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    <title>Pipistrello on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Pipistrello on Melabit</description>
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      <title>Sopravvivere al coronavirus: la cattiva scienza</title>
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      <pubDate>Mon, 11 May 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/05/louis-reed-pwckf7l4-no-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@_louisreed&#34;&gt;Louis Reed&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una delle conseguenze della pandemia che stiamo vivendo è l&amp;rsquo;esplosione degli studi scientifici dedicati a scoprire le origini del virus, come si trasmette, quello che si può fare per controllarne e, si spera, limitarne la diffusione, oltre che naturalmente a trovare una cura per quelli che ne sono stati colpiti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà il termine &lt;em&gt;esplosione&lt;/em&gt; non rende bene l&amp;rsquo;idea. Quello che sta succedendo è uno &lt;em&gt;tsunami&lt;/em&gt; di idee, proposte, ipotesi, pubblicazioni. Ricordo momenti simili in passato &amp;ndash; penso allo scoppio dell&amp;rsquo;HIV negli anni &amp;lsquo;80 (un&amp;rsquo;altra pandemia, limitata però, almeno in Occidente, a gruppi sociali piuttosto ristretti), alla fusione fredda o ai superconduttori ad alta temperatura critica &amp;ndash; ma niente di minimamente paragonabile a quello che sta succedendo oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le proposte di nuovi progetti di ricerca sull&amp;rsquo;argomento si susseguono a velocità supersonica, volendo provare a stare dietro a tutte si avrebbe bisogno di giornate di 96 ore, e chissà se basterebbero. In quanto alle pubblicazioni, sono stati pubblicati finora più di &lt;a href=&#34;https://www.ncbi.nlm.nih.gov/research/coronavirus/&#34;&gt;10.000 articoli scientifici relativi al COVID-19&lt;/a&gt; (ma per l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://search.bvsalud.org/global-literature-on-novel-coronavirus-2019-ncov/&#34;&gt;Organizzazione Mondiale della Sanità sono almeno 15.000&lt;/a&gt;), la stragrande maggioranza fra aprile e questa prima metà di maggio. E questa è di sicuro una valutazione molto per difetto, visto che censisce soprattutto la letteratura di tipo biologico/medico/epidemiologico. Se si aggiungono gli studi statistici, i modelli matematici, l&amp;rsquo;hardware e il software sviluppato appositamente per questa emergenza e chissà quanti altri settori importanti della ricerca scientifica &lt;a href=&#34;https://www.semanticscholar.org/cord19&#34;&gt;si arriva a circa 60.000 pubblicazioni&lt;/a&gt;. In due mesi!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;In una circostanza come questo, adottare una politica di pubblicazione più snella di quella normale e condividere rapidamente tutte le informazioni disponibili può essere utile a salvare tante vite umane. Ma purtroppo questa condivisione rapida e con pochi filtri si presta anche ad essere sfruttata da tanti personaggi senza scrupoli, che stanno letteralmente &lt;a href=&#34;https://www.motherjones.com/politics/2020/04/coronavirus-science-rush-to-publish-retractions/&#34;&gt;inondando la letteratura scientifica di pessima scienza&lt;/a&gt;, con risultati incontrollati, fantasiosi o totalmente falsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero problema, perché in mezzo a tanta abbondanza di pubblicazioni è molto difficile distinguere il grano dal loglio. Problema aggravato dal fatto che i media sono prontissimi a riportare qualunque nuova informazione al grande pubblico, senza preoccuparsi di verificarle, non dico a dovere ma almeno ad un livello minimo di decenza. E così in poche ore un farmaco testato alla carlona su una decina di soggetti presi a caso diventa la &lt;em&gt;cura definitiva&lt;/em&gt; per il Coronavirus, con i social che ribollono di invettive contro i &lt;em&gt;poteri forti&lt;/em&gt; che vogliono impedirci di sconfiggere la malattia per fare un favore alle multinazionali farmaceutiche.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece, come dice Jackie Mogensen in un articolo dal titolo significativo, &lt;a href=&#34;https://www.motherjones.com/politics/2020/04/coronavirus-science-rush-to-publish-retractions/&#34;&gt;&lt;em&gt;La scienza ha un lato oscuro e complicato. E il Coronavirus lo sta tirando fuori&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La buona scienza richiede tempo. Revisione tra pari. Replica [dei risultati]. Ma negli ultimi mesi, il processo scientifico per tutte ciò che riguarda il COVID-19 è stato [enormemente] accelerato. [&amp;hellip;]&#xA;I ricercatori corrono per fornire risultati, le riviste accademiche corrono per pubblicare e i media corrono per portare nuove informazioni a un pubblico impaurito e impaziente. Allo stesso tempo, le opinioni non verificate circolano ampiamente sui social media e in TV, riportate dai cosiddetti esperti, il che rende ancora più difficile la comprensione della situazione. La cattiva scienza &amp;ndash; o per lo meno la scienza incompleta &amp;ndash; sta semplicemente scivolando attraverso le crepe. [&amp;hellip;]&#xA;In un normale ciclo di notizie giornalistiche, la scienza ottiene meno dell&#39;1 percento di copertura. [&amp;hellip;] Ma nel ciclo delle notizie attuale, l&amp;rsquo;unica cosa importante è la scienza. Quindi tutti, ogni economista, ogni fisico, ogni guru della tecnologia, tutti vogliono ottenere un pezzo di attenzione se pensano di poter collegare se stessi o di collegare il proprio passatempo, il proprio background, a qualcosa che sarà coperto [dai media].&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non potrei essere più d&amp;rsquo;accordo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma qual&amp;rsquo;è la &lt;em&gt;cattiva&lt;/em&gt; scienza e come si fa a distinguerla da quella &lt;em&gt;buona&lt;/em&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come diceva Newton, gli scienziati &lt;em&gt;guardano più lontano perché stanno sulle spalle dei giganti&lt;/em&gt;. La scienza va avanti per piccoli passi e ognuno fornisce il suo mattoncino alla costruzione comune. Anche i grandi salti in avanti &amp;ndash; la teoria eliocentrica, l&amp;rsquo;evoluzione della specie, la tavola periodica, le equazioni di Maxwell, la relatività, la meccanica quantistica, la struttura del DNA &amp;ndash; non sono mai un lavoro individuale, ma piuttosto la sintesi del lavoro paziente di decine o centinaia di ricercatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per cui un buon criterio per identificare la scienza cattiva è verificare se propone delle risposte immediate e se non si fa mai assalire dal dubbio. Le soluzioni miracolistiche ai problemi complessi sono in genere solo un modo per cercare soldi e visibilità mediatica.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diffidare quindi di chi propone oggi la cura &lt;em&gt;definitiva&lt;/em&gt; per una malattia di cui si sa ancora pochissimo, basandosi su un numero ridicolmente basso di pazienti guariti. Non è un genio, è un irresponsabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diffidare anche di chi afferma di essere vicinissimo al vaccino. Non è vero. Magari può essere vicino ad una &lt;em&gt;idea di principio&lt;/em&gt; di vaccino, che rimane comunque tutta da verificare. Per &lt;a href=&#34;https://www.nytimes.com/interactive/2020/04/30/opinion/coronavirus-covid-vaccine.html&#34;&gt;realizzare un nuovo vaccino partendo da zero&lt;/a&gt; ci vogliono normalmente 15 anni, e finora nessuno ci ha messo meno di 4 anni. Bisogna non solo dimostrare che funzioni, ma anche che sia sicuro, che non abbia (troppi) effetti collaterali e che le sue caratteristiche non degradino nel tempo. E poi che sia possibile produrlo e distribuirlo in dosi sufficienti (non dimentichiamo che stiamo parlando dell&amp;rsquo;intera popolazione mondiale). Realizzare un vaccino per il COVID-19 in un solo anno sarebbe un risultato mai visto. E anche molto improbabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diffidare anche di chi afferma di sapere l&amp;rsquo;origine del virus, indipendentemente dal fatto che ne ipotizzi l&amp;rsquo;origine animale o umana. Affermare oggi con sicurezza che il COVID-19 arrivi dal famoso pipistrello del mercato di Wuhan &amp;ndash; magari attraverso un ospite intermedio, il quasi altrettanto famoso &lt;a href=&#34;https://www.ansa.it/webimages/ch_700/2020/2/8/d6a50dd2745e93b6fe42a9899a7e2bcb.jpg&#34;&gt;pangolino&lt;/a&gt; che invece potrebbe dare &lt;a href=&#34;https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2020/05/09/news/coronavirus-caccia-al-segreto-del-pangolino-l-animale-veicola-i-virus-ma-li-tollera-1.38821180&#34;&gt;indicazioni utili&lt;/a&gt; per la lotta alla malattia &amp;ndash; oppure che sia un prodotto venuto fuori per errore da qualche laboratorio più o meno segreto, significa solo prendere in giro il mondo. Prima o poi qualcuno lo scoprirà, ma non bastano poche sequenze genetiche coincidenti per dirimere la questione, &lt;a href=&#34;https://www.osservatoriomalattierare.it/news/attualita/15986-coronavirus-non-possiamo-fidarci-neppure-di-un-premio-nobel&#34;&gt;nemmeno se lo dice un premio Nobel&lt;/a&gt;. Per definire questa scoperta la cosa migliore è &lt;a href=&#34;https://twitter.com/MedBunker/status/1252590030096347138&#34;&gt;ispirarsi a Cambronne&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima o poi qualcuno tirerà fuori la storia che il virus l&amp;rsquo;hanno messo in giro apposta per fare soldi. (O l&amp;rsquo;hanno già fatto?)&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Caso di scuola sono certe ricerche in campo energetico, dalla &lt;a href=&#34;https://www.nature.com/articles/d41586-019-01673-x&#34;&gt;fusione fredda&lt;/a&gt; alle &lt;a href=&#34;https://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/limbarazzante-vicenda-del-piezonucleare&#34;&gt;reazioni piezonucleari&lt;/a&gt; autarchiche, fino al fantomatico &lt;a href=&#34;https://www.focus.it/scienza/scienze/e-cat-e-fusione-fredda-intrighi-e-misteri-201108250102&#34;&gt;E-Cat&lt;/a&gt;. Tutte idee &lt;em&gt;risolutive&lt;/em&gt; che alla fine si dimostrano solo del puro &lt;em&gt;vaporware&lt;/em&gt;, ma che garantiscono sempre un buon quarto d&amp;rsquo;ora di notorietà ai loro proponenti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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