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    <title>Mp3 on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Mp3 on Melabit</description>
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      <title>La musica è finita</title>
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      <pubDate>Fri, 25 Jul 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Jaron Lanier, uno dei pionieri del web, in una recente &lt;a href=&#34;http://stagliano.blogautore.repubblica.it/2014/07/04/lanier-il-web-sta-uccidendo-la-classe-media/&#34;&gt;intervista a Riccardo Staglianò su il Venerdì di Repubblica&lt;/a&gt; sostiene che &amp;ldquo;il web sta uccidendo la classe media&amp;rdquo;, distruggendo industrie che fino a pochi anni fa fatturavano miliardi di dollari &amp;ndash; l&amp;rsquo;industria musicale, quella della fotografia, le agenzie di viaggio, le librerie, i giornali &amp;ndash; sostituendole con nuovi servizi che &amp;ldquo;impiegano un millesimo dei dipendenti della old economy&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho le competenze per discutere l&amp;rsquo;affermazione generale. Ma credo anche che le cause della crisi dell&amp;rsquo;industria musicale siano siano piuttosto diverse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È ormai un luogo comune: l&amp;rsquo;industria musicale è stata messa in crisi negli ultimi 15 anni da Napster prima, da iTunes dopo e dall&amp;rsquo;online oggi. Sempre secondo i dati dell&amp;rsquo;intervista, oggi l&amp;rsquo;industria musicale &amp;ldquo;Vale un quarto di quanto valeva solo pochi anni fa. Presto varrà un decimo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma siamo sicuri che queste siano &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; le cause del declino dell&amp;rsquo;industria musicale? O che il declino non sia dovuto invece soprattutto alla scarsa qualità della musica prodotta e venduta oggi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ascolto moltissima musica e la maggior parte è costituita da dischi prodotti negli anni &amp;lsquo;60 e &amp;lsquo;70, dischi intramontabili, capolavori del rock e del jazz, con parecchie incursioni nella musica cosiddetta &amp;ldquo;classica&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dischi da ascoltare dall&amp;rsquo;inizio alla fine, costituiti spesso da brani legati fra loro da un filo logico, quasi fossero una sinfonia ottocentesca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi invece l&amp;rsquo;industria musicale sforna quasi esclusivamente hit da consumare velocemente, uno o due brani accattivanti cuciti insieme a robaccia senza pretese, per produrre un disco che poi nessuno vuole. Ovvio che poi chi li ascolta preferisca scaricare (legalmente o illegalmente, non importa in questo momento) solo l&amp;rsquo;hit del momento, lasciando il resto all&amp;rsquo;oblio che merita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E anche al di fuori della musica più commerciale, non è che le cose vadano meglio. Il jazz riproduce se stesso, ripetendo all&amp;rsquo;infinito temi e idee del passato. Un po&amp;rsquo; di fusione con altri generi musicali, e poi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La classica è cristallizzata all&amp;rsquo;ottocento, sempre e solo gli stessi dieci autori e le solite composizioni. L&amp;rsquo;ultima idea un po&amp;rsquo; originale è stata quella di recuperare gli strumenti originali e il modo di suonarli, diventata presto una filologia rigida e decisamente stucchevole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono poi questioni ulteriori che non fanno altro che peggiorare la situazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I CD costano e tanto, i prezzi sono rimasti praticamente stabili nel corso degli anni nonostante che i costi di produzione e di realizzazione siano ormai bassissimi. Negli anni &amp;lsquo;80, all&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;era del CD, l&amp;rsquo;alto costo del CD veniva imputato alla necessità di ammortizzare il costo degli impianti. Dopo più di trent&amp;rsquo;anni gli impianti saranno stati ammortizzati più volte, ma il prezzo è rimasto lo stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche la politica (poteva mancare?) ha dato un bel contributo ad alzare i prezzi, con balzelli medievali e assurdi e un livello di IVA altissimo rispetto a quello praticato per i libri. Senza rendersi conto, come per la benzina, che esiste un livello oltre il quale il prezzo diventa talmente alto da ridurre i consumi fino al punto di diminuire anche gli introiti delle tasse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse la qualità audio dei CD è pure scarsissima. Il suono viene pompato a livelli sempre più alti rendendolo un impasto totalmente privo di sfumature. E per ascoltare una tale robaccia anche un mp3 compresso va benissimo, a cosa potrebbe mai servire un impianto audio di qualità? Ma questo argomento merita un post tutto suo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non dimentichiamo infine l&amp;rsquo;aspetto estetico. Il CD è un oggetto anonimo, un guscio di plastica con una copertina microscopica e, quando c&amp;rsquo;è, un libriccino inguardabile e praticamente illeggibile. Nulla al confronto della potenza artistica delle copertine degli LP. Cosa c&amp;rsquo;è da perdere a barattarlo con un file da inserire nel lettore mp3 o nel computer? O a duplicarlo in un altro CD, magari con una scritta traballante a penna?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho copiato anch&amp;rsquo;io tanti LP a suo tempo, avevo decine di cassettine sparse per la casa e la macchina, ma l&amp;rsquo;ascolto delle cassette era un forte impulso a possedere poi l&amp;rsquo;originale. Non solo per la qualità audio ma anche per il valore intrinseco, la &lt;em&gt;bellezza&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;LP. Il CD non ce l&amp;rsquo;ha, ovvio poi che il duplicato abbia &lt;em&gt;esattamente&lt;/em&gt; lo stesso valore dell&amp;rsquo;originale. Non è solo un fatto di tecnologia ma anche di estetica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non si vendono dischi? Forse perché non ci sono dischi che valga veramente la pena comprare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;industria musicale si sta suicidando e la popolarità degli mp3 è solo il riflesso della sua poca lungimiranza.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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