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    <title>Macbook Pro on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Macbook Pro on Melabit</description>
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      <title>Il ritorno di MagSafe</title>
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      <pubDate>Wed, 28 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;apertura della scatola del &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/08/26/da-air-ad-air/&#34;&gt;nuovo Air M2&lt;/a&gt; ha riservato una piccola sorpresa. Non solo perché il modello Mezzanotte si dimostra davvero molto più elegante e moderno degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa, ma anche perché ho ritrovato un vecchio amico, il connettore di alimentazione MagSafe, che nei MacBook Air e Pro più recenti era stato inspiegabilmente eliminato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2516.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Sembra una cosa da poco, ma quando ti ritrovi con un computer in pezzi perché un amico è inciampato nel cavo di alimentazione, impari ad apprezzare un sistema di collegamento che si sgancia facilmente in caso di necessità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Menzione speciale per il cavo di alimentazione con la guaina rivestita in tessuto; è molto più flessibile e, secondo me, anche molto più duraturo rispetto ai precedenti cavi in plastica, troppo rigidi e facilmente danneggiabili.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Peccato solo per la discrepanza di colore fra il connettore MacSafe e quello USB-C, ma è anche vero che l&amp;rsquo;alimentatore è bianco e quindi ha senso che il connettore sia in tinta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2524.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Anche l&amp;rsquo;alimentatore ha ora due porte USB-C, cosa che permette di ricaricare l&amp;rsquo;iPhone o l&amp;rsquo;iPad senza aver bisogno di portarsi dietro un secondo alimentatore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La reintroduzione del connettore MagSafe porta con sé un altro beneficio: a differenza del MacBook Air M1, che disponeva di due porte USB-C/Thunderbolt di cui una destinata di fatto alla ricarica, il MacBook Air M2 (e anche il modello M3) ora mette a disposizione due porte USB-C/Thunderbolt sempre utilizzabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2526.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Certo, un hub multiporta non fa mai male, soprattutto se oltre alle classiche porte USB dispone di un connettore HDMI e magari anche di una presa Ethernet. Io ho ne &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B0BWMY5LBW?ref=ppx_yo2ov_dt_b_fed_asin_title&#34;&gt;preso uno&lt;/a&gt; un po&amp;rsquo; più grosso e pesante della media ma che dispone perfino di un connettore VGA, che può essere ancora utile in ambienti non troppo aggiornati dal punto di vista tecnologico, come la scuola.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il cavo dell&amp;rsquo;Air M1 è uno di questi. Per fortuna Apple lo ha reso facilmente sostituibile con un cavo più adeguato.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Da Air ad Air</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-26-da-air-ad-air/fluximageai-1724448260028.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;suo MacBook Air M1&lt;/a&gt; era stato requisito dalla nostra figlia più grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a &lt;a href=&#34;https://appleworld.today/2022/03/steve-jobs-four-quadrant-plan-would-no-longer-work-but-apples-product-line-is-overly-complicated/&#34;&gt;quattro quadranti&lt;/a&gt; introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; quindi bisogna fare delle scelte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno potrebbe chiedersi: cosa ce ne importa a noi lettori di questo blog del computer di tua moglie? È vero, è una questione che al mondo interessa meno di zero. Tuttavia, le esigenze di mia moglie sono molto più rappresentative di quelle dell&amp;rsquo;utente medio di quanto possano essere le mie, quindi queste considerazioni potrebbero rivelarsi utili per orientarsi un po&amp;rsquo; meglio tra l&amp;rsquo;offerta Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per cominciare, niente computer desktop, quindi niente Mac Mini o iMac (il Mac Studio e il Mac Pro non sono certo destinati ad un utente medio come mia moglie). Io preferisco ancora i desktop, del resto uso ogni giorno sia un Mac Studio che un Mini, ma è anche vero che ho a disposizione diversi portatili ed iPad per le mie esigenze mobili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando il computer personale è unico, non c&amp;rsquo;è dubbio, un portatile è ormai la scelta di gran lunga più pratica e flessibile. Tanto più che in pochi secondi lo si può trasformare in un vero e proprio desktop, semplicemente collegandolo ad un monitor e ad una tastiera/mouse wireless.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche prendere un MacBook Pro non aveva senso. Le esigenze di mia moglie sono molto basiche e qualunque Air con processore Apple Silicon è in grado di soddisfare le sue necessità per parecchi anni a venire (figlie permettendo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se fosse dipeso da me, avrei preso l&amp;rsquo;Air M3 da 15&amp;quot;, perché uno schermo di quelle dimensioni è ideale per chi trascorre l&amp;rsquo;intera giornata davanti al computer. Ma per mia moglie è molto più importante la portabilità; poter mettere l&amp;rsquo;Air in una borsa insieme a penne, libri e compiti conta molto di più di uno schermo più grande, tanto più che usa poche applicazioni e non ha bisogno di passare continuamente da una all&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine rimane il MacBook Air da 13&amp;quot;, che è senza alcun dubbio il prodotto più equilibrato in termini di rapporto fra prestazioni e prezzo. Si trattava solo di scegliere se il modello 2022 con processore Apple Silicon M2 o quello di quest&amp;rsquo;anno con processore M3.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è stato molto da lambiccarsi: su Amazon, a fine luglio, il MacBook Air M2 era in offerta con uno sconto interessante mentre l&amp;rsquo;M3 era disponibile solo a prezzo pieno, con una differenza di prezzo di circa 300-400 euro a seconda del colore. Il piccolo incremento di prestazioni garantito dal processore M3, a mio avviso, non giustificava il dover spendere il 25% in più. E quindi che M2 sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho scelto il modello Mezzanotte, costava un po&amp;rsquo; di più ma il colore è bellissimo e molto più elegante dell&amp;rsquo;Argento o Grigio siderale degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quali considerazioni si possono trarre da questa storia?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credo di averlo già scritto più volte, ma lo ribadisco anche qui: il MacBook Air è in questo momento il computer più interessante prodotto da Apple. Ha un rapporto prestazioni/prezzo davvero eccezionale ed è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze della stragrande maggioranza degli utenti, a parte quelli davvero &lt;em&gt;pro&lt;/em&gt; che hanno bisogno di un computer in grado di lavorare al massimo delle prestazioni per lunghi periodi di tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro asso nella manica dell&amp;rsquo;Air è la batteria, che è davvero in grado di durare per tutto il giorno (io mi porto dietro il caricatore solo quando viaggio). Il fatto che l&amp;rsquo;Air sia totalmente silenzioso può sembrare un dettaglio da poco, ma in certe situazioni si rivela estremamente utile, come in un&amp;rsquo;aula di lezione oppure di notte (so di cosa parlo, anni fa avevo un portatile le cui ventole erano sempre attive e facevano il rumore di un aereo al decollo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ha senso spendere troppo per comprare un computer solo &lt;em&gt;nel caso servisse&lt;/em&gt;. Il mercato elettronico è tumultuoso e quello che oggi è il top, venduto a prezzi premium, domani diventerà la norma e dopodomani sarà obsoleto. Di conseguenza, è preferibile acquistare il modello di computer che ci serve davvero &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;, magari utilizzando i soldi risparmiati per aggiornarlo (leggi sostituirlo) più  spesso. Senza dimenticare che, a differenza di 20-30 anni fa, un computer di qualità odierno è in grado, anche dopo alcuni anni, di eseguire tutto ciò che gli viene richiesto senza particolari rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso appena fatto non vale per i computer &lt;em&gt;da supermercato&lt;/em&gt;, quelle ciofeche da 500 euro che riescono a valere molto meno di quello che costano. Se avessi solo 500 euro da spendere, preferirei prendere un modello di qualità usato piuttosto che buttare i miei soldi in oggetti che, dopo un anno (e sono ottimista!), sono letteralmente da buttare via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, e mi dispiace molto dirlo, i computer desktop non se la passano affatto bene. Sono ancora indispensabili per chi ha bisogno di potenze di calcolo elevate o li tiene sempre accesi, magari utilizzandoli da remoto come se fossero server, ma la stragrande maggioranza degli utenti preferisce, giustamente, la flessibilità e la comodità di un portatile. Tanto più che il problema della durata della batteria, che una volta costringeva a cercare di continuo una presa elettrica, è stato sostanzialmente superato nei portatili Apple, che ormai sono in grado di funzionare senza alimentazione per l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. Anche nei portatili di qualità con Windows, in particolare quelli con processore ARM, questa limitazione sta diventando sempre meno significativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza arrivare, per fortuna, alle assurdità dei produttori di PC, i cui &lt;a href=&#34;https://www.hp.com/it-it/shop/&#34;&gt;prodotti impronunciabili&lt;/a&gt; differiscono spesso solo per particolari risibili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Ridare una nuova vita al vecchio Mac con OpenCore Legacy Patcher (seconda parte)</title>
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      <pubDate>Fri, 19 Jan 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ed eccoci arrivati alla seconda parte di questo lunghissimo articolo su &lt;a href=&#34;https://dortania.github.io/OpenCore-Legacy-Patcher/&#34;&gt;OpenCore Legacy Patcher&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2023/12/22/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-prima-parte/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt; ho presentato il programma, che può ridare smalto ad un vecchio Mac permettendogli di far girare versioni recenti di macOS, e ho spiegato come installare su una chiavetta USB sia OpenCore Legacy Patcher (da ora in poi OCLP) che il programma di installazione di macOS, da scegliere fra Big Sur, Monterey, Ventura e Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questa seconda parte descriverò il processo di installazione di macOS Sonoma tramite la chiavetta USB su un Mac &lt;em&gt;d&amp;rsquo;epoca&lt;/em&gt; e i tocchi finali da dare al sistema per renderlo usabile proprio come se ci girasse una versione supportata di macOS. Chi vuole usare Ventura, Monterey (consigliatissimo su un Mac d&amp;rsquo;epoca!) o Big Sur, deve solo adattare le istruzioni alla &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; scelta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;installazione-di-macos&#34;&gt;Installazione di macOS&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sull&amp;rsquo;installazione di macOS sul Mac &lt;em&gt;d&amp;rsquo;epoca&lt;/em&gt; c&amp;rsquo;è davvero poco da dire. Bisogna inserire la chiavetta in una porta USB, accendere il Mac premendo il tasto denominato, a seconda delle tastiere, &lt;strong&gt;OPTION&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt; oppure &lt;strong&gt;⌥&lt;/strong&gt;, e aspettare che compaia una schermata simile a quella mostrata qui sotto.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-boot-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Da qui bisogna selezionare l&amp;rsquo;unità &lt;code&gt;EFI Boot&lt;/code&gt; con l&amp;rsquo;icona del disco esterno (quella più a destra nell&amp;rsquo;immagine qui sopra) e premere &lt;code&gt;Invio&lt;/code&gt; (o fare doppio click con il mouse).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Subito dopo comparirà un&amp;rsquo;altra schermata, nella quale bisogna scegliere di avviare il volume &lt;code&gt;Install macOS Sonoma&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-start-installer.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto partirà il programma di installazione di macOS Sonoma e dopo qualche minuto (non dimenticate che stiamo usando una chiavetta USB e non un disco SSD), dopo la richiesta di scelta della lingua,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; comparirà la schermata principale del programma di installazione.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-language.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La prima cosa da fare è usare &lt;code&gt;Utility Disco&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;Disk Utility&lt;/em&gt;) per formattare il disco SSD su cui verrà installato il sistema operativo. Per farlo basta fare doppio click sull&amp;rsquo;icona relativa, oppure selezionarla con la tastiera premendo poi su &lt;code&gt;Continua&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;Continue&lt;/em&gt;) per confermare la scelta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta entrati in Disk Utility è sempre bene cliccare sul menu &lt;code&gt;Vista&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;View&lt;/em&gt;) e attivare la voce &lt;code&gt;Mostra tutti i dispositivi&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;Show All Devices&lt;/em&gt;), in modo da poter lavorare sul disco principale e non solo sul volume contenuto al suo interno (che si chiama quasi sempre &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-disk-utility.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Premiamo l&amp;rsquo;icona &lt;code&gt;Inizializza&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;Erase&lt;/em&gt;) nella barra principale di Disk Utility e, già che ci siamo, diamo un nome significativo al disco SSD che non sia il solito e abusato &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt;, lasciando tutto il resto ai valori di default (io qui per chiarezza ho usato &lt;code&gt;OpenCoreMac SSD&lt;/code&gt; ma è bene scegliere un nome più significativo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Confermiamo le scelte fatte cliccando sul tasto &lt;code&gt;Inizializza&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;Erase&lt;/em&gt;) in basso a destra e aspettiamo che si concluda il processo premendo alla fine sul tasto &lt;code&gt;Fine&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;Done&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-disk-utility-erase.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-disk-utility-done.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Usciamo da Disk Utility, tornando alla schermata principale del programma di installazione, e selezioniamo ora &lt;code&gt;Installa macOS Sonoma&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;Install macOS Sonoma&lt;/em&gt;), anche in questo caso facendo doppio click sull&amp;rsquo;icona relativa, oppure selezionandola con il mouse e confermando la scelta premendo sul tasto &lt;code&gt;Continua&lt;/code&gt; (&lt;em&gt;Continue&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-install-sonoma.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Compariranno una serie di schermate nelle quali dovremo di volta in volta cliccare sul tasto &lt;code&gt;Continue&lt;/code&gt;, accettare il contratto di licenza e selezionare il disco sul cui installare il sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-sonoma-setup.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-sonoma-license.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-sonoma-license-agree.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-sonoma-disk.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto inizierà il processo di installazione vero e proprio, che richiede più o meno un&amp;rsquo;oretta e che prevede anche due o tre riavvi del Mac che, per fortuna, ormai dovrebbero essere gestiti automaticamente da OCLP.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-sonoma-installation.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;(Se OCLP non ce la fa da solo, si deve selezionare ogni volta l&amp;rsquo;icona &lt;code&gt;macOS Installer&lt;/code&gt;, magari premendo il tasto &lt;strong&gt;OPTION&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;ALT&lt;/strong&gt;, ⌥ durante il riavvio in modo da forzare il Mac ad usare la chiavetta USB).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-reboot.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Come sempre il tempo rimanente che compare sullo schermo non ha niente a che vedere con quello reale, per cui la cosa migliore è armarsi di pazienza e andare a prepararsi un caffè bello lungo, o magari anche il pranzo o la cena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-sonoma-installation-remaining.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-macos-installer-sonoma-installation-still-remaining.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo la lunga attesa, l&amp;rsquo;icona denominata &lt;code&gt;macOS Installer&lt;/code&gt; verrà sostituita da una icona identica, ma questa con il nome che abbiamo dato al disco SSD del Mac. Il Mac dovrebbe riavviarsi automaticamente da questo disco, altrimenti si può forzarlo selezionando il disco con la tastiera e premendo &lt;code&gt;Invio&lt;/code&gt; (o con un doppio click del mouse).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-first-boot.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo qualche secondo comparirà la procedura guidata di configurazione di macOS, dove basterà rispondere alle domande e inserire i dati richiesti per arrivare al desktop di macOS Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-sonoma-desktop.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;installazione-di-oclp-sul-mac&#34;&gt;Installazione di OCLP sul Mac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto possiamo già usare tranquillamente il Mac con installato Sonoma, con l&amp;rsquo;unica limitazione di dover avviare ogni volta dalla chiavetta USB. Per permettere al Mac di avviarsi da solo, tutto quello che dobbiamo fare è installare OCLP nella partizione EFI del disco di avvio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da qualche tempo OCLP viene installato automaticamente fra le applicazioni di default del Mac, una cosa che non mi piace particolarmente perché &lt;em&gt;sporca&lt;/em&gt; in qualche modo il sistema originale Apple, però gli utenti vogliono semplificazione, e semplificazione sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-sonoma-with-oclp.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Lanciamo quindi &lt;code&gt;OpenCore-Patcher&lt;/code&gt; dalla cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-121-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e se stiamo usando una versione non aggiornata di OCLP potrebbe comparire una finestra che permette di scaricare ed installare l&amp;rsquo;ultimissima versione (ma io per comodità di esposizione lascio stare, almeno per ora).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-update-version.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Prima di installare OCLP sul disco di avvio del Mac è bene controllare nella schermata principale che il programma abbia scelto automaticamente il modello corretto di Mac (nel mio caso un MacBookPro8,2), ed eventualmente cliccare sul tasto &lt;code&gt;Settings&lt;/code&gt; per &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2023/12/22/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-prima-parte/&#34;&gt;selezionare il modello giusto&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-target-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-target-model-selection.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto, torniamo alla schermata principale di OCLP, clicchiamo sul tasto &lt;code&gt;Build and Install OpenCore&lt;/code&gt; (che ora sarà sicuramente attivo) e attendiamo la conclusione del processo di compilazione del programma, quando ci verrà chiesto se vogliamo davvero installare OCLP sul disco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-build.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Accettiamo la proposta, stando attenti a scegliere il disco di avvio del Mac (normalmente indicato come &lt;code&gt;disk0&lt;/code&gt;) e non più la chiavetta USB&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-install-main-disk.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e, all&amp;rsquo;interno di quello, il volume &lt;code&gt;EFI&lt;/code&gt; dove va installato OCLP.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-install-main-volume.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Inseriamo quando richiesto la password dell’amministratore del Mac,&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-install-authentication.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e attendiamo i pochi secondi necessari per l&amp;rsquo;installazione di OCLP sul Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-installation-main-disk.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-installation-main-disk-success.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;ultimi-tocchi&#34;&gt;Ultimi tocchi&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Siamo alla fine, manca solo un piccolissimo passo, che però è particolarmente utile perché ottimizza OCLP per il Mac che stiamo usando. Per eseguirlo dobbiamo cliccare sul tasto &lt;code&gt;Post-Install Root Patch&lt;/code&gt; della schermata principale di OCLP e verificare se ci sono delle &lt;em&gt;patch&lt;/em&gt; da installare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo caso specifico OCLP ha già installato da solo tutte le patch, ma se invece ci fossero delle patch disponibili (che in genere riguardano il Wi-Fi, la scheda video o le interfacce), bisogna cliccare sul tasto &lt;code&gt;Start Root Patching&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-root-patch.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;rilanciare il programma come utente &lt;code&gt;root&lt;/code&gt; del Mac,&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; autenticarsi di nuovo inserendo la password di amministratore e attendere con pazienza che si concluda il processo di &lt;em&gt;patching&lt;/em&gt; del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-root-patch-relaunch.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-root-patch-relaunch-authentication.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-root-patch-installation.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Alla fine di tutto è obbligatorio riavviare il Mac per attivare le patch appena installate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-root-patch-reboot.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dato che abbiamo installato OCLP sul disco di avvio del Mac non sarà più necessario utilizzare la chiavetta USB per avviare il sistema. Di conseguenza avremo ora un Mac &lt;em&gt;d&amp;rsquo;epoca&lt;/em&gt; in grado di avviarsi da solo con una versione moderna (e non supportata) di macOS, rimanendo ancora perfettamente performante (compatibilmente con l&amp;rsquo;età del sistema).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo l&amp;rsquo;applicazione delle eventuali &lt;em&gt;patch&lt;/em&gt; anche l&amp;rsquo;aspetto del desktop cambierà, in modo sottile ma piuttosto evidente, perché l&amp;rsquo;ottimizzazione delle prestazioni della scheda grafica permette di visualizzare quegli effetti di trasparenza e di adattamento dei colori allo sfondo prescelto che sono una delle particolarità grafiche dei macOS moderni. Per accorgersene, basta confrontare l&amp;rsquo;immagine del desktop subito dopo l&amp;rsquo;installazione di macOS (prima immagine qui sotto, identica a quella alla fine della sezione &amp;ldquo;Installazione di macOS&amp;rdquo;) con quella del che appare dopo aver eseguito il &lt;code&gt;Root Patching&lt;/code&gt; (seconda immagine qui sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-sonoma-desktop.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-sonoma-desktop-with-patches.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dimenticavo: è sempre utile aggiornare periodicamente OCLP, in particolare se si sta usando Sonoma, perché ad ogni nuova versione vengono aggiunte nuove funzionalità e vengono corretti bachi e incompatibilità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io non l&amp;rsquo;ho fatto mentre scrivevo l&amp;rsquo;articolo per non perdere il filo del discorso, però poi non ho perso tempo e ho aggiornato il programma all&amp;rsquo;ultima versione disponibile, che in questo momento è la 1.3.0. In ogni caso, ad ogni avvio OCLP controlla la presenza di aggiornamenti ed eventualmente li installa da solo, né più e né meno come succede con le comuni applicazioni per macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-01-19-ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-seconda-parte/oclp-130-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;conclusione&#34;&gt;Conclusione&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche questa seconda parte è diventata lunghissima, per cui ho preferito destinare una &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/01/22/ridare-una-nuova-vita-al-vecchio-mac-con-opencore-legacy-patcher-terza-parte/&#34;&gt;terza ed ultima parte&lt;/a&gt; ad una linkografia&lt;sup id=&#34;fnref:6&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:6&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;6&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ragionata di pagine web e video utili per approfondire l&amp;rsquo;uso di di questo fantastico strumento, che riesce davvero a dare una nuova vita ai nostri vecchi Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il disco SSD del Mac è stato appena sostituito, potrebbero comparire solo le due icone più a destra.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché uso sempre l&amp;rsquo;inglese sui miei Mac sia per il sistema operativo che per gli applicativi? Non è per snobismo, ma solo perché è più facile risolvere i problemi a partire dai messaggi di errore nella lingua originale del sistema.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da ora in poi, tutte le immagini sono state scattate all&amp;rsquo;interno di un emulatore (Parallels per la precisione), che garantisce una qualità delle immagini decisamente rispetto a fotografare lo schermo del Mac.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che la password di amministratore deve essere una password &lt;em&gt;seria&lt;/em&gt;, non come quella che ho usato per le prove per questo articolo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo momento OCLP interviene così a basso livello che ha bisogno di diventare utente &lt;code&gt;root&lt;/code&gt;, che nei sistemi UNIX è il vero gestore onnipotente del sistema operativo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:6&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può dire &lt;em&gt;linkografia&lt;/em&gt;? &lt;a href=&#34;https://accademiadellacrusca.it/it/parole-nuove/sitografia/897&#34;&gt;Pare di sì&lt;/a&gt;, anche se secondo l&amp;rsquo;Accademia della Crusca sarebbe preferibile il termine &lt;em&gt;sitografia&lt;/em&gt;, che a me però fa rizzare i capelli in testa.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:6&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Performance Test</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/</link>
      <pubDate>Tue, 15 Mar 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Dopo aver valutato le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;prestazioni del MacBook Air M1 con Geekbench 5&lt;/a&gt;, questa volta tocca a &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt;, un tool meno noto ma davvero molto interessante, perché permette una analisi molto dettagliata delle prestazioni del sistema. Ma non temete, qui mi limiterò solo a un riassunto dei risultati più importanti. Chi vuole può saltare i dettagli relativi all&amp;rsquo;installazione e all&amp;rsquo;uso di PerformanceTest e &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/#risultati&#34;&gt;leggere solo la parte finale&lt;/a&gt; con i risultati dei test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;performancetest-versione-grafica-e-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;PerformanceTest: versione grafica e versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest per Mac è un prodotto gratuito di &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com&#34;&gt;Passmark Software&lt;/a&gt; ed è un vero peccato che il produttore faccia pochissimo per farcelo trovare con facilità, sepolto com&amp;rsquo;è in fondo della pagina dedicata alla descrizione generica del prodotto (e anche da lì ci vogliono altri due click per arrivare alla &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;versione specifica per Mac&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/performancetest/id1560051043&#34;&gt;versione grafica&lt;/a&gt; di PerformanceTest si trova sull&amp;rsquo;App Store e gira su macOS 11.0 e versioni superiori, quindi di fatto solo su Big Sur e Monterey (Figura 1), mentre la &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/downloads/pt_mac.zip&#34;&gt;versione a linea di comando&lt;/a&gt; (da eseguire quindi con il Terminale del Mac) ha bisogno almeno di macOS 10.14 Mojave (Figura 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-gui-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Versione grafica di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Versione a linea di comando di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le schermate delle due versioni sono praticamente identiche, la parte superiore della finestra mostra le principali informazioni di sistema mentre tutto il resto è dedicato all&amp;rsquo;elenco dei test disponibili e ai risultati corrispondenti. L&amp;rsquo;unica differenza è che la versione a linea di comando mostra anche i valori dei parametri utilizzati per eseguire i test (numero di processi, numero di ripetizioni, durata del test, tutte cose che vedremo meglio più avanti), mentre la versione grafica può utilizzare solo i parametri di default (o almeno io non sono stato capace di trovare il modo di configurarla), parametri di cui però non sappiamo nulla perché non sono riportati nella finestra del programma. Sull&amp;rsquo;Air M1 la schermata della versione grafica si estende in verticale per tutto lo schermo e finisce per essere nascosta in parte dal Dock; è vero che ci vuol poco per nascondere il Dock, ma è una piccola seccatura lo stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho preferito usare la versione a linea di comando, non solo perché è compatibile con un maggior numero di versioni di macOS e quindi mi ha permesso di provare quasi tutti i Mac a mia disposizione, ma anche perché può eseguire tutti i test in sequenza salvando i risultati su un file. Una bella comodità quando ogni ciclo di test dura mezz&amp;rsquo;ora o più e si devono ripetere più volte le stesse prove con valori diversi dei parametri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più importante, però, è il fatto che, a differenza della versione grafica limitata ad usare solo i parametri di default, la versione a linea di comando di PerformanceTest consente di variare in modo molto completo le condizioni di esecuzione del programma, una cosa fondamentale per mettere seriamente alla prova i Mac sotto esame.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-usare-la-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;Come usare la versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest a linea di comando non richiede installazione, basta scaricarlo da &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;, decomprimere il file &lt;code&gt;pt_mac.zip&lt;/code&gt;, spostarsi nella cartella risultante &lt;code&gt;PerformanceTest&lt;/code&gt; ed eseguire il programma &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; con gli opportuni parametri.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Andando nello specifico, se abbiamo scaricato e scompattato il file nella cartella &lt;code&gt;Downloads&lt;/code&gt;, per lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; da Terminale con i parametri di default dobbiamo eseguire i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ cd ~&#xA;$ cd Downloads/PerformanceTest&#xA;$ ./pt_mac&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;Come sempre il simbolo del &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2018/12/30/script-per-tutti-i-giorni-shell-e-parametri/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando. Il primo comando &lt;code&gt;cd ~&lt;/code&gt; serve solo per essere sicuri di &lt;em&gt;partire&lt;/em&gt; dalla cartella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; del proprio account e non è strettamente necessario a meno che non abbiate già usato quello stesso Terminale per aggirarvi nei meandri del filesystem.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto si apre la schermata principale del programma (Figura 2). Premendo il tasto &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; eseguiamo tutti i test disponibili, se invece vogliamo eseguire solo i test relativi alla CPU o alla memoria dobbiamo premere rispettivamente i tasti &lt;code&gt;C&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;M&lt;/code&gt;. Con i parametri di default i test durano relativamente poco e alla fine ci viene chiesto se vogliamo salvare i risultati su &lt;a href=&#34;cpubenchmark.net&#34;&gt;cpubenchmark.net&lt;/a&gt; che, analogamente a quello che fa Geekbench, raccoglie i risultati dei test eseguiti con PerformanceTest. In caso di risposta positiva, alla fine dell&amp;rsquo;upload ci viene restituito l&amp;rsquo;URL dove ritrovare il nostro test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto molto comodo ma anche piuttosto difficile da analizzare a posteriori. Molto meglio eseguire &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; specificando esplicitamente i parametri da utilizzare per i test. In questo caso &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; salva i risultati dei test su un file in &lt;a href=&#34;https://www.cloudbees.com/blog/yaml-tutorial-everything-you-need-get-started&#34;&gt;formato &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;&lt;/a&gt; e non più su cpubenchmark.net, una cosa che apre la strada all&amp;rsquo;automazione di tutta la procedura, ad esempio attraverso uno script in &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Io ho preferito fare tutto a mano perché il numero di test da eseguire non era così grande da non poter essere concluso in un paio di giorni sfruttando i momenti liberi delle varie macchine, ma se dovessi analizzare un gran numero di computer &lt;a href=&#34;https://xkcd.com/1319/&#34;&gt;avrebbe senso investire un po&amp;rsquo; di tempo&lt;/a&gt; nel preparare uno script come si deve.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-sono-stati-eseguiti-i-test&#34;&gt;Come sono stati eseguiti i test&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho iniziato i test sul MacBook Air M1 utilizzando macOS Big Sur 10.6, ma poi ho ripetuto le misure anche con gli aggiornamenti successivi 10.6.1 e 10.6.2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, ho misurato anche le prestazioni dell&amp;rsquo;altro Air di casa, un modello del 2015 con processore i5 su cui è installato macOS Mojave 10.14.6, nonché quelle di due altri Mac su cui girano versioni compatibili di macOS, un vecchio ma sempre pimpante MacBook Pro i7 del 2011 &lt;em&gt;customizzato&lt;/em&gt;, su cui gira Big Sur 11.6.2 e un iMac i5 del 2013 con Mojave 10.14.6. Purtroppo il mio Mac principale usa (ancora per poco, spero) High Sierra e quindi non ho potuto includerlo in queste prove.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda PerformanceTest, tutti i test sono stati eseguiti con la versione v10.2 Build 1000 del 21 Dicembre 2021, che è ancora l&amp;rsquo;ultima &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; disponibile. Tutte le prove riportate qui sono state eseguite con questi parametri&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ ./pt_mac -p 1 -i 5 -d 3 -r 3&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;dove &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; indica il numero di processi da eseguire in parallelo, &lt;code&gt;-i&lt;/code&gt; il numero di ripetizioni di ciascun test, &lt;code&gt;-d&lt;/code&gt; la durata dei test e infine &lt;code&gt;-r&lt;/code&gt; determina se eseguire tutti i test o solo quelli relativi alla CPU o alla memoria (maggiori dettagli sul significato di ciascuno switch si &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;possono trovare qui&lt;/a&gt;). In questo caso specifico, il numero di processi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; è stato variato fra 1 e 32, raddoppiando ogni volta il numero precedente (quindi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; può essere uguale a 1, 2, 4, 8, 16, 32), mentre per semplicità tutti gli altri parametri sono stati mantenuti invariati. Ciò significa che ogni test è stato ripetuto per 5 volte (&lt;code&gt;-i 5&lt;/code&gt;), eseguendo sempre dei test di tipo &lt;code&gt;Long&lt;/code&gt; (&lt;code&gt;-d 3&lt;/code&gt;) e analizzando sia la CPU che la memoria (&lt;code&gt;-r 3&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa configurazione un ciclo completo di test richiede almeno mezz&amp;rsquo;ora, inutile aspettare davanti al Terminale, meglio andare a prendere un caffè molto lungo o a fare una passeggiata. Perché mentre eseguiamo i test non possiamo assolutamente usare il Mac, anzi prima di lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; sarebbe preferibile chiudere tutte le applicazioni in esecuzione, o almeno quelle che non sono indispensabili.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante i test la temperatura del processore M1 del MacBook Air, misurata tramite &lt;a href=&#34;https://github.com/macmade/Hot&#34;&gt;Hot&lt;/a&gt;, arriva fino a 80°, a dimostrazione del fatto che PerformanceTest mette davvero alla frusta le capacità della CPU. Dato che il processore M1 del MacBook Air è raffreddato solo in modo passivo (cioè senza ventole, rumorose e soggette a guasti), è chiaro che a questa temperatura interviene un sistema di &lt;em&gt;throttling&lt;/em&gt; che diminuisce le prestazioni del processore e gli impedisce di riscaldarsi ulteriormente. Ben diversi i Mac con processori Intel: qui la temperatura della CPU può arrivare a 90-95°, ma ora le ventole si sentono, eccome se si sentono!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi tutti i test sono stati eseguiti tenendo il MacBook Air M1 sempre collegato all&amp;rsquo;alimentazione elettrica. Ho provato anche a eseguire un paio di prove con la batteria e, come vedrete fra poco, ho fatto bene, perché i risultati sono interessanti e meriterebbero un maggiore approfondimento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;risultati&#34;&gt;Risultati&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest salva sul file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; i risultati ottenuti da ciascun test, nonché due parametri riassuntivi, il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, che &lt;a href=&#34;https://forums.passmark.com/performancetest/4599-formula-cpu-mark-memory-mark-and-disk-mark&#34;&gt;combinano in un modo piuttosto contorto&lt;/a&gt; i risultati dei test della &lt;a href=&#34;https://www.cpubenchmark.net/cpu_test_info.html&#34;&gt;CPU&lt;/a&gt; e quelli relativi alla &lt;a href=&#34;https://www.memorybenchmark.net/graph_notes.html&#34;&gt;memoria&lt;/a&gt; (Figura 3). Purtroppo non è possibile mostrare una schermata con i risultati completi dei test perché alla fine dell&amp;rsquo;analisi PerformanceTest salva i risultati su file e si chiude, tornando al prompt del Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Risultati (quasi completi) dei test.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluse le prove sui quattro Mac che ho usato in questo ciclo di test mi sono ritrovato con un bel numero di file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;, uno per ogni valore di &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt;, archiviati in cartelle diverse a seconda del Mac usato. PerformanceTest non permette di scegliere il nome del file e la cartella di archiviazione, per cui bisogna rinominare e archiviare tutto a mano, un&amp;rsquo;altra delle cose che potrebbero essere facilmente automatizzate con il buon vecchio &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Ma tant&amp;rsquo;è, per questa volta fare tutto a mano non è stato troppo fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto l&amp;rsquo;idea era di aprire RStudio e cominciare ad analizzare i dati. E invece no. Per qualche motivo la &lt;a href=&#34;https://cran.r-project.org/package=yaml&#34;&gt;libreria &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; di R&lt;/a&gt; non riusciva ad aprire i file generati da PerformanceTest (inutile dire che la stessa libreria non aveva problemi con qualunque altro file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; che avessi sotto mano), per cui ho dovuto fare un passaggio intermedio con Python per convertire i file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; in &lt;code&gt;csv&lt;/code&gt;, aprendo poi questi ultimi in R. Il resto dell&amp;rsquo;analisi è filato via senza problemi. Per semplicità mi sono limitato ad analizzare solo il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, ma non è detto che prima o poi non ci sia modo di fare uno studio più completo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo con i valori del &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; ottenuti dai 4 Mac utilizzati (Figura 4).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. CPU Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, quadrati blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, rombi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, triangoli viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rispetto agli altri 3 Mac il MacBook Air M1 (identificato nel grafico dai quadrati blu) è di un altro pianeta, ma dai &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;risultati ottenuti con Geekbench&lt;/a&gt; sappiamo che anche i Mac più moderni con processore Intel non avrebbero fatto una figura migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Figura 4 mostra chiaramente come il processore M1, ad ogni raddoppio del numero di processi, riesce a raddoppiare (o quasi) il suo livello di prestazioni. Una tendenza alla saturazione del CPU Mark si osserva solo quando PerformanceTest arriva ad eseguire 8 processi in parallelo, impegnando così tutti gli 8 &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; della CPU, perché una parte delle risorse del sistema deve essere comunque riservata alla gestione del sistema operativo (ecco perché è bene tenere il Mac il più possibile &lt;em&gt;scarico&lt;/em&gt; durante questi test).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa piuttosto strana succede quando il numero di processi arriva a 16. Per quanto se ne sa, il processore M1 non supporta l&amp;rsquo;&lt;em&gt;hyper-threading&lt;/em&gt; &amp;ndash; la tecnologia di Intel che permette di simulare l&amp;rsquo;esistenza di due &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; logici per ogni &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; fisico&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; &amp;ndash; ma nonostante questo, con 16 processi in parallelo le prestazioni misurate dal CPU Mark invece di diminuire (a causa dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;overhead&lt;/em&gt;, cioè del tempo &lt;em&gt;perso&lt;/em&gt; dal sistema operativo ad alternare i due blocchi di 8 processi su una sola CPU) si mantengono di fatto identiche a quelle con soli 8 processi, ad ulteriore conferma dell&amp;rsquo;efficienza dell&amp;rsquo;M1. Che però si &lt;em&gt;arrende&lt;/em&gt; una volta arrivato a 32 processi in parallelo, ma questo potrebbe essere dovuto a qualche caratteristica dello stesso PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, ha davvero dell&amp;rsquo;incredibile osservare come, grazie al processore M1, il piccolo Air si sia trasformato dalla cenerentola di casa Apple in quanto a potenza a un computer in grado di rivaleggiare ad armi pari con modelli ben più costosi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardiamo ora i valori del &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt; (Figura 5). Qui non c&amp;rsquo;è molto da dire, il Memory Mark non cambia molto al variare del numero di processi e come sempre l&amp;rsquo;Air M1 dimostra la sua superiorità rispetto ai modelli Intel, con un indice doppio rispetto al MacBook Air i5 e migliore di quasi il 50% nei confronti degli altri due modelli esaminati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 5. Memory Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, cerchi blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, cerchi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, cerchi viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;qualche-anomalia&#34;&gt;Qualche anomalia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Air M1 presenta due risultati decisamente anomali (indicati in Figura 5 con delle etichette rosse), nei quali il Memory Mark assume valori ben al di sotto di quello che ci si potrebbe aspettare. Il valore peggiore in assoluto si ottiene utilizzando la batteria, ma un&amp;rsquo;altra prova eseguita esattamente nelle stesse condizioni ha dato un risultato normale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di primo acchito si potrebbe pensare che l&amp;rsquo;anomalia sia collegata alla versione del sistema operativo usato, perché i due valori anomali si ottengono con la versione iniziale 11.6 di macOS Big Sur (Figura 6). Ma se è plausibile che gli aggiornamenti successivi di Big Sur abbiano introdotto qualche ottimizzazione nella gestione della memoria del processore, questa ipotesi non spiega perché il Memory Mark misurato con 8 processi in parallelo sia decisamente peggiore di quello con 16 processi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 6. MacBook Air M1: dipendenza del Memory Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, come si vede in Figura 7, con il CPU Mark succede esattamente il contrario: a parità di numero di processi il CPU Mark è sempre maggiore, seppur di poco, con macOS 11.6 rispetto ai due aggiornamenti successivi del sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 7. MacBook Air M1: dipendenza del CPU Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto più plausibile, invece, è che i valori occasionalmente bassi di Memory Mark siano collegati a qualche processo spurio rimasto a girare nella memoria del MacBook Air M1. È vero che proprio con questo modello ho cercato sempre di lavorare in condizioni controllate e ripetibili, ma è anche vero che ho eseguito un numero di test decisamente maggiore che con gli altri Mac, per cui potrebbe essermi sfuggito qualcosa. Questo dettaglio meriterebbe comunque un maggiore approfondimento, anche perché è importante poter valutare in modo quantitativo i miglioramenti e le ottimizzazioni introdotte dai vari aggiornamenti del sistema operativo e quanto questi si traducano in una maggiore efficienza del codice eseguito sulla macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;ultima puntata&lt;/a&gt; di questa serie, qualche impressione personale su Big Sur in relazione al MacBook Air M1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nelle versioni precedenti di PerformanceTest il programma veniva decompresso nella stessa cartella contenente il file &lt;code&gt;.zip&lt;/code&gt;. Chi usa la versione v10.1 del programma (o versioni precedenti) dovrà modificare di conseguenza il percorso indicato nell&amp;rsquo;articolo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere di averlo fatto con  MacBook Air M1 ma non con i Mac meno potenti, su cui girano delle applicazioni che sarebbe molto seccante dover interrompere. In ogni caso, le differenze sono così eclatanti che chiudere queste applicazioni non avrebbe cambiato granché i risultati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche i processori AMD supportano una tecnologia analoga. Del resto l&amp;rsquo;hyper-threading è solo il nome commerciale adottato da Intel per la tecnologia di &lt;em&gt;simultaneous multithreading&lt;/em&gt; (SMT) sviluppata da Sun Microsystems già negli anni &amp;lsquo;90.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Jony Ive lascia la Apple: una tragedia o una fortuna?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2019/07/10/jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/</link>
      <pubDate>Wed, 10 Jul 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/34iveapple2611.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/lifestyle/london-life/how-jony-ive-saved-apple-from-bankruptcy-8964109.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jonathan &amp;ldquo;Jony&amp;rdquo; Ive dopo trent&amp;rsquo;anni abbandona la Apple per fondare una sua azienda, LoveFrom, che avrà la Apple come prima cliente. La notizia ha riempito per giorni le gazzette tecnologiche (e non) di tutto il mondo (come si può leggere ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.theguardian.com/technology/2019/jun/27/jony-ive-apple-designer-leaves-imac-iphone&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/3405530/apple-design-guru-jony-ive-to-leave-apple.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.domusweb.it/en/design/2019/07/03/the-uniqueness-of-jonathan-ive.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;) e &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/jony-ives-fragmented-legacy-unreliable-unrepairable-beautiful-gadgets&#34;&gt;quasi tutti&lt;/a&gt; i commentatori, una volta superata la sorpresa dell&amp;rsquo;annuncio, si sono augurati che la collaborazione fra il cavaliere inglese&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e la casa madre californiana potesse continuare esattamente come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So di dire una cosa impopolare, ma secondo me sarebbe un male. Jony Ive stava esagerando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è (è stato?) un grande &lt;em&gt;designer&lt;/em&gt; e nel corso della sua lunga carriera ha fatto cose egregie &amp;ndash; penso ai vari iMac, dal G3 della rinascita al G4 a &lt;em&gt;lampada&lt;/em&gt; al G5 tutto-in-uno, penso all&amp;rsquo;iPod, all&amp;rsquo;iPhone, ad iOS 7 &amp;ndash; ma come tutte le archi-star a un certo punto si è fatto prendere la mano adottando un&amp;rsquo;estetica anoressica che anteponeva il design alla funzionalità. Tutto troppo sottile e minimalista, accessibilità e riparabilità zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sono venuti il MacBook Pro ipersottile, esteticamente perfetto ma tecnicamente incomprensibile, il portatile che obbliga a portarsi dietro una &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/02/17/adattatori-per-il-macbook-pro/&#34;&gt;pletora di accessori&lt;/a&gt; anche solo per poter &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;collegare una volgare chiavetta USB&lt;/a&gt;. O l&amp;rsquo;orrida tastiera a &amp;ldquo;farfalla&amp;rdquo;, i cui tasti hanno la corsa di un pezzo di vetro e vengono mandati in crisi da un granello di polvere, costringendo a &lt;a href=&#34;https://theoutline.com/post/2402/the-new-macbook-keyboard-is-ruining-my-life&#34;&gt;cambiare tutta la parte superiore del portatile&lt;/a&gt; (e a volte anche l&amp;rsquo;intero computer!) per un solo tasto malfunzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure gli AirPods che quando si esaurisce la batteria, due anni ad essere fortunati, &lt;a href=&#34;https://www.vice.com/en_us/article/neaz3d/airpods-are-a-tragedy&#34;&gt;vanno buttati via&lt;/a&gt; perché nessuno, nemmeno Apple, può sostituirla senza distruggerli. O gli iMac, i Mac Mini e gli Air con la &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/06/18/imac-memory-not-upgradable/&#34;&gt;RAM saldata e non aggiornabile&lt;/a&gt;, quello che scegli al momento dell&amp;rsquo;acquisto te lo tieni per sempre.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma possiamo dimenticare il fiasco più clamoroso di tutti, il Mac Pro buono da tempo solo come (costosissimo) cestino dei rifiuti? Il computer professionale tanto minimale che per essere usato &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; ha bisogno di un sacco di &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/&#34;&gt;accessori esterni&lt;/a&gt;, tutti collegati precariamente via cavo. Il computer professionale ma &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;non aggiornabile&lt;/a&gt; (infatti è ancora fermo al 2013), un vero controsenso per chi vorrebbe preservare nel tempo il pesante investimento economico richiesto. Il computer professionale che scalda, &lt;a href=&#34;https://www.digitalstudiome.com/article-9069-apple-mac-pro-users-feel-the-heat&#34;&gt;scalda dannatamente troppo&lt;/a&gt; per essere adatto ai compiti pesanti a cui dovrebbe essere destinato. Colpa degli ingegneri che non sanno fare i calcoli termici o del designer per il quale la funzione &lt;em&gt;reale&lt;/em&gt; del computer che progetta conta poco o niente?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà solo un caso che nel Mac Mini ultima versione Apple offra di nuovo la possibilità di aggiornare facilmente al RAM? O che il nuovo Mac Pro sia tornato al design precedente, un grosso case metallico e bucherellato per dissipare meglio il calore, apribile con facilità e con tanto spazio per aggiungere dischi, RAM e schede di interfaccia? O che la tastiera dei prossimi MacBook Pro sarà modificata per l&amp;rsquo;ennesima volta in tre anni?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse Tim Cook e il consiglio di amministrazione della Apple hanno concluso che Jony Ive aveva tirato troppo la corda ed hanno deciso di farlo finalmente fuori, altro che separazione consensuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era ora. Noi utenti Apple ci meritiamo di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/jonyive2706-0.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Source: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/news/world/iphone-designer-sir-jony-ive-to-leave-apple-after-30-years-a4177756.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è stato nominato &lt;em&gt;Sir&lt;/em&gt; nel 2012.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero assurdo tecnico: la quantità di RAM necessaria a far funzionare al meglio un computer aumenta nel tempo con l&amp;rsquo;evoluzione del sistema operativo e delle applicazioni. Aggiornare la RAM è una delle operazioni più efficaci per allungare, e di molto, la vita di un qualunque computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Batteria no, batteria si</title>
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      <pubDate>Wed, 24 Oct 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Un post di qualche giorno fa sull&amp;rsquo;acquisto di un cacciavite per &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;rimuovere la batteria rigonfia&lt;/a&gt; del mio MacBook Pro si concludeva così:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum #2.&lt;/em&gt; Non credo che comprerò un&amp;rsquo;altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l&amp;rsquo;iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all&amp;rsquo;alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo in pochi giorni ho dovuto ricredermi e ho acquistato su eBay una nuova batteria per il MacBook Pro. Per due motivi fondamentali, uno di tipo &lt;em&gt;pratico&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;altro collegato ad una scelta misteriosa degli sviluppatori di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/magsafe.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Motivo pratico.&lt;/strong&gt; Il mio MacBook Pro è un modello del 2011, &lt;em&gt;A1286 Early 2011&lt;/em&gt; per la precisione, e quindi ha ancora il connettore di alimentazione &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/MagSafe&#34;&gt;MagSafe&lt;/a&gt; introdotto con molto entusiasmo da Apple nel 2006 ma poi mandato inopinatamente in pensione esattamente &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;dieci anni dopo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho sempre pensato che il MagSafe fosse una idea geniale, chiunque sia inciampato in un cavo di alimentazione normale danneggiando il connettore, o peggio il computer, sa di cosa parlo. Il connettore MagSafe ad L montato sul mio MacBook Pro è veramente molto sensibile, basta spostare il  Mac sulla scrivania o urtare per sbaglio il cavo di alimentazione con delle carte o dei libri per farlo staccare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con la batteria il meccanismo è a prova di bomba: il cavo si stacca ed il Mac non subisce danni, mentre la batteria intanto lo tiene acceso. Ma senza batteria il connettore MagSafe diventa &lt;em&gt;pericoloso&lt;/em&gt;, basta un colpetto sbagliato e il Mac si spegne di colpo, facendo perdere insieme con l&amp;rsquo;alimentazione tutto il lavoro non ancora salvato. E anche se non si perde niente, bisogna comunque riavviare, ricaricare i programmi in uso&amp;hellip; un fastidio e un rischio troppo grandi per non cambiare idea e non comprare una batteria nuova.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Motivo misterioso.&lt;/strong&gt; In macOS Mojave (ma forse già da High Sierra) la mancanza della batteria crea un problema imprevisto: il trackpad montato nel portatile &lt;a href=&#34;https://apple.stackexchange.com/questions/300342/built-in-touchpad-functional-but-not-detected-by-system-preferences-after-instal&#34;&gt;non viene riconosciuto&lt;/a&gt; nelle Preferenze di Sistema, funziona ma &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT204895&#34;&gt;non si possono configurare i gesti&lt;/a&gt; come il click con il tocco che io trovo utilissimi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è un problema hardware, con El Capitan il trackpad può essere configurato perfettamente anche senza batteria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra invece che per qualche motivo arcano gli sviluppatori di Mojave abbiano deciso che il riconoscimento del trackpad montato sui MacBook (Pro) debba dipendere dalla presenza della batteria, una scelta incomprensibile se si tiene conto che i due componenti hardware non hanno niente in comune.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aspettiamoci degli ulteriori vincoli nelle prossime iterazioni di macOS. Per quello che conta, io proporrei di non far funzionare tutti i mouse bluetooth di terze parti se non si fanno regolarmente gli esercizi fisici prescritti da Apple Watch o di limitare l&amp;rsquo;uso delle chiavette USB solo a coloro che usano ogni giorno il filo interdentale.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 3)</title>
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      <pubDate>Mon, 15 Oct 2018 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/10/cristina-gottardi-665241-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@cristina_gottardi&#34;&gt;Cristina Gottardi&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è qualche morale da trarre dalle storie raccontate nelle due puntate precedenti (clicca qui per leggere la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;prima parte&lt;/a&gt; e la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/05/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-2/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt;)?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo negozio in cui &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;ho cercato il cacciavite&lt;/a&gt; adatto a rimuovere la batteria del mio MacBook Pro è uno dei più grossi punti vendita della regione nel settore della ferramenta professionale e del fai-da-te. Il negozio ha una clientela variegata che va dall&amp;rsquo;artigiano al piccolo rivenditore, dall&amp;rsquo;appassionato di &lt;em&gt;bricolage&lt;/em&gt; alla famiglia in cerca di accessori per la casa. I commessi sono abbastanza competenti e disponibili, il vero problema è riuscire a trovarne uno vista la scarsità di personale in rapporto alle dimensioni del negozio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In compenso, come tanti altri grossi centri commerciali, anche questo negozio si è adeguato alle nuove abitudini dei consumatori e offre la possibilità di restituire o di sostituire qualunque prodotto entro un termine ragionevole di tempo, come è normale per gli acquisti online. Non lo fa certo per seguire la moda del momento o perché sono &amp;ldquo;buoni&amp;rdquo; e vogliono venire incontro al cliente. In realtà, consentire di restituire un eventuale acquisto sbagliato serve più che altro a compensare la mancanza di personale che possa aiutare e consigliare i clienti durante gli acquisti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal punto di vista umano non sarà il massimo, però almeno comprare qui è poco rischioso: se si sbaglia prodotto perché non si è riusciti a trovare qualcuno che avesse il tempo e la possibilità di consigliarci adeguatamente, si è sempre in tempo a correggere l&amp;rsquo;errore, un vantaggio non da poco per il cliente. Tutto sommato, dubito che risenta particolarmente della concorrenza dei negozi online, primo fra tutti Amazon.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/&#34;&gt;altro negozio&lt;/a&gt; è tutta un&amp;rsquo;altra storia. Fino a qualche anno fa era molto più grande e molto più specializzato, una specie di punto di incontro obbligato per un pubblico di appassionati e di professionisti nel campo dell&amp;rsquo;elettronica e dei computer. Ci si poteva trovare di tutto, dalle resistenze ai circuiti integrati, dal materiale per produrre circuiti stampati alla strumentazione di misura semi-professionale, oltre che naturalmente schede e accessori vari per il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la crisi ha morso pesantemente, la concorrenza dei negozi online di materiale elettronico (non solo Amazon, ma soprattutto &lt;a href=&#34;https://it.rs-online.com/web/&#34;&gt;RS Components&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.digikey.it/products/it&#34;&gt;Digi-Key&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.adafruit.com&#34;&gt;Adafruit&lt;/a&gt; o negozi analoghi) è fortissima, a un certo punto il negozio originale non ce l&amp;rsquo;ha fatta più e si è trasferito in un locale molto più piccolo a pochi metri da quella originale. Dove però vende più che altro cinesate da quattro soldi, niente a che vedere con il materiale di qualità di qualche anno fa. Se poi il negoziante è antipatico, non si fida dei clienti,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; tratta con modi bruschi i pochi che osano varcare la soglia del suo negozio, non offre prodotti di qualità, non ha molto senso tornarci un&amp;rsquo;altra volta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una delle cose migliori di un negozio &lt;em&gt;fisico&lt;/em&gt; è il fatto di avere qualcuno con cui confrontarsi, al limite anche solo per fare due chiacchiere &amp;ndash; con il mio edicolante succede quasi sempre &amp;ndash; se il negoziante non riesce, o non vuole, &lt;a href=&#34;http://www.giovannicappellotto.it/16630-come-il-negozio-tradizionale-puo-competere-con-le-commerce/&#34;&gt;entrare in sintonia con il cliente&lt;/a&gt;, allora è meglio l&amp;rsquo;impersonalità del negozio online. Sarà pure freddo, solitario, ma almeno si può comprare quando e come si vuole, e si risparmia pure. E se qualcosa non piace o non va bene, la si rimanda indietro e amici come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Tanti sostengono, e con qualche ragione, che Amazon sta distruggendo il commercio tradizionale. Però a mio avviso una bella fetta di colpa ce l&amp;rsquo;hanno gli stessi commercianti. Se per farsi sostituire in garanzia una pendrive da pochi euro il cliente deve affrontare una procedura così fastidiosa &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/05/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-2/&#34;&gt;come quella che ho descritto&lt;/a&gt; qualche giorno fa, perché si sa a priori che il venditore non è disposto a farsene carico facilmente, è chiaro che c&amp;rsquo;è qualcosa che non funziona.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero, non ho nemmeno provato a chiedere la sostituzione in garanzia della pendrive a chi me l&amp;rsquo;aveva venduta, ma solo perché tante esperienze passate (una l&amp;rsquo;ho anche &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/08/10/commercio-tradizionale-o-commercio-elettronico/&#34;&gt;raccontata qui&lt;/a&gt; più di tre anni fa) mi hanno insegnato che tornare da MediaWorld, Unieuro o quello che volete dicendo &amp;ldquo;Ho comprato questo &amp;hellip;&amp;hellip;.. [riempire i puntini a piacere] ma non funziona&amp;rdquo;, significa sottoporsi ad una prova eroica di pazienza e di sopportazione che non tutti sono in grado di superare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo ancora molto bene quello che successe qualche tempo fa da MediaWorld. Avevo comprato un mouse, un volgarissimo mouse con il filo, che non ne voleva sapere di funzionare. Torno indietro dopo un giorno o due, con il mouse impacchettato come si deve e lo scontrino regolamentare, e mi indirizzano da un commesso che mi non crede &lt;em&gt;a prescindere&lt;/em&gt;. E che passa una mezz&amp;rsquo;ora a cercare di far funzionare a tutti i costi il mio mouse, infilandolo praticamente in tutti i computer che aveva sotto mano e sostenendo che fosse solo una questione di driver. Ovviamente il fatto che gli dicessi che l&amp;rsquo;avevo usato con il Mac, dove non serve nessun driver per far funzionare un mouse, non faceva che rafforzargli l&amp;rsquo;idea che fra i due l&amp;rsquo;imbecille fossi io, povero utente Apple incapace di mettere le mani nelle &lt;em&gt;fini intricatezze&lt;/em&gt; del sistema operativo a Finestre. Alla fine l&amp;rsquo;ho spuntata, ma la tentazione di strozzarlo è stata forte come non mai.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ripetere tutto ciò per una banale pendrive, dovendo ammettere per forza di averla formattata e per di più in HFS+ (ma sarebbe lo stesso anche se avessi usato NTFS), sarebbe stato troppo anche per uno con la pazienza di Giobbe. Figuriamoci per me!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solo &lt;em&gt;dopo&lt;/em&gt; essere uscito dal negozio mi sono reso conto che forse il negoziante credeva che avrei usato il cacciavite una volta, riportando poi indietro tutto il &lt;em&gt;set&lt;/em&gt; per farmi restituire i dieci euro. Come se il gasolio me lo dessero gratis!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Commercio tradizionale o commercio online? Perché Amazon sta vincendo (parte 1)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/</link>
      <pubDate>Sat, 29 Sep 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2018/09/29/commercio-tradizionale-o-commercio-online-perche-amazon-sta-vincendo-parte-1/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Il MacBook Pro è aperto sul &lt;em&gt;tavolo operatorio&lt;/em&gt;. Forse si è offeso perché l&amp;rsquo;ho messo via per le vacanze e ha deciso di vendicarsi. Quando l&amp;rsquo;ho ripreso in mano a settembre, la batteria era così gonfia che aveva quasi strappato il trackpad dalla sua sede. Poco male, tanto la batteria non funzionava da un paio di anni, da quando il Mac era stato coinvolto in un incidente &lt;em&gt;idraulico&lt;/em&gt; ed aveva dovuto passare settimane coperto di riso ad asciugarsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/09/batteria_macbookpro_01.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Cambiare la batteria di un &lt;a href=&#34;https://everymac.com/systems/apple/macbook_pro/specs/macbook-pro-core-i7-2.2-15-early-2011-unibody-thunderbolt-specs.html&#34;&gt;MacBook Pro Unibody&lt;/a&gt; di qualche anno fa è uno scherzo, basta rimuovere qualche vite dal fondo per liberare il pannello inferiore del &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; ed esporre l&amp;rsquo;interno del Mac. &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/MacBook&amp;#43;Pro&amp;#43;15-Inch&amp;#43;Unibody&amp;#43;Early&amp;#43;2011&amp;#43;Battery&amp;#43;Replacement/5889&#34;&gt;Secondo iFixit&lt;/a&gt; è un lavoro di difficoltà &amp;ldquo;media&amp;rdquo;, in realtà può farlo chiunque sappia impugnare un cacciavite dal lato giusto. Ammesso però che si abbia il cacciavite &lt;em&gt;giusto&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/09/batteria_macbookpro_02.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Perché le viti che tengono a posto il pannello inferiore sono delle banali viti Torx, ma quelle che fissano la batteria &amp;ndash; accidenti a loro! &amp;ndash; sono delle strane viti con innesto a triangolo, grazie a &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Store/Tools/Tri-point-Y0-Screwdriver/IF145-081-4&#34;&gt;iFixit&lt;/a&gt; ora so che sono delle &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Tri-Wing&#34;&gt;Tri-Wing&lt;/a&gt; misura Y0. Cerco nella mia collezione di cacciavite e di punte di tutti i tipi ma niente, per la legge di Murphy puoi avere decine e decine di attrezzi ma ti mancherà sempre proprio &lt;em&gt;quello&lt;/em&gt; che ti serve.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/09/batteria_macbookpro_03.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Provo a cercare il cacciavite in un paio di negozi notoriamente ben forniti. Il primo ce l&amp;rsquo;ha, ma solo in una mega-confezione di una sessantina di punte diverse (che in gran parte ho già, e quelle che mi mancano non mi serviranno mai) a 25 euro, la metà di quello che costa su eBay una batteria nuova per il MacBook.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il secondo non ha il Tri-Wing Y0 ma solo lo Y1, sempre in una confezione multipla di punte che però costa solo una decina di euro. La prenderei, ma vorrei poterla riportare indietro se la punta non fosse adatta. Niente da fare, il negoziante è irremovibile e pure antipatico, &amp;ldquo;Una volta uscita dal negozio non si cambia&amp;rdquo;, ed è pure sicuro che la punta Y0 non esista, &amp;ldquo;Le misure delle punte iniziano sempre da uno, mai da zero&amp;rdquo;. Alla faccia di iFixit.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di tornare nel primo negozio e buttare 25 euro per comprare un cacciavite che probabilmente userò una volta sola, decido di fare un giretto su Amazon. In pochi minuti trovo &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Triangolo-Tri-Wing-Cacciavite-Triangolare-riparazione/dp/B00MAVHHJ4&#34;&gt;questo cacciavite&lt;/a&gt;. La misura è quella giusta, i commenti specificano che serve proprio per le batterie dei MacBook Pro come il mio, lo prendo. Costa 4.95 euro, con Amazon Prime non pago neanche le spese di spedizione. Lo ordino nel pomeriggio e la mattina dopo me lo portano in ufficio. Se ci avessi pensato subito non avrei sprecato tempo e gasolio inutilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/09/batteria_macbookpro_04.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum #1.&lt;/em&gt; Con il cacciavite adatto è un giochetto togliere la batteria e rimettere il trackpad al suo posto. In pochi minuti l&amp;rsquo;operazione è conclusa e il Mac è tornato in perfetta forma. A parte la povera batteria, naturalmente, la cui parte nascosta, quella che premeva sul trackpad, si è gonfiata così tanto da aver strappato l&amp;rsquo;involucro di plastica. Per fortuna le batterie prodotte da Apple non sono come quelle del &lt;a href=&#34;https://www.cnet.com/news/galaxy-note-7-explosions-caused-by-aggressive-design/&#34;&gt;Galaxy Note 7&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Post Scriptum #2.&lt;/em&gt; Non credo che comprerò un&amp;rsquo;altra batteria. Ormai quando viaggio porto solo l&amp;rsquo;iPad e quindi il MacBook Pro può benissimo rimanere fisso sulla scrivania, sempre collegato all&amp;rsquo;alimentatore (come del resto ha fatto finora per il 99% del tempo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come ho scoperto solo dopo, la punta del cacciavite Y0 ha un diametro di 0.6 mm che, arrotondato all&amp;rsquo;intero inferiore, dà lo zero che &lt;em&gt;&amp;ldquo;non esiste&amp;rdquo;&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Imparare a programmare per iOS</title>
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      <pubDate>Thu, 15 Mar 2018 23:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Cosa riescono a fare dei veri &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;professionisti del Mac&lt;/a&gt; quando gli si da in mano un vero Mac professionale? &lt;a href=&#34;https://marchdotnet.wordpress.com/2018/03/15/imac-pro-manvsmachine/&#34;&gt;Fate un salto qui e lo saprete&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non perdetevi il primo video, è favoloso, anche &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Maurits_Cornelis_Escher&#34;&gt;Escher&lt;/a&gt; sarebbe rimasto a bocca aperta.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui, un anno dopo</title>
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      <pubDate>Sun, 22 Oct 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://farm6.staticflickr.com/5254/5404900405_987a647fb3_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Beth Jusino, &lt;a href=&#34;https://www.flickr.com/photos/zenobia_joy/5404900405/&#34;&gt;Flickr&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È già passato un anno dalla presentazione dei MacBook Pro 2016, sui quali &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/12/09/tutto-qui-conclusioni-e-bibliografia-quasi-ragionata/&#34;&gt;ho scritto parecchio&lt;/a&gt; e in modo sempre sfavorevole. Non mi convinceva la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;tastiera&lt;/a&gt;, i &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;connettori&lt;/a&gt;, le &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/12/09/tutto-qui-conclusioni-e-bibliografia-quasi-ragionata/&#34;&gt;prestazioni&lt;/a&gt;, la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;scarsità di RAM&lt;/a&gt;, tutti fattori molto negativi in macchine che dovrebbero essere destinate ad &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;usi professionali&lt;/a&gt;. Anche il mini aggiornamento di metà 2017 non ha cambiato sostanzialmente le cose.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È passato un anno e mi dispiace dover confermare al 100% l&amp;rsquo;opinione iniziale, soprattutto dopo aver letto tante esperienze di utenti che li hanno incautamente acquistati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Basta qualche granello di polvere per &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/2017/10/theres-no-i-in-keyboard/&#34;&gt;impedire alla tastiera a farfalla di funzionare&lt;/a&gt;, e non sono casi isolati, ci sono &lt;a href=&#34;https://discussions.apple.com/thread/7779290?start=0&amp;amp;tstart=0&#34;&gt;centinaia di segnalazioni&lt;/a&gt; sul sito ufficiale di supporto Apple. E quel che è peggio, nei casi più ostinati la tastiera non può essere sostituita, ma &lt;a href=&#34;https://theoutline.com/post/2402/the-new-macbook-keyboard-is-ruining-my-life&#34;&gt;bisogna cambiare tutta la parte superiore del portatile&lt;/a&gt;. Tutta! C&amp;rsquo;è perfino una &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=FdS3tjEIqUA&#34;&gt;canzoncina&lt;/a&gt; che ironizza sul problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessuno ha ancora dovuto affrontare la spesa, non è ancora passato un anno e tutti i MacBook Pro 2016 venduti finora sono ancora coperti dalla garanzia, ma cosa succederà fra un mese o due? Quanto saranno contenti i primi clienti di sapere che cambiare la tastiera viene a costare 700 dollari, praticamente la metà del prezzo totale del modello base?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche nell&amp;rsquo;uso normale non è che tutto fili liscio, rumori strani dagli altoparlanti, problemi al trackpad o alla scheda grafica, batteria che dura molto meno di quanto dovrebbe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E come ciliegina sulla torta, il &lt;a href=&#34;https://marco.org/2017/10/14/impossible-dream-of-usb-c&#34;&gt;sogno impossibile dell&amp;rsquo;USB-C&lt;/a&gt;, di cui ha scritto pochi giorni fa Marco Arment, sviluppatore (&lt;a href=&#34;https://www.tumblr.com/&#34;&gt;Tumblr&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.instapaper.com/&#34;&gt;Instapaper&lt;/a&gt; sono suoi prodotti) e blogger intelligente e appassionato del mondo Mac. I MacBook Pro 2016/2017, così come i MacBook &lt;em&gt;normali&lt;/em&gt; corrispondenti, hanno solo porte USB-C, la porta di connessione standard (?) del futuro, il cui vero valore aggiunto è quello di supportare anche la connessione Thunderbolt.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La realtà è un marasma tremendo: ci sono porte USB-C con Thunderbolt e porte che non ce l&amp;rsquo;hanno. E quando Thunderbolt è presente, non è detto che funzioni a piena velocità, dipende da quale porta si sceglie di usare. E poi ci sono i cavi, qualcuno supporta Thunderbolt, qualcun&amp;rsquo;altro solo USB; sfido chiunque a ricordarsene quando deve afferrare un cavo di corsa prima di viaggio (o di una riunione di lavoro). Con tanti saluti all&amp;rsquo;idea, teoricamente ineccepibile, di unificare tutto in un sola connessione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A giugno Apple ha inserito il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;processore&lt;/a&gt; che avrebbe dovuto avere il modello originale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Magari!</title>
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      <pubDate>Mon, 05 Jun 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/06/wwdc17.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo l&amp;rsquo;esperienza deludente dello scorso ottobre quando, dopo aver &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/25/hello-again/&#34;&gt;sperato che venisse presentato&lt;/a&gt; qualcosa di veramente nuovo e grandioso mi sono ritrovato con i &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;nuovi insipidi Macbook Pro&lt;/a&gt;, questa volta preferisco astenermi da ogni previsione relativa all&amp;rsquo;hardware.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma questo è il WWDC, la conferenza mondiale degli sviluppatori, e il software la farà da padrone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Saranno di certo annunciati gli aggiornamenti di macOS (sbadiglio!) e di iOS e derivati (ri-risbadiglio!), niente di cui scrivere a casa comunque, perché la cadenza annuale di aggiornamento dei  sistemi operativi di casa Apple è troppo frequente per essere minimamente eccitante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però forse avremo &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2017/06/05/ios-11-files-app-placeholder/&#34;&gt;qualcosa che assomiglia ad un filesystem&lt;/a&gt; anche su iOS, accompagnata magari anche da una &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2017/06/05/feedback-app-drag-and-drop-ipad-ios-11/&#34;&gt;funzionalità di drag and drop&lt;/a&gt;, probabilmente limitata al solo iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due funzioni che sarebbe ora che arrivassero su iOS, in particolare se si vuole rendere finalmente l&amp;rsquo;iPad il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/07/29/ipad-grande-o-grande-ipad/&#34;&gt;computer ideale per la maggior parte degli utenti&lt;/a&gt;, il vero e realistico sostituto dei desktop o dei notebook attuali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pochi minuti e lo sapremo.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Adattatori per il MacBook Pro</title>
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      <pubDate>Fri, 17 Feb 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;I nuovi MacBook Pro non smettono di far parlare di se. E pian piano vengono fuori le vere ragioni che hanno portato a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;sostituire tutte le porte di connessione&lt;/a&gt; con la sola USB-C.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/q_VFfDMYfU4?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Impareggiabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;:D :D :D :D :D&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per gli amatori, c&amp;rsquo;è pure la versione con i &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=-XSC_UG5_kU&#34;&gt;sottotitoli in inglese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Ironia della sorte</title>
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      <pubDate>Wed, 11 Jan 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Qualche giorno fa &lt;a href=&#34;http://www.consumerreports.org&#34;&gt;Consumer Reports&lt;/a&gt;, la principale organizzazione nord-americana di consumatori, ha annunciato di &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3153407/macs/macbook-pro-is-the-first-apple-laptop-to-lack-a-recommendation-from-consumer-reports.html&#34;&gt;non poter raccomandare l&amp;rsquo;acquisto&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;ultimo modello di MacBook Pro perché non produceva risultati consistenti nei test di misura dell&amp;rsquo;autonomia della batteria. Nei tre modelli provati la batteria sembrava avere una durata semi-casuale, che poteva andare da poco meno di 4 ore fino ad oltre 19 ore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non voglio entrare nel merito dei test effettuati da Consumer Reports (o dalla nostra &lt;a href=&#34;https://www.altroconsumo.it/&#34;&gt;Altroconsumo&lt;/a&gt;), che a volte sono semplicemente ridicoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in questo caso specifico la cosa sembrava avere un fondamento reale, non a caso Apple si è data immediatamente da fare per cercare di scoprire la causa del problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E cosa &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3156350/macs/apple-resolves-the-macbook-pro-battery-life-issues-found-in-consumer-reports-testing.html&#34;&gt;è venuto fuori&lt;/a&gt;? Che per fortuna il problema non ha una origine hardware ma è legato ad un baco di Safari quando nel browser si attiva la modalità Sviluppatore (&lt;em&gt;Developer Mode&lt;/em&gt;), usata da Consumer Reports nei suoi test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Consumer Reports, infatti, misura la durata delle batterie dei portatili accedendo ripetutamente ad una serie di 10 pagine web predefinite e facendo in modo che le pagine vengano scaricate ogni volta dal sito web e non dalla cache del browser. Con Safari, il browser di default dei Mac, l&amp;rsquo;unico modo per non utilizzare la cache è proprio quello di attivare la modalità Sviluppatore, che non serve agli utenti &lt;em&gt;normali&lt;/em&gt; ma che è invece indispensabile per chi sviluppa siti e applicazioni per il web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro che Apple correggerà facilmente il baco nella prossima &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; di Safari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma è altrettanto chiaro che quanto è successo &amp;ndash; vera ironia della sorte o forse contrappasso dantesco &amp;ndash; dimostra ulteriormente che il MacBook Pro 2016 &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;non è proprio un modello adatto&lt;/a&gt; agli sviluppatori, uno dei target naturali della linea di notebook professionali di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Speriamo che nel 2017 Apple rinsavisca e riesca a mettere alla luce dei nuovi modelli di Mac degni della sua lunga storia e dell&amp;rsquo;ottimo sistema operativo che ci gira sopra.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Tutto qui? Conclusioni e bibliografia (quasi) ragionata</title>
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      <pubDate>Fri, 09 Dec 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/12/09/tutto-qui-conclusioni-e-bibliografia-quasi-ragionata/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Eccoci finalmente alla conclusione delle lunga serie di articoli sui MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel corso della serie ho discusso delle &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;caratteristiche generali dei nuovi portatili&lt;/a&gt;, del &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;processore&lt;/a&gt;, dei &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;limiti della memoria RAM&lt;/a&gt; installata, della necessità di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;usare molteplici adattatori&lt;/a&gt; per interfacciarsi con il mondo esterno e di dettagli relativi soprattutto &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/12/07/tutto-qui-dimenticavo/&#34;&gt;al disco SSD e al touch ID&lt;/a&gt;,&#xA;tutti aspetti piuttosto importanti per &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;tanti professionisti avanzati&lt;/a&gt; interessati ad usare i nuovi portatili Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono un po&amp;rsquo; stufo di scriverne (come penso voi di leggerne), e del resto questa discussione è andata ben oltre le mie intenzioni iniziali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo, più approfondivo la conoscenza dei nuovi portatili Apple, più mi apparivano inadeguate per gli usi professionali più spinti e con un rapporto  troppo basso fra prestazioni e prezzo, in sintonia con quanto sostengono &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;tanti altri critici&lt;/a&gt; indipendenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I &lt;a href=&#34;http://browser.primatelabs.com/mac-benchmarks&#34;&gt;primi benchmark affidabili&lt;/a&gt; sembrano confermare questa tesi. Mi sembra veramente inaccettabile che una macchina tanto costosa abbia prestazioni velocistiche inferiori ai modelli equivalenti del 2015 e del 2014 e che superi solo di poco il MacBook Pro di ben tre anni fa. Perfino il Mac Mini del 2014 non sfigura rispetto al MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016, pur costando meno della metà!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il tempo ci dirà se le critiche sono riuscite ad insinuare qualche dubbio e a stimolare un cambio di rotta o se Apple deciderà di continuare a privilegiare il mantra del &lt;em&gt;lighter is better&lt;/em&gt; su ogni altra considerazione tecnica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per ora &lt;a href=&#34;https://intelligence.slice.com/apples-macbook-pro-launch/&#34;&gt;le vendite&lt;/a&gt; sembrano &lt;a href=&#34;http://bgr.com/2016/11/22/macbook-pro-2016-sales-strong-demand/&#34;&gt;dare ragione&lt;/a&gt; all&amp;rsquo;azienda californiana. Bisogna però vedere se le notizie relative alla &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/12/03/macbook-pro-battery-life-concerns/&#34;&gt;scarsa durata delle batterie&lt;/a&gt; e a &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/12/02/new-macbook-pro-graphics-issues/&#34;&gt;inconvenienti della scheda grafica&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/12/01/apple-fixes-boot-camp-macbook-pro-speaker-issue/&#34;&gt;degli altoparlanti&lt;/a&gt; si riveleranno dei semplici eventi occasionali (come è normale che accada, visto il numero di unità prodotte) o se risulteranno legate, almeno in parte, ad un eccessivo surriscaldamento favorito dalla riduzione delle dimensioni verticali del portatile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/macbook-pro-338619_640.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Prima di concludere, vorrei elencare gli articoli più utili e stimolanti che ho consultato per scrivere questi post, suddivisi per argomento (in modo un po&amp;rsquo; arbitrario). Spero possano essere un&amp;rsquo;utile base di partenza per ulteriori approfondimenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;bibliografia&#34;&gt;Bibliografia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;documentazione-generale&#34;&gt;Documentazione generale&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto quello che avreste voluto sapere su USB-C e Thunderbold 3.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Glenn Fleishman, &lt;a href=&#34;http://tidbits.com/article/16870&#34;&gt;Explaining Thunderbolt 3, USB-C, and Everything In Between&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Dong Ngo, &lt;a href=&#34;https://www.cnet.com/how-to/usb-type-c-thunderbolt-3-one-cable-to-connect-them-all/&#34;&gt;USB Type-C and Thunderbolt 3: One port to connect them all&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma i cavi USB-C non sono tutti uguali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Stephen Foskett, &lt;a href=&#34;http://blog.fosketts.net/2016/10/29/total-nightmare-usb-c-thunderbolt-3/&#34;&gt;Total Nightmare: USB-C and Thunderbolt 3&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Joel Hruska, &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/electronics/239142-caveat-emptor-usb-c-cable-compatibility-safety-turning-nightmare&#34;&gt;Caveat Emptor: USB-C cable compatibility and safety are turning into a nightmare&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Joel Hruska, &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/computing/225719-amazon-bans-cheap-usb-c-cables-in-wake-of-google-engineers-crusade&#34;&gt;Amazon bans cheap USB-C cables in wake of Google engineer’s crusade&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Storia dei portatili Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Jason Snell, &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3146141/macs/the-evolution-of-apples-laptops-from-the-powerbook-to-the-macbook-pro.html&#34;&gt;The evolution of Apple&amp;rsquo;s laptops, from the PowerBook to the MacBook Pro&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il futuro del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Adam Engst, &lt;a href=&#34;http://tidbits.com/article/16914&#34;&gt;Understanding Apple’s Marginalization of the Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Mark Gurman, &lt;a href=&#34;https://www.bloomberg.com/news/articles/2016-12-20/how-apple-alienated-mac-loyalists&#34;&gt;How Apple Alienated Mac Loyalists&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Matthew Yglesias, &lt;a href=&#34;http://www.vox.com/new-money/2016/11/27/13706776/apple-functional-divisional&#34;&gt;Apple may have finally gotten too big for its unusual corporate structure&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;hardware&#34;&gt;Hardware&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sono fatti &lt;em&gt;dentro&lt;/em&gt; i nuovi MacBook Pro?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;iFixit &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/MacBook&amp;#43;Pro&amp;#43;13-Inch&amp;#43;Function&amp;#43;Keys&amp;#43;Late&amp;#43;2016&amp;#43;Teardown/72415&#34;&gt;MacBook Pro 13&amp;quot; Function Keys Late 2016 Teardown&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;iFixit &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/MacBook&amp;#43;Pro&amp;#43;13-Inch&amp;#43;Touch&amp;#43;Bar&amp;#43;Teardown/73480&#34;&gt;MacBook Pro 13&amp;quot; Touch Bar Late 2016 Teardown&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;MacSales, &lt;a href=&#34;https://vimeo.com/189447875&#34;&gt;13-inch MacBook Pro Late 2016 Unboxing and Teardown&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Oscar Raymundo, &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3142362/hardware/macbook-pro-teardown-reveals-pointless-speaker-grilles-and-hard-to-replace-touch-bar.html&#34;&gt;MacBook Pro teardown reveals pointless speaker grilles and hard-to-replace Touch Bar&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Adattatori a gogo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Stephen Foskett, &lt;a href=&#34;http://blog.fosketts.net/2016/10/30/2016-macbook-pro-usb-cthunderbolt-survival-guide/&#34;&gt;2016 MacBook Pro USB-C/Thunderbolt Survival Guide&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Nick Guy, &lt;a href=&#34;http://thewirecutter.com/reviews/best-usb-c-adapters-cables-and-hubs/&#34;&gt;The Best USB-C Adapters, Cables, and Hubs to Connect Old Accessories to Your New Laptop&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Joel Hruska, &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/computing/239113-apples-new-dongle-happy-macbook-pros-not-fully-compatible-thunderbolt-3-peripherals&#34;&gt;Apple’s new dongle-happy MacBook Pros not fully compatible with Thunderbolt 3 peripherals&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Roman Loyola, &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3136583/macbook-accessories/macbook-pro-thunderbolt-3-adapter-guide-how-to-connect-an-iphone-display-hard-drive-and-more.html&#34;&gt;MacBook Pro Thunderbolt 3 adapter guide: How to connect an iPhone, display, hard drive, and more&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Disco SSD: saldato o non saldato, questo è il problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;OWC Blog, &lt;a href=&#34;http://blog.macsales.com/38440-ssd-in-late-2016-entry-level-macbook-pro-removable&#34;&gt;SSD In Late 2016 ‘Entry-Level’ MacBook Pro Removable&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;OWC Blog, &lt;a href=&#34;http://blog.macsales.com/38719-commentary-soldered-ssd-in-touch-bar-macbook-pro-brings-potential-issues-disappointment&#34;&gt;Commentary: Soldered SSD in Touch Bar MBP Brings Potential Issues, Disappointment&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Melissa Riofrio, &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3144532/macs/revealed-the-macbook-pro-2016s-soldered-on-ssd-has-a-data-recovery-lifeline.html&#34;&gt;Revealed: The MacBook Pro 2016&amp;rsquo;s soldered-on SSD has a data recovery lifeline&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;benchmark&#34;&gt;Benchmark&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Geekbench 4, &lt;a href=&#34;http://browser.primatelabs.com/mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Gordon Mah Ung, &lt;a href=&#34;http://www.pcworld.com/article/3136317/computers/heres-how-the-macbook-pro-stacks-up-against-the-pc.html&#34;&gt;Here&amp;rsquo;s how the MacBook Pro stacks up against the PC&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;parla-lo-staff-di-apple&#34;&gt;Parla lo staff di Apple&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Dan Ackerman &lt;em&gt;et al.&lt;/em&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.cnet.com/special-reports/does-the-mac-still-matter/&#34;&gt;New MacBook Pro touches at why computers still matter for Apple&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;David Phelan, &lt;a href=&#34;http://www.independent.co.uk/life-style/gadgets-and-tech/features/apple-macbook-pro-new-philip-schiller-interview-phil-iphone-ios-criticism-a7393156.html&#34;&gt;Apple’s Philip Schiller talks computers, touchscreens and voice on the new MacBook Pro&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;recensioni&#34;&gt;Recensioni&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;ArsTechnica, &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2016/11/review-cheapest-2016-macbook-pro-is-good-but-its-missing-all-the-cool-stuff/&#34;&gt;Review: The $1,499 2016 MacBook Pro is an expensive MacBook Air on the inside&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;ArsTechnica, &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2016/11/the-2016-13-and-15-inch-touch-bar-macbook-pros-reviewed/&#34;&gt;Review: Touch Bar MacBook Pros give an expensive glimpse at the Mac’s future&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Daring Fireball, &lt;a href=&#34;http://daringfireball.net/2016/11/new_touch_bar_equipped_macbook_pros&#34;&gt;The New Touch-Bar-Equipped MacBook Pros and the State of the Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Digg, &lt;a href=&#34;http://digg.com/2016/macbook-pro-with-touchbar-reviews&#34;&gt;Is The New MacBook Pro With TouchBar A Good Computer? &lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Macworld, &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3140928/macs/macbook-pro-with-touch-bar-review-the-best-bits-of-ios-in-a-really-great-mac.html&#34;&gt;MacBook Pro with Touch Bar review: The best bits of iOS in a really great Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;PCMag, &lt;a href=&#34;http://www.pcmag.com/review/349516/apple-macbook-pro-13-inch-2016-touch-bar&#34;&gt;Apple MacBook Pro 13-Inch (2016, Touch Bar)&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;The New York Times, &lt;a href=&#34;http://www.nytimes.com/2016/11/15/technology/personaltech/apples-new-macbook-pro-fast-and-light-but-not-for-everyone.html&#34;&gt;Apple’s New MacBook Pro: Fast and Light, but Not for Everyone&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;The Verge, &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/2/13490774/apple-macbook-pro-review-2016-13-inch-laptop&#34;&gt;MacBook Pro review: the Air apparent&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;The Verge, &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/14/13616404/apple-macbook-pro-touch-bar-review-2016-13-inch-15-inch-laptop&#34;&gt;MacBook Pro with Touch Bar review: a touch of the future&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Wired, &lt;a href=&#34;https://www.wired.com/2016/11/review-apple-macbook-pro-touch-bar/&#34;&gt;Review: Apple MacBook Pro With Touch Bar&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;ZDnet, &lt;a href=&#34;http://www.zdnet.com/article/touch-bar-review-in-one-word-meh/&#34;&gt;MacBook Pro Touch Bar review in one word: Meh&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;opinioni&#34;&gt;Opinioni&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Favorevoli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Lucio Bragagnolo, &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2016/11/06/lo-scontrino-sui-prezzi/&#34;&gt;Lo scontrino sui prezzi&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Lucio Bragagnolo, &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2016/11/16/zdziarski-a-meta/&#34;&gt;Zdziarski a metà&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Thomas Grove Carter, &lt;a href=&#34;http://www.huffingtonpost.co.uk/thomas-grove-carter/one-professionals-look-at_b_12894856.html&#34;&gt;One Professional’s Look At The New MacBook Pro&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Steven Levy, &lt;a href=&#34;https://backchannel.com/apple-goes-part-time-on-touch-8e7b0a4d371c#.fqwwk53ir&#34;&gt;The MacBook Pro’s Touchy Feely Thing&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Ross Rubin, &lt;a href=&#34;http://www.zdnet.com/article/the-new-macbook-pro-is-pro-enough/&#34;&gt;The MacBook Pro is not the root of all evil&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Jonathan Zdziarski, &lt;a href=&#34;#ZgotmplZ&#34;&gt;Can We Put the 16GB “Pro” Myth to Rest?&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contrarie.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Pier Bover, &lt;a href=&#34;https://medium.com/@Pier/why-i-bought-a-2015-macbook-pro-fadf27ab4b#.z7isyg51b&#34;&gt;Why I bought a 2015 Macbook Pro&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Jason Koebler, &lt;a href=&#34;http://motherboard.vice.com/read/new-macbook-pros-mark-the-end-of-upgradeable-apple-computers&#34;&gt;The New MacBook Pros Mark the End of Upgradeable Apple Computers&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;MacRumors, &lt;a href=&#34;http://forums.macrumors.com/threads/professional-mac-users-complaints-list-grows-after-disappointing-apple-event.2011850/&#34;&gt;Professional Mac Users&amp;rsquo; Complaints List Grows After &amp;lsquo;Disappointing&amp;rsquo; Apple Event&lt;/a&gt; (con 46 pagine di commenti!)&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Steve Sande, &lt;a href=&#34;http://blog.macsales.com/38426-commentary-a-closer-look-at-the-new-macbook-pro-and-what-it-means-for-creative-professionals&#34;&gt;Commentary: A Closer Look at the New MacBook Pro and What It Means For Creative Professionals&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Vlad Savov, &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/7/13548052/the-macbook-pro-lie&#34;&gt;The MacBook Pro is a lie&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Jason Snell, &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3138087/macs/why-2016-is-such-a-terrible-year-for-the-mac.html&#34;&gt;Why 2016 is such a terrible year for the Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Michael Tsai, &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;New MacBook Pros and the State of the Mac&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Owen Williams, &lt;a href=&#34;https://medium.com/charged-tech/apple-just-told-the-world-it-has-no-idea-who-the-mac-is-for-722a2438389b#.r73iy07sf&#34;&gt;Apple just told the world it has no idea who the Mac is for&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Neutrali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Adam Geitgey, &lt;a href=&#34;https://medium.com/@ageitgey/the-new-macbook-pro-is-kind-of-great-for-hackers-64c1c577a4d2#.rhjcabw78&#34;&gt;The new MacBook Pro is kind of great for hackers&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Stephen Hackett, &lt;a href=&#34;https://www.macstories.net/stories/the-in-between-macs/&#34;&gt;The In-Between Macs&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;Maurizio Natali, &lt;a href=&#34;http://www.saggiamente.com/2016/10/un-mac-e-meglio-di-un-pc-edizione-speciale-macbook-pro-2016/&#34;&gt;Un Mac è meglio di un PC? Edizione speciale MacBook Pro 2016&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;e-per-finire&#34;&gt;E per finire&amp;hellip;&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;Motherboard, &lt;a href=&#34;http://motherboard.vice.com/read/this-parody-of-the-new-macbook-pro-is-a-little-too-real&#34;&gt;This Parody of the New MacBook Pro Is a Little Too Real&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Tutto qui? Dimenticavo...</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/12/07/tutto-qui-dimenticavo/</link>
      <pubDate>Wed, 07 Dec 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/12/07/tutto-qui-dimenticavo/</guid>
      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/12/mbp_wordle.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualche ulteriore commento sparso su dettagli che ho dimenticato di inserire negli &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;articoli&lt;/a&gt; degli &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;ultimi&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;giorni&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;spdif&#34;&gt;S/PDIF&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://www.independent.co.uk/life-style/gadgets-and-tech/features/apple-macbook-pro-new-philip-schiller-interview-phil-iphone-ios-criticism-a7393156.html&#34;&gt;Phil Schiller afferma&lt;/a&gt; che, a differenza dell&amp;rsquo;iPhone 7, i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 conservano il jack analogico perché &amp;ldquo;sono macchine professionali che hanno bisogno di una connessione &lt;em&gt;fisica&lt;/em&gt; ai dispositivi audio professionali attraverso il jack audio.&amp;rdquo;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;These are pro machines. If it was just about headphones then it doesn’t need to be there, we believe that wireless is a great solution for headphones. But many users have setups with studio monitors, amps, and other pro audio gear that do not have wireless solutions and need the 3.5mm jack.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo, però, nei MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 è stato mantenuto il solo jack audio &lt;em&gt;analogico&lt;/em&gt;, rimuovendo la &lt;a href=&#34;http://www.hardwaresecrets.com/everything-you-need-to-know-about-the-spdif-connection/&#34;&gt;connessione digitale S/PDIF&lt;/a&gt;, veicolata attraverso lo stesso jack audio ed usata da tanti professionisti per collegare fra loro i dispositivi audio professionali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica finora, inserendo una cuffia nel jack, il Mac si limitava a trasmettere un segnale analogico alla cuffia. Ma inserendo un &lt;a href=&#34;https://larryjordan.com/assets/nxltr67/toslink-adapters.jpg&#34;&gt;adattatore TOSLINK&lt;/a&gt;, la porta audio passava automaticamente a trasmettere un segnale digitale a 24 bit e 96 kHz attraverso una connessione in fibra ottica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono esperto in audio professionale, però mi sembra lo stesso una mancanza piuttosto significativa: la connessione ottica isola elettricamente un dispositivo dall&amp;rsquo;altro, evitando che si creino loop di massa e che il segnale trasmesso da un dispositivo all&amp;rsquo;altro venga &lt;em&gt;sporcato&lt;/em&gt; da ronzii e rumori di varia natura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I professionisti dell&amp;rsquo;audio ne saranno entusiasti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;disco-ssd&#34;&gt;Disco SSD&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono già alcuni anni che i portatili Apple hanno la memoria RAM saldata direttamente sulla scheda madre. Se tale scelta garantisce la compatibilità della RAM con la scheda madre e ottimizza le dimensioni del portatile, rende di fatto obbligatorio scegliere, già in fase di acquisto, il taglio di memoria più ampio fra quelli disponibili, compatibilimente con il budget  che abbiamo a disposizione. Poiché l&amp;rsquo;esperienza ci dice che il prezzo della RAM tende a scendere rapidamente nel tempo, poter aggiungere altri moduli RAM solo quando se ne presenta la necessità effettiva riduce parecchio l&amp;rsquo;esborso economico complessivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 con touch bar Apple si è spinta ancora più avanti, &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/15/macbook-pro-touch-bar-non-removable-ssd/&#34;&gt;saldando anche al memoria di massa a stato solidio (SSD)&lt;/a&gt; alla scheda madre del portatile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se la scheda madre di un qualunque computer smette di funzionare, possiamo sempre rimuovere la memoria di massa (non importa se un disco rigido meccanico o uno a stato solido) e collegarla ad un altro computer, garantendoci l&amp;rsquo;accesso immediato ai dati memorizzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con i MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 (con touch bar) tutto ciò non è più possibile: se il Mac non funziona, l&amp;rsquo;unica opzione per recuperare i propri dati è quella di inviare il portatile presso un centro assistenza Apple che dispone di &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/25/apple-ssd-data-recovery-macbook-pro/&#34;&gt;uno strumento specifico&lt;/a&gt; per il recupero del contenuto del disco SSD da queste macchine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un bene che Apple ci abbia pensato. È molto male che il recupero sia effettuabile solo dai tecnici Apple: i dati memorizzati sul disco rigido sono molto spesso la cosa più preziosa del computer e potrebbe essere un grave danno dover aspettare ore (o giorni) prima di potervi accedere di nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un consiglio spassionato per chi decidesse di acquistare un nuovo MacBook Pro: non fidatevi del solo Time Machine e investite qualche decina di euro in una copia di &lt;a href=&#34;http://bombich.com/&#34;&gt;Carbon Copy Cloner&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;http://www.shirt-pocket.com/SuperDuper/SuperDuperDescription.html&#34;&gt;SuperDuper&lt;/a&gt;, con i quali effettuare periodicamente la clonazione dell&amp;rsquo;intero disco rigido su un disco esterno. Preferibilmente (molto preferibilmente!) separato da quello che usate per Time Machine. La prudenza non è mai troppa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;touch-id&#34;&gt;Touch ID&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 integrano nella touch bar anche il touch ID, un sensore di riconoscimento dell&amp;rsquo;impronta digitale analogo a quello presente sugli iPhone più recenti, che serve anche da pulsante di spegnimento del MacBook Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insieme al trackpad &lt;em&gt;maggiorato&lt;/em&gt;, questa è di certo una delle funzioni più utili dei nuovi MacBook Pro. Purtroppo anche la touch bar e il sensore touch ID sono saldati direttamente sulla scheda madre, &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/MacBook&amp;#43;Pro&amp;#43;13-Inch&amp;#43;Touch&amp;#43;Bar&amp;#43;Teardown/73480&#34;&gt;rendendo probabilmente impossibile la ripararli&lt;/a&gt; senza sostituire l&amp;rsquo;intera scheda logica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche a costo di essere considerato retrogrado, mi sembra una scelta di progetto ben poco logica per una macchina da portare continuamente in giro. Oltre che piuttosto onerosa per gli utenti sfortunati che dovessero ritrovarsi con un touch ID difettoso.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? Connettori e design</title>
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      <pubDate>Wed, 30 Nov 2016 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;http://images.techhive.com/images/article/2015/04/macbook-usbc-100578157-large.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;&lt;small&gt;Copyright &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3132395/hardware/new-macbook-pros-reportedly-going-all-in-with-usb-c.html&#34;&gt;Jason Snell/Macworld&lt;/a&gt; (2016).&lt;/small&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eccoci arrivati (finalmente!) all&amp;rsquo;ultima parte dell&amp;rsquo;analisi dei MacBook Pro presentati a fine ottobre. Se le critiche espresse finora si sono focalizzate sulle &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;caratteristiche generali dei nuovi portatili&lt;/a&gt;, sul &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;processore&lt;/a&gt; e sui limiti della &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;memoria RAM&lt;/a&gt; installata, tutti aspetti critici per &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;tanti professionisti&lt;/a&gt; che hanno bisogno di macchine con caratteristiche hardware di avanguardia, questa è la volta di dire qualcosa sui connettori che collegano il MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 con le periferiche esterne, un argomento che dovrebbe interessare (e in parte preoccupare) tutti (o quasi) gli utenti dei nuovi notebook Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;usb-c-e-thunderbolt-3&#34;&gt;USB-C e Thunderbolt 3&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I MacBook Pro presentati il mese scorso hanno esclusivamente quattro porte USB-C, collocate simmetricamente sui due lati del portatile e che supportano anche le periferiche Thunderbolt 3 (tranne il derelitto modello &lt;em&gt;sub-entry-level&lt;/em&gt; da 13 pollici senza touch bar, che dispone solo di due porte combinate USB-C/Thunderbolt 3).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Decisione tecnicamente ineccepibile: USB-C è un bel passo avanti rispetto alla USB 3 e Thunderbolt 3 è il doppio più veloce della già velocissima generazione precedente, quella usata ad esempio nel Mac Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Decisione insensata dal punto di vista pratico: rimuovere da un portatile tutte le connessioni &lt;em&gt;legacy&lt;/em&gt; (se così si può dire, in realtà USB 3, Thunderbolt 2, DisplayPort, HDMI e così via &lt;em&gt;vecchie&lt;/em&gt; non sono di certo) crea un marasma di complicazioni per chi deve usare il notebook in mobilità e deve interfacciare con il mondo esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple è abituata a precorrere i tempi, ad adottare in anteprima nuove tecnologie di connessione promettenti o a mettere brutalmente in pensione quelle che stanno per diventare obsolete. È successo con USB e con Firewire, è successo più di recente con Thunderbolt, Lightning o con il jack della cuffia dell&amp;rsquo;iPhone 7. Però, accidenti, non si possono cambiare tutte le porte di interfaccia ogni volta che esce un nuovo Mac!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;imac-g3-e-mac-pro-2013&#34;&gt;iMac G3 e Mac Pro 2013&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe obiettare che una cosa simile è già successa con l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/IMac_G3&#34;&gt;iMac G3 del 1998&lt;/a&gt;, il modello che ha segnato la rinascita di Apple dopo anni di buio e di difficoltà economiche, nel quale vennero messe definitivamente in pensione le porte ADB, SCSI, seriale e parallela (quelle sì &lt;em&gt;legacy&lt;/em&gt;, ormai tenute invita solo dal respiratore artificiale!), sostituendole con la promettente, ma ancora semisconosciuta, porta USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è esattamente così, ci sono differenze sostanziali rispetto ad ora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iMac G3 era una macchina che rompeva completamente gli schemi in base ai quali erano stati costruiti i computer fino ad allora, tornando in parte all&amp;rsquo;idea del Macintosh originale. Naturale quindi rimuovere i legami con il passato, togliendo non solo l&amp;rsquo;ormai inutile floppy-disk, ma anche tante interfacce ormai decotte. E comunque la transizione era comunque molto meno netta di quella attuale e l&amp;rsquo;iMac G3 conservava una serie di porte standard &amp;ndash; Firewire, Ethernet, modem &amp;ndash; per le quali non esisteva ancora un equivalente USB adeguato. Infine, ed è l&amp;rsquo;aspetto più importante, l&amp;rsquo;iMac G3 del 1998 era una macchina desktop, fatta per rimanere fissa (o quasi) su una scrivania; dover usare degli adattatori per collegare le porte USB (o Firewire) alle periferiche più &lt;em&gt;anziane&lt;/em&gt; ancora dotate delle interfacce non più presenti sull&amp;rsquo;iMac non era poi tanto grave, a parte il fastidio di avere un intrico di cavi dietro il Mac e sulla scrivania.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più o meno lo stesso si può dire per MacBook del 2013, un&amp;rsquo;altra macchina che rompeva gli schemi esistenti (ma molto meno fortunata dell&amp;rsquo;iMac G3). Nonostante fosse basata sull&amp;rsquo;interfaccia Thunderbolt (versione 2) per connettersi alle periferiche esterne indispensabili per una macchina professionale (arrivando a configurazioni estreme &lt;a href=&#34;http://images.techhive.com/images/article/2014/04/daisy-chain-challenge-100262576-large.jpg&#34;&gt;come questa&lt;/a&gt;), manteneva comunque per compatibilità le porte più usate e popolari, USB 3 ed Ethernet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;adattatori-adattatori-adattatori&#34;&gt;Adattatori, adattatori, adattatori&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa volta invece Apple ha deciso di dare un taglio netto con il passato e di inserire solo porte USB-C sui nuovi MacBook Pro, compatibili anche con le connessioni Thunderbolt 3, che utilizzano lo stesso connettore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;idea veramente insensata, soprattutto per una macchina destinata (almeno nel nome) agli utenti &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come la mettiamo con i tanti che hanno investito migliaia di euro in periferiche Thunderbolt (versione 2), che improvvisamente sono diventate incompatibili con i nuovi notebook &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt;? O con quelli che usano ancora periferiche Firewire, monitor con ingressi Display Port o HDMI o che vogliono collegarsi alla rete tramite la porta Ethernet, molto più performante ed affidabile del WiFi? Buttiamo via tutto e ricominciamo da zero con nuovi dischi e nuovi monitor, solo perché abbiamo comprato l&amp;rsquo;ultimo notebook &lt;em&gt;professionale&lt;/em&gt; di Apple?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono gli adattatori. È vero, ma a parte che gli adattatori costano (e non poco, non è certo un caso che Apple ha deciso di &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/4/13524272/apple-cutting-usb-c-adaptor-prices-macbook-pro&#34;&gt;ridurre temporaneamente&lt;/a&gt; il prezzo dei sui adattatori per placare l&amp;rsquo;ira di tanti utenti) e rappresentano un ulteriore sorgente di inaffidabilità, sono proprio curioso di sapere che senso abbia ridurre di qualche centinaio di grammi il peso del MacBook Pro se poi ci si deve portare dietro decine di cavi e cavetti che messi insieme pesano ben di più, con la paura di dimenticare proprio l&amp;rsquo;adattatore &lt;em&gt;indispensabile&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi ci sono adattatori e adattatori: usare un adattatore per un monitor esterno mi può importare poco, tanto una volta installato rimane lì fisso a fare il suo lavoro. Ben altra cosa sono gli adattatori dei dischi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono in viaggio, quanti adattatori USB-C/vattelappesca devo portarmi dietro? Almeno uno, meglio due, per &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1M2AM/A/usb-c-to-usb-adapter&#34;&gt;collegare le periferiche USB&lt;/a&gt;, altrimenti come faccio se devo collegare una chiavetta USB o un disco rigido esterno? Probabilmente almeno un&amp;rsquo;altro per i &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MMEL2AM/A/thunderbolt-3-usb-c-to-thunderbolt-2-adapter&#34;&gt;dischi esterni Thunderbolt 2&lt;/a&gt; (non dimentichiamo che stiamo parlando di utenti professionali). E poi un adattatore per la &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/HJKF2ZM/A/belkin-usb-c-to-gigabit-ethernet-adapter?fnode=85&amp;amp;fs=f%3Dadapter%26fh%3D459d%252B45b0&#34;&gt;porta Ethernet&lt;/a&gt; e magari un&amp;rsquo;altro per collegare il portatile ad un monitor esterno &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1K2AM/A/usb-c-digital-av-multiport-adapter&#34;&gt;HDMI&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/Plugable-DisplayPort-Chromebook-ThunderboltTM-3840x2160/dp/B01EXKDRAC&#34;&gt;DisplayPort&lt;/a&gt;, oppure ad un proiettore per le presentazioni. E se il proiettore è vecchio e ha solo la &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1L2AM/A/usb-c-vga-multiport-adapter&#34;&gt;porta VGA&lt;/a&gt;? Ci vuole un&amp;rsquo;adattatore separato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Persino se voglio collegare l&amp;rsquo;iPhone al MacBook Pro, magari anche solo per caricarlo mentre lavoro, ho bisogno di un&amp;rsquo;ennesimo adattatore per &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MK0X2AM/A/usb-c-to-lightning-cable-1-m&#34;&gt;la porta Lightning&lt;/a&gt;. Dimenticavo, se ho una macchina fotografica senza collegamento wireless&amp;hellip; potete già immaginare &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/HKR62ZM/A/sandisk-extreme-pro-sd-uhs-ii-card-usb-c-reader&#34;&gt;cosa mi serve&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Totale? Almeno 200 euro, ai prezzi scontati attuali, e almeno 300 da gennaio. Si può spendere di meno rivolgendosi ai prodotti di altre marche? Certo, ma &lt;a href=&#34;http://blog.fosketts.net/2016/10/29/total-nightmare-usb-c-thunderbolt-3/&#34;&gt;non è affatto detto che funzionino&lt;/a&gt;: moltissimi cavi ed adattatori USB-C non rispettano le specifiche e potrebbero essere incompatibili con il MacBook Pro, anzi potrebbero perfino arrivare a &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/2/4/10916264/usb-c-russian-roulette-power-cords&#34;&gt;danneggiare il computer&lt;/a&gt; a cui vengono collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sto esagerando, in realtà tutti questi adattatori non servono? Probabilmente si se vivete in un modo Mac-centrico, se la vostra attività vi porta (beati voi!) a non avere (troppi) rapporti con chi non usa il Mac. Ma se dovete scambiare dati con colleghi che usano in prevalenza Windows (dove le periferiche USB dominano incontrastate), se dovete fare una presentazione o se volete lavorare più comodi su uno schermo più grande anche se siete fuori dal vostro ufficio, direi che gli adattatori che ho elencato sono proprio il minimo sindacale per usare proficuamente il MacBook Pro in mobilità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: anche il MacBook (non Pro) ha solo porte USB-C, anzi ha solo &lt;em&gt;una&lt;/em&gt; porta USB-C per &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt;, è una scelta lungimirante di Apple in vista di una unificazione di tutte le interfacce di collegamento. Peccato però che l&amp;rsquo;unica porta del MacBook presentato in primavera supporti solo USB-C e non Thunderbolt 3, alla faccia del criterio di unificazione. E comunque, come dice anche il nome, il MacBook è un prodotto destinato ad una utenza amatoriale-evoluta che ha richieste e necessità molto meno spinte dei professionisti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://c.slashgear.com/wp-content/uploads/2016/10/macbook-pro-usb-c-render-980x420.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;&lt;small&gt;Copyright &lt;a href=&#34;https://www.slashgear.com/hated-macbook-the-new-macbook-pro-will-make-you-howl-18460523/&#34;&gt;SlashGear&lt;/a&gt; (2016).&lt;/small&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;design-e-sostanza&#34;&gt;Design e sostanza&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardo il mio MacBook Pro del 2011, che fra poco &lt;a href=&#34;http://bgr.com/2016/11/29/apple-is-reportedly-making-these-four-mac-computers-obsolete-in-2017/&#34;&gt;diventerà già obsoleto&lt;/a&gt;. Non ha nemmeno un connettore compatibile con i modelli del 2016. Nessuno. Nemmeno il connettore di alimentazione MagSafe, un&amp;rsquo;idea geniale, apprezzatissima da chiunque sia mai inciampato nel cavo di alimentazione.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Possibile che dopo cinque anni io non possa collegare nessuna periferica esterna del MacBook Pro ai nuovi modelli, a meno di non comprare cavi e adattatori che ormai valgono di più degli hard-disk esterni che posseggo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci voleva tanto a lasciare sui nuovi MacBook Pro una o due porte Thunderbolt 2 e USB 3, anche a scapito di qualche millimetro o qualche grammo di riduzione delle dimensioni e del peso del portatile? Oppure a produrre un piccolo hub esterno (magari &lt;a href=&#34;http://www.cultofmac.com/329692/cusby-adapters-give-you-the-building-blocks-to-adjust-to-usb-c/&#34;&gt;qualcosa di simile a questo&lt;/a&gt;), collegato ed alimentato da uno dei connettori USB-C, che agevolasse la transizione rendendo ancora disponibili le porte più comuni? Apple avrebbe potuto perfino aggiungerlo gratuitamente alla confezione del MacBook Pro, ai prezzi attuali dubito che sarebbe stato un grosso sacrificio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era proprio indispensabile far prevalere su tutto la ricerca della pulizia formale del bordo del MacBook Pro, secondo la quale quattro connettori tutti uguali e perfettamente simmetrici ed allineati sono meglio &lt;em&gt;a priori&lt;/em&gt; di qualunque altra alternativa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche a me piace il &lt;em&gt;design&lt;/em&gt; bello e curato e del resto uso i prodotti Apple anche per questo motivo, ma tante volte ho la sensazione che questo aspetto stia prendendo il sopravvento su tutto il resto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se si vuole ripristinare la funzione MagSafe nei MacBook Pro 2016, bisogna adattarsi a comprare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://griffintechnology.com/intl/breaksafe-magnetic-usb-c-power-cable&#34;&gt;ennesimo adattatore&lt;/a&gt;!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Tutto qui? Parliamo ancora di hardware</title>
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      <pubDate>Thu, 24 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea iniziale per questo secondo articolo dedicato all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;hardware dei nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; era di concentrarsi sugli altri componenti della macchina &amp;ndash; RAM, disco SSD, porte di interfaccia, scheda grafica, schermo LCD, touchpad &amp;ndash; analizzandone gli aspetti positivi e le limitazioni. Ma non poteva funzionare: sarebbe venuto fuori un articolo noioso e poco comprensibile per la maggior parte dei lettori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho deciso invece di analizzare in dettaglio quello che faccio ogni giorno con il mio Mac, con l&amp;rsquo;obiettivo di verificare le &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;conclusioni di Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt;, che i 16 GB di memoria RAM (massima) dei nuovi MacBook Pro sono più che sufficienti anche per i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; più avidi di risorse. Chi vuole evitare la lunga descrizione di quello che ho fatto può saltare direttamente alle  &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/#conclusioni&#34;&gt;conclusioni&lt;/a&gt; finali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-macchina&#34;&gt;La macchina&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte le prove sono state eseguite con un iMac acquistato a metà del 2014 che in questo momento rappresenta la mia macchina principale. La configurazione hardware scelta era praticamente quella &lt;em&gt;top&lt;/em&gt; disponibile  al momento dell&amp;rsquo;acquisto (a parte la possibilità di installare un disco Fusion più capiente):&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://support.apple.com/kb/SP687?locale=en_US&amp;amp;amp;viewlocale=en_US&#34;&gt;iMac 21.5 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2013&lt;/a&gt; con OS X El Capitan 10.11.6;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://ark.intel.com/products/75124/Intel-Core-i7-4770S-Processor-8M-Cache-up-to-3_90-GHz&#34;&gt;processore Intel Core i7&lt;/a&gt; da 3.1 GHz con 4 core fisici (&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Hyper-threading&#34;&gt;8 core logici&lt;/a&gt;) e 8 MB di cache L3;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;16 GB di RAM DDR3 da 1600 MHz;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;disco interno SSD PCI da 500 GB (con ancora 165 GB liberi);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;2 dischi esterni Thunderbolt 2, uno da 2 TB per i dati e uno da 4 TB riservato a Time Machine;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;scheda grafica NVIDIA GeForce GT 750M con 1 GB di RAM GDDR5.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iMac è costato in tutto 2.500 euro (con sconto &lt;em&gt;Education&lt;/em&gt; dell&#39;8%), compresi i due dischi rigidi esterni e qualche accessorio (cavi, adattatori, hub usb, lucchetto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, la configurazione hardware del MacBook Pro 15 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 &lt;em&gt;top&lt;/em&gt; di gamma equivalente (scegliendo ancora una unità SSD di capienza  inferiore a quella massima disponibile) è:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://support.apple.com/kb/SP749?locale=en_US&#34;&gt;MacBook Pro 15 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016&lt;/a&gt; con OS X Sierra 10.12.1;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;processore Intel Core i7 da 2.9 GHz con 4 core fisici (8 core logici) e 8 MB di cache L3 (le specifiche tecniche dei tre processori disponibili per il MacBook Pro da 15 pollici &lt;a href=&#34;http://ark.intel.com/compare/93341,93340,88972&#34;&gt;si trovano qui&lt;/a&gt;);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;16 GB di RAM LPDDR3 da 2133 MHz;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;disco interno SSD PCIe da 1 TB;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;schede grafiche Intel HD Graphics 530 e Radeon Pro 460 con 4 GB di RAM GDDR5 (con passaggio automatico da una all&amp;rsquo;altra scheda grafica);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;ad un costo totale, compreso lo sconto Education, di ben 3.800 euro (senza considerare i dischi esterni e gli accessori, per i quali bisogna aggiungere almeno altri 600-700 euro), circa l&#39;80% in più del mio iMac di due anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di iniziare ho spento e riavviato il Mac, in modo da partire da uno stato il più possibile definito. Subito dopo il login e una volta completati tutti i processi automatici di avvio (fra cui Dropbox, TeamViewer e &lt;a href=&#34;http://zipzapmac.com/GetPlainText&#34;&gt;Get Plain Text&lt;/a&gt;), l&amp;rsquo;occupazione di memoria riportata da Monitoraggio Attività è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dei 3.0 GB di memoria &lt;em&gt;utilizzata&lt;/em&gt;, 1.8 GB sono usati dai processi del sistema operativo e  dalle applicazioni, 1.2 GB sono memoria &lt;em&gt;wired&lt;/em&gt;, necessaria per l&amp;rsquo;esecuzione delle applicazioni e che non può essere usata da altri processi, compressa o salvata nello &lt;em&gt;spazio di scambio&lt;/em&gt; sul disco rigido (detto anche &lt;em&gt;memoria virtuale&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;swap&lt;/em&gt;), e infine 0.0 GB sono memoria &lt;em&gt;compressa&lt;/em&gt; per dare più spazio alle altre applicazioni. I 3.4 GB di memoria &lt;em&gt;cache&lt;/em&gt; rappresentano invece la memoria usata dalle applicazioni appena chiuse. La memoria cache può velocizzare parecchio l&amp;rsquo;avvio delle applicazioni già usate se queste vengono eseguite di nuovo prima che la memora cache venga sovrascritta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La memoria occupata dalle &lt;em&gt;app&lt;/em&gt;, quella &lt;em&gt;wired&lt;/em&gt; e quella &lt;em&gt;compressa&lt;/em&gt; saranno indicate da ora in poi in modo più compatto con &lt;code&gt;(app:1.8/wired:1.2/compr:0.0)&lt;/code&gt;, dove tutte le dimensioni sono espresse in GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-leggero-applicazioni-da-ufficio&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;leggero&lt;/em&gt;: applicazioni da ufficio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Conclusa la fase di avvio, comincio ad usare l&amp;rsquo;iMac lanciando, come succede ogni giorno, Firefox e Thunderbird (quest&amp;rsquo;ultimo in realtà è attivo 24 ore su 24 sul mio iMac). La memoria occupata diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.8 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.7 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:2.6/wired:1.2/compr:0.0)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eseguo le attività che aprono la mia giornata di lavoro: controllo la posta elettronica e leggo qualche qualche pagina web. La memoria occupata aumenta di qualche centinaio di MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio le applicazioni che uso tutti i giorni, Slack, &lt;a href=&#34;https://macromates.com/&#34;&gt;TextMate&lt;/a&gt;, il Terminale, &lt;a href=&#34;http://macdown.uranusjr.com/&#34;&gt;MacDown&lt;/a&gt; (per prendere gli appunti per questo articolo). Apro con Anteprima  alcuni eBook in pdf per cercare una informazione che mi serve. Mi rendo conto per la prima volta, guardando la finestra di Monitoraggio Attività, che basta scorrere le pagine dei volumi per aumentare a dismisura la memoria occupata. Per simulare quello che (purtroppo!) fanno la maggior parte degli utenti, lancio anche Word ed Excel, aprendo due documenti piuttosto semplici per ciascuno dei programmi. Con queste applicazioni attive, la memoria occupata del Mac aumenta a ben&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;9.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;7.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:7.7/wired:1.3/compr:0.0)&lt;/code&gt;. Le applicazioni più avide di risorse sono Anteprima, che riempie ben 2.0 GB di RAM con una ventina di file pdf aperti, e Firefox, che in questo momento ha bisogno di quasi 1 GB di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_light.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_light.png&#34; alt=&#34;Applicazioni da ufficio&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avessi solo 8 GB di RAM sarei già in difficoltà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-medio-applicazioni-standard&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;medio&lt;/em&gt;: applicazioni standard&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiudo Word ed Excel, lasciando aperte tutte le altre applicazioni (che uso di continuo nel corso della giornata). Prima di cominciare questa seconda fase di prove, cancello la cache della memoria con il comando da Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo purge&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che riporta (temporaneamente) l&amp;rsquo;occupazione di memoria a&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;8.6 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0.3 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:7.3/wired:1.3/compr:0.0)&lt;/code&gt;. Dopo alcuni minuti di uso del Mac la cache torna di nuovo a crescere fino a circa 1 GB (come deve succedere: le applicazioni che promettono id &lt;em&gt;liberare&lt;/em&gt; la memoria cancellando la cache non servono a niente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio di nuovo Excel, a cui aggiungo TeXShop, RStudio, Scrivener, Plot2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Carico un file Excel di dimensioni &amp;ldquo;normali&amp;rdquo; contenente dei dati provenienti da una misura recente e creo i grafici a dispersione (X-Y) di alcune colonne di dati. Passo ad &lt;a href=&#34;https://www.rstudio.com/products/RStudio/&#34;&gt;RStudio&lt;/a&gt; e lancio tre o quattro programmi che eseguono calcoli piuttosto semplici su un&amp;rsquo;altra serie di dati e producono il grafico dei risultati. Correggo con &lt;a href=&#34;http://pages.uoregon.edu/koch/texshop/&#34;&gt;TeXShop&lt;/a&gt; la &lt;em&gt;brutta&lt;/em&gt; di un articolo in LaTeX e genero ogni tanto il file pdf di anteprima. Mentre correggo l&amp;rsquo;articolo, consulto i miei appunti su &lt;a href=&#34;https://www.literatureandlatte.com/scrivener.php&#34;&gt;Scrivener&lt;/a&gt; e prendo nota delle cose da aggiungere o modificare. Passo a &lt;a href=&#34;http://apps.micw.org/apps/plot2/&#34;&gt;Plot2&lt;/a&gt; e creo gli stessi  grafici a dispersione che ho appena realizzato in Excel (ma con una qualità nettamente migliore). La memoria Utilizzata aumenta di quasi 1 GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eseguo un ciclo di calcolo con un programma da Terminale a cui sto dando i tocchi finali. Il programma si prende il 100% di uno dei core del processore, oscillando di continuo fra i 4 core disponibili, ma l&amp;rsquo;occupazione di memoria non cambia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passo a TextMate, apro un file di dati in formato CSV di ~73 MB e lo copio e incollo in Excel. Excel ci mette un po&amp;rsquo; a rispondere ma alla fine tutti i dati sono inseriti perfettamente nelle celle del foglio elettronico. Tutto ciò mi costa però più di un altro GB di memoria utilizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per simulare cosa succede lavorando su un foglio elettronico di queste dimensioni, eseguo una semplice ricerca e sostituzione all&amp;rsquo;interno dle foglio Excel appena creato: uno dei core schizza di nuovo al 100% ed Excel riempie rapidamente la memoria disponibile,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;14.1 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;1.9 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;4.3 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;arrivando ad occupare da solo ben 4.2 GB. Per diminuire l&amp;rsquo;occupazione di memoria fisica OS X inizia a comprimere una parte della memoria (arrivando fino a 1.2 GB di memoria compressa) e subito dopo a salvare parte della memoria nello spazio di scambio (&lt;em&gt;swap&lt;/em&gt;) sul disco rigido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_medium.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_medium.png&#34; alt=&#34;Applicazioni standard&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho esaurito i 16 GB di memoria disponibili sul mio Mac. Se continuassi a lavorare sul foglio elettronico finirei per aumentare sempre più la dimensione dello spazio di scambio sul disco rigido, a scapito della velocità globale del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiudo e riapro Excel con lo stesso file da 50 MB, seleziono una coppia di colonne e creo uno dei soliti grafici a dispersione. L&amp;rsquo;occupazione di memoria diminuisce, ma lo spazio di scambio rimane consistente e supera i 50 MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lascio Excel aperto ed eseguo alcuni calcoli con uno script in RStudio che legge il file dati in formato CSV uttilizzato in precedenza, calcola alcuni parametri statistici di base e produce un grafico a dispersione delle prime 5 coppie di colonne. La memoria occupata torna di nuovo a salire rapidamente, fino a riempire praticamente tutta la memoria fisica disponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;12.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;10 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avevo pianificato di usare anche Mathematica, un&amp;rsquo;altra delle applicazioni che fanno parte del mio normale flusso di lavoro, ma i risultati ottenuti mi fanno decidere di soprassedere, non potrei aggiungere niente di più a quello che ho già verificato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro che la memoria di 16 GB del mio iMac è &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; appena sufficiente per svolgere le attività che fanno parte del mio flusso di lavoro giornaliero. Fra un paio di anni, complice l&amp;rsquo;aumento (inevitabile) di funzionalità del sistema operativo e delle applicazioni, diventerà scarsa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-pesante-sviluppo-multipiattaforma&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;pesante&lt;/em&gt;: sviluppo multipiattaforma&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrei anche chiudere qui, ma voglio mostrare cosa succede con un utilizzo ancora più pesante del Mac, che è poi il motivo che mi ha messo in allerta e mi ha fatto decidere di eseguire queste prove.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come prima, chiudo le applicazioni usate in questa fase &amp;ndash; Excel, TeXShop, RStudio, Scrivener, Plot2 &amp;ndash; ma lascio attive tutte le altre. Cancello la cache della memoria con il comando da Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo purge&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che riporta l&amp;rsquo;occupazione di memoria a 9.1 GB, riducendo anche lo spazio di scambio utilizzato a soli 6.5 MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già che ci sono, aggiorno alcune app dall&amp;rsquo;App Store e ne scarico un paio che mi interessano che oggi sono in offerta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio Parallels e facco partire una dopo l&amp;rsquo;altra le macchine virtuali (VM) di Windows XP Professional, OS X El Capitan, OS X Yosemite, Debian Linux a 64 bit, Ubuntu Linux a 32 bit e Ubuntu Linux a 64 bit.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò mi serve per riprodurre quello che ho fatto negli ultimi giorni: compilare un mio programma &amp;ndash; un&amp;rsquo;applicazione da Terminale senza interfaccia grafica che utilizza in modo pesante il solo processore &amp;ndash; e testarlo su varie versioni di Windows, OS X e Linux, un&amp;rsquo;attività (noiosissima!) piuttosto comune per chi sviluppa applicazioni multipiattaforma. Poter provare l&amp;rsquo;applicazione in contemporanea su più sistemi operativi attraverso l&amp;rsquo;uso di un buon emulatore (come &lt;a href=&#34;http://www.parallels.com/it/&#34;&gt;Parallels&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.vmware.com/products/fusion.html&#34;&gt;Fusion&lt;/a&gt; sul Mac) è fondamentale per ridurre i tempi di sviluppo e soprattutto di debug.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_parallels.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_parallels.png&#34; alt=&#34;Parallels: 5 macchine virtuali aperte contemporaneamente&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con l&amp;rsquo;esaurirsi della memoria, l&amp;rsquo;avvio di ciascuna macchina virtuale diventa sempre più lento. Ad esempio, la VM di Debian Linux normalmente esegue il boot in pochi secondi che però ora, con tre VM già attive, diventano più di due minuti. Ancora più lento è il passaggio dallo schermo di login al Desktop pronto per essere utilizzato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, le macchine virtuali diventano molto poco responsive ed ogni operazione viene eseguita molto lentamente. La macchina virtuale meno esosa di risorse è quella di Debian Linux (come era facile prevedere), le più ingorde sono le due VM di OS X, nelle quali il solo aprire una finestra del Finder o il Terminale (le uniche operazioni che devo eseguire nei miei test) impiega tempi incomprensibilmente lunghi (a differenza di quello che succede con una o due VM aperte contemporaneamente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai ho occupato praticamente tutta la memoria RAM disponibile, e questa volta OS X inizia ad usare pesantemente la memoria virtuale, che cresce fino a circa 700 MB,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;14.1 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;1.9 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;730 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:3.4/wired:9.5/compr:1.1)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come è successo prima, sembra che OS X non possa utilizzare più di 14.1 GB, forse perché i 1.9 GB di cache sono riservati al sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_hard.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_hard.png&#34; alt=&#34;Sviluppo multipiattaforma&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi per gioco, provo a lanciare il mio programma in tutte le VM contemporaneamente. Tutti gli otto core logici disponibili vengono occupati quasi al 100%, come è visibile nell&amp;rsquo;immagine qui sotto, ma come è facile prevedere dalle caratteristiche dell&amp;rsquo;applicazione, l&amp;rsquo;occupazione di memoria non aumenta in modo significativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;./immagini/macbookpro2016/monitor_cpu.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_cpu.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_cpu.png&#34; alt=&#34;Occupazione del processore&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante il carico pesantissimo delle sei VM attive contemporaneamente sul processore e sulla memoria, il resto del sistema si mantiene perfettamente stabile e non manifesta rallentamenti avvertibili, a dimostrazione della eccellente qualità globale del sistema operativo sviluppato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di concludere questa parte, vorrei precisare che, a differenza di &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;quanto riportato da Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt;, anche usare Xcode può diventare a volte molto pesante per le risorse di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho provato a sviluppare in Xcode una piccola app per iOS, una cosa semplice semplice da pochissime righe di codice. Xcode mette a disposizione un simulatore che consente di provare l&amp;rsquo;app senza dover usare un dispositivo iOS reale, con l&amp;rsquo;enorme vantaggio aggiuntivo di poter simulare un grande numero di combinazioni diverse di dispositivi fisici e di versioni di iOS a costo zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo far partire ciascun simulatore è una operazione piuttosto lunga (in particolare la prima volta, dalla seconda in poi la memoria cache aiuta a velocizzare l&amp;rsquo;operazione) e Xcode consente di usarne solo uno alla volta. In certe fasi sarebbe utile poter lanciare più di un simulatore, in modo da verificare il comportamento dell&amp;rsquo;app e della sua interfaccia grafica su più dispositivi contemporaneamente. Anche se Xcode non lo permette, con un piccolo trucco si possono lanciare da Terminale fino a 9 simulatori iOS in parallelo, un numero che non è nemmeno troppo alto se si considerano le decine e decine di combinazioni possibili (se non ho sbagliato a contare, solo per iOS ci sono in questo momento ben 128 combinazioni diverse). Con 9 simulatori attivi, l&amp;rsquo;occupazione di memoria diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;13.5 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;2.5 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:10.9/wired:1.9/compr:0.7)&lt;/code&gt;. Il sistema esaurisce di nuovo la memoria diponibile e inizia ad usare lo spazio di scambio in modo piuttosto pesante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;casi-estremi&#34;&gt;Casi estremi?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe obiettare che i miei esempi sono dei casi estremi di uso del Mac, scelti &lt;em&gt;ad hoc&lt;/em&gt; per dimostrare la mia tesi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente di più lontano dalla realtà. L&amp;rsquo;articolo di &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt; e i risultati analoghi &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2016/11/16/zdziarski-a-meta/&#34;&gt;riportati su QuickLoox&lt;/a&gt; mi hanno colpito proprio perché erano molto lontani dalla mia esperienza personale di tutti i giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Partendo da questi risultati, ho deciso di eseguire delle prove in modo il più possibile controllato e controllabile &amp;ndash; oserei dire perfino &lt;em&gt;scientifico&lt;/em&gt; se non fosse un termine troppo importante per una cosa del genere &amp;ndash; provando a riprodurre alcuni miei comuni flussi di lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più specificatamente, se è vero che il foglio elettronico utilizzato è di dimensioni notevoli (è costituito da un singolo foglio di 250.000 righe per 32 colonne), rimane molto al di sotto dei limiti di Excel (attualmente 1.048.576 righe per 16.384 colonne). Anche la dimensione fisica del documento, circa 50 MB, pur se elevata, non è niente di trascendentale: parecchia gente lavora con fogli elettronici di dimensioni analoghe e alcuni arrivano perfino a trattare fogli elettronici di centinaia di MB (e sarei curioso di sapere come fanno).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna anche tenere presente che io ho usato per semplicità un singolo foglio piuttosto grande, ma risultati analoghi (se non peggiori) li avrei ottenuti anche con 5 o 6 fogli più piccoli aperti contemporaneamente (un caso ancora più comune). Inoltre nelle prove con Excel mi sono limitato ad eseguire una semplice operazione di ricerca, senza formattare le celle o inserire delle formule, tutte operazioni normalissime con un foglio elettronico, ma che che avrebbero richiesto ancora più risorse di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda le macchine virtuali, usarne cinque o sei in contemporanea è quasi il minimo &lt;em&gt;sindacale&lt;/em&gt; per chi fa sviluppo multipiattaforma, come nel mio caso, o anche per chi produce applicazioni per il web, da testare su una varietà forse ancora maggiore di combinazioni di sistema operativo e browser web. Anzi, se non avessi sbattuto abbastanza presto contro i limiti di memoria, avrei dovuto aggiungere almeno un&amp;rsquo;altra macchina virtuale con Windows 7 o Windows 10 (che sono quasi dei &lt;em&gt;mattoni&lt;/em&gt; per Parallels) e una con una distribuzione di Linux non derivata da Debian (ad esempio Red Hat o CentOS).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questo lungo articolo ho cercato di dimostrare che 16 GB di RAM sono appena sufficienti per svolgere &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; dei compiti che, anche se piuttosto impegnativi, non sono certo inusuali per chi usa il proprio computer per svolgere determinate &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;attività professionali&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I miei esempi si sono focalizzati sulle attività di tipo scientifico e di sviluppo software che conosco meglio, ma sono sicuro che altri professionisti attivi in ambiti legati all&amp;rsquo;ingegneria, al multimedia o all&amp;rsquo;elaborazione di immagini, potrebbero fare esempi altrettanto impegnativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo è uno dei motivi (ma non l&amp;rsquo;unico) che mi hanno portato ad essere &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;molto deluso dai nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; presentati a fine ottobre. Non sono l&amp;rsquo;unico, anzi sono in compagnia di un &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;folto gruppo&lt;/a&gt; di &lt;em&gt;utenti professionali&lt;/em&gt; che condividono questa sensazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proporre oggi come macchine &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt; dei computer portatili con al massimo 16 GB di memoria, senza nemmeno offrire l&amp;rsquo;opzione di montarne una quantità maggiore (almeno) in fase di acquisto, è una vera e propria assurdità. Se 16 GB di memoria possono ancora bastare con i sistemi operativi e le applicazioni odierne, cosa succederà fra due o tre anni, quando le risorse richieste dalle nuove versioni di OS X e delle applicazioni saranno presumibilmente ben più consistenti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Limitare la memoria massima solo per poter ridurre di qualche millimetro lo spessore delle nuove macchine e far durare qualche decina di minuti in più la batteria, &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/21/phil-schiller-32gb-ram-mbp-logic-board/&#34;&gt;come ha ammesso recentemente Phil Schiller&lt;/a&gt;, non fa altro che aggiungere ulteriori danni alla beffa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Siamo alla sostanza al servizio della forma. Ma che me ne faccio di una forma bellissima e sottilissima, se il MacBook Pro che posso comprare a carissimo prezzo oggi mi da esattamente la stessa quantità di memoria di due o tre anni fa, come se la legge di &lt;del datetime=&#34;2016-11-24T08:38:10+00:00&#34;&gt;Murphy&lt;/del&gt; Moore&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e i progressi tecnologici intercorsi non fossero mai esistiti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È noto che i Mac &amp;ndash; i nuovi MacBook Pro in particolare &amp;ndash; sono macchine costose, ma hanno il grosso pregio di durare parecchio, permettendo di ammortizzare l&amp;rsquo;investimento iniziale su più anni. Ma se le limitazioni intrinseche dell&amp;rsquo;hardware renderanno impossibile utilizzarli a lungo, diventeranno presto macchine ben poco interessanti per quei &lt;em&gt;power user&lt;/em&gt; che guardano soprattutto alle prestazioni pure. Sono una nicchia, sono solo una piccola minoranza dei potenziali acquirenti delle nuove macchine, ma sono anche coloro che sviluppano le applicazioni senza le quali il MacBook Pro diventerebbe soltanto un bel soprammobile. O sono quelli che, con le loro esperienze di uso non convenzionale dei prodotti Apple, danno lustro e prestigio alla piattaforma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Trascurarli (o dimenticarsene) è, a mio modesto parere, un grave errore strategico da parte di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Grazie a Lux per la correzione. Non si dovrebbe mai aggiungere qualcosa all&amp;rsquo;ultimo momento, appena prima di andare a letto!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? I professionisti del Mac</title>
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      <pubDate>Wed, 16 Nov 2016 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;presentazione dei nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; ha suscitato opinioni fortemente contrastanti. &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;Tanti utenti professionali&lt;/a&gt; (e io fra questi) sono rimasti fortemente delusi dalle caratteristiche delle nuove macchine, altri professionisti la pensano in modo diametralmente opposto e sono tanto soddisfatti dalle caratteristiche dei nuovi MacBook Pro da &lt;a href=&#34;http://www.ibtimes.co.uk/new-macbook-pro-has-already-outsold-all-other-laptops-just-five-days-after-launch-1590928&#34;&gt;precipitarsi a comprarlo&lt;/a&gt;. Per farsi un&amp;rsquo;idea delle diverse opinioni basta leggere gli ultimi post su &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org&#34;&gt;Quickloox&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ottimo blog gestito dal mio amico &lt;a href=&#34;https://twitter.com/loox&#34;&gt;Lucio &amp;ldquo;Lux&amp;rdquo; Bragagnolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo contrasto deriva da un una concezione profondamente diversa di chi sono i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; che usano il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In linea generale, i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; sono coloro che usano il Mac prevalentemente per motivi di lavoro, per ricavare una qualche forma di profitto per se stessi o per l&amp;rsquo;azienda per cui lavorano, in contrapposizione con gli utenti &lt;em&gt;generici&lt;/em&gt; (o &lt;em&gt;casalinghi&lt;/em&gt; o, come mi sfugge spesso, utenti &lt;em&gt;normali&lt;/em&gt;) per i quali il Mac è più che altro uno strumento di informazione, comunicazione o gioco, ma non di guadagno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi ultimi possono essere interessati alla potenza di calcolo del computer, in particolare se lo usano per giocare, ma contano molto meno su fattori come la stabilità e l&amp;rsquo;affidabilità del sistema: non poter usare il computer per qualche giorno può essere una seccatura, ma non molto di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I professionisti, invece, hanno bisogno di un computer non necessariamente potente, ma stabile e affidabile, perché ogni giorno di inattività si traduce in un guadagno mancato. E non guasta di certo che il sistema sia anche facile da usare, bello da vedere ed eventualmente comodo da trasportare, con una batteria che duri il più a lungo possibile. Tutte caratteristiche soddisfatte in pieno dai nuovi MacBook Pro e, in generale, da tutti i Mac attuali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scrittori e giornalisti, professori, tanti &lt;a href=&#34;https://marchdotnet.wordpress.com/&#34;&gt;architetti&lt;/a&gt; e ingegneri, &lt;a href=&#34;https://www.avvocati-e-mac.it/&#34;&gt;avvocati&lt;/a&gt; e commercialisti, medici, piccoli imprenditori, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/09/28/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo/&#34;&gt;artigiani &lt;em&gt;creativi&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e chissà quanti altri che non mi vengono in mente, non hanno bisogno di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma i critici più aspri dei nuovi MacBook Pro sono un&amp;rsquo;altra categoria di professionisti, i &lt;em&gt;power user&lt;/em&gt;, coloro che usano il Mac per lo scopo originale per il quale sono stati inventati i  computer, macinare i numeri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono quelli che sviluppano le applicazioni che girano sui Mac o gli strumenti alla base dei sistemi operativi o della rete. Sono gli architetti e gli ingegneri CAD/CAM alle prese con il raytracing e il rendering 3D, sono i creativi che si occupano di musica, video o elaborazione di immagini, sono gli scienziati che sviluppano modelli numerici e simulazioni o analizzano pesanti archivi di dati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutta questa gente le prestazioni pure del computer contano più di qualunque altra considerazione: ogni megahertz di velocità del processore è importante, ogni core conta, ogni pezzettino libero della RAM deve essere usato. Tutto il resto è secondario: non possono e non vogliono barattare qualche millimetro di spessore o qualche etto di peso con una potenza minore della loro macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono loro a cui i nuovi MacBook Pro non vanno giù. Probabilmente contano poco, sono soltanto una esigua minoranza dei potenziali acquirenti delle nuove macchine, ma sono anche molto arrabbiati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al posto del &lt;em&gt;nuovo inizio&lt;/em&gt; fatto balenare dallo slogan &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;, cosa si ritrovano? Un MacBook Pro costoso e non aggiornabile che sembra più che altro un Air travestito, con una tastiera-sottiletta e touch-bar la cui reale utilità è ancora sconosciuta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Presentando i nuovi modelli Apple ha creato troppe aspettative, finendo per partorire il classico topolino. È chiaro che a un certo punto la pazienza finisce.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? L&#39;hardware</title>
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      <pubDate>Thu, 03 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c7.staticflickr.com/4/3013/2851680710_5294e42fb4_b.jpg&#34; width=&#34;600&#34; alt=&#34;Processors&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico delle caratteristiche tecniche e delle specifiche hardware nude e crude. E non da oggi, ma dai lontani anni &amp;lsquo;70-&amp;lsquo;80, quando nel settore allora molto popolare dell&amp;rsquo;audio ad alta fedeltà, dei parametri tecnici significativi come la risposta in frequenza piatta fino a ben oltre l&amp;rsquo;udibile o la distorsione ai limiti delle capacità degli strumenti di misura, non si traducevano necessariamente in una migliore esperienza d&amp;rsquo;ascolto, perché quello che contava di più era l&amp;rsquo;equilibrio generale del sistema d&amp;rsquo;ascolto e l&amp;rsquo;interazione fra i suoi componenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So quindi che paragonare gigahertz per gigahertz o pixel per pixel le specifiche tecniche di due computer non ha molto senso: ciò che conta &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; è la qualità dei singoli componenti e come questi interagiscono fra loro,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; senza mai dimenticare il sistema operativo che fa funzionare e coordina il tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante ciò, la presentazione degli ultimi MacBook Pro mi ha &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;deluso parecchio&lt;/a&gt;. Vorrei approfondire qui i motivi di tale delusione, cominciando dalle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro ed in particolare dal processore installato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo molti commentatori Apple non ha inserito il nuovo processore Kaby Lake nei nuovi MacBook Pro perché Intel non riesce ancora a produrre i modelli adatti ai portatili e che questa scelta è poco rilevante perché Kaby Lake è solo &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-core-i5-7600k-kaby-lake-cpu-benchmarks/&#34;&gt;marginalmente più veloce&lt;/a&gt; del  processore Skylake di un anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni aggiungono che non sarebbe stato comunque possibile utilizzare il nuovo processore perché i MacBook Pro sono stati &lt;a href=&#34;http://gizmodo.com/why-are-apple-and-microsoft-using-such-old-processors-i-1788302547&#34;&gt;progettati ben prima della presentazione di Kaby Lake&lt;/a&gt;, tanto che anche Microsoft non li ha usati per i suoi nuovi Surface Book e Surface Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono argomenti che non mi convincono più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;tick-tock&#34;&gt;Tick-tock&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intel ha fabbricato per anni i suoi processori seguendo il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello &lt;em&gt;tick-tock&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in base al quale in un determinato un anno propone un processore fabbricato con un processo produttivo rinnovato e una architettura già matura (&lt;em&gt;tick&lt;/em&gt;), e l&amp;rsquo;anno successivo ottimizza il processo produttivo della generazione precedente e rinnova l&amp;rsquo;architettura del sistema (&lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quest&amp;rsquo;anno Intel ha introdotto una seconda fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt; di ottimizzazione, perché la  progressiva diminuzione delle dimensioni e della spaziatura degli elementi attivi &amp;ndash; i processori più recenti sono fabbricati con &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/standards-14nm-explained-video.html&#34;&gt;un processo a 14 nm&lt;/a&gt;, un numero che indica &lt;a href=&#34;http://spectrum.ieee.org/semiconductors/devices/the-status-of-moores-law-its-complicated&#34;&gt;più o meno&lt;/a&gt; la &lt;a href=&#34;http://nanoscale.blogspot.it/2015/07/what-do-ibms-7-nm-transistors-mean.html&#34;&gt;distanza minima fra i transistor MOSFET&lt;/a&gt; che costituiscono gli elementi attivi del dispositivo &amp;ndash; si sta scontrando con i &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/computing/97469-is-14nm-the-end-of-the-road-for-silicon-lithography&#34;&gt;limiti intrinseci della tecnologia&lt;/a&gt;, dettati dalle leggi fondamentali della fisica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori Kaby Lake sono il prodotto di questa ulteriore fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;, e infatti usano lo stesso &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Socket_%28elettronica%29&#34;&gt;&lt;em&gt;socket&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di Slylake, con il quale sono &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-kaby-lake-200-series-chipset-processor-platform/&#34;&gt;perfettamente compatibili&lt;/a&gt;. In pratica, si può prendere un processore Kaby Lake e sostituirlo allo Skylake equivalente, modificando solo il &lt;em&gt;firmware&lt;/em&gt; della scheda madre (il cosidetto UEFI, &lt;em&gt;Unified Extensible Firmware Interface&lt;/em&gt;), in modo che supporti le caratteristiche più avanzate del nuovo processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;problemi&#34;&gt;Problemi?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, Apple e Microsoft avrebbero potuto benissimo sviluppare i nuovi modelli usando i vecchi processori Skylake per il grosso del lavoro di progettazione e gli esemplari di preserie di Kaby Lake (disponibili in anticipo per i grossi clienti mesi prima della presentazione ufficiale) per gli affinamenti finali.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Del resto Apple ha utilizzato più volte processori appena usciti dalle fabbriche di Intel per i suoi nuovi Mac, anzi l&amp;rsquo;ha fatto proprio con il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=cp49Tmmtmf8&#34;&gt;primo Mac Intel&lt;/a&gt; del 2006, che &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/1048842/livekeynote.html&#34;&gt;montava in anteprima il nuovissimo Core Duo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto che sia Apple che Microsoft abbiano usato il processore dell&amp;rsquo;anno scorso, mi fa pensare che Intel non sia ancora riuscita ad affinare a sufficienza il processo di fabbricazione,&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e non riesca ancora a  produrre processori Kaby Lake in volumi sufficienti alle necessità dei suoi clienti. Oppure &amp;ndash; ipotesi ancora più probabile &amp;ndash; che l&amp;rsquo;annuncio di agosto sia arrivato troppo in anticipo rispetto alle reali possibilità tecnologiche dell&amp;rsquo;azienda, probabilmente per pure esigenze di marketing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altra possibilità è che i rapporti fra Apple e Intel si siano raffreddati, magari a causa della (possibile e futuribile) concorrenza con i processori di classe ARM prodotti da Apple. L&amp;rsquo;ho ipotizzato &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;io stesso&lt;/a&gt; ma ripensandoci non mi convince più di tanto, perché non spiega come mai anche Microsoft, partner storico di Intel, abbia seguito la stessa sorte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe infine la possibilità di un effetto &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;Galaxy Note 7&lt;/a&gt;, la paura di far uscire un prodotto troppo poco testato e affidabile, con conseguenze tragiche sulle finanze e sull&amp;rsquo;immagine aziendale. Ma anche questa ipotesi è poco plausibile, il ritiro del Note 7 è troppo recente da permettere sia ad Apple che a Microsoft di tornare così in fretta sui propri passi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma che colpa ha Apple di tutto questo se il problema è di Intel? In teoria Apple non ha nessuna colpa, perché ha dovuto adattarsi ai tempi di Intel. Ma in pratica ne ha parecchie: Apple non presentava nuovi modelli di MacBook Pro da circa un anno e mezzo, e questi sembrano tirati fuori al momento sbagliato, più che altro per riempire un vuoto che iniziava a diventare imbarazzante e aveva pesanti conseguenze sulle vendite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-caratteristiche-hardware&#34;&gt;Le caratteristiche hardware&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto questo ci sono altre cose da dire sulle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro sulle quali non si può transigere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se acquisto una macchina professionale come il MacBook Pro voglio che dentro ci sia il meglio di quanto è disponibile al momento: non solo un processore performante ed aggiornato, ma anche un disco a stato solido capiente e veloce, RAM più che abbondante, una scheda grafica di buona qualità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte cose che mancano nei MacBook Pro presentati la settimana scorsa, a meno di non spendere cifre da capogiro per i modelli più performanti.&#xA;Cifre con le quali si può acquistare un Mac Pro che, nonostante abbia ormai tre anni, continua di certo a lasciare nella polvere qualunque portatile, almeno dal punto di vista delle pure prestazioni velocistiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Barattare delle caratteristiche hardware di base con una Touch Bar &lt;em&gt;glamour&lt;/em&gt; o con una oretta in più di durata della batteria è incomprensibile, almeno dal mio personalissimo punto di vista. Se devo lavorare in mobilità, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Air  mi bastano e mi avanzano. Ma se devo &lt;em&gt;lavorare seriamente&lt;/em&gt; in mobilità, ho bisogno di una macchina potente e veloce, il fatto che debba collegare o no  all&amp;rsquo;alimentatore diventa quasi sempre irrilevante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è confermato dalle prime recensioni del modello base da 13 pollici e senza Touch Bar del nuovo MacBook Pro, l&amp;rsquo;unico modello già disponibile. Ho avuto solo il tempo di scorrerle velocemente, ma mi sembra di capire che  sia &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/2/13490774/apple-macbook-pro-review-2016-13-inch-laptop&#34;&gt;The Verge&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2016/11/review-cheapest-2016-macbook-pro-is-good-but-its-missing-all-the-cool-stuff/&#34;&gt;Ars Technica&lt;/a&gt; lo considerino più che altro una versione Pro dell&amp;rsquo;Air, non un modello adatto ad usi professionali impegnativi. Fra pochi giorni, con l&amp;rsquo;arrivo dei modelli maggiori, ne sapremo di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una scheda madre e un processore di ultima generazione non possono far molto se ci si mette su della RAM scadente o un hard-disk lumaca.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrimenti, come farebbero i produttori di schede madri a far uscire i nuovi modelli subito dopo la presentazione dell&amp;rsquo;ultimo processore?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori vengono fabbricati su grosse piastre circolari (&lt;em&gt;wafer&lt;/em&gt;) di silicio, ciascuna delle quali contiene centinaia e centinaia di dispositivi. Di questi, una parte funzionerà come previsto dalle specifiche, un&amp;rsquo;altra parte funzionerà al di sotto delle specifiche e verrà declassata a modelli di classe inferiore, mentre i dispositivi rimanenti funzioneranno al di sotto di una soglia minima di accettabilità o non funzioneranno affatto. Ottimizzare il processo di fabbricazione in modo da aumentare la percentuale di dispositivi funzionanti per ogni wafer consente di diminuire i costi di produzione e, di conseguenza, anche il costo per l&amp;rsquo;utente finale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Tutto qui?</title>
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      <pubDate>Tue, 01 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Giovedì scorso, a causa di un viaggio di lavoro (seguito da una cena sociale), non ho potuto seguire la presentazione dei nuovi MacBook Pro, e per una volta la cosa non mi è dispiaciuta più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non per quello che Apple &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; ha presentato &amp;ndash; il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/25/hello-again/&#34;&gt;mio post sull&amp;rsquo;evento&lt;/a&gt; descriveva quello che io avrei voluto che Apple presentasse, ma non mi aspettavo di certo che lo facesse sul serio &amp;ndash; ma per quello che è successo veramente: come previsto dai vari &lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;, Apple ha presentato i nuovi MacBook Pro con barretta sensibile al tocco e ha dismesso gli Air, o meglio ha dismesso per ora il solo Air da 11 pollici. Dimenticavo, ha anche migliorato l&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di tvOS e ha definitivamente mandato in pensione MagSafe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto qui. Tutto molto deludente, l&amp;rsquo;avevo scritto e lo confermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so se la &lt;em&gt;Touch Bar&lt;/em&gt;, la barretta &lt;em&gt;cangiante&lt;/em&gt; sensibile al tocco, sarà un successo o no, se si rivelerà più utile di quello che appare ora, ma francamente mi sembra un po&amp;rsquo; poco per chiedere in cambio un tale sforzo finanziario agli utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai il MacBook Pro più economico, senza barretta sensibile e schermo da 13 pollici, con processore (ammettiamolo) sottodimensionato, appena 8 GB di RAM e 256 GB di disco SSD, costa ben 1.750 euro. Se poi si vuole un 15 pollici, bisogna tirar fuori almeno 2.800 euro. Almeno!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma stiamo scherzando?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse nessun modello standard da 13 pollici monta 16 GB di RAM e una scheda grafica decente con RAM dedicata, due cose riservate ai soli MacBook Pro con schermo maggiore. A meno di non tirar fuori 2.350 euro per il modello senza barretta, personalizzandolo con un processore i7 e 16 GB di RAM (ma la scheda grafica rimane sempre quella). Oppure, la bella cifra di 2.700 euro per il modello equivalente con barretta e scheda grafica appena appena migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica non è più possibile avere senza svenarsi un MacBook Pro &lt;em&gt;piccolo&lt;/em&gt; ma potente, comodo da portare in giro e da tenere collegato in ufficio ad uno schermo esterno più grande. Molto meglio allora tornare al doppio computer, iMac o Mac Pro per il lavoro di tutti i giorni e MacBook Air o iPad per quando si è in viaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se anche su quest&amp;rsquo;ultimo fronte non è che le cose vadano tanto meglio, in particolare con il Pro che non viene aggiornato da ben tre anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due parole su Kaby Lake, l&amp;rsquo;ultimo processore Intel, che non verrà utilizzato nei nuovi MacBook Pro perché, a quanto sembra, Intel non produce ancora le versioni adatte a questi modelli Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Delle due l&amp;rsquo;una: o Intel ha qualche problema nel processo di produzione, e quindi si è concentrata solo su certe versioni dei nuovi processori, oppure non ha più un rapporto privilegiato con Apple. Negli ultimi anni è successo più volte che gli ultimissimi processori Intel fossero disponibili in anteprima per le macchine Apple, ben prima che per gli altri produttori di PC. Oppure è &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;l&amp;rsquo;effetto Galaxy Note 7&lt;/a&gt; che si fa sentire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so anch&amp;rsquo;io che Kaby Lake, la settima generazione dei processori Intel Core, è solo un aggiornamento del precedente Skylake (il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello tick-tock&lt;/a&gt; è in crisi per aver quasi raggiunto i limiti fisici della tecnologia del silicio), però è incomprensibile che macchine di alto livello, vendute a prezzi da capogiro, abbiano un &lt;em&gt;cervello&lt;/em&gt; già invecchiato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-air&#34;&gt;MacBook Air&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La dismissione dell&amp;rsquo;Air era nell&amp;rsquo;aria, per fortuna Apple si è limitata (per ora) al solo modello da 11 pollici, dando qualche ulteriore mese di vita all&amp;rsquo;Air con schermo maggiore, ma è chiaro che la fine definitiva dell&amp;rsquo;Air è vicina e che in quella categoria rimarrà presto il solo MacBook.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Peccato, perché l&amp;rsquo;Air sovrasta il MacBook per le migliori prestazioni velocistiche e per la tastiera di un altro pianeta. Ma anche il pollice in più di schermo e il prezzo leggermente minore non guastano di certo. E peccato perché l&amp;rsquo;Air è stato un modello di svolta, ha creato il settore degli ultrabook, computer più che sufficienti per lavorare, con il peso e la durata della batteria di un tablet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;professionisti&#34;&gt;Professionisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe ancora da dire, in particolare sulla dismissione del connettore MagSafe (un&amp;rsquo;idea geniale, buttata via in pochi anni) o sulla utilità della Touch Bar (a parte il Touch ID, che non si discute). Oppure sul settore professionale, che tanti considerano essere stato quasi abbandonato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so dire se ciò sia veramente successo per il settore &lt;em&gt;creativo&lt;/em&gt;, che non conosco a sufficienza. Ma di certo gli ultimi annunci non vengono incontro a chi si occupa dei campi che mi interessano di più, calcolo scientifico e sviluppo software, per i quali il mancato aumento di prestazioni e la contemporanea crescita dei prezzi sono un duro, durissimo colpo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non affatto è detto che OS X, lo Unix dal volto umano, la principale ragione per usare i Mac, possa evitare una fuga verso altri lidi.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Hello... again!</title>
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      <pubDate>Tue, 25 Oct 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ormai ci siamo, fra &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/apple-events/october-2016/&#34;&gt;due giorni&lt;/a&gt; Apple presenterà i nuovi Mac nel corso di un evento intitolato molto significativamente &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;attesa dura ormai da troppo tempo, forse a causa della necessità di aspettare la piena disponibilità di &lt;em&gt;Kaby Lake&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;ultima generazione di processori Intel presentata ufficialmente solo a fine agosto, meno di due mesi fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre i &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/10/19/apple-announces-october-27th-mac-centric-event/&#34;&gt;&lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; impazzano. Una delle previsioni più accreditate riguarda la sostituzione della fila di tasti funzione della tastiera del MacBook Pro con una striscia OLED sensibile al tocco, i cui  tasti virtuali cambino in base all&amp;rsquo;applicazione in uso. Più o meno come succede da sempre per la barra dei menu del Mac. Wow&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono poi tante previsioni sulla dismissione del MacBook Air, su nuovi iMac con risoluzione a chissà-quanti-K e ovviamente sul Mac Pro, che non è mai stato &lt;em&gt;rinfrescato&lt;/em&gt; dalla sua &lt;a href=&#34;http://buyersguide.macrumors.com/#Mac_Pro&#34;&gt;uscita a fine 2013&lt;/a&gt;, più di mille giorni fa. Ri-wow&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fosse solo questo, l&amp;rsquo;evento sarebbe francamente molto deludente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non ci credo, &lt;em&gt;I don&amp;rsquo;t buy it&lt;/em&gt;. Se Apple ha scelto un titolo così eloquente come &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;, ci deve essere qualcosa di molto grosso in arrivo, altro che striscetta OLED.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La parola &lt;em&gt;Hello&lt;/em&gt; è legata indissolubilmente alla storia del Mac. Per chi se lo ricorda, è comparsa già nel corso della &lt;a href=&#34;https://youtu.be/2B-XwPjn9YY?t=207&#34;&gt;presentazione del primo Macintosh&lt;/a&gt; nel gennaio del 1984 (allora il Mac si chiamava così, con il nome intero) e campeggiava in primissimo piano negli annunci pubblicitari della nuova macchina, sia sulla &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_ad.jpg&#34;&gt;stampa&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=YaFTLrULHwg&#34;&gt;in TV&lt;/a&gt;. Molti anni dopo è stata usata di nuovo per &lt;a href=&#34;https://youtu.be/0BHPtoTctDY?t=281&#34;&gt;presentare i primi iMac G3&lt;/a&gt;, la pietra miliare della rinascita Apple dopo i disastri degli anni &amp;lsquo;90.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_hello.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_hello.jpg&#34; alt=&#34;mac_128k_hello&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/imac_g3_hello.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/imac_g3_hello.png&#34; alt=&#34;imac_g3_hello&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora, cosa potrebbe svelare Apple di &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; significativo nel corso del prossimo evento?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho la sfera di cristallo, e quindi dico solo quello che &lt;em&gt;vorrei&lt;/em&gt; che fosse presentato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A me piacerebbe moltissimo un nuovo MacBook con tastiera staccabile, su cui possa girare indifferentemente macOS o iOS diventando, a seconda delle circostanze, un notebook o un tablet. Un computer ibrido con il corpo e la tastiera del MacBook Air e lo schermo dell&amp;rsquo;iPad Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può fare: i processori Intel più recenti hanno una potenza tale da far girare senza problemi una versione emulata di iOS o, meglio ancora, una versione di iOS ricompilata per i processori Intel,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; garantendo allo stesso tempo una durata della batteria sufficiente a coprire l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. È forse persino possibile che gli ultimi &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Apple_mobile_application_processors&#34;&gt;processori ARM&lt;/a&gt; sviluppati da Apple possano far girare un emulatore di macOS senza troppi rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto Apple ha sempre dimostrato di essere in grado di gestire molto bene la convivenza di applicazioni funzionanti su processori diversi e persino di sistemi operativi differenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È già successo al passaggio da OS 9 a OS X con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Classic_%28OS_X%29&#34;&gt;&lt;em&gt;Classic&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;emulatore integrato in OS X che ha permesso di continuare ad usare OS 9 e le sue applicazioni all&amp;rsquo;interno del nuovo sistema operativo. È successo di nuovo con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Rosetta_%28software%29&#34;&gt;&lt;em&gt;Rosetta&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, che ha facilitato la transizione ai processori Intel, consentendo di utilizzare le applicazioni per PowerPC anche sui nuovi Mac Intel. Tornando molto più indietro nel tempo, potrei anche ricordare &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/MultiFinder&#34;&gt;MultiFinder&lt;/a&gt; (ma questa è una storia che merita un post specifico).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe far notare che quello che ho descritto non è altro che il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/04/21/surface-3-come-non-imparare-dai-propri-errori/&#34;&gt;Surface&lt;/a&gt; di Microsoft.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; è così, il Surface è penalizzato da un sistema operativo né carne né pesce, nel quale le App ottimizzate per il tocco sono una infima minoranza e la tastiera instabile lo rende poco adatto ad essere usato come notebook (a meno di non sedere ad una scrivania).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello a cui penso io è invece un ibrido che possa servire indifferentemente &amp;ndash; e quasi senza accorgersene &amp;ndash; sia da computer che da tablet, unendo il meglio dei due mondi ma mantenendo le necessarie differenze fra le due tipologie d&amp;rsquo;uso. Sarebbe veramente un nuovo inizio, come lo fu il Macintosh nel lontano 1984.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sarebbe anche la riproposizione di quello che è già successo con l&amp;rsquo;iPod, l&amp;rsquo;iPhone, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Apple Watch: prendere un dispositivo interessante ma realizzato male &amp;ndash; che sia un lettore di mp3, un telefono, un tablet o un orologio &amp;ndash; rivoltarlo come un calzino e farne una cosa innovativa e di grande successo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà questa la novità che bolle in pentola? Un paio di giorni di attesa e lo sapremo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Notate la differenza nella cura dei dettagli della presentazione rispetto ad oggi: quando Steve Jobs toglie il telo di copertura lo schermo dell&amp;rsquo;iMac è illuminato in pieno da un faretto che quasi nasconde il filmato successivo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non dimentichiamo che ai tempi dei Mac con PowerPC, OS X &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2012/06/10/a-bit-of-history-behind-the-mac-os-x-on-intel-project-marklar/&#34;&gt;girava tranquillamente&lt;/a&gt; anche sui computer con processori Intel. Anzi, si può dire che sia stata proprio Apple a realizzare i primi &lt;a href=&#34;http://www.hackintosh.com/&#34;&gt;Hackintosh&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Ma è vero che i prodotti Apple costano troppo? (seconda parte)</title>
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      <pubDate>Thu, 29 Sep 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c5.staticflickr.com/3/2611/4159786316_dbdecc5428_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Come già  &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/09/28/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo/&#34;&gt;accennato ieri&lt;/a&gt;, i prodotti Apple sono solo apparentemente più costosi di quelli della concorrenza. Per tanti motivi, fra cui quello di sicuro più importante è il valore aggiunto incommensurabile che qualunque utente può ottenere dal servizio di assistenza della casa della mela.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riuscire a risolvere un problema &amp;ndash; con il Mac, l&amp;rsquo;iPhone o l&amp;rsquo;iPad non importa &amp;ndash; con poca fatica, in tempi brevi e in modo soddisfacente è una cosa che non ha prezzo. Basta averlo sperimentato anche una sola volta per rendersene conto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma più che le frasi di principio vale l&amp;rsquo;esperienza diretta. Per cui ecco il racconto di due episodi recenti di interazione con il servizio di assistenza della Apple. Nel primo qui sotto sono stato solo un osservatore, anche se interessato, la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/05/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo-terza-parte/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt; si tratterà di una esperienza personale diretta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;diana&#34;&gt;Diana&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivo una mattina in istituto e trovo, chiamiamola così, Diana &amp;ndash; una giovane collega appena dottorata che &lt;em&gt;abita&lt;/em&gt; proprio di fronte al mio studio &amp;ndash; quasi in lacrime. Il suo MacBook Pro non parte, all&amp;rsquo;accensione compare solo l&amp;rsquo;icona di una cartella con il punto interrogativo con la proposta di ripristinare il sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://i.stack.imgur.com/hmRFH.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Do una occhiata e vedo che effettivamente sta caricando il sistema di ripristino. Molto lentamente, però, &lt;em&gt;troppo&lt;/em&gt; lentamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diana mi spiega che sta usando il cellulare come hotspot perché non riusciva né ad usare il cavo ethernet né ad inserire la password del WiFi. Ci penso un po&amp;rsquo; ed è ovvio: la rete cablata non ha il DHCP, bisogna inserire i parametri a mano e Diana non sa come si fa. Per il WiFi, invece, è più banale: nei momenti critici il Mac usa la tastiera di default, con il layout USA, dove i caratteri speciali della password sono in posizioni diverse rispetto alla tastiera italiana.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine, dopo un caffé di &lt;em&gt;decompressione&lt;/em&gt; per ingannare l&amp;rsquo;attesa, compare finalmente la schermata di ripristino del sistema operativo. Si può solo scegliere di reinstallare OS X  da zero (lo so che ora si chiama macOS, ma sul MBP di Diana c&amp;rsquo;è ancora Mavericks, quindi&amp;hellip;), perdendo tutto quello che c&amp;rsquo;è sul disco rigido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diana, naturalmente non ha un backup, nonostante la abbia detto più volte di prendere un disco esterno e attivare Time Machine. Ma sul MacBook Pro tiene tutto, la tesi di dottorato, gli articoli e i documenti che ha scritto negli ultimi anni, i dati degli esperimenti, tutto!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://c7.staticflickr.com/1/77/171398958_e03a923309_z.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;È un bel guaio, provo ad apparire ottimista, ma so che il problema è serio. Se il disco rigido è &lt;em&gt;morto&lt;/em&gt;, Diana ha perso tutto e non c&amp;rsquo;è più niente da fare. D&amp;rsquo;altra parte, se il disco rigido non funziona più, come ha fatto il Mac a caricare il sistema di ripristino? Forse c&amp;rsquo;è ancora speranza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente di più sbagliato: come ho imparato in seguito, quando il disco rigido non c&amp;rsquo;è o non funziona, il sistema di ripristino viene caricato ed eseguito da remoto. Anzi, la lunga attesa per il download via &lt;em&gt;hotspot&lt;/em&gt; era dovuta proprio a quello. Però il mio errore è stato utile per Diana, le ha tenuto accesa la fiammella della speranza e ha ricacciato indietro le lacrime.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già che ci sono provo ad usare gli altri strumenti disponibili nel sistema di ripristino. Disk Utility non vede nessun disco, e lo stesso succede dal Terminale con &lt;code&gt;diskutil&lt;/code&gt; &amp;ndash; lo strumento fondamentale di Mac OS X per &lt;a href=&#34;http://www.theinstructional.com/guides/disk-management-from-the-command-line-part-1&#34;&gt;gestire il disco rigido dal Terminale&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio perfino &lt;code&gt;fdisk&lt;/code&gt;, che funziona ancora più a basso livello e che mi mostra una tabella delle partizioni completamente vuota.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente da fare, inutile cercare di fare da soli, bisogna rivolgersi all&amp;rsquo;assistenza. Diana ha finito il dottorato da poco, è senza contratto e quindi senza uno stipendio regolare, ma non può e non vuole perdere i suoi documenti, costi quello che costi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Telefono a &lt;a href=&#34;http://www.compulab.biz/&#34;&gt;Compulab&lt;/a&gt;, il centro di assistenza autorizzato per la mia zona, nonché il rivenditore Apple per il settore &lt;em&gt;Educazionale&lt;/em&gt;, da cui compro (e faccio comprare) tutti i Mac che mi passano per le mani. Nessun problema, possiamo andarci subito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dieci minuti e siamo lì. Ci riceve un tecnico molto preparato, bastano poche parole e capisce subito quello che può essere successo. Nel MacBook Pro di Diana, il cavo che collega l&amp;rsquo;hard-disk alla scheda madre ha un difetto noto e riconosciuto dalla stessa Apple, tanto che la sostituzione è gratuita anche fuori garanzia. Però dobbiamo lasciare lì il notebook perché possa controllare, ma ci farà sapere al più presto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Diana è perplessa, la faccia parla da sé, il tecnico sorride e la rassicura, se ci riesce proverà a farle sapere qualcosa già nel pomeriggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È proprio quello che succede, dopo poche ore Diana va a riprendere il suo Mac tornato in perfetta forma, con tutti i suoi file intatti. Costo dell&amp;rsquo;intervento: zero. Apparentemente solo una spesa a vuoto per Compulab ed Apple, ma quanti nuovi clienti potrà guadagnare con il passaparola?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il giorno dopo Diana inizia finalmente ad usare Time Machine. La paura fa miracoli.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Plutone!</title>
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      <pubDate>Tue, 14 Jul 2015 20:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;http://pluto.jhuapl.edu/Multimedia/Science-Photos/pics/15-149b.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo più di nove anni di viaggio e quasi 5 miliardi di chilometri, la &lt;a href=&#34;http://pluto.jhuapl.edu/News-Center/News-Article.php?page=20150714-2&#34;&gt;sonda New Horizons ha raggiunto Plutone&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Plutone_%28astronomia%29#Status_planetario_controverso&#34;&gt;pianeta (nano) più esterno&lt;/a&gt; del sistema solare, avvicinandosi fino ad appena 12.500 km (7.750 miglia) dalla sua superficie.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le immagini relative non sono ancora arrivate, &lt;a href=&#34;http://pluto.jhuapl.edu/Multimedia/Science-Photos/image.php?page=&amp;amp;amp;gallery_id=2&amp;amp;amp;image_id=225&#34;&gt;la più recente&lt;/a&gt; è stata scattata ieri a 768.000 chilometri di distanza. Anzi, la sonda impiegherà ancora 16 mesi prima inviare tutti i dati disponibili, prima di perdersi nello spazio interstellare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però abbiamo già l&amp;rsquo;immagine del team del &lt;a href=&#34;http://www.jhuapl.edu/pluto/&#34;&gt;Laboratorio di Fisica Applicata&lt;/a&gt; della Johns Hopkins University che festeggia l&amp;rsquo;evento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli scienziati temevano che Windows decidesse di aggiornarsi proprio nel momento più importante della missione. O che l&amp;rsquo;antivirus marcasse come pericolose le foto provenienti da Plutone. E allora si sono affidati ai MacBook Pro e agli Air.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dietro le quinte festeggiano anche a &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Apple_Inc.&#34;&gt;Cupertino&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Mac lento, che fare?</title>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho bisogno di deframmentare, pulire, disinfettare il disco, perché i processi sono diventati troppo lenti.&#xA;Potresti suggerirmi un software idoneo, possibilmente anche gratuito, visto che oggi è molto difficile comprare anche una biro.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ex collega qualche giorno fa mi ha chiesto come fare per velocizzare il suo iMac 27&amp;quot; del 2010, diventato ormai lento come una lumaca. Sull&amp;rsquo;iMac gira ancora OS X 10.6.8, &lt;a href=&#34;http://en.wiktionary.org/wiki/AKA&#34;&gt;AKA&lt;/a&gt; Snow Leopard, una delle versioni migliori di OS X, molto efficiente ed ottimizzata. Me lo ricordo molto bene, appena installato sui miei Mac diede immediatamente freschezza a macchine che con Leopard sembravano arrancare con il freno a mano tirato.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per prima cosa ho inserito il numero di serie del Mac nella &lt;a href=&#34;https://selfsolve.apple.com/agreementWarrantyDynamic.do&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt; di Apple, da cui risulta che il mio collega usa un &lt;code&gt;iMac (27-inch, Mid 2010)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per le specifiche dettagliate mi sono rivolto invece a &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/&#34;&gt;EveryMac.com&lt;/a&gt;: selezionando la voce &lt;code&gt;Lookup&lt;/code&gt; dal menu principale (o andando a direttamente a &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/ultimate-mac-lookup/&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;) e inserendo il numero di serie del Mac viene fuori &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/systems/apple/imac/specs/imac-core-i3-3.2-27-inch-aluminum-mid-2010-specs.html&#34;&gt;questa pagina molto dettagliata&lt;/a&gt;, contenente tutto quello che serve sapere su quel particolare modello. Anzi, molto di più di quello che serve sapere. &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/&#34;&gt;EveryMac.com&lt;/a&gt; è un sito graficamente spartano, ma fornisce un servizio eccellente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per trovare le specifiche del Mac avrei anche potuto usare l&amp;rsquo;altrettanto valido &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/mactracker/id430255202?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;MacTracker&lt;/a&gt;, disponibile gratuitamente sull&amp;rsquo;App Store. Ma secondo me ha poco senso installare una applicazione che si userà al massimo una o due volte all&amp;rsquo;anno, soprattutto se esiste un servizio web equivalente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comunque, i dati salienti del Mac in questione sono: processore Intel Core i3 a 3.2 GHz con due soli core, architettura a 64 bit, 4 MB di cache L3, 8 GB di memoria RAM DDR3, hard-disk da 7200 giri al minuto, scheda grafica ATI Radeon HD 5670 con 512 MB di RAM, porta Firewire a 800 MB/s.&#xA;In definitiva una macchina ancora attuale, anche dopo 5 anni di attività. Perché va così piano da essere praticamente inusabile?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo non è l&amp;rsquo;unico caso, io stesso ho un MacBook Pro modello &lt;code&gt;MacBook Pro (15-inch, Early 2011)&lt;/code&gt;, con processore Core i7 e 8 GB di RAM, che si comporta esattamente allo stesso modo. E qualche giorno fa ho usato un MacBook Pro diventato inspiegabilmente lento dopo un solo anno di vita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so ancora riuscito a capire perché succede. È chiaro che con il passare del tempo il sistema operativo e, soprattutto, i programmi applicativi si arricchiscono di nuove funzioni, diventando sempre più grandi ed avidi di risorse. Ma se questa è una spiegazione plausibile per modelli di 4, 5 anni fa, non giustifica affatto il rallentamento di un Mac comprato ad aprile 2014.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche se non mi so spiegare perché i Mac a volte diventano improvvisamente così lenti, so bene cosa &lt;em&gt;non serve&lt;/em&gt; fare in questi casi. Non serve a niente deframmentare il disco rigido, pulire la cache, disinfestare il disco rigido o sciocchezze varie. Sono passatempi per Windows. Può perfino sembrare che queste cose funzionino, ma dopo pochi giorni (o poche ore) si torna esattamente al punto di partenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se proprio si vuole ammazzare un po&amp;rsquo; di tempo in queste operazioni, meglio usare uno strumento gratuito e a prova di bomba come &lt;a href=&#34;http://www.titanium.free.fr/onyx.html&#34;&gt;Onyx&lt;/a&gt;, che buttare i propri risparmi in utility costose di dubbia efficacia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa fare allora quando il Mac diventa troppo lento e quasi inusabile? Secondo me ci sono tre alternative possibili, a livelli diversi di complessità e di costo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;riparare-con-utility-disco&#34;&gt;Riparare con Utility Disco&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;alternativa più semplice consiste nel riparare tramite Utility Disco i permessi dei file di sistema di OS X e la struttura dei file contenuti sul disco rigido (il cosiddetto &lt;em&gt;filesystem&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il modo migliore per farlo è riavviare il Mac dalla &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/189104/troubleshoot-your-mac-with-these-hidden-startup-options/&#34;&gt;partizione di recupero&lt;/a&gt;, premendo contemporaneamente i tasti Cmd (⌘) e R subito dopo aver acceso il Mac e finché non compare il logo Apple (tutto questo vale per chi usa almeno OS X 10.7/Lion, gli utenti delle versioni precedenti di OS X devono invece avviare il Mac dal loro CD/DVD di installazione). Selezionare Disk Utility dal menu che compare una volta completato l&amp;rsquo;avvio del sistema e verificare ed eventualmente riparare prima i permessi del disco e poi anche la struttura dei file del disco rigido stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riparare i permessi non ha effetti collaterali negativi e può essere eseguito tranquillamente anche più volte, senza patemi d&amp;rsquo;animo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riparare il disco rigido è una faccenda ben diversa. Se l&amp;rsquo;analisi mostra troppi errori si può provare ad usare strumenti avanzati come &lt;a href=&#34;http://www.alsoft.com/DiskWarrior/index.html&#34;&gt;DiskWarrior&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.micromat.com/products/techtool-pro&#34;&gt;Techtool Pro&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.prosofteng.com/drivegenius4/&#34;&gt;Drive Genius&lt;/a&gt; per riparare la struttura &lt;em&gt;software&lt;/em&gt; dei file presenti sul disco che contiene OS X. Ma se gli errori sono dovuti a problemi hardware, ad esempio perché la superficie del disco rigido inizia a rovinarsi, non c&amp;rsquo;è niente da fare, bisogna precipitarsi a sostituire &lt;em&gt;immediatamente&lt;/em&gt; il disco rigido, recuperando poi i propri dati dal backup su Time Machine. Perché naturalmente tutti gli utenti del Mac hanno sempre attivo Time Machine su un disco rigido esterno, o no?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però, ammesso di avere un backup affidabile, io preferirei comunque cambiare il disco rigido piuttosto che affidarmi agli strumenti appena menzionati. Costa meno ed è di gran lunga più affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;DiskWarrior, Techtool Pro e Drive Genius costano ciascuno dai 99 dollari in su e non possono fare niente se sul disco ci sono dei problemi connessi all&amp;rsquo;hardware. In questo caso, dopo aver speso 99 dollari, dovrei spenderne almeno altrettanti per un nuovo disco rigido. Non ha senso, meglio investire i propri soldi su un disco rigido di qualità migliore o di dimensioni maggiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente se non avessi un backup affidabile il discorso sarebbe rovesciato e farei di tutto per recuperare a qualsiasi costo i miei dati. Come purtroppo è successo in passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;reinstallare-os-x&#34;&gt;Reinstallare OS X&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La seconda alternativa è reinstallare OS X da zero. Anche in questo caso bisogna riavviare il Mac dalla &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/189104/troubleshoot-your-mac-with-these-hidden-startup-options/&#34;&gt;partizione di recupero&lt;/a&gt; (oppure dal CD/DVD di installazione per le versioni meno recenti di OS X) e scegliere l&amp;rsquo;opzione che e l&amp;rsquo;installazione del sistema operativo prescelto. Al primo avvio del nuovo sistema operativo, si può provare a recuperare automaticamente da Time Machine tutte le applicazioni e i dati già presenti sul sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il recupero automatico delle applicazioni e dei dati mi sembra un controsenso. Se il rallentamento del Mac è dovuto alle applicazioni installate, è molto probabile che i problemi si ripresenteranno prima o poi come se non si fosse fatto nulla. È altrettanto vero però che non costa niente provare per qualche giorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che invece mi sento di consigliare in questi casi è:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare OS X da zero,&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;ripristinare tutti (e solo) i propri dati da Time Machine o da un backup su un altro disco rigido, evitando però di ripristinare anche la cartella &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; contenuta nella propria &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;Home (o cartella Inizio)&lt;/a&gt;. Le ragioni per non farlo sono tante, fra cui il fatto che la cartella Libreria potrebbe contenere file di configurazione corrotti che rallentano le applicazioni o perché i dati presenti in &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; vengono comunque rigenerati installando ed usando le varie applicazioni;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare una ad una tutte le applicazioni che si usano sul Mac.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;UN processo molto più lungo ma anche molto più affidabile a lungo termine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cambiare-il-disco-rigido&#34;&gt;Cambiare il disco rigido&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima alternativa è la più radicale, ma anche quella che velocizza di più il Mac. Consiste nel sostituire il disco rigido meccanico contenente il sistema operativo con un modello SSD, a stato solido. Può bastare anche un SSD di dimensioni non eccessive, diciamo 128 - 256 GB, dove installare OS X, le applicazioni e i dati che si usano di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutto il resto &amp;ndash; e soprattutto per i file che occupano molto spazio come foto, video, musica &amp;ndash; si può invece continuare ad usare un disco rigido meccanico, magari lo stesso che abbiamo sostituito con la nuova unità SSD, inserito in un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno. Naturalmente i risultati migliori in termini di velocità di accesso e di trasferimento dei file si otterranno collegando il disco esterno al Mac tramite una porta Firewire o Thunderbolt (per chi ce l&amp;rsquo;ha).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per sostituire il disco rigido non c&amp;rsquo;è niente di meglio che seguire le guide di &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/&#34;&gt;iFixit&lt;/a&gt; che mostrano, &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Device/Mac&#34;&gt;per ogni modello di Mac&lt;/a&gt;, tutti i passi necessari per aprire il sistema ed effettuare la sostituzione, con una chiarezza ed un dettaglio che non ha eguali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non ci si vuole azzardare ad aprire il computer con il rischio che qualcosa vada storto, si può comprare un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno, dotato obbligatoriamente di almeno una porta Thunderbolt o Firewire (a seconda del modello di Mac da aggiornare, in cui inserire il disco SSD. Per un iMac non ci sono problemi particolari, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;l&amp;rsquo;ho fatto io stesso&lt;/a&gt; da più di un anno e il mio iMac del 2008 è tornato a vivere una seconda giovinezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per un Mac portatile, invece, la soluzione esterna è impraticabile, e si deve per forza di cose aprire il portatile e sostituire il disco rigido. Oppure rimuovere il DVD (tanto chi lo usa più?) e sostituirlo con un disco SSD inserito in un &lt;a href=&#34;http://eshop.macsales.com/item/OWC/DDAMBS0GB/&#34;&gt;adattatore opportuno&lt;/a&gt;, con il beneficio di avere ancora a disposizione il disco rigido meccanico per i file più ingombranti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mio MacBook Pro aspetta con ansia questo aggiornamento. Spero proprio di riuscire a farcela entro l&amp;rsquo;estate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci sta abituando a queste versioni di OS X dedicate prevalentemente alla correzione dei bachi e all&amp;rsquo;ottimizzazione delle prestazioni della versione precedente. Lo ha già fatto con Snow Leopard, un deciso miglioramento rispetto a Leopard, e poi con Mountain Lion, che giganteggiava rispetto al povero Lion originale. Ora si prepara a farlo con El Captain, la futura versione ottimizzata di Yosemite. Se mantengono la parola, e visto che Yosemite non è affatto male né mi sembra particolarmente lento, ne vedremo delle belle.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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