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    <title>Matt Mullenweg on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Matt Mullenweg on Melabit</description>
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      <title>Da melabit a melabit: addio WordPress, ciao Jekyll</title>
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      <pubDate>Thu, 02 Jan 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-01-02-da-melabit-a-melabit-addio-wordpress-ciao-jekyll/phoenix.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Undici anni fa, quando ho iniziato a scrivere in questo spazio personale, non avrei mai pensato di rimanere per tutto questo tempo su &lt;a href=&#34;https://wordpress.com/&#34;&gt;WordPress.com&lt;/a&gt;, una piattaforma di blogging comoda ed affidabile, che però è sempre stata &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/08/01/i-limiti-di-wordpress-com/&#34;&gt;poco adatta al mio modo di lavorare&lt;/a&gt;. Con il tempo ho imparato a convivere con questi limiti, ma l&amp;rsquo;idea di cambiare non mi ha mai abbandonato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sin dall&amp;rsquo;inizio avevo ben chiaro &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/12/31/and-the-winner-is/&#34;&gt;quale piattaforma alternativa&lt;/a&gt; avrei voluto utilizzare. Qualche anno dopo ho riesaminato le alternative disponibili e i passi da fare in una &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/04/16/da-melabit-a-melabit-introduzione/&#34;&gt;lunga serie di articoli&lt;/a&gt; che alla fine si è conclusa con&amp;hellip; un nulla di fatto, forse perché non ero convinto al 100% della decisione presa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto, non è facile abbandonare la &lt;em&gt;comfort zone&lt;/em&gt; di una piattaforma con la quale hai avuto per tanti anni esattamente zero problemi, per imbarcarsi in una nuova avventura in cui bisogna gestire tutto in prima persona.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Qualche mese fa, però, è arrivata la decisione di &lt;a href=&#34;https://automattic.com/&#34;&gt;Automattic&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;azienda che gestisce il software open source &lt;a href=&#34;https://wordpress.org/&#34;&gt;WordPress&lt;/a&gt; e tutti i prodotti derivati, di &lt;a href=&#34;https://www.engadget.com/tumblr-and-wordpress-posts-will-reportedly-be-used-for-openai-and-midjourney-training-204425798.html&#34;&gt;condividere di default&lt;/a&gt; tutti i contenuti presenti su WordPress.com con &amp;ldquo;terze parti&amp;rdquo;, cioè di fatto con i generatori di testi basati sull&amp;rsquo;Intelligenza Artificiale (ChatGPT e compagnia bella, per capirci), sempre affamati di nuovi testi con cui affinare il loro addestramento.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; A quel punto non ci potevano più essere tentenamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse, poco dopo Matt Mullenweg, il fondatore di WordPress, ha &lt;a href=&#34;https://joshcollinsworth.com/blog/fire-matt&#34;&gt;dato di matto&lt;/a&gt; (&lt;em&gt;nomen omen&lt;/em&gt;), evidenziando come, nonostante WordPress sia il il sistema di gestione dei contenuti (CMS) open-source più diffuso al mondo, il controllo esercitato in maniera centralizzata e sempre più dittatoriale rischia di mettere in dubbio il futuro aperto e trasparente della piattaforma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;E allora il dado è tratto! C&amp;rsquo;è voluto tanto tempo e anche tanto lavoro, ma da oggi questo piccolo blog ha una casa tutta sua, &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/it&#34;&gt;melabit.com/posts/it&lt;/a&gt;, dove poter sperimentare con una libertà molto maggiore di quella concessa finora. Vediamo come va.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/it&#34;&gt;nuovo sito&lt;/a&gt; è ancora un oggetto in divenire, la struttura di base è quella ma nei prossimi mesi ci saranno di sicuro modifiche e aggiustamenti. La prima cosa da fare è espandere la sezione in inglese, che al momento contiene solo una manciata di post, con link mancanti o ancora riferiti agli articoli originali in italiano. Vorrei anche aggiungere un sistema di notifica dei nuovi post.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel frattempo segnalatemi senza scrupoli nei commenti tutto ciò che non funziona o che funziona male.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per i dettagli e gli aspetti tecnici della transizione vi rimando invece ai prossimi post.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Resta inteso che tutti i vecchi contenuti e i commenti rimarrano disponibili su &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/&#34;&gt;melabit.wordpress.com&lt;/a&gt;. Almeno finché Mullenweg non mi caccia&amp;hellip; 🤣🤣🤣🤣🤣&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché è vero che è possibile rifiutare la condivisione dei propri contenuti, e l&amp;rsquo;ho fatto anch&amp;rsquo;io ma, è altrettanto vero che bisogna scegliere esplicitamente di &lt;strong&gt;non condividere&lt;/strong&gt; i propri dati e non il contrario, come sarebbe più normale. E comunque non è affatto detto che questi contenuti non vengano razzolati lo stesso.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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