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    <title>Macos Recovery on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Macos Recovery on Melabit</description>
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      <title>Mac bloccato? Come ripristinarlo con la modalità DFU</title>
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      <pubDate>Tue, 19 Nov 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-19-mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/macos-startup-exclamation-mark-in-circle.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/102164&#34;&gt;Apple Support&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si sperimenta può succedere che qualcosa vada storto. Ed è proprio quello che è capitato a me quando, dopo una installazione andata male di macOS, è comparso questo grande punto interrogativo con l&amp;rsquo;invito perentorio a visitare la pagina dedicata al &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/mac/restore&#34;&gt;ripristino dello stato del Mac&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da qualche anno, quando un Mac non è più in grado di avviare macOS e non riesce nemmeno ad eseguire &lt;code&gt;Recupero di macOS&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;macOS Recovery&lt;/em&gt;) per riparare o reinstallare il sistema operativo, l&amp;rsquo;unico modo per riportarlo ad uno stato funzionante è attivare la &lt;a href=&#34;https://theapplewiki.com/wiki/DFU_Mode&#34;&gt;modalità DFU (Device Firmware Upgrade)&lt;/a&gt;, che è memorizzata in una &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Read-only_memory&#34;&gt;ROM&lt;/a&gt; e quindi non può essere cancellata in alcun modo.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;La modalità DFU si usa da anni (da sempre?) per riportare in vita un iPhone o un iPad (ma anche l&amp;rsquo;iPod, l&amp;rsquo;Apple TV e l&amp;rsquo;Apple Watch). Questa modalità richiede di collegare il dispositivo al Mac premendo una combinazione di tasti predefinita, per poi procedere con il ripristino direttamente dal computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i Mac Intel la procedura di ripristino era diversa, perché tramite le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;combinazioni di tasti&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;, oppure &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥), &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt; oppure &lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧), &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥), &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt; si poteva eseguire l&amp;rsquo;avvio da macOS Recovery dai server Apple, scaricando e reinstallando una versione di macOS diversa a seconda della combinazione di tasti utilizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel 2018, con l&amp;rsquo;introduzione del &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/103265&#34;&gt;chip di sicurezza T2&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;avvio da internet è stato mandato in soffitta, e la modalità DFU è diventata l&amp;rsquo;unico modo per ripristinare un Mac che non ne vuole sapere di avviarsi. Il problema è che questo significa che bisogna avere a disposizione un &lt;strong&gt;secondo Mac funzionante&lt;/strong&gt;, che per fortuna può essere sia Apple Silicon che Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Ma non basta. Perché, oltre al secondo Mac, per ripristinare un Mac in modalità DFU ci vogliono altri tre elementi, nonché un pizzico di coordinazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Serve prima di tutto un &lt;strong&gt;cavo USB-C&lt;/strong&gt; per collegare il Mac &lt;em&gt;ammalato&lt;/em&gt; con quello funzionante, che funge da &lt;em&gt;dottore&lt;/em&gt;. In teoria i cavi di terze parti non funzionano, ma almeno uno della mia collezione riesce ad attivare senza problemi la modalità DFU. Se però volete stare sul sicuro ed usare un cavo originale Apple, vi consiglio il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/MW493ZM/A/cavo-di-ricarica-usb-c-da-60w-1-m&#34;&gt;cavo da 1 metro&lt;/a&gt;, che è lungo quanto basta e costa una cifra decente. Altrimenti, c&amp;rsquo;è il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/MYQT3ZM/A/cavo-di-ricarica-usb%E2%80%91c-da-240w-2-m&#34;&gt;cavo da 2 metri&lt;/a&gt;, che però ha un prezzo da rapina (un metro di fili di rame in più e un po&amp;rsquo; di plastica non costano certo dieci euro). In ogni caso, acquistare il cavo vi costa sempre molto meno di un viaggetto all&amp;rsquo;Apple Store più vicino.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo, se il Mac che funge da &lt;em&gt;dottore&lt;/em&gt; non ha una porta USB-C si può usare una comune &lt;strong&gt;porta USB-A&lt;/strong&gt; (tramite apposito adattatore, tipo &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/MW5L3ZM/A/adattatore-da-usb%E2%80%91c-a-usb&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o anche &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B0861Y5LF6/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;, provato di persona).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il cavo andrà collegato alla &lt;strong&gt;porta DFU&lt;/strong&gt; del Mac da ripristinare (mentre per l&amp;rsquo;altro Mac si può usare qualunque porta USB) Qual&amp;rsquo;è la porta DFU? Dipende, la descrizione dettagliata la &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/120694&#34;&gt;trovate qui&lt;/a&gt;. Ad esempio, nel MacBook che ho dovuto recuperare la porta DFU è quella più vicina allo schermo LCD. Ma non sarebbe stato più semplice mettere una iconcina vicino alla porta corretta?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, bisogna &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/apple-configurator/id1037126344&#34;&gt;scaricare&lt;/a&gt; &lt;strong&gt;Apple Configurator 2&lt;/strong&gt; dall&amp;rsquo;App Store sul Mac usato per il ripristino. Con le versioni più recenti di macOS si potrebbe anche usare il Finder, ma Apple Configurator funziona bene ed è (secondo me) molto più comodo da usare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Una volta che avete preparato tutto, lanciate Apple Configurator 2 sul Mac &lt;em&gt;dottore&lt;/em&gt; e tenetelo in primo piano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto, se dovete &lt;strong&gt;ripristinare un Mac desktop&lt;/strong&gt; vi basterà scollegare il cavo di alimentazione, premere il tasto di accensione mentre ricollegate il cavo di alimentazione, e aspettare 10 secondi. Sullo schermo di Apple Configurator comparirà un grosso quadratone con la scritta &lt;code&gt;DFU&lt;/code&gt; e il più è fatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-19-mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/dfu-mode.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se invece dovete &lt;strong&gt;ripristinare un MacBook&lt;/strong&gt; dovrete armarvi di un po&amp;rsquo; di pazienza, perché non è detto che la procedura di attivazione della modalità DFU funzioni al primo colpo. O almeno, questo è successo a me che ho provato a seguire alla lettera le &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/108900&#34;&gt;istruzioni ufficiali&lt;/a&gt; di Apple, che suggerivano di premere la combinazione di quattro tasti necessari per attivare la modalità DFU per &lt;em&gt;circa&lt;/em&gt; 10 secondi (io premevo sempre per &lt;em&gt;più&lt;/em&gt; di 10 secondi, per essere sicuro di aver aspettato un tempo sufficiente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna, dopo un po&amp;rsquo; di tentativi andati a vuoto ho trovato &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=i5xmA3lDz3g&#34;&gt;questo video&lt;/a&gt; del grande Mr. Macintosh, ho seguito le sue istruzioni e finalmente sono riuscito ad attivare la modalità DFU.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Attivata la modalità DFU, avete due possibilità. La prima è quella di provare a far &lt;em&gt;rivivere&lt;/em&gt; il Mac, ripristinando &lt;code&gt;macOS Recovery&lt;/code&gt; sul Mac ammalato senza cancellare il contenuto del disco di sistema. Per farlo, dovete premere con il tasto destro del mouse sul quadratone &lt;code&gt;DFU&lt;/code&gt; di Apple Configurator, selezionare &lt;code&gt;Advanced&lt;/code&gt; e poi &lt;code&gt;Revive&lt;/code&gt; e aspettare che il Mac scarichi l&amp;rsquo;immagine della &lt;code&gt;macOS Recovery&lt;/code&gt; e la trasferisca al Mac che non si avvia. Se il processo funziona vi ritroverete di nuovo con un Mac perfettamente funzionante, con tutti i file e le applicazioni al loro posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-19-mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/dfu-revive.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma se, come è successo a me, il semplice &lt;code&gt;Revive&lt;/code&gt; non funziona, dovrete eseguire il processo più radicale di &lt;code&gt;Restore&lt;/code&gt;, che riporterà il Mac allo stato di fabbrica e installerà la versione più recente di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-19-mac-bloccato-come-ripristinarlo-con-la-modalita-dfu/dfu-restore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Il &lt;code&gt;Restore&lt;/code&gt; si esegue premendo con il tasto destro del mouse sul quadratone DFU e selezionando la voce &lt;code&gt;Restore&lt;/code&gt; del menu principale. Dopo che Apple Configurator vi avrà chiesto se siete davvero sicuri di voler resettare il Mac allo stato di fabbrica, inizierà il processo di scaricamento di reinstallazione di macOS sul Mac ammalato, che può tranquillamente durare un&amp;rsquo;ora o più, a seconda della velocità della vostra rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine della reinstallazione di macOS vi ritroverete con un Mac guarito al 100%, ma avrete perso tutti i vostri file e le applicazioni installate. Non è un grosso problema, perché potrete facilmente ripristinare tutto da Time Machine (perché &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2016/09/29/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo-seconda-parte/&#34;&gt;usate sempre Time Machine&lt;/a&gt;, no?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A meno di malfunzionamenti hardware, che richiedono obbligatoriamente l&amp;rsquo;intervento dell&amp;rsquo;assistenza.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esiste anche un &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=q-FsB2onSx0&#34;&gt;video più recente&lt;/a&gt; con altri due metodi per mettere un MacBook in modalità DFU, ma in genere il metodo originale dovrebbe essere più che sufficiente.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Mac Studio!</title>
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      <pubDate>Sun, 04 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2162.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ed ecco il Mac Studio. Ho dovuto fare una lunga trafila burocratica per averlo, ma alla fine ce l&amp;rsquo;ho fatta ed ora è qui davanti a me.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa che si nota è che la scatola è pesante, molto pesante. Le specifiche dicono che il Mac Studio è grande e pesa più o meno quanto tre Mac Mini messi uno sull&amp;rsquo;altro (19.7 x 19.7 x 9.5 cm^3 e 3.6 kg per il Mac Studio contro 19.7 x 19.7 x 3.6 cm^3 e 1.2 kg per il Mac Mini). Io  non ho mai preso in mano tre Mac Mini insieme, ma in ogni caso la scatola dà una bella impressione di solidità, che per un oggetto costoso come questo è una cosa più che positiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Mac Studio in effetti non è economico, la configurazione che ho scelto è quasi al top &amp;ndash; processore M2 Ultra con CPU a 24 core, GPU a 60 core e Neural Engine a 32 core, 128 GB di RAM e disco SSD da 1 TB, &amp;ndash; ed è venuta a costare un pelo meno di 7.000 euro, cioè quanto due Vision Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la qualità costa, e del resto per una workstation HP, Dell o Lenovo con caratteristiche equivalenti  bisogna tirare fuori dai 1.000 ai 4.000 euro in più.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Apple, in questo caso, è perfino conveniente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;unboxing&#34;&gt;Unboxing&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;unboxing&lt;/em&gt;, ma il Mac Studio merita questo rito di iniziazione. La scatola del Mac Studio è un parallelepipedo più sviluppato in altezza che in larghezza, fatto interamente di cartone pressato molto robusto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2165.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2163.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2164.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aprire la scatola è facilissimo, basta tirare la linguetta e aprire a libro un lato della scatola, una cosa che mi ricorda il &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Opening&amp;#43;PowerMac&amp;#43;G4&amp;#43;M5183&amp;#43;Case/2016&#34;&gt;sistema di apertura del Mac Pro G4&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2166.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2167.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vedere il Mac Studio coricato su un lato fa un po&amp;rsquo; impressione, e sembra che possa cadere in ogni momento. Ma le alette laterali sono molto più robuste di quello che appare e il Mac Studio è troppo grosso per sfuggire alla loro presa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto bisogna coricare la scatola su un lato, allargare le alette nel senso delle frecce, togliere la pellicola protettiva di carta e prendere finalmente in mano il Mac Studio.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2173.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2179.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra davvero un Mac Mini cresciuto in altezza e ora sembra pesare il giusto in rapporto alle sue dimensioni. Tutto il peso aggiuntivo è dovuto alla scatola che, ora si vede benissimo, è studiata per proteggere al meglio il prezioso oggetto al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche il cavo di alimentazione è un&amp;rsquo;opera di ingegneria, piuttosto spesso ma molto flessibile e con una guaina in tessuto che mi ricorda quella dei &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2024/02/ferro-da-stiro-anni-60.png&#34;&gt;vecchi ferri da stiro&lt;/a&gt;. Questo però ha una trama molto più fitta ed è inequivocabilmente molto più elegante. Peccato per la spina, io avrei preferito una Schuko, ma pazienza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1884.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Collegare il cavo di alimentazione e quello USB-C per il monitor è un attimo. Anche collegare la tastiera e il mouse wireless (Logitech, entrambi ottimi) è facilissimo, mi basta togliere il &lt;em&gt;dongle&lt;/em&gt; USB dal mio solito Mac e infilarlo in una porta del Mac Studio, senza bisogno di configurare niente o di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/14.0/mac/14.0&#34;&gt;trafficare con il Bluetooth&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1889.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Più complicato trovare il tasto di accensione. È sull&amp;rsquo;angolo in basso a sinistra, perfettamente a filo con il corpo della macchina, al tocco non si sente praticamente niente. Ma una volta premuto, badaboom! pochi secondi e sono sullo schermo di benvenuto di macOS. Una veloce configurazione del sistema (tanto lo devo reinstallare) e compare il desktop di Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1896.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;reinstallazione-di-macos&#34;&gt;Reinstallazione di macOS&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiamatemi fissato ma io reinstallo sempre macOS da zero su ogni nuovo Mac che mi capita per le mani. Non so, sarà un retaggio del passato, sarà appunto una fissazione, sarà puro desiderio di controllo, ma sta di fatto che non ho mai usato un Mac dove non ho installato personalmente macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo sui Mac basati su processore Apple Silicon bisogna tenere premuto il tasto di accensione finché non compare l&amp;rsquo;icona &lt;code&gt;Options&lt;/code&gt; a forma di ruote dentate concentriche, in genere affiancata a una o più icone che rappresentano i dischi del Mac. Cliccando su &lt;code&gt;Options&lt;/code&gt; e confermando la scelta si carica il programma di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Recovery di macOS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1897.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta caricato il Recovery, inizializzo prima il disco di sistema con Utility Disco, dandogli un nome più significativo del solito &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt; (in genere lo stesso nome che uso in rete in modo da averlo sempre davanti agli occhi), e poi reinstallo macOS tramite la ormai semplicissima procedura guidata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre, il tempo di installazione visualizzato è del tutto inattendibile: le tre ore e passa necessarie mostrate all’inizio dell’installazione diventano in realtà una quarantina di minuti, che non è poco ma non è nemmeno un tempo esorbitante per installare un sistema operativo complesso come macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1910.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Curioso anche che, dopo il riavvio d&amp;rsquo;ordinanza, la risoluzione dello schermo diventi così scarsa, per tornare normale una volta comparsa la schermata di benvenuto di macOS. Mai vista una cosa del genere in altre versioni di macOS, però è anche vero che ormai la maggior parte delle (re)installazioni le faccio sui MacBook che, a differenza dei sistemi desktop, hanno un hardware ben definito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1914.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1915.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La configurazione iniziale di macOS, questa volta fatta in modo accurato, non ha storia e dopo pochi minuti sono di nuovo sul desktop di Sonoma. E qui inizio davvero a toccare con mano come si comporta il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-va-il-mac-studio&#34;&gt;Come va il Mac Studio?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Mac Studio va che è una bellezza (ma poteva essere diversamente?), tutto è fluido e senza la minima incertezza. Succede anche con gli altri Mac con processore Apple Silicon ma qui, rispetto agli Air e ai Mini con cui ho avuto a che fare finora, si nota immediatamente che siamo su un gradino superiore (magari anche due).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’installazione delle applicazioni è immediata: doppio click sul .dmg, trascinamento dell’icona nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; e&amp;hellip; già finito, senza nemmeno avere il tempo di vedere la finestra di dialogo che ci informa che sta copiando il file. Con le applicazioni davvero grosse, tipo GNU Emacs, GIMP o Miniconda, si possono aspettare due-tre secondi, ma niente di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora solo QGIS gli ha dato un po&amp;rsquo; di filo da torcere, perché sul Mac Studio l’installazione di questa applicazione dura ben due minuti e mezzo. Ma si tratta di un mostro di 3 GB, che contiene al suo interno migliaia e migliaia e migliaia di piccoli file, da copiare uno ad uno. Non a caso il processo di installazione è molto più veloce all’inizio, quando vengono copiati i file più grossi, e rallenta visibilmente solo quando arriva a copiare i tantissimi piccoli file di supporto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho volutamente provato ad usare &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com/&#34;&gt;Geekbench&lt;/a&gt; o simili per misurare le prestazioni del Mac Studio. La rete &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/search?utf8=%E2%9C%93&amp;amp;q=mac&amp;#43;studio&amp;#43;m2&amp;#43;ultra&#34;&gt;pullula già di questi dati&lt;/a&gt; e la mia sarebbe stata solo una ripetizione inutile.  In realtà mi interessa di più vedere come si comporta il Mac Studio con le applicazioni davvero impegnative, ho già qualche indicazione ma voglio aspettare ancora un po&amp;rsquo; a parlarne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sonoma però è una palla al piede, si vede subito che è ancora un sistema operativo pieno di bachi e di incongruenze (che farò vedere nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;) e non rende giustizia a quello che può fare davvero il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci ha abituato ad un approccio tick-tock per i suoi sistemi operativi (come &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Intel_Tick-Tock&#34;&gt;quello che per anni ha seguito Intel&lt;/a&gt; per i suoi processori): un anno fa uscire un sistema operativo innovativo ma lento e bacato, e l&amp;rsquo;anno dopo (a volte due) pubblica una versione che comprende quasi solo correzioni di bug e ottimizzazioni. È successo con Leopard e Snow Leopard, e poi con Lion e Mountain Lion. Più tardi ha ripetuto il giochetto con El Capitan, praticamente perfetto, che veniva dopo gli orrendi Mavericks e Yosemite, e anche con Mojave, che seguiva due versioni opache come Sierra e High Sierra, nonché più recentemente con Monterey, davvero ottimo dopo il disastro di Catalina. Sonoma, in teoria, sarebbe la versione &lt;em&gt;bug-fix&lt;/em&gt; di Ventura, e invece è una delusione. Speriamo che al prossimo WWDC di giugno Apple ci metta una pezza, e pure bella grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto l&amp;rsquo;unboxing e la configurazione del Mac Studio l&amp;rsquo;ho fatta a casa mia, per poter lavorare in pace evitando il solito caos dell&amp;rsquo;istituto. Ma dopo una settimana il Mac Studio ha traslocato, prendendo posto al centro della scrivania del mio ufficio, in mezzo a monitor, tastiere, mouse, cavi e ammennicoli vari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1970.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E il mio vecchio computer con High Sierra? Quello è destinato ad un nuovo progetto e sono proprio curioso di vedere cosa ne verrà fuori. &lt;em&gt;Stay tuned!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è da dire che le suddette workstation sono, almeno in teoria, più espandibili del Mac Studio, ma nel mio caso specifico l&amp;rsquo;espandibilità non è un fattore importante.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella scatola non c&amp;rsquo;è nemmeno un pezzetto piccolo piccolo di plastica. Non sarà molto dal punto di vista ambientale, ma dimostra che si può fare.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Come creare una chiavetta USB per installare macOS</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/01/07/come-creare-una-chiavetta-usb-per-installare-macos/</link>
      <pubDate>Tue, 07 Jan 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/ferdinand-stohr-rza7zui8m5o-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@fellowferdi&#34;&gt;Ferdinand Stöhr&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;articolo precedente, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo&lt;/a&gt;, abbiamo visto che da qualche mese Apple ha messo a disposizione delle versioni aggiornate dei programmi di installazione di macOS, da 10.10 Yosemite a 10.15 Catalina, utilizzando due diversi formati di file. Le versioni più recenti di macOS (High Sierra, Mojave e Catalina) sono disponibili solo come normali applicazioni per il Mac (formato &lt;code&gt;.app&lt;/code&gt;), quella più vecchia (Yosemite) si può scaricare solo in formato immagine (o &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;), mentre le due versioni intermedie sono disponibili sia come applicazioni che come immagini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma una volta finito di scaricare uno dei programmi di installazione di macOS disponibili, come si fa ad installarlo sul Mac?&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiornare macOS non è difficile, ma cosa dobbiamo fare se vogliamo partire da zero? È sufficiente aprire il Terminale e seguire &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201372&#34;&gt;queste istruzioni&lt;/a&gt; per creare una chiavetta USB avviabile da cui eseguire una installazione &lt;em&gt;pulita&lt;/em&gt; di macOS. Ma prima di farlo è meglio chiarire la differenza fra i due tipi di programmi di installazione di macOS messi a disposizione da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;due-formati-convergenti&#34;&gt;Due formati convergenti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I programmi di installazione disponibili come normali &lt;strong&gt;applicazioni per il Mac&lt;/strong&gt; vengono scaricati nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; e si aprono automaticamente; con questi è possibile aggiornare in pochi minuti la versione di macOS installata sul Mac seguendo le semplici istruzioni che compaiono sullo schermo. Se invece vogliamo effettuare una nuova installazione di macOS, dobbiamo chiudere il programma (dal menu o con la combinazione di tasti ⌘-Q) ed eseguire un semplice comando di Terminale che trasferisce il programma di installazione presente in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; su una chiavetta USB, da cui avviare il Mac ed eseguire l&amp;rsquo;installazione di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di contro, questo tipo di programmi di installazione richiedono il collegamento all&amp;rsquo;App Store e possono essere scaricati solo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;da chi lo ha già fatto in passato&lt;/a&gt;, quando erano disponibili sull’App Store, utilizzando &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;un Mac compatibile&lt;/a&gt; con la versione di macOS desiderata (fa eccezione Catalina, la versione più recente di macOS, che è scaricabile liberamente dall&amp;rsquo;App Store da chiunque sia in possesso di un Mac compatibile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I programmi di installazione in &lt;strong&gt;formato immagine&lt;/strong&gt;, invece, possono essere scaricati liberamente dal sito di Apple senza passare dall&amp;rsquo;App Store, indipendentemente dal fatto che possano girare o no sul Mac usato per scaricarli. Una volta completato lo scaricamento, basta fare doppio click sul file &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; per &lt;em&gt;montare&lt;/em&gt; il file immagine sul Desktop del Mac e aprire una cartella contenente un tipico pacchetto (&lt;em&gt;package&lt;/em&gt;) di installazione di macOS (l&amp;rsquo;analogo per il Mac dei ben più noti pacchetti di installazione per Windows o per Linux). Nella figura qui sotto è mostrato quello relativo a El Capitan, che  utilizza ancora la vecchia denominazione &amp;ldquo;Mac OS X&amp;rdquo;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-el-capitan.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;questo invece è relativo a Sierra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macos-sierra.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Un doppio click sul file &lt;code&gt;.pkg&lt;/code&gt; fa partire l&amp;rsquo;installatore vero e proprio, che verifica che il programma in questione possa essere eseguito sul Mac,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-check.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e poi esegue la procedura di installazione standard di un &lt;em&gt;package&lt;/em&gt; per macOS,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-location.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-package-installation.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;alla fine della quale troveremo in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; il programma vero e proprio di installazione di macOS, nella forma di una normale applicazione per il Mac, proprio come nel caso precedente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/install-macosx-application.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;aggiornare-o-partire-da-zero&#34;&gt;Aggiornare o partire da zero?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;In definitiva, qualunque sia il formato che decidiamo di scaricare, alla fine ritroveremo sempre in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; una applicazione per il Mac contenente il programma di installazione di macOS, e sarà questa che utilizzeremo per i passi successivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non si è già aperto automaticamente, possiamo fare doppio click sul programma di installazione presente in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; per aggiornare macOS alla versione desiderata, senza toccare le applicazioni e i documenti già presenti sul Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ci sono casi in cui si vuole ripartire da zero, ad esempio perché si è cambiato il disco di avvio del Mac, perché si è acquistato un Mac usato o perché, al contrario, si desidera vendere il Mac cancellando tutti i nostri dati e programmi dal sistema ma fornendo all&amp;rsquo;acquirente un computer con il sistema operativo preinstallato, utilizzabile sin dal primo momento. Oppure semplicemente perché abbiamo fatto dei pasticci e vogliamo ripartire da un sistema &lt;em&gt;pulito&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia la ragione, per installare macOS da zero abbiamo davanti due alternative: la prima prevede di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;utilizzare macOS Recovery&lt;/a&gt; per installare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS compatibile con il nostro modello di Mac, scaricandola eventualmente dalla rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altra alternativa richiede invece l&amp;rsquo;utilizzo di una chiavetta USB avviabile, sulla quale trasferire il programma di installazione di macOS scaricato. Una volta avviato il Mac dalla chiavetta USB si potrà installare macOS sul disco interno del Mac o eventualmente su un disco esterno collegato ad una porta USB3, Thunderbird o, per chi ce l&amp;rsquo;ha ancora, FireWire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;creare-una-chiavetta-usb-avviabile&#34;&gt;Creare una chiavetta USB avviabile&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Utilizzare una chiavetta USB è molto più flessibile, perché a differenza di macOS Recovery ci permette di installare qualunque versione di macOS compatibile con il modello di Mac che stiamo utilizzando, senza nemmeno dover accedere alla rete o inserire i nostri dati personali per scaricare macOS. Avviare il Mac dalla chiavetta USB permette anche di cancellare preventivamente il disco rigido di avvio, partendo quindi da un sistema &lt;em&gt;pulito&lt;/em&gt;. Altro aspetto a volte non trascurabile è che possiamo ripetere rapidamente l&amp;rsquo;intero processo di installazione su più Mac, senza dover attendere ogni volta lo scaricamento del programma di installazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa flessibilità ha un piccolo costo, perché richiede l&amp;rsquo;utilizzo del Terminale, ma basta seguire le istruzioni seguenti con un minimo di attenzione per non avere problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Serve una chiavetta USB da almeno 8 GB (da almeno 16 GB per Catalina), &lt;strong&gt;vuota o contenente dei file che non servono più&lt;/strong&gt;, perché nei passi successivi sarà cancellata completamente, senza troppe possibilità di recupero dei dati pre-esistenti. Per cui &lt;strong&gt;fate attenzione!&lt;/strong&gt;, perché potreste perdere dei dati importanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna rinominare la chiavetta USB in modo che abbia un nome standard, che verrà usato in tutte le istruzioni successive. Il nome in sé non è importante, tanto sarà modificato nel corso del trasferimento del programma di installazione di macOS sulla chiavetta, ma usarne uno standard semplifica la scrittura dei comandi da Terminale. Per cui chiamiamola &amp;ldquo;InstallazioneUSB&amp;rdquo;, senza spazi, e non pensiamoci più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La chiavetta USB deve essere formattata in formato &lt;code&gt;Mac OS esteso&lt;/code&gt; con &lt;code&gt;Mappa partizione GUID&lt;/code&gt;, se non siamo sicuri che sia già nel formato giusto lanciamo Utility Disco (si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#8594; Utility&lt;/code&gt;) e selezioniamo le stesse opzioni mostrate nella figura qui sotto. Anche il nome da dare alla chiavetta può essere inserito in questo momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni volta che si usa Utility Disco, &lt;strong&gt;bisogna stare molto attenti a non formattare per sbaglio un altro disco collegato al Mac&lt;/strong&gt;, ma basta guardare la dimensione del disco da formattare, ben visibile in un riquadro in alto a destra della finestra di Utility Disco, per non sbagliare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/format-usb-stick.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto si può lanciare il &lt;code&gt;Terminale&lt;/code&gt; di macOS (anche questo si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#8594; Utility&lt;/code&gt;) ed eseguire &lt;code&gt;createinstallmedia&lt;/code&gt;, un programma &lt;em&gt;nascosto&lt;/em&gt; da Apple in tutte le versioni gratuite dei programmi di installazione di macOS distribuite tramite l&amp;rsquo;App Store, che permette di trasferire sulla chiavetta USB i file di installazione di macOS. Le opzioni necessarie per il corretto funzionamento di &lt;code&gt;createinstallmedia&lt;/code&gt; variano leggermente a seconda della versione di macOS e qui sotto è riportato il comando completo da utilizzare per ciascuna versione di macOS che è possibile trasferire sulla chiavetta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Catalina&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ macOS\ Catalina.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mojave&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ macOS\ Mojave.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;High Sierra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ macOS\ High\ Sierra.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sierra&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ macOS\ Sierra.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB --applicationpath /Applications/Install\ macOS\ Sierra.app &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;El Capitan&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ El\ Capitan.app &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Yosemite&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ OS\ X\ Yosemite.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ Yosemite.app --nointeraction &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche &lt;strong&gt;Mavericks&lt;/strong&gt; può essere trasferito su una chiavetta USB con lo stesso metodo, sempre ammesso che si riesca a trovare da qualche parte il programma di installazione di questa versione del sistema operativo desktop di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo /Applications/Install\ OS\ X\ Mavericks.app/Contents/Resources/createinstallmedia --volume /Volumes/InstallazioneUSB --applicationpath /Applications/Install\ OS\ X\ Mavericks.app --nointeraction &amp;amp;#38;&amp;amp;#38; osascript -e &#39;display notification &amp;quot;Trasferimento completato.&amp;quot; with title &amp;quot;Terminale&amp;quot;&#39;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre il simbolo &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; indica il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; di macOS e non fa parte del comando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I comandi elencati vanno eseguiti da un account di tipo &lt;code&gt;Amministratore&lt;/code&gt;; se siete l&amp;rsquo;unico utente del Mac siete automaticamente un amministratore del sistema, altrimenti dovete fare login in un account di questo tipo e riprovare oppure dovete chiedere all&amp;rsquo;amministratore del vostro Mac di eseguirlo per voi. Subito dopo aver premuto &lt;code&gt;Invio&lt;/code&gt; vi verrà chiesta la password di login del vostro account, seguita da una richiesta di conferma dell&amp;rsquo;operazione di trasferimento del programma di installazione di macOS sulla chiavetta USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/transfer-macos-start.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/transfer-macos-start.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il trasferimento del programma di installazione di macOS sulla chiavetta USB dura parecchio, almeno cinque minuti e spesso molto di più, a seconda della velocità di scrittura della chiavetta USB. Nel frattempo potete tranquillamente fare altro: una volta concluso positivamente il processo di trasferimento, il Mac provvederà a notificarcelo direttamente sul Desktop e farà anche ricomparire il prompt del Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/transfer-macos-end.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/01/transfer-macos-end.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi preferisce un avviso sonoro può sostituire la seconda parte del comando, da &lt;code&gt;osascript -e ...&lt;/code&gt; fino alla fine della linea, con &lt;code&gt;say &amp;quot;Trasferimento completato&amp;quot;&lt;/code&gt;. Assicuratevi di aver installato il supporto per le voci in italiano (tramite &lt;code&gt;Preferenze di Sistema &amp;amp;#8594; Accessibilità &amp;amp;#8594; Voce&lt;/code&gt; oppure &lt;code&gt;Preferenze di Sistema &amp;amp;#8594; Dettatura e voce &amp;amp;#8594; Testo da pronunciare&lt;/code&gt;, a seconda della versione di macOS presente sul Mac) altrimenti vi sembrerà di sentire &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Stanlio_e_Ollio&#34;&gt;Ollio&lt;/a&gt;, ma in ogni caso un avviso sonoro sembra qui più efficace di una notifica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;per-chi-vuole-uno-strumento-grafico&#34;&gt;Per chi vuole uno strumento grafico&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Terminale è un strumento potentissimo, ma tanti utenti del Mac vengono messi a disagio dalla sua interfaccia spartana a linea di comando, e hanno quasi paura di usarlo temendo di fare danni. In questo caso specifico è molto difficile, se si seguono attentamente le istruzioni è impossibile sbagliare. Ma visto che ci sono due buoni strumenti che permettono di trasferire un programma di installazione di macOS su una chiavetta USB tramite una interfaccia grafica, perché non segnalarli?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto è facile, sono solo due, &lt;a href=&#34;https://macdaddy.io/install-disk-creator/&#34;&gt;Install Disk Creator&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://diskmakerx.com/&#34;&gt;DiskMaker X&lt;/a&gt;, entrambe gratuiti (la versione Pro di DiskMaker X serve solo a chi deve installare macOS su un gran numero di Mac diversi o si occupa di supporto tecnico). Ammetto di non averli mai usate perché con il Terminale faccio prima, ma sono entrambi degli strumenti noti e notoriamente affidabili, chi decidesse di usarli non avrà problemi. E nel caso, c&amp;rsquo;è sempre il Terminale&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per semplicità nel testo dell’articolo userò sempre il termine &amp;ldquo;macOS&amp;rdquo; anche per indicare le versioni che in origine si chiamavano OS X.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Come cambiare la data in macOS</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2019/12/18/come-cambiare-la-data-in-macos/</link>
      <pubDate>Wed, 18 Dec 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/d838r_d838l_d838b_d838w_d838g_grande.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.justhourglasses.com&#34;&gt;JustHourglasses&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Ma stai scherzando? Perché ci vuoi propinare uno dei tuoi soliti lunghissimi articoli solo per insegnarci a cambiare la data in macOS? Non lo sai che basta essere collegati ad internet e il Mac fa tutto da solo?&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;data-e-ora-in-macos&#34;&gt;Data e ora in macOS&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avete ragione, macOS (così come qualunque sistema operativo moderno) è perfettamente in grado di gestire da solo la data e l&amp;rsquo;ora. Gli basta collegarsi ai server Apple sui quali gira il &lt;a href=&#34;http://www.ntp.org/&#34;&gt;servizio NTP (Network Time Protocol)&lt;/a&gt; per sincronizzare l&amp;rsquo;orologio interno del Mac con l&amp;rsquo;ora &lt;em&gt;ufficiale&lt;/em&gt; di uno degli orologi atomici sparsi nel mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però ci sono &lt;strong&gt;almeno due casi&lt;/strong&gt; in cui dobbiamo impostare data (e ora) a mano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo si verifica quando vogliamo aggiornare o installare &lt;em&gt;ex-novo&lt;/em&gt; macOS utilizzando un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;programma di installazione scaricato prima della data fatidica del 24 ottobre di quest&amp;rsquo;anno&lt;/a&gt;, data nella quale Apple ha aggiornato la firma digitale di tutte le versioni di mac OS distribuite attraverso l&amp;rsquo;App Store (cioè da Lion in poi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il secondo caso si presenta quando la batteria montata sulla scheda madre del Mac invecchia e non riesce più a conservare le impostazioni del sistema, fra cui proprio la data e l&amp;rsquo;ora. Non potendo più contare sulla batteria interna, ad ogni riavvio la data del Mac si resetta al primo gennaio del 1970, al 2000 o a qualche altro giorno ormai lontano nel tempo.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Se proviamo ad aggiornare o ad installare macOS senza aver prima corretto la data, il Mac si può rifiutare categoricamente di procedere, con dei messaggi di errore così criptici da essere praticamente inutili, come questo di El Capitan,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/el-capitan-wrong-date-it.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/el-capitan-wrong-date-it.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;o quest&amp;rsquo;altro di Sierra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/sierra-wrong-date-it.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/sierra-wrong-date-it.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le schermate di sopra sono state ottenute provando a installare macOS in &lt;a href=&#34;https://www.parallels.com/it/&#34;&gt;Parallels&lt;/a&gt;. Con High Sierra e Mojave la data sbagliata non impedisce di completare il processo di installazione, ma non so dire se è una correzione inserita volutamente da Apple in queste versioni più recenti di macOS oppure è un effetto dell&amp;rsquo;emulatore.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per impostare a mano la data possiamo usare due procedure diverse: una usa l&amp;rsquo;interfaccia grafica del Mac, l&amp;rsquo;altra ha bisogno del Terminale. Possiamo utilizzare la prima se abbiamo già macOS funzionante e vogliamo solo aggiornarlo, l&amp;rsquo;altra invece è necessaria quando dobbiamo installare macOS da zero, ad esempio perché macOS non riesce ad avviarsi (rarissimo, ma può succedere) o perché abbiamo cambiato il disco rigido del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;quando-macos-è-già-installato&#34;&gt;Quando macOS è già installato&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se macOS è già installato sul Mac e vogliamo aggiornarlo utilizzando un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;programma di installazione scaricato prima del 24 ottobre&lt;/a&gt; &amp;ndash; perché siamo pigri e non vogliamo scaricare di nuovo il programma di installazione di macOS oppure perché non troviamo più sull&amp;rsquo;App Store la versione di macOS che ci interessa &amp;ndash; possiamo continuare a farlo con un trucco semplicissimo, che risale quasi alla notte dei tempi (informatici). Basta cambiare la data del Mac facendo in modo che sia precedente al 24 ottobre. Una volta concluso il processo di installazione potremo ripristinare senza problemi la data reale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro scenario possibile si presenta quando la batteria montata sulla scheda madre non riesce a conservare le impostazioni di data ed ora. In questo caso, per motivi che mi sfuggono, i server NTP non riescono a reimpostare automaticamente la data e l&amp;rsquo;ora corretta e bisogna per forza di cose fare a mano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia la ragione, cambiare a mano la data del Mac dall&amp;rsquo;interfaccia grafica è facilissimo, come si vede nelle schermate seguenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna aprire le &lt;code&gt;Preferenze di Sistema&lt;/code&gt; e fare doppio click sulle impostazioni di &lt;code&gt;Data e Ora&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/preferenze-di-sistema.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/data-e-ora.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;cliccare sull&amp;rsquo;icona del lucchetto per abilitare le modifiche e inserire nome utente e password (e no, le mie password non sono solo di quattro caratteri!),&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/autenticazione-modifiche.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;deselezionare l&amp;rsquo;opzione che imposta automaticamente la data e l&amp;rsquo;ora e inserire nei campi sottostanti la data e l&amp;rsquo;ora desiderata, premendo il tasto &lt;code&gt;Salva&lt;/code&gt; per confermare le modifiche,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-automatica.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-manuale.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;e infine selezionare di nuovo l&amp;rsquo;opzione che imposta automaticamente la data e l&amp;rsquo;ora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-automatica-fine.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se volete fare i fini potete anche impostare, al posto dei server NTP gestiti da Apple, uno dei &lt;a href=&#34;https://www.inrim.it/node/643&#34;&gt;server NTP ufficiali del nostro paese&lt;/a&gt;, &lt;code&gt;ntp1.inrim.it&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;ntp2.inrim.it&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;time.inrim.it&lt;/code&gt;, premendo poi il tasto &lt;code&gt;Invio&lt;/code&gt; per confermare la nuova impostazione,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-ntp.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-ntp-fine.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;e cliccando poi sull&amp;rsquo;icona del lucchetto per disabilitare ulteriori modifiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/modifiche-disabilitate.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;quando-dobbiamo-partire-da-zero&#34;&gt;Quando dobbiamo partire da zero&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i PC permettono di modificare la data e l&amp;rsquo;ora del sistema tramite il BIOS, senza aver bisogno di avviare il sistema operativo (i PC moderni, e anche il Mac, ormai usano l&amp;rsquo;EFI, &lt;em&gt;Extensible Firmware Interface&lt;/em&gt;, ma il termine BIOS è rimasto scolpito nella memoria).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche i Mac con processore PowerPC potevano modificare data ed ora tramite l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://hints.macworld.com/article.php?story=20060814075952448&#34;&gt;Open Firmware&lt;/a&gt;, una specie di BIOS potenziato sviluppato da Sun e utilizzato da Apple per tutti i suoi Mac prima del passaggio ai processori Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui Mac moderni, invece, l&amp;rsquo;unica possibilità per impostare a mano la data e l&amp;rsquo;ora senza utilizzare il sistema operativo è tramite la funzione di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, che normalmente viene richiamata premendo i tasti CMD (⌘) ed R all&amp;rsquo;avvio del Mac. Se sul disco rigido è già presente una partizione dedicata a macOS Recovery (normalmente invisibile ai normali strumenti di gestione dei file), l’utility verrà caricata da questa partizione, altrimenti il Mac provvederà a scaricare macOS Recovery da Internet e ad installarla sul disco di avvio del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;altra possibilità per accedere a macOS Recovery è quella di utilizzare una chiavetta USB avviabile che contiene un programma di installazione di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti i casi, una volta avviato macOS Recovery e selezionata la lingua dell&amp;rsquo;interfaccia,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/selezione-lingua.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;comparirà la schermata principale dell&amp;rsquo;utility di ripristino di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/macos-recovery.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto bisogna selezionare il Terminale dal menu Utility,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/menu-utility.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e aspettare qualche secondo che compaia il Terminale al posto dell&amp;rsquo;interfaccia principale di macOS Recovery (si noti che, anche se abbiamo impostato l&amp;rsquo;italiano come lingua del sistema, il Terminale &lt;em&gt;parla&lt;/em&gt; sempre e solo in inglese).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/terminale-macos-recovery.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per impostare la data e l&amp;rsquo;ora bisogna utilizzare il comando &lt;code&gt;date&lt;/code&gt; seguito dalla data e dall&amp;rsquo;ora in un formato piuttosto astruso, &lt;code&gt;MMDDhhmmYYYY&lt;/code&gt;, dove &lt;code&gt;MM&lt;/code&gt; indica il mese (scritto sempre con due cifre, premettendo eventualmente lo zero), &lt;code&gt;DD&lt;/code&gt; il giorno (sempre con due cifre), &lt;code&gt;hh&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;mm&lt;/code&gt; l&amp;rsquo;ora e il minuto da impostare (c&amp;rsquo;è bisogno di dire che anche questi vanno scritti sempre con due cifre?) e infine &lt;code&gt;YYYY&lt;/code&gt; indica l&amp;rsquo;anno. Qui sotto, ad esempio, ho impostato il mese di dicembre (&lt;code&gt;12&lt;/code&gt;), il giorno &lt;code&gt;11&lt;/code&gt;, le ore &lt;code&gt;18&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;10&lt;/code&gt; minuti e l&amp;rsquo;anno corrente (&lt;code&gt;2019&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-data.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-data.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se invece vogliamo impostare la data e l&amp;rsquo;ora del nostro Mac alle nove e trentacinque del mattino del quindici luglio 2018, dovremo scrivere nel Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;date 071509352018&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta impostata la data possiamo chiudere il Terminale e ritornare alla schermata principale di macOS Recovery, per proseguire l&amp;rsquo;installazione di macOS oppure riavviare il Mac senza installare nulla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scrivere questo articolo è stato piuttosto noioso e questo fatto, insieme a svariati impegni lavorativi e familiari, ha contribuito ad allungare a dismisura i tempi di pubblicazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche se l&amp;rsquo;argomento trattato non è dei più interessanti, ho voluto pubblicarlo lo stesso perché la prima volta che non sono riuscito ad installare macOS a causa della data &lt;em&gt;sbagliata&lt;/em&gt; ho dovuto faticare parecchio per capire cosa stesse succedendo. Se risparmierò questa fatica a qualche lettore del blog ne sarà valsa la pena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il 1 gennaio 1970 è la &lt;a href=&#34;https://ask.metafilter.com/5202/Why-does-the-clock-on-my-Macintosh-reset-to-1969&#34;&gt;data in cui è iniziato il tempo&lt;/a&gt;, almeno secondo UNIX.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/</link>
      <pubDate>Fri, 08 Nov 2019 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/11/alexander-schimmeck-inec_oi7nhs-unsplash-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@alschim&#34;&gt;Alexander Schimmeck&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La firma digitale apposta da Apple sui programmi di installazione di tutte le versioni di macOS distribuite digitalmente (cioè da Lion in poi) è scaduta il 24 ottobre scorso. Di conseguenza, se oggi si prova ad installare macOS utilizzando un programma di installazione scaricato prima del 24 ottobre, l&amp;rsquo;installazione si blocca con un messaggio di errore che invita a scaricare di nuovo il programma di installazione dall&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;una-lista-aggiornata-di-link&#34;&gt;Una lista aggiornata di link&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo piccola seccatura ha permesso di compilare una nuova lista di link perfettamente funzionanti all&amp;rsquo;App Store, da cui scaricare tutti gli ultimi programmi di installazione di macOS, da Yosemite fino a Catalina.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Questa lista aggiorna e sostituisce le informazioni contenute nei due articoli dello scorso anno dedicati allo stesso argomento (Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/29/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-high-sierra-a-el-capitan/&#34;&gt;da High Sierra a El Capitan&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/12/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/&#34;&gt;da Yosemite a Lion&lt;/a&gt;) e ora contiene anche i link alle pagine di supporto Apple dedicate a ciascuna versione di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;!-- CHECK!&#xA;https://www.tonymacx86.com/threads/faq-read-first-laptop-frequent-questions.164990/&#xA;--&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;OS X 10.10 Yosemite: &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-41343-20191023-02465f92-3ab5-4c92-bfe2-b725447a070d/InstallMacOSX.dmg&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile solo in formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT210717&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;OS X 10.11  El Capitan: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/os-x-el-capitan/id1147835434&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile anche in &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-41424-20191024-218af9ec-cf50-4516-9011-228c78eda3d2/InstallMacOSX.dmg&#34;&gt;formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT206886&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.12 Sierra: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-sierra/id1127487414&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; (disponibile anche in &lt;a href=&#34;http://updates-http.cdn-apple.com/2019/cert/061-39476-20191023-48f365f4-0015-4c41-9f44-39d3d2aca067/InstallOS.dmg&#34;&gt;formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;) e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208202&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.13 High Sierra: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-high-sierra/id1246284741&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT208969&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.14 Mojave: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-mojave/id1398502828&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT210190&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;macOS 10.15 Catalina: &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/macos-catalina/id1466841314&#34;&gt;programma di installazione&lt;/a&gt; e relativa &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT201475&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando non indicato esplicitamente il programma di installazione è una normale applicazione macOS. Per Yosemite, El Capitan e Sierra è disponibile anche una versione alternativa in formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; (per Yosemite esiste solo quest&amp;rsquo;ultima versione), che deve essere &lt;em&gt;montata&lt;/em&gt; sul Desktop prima di eseguire l&amp;rsquo;applicazione contenuta al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questa lista manca Mavericks (OS X 10.9), che è stata la prima versione totalmente gratuita di macOS, così come mancano Mountain Lion (OS X 10.8) e Lion (Mac OS X 10.7), che erano ancora a pagamento ma venivano forniti gratuitamente a chi acquistava un nuovo Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo non è un grosso problema, Mavericks può essere sostituito tranquillamente da Yosemite e o meglio ancora da El Capitan (tutti i Mac che supportano Mavericks sono compatibili con queste due versioni di OS X), mentre Mountain Lion può essere ancora &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/D6377ZM/A/os-x-mountain-lion&#34;&gt;acquistato dal sito di Apple&lt;/a&gt; a 21.99 euro. Su Lion meglio stendere un velo pietoso, e comunque quasi tutti i Mac prodotti negli ultimi 10-12 anni su cui gira Lion possono tranquillamente utilizzare Mountain Lion che, come indica il nome, è una versione corretta e ottimizzata di Lion (le eccezioni sono pochissime, come si può leggere nei commenti qui sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;a-patto-che&#34;&gt;A patto che&amp;hellip;&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si tenga presente che, per riuscire a scaricare questi programmi di installazione, bisogna soddisfare tre condizioni piuttosto stringenti:&lt;br&gt;&#xA;– aver già scaricato la versione prescelta di macOS a suo tempo, quando era disponibile sull’App Store;&lt;br&gt;&#xA;– utilizzare un Mac compatibile con la versione di macOS desiderata (quindi non si può utilizzare un vecchio Mac su cui gira al massimo El Capitan per scaricare Sierra o versioni successive di macOS);&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;non utilizzare un Mac su cui gira una versione di macOS di due generazioni più recente di quella desiderata (quindi da Mojave si può scaricare High Sierra ma non Sierra o versioni precedenti, mentre chi usa High Sierra può scaricare Sierra ma non El Capitan).&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci dovrebbe comunque essere una eccezione a queste tre regole, che riguarda l&amp;rsquo;ultima versione di macOS presente sull&amp;rsquo;App Store compatibile con il nostro Mac. In pratica, se il Mac è abbastanza recente, Apple ci offrirà sempre di installare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS (in questo momento Catalina), altrimenti ci permetterà di installare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS supportata dal Mac, anche se non l&amp;rsquo;abbiamo mai scaricata dall&amp;rsquo;App Store (e quindi non soddisfiamo la prima condizione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho potuto provare questa ipotesi però mi sembra più che ragionevole, soprattutto alla luce della ben nota propensione di Apple a farci tenere sempre aggiornato il sistema operativo del Mac (e non per ragioni di &lt;em&gt;obsolescenza programmata&lt;/em&gt;, come pensano in tanti, ma solo perché così si riduce il numero di configurazioni da supportare).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macos-recovery&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A partire dal solito Lion, tutti i computer Macintosh dispongono della funzione di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201314&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, che permette di ripristinare il sistema operativo tramite internet ed è utilissima per correggere eventuali errori di avvio del Mac oppure quando si vuole cancellare il disco rigido prima di vendere o cedere il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma macOS Recovery può essere utilizzata anche per (re)installare alcune versioni di macOS, scaricandole se serve direttamente dalla rete. In particolare, macOS Recovery ci permette sempre di reinstallare la versione di macOS installata originariamente sul Mac,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; oppure l&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il nostro modello di Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi è interessato può trovare i dettagli in &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;Come utilizzare macOS Recovery per reinstallare il sistema operativo del Mac&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;quando-tutto-manca&#34;&gt;Quando tutto manca&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A volte non è possibile scaricare di nuovo uno dei programmi di installazione di macOS. Magari perché il Mac che state usando non soddisfa la seconda o la terza condizione di sopra. Oppure perché avete già preparato una chiavetta USB con il programma di installazione e non avete voglia di rifare tutto da zero. Oppure perché avete un piano a consumo e non volete sprecare parecchi GB inutilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quele che sia il motivo, c&amp;rsquo;è un trucco che vi permetterà di continuare ad utilizzare un programma di installazione di macOS già scaricato, anche ora che siamo ben oltre la data fatidica del 24 ottobre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il trucco in verità è vecchissimo, lo si usava tanti anni fa per continuare ad utilizzare le versioni di prova a tempo di certi programmi, soprattutto i giochi: basta cambiare la data del Mac su cui volete eseguire il programma di installazione di macOS, facendo in modo che sia precedente al 24 ottobre. Una volta conclusa l&amp;rsquo;installazione si potrà ripristinare tranquillamente la data reale.&#xA;Questo trucco l&amp;rsquo;ho provato e funziona perfettamente (proprio perché avevo una chiavetta già pronta a mi seccava rifare tutto da capo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il vero problema in questo caso è cambiare la data del Mac prima di installare macOS. Ma questo sarà argomento del &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/12/18/come-cambiare-la-data-in-macos/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro problema si presenta una volta finito di scaricare il programma di installazione della versione di macOS desiderata. Se vogliamo solo aggiornare macOS ci basta eseguirlo (eventualmente dopo aver fatto doppio click sul file &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; per &lt;em&gt;montarlo&lt;/em&gt; sul Desktop). Se invece vogliamo installare macOS da zero, dobbiamo creare una chiavetta USB avviabile dalla quale eseguire il programma di installazione stesso. Come si fa sarà argomento di un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/01/07/come-creare-una-chiavetta-usb-per-installare-macos/&#34;&gt;articolo successivo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;18/12/2019: Questo articolo è stato modificato più volte aggiungendo nuove informazioni o cercando di rendere più chiare quelle già presenti. La versione attuale dovrebbe essere finalmente quella definitiva.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per semplicità nel testo dell&amp;rsquo;articolo userò sempre il termine &amp;ldquo;macOS&amp;rdquo; anche per indicare le versioni che in origine si chiamavano OS X o Mac OS X.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure Lion per i Mac più vecchi, sui quali era installato originariamente Snow Leopard o Leopard.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>I dieci (e più) modi diversi per avviare un Mac</title>
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      <pubDate>Mon, 19 Aug 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://images.unsplash.com/photo-1516263497941-cfa23ccbf9bd?auto=format&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@plushdesignstudio&#34;&gt;Plush Design Studio&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rimanendo in tema &amp;ldquo;&lt;em&gt;tasti da usare all&amp;rsquo;avvio&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, ecco una lista ragionata dei tasti e delle combinazioni tasti che si possono usare per controllare l&amp;rsquo;avvio del Mac. A differenza di altre liste che si trovano in rete, prima fra tutte quella disponibile sul &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201255&#34;&gt;sito di supporto Apple&lt;/a&gt;, ho cercato di raggruppare le combinazioni di tasti in base alla funzioni svolte e all&amp;rsquo;ordine logico di utilizzo, descrivendo ciascuna combinazione in modo sintetico ma allo stesso tempo sufficiente ad utilizzarla senza bisogno di ulteriori informazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;avvertenze&#34;&gt;Avvertenze&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per usare una di queste combinazioni di tasti è preferibile, a meno di non essere dei pianisti provetti, iniziare a premere la combinazione di tasti prescelta &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; di avviare il Mac, continuando a farlo finché sullo schermo non compare una indicazione chiara (il logo Apple, il globo terrestre rotante, scritte che scorrono rapidamente sullo schermo) che il Mac stia rispondendo alla combinazione di tasti prescelta. In caso contrario, bisogna spegnere il Mac e ripetere tutto dall&amp;rsquo;inizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrettanto preferibile è utilizzare una tastiera USB collegata via cavo al Mac al posto della tastiera wireless, anche se originale Apple. Queste combinazioni di tasti, infatti, vengono &lt;em&gt;lette&lt;/em&gt; dal sistema operativo in una fase molto iniziale del processo di avvio, quando il collegamento Bluetooth con la tastiera non è ancora attivo. Se non avete una tastiera USB con il cavo, compratevene una da pochi euro e tenetela da parte per queste evenienze oppure fatevene prestare una da un amico. Ci sono &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201262&#34;&gt;strategie alternative&lt;/a&gt; che permettono di evitare di usare la tastiera USB ma sono piuttosto complicate e non è detto che funzionino quando il Mac ha difficoltà ad avviarsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avete protetto l&amp;rsquo;accesso al firmware del Mac con una password, in molti dei casi elencati sarà necessario inserire la password prima di proseguire l&amp;rsquo;avvio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-per-controllare-la-modalità-operativa-del-mac&#34;&gt;Combinazioni di tasti per controllare la modalità operativa del Mac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥): permette di scegliere il disco (interno od esterno) dal quale caricare il sistema operativo. Molto utile quando si vogliono utilizzare più versioni di macOS sullo stesso Mac, ad esempio per provare le nuove versioni di macOS senza toccare il sistema operativo installato sul disco (o sulla partizione) principale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;V&lt;/strong&gt;: esegue l&amp;rsquo;avvio in &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201573&#34;&gt;modalità dettagliata&lt;/a&gt; (o &lt;em&gt;verbosa&lt;/em&gt;, se ci atteniamo allo slang inglese). In questa modalità il sistema operativo stampa sullo schermo un lunghissimo elenco di messaggi che descrivono dettagliatamente tutto quello che accade nel corso dell&amp;rsquo;avvio. Nonostante la maggior parte dei messaggi siano incomprensibili (o quasi), diventano estremanente utili quando il processo di avvio si blocca per qualche motivo sconosciuto. In questo caso, è consigliabile fotografare lo schermo e cercare aiuto in rete o direttamente all&amp;rsquo;amico/conoscente di turno oppure, quando è possibile,  al &lt;em&gt;genio&lt;/em&gt; Apple più vicino.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧): esegue l&amp;rsquo;avvio in &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201262&#34;&gt;modalità sicura&lt;/a&gt;, utile quando il Mac non si avvia o presenta problemi nel corso dell&amp;rsquo;avvio del sistema operativo. In questa modalità, il sistema operativo esegue per prima cosa il &lt;a href=&#34;https://www.manpagez.com/man/8/fsck_hfs/&#34;&gt;controllo ed eventualmente la riparazione&lt;/a&gt; del file system presente sul disco di avvio e poi carica solo i componenti essenziali del sistema operativo (trascurando quindi tutte le estensioni non necessarie, i programmi di terze parti eseguiti automaticamente all&amp;rsquo;avvio o al login e i font installati dall&amp;rsquo;utente, nonché cancellando svariate cache del sistema), in modo da partire da una configurazione nota e ripetibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;S&lt;/strong&gt;: esegue l&amp;rsquo;avvio in modalità &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201573&#34;&gt;utente singolo&lt;/a&gt;. In questa modalità il sistema operativo esegue l&amp;rsquo;avvio del Mac  caricarndo solo l&amp;rsquo;interfaccia a riga di comando (quello che sul Mac è conosciuto come il Terminale) dalla quale possiamo impartire i comandi per verificare lo stato del sistema. Questa modalità è utile in particolare per eseguire a mano il &lt;a href=&#34;https://www.manpagez.com/man/8/fsck_hfs/&#34;&gt;controllo e la riparazione&lt;/a&gt; del file system presente sul disco di avvio tramite il comando &lt;code&gt;/sbin/fsck -fy&lt;/code&gt; (che a sua volta richiama il comando specifico &lt;code&gt;fsck_hfs&lt;/code&gt;), come riportato immediatamente prima del prompt del Terminale (Figura 1).&lt;br&gt;&#xA;La modalità &lt;em&gt;utente singolo&lt;/em&gt; è una via di mezzo fra la modalità &lt;em&gt;dettagliata&lt;/em&gt; e quella &lt;em&gt;sicura&lt;/em&gt; descritte in precedenza e consente un controllo più preciso delle operazioni di analisi e di riparazione eseguite sul Mac. Il sito di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201255&#34;&gt;supporto Apple&lt;/a&gt; riporta che questa combinazione di tasti richiede macOS High Sierra o versioni precedenti. Io l&amp;rsquo;ho eseguita anche su un Mac con macOS Mojave e funziona senza problemi.&lt;br&gt;&#xA;Attenzione Però a non interrompere l&amp;rsquo;esecuzione del comando &lt;code&gt;/sbin/fsck -fy&lt;/code&gt;, farlo potrebbe danneggiare i file presenti sul disco rigido.&#xA;Se alla fine dell&amp;rsquo;esecuzione di &lt;code&gt;/sbin/fsck -fy&lt;/code&gt; compare il messaggio&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;```&#xA;** The volume Macintosh HD appears to be OK.  &#xA;```  &#xA;(dove `Macintosh HD` rappresenta il nome del disco di avvio) si può eseguire il comando `exit` per proseguire l&#39;avvio del Mac e passare in modalità grafica; una volta arrivati allo schermo di login (oppure entrati direttamente nel Finder per chi effetta il login automatico), è preferibile riavviare di nuovo il Mac prima di iniziare ad usarlo.  &#xA;Quando invece alla fine dell&#39;esecuzione di `/sbin/fsck -fy` compaiono questi messaggi&#xA; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;```&#xA;** The volume Macintosh HD was repaired successfully.    &#xA;*****The volume was modified *****    &#xA;```&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;o peggio ancora&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;```&#xA;** The volume Macintosh HD could not be repaired.    &#xA;*****The volume was modified *****    &#xA;```&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;è bene eseguire di nuovo `/sbin/fsck -fy` (anche più volte), sperando che prima o poi il disco rigido venga riparato correttamente e compaia il messaggio che ci informa che tutto è ok.  &#xA;In caso contrario il disco rigido presenta errori tanto gravi da essere irrecuperabili e deve essere reinizializzato (perdendo tutto il contenuto) oppure sostituito al più presto.&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;![](https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/single-user-mode.jpg)  &#xA;_Figura 1. Avvio in modalità utente singolo con il comando per eseguire il controllo del file system del disco di avvio._&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-per-effettuare-la-diagnosi-hardware-del-mac&#34;&gt;Combinazioni di tasti per effettuare la diagnosi hardware del Mac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt;: esegue le utility Apple Hardware Test o Diagnosi Apple, a seconda del modello di Mac. L&amp;rsquo;uso di queste utility è stato appena &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/07/apple-hardware-test-e-apple-diagnostics/&#34;&gt;descritto in un&amp;rsquo;articolo specifico&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/07/apple-hardware-test-e-apple-diagnostics/&#34;&gt;scarica ed esegue&lt;/a&gt; direttamente da internet le utility Apple Hardware Test o Diagnosi Apple (a seconda del modello di Mac) .  Per ulteriori dettagli, fare riferimento a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/07/apple-hardware-test-e-apple-diagnostics/&#34;&gt;questo articolo specifico&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-per-correggere-gli-errori-che-impediscono-lavvio-del-mac&#34;&gt;Combinazioni di tasti per correggere gli errori che impediscono l&amp;rsquo;avvio del Mac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;P&lt;/strong&gt;-&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reimposta il &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT204063&#34;&gt;contenuto della NVRAM o della PRAM&lt;/a&gt; del Mac. Le informazioni contenute in queste memorie dipendono dal modello di Mac e dai dispositivi collegati al Mac, e comprendono fra l&amp;rsquo;altro il fuso orario, il volume dell&amp;rsquo;audio, la risoluzione del monitor e la selezione del disco di avvio. Per reimpostare la NVRAM (Non-Volatile Random Access Memory) o la PRAM (Parameter Random Access Memory) bisogna premere la combinazione di tasti prima di avviare il Mac (e comunque prima di sentire il tono di avvio), attendere circa 10-20 secondi fino a sentire un secondo tono di avvio e poi rilasciare i tasti.&lt;br&gt;&#xA;Nei Mac più recenti nei quali è &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202768&#34;&gt;disattivato il tono di avvio&lt;/a&gt;, il momento in cui si possono rilasciare i tasti è segnalato dalla scomparsa per la seconda volta del logo Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧)-&lt;strong&gt;CTRL&lt;/strong&gt; (⌃)-&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥): premendo questi tasti insieme al tasto di avvio per almeno 10 secondi, viene reimpostato il &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201295&#34;&gt;controller di gestione del sistema (SMC) del Mac&lt;/a&gt;, che gestisce fra l&amp;rsquo;altro la risposta del sistema alla pressione del tasto di accensione e alla apertura e chiusura del coperchio dello schermo dei portatili, la batteria, il sensore di luce ambientale, la retroilluminazione della tastiera e così via.&lt;br&gt;&#xA;In realtà la combinazione di tasti riportata qui sopra è valida solo per i portatili Apple con batteria non rimovibile.&lt;br&gt;&#xA;Per reimpostare la SMC nei portatili più vecchi con batteria rimovibile o nei modelli desktop, bisogna:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Mac portatili&lt;/strong&gt;: rimuovere la batteria, premere il tasto di alimentazione per almeno 5 secondi, reinstallare la batteria, attendere altri 5 secondi e riavviare il Mac;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Mac desktop&lt;/strong&gt;: rimuovere il cavo di alimentazione, attendere almeno 15 secondi, ricollegare il cavo di alimentazione, attendere altri 5 secondi e riavviare il Mac.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-per-reinstallare-macos-tramite-macos-recovery&#34;&gt;Combinazioni di tasti per reinstallare macOS tramite macOS Recovery&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi comandi sono stati già descritti in dettaglio in un articolo recente, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;Come utilizzare macOS Recovery per reinstallare il sistema operativo del Mac&lt;/a&gt;, ma vengono riportati di nuovo qui per completezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstalla l&amp;rsquo;ultima versione di macOS installata sul Mac;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstalla l&amp;rsquo;ultima versione di macOS compatibile con il Mac;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧)-&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstalla la versione di macOS fornita originariamente con il Mac, oppure la versione di macOS più vicina a quella originale disponibile sull&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-varie&#34;&gt;Combinazioni di tasti varie&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;T&lt;/strong&gt;: esegue l&amp;rsquo;avvio in &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201462&#34;&gt;modalità disco di destinazione&lt;/a&gt; (o &lt;em&gt;Target Disk Mode&lt;/em&gt;). In questa modalità il Mac (definito in questo caso come &lt;em&gt;target&lt;/em&gt;) si comporta come se fosse un &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Target_Disk_Mode&#34;&gt;semplice disco rigido esterno&lt;/a&gt; e può essere collegato ad un altro Mac (detto &lt;em&gt;host&lt;/em&gt;) tramite le porte Firewire, Thunderbolt o USB-C (ma non tramite la porta USB) per estrarne i dati. Se il disco rigido del Mac è crittografata con FileVault, all&amp;rsquo;avvio del Mac in modalità disco di destinazione bisognerà inserire la password di decrittazione.&lt;br&gt;&#xA;Dato che il Mac in modalità disco di destinazione si comporta a tutti gli effetti come un disco rigido esterno, è perfino possibile eseguire sul computer &lt;em&gt;host&lt;/em&gt; il sistema operativo installato sul &lt;em&gt;target&lt;/em&gt;: basterà avviare il Mac &lt;em&gt;host&lt;/em&gt; premendo il tasto &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥) (vedi sopra) e selezionare come disco di avvio il disco rigido del &lt;em&gt;target&lt;/em&gt;. L&amp;rsquo;unica limitazione è che il Mac che fa da &lt;em&gt;host&lt;/em&gt; deve essere in grado di eseguire nativamente la versione del sistema operativo installato sul &lt;em&gt;target&lt;/em&gt; (in pratica, non è possibile usare un Mac non compatibile con le versioni più recenti di macOS per far girare High Sierra o Mojave installati su  un Mac moderno messo in modalità disco di destinazione).&lt;br&gt;&#xA;La modalità disco di destinazione è una di quelle cose semplici ma geniali che possono servire una sola volta nella vita, ma che quando servono sono inestimabili. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che la cosa più importante di un computer sono i dati e i documenti conservati sul disco rigido; se il Mac non funziona bene o se il sistema operativo rifiuta di avviarsi, uno strumento che permette di recuperare facilmente i file contenuti sul disco rigido senza smontare il computer è una di quelle cose che fanno la vera differenza fra macOS e gli altri sistemi operativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;F2&lt;/strong&gt;: seleziona la &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT204592&#34;&gt;modalità monitor di destinazione&lt;/a&gt; (o &lt;em&gt;Target Display Mode&lt;/em&gt;). A differenza delle altre combinazioni di tasti presenti in questa lista, questa combinazione può essere premuta in qualunque momento e non solo all&amp;rsquo;avvio del Mac; la inserisco lo stesso qui per la sua analogia con la modalità &lt;em&gt;disco di destinazione&lt;/em&gt; appena discussa. La modalità disco di destinazione permette di usare lo schermo di un iMac come monitor esterno di un altro Mac, e potrebbe essere molto utile per chi usa un Mac portatile e vuole lavorare alla scrivania con uno schermo più grande. Dico &amp;ldquo;potrebbe&amp;rdquo; perché è supportata da un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT204592#requirements&#34;&gt;numero molto ridotto di iMac&lt;/a&gt; (più o meno quelli prodotti dal 2009 al 2014), per cui ormai è più una curiosità che una funzione realmente utilizzabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tasto di espulsione&lt;/strong&gt; (⏏), oppure &lt;strong&gt;F12&lt;/strong&gt;, oppure &lt;strong&gt;pulsante destro del mouse&lt;/strong&gt;, oppure &lt;strong&gt;pulsante del trackpad&lt;/strong&gt;: permette di forzare l&amp;rsquo;esplusione di un CD/DVD rimasto incastrato nel lettore. L&amp;rsquo;ho usata molto spesso in passato (anche perché i Mac con il lettore di CD/DVD non avevano quasi mai il forellino che permetteva di espellere il disco ottico premendo con una graffetta), ma anche questa ormai è più che altro una funzione di interesse &lt;em&gt;storico&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;C&lt;/strong&gt;: avvia il Mac dal CD/DVD. Molto usata quando il programma di installazione di macOS (o meglio Mac OS X) veniva distribuito su CD o DVD. È un&amp;rsquo;altra funzione che ha ormai solo un interesse &lt;em&gt;storico&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt; oppure &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;: permette di eseguire l&amp;rsquo;avvio del Mac da un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202770&#34;&gt;server NetBoot&lt;/a&gt; scegliendo l&amp;rsquo;immagine di avvio (tasto &lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;) o utilizzando l&amp;rsquo;immagine di default (tasto &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt;-&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; L&amp;rsquo;avvio da un server NetBoot serve solo a chi utilizza macOS Server e purtroppo &lt;a href=&#34;https://derflounder.wordpress.com/2018/08/15/the-t2-macs-the-end-of-netboot-and-deploying-from-macos-recovery/&#34;&gt;non è supportato nei Mac più recenti&lt;/a&gt;. I più curiosi possono leggere qui una &lt;a href=&#34;https://static.afp548.com/mactips/netboot.html&#34;&gt;descrizione piuttosto dettagliata&lt;/a&gt; di quello che succede quando si avvia il Mac dalla rete. Chi vuole sapere di più di NetBoot e strumenti accessori può leggere &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/3073565/how-to-master-the-netinstall-service.html&#34;&gt;questa lunga ma interessantissima serie di articoli&lt;/a&gt; su MacWorld USA.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;È più o meno il meccanismo usato da Apple per permettere la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;reinstallazione di macOS tramite macOS Recovery&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Apple Hardware Test e Apple Diagnostics</title>
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      <pubDate>Wed, 07 Aug 2019 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Oltre a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, gli utenti del Mac hanno a disposizione uno strumento di diagnostica piuttosto completo, l&amp;rsquo;Apple Hardware Test o l&amp;rsquo;Apple Diagnostics a seconda del modello di Mac, con il quale è possibile analizzare lo stato dell&amp;rsquo;hardware del computer ed individuare ciò che (eventualmente) non funziona. Perché i Mac sono computer estremamente affidabili, ma c&amp;rsquo;è sempre qualcosa che può andare storto ed è meglio essere preparati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una avvertenza preliminare: prima di usare l&amp;rsquo;Apple Hardware Test o l&amp;rsquo;Apple Diagnostics è bene scollegare dal Mac tutte le periferiche esterne, dischi rigidi, hub USB, monitor secondari, lasciando collegato solo ciò che è indispensabile per usare il Mac, in pratica il mouse, la tastiera e il monitor (per chi usa il Mac Mini o Pro).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;apple-hardware-test&#34;&gt;Apple Hardware Test&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei Mac prodotti prima di giugno 2013 questo strumento di diagnostica si chiamava Apple Hardware Test (AHT) e veniva distribuito su CD o DVD come parte della dotazione software standard di ogni nuovo Mac.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Chi non c&amp;rsquo;è l&amp;rsquo;ha più può &lt;a href=&#34;https://github.com/upekkha/AppleHardwareTest&#34;&gt;visitare questa pagina su GitHub&lt;/a&gt; e scaricare la versione di AHT compatibile con il suo modello di Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A partire da macOS 10.8.4 (Mountain Lion), cioè più o meno da quando macOS non viene più distribuito su un supporto fisico, l&amp;rsquo;Apple Hardware Test è stato integrato nel &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-sul-mac/&#34;&gt;sistema di ripristino&lt;/a&gt; del Mac e può essere richiamato premendo il tasto &lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt; all&amp;rsquo;avvio e tenendolo premuto finché non compare la schermata iniziale del programma, con la scelta della lingua (Figura 1).&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/aht-01.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Apple Hardware Test: scelta della lingua.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;uso del programma è semplicissimo: una volta scelta la lingua e cliccato sul tasto con la freccia, compare la finestra principale del programma, con il grosso pulsante &lt;code&gt;Test&lt;/code&gt; (Figura 2). Premendolo viene effettuata in pochi minuti l&amp;rsquo;analisi dei componenti hardware del Mac (Figura 3), che può essere resa più approfondita (ma anche molto più lenta) selezionando l&amp;rsquo;opzione relativa prima di eseguire il test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/aht-02.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Apple Hardware Test: schermata principale del programma.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/aht-03.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Apple Hardware Test in esecuzione.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cliccando sulle altre due linguette poste immediatamente sotto il nome del programma è possibile leggere una breve descrizione del programma oppure visualizzare il profilo hardware completo del Mac, una cosa utile in particolare quando non si riesce a caricare macOS e ad eseguire la funzione &lt;code&gt;Informazioni su questo Mac&lt;/code&gt; dal menu Apple ().&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;apple-diagnostics&#34;&gt;Apple Diagnostics&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei Mac prodotti da giugno 2013 in poi, l&amp;rsquo;Apple Hardware Test è stato sostituito da Diagnosi Apple (Apple Diagnostics o AD), uno strumento più semplice da usare, ma anche meno interessante per chi ama mettere le mani nel proprio Mac. Anche Diagnosi Apple viene eseguito premendo il tasto &lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt; all&amp;rsquo;avvio e tenendolo premuto finché non compare la schermata iniziale del programma, con la scelta della lingua (Figura 4).&lt;sup id=&#34;fnref1:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/ad-01.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. Diagnosi Apple: scelta della lingua.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta scelta la lingua del programma, Diagnosi Apple parte automaticamente ed esegue in pochi minuti l&amp;rsquo;analisi standard dei componenti hardware del Mac (Figura 5). A differenza di Apple Hardware Test, manca purtroppo la possibilità di eseguire una analisi più approfondita del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/ad-02.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 5. Diagnosi Apple in esecuzione.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine dell&amp;rsquo;analisi Diagnosi Apple mostra una schermata riepilogativa nella quale ci informa di non aver trovato problemi (Figura 6) oppure riferisce di aver trovato un problema in qualche componente hardware e fornisce un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT203747&#34;&gt;codice di riferimento&lt;/a&gt;, utile per determinare i passaggi da eseguire per risolvere il problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/ad-03.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 6. Diagnosi Apple: schermata finale.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cè-sempre-internet&#34;&gt;C&amp;rsquo;è sempre internet&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se non riusciamo ad eseguire l&amp;rsquo;AHT/AD dal disco rigido, ad esempio perché è proprio il disco che ci da problemi o perché l&amp;rsquo;abbiamo appena cambiato? Niente paura, possiamo sempre usare la combinazione di tasti &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥) e &lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt; per scaricare ed eseguire l&amp;rsquo;AHT/AD direttamente da internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;non-toccate-quel-programma&#34;&gt;Non toccate quel programma!&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;AHT/AD non è l&amp;rsquo;unico strumento disponibile per analizzare lo stato dell&amp;rsquo;hardware del Mac. I tecnici del servizio di assistenza Apple hanno a disposizione l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.makeuseof.com/tag/apple-service-diagnostics-mac/&#34;&gt;Apple Service Diagnostic&lt;/a&gt; (ASD), uno strumento specifico per ogni modello di Mac prodotto, con il quale è possibile analizzare in estremo dettaglio lo stato dei componenti hardware del Mac ed individuare con precisione ciò che non funziona. Detto in altri termini, l&amp;rsquo;AHT/AD ci dice che &lt;em&gt;abbiamo&lt;/em&gt; un problema, mentre l&amp;rsquo;ASD ci dice esattamente &lt;em&gt;qual&amp;rsquo;è&lt;/em&gt; il problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei modelli prodotti a partire dal 2015, l&amp;rsquo;ASD è stato sostituito da uno strumento completamente differente, che viene eseguito direttamente da internet ed è utilizzabile solo da chi possiede le credenziali corrette di accesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se l&amp;rsquo;ASD è riservato al solo personale di assistenza Apple, la rete rigurgita di link più o meno affidabili a varie versioni di ASD. Una lista completa(?) delle versioni di ASD esistenti è disponibile in &lt;a href=&#34;https://boards.rossmanngroup.com/forum/tools/35818-apple-asd-reference-list?p=46440#post46440&#34;&gt;questo post su un forum&lt;/a&gt;. La lista si ferma al 2014 perché, come già detto, tutti i Mac prodotti successivamente utilizzano uno strumento analogo ma accessibile solo da internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcune versioni di ASD che si trovano in rete sono piuttosto interessanti, come &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/asd.2.6.3&#34;&gt;questa disponibile su archive.org&lt;/a&gt;, con la quale si può analizzare l&amp;rsquo;hardware di macchine ormai quasi &lt;em&gt;storiche&lt;/em&gt;, come gli iBook e PowerBook G4 e gli iMac e PowerMac G5.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sconsiglio vivamente di provare a scaricare l&amp;rsquo;ASD compatibile con il proprio Mac pre-2015 da altri siti più o meno legali: non solo perché l&amp;rsquo;ASD è un prodotto Apple riservato alla sola rete di assistenza, ma anche perché, nonostante la mia passione per l&amp;rsquo;hardware, trovo poco sensato per il normale utente del Mac stabilire il componente esatto che non funziona quando poi non ha gli strumenti per intervenire e riparare il guasto. Ultimo motivo (ma non per questo meno importante): l&amp;rsquo;ASD agisce ad un livello molto basso, chi ci può garantire che la copia scaricata da chissà dove non sia stata contaminata da qualche &lt;em&gt;malware&lt;/em&gt; in grado di prendere il controllo del nostro Mac e spiare tutto quello che facciamo (o peggio)? Non è difficile farlo, meglio non rischiare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;per-approfondire&#34;&gt;Per approfondire&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Supporto Apple, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201257&#34;&gt;Come usare Apple Hardware Test sul Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Supporto Apple, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202731&#34;&gt;Come usare Diagnosi Apple sul Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Supporto Apple, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT203747&#34;&gt;Diagnosi Apple: codici di riferimento&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Peter Bowey, &lt;a href=&#34;https://www.peterboweycomputerservices.com.au/macintosh-hardware-problems.html&#34;&gt;Mac Hardware issues - Problems and Diagnostics&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;github.com/upekkha, &lt;a href=&#34;https://github.com/upekkha/AppleHardwareTest&#34;&gt;Apple Hardware Test Download Links&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;archive.org, &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/asd.2.6.3&#34;&gt;Apple Service Diagnostic 2.6.3&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Rossmann Repair Group, &lt;a href=&#34;https://boards.rossmanngroup.com/forum/tools/35818-apple-asd-reference-list&#34;&gt;Apple ASD Reference List&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inizialmente l&amp;rsquo;Apple Hardware Test veniva distribuito su un CD separato, poi è stato integrato nel DVD di installazione di Mac OS X e veniva eseguito premendo all&amp;rsquo;avvio, a seconda del modello di Mac, i tasti ALT (⌥) o D.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi dispiace per la pessima qualità delle immagini, ho provato vari metodi per fotografare lo schermo molto riflettente dei miei Mac e questo è il meglio che sono riuscito ad ottenere.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref1:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Come utilizzare macOS Recovery per reinstallare il sistema operativo del Mac</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/</link>
      <pubDate>Thu, 01 Aug 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201314&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt; ho già parlato alcuni mesi fa all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;articolo dedicato a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/12/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/&#34;&gt;come scaricare dall’App Store le versioni meno recenti di macOS&lt;/a&gt; (a partire da Yosemite e andando indietro nel tempo fino a Lion).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli ultimi giorni ho utilizzato continuamente macOS Recovery per cercare di rimettere in funzione un mio vecchio MacBook Pro del 2011 che &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;ne ha passate tante&lt;/a&gt; e mi sono reso conto che è uno strumento davvero fondamentale quando si ha a che fare con un Mac che fa i capricci. Ho pensato quindi di dedicargli un articolo apposito, basato sul &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/12/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/&#34;&gt;testo originale&lt;/a&gt; ma con qualche aggiornamento ed integrazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cosè-macos-recovery&#34;&gt;Cos&amp;rsquo;è macOS Recovery?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A partire da Lion, cioè da quando macOS non viene più distribuito su un supporto fisico, tutti i computer Macintosh dispongono di uno strumento, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201314&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, che integra le funzioni basilari per la manutenzione del Mac e che può essere utilizzato anche in assenza di un sistema operativo funzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In particolare, macOS Recovery permette di ripristinare l&amp;rsquo;intero contenuto del disco rigido da un backup su Time Machine, di reinstallare macOS scaricandolo da internet, di riparare o inizializzare un disco rigido e di eseguire dei comandi dal Terminale. Oltre a queste funzioni principali, macOS Recovery permette di verificare lo stato della rete, di impostare la password del firmware o di cercare informazioni sul sito di supporto Apple (anche se bisogna ammettere che, con la diffusione massiccia dell&amp;rsquo;accesso permanente ad internet tramite smartphone o tablet, quest&amp;rsquo;ultima funzione è diventata quasi obsoleta).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo strumento macOS Recovery è molto utile quando macOS non vuole saperne di avviarsi (è raro, ma succede), quando si sostituisce il disco rigido di avvio oppure quando si vuole cancellare il contenuto del disco rigido prima di vendere o di cedere il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per eseguire la maggior parte delle funzioni di macOS Recovery è sufficiente premere contemporaneamente i tasti CMD (⌘) ed R prima di accendere il Mac, continuando a tenere premuti i due tasti fino alla comparsa del logo Apple oppure dell&amp;rsquo;immagine del globo terrestre rotante (Figura 1). Se sul disco rigido è già presente una partizione dedicata a macOS Recovery (normalmente invisibile al Finder e ai comuni strumenti di gestione dei file), l&amp;rsquo;utility verrà caricata da questa partizione, altrimenti il Mac provvederà a scaricare macOS Recovery da Internet e ad installarla sul disco di avvio del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;ripristinare-macos&#34;&gt;Ripristinare macOS&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Utilizzare macOS Recovery per &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT203981&#34;&gt;ripristinare il Mac da un backup su Time Machine&lt;/a&gt; o per riparare o &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT208496&#34;&gt;inizializzare un disco rigido&lt;/a&gt; è fuori dallo scopo di questo articolo, ma basta cliccare sui due link precedenti per trovare tutte le informazioni necessarie ad usare al meglio le due funzioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La reinstallazione di macOS tramite macOS Recovery invece è molto più interessante. Premendo alcune &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT204904&#34;&gt;combinazioni di tasti all&amp;rsquo;avvio del Mac&lt;/a&gt; possiamo:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;con &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstallare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS installata sul Mac;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;con &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥), &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstallare  l&amp;rsquo;ultima versione di macOS compatibile con il Mac;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;con &lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧), &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥), &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) ed &lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstallare la versione di macOS fornita originariamente con il Mac, oppure la versione disponibile sull&amp;rsquo;App Store più vicina a quella originale.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;La combinazione di tasti prescelta deve essere tenuta premuta finché non compare il logo Apple o l&amp;rsquo;immagine del globo terrestre rotante (oppure finché non viene richiesta la password del firmware), come si può vedere in Figura 1. A seconda della combinazione di tasti utilizzata, macOS Recovery scaricherà dai server Apple il programma di installazione appropriato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/starting-internet-recovery-1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Comparsa del globo terrestre ed avvio dello scaricamento da internet di macOS Recovery.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il tempo di avvio di macOS Recovery dipende dalla connessione di rete che stiamo utilizzando, ma nella maggior parte dei casi sono sufficienti alcuni minuti (Figura 2). Se utilizziamo un collegamento Wi-Fi, macOS Recovery ci chiederà di selezionare la rete a cui collegarsi e di inserire la password relativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/starting-internet-recovery-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Il programma di macOS Recovery mentre viene scaricato da internet.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluso l&amp;rsquo;avvio da macOS Recovery compare la finestra principale del programma, dalla quale potremo reinstallare la versione di macOS selezionata all&amp;rsquo;avvio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, premendo i tasti &lt;strong&gt;SHIFT-ALT-CMD-R&lt;/strong&gt;, il mio MacBook Pro permette di reinstallare macOS Lion, la versione di macOS distribuita sull&amp;rsquo;App Store più vicina a Snow Leopard, che era la versione di macOS installata originariamente sulla macchina (Figura 3). Se invece si preme &lt;strong&gt;ALT-CMD-R&lt;/strong&gt;, è possibile reinstallare High Sierra, l&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il MacBook Pro (Figura 4). Lo stesso risultato si ottiene premendo soltanto &lt;strong&gt;CMD-R&lt;/strong&gt;, perché High Sierra è anche l&amp;rsquo;ultima versione di macOS che è stata installata su questo Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/macosx-utilities-screen-1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Reinstallazione di Lion, la versione originale di macOS fornita con il mio MacBook Pro.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/macosx-utilities-screen-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. Reinstallazione di High Sierra, l&amp;rsquo;ultima versione di macOS compatibile con questo Mac.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poter ripristinare il sistema operativo del Mac direttamente da internet, senza bisogno di alcun tipo di supporto fisico, può sembrare una funzione inutile o quasi esoterica ma, dopo averla provata una sola volta, diventa una di quelle cose di cui non si potrà più fare a meno. Provare per credere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo ai neofiti di casa Apple che il sistema operativo del Mac è stato denominato macOS solo a partire dalla versione 10.12 (Sierra). In precedenza, dalla versione iniziale 10.0 (Cheetah) fino alla 10.7 (Lion), si chiamava Mac OS X, diventando semplicemente OS X nelle versioni dalla 10.8 (Mountain Lion) alla 10.11 (El Capitan).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: da Yosemite a Lion</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/11/10/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/</link>
      <pubDate>Sat, 10 Nov 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;em&gt;Dopo più di un anno dalla pubblicazione il contenuto dell&amp;rsquo;articolo è ancora in gran parte valido. Nel frattempo per Apple ha aggiornato alcuni dei link riportati qui sotto, che sono contenuti una versione più recente dell&amp;rsquo;articolo, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;Come scaricare le versioni meno recenti di macOS: un anno dopo&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;aggiornamento dell&amp;rsquo;App Store introdotto in parallelo al rilascio di Mojave ha reso molto più difficile scaricare le versioni precedenti di macOS anche per chi le ha già acquistate, quasi sempre a costo zero, in passato (per semplicità nel seguito userò il termine &amp;ldquo;macOS&amp;rdquo; anche per indicare le versioni che in origine si chiamavano Mac OS X o OS X).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha già installato Mojave sul suo Mac può ancora &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/macos-high-sierra/id1246284741?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;scaricare High Sierra&lt;/a&gt;, mentre tutte le altre versioni di macOS sembrano scomparse dalla lista di applicazioni già acquistate. I link diretti a &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/macos-sierra/id1127487414?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;Sierra&lt;/a&gt; e ad &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/os-x-el-capitan/id1147835434?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;El Capitan&lt;/a&gt; sull&amp;rsquo;App Store mostrano correttamente la pagina di informazioni relativa, ma restituiscono un &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/app_store_el_capitan.png?w=605&#34;&gt;messaggio di errore&lt;/a&gt; se si prova a scaricare il programma di installazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi invece non ha ancora aggiornato a Mojave ha qualche &lt;em&gt;chance&lt;/em&gt; in più (almeno per ora): può scaricare tutte le versioni di macOS da El Capitan a Lion (andando a ritroso nel tempo), ma gli sono precluse sia Sierra che High Sierra. I link diretti a &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/macos-sierra/id1127487414?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;Sierra&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/macos-high-sierra/id1246284741?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;High Sierra&lt;/a&gt; funzionano, ma consentono di scaricare l&amp;rsquo;installer solo se il Mac utilizzato è compatibile con queste versioni di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E per gli altri? Cosa può fare chi avesse bisogno di scaricare dall&amp;rsquo;App Store le versioni meno recenti di macOS senza averle già acquistate in passato? La &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/29/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-high-sierra-a-el-capitan/&#34;&gt;prima parte dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt; è stata dedicata alle versioni di macOS da High Sierra a El Capitan, questa seconda puntata tratta delle versioni più datate del sistema operativo del Mac, da Yosemite a Lion (con una veloce puntatina anche su Snow Leopard, una delle versioni più riuscite di macOS). Come vedremo la situazione non è tanto rosea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h3 id=&#34;da-yosemite-a-lion-e-non-solo&#34;&gt;Da Yosemite a Lion (e non solo)&lt;/h3&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte le versioni più vecchie di macOS, da Yosemite giù giù fino a Lion, sembrano scomparse dall&amp;rsquo;App Store, a meno di non averle già acquistate in passato, nel qual caso è meglio affrettarsi a scaricarle e a conservarle al sicuro da qualche parte (ovviamente da un Mac non ancora aggiornato a Mojave).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà, per Yosemite esiste ancora una vecchia &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/support/osx/upgrade/&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt; sul sito Apple, ma il link per scaricare il programma di installazione &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/WebObjects/MZStore.woa/wa/viewSoftware?id=915041082&amp;amp;mt=12&#34;&gt;punta ad iTunes&lt;/a&gt; e non funziona più con l&amp;rsquo;App Store moderno. Mavericks sembra essere stato completamente dimenticato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto sommato non è una gran perdita, in fondo tutti i Mac su cui gira Yosemite o Mavericks &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/shop/question/answers/readonly/where-can-i-download-mavericks/QHC42D2PT7AHFK2AF&#34;&gt;sono compatibili con El Capitan&lt;/a&gt;, che è il culmine più rifinito e &lt;em&gt;bug-free&lt;/em&gt; della prima triade di versioni di macOS denominata con i nomi di luoghi turistici della California. Ci possono essere casi particolari di software, soprattutto in ambito tecnico-scientifico o multimediale, che per girare richiedono una versione specifica di macOS (ad esempio funzionano su Yosemite ma non su El Capitan), ma sono casi molto specifici sui quali è inutile dilungarsi qui.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mavericks è stata la prima versione totalmente gratuita di macOS. Le due versioni precedenti, Mountain Lion e prima ancora Lion, le ultime della serie con i nomi di felini, erano a pagamento ma venivano fornite gratuitamente a chi acquistava un nuovo Mac (mentre scrivevo questo articolo ho ritrovato un mio &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/codice-sconto-lion.png&#34;&gt;codice gratuito&lt;/a&gt; per scaricare Lion associato all&amp;rsquo;acquisto di un qualche Mac). Queste due versioni si possono ancora acquistare dal sito di Apple a 21.99 euro ciascuna, questo è il link per &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/D6377ZM/A/os-x-mountain-lion&#34;&gt;Mountain Lion&lt;/a&gt;, questo quello per &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/D6106ZM/A/os-x-lion&#34;&gt;Lion&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/product/MC573T/A/mac-os-x-106-snow-leopard&#34;&gt;Snow Leopard&lt;/a&gt; può ancora essere acquistato online in versione &amp;ldquo;fisica&amp;rdquo; su DVD, sempre a 21.99 euro e con consegna gratuita. Snow Leopard in realtà non fa parte dei sistemi operativi per il Mac distribuiti attraverso l&amp;rsquo;App Store, ma l&amp;rsquo;ho fatto rientrare in questa lista per il rotto della cuffia perché è stato il primo che poteva girare solo sui Mac con processore Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;ma-non-è-finita&#34;&gt;Ma non è finita&amp;hellip;&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A partire da Lion tutti i computer Macintosh dispongono di una funzione, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201314&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, che permette di ripristinare il sistema operativo tramite internet. È una funzione utilissima quando macOS non vuole saperne di avviarsi (raro, ma succede), quando si è cambiato il disco rigido di avvio o più semplicemente quando si vuole cancellare il disco rigido prima di vendere o cedere il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma macOS Recovery può essere molto utile anche per gli scopi discussi in questo articolo. A seconda della &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT204904&#34;&gt;combinazione di tasti premuta all&amp;rsquo;avvio del Mac&lt;/a&gt; è possibile:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare da zero la versione più recente di macOS installata su quel Mac, tenendo premuti i tasti CMD (⌘) ed R;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare l&amp;rsquo;ultima versione di macOS compatibile con il Mac, tenendo premuti i tasti ALT (⌥), CMD ed R;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare la versione di macOS fornita originariamente con il Mac, oppure la versione disponibile più vicina a quella originale, tenendo premuti i tasti SHIFT, ALT, CMD ed R.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;La combinazione di tasti prescelta deve essere tenuta premuta finché non compare il logo Apple o un globo che gira (oppure viene richiesta la password del firmware), come si può vedere in Figura 1. A seconda della combinazione di tasti utilizzata, macOS Recovery scaricherà dai server Apple il programma di installazione appropriato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/starting-internet-recovery-1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Avvio del programma di Internet Recovery.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il tempo di avvio di macOS Recovery dipende dalla connessione di rete in uso, ma nella maggior parte dei casi alcuni minuti dovrebbero essere più che sufficienti (Figura 2). Utilizzando un collegamento Wi-Fi bisognerà scegliere la rete a cui collegarsi e inserire la password relativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/starting-internet-recovery-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Il programma di macOS Recovery mentre viene scaricato da internet.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluso l&amp;rsquo;avvio da macOS Recovery, compare una finestra dalla quale, a seconda dei tasti premuti all&amp;rsquo;avvio, si potrà scegliere di reinstallare la versione originale di Mac OS X fornita con la macchina (Figura 3), oppure l&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il Mac in uso (Figura 4), in questo caso High Sierra (che è anche la versione attualmente installata sul Mac).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/macosx-utilities-screen-1.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Reinstallazione di Lion, la versione originale di macOS fornita con questo Mac.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/11/macosx-utilities-screen-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. Reinstallazione di High Sierra, l&amp;rsquo;ultima versione di macOS compatibile con questo Mac.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come si vede, Apple non ha reso la vita facile a chi vuole scaricare una vecchia versione di macOS e non l&amp;rsquo;avesse già fatto in passato. In certi casi l&amp;rsquo;unica opzione veramente valida è quella di creare un &lt;em&gt;account&lt;/em&gt; da &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/support/compare-memberships/&#34;&gt;sviluppatore Apple&lt;/a&gt; a pagamento, che consente di scaricare  tutte le versioni di macOS disponibili. Costa 99 dollari all&amp;rsquo;anno, se serve può valere la pena seguire questa strada.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E le scorciatoie? La rete pullula di siti da cui scaricare di tutto, dove si trovano facilmente tutte le versioni di macOS pubblicate. Ma ne vale la pena? Il sistema operativo è la base su cui poggia il funzionamento del nostro Mac, io non mi azzarderei ad utilizzare una versione di un sistema operativo (di un &lt;em&gt;qualunque&lt;/em&gt; sistema operativo, si badi bene) che provenga da una fonte non fidata al 100%. Chi ci può assicurare che qualcuno non ci abbia infilato qualche &lt;em&gt;malware&lt;/em&gt; per tenere traccia di tutto quello che facciamo o per utilizzare &lt;em&gt;part-time&lt;/em&gt; il nostro Mac per scopi poco puliti? Lo so, i programmi di installazione delle varie versioni di macOS sono firmati digitalmente da Apple e quindi in teoria sono sicuri, ma so altrettanto bene che qualunque protezione, qualunque codice di sicurezza, prima o poi può essere violato. Meglio non fidarsi a prescindere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;avvertenze&#34;&gt;Avvertenze&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Installare un aggiornamento di macOS scaricandolo dall&amp;rsquo;App Store funziona solo quando sul Mac da aggiornare è installata una versione meno recente del sistema operativo. In tutti gli altri casi (principalmente quando si sostituisce il disco rigido di avvio oppure si ha bisogno di &lt;em&gt;tornare indietro&lt;/em&gt;, installando sul Mac una versione meno recente di macOS rispetto a quella già presente), servirà un secondo Mac per scaricare l&amp;rsquo;installer e creare una &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT201372&#34;&gt;chiavetta USB di avvio&lt;/a&gt; contenente il programma di installazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo ai neofiti di casa Apple che il sistema operativo del Mac è stato denominato macOS solo a partire dalla versione 10.12 (Sierra). In precedenza, dalla versione iniziale 10.0 (Cheetah) fino alla 10.7 (Lion), si chiamava Mac OS X, diventando semplicemente OS X nelle versioni dalla 10.8 (Mountain Lion) alla 10.11 (El Capitan).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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