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    <title>Macbook Air on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Macbook Air on Melabit</description>
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      <title>Il ritorno di MagSafe</title>
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      <pubDate>Wed, 28 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;apertura della scatola del &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/08/26/da-air-ad-air/&#34;&gt;nuovo Air M2&lt;/a&gt; ha riservato una piccola sorpresa. Non solo perché il modello Mezzanotte si dimostra davvero molto più elegante e moderno degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa, ma anche perché ho ritrovato un vecchio amico, il connettore di alimentazione MagSafe, che nei MacBook Air e Pro più recenti era stato inspiegabilmente eliminato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2516.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Sembra una cosa da poco, ma quando ti ritrovi con un computer in pezzi perché un amico è inciampato nel cavo di alimentazione, impari ad apprezzare un sistema di collegamento che si sgancia facilmente in caso di necessità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Menzione speciale per il cavo di alimentazione con la guaina rivestita in tessuto; è molto più flessibile e, secondo me, anche molto più duraturo rispetto ai precedenti cavi in plastica, troppo rigidi e facilmente danneggiabili.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Peccato solo per la discrepanza di colore fra il connettore MacSafe e quello USB-C, ma è anche vero che l&amp;rsquo;alimentatore è bianco e quindi ha senso che il connettore sia in tinta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2524.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Anche l&amp;rsquo;alimentatore ha ora due porte USB-C, cosa che permette di ricaricare l&amp;rsquo;iPhone o l&amp;rsquo;iPad senza aver bisogno di portarsi dietro un secondo alimentatore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La reintroduzione del connettore MagSafe porta con sé un altro beneficio: a differenza del MacBook Air M1, che disponeva di due porte USB-C/Thunderbolt di cui una destinata di fatto alla ricarica, il MacBook Air M2 (e anche il modello M3) ora mette a disposizione due porte USB-C/Thunderbolt sempre utilizzabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-28-il-ritorno-di-magsafe/IMG_2526.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Certo, un hub multiporta non fa mai male, soprattutto se oltre alle classiche porte USB dispone di un connettore HDMI e magari anche di una presa Ethernet. Io ho ne &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B0BWMY5LBW?ref=ppx_yo2ov_dt_b_fed_asin_title&#34;&gt;preso uno&lt;/a&gt; un po&amp;rsquo; più grosso e pesante della media ma che dispone perfino di un connettore VGA, che può essere ancora utile in ambienti non troppo aggiornati dal punto di vista tecnologico, come la scuola.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il cavo dell&amp;rsquo;Air M1 è uno di questi. Per fortuna Apple lo ha reso facilmente sostituibile con un cavo più adeguato.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Da Air ad Air</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-26-da-air-ad-air/fluximageai-1724448260028.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;suo MacBook Air M1&lt;/a&gt; era stato requisito dalla nostra figlia più grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a &lt;a href=&#34;https://appleworld.today/2022/03/steve-jobs-four-quadrant-plan-would-no-longer-work-but-apples-product-line-is-overly-complicated/&#34;&gt;quattro quadranti&lt;/a&gt; introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; quindi bisogna fare delle scelte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno potrebbe chiedersi: cosa ce ne importa a noi lettori di questo blog del computer di tua moglie? È vero, è una questione che al mondo interessa meno di zero. Tuttavia, le esigenze di mia moglie sono molto più rappresentative di quelle dell&amp;rsquo;utente medio di quanto possano essere le mie, quindi queste considerazioni potrebbero rivelarsi utili per orientarsi un po&amp;rsquo; meglio tra l&amp;rsquo;offerta Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per cominciare, niente computer desktop, quindi niente Mac Mini o iMac (il Mac Studio e il Mac Pro non sono certo destinati ad un utente medio come mia moglie). Io preferisco ancora i desktop, del resto uso ogni giorno sia un Mac Studio che un Mini, ma è anche vero che ho a disposizione diversi portatili ed iPad per le mie esigenze mobili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando il computer personale è unico, non c&amp;rsquo;è dubbio, un portatile è ormai la scelta di gran lunga più pratica e flessibile. Tanto più che in pochi secondi lo si può trasformare in un vero e proprio desktop, semplicemente collegandolo ad un monitor e ad una tastiera/mouse wireless.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche prendere un MacBook Pro non aveva senso. Le esigenze di mia moglie sono molto basiche e qualunque Air con processore Apple Silicon è in grado di soddisfare le sue necessità per parecchi anni a venire (figlie permettendo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se fosse dipeso da me, avrei preso l&amp;rsquo;Air M3 da 15&amp;quot;, perché uno schermo di quelle dimensioni è ideale per chi trascorre l&amp;rsquo;intera giornata davanti al computer. Ma per mia moglie è molto più importante la portabilità; poter mettere l&amp;rsquo;Air in una borsa insieme a penne, libri e compiti conta molto di più di uno schermo più grande, tanto più che usa poche applicazioni e non ha bisogno di passare continuamente da una all&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine rimane il MacBook Air da 13&amp;quot;, che è senza alcun dubbio il prodotto più equilibrato in termini di rapporto fra prestazioni e prezzo. Si trattava solo di scegliere se il modello 2022 con processore Apple Silicon M2 o quello di quest&amp;rsquo;anno con processore M3.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è stato molto da lambiccarsi: su Amazon, a fine luglio, il MacBook Air M2 era in offerta con uno sconto interessante mentre l&amp;rsquo;M3 era disponibile solo a prezzo pieno, con una differenza di prezzo di circa 300-400 euro a seconda del colore. Il piccolo incremento di prestazioni garantito dal processore M3, a mio avviso, non giustificava il dover spendere il 25% in più. E quindi che M2 sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho scelto il modello Mezzanotte, costava un po&amp;rsquo; di più ma il colore è bellissimo e molto più elegante dell&amp;rsquo;Argento o Grigio siderale degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quali considerazioni si possono trarre da questa storia?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credo di averlo già scritto più volte, ma lo ribadisco anche qui: il MacBook Air è in questo momento il computer più interessante prodotto da Apple. Ha un rapporto prestazioni/prezzo davvero eccezionale ed è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze della stragrande maggioranza degli utenti, a parte quelli davvero &lt;em&gt;pro&lt;/em&gt; che hanno bisogno di un computer in grado di lavorare al massimo delle prestazioni per lunghi periodi di tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro asso nella manica dell&amp;rsquo;Air è la batteria, che è davvero in grado di durare per tutto il giorno (io mi porto dietro il caricatore solo quando viaggio). Il fatto che l&amp;rsquo;Air sia totalmente silenzioso può sembrare un dettaglio da poco, ma in certe situazioni si rivela estremamente utile, come in un&amp;rsquo;aula di lezione oppure di notte (so di cosa parlo, anni fa avevo un portatile le cui ventole erano sempre attive e facevano il rumore di un aereo al decollo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ha senso spendere troppo per comprare un computer solo &lt;em&gt;nel caso servisse&lt;/em&gt;. Il mercato elettronico è tumultuoso e quello che oggi è il top, venduto a prezzi premium, domani diventerà la norma e dopodomani sarà obsoleto. Di conseguenza, è preferibile acquistare il modello di computer che ci serve davvero &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;, magari utilizzando i soldi risparmiati per aggiornarlo (leggi sostituirlo) più  spesso. Senza dimenticare che, a differenza di 20-30 anni fa, un computer di qualità odierno è in grado, anche dopo alcuni anni, di eseguire tutto ciò che gli viene richiesto senza particolari rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso appena fatto non vale per i computer &lt;em&gt;da supermercato&lt;/em&gt;, quelle ciofeche da 500 euro che riescono a valere molto meno di quello che costano. Se avessi solo 500 euro da spendere, preferirei prendere un modello di qualità usato piuttosto che buttare i miei soldi in oggetti che, dopo un anno (e sono ottimista!), sono letteralmente da buttare via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, e mi dispiace molto dirlo, i computer desktop non se la passano affatto bene. Sono ancora indispensabili per chi ha bisogno di potenze di calcolo elevate o li tiene sempre accesi, magari utilizzandoli da remoto come se fossero server, ma la stragrande maggioranza degli utenti preferisce, giustamente, la flessibilità e la comodità di un portatile. Tanto più che il problema della durata della batteria, che una volta costringeva a cercare di continuo una presa elettrica, è stato sostanzialmente superato nei portatili Apple, che ormai sono in grado di funzionare senza alimentazione per l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. Anche nei portatili di qualità con Windows, in particolare quelli con processore ARM, questa limitazione sta diventando sempre meno significativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza arrivare, per fortuna, alle assurdità dei produttori di PC, i cui &lt;a href=&#34;https://www.hp.com/it-it/shop/&#34;&gt;prodotti impronunciabili&lt;/a&gt; differiscono spesso solo per particolari risibili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Da Intel ad Apple Silicon</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-11-da-intel-ad-apple-silicon/viktor-forgacs-WZT4YzbXiMk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@sonance&#34;&gt;Viktor Forgacs&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La transizione è conclusa, da alcuni giorni tutti i computer che uso per lavorare funzionano con un processore ARM Apple Silicon: un Mac Studio M2 Ultra di cui &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;ho già parlato a lungo&lt;/a&gt; e che sta sulla scrivania del mio ufficio, un Mac Mini M1 16 GB/1 TB &amp;ndash; rimasto semidimenticato su uno scaffale per motivi che non sto qui a dire &amp;ndash; nell&amp;rsquo;ufficio casalingo e un Mac Book Air M1 molto molto basico (appena 8 GB di RAM e 256 GB di SSD, la metà di quello di mia moglie) per usi &lt;em&gt;light&lt;/em&gt; e per quando devo andare in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo, dalla scorsa estate c&amp;rsquo;è anche un iPad Pro 11&amp;quot; M1 che è una vera meraviglia e merita un post a sé stante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac Studio e sul Mini gira Sonoma, che &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;non mi fa impazzire&lt;/a&gt; ma ormai c&amp;rsquo;è e ce lo dobbiamo tenere, mentre l&amp;rsquo;Air ha ancora Monterey. Appena possibile aggiornerò anche quello a Sonoma, per avere un ambiente coerente su tutte le macchine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che, rispetto ai modelli Intel che ho usato prevalentemente finora, le prestazioni sono di un altro pianeta. I benchmark &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;dicono&lt;/a&gt; già &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;molto&lt;/a&gt;, ma ancora di più vale l&amp;rsquo;esperienza di ogni giorno, i programmi che si aprono in un amen, la fluidità delle applicazioni più avide di risorse, gli script in Python o R che prima richiedevano di minuti di attesa e ora invece finiscono quasi prima di poter battere ciglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Un altro indice della velocità di queste macchine è il tempo impiegato per installare (come al solito) da zero il sistema operativo e tutti gli applicativi che mi servono (e sono parecchi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il Mini ho fatto tutto in un solo giorno (e si tratta di un centinaio di applicazioni da scaricare, registrare configurare una ad una), mentre un secondo giorno mi è servito per le cose più fini, come copiare i file da un Mac all&amp;rsquo;altro, configurare i meandri del sistema (una cosa piuttosto complicata che, per fortuna, la maggior parte degli utenti può risparmiarsi) e installare strumenti da Terminale come &lt;code&gt;homebrew&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;conda&lt;/code&gt;, che per me sono essenziali per lavorare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rosetta si è installata da sola la prima volte che ho aperto una applicazione solo Intel e finora tutte le applicazioni che ho installato girano senza problemi, anche quelle più di nicchia che richiedono librerie più o meno specializzate. Del resto sono passati più di tre anni dalla presentazione dei primi Mac M1 e le &lt;a href=&#34;https://developer.r-project.org/Blog/public/2020/11/02/will-r-work-on-apple-silicon/&#34;&gt;asperità&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.wafrat.com/installing-tensorflow-2-5-and-jupyter-lab-on-m1/&#34;&gt;iniziali&lt;/a&gt; dovrebbero essere state risolte da tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, la transizione da Intel ad Apple Silicon è stata facile, più facile di quello che mi sarei aspettato all&amp;rsquo;inizio e forse persino più facile del passaggio precedente da PowerPC a Intel. In ogni caso, molto più facile che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=WhvlomhAh3Q&#34;&gt;attraversare una strada trafficata di Roma&lt;/a&gt; negli anni &amp;lsquo;60.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/WhvlomhAh3Q?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;P.S. E i vecchi Mac che fine fanno? Come ho già &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;scritto altrove&lt;/a&gt;, ho in mente un nuovo progetto per riutilizzarli al meglio, le prime prove sono molto positive ma prima di scriverne preferisco essere sicuro di certi dettagli. &lt;em&gt;Stay tuned!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Aggiornare a macOS Monterey</title>
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      <pubDate>Mon, 05 Sep 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono un &lt;em&gt;early adopter&lt;/em&gt; e quindi non ho mai avuto fretta di acquistare l&amp;rsquo;ultimo prodotto tecnologico. Non è per snobismo, ma piuttosto perché, come succede con le automobili, so per esperienza che i difetti iniziali (quasi) inevitabili di questi prodotti vengono corretti solo dopo la seconda o la terza iterazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si veda l&amp;rsquo;iPhone che, nonostante la &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=t-AEvr5DKyc&#34;&gt;magnifica presentazione&lt;/a&gt; di Steve Jobs, all&amp;rsquo;inizio aveva &lt;a href=&#34;https://www.t3.com/features/remember-this-heres-everything-that-the-first-iphone-couldnt-do&#34;&gt;parecchi limiti&lt;/a&gt; ed è diventato lo smartphone che tutti conosciamo ed amiamo solo a partire dalla seconda, o meglio ancora dalla terza generazione, quell&amp;rsquo;iPhone 3GS che rimane ancora uno dei migliori modelli mai prodotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero caso di scuola degli ultimi anni è il Samsung Galaxy Fold, la cui prima versione di fatto &lt;a href=&#34;https://www.androidauthority.com/samsung-galaxy-fold-issues-display-problems-977233/&#34;&gt;non funzionava&lt;/a&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Ancora più recente è il caso del Lenovo XPS 13 Plus, il cui schermo OLED ha &lt;a href=&#34;https://www.pcworld.com/article/919715/dell-xps-13-plus-laptops-screen-issues.html&#34;&gt;seri problemi di qualità&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-09-05-aggiornare-a-macos-monterey/mariola-grobelska-DiWckj0v2Fk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@mariolagr&#34;&gt;Mariola Grobelska&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I sistemi operativi non sono molto diversi, la frenesia di dover uscire ogni anno con una nuova versione di macOS (ma il discorso vale anche per iOS/iPadOS, per Windows e perfino per le millanta distribuzioni di Linux), produce quasi sempre delle prime versioni abbastanza immature, che vengono affinate solo con gli aggiornamenti successivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è raro quindi per me aspettare parecchi mesi prima di aggiornare macOS all&amp;rsquo;ultima versione disponibile, anzi a volte arrivo anche a saltare una o persino due versioni se mi sembra che non ci sia nulla di tanto interessante da meritare lo sforzo dell&amp;rsquo;aggiornamento.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche macOS Monterey non ha fatto eccezione, per cui ho aspettato un momento tranquillo di metà estate, quasi un anno dopo la presentazione ufficiale, per aggiornare i due MacBook Air di casa all&amp;rsquo;ultima versione disponibile del sistema operativo per Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente da segnalare per l&amp;rsquo;Air M1, come ci si poteva attendere l&amp;rsquo;aggiornamento si è concluso senza problemi e il notebook è rimasto scattante come con Big Sur. Peccato solo per lo sfondo, che non ha lo stesso impatto di quello, davvero magnifico, di &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;Big Sur&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la vera sorpresa è stato il vecchio MacBook Air i5 del 2015, sul quale prima dell&amp;rsquo;aggiornamento girava Mojave, una versione di macOS ormai vecchiotta ma ben rodata ed affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I commenti trovati in giro per la Rete non erano per niente incoraggianti, quasi tutti sostenevano che con Big Sur l&amp;rsquo;Air 2015 &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/juth8p/big_sur_in_macbook_air_early_2015/&#34;&gt;diventava molto lento&lt;/a&gt; e alcuni riportavano perfino problemi più o meno seri di compatibilità hardware, fino all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/jue7n5/big_sur_update_bricked_mid2014_13_mbp/&#34;&gt;impossibilità di avviare la macchina&lt;/a&gt;. Con Monterey non era diverso, c&amp;rsquo;era perfino &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/r5t37s/should_i_update_my_2015_macbook_air_to_macos/&#34;&gt;un tale che sosteneva&lt;/a&gt; che il suo MacBook Air con SSD da 512 GB e 8 GB di RAM (come il mio) aggiornato a Monterey effettuava il boot 40 volte più lentamente che con Big Sur (bum!) e impiegava una vita per riattivarsi dallo stato di stop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quindi prima di aggiornare mi sono preparato al peggio, salvando lo stato della macchina con Time Machine e disconnettendo subito dopo il disco esterno di backup, in modo da poter tornare facilmente a Mojave in caso di problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece tutto è andato per il meglio: per evitare un salto generazionale troppo grosso ho aggiornato prima da Mojave a Big Sur e poi da Big Sur a Monterey, e in entrambi i casi il processo è filato via liscio come l&amp;rsquo;olio e, cosa forse ancora più importante, la performance dell&amp;rsquo;Air non ne ha risentito. Da quanto ho visto finora, l&amp;rsquo;unico rallentamento si ha al primo accesso degli utenti non amministratori del sistema (quando ci sono), probabilmente a causa di qualche operazione preliminare di configurazione del nuovo sistema, ma dopo pochi minuti va tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, l&amp;rsquo;Air 2015 i5 mostra chiaramente gli anni che ha e le sue prestazioni &lt;em&gt;velocistiche&lt;/em&gt; non sono (e non sono mai state) di primo livello. Ma di sicuro non sono peggiorate con Monterey, per cui aggiornare ha senso soprattutto per poter usufruire delle versioni più recenti di parecchie applicazioni interessanti, penso soprattutto alla terna Pages, Numbers e Keynote che Apple continua a migliorare (anche se un po&amp;rsquo; troppo lentamente per i miei gusti). Oppure, perdonatemi se cito una applicazione molto specifica ma per me fondamentale, a RStudio, la cui ultima interazione ha davvero una marcia in più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà, ho aggiornato anche un altro dei miei Mac a Monterey, ma questo voglio raccontarlo in un prossimo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non che le versioni successive siano più interessanti &amp;ndash; non ho mai capito il senso di un ibrido come il Fold, che vuole essere allo un po&amp;rsquo; telefono e un po&amp;rsquo; tablet senza far bene nessuna delle due cose e che nonostante ciò costa quanto un iPhone e un iPad messi insieme &amp;ndash; ma almeno funzionano!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ho fatto recentemente con Catalina e prima ancora con Sierra e con la coppia Mavericks e Yosemite.  Senza dimenticare Lion, che ho usato solo per pochissimi giorni pentendomene subito e saltando, per una volta a piè pari, su Mountain Lion.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Performance Test</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/</link>
      <pubDate>Tue, 15 Mar 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Dopo aver valutato le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;prestazioni del MacBook Air M1 con Geekbench 5&lt;/a&gt;, questa volta tocca a &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt;, un tool meno noto ma davvero molto interessante, perché permette una analisi molto dettagliata delle prestazioni del sistema. Ma non temete, qui mi limiterò solo a un riassunto dei risultati più importanti. Chi vuole può saltare i dettagli relativi all&amp;rsquo;installazione e all&amp;rsquo;uso di PerformanceTest e &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/#risultati&#34;&gt;leggere solo la parte finale&lt;/a&gt; con i risultati dei test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;performancetest-versione-grafica-e-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;PerformanceTest: versione grafica e versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest per Mac è un prodotto gratuito di &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com&#34;&gt;Passmark Software&lt;/a&gt; ed è un vero peccato che il produttore faccia pochissimo per farcelo trovare con facilità, sepolto com&amp;rsquo;è in fondo della pagina dedicata alla descrizione generica del prodotto (e anche da lì ci vogliono altri due click per arrivare alla &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;versione specifica per Mac&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/performancetest/id1560051043&#34;&gt;versione grafica&lt;/a&gt; di PerformanceTest si trova sull&amp;rsquo;App Store e gira su macOS 11.0 e versioni superiori, quindi di fatto solo su Big Sur e Monterey (Figura 1), mentre la &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/downloads/pt_mac.zip&#34;&gt;versione a linea di comando&lt;/a&gt; (da eseguire quindi con il Terminale del Mac) ha bisogno almeno di macOS 10.14 Mojave (Figura 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-gui-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Versione grafica di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Versione a linea di comando di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le schermate delle due versioni sono praticamente identiche, la parte superiore della finestra mostra le principali informazioni di sistema mentre tutto il resto è dedicato all&amp;rsquo;elenco dei test disponibili e ai risultati corrispondenti. L&amp;rsquo;unica differenza è che la versione a linea di comando mostra anche i valori dei parametri utilizzati per eseguire i test (numero di processi, numero di ripetizioni, durata del test, tutte cose che vedremo meglio più avanti), mentre la versione grafica può utilizzare solo i parametri di default (o almeno io non sono stato capace di trovare il modo di configurarla), parametri di cui però non sappiamo nulla perché non sono riportati nella finestra del programma. Sull&amp;rsquo;Air M1 la schermata della versione grafica si estende in verticale per tutto lo schermo e finisce per essere nascosta in parte dal Dock; è vero che ci vuol poco per nascondere il Dock, ma è una piccola seccatura lo stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho preferito usare la versione a linea di comando, non solo perché è compatibile con un maggior numero di versioni di macOS e quindi mi ha permesso di provare quasi tutti i Mac a mia disposizione, ma anche perché può eseguire tutti i test in sequenza salvando i risultati su un file. Una bella comodità quando ogni ciclo di test dura mezz&amp;rsquo;ora o più e si devono ripetere più volte le stesse prove con valori diversi dei parametri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più importante, però, è il fatto che, a differenza della versione grafica limitata ad usare solo i parametri di default, la versione a linea di comando di PerformanceTest consente di variare in modo molto completo le condizioni di esecuzione del programma, una cosa fondamentale per mettere seriamente alla prova i Mac sotto esame.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-usare-la-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;Come usare la versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest a linea di comando non richiede installazione, basta scaricarlo da &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;, decomprimere il file &lt;code&gt;pt_mac.zip&lt;/code&gt;, spostarsi nella cartella risultante &lt;code&gt;PerformanceTest&lt;/code&gt; ed eseguire il programma &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; con gli opportuni parametri.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Andando nello specifico, se abbiamo scaricato e scompattato il file nella cartella &lt;code&gt;Downloads&lt;/code&gt;, per lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; da Terminale con i parametri di default dobbiamo eseguire i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ cd ~&#xA;$ cd Downloads/PerformanceTest&#xA;$ ./pt_mac&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;Come sempre il simbolo del &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2018/12/30/script-per-tutti-i-giorni-shell-e-parametri/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando. Il primo comando &lt;code&gt;cd ~&lt;/code&gt; serve solo per essere sicuri di &lt;em&gt;partire&lt;/em&gt; dalla cartella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; del proprio account e non è strettamente necessario a meno che non abbiate già usato quello stesso Terminale per aggirarvi nei meandri del filesystem.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto si apre la schermata principale del programma (Figura 2). Premendo il tasto &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; eseguiamo tutti i test disponibili, se invece vogliamo eseguire solo i test relativi alla CPU o alla memoria dobbiamo premere rispettivamente i tasti &lt;code&gt;C&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;M&lt;/code&gt;. Con i parametri di default i test durano relativamente poco e alla fine ci viene chiesto se vogliamo salvare i risultati su &lt;a href=&#34;cpubenchmark.net&#34;&gt;cpubenchmark.net&lt;/a&gt; che, analogamente a quello che fa Geekbench, raccoglie i risultati dei test eseguiti con PerformanceTest. In caso di risposta positiva, alla fine dell&amp;rsquo;upload ci viene restituito l&amp;rsquo;URL dove ritrovare il nostro test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto molto comodo ma anche piuttosto difficile da analizzare a posteriori. Molto meglio eseguire &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; specificando esplicitamente i parametri da utilizzare per i test. In questo caso &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; salva i risultati dei test su un file in &lt;a href=&#34;https://www.cloudbees.com/blog/yaml-tutorial-everything-you-need-get-started&#34;&gt;formato &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;&lt;/a&gt; e non più su cpubenchmark.net, una cosa che apre la strada all&amp;rsquo;automazione di tutta la procedura, ad esempio attraverso uno script in &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Io ho preferito fare tutto a mano perché il numero di test da eseguire non era così grande da non poter essere concluso in un paio di giorni sfruttando i momenti liberi delle varie macchine, ma se dovessi analizzare un gran numero di computer &lt;a href=&#34;https://xkcd.com/1319/&#34;&gt;avrebbe senso investire un po&amp;rsquo; di tempo&lt;/a&gt; nel preparare uno script come si deve.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-sono-stati-eseguiti-i-test&#34;&gt;Come sono stati eseguiti i test&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho iniziato i test sul MacBook Air M1 utilizzando macOS Big Sur 10.6, ma poi ho ripetuto le misure anche con gli aggiornamenti successivi 10.6.1 e 10.6.2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, ho misurato anche le prestazioni dell&amp;rsquo;altro Air di casa, un modello del 2015 con processore i5 su cui è installato macOS Mojave 10.14.6, nonché quelle di due altri Mac su cui girano versioni compatibili di macOS, un vecchio ma sempre pimpante MacBook Pro i7 del 2011 &lt;em&gt;customizzato&lt;/em&gt;, su cui gira Big Sur 11.6.2 e un iMac i5 del 2013 con Mojave 10.14.6. Purtroppo il mio Mac principale usa (ancora per poco, spero) High Sierra e quindi non ho potuto includerlo in queste prove.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda PerformanceTest, tutti i test sono stati eseguiti con la versione v10.2 Build 1000 del 21 Dicembre 2021, che è ancora l&amp;rsquo;ultima &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; disponibile. Tutte le prove riportate qui sono state eseguite con questi parametri&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ ./pt_mac -p 1 -i 5 -d 3 -r 3&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;dove &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; indica il numero di processi da eseguire in parallelo, &lt;code&gt;-i&lt;/code&gt; il numero di ripetizioni di ciascun test, &lt;code&gt;-d&lt;/code&gt; la durata dei test e infine &lt;code&gt;-r&lt;/code&gt; determina se eseguire tutti i test o solo quelli relativi alla CPU o alla memoria (maggiori dettagli sul significato di ciascuno switch si &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;possono trovare qui&lt;/a&gt;). In questo caso specifico, il numero di processi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; è stato variato fra 1 e 32, raddoppiando ogni volta il numero precedente (quindi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; può essere uguale a 1, 2, 4, 8, 16, 32), mentre per semplicità tutti gli altri parametri sono stati mantenuti invariati. Ciò significa che ogni test è stato ripetuto per 5 volte (&lt;code&gt;-i 5&lt;/code&gt;), eseguendo sempre dei test di tipo &lt;code&gt;Long&lt;/code&gt; (&lt;code&gt;-d 3&lt;/code&gt;) e analizzando sia la CPU che la memoria (&lt;code&gt;-r 3&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa configurazione un ciclo completo di test richiede almeno mezz&amp;rsquo;ora, inutile aspettare davanti al Terminale, meglio andare a prendere un caffè molto lungo o a fare una passeggiata. Perché mentre eseguiamo i test non possiamo assolutamente usare il Mac, anzi prima di lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; sarebbe preferibile chiudere tutte le applicazioni in esecuzione, o almeno quelle che non sono indispensabili.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante i test la temperatura del processore M1 del MacBook Air, misurata tramite &lt;a href=&#34;https://github.com/macmade/Hot&#34;&gt;Hot&lt;/a&gt;, arriva fino a 80°, a dimostrazione del fatto che PerformanceTest mette davvero alla frusta le capacità della CPU. Dato che il processore M1 del MacBook Air è raffreddato solo in modo passivo (cioè senza ventole, rumorose e soggette a guasti), è chiaro che a questa temperatura interviene un sistema di &lt;em&gt;throttling&lt;/em&gt; che diminuisce le prestazioni del processore e gli impedisce di riscaldarsi ulteriormente. Ben diversi i Mac con processori Intel: qui la temperatura della CPU può arrivare a 90-95°, ma ora le ventole si sentono, eccome se si sentono!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi tutti i test sono stati eseguiti tenendo il MacBook Air M1 sempre collegato all&amp;rsquo;alimentazione elettrica. Ho provato anche a eseguire un paio di prove con la batteria e, come vedrete fra poco, ho fatto bene, perché i risultati sono interessanti e meriterebbero un maggiore approfondimento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;risultati&#34;&gt;Risultati&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest salva sul file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; i risultati ottenuti da ciascun test, nonché due parametri riassuntivi, il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, che &lt;a href=&#34;https://forums.passmark.com/performancetest/4599-formula-cpu-mark-memory-mark-and-disk-mark&#34;&gt;combinano in un modo piuttosto contorto&lt;/a&gt; i risultati dei test della &lt;a href=&#34;https://www.cpubenchmark.net/cpu_test_info.html&#34;&gt;CPU&lt;/a&gt; e quelli relativi alla &lt;a href=&#34;https://www.memorybenchmark.net/graph_notes.html&#34;&gt;memoria&lt;/a&gt; (Figura 3). Purtroppo non è possibile mostrare una schermata con i risultati completi dei test perché alla fine dell&amp;rsquo;analisi PerformanceTest salva i risultati su file e si chiude, tornando al prompt del Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Risultati (quasi completi) dei test.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluse le prove sui quattro Mac che ho usato in questo ciclo di test mi sono ritrovato con un bel numero di file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;, uno per ogni valore di &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt;, archiviati in cartelle diverse a seconda del Mac usato. PerformanceTest non permette di scegliere il nome del file e la cartella di archiviazione, per cui bisogna rinominare e archiviare tutto a mano, un&amp;rsquo;altra delle cose che potrebbero essere facilmente automatizzate con il buon vecchio &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Ma tant&amp;rsquo;è, per questa volta fare tutto a mano non è stato troppo fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto l&amp;rsquo;idea era di aprire RStudio e cominciare ad analizzare i dati. E invece no. Per qualche motivo la &lt;a href=&#34;https://cran.r-project.org/package=yaml&#34;&gt;libreria &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; di R&lt;/a&gt; non riusciva ad aprire i file generati da PerformanceTest (inutile dire che la stessa libreria non aveva problemi con qualunque altro file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; che avessi sotto mano), per cui ho dovuto fare un passaggio intermedio con Python per convertire i file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; in &lt;code&gt;csv&lt;/code&gt;, aprendo poi questi ultimi in R. Il resto dell&amp;rsquo;analisi è filato via senza problemi. Per semplicità mi sono limitato ad analizzare solo il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, ma non è detto che prima o poi non ci sia modo di fare uno studio più completo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo con i valori del &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; ottenuti dai 4 Mac utilizzati (Figura 4).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. CPU Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, quadrati blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, rombi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, triangoli viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rispetto agli altri 3 Mac il MacBook Air M1 (identificato nel grafico dai quadrati blu) è di un altro pianeta, ma dai &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;risultati ottenuti con Geekbench&lt;/a&gt; sappiamo che anche i Mac più moderni con processore Intel non avrebbero fatto una figura migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Figura 4 mostra chiaramente come il processore M1, ad ogni raddoppio del numero di processi, riesce a raddoppiare (o quasi) il suo livello di prestazioni. Una tendenza alla saturazione del CPU Mark si osserva solo quando PerformanceTest arriva ad eseguire 8 processi in parallelo, impegnando così tutti gli 8 &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; della CPU, perché una parte delle risorse del sistema deve essere comunque riservata alla gestione del sistema operativo (ecco perché è bene tenere il Mac il più possibile &lt;em&gt;scarico&lt;/em&gt; durante questi test).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa piuttosto strana succede quando il numero di processi arriva a 16. Per quanto se ne sa, il processore M1 non supporta l&amp;rsquo;&lt;em&gt;hyper-threading&lt;/em&gt; &amp;ndash; la tecnologia di Intel che permette di simulare l&amp;rsquo;esistenza di due &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; logici per ogni &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; fisico&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; &amp;ndash; ma nonostante questo, con 16 processi in parallelo le prestazioni misurate dal CPU Mark invece di diminuire (a causa dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;overhead&lt;/em&gt;, cioè del tempo &lt;em&gt;perso&lt;/em&gt; dal sistema operativo ad alternare i due blocchi di 8 processi su una sola CPU) si mantengono di fatto identiche a quelle con soli 8 processi, ad ulteriore conferma dell&amp;rsquo;efficienza dell&amp;rsquo;M1. Che però si &lt;em&gt;arrende&lt;/em&gt; una volta arrivato a 32 processi in parallelo, ma questo potrebbe essere dovuto a qualche caratteristica dello stesso PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, ha davvero dell&amp;rsquo;incredibile osservare come, grazie al processore M1, il piccolo Air si sia trasformato dalla cenerentola di casa Apple in quanto a potenza a un computer in grado di rivaleggiare ad armi pari con modelli ben più costosi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardiamo ora i valori del &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt; (Figura 5). Qui non c&amp;rsquo;è molto da dire, il Memory Mark non cambia molto al variare del numero di processi e come sempre l&amp;rsquo;Air M1 dimostra la sua superiorità rispetto ai modelli Intel, con un indice doppio rispetto al MacBook Air i5 e migliore di quasi il 50% nei confronti degli altri due modelli esaminati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 5. Memory Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, cerchi blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, cerchi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, cerchi viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;qualche-anomalia&#34;&gt;Qualche anomalia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Air M1 presenta due risultati decisamente anomali (indicati in Figura 5 con delle etichette rosse), nei quali il Memory Mark assume valori ben al di sotto di quello che ci si potrebbe aspettare. Il valore peggiore in assoluto si ottiene utilizzando la batteria, ma un&amp;rsquo;altra prova eseguita esattamente nelle stesse condizioni ha dato un risultato normale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di primo acchito si potrebbe pensare che l&amp;rsquo;anomalia sia collegata alla versione del sistema operativo usato, perché i due valori anomali si ottengono con la versione iniziale 11.6 di macOS Big Sur (Figura 6). Ma se è plausibile che gli aggiornamenti successivi di Big Sur abbiano introdotto qualche ottimizzazione nella gestione della memoria del processore, questa ipotesi non spiega perché il Memory Mark misurato con 8 processi in parallelo sia decisamente peggiore di quello con 16 processi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 6. MacBook Air M1: dipendenza del Memory Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, come si vede in Figura 7, con il CPU Mark succede esattamente il contrario: a parità di numero di processi il CPU Mark è sempre maggiore, seppur di poco, con macOS 11.6 rispetto ai due aggiornamenti successivi del sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 7. MacBook Air M1: dipendenza del CPU Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto più plausibile, invece, è che i valori occasionalmente bassi di Memory Mark siano collegati a qualche processo spurio rimasto a girare nella memoria del MacBook Air M1. È vero che proprio con questo modello ho cercato sempre di lavorare in condizioni controllate e ripetibili, ma è anche vero che ho eseguito un numero di test decisamente maggiore che con gli altri Mac, per cui potrebbe essermi sfuggito qualcosa. Questo dettaglio meriterebbe comunque un maggiore approfondimento, anche perché è importante poter valutare in modo quantitativo i miglioramenti e le ottimizzazioni introdotte dai vari aggiornamenti del sistema operativo e quanto questi si traducano in una maggiore efficienza del codice eseguito sulla macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;ultima puntata&lt;/a&gt; di questa serie, qualche impressione personale su Big Sur in relazione al MacBook Air M1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nelle versioni precedenti di PerformanceTest il programma veniva decompresso nella stessa cartella contenente il file &lt;code&gt;.zip&lt;/code&gt;. Chi usa la versione v10.1 del programma (o versioni precedenti) dovrà modificare di conseguenza il percorso indicato nell&amp;rsquo;articolo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere di averlo fatto con  MacBook Air M1 ma non con i Mac meno potenti, su cui girano delle applicazioni che sarebbe molto seccante dover interrompere. In ogni caso, le differenze sono così eclatanti che chiudere queste applicazioni non avrebbe cambiato granché i risultati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche i processori AMD supportano una tecnologia analoga. Del resto l&amp;rsquo;hyper-threading è solo il nome commerciale adottato da Intel per la tecnologia di &lt;em&gt;simultaneous multithreading&lt;/em&gt; (SMT) sviluppata da Sun Microsystems già negli anni &amp;lsquo;90.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5</title>
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      <pubDate>Sun, 20 Feb 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Lo so, sono passati dei mesi senza che riuscissi a scrivere nulla sulle prestazioni velocistiche del MacBook Air M1. Purtroppo una serie di circostanze professionali e familiari hanno preso il sopravvento e mi hanno obbligato a trascurare il blog per tutto questo tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma le promesse si mantengono, e quindi eccomi qui ad analizzare le prestazioni del portatile più piccolo ed economico di casa Apple. Data la lunghezza, ho preferito dividere l&amp;rsquo;articolo in due parti: in questa prima parte presenterò i risultati ottenuti con &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, mentre nella seconda parte utilizzerò un &lt;em&gt;tool&lt;/em&gt; meno noto ma molto interessante, &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt; per Mac. In entrambi i casi, dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1 i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;geekbench-5&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il MacBook Air è considerato da sempre il classico notebook per chi ha poche pretese: sottile e leggero (indimenticabile la scenetta di &lt;a href=&#34;https://youtu.be/OIV6peKMj9M?t=187&#34;&gt;Steve Jobs che lo tira fuori da una busta&lt;/a&gt;) ma anche poco prestante, una macchina perfetta per chi è sempre in giro, ma inadeguata per usi che vadano oltre le classiche applicazioni da ufficio, la gestione della posta elettronica o la navigazione sul web. La mia esperienza con il modello del 2015 che ho ancora a casa è perfettamente in linea con queste considerazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si inizia ad usare l&amp;rsquo;Air M1, invece, questo scenario cambia completamente. Grazie ai benefici del processore &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT211814&#34;&gt;Apple Silicon M1&lt;/a&gt;, il notebook più economico della gamma Apple combatte ormai ad armi pari sul piano della pura potenza di calcolo con il più costoso &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/macbook-pro-13/&#34;&gt;MacBook Pro M1&lt;/a&gt; con schermo da 13&amp;quot; (ma il MacBook Pro M1 può lavorare a piena potenza per un tempo maggiore) nonché, in parte, anche con i potenti MacBook Pro M1 Pro e Max introdotti qualche mese fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che il modesto Air batte alla grande anche gli ultimi &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro con CPU Intel&lt;/a&gt; in vendita fino a pochi mesi fa (sì, anche i modelli da 16&amp;quot;!), che costavano almeno il doppio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo dico io, lo dicono i test di velocità di &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ultima versione del più famoso strumento di analisi delle prestazioni dei processori, in grado di analizzare sia i processori x86 &amp;ldquo;tradizionali&amp;rdquo; prodotti da Intel e AMD che i processori basati su architettura ARM, come gli Apple M1 originali e i nuovissimi M1 Pro e Max.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench5.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Schermata principale di Geekbench 5.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Geekbench 5 permette agli utenti registrati di caricare automaticamente i punteggi ottenuti dai loro Mac sulla piattaforma web del prodotto. Grazie alla condivisione dei risultati, gli sviluppatori di &lt;a href=&#34;https://www.primatelabs.com/&#34;&gt;Primate Labs&lt;/a&gt; dispongono ormai di un enorme database di dati che, per i soli computer Apple, arriva a modelli risalenti almeno fino al 2008 (i modelli precedenti non sono probabilmente compatibili con Geekbench 5).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La pagina &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/a&gt; aggrega questi dati, mostrando per ciascun modello di Mac la media dei valori misurati per il &lt;em&gt;Single Core Score&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;Multi-Core Score&lt;/em&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Il primo punteggio misura sostanzialmente la velocità del processore con le normali applicazioni di uso giornaliero, che in genere usano un solo &lt;a href=&#34;https://www.informaticappunti.it/cosa-sono-core-cpu/&#34;&gt;core del processore&lt;/a&gt; alla volta, mentre il Multi-Core Score è utile per valutare la velocità del processore con le applicazioni di tipo professionale, che tendono a sfruttare il più possibile il parallelismo offerto dai processori multi-core moderni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scaricare i dati &lt;em&gt;grezzi&lt;/em&gt; mostrati in Mac Benchmarks è piuttosto facile, basta lanciare il Terminale ed eseguire il comando (come al solito il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/01/30/script-per-tutti-i-giorni-ricapitoliamo/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ wget https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks.json&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;che ci restituirà il file &lt;code&gt;mac-benchmarks.json&lt;/code&gt;, che potremo analizzare con R, Python, Julia o con qualunque altro strumento di analisi dei dati che siamo abituati ad usare (ma sì dai, perfino con Excel). Ma non temete, l&amp;rsquo;analisi ho già fatta io (con R), riassumendo i risultati principali nei due grafici seguenti e nella tabella alla fine dell&amp;rsquo;articolo.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;single-core-score&#34;&gt;Single Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo dal primo grafico, che mostra il Single Core Score di tutti i modelli di Mac prodotti a partire dal 2018. Le prestazioni sono normalizzate rispetto a quelle di un Mac con processore &lt;a href=&#34;https://ark.intel.com/content/www/it/it/ark/products/126688/intel-core-i38100-processor-6m-cache-3-60-ghz.html&#34;&gt;Intel Core i3-8100&lt;/a&gt; del 2017, fissate convenzionalmente a 1000.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; A questi dati ho aggiunto le misure effettuate su un paio di miei Mac, scelti volutamente fra quelli più vecchi a mia disposizione, dei modelli del 2012 e del 2013 che possiamo ormai considerare obsoleti. I dati di Geekbench sono rappresentati con dei cerchi colorati, di colore diverso per ogni anno considerato, mentre le mie misure sono rappresentate con dei quadrati, anch&amp;rsquo;essi colorati in base all&amp;rsquo;anno del modello. L&amp;rsquo;asse orizzontale mostra un numero, che ho chiamato &lt;em&gt;Test ID&lt;/em&gt;, che identifica in modo univoco ciascun dato del grafico. A cosa serve? È un (banale) trucco per &lt;em&gt;stendere&lt;/em&gt; i dati lungo l&amp;rsquo;asse orizzontale, in modo da poterli mostrare in una specie di successione temporale. Se non avessi fatto così, tutti i dati relativi ai modelli dello stesso anno sarebbero finiti nella stessa posizione orizzontale, rendendo più difficile analizzare i risultati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-singlecore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Geekbench 5: single core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-singlecore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il grafico ci dice alcune cose interessanti. Prima di tutto che la maggior parte dei Mac prodotti nel periodo 2018-2021 hanno un processore Intel, il che è pacifico visto i nuovi Mac con processore M1 sono stati presentati solo alla fine del 2020. Il 2019 (rappresentato dai cerchi verde smeraldo) è stato chiaramente un anno particolarmente fecondo di nuovi modelli,&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; con l&amp;rsquo;uscita di nuovi iMac e MacBook Pro e soprattutto con il ritorno del &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/06/04/wow/&#34;&gt;MacPro espandibile&lt;/a&gt;, quello che sostituiva (troppo tardi) il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;modello a cilindro del 2013&lt;/a&gt;, rivelatosi un bell’esercizio di stile ma poco adatto ai pesanti usi professionali per cui era stato ideato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la cosa più significativa è guardare all&amp;rsquo;evoluzione dello score nel tempo. Se guardiamo i cerchi colorati verdi e azzurri (cioè i dati relativi ai Mac prodotti dal 2018 al 2020), vediamo che in tre anni il Single Core Score cambia relativamente poco, oscillando grosso modo fra 800 e 1250 con una lieve tendenza all&amp;rsquo;aumento. Perfino i punteggi dei miei due vecchi Mac del 2012 e 2013 (i quadrati rosso chiaro e verde oliva) non sono troppo lontani da quelli dei modelli Intel più recenti di fascia medio-bassa. Poi nel 2020 l&amp;rsquo;introduzione dal processore Apple M1 fa fare ai Mac un balzo improvviso di ben 500 punti, il 40% in più del punteggio migliore in assoluto raggiunto con i processori Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E il bello è che questo salto vale per tutti i Mac di nuova produzione: dal punto di vista del Single Core Score un modello vale l&amp;rsquo;altro, e quindi possiamo davvero pensare di usare un  Mac Mini o un MacBook Air per i normali compiti da &lt;em&gt;ufficio&lt;/em&gt; (detto per semplificare, in realtà per tutte le applicazioni di uso normale) senza sentirci penalizzati, riservando l&amp;rsquo;acquisto dei modelli superiori e ben più costosi ai casi in cui sia davvero necessario usare applicazioni avide di potenza di calcolo e capaci di sfruttarla al meglio (penso naturalmente ai prodotti per creativi come Photoshop e compagnia bella, a Final Cut Pro, a Logic Pro, ma anche all&amp;rsquo;infinito campo del software tecnico-scientifico professionale).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;multi-core-score&#34;&gt;Multi-Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto appena detto è confermato dal grafico del Multi-Core Score, nel quale si vede chiaramente che i nuovissimi processori Apple M1 Pro e Max per i &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;portatili Apple di gamma alta&lt;/a&gt; da 3-4.000 euro sono meno performanti solo degli Xeon da 16, 24 o 28 Core montati sui &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/mac-pro/tower&#34;&gt;Mac Pro top di gamma&lt;/a&gt;, dei bestioni da scrivania che partono da 9.000-15.000 euro ma che possono facilmente arrivare a costare varie decine di migliaia di euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-multicore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Geekbench 5: multi-core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-multicore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda il processore M1 &lt;em&gt;liscio&lt;/em&gt;, come quello montato sul MacBook Air, qui la lotta è più serrata, ma comunque i risultati ci dicono che, a livello di prestazioni pure, il piccolo Air M1 combatte ad armi pari con i modelli più potenti di iMac Intel e persino con il Mac Pro &lt;em&gt;entry level&lt;/em&gt; (che corrispondono ai quattro cerchi verde smeraldo o azzurro identificati con il nome del processore che hanno un Multi-Core Score compreso fra 7.500 e 10.000). Ditemi voi se è poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi vuole maggiori dettagli, ecco una tabella riassuntiva che riporta i 25 modelli di Mac con il valore più alto di Single-Core Score (la tabella completa, che in questo momento contiene 292 modelli diversi, può essere &lt;a href=&#34;https://github.com/sabinomaggi/melabit/tree/main/macbook-air-m1-benchmarks&#34;&gt;scaricata da qui&lt;/a&gt; in formato &lt;code&gt;.csv&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ai primi 12 posti della tabella ci sono solo Mac con processore M1, e fra questi c&amp;rsquo;è anche il MacBook Air M1 (evidenziato in grassetto), piazzato molto onorevolmente a metà graduatoria (ma va detto che le differenze del Single Core Score fra i vari modelli sono davvero minime). Per trovare il primo Mac con processore Intel (identificato nella colonna Architettura con la dizione &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt;) bisogna scendere fino al 13-14 posto, dove troviamo l&amp;rsquo;ultimo iMac da 27&amp;quot; con processore i7 o i9, che ha uno score di ben 500 punti inferiore a quello del primo Mac della lista. Ogni ulteriore commento è inutile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;ID&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Modello&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Processore&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Architettura&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Single Core&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Multicore&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;282&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12247&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;285&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12186&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;281&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1739&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12103&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;284&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1736&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11944&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;283&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1732&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;9513&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;277&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;MacBook Air (Late 2020)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;Apple M1 3196 MHz (8 cores)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;aarch64&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;1730&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;7691&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;280&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (24-inch Mid 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1717&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7473&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;279&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (24-inch Mid 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1714&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7453&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;273&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac mini (Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1712&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7425&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;272&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1706&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7391&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;271&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Air (Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1705&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7411&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;267&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-10700K @ 3.8 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1251&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;8132&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;268&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i9-10910 @ 3.6 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;9031&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;238&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i9-9900K @ 3.6 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1233&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;8226&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;266&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-1068NG7 @ 2.3 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1229&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;4483&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;269&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-10600 @ 3.3 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1180&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6117&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;260&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3275M @ 2.5 GHz (28 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1152&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;19957&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;265&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-1038NG7 @ 2.0 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1137&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;4211&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;259&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3265M @ 2.7 GHz (24 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1136&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;18120&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;239&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-9600K @ 3.7 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1131&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5457&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;262&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Air (Early 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-1060NG7 @ 1.2 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;3018&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;270&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-10500 @ 3.1 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5871&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;258&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3245 @ 3.2 GHz (16 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1119&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;14611&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;257&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3235 @ 3.3 GHz (12 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1114&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11889&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (21.5-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-8700 @ 3.2 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1111&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6026&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tabella 1. Elenco dei 25 modelli di Mac con il valore più altro di Single-Core Score. Nella colonna Architettura, &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt; indica i processori Intel, mentre &lt;code&gt;aarch64&lt;/code&gt; individua i processori Apple M1.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1, i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti. I benchmark parlano chiaro e ancora più chiara è l&amp;rsquo;esperienza reale d&amp;rsquo;uso di questo piccolo portatile (ma per quella dovrete aspettare ancora un po&amp;rsquo;). Se poi guardiamo il rapporto prestazioni/prezzo, credo che in questo momento non ci sia niente di meglio in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico vero difetto (se così possiamo dire) dell&amp;rsquo;Air M1 è lo schermo piccolo, che d&amp;rsquo;altra parte ne favorisce la portabilità. Difetto facilmente superabile collegando il portatile ad un monitor esterno, e magari anche ad una tastiera e ad un mouse wireless, ottenendo così un sistema potente ma economico, sul quale è un piacere lavorare alla scrivania ma che all&amp;rsquo;occasione può essere portato in giro senza nemmeno accorgersi che è nella borsa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt; i risultati dei benchmark eseguiti con PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi valori medi, come posso testimoniare io stesso, sono ben rappresentativi dei risultati reali ottenuti nelle singole prove, nel senso che ripetendo più volte i test nelle condizioni corrette si ottengono sempre risultati molto omogenei fra loro, senza scostamenti importanti fra una prova e l&amp;rsquo;altra.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché i dati sono la media delle misure caricate di continuo dagli utenti Mac sul sito di Geekbench potrebbero variare nel tempo e differire leggermente da quelli riportati qui, che sono stati scaricati il 24 gennaio 2021.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un punteggio (&lt;em&gt;score&lt;/em&gt;) di 2000 significa quindi che il processore in esame ha una prestazioni doppie dell&amp;rsquo;i3-8100.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo che i modelli di Mac vengono differenziati sia in base al processore che alle dimensioni dello schermo integrato (per i modelli che ce l&amp;rsquo;hanno).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prime impressioni e reinstallazione di macOS Big Sur</title>
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      <pubDate>Fri, 29 Oct 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/antonio-scalogna-BuI0TNZ3VTk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@antonioas&#34;&gt;Antonio Scalogna&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché una non-recensione? Perché il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/macbook-air/&#34;&gt;MacBook Air M1&lt;/a&gt; è uscito già da un anno e nel frattempo sono state pubblicate dozzine di recensioni più o meno complete e più o meno interessanti (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/234819/macbook-air-m1-review-an-absolutely-stunning-debut-for-apple-silicon-in-a-mac.html&#34;&gt;questa&lt;/a&gt; su Macworld, &lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/21569603/apple-macbook-air-m1-review-price-specs-features-arm-silicon&#34;&gt;questa&lt;/a&gt; su The Verge oppure &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/blog/68112-m1-macbook-air-benchmarks-and-review/&#34;&gt;quest&amp;rsquo;altra&lt;/a&gt; su Rocket Yard), e non ha senso ripetere per l&amp;rsquo;ennesima volta le stesse considerazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei prossimi articoli terrò quindi una specie di diario di appunti delle mie prime settimane alle prese con l&amp;rsquo;Air M1 e macOS Big Sur, cercando di affrontare alcuni aspetti meno battuti di questa macchina sorprendente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;apertura-e-prime-impressioni&#34;&gt;Apertura e prime impressioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so voi, ma per me l&amp;rsquo;apertura di una nuova scatola targata Apple è sempre una esperienza di per sé, e ogni volta mi stupisco per il livello di ingegnerizzazione e di attenzione ai dettagli più minuti raggiunto da questa azienda. Non che i concorrenti non cerchino di starle dietro, anzi: Apple ha tolto per prima il polistirolo dalle sue scatole e dopo un paio di anni l&amp;rsquo;hanno seguita tutti a ruota. Lo stesso è successo con le linguette che permettono di rimuovere con facilità la plastica protettiva. E potrei andare avanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;imitazione però non è mai la stessa cosa: mesi fa ho dovuto combattere per aprire una piccola scatola composta da due parallelepipedi incastrati uno nell&amp;rsquo;altro, non c&amp;rsquo;era nessun modo di fare pressione per separarli. La scatola dell&amp;rsquo;iPhone è praticamente uguale, ma si apre con il tocco di un dito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo all&amp;rsquo;Air. L&amp;rsquo;ho preso da Amazon ed è arrivato nella solita scatola sorridente, ben riempita di carta da imballo. Dentro questa c&amp;rsquo;era una seconda scatola marrone più piccola, contenente a sua volta l&amp;rsquo;inconfondibile parallelepipedo bianco targato Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante l&amp;rsquo;aspetto dimesso, anche la seconda scatola è &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=ffaSY0Hy55o&#34;&gt;prodotta da Apple&lt;/a&gt; (la linguetta che facilita l&amp;rsquo;apertura dello scotch è inconfondibile), ed è anch&amp;rsquo;essa un discreto pezzo di ingegneria, sia per l&amp;rsquo;ottima protezione che fornisce all&amp;rsquo;Air durante la spedizione, che per le alette di cartone le quali, una volta allargate, fanno fuoriuscire leggermente la scatola bianca dell&amp;rsquo;Air. Sembra una cosa da niente, ma è l&amp;rsquo;ennesimo esempio della maestria di Apple anche in questi dettagli apparentemente secondari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/IMG-0826.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta aperta la scatola bianca interna, il piccolo Air appare in tutto il suo splendore tecnologico grigio siderale, un colore più moderno del solito argento dei miei altri MacBook. I gusti sono gusti, ma questo mi sembra davvero azzeccato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettere in funzione il computer è questione di pochi minuti, basta togliere i vari involucri di plastica, collegare il caricabatterie, aprire lo schermo e si parte. In realtà il caricabatterie non era necessario, l&amp;rsquo;Air è arrivato già carico all&#39;80% e con le batterie moderne il vecchio rito di caricare un nuovo dispositivo fino al 100% prima di usarlo per la prima volta non è più necessario.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche la configurazione iniziale del sistema è velocissima, è vero che ho una certa pratica e so a memoria cosa devo attivare e cosa no, ma è altrettanto vero che le informazioni da inserire sono ormai minime, perfino la lingua e il fuso orario sono configurati automaticamente grazie ai servizi di localizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta entrati finalmente in Big Sur la prima cosa che colpisce è lo schermo Retina, e non poteva essere diversamente. Il normale schermo del MacBook Air Intel inizio 2015 da 1440ｘ900 pixel non mi dispiaceva affatto, con i suoi 13.3 pollici era un po&amp;rsquo; troppo piccolo per le mie abitudini ma comunque era piuttosto chiaro e ben definito. Ma lo schermo di questo nuovo Air M1 è un vero spettacolo, una risoluzione nativa di 2560 x 1600 pixel (4 volte quella del vecchio Air ed equivalenti a 227 pixel per pollice) ancora pochissimi anni fa sarebbe stata impensabile in un portatilino da poco più di 1.000 euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cosa-non-fare&#34;&gt;Cosa non fare&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni volta che ho per le mani un nuovo Mac non mi accontento di configurare il sistema ma devo sempre reinstallare da zero il sistema operativo. Mi rendo conto che può sembrare una fissazione, ma reinstallare il sistema operativo mi serve non solo per osservare di persona il processo di installazione delle varie versioni di macOS,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma anche per fare una prima valutazione della velocità della macchina, ed in particolare della sua memoria di massa, SSD oggi o disco rigido meccanico fino a qualche anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se volete un consiglio, con Big Sur non provate anche voi a reinstallare da zero il sistema operativo (a meno che non siate obbligati a farlo), perché è facile sbagliare e ritrovarsi con un sistema non funzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quando il sistema operativo non viene più distribuito su un supporto fisico, per reinstallare macOS bisogna riavviare il Mac e accedere alle utility di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/mac&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;. Sui Mac con processore Intel la procedura &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;è ben nota&lt;/a&gt;: per reinstallare la versione di macOS installata in precedenza su quel Mac bisogna premere COMMAND (⌘) ed R all&amp;rsquo;avvio (mentre &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;altre combinazioni di tasti&lt;/a&gt; permettono di installare l’ultima versione di macOS compatibile con il Mac in uso, oppure quella fornita originariamente con il sistema).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui Mac con processore M1 la procedura di accesso a macOS Recovery è stata ulteriormente semplificata, si deve spegnere il Mac e riaccenderlo continuando a premere il tasto di accensione finche non compare la scritta &amp;ldquo;Carico opzioni di avvio&amp;hellip;&amp;rdquo;. Dopo qualche secondo comparirà una nuova finestra, dove bisogna selezionare il pulsante &lt;code&gt;Opzioni&lt;/code&gt; e fare click su &lt;code&gt;Continua&lt;/code&gt; (Figura 1), aprendo così la finestra principale di macOS Recovery con l&amp;rsquo;elenco delle utility disponibili (Figura 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/macos-big-sur-as-recovery-options.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Foto tratta dal sito di supporto di Apple, documento &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT211983&#34;&gt;HT211983&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/macos-big-sur-recovery-utilities.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Foto tratta dal sito di supporto di Apple, documento &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212541&#34;&gt;HT212541&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta arrivato a questo punto, in genere uso Utility Disco per formattare il disco di avvio, dandogli un nome più significativo del solito &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt; di default, e poi eseguo l&amp;rsquo;installatore di macOS. Ed è proprio quello che ho fatto anche questa volta. Ma non ho tenuto conto che, quando il disco è formattato in APFS, il &lt;code&gt;Volume&lt;/code&gt; su cui è preinstallato il sistema operativo non coincide necessariamente con l&amp;rsquo;intero disco rigido (non chiedetemi di spiegarlo meglio perché non ho ancora capito bene come funziona APFS). Il risultato finale è che, una volta uscito da Utility Disco e fatto partire il programma di installazione di Big Sur, mi sono ritrovato davanti un messaggio di errore che mi informava che non c&amp;rsquo;era &amp;ldquo;Nessun utente disponibile per l&amp;rsquo;autorizzazione&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun utente???&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La temperatura esterna era ancora tiepida, ma ho sentito lo stesso i brividi correre dietro la schiena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi casi &amp;ndash; lo dico sempre ma è facile dimenticarsene &amp;ndash; non bisogna mai farsi prendere dal panico, spegnere di brutto il computer o cliccare all&amp;rsquo;impazzata senza sapere bene cosa si sta facendo. La cosa più sensata da fare, invece, è prendersi una pausa, calmare l&amp;rsquo;ansia bevendo un tè o magari una camomilla, e poi andare a fare un giro su Google in cerca di informazioni affidabili. Per fortuna non sono l&amp;rsquo;unico ad aver fatto questa sciocchezza ed Apple ne è ben consapevole, per cui ho trovato subito un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212541&#34;&gt;ottimo articolo sul supporto Apple&lt;/a&gt; che spiega in dettaglio il significato dell&amp;rsquo;errore e cosa fare per correggerlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta letto l&amp;rsquo;articolo, è stato un attimo tornare in Utility Disco, cliccare sul menu &lt;code&gt;Vista&lt;/code&gt; e attivare la voce &lt;code&gt;Mostra tutti i dispositivi&lt;/code&gt;, in modo da riuscire a selezionare e ad inizializzare la radice del disco (quella denominata &lt;code&gt;APPLE SSD&lt;/code&gt; seguita da un serie di numeri e lettere), cancellando così ogni minima traccia di macOS dall&amp;rsquo;SSD dell&amp;rsquo;Air.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su un Mac con processore M1, questa procedura comporta il riavvio automatico del computer che, dopo essere stato riattivato tramite Internet, torna di nuovo in &lt;code&gt;macOS Recovery&lt;/code&gt; utilizzando di default la lingua inglese. Una volta scelta la lingua preferita dal menu &lt;code&gt;File&lt;/code&gt;, si può finalmente reinstallare il sistema operativo senza altri problemi. Per maggiori dettagli si può far riferimento al &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212030&#34;&gt;documento HT212030&lt;/a&gt; sul sito di supporto Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con un Mac con processore Intel, la procedura non comporta il riavvio automatico del sistema, ma per il resto è identica alla precedente ed è descritta molto bene nel &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT208496&#34;&gt;documento di supporto HT208496&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;reinstallazione-di-big-sur&#34;&gt;Reinstallazione di Big Sur&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E dopo questa &lt;strong&gt;lunga descrizione di cosa non fare&lt;/strong&gt;, veniamo finalmente all&amp;rsquo;installazione di macOS Big Sur sul MacBook Air. Il processo di installazione in sé è senza storia, ormai basta cliccare due o tre volte sul tasto Continua e il sistema fa tutto da solo. L&amp;rsquo;unico aspetto su cui bisogna fare un minimo di attenzione è la scelta del disco su cui installare macOS, ma l&amp;rsquo;Air ha solo un SSD interno per cui non si può sbagliare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che invece è molto interessante è il &lt;strong&gt;tempo di installazione&lt;/strong&gt;. L&amp;rsquo;installatore di Big Sur è molto grosso ed occupa ben 12.5 GB, il 50% in più di Catalina (8.3 GB) e il doppio di Mojave (6 GB), ma nonostante ciò l&amp;rsquo;installazione sull&amp;rsquo;Air dura appena 20 minuti, il tempo di preparare un caffè con la moka e di leggere le nuove email.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Da anni non annoto più i tempi di installazione di macOS sui Mac che mi passano per le mani, ma 20 minuti per una installazione completa (e così grossa!) sono davvero pochi, a quanto ricordo i tempi normali di installazione su disco SSD sono di almeno il doppio, ed è meglio non parlare di quanto durava un&amp;rsquo;installazione su un disco rigido meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, già il processo di installazione di Big Sur sembra indicare chiaramente quali saranno le prestazioni velocistiche di questo piccolo portatile. Ma di questo ne parliamo la &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passando da Lion a Big Sur, senza nemmeno bisogno di tornare indietro nel tempo fino a Jaguar o a Tiger, le differenze nel processo di installazione di macOS sono davvero notevoli. Peccato solo che, a partire da Yosemite, abbiano tolto il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=GjIdk7-PqJM&amp;amp;t=5s&#34;&gt;video musicale di benvenuto&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cambiano le versioni di macOS ma quello che rimane sempre costante è la scarsa accuratezza dei tempi riportati dall&amp;rsquo;installatore. Sull&amp;rsquo;Air M1, l&amp;rsquo;installer di Big Sur prevedeva inizialmente di impiegare ben 3 ore, per poi accelerare progressivamente fino al minuto finale, che in realtà è durato almeno cinque minuti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Jony Ive lascia la Apple: una tragedia o una fortuna?</title>
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      <pubDate>Wed, 10 Jul 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/34iveapple2611.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/lifestyle/london-life/how-jony-ive-saved-apple-from-bankruptcy-8964109.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jonathan &amp;ldquo;Jony&amp;rdquo; Ive dopo trent&amp;rsquo;anni abbandona la Apple per fondare una sua azienda, LoveFrom, che avrà la Apple come prima cliente. La notizia ha riempito per giorni le gazzette tecnologiche (e non) di tutto il mondo (come si può leggere ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.theguardian.com/technology/2019/jun/27/jony-ive-apple-designer-leaves-imac-iphone&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/3405530/apple-design-guru-jony-ive-to-leave-apple.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.domusweb.it/en/design/2019/07/03/the-uniqueness-of-jonathan-ive.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;) e &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/jony-ives-fragmented-legacy-unreliable-unrepairable-beautiful-gadgets&#34;&gt;quasi tutti&lt;/a&gt; i commentatori, una volta superata la sorpresa dell&amp;rsquo;annuncio, si sono augurati che la collaborazione fra il cavaliere inglese&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e la casa madre californiana potesse continuare esattamente come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So di dire una cosa impopolare, ma secondo me sarebbe un male. Jony Ive stava esagerando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è (è stato?) un grande &lt;em&gt;designer&lt;/em&gt; e nel corso della sua lunga carriera ha fatto cose egregie &amp;ndash; penso ai vari iMac, dal G3 della rinascita al G4 a &lt;em&gt;lampada&lt;/em&gt; al G5 tutto-in-uno, penso all&amp;rsquo;iPod, all&amp;rsquo;iPhone, ad iOS 7 &amp;ndash; ma come tutte le archi-star a un certo punto si è fatto prendere la mano adottando un&amp;rsquo;estetica anoressica che anteponeva il design alla funzionalità. Tutto troppo sottile e minimalista, accessibilità e riparabilità zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sono venuti il MacBook Pro ipersottile, esteticamente perfetto ma tecnicamente incomprensibile, il portatile che obbliga a portarsi dietro una &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/02/17/adattatori-per-il-macbook-pro/&#34;&gt;pletora di accessori&lt;/a&gt; anche solo per poter &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;collegare una volgare chiavetta USB&lt;/a&gt;. O l&amp;rsquo;orrida tastiera a &amp;ldquo;farfalla&amp;rdquo;, i cui tasti hanno la corsa di un pezzo di vetro e vengono mandati in crisi da un granello di polvere, costringendo a &lt;a href=&#34;https://theoutline.com/post/2402/the-new-macbook-keyboard-is-ruining-my-life&#34;&gt;cambiare tutta la parte superiore del portatile&lt;/a&gt; (e a volte anche l&amp;rsquo;intero computer!) per un solo tasto malfunzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure gli AirPods che quando si esaurisce la batteria, due anni ad essere fortunati, &lt;a href=&#34;https://www.vice.com/en_us/article/neaz3d/airpods-are-a-tragedy&#34;&gt;vanno buttati via&lt;/a&gt; perché nessuno, nemmeno Apple, può sostituirla senza distruggerli. O gli iMac, i Mac Mini e gli Air con la &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/06/18/imac-memory-not-upgradable/&#34;&gt;RAM saldata e non aggiornabile&lt;/a&gt;, quello che scegli al momento dell&amp;rsquo;acquisto te lo tieni per sempre.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma possiamo dimenticare il fiasco più clamoroso di tutti, il Mac Pro buono da tempo solo come (costosissimo) cestino dei rifiuti? Il computer professionale tanto minimale che per essere usato &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; ha bisogno di un sacco di &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/&#34;&gt;accessori esterni&lt;/a&gt;, tutti collegati precariamente via cavo. Il computer professionale ma &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;non aggiornabile&lt;/a&gt; (infatti è ancora fermo al 2013), un vero controsenso per chi vorrebbe preservare nel tempo il pesante investimento economico richiesto. Il computer professionale che scalda, &lt;a href=&#34;https://www.digitalstudiome.com/article-9069-apple-mac-pro-users-feel-the-heat&#34;&gt;scalda dannatamente troppo&lt;/a&gt; per essere adatto ai compiti pesanti a cui dovrebbe essere destinato. Colpa degli ingegneri che non sanno fare i calcoli termici o del designer per il quale la funzione &lt;em&gt;reale&lt;/em&gt; del computer che progetta conta poco o niente?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà solo un caso che nel Mac Mini ultima versione Apple offra di nuovo la possibilità di aggiornare facilmente al RAM? O che il nuovo Mac Pro sia tornato al design precedente, un grosso case metallico e bucherellato per dissipare meglio il calore, apribile con facilità e con tanto spazio per aggiungere dischi, RAM e schede di interfaccia? O che la tastiera dei prossimi MacBook Pro sarà modificata per l&amp;rsquo;ennesima volta in tre anni?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse Tim Cook e il consiglio di amministrazione della Apple hanno concluso che Jony Ive aveva tirato troppo la corda ed hanno deciso di farlo finalmente fuori, altro che separazione consensuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era ora. Noi utenti Apple ci meritiamo di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/jonyive2706-0.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Source: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/news/world/iphone-designer-sir-jony-ive-to-leave-apple-after-30-years-a4177756.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è stato nominato &lt;em&gt;Sir&lt;/em&gt; nel 2012.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero assurdo tecnico: la quantità di RAM necessaria a far funzionare al meglio un computer aumenta nel tempo con l&amp;rsquo;evoluzione del sistema operativo e delle applicazioni. Aggiornare la RAM è una delle operazioni più efficaci per allungare, e di molto, la vita di un qualunque computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? I professionisti del Mac</title>
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      <pubDate>Wed, 16 Nov 2016 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;presentazione dei nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; ha suscitato opinioni fortemente contrastanti. &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;Tanti utenti professionali&lt;/a&gt; (e io fra questi) sono rimasti fortemente delusi dalle caratteristiche delle nuove macchine, altri professionisti la pensano in modo diametralmente opposto e sono tanto soddisfatti dalle caratteristiche dei nuovi MacBook Pro da &lt;a href=&#34;http://www.ibtimes.co.uk/new-macbook-pro-has-already-outsold-all-other-laptops-just-five-days-after-launch-1590928&#34;&gt;precipitarsi a comprarlo&lt;/a&gt;. Per farsi un&amp;rsquo;idea delle diverse opinioni basta leggere gli ultimi post su &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org&#34;&gt;Quickloox&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ottimo blog gestito dal mio amico &lt;a href=&#34;https://twitter.com/loox&#34;&gt;Lucio &amp;ldquo;Lux&amp;rdquo; Bragagnolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo contrasto deriva da un una concezione profondamente diversa di chi sono i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; che usano il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In linea generale, i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; sono coloro che usano il Mac prevalentemente per motivi di lavoro, per ricavare una qualche forma di profitto per se stessi o per l&amp;rsquo;azienda per cui lavorano, in contrapposizione con gli utenti &lt;em&gt;generici&lt;/em&gt; (o &lt;em&gt;casalinghi&lt;/em&gt; o, come mi sfugge spesso, utenti &lt;em&gt;normali&lt;/em&gt;) per i quali il Mac è più che altro uno strumento di informazione, comunicazione o gioco, ma non di guadagno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi ultimi possono essere interessati alla potenza di calcolo del computer, in particolare se lo usano per giocare, ma contano molto meno su fattori come la stabilità e l&amp;rsquo;affidabilità del sistema: non poter usare il computer per qualche giorno può essere una seccatura, ma non molto di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I professionisti, invece, hanno bisogno di un computer non necessariamente potente, ma stabile e affidabile, perché ogni giorno di inattività si traduce in un guadagno mancato. E non guasta di certo che il sistema sia anche facile da usare, bello da vedere ed eventualmente comodo da trasportare, con una batteria che duri il più a lungo possibile. Tutte caratteristiche soddisfatte in pieno dai nuovi MacBook Pro e, in generale, da tutti i Mac attuali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scrittori e giornalisti, professori, tanti &lt;a href=&#34;https://marchdotnet.wordpress.com/&#34;&gt;architetti&lt;/a&gt; e ingegneri, &lt;a href=&#34;https://www.avvocati-e-mac.it/&#34;&gt;avvocati&lt;/a&gt; e commercialisti, medici, piccoli imprenditori, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/09/28/ma-e-vero-che-i-prodotti-apple-costano-troppo/&#34;&gt;artigiani &lt;em&gt;creativi&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e chissà quanti altri che non mi vengono in mente, non hanno bisogno di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma i critici più aspri dei nuovi MacBook Pro sono un&amp;rsquo;altra categoria di professionisti, i &lt;em&gt;power user&lt;/em&gt;, coloro che usano il Mac per lo scopo originale per il quale sono stati inventati i  computer, macinare i numeri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono quelli che sviluppano le applicazioni che girano sui Mac o gli strumenti alla base dei sistemi operativi o della rete. Sono gli architetti e gli ingegneri CAD/CAM alle prese con il raytracing e il rendering 3D, sono i creativi che si occupano di musica, video o elaborazione di immagini, sono gli scienziati che sviluppano modelli numerici e simulazioni o analizzano pesanti archivi di dati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutta questa gente le prestazioni pure del computer contano più di qualunque altra considerazione: ogni megahertz di velocità del processore è importante, ogni core conta, ogni pezzettino libero della RAM deve essere usato. Tutto il resto è secondario: non possono e non vogliono barattare qualche millimetro di spessore o qualche etto di peso con una potenza minore della loro macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono loro a cui i nuovi MacBook Pro non vanno giù. Probabilmente contano poco, sono soltanto una esigua minoranza dei potenziali acquirenti delle nuove macchine, ma sono anche molto arrabbiati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Al posto del &lt;em&gt;nuovo inizio&lt;/em&gt; fatto balenare dallo slogan &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;, cosa si ritrovano? Un MacBook Pro costoso e non aggiornabile che sembra più che altro un Air travestito, con una tastiera-sottiletta e touch-bar la cui reale utilità è ancora sconosciuta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Presentando i nuovi modelli Apple ha creato troppe aspettative, finendo per partorire il classico topolino. È chiaro che a un certo punto la pazienza finisce.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Tutto qui? L&#39;hardware</title>
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      <pubDate>Thu, 03 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c7.staticflickr.com/4/3013/2851680710_5294e42fb4_b.jpg&#34; width=&#34;600&#34; alt=&#34;Processors&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico delle caratteristiche tecniche e delle specifiche hardware nude e crude. E non da oggi, ma dai lontani anni &amp;lsquo;70-&amp;lsquo;80, quando nel settore allora molto popolare dell&amp;rsquo;audio ad alta fedeltà, dei parametri tecnici significativi come la risposta in frequenza piatta fino a ben oltre l&amp;rsquo;udibile o la distorsione ai limiti delle capacità degli strumenti di misura, non si traducevano necessariamente in una migliore esperienza d&amp;rsquo;ascolto, perché quello che contava di più era l&amp;rsquo;equilibrio generale del sistema d&amp;rsquo;ascolto e l&amp;rsquo;interazione fra i suoi componenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So quindi che paragonare gigahertz per gigahertz o pixel per pixel le specifiche tecniche di due computer non ha molto senso: ciò che conta &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; è la qualità dei singoli componenti e come questi interagiscono fra loro,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; senza mai dimenticare il sistema operativo che fa funzionare e coordina il tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante ciò, la presentazione degli ultimi MacBook Pro mi ha &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;deluso parecchio&lt;/a&gt;. Vorrei approfondire qui i motivi di tale delusione, cominciando dalle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro ed in particolare dal processore installato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo molti commentatori Apple non ha inserito il nuovo processore Kaby Lake nei nuovi MacBook Pro perché Intel non riesce ancora a produrre i modelli adatti ai portatili e che questa scelta è poco rilevante perché Kaby Lake è solo &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-core-i5-7600k-kaby-lake-cpu-benchmarks/&#34;&gt;marginalmente più veloce&lt;/a&gt; del  processore Skylake di un anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni aggiungono che non sarebbe stato comunque possibile utilizzare il nuovo processore perché i MacBook Pro sono stati &lt;a href=&#34;http://gizmodo.com/why-are-apple-and-microsoft-using-such-old-processors-i-1788302547&#34;&gt;progettati ben prima della presentazione di Kaby Lake&lt;/a&gt;, tanto che anche Microsoft non li ha usati per i suoi nuovi Surface Book e Surface Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono argomenti che non mi convincono più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;tick-tock&#34;&gt;Tick-tock&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intel ha fabbricato per anni i suoi processori seguendo il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello &lt;em&gt;tick-tock&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in base al quale in un determinato un anno propone un processore fabbricato con un processo produttivo rinnovato e una architettura già matura (&lt;em&gt;tick&lt;/em&gt;), e l&amp;rsquo;anno successivo ottimizza il processo produttivo della generazione precedente e rinnova l&amp;rsquo;architettura del sistema (&lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quest&amp;rsquo;anno Intel ha introdotto una seconda fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt; di ottimizzazione, perché la  progressiva diminuzione delle dimensioni e della spaziatura degli elementi attivi &amp;ndash; i processori più recenti sono fabbricati con &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/standards-14nm-explained-video.html&#34;&gt;un processo a 14 nm&lt;/a&gt;, un numero che indica &lt;a href=&#34;http://spectrum.ieee.org/semiconductors/devices/the-status-of-moores-law-its-complicated&#34;&gt;più o meno&lt;/a&gt; la &lt;a href=&#34;http://nanoscale.blogspot.it/2015/07/what-do-ibms-7-nm-transistors-mean.html&#34;&gt;distanza minima fra i transistor MOSFET&lt;/a&gt; che costituiscono gli elementi attivi del dispositivo &amp;ndash; si sta scontrando con i &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/computing/97469-is-14nm-the-end-of-the-road-for-silicon-lithography&#34;&gt;limiti intrinseci della tecnologia&lt;/a&gt;, dettati dalle leggi fondamentali della fisica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori Kaby Lake sono il prodotto di questa ulteriore fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;, e infatti usano lo stesso &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Socket_%28elettronica%29&#34;&gt;&lt;em&gt;socket&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di Slylake, con il quale sono &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-kaby-lake-200-series-chipset-processor-platform/&#34;&gt;perfettamente compatibili&lt;/a&gt;. In pratica, si può prendere un processore Kaby Lake e sostituirlo allo Skylake equivalente, modificando solo il &lt;em&gt;firmware&lt;/em&gt; della scheda madre (il cosidetto UEFI, &lt;em&gt;Unified Extensible Firmware Interface&lt;/em&gt;), in modo che supporti le caratteristiche più avanzate del nuovo processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;problemi&#34;&gt;Problemi?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, Apple e Microsoft avrebbero potuto benissimo sviluppare i nuovi modelli usando i vecchi processori Skylake per il grosso del lavoro di progettazione e gli esemplari di preserie di Kaby Lake (disponibili in anticipo per i grossi clienti mesi prima della presentazione ufficiale) per gli affinamenti finali.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Del resto Apple ha utilizzato più volte processori appena usciti dalle fabbriche di Intel per i suoi nuovi Mac, anzi l&amp;rsquo;ha fatto proprio con il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=cp49Tmmtmf8&#34;&gt;primo Mac Intel&lt;/a&gt; del 2006, che &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/1048842/livekeynote.html&#34;&gt;montava in anteprima il nuovissimo Core Duo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto che sia Apple che Microsoft abbiano usato il processore dell&amp;rsquo;anno scorso, mi fa pensare che Intel non sia ancora riuscita ad affinare a sufficienza il processo di fabbricazione,&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e non riesca ancora a  produrre processori Kaby Lake in volumi sufficienti alle necessità dei suoi clienti. Oppure &amp;ndash; ipotesi ancora più probabile &amp;ndash; che l&amp;rsquo;annuncio di agosto sia arrivato troppo in anticipo rispetto alle reali possibilità tecnologiche dell&amp;rsquo;azienda, probabilmente per pure esigenze di marketing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altra possibilità è che i rapporti fra Apple e Intel si siano raffreddati, magari a causa della (possibile e futuribile) concorrenza con i processori di classe ARM prodotti da Apple. L&amp;rsquo;ho ipotizzato &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;io stesso&lt;/a&gt; ma ripensandoci non mi convince più di tanto, perché non spiega come mai anche Microsoft, partner storico di Intel, abbia seguito la stessa sorte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe infine la possibilità di un effetto &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;Galaxy Note 7&lt;/a&gt;, la paura di far uscire un prodotto troppo poco testato e affidabile, con conseguenze tragiche sulle finanze e sull&amp;rsquo;immagine aziendale. Ma anche questa ipotesi è poco plausibile, il ritiro del Note 7 è troppo recente da permettere sia ad Apple che a Microsoft di tornare così in fretta sui propri passi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma che colpa ha Apple di tutto questo se il problema è di Intel? In teoria Apple non ha nessuna colpa, perché ha dovuto adattarsi ai tempi di Intel. Ma in pratica ne ha parecchie: Apple non presentava nuovi modelli di MacBook Pro da circa un anno e mezzo, e questi sembrano tirati fuori al momento sbagliato, più che altro per riempire un vuoto che iniziava a diventare imbarazzante e aveva pesanti conseguenze sulle vendite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-caratteristiche-hardware&#34;&gt;Le caratteristiche hardware&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto questo ci sono altre cose da dire sulle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro sulle quali non si può transigere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se acquisto una macchina professionale come il MacBook Pro voglio che dentro ci sia il meglio di quanto è disponibile al momento: non solo un processore performante ed aggiornato, ma anche un disco a stato solido capiente e veloce, RAM più che abbondante, una scheda grafica di buona qualità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte cose che mancano nei MacBook Pro presentati la settimana scorsa, a meno di non spendere cifre da capogiro per i modelli più performanti.&#xA;Cifre con le quali si può acquistare un Mac Pro che, nonostante abbia ormai tre anni, continua di certo a lasciare nella polvere qualunque portatile, almeno dal punto di vista delle pure prestazioni velocistiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Barattare delle caratteristiche hardware di base con una Touch Bar &lt;em&gt;glamour&lt;/em&gt; o con una oretta in più di durata della batteria è incomprensibile, almeno dal mio personalissimo punto di vista. Se devo lavorare in mobilità, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Air  mi bastano e mi avanzano. Ma se devo &lt;em&gt;lavorare seriamente&lt;/em&gt; in mobilità, ho bisogno di una macchina potente e veloce, il fatto che debba collegare o no  all&amp;rsquo;alimentatore diventa quasi sempre irrilevante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è confermato dalle prime recensioni del modello base da 13 pollici e senza Touch Bar del nuovo MacBook Pro, l&amp;rsquo;unico modello già disponibile. Ho avuto solo il tempo di scorrerle velocemente, ma mi sembra di capire che  sia &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/2/13490774/apple-macbook-pro-review-2016-13-inch-laptop&#34;&gt;The Verge&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2016/11/review-cheapest-2016-macbook-pro-is-good-but-its-missing-all-the-cool-stuff/&#34;&gt;Ars Technica&lt;/a&gt; lo considerino più che altro una versione Pro dell&amp;rsquo;Air, non un modello adatto ad usi professionali impegnativi. Fra pochi giorni, con l&amp;rsquo;arrivo dei modelli maggiori, ne sapremo di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una scheda madre e un processore di ultima generazione non possono far molto se ci si mette su della RAM scadente o un hard-disk lumaca.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrimenti, come farebbero i produttori di schede madri a far uscire i nuovi modelli subito dopo la presentazione dell&amp;rsquo;ultimo processore?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori vengono fabbricati su grosse piastre circolari (&lt;em&gt;wafer&lt;/em&gt;) di silicio, ciascuna delle quali contiene centinaia e centinaia di dispositivi. Di questi, una parte funzionerà come previsto dalle specifiche, un&amp;rsquo;altra parte funzionerà al di sotto delle specifiche e verrà declassata a modelli di classe inferiore, mentre i dispositivi rimanenti funzioneranno al di sotto di una soglia minima di accettabilità o non funzioneranno affatto. Ottimizzare il processo di fabbricazione in modo da aumentare la percentuale di dispositivi funzionanti per ogni wafer consente di diminuire i costi di produzione e, di conseguenza, anche il costo per l&amp;rsquo;utente finale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Tutto qui?</title>
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      <pubDate>Tue, 01 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Giovedì scorso, a causa di un viaggio di lavoro (seguito da una cena sociale), non ho potuto seguire la presentazione dei nuovi MacBook Pro, e per una volta la cosa non mi è dispiaciuta più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non per quello che Apple &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; ha presentato &amp;ndash; il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/25/hello-again/&#34;&gt;mio post sull&amp;rsquo;evento&lt;/a&gt; descriveva quello che io avrei voluto che Apple presentasse, ma non mi aspettavo di certo che lo facesse sul serio &amp;ndash; ma per quello che è successo veramente: come previsto dai vari &lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;, Apple ha presentato i nuovi MacBook Pro con barretta sensibile al tocco e ha dismesso gli Air, o meglio ha dismesso per ora il solo Air da 11 pollici. Dimenticavo, ha anche migliorato l&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di tvOS e ha definitivamente mandato in pensione MagSafe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto qui. Tutto molto deludente, l&amp;rsquo;avevo scritto e lo confermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so se la &lt;em&gt;Touch Bar&lt;/em&gt;, la barretta &lt;em&gt;cangiante&lt;/em&gt; sensibile al tocco, sarà un successo o no, se si rivelerà più utile di quello che appare ora, ma francamente mi sembra un po&amp;rsquo; poco per chiedere in cambio un tale sforzo finanziario agli utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai il MacBook Pro più economico, senza barretta sensibile e schermo da 13 pollici, con processore (ammettiamolo) sottodimensionato, appena 8 GB di RAM e 256 GB di disco SSD, costa ben 1.750 euro. Se poi si vuole un 15 pollici, bisogna tirar fuori almeno 2.800 euro. Almeno!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma stiamo scherzando?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse nessun modello standard da 13 pollici monta 16 GB di RAM e una scheda grafica decente con RAM dedicata, due cose riservate ai soli MacBook Pro con schermo maggiore. A meno di non tirar fuori 2.350 euro per il modello senza barretta, personalizzandolo con un processore i7 e 16 GB di RAM (ma la scheda grafica rimane sempre quella). Oppure, la bella cifra di 2.700 euro per il modello equivalente con barretta e scheda grafica appena appena migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica non è più possibile avere senza svenarsi un MacBook Pro &lt;em&gt;piccolo&lt;/em&gt; ma potente, comodo da portare in giro e da tenere collegato in ufficio ad uno schermo esterno più grande. Molto meglio allora tornare al doppio computer, iMac o Mac Pro per il lavoro di tutti i giorni e MacBook Air o iPad per quando si è in viaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se anche su quest&amp;rsquo;ultimo fronte non è che le cose vadano tanto meglio, in particolare con il Pro che non viene aggiornato da ben tre anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due parole su Kaby Lake, l&amp;rsquo;ultimo processore Intel, che non verrà utilizzato nei nuovi MacBook Pro perché, a quanto sembra, Intel non produce ancora le versioni adatte a questi modelli Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Delle due l&amp;rsquo;una: o Intel ha qualche problema nel processo di produzione, e quindi si è concentrata solo su certe versioni dei nuovi processori, oppure non ha più un rapporto privilegiato con Apple. Negli ultimi anni è successo più volte che gli ultimissimi processori Intel fossero disponibili in anteprima per le macchine Apple, ben prima che per gli altri produttori di PC. Oppure è &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;l&amp;rsquo;effetto Galaxy Note 7&lt;/a&gt; che si fa sentire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so anch&amp;rsquo;io che Kaby Lake, la settima generazione dei processori Intel Core, è solo un aggiornamento del precedente Skylake (il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello tick-tock&lt;/a&gt; è in crisi per aver quasi raggiunto i limiti fisici della tecnologia del silicio), però è incomprensibile che macchine di alto livello, vendute a prezzi da capogiro, abbiano un &lt;em&gt;cervello&lt;/em&gt; già invecchiato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-air&#34;&gt;MacBook Air&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La dismissione dell&amp;rsquo;Air era nell&amp;rsquo;aria, per fortuna Apple si è limitata (per ora) al solo modello da 11 pollici, dando qualche ulteriore mese di vita all&amp;rsquo;Air con schermo maggiore, ma è chiaro che la fine definitiva dell&amp;rsquo;Air è vicina e che in quella categoria rimarrà presto il solo MacBook.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Peccato, perché l&amp;rsquo;Air sovrasta il MacBook per le migliori prestazioni velocistiche e per la tastiera di un altro pianeta. Ma anche il pollice in più di schermo e il prezzo leggermente minore non guastano di certo. E peccato perché l&amp;rsquo;Air è stato un modello di svolta, ha creato il settore degli ultrabook, computer più che sufficienti per lavorare, con il peso e la durata della batteria di un tablet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;professionisti&#34;&gt;Professionisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe ancora da dire, in particolare sulla dismissione del connettore MagSafe (un&amp;rsquo;idea geniale, buttata via in pochi anni) o sulla utilità della Touch Bar (a parte il Touch ID, che non si discute). Oppure sul settore professionale, che tanti considerano essere stato quasi abbandonato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so dire se ciò sia veramente successo per il settore &lt;em&gt;creativo&lt;/em&gt;, che non conosco a sufficienza. Ma di certo gli ultimi annunci non vengono incontro a chi si occupa dei campi che mi interessano di più, calcolo scientifico e sviluppo software, per i quali il mancato aumento di prestazioni e la contemporanea crescita dei prezzi sono un duro, durissimo colpo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non affatto è detto che OS X, lo Unix dal volto umano, la principale ragione per usare i Mac, possa evitare una fuga verso altri lidi.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Hello... again!</title>
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      <pubDate>Tue, 25 Oct 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ormai ci siamo, fra &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/apple-events/october-2016/&#34;&gt;due giorni&lt;/a&gt; Apple presenterà i nuovi Mac nel corso di un evento intitolato molto significativamente &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;attesa dura ormai da troppo tempo, forse a causa della necessità di aspettare la piena disponibilità di &lt;em&gt;Kaby Lake&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;ultima generazione di processori Intel presentata ufficialmente solo a fine agosto, meno di due mesi fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre i &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/10/19/apple-announces-october-27th-mac-centric-event/&#34;&gt;&lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; impazzano. Una delle previsioni più accreditate riguarda la sostituzione della fila di tasti funzione della tastiera del MacBook Pro con una striscia OLED sensibile al tocco, i cui  tasti virtuali cambino in base all&amp;rsquo;applicazione in uso. Più o meno come succede da sempre per la barra dei menu del Mac. Wow&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono poi tante previsioni sulla dismissione del MacBook Air, su nuovi iMac con risoluzione a chissà-quanti-K e ovviamente sul Mac Pro, che non è mai stato &lt;em&gt;rinfrescato&lt;/em&gt; dalla sua &lt;a href=&#34;http://buyersguide.macrumors.com/#Mac_Pro&#34;&gt;uscita a fine 2013&lt;/a&gt;, più di mille giorni fa. Ri-wow&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fosse solo questo, l&amp;rsquo;evento sarebbe francamente molto deludente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non ci credo, &lt;em&gt;I don&amp;rsquo;t buy it&lt;/em&gt;. Se Apple ha scelto un titolo così eloquente come &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;, ci deve essere qualcosa di molto grosso in arrivo, altro che striscetta OLED.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La parola &lt;em&gt;Hello&lt;/em&gt; è legata indissolubilmente alla storia del Mac. Per chi se lo ricorda, è comparsa già nel corso della &lt;a href=&#34;https://youtu.be/2B-XwPjn9YY?t=207&#34;&gt;presentazione del primo Macintosh&lt;/a&gt; nel gennaio del 1984 (allora il Mac si chiamava così, con il nome intero) e campeggiava in primissimo piano negli annunci pubblicitari della nuova macchina, sia sulla &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_ad.jpg&#34;&gt;stampa&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=YaFTLrULHwg&#34;&gt;in TV&lt;/a&gt;. Molti anni dopo è stata usata di nuovo per &lt;a href=&#34;https://youtu.be/0BHPtoTctDY?t=281&#34;&gt;presentare i primi iMac G3&lt;/a&gt;, la pietra miliare della rinascita Apple dopo i disastri degli anni &amp;lsquo;90.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_hello.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_hello.jpg&#34; alt=&#34;mac_128k_hello&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/imac_g3_hello.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/imac_g3_hello.png&#34; alt=&#34;imac_g3_hello&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora, cosa potrebbe svelare Apple di &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; significativo nel corso del prossimo evento?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho la sfera di cristallo, e quindi dico solo quello che &lt;em&gt;vorrei&lt;/em&gt; che fosse presentato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A me piacerebbe moltissimo un nuovo MacBook con tastiera staccabile, su cui possa girare indifferentemente macOS o iOS diventando, a seconda delle circostanze, un notebook o un tablet. Un computer ibrido con il corpo e la tastiera del MacBook Air e lo schermo dell&amp;rsquo;iPad Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può fare: i processori Intel più recenti hanno una potenza tale da far girare senza problemi una versione emulata di iOS o, meglio ancora, una versione di iOS ricompilata per i processori Intel,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; garantendo allo stesso tempo una durata della batteria sufficiente a coprire l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. È forse persino possibile che gli ultimi &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Apple_mobile_application_processors&#34;&gt;processori ARM&lt;/a&gt; sviluppati da Apple possano far girare un emulatore di macOS senza troppi rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto Apple ha sempre dimostrato di essere in grado di gestire molto bene la convivenza di applicazioni funzionanti su processori diversi e persino di sistemi operativi differenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È già successo al passaggio da OS 9 a OS X con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Classic_%28OS_X%29&#34;&gt;&lt;em&gt;Classic&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;emulatore integrato in OS X che ha permesso di continuare ad usare OS 9 e le sue applicazioni all&amp;rsquo;interno del nuovo sistema operativo. È successo di nuovo con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Rosetta_%28software%29&#34;&gt;&lt;em&gt;Rosetta&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, che ha facilitato la transizione ai processori Intel, consentendo di utilizzare le applicazioni per PowerPC anche sui nuovi Mac Intel. Tornando molto più indietro nel tempo, potrei anche ricordare &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/MultiFinder&#34;&gt;MultiFinder&lt;/a&gt; (ma questa è una storia che merita un post specifico).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe far notare che quello che ho descritto non è altro che il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/04/21/surface-3-come-non-imparare-dai-propri-errori/&#34;&gt;Surface&lt;/a&gt; di Microsoft.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; è così, il Surface è penalizzato da un sistema operativo né carne né pesce, nel quale le App ottimizzate per il tocco sono una infima minoranza e la tastiera instabile lo rende poco adatto ad essere usato come notebook (a meno di non sedere ad una scrivania).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello a cui penso io è invece un ibrido che possa servire indifferentemente &amp;ndash; e quasi senza accorgersene &amp;ndash; sia da computer che da tablet, unendo il meglio dei due mondi ma mantenendo le necessarie differenze fra le due tipologie d&amp;rsquo;uso. Sarebbe veramente un nuovo inizio, come lo fu il Macintosh nel lontano 1984.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sarebbe anche la riproposizione di quello che è già successo con l&amp;rsquo;iPod, l&amp;rsquo;iPhone, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Apple Watch: prendere un dispositivo interessante ma realizzato male &amp;ndash; che sia un lettore di mp3, un telefono, un tablet o un orologio &amp;ndash; rivoltarlo come un calzino e farne una cosa innovativa e di grande successo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà questa la novità che bolle in pentola? Un paio di giorni di attesa e lo sapremo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Notate la differenza nella cura dei dettagli della presentazione rispetto ad oggi: quando Steve Jobs toglie il telo di copertura lo schermo dell&amp;rsquo;iMac è illuminato in pieno da un faretto che quasi nasconde il filmato successivo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non dimentichiamo che ai tempi dei Mac con PowerPC, OS X &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2012/06/10/a-bit-of-history-behind-the-mac-os-x-on-intel-project-marklar/&#34;&gt;girava tranquillamente&lt;/a&gt; anche sui computer con processori Intel. Anzi, si può dire che sia stata proprio Apple a realizzare i primi &lt;a href=&#34;http://www.hackintosh.com/&#34;&gt;Hackintosh&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Plutone!</title>
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      <pubDate>Tue, 14 Jul 2015 20:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;http://pluto.jhuapl.edu/Multimedia/Science-Photos/pics/15-149b.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo più di nove anni di viaggio e quasi 5 miliardi di chilometri, la &lt;a href=&#34;http://pluto.jhuapl.edu/News-Center/News-Article.php?page=20150714-2&#34;&gt;sonda New Horizons ha raggiunto Plutone&lt;/a&gt;, il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Plutone_%28astronomia%29#Status_planetario_controverso&#34;&gt;pianeta (nano) più esterno&lt;/a&gt; del sistema solare, avvicinandosi fino ad appena 12.500 km (7.750 miglia) dalla sua superficie.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le immagini relative non sono ancora arrivate, &lt;a href=&#34;http://pluto.jhuapl.edu/Multimedia/Science-Photos/image.php?page=&amp;amp;amp;gallery_id=2&amp;amp;amp;image_id=225&#34;&gt;la più recente&lt;/a&gt; è stata scattata ieri a 768.000 chilometri di distanza. Anzi, la sonda impiegherà ancora 16 mesi prima inviare tutti i dati disponibili, prima di perdersi nello spazio interstellare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però abbiamo già l&amp;rsquo;immagine del team del &lt;a href=&#34;http://www.jhuapl.edu/pluto/&#34;&gt;Laboratorio di Fisica Applicata&lt;/a&gt; della Johns Hopkins University che festeggia l&amp;rsquo;evento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli scienziati temevano che Windows decidesse di aggiornarsi proprio nel momento più importante della missione. O che l&amp;rsquo;antivirus marcasse come pericolose le foto provenienti da Plutone. E allora si sono affidati ai MacBook Pro e agli Air.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dietro le quinte festeggiano anche a &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Apple_Inc.&#34;&gt;Cupertino&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Surface Pro 2 e OS X</title>
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      <pubDate>Sun, 12 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ieri leggevo sul numero di Gennaio di &lt;a href=&#34;http://www.pcprofessionale.it&#34;&gt;PC Professionale&lt;/a&gt; una recensione del nuovo &lt;a href=&#34;http://www.microsoft.com/surface/it-it/products/surface-pro-2&#34;&gt;Surface Pro 2 della Microsoft&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Immediatamente l&amp;rsquo;hacker che è in me si è risvegliato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà mai possibile installare OS X sul Surface Pro 2, convertendo il tablet con Windows 8 in un &lt;a href=&#34;http://wiki.osx86project.org&#34;&gt;Hackintosh&lt;/a&gt;? In effetti un tablet veloce e con OS X al posto di Windows 8 potrebbe essere un oggetto veramente interessante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È noto che OS X può girare sulla maggior parte dei PC. Ma è altrettanto noto che alcune configurazioni hardware, più simili a quelle dei Macintosh originali, sono più compatibili e danno meno problemi in fase di installazione e di gestione del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quindi la domanda originale era lecita: quanto è compatibile il Surface Pro 2 e il suo hardware dedicato con OS X?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una rapida ricerca in rete ha dimostrato che è veramente possibile installare OS X 10.9 sul Surface Pro 2, e che il sistema gira fluidamente come su un Mac, come mostrato da &lt;a href=&#34;http://www.youtube.com/watch?v=64UQ7el-FrM&#34;&gt;questo video su YouTube&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una descrizione dettagliata del processo di installazione si trova in questi post su InsanelyMac:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://www.insanelymac.com/forum/topic/292645-guide-surface-pro-dual-boot-osx-109gm-win-81rtm/page-5#entry1968089&#34;&gt;Surface Pro 2: Installation Guide&lt;/a&gt;,&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://www.insanelymac.com/forum/topic/292645-guide-surface-pro-dual-boot-osx-109gm-win-81rtm/page-10#entry1974394&#34;&gt;Surface Pro Dual Boot Osx 10.9gm &amp;amp; Win 8.1rtm&lt;/a&gt;.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal punto di vista hardware funziona tutto tranne il Wi-Fi (ma si può ovviare con una chiavetta wireless USB).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi però una vocina ha cominciato a parlare dentro di me e a fare due conti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Surface Pro 2 base da 64 GB &lt;a href=&#34;http://surface.microsoftstore.com/store/mseea/it_IT/html/pbPage.PDPS/productID.286994200?WT.mc_id=surface_RTM_surfacepro2&#34;&gt;costa 889 euro&lt;/a&gt;, mentre per la versione da 128 GB ci vogliono 100 euro in più. A questa cifra bisogna aggiungere necessariamente il prezzo della tastiera/cover dedicata, altri 129 euro. Non dimentichiamo infine un mouse portatile decente e una chiavetta wireless USB, diciamo 40 euro in tutto. Alla fine il modello da 64 Gb viene a costare 1058 euro, quello più adeguato per un uso minimamente impegnativo ben 1158 euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un MacBook Air da 128 Gb e schermo da 11&amp;quot; &lt;a href=&#34;http://store.apple.com/it/buy-mac/macbook-air&#34;&gt;costa sull&amp;rsquo;Apple Store 1029 euro&lt;/a&gt;, perfino meno del Surface Pro 2 base da appena 64 GB (con tastiera/cover, mouse e chiavetta Wi-Fi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non dimentichiamo che l&amp;rsquo;Air e il Surface pesano praticamente lo stesso (se si considera anche la tastiera/cover), hanno dimensioni comparabili e che la batteria dell&amp;rsquo;Air dura circa 3 ore in più di quella del Surface. E ovviamente sull&amp;rsquo;Air OS X funziona perfettamente, senza trucchi o hack più o meno affidabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è partita. Game over.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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