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    <title>Personal Computer on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Personal Computer on Melabit</description>
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      <title>Schede perforate: Operazione al PC</title>
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      <pubDate>Sun, 11 Dec 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-12-11-schede-perforate-operazione-al-pc/jim-varga-xSKeLgSLV2s-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@steath12&#34;&gt;Jim Varga&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il computer era girato sul fianco, per terra. Avevo tolto il pannello laterale e stavo guardando l’interno. Ogni volta che apro un PC mi chiedo il senso di tutto quello spazio inutilizzato, un case grande la metà sarebbe quasi sempre più che sufficiente, ma agli utenti il computer piace grande e grande sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ma sei sicuro di saperlo fare?&amp;rdquo; Le parole della collega mi penetrarono nella schiena, più fredde di un ghiacciolo d&amp;rsquo;inverno. Avrei voluto risponderle &amp;ldquo;Ma sì hai ragione, lasciamo stare, chiama l&amp;rsquo;assistenza e fatti cambiare la scheda grafica da loro&amp;rdquo;, ma non potevo dargliela vinta, soprattutto a quella cretina che sapeva a malapena accendere il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sapevo molto bene come lavorava, da anni ed anni sempre la stessa solfa, un Linux stravecchio, un monitor da 15&amp;quot; che sapeva di &lt;em&gt;vintage&lt;/em&gt;, un terminale nella metà superiore dello schermo con l&amp;rsquo;editor aperto, un altro nella metà inferiore che usava per compilare ed eseguire il suo codice Fortran. Mai uno scatto d&amp;rsquo;ala, mai un cambiamento. La sua collega di stanza non era da meno, passava il tempo a confrontare i risultati prima e dopo ogni modifica al programma a cui lavoravano entrambe da una vita, una operazione noiosissima che svolgeva rigorosamente ad occhio, riga per riga, &lt;a href=&#34;https://www.computerhope.com/unix/udiff.htm&#34;&gt;diff&lt;/a&gt; per lei era un oggetto sconosciuto, &lt;a href=&#34;http://meldmerge.org/&#34;&gt;meld&lt;/a&gt; una parolaccia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per ogni nonnulla chiamavano il &lt;em&gt;pusher&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;assistenza tecnica che, a caro prezzo, risolveva loro tutti i problemi del momento. Le avevo sentite chiedergli perfino di accendergli un nuovo computer appena arrivato, perché loro non volevano &lt;em&gt;rischiare&lt;/em&gt; di far danni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa volta era la scheda grafica che non voleva più saperne di funzionare e, stupidamente, mi ero offerto di cambiargliela io stesso. C&amp;rsquo;era già una scheda di ricambio, nel mio mondo non aveva senso perdere una settimana per far riparare un computer quando si poteva fare da soli. Ma imparai subito che aveva ancora meno senso doverlo fare ritrovandosi sulla spalla una spada di Damocle di diffidenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine non la degnai di una risposta, pensai solo: &amp;ldquo;Ora ti faccio vedere se sono capace.&amp;rdquo; Presi il cacciavite, staccai la vecchia scheda grafica e la sostituii con quella di ricambio. Il tempo di ricollegare i cavi e di riaccendere ed era tornato tutto come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi ripromisi di non farlo mai più.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Cray-1 saltare le conclusioni</title>
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      <pubDate>Fri, 01 Sep 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Oops&amp;hellip;! Troppe cose da fare, troppe distrazioni (in particolare in questi giorni di tarda, ma ancora infuocata, estate), e così succede di saltare completamente tutta la prima (lunga) parte delle conclusioni &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/08/31/cray-1-a-confronto/&#34;&gt;dell&amp;rsquo;articolo precedente&lt;/a&gt;. Eccole qui, e già che c&amp;rsquo;ero le ho riviste (ed estese) un po&#39;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-conclusioni-mancanti&#34;&gt;Le conclusioni mancanti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;articolo precedente, che mette a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/08/31/cray-1-a-confronto/&#34;&gt;confronto le prestazioni del Cray-1 con quelle dei computer odierni&lt;/a&gt;, si è visto che un qualunque computer odierno è un mostro di velocità rispetto ad un Cray-1 e che persino un umile Raspberry Pi da poche decine di euro lo sopravanza di almeno 5 volte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se i nostri computer di oggi sono così veloci, perché abbiamo sempre l&amp;rsquo;impressione contraria e pensiamo sempre che stiano andando pianissimo? E perché dopo pochi anni diventano obsoleti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché non è solo una questione di velocità di calcolo. Come già detto, i MFLOPS misurano la velocità di un computer nell&amp;rsquo;eseguire calcoli, ma sono assolutamente inadeguati a valutare le prestazioni delle altre componenti di un computer (RAM, scheda grafica, dischi rigidi, etc.)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i supercomputer questo parametro funziona benissimo, perché i supercomputer (come il Cray-1) sono fatti solo ed esclusivamente per fare calcoli. Anzi, il Cray-1 era tanto ottimizzato per il calcolo numerico puro da avere un hardware costruito specificatamente per quello e un sistema operativo minimale, fatto solo per gestire le varie componenti dell&amp;rsquo;hardware e l&amp;rsquo;esecuzione dei programmi. Tutto il resto, dall&amp;rsquo;avvio del sistema operativo del Cray all&amp;rsquo;interazione con l&amp;rsquo;utente, era gestito da un minicomputer esterno  interfacciato alla macchina principale, la cosiddetta Maintenance Control Unit (MCU), lasciando libero il Cray-1 di occuparsi solo di quello che sapeva fare meglio, calcolare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in un computer c&amp;rsquo;è tanto altro, c&amp;rsquo;è la memoria RAM, c&amp;rsquo;è il sistema grafico (che oggi ha una importanza preponderante), ci sono le memorie di massa (come i dischi rigidi a stato solido o meccanici) e tutti questi componenti contribuiscono in modo profondamente diverso alle prestazioni generali e &lt;em&gt;avvertite&lt;/em&gt; di un computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma tutto sommato l&amp;rsquo;hardware è il meno. In realtà ciò che ormai influenza di più la nostra valutazione delle prestazioni velocistiche di un computer è il software, il sistema operativo e le applicazioni che ci girano sopra.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I sistemi operativi moderni sono mostri di complessità inestricabile, devono fare milioni di cose diverse e occupano gigabyte e gigabyte di spazio sui nostri dischi rigidi. Lo stesso, e persino peggio, per le applicazioni, sempre più gigantesche e sempre meno ottimizzate.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto, a che serve perdere tempo ad ottimizzare il codice? Molto più comodo presupporre che sia l&amp;rsquo;hardware a fare la sua parte: la nuova release del sistema operativo X o del programma Y è lenta? Colpa del computer, bisognerà prenderne un altro più moderno e veloce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma siamo sicuri che tutto ciò sia necessario?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ecco perché è utile, utilissimo, tornare alle basi, riscoprire lo spirito degli &lt;em&gt;home computer&lt;/em&gt; degli anni &amp;lsquo;80. Lasciar perdere il Mac (o il PC) sulla scrivania e provare ad usare un computer piccolo piccolo come il Raspberry Pi. Imparare a programmarlo e vedere l&amp;rsquo;effetto che fa, magari realizzando qualche progetto già esistente. E poi provare ad usare l&amp;rsquo;interfaccia a linea di comando invece di quella grafica, per accorgersi che tutto diventa improvvisamente scattante ed efficiente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il Cray-1 (e non solo) hanno fatto calcoli pazzeschi, sfruttando al massimo l&amp;rsquo;hardware che avevano a disposizione e inventando trucchi geniali per superarne le limitazioni. Non è il caso di smettere di adagiarci fra i nostri comodi cuscini tecnologici e riscoprire le basi dell&amp;rsquo;uso del computer?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;(&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/09/04/cray-1-per-approfondire/&#34;&gt;continua&lt;/a&gt;&amp;hellip;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/raspi-psych.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli anni &amp;lsquo;80-90 non era così, i dischi rigidi e le schede grafiche in particolare erano così lenti rispetto a processore e RAM da rallentare sensibilmente l&amp;rsquo;esecuzione dei programmi.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se usate un Mac, lanciate iTunes, andate alla sezione delle app per iPhone/iPad ed elencatele per dimensione. Vi accorgerete che solo una minoranza di quelle che avete occupa meno di 10-20 MB (senza dati) e che parecchie, non solo giochi ma anche cose più serie, superano tranquillamente i 200 MB. Sul mio iPad l&amp;rsquo;aplicazione più grossa occupa ben 1.5 GB. E stiamo parlando di dispositivi mobili. Figuriamoci quanto sono grandi le applicazioni per il Mac!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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