memoria non cambia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passo a TextMate, apro un file di dati in formato CSV di ~73 MB e lo copio e incollo in Excel. Excel ci mette un po&amp;rsquo; a rispondere ma alla fine tutti i dati sono inseriti perfettamente nelle celle del foglio elettronico. Tutto ciò mi costa però più di un altro GB di memoria utilizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per simulare cosa succede lavorando su un foglio elettronico di queste dimensioni, eseguo una semplice ricerca e sostituzione all&amp;rsquo;interno dle foglio Excel appena creato: uno dei core schizza di nuovo al 100% ed Excel riempie rapidamente la memoria disponibile,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;14.1 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;1.9 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;4.3 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;arrivando ad occupare da solo ben 4.2 GB. Per diminuire l&amp;rsquo;occupazione di memoria fisica OS X inizia a comprimere una parte della memoria (arrivando fino a 1.2 GB di memoria compressa) e subito dopo a salvare parte della memoria nello spazio di scambio (&lt;em&gt;swap&lt;/em&gt;) sul disco rigido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_medium.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_medium.png&#34; alt=&#34;Applicazioni standard&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho esaurito i 16 GB di memoria disponibili sul mio Mac. Se continuassi a lavorare sul foglio elettronico finirei per aumentare sempre più la dimensione dello spazio di scambio sul disco rigido, a scapito della velocità globale del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiudo e riapro Excel con lo stesso file da 50 MB, seleziono una coppia di colonne e creo uno dei soliti grafici a dispersione. L&amp;rsquo;occupazione di memoria diminuisce, ma lo spazio di scambio rimane consistente e supera i 50 MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lascio Excel aperto ed eseguo alcuni calcoli con uno script in RStudio che legge il file dati in formato CSV uttilizzato in precedenza, calcola alcuni parametri statistici di base e produce un grafico a dispersione delle prime 5 coppie di colonne. La memoria occupata torna di nuovo a salire rapidamente, fino a riempire praticamente tutta la memoria fisica disponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;12.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;10 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avevo pianificato di usare anche Mathematica, un&amp;rsquo;altra delle applicazioni che fanno parte del mio normale flusso di lavoro, ma i risultati ottenuti mi fanno decidere di soprassedere, non potrei aggiungere niente di più a quello che ho già verificato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro che la memoria di 16 GB del mio iMac è &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; appena sufficiente per svolgere le attività che fanno parte del mio flusso di lavoro giornaliero. Fra un paio di anni, complice l&amp;rsquo;aumento (inevitabile) di funzionalità del sistema operativo e delle applicazioni, diventerà scarsa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-pesante-sviluppo-multipiattaforma&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;pesante&lt;/em&gt;: sviluppo multipiattaforma&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrei anche chiudere qui, ma voglio mostrare cosa succede con un utilizzo ancora più pesante del Mac, che è poi il motivo che mi ha messo in allerta e mi ha fatto decidere di eseguire queste prove.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come prima, chiudo le applicazioni usate in questa fase &amp;ndash; Excel, TeXShop, RStudio, Scrivener, Plot2 &amp;ndash; ma lascio attive tutte le altre. Cancello la cache della memoria con il comando da Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo purge&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che riporta l&amp;rsquo;occupazione di memoria a 9.1 GB, riducendo anche lo spazio di scambio utilizzato a soli 6.5 MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già che ci sono, aggiorno alcune app dall&amp;rsquo;App Store e ne scarico un paio che mi interessano che oggi sono in offerta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio Parallels e facco partire una dopo l&amp;rsquo;altra le macchine virtuali (VM) di Windows XP Professional, OS X El Capitan, OS X Yosemite, Debian Linux a 64 bit, Ubuntu Linux a 32 bit e Ubuntu Linux a 64 bit.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò mi serve per riprodurre quello che ho fatto negli ultimi giorni: compilare un mio programma &amp;ndash; un&amp;rsquo;applicazione da Terminale senza interfaccia grafica che utilizza in modo pesante il solo processore &amp;ndash; e testarlo su varie versioni di Windows, OS X e Linux, un&amp;rsquo;attività (noiosissima!) piuttosto comune per chi sviluppa applicazioni multipiattaforma. Poter provare l&amp;rsquo;applicazione in contemporanea su più sistemi operativi attraverso l&amp;rsquo;uso di un buon emulatore (come &lt;a href=&#34;http://www.parallels.com/it/&#34;&gt;Parallels&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.vmware.com/products/fusion.html&#34;&gt;Fusion&lt;/a&gt; sul Mac) è fondamentale per ridurre i tempi di sviluppo e soprattutto di debug.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_parallels.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_parallels.png&#34; alt=&#34;Parallels: 5 macchine virtuali aperte contemporaneamente&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con l&amp;rsquo;esaurirsi della memoria, l&amp;rsquo;avvio di ciascuna macchina virtuale diventa sempre più lento. Ad esempio, la VM di Debian Linux normalmente esegue il boot in pochi secondi che però ora, con tre VM già attive, diventano più di due minuti. Ancora più lento è il passaggio dallo schermo di login al Desktop pronto per essere utilizzato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, le macchine virtuali diventano molto poco responsive ed ogni operazione viene eseguita molto lentamente. La macchina virtuale meno esosa di risorse è quella di Debian Linux (come era facile prevedere), le più ingorde sono le due VM di OS X, nelle quali il solo aprire una finestra del Finder o il Terminale (le uniche operazioni che devo eseguire nei miei test) impiega tempi incomprensibilmente lunghi (a differenza di quello che succede con una o due VM aperte contemporaneamente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai ho occupato praticamente tutta la memoria RAM disponibile, e questa volta OS X inizia ad usare pesantemente la memoria virtuale, che cresce fino a circa 700 MB,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;14.1 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;1.9 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;730 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:3.4/wired:9.5/compr:1.1)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come è successo prima, sembra che OS X non possa utilizzare più di 14.1 GB, forse perché i 1.9 GB di cache sono riservati al sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_hard.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_hard.png&#34; alt=&#34;Sviluppo multipiattaforma&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi per gioco, provo a lanciare il mio programma in tutte le VM contemporaneamente. Tutti gli otto core logici disponibili vengono occupati quasi al 100%, come è visibile nell&amp;rsquo;immagine qui sotto, ma come è facile prevedere dalle caratteristiche dell&amp;rsquo;applicazione, l&amp;rsquo;occupazione di memoria non aumenta in modo significativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;./immagini/macbookpro2016/monitor_cpu.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_cpu.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_cpu.png&#34; alt=&#34;Occupazione del processore&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante il carico pesantissimo delle sei VM attive contemporaneamente sul processore e sulla memoria, il resto del sistema si mantiene perfettamente stabile e non manifesta rallentamenti avvertibili, a dimostrazione della eccellente qualità globale del sistema operativo sviluppato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di concludere questa parte, vorrei precisare che, a differenza di &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;quanto riportato da Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt;, anche usare Xcode può diventare a volte molto pesante per le risorse di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho provato a sviluppare in Xcode una piccola app per iOS, una cosa semplice semplice da pochissime righe di codice. Xcode mette a disposizione un simulatore che consente di provare l&amp;rsquo;app senza dover usare un dispositivo iOS reale, con l&amp;rsquo;enorme vantaggio aggiuntivo di poter simulare un grande numero di combinazioni diverse di dispositivi fisici e di versioni di iOS a costo zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo far partire ciascun simulatore è una operazione piuttosto lunga (in particolare la prima volta, dalla seconda in poi la memoria cache aiuta a velocizzare l&amp;rsquo;operazione) e Xcode consente di usarne solo uno alla volta. In certe fasi sarebbe utile poter lanciare più di un simulatore, in modo da verificare il comportamento dell&amp;rsquo;app e della sua interfaccia grafica su più dispositivi contemporaneamente. Anche se Xcode non lo permette, con un piccolo trucco si possono lanciare da Terminale fino a 9 simulatori iOS in parallelo, un numero che non è nemmeno troppo alto se si considerano le decine e decine di combinazioni possibili (se non ho sbagliato a contare, solo per iOS ci sono in questo momento ben 128 combinazioni diverse). Con 9 simulatori attivi, l&amp;rsquo;occupazione di memoria diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;13.5 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;2.5 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:10.9/wired:1.9/compr:0.7)&lt;/code&gt;. Il sistema esaurisce di nuovo la memoria diponibile e inizia ad usare lo spazio di scambio in modo piuttosto pesante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;casi-estremi&#34;&gt;Casi estremi?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe obiettare che i miei esempi sono dei casi estremi di uso del Mac, scelti &lt;em&gt;ad hoc&lt;/em&gt; per dimostrare la mia tesi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente di più lontano dalla realtà. L&amp;rsquo;articolo di &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt; e i risultati analoghi &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2016/11/16/zdziarski-a-meta/&#34;&gt;riportati su QuickLoox&lt;/a&gt; mi hanno colpito proprio perché erano molto lontani dalla mia esperienza personale di tutti i giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Partendo da questi risultati, ho deciso di eseguire delle prove in modo il più possibile controllato e controllabile &amp;ndash; oserei dire perfino &lt;em&gt;scientifico&lt;/em&gt; se non fosse un termine troppo importante per una cosa del genere &amp;ndash; provando a riprodurre alcuni miei comuni flussi di lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più specificatamente, se è vero che il foglio elettronico utilizzato è di dimensioni notevoli (è costituito da un singolo foglio di 250.000 righe per 32 colonne), rimane molto al di sotto dei limiti di Excel (attualmente 1.048.576 righe per 16.384 colonne). Anche la dimensione fisica del documento, circa 50 MB, pur se elevata, non è niente di trascendentale: parecchia gente lavora con fogli elettronici di dimensioni analoghe e alcuni arrivano perfino a trattare fogli elettronici di centinaia di MB (e sarei curioso di sapere come fanno).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna anche tenere presente che io ho usato per semplicità un singolo foglio piuttosto grande, ma risultati analoghi (se non peggiori) li avrei ottenuti anche con 5 o 6 fogli più piccoli aperti contemporaneamente (un caso ancora più comune). Inoltre nelle prove con Excel mi sono limitato ad eseguire una semplice operazione di ricerca, senza formattare le celle o inserire delle formule, tutte operazioni normalissime con un foglio elettronico, ma che che avrebbero richiesto ancora più risorse di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda le macchine virtuali, usarne cinque o sei in contemporanea è quasi il minimo &lt;em&gt;sindacale&lt;/em&gt; per chi fa sviluppo multipiattaforma, come nel mio caso, o anche per chi produce applicazioni per il web, da testare su una varietà forse ancora maggiore di combinazioni di sistema operativo e browser web. Anzi, se non avessi sbattuto abbastanza presto contro i limiti di memoria, avrei dovuto aggiungere almeno un&amp;rsquo;altra macchina virtuale con Windows 7 o Windows 10 (che sono quasi dei &lt;em&gt;mattoni&lt;/em&gt; per Parallels) e una con una distribuzione di Linux non derivata da Debian (ad esempio Red Hat o CentOS).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questo lungo articolo ho cercato di dimostrare che 16 GB di RAM sono appena sufficienti per svolgere &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; dei compiti che, anche se piuttosto impegnativi, non sono certo inusuali per chi usa il proprio computer per svolgere determinate &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;attività professionali&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I miei esempi si sono focalizzati sulle attività di tipo scientifico e di sviluppo software che conosco meglio, ma sono sicuro che altri professionisti attivi in ambiti legati all&amp;rsquo;ingegneria, al multimedia o all&amp;rsquo;elaborazione di immagini, potrebbero fare esempi altrettanto impegnativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo è uno dei motivi (ma non l&amp;rsquo;unico) che mi hanno portato ad essere &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;molto deluso dai nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; presentati a fine ottobre. Non sono l&amp;rsquo;unico, anzi sono in compagnia di un &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;folto gruppo&lt;/a&gt; di &lt;em&gt;utenti professionali&lt;/em&gt; che condividono questa sensazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proporre oggi come macchine &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt; dei computer portatili con al massimo 16 GB di memoria, senza nemmeno offrire l&amp;rsquo;opzione di montarne una quantità maggiore (almeno) in fase di acquisto, è una vera e propria assurdità. Se 16 GB di memoria possono ancora bastare con i sistemi operativi e le applicazioni odierne, cosa succederà fra due o tre anni, quando le risorse richieste dalle nuove versioni di OS X e delle applicazioni saranno presumibilmente ben più consistenti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Limitare la memoria massima solo per poter ridurre di qualche millimetro lo spessore delle nuove macchine e far durare qualche decina di minuti in più la batteria, &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/21/phil-schiller-32gb-ram-mbp-logic-board/&#34;&gt;come ha ammesso recentemente Phil Schiller&lt;/a&gt;, non fa altro che aggiungere ulteriori danni alla beffa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Siamo alla sostanza al servizio della forma. Ma che me ne faccio di una forma bellissima e sottilissima, se il MacBook Pro che posso comprare a carissimo prezzo oggi mi da esattamente la stessa quantità di memoria di due o tre anni fa, come se la legge di &lt;del datetime=&#34;2016-11-24T08:38:10+00:00&#34;&gt;Murphy&lt;/del&gt; Moore&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e i progressi tecnologici intercorsi non fossero mai esistiti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È noto che i Mac &amp;ndash; i nuovi MacBook Pro in particolare &amp;ndash; sono macchine costose, ma hanno il grosso pregio di durare parecchio, permettendo di ammortizzare l&amp;rsquo;investimento iniziale su più anni. Ma se le limitazioni intrinseche dell&amp;rsquo;hardware renderanno impossibile utilizzarli a lungo, diventeranno presto macchine ben poco interessanti per quei &lt;em&gt;power user&lt;/em&gt; che guardano soprattutto alle prestazioni pure. Sono una nicchia, sono solo una piccola minoranza dei potenziali acquirenti delle nuove macchine, ma sono anche coloro che sviluppano le applicazioni senza le quali il MacBook Pro diventerebbe soltanto un bel soprammobile. O sono quelli che, con le loro esperienze di uso non convenzionale dei prodotti Apple, danno lustro e prestigio alla piattaforma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Trascurarli (o dimenticarsene) è, a mio modesto parere, un grave errore strategico da parte di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Grazie a Lux per la correzione. Non si dovrebbe mai aggiungere qualcosa all&amp;rsquo;ultimo momento, appena prima di andare a letto!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>MePA... o caro</title>
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      <pubDate>Wed, 28 May 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;MePA sta per &lt;a href=&#34;https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/main/programma/strumenti/MePA&#34;&gt;Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione&lt;/a&gt;, nome roboante per un sito di commercio elettronico attraverso il quale, da un anno e mezzo circa, devono essere effettuati tutti gli acquisti della Pubblica Amministrazione, a prezzi teoricamente calmierati dalla concorrenza fra i diversi fornitori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un sito di commercio elettronico fatto così bene &amp;ndash; nel 2009 ha perfino vinto un European eGovernment Award! &amp;ndash;  che distingue un &amp;ldquo;disco rigido da 1 TB&amp;rdquo; da un &amp;ldquo;disco rigido da 1.0 Terabyte&amp;rdquo; o, ma vogliamo scherzare?, da un &amp;ldquo;hard-disk 1 TB&amp;rdquo;. La precisione prima di tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il MePA oggi è obbligatorio per &lt;em&gt;qualunque acquisto&lt;/em&gt;. Che ci siano beni per i quali non vale solo il prezzo finale, ma considerazioni quali la qualità del bene,  l&amp;rsquo;affidabilità del venditore, il supporto tecnico, etc, etc, non interessa. Una risma di carta o un &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio_elettronico_a_scansione&#34;&gt;microscopio a scansione elettronica&lt;/a&gt;, sono equiparati e l&amp;rsquo;unica cosa importante è che costino meno &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;. Se dopo l&amp;rsquo;acquisto il microscopio a scansione elettronica non funziona o non ci sono i pezzi di ricambio&amp;hellip; chissenefrega.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E chissenefrega anche nel caso in cui si possa spuntare un prezzo migliore con un acquisto diretto, fuori dal MePA. Prima era così, ora non più. Il MePA è obbligatorio, anche dimostrando con i fatti di poter spuntare un prezzo migliore. La finzione del risparmio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche alcuni fornitori ci marciano. E quanto ci marciano. Tanto i controlli non ci sono, le penali pure. E poi tanto hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione: tutti ladri o tutti scemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un collega ha deciso recentemente di acquistare un iMac. Nel corso della configurazione l&amp;rsquo;ho convinto a prendere 32 GB di RAM, perché la RAM non basta &lt;em&gt;mai&lt;/em&gt; e poi per lui, che gestisce spesso immagini da vari GB, una quantità del genere è un toccasana.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ieri l&amp;rsquo;iMac è arrivato ma&amp;hellip; con solo 8 GB di RAM. Il collega ha contattato il fornitore che gli ha risposto, più o meno testualmente,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Si è vero, avevamo preparato tutto per montare la RAM, ma ce ne siamo dimenticati.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticati???&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un iMac con 32 GB di RAM costa 600 euro in più di quello standard da 8 GB, più del prezzo complessivo di tanti computer odierni. Come diamine fai a &lt;em&gt;dimenticartene&lt;/em&gt;? Che fai, lasci la RAM lì sul tavolo invece di montarla? E anche se fosse, appena te ne accorgi dovresti precipitarti ad avvisare il cliente. Il numero ce l&amp;rsquo;hai&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la chicca vera è arrivata subito dopo. Quando l&amp;rsquo;ho sentita non ci potevo credere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;La ordiniamo subito e gliela veniamo a montare in settimana.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come, non l&amp;rsquo;aveva dimenticata? Non l&amp;rsquo;avrà mica buttata via? O forse l&amp;rsquo;ha usata subito su un altro iMac?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Giulio Andreotti diceva che:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;A pensare male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sarà mica che il fornitore volesse fare il pacco, prendersi i 600 euro in più senza ordinare veramente la RAM?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto, nel settore pubblico, chi vuoi mai che ci faccia caso o peggio, a chi vuoi che importi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per una volta gli è andata male.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;p&gt;P.S.: Se non possiamo comprare nel MePA un &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt; microscopio a scansione elettronica, consoliamoci almeno con &lt;a href=&#34;http://www.ammrf.org.au/myscope/sem/practice/virtualsem/&#34;&gt;questo simulatore&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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