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    <title>Macintosh on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Macintosh on Melabit</description>
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      <title>Schede perforate: Macintosh 128K</title>
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      <pubDate>Sun, 30 Oct 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&amp;ldquo;Vieni, ti faccio vedere una cosa.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;amico più grande mi fece entrare in un&amp;rsquo;ala dell&amp;rsquo;istituto di Fisica dove non ero mai stato. Avevo appena iniziato la tesi e il mio nuovo status mi permetteva di andare dove i semplici studenti non erano ammessi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Guarda!&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eravamo entrati in una stanzetta piccola e ingombra di scaffali, al centro c&amp;rsquo;era una scrivania come tante con sopra un monitor e una tastiera. Ma erano piccoli, molto più piccoli di quelli che ero ormai abituato ad usare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo riconobbi all&amp;rsquo;istante, ne avevo letto meraviglie su Bit e su &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/MC_microcomputer-028/page/n43/mode/2up&#34;&gt;MCmicrocomputer&lt;/a&gt;, una delle mie solite capatine in biblioteca dopo lo studio mi aveva permesso di leggere gli articoli dettagliatissimi di BYTE dedicati al  &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/byte-magazine-1984-02/page/n31/mode/2up&#34;&gt;nuovo prodotto Apple&lt;/a&gt; e al &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/byte-magazine-1984-02/page/n59/mode/2up&#34;&gt;team che l&amp;rsquo;aveva sviluppato&lt;/a&gt;, ma averne uno davanti era un&amp;rsquo;altra cosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-10-30-schede-perforate-mac-128K/apple-macintosh-128k.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://flickr.com/photos/octemon/5407207167/&#34;&gt;Apple Macintosh 128K&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://flickr.com&#34;&gt;Flickr&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Lo sapevo che ti sarebbe piaciuto. Vado in laboratorio, quando finisci passa e andiamo in mensa.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;amico andò via, lasciandomi da solo alle prese con la nuova macchina. La accesi, &amp;ldquo;boing!&amp;rdquo; e si fermò subito. Per fortuna il floppy di avvio era nel cassetto, lo inserii, pochi secondi e&amp;hellip; vidi per la prima volta l&amp;rsquo;interfaccia grafica del Mac. Tutta un&amp;rsquo;altra cosa rispetto ai terminali di testo che ormai usavo regolarmente, oppure all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Olivetti_M20&#34;&gt;Olivetti M20&lt;/a&gt; della stanza sotto il tetto, quella chiusa a chiave che potevano usare i tesisti e che di fatto è stato il mio primo ufficio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le mie letture mi avevano insegnato cosa aspettarmi, però il mouse scappava da tutte le parti, era vero che ci voleva un po&amp;rsquo; di pratica per usarlo. Feci tutte le cretinate di un utente alle prime armi con il Macintosh &amp;ndash; nessuno allora lo chiamava &amp;ldquo;128K&amp;rdquo;, era l&amp;rsquo;unico modello esistente quindi era il &amp;ldquo;Macintosh&amp;rdquo; (o il &amp;ldquo;Mac&amp;rdquo;) e basta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aprii MacWrite e cominciai a giocare con i caratteri e i colori (ok, non erano veri colori ma solo toni di grigio, ma ci siamo capiti), una meraviglia! Potevo scrivere, ingrandire i caratteri, rimpicciolirli, fare gli apici e i pedici. Allora non conoscevo ancora il LaTeX e per me queste possibilità erano magia pura. MacPaint era bello ma io sono un cane a disegnare, quindi oltre a qualche figura geometrica e a qualche campitura non potevo andare. Però, certo, poter &amp;ldquo;incollare&amp;rdquo; una immagine in MacWrite apriva tante belle possibilità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero, potevo usare solo un programma alla volta ma non era una grossa limitazione, con un solo un floppy di fatto non si poteva fare di più. Molto più affascinante era la possibilità configurare il sistema a volontà tramite l&amp;rsquo;interfaccia grafica e di vedere subito quello che succedeva, mai vista prima un cosa del genere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so quanto rimasi in quella stanzetta a giocare, di sicuro fu solo la fame (o l&amp;rsquo;amico) a farmi andare via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tornai dopo un giorno o due e il Mac non c&amp;rsquo;era più. Qualcuno lo aveva rubato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E con quel Mac finì l&amp;rsquo;età dell&amp;rsquo;innocenza dell&amp;rsquo;istituto, quando si poteva lasciare qualsiasi cosa in giro sapendo che nessuno l&amp;rsquo;avrebbe toccata.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Corsi e ricorsi</title>
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      <pubDate>Sun, 16 May 2021 12:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Pensieri oziosi della domenica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel 1984 il Macintosh stupì il mondo con la sua interfaccia grafica, che permetteva di interagire con il computer tramite il mouse, i menu e le icone sullo schermo, invece di dover inserire laboriosamente i comandi arcani del DOS tramite la tastiera.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi però la vera potenza del computer è tornata ad esprimersi tramite il Terminale, con cui si possono &lt;a href=&#34;https://www.commandlinefu.com&#34;&gt;fare tantissime cose&lt;/a&gt; ed in modo così efficiente che, al confronto, l&amp;rsquo;interfaccia grafica sembra un reperto del passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E dato che il Terminale è presente nativamente solo in Linux e macOS, anche Microsoft, per non perdere completamente il mondo degli sviluppatori e degli utenti più avanzati, dopo aver scopiazzato a piene mani l&amp;rsquo;interfaccia grafica del Macintosh nel suo Windows, ha ripetuto l&amp;rsquo;opera inserendo in Windows 10 uno strumento che emula un &lt;a href=&#34;https://docs.microsoft.com/it-it/windows/wsl/about&#34;&gt;ambiente Linux completo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-05-16-corsi-e-ricorsi/1st_floor_computer_70s.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; Fonte: &lt;a href=&#34;http://toto.lib.unca.edu/findingaids/photo/national_climatic_data_center/NCDC_interior.htm&#34;&gt;National Climatic Data Center&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dalla fine degli anni &amp;lsquo;70 e per tutti gli anni &amp;lsquo;80 il mondo del &lt;em&gt;computing&lt;/em&gt; era diviso in rigorosamente in due: da un lato i computer &lt;em&gt;seri&lt;/em&gt;, grossi &lt;em&gt;mainframe&lt;/em&gt; nascosti in stanze condizionate e gestiti da sacerdoti in camice bianco, a cui solo pochi fortunati potevano accedere collegandosi in remoto tramite un videoterminale &lt;em&gt;stupido&lt;/em&gt;; dall&amp;rsquo;altro i &lt;em&gt;personal computer&lt;/em&gt;, oggetti costosi e fortemente limitati ma che permettevano a tutti di usare un computer  in casa o in ufficio. In pochi anni i personal computer sono cresciuti e hanno soppiantato i mainframe, rimasti solo in qualche azienda o centro di ricerca avanzato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi che i personal computer sono ultrapotenti e alla portata di tutti, stanno diventando centrali i servizi &lt;em&gt;cloud&lt;/em&gt; come Amazon Web Services (AWS) o Google Cloud e Microsoft Azure, che permettono di usare dei sistemi di calcolo potenti e adattabili alle necessità del momento senza doversi sobbarcare dell&amp;rsquo;acquisto e della gestione di computer fisici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Magari fra qualche anno il modo normale di usare un computer sarà quello di collegarsi in remoto  ad un sistema cloud tramite un semplice portatile o tablet. E il cerchio si chiuderà un&amp;rsquo;altra volta.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>I dieci (e più) modi diversi per avviare un Mac</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2019/08/19/i-dieci-e-piu-modi-diversi-per-avviare-un-mac/</link>
      <pubDate>Mon, 19 Aug 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://images.unsplash.com/photo-1516263497941-cfa23ccbf9bd?auto=format&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@plushdesignstudio&#34;&gt;Plush Design Studio&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rimanendo in tema &amp;ldquo;&lt;em&gt;tasti da usare all&amp;rsquo;avvio&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, ecco una lista ragionata dei tasti e delle combinazioni tasti che si possono usare per controllare l&amp;rsquo;avvio del Mac. A differenza di altre liste che si trovano in rete, prima fra tutte quella disponibile sul &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201255&#34;&gt;sito di supporto Apple&lt;/a&gt;, ho cercato di raggruppare le combinazioni di tasti in base alla funzioni svolte e all&amp;rsquo;ordine logico di utilizzo, descrivendo ciascuna combinazione in modo sintetico ma allo stesso tempo sufficiente ad utilizzarla senza bisogno di ulteriori informazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;avvertenze&#34;&gt;Avvertenze&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per usare una di queste combinazioni di tasti è preferibile, a meno di non essere dei pianisti provetti, iniziare a premere la combinazione di tasti prescelta &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; di avviare il Mac, continuando a farlo finché sullo schermo non compare una indicazione chiara (il logo Apple, il globo terrestre rotante, scritte che scorrono rapidamente sullo schermo) che il Mac stia rispondendo alla combinazione di tasti prescelta. In caso contrario, bisogna spegnere il Mac e ripetere tutto dall&amp;rsquo;inizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrettanto preferibile è utilizzare una tastiera USB collegata via cavo al Mac al posto della tastiera wireless, anche se originale Apple. Queste combinazioni di tasti, infatti, vengono &lt;em&gt;lette&lt;/em&gt; dal sistema operativo in una fase molto iniziale del processo di avvio, quando il collegamento Bluetooth con la tastiera non è ancora attivo. Se non avete una tastiera USB con il cavo, compratevene una da pochi euro e tenetela da parte per queste evenienze oppure fatevene prestare una da un amico. Ci sono &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201262&#34;&gt;strategie alternative&lt;/a&gt; che permettono di evitare di usare la tastiera USB ma sono piuttosto complicate e non è detto che funzionino quando il Mac ha difficoltà ad avviarsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avete protetto l&amp;rsquo;accesso al firmware del Mac con una password, in molti dei casi elencati sarà necessario inserire la password prima di proseguire l&amp;rsquo;avvio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-per-controllare-la-modalità-operativa-del-mac&#34;&gt;Combinazioni di tasti per controllare la modalità operativa del Mac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥): permette di scegliere il disco (interno od esterno) dal quale caricare il sistema operativo. Molto utile quando si vogliono utilizzare più versioni di macOS sullo stesso Mac, ad esempio per provare le nuove versioni di macOS senza toccare il sistema operativo installato sul disco (o sulla partizione) principale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;V&lt;/strong&gt;: esegue l&amp;rsquo;avvio in &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201573&#34;&gt;modalità dettagliata&lt;/a&gt; (o &lt;em&gt;verbosa&lt;/em&gt;, se ci atteniamo allo slang inglese). In questa modalità il sistema operativo stampa sullo schermo un lunghissimo elenco di messaggi che descrivono dettagliatamente tutto quello che accade nel corso dell&amp;rsquo;avvio. Nonostante la maggior parte dei messaggi siano incomprensibili (o quasi), diventano estremanente utili quando il processo di avvio si blocca per qualche motivo sconosciuto. In questo caso, è consigliabile fotografare lo schermo e cercare aiuto in rete o direttamente all&amp;rsquo;amico/conoscente di turno oppure, quando è possibile,  al &lt;em&gt;genio&lt;/em&gt; Apple più vicino.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧): esegue l&amp;rsquo;avvio in &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201262&#34;&gt;modalità sicura&lt;/a&gt;, utile quando il Mac non si avvia o presenta problemi nel corso dell&amp;rsquo;avvio del sistema operativo. In questa modalità, il sistema operativo esegue per prima cosa il &lt;a href=&#34;https://www.manpagez.com/man/8/fsck_hfs/&#34;&gt;controllo ed eventualmente la riparazione&lt;/a&gt; del file system presente sul disco di avvio e poi carica solo i componenti essenziali del sistema operativo (trascurando quindi tutte le estensioni non necessarie, i programmi di terze parti eseguiti automaticamente all&amp;rsquo;avvio o al login e i font installati dall&amp;rsquo;utente, nonché cancellando svariate cache del sistema), in modo da partire da una configurazione nota e ripetibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;S&lt;/strong&gt;: esegue l&amp;rsquo;avvio in modalità &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201573&#34;&gt;utente singolo&lt;/a&gt;. In questa modalità il sistema operativo esegue l&amp;rsquo;avvio del Mac  caricarndo solo l&amp;rsquo;interfaccia a riga di comando (quello che sul Mac è conosciuto come il Terminale) dalla quale possiamo impartire i comandi per verificare lo stato del sistema. Questa modalità è utile in particolare per eseguire a mano il &lt;a href=&#34;https://www.manpagez.com/man/8/fsck_hfs/&#34;&gt;controllo e la riparazione&lt;/a&gt; del file system presente sul disco di avvio tramite il comando &lt;code&gt;/sbin/fsck -fy&lt;/code&gt; (che a sua volta richiama il comando specifico &lt;code&gt;fsck_hfs&lt;/code&gt;), come riportato immediatamente prima del prompt del Terminale (Figura 1).&lt;br&gt;&#xA;La modalità &lt;em&gt;utente singolo&lt;/em&gt; è una via di mezzo fra la modalità &lt;em&gt;dettagliata&lt;/em&gt; e quella &lt;em&gt;sicura&lt;/em&gt; descritte in precedenza e consente un controllo più preciso delle operazioni di analisi e di riparazione eseguite sul Mac. Il sito di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201255&#34;&gt;supporto Apple&lt;/a&gt; riporta che questa combinazione di tasti richiede macOS High Sierra o versioni precedenti. Io l&amp;rsquo;ho eseguita anche su un Mac con macOS Mojave e funziona senza problemi.&lt;br&gt;&#xA;Attenzione Però a non interrompere l&amp;rsquo;esecuzione del comando &lt;code&gt;/sbin/fsck -fy&lt;/code&gt;, farlo potrebbe danneggiare i file presenti sul disco rigido.&#xA;Se alla fine dell&amp;rsquo;esecuzione di &lt;code&gt;/sbin/fsck -fy&lt;/code&gt; compare il messaggio&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;```&#xA;** The volume Macintosh HD appears to be OK.  &#xA;```  &#xA;(dove `Macintosh HD` rappresenta il nome del disco di avvio) si può eseguire il comando `exit` per proseguire l&#39;avvio del Mac e passare in modalità grafica; una volta arrivati allo schermo di login (oppure entrati direttamente nel Finder per chi effetta il login automatico), è preferibile riavviare di nuovo il Mac prima di iniziare ad usarlo.  &#xA;Quando invece alla fine dell&#39;esecuzione di `/sbin/fsck -fy` compaiono questi messaggi&#xA; &lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;```&#xA;** The volume Macintosh HD was repaired successfully.    &#xA;*****The volume was modified *****    &#xA;```&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;o peggio ancora&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;```&#xA;** The volume Macintosh HD could not be repaired.    &#xA;*****The volume was modified *****    &#xA;```&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;è bene eseguire di nuovo `/sbin/fsck -fy` (anche più volte), sperando che prima o poi il disco rigido venga riparato correttamente e compaia il messaggio che ci informa che tutto è ok.  &#xA;In caso contrario il disco rigido presenta errori tanto gravi da essere irrecuperabili e deve essere reinizializzato (perdendo tutto il contenuto) oppure sostituito al più presto.&#xA;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&#xA;![](https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/single-user-mode.jpg)  &#xA;_Figura 1. Avvio in modalità utente singolo con il comando per eseguire il controllo del file system del disco di avvio._&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-per-effettuare-la-diagnosi-hardware-del-mac&#34;&gt;Combinazioni di tasti per effettuare la diagnosi hardware del Mac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt;: esegue le utility Apple Hardware Test o Diagnosi Apple, a seconda del modello di Mac. L&amp;rsquo;uso di queste utility è stato appena &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/07/apple-hardware-test-e-apple-diagnostics/&#34;&gt;descritto in un&amp;rsquo;articolo specifico&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt;: &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/07/apple-hardware-test-e-apple-diagnostics/&#34;&gt;scarica ed esegue&lt;/a&gt; direttamente da internet le utility Apple Hardware Test o Diagnosi Apple (a seconda del modello di Mac) .  Per ulteriori dettagli, fare riferimento a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/07/apple-hardware-test-e-apple-diagnostics/&#34;&gt;questo articolo specifico&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-per-correggere-gli-errori-che-impediscono-lavvio-del-mac&#34;&gt;Combinazioni di tasti per correggere gli errori che impediscono l&amp;rsquo;avvio del Mac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;P&lt;/strong&gt;-&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reimposta il &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT204063&#34;&gt;contenuto della NVRAM o della PRAM&lt;/a&gt; del Mac. Le informazioni contenute in queste memorie dipendono dal modello di Mac e dai dispositivi collegati al Mac, e comprendono fra l&amp;rsquo;altro il fuso orario, il volume dell&amp;rsquo;audio, la risoluzione del monitor e la selezione del disco di avvio. Per reimpostare la NVRAM (Non-Volatile Random Access Memory) o la PRAM (Parameter Random Access Memory) bisogna premere la combinazione di tasti prima di avviare il Mac (e comunque prima di sentire il tono di avvio), attendere circa 10-20 secondi fino a sentire un secondo tono di avvio e poi rilasciare i tasti.&lt;br&gt;&#xA;Nei Mac più recenti nei quali è &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202768&#34;&gt;disattivato il tono di avvio&lt;/a&gt;, il momento in cui si possono rilasciare i tasti è segnalato dalla scomparsa per la seconda volta del logo Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧)-&lt;strong&gt;CTRL&lt;/strong&gt; (⌃)-&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥): premendo questi tasti insieme al tasto di avvio per almeno 10 secondi, viene reimpostato il &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201295&#34;&gt;controller di gestione del sistema (SMC) del Mac&lt;/a&gt;, che gestisce fra l&amp;rsquo;altro la risposta del sistema alla pressione del tasto di accensione e alla apertura e chiusura del coperchio dello schermo dei portatili, la batteria, il sensore di luce ambientale, la retroilluminazione della tastiera e così via.&lt;br&gt;&#xA;In realtà la combinazione di tasti riportata qui sopra è valida solo per i portatili Apple con batteria non rimovibile.&lt;br&gt;&#xA;Per reimpostare la SMC nei portatili più vecchi con batteria rimovibile o nei modelli desktop, bisogna:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Mac portatili&lt;/strong&gt;: rimuovere la batteria, premere il tasto di alimentazione per almeno 5 secondi, reinstallare la batteria, attendere altri 5 secondi e riavviare il Mac;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Mac desktop&lt;/strong&gt;: rimuovere il cavo di alimentazione, attendere almeno 15 secondi, ricollegare il cavo di alimentazione, attendere altri 5 secondi e riavviare il Mac.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-per-reinstallare-macos-tramite-macos-recovery&#34;&gt;Combinazioni di tasti per reinstallare macOS tramite macOS Recovery&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi comandi sono stati già descritti in dettaglio in un articolo recente, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;Come utilizzare macOS Recovery per reinstallare il sistema operativo del Mac&lt;/a&gt;, ma vengono riportati di nuovo qui per completezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstalla l&amp;rsquo;ultima versione di macOS installata sul Mac;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstalla l&amp;rsquo;ultima versione di macOS compatibile con il Mac;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;SHIFT&lt;/strong&gt; (⇧)-&lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;R&lt;/strong&gt;: reinstalla la versione di macOS fornita originariamente con il Mac, oppure la versione di macOS più vicina a quella originale disponibile sull&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;combinazioni-di-tasti-varie&#34;&gt;Combinazioni di tasti varie&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;T&lt;/strong&gt;: esegue l&amp;rsquo;avvio in &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201462&#34;&gt;modalità disco di destinazione&lt;/a&gt; (o &lt;em&gt;Target Disk Mode&lt;/em&gt;). In questa modalità il Mac (definito in questo caso come &lt;em&gt;target&lt;/em&gt;) si comporta come se fosse un &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Target_Disk_Mode&#34;&gt;semplice disco rigido esterno&lt;/a&gt; e può essere collegato ad un altro Mac (detto &lt;em&gt;host&lt;/em&gt;) tramite le porte Firewire, Thunderbolt o USB-C (ma non tramite la porta USB) per estrarne i dati. Se il disco rigido del Mac è crittografata con FileVault, all&amp;rsquo;avvio del Mac in modalità disco di destinazione bisognerà inserire la password di decrittazione.&lt;br&gt;&#xA;Dato che il Mac in modalità disco di destinazione si comporta a tutti gli effetti come un disco rigido esterno, è perfino possibile eseguire sul computer &lt;em&gt;host&lt;/em&gt; il sistema operativo installato sul &lt;em&gt;target&lt;/em&gt;: basterà avviare il Mac &lt;em&gt;host&lt;/em&gt; premendo il tasto &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥) (vedi sopra) e selezionare come disco di avvio il disco rigido del &lt;em&gt;target&lt;/em&gt;. L&amp;rsquo;unica limitazione è che il Mac che fa da &lt;em&gt;host&lt;/em&gt; deve essere in grado di eseguire nativamente la versione del sistema operativo installato sul &lt;em&gt;target&lt;/em&gt; (in pratica, non è possibile usare un Mac non compatibile con le versioni più recenti di macOS per far girare High Sierra o Mojave installati su  un Mac moderno messo in modalità disco di destinazione).&lt;br&gt;&#xA;La modalità disco di destinazione è una di quelle cose semplici ma geniali che possono servire una sola volta nella vita, ma che quando servono sono inestimabili. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che la cosa più importante di un computer sono i dati e i documenti conservati sul disco rigido; se il Mac non funziona bene o se il sistema operativo rifiuta di avviarsi, uno strumento che permette di recuperare facilmente i file contenuti sul disco rigido senza smontare il computer è una di quelle cose che fanno la vera differenza fra macOS e gli altri sistemi operativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;F2&lt;/strong&gt;: seleziona la &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT204592&#34;&gt;modalità monitor di destinazione&lt;/a&gt; (o &lt;em&gt;Target Display Mode&lt;/em&gt;). A differenza delle altre combinazioni di tasti presenti in questa lista, questa combinazione può essere premuta in qualunque momento e non solo all&amp;rsquo;avvio del Mac; la inserisco lo stesso qui per la sua analogia con la modalità &lt;em&gt;disco di destinazione&lt;/em&gt; appena discussa. La modalità disco di destinazione permette di usare lo schermo di un iMac come monitor esterno di un altro Mac, e potrebbe essere molto utile per chi usa un Mac portatile e vuole lavorare alla scrivania con uno schermo più grande. Dico &amp;ldquo;potrebbe&amp;rdquo; perché è supportata da un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT204592#requirements&#34;&gt;numero molto ridotto di iMac&lt;/a&gt; (più o meno quelli prodotti dal 2009 al 2014), per cui ormai è più una curiosità che una funzione realmente utilizzabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Tasto di espulsione&lt;/strong&gt; (⏏), oppure &lt;strong&gt;F12&lt;/strong&gt;, oppure &lt;strong&gt;pulsante destro del mouse&lt;/strong&gt;, oppure &lt;strong&gt;pulsante del trackpad&lt;/strong&gt;: permette di forzare l&amp;rsquo;esplusione di un CD/DVD rimasto incastrato nel lettore. L&amp;rsquo;ho usata molto spesso in passato (anche perché i Mac con il lettore di CD/DVD non avevano quasi mai il forellino che permetteva di espellere il disco ottico premendo con una graffetta), ma anche questa ormai è più che altro una funzione di interesse &lt;em&gt;storico&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;C&lt;/strong&gt;: avvia il Mac dal CD/DVD. Molto usata quando il programma di installazione di macOS (o meglio Mac OS X) veniva distribuito su CD o DVD. È un&amp;rsquo;altra funzione che ha ormai solo un interesse &lt;em&gt;storico&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt; oppure &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥)-&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;: permette di eseguire l&amp;rsquo;avvio del Mac da un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202770&#34;&gt;server NetBoot&lt;/a&gt; scegliendo l&amp;rsquo;immagine di avvio (tasto &lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;) o utilizzando l&amp;rsquo;immagine di default (tasto &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt;-&lt;strong&gt;N&lt;/strong&gt;).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; L&amp;rsquo;avvio da un server NetBoot serve solo a chi utilizza macOS Server e purtroppo &lt;a href=&#34;https://derflounder.wordpress.com/2018/08/15/the-t2-macs-the-end-of-netboot-and-deploying-from-macos-recovery/&#34;&gt;non è supportato nei Mac più recenti&lt;/a&gt;. I più curiosi possono leggere qui una &lt;a href=&#34;https://static.afp548.com/mactips/netboot.html&#34;&gt;descrizione piuttosto dettagliata&lt;/a&gt; di quello che succede quando si avvia il Mac dalla rete. Chi vuole sapere di più di NetBoot e strumenti accessori può leggere &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/3073565/how-to-master-the-netinstall-service.html&#34;&gt;questa lunga ma interessantissima serie di articoli&lt;/a&gt; su MacWorld USA.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;È più o meno il meccanismo usato da Apple per permettere la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;reinstallazione di macOS tramite macOS Recovery&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Apple Hardware Test e Apple Diagnostics</title>
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      <pubDate>Wed, 07 Aug 2019 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Oltre a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, gli utenti del Mac hanno a disposizione uno strumento di diagnostica piuttosto completo, l&amp;rsquo;Apple Hardware Test o l&amp;rsquo;Apple Diagnostics a seconda del modello di Mac, con il quale è possibile analizzare lo stato dell&amp;rsquo;hardware del computer ed individuare ciò che (eventualmente) non funziona. Perché i Mac sono computer estremamente affidabili, ma c&amp;rsquo;è sempre qualcosa che può andare storto ed è meglio essere preparati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una avvertenza preliminare: prima di usare l&amp;rsquo;Apple Hardware Test o l&amp;rsquo;Apple Diagnostics è bene scollegare dal Mac tutte le periferiche esterne, dischi rigidi, hub USB, monitor secondari, lasciando collegato solo ciò che è indispensabile per usare il Mac, in pratica il mouse, la tastiera e il monitor (per chi usa il Mac Mini o Pro).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;apple-hardware-test&#34;&gt;Apple Hardware Test&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei Mac prodotti prima di giugno 2013 questo strumento di diagnostica si chiamava Apple Hardware Test (AHT) e veniva distribuito su CD o DVD come parte della dotazione software standard di ogni nuovo Mac.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Chi non c&amp;rsquo;è l&amp;rsquo;ha più può &lt;a href=&#34;https://github.com/upekkha/AppleHardwareTest&#34;&gt;visitare questa pagina su GitHub&lt;/a&gt; e scaricare la versione di AHT compatibile con il suo modello di Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A partire da macOS 10.8.4 (Mountain Lion), cioè più o meno da quando macOS non viene più distribuito su un supporto fisico, l&amp;rsquo;Apple Hardware Test è stato integrato nel &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-sul-mac/&#34;&gt;sistema di ripristino&lt;/a&gt; del Mac e può essere richiamato premendo il tasto &lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt; all&amp;rsquo;avvio e tenendolo premuto finché non compare la schermata iniziale del programma, con la scelta della lingua (Figura 1).&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/aht-01.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Apple Hardware Test: scelta della lingua.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;uso del programma è semplicissimo: una volta scelta la lingua e cliccato sul tasto con la freccia, compare la finestra principale del programma, con il grosso pulsante &lt;code&gt;Test&lt;/code&gt; (Figura 2). Premendolo viene effettuata in pochi minuti l&amp;rsquo;analisi dei componenti hardware del Mac (Figura 3), che può essere resa più approfondita (ma anche molto più lenta) selezionando l&amp;rsquo;opzione relativa prima di eseguire il test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/aht-02.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Apple Hardware Test: schermata principale del programma.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/aht-03.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Apple Hardware Test in esecuzione.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cliccando sulle altre due linguette poste immediatamente sotto il nome del programma è possibile leggere una breve descrizione del programma oppure visualizzare il profilo hardware completo del Mac, una cosa utile in particolare quando non si riesce a caricare macOS e ad eseguire la funzione &lt;code&gt;Informazioni su questo Mac&lt;/code&gt; dal menu Apple ().&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;apple-diagnostics&#34;&gt;Apple Diagnostics&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei Mac prodotti da giugno 2013 in poi, l&amp;rsquo;Apple Hardware Test è stato sostituito da Diagnosi Apple (Apple Diagnostics o AD), uno strumento più semplice da usare, ma anche meno interessante per chi ama mettere le mani nel proprio Mac. Anche Diagnosi Apple viene eseguito premendo il tasto &lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt; all&amp;rsquo;avvio e tenendolo premuto finché non compare la schermata iniziale del programma, con la scelta della lingua (Figura 4).&lt;sup id=&#34;fnref1:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/ad-01.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. Diagnosi Apple: scelta della lingua.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta scelta la lingua del programma, Diagnosi Apple parte automaticamente ed esegue in pochi minuti l&amp;rsquo;analisi standard dei componenti hardware del Mac (Figura 5). A differenza di Apple Hardware Test, manca purtroppo la possibilità di eseguire una analisi più approfondita del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/ad-02.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 5. Diagnosi Apple in esecuzione.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine dell&amp;rsquo;analisi Diagnosi Apple mostra una schermata riepilogativa nella quale ci informa di non aver trovato problemi (Figura 6) oppure riferisce di aver trovato un problema in qualche componente hardware e fornisce un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT203747&#34;&gt;codice di riferimento&lt;/a&gt;, utile per determinare i passaggi da eseguire per risolvere il problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/08/ad-03.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 6. Diagnosi Apple: schermata finale.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cè-sempre-internet&#34;&gt;C&amp;rsquo;è sempre internet&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se non riusciamo ad eseguire l&amp;rsquo;AHT/AD dal disco rigido, ad esempio perché è proprio il disco che ci da problemi o perché l&amp;rsquo;abbiamo appena cambiato? Niente paura, possiamo sempre usare la combinazione di tasti &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; (⌥) e &lt;strong&gt;D&lt;/strong&gt; per scaricare ed eseguire l&amp;rsquo;AHT/AD direttamente da internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;non-toccate-quel-programma&#34;&gt;Non toccate quel programma!&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;AHT/AD non è l&amp;rsquo;unico strumento disponibile per analizzare lo stato dell&amp;rsquo;hardware del Mac. I tecnici del servizio di assistenza Apple hanno a disposizione l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.makeuseof.com/tag/apple-service-diagnostics-mac/&#34;&gt;Apple Service Diagnostic&lt;/a&gt; (ASD), uno strumento specifico per ogni modello di Mac prodotto, con il quale è possibile analizzare in estremo dettaglio lo stato dei componenti hardware del Mac ed individuare con precisione ciò che non funziona. Detto in altri termini, l&amp;rsquo;AHT/AD ci dice che &lt;em&gt;abbiamo&lt;/em&gt; un problema, mentre l&amp;rsquo;ASD ci dice esattamente &lt;em&gt;qual&amp;rsquo;è&lt;/em&gt; il problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei modelli prodotti a partire dal 2015, l&amp;rsquo;ASD è stato sostituito da uno strumento completamente differente, che viene eseguito direttamente da internet ed è utilizzabile solo da chi possiede le credenziali corrette di accesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se l&amp;rsquo;ASD è riservato al solo personale di assistenza Apple, la rete rigurgita di link più o meno affidabili a varie versioni di ASD. Una lista completa(?) delle versioni di ASD esistenti è disponibile in &lt;a href=&#34;https://boards.rossmanngroup.com/forum/tools/35818-apple-asd-reference-list?p=46440#post46440&#34;&gt;questo post su un forum&lt;/a&gt;. La lista si ferma al 2014 perché, come già detto, tutti i Mac prodotti successivamente utilizzano uno strumento analogo ma accessibile solo da internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcune versioni di ASD che si trovano in rete sono piuttosto interessanti, come &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/asd.2.6.3&#34;&gt;questa disponibile su archive.org&lt;/a&gt;, con la quale si può analizzare l&amp;rsquo;hardware di macchine ormai quasi &lt;em&gt;storiche&lt;/em&gt;, come gli iBook e PowerBook G4 e gli iMac e PowerMac G5.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sconsiglio vivamente di provare a scaricare l&amp;rsquo;ASD compatibile con il proprio Mac pre-2015 da altri siti più o meno legali: non solo perché l&amp;rsquo;ASD è un prodotto Apple riservato alla sola rete di assistenza, ma anche perché, nonostante la mia passione per l&amp;rsquo;hardware, trovo poco sensato per il normale utente del Mac stabilire il componente esatto che non funziona quando poi non ha gli strumenti per intervenire e riparare il guasto. Ultimo motivo (ma non per questo meno importante): l&amp;rsquo;ASD agisce ad un livello molto basso, chi ci può garantire che la copia scaricata da chissà dove non sia stata contaminata da qualche &lt;em&gt;malware&lt;/em&gt; in grado di prendere il controllo del nostro Mac e spiare tutto quello che facciamo (o peggio)? Non è difficile farlo, meglio non rischiare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;per-approfondire&#34;&gt;Per approfondire&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Supporto Apple, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201257&#34;&gt;Come usare Apple Hardware Test sul Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Supporto Apple, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202731&#34;&gt;Come usare Diagnosi Apple sul Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Supporto Apple, &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT203747&#34;&gt;Diagnosi Apple: codici di riferimento&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Peter Bowey, &lt;a href=&#34;https://www.peterboweycomputerservices.com.au/macintosh-hardware-problems.html&#34;&gt;Mac Hardware issues - Problems and Diagnostics&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;github.com/upekkha, &lt;a href=&#34;https://github.com/upekkha/AppleHardwareTest&#34;&gt;Apple Hardware Test Download Links&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;archive.org, &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/asd.2.6.3&#34;&gt;Apple Service Diagnostic 2.6.3&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Rossmann Repair Group, &lt;a href=&#34;https://boards.rossmanngroup.com/forum/tools/35818-apple-asd-reference-list&#34;&gt;Apple ASD Reference List&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inizialmente l&amp;rsquo;Apple Hardware Test veniva distribuito su un CD separato, poi è stato integrato nel DVD di installazione di Mac OS X e veniva eseguito premendo all&amp;rsquo;avvio, a seconda del modello di Mac, i tasti ALT (⌥) o D.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi dispiace per la pessima qualità delle immagini, ho provato vari metodi per fotografare lo schermo molto riflettente dei miei Mac e questo è il meglio che sono riuscito ad ottenere.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref1:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Il libro per l&#39;estate</title>
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      <pubDate>Sun, 28 Jul 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;C&amp;rsquo;era una volta il Disco per l&amp;rsquo;Estate. Nel 1968 lo vince Riccardo del Turco con &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=UbBKYfVj334&#34;&gt;Luglio&lt;/a&gt; e Franco IV e Franco I vendono palate di dischi cantando &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=bKzzxbxRc9o&#34;&gt;Ho scritto t&amp;rsquo;amo sulla sabbia&lt;/a&gt;. All&amp;rsquo;estero il 1968 è l&amp;rsquo;anno di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=NHugEELD8o8&#34;&gt;Street Fighting Man&lt;/a&gt; dei Rolling Stones, ispirato alle manifestazioni studentesche e contro la guerra del Vietnam, e di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=BGLGzRXY5Bw&#34;&gt;Revolution&lt;/a&gt; dei Beatles, ma da noi l&amp;rsquo;estate significa solo mare, sabbia, vacanze e disimpegno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non che ci sia niente di male, un po&amp;rsquo; di riposo ci vuole e fa bene, ma almeno un libro in estate lo vogliamo leggere?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il mio libro per l&amp;rsquo;estate, quello che leggerò durante le ormai prossime vacanze, è senza dubbio &lt;em&gt;Fire in the Valley: The Making of The Personal Computer (Second Edition)&lt;/em&gt;, di Paul Freiberger e Michael Swaine, uscito nel 2000.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/07/fire-in-the-valley.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Me l&amp;rsquo;ha consigliato Stefano, un nuovo collega appassionato come e più di me di tutto ciò che è retrocomputing, e non me lo sono fatto sfuggire anche se avevo già letto la prima edizione tradotta in italiano, &lt;em&gt;Com&amp;rsquo;era Verde Silicon Valley&lt;/em&gt;, uscita nel 1988 e che ormai non si trova più da nessuna parte.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima edizione di &lt;em&gt;Fire in the Valley&lt;/em&gt; è un libro fondamentale per capire come è nato e come si è sviluppato il personal computer, per avere una idea dell&amp;rsquo;atmosfera effervescente che, a cavallo fra gli anni &amp;lsquo;70 e gli anni &amp;lsquo;80, ha creato una nuova industria e ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e di lavorare come poche altre volte nella storia dell&amp;rsquo;uomo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa seconda edizione aggiunge ad una storia già estremamente interessante altri tre capitoli, quasi cento pagine, che raccontano gli &lt;em&gt;anni bui&lt;/em&gt; di Apple fino al ritorno di Steve Jobs, la nascita di internet e la sua diffusione di massa con la cosiddetta &amp;ldquo;guerra dei browser&amp;rdquo;. Sono cose di cui si sa già tutto, ma leggerle raccontate organicamente in un libro è ben diverso che trovarle in tanti articoli slegati l&amp;rsquo;uno dall&amp;rsquo;altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non sapete cosa leggere in vacanza, questo può essere il libro che fa per voi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;A proposito, per motivi troppo lunghi da raccontare qui, Stefano si ritrova una copia in più del libro, la copertina mostra qualche (minimo!) segno degli  anni, ma l&amp;rsquo;interno è perfetto, probabilmente il libro non è nemmeno mai stato aperto. Chi fosse interessato può contattarmi direttamente o tramite il blog. L&amp;rsquo;avessi saputo prima di prenderlo su eBay (con i rischi connessi) non me lo sarei fatto sfuggire di certo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la cronaca, è l&amp;rsquo;edizione da cui è tratto &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/I_pirati_di_Silicon_Valley&#34;&gt;I pirati di Silicon Valley&lt;/a&gt;, un film che dovrei decidermi di vedere una buona volta.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Windows 95: le finestre usabili di Microsoft</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Mar 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/03/windows31.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Microsoft aveva un problema. &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Windows_3.1x&#34;&gt;Windows 3.1&lt;/a&gt; era stato un grande successo, almeno per gli standard dell&amp;rsquo;epoca, e tanti utenti abituati al DOS avevano finalmente scoperto l&amp;rsquo;interfaccia grafica: &amp;ldquo;&lt;em&gt;perché mai dovrei usare un mouse?&lt;/em&gt;&amp;rdquo; era una domanda ricorrente nelle riviste di quegli anni. L&amp;rsquo;aggiornamento apparentemente minore a Windows for Workgroups 3.11 aveva perfino spinto molti uffici a dotarsi di una infrastruttura di rete, anche se ancora molto acerba (spesso era necessario spegnere e far ripartire tutti i PC collegati allo stesso segmento di rete per risolvere i problemi più ostinati).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al quarto tentativo Microsoft aveva fatto centro. Windows 1.0 e 2.0 erano orrende imitazioni del Macintosh, il &lt;em&gt;computer per tutti&lt;/em&gt; che Apple vendeva in piccoli numeri ma guadagnandoci un bel po&amp;rsquo; di soldi. Windows 3.0 aveva avuto un certo successo, ma era così instabile che bastava guardare lo schermo per mandarlo in crash. Fino all&amp;rsquo;uscita di Windows 3.1 nel 1992 gli utenti non avevano nessun motivo per abbandonare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/MS-DOS&#34;&gt;MS-DOS&lt;/a&gt;, il sistema operativo originale del &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/PC_IBM&#34;&gt;PC IBM&lt;/a&gt; e dei suoi innumerevoli cloni. Era brutto, scomodo, limitato, solo a linea di comando, ma riusciva a fare decentemente il suo lavoro e funzionava anche sui computer più datati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma dopo il successo di Windows 3.1 bisognava andare avanti e sviluppare qualcosa di nuovo e di più moderno, qualcosa che riuscisse ad attirare nuovi utenti senza allontanare quelli vecchi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come è andata ce lo racconta molto bene Kent Sullivan, uno dei componenti del  team incaricato di sviluppare l&amp;rsquo;interfaccia utente di Windows 95, in &lt;a href=&#34;http://prior.sigchi.org/chi96/proceedings/desbrief/Sullivan/kds_txt.htm&#34;&gt;The Windows® 95 User Interface: A Case Study in Usability Engineering&lt;/a&gt; (chi preferisce la versione in pdf dell&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://dl.acm.org/citation.cfm?id=238611&#34;&gt;la può trovare qui&lt;/a&gt;).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il gruppo di cui faceva pare Sullivan era composto da appena due dozzine di persone, metà incaricata delle progettazione e del collaudo dell&amp;rsquo;interfaccia, l&amp;rsquo;altra metà dell&amp;rsquo;implementazione del software.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea vincente fu quella di adottare un modello di sviluppo &lt;em&gt;iterativo&lt;/em&gt;, in cui progettazione, implementazione e collaudo non si svolgevano in compartimenti stagni, secondo specifiche definite a priori e quasi scolpite nella roccia, ma erano effettuate in modo dinamico, provando rapidamente le nuove idee e portando avanti quelle che sembravano più promettenti, facendo tesoro dei pareri di molteplici gruppi di utenti finali con livelli diversi di competenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/03/windows95.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Tutto ciò portò ad un profondo rinnovamento nell&amp;rsquo;interfaccia grafica di Windows 95, che la rese effettivamente molto più accessibile all&amp;rsquo;utente comune che nulla sapeva (e voleva sapere) di computer, sistemi operativi o comandi arcani, ma che desiderava semplicemente &lt;em&gt;usare&lt;/em&gt; il suo computer senza troppe complicazioni, più o meno come se fosse un tostapane.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Giusto, sbagliato?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da utente avanzato e di vecchia data di computer di tutti i tipi, sono convinto che un minimo di cultura generale in ambito informatico non faccia male, ma poi penso alla mia macchina, penso che posso guidarla senza sapere quasi niente di come funziona il motore o la trasmissione, e cambio idea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo non era questa l&amp;rsquo;idea alla base del Macintosh, produrre un computer così facile e intuitivo che potesse essere usato da tutti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci ha provato negli anni &amp;lsquo;80 ma senza riuscirci del tutto, soprattutto per i costi proibitivi delle macchine di allora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci è riuscita invece Microsoft con Windows 95, portando i computer in tutti gli uffici e in tutte le case, e di questo successo alla fine ne hanno beneficiato tutti i concorrenti. Anche se non amo particolarmente Microsoft, devo riconoscere che non è stata una impresa da poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E per chi vuole provare il brivido di vedere (o rivedere) Windows 95 in azione, sul solito &lt;a href=&#34;https://archive.org/&#34;&gt;Internet Archive&lt;/a&gt; è disponibile il &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/win3_W95DEMO&#34;&gt;disco dimostrativo di Windows 95&lt;/a&gt;, che Microsoft distribuì in lungo e in largo qualche mese prima del &lt;a href=&#34;https://mashable.com/2015/08/24/windows-95-launch/&#34;&gt;lancio ufficiale&lt;/a&gt; per presentare le novità del nuovo sistema operativo e per permettere agli utenti di verificare la compatibilità del loro hardware con Windows 95 (compatibilità, se ricordo bene, molto scarsa).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su Internet Archive non c&amp;rsquo;è ancora un emulatore funzionante di Windows 95, ma &lt;a href=&#34;https://www.pcjs.org/disks/pcx86/windows/win95/4.00.950/&#34;&gt;questo emulatore in JavaScript&lt;/a&gt; va alla grande, anche se il caricamento iniziale è piuttosto lento. Non manca invece l&amp;rsquo;emulatore online di &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/win3_stock&#34;&gt;Windows 3.11&lt;/a&gt;, così il tuffo nel passato è più completo (e magari qualcuno potrà provare a cercare le dfferenze descritte nell&amp;rsquo;articolo di Kent Sullivan).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo riferimento all&amp;rsquo;articolo di Sullivan l&amp;rsquo;ho trovato in questo post, &lt;a href=&#34;https://socket3.wordpress.com/2018/02/03/designing-windows-95s-user-interface/&#34;&gt;Designing Windows 95’s User Interface&lt;/a&gt;, dove l&amp;rsquo;autore ha riportato pari pari il testo dell&amp;rsquo;articolo originale perché, a suo dire, non era più disponibile in rete. Non so se è vero o no, io l&amp;rsquo;ho trovato con molta facilità, ma il post mi ha fatto scoprire un articolo molto interessante, nonché un &lt;a href=&#34;https://socket3.wordpress.com&#34;&gt;blog molto interessante&lt;/a&gt; dedicato alla storia dell&amp;rsquo;informatica personale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Prima di &#39;1984&#39;</title>
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      <pubDate>Sat, 15 Aug 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/4xmMYeFmc2Q?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il Macintosh nasce con il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=OYecfV3ubP8&#34;&gt;famoso spot &amp;ldquo;1984&amp;rdquo;&lt;/a&gt;, diretto da Ridley Scott subito dopo Blade Runner e trasmesso &amp;ndash; un&amp;rsquo;unica volta! &amp;ndash; durante il Superbowl di quell&amp;rsquo;anno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;altra (futura) stella di Hollywood è presente in &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=4xmMYeFmc2Q&#34;&gt;questo spot del Lisa&lt;/a&gt;, recuperato dai &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/2969794/business/live-blogging-an-apple-lisa-commercial-from-1983.html&#34;&gt;meandri del CD-ROM&lt;/a&gt; che accompagnava il &lt;a href=&#34;http://www.storiediapple.it/il-tam-compie-10-anni.html&#34;&gt;Mac del Ventesimo Anniversario&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un vero peccato che il &lt;a href=&#34;http://www.mac-history.net/apple-history-2/apple-lisa/2007-10-12/apple-lisa&#34;&gt;Lisa&lt;/a&gt;, la versione &lt;em&gt;maggiorata&lt;/em&gt; del primo Macintosh del 1984, con &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/2026544/the-little-known-apple-lisa-five-quirks-and-oddities.html&#34;&gt;pregi e stranezze uniche&lt;/a&gt;, non abbia avuto lo stesso successo del giovane attore dello spot.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Buon Ferragosto a tutti!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Febbre da aggiornamento</title>
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      <pubDate>Sun, 08 Feb 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente di meglio che una bella sessione di installazione di Windows per farti immediatamente riconciliare con OS X, i &lt;a href=&#34;http://fieldguide.gizmodo.com/the-worst-bugs-in-os-x-yosemite-and-how-to-fix-them-1652690924&#34;&gt;suoi bug occasionali&lt;/a&gt; e le sue &lt;a href=&#34;http://www.cultofmac.com/304592/fix-os-x-yosemites-annoying-overflowing-save-sheet-bug/&#34;&gt;idiosincrasie&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualche giorno fa mia figlia ha annunciato a colazione che il giorno dopo avrebbe dovuto portare all&amp;rsquo;università (primo anno) un PC portatile per iniziare un corso introduttivo all&amp;rsquo;uso del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I Mac erano rigorosamente proibiti, perché il professore doveva parlare di BIOS e di Word.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il legame fra il BIOS e Word mi sembrava piuttosto labile. Ma invece di addentrarmi in questo territorio scivoloso, ho fatto notare che Word gira sotto OS X esattamente come sotto Windows (la compatibilità dei file è un&amp;rsquo;altra cosa). Non fosse altro perché l&amp;rsquo;ultima versione per OS X è in grado di mostrare sia l&amp;rsquo;odioso Ribbon che il normale menu, una possibilità che gli utenti di Windows sognano ogni giorno, a meno di non &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/howto/19323/bring-office-2003-menus-back-to-2010-with-ubitmenu/&#34;&gt;installare UBitMenu&lt;/a&gt;, una di quelle utility di cui sotto Windows non si può fare  a meno.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, ormai &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/175649/what-you-need-to-know-about-using-uefi-instead-of-the-bios/&#34;&gt;nemmeno i PC usano più il BIOS&lt;/a&gt;, quindi a rigore anche la maggior parte dei suoi compagni di corso non avrebbe potuto usare il proprio portatile per esercitarsi a configurare il BIOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente da fare. I desideri del professore non si discutono (mentre quelli dei padri&amp;hellip;) e l&amp;rsquo;aggiornamento dei professori universitari non è contemplato dal contratto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto si trattava di riesumare il mio vecchio Sony Vaio, un portatile di dieci anni fa con installato Windows XP, dimenticato da tempo in un cassetto. Anche se il Vaio funzionava perfettamente prima di essere messo da parte, riaccendendolo Windows XP si bloccava poco dopo l&amp;rsquo;avvio con la solita &lt;a href=&#34;http://www.doubleclickfix.com/327/&#34;&gt;schermata blu&lt;/a&gt;. Ovviamente qualunque tentativo di riparare XP non aveva effetto, l&amp;rsquo;unica alternativa realistica era reinstallare Windows ed Office da zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho installato tutte le versioni di Windows e di Office decine di volte: so bene che significa sottoporsi ad un tour massacrante di riavvii e di aggiornamenti. Ce l&amp;rsquo;avrei mai fatta in un giorno solo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per &lt;a href=&#34;http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/domande_e_risposte/lessico/lessico_309.html&#34;&gt;il rotto della cuffia&lt;/a&gt; ma ce l&amp;rsquo;ho fatta, lavorando ininterrottamente dalle nove di mattina a mezzanotte. Una cosa noiosissima: avendo fretta dovevo per forza rimanere vicino al computer per controllare quello che succedeva, lanciare i processi di aggiornamento e poi aspettare, aspettare, aspettare. Ne ho approfittato per leggere, distrattamente, con un occhio sempre sullo schermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Installare Windows (naturalmente questa volta Windows 7) è il meno, in fondo.&#xA;Windows 7 fa quasi tutto da solo, le uniche scelte riguardano la configurazione del disco rigido (io ho deciso di cancellare tutto e di ripartire da zero), la creazione del primo utente del sistema e poco più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma una volta conclusa l&amp;rsquo;installazione e installato immediatamente l&amp;rsquo;antivirus &amp;ndash; mai, mai, mai usare Windows senza un antivirus decente! &amp;ndash; inizia il giro massacrante degli aggiornamenti, un processo ricorsivo che sembra non dovere finire mai.&#xA;Finito di installare un aggiornamento importante e dopo l&amp;rsquo;inevitabile riavvio, ci si ritrova spesso a dover aggiornare l&amp;rsquo;aggiornamento. Geniale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad un certo punto mi sono ritrovato a dover scaricare ed installare tutti insieme più di 400 pacchetti di aggiornamenti! Sono sicuro che parecchi di quei pacchetti modificano e correggono più e più volte gli stessi file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono stati anche momenti difficili, come quando uno dei 400 aggiornamenti si è bloccato a metà ed è rimasto così per più di due ore. Sono stato costretto a spegnere il PC di brutto e a riavviare, sperando di non ritrovarmi con qualche nuova &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/163452/everything-you-need-to-know-about-the-blue-screen-of-death/&#34;&gt;schermata blu mortale&lt;/a&gt;. Per fortuna questa volta Windows 7 si è avviato senza problemi ricominciando a macinare gli aggiornamenti come se nulla fosse, anche se intanto l&amp;rsquo;installazione di parecchi pacchetti era fallita miserabilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente, una volta finito con Windows vero e proprio ed installato Office, il giro di aggiornamenti-riavvii-aggiornamenti si è ripetuto, quasi senza fine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il concetto di aggiornamento cumulativo &amp;ndash; consolidare tutte le correzioni e le modifiche effettuate dall&amp;rsquo;uscita del sistema operativo ad oggi in un unico pacchetto &amp;ndash; sembra essere totalmente sconosciuto dalla parti di Redmond.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo anche chi usa Office sul Mac lo sa bene. Fino a Mavericks, una volta finito di installare Microsoft Office 2011 per OS X, i cicli di aggiornamento si susseguivano uno dopo l&amp;rsquo;altro, senza sosta. Per fortuna con Yosemite le cose sono cambiate. Aggiornare Office installato da zero su un Mac con OS X 10.10 non è più possibile, a meno di non &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/12/04/microsoft-office-2011-e-os-x-yosemite-un-matrimonio-complicato/&#34;&gt;ricorrere ad un trucco&lt;/a&gt;. Più che un baco, ormai lo considero un vantaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente insieme a &lt;a href=&#34;http://www.revouninstaller.com/revo_uninstaller_free_download.html&#34;&gt;Revo Uninstaller&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/ccleaner&#34;&gt;CCleaner&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/defraggler&#34;&gt;Defraggler&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/recuva&#34;&gt;Recuva&lt;/a&gt; (lo so anch&amp;rsquo;io che le ultime tre sono tutte di &lt;a href=&#34;https://www.piriform.com/&#34;&gt;Piriform&lt;/a&gt;, ma non è colpa mia se il loro software è ottimo).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>TUAW addio</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/02/01/tuaw-addio/</link>
      <pubDate>Sun, 01 Feb 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Per anni ho fatto quasi ogni giorno una capatina su &lt;a href=&#34;http://www.tuaw.com/&#34;&gt;TUAW&lt;/a&gt;, The Unofficial Apple Weblog, che ho sempre considerato uno dei siti di notizie e recensioni sui prodotti Apple più affidabili ed equilibrati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://www.aol.com/&#34;&gt;America On Line (AOL)&lt;/a&gt;, proprietario del blog e uno dei giganti della rete, ha deciso che dal 2 Febbraio, dopo dieci anni di servizio inappuntabile, &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2015/1/30/7949485/aol-shutting-down-tuaw-apple&#34;&gt;TUAW verrà chiuso definitivamente&lt;/a&gt;, cadendo sotto la mannaia di una ristrutturazione complessiva del gruppo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;America On Line sul suo sito principale si &lt;a href=&#34;http://corp.aol.com/&#34;&gt;presenta così&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;At AOL, we&amp;rsquo;re in the business of making the Internet better &amp;ndash; period.&lt;br&gt;&#xA;Through innovation and creativity, we&amp;rsquo;ve raised the bar and set the standard for what we believe high quality content is on the Internet.&lt;br&gt;&#xA;Our content sites and products allow more than 250 million visitors around the world to access the best collection of journalists, artists and musicians on the web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Noi di AOL abbiamo l&amp;rsquo;obiettivo di rendere Internet migliore &amp;ndash; punto.&lt;br&gt;&#xA;Attraverso innovazione e creatività abbiamo alzato l&amp;rsquo;asticella e stabilito lo standard di quello che crediamo siano i contenuti di alto livello su Internet.&lt;br&gt;&#xA;I nostri siti e i nostri prodotti consentono a più di 250 milioni di visitatori di tutto il mondo di accedere al miglior gruppo di giornalisti, artisti e musicisti della rete).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intanto però buttano fuori senza complimenti 150 dipendenti, prime vittime della ristrutturazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi lo avesse dimenticato, AOL è la stessa azienda che comprò &lt;a href=&#34;http://web.archive.org/web/20060427112146/http://money.cnn.com/magazines/fortune/fortune_archive/2005/07/25/8266639/index.htm&#34;&gt;Netscape&lt;/a&gt; per più di &lt;a href=&#34;http://news.cnet.com/2100-1023-218360.html&#34;&gt;4 miliardi di dollari nel 1998&lt;/a&gt;, per &lt;a href=&#34;http://techcrunch.com/2007/12/28/a-sad-milestone-aol-to-discontinue-netscape-browser-development/&#34;&gt;ucciderlo nove anni dopo&lt;/a&gt;, quando era ormai diventato irrilevante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche TUAW era stato acquistato da AOL poco più di &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/uncategorized/2005/10/5397-2/&#34;&gt;nove anni fa&lt;/a&gt;. La storia si ripete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;appuntamento giornaliero con TUAW mi mancherà.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Sono passati 25 anni: le origini del web</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2014/05/15/sono-passati-25-anni-le-origini-del-web/</link>
      <pubDate>Thu, 15 May 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;[caption width=&amp;ldquo;1120&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;http://www.w3.org/History/1994/WWW/Journals/CACM/screensnap2_24c.gif&#34;&gt;&lt;img src=&#34;http://www.w3.org/History/1994/WWW/Journals/CACM/screensnap2_24c.gif&#34; width=&#34;1120&#34; alt=&#34;WorldWideWeb, il primo browser web per il Next Cube (1990).&#34; class /&gt;&lt;/a&gt;WorldWideWeb, il primo browser web per il Next Cube (1990).[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quest&amp;rsquo;anno si celebrano i &lt;a href=&#34;http://www.webat25.org/about/history&#34;&gt;25 anni del World Wide Web&lt;/a&gt;, la tecnologia che ha permesso la diffusione di massa di Internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il web nasce nel 1989 con la proposta del fisico &lt;a href=&#34;http://www.w3.org/People/Berners-Lee/&#34;&gt;Tim-Berners Lee&lt;/a&gt; all&amp;rsquo;amministrazione del &lt;a href=&#34;http://home.web.cern.ch&#34;&gt;CERN&lt;/a&gt; di creare un sistema distribuito costituito da documenti legati gli uni agli altri da opportune parole chiave - i cosiddetti &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Ipertesto&#34;&gt;ipertesti&lt;/a&gt; &amp;ndash; che rendesse più semplice lo scambio e la diffusione delle informazioni fra i ricercatori del CERN, impegnati in progetti che coinvolgevano migliaia di persone sparse in ogni angolo della Terra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La presentazione ufficiale del Web avvenne nel corso della &lt;a href=&#34;http://www94.web.cern.ch/WWW94/&#34;&gt;First International Conference on the World-Wide Web&lt;/a&gt; del maggio del 1994, esattamente 20 anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;http://www.w3.org/History/1989/proposal.html&#34;&gt;proposta originale&lt;/a&gt; è stata scritta con un Mac e non a caso: uno dei primi programmi per gestire gli ipertesti prima dell&amp;rsquo;avvento del World Wide Web è stato &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/CC501_hypercard&#34;&gt;HyperCard&lt;/a&gt; di Bill Atkinson, forse il programma più famoso sviluppato per Mac OS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mondo del Mac ha messo lo zampino anche nel primo browser (con editor HTML integrato), il &lt;a href=&#34;http://digital-archaeology.org/the-nexus-browser&#34;&gt;WorldWideWeb&lt;/a&gt; &amp;ndash; rinominato poco dopo &lt;em&gt;Nexus&lt;/em&gt; per evitare confusioni con il Web vero e proprio &amp;ndash; &lt;a href=&#34;http://www.w3.org/People/Berners-Lee/WorldWideWeb.html&#34;&gt;sviluppato nel 1990 da Tim Berners-Lee su (e per) computer NeXT Cube&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;http://info.cern.ch/&#34;&gt;primo sito web&lt;/a&gt; è ancora online ed è attualmente &lt;a href=&#34;http://first-website.web.cern.ch/&#34;&gt;in fase di restauro&lt;/a&gt; per riportarlo per quanto è possibile allo stato originario dell&amp;rsquo;inizio degli anni &amp;lsquo;90. Può essere navigato sia usando &lt;a href=&#34;http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html&#34;&gt;un browser moderno&lt;/a&gt; che tramite uno splendido simulatore del &lt;a href=&#34;http://line-mode.cern.ch/www/hypertext/WWW/TheProject.html&#34;&gt;line-mode browser&lt;/a&gt; (&lt;em&gt;browser a modalità di linea&lt;/em&gt;), il &lt;a href=&#34;http://line-mode.cern.ch/&#34;&gt;browser multipiattaforma&lt;/a&gt; sviluppato presso il CERN allo scopo di consentire a chiunque l&amp;rsquo;accesso al web, anche tramite i terminali seriali a caratteri dell&amp;rsquo;epoca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Particolarmente curiosa è la pagina relativa all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://info.cern.ch/hypertext/DataSources/WWW/Servers.html&#34;&gt;elenco dei server web esistenti nel 1992&lt;/a&gt;: una trentina!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il World Wide Web è un bellissimo esempio di come la ricerca fondamentale &amp;ndash; il &lt;a href=&#34;http://home.web.cern.ch/about&#34;&gt;CERN si occupa di fisica delle particelle&lt;/a&gt;, i mattoni fondamentali dell&amp;rsquo;universo, un settore della scienza apparentemente molto lontano dalla vita di tutti i giorni &amp;ndash; possa avere ricadute assolutamente imprendibili e molto più fruttuose dei soldi spesi per finanziare la ricerca stessa. Come nel caso della corsa allo spazio degli anni &amp;lsquo;60, che ha dato fra l&amp;rsquo;altro origine allo sviluppo travolgente dei &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Integrated_circuit&#34;&gt;circuiti integrati&lt;/a&gt; e più in generale della tecnologia microelettronica, senza la quale non esisterebbe il mondo come lo conosciamo oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa che tanti &amp;ndash; soprattutto la nostra classe politica &amp;ndash; dimentica troppo spesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci tenevo a parlarne qui.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo</title>
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      <pubDate>Fri, 21 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://www.youtube.com/watch?v=uBe-BZMY2nw&#34;&gt;Allora inventatevi come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo.&lt;/a&gt; &amp;ndash; Apollo 13 (1995)&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/uBe-BZMY2nw?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho già scritto di come &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;un semplice disco SSD connesso via Firewire 800 al mio iMac del 2008&lt;/a&gt; abbia trasformato una macchina ansimante e già pronta per la pensione in un computer moderno ed adeguato ad un utilizzo casalingo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La transizione dal disco meccanico al disco SSD è stata facile. Ma poiché il disco interno originale dell&amp;rsquo;iMac era da 500 GB e l&amp;rsquo;SSD da soli 250 GB, non è stato possibile copiare semplicemente tutto il contenuto del vecchio disco nel nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho deciso quindi di usare il disco SSD per il solo sistema operativo, le applicazioni e per i documenti degli altri utenti (in questo caso specifico mia moglie e le mie figlie).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i file multimediali, ebook, musica, foto, video, e la maggior parte dei miei file (che consumano un sacco di spazio: solo i pdf dei &lt;a href=&#34;#ZgotmplZ&#34;&gt;vecchi numeri di Byte&lt;/a&gt; occupano circa 50 GB e fra mp3 e fotografie se ne vanno altri 150 GB) dovevano invece finire sul disco meccanico interno, sia per motivi di spazio sia perché il disco interno è comunque in grado di gestirli senza rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non volevo comunque modificare l&amp;rsquo;organizzazione dei file nelle rispettive cartelle, ed era quindi indispensabile poter cambiare la posizione fisica dei file nei due  dischi rigidi senza che l&amp;rsquo;utente se ne rendesse conto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra una cosa complicata, ma non lo è se si sanno usare i &lt;em&gt;collegamenti simbolici&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;collegamenti-simbolici&#34;&gt;Collegamenti simbolici&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei sistemi operativi basati su Unix, come Linux e OS X, i &lt;code&gt;collegamenti simbolici&lt;/code&gt; (in inglese &lt;em&gt;symlink&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt;) sono file che si riferiscono ad altri file o cartelle.  Insomma, un collegamento simbolico è più o meno un file che contiene all&amp;rsquo;interno solo un puntatore ad un altro file o ad un&amp;rsquo;altra cartella.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è un caso che il Finder di OS X li rappresenti graficamente con l&amp;rsquo;icona di un documento vuoto con in basso una piccola freccia ricurva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I collegamenti simbolici possono puntare non solo a file posti sullo stesso disco rigido (&lt;em&gt;volume&lt;/em&gt;) ma anche a file su altre partizioni dello stesso disco o di altri dischi rigidi. Proprio questa caratteristica faceva al caso mio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I computer Apple dispongono già dai tempi di Mac OS &lt;em&gt;Classico&lt;/em&gt; degli &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Alias_%28Mac_OS%29&#34;&gt;alias&lt;/a&gt;, un tipo di file molto simile ai collegamenti simbolici. Rispetto a questi, gli alias hanno il vantaggio di continuare a puntare al file a cui si riferiscono anche se questo viene spostato in un&amp;rsquo;altra posizione del disco rigido, mentre i collegamenti simbolici non si &lt;em&gt;accorgono&lt;/em&gt; della cancellazione o dello spostamento dei file a cui puntano, diventando &lt;em&gt;collegamenti morti&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;collegamenti orfani&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;dead link&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;orphaned link&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però &lt;a href=&#34;https://discussions.apple.com/thread/3988292&#34;&gt;gli alias occupano molto più spazio sul disco&lt;/a&gt; di un collegamento simbolico (anche alcune centinaia di kB ciascuno), non sono &lt;em&gt;portabili&lt;/em&gt; su altri sistemi operativi e non possono essere gestiti dalla riga di comando ma solo dall&amp;rsquo;interfaccia grafica di OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se questo caso specifico avrei potuto usarli comunque, ho preferito utilizzare uno strumento standard dei sistemi basati su Unix piuttosto che uno proprietario. E poi, in fondo tutta questa discussione è in fondo solo una scusa per introdurre i &lt;em&gt;symlink&lt;/em&gt;&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;trasferimento-dei-file&#34;&gt;Trasferimento dei file&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui miei Mac da anni salvo tutti i miei documenti in alcune cartelle ben definite, situate nella mia cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt;, per capirci la cartella contrassegnata con l&amp;rsquo;icona della casetta (nei sistemi Unix questa cartella è chiamata la &lt;code&gt;home&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente, da cui deriva l&amp;rsquo;icona con cui viene rappresentata dal Finder).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le mie cartelle standard sono poche, ma ciascuna di esse è divisa ulteriormente in decine o centinaia di altre cartelle annidate l&amp;rsquo;una nell&amp;rsquo;altra.&#xA;Questa organizzazione mi consente di associare i file alla loro posizione all&amp;rsquo;interno di ciascuna cartella, una specie di ricerca &lt;em&gt;visuale&lt;/em&gt; che per me è decisamente più pratica di quella effettuata tramite Spotlight e simili (anche se a volte usare Spotlight è indispensabile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quella che segue è l&amp;rsquo;immagine della mia cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; prima della transizione al disco SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/home_prima.png?w=605&#34; alt=&#34;home_prima&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;495&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-613&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le cartelle &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Research&amp;rdquo; e &amp;ldquo;Papers&amp;rdquo; sono le più grosse e contengono attualmente alcune decine di GB ciascuna, fino ad oltre 100 GB per &amp;ldquo;Research&amp;rdquo;. Nella cartella &amp;ldquo;My Documents&amp;rdquo; conservo tutti i miei documenti di lavoro e personali, mentre uso la cartella standard &amp;ldquo;Documents&amp;rdquo; solo per le cartella di sincronizzazione di &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://www.copy.com&#34;&gt;Copy&lt;/a&gt;, i documenti di &lt;a href=&#34;http://brettterpstra.com/projects/nvalt/&#34;&gt;nvALT&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://www.marinersoftware.com/products/macjournal&#34;&gt;MacJournal&lt;/a&gt; e, ahimè, i dati utente di Microsoft Office (perché mai la Microsoft si ostini a metterli lì invece che in Library mi è sempre stato incomprensibile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che ho fatto in definitiva è stato spostare la maggior parte di queste cartelle dal disco SSD al disco rigido interno, sostituendole nella mia &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; con dei collegamenti simbolici che puntano alle cartelle spostate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, dopo aver spostato la cartella &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo; sul disco interno &amp;ldquo;Files HD&amp;rdquo;, ho creato un collegamento simbolico alla nuova posizione di &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo; eseguendo da Terminale il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Documentation&amp;quot; &amp;quot;~/Documentation&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove il simbolo &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; indica la cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt;. Le virgolette sono necessarie ogni volta che, come in questo caso, il nome del file contiene degli spazi. In generale, il collegamento simbolico viene creato con il comando &lt;code&gt;ln -s&lt;/code&gt; seguito dal percorso alla cartella (o al file) originale e dal percorso del symlink.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s /percorso/al/file/originale /percorso/del/symlink&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Volendo avrei anche potuto &lt;em&gt;tradurre&lt;/em&gt; in italiano il nome originale della cartella &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo;, modificando il nome del collegamento simbolico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Documentation&amp;quot; &amp;quot;~/Documentazione&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine di tutto la mia cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; è diventata&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/home_dopo.png?w=605&#34; alt=&#34;home_dopo&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;494&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-612&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra che non sia cambiato nulla, a meno di non far caso alla piccola freccetta sull&amp;rsquo;icona delle cartelle spostate. In realtà ho spostato tutte le cartelle sul disco interno originale, lasciando sull&amp;rsquo;SSD solo &amp;ldquo;My Documents&amp;rdquo; che contiene i file che uso più spesso e che comunque è grande solo una decina di GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcosa di simile l&amp;rsquo;ho fatta anche per la cartella &amp;ldquo;Download&amp;rdquo;, che occupa centinaia di GB di spazio sul disco rigido. Essendo una delle cartelle generate automaticamente da OS X al momento della creazione dell&amp;rsquo;account utente, ho preferito non trasferirla sul disco interno. Ho scelto invece di creare una cartella omonima sul disco interno e di generare poi i collegamenti simbolici a ciascuna delle cartelle contenute al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, il comando per creare il collegamento simbolico alla cartella contenente i miei download relativi a Linux è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Downloads/Linux&amp;quot; &amp;quot;~/Downloads/Linux&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver trasferito tutto il contenuto sul disco interno, la mia cartella Download si presenta così:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/downloads_dopo.png?w=605&#34; alt=&#34;downloads_dopo&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;494&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-611&#34; /&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;dettagli-quasi-tecnici&#34;&gt;Dettagli (quasi) tecnici&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;La descrizione precedente sarebbe più che sufficiente se non si scontrasse con una ulteriore esigenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avevo deciso infatti di riformattare il disco rigido interno prima di cominciare ad usarlo come descritto sopra. Per esperienza so che, dopo anni di salvataggi e cancellazioni di file e dopo quattro aggiornamenti di OS X (passando senza mai reinstallare il sistema operativo da Leopard a Mavericks), non fa certo male &lt;em&gt;rinfrescare&lt;/em&gt; la struttura dati del disco rigido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciò significava però dover salvare preliminarmente i file di ciascun utente su un rigido USB, formattato con &lt;em&gt;Disk Utility&lt;/em&gt; in formato &lt;em&gt;Mac OS X Extended (Journaled)&lt;/em&gt; e chiamato &amp;ldquo;Backup HD&amp;rdquo;, assicurandosi di fare errori e non dimenticare nulla (per stare più tranquilli, è fondamentale aver fatto anche un backup completo dei file con Time Machine).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la copia dei file dei vari utenti ho cercato di usare il Finder, ma in alcuni casi, per problemi di permessi, sono stato obbligato ad usare la linea di comando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per copiare sul disco &amp;ldquo;Backup HD&amp;rdquo; l&amp;rsquo;intera cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;utente con nome breve &amp;ldquo;user&amp;rdquo; (il nome breve di un utente è quello che si vede nel Finder accanto all&amp;rsquo;icona della casetta), ho eseguito i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ mkdir &amp;quot;/Volumes/Backup HD/user&amp;quot;&#xA;$ cd ~&#xA;$ cp -p -R . &amp;quot;/Volumes/Backup HD/user&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dopo aver fatto il login nell&amp;rsquo;account di &amp;ldquo;user&amp;rdquo;. Il primo comando crea la cartella &amp;ldquo;user&amp;rdquo; sul disco USB, il secondo assicura di essere posizionati nella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;utente e l&amp;rsquo;ultimo comando esegue la copia di tutti i file di &amp;ldquo;user&amp;rdquo;  sul disco USB preservando i permessi di accesso (cioè la possibilità degli utenti del sistema di leggere, modificare od eseguire ciascun file) e gli attributi di ciascun file (ad esempio il proprietario del file o la data di ultimo accesso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho ripetuto questa sequenza dei comandi per ciascun utente del sistema (avrei anche potuto usare &lt;code&gt;sudo&lt;/code&gt; ma non entriamo in troppi dettagli inutili).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine ho installato e configurato OS X 10.9 sul disco SSD ed ho eseguito il trasferimento delle cartelle descritto più sopra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credetemi, è molto più complicato descriverlo di quanto lo sia in realtà.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Una transizione memorabile</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2014/03/02/una-transizione-memorabile/</link>
      <pubDate>Sun, 02 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;A casa ho un &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/IMac_Aluminum&#34;&gt;iMac Aluminum del 2008&lt;/a&gt; condiviso da tutta la famiglia. Dato l&amp;rsquo;uso intenso, negli ultimi tempi sono stato combattuto fra l&amp;rsquo;idea di affiancarlo con un secondo Mac, preferibilmente un Air, o di cercare di renderlo più veloce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel corso degli anni, infatti, le prestazioni dell&amp;rsquo;iMac si sono degradate notevolmente. Il suo momento migliore è stato con Snow Leopard: il sistema era reattivo e scattante e io stesso mi stupivo osservando come fossero sufficienti solo pochi secondi per passare dalla schermata di login (quella dove sono elencati i vari utenti) ad un desktop perfettamente funzionale. Tutta un&amp;rsquo;altra cosa rispetto alla lentezza (anche alcuni minuti!) del login di Windows XP, che vedevo quasi ogni giorno sui PC dei colleghi o degli amici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo con Lion e Mountain Lion le cose sono peggiorate: il login è diventato lento come con XP (!) e il sistema in generale ha iniziato a diventare avvertibilmente più lento e &lt;em&gt;pesante&lt;/em&gt;. Le applicazioni partivano come &lt;a href=&#34;http://nuke.giancarloanastasi.it/Tecnologia/ceraunavoltailDiesel/tabid/69/Default.aspx&#34;&gt;un&amp;rsquo;auto diesel degli anni &amp;lsquo;70&lt;/a&gt; ed era praticamente impossibile utilizzare il cambio rapido di utente, che è una vera manna su un sistema condiviso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiornando a Mavericks la situazione è migliorata, anche se non in modo decisivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era tempo di fare qualcosa o di comprare un nuovo Mac. L&amp;rsquo;hacker che è in me mi suggeriva di spendere la metà di un Air prendendo un PC portatile di qualità discreta, di buttare via Windows 8 e di installarci OS X (prima o poi lo farò&amp;hellip;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece ho deciso di seguire un approccio più convenzionale, provando ad usare un disco SSD. Inoltre, poiché l&amp;rsquo;iMac Aluminum è piuttosto fastidioso da aprire e &lt;a href=&#34;http://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;20-Inch&amp;#43;EMC&amp;#43;2133&amp;#43;and&amp;#43;2210&amp;#43;Hard&amp;#43;Drive&amp;#43;Replacement/1008&#34;&gt;bisogna smontarlo quasi completamente per accedere all&amp;rsquo;hard-disk&lt;/a&gt;, ho voluto essere prudente collegando l&amp;rsquo;SSD dall&amp;rsquo;esterno tramite la porta Firewire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È ben noto che la porta Firewire è più &lt;em&gt;efficiente&lt;/em&gt; della porta USB corrispondente. Nel primo caso, Firewire 400 e USB 2, non c&amp;rsquo;è storia, mentre nel secondo le cose sono leggermente più complesse. Infatti, se è vero che i benchmark mostrano che &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/2039427/how-fast-is-usb-3-0-really-.html&#34;&gt;la Firewire 800 è più lenta della USB 3&lt;/a&gt; nel trasferire singoli file di grandi dimensioni, è altrettanto vero che la Firewire 800 è più efficiente nel trasferimento di tanti file piccoli ed è quindi più adatta a gestire un disco esterno su cui sia installato un sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso il mio iMac possiede una porta Firewire 800 ma solo porte USB 2 e quindi la scelta era obbligata&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;SSD ho scelto un disco Samsung EVO. I Samsung sono oggi i migliori dischi SSD per rapporto qualità/prezzo e tutte le recensioni sono giustamente entusiastiche. E del resto, dovendo usare la porta Firewire, molto più lenta dell&amp;rsquo;interfaccia Serial ATA interna, non aveva senso scegliere un modello come il PRO, più performante ma anche più costoso. Ho trovato in offerta online il Samsung EVO da 250 GB a 140 euro, circa mezzo euro a GB, e non me lo sono fatto sfuggire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insieme al disco ho preso un case esterno Icy Box con porte Firewire 800 e USB 3.0 in alluminio: si adatta bene all&amp;rsquo;estetica dell&amp;rsquo;iMac e la qualità costruttiva è ottima. Il prezzo non troppo, quasi 60 euro sono molti, almeno in rapporto al prezzo dell&amp;rsquo;SSD, ma si sa bene che l&amp;rsquo;elettronica costa poco mentre in confronto la meccanica è molto più cara.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inserito il disco SSD nel case e collegato il cavo Firewire al Mac, ho installato OS X 10.9.1/Mavericks scaricandolo dallo Store (e qui un grazie alla Apple che ha reso molto più semplice scaricare più volte le varie versioni di OS X!)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho preferito eseguire una installazione da zero piuttosto che trasferire il sistema operativo e i dati dal vecchio hard-disk meccanico per poter osservare meglio le prestazioni di un &lt;em&gt;sistema pulito&lt;/em&gt; in questa configurazione. Inoltre il disco SSD è più piccolo di quello interno e quindi sarebbe stato comunque impossibile un trasferimento puro e semplice di tutto il suo contenuto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È bastato installare OS X per accorgersi della differenza: l&amp;rsquo;installazione è durata circa la metà del tempo rispetto a quanto avevo impiegato poco tempo prima per aggiornare a Mavericks sul disco interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma è stata poi la vera esperienza d&amp;rsquo;uso giornaliera ad essere sbalorditiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema è tornato ad essere reattivo come ai temi di Snow Leopard e ora le applicazioni si aprono immediatamente, o quasi. Anche iTunes, che prima impiegava decine di secondi. Anche Word &amp;ndash; che evito il più possibile di usare perché impiega un tempo lunghissimo a caricarsi anche sul mio MacBook Pro del 2011 &amp;ndash; ora parte in pochi secondi (questo non mi farà cambiare idea su Word, ma almeno mi renderà meno pesante usarlo quando è assolutamente necessario).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente di nuovo si dirà. Si sa bene che un disco SSD è nettamente più veloce di uno convenzionale. Che senso ha ripeterlo per l&amp;rsquo;enensima volta qui?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, lo so bene anch&amp;rsquo;io che un SSD è molto più veloce di un disco meccanico, &lt;strong&gt;ma qui stiamo parlando di una installazione su un disco esterno&lt;/strong&gt;, fatta senza aprire il Mac e correre il rischio di far danni. Una installazione che può fare chiunque, anche se sa usare a malapena un cacciavite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già così l&amp;rsquo;aumento di velocità del sistema è notevolissimo. Immagino cosa otterrei se montassi il disco all&amp;rsquo;interno. Con 200 euro ho dato veramente una nuova vita ad un Mac sulla via del pensionamento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unica cosa un po&amp;rsquo; complicata è stata quella di configurare al meglio il sistema in modo da usare il disco SSD per il sistema operativo e le applicazioni e il disco interno per i soli dati (almeno i miei, i file di mia moglie e delle mie figlie occupano pochissimo spazio sul disco rigido rispetto a me e quindi non vale la pena preoccuparsene). Ma di questo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;vale le pena parlarne in un post apposito&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un secondo SSD è già in viaggio: &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5/&#34;&gt;&lt;em&gt;stay tuned&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>I miei 30 anni di Mac</title>
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      <pubDate>Mon, 27 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ho avuto la fortuna di riuscire ad usare &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; il primo &lt;a href=&#34;http://oldcomputers.net/macintosh.html&#34;&gt;Macintosh 128k&lt;/a&gt;, pochi mesi dopo la sua uscita. È stata un&amp;rsquo;esperienza emozionante e ne ricordo ancora perfettamente tutti i particolari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi stavo aggirando nel vecchio Dipartimento di Fisica di Torino quando un amico mi chiamò furtivamente per trascinarmi senza complimenti in un corridoio secondario del Dipartimento. Lo conoscevo, c&amp;rsquo;erano alcuni laboratori di elettronica dove lavoravano degli amici tesisti. Ogni tanto passavo da lì per salutare, ma poiché era riservato ai &lt;em&gt;particellari&lt;/em&gt; (nel gergo di allora, i fisici che studiavano la fisica delle particelle), non avevo molto da fare lì. Proprio parlando in una stanza con uno di loro, avevo deciso di passare a &lt;em&gt;stato solido&lt;/em&gt; (quella che oggi si chiama fisica della materia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;amico carbonaro mi portò in una stanza dove non ero mai stato. L&amp;rsquo;ingresso era quasi bloccato da un vecchio &lt;a href=&#34;http://www.hampage.hu/pdp-11/&#34;&gt;PDP-11&lt;/a&gt;, un armadio alto due metri, ormai in disuso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oltre il PDP-11 c&amp;rsquo;era una scrivania, una di quelle tipiche da laboratorio in metallo con i cassetti al lato, e sopra la scrivania&amp;hellip; lui!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sapevo perfettamente cos&amp;rsquo;era. Avevo letto avidamente &lt;a href=&#34;http://issuu.com/adpware/docs/mc028/44?e=0&#34;&gt;le prime presentazioni del Macintosh&lt;/a&gt; pubblicate fra febbraio e marzo su &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Bit_%28rivista%29&#34;&gt;Bit&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.mcmicrocomputer.org/&#34;&gt;MC Microcomputer&lt;/a&gt;, le riviste storiche di microinformatica in Italia. Conoscevo molto bene la Apple: l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://apple2history.org/&#34;&gt;Apple II&lt;/a&gt; era il computer di riferimento dell&amp;rsquo;epoca, usatissimo anche all&amp;rsquo;università, insieme al &lt;a href=&#34;http://www.mcmanis.com/chuck/computers/vaxen/&#34;&gt;VAX&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo io a casa dovevo accontentarmi di un misero &lt;a href=&#34;http://oldcomputers.net/vic20.html&#34;&gt;VIC-20&lt;/a&gt; con espansione di memoria da 8(!) kB autocostruita e poi di un &lt;a href=&#34;http://oldcomputers.net/c64.html&#34;&gt;Commodore 64&lt;/a&gt;, di cui conoscevo ogni locazione di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ero abituato a cassoni enormi, ad armadi pieni di lucine e di interruttori, perfino l&amp;rsquo;Apple II era bello grande. Al confronto il Macintosh sembrava un giocattolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi sedetti davanti al monitor da 9 pollici, così minuto rispetto ai terminaloni a cui ero abituato, e toccai per la prima volta un &lt;a href=&#34;http://sloan.stanford.edu/mousesite/1968Demo.html&#34;&gt;mouse&lt;/a&gt;. Non ci volle molto per abituarsi, era molto più semplice da usare di quanto immaginassi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Incredibile! Pochi anni prima, al primo anno di università, usavo ancora le schede perforate. L&amp;rsquo;anno dopo mi ero intrufolato in una sala terminali di informatica che mi sembrava un paradiso tecnologico. Ero abituato a inserire comandi al computer e ad aspettare la risposta per delle mezz&amp;rsquo;ore. Ed ora? Ora, invece, tutto quello che facevo compariva immediatamente sul piccolo monitor che avevo davanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era emozionante. Sentivo confusamente di stare osservando il futuro. Il mondo dei computer non sarebbe stato più lo stesso, l&amp;rsquo;élite dei meccanici, che conoscevano i dettagli intimi del funzionamento dei computer (élite a cui sentivo di appartenere un po&amp;rsquo; anch&amp;rsquo;io) sarebbe stata travolta dai neopatentati, che il computer l&amp;rsquo;avrebbero solo usato, senza avere la minima idea di come funzionasse. E tutto grazie a un piccolo computer che sembrava un giocattolo, ma che costava come una utilitaria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo un po&amp;rsquo; il mio amico si avvicinò e mi disse: &amp;ldquo;Ha fatto lo stesso effetto anche a me&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era tardi, l&amp;rsquo;istituto stava per chiudere e dovemmo andare via e lasciare il nostro nuovo giocattolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo rubarono subito. Non lo vedemmo più.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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