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    <title>Melabit</title>
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    <description>Recent content on Melabit</description>
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      <title>Un anno di melabit.com</title>
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      <pubDate>Wed, 31 Dec 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Il 2025 è stato un anno di svolta per questo piccolo blog. Abbandonare la &lt;em&gt;comfort zone&lt;/em&gt; di Wordpress.com non è stato facile né tanto meno indolore, soprattutto quando ho scoperto che &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/01/02/2025-01-02-da-melabit-a-melabit-addio-wordpress-ciao-jekyll/&#34;&gt;una volta messo online&lt;/a&gt; il sito in Jekyll era lento, troppo lento per essere usabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2025/05/24/jeeeeeekyll-no-hugo/&#34;&gt;Hugo ha salvato la situazione&lt;/a&gt;, anche se ci sono ancora tanti dettagli da sistemare, primo fra tutti l&amp;rsquo;aspetto grafico del sito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-12-31-un-anno-di-melabit-com/Gemini_Generated_Image_r0phqqr0phqqr0ph.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://gemini.google.com&#34;&gt;Google Gemini&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche gestire i post in due lingue diverse non è facile, ma ne vale la pena visto che i post in inglese permettono di raggiungere un bacino di utenti inimmaginabile scrivendo solo nella nostra lingua.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il cruccio principale del nuovo sito e l&amp;rsquo;assenza o quasi di commenti ai post. Non so se è perché sono troppo complicati, troppo lunghi o entrambe le cose. Fatto sta che la scarsezza di commenti è davvero preoccupante. E questo nonostante ci sia un buon numero di visitatori e che in media il 5% passa 15 minuti o più sul sito. Magari alla fine sono troppo esausti per riuscire a commentare, chissà!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style=&#34;border: none; border-top: 3px double #333; color: #333; overflow: visible; height: 5px; width: 50%; margin-left: auto; margin-right: auto;&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che l&amp;rsquo;IA sta ben lontana dalla scrittura dei testi, al massimo la uso per rivedere qualche termine tecnico di cui non mi ricordo l&amp;rsquo;equivalente in italiano (&lt;code&gt;Tab&lt;/code&gt; è la mia bestia nera, ogni volta mi dimentiche che in italiano si dice &lt;code&gt;Scheda&lt;/code&gt; e non &lt;code&gt;Linguetta&lt;/code&gt;). A volte provo ad usarla per rendere qualche frase più scorrevole, ma quasi sempre è tempo perso, alla fine diventano così piatte che tanto vale non scriverle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ammetto, invece, che la base delle traduzioni la faccio fare all&amp;rsquo;IA. Mi serve più che altro per risparmiare tempo di battitura, anche se poi ci vuole un bel po&amp;rsquo; per sistemare il risultato e rendere il testo tradotto più fluido e vivace.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uso anche spesso l&amp;rsquo;IA per generare le immagini in testa ai post. In questo caso non ho scelta, se con la scrittura bene o male me la cavo, in disegno e grafica sono sempre stato il penultimo della classe, e solo perché l&amp;rsquo;ultimo era davvero terribile. Quindi vi faccio un favore. Ma, anche con il tanto celebrato &lt;a href=&#34;https://gemini.google/overview/image-generation/&#34;&gt;Nano Banana&lt;/a&gt; di Google, c&amp;rsquo;è voluto del bello e del buono per convincerlo a generare l&amp;rsquo;immagine di questo post, con le scritte giuste, l&amp;rsquo;homepage vera e così via. Chi dice che Nano Banana è tanto intelligente da capire al volo quello che volete racconta balle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style=&#34;border: none; border-top: 3px double #333; color: #333; overflow: visible; height: 5px; width: 50%; margin-left: auto; margin-right: auto;&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se tutto va bene il 2026 porterà qualche novità, non so bene in che ordine ma la revisione del tema grafico è di sicuro ai primi posti della lista.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Stay tuned&lt;/em&gt;! Nel frattempo, tanti auguri per il 2026, che sia un anno pieno di cose buone e di felicità per tutti!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Buon anno!</title>
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      <pubDate>Tue, 31 Dec 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-12-31-buon-anno/fluximageai-1735585641068.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli ultimi tempi il blog è rimasto fermo ma, dietro le quinte, il lavoro è stato intenso e si concretizzerà nei primi giorni del nuovo anno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Stay tuned&lt;/em&gt;! Nel frattempo godetevi i festeggiamenti di fine anno, sperando che il 2025 sia un anno pieno di scoperte, crescita e felicità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Buon 2025 a tutti!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Dieci anni!</title>
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      <pubDate>Mon, 18 Dec 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-12-18-dieci-anni/melabit-ten-years.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dieci anni fa nasceva MelaBit, questo piccolo blog dedicato al mondo Apple, della programmazione e della scienza con un pizzico di nostalgia per il retrocomputing. Sembra ieri quando pubblicai il mio &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2013/12/18/melabit-il-blog/&#34;&gt;primo articolo&lt;/a&gt;, e invece eccoci qui, nel 2023, a festeggiare il primo decennio di vita di questo spazio online.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti questi anni MelaBit è cresciuto insieme a me e a tutti voi lettori, che mi avete sostenuto con i vostri commenti, le condivisioni e il tempo che dedicate a leggere i miei articoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi dieci anni ho avuto il piacere di raccontare le novità di Apple e dei sistemi operativi, scoprire insieme a voi linguaggi di programmazione e software utili e condividerete riflessioni sulle innovazioni tecnologiche. Ho potuto viaggiare nel tempo parlando di mitici computer del passato ed esplorare alcuni affascinanti ambiti della scienza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Voglio ringraziare ognuno di voi per aver reso MelaBit quello che è oggi. Grazie ai miei primi lettori, a chi è arrivato negli anni e a chi ci seguirà in futuro. Il viaggio continua, tutti insieme!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum&lt;/em&gt;. Per l&amp;rsquo;immagine di copertina ho lasciato fare all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;IA di Microsoft&lt;/a&gt; (eh già!). Secondo me ha fatto un buon lavoro, ma alcune alternative erano altrettanto valide, come si può vedere qui sotto. Peccato solo per gli strafalcioni nell&amp;rsquo;ultima immagine, sarà pure artificiale ma un ripassino di grammatica questa intelligenza dovrà pur farlo!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-12-18-dieci-anni/melabit-ten-years-alt1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-12-18-dieci-anni/melabit-ten-years-alt2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-12-18-dieci-anni/melabit-ten-years-alt3.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-12-18-dieci-anni/melabit-ten-years-alt4.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-12-18-dieci-anni/melabit-ten-years-alt5.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Perché Slack non funziona su Firefox?</title>
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      <pubDate>Fri, 18 Dec 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/12/6a00d8341d3df553ef015435e545f8970c-800wi.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Geek&amp;amp;Poke, Hyperinflation, 5 ottobre 2011&#34;&gt;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;em&gt;Geek&amp;amp;Poke, Hyperinflation, &lt;a href=&#34;http://geek-and-poke.com/geekandpoke/2011/10/4/hyperinflation.html&#34;&gt;5 ottobre 2011&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Slack mi piace e lo uso parecchio, un po&amp;rsquo; per motivi di lavoro ma soprattutto per girellare su alcuni &lt;em&gt;workspace&lt;/em&gt; particolarmente interessanti, come &lt;a href=&#34;https://goedel.slack.com/&#34;&gt;Goedel&lt;/a&gt; di Lucio &amp;ldquo;Lux&amp;rdquo; Bragagnolo e &lt;a href=&#34;https://sulpulmino.slack.com/&#34;&gt;sulpulmino&lt;/a&gt; di Nicola &amp;ldquo;kOoLiNuS&amp;rdquo; Losito (attenzione, i due workspace sono ad altissimo interesse, se frequentandoli la vostra produttività diminuisce vertiginosamente non prendetevela con me!)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora non ho mai avuto bisogno di installare l&amp;rsquo;applicazione Slack nativa per macOS, preferendo invece usarlo direttamente dal browser. Tanto più che, essendo Slack una applicazione sviluppata con &lt;a href=&#34;https://www.electronjs.org&#34;&gt;Electron&lt;/a&gt;,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; la differenza fra una applicazione nativa per il proprio sistema operativo e una applicazione web è piuttosto labile. Come browser continuo a preferire Firefox e finora non ho mai avuto nessun problema con Slack.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da qualche giorno però Firefox non riusciva più ad aprire l&amp;rsquo;applicazione web di Slack. Forse il problema si è presentato dopo l&amp;rsquo;aggiornamento all&amp;rsquo;ultima versione di Firefox (la 84.0, che aggiunge il supporto nativo ai processori Apple Silicon), ma non ne sono sicuro al 100%. So solo che all&amp;rsquo;improvviso, ogni volta che provavo ad accedere ad uno dei soliti workspace Slack, tutto quello che ottenevo era una pagina bianca, senza nessun messaggio di errore o altro segno di vita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perfino dopo aver installato l&amp;rsquo;applicazione Slack per macOS, &lt;a href=&#34;https://slack.com/intl/en-it/downloads/mac&#34;&gt;scaricandola dal sito&lt;/a&gt; e non dall&amp;rsquo;App Store, non riuscivo ad accedere ai soliti workspace tramite Firefox (da vera &lt;em&gt;web app&lt;/em&gt; travestita da applicazione per il desktop, ogni volta che si vuole accedere ad un nuovo workspace bisogna usare il browser per inserire i propri dati di accesso). Nessun problema invece se provavo ad autenticarmi con Chrome o ad usare Slack direttamente da Chrome. Che fosse l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/10/07/fastweb-e-la-sindrome-da-internet-explorer/&#34;&gt;ennesimo caso di &lt;em&gt;ottimizzazione&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di un sito (o di una applicazione web) per un determinato browser, ieri Internet Explorer ed oggi Chrome?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è così, una breve ricerca su Google ha &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/Slack/comments/jcz5vc/cant_open_slack_in_firefox_on_windows_anymore/&#34;&gt;risolto l&amp;rsquo;arcano&lt;/a&gt;. Magari è solo una nuova funzione di Firefox implementata male, visto che non fornisce nessuna informazione, e tantomeno nessun messaggio di errore, all&amp;rsquo;utente (malcapitato) che si trova ad averne a che fare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per risolvere il problema bisogna aprire le Preferenze di Firefox, selezionare la voce &lt;code&gt;Privacy e sicurezza&lt;/code&gt;, andare a cercare &lt;code&gt;Cookie e dati dei siti web&lt;/code&gt; e cliccare sull&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Gestisci dati...&lt;/code&gt;. A questo punto basta cancellare i dati relativi ad &lt;code&gt;app.slack.com&lt;/code&gt; (nel mio caso occupavano ben 2 GB!) e riavviare il browser. Fatto questo Slack tornerà a funzionare perfettamente anche in Firefox.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/12/preferenze-firefox.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi è il settimo compleanno di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2013/12/18/melabit-il-blog/&#34;&gt;MelaBit&lt;/a&gt;. In questi anni il blog è cresciuto con costanza e da poche decine di visitatori giornalieri del primo anno è arrivato a parecchie centinaia di visite ogni giorno, che per un piccolo blog in italiano come questo non mi sembra affatto male. Fra questi visitatori ci sono tanti lettori fedeli, che hanno la pazienza di seguire il sito tramite Wordpress.com, email o social. La maggior parte però arriva qui da Google, una cosa che costituisce una vera e propria sfida a proporre contenuti sempre più di qualità. Io ci provo, dopo 387 articoli pubblicati, sto ancora imparando come si scrive per il web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Electron è un &lt;em&gt;framework&lt;/em&gt; open source che permette di sviluppare applicazioni multipiattaforma combinando il &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Runtime_system&#34;&gt;runtime&lt;/a&gt; JavaScript &lt;a href=&#34;https://nodejs.org&#34;&gt;Node.js&lt;/a&gt; e il motore di rendering grafico &lt;a href=&#34;https://www.chromium.org&#34;&gt;Chromium&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>E sono cinque!</title>
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      <pubDate>Tue, 18 Dec 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/12/wordcloud_2018.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Oggi il blog compie cinque anni. Purtroppo me ne sono ricordato solo all&amp;rsquo;ultimo momento e non ho avuto il tempo di fare una analisi dettagliata come mi ero ripromesso di fare. Pazienza, magari ci sarà occasione in una circostanza meno &amp;ldquo;tonda&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa che mi colpisce sempre è che, nonostante il blog sia in italiano, ben il 10% degli accessi provenga da fuori Italia. Chissà cosa riescono a capire i poveri visitatori che leggono gli articoli tramite Google Traduttore!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;altra cosa che mi colpisce è che, oltre ai tanti lettori affezionati che non mi stancherò mai di ringraziare per la loro immensa pazienza, circa due terzi dei vsitatori arrivano al blog tramite i motori di ricerca. Anzi, tramite Google, gli altri motori di ricerca, anche Bing o DuckDuckGo (e mi dispiace soprattutto per quest&amp;rsquo;ultimo), praticamente non esistono. Il che significa da un lato che il blog si posiziona abbastanza bene nelle ricerche sul web (anche se io non faccio nulla per spingere in su la &lt;a href=&#34;https://sos-wp.it/ottimizzare-la-seo-del-tuo-blog/&#34;&gt;SEO&lt;/a&gt; del blog), dall&amp;rsquo;altro che gli articoli hanno una vita piuttosto lunga e vengono cercati e letti anche molti anni dopo la pubblicazione. L&amp;rsquo;articolo più letto in assoluto quest&amp;rsquo;anno, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/03/11/usare-un-mac-con-powerpc-oggi/&#34;&gt;Usare un Mac con PowerPC oggi&lt;/a&gt; è del 2016 e ha un numero di letture che tende a crescere ogni mese. Lo stesso sta succedendo all&amp;rsquo;articolo più letto pubblicato nel 2018, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/25/ma-il-fusion-drive-serve-ancora/&#34;&gt;Ma il Fusion Drive serve ancora?&lt;/a&gt;, che ogni mese ha più che raddoppiato il numero di letture rispetto al mese precedente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra le cose che &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; mi piacciono c&amp;rsquo;è quella di aver diminuito fortemente la cadenza di pubblicazione dei nuovi articoli, passando dai due articoli a settimana del 2014 a un solo articolo ogni dieci giorni di quest&amp;rsquo;anno. Sono valori medi, ma riflettono bene la scarsa velocità con la quale riesco a pubblicare nuovo materiale. Non che mi manchino gli spunti e le idee, anzi, quello che mi manca è il tempo per scrivere in pace e poi per rivedere quello che scrivo. In compenso la lunghezza media di ciascun articolo è cresciuta significativamente nel tempo, anche se non so se questa sia una cosa positiva o no.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altra cosa che &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; mi piace è il numero di commenti, che si è ridotto anch&amp;rsquo;esso in modo molto significativo. Dal picco di circa 550 commenti del 2015 si è scesi ad appena 159 nel 2018, nonostante nello stesso periodo di tempo il numero di visitatori sia quasi raddoppiato. Mi piacerebbe che ci fosse maggiore interazione con chi legge il blog, e vorrei anche sapere se posso fare qualcosa per favorire questa interazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://automatetheboringstuff.com/&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/12/automate_cover.png&#34; alt=&#34;Copertina di Automate the Boring Stuff with Python&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di concludere, un piccolo consiglio di lettura. Ho scoperto da poco il libro &lt;a href=&#34;https://automatetheboringstuff.com/&#34;&gt;Automate the Boring Stuff with Python&lt;/a&gt;, che si può leggere gratuitamente sul web o comprare in edizione elettronica o cartacea sul sito della &lt;a href=&#34;https://nostarch.com/automatestuff&#34;&gt;casa editrice&lt;/a&gt; o sul solito &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Automate-Boring-Stuff-Python-Programming/dp/1593275994&#34;&gt;Amazon&lt;/a&gt;. È una vera bomba, ed è pure perfettamente in tema con la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/23/script-per-tutti-i-giorni-semplici-modifiche-alle-stringhe-di-testo/&#34;&gt;serie dedicata al Terminale e allo &lt;em&gt;scripting&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di questo periodo. Consigliatissimo!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Da melabit a melabit: la scelta del dominio</title>
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      <pubDate>Tue, 05 Jun 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Se la scelta del &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/05/21/da-melabit-a-melabit-la-scelta-dell-hosting/&#34;&gt;servizio di hosting&lt;/a&gt; più adatto alle nostre esigenze è difficile, ancora più complicata è la scelta del &lt;em&gt;nome di dominio&lt;/em&gt; (o solo &lt;em&gt;dominio&lt;/em&gt;), cioè del nome univoco assegnato ad un sito web, che lo caratterizza e lo rende facile da ricordare, come ad esempio &lt;code&gt;www.google.com&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;www.debian.org&lt;/code&gt; oppure &lt;code&gt;www.nomesito.it&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Breve lezioncina preliminare (sono noioso, ma bisogna pure capirsi). Un dominio è composto da tre parti separate da punti: la prima parte è il noto acronimo &lt;code&gt;www&lt;/code&gt; (cioè &lt;em&gt;world wide web&lt;/em&gt;), una specie di marchio di riconoscimento del web (come la &lt;code&gt;@&lt;/code&gt; per la posta elettronica) che ormai viene usato sempre più di rado.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La parte finale è detta &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Domini_di_primo_livello_generici&#34;&gt;dominio di primo livello&lt;/a&gt; (o TLD, &lt;em&gt;Top Level Domain&lt;/em&gt;) e serve ad identificare la tipologia del sito web (&lt;code&gt;.com&lt;/code&gt; per i siti commerciali, &lt;code&gt;.org&lt;/code&gt; per quelli senza scopo di lucro) oppure la nazione dove opera il sito (&lt;code&gt;.it&lt;/code&gt;). Però, dopo la &lt;a href=&#34;https://www.ilsoftware.it/articoli.asp?tag=Nuovi-domini-di-primo-livello-cosa-sono-e-come-si-registrano_10660&#34;&gt;liberalizzazione dei TLD&lt;/a&gt;, queste definizioni sono diventate sempre meno significative.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine la parte di mezzo è il &lt;em&gt;nome dell&amp;rsquo;host&lt;/em&gt; (&lt;code&gt;google&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;debian&lt;/code&gt; oppure &lt;code&gt;nomesito&lt;/code&gt; negli esempi di sopra), la parte del nome di dominio che caratterizza veramente il sito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiungendo il &lt;em&gt;metodo di accesso&lt;/em&gt;, &lt;code&gt;http://&lt;/code&gt; o ormai quasi sempre la versione &lt;em&gt;sicura&lt;/em&gt; &lt;code&gt;https://&lt;/code&gt;, si ottiene l&amp;rsquo;URL, cioè la stringa univoca &lt;code&gt;https://www.nomesito.it&lt;/code&gt;, che permette al browser di accedere al sito web desiderato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finita la lezione, veniamo alla parte più significativa dell&amp;rsquo;articolo: come si fa a scegliere il nome di dominio più adatto per il nostro sito? Le regole di base sono già tutte in &lt;a href=&#34;https://sos-wp.it/come-scegliere-dominio/&#34;&gt;questo articolo&lt;/a&gt;, inutile ripeterle un&amp;rsquo;altra volta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per una volta voglio usare un approccio più &lt;em&gt;pratico&lt;/em&gt; e raccontare come e perché ho scelto proprio &lt;code&gt;melabit&lt;/code&gt; come nome di dominio per questo sito, applicando senza nemmeno saperlo alcune delle regole contenute nell&amp;rsquo;articolo appena citato. Tre regole in particolare: volevo un nome di dominio che fosse breve e facile da scrivere, e che una volta letto non sembrasse qualcosa di diverso e imprevisto. Perché la ragione conta, ma il caso ha sempre il suo bel daffare a metterci i bastoni fra le ruote.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La primissima idea di tenere un blog personale non è mia, ma dell&amp;rsquo;amico &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/&#34;&gt;Lucio Bragagnolo&lt;/a&gt;, che molto gentilmente mi aveva invitato ad aprirne uno su Macworld Italia. Si doveva chiamare &amp;ldquo;iLife of Brian&amp;rdquo;, un bel gioco di parole con il nickname che uso più o meno sempre su internet (con qualche variazione).&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Ho ancora il testo del post di presentazione, che non ho mai pubblicato perché intanto Macworld ha chiuso su due piedi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci ho pensato e ripensato e alla fine ho deciso di fare da solo. Ma senza più l&amp;rsquo;ombrello protettivo di Macworld ho escluso immediatamente di chiamarlo &amp;ldquo;iLife of Brian&amp;rdquo;, i motori di ricerca non l&amp;rsquo;avrebbero mai trovato. Provate a cercare &amp;ldquo;iLife of Brian&amp;rdquo; su Google (ma anche su Bing, su DuckDuckGo, su quello che vi pare), vi verrà fuori solo e sempre &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=kx_G2a2hL6U&#34;&gt;qualcosa&lt;/a&gt; dei monumentali Monty Python. Il confronto era improponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Allora ho preso il fidato &lt;a href=&#34;http://brettterpstra.com/projects/nvalt/&#34;&gt;nvALT&lt;/a&gt;, che uso molto più di Notes per buttare giù degli appunti veloci, e ho cominciato a buttare giù una serie di nomi per il blog. Poi li ho messi in ordine (si può fare a mano, ma sapere usare un po&amp;rsquo; il Terminale può essere utile anche per queste cose) e mi sono messo a cercare su internet se erano disponibili o no.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è voluto un po&amp;rsquo; di tempo e di pazienza, e alla fine è venuta fuori questa lista. Nella colonna di sinistra sono finiti tutti quelli già utilizzati, un vero peccato perché alcuni erano veramente carini. Rimanevano quelli della colonna di destra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/06/nomi-blog.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto ho cominciato a tagliare. Alcuni nomi erano troppo lunghi e complicati (&lt;code&gt;mactechbit&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;openappletech&lt;/code&gt;), spesso troppo &lt;em&gt;anglosassoni&lt;/em&gt; per un blog destinato volutamente ad un pubblico italiano (&lt;code&gt;openmactools&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;toolsformac&lt;/code&gt;). Poi c&amp;rsquo;erano i nomi troppo &lt;em&gt;caratterizzati&lt;/em&gt; verso aspetti molto particolari del mondo Mac (&lt;code&gt;melaprog&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;scientificmac&lt;/code&gt;) mentre io volevo mantenere la possibilità di di scrivere di tutto quello che mi piaceva (e mi interessava). Tagliati anche loro senza pietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine mi ero deciso per &lt;code&gt;melaperta&lt;/code&gt;. Poi quasi per caso, mentre lo ripetevo mentalmente, mi sono accorto che poteva essere scambiato per un sito per adulti (provate anche voi e ditemi). Avrebbe fatto molto bene alle statistiche di accesso, lo so, ma ho tagliato anche &lt;code&gt;melaperta&lt;/code&gt; senza pietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il nome immediatamente successivo era l&amp;rsquo;unico che non aveva controindicazioni, ed è così che è nato &lt;code&gt;melabit&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;per-approfondire&#34;&gt;Per approfondire&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Host-academy, &lt;a href=&#34;https://host-academy.it/tutorial-seo/abc-tutorial-seo/171-cos-e-un-dominio&#34;&gt;Cos&amp;rsquo;è un dominio?&lt;/a&gt;, 2018.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Nicola Losito, &lt;a href=&#34;https://nicolalosito.it/2017/09/04/22-consigli-la-scelta-del-prossimo-nome-dominio/&#34;&gt;22 consigli per la scelta del tuo prossimo nome a dominio&lt;/a&gt;, 2017.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;ReteLab, &lt;a href=&#34;https://retelab.it/blog/scegliere-un-nome-dominio/&#34;&gt;Come scegliere un nome di dominio&lt;/a&gt;, 2016.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Andrea Di Rocco, &lt;a href=&#34;https://sos-wp.it/come-scegliere-dominio/&#34;&gt;Come scegliere un dominio per il tuo nuovo sito web&lt;/a&gt;, 2016.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;da-melabit-a-melabit-la-serie-completa-degli-articoli&#34;&gt;Da melabit a melabit, la serie completa degli articoli&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/04/16/da-melabit-a-melabit-introduzione/&#34;&gt;Da melabit a melabit: introduzione&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/05/21/da-melabit-a-melabit-la-scelta-dell-hosting/&#34;&gt;Da melabit a melabit: la scelta dell’hosting&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/19/da-melabit-a-melabit-la-scelta-del-dominio/&#34;&gt;Da melabit a melabit: la scelta del dominio&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/06/18/da-melabit-a-melabit-fare-da-se/&#34;&gt;Da melabit a melabit: fare da sé?&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/06/24/da-melabit-a-melabit-andare-sul-cloud/&#34;&gt;Da melabit a melabit: andare sul cloud&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/07/03/da-melabit-a-melabit-conclusioni/&#34;&gt;Da melabit a melabit: conclusioni&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dato che ormai il web è diventato onnipresente, l&amp;rsquo;acronimo &lt;code&gt;www&lt;/code&gt; non è più indispensabile per riferirsi ad un sito, e quindi si può usare solo &lt;code&gt;google.com&lt;/code&gt; (detto dominio &lt;em&gt;nudo&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;naked&lt;/em&gt;) al posto di &lt;code&gt;www.google.com&lt;/code&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nickname che deriva sia dal film più famoso dei grandi Monty Python, sia dal nome di uno dei fisici con cui più ho avuto a che fare, Brian Josephson, uno capace di vincere un &lt;a href=&#34;https://www.mediatheque.lindau-nobel.org/laureates/josephson&#34;&gt;premio Nobel&lt;/a&gt; pubblicando un solo articolo significativo. Tanto che subito dopo si è &lt;a href=&#34;https://www.wired.it/scienza/lab/2014/05/13/premio-nobel-wikipedia/&#34;&gt;praticamente rimbambito&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Compleanno con permessi</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/12/18/compleanno-con-permessi/</link>
      <pubDate>Sun, 18 Dec 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Oggi &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/&#34;&gt;melabit&lt;/a&gt; compie tre anni. Per l&amp;rsquo;occasione ho chiesto all&amp;rsquo;amico Lux il permesso di ripubblicare un mio vecchio intervento sul suo (bellissimo) blog &lt;a href=&#34;http://web.archive.org/web/20120102191652/http://www.macworld.it/ping&#34;&gt;Ping&lt;/a&gt;, chiuso purtroppo con la cessazione della pubblicazione dell&amp;rsquo;edizione italiana di Macworld.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché pubblicare di nuovo questo articolo dopo più di sei anni?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Innanzi tutto perché quello che c&amp;rsquo;è scritto è ancora attuale e, come ha scritto a suo tempo Lux con il suo stile inimitabile, può essere utile per &amp;ldquo;&lt;em&gt;avvicinarsi agli incantesimi Unix che danno vita al mondo magico di Mac OS X&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, una cosa a cui tengo sempre moltissimo. Magari oggi &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/04/28/automatizzare-il-mac-dal-terminale-ancora-launchd/&#34;&gt;proporrei di usare sul Mac&lt;/a&gt; &lt;code&gt;launchd&lt;/code&gt; al posto di &lt;code&gt;cron&lt;/code&gt;, anche se quest&amp;rsquo;ultimo rimane la soluzione più generica, valida su un qualunque sistema Unix.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è poi un motivo più personale: proprio dopo questo intervento ho cominciato a pensare che tenere un blog non fosse un&amp;rsquo;idea proprio fuori dal mondo. Ci ho messo un po&amp;rsquo; (come sempre!) a realizzarla, ma dopo tre anni devo ammettere che è stata un&amp;rsquo;ottima decisione, le soddisfazioni non sono mancate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;introduzione&#34;&gt;Introduzione&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo rispondeva all&amp;rsquo;esigenza di un lettore di Ping di cambiare automaticamente i permessi di determinati tipi di file contenuti in una cartella del Mac. Cosa ci può essere di meglio del Terminale per fare queste cose?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho lasciato praticamente inalterato il testo originale, limitandomi a correggere alcune imprecisioni e ad aggiungere qualche dettaglio qui e là.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;me-li-do-io-i-permessi&#34;&gt;Me li do io i permessi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Premessa #1&lt;/strong&gt;: il Terminale in Mac OS X si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#062; Utility&lt;/code&gt;. Una volta lanciato può essere configurato in molti modi (tramite le Preferenze) perdendo quell’aspetto un po&amp;rsquo; triste e troppo serioso che spaventa l’utente normale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo l&amp;rsquo;avvio, il Terminale presenta il cosiddetto &lt;em&gt;prompt&lt;/em&gt;, che su OS X mostra tipicamente il nome del computer, la cartella dove ci si trova e il nome dell’utente. L’ultimo carattere del prompt è normalmente il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt;. Nel Terminale i comandi vengono inseriti dopo il simbolo &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; su quella che viene definita la &lt;em&gt;riga di comando&lt;/em&gt; e si eseguono premendo il tasto &lt;code&gt;Invio&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Terminale di OS X esegue di default la cosiddetta &lt;a href=&#34;https://tiswww.case.edu/php/chet/bash/bashref.html#Introduction&#34;&gt;&lt;em&gt;shell&lt;/em&gt; &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;, uno strumento potentissimo per interagire con il sistema operativo. La shell &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; può essere usata direttamente, scrivendo i comandi uno ad uno sulla riga di comando e leggendone il risultato direttamente nel Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/terminal.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/terminal.png&#34; alt=&#34;Il Terminale di OS X&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure si possono scrivere degli &lt;code&gt;script&lt;/code&gt;, piccoli programmi nel linguaggio di &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; nei quali si inseriscono in sequenza i comandi da far eseguire alla shell, che si dimostrano molto utili per automatizzare delle operazioni che eseguiamo ripetutamente sul Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Premessa #2&lt;/strong&gt;: perché usare i comandi di &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; invece di Automator o di AppleScript? Beh, innanzitutto perché &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; è multipiattaforma e quindi funziona su Linux e, volendo, anche su Windows. E poi semplicemente perché &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; mi piace!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lanciamo quindi il Terminale (magari configurandolo prima, io consiglio almeno di aumentare le dimensioni della finestra a circa 100×40 per stare comodi e di scegliere un tema grafico più accattivante di quello bianco e un po&amp;rsquo; spento di default) e iniziamo a lavorare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/bash_profiles.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/bash_profiles.png&#34; alt=&#34;Configurazione di bash&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Creiamo innanzi tutto una cartella &lt;code&gt;~/bin&lt;/code&gt;, dove il carattere &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; (tilde, ALT+5) indica per convenzione sui sistemi basati su Unix la cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt; (detta anche &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;) dell’utente che sta usando il computer in questo momento. Per farlo da Terminale, digitiamo (ATTENZIONE, come già detto &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; indica solo l’ultimo carattere del prompt e &lt;strong&gt;NON&lt;/strong&gt; va mai inserito nei comandi seguenti):&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ cd&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ mkdir bin&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ chflags hidden bin&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ cd bin&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Il primo comando serve per essere sicuri di partire dalla &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;, il secondo crea una nuova cartella &lt;code&gt;bin&lt;/code&gt; nella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;, il terzo la nasconde al Finder e l’ultimo comando ci fa spostare nella cartella &lt;code&gt;bin&lt;/code&gt; appena creata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria siamo liberi di salvare i nostri comandi &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; in una qualunque cartella del Mac e possiamo anche usarne una già esistente. Ma usare la cartella &lt;code&gt;bin&lt;/code&gt; nella nostra &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; rispetta le convenzioni dei sistemi Unix e mi sembra preferibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto usiamo &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt; (un editor testuale molto semplice installato di default sul Mac) per editare lo &lt;em&gt;script&lt;/em&gt; &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; &lt;code&gt;cambia_permessi&lt;/code&gt;, nel quale inseriremo i comandi veri e propri che ci servono per cambiare i permessi dei file contenuti nella cartella nella quale verrà eseguito lo script:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ nano cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Non preoccupatevi per l’interfaccia un po&amp;rsquo; ostica di &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt;, qui ci basta usare solo due comandi, &lt;code&gt;CTRL+O&lt;/code&gt; per salvare il file editato e &lt;code&gt;CTRL+X&lt;/code&gt; per uscire da nano. Dimenticavo: &lt;code&gt;CTRL+O&lt;/code&gt; significa premere contemporaneamente il tasto &lt;code&gt;CTRL&lt;/code&gt;, l’ultimo in basso a sinistra sulle tastiere Mac (nei portatili è a fianco di fn), e il tasto &lt;code&gt;O&lt;/code&gt;. Analogamente per &lt;code&gt;CTRL+X&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torniamo al nostro file &lt;code&gt;cambia_permessi&lt;/code&gt;. A questo punto bisognerebbe copiare a mano le linee mostrate qui sotto. Ma OS X è furbo e il copia e incolla funziona anche nella finestra del Terminale, per cui è sufficiente selezionare tutte le linee mostrate qui sotto, copiarle e poi incollarle nella finestra del Terminale dove è attivo &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt;:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;#!/bin/bash&#xA;#&#xA;DIR=~/scansioni/&#xA;FILES=*&#xA;PERM=u+rw&#xA;#&#xA;if [ -d $DIR ]; then&#xA;&#x9;cd $DIR&#xA;&#x9;chmod -R $PERM $FILES&#xA;&#x9;cd&#xA;fi&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Salviamo lo script premendo &lt;code&gt;CTRL+O&lt;/code&gt; ed usciamo da &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt; con &lt;code&gt;CTRL+X&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa significano questi comandi? Il più importante è &lt;code&gt;chmod&lt;/code&gt;, che cambia i permessi di tutti i file contenuti nella cartella ``~/scansioni/` in modo che siano leggibili e scrivibili dall&amp;rsquo;utente attuale del Mac. Il resto è solo roba di contorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che è ancora più importante è che lo script è totalmente parametrico: basta cambiare i valori di &lt;code&gt;DIR&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;FILES&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;PERM&lt;/code&gt; per adattarlo alle proprie esigenze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per esempio, se la cartella &lt;code&gt;~/scansioni/&lt;/code&gt; contenesse vari tipi di file e si volessero cambiare i permessi dei soli file &lt;code&gt;pdf&lt;/code&gt; lasciando gli altri file invariati, la riga &lt;code&gt;FILES=*&lt;/code&gt; diventerebbe &lt;code&gt;FILES=*.pdf&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è finita. Controlliamo prima di tutto di avere veramente fatto tutto bene con il comando:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ cat cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;che dovrebbe mostrare sullo schermo lo script appena inserito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per semplificarci la vita, rendiamo lo script eseguibile con il comando:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ chmod u+x cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;Bisogna notare che con questo comando abbiamo reso eseguibile lo script solo per l’utente attuale del Mac. I motivi li tralascio per brevità, ma credetemi, è decisamente meglio fare così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ultimo passo necessario. In questo momento, per cambiare i permessi dei file nella cartella &lt;code&gt;~/scansioni/&lt;/code&gt; bisogna eseguire a mano il comando dal Terminale:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ ~/bin/cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;(anche se, per come è configurato di default OS X, usare soltanto &lt;code&gt;$ cambia_permessi&lt;/code&gt;, senza scrivere esplicitamente il percorso dove è salvato lo script basta e avanza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciò è sicuramente molto più comodo di cambiare uno ad uno i permessi dei file, ma si può fare di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui entra in gioco &lt;code&gt;cron&lt;/code&gt;, uno strumento che esegue dei comandi stabiliti dall’utente a intervalli di tempo predefiniti. Sembra una cosa un po&amp;rsquo; cretina, ma in realtà permette di far fare al computer un mare di cose automaticamente. Purtoppo la sintassi di cron è orrenda. E questo post sta diventando troppo lungo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cercherò di sintetizzare ma se qualcuno è interessato posso scrivere qualcosa in proposito. (Nel frattempo l&amp;rsquo;ho fatto, chi fosse interessato può leggere questo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/11/22/automatizzare-il-mac-dal-terminale-sua-maesta-cron/&#34;&gt;articolo dettagliato su cron&lt;/a&gt;.)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diciamo che vogliamo che ogni cinque minuti lo script &lt;code&gt;cambia_permessi&lt;/code&gt; venga eseguito automaticamente. Dal solito Terminale dobbiamo allora eseguire i comandi:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ export EDITOR&lt;span style=&#34;color:#f92672&#34;&gt;=&lt;/span&gt;/usr/bin/nano&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;$ crontab -e&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;La prima riga serve ad evitare di usare l’editor preimpostato, &lt;code&gt;vi&lt;/code&gt;, vn vero reperto archeologico che sarebbe bene dimenticare una volta per tutte. Dovrebbe invece aprirsi il solito &lt;code&gt;nano&lt;/code&gt;, in cui dobbiamo incollare &lt;strong&gt;esattamente&lt;/strong&gt; la riga seguente:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;highlight&#34;&gt;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34; style=&#34;color:#f8f8f2;background-color:#272822;-moz-tab-size:4;-o-tab-size:4;tab-size:4;&#34;&gt;&lt;code class=&#34;language-bash&#34; data-lang=&#34;bash&#34;&gt;&lt;span style=&#34;display:flex;&#34;&gt;&lt;span&gt;*/5 * * * * ~/bin/cambia_permessi&#xA;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;(prima e dopo ciascun asterisco è presente una tabulazione), eventualmente aggiungendola in coda ai comandi già presenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Salviamo con &lt;code&gt;CTRL+O&lt;/code&gt; e usciamo da &lt;code&gt;crontab&lt;/code&gt; con &lt;code&gt;CTRL+X&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente se vogliamo che lo script venga eseguito più o meno frequentemente, basta cambiare il valore &lt;code&gt;*/5&lt;/code&gt; in, diciamo, &lt;code&gt;*/2&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;*/15&lt;/code&gt; (per eseguire lo script ogni 2 o 15 minuti). Per casi più complicati &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/11/22/automatizzare-il-mac-dal-terminale-sua-maesta-cron/&#34;&gt;basta leggere qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Abbiamo finito. Sembra complicato, ma credetemi, è molto più lungo da leggere (e da scrivere!) che da mettere in pratica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;nota-finale&#34;&gt;Nota finale&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi ha paura del Terminale e soprattutto di &lt;code&gt;cron&lt;/code&gt;, un programma potente ma, bisogna ammetterlo, ben poco &lt;em&gt;user-friendly&lt;/em&gt;, ecco una soluzione aggiuntiva, farina di Lux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiungo solo una piccola nota per gli inesperti di Terminale che si scontrano con &lt;code&gt;cron&lt;/code&gt; (e, su Snow Leopard, con &lt;code&gt;launchd&lt;/code&gt;). Una scorciatoia artigianale consiste nel definire un evento ricorrente dentro iCal e, nelle informazioni relative, stabilire che in occasione dell’evento va eseguito uno script.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto pratica se si ha bisogno di ripetere uno &lt;em&gt;script&lt;/em&gt; una o due volte al giorno al massimo, in tutti gli altri casi temo che finirebbe per riempire all&amp;rsquo;inverosimile il proprio Calendario, con conseguenze che francamente mi sfuggono.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Duecento</title>
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      <pubDate>Tue, 05 Jul 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Con il post di sabato scorso siamo arrivati a 200. Due anni e mezzo di melabit e duecento post, in media uno ogni quattro giorni e mezzo. Non male, se si considerano i tanti impegni di ogni giorno, che mi impediscono di dare una periodicità più serrata al blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché questo in fondo è un blog dedicato alla programmazione e ai sistemi operativi (anche se me ne dimentico spesso), invece di celebrare l&amp;rsquo;evento preferisco prendere la palla al balzo e descrivere alcuni semplici comandi di Terminale, che userò per fare una piccola analisi dei post scritti finora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio il Terminale (chi segue con continuità il blog dovrebbe sapere come fare, per gli altri il Terminale si trova in Applicazioni &amp;gt; Utility) e mi sposto nella cartella (&lt;em&gt;directory&lt;/em&gt;) che contiene tutti i miei post,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cd ~/cartella/del/blog/&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per prima cosa voglio controllare di aver scritto veramente 200 post.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sin dall&amp;rsquo;inizio ho deciso di usare per i nomi dei file sorgenti dei post il formato &lt;code&gt;anno-mese-giorno-titolo-separato-da-trattini.md&lt;/code&gt;, dove &lt;code&gt;anno-mese-giorno&lt;/code&gt; indica la data di pubblicazione, ad esempio &lt;code&gt;2016-07-05&lt;/code&gt; per questo post, e &lt;code&gt;.md&lt;/code&gt; è l&amp;rsquo;estensione standard dei documenti scritti in &lt;a href=&#34;https://lwn.net/Articles/610884/&#34;&gt;Markdown&lt;/a&gt;, il linguaggio di formattazione per il web che uso per scrivere questi post. La cartella contiene altri file e cartelle, ma solo i post completi hanno il nome in questo formato. Per contare i post contenuti nella cartella mi basta quindi eseguire il comando,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls 20*.md | wc&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che con &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;list&lt;/em&gt;) elenca tutti i file il cui nome inizia con il secolo corrente e termina con il suffisso &lt;code&gt;.md&lt;/code&gt;. L&amp;rsquo;output di &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt; viene inviato tramite il simbolo &lt;code&gt;|&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;pipe&lt;/em&gt;) ad un ulteriore comando del Terminale (in realtà della shell &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;, ma oggi non voglio essere troppo pignolo), &lt;code&gt;wc&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;word count&lt;/em&gt;), che conta il numero di linee, parole e caratteri (e volendo anche di byte) di un file o, come in questo caso, dell&amp;rsquo;output del comando precedente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La risposta del Terminale è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;201     202    8704&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove il primo numero rappresenta il numero di linee dell&amp;rsquo;output di &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt;, cioè il numero dei file elencati da &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt;  che rispettano le specifiche stabilite dal comando (e di conseguenza il numero dei post).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Terminale quindi mi dice che finora ho scritto 201 post. &lt;em&gt;201&lt;/em&gt;? Certo, i post sono 201 perché nella lista c&amp;rsquo;è anche &lt;em&gt;questo post&lt;/em&gt; (potrei fare in modo da non considerarlo, ma renderebbe tutto inutilmente più complicato).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è però un dettaglio che non torna. Il secondo numero, 202, indica il numero di parole dell&amp;rsquo;output di &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt;. Poichè, come già notato, il nome dei file è nel formato &lt;code&gt;anno-mese-giorno-titolo-separato-da-trattini.md&lt;/code&gt;, che per &lt;code&gt;wc&lt;/code&gt; equivale ad una parola singola, i primi due numeri restituiti da &lt;code&gt;wc&lt;/code&gt; dovrebbero essere identici. Se il Terminale indica che c&amp;rsquo;è una parola in più, significa che uno dei file contiene nel nome (per sbaglio) uno spazio al posto del trattino.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per cercare il file in questione, eseguo questa volta&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls 20*.md | grep &amp;quot; &amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;inviando l&amp;rsquo;output di &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt; a &lt;code&gt;grep&lt;/code&gt;, uno dei tool più importanti del Terminale, che serve per cercare una o più stringhe di testo in un file. Normalmente la ricerca viene effettuata usando una &lt;a href=&#34;http://regexone.com/&#34;&gt;espressione regolare&lt;/a&gt;, ma in questo caso è più che sufficiente limitarsi a cercare la presenza di un semplice spazio nell&amp;rsquo;output di &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt;. La risposta è,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ 2015-12-23-first-draft-la prova.md&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove manca effettivamente il trattino fra &amp;ldquo;la&amp;rdquo; e &amp;ldquo;prova&amp;rdquo;. Correggo subito, eseguo di nuovo&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls 20*.md | wc&#xA;     201     201    8704&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e questa volta ottengo il risultato che mi aspetto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora che ci siamo &lt;em&gt;scaldati&lt;/em&gt;, proviamo qualcosa di più divertente. Voglio sapere quante parole in tutto ho scritto finora in questi famosi 200 post. Facile, basta sostituire ad &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt; il comando &lt;code&gt;cat&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;concatenate&lt;/em&gt;), che stampa sul Terminale il contenuto dei file indicati dopo il comando. Eseguendo&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cat 20*.md&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;non faccio altro che stampare sullo schermo uno dietro l&amp;rsquo;altro il contenuto di tutti i file dei post. La stampa dei file è velocissima, ma scrollando all&amp;rsquo;indietro nel Terminale si può verificare che ci sono veramente tutti. Se volessi potrei usare &lt;code&gt;less&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cat 20*.md | less&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;per stampare i file riempiendo una pagina alla volta del Terminale (e potendo anche tornare indietro). Ma non mi interessa, preferisco inviare l&amp;rsquo;output di &lt;code&gt;cat&lt;/code&gt; a &lt;code&gt;wc&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cat 20*.md | wc&#xA;   10639  113141  836099&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;da cui risulta che i 200 (anzi 201) post scritti finora sono composti in tutto da 10639 linee (che equivalgono in pratica ai paragrafi, separati fra loro da un a capo) e da ben 113141 parole.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni post è quindi composto in media da&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ echo &amp;quot;113183 / 200&amp;quot; | bc&#xA;565&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;ben 565 parole.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Per calcolare la media ho usato &lt;code&gt;bc&lt;/code&gt;, la calcolatrice integrata nel Terminale, un oggetto poco conosciuto ma a volte molto comodo. Anche in questo caso ho utilizzato il &lt;em&gt;pipe&lt;/em&gt; (&lt;code&gt;|&lt;/code&gt;) per inviare alla calcolatrice l&amp;rsquo;outupt di &lt;code&gt;echo&lt;/code&gt;, il comando che stampa su schermo la stringa (o le stringhe) che lo segue. Volendo avrei anche potuto usare &lt;code&gt;bc&lt;/code&gt; in modo interattivo,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ bc&#xA;bc 1.06&#xA;Copyright 1991-1994, 1997, 1998, 2000 Free Software Foundation, Inc.&#xA;...&#xA;113183 / 200&#xA;565&#xA;quit&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il risultato non è precisissimo, ogni file dei post ha anche una intestazione che non compare su Wordpress e che contiene titolo, data, categoria e tag, e così via. E poi non bisogna dimenticare che c&amp;rsquo;è di mezzo anche questo 201-esimo post, che è già ben più lungo di 565 parole. Ma insomma, ad occhio dovremmo essere più o meno sulle 520-530 parole &lt;em&gt;effettive&lt;/em&gt; per post.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è modo di vedere quante parole ci sono in ciascuno dei post? Certo, basta racchiudere i comandi precedenti in un ciclo &lt;code&gt;for&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ for i in `ls 20*.md`; do echo $i; cat $i | wc -w; done&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove &lt;code&gt;i&lt;/code&gt; è l&amp;rsquo;indice del ciclo &lt;code&gt;for&lt;/code&gt;, a cui viene associato di volta in volta uno dei nomi di file stampati da &lt;code&gt;ls&lt;/code&gt;. Nel corpo del ciclo &lt;code&gt;do... done&lt;/code&gt;, per ogni valore di &lt;code&gt;$i&lt;/code&gt; (in bash, ogni volta che si &lt;em&gt;usa&lt;/em&gt; una variabile, le si antepone il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt;), si stampa con &lt;code&gt;echo $i&lt;/code&gt; prima il valore della variabile (cioè il nome del file), poi si usa &lt;code&gt; cat $i | wc -w&lt;/code&gt; per stampare il contenuto del file e inviarlo al &lt;em&gt;contatore&lt;/em&gt; &lt;code&gt;wc&lt;/code&gt;. L&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;-w&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;word&lt;/em&gt;) di &lt;code&gt;wc&lt;/code&gt; serve per contare solo le parole. Eseguendo il ciclo ottengo&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ for i in `ls 20*.md`; do echo $i; cat $i | wc -w; done&#xA;2013-12-18-il-migliore-spot.md&#xA;     238&#xA;2013-12-18-melabit-il-blog.md&#xA;     497&#xA;2013-12-19-una-pinta-di-tablet.md&#xA;     346&#xA;2013-12-20-la-dogana.md&#xA;     165&#xA;2013-12-21-rinominare-i-file-con-il-terminale.md&#xA;     669&#xA;...&#xA;2016-05-24-rapidweaver-7-in-anteprima.md&#xA;     729&#xA;2016-05-27-cartellino-rosso-su-facebook.md&#xA;    1385&#xA;2016-05-28-la-matematica-di-facebook.md&#xA;     356&#xA;2016-06-05-playlist-per-bora-bora-brian-boru.md&#xA;     278&#xA;2016-07-02-da-latex-a-word-e-ritorno.md&#xA;    2278&#xA;2016-07-05-duecento.md&#xA;     987&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per analizzare i dati è più comodo salvare la lista su un file, facendo in modo che il titolo del post e il conteggio delle parole stiano sulla stessa linea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Facile, per salvare l&amp;rsquo;output di un comando di Terminale su un file si usa il simbolo &lt;code&gt;&amp;amp;#62;&lt;/code&gt; seguito dal nome del file (&lt;a href=&#34;https://www.freebsd.org/doc/it/books/unix-introduction/special-features-file-redir.html&#34;&gt;ricapitolando&lt;/a&gt;, il simbolo &lt;code&gt;|&lt;/code&gt; invia l&amp;rsquo;output di un comando ad un altro comando, mentre il simbolo &lt;code&gt;&amp;amp;#62;&lt;/code&gt; lo invia ad un file). Per stampare titolo e conteggio sulla stessa linea, è sufficiente aggiungere al comando &lt;code&gt;echo&lt;/code&gt; l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;-n&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;no newline&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eseguendo il comando così modificato,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ for i in `ls 20*.md`; do echo -n $i; cat $i | wc -w; done &amp;amp;#62; ~/Desktop/words.dat&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;compare sul Desktop il file &lt;code&gt;words.dat&lt;/code&gt;, le cui prime 5 righe sono,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ head -5 ~/Desktop/words.dat&#xA;2013-12-18-il-migliore-spot.md     238&#xA;2013-12-18-melabit-il-blog.md     497&#xA;2013-12-19-una-pinta-di-tablet.md     346&#xA;2013-12-20-la-dogana.md     165&#xA;2013-12-21-rinominare-i-file-con-il-terminale.md     669&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;esattamente come richiesto. Partendo da questi dati, è facile calcolare la distribuzione del numero di post in funzione del numero di parole,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/07/words.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/07/words.png&#34; alt=&#34;Distribuzione del numero di post in funzione del numero di parole&#34; width=&#34;600&#34; height=&#34;432&#34; class=&#34;aligncenter size-full wp-image-2645&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;da cui è evidente che quasi la metà dei post contiene non più di 300 parole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più specificatamente, si trova che la mediana è uguale a 346, che significa che metà dei post contiene meno di 346 parole e l&amp;rsquo;altra metà ne contiene di più. Forse non sono poi così prolisso come ho sempre pensato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Domanda (facoltativa): Perché c&amp;rsquo;è questa grossa differenza fra la media e la mediana del numero di parole che compongono i miei post?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si noti che se l&amp;rsquo;output di un comando che stampa qualcosa sul Terminale viene inviato ad un altro comando per un&amp;rsquo;ulteriore elaborazione, l&amp;rsquo;output stesso viene &lt;em&gt;risucchiato&lt;/em&gt; dal secondo comando e non compare più sullo schermo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse sono troppo prolisso, 565 equivalgono a più di una pagina (densa) di un libro di formato medio-grande.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Due anni</title>
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      <pubDate>Fri, 18 Dec 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/2/29/Wikidata_cupcake_II.svg&#34; alt=&#34;Due anni&#34; class=&#34;aligncenter&#34; width=&#34;256&#34; height=&#34;362&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi il blog festeggia il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2013/12/18/melabit-il-blog/&#34;&gt;secondo compleanno&lt;/a&gt;. Sono riuscito a ricordarmene, anche se purtroppo negli ultimi mesi ho avuto veramente poco tempo da dedicarvi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi fa molto piacere che quest&amp;rsquo;anno il numero degli accessi sia raddoppiato rispetto al 2014 e che si mantenga abbastanza costante nel corso delle settimane e dei mesi. Significa che gli articoli durano nel tempo e vengono letti anche dopo parecchi mesi dalla pubblicazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La metà dei visitatori è costituita da lettori fedeli, che ricevono gli aggiornamenti via email o visitano il blog periodicamente. Li ringrazio tutti per l&amp;rsquo;attenzione e la pazienza, a volte la pubblicazione dei nuovi post è veramente troppo aleatoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altra metà ci arriva tramite i motori di ricerca. Praticamente solo &lt;a href=&#34;https://www.google.com&#34;&gt;Google&lt;/a&gt;, ma ci sono anche una ventina di accessi rispettivamente da &lt;a href=&#34;https://www.bing.com&#34;&gt;Bing&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://search.yahoo.com&#34;&gt;Yahoo&lt;/a&gt; e perfino qualcuno che ha usato &lt;a href=&#34;http://arianna.libero.it&#34;&gt;Libero&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.virgilio.it&#34;&gt;Virgilio&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://duckduckgo.com&#34;&gt;DuckDuckGo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche la distribuzione geografica degli accessi è piuttosto interessante. Come è ovvio la stragrande maggioranza proviene dall&amp;rsquo;Italia e dalla Svizzera (italiana?), ma ci sono centinaia di visite dagli USA e dai principali paesi europei, nell&amp;rsquo;ordine Regno Unito, Francia, Germania e Spagna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono comunque visitatori da quasi tutto il mondo. Mancano solo i paesi dell&amp;rsquo;Africa centrale, il Medio Oriente e la Cina. Quasi un miliardo e mezzo di abitanti ma nessun cinese interessato al blog, forse mi devo preoccupare. ;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[caption id=&amp;ldquo;attachment_2277&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo; width=&amp;ldquo;605&amp;rdquo;]&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/12/distribuzione_geografica.png?w=605&#34; alt=&#34;Distribuzione geografica degli accessi al blog nel 2015.&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;437&#34; class=&#34;size-large wp-image-2277&#34; /&gt; Distribuzione geografica degli accessi al blog nel 2015.[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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