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    <title>Os X on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Os X on Melabit</description>
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      <title>Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo</title>
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      <pubDate>Fri, 08 Nov 2019 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/11/alexander-schimmeck-inec_oi7nhs-unsplash-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@alschim&#34;&gt;Alexander Schimmeck&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La firma digitale apposta da Apple sui programmi di installazione di tutte le versioni di macOS distribuite digitalmente (cioè da Lion in poi) è scaduta il 24 ottobre scorso. Di conseguenza, se oggi si prova ad installare macOS utilizzando un programma di installazione scaricato prima del 24 ottobre, l&amp;rsquo;installazione si blocca con un messaggio di errore che invita a scaricare di nuovo il programma di installazione dall&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;una-lista-aggiornata-di-link&#34;&gt;Una lista aggiornata di link&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo piccola seccatura ha permesso di compilare una nuova lista di link perfettamente funzionanti all&amp;rsquo;App Store, da cui scaricare tutti gli ultimi programmi di installazione di macOS, da Yosemite fino a Catalina.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Questa lista aggiorna e sostituisce le informazioni contenute nei due articoli dello scorso anno dedicati allo stesso argomento (Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/29/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-high-sierra-a-el-capitan/&#34;&gt;da High Sierra a El Capitan&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/12/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/&#34;&gt;da Yosemite a Lion&lt;/a&gt;) e ora contiene anche i link alle pagine di supporto Apple dedicate a ciascuna versione di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;!-- CHECK!&#xA;https://www.tonymacx86.com/threads/faq-read-first-laptop-frequent-questions.164990/&#xA;--&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;OS X 10.10 Yosemite: &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-41343-20191023-02465f92-3ab5-4c92-bfe2-b725447a070d/InstallMacOSX.dmg&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile solo in formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT210717&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;OS X 10.11  El Capitan: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/os-x-el-capitan/id1147835434&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile anche in &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-41424-20191024-218af9ec-cf50-4516-9011-228c78eda3d2/InstallMacOSX.dmg&#34;&gt;formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT206886&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.12 Sierra: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-sierra/id1127487414&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile anche in &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-39476-20191023-48f365f4-0015-4c41-9f44-39d3d2aca067/InstallOS.dmg&#34;&gt;formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208202&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.13 High Sierra: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-high-sierra/id1246284741&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208969&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.14 Mojave: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-mojave/id1398502828&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT210190&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.15 Catalina: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-catalina/id1466841314&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT201475&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando non indicato esplicitamente il programma di installazione è una normale applicazione macOS. Per Yosemite, El Capitan e Sierra è disponibile anche una versione alternativa in formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; (per Yosemite esiste solo quest&amp;rsquo;ultima versione), che deve essere &lt;em&gt;montata&lt;/em&gt; sul Desktop prima di eseguire l&amp;rsquo;applicazione contenuta al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questa lista manca Mavericks (OS X 10.9), che è stata la prima versione totalmente gratuita di macOS, così come mancano Mountain Lion (OS X 10.8) e Lion (Mac OS X 10.7), che erano ancora a pagamento ma venivano forniti gratuitamente a chi acquistava un nuovo Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo non è un grosso problema, Mavericks può essere sostituito tranquillamente da Yosemite e o meglio ancora da El Capitan (tutti i Mac che supportano Mavericks sono compatibili con queste due versioni di OS X), mentre Mountain Lion può essere ancora &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/D6377ZM/A/os-x-mountain-lion&#34;&gt;acquistato dal sito di Apple&lt;/a&gt; a 21.99 euro. Su Lion meglio stendere un velo pietoso, e comunque quasi tutti i Mac prodotti negli ultimi 10-12 anni su cui gira Lion possono tranquillamente utilizzare Mountain Lion che, come indica il nome, è una versione corretta e ottimizzata di Lion (le eccezioni sono pochissime, come si può leggere nei commenti qui sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;a-patto-che&#34;&gt;A patto che&amp;hellip;&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si tenga presente che, per riuscire a scaricare questi programmi di installazione, bisogna soddisfare tre condizioni piuttosto stringenti:&lt;br&gt;&#xA;– aver già scaricato la versione prescelta di macOS a suo tempo, quando era disponibile sull’App Store;&lt;br&gt;&#xA;– utilizzare un Mac compatibile con la versione di macOS desiderata (quindi non si può utilizzare un vecchio Mac su cui gira al massimo El Capitan per scaricare Sierra o versioni successive di macOS);&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;non utilizzare un Mac su cui gira una versione di macOS di due generazioni più recente di quella desiderata (quindi da Mojave si può scaricare High Sierra ma non Sierra o versioni precedenti, mentre chi usa High Sierra può scaricare Sierra ma non El Capitan).&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci dovrebbe comunque essere una eccezione a queste tre regole, che riguarda l&amp;rsquo;ultima versione di macOS presente sull&amp;rsquo;App Store compatibile con il nostro Mac. In pratica, se il Mac è abbastanza recente, Apple ci offrirà sempre di installare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS (in questo momento Catalina), altrimenti ci permetterà di installare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS supportata dal Mac, anche se non l&amp;rsquo;abbiamo mai scaricata dall&amp;rsquo;App Store (e quindi non soddisfiamo la prima condizione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho potuto provare questa ipotesi però mi sembra più che ragionevole, soprattutto alla luce della ben nota propensione di Apple a farci tenere sempre aggiornato il sistema operativo del Mac (e non per ragioni di &lt;em&gt;obsolescenza programmata&lt;/em&gt;, come pensano in tanti, ma solo perché così si riduce il numero di configurazioni da supportare).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macos-recovery&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A partire dal solito Lion, tutti i computer Macintosh dispongono della funzione di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201314&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, che permette di ripristinare il sistema operativo tramite internet ed è utilissima per correggere eventuali errori di avvio del Mac oppure quando si vuole cancellare il disco rigido prima di vendere o cedere il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma macOS Recovery può essere utilizzata anche per (re)installare alcune versioni di macOS, scaricandole se serve direttamente dalla rete. In particolare, macOS Recovery ci permette sempre di reinstallare la versione di macOS installata originariamente sul Mac,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; oppure l&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il nostro modello di Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi è interessato può trovare i dettagli in &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;Come utilizzare macOS Recovery per reinstallare il sistema operativo del Mac&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;quando-tutto-manca&#34;&gt;Quando tutto manca&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A volte non è possibile scaricare di nuovo uno dei programmi di installazione di macOS. Magari perché il Mac che state usando non soddisfa la seconda o la terza condizione di sopra. Oppure perché avete già preparato una chiavetta USB con il programma di installazione e non avete voglia di rifare tutto da zero. Oppure perché avete un piano a consumo e non volete sprecare parecchi GB inutilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quele che sia il motivo, c&amp;rsquo;è un trucco che vi permetterà di continuare ad utilizzare un programma di installazione di macOS già scaricato, anche ora che siamo ben oltre la data fatidica del 24 ottobre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il trucco in verità è vecchissimo, lo si usava tanti anni fa per continuare ad utilizzare le versioni di prova a tempo di certi programmi, soprattutto i giochi: basta cambiare la data del Mac su cui volete eseguire il programma di installazione di macOS, facendo in modo che sia precedente al 24 ottobre. Una volta conclusa l&amp;rsquo;installazione si potrà ripristinare tranquillamente la data reale.&#xA;Questo trucco l&amp;rsquo;ho provato e funziona perfettamente (proprio perché avevo una chiavetta già pronta a mi seccava rifare tutto da capo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il vero problema in questo caso è cambiare la data del Mac prima di installare macOS. Ma questo sarà argomento del &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/12/18/come-cambiare-la-data-in-macos/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro problema si presenta una volta finito di scaricare il programma di installazione della versione di macOS desiderata. Se vogliamo solo aggiornare macOS ci basta eseguirlo (eventualmente dopo aver fatto doppio click sul file &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; per &lt;em&gt;montarlo&lt;/em&gt; sul Desktop). Se invece vogliamo installare macOS da zero, dobbiamo creare una chiavetta USB avviabile dalla quale eseguire il programma di installazione stesso. Come si fa sarà argomento di un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/01/07/come-creare-una-chiavetta-usb-per-installare-macos/&#34;&gt;articolo successivo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;18/12/2019: Questo articolo è stato modificato più volte aggiungendo nuove informazioni o cercando di rendere più chiare quelle già presenti. La versione attuale dovrebbe essere finalmente quella definitiva.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per semplicità nel testo dell&amp;rsquo;articolo userò sempre il termine &amp;ldquo;macOS&amp;rdquo; anche per indicare le versioni che in origine si chiamavano OS X o Mac OS X.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure Lion per i Mac più vecchi, sui quali era installato originariamente Snow Leopard o Leopard.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Come gestire i permessi dei dischi esterni del Mac</title>
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      <pubDate>Wed, 09 Aug 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Come &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/06/16/mac-lento-che-fare/&#34;&gt;ho già scritto più volte&lt;/a&gt; su questo blog, il mio iMac di casa è un modello del 2008 a cui la semplice &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;aggiunta di un disco esterno SSD&lt;/a&gt; ha dato nuova vita, rendendolo ancora perfettamente usabile per i normali usi casalinghi, nonostante un&amp;rsquo;età ormai quasi &lt;em&gt;veneranda&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pur essendo abituato ad usare macchine piuttosto potenti (e recenti), non noto grosse differenze nell&amp;rsquo;uso normale dell&amp;rsquo;iMac di casa, che non mostra mai (o quasi mai) quei rallentamenti che ci si aspetterebbero dalla sua età.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il passare del tempo però sia il disco SSD esterno, usato per il sistema operativo e le applicazioni, che il disco meccanico interno, con i documenti miei e delle mie figlie (mia moglie da un anno ha un Air personale), si sono riempiti fino all&amp;rsquo;orlo, costringendomi a continue acrobazie per cercare di tenere tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, un &lt;a href=&#34;https://www.howtogeek.com/165542/why-solid-state-drives-slow-down-as-you-fill-them-up/&#34;&gt;disco SSD troppo pieno inizia a rallentare&lt;/a&gt; e diventa inefficiente, come era diventato chiaramente avvertibile negli ultimi mesi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vincendo la mia abituale pigrizia (aggravata dal caldo assassino di questa estate), ho quindi deciso di aggiungere non uno ma due dischi esterni USB che avevo in casa, cercando anche di razionalizzare la distribuzione dei file fra i vari dischi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun problema per questo, a colpi di collegamenti simbolici (per i documenti normali) e di alias (per i file di iTunes) è facile &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;dare l&amp;rsquo;impressione che i tutti file risiedano su un unico disco&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I dischi esterni presentano un problema più serio, perché con la configurazione normale qualunque utente può accedere a tutti i file presenti sul disco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema operativo del Mac, infatti, gestisce in modo corretto i permessi di accesso del disco di sistema (quello su cui è installato macOS/OS X per intenderci) e dei dischi interni, ma configura i dischi esterni collegati alle interfacce USB e Thunderbolt (o alla Firewire, per chi ce l&amp;rsquo;ha ancora) in modo da ignorare i proprietari dei file presenti sul disco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/permessi_default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Tutto ciò rende più semplice usare le chiavette USB o i dischi portatili per scambiare file fra più computer, ma rende allo stesso tempo molto più complicato proteggere i file privati presenti su un disco esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il Mac è usato da una sola persona non ci sono grossi problemi, tutti i file presenti sui dischi (interni ed esterni) sono sempre di sua proprietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando più persone usano lo stesso Mac le cose cambiano: i file tenuti sul disco esterno possono essere letti, riscritti o perfino cancellati per errore da uno qualunque degli utenti del Mac, indipendentemente dal fatto che siano suoi o no. È vero che c&amp;rsquo;è Time Machine, ma è sempre meglio evitare di sfidare la sorte e prevenire i danni, piuttosto che cercare una cura quando i danni sono stati fatti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettere le cose a posto però è leggermente più complicato di quanto ci si potrebbe aspettare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa da fare, naturalmente, è disattivare l&amp;rsquo;opzione &amp;ldquo;Ignora proprietari dei file sul volume&amp;rdquo; in ciascun disco esterno. Per farlo, basta fare click con il tasto destro sull&amp;rsquo;icona del disco e selezionare la voce &amp;ldquo;Ottieni informazioni&amp;rdquo; (oppure selezionare l&amp;rsquo;icona del disco e premere Command-I). Compare una finestra che contiene le informazioni fondamentali relative al disco scelto. Qui bisogna cliccare sull&amp;rsquo;icona del lucchetto in basso a destra, autenticarsi come amministratore e togliere il segno di spunta accanto all&amp;rsquo;opzione &amp;ldquo;Ignora proprietari dei file sul volume&amp;rdquo;. Per essere sicuri di applicare la nuova configurazione basta espellere e ricollegare il disco esterno (non sono sicuro al 100% che serva veramente ma non fa male di certo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/permessi_corretti.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Purtroppo, se facciamo solo questo non risolviamo nulla, chiunque continuerà a poter accedere a tutti i file del disco esterno. Basta guardare dal Finder (o dal Terminale) i permessi del disco esterno: all&amp;rsquo;utente che sta usando il Mac vengono ancora attribuiti permessi di lettura e di scrittura su tutto il disco, e questi potrà quindi continuare a scorazzare per ogni dove senza problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per risolvere il problema definitivamente dobbiamo creare sul disco esterno una cartella per ciascun utente del Mac, dandole lo stesso nome dell&amp;rsquo;utente per renderla immediatamente riconoscibile, e fare in modo che ciascun utente venga confinato ad accedere ai soli file presenti nella cartella di sua proprietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Supponendo che il disco esterno sia &lt;code&gt;Dati HD&lt;/code&gt; e che sul Mac ci siano due utenti diversi, &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; (amministratore del Mac) e &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt; (utente normale), facciamo doppio click sull&amp;rsquo;icona del disco esterno e creiamo dal Finder le due cartelle corrispondenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto il resto della configurazione va fatto dal Terminale (che come sempre si trova in Applicazioni -&amp;gt; Utility), perché l&amp;rsquo;interfaccia grafica non è in grado di gestire queste finezze da &lt;em&gt;nerd&lt;/em&gt;. Non spiegherò in dettaglio tutti i passaggi, se lo facessi l&amp;rsquo;articolo diventerebbe una lunga e noiosa lezione sui permessi nei sistemi Unix, perdendo di vista l&amp;rsquo;obiettivo principale dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lanciamo quindi il Terminale e spostiamoci nel nostro disco esterno&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cd &amp;quot;/Volumes/Dati HD&amp;quot;/&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove sono presenti le due cartelle &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt; che abbiamo appena creato dal Finder&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls -l&#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 io  staff    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 io  staff    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo vale per l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;io&lt;/code&gt;. Se diventassimo l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;, le cartelle presenti nel disco esterno ci apparirebbero così&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls -l&#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 tu  staff    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 tu  staff    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dimostrando, come già detto, che vengono attribuite all&amp;rsquo;utente che sta usando il Mac in un dato momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torniamo ad essere &lt;code&gt;io&lt;/code&gt;, l&amp;rsquo;amministratore del Mac e proviamo a guardare le cartelle presenti nel disco esterno dal punto di vista dell&amp;rsquo;amministratore supremo del Mac (l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;root&lt;/code&gt;, che impersoniamo temporaneamente ogni volta che eseguiamo un comando del Terminale facendolo prependere da &lt;code&gt;sudo&lt;/code&gt;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -l &#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 _unknown  _unknown    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 _unknown  _unknown    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che succede? Le due cartelle vengono attribuite ad un utente sconosciuto (&lt;code&gt;_unknown&lt;/code&gt;) proprio perché non appartengono di fatto né a &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; né a &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;, ma sono di uno o dell&amp;rsquo;altro a seconda delle circostanze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora mettiamo finalmente a posto le cose. Bastano quattro comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo chown io:staff io&#xA;$ sudo chown tu:staff tu&#xA;&#xA;$ sudo chmod +a &amp;quot;everyone deny delete&amp;quot; io&#xA;$ sudo chmod +a &amp;quot;everyone deny delete&amp;quot; tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;con i primi due si forza macOS ad attribuire sempre la cartella &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; presente sul disco esterno all&amp;rsquo;utente omonimo (e a fare la stessa cosa per l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;), mentre gli altri due attivano gli stessi &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Attributi_estesi&#34;&gt;attributi estesi&lt;/a&gt; (informazioni aggiuntive associate ad un file o ad una directory) associati di default alle cartelle dei dischi interni del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Controlliamo che anche per l&amp;rsquo;amministratore supremo del Mac le due cartelle siano ora attribuite ai due diversi utenti del Mac&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -l&#xA;total 24&#xA;drwx------+  6 io  staff       204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwx------+  4 tu  staff       136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e che siano a posto anche gli attributi estesi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -le&#xA;total 24&#xA;drwx------+  6 io  staff       204 Aug  2 19:28 io&#xA; 0: group:everyone deny delete&#xA;drwx------+  4 tu  staff       136 Aug  2 19:29 tu&#xA; 0: group:everyone deny delete&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e abbiamo finito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da ora in poi ogni utente potrà fare quello che uole nella sua cartella del disco esterno ma non potrà né ficcanasare né soprattutto fare danni in quelle degli altri utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spero sia tutto chiaro. Se non lo è potete sempre usare i commenti per chiedere ulteriori dettagli (o magari insultarmi).&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Windows 10: come lo vede chi usa il Mac</title>
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      <pubDate>Mon, 24 Jul 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://farm8.staticflickr.com/7713/17794775536_3a29778878_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Gli utenti del Mac sono fortunati, possono usare la migliore combinazione disponibile di hardware e software.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;hardware non è sempre aggiornato come si deve (si veda il disgraziato &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;MacBook Pro&lt;/a&gt; del 2016 o il derelitto &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;Mac Pro&lt;/a&gt; cristallizzato al 2013), però è sempre costruito in modo impeccabile e, cosa che conta ancora di più, assolutamente affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma il vero valore aggiunto della piattaforma è il software, in particolare il sistema operativo, macOS o OS X che dir si voglia, una combinazione di potenza e di gradevolezza grafica che non ha eguali fra i concorrenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Abituarsi ad usare macOS rende &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;http://blog.terminologiaetc.it/2012/10/23/significato-choosy/&#34;&gt;picky&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, esigenti e difficili da soddisfare. Non a caso è molto più facile che un utente Windows passi al Mac, piuttosto che il &lt;a href=&#34;https://medium.com/@searls/giving-windows-a-chance-39f4d7f1b93c&#34;&gt;contrario&lt;/a&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Una volta abituati a certe comodità di macOS è difficile tornare ad usare un sistema operativo molto più &lt;em&gt;rozzo&lt;/em&gt; come Windows.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Windows 10, bisogna ammetterlo, ha fatto passi da gigante rispetto alle versioni precedenti. Anche se Microsoft ha giocato sporco forzando i suoi utenti ad usare Windows 10 &amp;ndash; una cosa forse necessaria dopo il terribile flop di Windows 8 &amp;ndash; quello che ha in mano è, per una volta, un prodotto decente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante tutto, però, Windows 10 conserva tante ruvidezze che il normale utente Microsoft non nota, ma che appaiono come dei veri macigni a chi è abituato ad usare il Mac come piattaforma principale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un bell&amp;rsquo;articolo di Christian Cantrell, noto sviluppatore Adobe, elenca ben &lt;a href=&#34;https://medium.com/the-mission/twelve-things-microsoft-should-know-about-windows-10-that-windows-users-wont-tell-them-67fc4b025f60&#34;&gt;12 funzioni molto apprezzate ed usate dagli utenti di macOS&lt;/a&gt;, ma che sono totalmente assenti in Windows 10 (gli americani hanno una passione sfrenata per le liste, &lt;em&gt;il meglio di&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;il peggio di&lt;/em&gt;, qualunque cosa deve essere elencata ordinatamente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ne riporto alcune qui di seguito, scelte fra quelle che trovo più indispensabili nell&amp;rsquo;uso quotidiano del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Quick Look&lt;/strong&gt;. Una funzione straordinaria di macOS sin dai tempi di Leopard. Quando ci si abitua a guardare un file semplicemente premendo lo spazio, non se ne può più fare a meno (anzi, si fa di tutto per aumentare i file supportati). Gli utenti di Windows 10 non hanno la più pallida idea di cosa perdono. Peccato solo che da El Capitan in poi Apple abbia &lt;a href=&#34;https://apple.stackexchange.com/questions/205574/copy-text-from-quick-look-in-el-capitan-or-sierra&#34;&gt;rimosso la possibilità di copiare il testo&lt;/a&gt; direttamente da QuickLook.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Duplicare i file&lt;/strong&gt;. Il menu contestuale di Windows (quello che viene attivato premendo il tasto destro del mouse) è fin troppo ricco di voci ordinate in modo confuso e inconsistente, ma manca della semplice possibilità di duplicare un file, come invece è possibile fare (da sempre?) con il Finder. Io uso di continuo questa funzione sul Mac, però non mi stupisce che manchi su Windows. L&amp;rsquo;utente medio di Windows è troppo abituato ad usare il copia e incolla (il trascinamento dei file è una cosa praticamente sconosciuta da quelle parti), provare a farlo uscire da questa abitudine consolidata è chiedergli troppo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Incollare testo non formattato&lt;/strong&gt;. Il sistema operativo del Mac ha una &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201236&#34;&gt;combinazione di tasti&lt;/a&gt;, Shift-Option-Command-V, che incolla il testo rimuovendo la formattazione esistente (in effetti viene applicata la formattazione esistente nel punto di  destinazione, ma nella maggior parte dei casi l&amp;rsquo;effetto finale è quello descritto). In Windows non è mai possibile incollare del testo non formattato, a meno di non usare programmi di terze parti. Un vero peccato, è una funzione utilissima, soprattutto quando si usano programmi di scrittura come (ahimè!) Word.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per i rari casi in cui la combinazione di tasti non funziona, il mio esempio principe è nvALT, c&amp;rsquo;è sempre la possibilità di installare anche sul Mac qualche programma specifico, io ad esempio uso da anni &lt;a href=&#34;http://zipzapmac.com/GetPlainText&#34;&gt;Get Plain Text&lt;/a&gt; con cui mi trovo benissimo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Dizionario&lt;/strong&gt;. Questa è un&amp;rsquo;altra funzione indispensabile per chi scrive. Si seleziona una parola, si preme il tasto destro del mouse (oppure Ctrl-Option-D) e voilà, al primo posto del menu appare la voce &amp;ldquo;Cerca definizione di &amp;hellip;&amp;rdquo;, che cerca la parola selezionata nel Dizionario preinstallato in macOS e la mostra in una finestra a comparsa, senza nemmeno lanciare l&amp;rsquo;applicazione. Veramente formidabile, ancora di più per gli anglosassoni che hanno a disposizione anche un ottimo dizionario dei sinonimi. Su Windows sono disponibili programmi di terze parti che fanno (più o meno) la stessa cosa, ma vuoi mettere la comodità di avere una cosa del genere integrata direttamente nel sistema operativo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Collegata al &lt;strong&gt;Dizionario&lt;/strong&gt; c&amp;rsquo;è una funzione che trovo ancora più utile. Se una parola è scritta male, basta selezionarla e premere il tasto destro del mouse per far comparire in cima al menu contestuale una lista di parole corrette. In genere, la prima o la seconda della lista sono quelle giuste. Peccato solo che non sia possibile usare una combinazione di tasti per farlo!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altre funzioni, tipiche del Mac ed assenti in Windows, elencate da Christian Cantrell mi lasciano invece piuttosto freddo, probabilmente perché non fanno parte delle mie normali abitudini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima fra tutte la possibilità di inserire le &lt;strong&gt;lettere accentate&lt;/strong&gt; come in iOS, tenendo schiacciato un tasto finché compare la lista delle alternative. Con la tastiera italiana non la trovo fondamentale. Però serve a chi usa una tastiera USA (molto più comoda per programmare; questa può essere una buona idea per un prossimo acquisto) o a chi scrive anche in tedesco, francese o spagnolo, che usano lettere non presenti sulla nostra tastiera.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Idem per la &lt;strong&gt;visualizzazione in colonna&lt;/strong&gt; dei file nel Finder, alla quale preferisco decisamente la visualizzazione ad icone con la possibilità di sistemare i file nelle posizioni che preferisco. Una funzione presente da sempre sul Mac e che trovo ottima per dare un senso logico ai documenti presenti in una cartella.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure per la possibilità di usare due diverse combinazioni di tasti per &lt;strong&gt;passare rapidamente&lt;/strong&gt; da un programma aperto all&amp;rsquo;altro, oppure da un file aperto ad un altro dello stesso programma, che non uso mai perché preferisco di gran lunga usare il Dock per queste cose.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma sono un vero sbadato, stavo per dimenticare la funzione forse in assoluto la più importante fra quelle presenti in macOS, ma che manca in Windows.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Installazione e disinstallazione&lt;/strong&gt;. La stragrande maggioranza delle applicazioni per il Mac può essere installata o dall&amp;rsquo;App Store con un semplice click oppure trascinandone l&amp;rsquo;icona nella cartella omonima. La disinstallazione è ancora più semplice, basta solo buttare l&amp;rsquo;icona del programma nel cestino (solo quelli un po&amp;rsquo; fanatici come me hanno bisogno di una applicazione come &lt;a href=&#34;https://appzapper.com/&#34;&gt;AppZapper&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://freemacsoft.net/appcleaner/&#34;&gt;AppCleaner&lt;/a&gt; per cancellare anche i file di configurazione o di supporto associati all&amp;rsquo;applicazione da rimuovere).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi usa regolarmente Windows sa che su questo sistema operativo l&amp;rsquo;installazione e la disinstallazione del software sono, da sempre, un vero delirio. Ci sono due cartelle separate dove finiscono i programmi installati, una per quelli a 64 bit e l&amp;rsquo;altra per quelli rimasti ancora a 32 bit. Gli installatori buttano i file qui e là sul disco rigido, in effetti ci sono motivi precisi per farlo, ma l&amp;rsquo;effetto finale sembra proprio quello. Non  c&amp;rsquo;è un meccanismo interno al sistema operativo che tenga traccia di tutto quello che viene installato dai vari programmi, e i disinstallatori hanno un bel daffare a cercare di rimuovere i file installati senza far danni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Persino i programmi &lt;em&gt;portatili&lt;/em&gt;, quelli che contengono al loro interno tutti i file che gli servono per funzionare (più o meno come sono la maggior parte delle applicazioni per per Mac), creano qualche problema. Dato che non c&amp;rsquo;è una directory definita nella quale mettere i programmi che non hanno un installatore, alla fine si finisce per mettere tutto alla rinfusa nella cartella Documenti dell&amp;rsquo;utente, dimenticandosi subito di averlo fatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple spesso mi irrita, soprattutto quando fa certe scelte hardware incomprensibili o quando rimuove funzioni utili da macOS (come la copia da QuickLook) o non corregge bachi di lunga data (come la scomparsa di certe cartelle dalla barra laterale della finestra di salvataggio). Ma nonostante tutto il Mac rimane la piattaforma migliore per chi usa seriamente il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi tocca usare spesso altri sistemi operativi e ogni volta il ritorno a macOS assomiglia un po&amp;rsquo; al ritorno a casa dopo un viaggio. Speriamo che continui a lungo così, un divorzio da Apple e dal Mac sarebbe un evento traumatico, quasi come nella vita reale. Meglio non doverlo affrontare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tranne che nei momenti in cui Apple presenta macchine  sotto-potenziate e sovra-prezzate.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Nostalgia di sfondo</title>
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      <pubDate>Thu, 13 Jul 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/07/jaguar-aqua-blue.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Era il 2002, &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/apple/2002/09/macosx-10-2/&#34;&gt;Jaguar era uscito da poco&lt;/a&gt;, e io dopo tanti anni decisi di tornare al Mac. Da anni usavo a tempo pieno Linux, ma la grafica spettacolare di OS X unita al cuore che batteva Unix erano troppo allettanti per farsele sfuggire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una delle cose che mi piacevano di più di Jaguar era lo sfondo del desktop. Semplicemente spettacolare, niente a che vedere con quello che si vedeva su Linux, un sistema operativo tecnicamente ineccebile ma di aspetto grafico miserrimo.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli sfondi installati di default diventavano sempre più belli ad ogni nuova versione di OS X, i miei preferiti sono stati senza dubbio quelli di &lt;a href=&#34;http://oswallpapers.com/wp-content/uploads/2016/07/Tiger-Aqua-Blue.jpg&#34;&gt;Tiger&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;http://oswallpapers.com/wp-content/uploads/2016/07/DefaultDesktop.jpg&#34;&gt;Snow Leopard&lt;/a&gt;. Per chi è nostalgico, tutti (tutti!) &lt;a href=&#34;http://oswallpapers.com/category/mac-os/&#34;&gt;gli sfondi originali di OS X (e macOS) si possono trovare qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo i Mac Retina attuali, con la loro super risoluzione, non rendono giustizia a questi capolavori grafici. Ringraziamo quindi caldamente (è proprio il caso di dirlo, di questi tempi) &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/&#34;&gt;512Pixels&lt;/a&gt; per averne fatto una &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/&#34;&gt;versione 5K di ottima qualità&lt;/a&gt;. I nostalgici saranno contenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi Linux è migliorato parecchio anche da questo punto di vista.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Fluor: addomesticare la doppia personalità dei tasti funzione del Mac</title>
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      <pubDate>Tue, 21 Mar 2017 08:30:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non l&amp;rsquo;ho (ancora) provata ma se funziona bene come sembra, può essere un modo per usare, finalmente!, i tasti funzione per cose più utili di cambiare il volume o la luminosità del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo, l&amp;rsquo;articolo originale lo potete leggere su &lt;a href=&#34;https://marchdotnet.wordpress.com/2017/03/20/fluor-addomesticare-la-doppia-personalita-dei-tasti-funzione-del-mac/&#34;&gt;MArCh&lt;/a&gt;, un bel blog che racconta le &amp;ldquo;&lt;em&gt;esperienze di un architetto freelance nell’uso di un computer Mac in ambito lavorativo&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. Da seguire, anche se non si è architetti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;!-- Reblog da: https://marchdotnet.wordpress.com/2017/03/20/fluor-addomesticare-la-doppia-personalita-dei-tasti-funzione-del-mac/ --&gt;&#xA;</description>
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      <title>Linux per tutti i giorni</title>
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      <pubDate>Mon, 20 Mar 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/03/20/linux-per-tutti-i-giorni/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;https://imgs.xkcd.com/comics/cautionary.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualche giorno fa una &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/03/13/la-pubblicita-e-l-anima/&#34;&gt;bella domanda di andy69&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org&#34;&gt;QuickLook&lt;/a&gt; mi ha stimolato ad elencare quelle che, secondo me, sono le distribuzioni di Linux più adatte per la vita di tutti i giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;argomento mi interessa parecchio e ho pensato di riprenderlo e di estenderlo un po&amp;rsquo; in questo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;tante-distribuzioni-troppe-distribuzioni&#34;&gt;Tante distribuzioni, troppe distribuzioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le distribuzioni di Linux sono &lt;em&gt;troppe&lt;/em&gt;. E sono quasi tutte &lt;em&gt;inutili&lt;/em&gt;, semplici rimasticature delle distribuzioni maggiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho cercato su &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/&#34;&gt;Distrowatch&lt;/a&gt; le distribuzioni che contengono una qualunque versione di &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; (se manca bash che distribuzione è?) e sono venute fuori ben 759 distribuzioni diverse, di cui solo ben 266 attive. Con &lt;code&gt;tar&lt;/code&gt; (idem) i risultati sono simili: ci sono 751 distribuzioni che lo contengono, di cui 263 sono attive.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di queste alcune sono iper-specializzate,  vedi &lt;a href=&#34;https://fermilinux.fnal.gov/&#34;&gt;Fermi Linux&lt;/a&gt;, sviluppata al &lt;a href=&#34;http://www.fnal.gov/&#34;&gt;FermiLab&lt;/a&gt;, il concorrente USA del &lt;a href=&#34;https://home.cern/&#34;&gt;CERN&lt;/a&gt;. Oppure &lt;a href=&#34;http://gparted.sourceforge.net/livecd.php&#34;&gt;GParted Live&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.clonezilla.org/&#34;&gt;Clonezilla&lt;/a&gt;, che servono a partizionare o produrre immagini complete di backup del disco rigido, e &lt;a href=&#34;http://www.openmediavault.org/&#34;&gt;openmediavault&lt;/a&gt;, una distribuzione specifica per i &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Network_Attached_Storage&#34;&gt;sistemi NAS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma il mondo ha veramente bisogno di &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=mangaka&#34;&gt;Linux Mangaka&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=korora&#34;&gt;Korora Project&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=wattos&#34;&gt;wattOS&lt;/a&gt;, o di &lt;a href=&#34;https://distrowatch.com/table.php?distribution=voyager&#34;&gt;Voyager Live&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto uno dei problemi della mancata affermazione di Linux sul Desktop è proprio la eccessiva frammentazione della piattaforma:&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; gli utenti sono confusi e non sanno che distribuzione scegliere, per gli sviluppatori è ancora peggio perché già supportare solo le distribuzioni maggiori è un grattacapo non da poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora facciamo un po&amp;rsquo; di spazio e vediamo quali sono le &lt;em&gt;migliori distribuzioni di Linux&lt;/em&gt;, intendendo con questa espressione le distribuzioni &lt;em&gt;veramente utili&lt;/em&gt;, adatte all&amp;rsquo;utente che voglia &lt;em&gt;usare&lt;/em&gt; Linux al posto di Windows o di (non si sa mai!) macOS/OS X per il suo lavoro di tutti i giorni, ma che sappia poco o nulla di sviluppo del software o di amministrazione dei sistemi operativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://itsfoss.com/wp-content/uploads/2013/07/Windows_Vs_Mac_Vs_Linux_10.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;quali-distribuzioni&#34;&gt;Quali distribuzioni?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cercare di stabilire quali siano le &lt;em&gt;migliori distribuzioni&lt;/em&gt; di Linux significa scatenare una guerra di religione peggiore della &lt;a href=&#34;http://www.alfonsomartone.itb.it/rqftcg.html&#34;&gt;grande guerra fra Commodoriani e Sinclairisti&lt;/a&gt;, durata per gran parte degli anni &amp;lsquo;80.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però, anche se non è il caso di parlare di distribuzioni &lt;em&gt;migliori&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;peggiori&lt;/em&gt; in assoluto (dipende moltissimo dall&amp;rsquo;uso finale, un desktop ha richieste ben diverse da quelle di un server o di un NAS ), si può provare ad elencare quelle più adatte per essere usate ogni giorno dagli utenti che vogliano lavorare con Linux e non pasticciare continuamente con il sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte opinioni personali, sia ben chiaro, decine di altri articoli su carta e su web presentano le cose in modo ben diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;debian&#34;&gt;Debian&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal mio punto di vista non c&amp;rsquo;è storia, la distribuzione Linux che preferisco in assoluto è &lt;a href=&#34;https://www.debian.org/&#34;&gt;Debian&lt;/a&gt;. Uso Debian dal 1997, l&amp;rsquo;ho installata per la prima volta sul mio Compaq 386 portatile caricando pazientemente decine di floppy disk e aggiustando a mano le &lt;a href=&#34;http://arachnoid.com/modelines/index.html&#34;&gt;modeline&lt;/a&gt; dello schermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Debian ha parecchie asprezze iniziali e un po&amp;rsquo; di fissazioni sul software installato di default. Ma una volta attivata la sezione non-free, che consente fra l&amp;rsquo;altro di installare i driver specifici per la propria scheda grafica (avere una scheda grafica di qualità ed usarla con i driver generici è una vera assurdità) e dopo essersi documentati un po&amp;rsquo; in rete sugli aspetti più ostici, gli aspetti positivi di Debian vengono fuori alla grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su tutti la facilità di installazione del software: per questo non c&amp;rsquo;è sistema migliore di Debian, nemmeno l&amp;rsquo;App Store arriva allo stesso livello di comodità d&amp;rsquo;uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anzi, il concetto stesso di App Store centralizzato è stato inventato proprio da Debian: tutti i pacchetti software (&lt;em&gt;package&lt;/em&gt;) accettati nella distribuzione sono disponibili negli archivi (&lt;em&gt;repository&lt;/em&gt;)  ufficiali, non c&amp;rsquo;è bisogno di andarli a cercare qui a là per la rete come succede purtroppo con RedHat e derivate (vedi sotto). Tanto per dare una idea, in questo momento in Debian ci sono oltre 40.000 package disponibili, che soddisfano praticamente tutte le necessità degli utenti.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta selezionato un package per l&amp;rsquo;installazione, il sistema di gestione dei pacchetti &lt;code&gt;apt&lt;/code&gt; è in grado di selezionare ed installare automaticamente tutte le &lt;em&gt;dipendenze&lt;/em&gt;, cioè i pacchetti e le librerie da cui il package selezionato dipende.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai anche in Linux si sta affermando un metodo diverso di distribuzione del software, con il quale tutte le librerie e i file accessori vengono inglobate nel pacchetto principale (&lt;em&gt;bundle&lt;/em&gt;), lo stesso meccanismo che esiste da sempre in Mac OS X (e prima in NeXTSTEP). Ma vent&amp;rsquo;anni fa lo spazio sugli hard-disk non era abbondante come oggi ed il meccanismo messo a punto da Debian riusciva a trovare un buon equilibrio fra lo spazio occupato sul disco rigido e la facilità d&amp;rsquo;uso. Non è certo un caso che alla fine quasi tutte le distribuzioni concorrenti l&amp;rsquo;abbiano adottato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;linux-mint&#34;&gt;Linux Mint&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il difetto principale di Debian è anche il suo pregio (per chi lo apprezza): bisogna configurare quasi da zero il proprio sistema, scegliendo in fase di installazione cosa farà la macchina e di conseguenza la base software da installare (che si può estendere facilmente in seguito). Anche l&amp;rsquo;aspetto grafico va definito praticamente a mano, scegliendo il tema grafico, lo sfondo, le icone, fra le migliaia e migliaia di opzioni disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è molto flessibile per chi sa come muoversi, ma contribuisce anche a disorientare l&amp;rsquo;utente alle prime armi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://linuxmint.com/&#34;&gt;Linux Mint&lt;/a&gt; è un buon compromesso: base derivata da Debian (e perfettamente compatibile con la distribuzione principale), ma tema grafico ben definito e piuttosto accattivante, anche per chi è abituato al Mac. Non chiedetemi però la differenza fra le versioni &amp;ldquo;Cinnammon&amp;rdquo; e &amp;ldquo;MATE&amp;rdquo; di Mint, perché non me la ricordo mai. La versione &amp;ldquo;Xfce&amp;rdquo; va bene per chi vuole ridurre il peso del sistema grafico sul proprio computer, mentre la &amp;ldquo;KDE&amp;rdquo; va bene per chi vuol farsi male da solo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;ubuntu&#34;&gt;Ubuntu&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ubuntu è una derivazione di Debian, che in pochi anni è diventata la distribuzione più diffusa di Linux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio era una vera bomba, l&amp;rsquo;ho usata e consigliata parecchio, mi sono perfino registrato per ricevere i CD/DVD delle nuove &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; che distribuivo a chiunque mi capitasse a tiro (parliamo di tempi in cui scaricare un intero CD o peggio un DVD dalla rete era una impresa preclusa a chi aveva solo una connessione via modem alla rete).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi Ubuntu è cresciuta, forse troppo ed ha perso il suo smalto. Aggiornare Ubuntu da una release all&amp;rsquo;altra è una impresa quasi impossibile (o almeno, è una impresa che porta un sacco di grattacapi) e anche il fatto di promettere da anni innovazioni strepitose che poi non si concretizzano mai (leggi Wayland prima e Mir poi, i server grafici che avrebbero dovuto rimpiazzare il venerando X, attesi &lt;a href=&#34;http://www.markshuttleworth.com/archives/551&#34;&gt;dal lontano 2010&lt;/a&gt; e non ancora diventati realmente usabili, o Ubuntu Phone che ha fatto più o meno la fine del corrispettivo Microsoft).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;opensuse&#34;&gt;openSUSE&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte Debian, l&amp;rsquo;altra distribuzione che mi è sempre piaciuta è SuSE Linux o meglio, come si chiama oggi la versione desktop, &lt;a href=&#34;https://www.opensuse.org/&#34;&gt;openSUSE&lt;/a&gt;. Una distribuzione tedesca, precisa e rigorosa come chi l&amp;rsquo;ha sviluppata, la prima che ha sviluppato uno strumento integrato di configurazione e di gestione di tutto il sistema operativo. Anche l&amp;rsquo;installatore qualche anno fa era avanti anni luce rispetto alle altre distribuzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non la uso, se non occasionalmente, da parecchio perché ha qualche problema con Parallels, che è ormai lo strumento principale con cui uso Linux oggi (vediamo se con la beta di quest&amp;rsquo;anno si riesce a migliorarne il supporto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrebbe essere interessante provarla con la &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/parallels-desktop-lite/id1085114709&#34;&gt;versione Lite di Parallels&lt;/a&gt;, che viene distribuita gratuitamente da qualche giorno sull&amp;rsquo;App Store.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;redhat-fedora-centos&#34;&gt;RedHat, Fedora, CentOS?&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non voglio parlare qui di &lt;a href=&#34;https://www.redhat.com/en&#34;&gt;RedHat&lt;/a&gt; e derivate, come &lt;a href=&#34;https://getfedora.org/&#34;&gt;Fedora&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.centos.org/&#34;&gt;CentOS&lt;/a&gt;. Non mi sono mai piaciute e quindi non le uso. Ci ho provato ogni tanto con RedHat, ma ho sempre lasciato perdere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uso ogni tanto su un server una versione specifica di CentOS, richiesta dal software scientifico professionale (e piuttosto costoso) che ci gira sopra. E ogni volta che lo faccio mi chiedo come si faccia ad avere la pazienza di andare a cercare per ogni dove i pacchetti software che servono. Forse è colpa mia che non so gestire al meglio questo tipo di distribuzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;pixel&#34;&gt;Pixel&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avete un vecchio computer a cui dare nuova vita, &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/blog/pixel-pc-mac/&#34;&gt;Pixel&lt;/a&gt; è la distribuzione che fa per voi. Pixel è una distribuzione sviluppata originariamente per il &lt;a href=&#34;https://www.raspberrypi.org/&#34;&gt;Raspberry Pi&lt;/a&gt; &amp;ndash; il microcomputer a bassissimo costo tanto popolare fra chi vuole riuscire a mettere le mani &lt;em&gt;dentro&lt;/em&gt; un computer e fargli fare le cose più impensate e impensabili &amp;ndash; ed è stato poi portato ai computer con processore Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pixel gira molto bene sui Raspberry Pi più recenti, e a maggior ragione può andare a pennello per il vecchio portatile buttato in cantina a prendere polvere, che è a priori molto più potente di un qualunque Raspberry Pi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un discorso analogo vale per &lt;a href=&#34;https://elementary.io/&#34;&gt;Elementary OS&lt;/a&gt;, per il quale esiste un &lt;a href=&#34;https://github.com/aroman/elementary-on-a-mac&#34;&gt;progetto dedicato specificatamente ad installarlo sul Mac&lt;/a&gt;, in parallelo a macOS/OS X. Interessante questo &lt;a href=&#34;https://taoofmac.com/space/blog/2016/10/29/2240&#34;&gt;racconto dell&amp;rsquo;esperienza di un utente Mac&lt;/a&gt;, deluso dalle ultime novità hardware prodotte da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;frebsd&#34;&gt;FreBSD&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://www.freebsd.org/&#34;&gt;FreeBSD&lt;/a&gt; non è Linux, ma rappresenta la base UNIX originale su cui si fonda macOS/OS X. Di conseguenza può essere un&amp;rsquo;ottima alternativa a Linux per chi usa il Mac. In pratica, le &lt;a href=&#34;https://www.freebsd.org/doc/en/articles/explaining-bsd/comparing-bsd-and-linux.html&#34;&gt;differenze fra FreeBSD e Linux&lt;/a&gt; sono minime (o quasi) e spesso &lt;a href=&#34;https://www.over-yonder.net/~fullermd/rants/bsd4linux/01&#34;&gt;comprensibili solo a chi è particolarmente competente&lt;/a&gt; di sistemi operativi e sviluppo del software. Lo stesso vale per i tanti derivati di FreeBSD, fra cui non si possono non menzionare &lt;a href=&#34;http://www.openbsd.org/&#34;&gt;NetBSD&lt;/a&gt;, che gira praticamente ovunque o &lt;a href=&#34;http://www.openbsd.org/&#34;&gt;OpenBSD&lt;/a&gt;, particolarmente focalizzato sulla sicurezza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;stabile-o-instabile&#34;&gt;Stabile o instabile?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun dubbio su questo: chi vuole iniziare ad usare Linux deve scegliere la versione &lt;em&gt;stabile&lt;/em&gt; di Debian (o di qualunque altra distribuzione), lasciando le versioni di &lt;em&gt;test&lt;/em&gt; o peggio quelle &lt;em&gt;instabili&lt;/em&gt; (chiamate sempre e non a caso &amp;ldquo;sid&amp;rdquo; su Debian)&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; per il futuro, quando si avrà più esperienza e pratica con Linux. È meno divertente ma di sicuro è molto più conveniente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per uno sviluppatore &lt;a href=&#34;https://raphaelhertzog.com/2010/12/20/5-reasons-why-debian-unstable-does-not-deserve-its-name/&#34;&gt;anche sid può andare bene&lt;/a&gt; come distribuzione da usare tutti i giorni, e spesso è più stabile di tanti altri sistemi operativi, ma il solo fatto di dover aggiornare decine e decine di pacchetti ogni giorno non è di certo una cosa adatta all&amp;rsquo;utente &lt;em&gt;normale&lt;/em&gt;, che voglia usare il proprio computer per lavorare e non per giocare con il sistema (cosa peraltro bellissima per chi lo sa fare).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://itsfoss.com/wp-content/uploads/2013/07/Windows-Vs-Mac-Vs-Linux-Jokes_1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Linux può essere una bella esperienza anche per un utente Apple. Si può installare senza troppi problemi sul proprio Mac, in parallelo a macOS/OS X. Si può installare in una macchina virtuale gestita da &lt;a href=&#34;https://www.virtualbox.org/&#34;&gt;VirtualBox&lt;/a&gt; (gratuito) oppure da &lt;a href=&#34;http://www.parallels.com/it/&#34;&gt;Parallels&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.vmware.com/products/fusion.html&#34;&gt;VMWare Fusion&lt;/a&gt; (a pagamento, ma c&amp;rsquo;è anche la versione &lt;em&gt;Lite&lt;/em&gt; di parallels citata prima), senza toccare nulla sul Mac. O si può usare per far rivivere un vecchio Mac lasciato in un angolo, persino un modello con processore PPC su cui può girare al massimo Leopard.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non c&amp;rsquo;è niente di meglio per far rivivere un vecchio Netbook, macchine popolarissime dieci anni fa, nate con Linux ma &lt;em&gt;uccise&lt;/em&gt; dalla Microsoft dell&amp;rsquo;era Ballmer, che pretendeva di farci girare Windows pur con limitazioni hardware tanto stringenti quanto assurde.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarei proprio curioso di sapere quali distribuzioni &lt;em&gt;non contengono&lt;/em&gt; &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;tar&lt;/code&gt; e perché.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso vale più o meno negli stessi termini anche per Android.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse, ci sono ulteriori repository &lt;a href=&#34;https://wiki.debian.org/UnofficialRepositories&#34;&gt;non ufficiali&lt;/a&gt;, che soddisfano necessità più specifiche e che possono essere aggiunti facilmente alla lista dei repository standard.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo con Parallels (ma anche con VMware se è per questo), il vero scoglio non è tanto installare la distribuzione quanto installare i tool di supporto specifici dell&amp;rsquo;emulatore, che servono a migliorare l&amp;rsquo;interazione fra il Mac e la macchina virtuale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I nomi delle distribuzioni Debian sono tratti tutti da &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Toy_Story_-_Il_mondo_dei_giocattoli&#34;&gt;Toy Story&lt;/a&gt; (film straordinario); Sid è il ragazzino cattivo che distrugge i giocattoli per il puro piacere di farlo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Divertirsi con il terminale</title>
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      <pubDate>Sun, 12 Feb 2017 06:05:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c1.staticflickr.com/1/756/32436572466_37a142d66a_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Paul Brouns, Imaginary Symphony&#34;&gt;&lt;p&gt;Siete dei fanatici della linea di comando? Volete mettere alla prova la vostra conoscenza del terminale &amp;ndash; l&amp;rsquo;interfaccia a linea di comando di Linux o di macOS/OS X &amp;ndash; e della shell &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avete risposto &amp;lsquo;si&amp;rsquo; ad entrambe le domande, fatevi un giretto su &lt;a href=&#34;https://cmdchallenge.com/&#34;&gt;Commandline Challenge&lt;/a&gt; e mettete alla prova le vostre capacità, risolvendo le sfide proposte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcune &lt;a href=&#34;https://about.cmdchallenge.com/&#34;&gt;possibili soluzioni&lt;/a&gt; sono molto più involute ed intricate di quanto sarebbe normale, ma dimostrano allo stesso tempo una maestria con i comandi della shell che rasenta l&amp;rsquo;arte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum&lt;/em&gt;. Non prendetevela con me se la vostra produttività crolla vertiginosamente dopo aver letto questo post!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Command line fun</title>
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      <pubDate>Sun, 12 Feb 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://farm8.staticflickr.com/7403/26761999542_7864fda90e_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Paul Brouns, London Symphony&#34;&gt;&lt;p&gt;Are you a fan of the command line? Do you wish to test your knowledge of the terminal &amp;ndash; the command line interface of Linux or macOS/OS X &amp;ndash; and of the &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; shell?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;If you answered &amp;lsquo;yes&amp;rsquo; to the questions above, head your browser to &lt;a href=&#34;https://cmdchallenge.com/&#34;&gt;Commandline Challenge&lt;/a&gt; and test your skills trying to solve the challenges proposed there.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Some of the &lt;a href=&#34;https://about.cmdchallenge.com/&#34;&gt;possible solutions&lt;/a&gt; are much more convoluted than normal, but they also show a technical mastery that resembles art.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Disclaimer. It is not &lt;em&gt;my&lt;/em&gt; fault if your productivity sinks after reading this post!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Compleanno con permessi</title>
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      <pubDate>Sun, 18 Dec 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Oggi &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/&#34;&gt;melabit&lt;/a&gt; compie tre anni. Per l&amp;rsquo;occasione ho chiesto all&amp;rsquo;amico Lux il permesso di ripubblicare un mio vecchio intervento sul suo (bellissimo) blog &lt;a href=&#34;http://web.archive.org/web/20120102191652/http://www.macworld.it/ping&#34;&gt;Ping&lt;/a&gt;, chiuso purtroppo con la cessazione della pubblicazione dell&amp;rsquo;edizione italiana di Macworld.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché pubblicare di nuovo questo articolo dopo più di sei anni?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Innanzi tutto perché quello che c&amp;rsquo;è scritto è ancora attuale e, come ha scritto a suo tempo Lux con il suo stile inimitabile, può essere utile per &amp;ldquo;&lt;em&gt;avvicinarsi agli incantesimi Unix che danno vita al mondo magico di Mac OS X&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, una cosa a cui tengo sempre moltissimo. Magari oggi &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/04/28/automatizzare-il-mac-dal-terminale-ancora-launchd/&#34;&gt;proporrei di usare sul Mac&lt;/a&gt; &lt;code&gt;launchd&lt;/code&gt; al posto di &lt;code&gt;cron&lt;/code&gt;, anche se quest&amp;rsquo;ultimo rimane la soluzione più generica, valida su un qualunque sistema Unix.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è poi un motivo più personale: proprio dopo questo intervento ho cominciato a pensare che tenere un blog non fosse un&amp;rsquo;idea proprio fuori dal mondo. Ci ho messo un po&amp;rsquo; (come sempre!) a realizzarla, ma dopo tre anni devo ammettere che è stata un&amp;rsquo;ottima decisione, le soddisfazioni non sono mancate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;introduzione&#34;&gt;Introduzione&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo rispondeva all&amp;rsquo;esigenza di un lettore di Ping di cambiare automaticamente i permessi di determinati tipi di file contenuti in una cartella del Mac. Cosa ci può essere di meglio del Terminale per fare queste cose?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho lasciato praticamente inalterato il testo originale, limitandomi a correggere alcune imprecisioni e ad aggiungere qualche dettaglio qui e là.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;me-li-do-io-i-permessi&#34;&gt;Me li do io i permessi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Premessa #1&lt;/strong&gt;: il Terminale in Mac OS X si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#062; Utility&lt;/code&gt;. Una volta lanciato può essere configurato in molti modi (tramite le Preferenze) perdendo quell’aspetto un po&amp;rsquo; triste e troppo serioso che spaventa l’utente normale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo l&amp;rsquo;avvio, il Terminale presenta il cosiddetto &lt;em&gt;prompt&lt;/em&gt;, che su OS X mostra tipicamente il nome del computer, la cartella dove ci si trova e il nome dell’utente. L’ultimo carattere del prompt è normalmente il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt;. Nel Terminale i comandi vengono inseriti dopo il simbolo &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; su quella che viene definita la &lt;em&gt;riga di comando&lt;/em&gt; e si eseguono premendo il tasto &lt;code&gt;Invio&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Terminale di OS X esegue di default la cosiddetta &lt;a href=&#34;https://tiswww.case.edu/php/chet/bash/bashref.html#Introduction&#34;&gt;&lt;em&gt;shell&lt;/em&gt; &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;, uno strumento potentissimo per interagire con il sistema operativo. La shell &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; può essere usata direttamente, scrivendo i comandi uno ad uno sulla riga di comando e leggendone il risultato direttamente nel Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/terminal.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/terminal.png&#34; alt=&#34;Il Terminale di OS X&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure si possono scrivere degli &lt;code&gt;script&lt;/code&gt;, piccoli programmi nel linguaggio di &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; nei quali si inseriscono in sequenza i comandi da far eseguire alla shell, che si dimostrano molto utili per automatizzare delle operazioni che eseguiamo ripetutamente sul Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Premessa #2&lt;/strong&gt;: perché usare i comandi di &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; invece di Automator o di AppleScript? Beh, innanzitutto perché &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; è multipiattaforma e quindi funziona su Linux e, volendo, anche su Windows. E poi semplicemente perché &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; mi piace!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lanciamo quindi il Terminale (magari configurandolo prima, io consiglio almeno di aumentare le dimensioni della finestra a circa 100×40 per stare comodi e di scegliere un tema grafico più accattivante di quello bianco e un po&amp;rsquo; spento di default) e iniziamo a lavorare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/bash_profiles.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/bash_profiles.png&#34; alt=&#34;Configurazione di bash&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Creiamo innanzi tutto una cartella &lt;code&gt;~/bin&lt;/code&gt;, dove il carattere &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; (tilde, ALT+5) indica per convenzione sui sistemi basati su Unix la cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt; (detta anche &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;) dell’utente che sta usando il computer in questo momento. Per farlo da Terminale, digitiamo (ATTENZIONE, come già detto &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; indica solo l’ultimo carattere del prompt e &lt;strong&gt;NON&lt;/strong&gt; va mai inserito nei comandi seguenti):&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ cd&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ mkdir bin&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ chflags hidden bin&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ cd bin&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Il primo comando serve per essere sicuri di partire dalla &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;, il secondo crea una nuova cartella &lt;code&gt;bin&lt;/code&gt; nella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;, il terzo la nasconde al Finder e l’ultimo comando ci fa spostare nella cartella &lt;code&gt;bin&lt;/code&gt; appena creata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria siamo liberi di salvare i nostri comandi &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; in una qualunque cartella del Mac e possiamo anche usarne una già esistente. Ma usare la cartella &lt;code&gt;bin&lt;/code&gt; nella nostra &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; rispetta le convenzioni dei sistemi Unix e mi sembra preferibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto usiamo &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt; (un editor testuale molto semplice installato di default sul Mac) per editare lo &lt;em&gt;script&lt;/em&gt; &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; &lt;code&gt;cambia_permessi&lt;/code&gt;, nel quale inseriremo i comandi veri e propri che ci servono per cambiare i permessi dei file contenuti nella cartella nella quale verrà eseguito lo script:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ nano cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Non preoccupatevi per l’interfaccia un po&amp;rsquo; ostica di &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt;, qui ci basta usare solo due comandi, &lt;code&gt;CTRL+O&lt;/code&gt; per salvare il file editato e &lt;code&gt;CTRL+X&lt;/code&gt; per uscire da nano. Dimenticavo: &lt;code&gt;CTRL+O&lt;/code&gt; significa premere contemporaneamente il tasto &lt;code&gt;CTRL&lt;/code&gt;, l’ultimo in basso a sinistra sulle tastiere Mac (nei portatili è a fianco di fn), e il tasto &lt;code&gt;O&lt;/code&gt;. Analogamente per &lt;code&gt;CTRL+X&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torniamo al nostro file &lt;code&gt;cambia_permessi&lt;/code&gt;. A questo punto bisognerebbe copiare a mano le linee mostrate qui sotto. Ma OS X è furbo e il copia e incolla funziona anche nella finestra del Terminale, per cui è sufficiente selezionare tutte le linee mostrate qui sotto, copiarle e poi incollarle nella finestra del Terminale dove è attivo &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt;:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;#!/bin/bash&#xA;#&#xA;DIR=~/scansioni/&#xA;FILES=*&#xA;PERM=u+rw&#xA;#&#xA;if [ -d $DIR ]; then&#xA;&#x9;cd $DIR&#xA;&#x9;chmod -R $PERM $FILES&#xA;&#x9;cd&#xA;fi&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Salviamo lo script premendo &lt;code&gt;CTRL+O&lt;/code&gt; ed usciamo da &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt; con &lt;code&gt;CTRL+X&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa significano questi comandi? Il più importante è &lt;code&gt;chmod&lt;/code&gt;, che cambia i permessi di tutti i file contenuti nella cartella ``~/scansioni/` in modo che siano leggibili e scrivibili dall&amp;rsquo;utente attuale del Mac. Il resto è solo roba di contorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che è ancora più importante è che lo script è totalmente parametrico: basta cambiare i valori di &lt;code&gt;DIR&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;FILES&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;PERM&lt;/code&gt; per adattarlo alle proprie esigenze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per esempio, se la cartella &lt;code&gt;~/scansioni/&lt;/code&gt; contenesse vari tipi di file e si volessero cambiare i permessi dei soli file &lt;code&gt;pdf&lt;/code&gt; lasciando gli altri file invariati, la riga &lt;code&gt;FILES=*&lt;/code&gt; diventerebbe &lt;code&gt;FILES=*.pdf&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è finita. Controlliamo prima di tutto di avere veramente fatto tutto bene con il comando:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ cat cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;che dovrebbe mostrare sullo schermo lo script appena inserito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per semplificarci la vita, rendiamo lo script eseguibile con il comando:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ chmod u+x cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Bisogna notare che con questo comando abbiamo reso eseguibile lo script solo per l’utente attuale del Mac. I motivi li tralascio per brevità, ma credetemi, è decisamente meglio fare così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ultimo passo necessario. In questo momento, per cambiare i permessi dei file nella cartella &lt;code&gt;~/scansioni/&lt;/code&gt; bisogna eseguire a mano il comando dal Terminale:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ ~/bin/cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;(anche se, per come è configurato di default OS X, usare soltanto &lt;code&gt;$ cambia_permessi&lt;/code&gt;, senza scrivere esplicitamente il percorso dove è salvato lo script basta e avanza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciò è sicuramente molto più comodo di cambiare uno ad uno i permessi dei file, ma si può fare di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui entra in gioco &lt;code&gt;cron&lt;/code&gt;, uno strumento che esegue dei comandi stabiliti dall’utente a intervalli di tempo predefiniti. Sembra una cosa un po&amp;rsquo; cretina, ma in realtà permette di far fare al computer un mare di cose automaticamente. Purtoppo la sintassi di cron è orrenda. E questo post sta diventando troppo lungo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cercherò di sintetizzare ma se qualcuno è interessato posso scrivere qualcosa in proposito. (Nel frattempo l&amp;rsquo;ho fatto, chi fosse interessato può leggere questo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/11/22/automatizzare-il-mac-dal-terminale-sua-maesta-cron/&#34;&gt;articolo dettagliato su cron&lt;/a&gt;.)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diciamo che vogliamo che ogni cinque minuti lo script &lt;code&gt;cambia_permessi&lt;/code&gt; venga eseguito automaticamente. Dal solito Terminale dobbiamo allora eseguire i comandi:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ export EDITOR&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;=&lt;/span&gt;/usr/bin/nano&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ crontab -e&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;La prima riga serve ad evitare di usare l’editor preimpostato, &lt;code&gt;vi&lt;/code&gt;, vn vero reperto archeologico che sarebbe bene dimenticare una volta per tutte. Dovrebbe invece aprirsi il solito &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt;, in cui dobbiamo incollare &lt;strong&gt;esattamente&lt;/strong&gt; la riga seguente:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;*/5 * * * * ~/bin/cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;(prima e dopo ciascun asterisco è presente una tabulazione), eventualmente aggiungendola in coda ai comandi già presenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Salviamo con &lt;code&gt;CTRL+O&lt;/code&gt; e usciamo da &lt;code&gt;crontab&lt;/code&gt; con &lt;code&gt;CTRL+X&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente se vogliamo che lo script venga eseguito più o meno frequentemente, basta cambiare il valore &lt;code&gt;*/5&lt;/code&gt; in, diciamo, &lt;code&gt;*/2&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;*/15&lt;/code&gt; (per eseguire lo script ogni 2 o 15 minuti). Per casi più complicati &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/11/22/automatizzare-il-mac-dal-terminale-sua-maesta-cron/&#34;&gt;basta leggere qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Abbiamo finito. Sembra complicato, ma credetemi, è molto più lungo da leggere (e da scrivere!) che da mettere in pratica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;nota-finale&#34;&gt;Nota finale&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi ha paura del Terminale e soprattutto di &lt;code&gt;cron&lt;/code&gt;, un programma potente ma, bisogna ammetterlo, ben poco &lt;em&gt;user-friendly&lt;/em&gt;, ecco una soluzione aggiuntiva, farina di Lux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiungo solo una piccola nota per gli inesperti di Terminale che si scontrano con &lt;code&gt;cron&lt;/code&gt; (e, su Snow Leopard, con &lt;code&gt;launchd&lt;/code&gt;). Una scorciatoia artigianale consiste nel definire un evento ricorrente dentro iCal e, nelle informazioni relative, stabilire che in occasione dell’evento va eseguito uno script.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto pratica se si ha bisogno di ripetere uno &lt;em&gt;script&lt;/em&gt; una o due volte al giorno al massimo, in tutti gli altri casi temo che finirebbe per riempire all&amp;rsquo;inverosimile il proprio Calendario, con conseguenze che francamente mi sfuggono.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Setapp: il Netflix delle applicazioni per il Mac</title>
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      <pubDate>Thu, 15 Dec 2016 22:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/setapp.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://setapp.com/&#34;&gt;Setapp&lt;/a&gt; è un nuovo sistema di distribuzione delle applicazioni per macOS/OS X basato su un modello ad abbonamento molto simile a quello reso popolare da Netflix per i film e le serie TV: con una spesa mensile piuttosto ridotta si ha il diritto di scaricare ed usare senza limiti sul proprio Mac tutte le applicazioni distribuite dal sistema. Le applicazioni disponibili in questo momento sono una cinquantina, ma il numero sta crescendo piuttosto rapidamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza di tanti &lt;em&gt;bundle&lt;/em&gt; a basso costo, tutte le applicazioni disponibili sono interessanti e di buona qualità: Ulysses, RapidWeawer, Focused, Manuscript, XMind, Findings, iStat Menus, Marked, Yummi FTP Pro, tanto per citarne alcune.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualche giorno fa sono stato invitato a provare l&amp;rsquo;applicazione, che fino alla fine di gennaio è gratuita per tutti i beta tester.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi vuole a sua volta provare il servizio in anteprima me lo faccia sapere nei commenti. Ma deve fare in fretta, purtroppo potrò soddisfare solo le prime cinque richieste!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Input, un font per programmare</title>
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      <pubDate>Thu, 24 Mar 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/03/input.png?w=300&#34; alt=&#34;input&#34; width=&#34;300&#34; height=&#34;267&#34; class=&#34;aligncenter size-medium wp-image-2405&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di font non capisco niente, distinguo a malapena Arial da Times Roman. Ho provato a leggere gli articoli di Nick Keppol su San Francisco, il nuovo font di sistema di Apple Watch e delle versioni più recenti di OS X e iOS (sia la &lt;a href=&#34;http://martiancraft.com/blog/2015/10/why-san-francisco/&#34;&gt;prima&lt;/a&gt; che la &lt;a href=&#34;http://martiancraft.com/blog/2015/10/san-francisco-part-2/&#34;&gt;seconda&lt;/a&gt; parte), ma ammetto di averci capito ben poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ammetto anche di non riuscire a cogliere appieno il legame fra la leggibilità di un font e le sue caratteristiche tecniche. Per fortuna non faccio il grafico, e quindi va benissimo così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però la letture delgli articoli di Nick Keppol mi è stata utilissima lo stesso, perché mi ha fatto scoprire, &lt;a href=&#34;http://input.fontbureau.com/&#34;&gt;Input&lt;/a&gt;, un font monospaziato gratuito, particolarmente adatto non solo per chi programma, ma anche per tutti coloro che preferiscono scrivere con un editor, magari perché usano LaTeX o Markdown.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ormai lo uso sempre più spesso, alternandolo ai miei font preferiti, Menlo, &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Consolas&#34;&gt;Consolas&lt;/a&gt; e soprattutto &lt;a href=&#34;http://www.levien.com/type/myfonts/inconsolata.html&#34;&gt;Inconsolata&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il bello di Input è che, prima di scaricarlo, può essere &lt;a href=&#34;http://input.fontbureau.com/preview/?size=14&amp;amp;language=python&amp;amp;theme=solarized-dark&amp;amp;family=InputSans&amp;amp;width=300&amp;amp;weight=300&amp;amp;line-height=1.2&amp;amp;a=0&amp;amp;g=0&amp;amp;i=0&amp;amp;l=0&amp;amp;zero=0&amp;amp;asterisk=0&amp;amp;braces=0&amp;amp;preset=default&amp;amp;customize=please&#34;&gt;configurato a piacere&lt;/a&gt;. Alcune opzioni mi sembrano particolarmente utili, come la possibilità di definire la forma della &amp;ldquo;l&amp;rdquo; (odio la l che si confonde con la i), dello zero o delle parentesi graffe, con l&amp;rsquo;anteprima immediata del risultato direttamente nel browser.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Decisamente consigliato!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Usare un Mac con PowerPC oggi</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/03/11/usare-un-mac-con-powerpc-oggi/</link>
      <pubDate>Fri, 11 Mar 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/03/11/usare-un-mac-con-powerpc-oggi/</guid>
      <description>&lt;p&gt;I Mac hanno un grosso &lt;em&gt;difetto&lt;/em&gt;: durano a lungo, a volte &lt;em&gt;troppo&lt;/em&gt; a lungo. Ancora oggi ci sono in giro parecchi Mac con processore PowerPC perfettamente funzionanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se con l&amp;rsquo;hardware non ci sono troppi problemi, è possibile usare ancora il proprio Mac PowerPC in modo (più o meno) produttivo? O è proferibile consegnarlo alla storia e portarlo in cantina o, al massimo, limitarsi ad esporlo come un pezzo di modernariato?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ne avevo già parlato due anni fa, quando ho descritto l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5/&#34;&gt;aggiornamento del mio iMac G5 con un disco SSD&lt;/a&gt;, che l&amp;rsquo;ha reso molto più reattivo e perfettamente in grado di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/04/14/un-disco-ssd-per-un-imac-g5-il-sistema-operativo/&#34;&gt;far girare in modo più che decente Leopard&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ultima versione di (Mac) OS X compatibile con i processori PowerPC.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Leopard e le applicazioni contenute in iLife e iWork&#39;09 abbiamo un sistema adatto a scrivere, masterizzare CD e DVD, ascoltare musica, guardare video e forse perfino a fare qualche semplice montaggio video. Si può fare di più?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà il problema con i vecchi computer non è il sistema operativo, basta scegliere quello usato nel periodo di uso attivo del computer e tutto fila liscio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il vero problema sono le applicazioni. Le applicazioni più aggiornate (ammesso che siano compatibili) sono in genere troppo pesanti per le prestazioni dell&amp;rsquo;hardware, mentre quelle dell&amp;rsquo;epoca mancano di funzioni a cui ormai siamo abituati o, peggio, soffrono di gravi bachi di sicurezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da questo punto di vista, l&amp;rsquo;applicazione più importante oggi è il browser web. La tecnologia del web evolve in modo così tumultuoso che usare un vecchio browser, come il Safari di Leopard, peggiora decisamente la fruizione di una qualunque pagina web moderna, piena di JavaScript, CSS e HTML5.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna i possessori di PowerPC non sono stati lasciati soli e possono usare &lt;a href=&#34;http://www.floodgap.com/software/tenfourfox/&#34;&gt;TenFourFour&lt;/a&gt;, un browser open source basato sul codice di Firefox ma compatibile con i processori PowerPC. Non solo con i G4 e G5, ma perfino con i vecchissimi processsori G3, usciti di produzione quasi 13 anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutto il resto c&amp;rsquo;è solo da rivolgersi alla rete, che abbonda di siti dedicati al software per PowerPC. Il sito di riferimento è di sicuro &lt;a href=&#34;http://macpowerpc.com/&#34;&gt;Mac PowerPC&lt;/a&gt;, che presenta software più o meno moderno compatible con questa famiglia di processori. Non male anche &lt;a href=&#34;http://ppcarchive.dyniform.net/&#34;&gt;PowerPC Archive&lt;/a&gt; e naturalmente la sezione di &lt;a href=&#34;http://www.oldversion.com/mac/&#34;&gt;OldVersion.com&lt;/a&gt; dedicata al Mac. Mentre &lt;a href=&#34;https://happymacs.wordpress.com/&#34;&gt;Happy Macs&lt;/a&gt; è utile soprattutto per chi è alla ricerca di informazioni relative all&amp;rsquo;aggiornamento dell&amp;rsquo;hardware.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da non dimenticare anche la bella serie di articoli di Riccardo Mori dedicata al software per PowerPC: &lt;a href=&#34;https://systemfolder.wordpress.com/2013/12/31/apps-for-ppc/&#34;&gt;parte 1&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://systemfolder.wordpress.com/2014/05/29/apps-for-ppc-2/&#34;&gt;parte 2&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://systemfolder.wordpress.com/2014/06/15/apps-for-ppc-3/&#34;&gt;parte 3&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, per i più avventurosi, una menzione speciale per &lt;a href=&#34;https://github.com/mistydemeo/tigerbrew&#34;&gt;TigerBrew&lt;/a&gt;, la versione di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/04/29/homebrew-software-per-il-mac-fatto-in-casa/&#34;&gt;Homebrew&lt;/a&gt; specifica per i Mac con PowerPC.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E Linux? Le versioni di Linux (e non solo!) compatibili con il PowerPC &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/PowerPC#Operating_systems_with_native_support&#34;&gt;non mancano&lt;/a&gt;, ma inutile perdere tempo, chi vuole installare Linux al posto, o meglio in &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/187410/how-to-install-and-dual-boot-linux-on-a-mac/&#34;&gt;dual boot&lt;/a&gt; con OS X, scelga &lt;a href=&#34;https://www.opensuse.org/&#34;&gt;openSUSE&lt;/a&gt; (facile da usare quasi come OS X) o &lt;a href=&#34;https://www.debian.org/ports/powerpc/&#34;&gt;Debian&lt;/a&gt; (più &lt;em&gt;rigorosa&lt;/em&gt; e con il metodo di installazione delle applicazioni più facile ed affidabile di tutte le distribuzioni di Linux). In alternativa può scegliere &lt;a href=&#34;https://www.freebsd.org/&#34;&gt;FreeBSD&lt;/a&gt;,  il cui codice di base è molto vicino a quello di OS X. Volendo ci sarebbe anche &lt;a href=&#34;https://wiki.ubuntu.com/PowerPCDownloads&#34;&gt;Ubuntu&lt;/a&gt;, ma perché farsi del male?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>KeRanger, il primo ransomware per il Mac</title>
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      <pubDate>Mon, 07 Mar 2016 21:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/03/transmission_290_keranger.jpg?w=605&#34; alt=&#34;Transmission 2.90 e KeRanger&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;356&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-2368&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;La settimana scorsa anche OS X è capitolato, dimostrandosi vulnerabile ai terribili &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Ransomware&#34;&gt;ransomware&lt;/a&gt;. Potrei aggiungere che prima o poi doveva succedere, ma non è così, queste cose su un sistema Unix &lt;em&gt;non dovrebbero&lt;/em&gt; succedere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Innanzi tutto cos&amp;rsquo;è un &lt;em&gt;ransomware&lt;/em&gt;? Il ransomware è attualmente la forma più pericolosa e più dannosa di attacco informatico. Una volta penetrato in un computer, cripta tutti i documenti del malcapitato utente in modo tale che non possano assolutamente essere decodificati, a meno di non pagare un vero e proprio riscatto al creatore dell&amp;rsquo;attacco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, un ricatto bello e buono, fatto persino &lt;em&gt;intelligentemente&lt;/em&gt; (ammesso che si possa considerare intelligente una cosa del genere). La cifra richiesta per lo sblocco in genere non è eccessiva, e chi viene infettato è quasi sempre disposto a pagare pur di non perdere dei documenti, che siano di lavoro o personali, unici e spesso irrecuperabili da altre fonti. Pagano perfino i &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/tech-policy/2015/04/police-chief-paying-the-bitcoin-ransom-was-the-last-resort/&#34;&gt;poliziotti&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il ricattatore è comunque (dal suo punto di vista) &lt;em&gt;onesto&lt;/em&gt; e, una volta ottenuto il pagamento, invia sempre il codice di sblocco corretto. Ma solo perché non farlo sarebbe controproducente e ridurrebbe la probabilità che gli altri malcapitati chinino la testa e paghino come richiesto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La facilità di guadagno e il rischio bassissimo di essere scoperti (il pagamento avviene tramite &lt;a href=&#34;https://bitcoin.org/it/&#34;&gt;bitcoin&lt;/a&gt; non tracciabili) spinge a produrre nuovi ransoware sempre più pericolosi, creando una spirale di minacce e relativi pagamenti che è difficile spezzare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo contro i ransomware il backup non serve a niente, soprattutto se il disco di backup è sempre collegato al computer, come succede con Time Machine. Il  ransomware non si fa problemi, e infetta tranquillamente tutti i dischi esterni e perfino quelli connessi in rete, come i NAS. Anche Dropbox e simili non servono a molto: i file criptati vengono salvati su Dropbox e, anche se sono disponibili le versioni precedenti in chiaro dei file, in caso di infezione sarebbe una vero problema doversele andarsele a cercare ad una ad una.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora i ransomware si sono limitati ad infettare Windows e, in qualche caso, anche Android. Fra tutti, il più famoso e diffuso è di sicuro &lt;a href=&#34;http://gioxx.org/2015/01/29/cryptolocker-e-la-sua-variante-italiana/&#34;&gt;CryptoLocker&lt;/a&gt;, con cui ho (purtroppo!) avuto anch&amp;rsquo;io a che fare un anno fa, dopo che aveva infettato il computer di una conoscente (ma questa è un&amp;rsquo;altra storia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora dopo alcune &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=9nJv_PN2m1Y&amp;amp;amp;feature=youtu.be&#34;&gt;dimostrazioni&lt;/a&gt; di &lt;a href=&#34;https://github.com/gdbinit/gopher&#34;&gt;fattibilità&lt;/a&gt; praticamente &lt;a href=&#34;http://www.computerworld.com/article/3018972/security/ransom32-first-of-its-kind-javascript-based-ransomware-spotted-in-the-wild.html&#34;&gt;inoffensive&lt;/a&gt;, alla fine anche su OS X &lt;a href=&#34;http://www.pcworld.com/article/3041001/security/five-things-you-need-to-know-about-ransomware.html&#34;&gt;è arrivato un ransomware&lt;/a&gt; &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt;, OSX.KeRanger.A, che ha infettato &lt;a href=&#34;https://www.transmissionbt.com/&#34;&gt;Transmission&lt;/a&gt;, uno dei programmi più usati sul Mac per scambiare i file tramite il protocollo &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/BitTorrent&#34;&gt;BitTorrent&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le versioni infette di Transmission sono quelle scaricate dal &lt;a href=&#34;https://www.transmissionbt.com/&#34;&gt;sito web ufficiale&lt;/a&gt; fra le 20:00 del 4 marzo e le 4:00 del mattino del 6 marzo. Non è chiaro se possono essere infette anche le versioni aggiornate tramite rete nello stesso periodo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, chi usa Transmission sul suo Mac (io sono fra questi) deve affrettarsi a controllare la versione installata, senza però lanciarla (le precauzioni non sono mai troppe).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo, basta cliccare con il tasto destro sull&amp;rsquo;icona di Transmission e selezionare la voce &lt;code&gt;Chiedi Informazioni&lt;/code&gt; (oppure, da tastiera, &lt;code&gt;cmd + I&lt;/code&gt;). La sezione &lt;code&gt;Generale&lt;/code&gt; della finestra riporta il numero di versione dell&amp;rsquo;applicazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se la versione installata di Transmission è la 2.90 si deve &lt;strong&gt;immediatamente&lt;/strong&gt; cancellare l&amp;rsquo;applicazione dal Mac, magari usando uno strumento come &lt;a href=&#34;https://freemacsoft.net/appcleaner/&#34;&gt;AppCleaner&lt;/a&gt; che rimuove anche i file associati. Fatto questo, si può reinstallare la versione 2.92 di Transmission, non affetta dal ransomware, scaricandola dal &lt;a href=&#34;https://www.transmissionbt.com/&#34;&gt;sito ufficiale&lt;/a&gt;. Questa versione controlla ed eventualmente rimuove il ransomware presente sul Mac (sperando che non sia ormai troppo tardi), quindi è consigliabile installarla comunque, anche se si è deciso di non usare più Transmission.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se invece la versione installata di Transmission è precedente alla 2.90, è sufficiente aggiornarla automaticamente alla 2.92 tramite rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/03/transmission_292.jpg?w=300&#34; alt=&#34;Transmission 2.92&#34; width=&#34;300&#34; height=&#34;300&#34; class=&#34;aligncenter size-medium wp-image-2369&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per ulteriori approfondimenti, consiglio di leggere &lt;a href=&#34;https://forum.transmissionbt.com/viewtopic.php?t=17834&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt; del forum di Transmission. Maggiori dettagli tecnici sull&amp;rsquo;infezione si trovano invece &lt;a href=&#34;http://researchcenter.paloaltonetworks.com/2016/03/new-os-x-ransomware-keranger-infected-transmission-bittorrent-client-installer/&#34;&gt;in questa pagina&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un consiglio: cimentatevi ad &lt;a href=&#34;http://researchcenter.paloaltonetworks.com/2016/03/new-os-x-ransomware-keranger-infected-transmission-bittorrent-client-installer/&#34;&gt;analizzare il contenuto dell&amp;rsquo;applicazione&lt;/a&gt;, e a verificare che sia o meno infetta, solo se sapete &lt;em&gt;esattamente&lt;/em&gt; cosa fare e, soprattutto, come evitare guai. Per tutti gli altri, la pulizia automatica è decisamente la strada più sicura.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>First Draft: la prova</title>
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      <pubDate>Wed, 23 Dec 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non soffro particolarmente della sindrome della pagina bianca, ma sono anche consapevole che le cose migliori mi vengono fuori quando ho l&amp;rsquo;ispirazione e scrivo di getto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non a caso scrivo ancora spesso a mano. Mi piace la sensazione della penna che scorre veloce sul foglio, seguendo al meglio il filo del pensiero. Anche se vengono fuori geroglifici quasi incomprensibili, riesco (quasi sempre) a decifrarli e a tradurli in un testo decente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scrivendo al computer si dovrebbe cercare di fare lo stesso: buttare giù una prima stesura senza preoccuparsi troppo della forma, degli errori o della formattazione, tutte cose che distraggono dalla scrittura e di cui ci si può preoccupare in un secondo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo i programmi di scrittura non aiutano, perché invitano a concentrarsi fin dall&amp;rsquo;inizio sui dettagli, distraendo dall&amp;rsquo;obiettivo principale che è quello di riuscire a fissare le idee sulla pagina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;first-draft&#34;&gt;First Draft&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://www.96problems.com/first-draft/&#34;&gt;First Draft&lt;/a&gt; è un programma di scrittura anomalo, che si propone di riprodurre sullo schemo del computer quello che facciamo quando scriviamo su un foglio di carta. Tutto quello che si cancella non viene rimosso definitivamente dallo schermo ma viene solo sbarrato, restando comunque visibile e magari riutilizzabile in un secondo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;First Draft può essere &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/first-draft/id1021874663?l=en&amp;amp;amp;mt=12&#34;&gt;scaricato liberamente&lt;/a&gt; dal Mac App Store.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&#xA;La versione gratuita non ha limitazioni e salva automaticamente tutto quello che scriviamo sul Mac, compresi gli errori e le cancellazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se vogliamo rimuovere le modifiche e utilizzare il documento &lt;em&gt;pulito&lt;/em&gt; è indispensabile sbloccare la funzione di esportazione, con un acquisto in-App di 14.99 euro. Vedremo fra poco se ne vale la pena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;usiamo-il-programma&#34;&gt;Usiamo il programma&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando avviamo First Draft ci viene chiesto se vogliamo assistere ad una breve lezione interattiva che insegna ad usare il programma. La lezione è fatta bene, peccato che la richiesta venga ripetuta ad ogni avvio, diventando rapidamente noiosa. È vero che si può decidere di saltare la lezione, ma sarebbe più logico memorizzare la scelta dell&amp;rsquo;utente ed evitare di ripetere ogni volta la stessa domanda.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Considerazioni analoghe valgono per la schemata di presentazione di First Draft. Perché si deve essere obbligati ogni volta a leggere le caratteristiche introdotte nella nuova versione, senza poter scegliere di passare direttamente all&amp;rsquo;uso del programma? La prima volta va anche bene, ma dopo un po&amp;rsquo; è una vera seccatura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2294&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/01_apertura.png?w=605&#34; alt=&#34;Schermata di presentazione di First Draft.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;423&#34; class=&#34;size-large wp-image-2294&#34; /&gt; Schermata di presentazione di First Draft.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La finestra dell&amp;rsquo;editor di First Draft è divisa in tre parti distinte, un&amp;rsquo;area centrale che contiene il testo e due colonne bianche ai lati. La larghezza dell&amp;rsquo;area di testo è fissa e non può essere modificata. Allargando la finestra dell&amp;rsquo;editor si aumenta solo la larghezza delle colonne laterali, che diventano preponderanti rispetto all&amp;rsquo;area centrale. A qualcuno potrà anche piacere, a me da solo l&amp;rsquo;impressione di un sacco di spazio sprecato inutilmente. Una scelta del genere può andare bene per un iPad o un MacBook con lo schermo piccolo, ma non ha molto senso con un monitor di dimensioni normali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2295&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/02_editor.png?w=605&#34; alt=&#34;La finestra dell&amp;#039;editor.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;423&#34; class=&#34;size-large wp-image-2295&#34; /&gt; La finestra dell&amp;rsquo;editor.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche la dimensione del testo non può essere modificata, nonostante la presenza dell&amp;rsquo;opzione relativa nella barra laterale di configurazione del programma. Lo stesso vale per lo stile del font: cliccando su uno dei quattro stili disponibili non succede assolutamente niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2296&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/03_preferenze.png?w=605&#34; alt=&#34;Barra laterale di configurazione.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;423&#34; class=&#34;size-large wp-image-2296&#34; /&gt; Barra laterale di configurazione.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;troppi-bachi&#34;&gt;Troppi bachi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma i problemi non si limitano a questo. Purtroppo First Draft è infestato da parecchi altri bachi evidenti. Ad esempio, dopo averlo usato alcune volte, le cartelle che contengono i documenti di First Draft e che sono visibili sul lato sinistro della finestra di avvio appaiono ripetute più volte. La ripetizione non ha nessun effetto negativo sull&amp;rsquo;uso del programma, ma è comunque piuttosto fastidiosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2297&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/04_cartelle_multiple.png?w=605&#34; alt=&#34;Cartelle multiple nella finestra di avvio.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;423&#34; class=&#34;size-large wp-image-2297&#34; /&gt; Cartelle multiple nella finestra di avvio.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se nella barra laterale di configurazione si seleziona la modalità scura, l&amp;rsquo;unico modo per ripristinare quella chiara di default è tornare alla finestra di avvio del programma e riaprire il documento su cui si sta lavorando. Ma anche così la finestra di avvio rimane parzialmente scura e la finestra dell&amp;rsquo;editor è imbruttita da una barretta laterale scura. La visualizzazione corretta viene ripristinata solo chiudendo e riaprendo il programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/05_modalita_scura_a.png?w=605&#34; alt=&#34;05_modalita_scura_a&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;423&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-2298&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2299&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/05_modalita_scura_b.png?w=605&#34; alt=&#34;Problemi di visualizzazione passando dalla modalità chiara a quella scura.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;423&#34; class=&#34;size-large wp-image-2299&#34; /&gt; Problemi di visualizzazione passando dalla modalità chiara a quella scura.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In certi casi, in particolare quando si sposta la finestra di First Draft mentre si sta editando un documento (ma non solo), i bottoni rosso, arancione e verde tipici delle finestre di OS X vengono cancellati più o meno completamente. La cosa è ben visibile in alcune delle immagini di questo articolo ed è dovuta alla comparsa di una finestra vuota leggermente più piccola, che si sovrappone quasi completamente alla finestra principale. È la prima volta che vedo qualcosa del genere, dopo aver usato alcune centinaia di programmi per OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse, First Draft va molto spesso in crash, per fortuna senza cancellare quello che si è scritto fino a quel momento (ma in questo caso probabilmente tutti i meriti vanno a OS X e alle sue funzioni di &lt;a href=&#34;http://www.engadget.com/2011/07/20/os-x-lion-auto-save-and-versions-to-the-rescue/&#34;&gt;salvataggio automatico&lt;/a&gt; dei documenti).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2300&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;557&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/06_crash.png&#34; alt=&#34;Uno dei tanti crash di First Draft.&#34; width=&#34;557&#34; height=&#34;273&#34; class=&#34;size-full wp-image-2300&#34; /&gt; Uno dei tanti crash di First Draft.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;ma-a-un-certo-punto&#34;&gt;Ma a un certo punto&amp;hellip;&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver aperto e chiuso molte volte First Draft sono costretto a correggere, almeno in parte, quello che ho scritto. Infatti improvvisamente le opzioni di scelta dello stile e della dimensione del font e il passaggio dalla modalità chiara a quella scura hanno iniziato a funzionare in modo corretto (ma tutti gli altri bachi rimangono).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per cercare di riprodurre questo comportamento strano, ho provato a resettare First Draft, cancellando tutti i file di supporto di First Draft con l&amp;rsquo;ottimo &lt;a href=&#34;http://freemacsoft.net/appcleaner/&#34;&gt;AppCleaner&lt;/a&gt; (un programma che consiglio senza remore) e conservando solo l&amp;rsquo;applicazione vera e propria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2301&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/07_reset.png?w=605&#34; alt=&#34;Reset del programma.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;532&#34; class=&#34;size-large wp-image-2301&#34; /&gt; Reset del programma.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo modo il programma torna allo stato iniziale, come se fosse stato appena installato dall&amp;rsquo;App Store. Purtroppo anche tutti i bachi si ripresentano esattamente come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lanciando di nuovo First Draft un numero imprecisato di volte compaiono all&amp;rsquo;improvviso, e senza un motivo apparente, dei riquadri di suggerimento (&lt;code&gt;balloon help&lt;/code&gt;) sovrapposti alla finestra principale di First Draft. È proprio questo che, chissà perché, riattiva il funzionamento corretto delle preferenze del programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è chiaro però cosa determini la comparsa degli aiuti. L&amp;rsquo;ipotesi più probabile è che questi appaiano solo dopo un certo numero di riavvii del programma. Se è così, è un&amp;rsquo;altra scelta incomprensibile: gli aiuti servono immediatamente, per guidare il nuovo utente all&amp;rsquo;uso del programma, non dopo decine di riavvii, quando è presumibile che l&amp;rsquo;utente abbia imparato ad usarlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;First Draft è un programma potenzialmente interessante, ma purtroppo la realizzazione pratica è del tutto insoddisfacente. Alcune scelte di progetto poco comprensibili e i tanti bachi fastidiosi lo rendono, allo stato attuale, poco utilizzabile in modo serio e produttivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Distribuire un programma in queste condizioni da solo l&amp;rsquo;impressione di sciatteria e di scarsa attenzione nei confronti degli  utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I 15 euro richiesti per sbloccare le funzioni di esportazione sarebbero eccessivi anche se il programma funzionasse perfettamente ma, allo stato attuale, rappresentano praticamente una truffa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo momento First Draft è ancora disponibile sul Mac App Store italiano. Ma dovrebbe essere stato rimosso dal Mac App Store americano per &lt;a href=&#34;http://nanowrimo.org/forum_comments/5883011&#34;&gt;violazione del marchio commerciale&lt;/a&gt;, perché una azienda concorrente ha registrato dal 2014 un programma per Windows &lt;a href=&#34;http://www.justoutsourcing.com/files/fd/&#34;&gt;con lo stesso nome&lt;/a&gt;. Un programma piuttosto &lt;em&gt;furbetto&lt;/em&gt;, un generatore automatico di contenuti per blog, pagine web e simili (probabilmente alcune persone che conosco lo usano già a fondo).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Martedì grigio</title>
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      <pubDate>Tue, 01 Dec 2015 21:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ho scaricato da un po&amp;rsquo; il demo, senza avere mai il tempo di provarlo a fondo come merita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però l&amp;rsquo;idea mi sembra molto interessante. &lt;a href=&#34;http://happenapps.com/#quiver&#34;&gt;Quiver&lt;/a&gt; è un blocco di appunti specifico per i programmatori (e non solo), in cui poter mescolare liberamente testo scritto in Markdown e in LaTeX, codice sorgente, immagini, diagrammi e link.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il tutto organizzato in una serie di quaderni, indipendenti uno dall&amp;rsquo;altro ma tutti visibili attraverso l&amp;rsquo;interfaccia del programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una specie di &lt;a href=&#34;https://www.literatureandlatte.com/scrivener.php&#34;&gt;Scrivener&lt;/a&gt; orientato alla scrittura di documenti tecnici e scientifici che, se funzionasse come promette, varrebbe ben di più dei 10 euro che costa normalmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poco fa ho scoperto che oggi (e solo oggi?) è &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/quiver-programmers-notebook/id866773894?l=en&amp;amp;amp;mt=12&#34;&gt;in offerta&lt;/a&gt; ad appena 1.99 euro sull&amp;rsquo;App Store e non ci ho pensato due volte ad acquistare la versione completa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se mantiene solo in parte le promesse, a questo prezzo è un vero affare.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Venerdì nero</title>
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      <pubDate>Fri, 27 Nov 2015 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Oggi è il Venerdì Nero, il giorno che negli USA apre tradizionalmente la stagione degli acquisti natalizi. La rete ha diffuso in tutto il mondo quella che era una tradizione prettamente americana e le offerte speciali fioccano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anzi, sono così numerose che non si sa cosa scegliere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora non mi sono fatto sfuggire &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/pixelmator/id924695435?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;Pixelmator per iOS&lt;/a&gt; a 1.99 euro e &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/m3-data-recovery/id1019411710?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;M3 Data Recovery&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/commander-one-pro-ftp-sftp/id1035237815?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;Commander One Pro&lt;/a&gt; per OS X al prezzo di un caffé.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prezzo imbattibile anche per &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/nodebeat-hd/id430218329?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;NodeBeat HD&lt;/a&gt; (che avevo già da tempo), &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/geekbench-3/id683676887?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;Geekbench 3&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/calculator/id458535080?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;Calculator #&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/sea-of-squares/id1031013627?l=en&amp;amp;mt=8&#34;&gt;Sea of Squares&lt;/a&gt;, tutti gratis.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se non fossi già troppo affezionato a Parallels, prenderei in considerazione l&amp;rsquo;aggiornamento a &lt;a href=&#34;http://store.vmware.com/store/vmwde/en_IE/home&#34;&gt;VMware Fusion 8&lt;/a&gt;, scontato del 30%.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però anche il &lt;a href=&#34;http://www.amazon.it/dp/B00QJDO0QC/ref=br_imp?pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&amp;amp;pf_rd_s=desktop-0&amp;amp;pf_rd_r=01QVMYNGA4DJDSESY88V&amp;amp;pf_rd_t=36701&amp;amp;pf_rd_p=766066087&amp;amp;pf_rd_i=desktop&#34;&gt;Kindle Paperwhite&lt;/a&gt; scontato di ben 30 euro è molto interessante, anche per un vero regalo di Natale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo intanto M3 Data Recovery è stranamente tornato al prezzo originale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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    <item>
      <title>Fare (quasi) tutto con il Terminale di OS X</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/10/13/fare-quasi-tutto-con-il-terminale-di-os-x/</link>
      <pubDate>Tue, 13 Oct 2015 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;A differenza di quello che pensa &lt;a href=&#34;http://www.quicksprout.com/2015/08/03/the-5-types-of-content-that-attract-the-most-backlinks/&#34;&gt;Neil Patel&lt;/a&gt;, trovo noiosissime e quasi inutili le pagine web contenenti lunghe liste di suggerimenti: &lt;em&gt;Le 257 app che dovete avere sull&amp;rsquo;iPhone&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;I 999 migliori film di tutti i tempi&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;I 3589 modi di cucinare la pasta&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando le leggo mi succede come in pizzeria: alla seconda pagina di pizze sempre più strane, scelgo quella con la rucola e lascio perdere il resto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la lista &lt;a href=&#34;https://github.com/herrbischoff/awesome-osx-command-line&#34;&gt;Awesome OS X Command Line&lt;/a&gt; (più o meno la Straordinaria Linea di Comando di OS X) è diversa dal solito. Non solo perché raccoglie un numero enorme di comandi per controllare OS X dal Terminale, ma anche perché è ospitata su &lt;a href=&#34;http://github.com&#34;&gt;GitHub&lt;/a&gt; e permette a chiunque di contribuire con nuovi trucchi e comandi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per usare i comandi elencati non serve conoscere approfonditamente il Terminale, basta solo sapere come lanciarlo (si trova in Applicazioni -&amp;gt; Utility) e copiare ed incollare nella finestra i comandi desiderati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però conoscere il Terminale permette di usare OS X con una efficienza impossibile da raggiungere con l&amp;rsquo;interfaccia grafica. Per una introduzione completa ma sufficientemente scorrevole all&amp;rsquo;uso del Terminale in OS X, consiglio vivamente di leggere la guida &lt;a href=&#34;http://furbo.org/2014/09/03/the-terminal/&#34;&gt;The Terminal&lt;/a&gt;, già segnalata mesi fa sull&amp;rsquo;ottimo &lt;a href=&#34;http://www.macintelligence.org/blog/2015/05/08/il-programma-tuttofare/&#34;&gt;QuickLoox&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qual&amp;rsquo;è il comando che preferisco della lista? Non è facile, ma tutto sommato direi questo&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo defaults write /System/Library/Launch Daemons/com.apple.backupd-auto StartInterval -int 1800&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che riduce a mezz&amp;rsquo;ora (&lt;code&gt;1800&lt;/code&gt; secondi) l&amp;rsquo;intervallo di backup di Time Machine. Che senso ha installare una applicazione &lt;em&gt;ad-hoc&lt;/em&gt; per fare la stessa cosa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E voi? Se qualcuno usa il Terminale, sarei proprio curioso di sapere qual&amp;rsquo;è il comando che preferisce.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Un baco nel Finder di OS X? Le soluzioni</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/07/10/un-baco-nel-finder-di-os-x-le-soluzioni/</link>
      <pubDate>Fri, 10 Jul 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Come &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/07/09/un-baco-nel-finder-di-os-x/&#34;&gt;scrivevo ieri&lt;/a&gt;, una rapida ricerca in rete dimostra che il mancato aggiornamento delle finestre del Finder è un problema &lt;a href=&#34;http://osxdaily.com/2013/08/30/refreshing-finder-windows-in-mac-os-x/&#34;&gt;ben noto&lt;/a&gt;, ed è &lt;a href=&#34;https://discussions.apple.com/thread/4226649?tstart=0&#34;&gt;presente in OS X&lt;/a&gt; almeno dai tempi di Mountain Lion!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però, prima di aggiornare a OS X 10.10.4 non mi era mai successo e non avevo mai nemmeno letto nulla in proposito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma è possibile correggere questo baco del Finder o almeno attenuarne gli effetti? Provo ad elencare una serie di metodi che ho provato, con i pro e contro di ciascuno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Creare e cancellare una cartella nella finestra del Finder. Questo metodo funziona perfettamente ed è proprio quello che ho usato negli ultimi giorni per cercare di ovviare al baco. Perché funziona? Forse perché forza il Finder a creare il file nascosto &lt;code&gt;.DS_Store&lt;/code&gt;, contenente informazioni relative alla dimensione e alla posizione delle icone dei file contenuti in ciascuna finestra del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spostarsi con i tasti freccia della finestra del Finder nella cartella di livello superiore e tornare poi indietro. Anche in questo caso probabilmente funziona perché anche andando su e giù nelle cartelle del Finder viene creato automaticamente il file nascosto &lt;code&gt;.DS_Store&lt;/code&gt;. È strano però che nei giorni scorsi le mie prove con questo metodo non abbiano dato risultati. Non capisco cosa sia cambiato nel frattempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rilanciare il Finder. Per farlo si deve tenere premuto il tasto ALT mentre si clicca con il tasto destro del mouse sull&amp;rsquo;icona del Finder nel Dock, selezionando la voce &lt;code&gt;Riavvia&lt;/code&gt;. Oppure bisogna eseguire da Terminale il comando &lt;code&gt;killall Finder&lt;/code&gt;. Funziona bene, tante grazie, ma trovo assurdo dover rilanciare il Finder ogni volta che creo o cancello un file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usare l&amp;rsquo;applicazione &lt;a href=&#34;http://www.soderhavet.com/refresh/&#34;&gt;Refresh Finder&lt;/a&gt;. A parte il fatto che non è stata più aggiornata dai tempi di Lion, che differenza c&amp;rsquo;è rispetto ad usare in Windows il famigerato &lt;a href=&#34;http://www.segnalidivita.com/tasti_di_scelta_rapida/&#34;&gt;tasto funzione F5&lt;/a&gt; per aggiornare il contenuto della finestra attiva? Non mi sogno nemmeno di provare ad usare questa applicazione, è un fatto di principio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cancellare il file di configurazione del Finder. Il file &lt;code&gt;com.apple.finder.plist&lt;/code&gt; è contenuto nella cartella /Libreria/Preferenze della propria &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;cartella Inizio&lt;/a&gt;, una cartella che nelle ultime versioni di OS X non è visibile dal Finder. Il modo più semplice per cancellare il file è eseguire da Terminale il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt; $ rm ~/Library/Preferences/com.apple.finder.plist&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e poi rilanciare (una sola volta!) il Finder con&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt; $ killall Finder&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo, nonostante sembri la soluzione più ovvia, non funziona.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riavviare il Mac. Odio dirlo perché sembra proprio di usare Windows, ma il buon vecchio riavvio funziona perfettamente. Probabilmente perché nel corso del riavvio viene cancellata la cache del Finder. È un peccato non averci pensato prima, magari provando a cancellare da Terminale la cartella &lt;code&gt;~/Library/Caches/com.apple.finder/&lt;/code&gt; invece di riavviare. Oppure usando &lt;a href=&#34;http://www.titanium.free.fr/onyx.html&#34;&gt;Onyx&lt;/a&gt; per cancellare &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; i file di cache di OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà per la prossima volta che il Finder fa le bizze.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Un baco nel Finder di OS X?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/07/09/un-baco-nel-finder-di-os-x/</link>
      <pubDate>Thu, 09 Jul 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;La settimana scorsa ho aggiornato i miei due iMac alla versione 10.10.4 di OS X e mi sono imbattuto in un baco del Finder che trovo piuttosto seccante: il Finder non aggiorna più immediatamente il contenuto delle cartelle!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;aggiornamento automatico delle cartelle del Finder è stato introdotto (se non sbaglio) in OS X 10.6 ed è una di quelle funzioni apparentemente minori che, a mio modesto parere, contribuiscono a distinguere nettamente OS X da Windows.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo l&amp;rsquo;aggiornamento a OS X 10.10.4, i nuovi file non compaiono più immediatamente nella cartella del Finder, nonostante siano presenti nella cartella e ben visibili dal Terminale. Al contrario, i file cancellati rimangono ancora ben visibili nel Finder, anche se il Terminale dimostra che sono stati cancellati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solo il Desktop sembra immune da questo baco e continua ad essere aggiornato immediatamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Me ne sono accorto compilando alcuni file &lt;a href=&#34;http://www.latex-project.org/&#34;&gt;LaTeX&lt;/a&gt; con &lt;a href=&#34;http://pages.uoregon.edu/koch/texshop/&#34;&gt;TeXShop&lt;/a&gt;, ma il problema si presenta anche con altre applicazioni. L&amp;rsquo;unico mdo che ho trovato per  forzare la comparsa dei nuovi file è quello di creare una nuova cartella nella finestra del Finder per poi cancellarla subito dopo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per dimostare in pratica quello che succede, creo una cartella contenente un solo file, &lt;code&gt;test_bug.tex&lt;/code&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/07/no_refresh_01.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Anche il Terminale mostra che nella cartella è presente soltanto questo file&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls -n&#xA;total 8&#xA;-rw-r--r--@ 1 501  20  1519  8 Lug 18:03 test_bug.tex&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apro TeXShop e compilo il file &lt;code&gt;test_bug.tex&lt;/code&gt;, producendo un file pdf ed alcuni file ausiliari. Il contenuto della finestra mostrata dal Finder non cambia, mentre cambia la lista dei file mostrata dal Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls -n&#xA;total 128&#xA;-rw-r--r--@ 1 501  20      8  8 Lug 18:08 test_bug.aux&#xA;-rw-r--r--@ 1 501  20  28148  8 Lug 18:08 test_bug.log&#xA;-rw-r--r--@ 1 501  20  24029  8 Lug 18:08 test_bug.pdf&#xA;-rw-r--r--@ 1 501  20   2124  8 Lug 18:08 test_bug.synctex.gz&#xA;-rw-r--r--@ 1 501  20   1519  8 Lug 18:03 test_bug.tex&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se voglio visualizzare i nuovi file nel Finder devo creare una nuova cartella e poi cancellarla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/07/no_refresh_02.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/07/no_refresh_03.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Analogamente, se cancello qualche file con l&amp;rsquo;applicazione che li ha generati (come è possibile fare per i file ausiliari generati da TeXShop), questi rimangono ancora visibili nel Finder, mentre il Terminale mostra che sono stati correttamente rimossi dalla cartella. Provando a cancellare dal Finder uno di questi file &amp;ldquo;fantasma&amp;rdquo;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/07/no_refresh_04.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;ottengo un messaggio di errore che mi informa che l&amp;rsquo;operazione non può essere completata, perché il file non esiste.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/07/no_refresh_05.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ad aumentare la confusone, a volte il Finder sembra comportarsi come prima e aggiorna immediatamente la finestra contenente i file cancellati. Purtroppo, per quanto ci abbia provato, non sono riuscito a capire da cosa dipenda l&amp;rsquo;uno o l&amp;rsquo;altro comportamento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cercando informazioni in rete mi sono reso conto che il problema sembra essere presente da tempo in OS X e che ci sono diverse strategie per superarlo o almeno per attenuarne gli effetti. Ce ne sarà almeno una che funziona con la versione corrente di OS X?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Aggiornare il sistema operativo: Apple e Microsoft a confronto</title>
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      <pubDate>Fri, 19 Jun 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;I sistemi operativi si stanno trasformando da monoliti rilasciati periodicamente con grandi &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=LNCXviBYFwQ&#34;&gt;squilli di tromba&lt;/a&gt; a sistemi fluidi e in continua evoluzione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ha fatto da apripista e a partire da OS X 10.8, Mountain Lion, rilascia ogni anno una nuova versione di OS X. Ognuna di queste contiene un certo numero di aggiustamenti e di nuove funzionalità rispetto alla versione precedente, ma finora senza stravolgimenti alla base del sistema operativo.&#xA;&lt;a href=&#34;http://www.apple.com/osx/elcapitan-preview/&#34;&gt;El Capitan, OS X 10.11&lt;/a&gt;, in arrivo in autunno, sarà la quarta iterazione annuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Microsoft ha deciso che Windows 10, in uscita fra poco più di un mese, sarà  (almeno per ora) &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/information-technology/2015/05/windows-10-to-be-the-last-version-of-windows-until-the-next-version/&#34;&gt;l&amp;rsquo;ultima versione di Windows&lt;/a&gt;, dopo la quale ci saranno solo degli aggiornamenti, continui ma  incrementali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa strategia presenta dei vantaggi innegabili. In particolare perché spinge gli utenti ad usare sempre la versione più recente del sistema operativo, o al più le versioni immediatamente precedenti, semplificando il supporto del sistema operativo stesso. Apple è maestra in questo (come in tante altre cose) e ogni nuova versione di OS X viene &lt;a href=&#34;https://www.gosquared.com/global/mac/yosemite/#beta&#34;&gt;adottata in pochi mesi&lt;/a&gt; dalla maggioranza degli utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per Windows è diverso. In base ai dati di &lt;a href=&#34;http://netmarketshare.com/&#34;&gt;NetMarkesShare&lt;/a&gt;, ancora oggi la parte del leone la fa Windows 7, usato sul 65% dei PC con Windows, mentre XP ha ancora una quota del 16.5%, quasi uguale al  18.5% di Window 8 e 8.1 insieme (i dati rielaborati di NetMarketShare sono contenuti in &lt;a href=&#34;&#34;&gt;questo file pdf&lt;/a&gt;, purtroppo su Wordpress.com non posso allegare il foglio in Numbers).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se si vuole che la maggioranza degli utenti mantenga continuamente aggiornata la propria versione di OS X o di Windows, non gli si può chiedere di spendere ogni pochi mesi decine o centinaia di euro. Di conseguenza aggiornare il sistema operativo deve diventare per forza di cose una operazione gratuita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per Apple è stata una evoluzione graduale ma ineluttabile. Ai tempi di Snow Leopard aggiornare OS X costava 29 euro, passando a 19 euro con Mountain Lion e diventando completamente gratuito con Mavericks.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Microsoft ci è arrivata solo ora e la prossima versione di Windows 10 sarà gratuita per chi oggi usa Windows 7 o Windows 8/8.1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però le analogie fra le due aziende finiscono qui.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple fa di tutto per semplificare la vita dei suoi utenti, a volte anche troppo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esiste una sola versione di OS X, che gira su tutti i Mac compatibili, che non ha bisogno di un numero di licenza né tanto meno di essere attivata. Se sul proprio Mac gira Yosemite, sarà di sicuro possibile installare El Capitan, probabilmente con un beneficio in termini di velocità ed efficienza del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta scaricato El Capitan, questo sarà associato una volta per tutte al proprio account su App Store e potrà essere scaricato liberamente per sempre (&lt;em&gt;per sempre&lt;/em&gt; è inteso qui in termini informatici) e reinstallato quante volte si voglia su &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT202290&#34;&gt;tutti i propri Mac&lt;/a&gt;, esattamente come già succede per le versioni precedenti di OS X distribuite tramite l&amp;rsquo;App Store, cioè &lt;a href=&#34;http://osxdaily.com/2011/06/07/single-purchase-of-lion-installs-on-all-macs/&#34;&gt;da Lion&lt;/a&gt; in poi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun caso particolare, nessun dubbio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Microsoft invece non si stanca mai di complicare la vita ai suoi utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero che gli utenti di Windows 7 o 8/8.1 potranno aggiornare gratis il loro sistema operativo a Windows 10, ma solo entro un anno dall&amp;rsquo;uscita di Windows 10. Chi lo fa dopo &amp;ndash; per pigrizia, per mancanza di tempo o anche solo per aspettare che il nuovo sistema operativo si diffonda e che vengano corretti i bachi più marchiani &amp;ndash; dovrà pagare (e a caro prezzo) l&amp;rsquo;aggiornamento a Windows 10.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;https://www.microsoft.com/en-us/windows/windows-10-specifications&#34;&gt;percorso di aggiornamento&lt;/a&gt; è anche piuttosto contorto. Chi usa attualmente Windows 7 Starter, Home Basic o Home Premium potrà aggiornare a Windows 10 Home, chi invece usa Windows 7 Professional o Ultimate (si è mai accorto nessuno della differenza?) aggiornerà a Windows 10 Pro. Chi usa Windows Phone 8.1 aggiornerà a Windows 10 Mobile, mentre gli utenti di Windows 8.1 liscio passeranno a Windows 10 Home e infine quelli che usano Windows 8.1 Pro oppure Windows 8.1 Pro for Students passeranno a Windows 10 Pro.&#xA;Per non dimenticare le versioni Corporate ed Enterprise che vengono vendute ed aggiornate in modo diverso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È apprezzabile che, rispetto a Windows 7, Microsoft abbia ridotto il numero di versioni diverse di Windows 10, ma che senso ha continuare a differenziare Windows 10 Home da Professional, quando le differenze &lt;em&gt;reali&lt;/em&gt; sono risibili? Non basterebbe una sola versione di Windows o al massimo due, una per gli utenti &lt;em&gt;normali&lt;/em&gt; e una per le aziende, magari con certe funzioni aziendali attivate solo in base alla licenza?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa succederà a chi dopo, l&amp;rsquo;anno di transizione, avrà bisogno di reinstallare Windows 10 da zero sul proprio PC, magari a causa del guasto di qualche componente del computer?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo Microsoft si potrà sempre effettuare una reinstallazione da zero di Windows 10 &lt;a href=&#34;http://www.neowin.net/news/windows-10-after-the-free-upgrade-you-can-perform-a-clean-install-if-needed&#34;&gt;sullo stesso computer&lt;/a&gt;. Purtroppo dimentica che, ogni volta che si cambia un componente hardware importante di un PC come la scheda madre o la scheda grafica, Windows non lo riconosce più come lo &lt;em&gt;stesso computer&lt;/em&gt; e deve essere riattivato come se fosse un &lt;em&gt;nuovo computer&lt;/em&gt;.&#xA;Se non cambiano le cose, chi avrà la sfortuna di subire qualche danno hardware importante al proprio PC, potrebbe subire pure la beffa di dover acquistare la copia di Windows 10 che già girava sul PC.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è che dire, tutte scelte lungimiranti, che prevedibilmente creeranno legioni di utenti insoddisfatti e confusi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che ci sia dietro lo zampino di Apple?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo farà nessuno, chi mai &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/information-technology/2015/06/windows-10-pricing-if-youre-not-upgrading-itll-cost-up-to-199/&#34;&gt;spenderebbe 119 o 199 dollari&lt;/a&gt; per aggiornare un PC con già qualche anno sulle spalle?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Mac lento, che fare?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/06/16/mac-lento-che-fare/</link>
      <pubDate>Tue, 16 Jun 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho bisogno di deframmentare, pulire, disinfettare il disco, perché i processi sono diventati troppo lenti.&#xA;Potresti suggerirmi un software idoneo, possibilmente anche gratuito, visto che oggi è molto difficile comprare anche una biro.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ex collega qualche giorno fa mi ha chiesto come fare per velocizzare il suo iMac 27&amp;quot; del 2010, diventato ormai lento come una lumaca. Sull&amp;rsquo;iMac gira ancora OS X 10.6.8, &lt;a href=&#34;http://en.wiktionary.org/wiki/AKA&#34;&gt;AKA&lt;/a&gt; Snow Leopard, una delle versioni migliori di OS X, molto efficiente ed ottimizzata. Me lo ricordo molto bene, appena installato sui miei Mac diede immediatamente freschezza a macchine che con Leopard sembravano arrancare con il freno a mano tirato.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per prima cosa ho inserito il numero di serie del Mac nella &lt;a href=&#34;https://selfsolve.apple.com/agreementWarrantyDynamic.do&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt; di Apple, da cui risulta che il mio collega usa un &lt;code&gt;iMac (27-inch, Mid 2010)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per le specifiche dettagliate mi sono rivolto invece a &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/&#34;&gt;EveryMac.com&lt;/a&gt;: selezionando la voce &lt;code&gt;Lookup&lt;/code&gt; dal menu principale (o andando a direttamente a &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/ultimate-mac-lookup/&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;) e inserendo il numero di serie del Mac viene fuori &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/systems/apple/imac/specs/imac-core-i3-3.2-27-inch-aluminum-mid-2010-specs.html&#34;&gt;questa pagina molto dettagliata&lt;/a&gt;, contenente tutto quello che serve sapere su quel particolare modello. Anzi, molto di più di quello che serve sapere. &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/&#34;&gt;EveryMac.com&lt;/a&gt; è un sito graficamente spartano, ma fornisce un servizio eccellente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per trovare le specifiche del Mac avrei anche potuto usare l&amp;rsquo;altrettanto valido &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/mactracker/id430255202?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;MacTracker&lt;/a&gt;, disponibile gratuitamente sull&amp;rsquo;App Store. Ma secondo me ha poco senso installare una applicazione che si userà al massimo una o due volte all&amp;rsquo;anno, soprattutto se esiste un servizio web equivalente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comunque, i dati salienti del Mac in questione sono: processore Intel Core i3 a 3.2 GHz con due soli core, architettura a 64 bit, 4 MB di cache L3, 8 GB di memoria RAM DDR3, hard-disk da 7200 giri al minuto, scheda grafica ATI Radeon HD 5670 con 512 MB di RAM, porta Firewire a 800 MB/s.&#xA;In definitiva una macchina ancora attuale, anche dopo 5 anni di attività. Perché va così piano da essere praticamente inusabile?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo non è l&amp;rsquo;unico caso, io stesso ho un MacBook Pro modello &lt;code&gt;MacBook Pro (15-inch, Early 2011)&lt;/code&gt;, con processore Core i7 e 8 GB di RAM, che si comporta esattamente allo stesso modo. E qualche giorno fa ho usato un MacBook Pro diventato inspiegabilmente lento dopo un solo anno di vita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so ancora riuscito a capire perché succede. È chiaro che con il passare del tempo il sistema operativo e, soprattutto, i programmi applicativi si arricchiscono di nuove funzioni, diventando sempre più grandi ed avidi di risorse. Ma se questa è una spiegazione plausibile per modelli di 4, 5 anni fa, non giustifica affatto il rallentamento di un Mac comprato ad aprile 2014.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche se non mi so spiegare perché i Mac a volte diventano improvvisamente così lenti, so bene cosa &lt;em&gt;non serve&lt;/em&gt; fare in questi casi. Non serve a niente deframmentare il disco rigido, pulire la cache, disinfestare il disco rigido o sciocchezze varie. Sono passatempi per Windows. Può perfino sembrare che queste cose funzionino, ma dopo pochi giorni (o poche ore) si torna esattamente al punto di partenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se proprio si vuole ammazzare un po&amp;rsquo; di tempo in queste operazioni, meglio usare uno strumento gratuito e a prova di bomba come &lt;a href=&#34;http://www.titanium.free.fr/onyx.html&#34;&gt;Onyx&lt;/a&gt;, che buttare i propri risparmi in utility costose di dubbia efficacia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa fare allora quando il Mac diventa troppo lento e quasi inusabile? Secondo me ci sono tre alternative possibili, a livelli diversi di complessità e di costo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;riparare-con-utility-disco&#34;&gt;Riparare con Utility Disco&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;alternativa più semplice consiste nel riparare tramite Utility Disco i permessi dei file di sistema di OS X e la struttura dei file contenuti sul disco rigido (il cosiddetto &lt;em&gt;filesystem&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il modo migliore per farlo è riavviare il Mac dalla &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/189104/troubleshoot-your-mac-with-these-hidden-startup-options/&#34;&gt;partizione di recupero&lt;/a&gt;, premendo contemporaneamente i tasti Cmd (⌘) e R subito dopo aver acceso il Mac e finché non compare il logo Apple (tutto questo vale per chi usa almeno OS X 10.7/Lion, gli utenti delle versioni precedenti di OS X devono invece avviare il Mac dal loro CD/DVD di installazione). Selezionare Disk Utility dal menu che compare una volta completato l&amp;rsquo;avvio del sistema e verificare ed eventualmente riparare prima i permessi del disco e poi anche la struttura dei file del disco rigido stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riparare i permessi non ha effetti collaterali negativi e può essere eseguito tranquillamente anche più volte, senza patemi d&amp;rsquo;animo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riparare il disco rigido è una faccenda ben diversa. Se l&amp;rsquo;analisi mostra troppi errori si può provare ad usare strumenti avanzati come &lt;a href=&#34;http://www.alsoft.com/DiskWarrior/index.html&#34;&gt;DiskWarrior&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.micromat.com/products/techtool-pro&#34;&gt;Techtool Pro&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.prosofteng.com/drivegenius4/&#34;&gt;Drive Genius&lt;/a&gt; per riparare la struttura &lt;em&gt;software&lt;/em&gt; dei file presenti sul disco che contiene OS X. Ma se gli errori sono dovuti a problemi hardware, ad esempio perché la superficie del disco rigido inizia a rovinarsi, non c&amp;rsquo;è niente da fare, bisogna precipitarsi a sostituire &lt;em&gt;immediatamente&lt;/em&gt; il disco rigido, recuperando poi i propri dati dal backup su Time Machine. Perché naturalmente tutti gli utenti del Mac hanno sempre attivo Time Machine su un disco rigido esterno, o no?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però, ammesso di avere un backup affidabile, io preferirei comunque cambiare il disco rigido piuttosto che affidarmi agli strumenti appena menzionati. Costa meno ed è di gran lunga più affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;DiskWarrior, Techtool Pro e Drive Genius costano ciascuno dai 99 dollari in su e non possono fare niente se sul disco ci sono dei problemi connessi all&amp;rsquo;hardware. In questo caso, dopo aver speso 99 dollari, dovrei spenderne almeno altrettanti per un nuovo disco rigido. Non ha senso, meglio investire i propri soldi su un disco rigido di qualità migliore o di dimensioni maggiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente se non avessi un backup affidabile il discorso sarebbe rovesciato e farei di tutto per recuperare a qualsiasi costo i miei dati. Come purtroppo è successo in passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;reinstallare-os-x&#34;&gt;Reinstallare OS X&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La seconda alternativa è reinstallare OS X da zero. Anche in questo caso bisogna riavviare il Mac dalla &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/189104/troubleshoot-your-mac-with-these-hidden-startup-options/&#34;&gt;partizione di recupero&lt;/a&gt; (oppure dal CD/DVD di installazione per le versioni meno recenti di OS X) e scegliere l&amp;rsquo;opzione che e l&amp;rsquo;installazione del sistema operativo prescelto. Al primo avvio del nuovo sistema operativo, si può provare a recuperare automaticamente da Time Machine tutte le applicazioni e i dati già presenti sul sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il recupero automatico delle applicazioni e dei dati mi sembra un controsenso. Se il rallentamento del Mac è dovuto alle applicazioni installate, è molto probabile che i problemi si ripresenteranno prima o poi come se non si fosse fatto nulla. È altrettanto vero però che non costa niente provare per qualche giorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che invece mi sento di consigliare in questi casi è:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare OS X da zero,&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;ripristinare tutti (e solo) i propri dati da Time Machine o da un backup su un altro disco rigido, evitando però di ripristinare anche la cartella &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; contenuta nella propria &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;Home (o cartella Inizio)&lt;/a&gt;. Le ragioni per non farlo sono tante, fra cui il fatto che la cartella Libreria potrebbe contenere file di configurazione corrotti che rallentano le applicazioni o perché i dati presenti in &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; vengono comunque rigenerati installando ed usando le varie applicazioni;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare una ad una tutte le applicazioni che si usano sul Mac.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;UN processo molto più lungo ma anche molto più affidabile a lungo termine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cambiare-il-disco-rigido&#34;&gt;Cambiare il disco rigido&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima alternativa è la più radicale, ma anche quella che velocizza di più il Mac. Consiste nel sostituire il disco rigido meccanico contenente il sistema operativo con un modello SSD, a stato solido. Può bastare anche un SSD di dimensioni non eccessive, diciamo 128 - 256 GB, dove installare OS X, le applicazioni e i dati che si usano di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutto il resto &amp;ndash; e soprattutto per i file che occupano molto spazio come foto, video, musica &amp;ndash; si può invece continuare ad usare un disco rigido meccanico, magari lo stesso che abbiamo sostituito con la nuova unità SSD, inserito in un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno. Naturalmente i risultati migliori in termini di velocità di accesso e di trasferimento dei file si otterranno collegando il disco esterno al Mac tramite una porta Firewire o Thunderbolt (per chi ce l&amp;rsquo;ha).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per sostituire il disco rigido non c&amp;rsquo;è niente di meglio che seguire le guide di &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/&#34;&gt;iFixit&lt;/a&gt; che mostrano, &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Device/Mac&#34;&gt;per ogni modello di Mac&lt;/a&gt;, tutti i passi necessari per aprire il sistema ed effettuare la sostituzione, con una chiarezza ed un dettaglio che non ha eguali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non ci si vuole azzardare ad aprire il computer con il rischio che qualcosa vada storto, si può comprare un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno, dotato obbligatoriamente di almeno una porta Thunderbolt o Firewire (a seconda del modello di Mac da aggiornare, in cui inserire il disco SSD. Per un iMac non ci sono problemi particolari, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;l&amp;rsquo;ho fatto io stesso&lt;/a&gt; da più di un anno e il mio iMac del 2008 è tornato a vivere una seconda giovinezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per un Mac portatile, invece, la soluzione esterna è impraticabile, e si deve per forza di cose aprire il portatile e sostituire il disco rigido. Oppure rimuovere il DVD (tanto chi lo usa più?) e sostituirlo con un disco SSD inserito in un &lt;a href=&#34;http://eshop.macsales.com/item/OWC/DDAMBS0GB/&#34;&gt;adattatore opportuno&lt;/a&gt;, con il beneficio di avere ancora a disposizione il disco rigido meccanico per i file più ingombranti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mio MacBook Pro aspetta con ansia questo aggiornamento. Spero proprio di riuscire a farcela entro l&amp;rsquo;estate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci sta abituando a queste versioni di OS X dedicate prevalentemente alla correzione dei bachi e all&amp;rsquo;ottimizzazione delle prestazioni della versione precedente. Lo ha già fatto con Snow Leopard, un deciso miglioramento rispetto a Leopard, e poi con Mountain Lion, che giganteggiava rispetto al povero Lion originale. Ora si prepara a farlo con El Captain, la futura versione ottimizzata di Yosemite. Se mantengono la parola, e visto che Yosemite non è affatto male né mi sembra particolarmente lento, ne vedremo delle belle.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Swift open source</title>
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      <pubDate>Tue, 09 Jun 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/06/swift_open_source.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/06/swift_open_source.png?w=605&#34; alt=&#34;Swift open source&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;481&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-1910&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per motivi familiari oggi non ho potuto seguire il WWDC, e in questo momento (poco prima di mezzanotte) &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/live/2015-june-event/&#34;&gt;il keynote non è ancora dsponibile&lt;/a&gt; sul sito di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono però riuscito a scorrere gli &lt;em&gt;highlight&lt;/em&gt; del keynote e mi ha colpito immediatamente leggere che, fra qualche mese, Swift diventerà open source e sarà disponibile non più solo per OS X e iOS, ma anche per Linux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un segno dei tempi, l&amp;rsquo;open source è un fenomeno straordinario con il quale anche Apple deve fare i conti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma significa anche che Apple si è finalmente decisa a diffondere Swift in un ambito più ampio, cercando di farlo adottare anche dagli sviluppatori non strettamente legati alla sua piattaforma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una bella notizia. Per quanto mi riguarda è un forte stimolo a iniziare a giocherellare con Swift. Speriamo che Apple renda disponibili ulteriori dettagli al più presto.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Quanto costerà aggiornare a Windows 10?</title>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/06/03/quanto-costera-aggiornare-a-windows-10/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Sarò strano ma mi diverte sempre leggere gli articoli su Windows, sulla Microsoft e sulle sue strategie &amp;ndash; sempre più affannose in verità &amp;ndash; per mantenere il dominio del mercato dei sistemi operativi e del software applicativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;argomento &amp;ldquo;hot&amp;rdquo; del momento è naturalmente il prossimo Windows 10 e quanto costerà aggiornare il proprio PC a Windows 10.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;aggiornare-a-windows-10&#34;&gt;Aggiornare a Windows 10&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora la Microsoft ha sempre fatto pagare, e a caro prezzo, l&amp;rsquo;aggiornamento da una versione di Windows alla successiva. Ma in realtà pochi compravano &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; gli aggiornamenti di Windows.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La maggioranza degli utenti, per pigrizia ma soprattutto per timore di problemi, tende a non aggiornare il sistema operativo del proprio PC. E per chi ne compra uno nuovo, il costo del sistema operativo è &lt;a href=&#34;http://www.attivissimo.net/rimborso_windows/istruzioni.htm&#34;&gt;mescolato (quasi) indissolubilmente&lt;/a&gt; con il prezzo della macchina.&#xA;Rimangono quelli a cui piace smanettare con il computer, che in gran parte si rivolgono al mercato oscuro e trovano il modo per bypassare i controlli di originalità del software stabiliti dalla Microsoft.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, il costo elevato di aggiornare Windows è stato finora un non-problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Windows 10 la Microsoft ha deciso di [fornire gratis l&amp;rsquo;aggiornamento alla nuova versione del sistema operativo](Details of free Windows 10 update become a little clearer, but questions remain).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;obiettivo è chiaro: far transitare nel più breve tempo possibile la maggior parte degli utenti a Windows 10, facendo dimenticare il fallimento di Windows 8 e della strategia di integrazione con il mondo mobile che c&amp;rsquo;era dietro. Fallimento ancora più grave perché avvenuto pochi anni dopo un altro fallimento tremendo, &lt;em&gt;epico&lt;/em&gt; direbbero gli americani, come quello di Vista.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un secondo obiettivo è quello di cercare di ridurre il numero delle &lt;a href=&#34;http://windows.microsoft.com/en-us/windows/lifecycle&#34;&gt;versioni di Windows da supportare&lt;/a&gt;. Se è vero infatti che da un anno la Microsoft &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/184137/windows-xp-end-of-support-is-on-april-8th-2014-why-windows-is-warning-you/&#34;&gt;ha abbandonato Windows XP&lt;/a&gt; e che anche Windows 7 riceve ormai solo gli &lt;a href=&#34;http://www.pcworld.com/article/2452702/dont-panic-yes-windows-7-is-leaving-mainstream-support-but-it-isnt-being-abandoned.html&#34;&gt;aggiornamenti legati alla sicurezza&lt;/a&gt;, è altrettanto vero che per gli sviluppatori le cose vanno diversamente. I produttori di software non possono permettersi di abbandonare XP e, nella maggior parte dei casi, devono fare in modo che i loro &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/ccleaner/faq/installing/what-operating-systems-does-ccleaner-support&#34;&gt;prodotti siano compatibili&lt;/a&gt; con ben otto versioni diverse di Windows: Windows XP, Windows Vista, Windows 7 e Windows 8/8.1, per processori a 32 o a 64 bit. Un problema non da poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_1888&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;244&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/06/wins.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/06/wins.jpg&#34; alt=&#34;Versioni compatibili di Windows&#34; width=&#34;244&#34; height=&#34;160&#34; class=&#34;size-full wp-image-1888&#34; /&gt;&lt;/a&gt; Immagine tratta dal sito di Revo Uninstaller, &lt;a href=&#34;http://www.revouninstaller.com&#34;&gt;http://www.revouninstaller.com&lt;/a&gt;. [/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai per XP non c&amp;rsquo;è nulla da fare: chi lo usa se lo tiene stretto (l&amp;rsquo;utente medio di Windows è pigro e poco avvezzo ai cambiamenti) e ormai non resta che aspettare la naturale obsolescenza delle macchine su cui è installato. Ma bisogna almeno offrire una alternativa a tutti gli altri, fare di tutto per spingerli ad aggiornare rapidamente la loro versione di Windows.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-strategia-di-apple&#34;&gt;La strategia di Apple&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci riesce benissimo. Ogni nuova versione di OS X viene &lt;a href=&#34;https://www.gosquared.com/global/mac/yosemite/#beta&#34;&gt;adottata molto rapidamente&lt;/a&gt; e in pochi mesi viene usata dalla maggioranza degli utenti di OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ha &lt;em&gt;un&amp;rsquo;unica versione&lt;/em&gt; di OS X che da alcuni anni viene offerta gratuitamente a &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; gli utenti tramite l&amp;rsquo;App Store (ma anche prima, quando l&amp;rsquo;aggiornamento veniva distribuito su un supporto fisico, costava solo pochi euro).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la stragrande maggioranza degli utenti di OS X tutto si risolve nel cliccare il tasto &lt;code&gt;Installa&lt;/code&gt;, accettare il Contratto di Licenza e attendere (a volte molto pazientemente!) il download dell&amp;rsquo;immagine disco del nuovo sistema operativo e la sua installazione sul disco rigido al posto di quello precedente. L&amp;rsquo;unica opzione (ben nascosta) è quella di cancellare il disco rigido prima di iniziare il processo di installazione, in modo da eseguire una installazione &lt;em&gt;pulita&lt;/em&gt; e non un semplice aggiornamento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi vuole può ripetere in ogni momento il download dell&amp;rsquo;immagine disco del sistema operativo, per copiarla su una chiavetta USB o su un DVD (doppia faccia, ormai costa più di una chiavetta da 8 GB) e usarla come strumento di ripristino in caso di malfunzionamenti del disco rigido o per installare OS X su un Mac in modalità offline, senza collegamento a internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessuna richiesta di autorizzazione, numero di licenza, codice di decine di caratteri da inserire. Niente telefonate o arrabbiature.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un solo click e via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;fotocopiatrici-in-azione&#34;&gt;Fotocopiatrici in azione&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora perché non copiare la strategia di Apple?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come al solito però (le fotocopiatrici funzionano sempre maluccio dalle parti di &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Redmond_%28Washington%29&#34;&gt;Redmond&lt;/a&gt;), la Microsoft l&amp;rsquo;ha fatto a modo suo, cioè in modo inutilmente complicato e confuso.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un articolo su Ars Technica di pochi giorni fa dice tutto già dal titolo, &amp;ldquo;&lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/information-technology/2015/05/details-of-free-windows-10-update-become-a-little-clearer-but-questions-remain/&#34;&gt;I dettagli dell&amp;rsquo;aggiornamento gratuito di Windows 10 diventano più chiari, ma alcuni dubbi rimangono&lt;/a&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Leggiamo il testo dell&amp;rsquo;articolo (le parole fra parentesi quadre sono mie libere aggiunte):&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;La Microsoft ha fatto chiarezza fornendo nuove informazioni sul suo schema per offrire Windows 10 come aggiornamento gratuito agli utenti di Windows 7 e di Windows 8 nel corso del primo anno di disponibilità di Windows 10. Il sito della rete dei partner australiani [della Microsoft] offre alcune informazioni specifiche riguardanti le diverse edizioni di Windows 10.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ha fatto chiarezza tramite il sito della rete dei partner australiani? Non poteva farlo direttamente? Forse perché così può sondare ufficiosamente la reazione degli utenti e modificare opportunamente i termini dell&amp;rsquo;offerta. Nulla da eccepire, è una strategia lecita, ma da una azienda come la Microsoft ci si potrebbe attendere una maggiore fiducia circa le sue strategie future.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Si sapeva già che l&amp;rsquo;aggiornamento gratuito non si applica ai clienti di Windows Enterprise, che acquistano le loro licenze di Windows attraverso accordi di multilicenza (Volume Licensing). L&amp;rsquo;articolo ha ribadito che l&amp;rsquo;aggiornamento gratuito sarà disponibile solo per i clienti delle edizioni Home, Pro e Mobile (ex Windows Phone), indipendentemente dal fatto che i dispositivi siano utilizzati a casa, al lavoro o in modalità &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Bring_your_own_device&#34;&gt;BYOD&lt;/a&gt;.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;I clienti Corporate ed Enterprise che stabiliscono accordi di multilicenza in effetti non &lt;em&gt;acquistano&lt;/em&gt; il software ma pagano un &lt;em&gt;affitto&lt;/em&gt; annuale che permette loro di usare le versioni più recenti di &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt; il software Microsoft. Di fatto quindi l&amp;rsquo;aggiornamento sarà gratuito  anche per loro (perché già compreso nel costo dell&amp;rsquo;affitto annuale).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che senso hanno allora tutti questi distinguo e questi bizantinismi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ora sappiamo come funzionerà [l&amp;rsquo;aggiornamento] per le diverse edizioni [di Windows]. Windows 7 Home Basic e Home Premium e Windows 8 e 8.1 saranno aggiornati a Windows 10 Home. Windows 7 Professional e Ultimate e Windows 8 e 8.1 Pro saranno aggiornati a Windows 10 Pro. Questo aggiornamento sarà gratuito e sarà effettuato esclusivamente attraverso Windows Update. I sistemi Windows Pro aziendali che utilizzano &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_Server_Update_Services&#34;&gt;Windows Server Update Services (WSUS)&lt;/a&gt; [un sistema che permette agli amministratori dei sistemi aziendali di gestire gli aggiornamenti in modo controllato] dovranno utilizzare Windows Update per effettuare l&amp;rsquo;aggiornamento.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui c&amp;rsquo;è da farsi venire il mal di testa. Troppe edizioni diverse di Windows, con differenze francamente risibili, soprattutto fra le &lt;a href=&#34;http://www.intowindows.com/difference-between-windows-7-home-premium-professional-ultimate-editions/&#34;&gt;edizioni Home e Pro&lt;/a&gt; (ricordate &lt;a href=&#34;http://www.pcworld.com/article/2308725/a-beginners-guide-to-bitlocker-windows-built-in-encryption-tool.html&#34;&gt;BitLocker&lt;/a&gt;?). Troppi e confusi percorsi di aggiornamento da una edizione e l&amp;rsquo;altra. Non c&amp;rsquo;è da sorprendersi che gli utenti non ci capiscano nulla e lascino perdere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È evidente che la Microsoft ha ancora molto da imparare da Apple su questo punto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;La [Microsoft] non ha precisato i requisiti per l&amp;rsquo;aggiornamento dei sistemi operativi più vecchi, il che significa che probabilmente gli utenti di Windows XP e Windows Vista dovranno acquistare una copia completa di Windows 10. Lo stesso per i produttori di PC: ogni nuova macchina avrà bisogno di una licenza [completa]. Windows 10 non è gratuito, sono solo alcuni aggiornamenti a Windows 10 ad essere gratuiti.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Microsoft forse non si rende ben conto che chi usa ancora XP (Vista non conta, nemmeno numericamente) se lo tiene ben stretto e non cambia. L&amp;rsquo;unica strada per convincerlo potrebbe (potrebbe!) essere offrirgli un aggiornamento gratuito a Windows 10. Se la Microsoft riuscisse a far girare Windows 10 in modo decente anche su macchine ragionevolmente datate, magari evitando di attivare qualche funzione avanzata e più pesante, la cosa potrebbe perfino funzionare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E invece che fa la Microsoft? Esattamente il contrario. Proprio chi usa XP (anzi, &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; chi usa XP, Vista l&amp;rsquo;ho già detto non conta) deve pagare l&amp;rsquo;aggiornamento a Windows 10.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo farà mai. Piuttosto aspetterà che il suo PC smetta di funzionare e solo allora comprerà un altro PC con Windows 10 preinstallato. Altro che aggiornamento e transizione rapida degli utenti a Windows 10.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Una volta aggiornati a Windows 10, i dispositivi continueranno a ricevere gli aggiornamenti funzionali e di sicurezza per quella che la Microsoft chiama &lt;em&gt;l&amp;rsquo;intera vita del dispositivo&lt;/em&gt;. È ragionevole concludere che gli aggiornamenti saranno effettuati più o meno &lt;em&gt;per sempre&lt;/em&gt; e questa interpretazione è consistente con l&amp;rsquo;obiettivo della Microsoft di evitare la frammentazione della piattaforma, dando [allo stesso tempo] agli sviluppatori di Windows la possibilità di raggiungere più utenti possibile. Ciò è consistente anche con il fatto che la licenza di Windows vale &lt;em&gt;per sempre&lt;/em&gt;.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Microsoft si propone di rendere Windows 10 &lt;em&gt;l&amp;rsquo;ultima&lt;/em&gt; versione di Windows, a cui aggiungere nuove funzioni in modo incrementale, senza più cambiare il numero di versione. Ma niente ci assicura che non cambierà idea presto, esattamente come ha fatto tante volte nel corso degli ultimi 25 anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Microsoft ha cominciato usando per Windows 3.0 e 3.1 il semplice numero di versione. Con Windows 95 e 98 è passata all&amp;rsquo;anno di uscita del sistema operativo. Ma poi con Windows ME (Millennium Edition) ha utilizzato un quasi-anno, un ibrido senza capo né coda, esattamente come quella versione di Windows. In parallelo la versione professionale di Windows riceveva un nome altisonante, NT (New Technology). Dopo un paio di anni nuovo giro e nuovo cambio e passiamo a Windows 2000. Altra giravolta con Windows XP, che nessuno sa cosa significhi esattamente (nemmeno io, comunque sta per eXPerience). Poi ancora un nome ibrido e senza senso, Vista, che infatti non si è filato nessuno. Infine una serie di numeri di versione, Windows 7 (ma anche, nel caso ci fosse qualche dubbio, Seven), Windows 8 e 8.1 e ora finalmente Windows 10 (ma non è che hanno dimenticato qualcosa?)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è che dire, una strategia &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Random_walk#/media/File:Antony_Gormley_Quantum_Cloud_2000.jpg&#34;&gt;lineare e coerente&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cambieranno ancora idea. Soprattutto per quanto riguarda il significato del termine &lt;em&gt;per sempre&lt;/em&gt;. Del resto sono una azienda di software e il software devono pur venderlo, in un modo o nell&amp;rsquo;altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Per gli utenti di Windows 7 Enterprise e di Windows 8 and 8.1 Enterprise, l&amp;rsquo;aggiornamento a Windows 10 verrà effettuato analogamente ai precedenti aggiornamenti per contratti multilicenza (Volume Licensing). La multilicenza sarà quasi sempre collegata ad un abbonamento che consente già ai sottoscrittori di usare la più recente versione di Windows disponibile.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Conferma in pieno quello che ho scritto sopra. La multilicenza consente di usare la versione più recente di tutti i prodotti Microsoft. E conferma che mettere paletti non ha senso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;I dispositivi con Windows RT saranno anch&amp;rsquo;essi esclusi dall&amp;rsquo;aggiornamento a Windows 10. La Microsoft ha promesso qualche forma di aggiornamento per gli utenti dei dispositivi con [processore] ARM, ma come questo avverrà rimane per ora sconosciuto.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è che dire, una bella notizia per chi ha comprato (pochi per fortuna) un Surface RT credendo che ci girasse Windows ed Office. Magari dopo aver letto le tante recensioni entusiastiche (ad esempio &lt;a href=&#34;http://www.cnet.com/products/microsoft-surface-rt/&#34;&gt;CNET&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.engadget.com/products/microsoft/surface/windows-rt/&#34;&gt;Engadget&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.trustedreviews.com/microsoft-surface-tablet-for-windows-8-review&#34;&gt;Trusted Reviews&lt;/a&gt;, con l&amp;rsquo;eccezione di &lt;a href=&#34;http://www.pcpro.co.uk/microsoft/microsoft-surface-rt/32282/microsoft-surface-rt-review&#34;&gt;PC Pro&lt;/a&gt;) dei &lt;em&gt;giornalisti&lt;/em&gt; (ehm!) complici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scoprendo invece solo ad acquisto effettuato che in effetti ci girava solo una &lt;em&gt;versione particolare&lt;/em&gt; di Windows e di Office, del tutto incompatibile con le solite applicazioni per Windows.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora la Microsoft dice fra le righe che si sono sbagliati, che hanno prodotto dei tablet inutili spacciandoli per degli oggetti grandiosi. E che ora si rendono conto che non ha senso continuare a supportarli, tanto chi s&amp;rsquo;è visto s&amp;rsquo;è visto&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;In questo momento la Microsoft intende offrire l&amp;rsquo;aggiornamento gratuito solo nel primo anno [dopo l&amp;rsquo;uscita di Windows 10]. Successivamente, gli aggiornamenti saranno messi in vendita tramite le solite confezioni in scatola che la Microsoft ha sempre usato. Non saremmo particolarmente sorpresi nel vedere la Microsoft estendere in un modo o nell&amp;rsquo;altro [nel tempo] l&amp;rsquo;aggiornamento gratuito, ma questa ufficialmente è una offerta limitata nel tempo.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa è la migliore di tutte. Dopo il primo anno venderanno l&amp;rsquo;aggiornamento &lt;em&gt;in scatola&lt;/em&gt;. E perché no anche su floppy, allora? Siamo nel 2015, chissà se alla Microsoft se ne sono accorti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;confusione-sarà-il-loro-epitaffio&#34;&gt;Confusione (sarà il loro epitaffio)&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver letto un articolo come questo (ci saranno già decine di articoli simili sparsi per il web), la confusione dei poveri utenti di Windows non può che aumentare, come è testimoniato dalle centinaia di commenti che si possono leggere alla fine dell&amp;rsquo;articolo (non li ho letti tutti, lo giuro!)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra la massa di stupidaggini che si trovano normalmente nei commenti a questi articoli, alcuni sollevano problemi o dubbi sensati. Ne riporto alcuni qui sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Che succede se aggiorno il mio PC e poi devo reinstallare Windows da zero?&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È la prima domanda che viene in mente. Mi danno l&amp;rsquo;aggiornamento gratis, ma questo è legato alla precedente installazione di Windows. Se per qualche motivo devo reinstallare Windows, ad esempio perché mi si è rotto il disco rigido e quindi non ho più nemmeno la partizione di ripristino, come posso dimostrare di aver aggiornato (gratis) la mia copia precedente di Windows entro il primo anno?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Prevedo che tanti utenti inesperti, dopo aver aggiornato gratis a Windows 10, quando gli si romperà il disco rigido saranno indotti a comprare una nuova copia [di Windows 10], prendendo una bella fregatura.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anch&amp;rsquo;io.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Sarà possibile effettuare l&amp;rsquo;aggiornamento eseguendo una installazione pulita di Windows?&amp;rdquo;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ldquo;Esegui prima l&amp;rsquo;aggiornamento. Poi una volta che ottieni il numero di licenza, installa il sistema operativo da zero.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero, ma che senso ha? Un aggiornamento contiene in realtà tutto il nuovo sistema operativo, perché non dare agli utenti la possibilità di &lt;em&gt;scegliere&lt;/em&gt; cosa preferiscono fare, se aggiornare mantenendo dati e programmi o ripartire da zero?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo, detto fra parentesi, vale anche per Apple. È vero che con OS X basta cancellare il contenuto del disco rigido con Disk Utility immediatamente prima di iniziare l&amp;rsquo;aggiornamento per eseguire una installazione &lt;em&gt;pulita&lt;/em&gt; del sistema operativo, ma la cosa mi sembra francamente troppo involuta per l&amp;rsquo;utente medio. Perché non chiederlo più semplicemente durante l&amp;rsquo;aggiornamento, magari come opzione per i soli utenti avanzati?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Per favore, datemi la possibilità di scaricare una ISO di Windows 10 da mettere su una chiavetta USB per eseguire una installazione da zero. Ho sempre fatto così e non voglio che questa cosa la faccia Windows Update.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro che gli utenti di Windows sono abitudinari e poco propensi alle novità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;La mia installazione corrente di Windows è configurata in modo che i tutti i programmi finiscano nella partizione &lt;code&gt;C:&lt;/code&gt; del disco SSD, mentre le cartelle contenenti i dati degli utenti e quelli dei programmi finiscono in &lt;code&gt;D:&lt;/code&gt; su un disco meccanico, collegate a &lt;code&gt;C:&lt;/code&gt; con una &lt;em&gt;giunzione&lt;/em&gt;. In base alla mia esperienza, Windows 8.0/8.1 non funziona bene con questa configurazione. Le applicazioni Modern non funzionano e l&amp;rsquo;App Store di Windows non parte. Immagino già che l&amp;rsquo;aggiornamento non funzionerà e credo che dovrò ripartire da zero. Anche la Microsoft ha confermato che la mia configurazione non è supportata.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui siamo alla preistoria. Disco C:, disco D:, come si chiama la chiavetta, G: o H:? Ancora? Roba da DOS in salsa Windows XP/7/8/8.1, e fra poco anche Windows 10. Da correre a nascondersi per la vergogna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi, dai, cosa ci sarà mai di così difficile nel supportare una &lt;code&gt;giunzione&lt;/code&gt; fra una directory e l&amp;rsquo;altra?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;http://www.sevenforums.com/tutorials/278262-mklink-create-use-links-windows.html&#34;&gt;giunzione&lt;/a&gt;&lt;/em&gt; di Windows è più o meno un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;collegamento simbolico&lt;/a&gt; fra due directory. Roba di base, roba che su OS X e su un qualunque sistema Linux o Unix funziona senza problemi dagli anni &amp;lsquo;70. Funziona nelle workstation e nei computer da scrivania, funziona con architetture hardware enormemente differenti. Funziona anche fra  filesystem diversi, in locale e su &lt;a href=&#34;http://unix.stackexchange.com/questions/145636/symlink-from-one-workstation-to-another-without-mount&#34;&gt;dischi di rete montati sul Mac&lt;/a&gt;. E alla Microsoft non sanno come far funzionare un collegamento fra una directory e l&amp;rsquo;altra sullo stesso computer?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;In passato ho avuto problemi ad attivare la mia copia di Windows 7. Ho comprato il Family Pack con una licenza per installare Windows su  tre PC diversi. Mi preoccupa il fatto che con Windows 10 non otterrò un codice di licenza analogo. Immagino i mal di testa quando dovrò reinstallare Windows. Lo faccio regolarmente e ogni volta sono obbligato a telefonare alla Microsoft e a parlare con il risponditore automatico per confermare il mio numero di installazioni. Ogni volta devo mentire e dire che ho effettuato solo una installazione. Se dico la verità e dico che ne ho fatte tre, il sistema mi considera un pirata.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa è lunga da tradurre ma è divertente e non potevo non metterla. :D&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;È evidente che anche su un aspetto banale e piuttosto secondario come l&amp;rsquo;aggiornamento dei PC esistenti a Windows 10 le strategie di Microsoft sono, come sempre, involute e bizantine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La confusione fra gli utenti è grande ed aumenterà sempre di più quanto più si avvicinerà la data di lancio di questo benedetto Windows 10. Ma chi glielo farà mai fare a continuare stoicamente ad usare Windows?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Voi che ne pensate? Anche se il l&amp;rsquo;articolo è lunghissimo, mi piacerebbe leggere le vostre idee e i vostri commenti in proposito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è certo la prima volta, basta dare una occhiata (leggere è troppo!) alla pagina che descrive le &lt;a href=&#34;http://windows.microsoft.com/it-it/windows-vista/upgrading-from-windows-xp-to-windows-vista&#34;&gt;opzioni di aggiornamento da Windows XP a Vista&lt;/a&gt;. Roba da far morire di invidia i burocrati nostrani.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Automatizzare il Mac dal Terminale - Ancora Launchd</title>
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      <pubDate>Tue, 28 Apr 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/04/28/automatizzare-il-mac-dal-terminale-ancora-launchd/</guid>
      <description>&lt;p&gt;A volte bisogna saper ammettere i propri errori. Questa è una di quelle volte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel mio &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/12/11/automatizzare-il-mac-dal-terminale-una-soluzione-targata-apple/&#34;&gt;post su launchd&lt;/a&gt; di qualche mese fa non avevo nascosto il mio scetticismo per una soluzione molto lontana dai &lt;a href=&#34;http://www.faqs.org/docs/artu/ch01s06.html&#34;&gt;canoni di Unix&lt;/a&gt; e troppo complicata per essere usata al posto di cron, il programma che nei sistemi operativi derivati da Unix è incaricato di eseguire periodicamente dei comandi o degli interi script in modo automatico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Leggendo però &lt;a href=&#34;http://www.macstories.net/tutorials/how-i-control-my-mac-with-automatic-ifttt-dropbox/&#34;&gt;questo post su MacStories&lt;/a&gt;, mi sono reso conto dell&amp;rsquo;esistenza di una ulteriore opzione di launchd, &lt;code&gt;QueueDirectories&lt;/code&gt;, che permette di di tenere sotto controllo una (o più) &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;directory&lt;/a&gt; del Mac e di eseguire automaticamente un comando ogni qualvolta si aggiunge un file alla directory osservata.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&#xA;Oltre a questa esiste una opzione più generale, &lt;code&gt;WatchPaths&lt;/code&gt;, che permette di tenere sotto controllo uno o più file (o directory) ed eseguire un comando quando uno di questi file (o directory) viene modificato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con queste due nuove (almeno per me!) opzioni si può estendere notevolmente il campo di applicazione di launchd, facendogli eseguire un comando o uno script non solo in modo periodico (in sostituzione di cron), ma anche al verificarsi di un evento come l&amp;rsquo;aggiunta di un file ad una directory o la modifica di un determinato file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;launchd-losservatore&#34;&gt;Launchd, l&amp;rsquo;osservatore&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riprendiamo quindi il &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Property_list&#34;&gt;file plist&lt;/a&gt; di configurazione del &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/12/11/automatizzare-il-mac-dal-terminale-una-soluzione-targata-apple/&#34;&gt;post precedente&lt;/a&gt; e vediamo cosa possiamo fare se aggiungiamo l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;QueueDirectories&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il punto di partenza è &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/12/11/automatizzare-il-mac-dal-terminale-una-soluzione-targata-apple/&#34;&gt;sempre lo stesso&lt;/a&gt;: vogliamo eseguire automaticamente lo script &lt;code&gt;~/bin/makeblog&lt;/code&gt; e &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/11/06/automatizzare-il-mac-dal-terminale-il-comando-at/&#34;&gt;rigenerare automaticamente il blog&lt;/a&gt; &amp;ldquo;Pazzi per la mela&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa volta però vogliamo rigenerare il blog non ad un&amp;rsquo;ora ben definita ed immutabile, ma solo quando inseriamo un nuovo post nella directory &lt;code&gt;~/Dropbox/blog/&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo caso usare Dropbox (o un qualunque servizio analogo, &lt;a href=&#34;https://www.box.com/&#34;&gt;Box&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.copy.com&#34;&gt;Copy&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.google.com/drive/&#34;&gt;Google Drive&lt;/a&gt;, o perfino &lt;a href=&#34;https://onedrive.live.com&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt; di Microsoft) è particolarmente utile, perché permette di aggiungere il post anche lontano dal Mac, magari dopo averlo preparato sull&amp;rsquo;iPad o sull&amp;rsquo;iPhone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il file plist di configurazione &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/12/11/automatizzare-il-mac-dal-terminale-una-soluzione-targata-apple/&#34;&gt;del post precedente&lt;/a&gt; diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-xml&#34; data-lang=&#34;xml&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&#34;color:#75715e&#34;&gt;&amp;lt;?xml version=&amp;#34;1.0&amp;#34; encoding=&amp;#34;UTF-8&amp;#34;?&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&#34;color:#75715e&#34;&gt;&amp;lt;!DOCTYPE plist PUBLIC &amp;#34;-//Apple//DTD PLIST 1.0//EN&amp;#34; &amp;#34;http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd&amp;#34;&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;plist&lt;/span&gt; &lt;span style=&#34;color:#a6e22e&#34;&gt;version=&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;color:#e6db74&#34;&gt;&amp;#34;1.0&amp;#34;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;dict&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;key&amp;gt;&lt;/span&gt;Label&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/key&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;string&amp;gt;&lt;/span&gt;it.pazziperlamela.makeblog&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/string&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;key&amp;gt;&lt;/span&gt;Program&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/key&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;string&amp;gt;&lt;/span&gt;/Users/utente/bin/makeblog&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/string&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;key&amp;gt;&lt;/span&gt;QueueDirectories&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/key&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;array&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;    &#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;string&amp;gt;&lt;/span&gt;/Users/utente/Dropbox/blog/&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/string&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/array&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;key&amp;gt;&lt;/span&gt;StandardOutPath&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/key&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;string&amp;gt;&lt;/span&gt;/Users/utente/Documenti/makeblog.log&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/string&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;key&amp;gt;&lt;/span&gt;StandardErrorPath&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/key&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;string&amp;gt;&lt;/span&gt;/Users/utente/Documenti/makeblog.err&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/string&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;key&amp;gt;&lt;/span&gt;RunAtLoad&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/key&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&#x9;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;false/&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/dict&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;&amp;lt;/plist&amp;gt;&lt;/span&gt;&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Per attivarlo, come abbiamo già visto, basta salvarlo nella directory &lt;code&gt;~/Library/LaunchAgents/&lt;/code&gt; del proprio account (dove il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/11/06/script-di-shell-in-os-x/&#34;&gt;simbolo &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; indica la cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt;&lt;/a&gt; o &lt;code&gt;home&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente che sta usando il Mac) con il nome &lt;code&gt;it.pazziperlamela.makeblog.plist&lt;/code&gt; (il nome del file deve essere uguale a quello senza estensione utilizzato alla riga 6 del file plist), ed eseguirlo una prima volta dal Terminale con il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ launchctl load it.pazziperlamela.makeblog.plist&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ai successivi riavvii sarà il sistema operativo ad eseguire periodicamente lo script.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere che le opzioni &lt;code&gt;QueueDirectories&lt;/code&gt; e  &lt;code&gt;WatchPaths&lt;/code&gt; rendono launchd molto più interessante di quanto mi sia mai reso conto, permettendo di eseguire dei comandi di sistema o degli interi script in modo asincrono, al verificarsi di eventi particolari come la scrittura o la modifica di un file in una directory.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, le mie riserve sulla complessità di launchd rimangono intatte. Inoltre continua a non piacermi il fatto che sia uno strumento confinato al solo OS X, con poche prospettive di diffusione al di fuori del mondo Apple fra i sistemi operativi derivati da Unix, come &lt;a href=&#34;http://www.linux.org/&#34;&gt;Linux&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.bsd.org/&#34;&gt;BSD&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però pragmaticamente mi rendo conto che in certe circostanze launchd può rivelarsi uno strumento utilissimo e senza eguali. Basta solo usarlo con moderazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcosa di simile alle cosiddette &amp;ldquo;Folder Actions&amp;rdquo;, introdotte già da parecchi anni in OS X senza troppo successo, che istruivano il sistema operativo a tenere sotto controllo una directory e ad eseguire dei comandi AppleScript o Automator ogni volta che un file veniva aggiunto o rimosso da quella directory, oppure quando quest&amp;rsquo;ultima veniva aperta, chiusa o spostata.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Installare Java senza Ask sul Mac</title>
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      <pubDate>Sat, 07 Mar 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Il motore di ricerca &lt;a href=&#34;http://it.ask.com/?o=312&amp;amp;amp;l=dir&#34;&gt;Ask.com&lt;/a&gt; è ben conosciuto dagli utenti di Windows. La sua famigerata toolbar viene aggiunta in modo più o meno subdolo al browser di default nel corso dell&amp;rsquo;installazione di svariate applicazioni più o meno &amp;ldquo;free&amp;rdquo; per Windows. Un vero guaio, dato che &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/138516/the-shameful-saga-of-uninstalling-the-terrible-ask-toolbar/&#34;&gt;riuscire a disinstallare&lt;/a&gt; non è per niente un gioco da ragazzi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra le tante applicazioni di sviluppatori più o meno indipendenti infestate da questo adware, spicca da parecchio tempo &lt;a href=&#34;https://www.java.com/en/download/faq/ask_toolbar.xml&#34;&gt;Java per Windows&lt;/a&gt; di Oracle, una delle maggiori aziende di software a livello mondiale. Francamente non capisco perché una grande azienda come Oracle debba ricorrere a certi mezzucci.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarò forse un segno dei tempi, ma ora anche l&amp;rsquo;installatore dell&amp;rsquo;ultima versione di Java per il Mac, Java 8 Update 40, &lt;a href=&#34;https://www.java.com/en/download/help/mac_install.xml&#34;&gt;contiene la toolbar di Ask.com&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può facilmente evitare di rischiare di installarla sul proprio Mac. Basta non utilizzare la &lt;a href=&#34;https://www.java.com/en/download/&#34;&gt;pagina standard di download di Java&lt;/a&gt;, che seleziona automaticamente la versione compatibile con il sistema operativo in uso e installa il solo runtime di Java, detto Java JRE, cioè la piattaforma software che consente di eseguire i programmi in Java.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al posto del Java JRE bisogna invece installare il &lt;a href=&#34;http://www.oracle.com/technetwork/java/javase/downloads/jdk8-downloads-2133151.html&#34;&gt;Java Development Kit&lt;/a&gt;, Java JDK, uno strumento softwre che permette non solo di eseguire ma anche di sviluppare applicazioni in Java. Non ci si può sbagliare, nella pagina di download del JDK c&amp;rsquo;è solo una versione per OS X (il titolo della pagina in questione è &amp;ldquo;Java SE Development Kit 8 Downloads&amp;rdquo;; se il link cambiasse nel corso del tempo, potrà essere facilmente ritrovata tramite il solito Google).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Probabilmente Oracle non ha ritenuto conveniente inserire la toolbar di Ask.com in uno strumento rivolto ad un pubblico ristretto e specializzato come quello degli sviluppatori Java. L&amp;rsquo;unico svantaggio è quello di dover scaricare 220 MB invece dei soli 60 MB del JRE. Ma con i dischi attuali questo dovrebbe essere l&amp;rsquo;ultimo dei problemi.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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