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    <title>Office on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Office on Melabit</description>
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      <title>Sicurezza a rischio con Microsoft Docs.com?</title>
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      <description>&lt;p&gt;Condividere i documenti sui vari servizi &lt;em&gt;cloud&lt;/em&gt;, lo sappiamo tutti, è comodissimo. Possiamo mantenere un backup remoto dei nostri file, mettendoci al sicuro dai crash improvvisi del computer.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&#xA;Possiamo lavorare su computer diversi, ritrovando il documento esattamente nello stato in cui lo avevamo lasciato.&#xA;Possiamo perfino lavorare con altre persone sullo stesso documento senza bisogno di essere fisicamente vicini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono rischi per la privacy e in teoria è possibile che dei documenti riservati finiscano in mani sbagliate o vengano &lt;em&gt;occhieggiati&lt;/em&gt; dagli stessi gestori del servizio cloud.&#xA;Ma, per quanto se ne sa, la diffusione di documenti privati è sempre avvenuta finora attraverso il &lt;a href=&#34;http://www.zdnet.com/article/icloud-accounts-breach-gets-bigger-here-is-what-we-know/&#34;&gt;furto delle credenziali di accesso&lt;/a&gt; del servizio cloud usato &lt;a href=&#34;http://bgr.com/2016/03/16/jennifer-lawrence-nudes-icloud-hack/&#34;&gt;dalla (o dal) malcapitata&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;docscom&#34;&gt;Docs.com&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;OneDrive è l&amp;rsquo;equivalente Microsoft di &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com/&#34;&gt;iCloud di Apple&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;https://docs.google.com&#34;&gt;Google Docs&lt;/a&gt;, una piattaforma dove si possono salvare i propri documenti e modificarli con le versioni online di Word, Excel, PowerPoint e OneNote.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In parallelo a OneDrive, Microsoft ha anche messo a punto &lt;a href=&#34;https://docs.com&#34;&gt;Docs.com&lt;/a&gt;, un servizio di condivisione gratuita dei documenti presenti su OneDrive o caricati dal proprio computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/docs-com-it.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ogni volta che si condivide un documento si può decidere se renderlo &lt;em&gt;pubblico&lt;/em&gt;, accessibile a chiunque e indicizzabile dai motori di ricerca, oppure &lt;em&gt;privato&lt;/em&gt;, e quindi visibile solo da chi dispone di un collegamento diretto al documento stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli ultimi giorni qualcuno ha scoperto che su Docs.com sono liberamente accessibili anche parecchi &lt;a href=&#34;https://twitter.com/GossiTheDog/status/845446263244050434&#34;&gt;documenti contenenti informazioni riservate&lt;/a&gt;. La notizia è rimbalzata immediatamente da Twitter ai &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/security/2017/03/doxed-by-microsofts-docs-com-users-unwittingly-shared-sensitive-docs-publicly/&#34;&gt;siti specializzati&lt;/a&gt; e a quelli della &lt;a href=&#34;http://www.bbc.com/news/technology-39417479&#34;&gt;stampa generica&lt;/a&gt;, montando il solito scandalo planetario circa la sicurezza del cloud in generale e di Docs.com in particolare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho provato anch&amp;rsquo;io a cercare qualche documento &lt;em&gt;compromettente&lt;/em&gt; su &lt;a href=&#34;https://docs.com&#34;&gt;Docs.com&lt;/a&gt; e in effetti ho trovato cose che non avrei dovuto vedere: la diagnosi di un radiologo, una richiesta di risarcimento danni di uno studio legale, il backup degli SMS di uno smartphone, tanto per fare alcuni esempi (nelle immagini che seguono ho cancellato i riferimenti personali, anche se ormai la frittata è stata fatta).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/radiografia.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/risarcimento_danni.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/sms.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra tantissime cose innocue, si trovano anche delibere di enti pubblici, attestati, curriculum vitae, esami diagnostici, contratti, atti legali. Tutte informazioni che non si dovrebbero mettere in giro, esposte agli occhi di chiunque.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma di chi è la colpa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La colpa è di Microsoft, che ha scelto come opzione di default la condivisione &lt;em&gt;pubblica&lt;/em&gt; del documento, cioè l&amp;rsquo;opzione meno restrittiva e più aperta a possibili rischi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure la colpa è degli stessi utenti, che fanno sempre tutto di fretta e non si preoccupano di perdere pochi secondi a leggere e a riflettere su quello che stanno facendo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mettiamo-alla-prova-docscom&#34;&gt;Mettiamo alla prova Docs.com&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per verificare di persona, sono entrato nel mio account su OneDrive (ne ho uno anch&amp;rsquo;io, lo uso soprattutto per le presentazioni, che così posso modificare e scaricare fino all&amp;rsquo;ultimissimo momento) e ho creato due due semplicissimi documenti in Word, uno da mantenere riservato, l&amp;rsquo;altro destinato ad essere condiviso pubblicamente. Ciascun documento contiene un breve testo di presentazione e due parole inventate di sana pianta, in modo da facilitare la ricerca su Docs.com e sui vari motori di ricerca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi ho fatto il login in Docs.com e ho condiviso i due documenti da OneDrive, stando ben attento a come configuravo ciascuno dei due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/documento-privato.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/documento-pubblico.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Configurando il primo documento come privato (&amp;ldquo;con limitazioni&amp;rdquo;) non succede niente di particolare, ma quando rendo pubblico l&amp;rsquo;altro file, Docs.com salta su e mi avvisa chiaramente di quello che sto facendo, consigliandomi di non condividere pubblicamente sul web documenti contenenti informazioni personali riservate. Sta a me leggere e decidere per il meglio (e soprattutto &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; spuntare l&amp;rsquo;opzione per non visualizzare più il messaggio).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/autorizzazione.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Poiché sono malfidente non mi sono fermato qui. Ho aspettato un paio di giorni, per dare tempo a Docs.com di indicizzare i miei file, e poi ho fatto una ricerca usando come parole chiave le parole inventate dei due documenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La ricerca l&amp;rsquo;ho fatta senza fare prima login in Docs.com, in modo da imitare quello che potrebbe fare un utente &lt;em&gt;ficcanaso&lt;/em&gt;, alla ricerca di informazioni riservate nel servizio di condivisione di Microsoft.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Risultato: come previsto Docs.com trova facilmente il documento pubblico, mentre il documento configurato come &lt;em&gt;privato&lt;/em&gt; rimane giustamente ben nascosto ed accessibile solo da me o da chi viene autorizzato esplicitamente da me. Google invece non trova assolutamente niente, non credo che due giorni siano troppo pochi, è più probabile che Microsoft impedisca a Google di accedere ai file del suo servizio di condivisione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Provo allora ad usare Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Come volevasi dimostrare, Bing trova subito il documento pubblico ma non trova (come deve essere) quello privato. Non mi piace particolarmente questa guerra a colpi di motori di ricerca, ma per fortuna la privacy è salva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando c&amp;rsquo;è di mezzo la Microsoft ci sono spesso magagne, problemi, scopiazzature, assurdità. Tutte cose che ho messo in evidenza più di una volta, anche su questo blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in questo caso specifico, basterebbe solo fare un po&amp;rsquo; di attenzione per evitare problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il succo dello scandalo è banale: tanti utenti non si sono curati di quello che stavano facendo e, nonostante gli avvisi, hanno condiviso pubblicamente dei documenti che sarebbe stato molto meglio mantenere riservati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli sviluppatori Microsoft forse sono stati un po&amp;rsquo; leggeri nello scegliere come opzione di default quella che rende il documento pubblico, ma dato che Docs.com è un servizio di &lt;em&gt;condivisione di documenti&lt;/em&gt;, mi sembra  normale aspettarsi che chi condivide un file lo voglia rendere accessibile a chiunque.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sta all&amp;rsquo;utente usare un minimo di attenzione per decidere &lt;em&gt;cosa condividere&lt;/em&gt;, quali documenti possono essere resi pubblici e quali è meglio che rimangano riservati. Ogni volta che seleziona un file da includere in Docs.com, l&amp;rsquo;utente viene avvisato chiaramente di quello che sta facendo. Se, nonostante tutto, non si cura di leggere i messaggi di avviso e di usare il cervello, possiamo dare la colpa alla Microsoft per questo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarebbe come se qualcuno incolpasse Facebook per essere stato licenziato dopo aver postato sul suo profilo foto di vacanze o di pranzi pantagruelici mentre in teoria dovrebbe essere al lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una minima attenzione a quello che si fa su internet è non solo necessaria ma anche doverosa. Non pensare alle conseguenze d quello che si fa e avere pure il coraggio di lamentarsi mi sembra francamente una cosa insensata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che avvengono sempre ne momenti meno indicati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Febbre da aggiornamento</title>
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      <pubDate>Sun, 08 Feb 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente di meglio che una bella sessione di installazione di Windows per farti immediatamente riconciliare con OS X, i &lt;a href=&#34;http://fieldguide.gizmodo.com/the-worst-bugs-in-os-x-yosemite-and-how-to-fix-them-1652690924&#34;&gt;suoi bug occasionali&lt;/a&gt; e le sue &lt;a href=&#34;http://www.cultofmac.com/304592/fix-os-x-yosemites-annoying-overflowing-save-sheet-bug/&#34;&gt;idiosincrasie&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualche giorno fa mia figlia ha annunciato a colazione che il giorno dopo avrebbe dovuto portare all&amp;rsquo;università (primo anno) un PC portatile per iniziare un corso introduttivo all&amp;rsquo;uso del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I Mac erano rigorosamente proibiti, perché il professore doveva parlare di BIOS e di Word.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il legame fra il BIOS e Word mi sembrava piuttosto labile. Ma invece di addentrarmi in questo territorio scivoloso, ho fatto notare che Word gira sotto OS X esattamente come sotto Windows (la compatibilità dei file è un&amp;rsquo;altra cosa). Non fosse altro perché l&amp;rsquo;ultima versione per OS X è in grado di mostrare sia l&amp;rsquo;odioso Ribbon che il normale menu, una possibilità che gli utenti di Windows sognano ogni giorno, a meno di non &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/howto/19323/bring-office-2003-menus-back-to-2010-with-ubitmenu/&#34;&gt;installare UBitMenu&lt;/a&gt;, una di quelle utility di cui sotto Windows non si può fare  a meno.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, ormai &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/175649/what-you-need-to-know-about-using-uefi-instead-of-the-bios/&#34;&gt;nemmeno i PC usano più il BIOS&lt;/a&gt;, quindi a rigore anche la maggior parte dei suoi compagni di corso non avrebbe potuto usare il proprio portatile per esercitarsi a configurare il BIOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente da fare. I desideri del professore non si discutono (mentre quelli dei padri&amp;hellip;) e l&amp;rsquo;aggiornamento dei professori universitari non è contemplato dal contratto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto si trattava di riesumare il mio vecchio Sony Vaio, un portatile di dieci anni fa con installato Windows XP, dimenticato da tempo in un cassetto. Anche se il Vaio funzionava perfettamente prima di essere messo da parte, riaccendendolo Windows XP si bloccava poco dopo l&amp;rsquo;avvio con la solita &lt;a href=&#34;http://www.doubleclickfix.com/327/&#34;&gt;schermata blu&lt;/a&gt;. Ovviamente qualunque tentativo di riparare XP non aveva effetto, l&amp;rsquo;unica alternativa realistica era reinstallare Windows ed Office da zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho installato tutte le versioni di Windows e di Office decine di volte: so bene che significa sottoporsi ad un tour massacrante di riavvii e di aggiornamenti. Ce l&amp;rsquo;avrei mai fatta in un giorno solo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per &lt;a href=&#34;http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/lessico/lessico_309.html&#34;&gt;il rotto della cuffia&lt;/a&gt; ma ce l&amp;rsquo;ho fatta, lavorando ininterrottamente dalle nove di mattina a mezzanotte. Una cosa noiosissima: avendo fretta dovevo per forza rimanere vicino al computer per controllare quello che succedeva, lanciare i processi di aggiornamento e poi aspettare, aspettare, aspettare. Ne ho approfittato per leggere, distrattamente, con un occhio sempre sullo schermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Installare Windows (naturalmente questa volta Windows 7) è il meno, in fondo.&#xA;Windows 7 fa quasi tutto da solo, le uniche scelte riguardano la configurazione del disco rigido (io ho deciso di cancellare tutto e di ripartire da zero), la creazione del primo utente del sistema e poco più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma una volta conclusa l&amp;rsquo;installazione e installato immediatamente l&amp;rsquo;antivirus &amp;ndash; mai, mai, mai usare Windows senza un antivirus decente! &amp;ndash; inizia il giro massacrante degli aggiornamenti, un processo ricorsivo che sembra non dovere finire mai.&#xA;Finito di installare un aggiornamento importante e dopo l&amp;rsquo;inevitabile riavvio, ci si ritrova spesso a dover aggiornare l&amp;rsquo;aggiornamento. Geniale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad un certo punto mi sono ritrovato a dover scaricare ed installare tutti insieme più di 400 pacchetti di aggiornamenti! Sono sicuro che parecchi di quei pacchetti modificano e correggono più e più volte gli stessi file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono stati anche momenti difficili, come quando uno dei 400 aggiornamenti si è bloccato a metà ed è rimasto così per più di due ore. Sono stato costretto a spegnere il PC di brutto e a riavviare, sperando di non ritrovarmi con qualche nuova &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/163452/everything-you-need-to-know-about-the-blue-screen-of-death/&#34;&gt;schermata blu mortale&lt;/a&gt;. Per fortuna questa volta Windows 7 si è avviato senza problemi ricominciando a macinare gli aggiornamenti come se nulla fosse, anche se intanto l&amp;rsquo;installazione di parecchi pacchetti era fallita miserabilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente, una volta finito con Windows vero e proprio ed installato Office, il giro di aggiornamenti-riavvii-aggiornamenti si è ripetuto, quasi senza fine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il concetto di aggiornamento cumulativo &amp;ndash; consolidare tutte le correzioni e le modifiche effettuate dall&amp;rsquo;uscita del sistema operativo ad oggi in un unico pacchetto &amp;ndash; sembra essere totalmente sconosciuto dalla parti di Redmond.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo anche chi usa Office sul Mac lo sa bene. Fino a Mavericks, una volta finito di installare Microsoft Office 2011 per OS X, i cicli di aggiornamento si susseguivano uno dopo l&amp;rsquo;altro, senza sosta. Per fortuna con Yosemite le cose sono cambiate. Aggiornare Office installato da zero su un Mac con OS X 10.10 non è più possibile, a meno di non &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/12/04/microsoft-office-2011-e-os-x-yosemite-un-matrimonio-complicato/&#34;&gt;ricorrere ad un trucco&lt;/a&gt;. Più che un baco, ormai lo considero un vantaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente insieme a &lt;a href=&#34;http://www.revouninstaller.com/revo_uninstaller_free_download.html&#34;&gt;Revo Uninstaller&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/ccleaner&#34;&gt;CCleaner&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/defraggler&#34;&gt;Defraggler&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/recuva&#34;&gt;Recuva&lt;/a&gt; (lo so anch&amp;rsquo;io che le ultime tre sono tutte di &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/&#34;&gt;Piriform&lt;/a&gt;, ma non è colpa mia se il loro software è ottimo).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Microsoft Office 2011 e OS X Yosemite: un matrimonio complicato</title>
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      <pubDate>Thu, 04 Dec 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro ieri sono riuscito finalmente ad avere un po&amp;rsquo; di tempo per iniziare a lavorare sul mio nuovo iMac da 21&amp;quot;, rimasto per più di quindici giorni ben nascosto sotto la mia scrivania.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una bella bestia, 16 GB di RAM, disco SSD da 512 GB, processore i7, insomma quasi Mac Pro (per il quale purtroppo non c&amp;rsquo;erano abbastanza soldi). Aspetto con ansia di iniziare a farci qualche simulazione, voglio proprio vedere la differenza di prestazioni con il MacBook Pro 2011 che uso attualmente (e che sta veramente mostrando la corda).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma prima di iniziare a divertirsi c&amp;rsquo;è la fase di installazione e configurazione dei vari programmi e di trasferimento di tutti i miei file dal MacBook Pro all&amp;rsquo;iMac. Una cosa noiosissima e molto lunga, anche perché uso o provo un numero enorme di programmi. Ad ogni nuovo Mac mi riprometto di installare &lt;em&gt;solo lo stretto indispensabile&lt;/em&gt;, per ricadere immediatamente nella bulimia da installazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ieri sono partito, cominciando con l&amp;rsquo;installare &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/OS_X_Yosemite&#34;&gt;OS X 10.10 Yosemite&lt;/a&gt; da una chiavetta USB, in modo da poter ripartizionare e riformattare il disco rigido e cancellare così ogni traccia della installazione di default di &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/OS_X_Mavericks&#34;&gt;Mavericks (10.9)&lt;/a&gt;. Non aveva alcun senso partire da OS X 10.9 solo per aggiornarlo immediatamente alla versione 10.10. Molto meglio, su un sistema nuovo, eseguire una installazione &lt;em&gt;pulita&lt;/em&gt; del sistema operativo, utilizzando la versione più recente disponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;installazione di OS X è durata relativamente poco, era già chiarissimo l&amp;rsquo;effetto del disco SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun problema anche nel corso della solita configurazione del sistema: rete wireless, nome del Mac (questo si chiama agamennone, è almeno il mio terzo computer che si chiama così), condivisioni, barra di scorrimento sempre visibile (trovo assurdo nasconderla per risparmiare qualche pixel su un monitor da 21&amp;quot;), direzione di scorrimento della rotella del mouse (usando anche Linux e, ahimè, Windows, non riesco ad abituarmi alla direzione &lt;em&gt;naturale&lt;/em&gt;), orario di sonno e di risveglio del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono passato allora all&amp;rsquo;App Store. Avendo usato una chiavetta con OS X 10.01.1 non avevo nulla da aggiornare e mi sono quindi dedicato ad installare le applicazioni ex-iLife e ex-iWork: iPhoto, iMovie, Garage Band (anche se è improbabile che lo userò mai su questo Mac), la triade Pages/Numbers/Keynote. Poi, naturalmente, Xcode con il relativo simulatore e la documentazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto questo fra la mattina avanzata e il primo pomeriggio, grazie alla rete finalmente veloce e al disco SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Toccava a Microsoft Office per Mac 2011. È vero che uso pochissimo Office, e per lo più Excel, ma c&amp;rsquo;è sempre qualcuno che mi manda un file Word da rivedere o completare, formattato così rozzamente che bisogna per forza usare Word per metterci le mani. Meglio quindi togliersi subito il dente e non pensarci più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solita configurazione preliminare dell&amp;rsquo;installatore, togliendo Outlook, Messenger (chi se ne ricorda più?), i correttori delle lingue sconosciute (inglese, italiano e tedesco mi bastano e mi avanzano), ovviamente le icone del Dock. Anche questa installazione è stata velocissima, una cosa mai vista.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ero quasi arrivato alla fine, mancava solo aggiornare Office e potevo chiudere la prima giornata di lavoro con il nuovo iMac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E qui Microsoft ha deciso di metterci il suo solito zampone. Tutto era stato troppo semplice e veloce, era mai possibile che si potesse usare un programma Microsoft senza problemi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio il Microsoft AutoUpdate che mi informa che devo prima di tutto aggiornare se stesso, e poi che è disponibile l&amp;rsquo;aggiornamento a Office 14.1.0, una specie di Service Pack 1 indispensabile per eseguire gli ulteriori aggiornamenti di Office per Mac 2011 (il concetto di aggiornamento cumulativo è sconosciuto dalle parti di &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Redmond,_Washington#Economy&#34;&gt;Redmond, WA&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inizio quindi a scaricare l&amp;rsquo;aggiornamento, mentre intanto chiudo Firefox. Non ho mai capito bene perché ma Office non si aggiorna se sono aperti Firefox o le Preferenze di Sistema. In effetti almeno per Firefox lo so: nel corso del processo viene aggiornato il plugin dello SharePoint Browser di Firefox (non so nemmeno che sia), cosa che può essere fatta solo con il browser inattivo. Esattamente come succede con Flash, deve esserci dietro lo stesso gruppo di sviluppatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo qualche minuto parte l&amp;rsquo;installatore dell&amp;rsquo;aggiornamento e&amp;hellip; si blocca immediatamente. Compare un messaggio criptico che dice più o meno che la firma digitale dell&amp;rsquo;aggiornamento è errata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se si prova a scaricare lo stesso aggiornamento direttamente dal sito ufficiale di &lt;a href=&#34;http://www.microsoft.com/italy/products/mac/downloads&#34;&gt;Office per Mac 2011&lt;/a&gt; (è in fondo alla pagina), le cose vanno perfino peggio: si riceve un avviso relativo al fatto che Office 2011 non può essere aggiornato&amp;hellip; perché non è installato!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ok, uno può anche tenersi Office 2011 nella versione iniziale, ma chissà quali possono essere le conseguenze, soprattutto provando ad aprire e a salvare di nuovo i famigerati file di Word, con i quali è facilissimo scombinare tutta la formattazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna c&amp;rsquo;è una soluzione. Basta scaricare e installare la versione di prova di &lt;a href=&#34;http://office.microsoft.com/it-it/&#34;&gt;Office 365&lt;/a&gt;, che sul Mac è in effetti solo un aggiornamento cumulativo di Office 2011. Persino più semplice di installare uno alla volta i vari pacchetti di aggiornamento di Office.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo bisogna andare sul &lt;a href=&#34;http://office.microsoft.com/it-it/&#34;&gt;sito di Office 365&lt;/a&gt; ed effettuare il login usando il proprio account &lt;a href=&#34;https://onedrive.live.com/&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt; o registrandosi sul sito. Attenzione comunque ad usare la versione della pagina localizzata in italiano o comunque nella lingua in cui vogliamo installare Office. A questo punto basta scegliere di &lt;a href=&#34;http://office.microsoft.com/it-it/try/versione-di-valutazione-gratuita-prova-i-prodotti-office-365-e-microsoft-office-2013-FX102858196.aspx&#34;&gt;provare gratuitamente Office 365 per un mese&lt;/a&gt; e fornire i dati della propria carta di credito o dell&amp;rsquo;account PayPal per poter finalmente scaricare il file &lt;code&gt;MicrosoftOffice2011.dmg&lt;/code&gt; &lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta completato lo scaricamento, si deve montare con un doppio click l&amp;rsquo;immagine disco sul Desktop ed eseguire il programma di installazione, che è praticamente identico a quello di Office 2011 originale. L&amp;rsquo;installatore aggiornerà la copia di Office 2011 alla versione 14.4.6, l&amp;rsquo;ultima attualmente disponibile, senza modificare la configurazione preesistente di Office.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo: ho scoperto proprio oggi, con il Mac di una collega appena aggiornato a Yosemite, che gli stessi problemi si verificano anche se si prova ad aggiornare una versione di Office 2011 già installata su Mavericks (o precedenti) e parzialmente aggiornata. La soluzione è esattamente la stessa descritta sopra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, è sconcertante che la Microsoft non sia ancora riuscita a risolvere questi problemi, visto che &lt;del&gt;Mavericks&lt;/del&gt; Yosemite è disponibile ufficialmente già da due mesi, e che ne sono passati quasi sei dalla prima versione di prova. O forse è più probabile che non sia nemmeno intenzionata a risolverli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In alternativa si può installare &lt;a href=&#34;http://www.libreoffice.org/&#34;&gt;LibreOffice&lt;/a&gt; ed evitare tutte queste complicazioni. Magari prima o poi ne riparliamo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordarsi di annullare la sottoscrizione alla scadenza del periodo di prova. Non ha nessun senso spendere 7 euro al mese per avere la stessa versione di Office per il Mac già regolarmente acquistata. E tralasciamo il fatto ingiustificabile che in Europa la sottoscrizione mensile costa 7 euro o 7 sterline, il 20% in più dei 6.99 dollari richiesti negli USA.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Office o morte</title>
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      <pubDate>Mon, 19 May 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Per anni ci hanno ripetuto che Microsoft Office è essenziale nelle aziende, che garantisce una produttività nettamente maggiore di quella consentita dai pacchetti software concorrenti, che questi ultimi non possono competere con Office in termini di fedeltà al layout del documento originale, che gli strumenti per il lavoro collaborativo e per tenere traccia delle revisioni multiple dei documenti sono insuperabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Blah, blah, blah.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarebbe troppo facile rispondere cercando di mettere in evidenza i punti deboli di questi &lt;em&gt;ragionamenti&lt;/em&gt;, ma non ne vale la pena (almeno questa volta). Troppi interessi, espliciti e non, girano attorno a questi articoli e a questi post.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno ha mai dimostrato in modo inoppugnabile &amp;ndash; quasi fosse un esperimento scientifico &amp;ndash;  perché scrivere un testo, produrre una presentazione o elaborare un foglio elettronico dovrebbe essere più produttivo con Microsoft Office che, diciamo, con LibreOffice o con iWork? O quali funzioni abbia Office che lo rendono indispensabile per le aziende?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo ha fatto nessuno, finora, perché &lt;em&gt;non è dimostrabile&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi arriva &lt;a href=&#34;http://www.softwatch.com/&#34;&gt;SoftWatch&lt;/a&gt;, una piccola startup, analizza l&amp;rsquo;uso reale di Office in aziende sparse in tutto il mondo e &lt;a href=&#34;http://www.softwatch.com/#!media/c111a&#34;&gt;cosa scopre&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che in realtà &lt;a href=&#34;http://www.pcworld.com/article/2150984/microsoft-office-applications-barely-used-by-many-employees.html&#34;&gt;Microsoft Office è usato pochissimo&lt;/a&gt; dai dipendenti delle aziende esaminate. E che nella maggior parte dei casi i dipendenti usano Office solo per &lt;em&gt;leggere&lt;/em&gt; i documenti, non per modificarli. Conclusione confermata dal fatto che il programma di Office più usato in assoluto è Outlook, che serve a scambiare informazioni e documenti, non certo a produrli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;indagine è pagata da Google, è vero, ma anche supponendo che i numeri siano parzialmente falsati da questo, getta comunque un&amp;rsquo;ombra sull&amp;rsquo;utilità reale di Office in azienda.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non potrei esser più d&amp;rsquo;accordo. Usare oggi Office non ha senso. I migliori programmi concorrenti, la triade &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/mac/pages/&#34;&gt;Pages&lt;/a&gt;/&lt;a href=&#34;http://www.apple.com/mac/numbers/&#34;&gt;Numbers&lt;/a&gt;/&lt;a href=&#34;http://www.apple.com/mac/keynote/&#34;&gt;Keynote&lt;/a&gt; di Apple o i prodotti open source &lt;a href=&#34;http://www.libreoffice.org/&#34;&gt;LibreOffice&lt;/a&gt;/&lt;a href=&#34;https://www.openoffice.org/&#34;&gt;OpenOffice&lt;/a&gt; e persino le &lt;a href=&#34;https://drive.google.com&#34;&gt;applicazioni solo online di Google&lt;/a&gt;, sono perfettamente adeguate per la maggior parte del lavoro da ufficio. E sono pure più stabili, più semplici da installare e perfino a costo zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ostacolo vero è la paura, oltre che la pigrizia, di cambiare abitudini consolidate e diventate ormai quasi un atto di fede.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Uso Word da anni e non ho voglia/tempo di imparare qualcosa di diverso.&amp;rdquo;&#xA;&amp;ldquo;Word è il migliore, gli altri non sono compatibili.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=e7qQ6_RV4VQ&#34;&gt;I tempi cambiano&lt;/a&gt;. Cambiamo anche noi con loro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;The order is rapidly fadin&amp;rsquo;&lt;br&gt;&#xA;And the first one now will later be last&lt;br&gt;&#xA;For the times they are a-changin&amp;rsquo;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; Bob Dylan&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;</description>
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      <title>Office per iPad: un nuovo fiasco per Microsoft?</title>
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      <pubDate>Wed, 26 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Dalle &lt;a href=&#34;http://www.forbes.com/sites/nigamarora/2014/03/24/microsoft-office-on-ipad-would-hardly-be-a-game-changer/&#34;&gt;notizie che circolano in rete&lt;/a&gt; sembra che il tanto atteso(?) Office per iPad sarà presentato domani, 27 marzo, e richiederà probabilmente un &lt;a href=&#34;http://www.techradar.com/news/mobile-computing/tablets/microsoft-office-on-ipad-too-little-too-late--1235918&#34;&gt;abbonamento al servizio Microsoft Office 365&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se confermata, la notizia significherebbe che la Microsoft ha preso atto del fatto che l&amp;rsquo;iPad è lo standard di fatto nel mercato dei tablet con cui fare i conti, in particolare nell&amp;rsquo;ambito professionale a cui si rivolge Office.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finalmente, ma forse troppo tardi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una rapida ricerca sull&amp;rsquo;App Store (e sul mio iPad) riporta un lungo elenco di suite per l&amp;rsquo;ufficio, più o meno compatibili con il formato dei programmi Microsoft: Pages, Numbers, Keynote, su tutte, e poi Quick Office, Docs to Go, OliveOffice HD, Documents 5, Smart Office 2, Kingsoft Office, Polaris Office, OfficeSuite Professional. Per non parlare poi di programmi originali come Quip per la scrittura o Prezi e Haiku Deck per le presentazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono perfino applicazioni, &lt;a href=&#34;http://site.cloudon.com&#34;&gt;CloudOn&lt;/a&gt; su tutte, che fanno girare in remoto una copia di Microsoft Office per Desktop, garantendo quindi il massimo della compatibilità con il formato dei file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte applicazioni gratis o offerte a un prezzo ridicolmente basso e che non richiedono una sottoscrizione mensile piuttosto onerosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A quanti utenti dell&amp;rsquo;iPad servirà veramente una copia di Office sull&amp;rsquo;iPad? E per di più - scommettiamo? - con funzionalità fortemente limitate rispetto alla versione desktop, alla faccia della compatibilità dei file fra desktop e tablet?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo, proprio l&amp;rsquo;assenza di Microsoft dai due principali Store di software per tablet ha spinto tanti utenti a cercare alternative più economiche e magari multipiattaforma, un vantaggio evidente in tempi in cui il modello tradizionale computer-scrivania-ufficio sta rapidamente perdendo colpi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È fin troppo facile prevedere che sarà un fiasco totale. La Microsoft ha aspettato troppo, cercando invano di spingere, tramite la presenza di Office, il suo Surface con Windows 8. Che invece langue nei negozi, nella totale indifferenza dei consumatori.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Una pinta di tablet</title>
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      <pubDate>Thu, 19 Dec 2013 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Leggo dalla recensione di PC World del tablet Dell Venue 8 Pro, &lt;a href=&#34;http://www.pcworld.com/article/2068828/dell-venue-8-pro-review-windows-8-1-in-a-pint-sized-package.html&#34;&gt;Windows 8.1 in a pint-sized package&lt;/a&gt; (più o meno &amp;ldquo;Windows 8.1 in confezione mini&amp;rdquo;),&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;  The 8-inch screen is less awesome when it comes to getting work done. I try to write my reviews on the device I&#39;m reviewing, but even with a good Bluetooth keyboard, the Venue 8 Pro’s display was too small to work comfortably while switching between One Note pages, browser tabs, and other apps I use frequently, so I switched back to my laptop about halfway through. &#xA;&lt;p&gt;Lo schermo da 8 pollici non è eccezionale per lavorare. Di solito cerco di scrivere le mie recensioni sullo stesso dispositivo che recensisco ma, anche con una buona tastiera Bluetooth, lo schermo del Venue 8 Pro si è dimostrato troppo piccolo per lavorare in modo confortevole passando da One Note al browser web e alle altre app che uso di frequente e quindi, a metà della recensione, sono tornato ad usare il mio laptop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho niente da eccepire su questo punto. Anzi, condivido in pieno: uno schermo da 8 pollici è inadeguato per scrivere un testo relativamente lungo, e lo è ancora di più se intanto bisogna usare in contemporanea altre applicazioni. Ma detto questo, come è possibile allora che la recensione si concluda in questo modo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;  The Venue Pro 8 comes with the full version of Microsoft Office Home and Student 2013 -- an excellent value.&#xA;&lt;p&gt;Il Venue 8 Pro arriva con la versione completa di Microsoft Office Home e Student 2013: un valore [aggiunto] eccellente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come, un &lt;em&gt;valore aggiunto eccellente&lt;/em&gt;? Ma se lo schermo è così piccolo da non permettere nemmeno di scrivere una breve recensione, a cosa potrà mai servire &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; disporre sul tablet della &lt;em&gt;versione completa di Office&lt;/em&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sarà mica un mezzo per cercare di vendere finalmente qualche tablet con Windows 8?&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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