<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
  <channel>
    <title>Maps on Melabit</title>
    <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/maps/</link>
    <description>Recent content in Maps on Melabit</description>
    <generator>Hugo</generator>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>Sun, 15 Feb 2015 06:00:00 +0000</lastBuildDate>
    <atom:link href="https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/maps/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <item>
      <title>Dieci anni di Google Maps</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/02/15/dieci-anni-di-google-maps/</link>
      <pubDate>Sun, 15 Feb 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/02/15/dieci-anni-di-google-maps/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;http://www.w3.org/2005/Talks/09-steven-interact/googlemaps.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una settimana fa Google Maps &lt;a href=&#34;http://google-latlong.blogspot.it/2015/02/today-we-turn-10.html&#34;&gt;ha compiuto dieci anni&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi pochi anni la tecnologia delle mappe online è diventata così pervasiva da sembrare ormai una cosa scontata, quasi fosse disponibile da sempre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Re/code ha pubblicato un bell&amp;rsquo;articolo sulla storia di &lt;a href=&#34;http://recode.net/2015/02/08/ten-years-of-google-maps-from-slashdot-to-ground-truth/&#34;&gt;Google Maps dalle origini ad oggi&lt;/a&gt; che aiuta a capire quanto la rete abbia cambiato, e stia continuando a cambiare giorno per giorno, le nostre vite. Oltre che ad intuire il genio che c&amp;rsquo;è dietro queste tecnologie.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente di banale nel pensare di dividere le enormi mappe satellitari in milioni e milioni di &lt;em&gt;pezzettini&lt;/em&gt;, trovando il modo di affiancarli in tempo reale senza errori o artefatti. O nel far fare tutto questo al browser web, &lt;a href=&#34;http://www.w3schools.com/ajax/&#34;&gt;sviluppando la tecnologia&lt;/a&gt; per mettere in comunicazione il browser con il server in background, consentendo di aggiornare in modo dinamico la pagina mostrata senza doverla ricaricare da zero. O nello sfruttare gli stessi guidatori per fornire automaticamente e dinamicamente le informazioni sul traffico (altro che &lt;a href=&#34;http://www.isoradio.rai.it&#34;&gt;Isoradio&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte tecnologie sviluppate a livello più o meno embrionale da delle semplici startup, con pochi soldi ma tante idee brillanti. Ma brillante anche Google che è riuscita ad intuire per prima la bontà di queste idee ed ha deciso di scommettere su di loro,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; acquistandole e rifornendole di fondi adeguati a proseguire lo sviluppo delle proprie tecnologie.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le startup italiche, invece, nella maggior parte dei casi aspirano al massimo a ricevere finanziamenti statali &lt;a href=&#34;http://unaparolaalgiorno.it/significato/S/surrettizio&#34;&gt;surrettizi&lt;/a&gt;, travestiti da attività di (pseudo-)ricerca.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
  </channel>
</rss>
