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    <title>Macbook Air M1 on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Macbook Air M1 on Melabit</description>
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      <title>Fai sbocciare la tua creatività: DiffusionBee per generare immagini sul Mac</title>
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      <pubDate>Mon, 06 Mar 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Negli ultimi mesi &lt;a href=&#34;https://openai.com/blog/chatgpt/&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt; ha riempito le pagine dei giornali e del web, oscurando quello che è stato per mesi uno dei giocattoli preferiti dei nerd di tutto il mondo, la generazione di immagini tramite intelligenza artificiale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Abbiamo giocato per mesi con &lt;a href=&#34;https://openai.com/dall-e-2/&#34;&gt;DALL-E&lt;/a&gt;, con &lt;a href=&#34;https://www.craiyon.com/&#34;&gt;Crayon&lt;/a&gt; o con &lt;a href=&#34;https://stablediffusionweb.com/&#34;&gt;StableDiffusion&lt;/a&gt;, strumenti che funzionano online o che richiedono l&amp;rsquo;uso della &lt;a href=&#34;https://github.com/brycedrennan/imaginAIry&#34;&gt;linea di comando&lt;/a&gt; o l&amp;rsquo;esecuzione del &lt;a href=&#34;https://keras.io/guides/keras_cv/generate_images_with_stable_diffusion/&#34;&gt;codice sorgente&lt;/a&gt; originale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da qualche tempo è disponibile uno strumento più comodo per giocare con questi sistemi direttamente sul proprio computer utilizzando una comoda interfaccia grafica. Si tratta di &lt;a href=&#34;https://diffusionbee.com/&#34;&gt;DiffusionBee&lt;/a&gt;, che per ora è riservato ai soli utenti di macOS, con in arrivo l&amp;rsquo;inevitabile versione per Windows (ma vogliamo parlare prima o poi del fatto che ormai il software più interessante è disponibile &lt;em&gt;prima&lt;/em&gt; per il Mac e solo &lt;em&gt;dopo&lt;/em&gt; per Windows?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io l&amp;rsquo;ho provato e i risultati sono interessanti, anche se con qualche ombra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mac-intel-o-apple-silicon&#34;&gt;Mac Intel o Apple Silicon?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;DiffusionBee è &lt;a href=&#34;https://diffusionbee.com/download&#34;&gt;disponibile&lt;/a&gt; in due versioni separate, una specifica per processori Intel e l&amp;rsquo;altra per Apple Silicon (cioè per le varie incarnazioni dei processori M1 ed M2 installati nei Mac più recenti). Anzi, per Apple Silicon sono disponibili ben due versioni, una a qualità normale e l&amp;rsquo;altra in alta qualità, che produce immagini migliori a scapito della velocità di esecuzione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dico subito che la versione di DiffusionBee per Intel richiede un processore molto performante. Il mio Mac di casa, con processore Intel i5 e 16 GB di RAM, è andato in crash per due volte, per cui è chiaro che le sue riserve di calcolo non sono sufficienti. Potrei provarlo sul Mac i7 dell&amp;rsquo;ufficio, ma ho molte remore, ho bisogno che sia stabile e un suo eventuale riavvio imprevisto mi creerebbe non pochi problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun problema invece su un MacBook Air M1, qui di potenza ce n&amp;rsquo;è più che a sufficienza e DiffusionBee va alla grande. Bisogna considerare però che il programma vero e proprio occupa poco spazio, circa 340 MB la versione per Apple Silicon e poco di più per quella Intel, ma al primo avvio deve scaricare ben 4 GB di dati del modello di generazione delle immagini suddivisi in due blocchi da 2 GB ciascuno, che diventano 8 GB una volta scompattati. Tenetene conto se avete poco spazio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/downloading-model-stage1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/downloading-model-stage2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta scompattato, il modello viene caricato in memoria e si può finalmente incominciare ad usare il programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/loading-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;interfaccia-utente&#34;&gt;Interfaccia utente&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La finestra principale di DiffusionBee è semplicissima, in pratica consiste solo in un box di testo dove si inserisce una frase (&lt;em&gt;prompt&lt;/em&gt;) che innesca la generazione delle immagini, e in una parte inferiore più ampia che mostra le immagini generale. Il programma dispone anche di funzioni più specializzate, attivabili cliccando sulle etichette visibili nella parte superiore della finestra, che saranno discusse brevemente più avanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/image-generation-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per le prime prove ho utilizzato un prompt iniziale molto semplice incentrato sulle mele (che altro scegliere su un Mac?), &amp;ldquo;&lt;em&gt;Un albero con delle mele rosse e verdi&lt;/em&gt;&amp;rdquo;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/image-generation-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/image-generation-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;e il primo risultato è semplicemente orribile. Oltre che sbagliato,  visto che avevo chiesto &amp;ldquo;un albero con delle mele rosse e verdi&amp;rdquo;, non &amp;ldquo;un albero rosso con delle mele verdi&amp;rdquo;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/generated-image-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Riprovando senza cambiare niente i risultati migliorano parecchio, anche se è difficile capire il perché.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/generated-image-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/generated-image-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;si-può-fare-di-meglio&#34;&gt;Si può fare di meglio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prompt più elaborati restituiscono immagini decisamente migliori, almeno finché si rimane nell&amp;rsquo;ambito dell&amp;rsquo;arte astratta. Ma probabilmente però queste sono solo variazioni su temi ben noti al programma, visto che il modello di intelligenza artificiale dovrebbere essere stato &lt;em&gt;nutrito&lt;/em&gt; anche con le immagini dei grandi pittori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/klee-ai.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/miro-ai.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se invece si prova a riprodurre invece certe immagini tratte da &lt;a href=&#34;https://arthub.ai/&#34;&gt;Arthub.ai&lt;/a&gt;, un sito dedicato alla condivisione dell&amp;rsquo;arte &lt;em&gt;generata&lt;/em&gt; (o magari &lt;em&gt;generativa&lt;/em&gt;), i risultati sono decisamente meno buoni rispetto a ciò che si vede sul sito (mi riferisco al contenuto tecnico delle immagini, quello artistico è un&amp;rsquo;altra cosa).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo ad esempio &lt;a href=&#34;https://arthub.ai/art/44686&#34;&gt;questa&lt;/a&gt; bellissima &amp;ldquo;&lt;em&gt;donna bionda con gli occhi azzurri che indossa un lungo e fluente abito rosso, che chiede un cocktail in un bar, la vigilia di Capodanno, in un futuro distopico alla Bladerunner&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, che sembra dipinta a mano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/ah3-f6b063dfaaa7.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;DiffusionBee con i parametri di default la interpreta così, facendoci interrogare sulla reale posizione del bicchiere centrale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/blonde-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Oppure così, dove sembra che la povera signorina abbia un piede al posto della mano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/blonde-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Purtroppo Arthub.ai non ci dà quasi mai informazioni su come sono state generate le immagini presenti sul sito, ma è più che probabile che queste abbiano richiesto ore ed ore di elaborazione su megacomputer preparati ad hoc. DiffusionBee, invece, gira su dei computer &lt;em&gt;normali&lt;/em&gt; e fa il suo lavoro in pochi secondi, è inevitabile che non possa mai raggiungere quei livelli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se si è consapevoli dei suoi limiti e si prova ad essere più &lt;em&gt;creativi&lt;/em&gt; che &lt;em&gt;riproduttivi&lt;/em&gt;, con un po&amp;rsquo; di pazienza si possono ottenere dei risultati decenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infatti, anche se la riproduzione del corpo umano da parte di DiffusionBee ha dei seri problemi (come è evidente dalle immagine precedenti, così come da molte altre prove non mostrate qui per semplicità),&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; in altri campi il programma produce risultati decisamente migliori, come si può vedere negli esempi che seguono.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Magari dovremo ripetere più di una volta la generazione delle immagini, ma con un po&amp;rsquo; di pazienza si riesce ad ottenere dei risultati interessanti, magari anche giocando con gli stili predefiniti e le opzioni di generazione selezionabili cliccando sulle etichette relative visibili sotto il box di testo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/buildings-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/buildings-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/seaside.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/late-winter.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;altre-funzioni&#34;&gt;Altre funzioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;DiffusionBee permette anche di generare una immagine a partire da un&amp;rsquo;altra immagine, di rimuovere o di aggiungere particolari ad una immagine già elaborat o di recuperare la storia di tutte le immagini generate dall programma. Tutte queste funzioni vengono attivate cliccando sulle etichette situate nella parte superiore della finestra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, selezionando la scheda &lt;code&gt;Image To Image&lt;/code&gt; si può trasformare l&amp;rsquo;immagine della spiaggia invernale in una vista estiva, peccato che il modello di &lt;em&gt;intelligenza&lt;/em&gt; artificiale dimentichi di togliere la neve!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/winter-to-summer.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E anche possibile modificare i dettagli di una immagine (scheda &lt;code&gt;Impanting&lt;/code&gt;) oppure estendere l&amp;rsquo;immagine prodotta (scheda &lt;code&gt;Outpainting&lt;/code&gt;). Facendo così si può riuscire a restituire alla signorina bionda una mano quasi degna di questo nome (anche se ho dovuto riprovare parecchie volte prima di ottenere un risultato quasi accettabile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/blonde-2-fixed.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma la funzione di gran lunga più utile è l&amp;rsquo;ultima, &lt;code&gt;History&lt;/code&gt;, che mostra tutte le immagini generate dal programma insieme ai prompt e ai principali parametri utilizzati per produrle. È una funzione fondamentale per tornare sui propri passi e recuperare quello che si è già fatto oppure per fare delle nuove prove a partire da una configurazione ben definita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;anche-in-alta-qualità&#34;&gt;Anche in alta qualità&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La versione in alta qualità (HQ) di DiffusionBee, specifica per Apple Silicon, ha lo stesso nome di quella a qualità normale, per cui non può essere installata insieme a quest&amp;rsquo;ultima. Il motivo dovrebbe risiedere nel fatto che si basa su un modello di generazione diverso, infatti alla prima esecuzione scarica un nuovo modello di generazione, questa volta suddiviso in ben 8 blocchi, un paio molto grandi (circa 3 GB ciascuno) e gli altri di dimensioni molto più ridotte, per un totale decompresso che dovrebbe comunque rimanere sempre intorno agli 8 GB. Anche con la &lt;a href=&#34;https://openfiber.it/media/news/differenza-fttc-e-ftth/&#34;&gt;fibra FFTH&lt;/a&gt; ci è voluta una buona mezz&amp;rsquo;oretta per concludere il download del modello.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/model-hq-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/model-hq-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/model-hq-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/model-hq-4.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come messo bene in evidenza nella &lt;a href=&#34;https://diffusionbee.com/download&#34;&gt;pagina di download&lt;/a&gt; di DiffusionBee, La velocità di generazione delle immagini della versione HQ è apprezzabilmente minore di quella a qualità normale, mentre ho qualche dubbio  sulla migliore qualità delle immagini prodotte, guardate le immagini qui sotto e giudicate da soli. Non mi pare quindi che valga tanto la pena usare la versione HQ al posto di quella normale, molto più veloce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/blonde-hq.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/buildings-hq.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, una volta scaricati i due modelli distinti di generazione delle immagini, passare dalla versione a qualità normale a quella HQ (o viceversa) di DiffusionBee è questione di pochi attimi: basta aprire il file &lt;code&gt;dmg&lt;/code&gt; relativo alla versione da installare e trascinare l&amp;rsquo;icona del programma nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;, sostituendola a quella già installata. Tutte le configurazioni, i modelli e la storia di uso del programma rimangono sempre disponibili, indipendentemente dalla versione usata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Volendo si potrebbero rinominare le due versioni di DiffusionBee in modo diverso, tenendole così permanentemente installate in &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;. Io non ho provato a farlo e non garantisco che non creino problemi, soprattutto se si prova ad usarle in contemporanea.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;se-vogliamo-disinstallarlo&#34;&gt;Se vogliamo disinstallarlo&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se alla fine ci stufiamo e vogliamo disinstallare DiffusionBee? Cancellare il solo programma non basta, e non basta nemmeno usare &lt;a href=&#34;https://freemacsoft.net/appcleaner/&#34;&gt;AppCleaner&lt;/a&gt; (o simili) per cancellare i file di supporto, come è normale fare con le altre applicazioni. Perché quello che è davvero importante rimuovere sono i modelli, che occupano almeno 8 GB ciascuno, ma che non vengono individuati da AppCleaner (e, ci scommetterei, nemmeno dalle altre applicazioni di disinstallazione per macOS).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/diffusionbee-uninstallation.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;AppCleaner non riesce a trovare questi modelli perché non si trovano, come si aspetta, in una cartella della &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente, ma in una directory nascosta della &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente, denominata, con pochissima fantasia, &lt;code&gt;.diffusionbee&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/diffusionbee-model-directory-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La mia contiene in questo momento 12 GB di dati, che sono 4 GB meno di quanto mi sarei aspettato, evidentemente i due modelli hanno delle parti in comune.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-03-06-fai-sbocciare-la-tua-creativita-diffusionbee-per-generare-immagini-sul-mac/diffusionbee-model-directory-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Volendo disinstallare DiffusionBee, la procedura corretta è quindi:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;disinstallare l&amp;rsquo;applicazione e i file di supporto con AppCleaner o simili (ma chi sa usare il Terminale può cancellare a mano le cartelle che contengono i file di supporto);&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;aprire il Terminale ed eseguire il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;% rm -r ~/.diffusionbee&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;dove il simbolo del &lt;code&gt;%&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;em&gt;prompt&lt;/em&gt; del Terminale e non fa parte del comando (da notare che il &lt;code&gt;%&lt;/code&gt; è il prompt di default della shell &lt;code&gt;zsh&lt;/code&gt; utilizzata dalle versioni più recenti di macOS, in precedenza la shell di default era &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt; e il prompt era rappresentato dal simbolo del &lt;code&gt;$&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;DiffusionBee è un bel giocattolo che, sfruttando le tecniche più avanzate di intelligenza artificiale, può generare immagini che vanno dall&amp;rsquo;orrido all&amp;rsquo;interessante sul proprio Mac con processore M1/M2. È possibile che DiffusionBee funzioni anche su un Mac Intel ma francamente, visto il tempo che impiega nei casi più complessi su un Mac M1, dubito che possa farlo in modo sufficientemente veloce da essere davvero utilizzabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro però che DiffusionBee è più che altro un bel giocattolo, se si vogliono davvero mettere le mani in questi sistemi basati sull&amp;rsquo;intelligena artificiale, la cosa migliore da fare è lavorare direttamente con il codice sorgente, quasi sempre in Python, magari utilizzando &lt;a href=&#34;https://colab.research.google.com/&#34;&gt;Google Colab&lt;/a&gt; come piattaforma di sviluppo.&#xA;s&#xA;Le guide introduttive non mancano, basta fare un giro su Google per trovare di tutto e di più. Come ad esempio questa guida, &lt;a href=&#34;https://keras.io/guides/keras_cv/generate_images_with_stable_diffusion/&#34;&gt;High-performance image generation using Stable Diffusion in KerasCV&lt;/a&gt; che, a differenza di tante altre, funziona al primo colpo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, che sia con DiffusionBee o con Python, buon divertimento!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarebbe interessante verificare cosa succede con &lt;a href=&#34;https://github.com/Stability-AI/stablediffusion&#34;&gt;Stable Diffusion&lt;/a&gt;, che è il il modello di generazione di immagini su cui si basa DiffusionBee.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Aggiornare a macOS Monterey</title>
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      <pubDate>Mon, 05 Sep 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono un &lt;em&gt;early adopter&lt;/em&gt; e quindi non ho mai avuto fretta di acquistare l&amp;rsquo;ultimo prodotto tecnologico. Non è per snobismo, ma piuttosto perché, come succede con le automobili, so per esperienza che i difetti iniziali (quasi) inevitabili di questi prodotti vengono corretti solo dopo la seconda o la terza iterazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si veda l&amp;rsquo;iPhone che, nonostante la &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=t-AEvr5DKyc&#34;&gt;magnifica presentazione&lt;/a&gt; di Steve Jobs, all&amp;rsquo;inizio aveva &lt;a href=&#34;https://www.t3.com/features/remember-this-heres-everything-that-the-first-iphone-couldnt-do&#34;&gt;parecchi limiti&lt;/a&gt; ed è diventato lo smartphone che tutti conosciamo ed amiamo solo a partire dalla seconda, o meglio ancora dalla terza generazione, quell&amp;rsquo;iPhone 3GS che rimane ancora uno dei migliori modelli mai prodotti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero caso di scuola degli ultimi anni è il Samsung Galaxy Fold, la cui prima versione di fatto &lt;a href=&#34;https://www.androidauthority.com/samsung-galaxy-fold-issues-display-problems-977233/&#34;&gt;non funzionava&lt;/a&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Ancora più recente è il caso del Lenovo XPS 13 Plus, il cui schermo OLED ha &lt;a href=&#34;https://www.pcworld.com/article/919715/dell-xps-13-plus-laptops-screen-issues.html&#34;&gt;seri problemi di qualità&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-09-05-aggiornare-a-macos-monterey/mariola-grobelska-DiWckj0v2Fk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@mariolagr&#34;&gt;Mariola Grobelska&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I sistemi operativi non sono molto diversi, la frenesia di dover uscire ogni anno con una nuova versione di macOS (ma il discorso vale anche per iOS/iPadOS, per Windows e perfino per le millanta distribuzioni di Linux), produce quasi sempre delle prime versioni abbastanza immature, che vengono affinate solo con gli aggiornamenti successivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è raro quindi per me aspettare parecchi mesi prima di aggiornare macOS all&amp;rsquo;ultima versione disponibile, anzi a volte arrivo anche a saltare una o persino due versioni se mi sembra che non ci sia nulla di tanto interessante da meritare lo sforzo dell&amp;rsquo;aggiornamento.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche macOS Monterey non ha fatto eccezione, per cui ho aspettato un momento tranquillo di metà estate, quasi un anno dopo la presentazione ufficiale, per aggiornare i due MacBook Air di casa all&amp;rsquo;ultima versione disponibile del sistema operativo per Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente da segnalare per l&amp;rsquo;Air M1, come ci si poteva attendere l&amp;rsquo;aggiornamento si è concluso senza problemi e il notebook è rimasto scattante come con Big Sur. Peccato solo per lo sfondo, che non ha lo stesso impatto di quello, davvero magnifico, di &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;Big Sur&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la vera sorpresa è stato il vecchio MacBook Air i5 del 2015, sul quale prima dell&amp;rsquo;aggiornamento girava Mojave, una versione di macOS ormai vecchiotta ma ben rodata ed affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I commenti trovati in giro per la Rete non erano per niente incoraggianti, quasi tutti sostenevano che con Big Sur l&amp;rsquo;Air 2015 &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/juth8p/big_sur_in_macbook_air_early_2015/&#34;&gt;diventava molto lento&lt;/a&gt; e alcuni riportavano perfino problemi più o meno seri di compatibilità hardware, fino all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/jue7n5/big_sur_update_bricked_mid2014_13_mbp/&#34;&gt;impossibilità di avviare la macchina&lt;/a&gt;. Con Monterey non era diverso, c&amp;rsquo;era perfino &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/r5t37s/should_i_update_my_2015_macbook_air_to_macos/&#34;&gt;un tale che sosteneva&lt;/a&gt; che il suo MacBook Air con SSD da 512 GB e 8 GB di RAM (come il mio) aggiornato a Monterey effettuava il boot 40 volte più lentamente che con Big Sur (bum!) e impiegava una vita per riattivarsi dallo stato di stop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quindi prima di aggiornare mi sono preparato al peggio, salvando lo stato della macchina con Time Machine e disconnettendo subito dopo il disco esterno di backup, in modo da poter tornare facilmente a Mojave in caso di problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece tutto è andato per il meglio: per evitare un salto generazionale troppo grosso ho aggiornato prima da Mojave a Big Sur e poi da Big Sur a Monterey, e in entrambi i casi il processo è filato via liscio come l&amp;rsquo;olio e, cosa forse ancora più importante, la performance dell&amp;rsquo;Air non ne ha risentito. Da quanto ho visto finora, l&amp;rsquo;unico rallentamento si ha al primo accesso degli utenti non amministratori del sistema (quando ci sono), probabilmente a causa di qualche operazione preliminare di configurazione del nuovo sistema, ma dopo pochi minuti va tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, l&amp;rsquo;Air 2015 i5 mostra chiaramente gli anni che ha e le sue prestazioni &lt;em&gt;velocistiche&lt;/em&gt; non sono (e non sono mai state) di primo livello. Ma di sicuro non sono peggiorate con Monterey, per cui aggiornare ha senso soprattutto per poter usufruire delle versioni più recenti di parecchie applicazioni interessanti, penso soprattutto alla terna Pages, Numbers e Keynote che Apple continua a migliorare (anche se un po&amp;rsquo; troppo lentamente per i miei gusti). Oppure, perdonatemi se cito una applicazione molto specifica ma per me fondamentale, a RStudio, la cui ultima interazione ha davvero una marcia in più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà, ho aggiornato anche un altro dei miei Mac a Monterey, ma questo voglio raccontarlo in un prossimo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non che le versioni successive siano più interessanti &amp;ndash; non ho mai capito il senso di un ibrido come il Fold, che vuole essere allo un po&amp;rsquo; telefono e un po&amp;rsquo; tablet senza far bene nessuna delle due cose e che nonostante ciò costa quanto un iPhone e un iPad messi insieme &amp;ndash; ma almeno funzionano!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ho fatto recentemente con Catalina e prima ancora con Sierra e con la coppia Mavericks e Yosemite.  Senza dimenticare Lion, che ho usato solo per pochissimi giorni pentendomene subito e saltando, per una volta a piè pari, su Mountain Lion.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: Big Sur</title>
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      <pubDate>Thu, 07 Apr 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Big Sur mi piace, ha portato una ventata di freschezza all&amp;rsquo;interfaccia grafica di macOS, un&amp;rsquo;interfaccia ormai familiare, ben assestata, rassicurante ma che, come le pareti di una casa abitata da tanti anni, attendeva con ansia una bella rinfrescata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;big-sur&#34;&gt;Big Sur&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo i fasti di &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Aqua_%28user_interface%29&#34;&gt;Aqua&lt;/a&gt;, la prima &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/gadgets/2000/02/mac-os-x-dp3/&#34;&gt;interfaccia grafica di Mac OS X&lt;/a&gt;, tanto innovativa e dirompente con i canoni stilistici dell&amp;rsquo;epoca da dare un grosso contributo alla rinascita del Mac e dell&amp;rsquo;intera Apple, e dopo il passaggio al &lt;em&gt;look&lt;/em&gt; grigio-metallico iniziato timidamente in Mac OS X 10.3/Panther e concluso con Mac OS X 10.5/Leopard, l&amp;rsquo;interfaccia grafica di macOS è sembrata stagnare per anni, un ritocchino qui e uno là, quasi sempre ispirato a iOS,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma niente di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Big Sur Apple ha cambiato radicalmente il linguaggio grafico di macOS, e lo ha fatto già a partire dallo sfondo che abbandona le noiose fotografie naturalistiche per tornare ad una grafica astratta molto moderna, chiaramente ispirata ai &lt;a href=&#34;https://512pixels.net/projects/default-mac-wallpapers-in-5k/&#34;&gt;grandiosi sfondi dei primi Mac OS X&lt;/a&gt; che hanno rallegrato i nostri occhi per tanti anni (il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2017/07/13/nostalgia-di-sfondo/&#34;&gt;mio preferito&lt;/a&gt; è quello di Tiger). E non solo i nostri, perché anche i grafici che curavano le distribuzioni di Linux di quegli anni si sentivano quasi in dovere di &lt;a href=&#34;https://www.gnome-look.org/p/1064519&#34;&gt;trarre&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.gnome-look.org/p/1056509&#34;&gt;ispirazione&lt;/a&gt; dagli sfondi di Mac OS X (e lo fanno &lt;a href=&#34;https://itsfoss.com/make-ubuntu-look-like-macos/&#34;&gt;ancora oggi&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-big-sur-desktop.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Come tutti i cambiamenti radicali, Big Sur presenta dei difetti e delle incongruenze, che sono stati descritti molto bene da Riccardo Mori nella sua &lt;a href=&#34;http://morrick.me/archives/8945&#34;&gt;serie di articoli su Big Sur&lt;/a&gt;. La sua non sarà una recensione dettagliata e tecnicamente ineccepibile come quelle, inarrivabili!, di &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/gadgets/2015/04/after-fifteen-years-ars-says-goodbye-to-john-siracusas-os-x-reviews/&#34;&gt;John Siracusa&lt;/a&gt;, ma le si avvicina parecchio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni di questi difetti sono piuttosto evidenti proprio sull&amp;rsquo;Air M1. Ma cominciamo da quello che sull&amp;rsquo;Air non si vede, grazie alla potenza del processore M1. Sui Mac Intel Big Sur sembra &lt;a href=&#34;https://developer.apple.com/forums/thread/666661&#34;&gt;molto&lt;/a&gt; più &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOSBeta/comments/julm74/big_sur_is_making_my_laptop_slow_and_laggy/&#34;&gt;pesante&lt;/a&gt; dei sistemi operativi precedenti, magari con un i7 o un i9 non ci facciamo troppo caso, ma se abbiamo solo un i5 o peggio un i3, il rallentamento è abbastanza evidente. Certo, dopo un aggiornamento del sistema operativo è normale che il Mac fatichi un po&amp;rsquo;, magari perché deve convertire il filesystem da HFS+ a APFS e di sicuro perché sta indicizzando il contenuto del disco rigido,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma per chi è ancora fermo a Catalina o a Mojave questo è un aspetto da non sottovalutare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-finder&#34;&gt;Il Finder&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nell&amp;rsquo;elencare i difetti più evidenti di Big Sur sull&amp;rsquo;Air M1 mi voglio concentrare sul Finder che, anche per gli amanti del Terminale come il sottoscritto, rimane lo strumento principale per interagire con il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io preferisco avere delle finestre del Finder piuttosto piccole, non solo perché così posso copiare o trascinare più facilmente file e cartelle da una finestra all&amp;rsquo;altra (per questo ci sono i pannelli e sono forse più comodi), ma soprattutto perché una finestra piccola mi permette di avere sempre in vista i file su cui lavoro, anche quando la maggior parte del desktop è occupata dal programma (o dai programmi) in uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con Big Sur, ridurre le dimensioni delle finestre del Finder sull&amp;rsquo;Air M1 ha l&amp;rsquo;effetto collaterale di nascondere quasi tutte le icone della barra degli strumenti, dove rimane comunque un sacco di spazio vuoto che potrebbe essere utilizzato in modo più efficace.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-big-sur-finder-best-size.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per confronto, ecco come ho configurato il mio Finder su Mojave, le icone della barra degli strumenti sono più piccole e tutte ben visibili e nel complesso mi sembra che il tutto sia molto più usabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/mojave-finder-best-size.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La differenza sostanziale sta nel titolo della finestra, che nel Finder è il nome della cartella corrente. Fino a Catalina il titolo occupava uno spazio a sè stante in cima alla finestra, allineato ai bottoni colorati di chiusura/massimizzazione, mentre con Big Sur è stato integrato nella barra degli strumenti del Finder, rendendo necessario lasciare un po&amp;rsquo; di spazio vuoto per mostrare tutto il nome della cartella. Ma anche così, quando questo supera la ventina di caratteri il Finder non ce la fa più a farlo vedere tutto e lo deve accorciare con dei puntini di sospensione, messi un po&amp;rsquo; incongruamente alla fine del nome invece che nel mezzo, come siamo abituati a vedere da sempre nella finestra principale del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come già detto, nel Finder di Big Sur c&amp;rsquo;è anche un sacco di spazio fra una icona e l&amp;rsquo;altra, come si può vedere meglio nell&amp;rsquo;immagine qui sotto dove l&amp;rsquo;area attiva dell&amp;rsquo;icona, cioè l&amp;rsquo;area sensibile al click del mouse, appare in un grigio leggermente più scuro circondata da una enorme area più chiara del tutto inutilizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/big-sur-finder-icon-sensitive-area.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se volessi vedere tutte le icone della barra degli strumenti dovrei allargare parecchio la finestra del Finder, una cosa che può non essere un problema su un monitor da 27&amp;quot;, ma che diventa piuttosto seccante sul piccolo schermo dell&amp;rsquo;Air, perché significa occupare più della metà della larghezza del desktop. L&amp;rsquo;unico vero vantaggio di questa configurazione è la possibilità di passare con un click da una all&amp;rsquo;altra delle quattro modalità di visualizzazione dei file, una cosa che trovo molto comoda e di fatto irrinunciabile (ma dovrei ricordarmi una buona volta che ci sono le combinazioni di tasti ⌘1 - ⌘4 per fare la stessa cosa).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-finder-all-tools.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è da dire che anche le icone della barra dei menu hanno subito lo stesso trattamento della barra degli strumenti del Finder, apparendo molto più separate l&amp;rsquo;una dall&amp;rsquo;altra rispetto alle versioni precedenti di macOS. Usando poco l&amp;rsquo;Air M1 (che tecnicamente è di mia moglie, io ne curo solo la parte &lt;em&gt;tecnica&lt;/em&gt;) non me ne accorgo, ma se avessi tante icone sulla barra dei menu, come è normale sui miei Mac, questa potrebbe diventare un&amp;rsquo;altra piccola seccatura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cè-sempre-un-modo&#34;&gt;C&amp;rsquo;è sempre un modo&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come succede spesso, il Terminale ci viene in aiuto, perché basta eseguire il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ defaults write com.apple.finder NSWindowSupportsAutomaticInlineTitle -bool false&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;e riavviare il Finder (o meglio ancora fare logout e login nel proprio account) per &lt;a href=&#34;https://apple.stackexchange.com/questions/409825/always-show-directory-icon-on-finder-on-big-sur&#34;&gt;ripristinare l&amp;rsquo;aspetto&lt;/a&gt; che la barra del Finder aveva nelle versioni di macOS precedenti a Big Sur.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-big-sur-old-toolbar.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ora la finestra del Finder può assumere un aspetto più congruente con le piccole dimensioni dello schermo dell&amp;rsquo;Air, mostrando allo stesso tempo l&amp;rsquo;intera barra degli strumenti. Esteticamente non è un gran che &amp;ndash; il titolo della finestra in grassetto e l&amp;rsquo;icona colorata alla sua sinistra stonano con tutto il resto &amp;ndash; ma se risolve un problema può essere un buon compromesso. In ogni caso, il comando complementare&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ defaults write com.apple.finder NSWindowSupportsAutomaticInlineTitle -bool true&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;seguito dal riavvio del Finder (o dal logout/login) permette di ripristinare in ogni momento la situazione originale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per cambiare invece l&amp;rsquo;aspetto della barra degli strumenti in tutte le applicazioni di Big Sur e non solo nel Finder, il comando da eseguire diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ defaults write -g NSWindowSupportsAutomaticInlineTitle -bool false&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;dove il parametro &lt;code&gt;-g&lt;/code&gt; indica un cambiamento globale di configurazione. Anche in questo caso basta modificare il parametro finale in &lt;code&gt;-bool true&lt;/code&gt; per ripristinare la situazione originale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se vogliamo invece riavvicinare le &lt;a href=&#34;https://www.reddit.com/r/MacOS/comments/kgsfto/ugly_spacing_in_the_bigsurs_menu_bar_can_be_fixed/&#34;&gt;icone della barra dei menu&lt;/a&gt;, pare che non ci sia alternativa ad usare &lt;a href=&#34;https://www.macbartender.com/&#34;&gt;Bartender&lt;/a&gt;, un programma da 17 euro ma che fa tante altre cose, per cui potrebbe essere un buon modo per investire i propri soldi. Chissà se prima o poi qualcuno scoprirà un comando da Terminale per risolvere la questione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;ma-cè-dellaltro&#34;&gt;Ma c&amp;rsquo;è dell&amp;rsquo;altro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Big Sur mostra parecchi altri piccoli difetti, non ne farò una lista dettagliata che sarebbe stucchevole. Mi voglio invece concentrare su quelli che considero dei veri e propri &lt;em&gt;bug&lt;/em&gt;, niente di grave per fortuna, solo delle piccole incongruenze che spero che Apple corregga prima o poi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Primo esempio sono queste finestre di dialogo, nelle quali non si capisce perché il testo di uno dei pulsanti è in rosso o perché due azioni tutto sommato molto simili (perché potenzialmente pericolose per i propri file) hanno delle selezioni di default diverse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/big-sur-dialog-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/big-sur-dialog-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più inesplicabile è il motivo per cui i menu di Big Sur mostrano le abbreviazioni da tastiera nello stesso tono di grigio delle voci di menu non attive. È vero che ora i menu sono più puliti dal punto di vista grafico, ma non c&amp;rsquo;era una soluzione più soddisfacente di far pensare che le abbreviazioni siano state disattivate?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-04-07-macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/macbook-air-m1-finder-menu.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La freschezza di Big Sur è innegabile, i piccoli difetti elencati qui sembrano più che altro dei difetti di &lt;em&gt;gioventù&lt;/em&gt;, che saranno corretti man mano che la nuova interfaccia grafica si consolida. Quello che è altrettanto innegabile è la convergenza fra l&amp;rsquo;interfaccia utente di macOS e quella di iPadOS. Una tendenza che, se realizzata in maniera coerente, non può fare che bene, soprattutto ora che fra Universal Control, Sidecar, processori della stessa famiglia, diventa sempre più difficile dire dove finisce il Mac e dove inizia l&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è chi ipotizza che l&amp;rsquo;aver separato nettamente le icone della barra del menu e della barra degli strumenti delle applicazioni sia il preludio all&amp;rsquo;introduzione sui Mac di uno schermo sensibile al tocco. Non so se sia vero e non so nemmeno se possa servire, personalmente ho provato brevemente ad usare le dita per gestire Windows 10 su un Surface della Microsoft ed è una impresa praticamente impossibile. Per fortuna Apple sa fare molto meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso ci sarà da divertirsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come le odiate barre di scorrimento nascoste o lo scroll &lt;em&gt;naturale&lt;/em&gt; del mouse, che tanto naturale non è. Opinione personale, naturalmente.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un piccolo prezzo da pagare per avere delle ricerche istantanee o quasi.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Performance Test</title>
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      <pubDate>Tue, 15 Mar 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Dopo aver valutato le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;prestazioni del MacBook Air M1 con Geekbench 5&lt;/a&gt;, questa volta tocca a &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt;, un tool meno noto ma davvero molto interessante, perché permette una analisi molto dettagliata delle prestazioni del sistema. Ma non temete, qui mi limiterò solo a un riassunto dei risultati più importanti. Chi vuole può saltare i dettagli relativi all&amp;rsquo;installazione e all&amp;rsquo;uso di PerformanceTest e &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/#risultati&#34;&gt;leggere solo la parte finale&lt;/a&gt; con i risultati dei test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;performancetest-versione-grafica-e-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;PerformanceTest: versione grafica e versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest per Mac è un prodotto gratuito di &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com&#34;&gt;Passmark Software&lt;/a&gt; ed è un vero peccato che il produttore faccia pochissimo per farcelo trovare con facilità, sepolto com&amp;rsquo;è in fondo della pagina dedicata alla descrizione generica del prodotto (e anche da lì ci vogliono altri due click per arrivare alla &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;versione specifica per Mac&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/performancetest/id1560051043&#34;&gt;versione grafica&lt;/a&gt; di PerformanceTest si trova sull&amp;rsquo;App Store e gira su macOS 11.0 e versioni superiori, quindi di fatto solo su Big Sur e Monterey (Figura 1), mentre la &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/downloads/pt_mac.zip&#34;&gt;versione a linea di comando&lt;/a&gt; (da eseguire quindi con il Terminale del Mac) ha bisogno almeno di macOS 10.14 Mojave (Figura 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-gui-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Versione grafica di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Versione a linea di comando di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le schermate delle due versioni sono praticamente identiche, la parte superiore della finestra mostra le principali informazioni di sistema mentre tutto il resto è dedicato all&amp;rsquo;elenco dei test disponibili e ai risultati corrispondenti. L&amp;rsquo;unica differenza è che la versione a linea di comando mostra anche i valori dei parametri utilizzati per eseguire i test (numero di processi, numero di ripetizioni, durata del test, tutte cose che vedremo meglio più avanti), mentre la versione grafica può utilizzare solo i parametri di default (o almeno io non sono stato capace di trovare il modo di configurarla), parametri di cui però non sappiamo nulla perché non sono riportati nella finestra del programma. Sull&amp;rsquo;Air M1 la schermata della versione grafica si estende in verticale per tutto lo schermo e finisce per essere nascosta in parte dal Dock; è vero che ci vuol poco per nascondere il Dock, ma è una piccola seccatura lo stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho preferito usare la versione a linea di comando, non solo perché è compatibile con un maggior numero di versioni di macOS e quindi mi ha permesso di provare quasi tutti i Mac a mia disposizione, ma anche perché può eseguire tutti i test in sequenza salvando i risultati su un file. Una bella comodità quando ogni ciclo di test dura mezz&amp;rsquo;ora o più e si devono ripetere più volte le stesse prove con valori diversi dei parametri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più importante, però, è il fatto che, a differenza della versione grafica limitata ad usare solo i parametri di default, la versione a linea di comando di PerformanceTest consente di variare in modo molto completo le condizioni di esecuzione del programma, una cosa fondamentale per mettere seriamente alla prova i Mac sotto esame.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-usare-la-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;Come usare la versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest a linea di comando non richiede installazione, basta scaricarlo da &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;, decomprimere il file &lt;code&gt;pt_mac.zip&lt;/code&gt;, spostarsi nella cartella risultante &lt;code&gt;PerformanceTest&lt;/code&gt; ed eseguire il programma &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; con gli opportuni parametri.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Andando nello specifico, se abbiamo scaricato e scompattato il file nella cartella &lt;code&gt;Downloads&lt;/code&gt;, per lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; da Terminale con i parametri di default dobbiamo eseguire i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ cd ~&#xA;$ cd Downloads/PerformanceTest&#xA;$ ./pt_mac&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;Come sempre il simbolo del &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2018/12/30/script-per-tutti-i-giorni-shell-e-parametri/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando. Il primo comando &lt;code&gt;cd ~&lt;/code&gt; serve solo per essere sicuri di &lt;em&gt;partire&lt;/em&gt; dalla cartella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; del proprio account e non è strettamente necessario a meno che non abbiate già usato quello stesso Terminale per aggirarvi nei meandri del filesystem.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto si apre la schermata principale del programma (Figura 2). Premendo il tasto &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; eseguiamo tutti i test disponibili, se invece vogliamo eseguire solo i test relativi alla CPU o alla memoria dobbiamo premere rispettivamente i tasti &lt;code&gt;C&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;M&lt;/code&gt;. Con i parametri di default i test durano relativamente poco e alla fine ci viene chiesto se vogliamo salvare i risultati su &lt;a href=&#34;cpubenchmark.net&#34;&gt;cpubenchmark.net&lt;/a&gt; che, analogamente a quello che fa Geekbench, raccoglie i risultati dei test eseguiti con PerformanceTest. In caso di risposta positiva, alla fine dell&amp;rsquo;upload ci viene restituito l&amp;rsquo;URL dove ritrovare il nostro test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto molto comodo ma anche piuttosto difficile da analizzare a posteriori. Molto meglio eseguire &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; specificando esplicitamente i parametri da utilizzare per i test. In questo caso &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; salva i risultati dei test su un file in &lt;a href=&#34;https://www.cloudbees.com/blog/yaml-tutorial-everything-you-need-get-started&#34;&gt;formato &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;&lt;/a&gt; e non più su cpubenchmark.net, una cosa che apre la strada all&amp;rsquo;automazione di tutta la procedura, ad esempio attraverso uno script in &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Io ho preferito fare tutto a mano perché il numero di test da eseguire non era così grande da non poter essere concluso in un paio di giorni sfruttando i momenti liberi delle varie macchine, ma se dovessi analizzare un gran numero di computer &lt;a href=&#34;https://xkcd.com/1319/&#34;&gt;avrebbe senso investire un po&amp;rsquo; di tempo&lt;/a&gt; nel preparare uno script come si deve.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-sono-stati-eseguiti-i-test&#34;&gt;Come sono stati eseguiti i test&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho iniziato i test sul MacBook Air M1 utilizzando macOS Big Sur 10.6, ma poi ho ripetuto le misure anche con gli aggiornamenti successivi 10.6.1 e 10.6.2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, ho misurato anche le prestazioni dell&amp;rsquo;altro Air di casa, un modello del 2015 con processore i5 su cui è installato macOS Mojave 10.14.6, nonché quelle di due altri Mac su cui girano versioni compatibili di macOS, un vecchio ma sempre pimpante MacBook Pro i7 del 2011 &lt;em&gt;customizzato&lt;/em&gt;, su cui gira Big Sur 11.6.2 e un iMac i5 del 2013 con Mojave 10.14.6. Purtroppo il mio Mac principale usa (ancora per poco, spero) High Sierra e quindi non ho potuto includerlo in queste prove.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda PerformanceTest, tutti i test sono stati eseguiti con la versione v10.2 Build 1000 del 21 Dicembre 2021, che è ancora l&amp;rsquo;ultima &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; disponibile. Tutte le prove riportate qui sono state eseguite con questi parametri&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ ./pt_mac -p 1 -i 5 -d 3 -r 3&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;dove &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; indica il numero di processi da eseguire in parallelo, &lt;code&gt;-i&lt;/code&gt; il numero di ripetizioni di ciascun test, &lt;code&gt;-d&lt;/code&gt; la durata dei test e infine &lt;code&gt;-r&lt;/code&gt; determina se eseguire tutti i test o solo quelli relativi alla CPU o alla memoria (maggiori dettagli sul significato di ciascuno switch si &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;possono trovare qui&lt;/a&gt;). In questo caso specifico, il numero di processi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; è stato variato fra 1 e 32, raddoppiando ogni volta il numero precedente (quindi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; può essere uguale a 1, 2, 4, 8, 16, 32), mentre per semplicità tutti gli altri parametri sono stati mantenuti invariati. Ciò significa che ogni test è stato ripetuto per 5 volte (&lt;code&gt;-i 5&lt;/code&gt;), eseguendo sempre dei test di tipo &lt;code&gt;Long&lt;/code&gt; (&lt;code&gt;-d 3&lt;/code&gt;) e analizzando sia la CPU che la memoria (&lt;code&gt;-r 3&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa configurazione un ciclo completo di test richiede almeno mezz&amp;rsquo;ora, inutile aspettare davanti al Terminale, meglio andare a prendere un caffè molto lungo o a fare una passeggiata. Perché mentre eseguiamo i test non possiamo assolutamente usare il Mac, anzi prima di lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; sarebbe preferibile chiudere tutte le applicazioni in esecuzione, o almeno quelle che non sono indispensabili.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante i test la temperatura del processore M1 del MacBook Air, misurata tramite &lt;a href=&#34;https://github.com/macmade/Hot&#34;&gt;Hot&lt;/a&gt;, arriva fino a 80°, a dimostrazione del fatto che PerformanceTest mette davvero alla frusta le capacità della CPU. Dato che il processore M1 del MacBook Air è raffreddato solo in modo passivo (cioè senza ventole, rumorose e soggette a guasti), è chiaro che a questa temperatura interviene un sistema di &lt;em&gt;throttling&lt;/em&gt; che diminuisce le prestazioni del processore e gli impedisce di riscaldarsi ulteriormente. Ben diversi i Mac con processori Intel: qui la temperatura della CPU può arrivare a 90-95°, ma ora le ventole si sentono, eccome se si sentono!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi tutti i test sono stati eseguiti tenendo il MacBook Air M1 sempre collegato all&amp;rsquo;alimentazione elettrica. Ho provato anche a eseguire un paio di prove con la batteria e, come vedrete fra poco, ho fatto bene, perché i risultati sono interessanti e meriterebbero un maggiore approfondimento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;risultati&#34;&gt;Risultati&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest salva sul file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; i risultati ottenuti da ciascun test, nonché due parametri riassuntivi, il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, che &lt;a href=&#34;https://forums.passmark.com/performancetest/4599-formula-cpu-mark-memory-mark-and-disk-mark&#34;&gt;combinano in un modo piuttosto contorto&lt;/a&gt; i risultati dei test della &lt;a href=&#34;https://www.cpubenchmark.net/cpu_test_info.html&#34;&gt;CPU&lt;/a&gt; e quelli relativi alla &lt;a href=&#34;https://www.memorybenchmark.net/graph_notes.html&#34;&gt;memoria&lt;/a&gt; (Figura 3). Purtroppo non è possibile mostrare una schermata con i risultati completi dei test perché alla fine dell&amp;rsquo;analisi PerformanceTest salva i risultati su file e si chiude, tornando al prompt del Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Risultati (quasi completi) dei test.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluse le prove sui quattro Mac che ho usato in questo ciclo di test mi sono ritrovato con un bel numero di file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;, uno per ogni valore di &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt;, archiviati in cartelle diverse a seconda del Mac usato. PerformanceTest non permette di scegliere il nome del file e la cartella di archiviazione, per cui bisogna rinominare e archiviare tutto a mano, un&amp;rsquo;altra delle cose che potrebbero essere facilmente automatizzate con il buon vecchio &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Ma tant&amp;rsquo;è, per questa volta fare tutto a mano non è stato troppo fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto l&amp;rsquo;idea era di aprire RStudio e cominciare ad analizzare i dati. E invece no. Per qualche motivo la &lt;a href=&#34;https://cran.r-project.org/package=yaml&#34;&gt;libreria &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; di R&lt;/a&gt; non riusciva ad aprire i file generati da PerformanceTest (inutile dire che la stessa libreria non aveva problemi con qualunque altro file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; che avessi sotto mano), per cui ho dovuto fare un passaggio intermedio con Python per convertire i file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; in &lt;code&gt;csv&lt;/code&gt;, aprendo poi questi ultimi in R. Il resto dell&amp;rsquo;analisi è filato via senza problemi. Per semplicità mi sono limitato ad analizzare solo il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, ma non è detto che prima o poi non ci sia modo di fare uno studio più completo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo con i valori del &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; ottenuti dai 4 Mac utilizzati (Figura 4).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. CPU Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, quadrati blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, rombi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, triangoli viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rispetto agli altri 3 Mac il MacBook Air M1 (identificato nel grafico dai quadrati blu) è di un altro pianeta, ma dai &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;risultati ottenuti con Geekbench&lt;/a&gt; sappiamo che anche i Mac più moderni con processore Intel non avrebbero fatto una figura migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Figura 4 mostra chiaramente come il processore M1, ad ogni raddoppio del numero di processi, riesce a raddoppiare (o quasi) il suo livello di prestazioni. Una tendenza alla saturazione del CPU Mark si osserva solo quando PerformanceTest arriva ad eseguire 8 processi in parallelo, impegnando così tutti gli 8 &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; della CPU, perché una parte delle risorse del sistema deve essere comunque riservata alla gestione del sistema operativo (ecco perché è bene tenere il Mac il più possibile &lt;em&gt;scarico&lt;/em&gt; durante questi test).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa piuttosto strana succede quando il numero di processi arriva a 16. Per quanto se ne sa, il processore M1 non supporta l&amp;rsquo;&lt;em&gt;hyper-threading&lt;/em&gt; &amp;ndash; la tecnologia di Intel che permette di simulare l&amp;rsquo;esistenza di due &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; logici per ogni &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; fisico&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; &amp;ndash; ma nonostante questo, con 16 processi in parallelo le prestazioni misurate dal CPU Mark invece di diminuire (a causa dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;overhead&lt;/em&gt;, cioè del tempo &lt;em&gt;perso&lt;/em&gt; dal sistema operativo ad alternare i due blocchi di 8 processi su una sola CPU) si mantengono di fatto identiche a quelle con soli 8 processi, ad ulteriore conferma dell&amp;rsquo;efficienza dell&amp;rsquo;M1. Che però si &lt;em&gt;arrende&lt;/em&gt; una volta arrivato a 32 processi in parallelo, ma questo potrebbe essere dovuto a qualche caratteristica dello stesso PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, ha davvero dell&amp;rsquo;incredibile osservare come, grazie al processore M1, il piccolo Air si sia trasformato dalla cenerentola di casa Apple in quanto a potenza a un computer in grado di rivaleggiare ad armi pari con modelli ben più costosi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardiamo ora i valori del &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt; (Figura 5). Qui non c&amp;rsquo;è molto da dire, il Memory Mark non cambia molto al variare del numero di processi e come sempre l&amp;rsquo;Air M1 dimostra la sua superiorità rispetto ai modelli Intel, con un indice doppio rispetto al MacBook Air i5 e migliore di quasi il 50% nei confronti degli altri due modelli esaminati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 5. Memory Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, cerchi blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, cerchi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, cerchi viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;qualche-anomalia&#34;&gt;Qualche anomalia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Air M1 presenta due risultati decisamente anomali (indicati in Figura 5 con delle etichette rosse), nei quali il Memory Mark assume valori ben al di sotto di quello che ci si potrebbe aspettare. Il valore peggiore in assoluto si ottiene utilizzando la batteria, ma un&amp;rsquo;altra prova eseguita esattamente nelle stesse condizioni ha dato un risultato normale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di primo acchito si potrebbe pensare che l&amp;rsquo;anomalia sia collegata alla versione del sistema operativo usato, perché i due valori anomali si ottengono con la versione iniziale 11.6 di macOS Big Sur (Figura 6). Ma se è plausibile che gli aggiornamenti successivi di Big Sur abbiano introdotto qualche ottimizzazione nella gestione della memoria del processore, questa ipotesi non spiega perché il Memory Mark misurato con 8 processi in parallelo sia decisamente peggiore di quello con 16 processi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 6. MacBook Air M1: dipendenza del Memory Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, come si vede in Figura 7, con il CPU Mark succede esattamente il contrario: a parità di numero di processi il CPU Mark è sempre maggiore, seppur di poco, con macOS 11.6 rispetto ai due aggiornamenti successivi del sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 7. MacBook Air M1: dipendenza del CPU Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto più plausibile, invece, è che i valori occasionalmente bassi di Memory Mark siano collegati a qualche processo spurio rimasto a girare nella memoria del MacBook Air M1. È vero che proprio con questo modello ho cercato sempre di lavorare in condizioni controllate e ripetibili, ma è anche vero che ho eseguito un numero di test decisamente maggiore che con gli altri Mac, per cui potrebbe essermi sfuggito qualcosa. Questo dettaglio meriterebbe comunque un maggiore approfondimento, anche perché è importante poter valutare in modo quantitativo i miglioramenti e le ottimizzazioni introdotte dai vari aggiornamenti del sistema operativo e quanto questi si traducano in una maggiore efficienza del codice eseguito sulla macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;ultima puntata&lt;/a&gt; di questa serie, qualche impressione personale su Big Sur in relazione al MacBook Air M1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nelle versioni precedenti di PerformanceTest il programma veniva decompresso nella stessa cartella contenente il file &lt;code&gt;.zip&lt;/code&gt;. Chi usa la versione v10.1 del programma (o versioni precedenti) dovrà modificare di conseguenza il percorso indicato nell&amp;rsquo;articolo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere di averlo fatto con  MacBook Air M1 ma non con i Mac meno potenti, su cui girano delle applicazioni che sarebbe molto seccante dover interrompere. In ogni caso, le differenze sono così eclatanti che chiudere queste applicazioni non avrebbe cambiato granché i risultati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche i processori AMD supportano una tecnologia analoga. Del resto l&amp;rsquo;hyper-threading è solo il nome commerciale adottato da Intel per la tecnologia di &lt;em&gt;simultaneous multithreading&lt;/em&gt; (SMT) sviluppata da Sun Microsystems già negli anni &amp;lsquo;90.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/</link>
      <pubDate>Sun, 20 Feb 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Lo so, sono passati dei mesi senza che riuscissi a scrivere nulla sulle prestazioni velocistiche del MacBook Air M1. Purtroppo una serie di circostanze professionali e familiari hanno preso il sopravvento e mi hanno obbligato a trascurare il blog per tutto questo tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma le promesse si mantengono, e quindi eccomi qui ad analizzare le prestazioni del portatile più piccolo ed economico di casa Apple. Data la lunghezza, ho preferito dividere l&amp;rsquo;articolo in due parti: in questa prima parte presenterò i risultati ottenuti con &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, mentre nella seconda parte utilizzerò un &lt;em&gt;tool&lt;/em&gt; meno noto ma molto interessante, &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt; per Mac. In entrambi i casi, dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1 i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;geekbench-5&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il MacBook Air è considerato da sempre il classico notebook per chi ha poche pretese: sottile e leggero (indimenticabile la scenetta di &lt;a href=&#34;https://youtu.be/OIV6peKMj9M?t=187&#34;&gt;Steve Jobs che lo tira fuori da una busta&lt;/a&gt;) ma anche poco prestante, una macchina perfetta per chi è sempre in giro, ma inadeguata per usi che vadano oltre le classiche applicazioni da ufficio, la gestione della posta elettronica o la navigazione sul web. La mia esperienza con il modello del 2015 che ho ancora a casa è perfettamente in linea con queste considerazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si inizia ad usare l&amp;rsquo;Air M1, invece, questo scenario cambia completamente. Grazie ai benefici del processore &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT211814&#34;&gt;Apple Silicon M1&lt;/a&gt;, il notebook più economico della gamma Apple combatte ormai ad armi pari sul piano della pura potenza di calcolo con il più costoso &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/macbook-pro-13/&#34;&gt;MacBook Pro M1&lt;/a&gt; con schermo da 13&amp;quot; (ma il MacBook Pro M1 può lavorare a piena potenza per un tempo maggiore) nonché, in parte, anche con i potenti MacBook Pro M1 Pro e Max introdotti qualche mese fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che il modesto Air batte alla grande anche gli ultimi &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro con CPU Intel&lt;/a&gt; in vendita fino a pochi mesi fa (sì, anche i modelli da 16&amp;quot;!), che costavano almeno il doppio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo dico io, lo dicono i test di velocità di &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ultima versione del più famoso strumento di analisi delle prestazioni dei processori, in grado di analizzare sia i processori x86 &amp;ldquo;tradizionali&amp;rdquo; prodotti da Intel e AMD che i processori basati su architettura ARM, come gli Apple M1 originali e i nuovissimi M1 Pro e Max.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench5.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Schermata principale di Geekbench 5.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Geekbench 5 permette agli utenti registrati di caricare automaticamente i punteggi ottenuti dai loro Mac sulla piattaforma web del prodotto. Grazie alla condivisione dei risultati, gli sviluppatori di &lt;a href=&#34;https://www.primatelabs.com/&#34;&gt;Primate Labs&lt;/a&gt; dispongono ormai di un enorme database di dati che, per i soli computer Apple, arriva a modelli risalenti almeno fino al 2008 (i modelli precedenti non sono probabilmente compatibili con Geekbench 5).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La pagina &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/a&gt; aggrega questi dati, mostrando per ciascun modello di Mac la media dei valori misurati per il &lt;em&gt;Single Core Score&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;Multi-Core Score&lt;/em&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Il primo punteggio misura sostanzialmente la velocità del processore con le normali applicazioni di uso giornaliero, che in genere usano un solo &lt;a href=&#34;https://www.informaticappunti.it/cosa-sono-core-cpu/&#34;&gt;core del processore&lt;/a&gt; alla volta, mentre il Multi-Core Score è utile per valutare la velocità del processore con le applicazioni di tipo professionale, che tendono a sfruttare il più possibile il parallelismo offerto dai processori multi-core moderni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scaricare i dati &lt;em&gt;grezzi&lt;/em&gt; mostrati in Mac Benchmarks è piuttosto facile, basta lanciare il Terminale ed eseguire il comando (come al solito il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/01/30/script-per-tutti-i-giorni-ricapitoliamo/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ wget https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks.json&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;che ci restituirà il file &lt;code&gt;mac-benchmarks.json&lt;/code&gt;, che potremo analizzare con R, Python, Julia o con qualunque altro strumento di analisi dei dati che siamo abituati ad usare (ma sì dai, perfino con Excel). Ma non temete, l&amp;rsquo;analisi ho già fatta io (con R), riassumendo i risultati principali nei due grafici seguenti e nella tabella alla fine dell&amp;rsquo;articolo.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;single-core-score&#34;&gt;Single Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo dal primo grafico, che mostra il Single Core Score di tutti i modelli di Mac prodotti a partire dal 2018. Le prestazioni sono normalizzate rispetto a quelle di un Mac con processore &lt;a href=&#34;https://ark.intel.com/content/www/it/it/ark/products/126688/intel-core-i38100-processor-6m-cache-3-60-ghz.html&#34;&gt;Intel Core i3-8100&lt;/a&gt; del 2017, fissate convenzionalmente a 1000.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; A questi dati ho aggiunto le misure effettuate su un paio di miei Mac, scelti volutamente fra quelli più vecchi a mia disposizione, dei modelli del 2012 e del 2013 che possiamo ormai considerare obsoleti. I dati di Geekbench sono rappresentati con dei cerchi colorati, di colore diverso per ogni anno considerato, mentre le mie misure sono rappresentate con dei quadrati, anch&amp;rsquo;essi colorati in base all&amp;rsquo;anno del modello. L&amp;rsquo;asse orizzontale mostra un numero, che ho chiamato &lt;em&gt;Test ID&lt;/em&gt;, che identifica in modo univoco ciascun dato del grafico. A cosa serve? È un (banale) trucco per &lt;em&gt;stendere&lt;/em&gt; i dati lungo l&amp;rsquo;asse orizzontale, in modo da poterli mostrare in una specie di successione temporale. Se non avessi fatto così, tutti i dati relativi ai modelli dello stesso anno sarebbero finiti nella stessa posizione orizzontale, rendendo più difficile analizzare i risultati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-singlecore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Geekbench 5: single core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-singlecore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il grafico ci dice alcune cose interessanti. Prima di tutto che la maggior parte dei Mac prodotti nel periodo 2018-2021 hanno un processore Intel, il che è pacifico visto i nuovi Mac con processore M1 sono stati presentati solo alla fine del 2020. Il 2019 (rappresentato dai cerchi verde smeraldo) è stato chiaramente un anno particolarmente fecondo di nuovi modelli,&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; con l&amp;rsquo;uscita di nuovi iMac e MacBook Pro e soprattutto con il ritorno del &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/06/04/wow/&#34;&gt;MacPro espandibile&lt;/a&gt;, quello che sostituiva (troppo tardi) il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;modello a cilindro del 2013&lt;/a&gt;, rivelatosi un bell’esercizio di stile ma poco adatto ai pesanti usi professionali per cui era stato ideato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la cosa più significativa è guardare all&amp;rsquo;evoluzione dello score nel tempo. Se guardiamo i cerchi colorati verdi e azzurri (cioè i dati relativi ai Mac prodotti dal 2018 al 2020), vediamo che in tre anni il Single Core Score cambia relativamente poco, oscillando grosso modo fra 800 e 1250 con una lieve tendenza all&amp;rsquo;aumento. Perfino i punteggi dei miei due vecchi Mac del 2012 e 2013 (i quadrati rosso chiaro e verde oliva) non sono troppo lontani da quelli dei modelli Intel più recenti di fascia medio-bassa. Poi nel 2020 l&amp;rsquo;introduzione dal processore Apple M1 fa fare ai Mac un balzo improvviso di ben 500 punti, il 40% in più del punteggio migliore in assoluto raggiunto con i processori Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E il bello è che questo salto vale per tutti i Mac di nuova produzione: dal punto di vista del Single Core Score un modello vale l&amp;rsquo;altro, e quindi possiamo davvero pensare di usare un  Mac Mini o un MacBook Air per i normali compiti da &lt;em&gt;ufficio&lt;/em&gt; (detto per semplificare, in realtà per tutte le applicazioni di uso normale) senza sentirci penalizzati, riservando l&amp;rsquo;acquisto dei modelli superiori e ben più costosi ai casi in cui sia davvero necessario usare applicazioni avide di potenza di calcolo e capaci di sfruttarla al meglio (penso naturalmente ai prodotti per creativi come Photoshop e compagnia bella, a Final Cut Pro, a Logic Pro, ma anche all&amp;rsquo;infinito campo del software tecnico-scientifico professionale).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;multi-core-score&#34;&gt;Multi-Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto appena detto è confermato dal grafico del Multi-Core Score, nel quale si vede chiaramente che i nuovissimi processori Apple M1 Pro e Max per i &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;portatili Apple di gamma alta&lt;/a&gt; da 3-4.000 euro sono meno performanti solo degli Xeon da 16, 24 o 28 Core montati sui &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/mac-pro/tower&#34;&gt;Mac Pro top di gamma&lt;/a&gt;, dei bestioni da scrivania che partono da 9.000-15.000 euro ma che possono facilmente arrivare a costare varie decine di migliaia di euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-multicore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Geekbench 5: multi-core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-multicore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda il processore M1 &lt;em&gt;liscio&lt;/em&gt;, come quello montato sul MacBook Air, qui la lotta è più serrata, ma comunque i risultati ci dicono che, a livello di prestazioni pure, il piccolo Air M1 combatte ad armi pari con i modelli più potenti di iMac Intel e persino con il Mac Pro &lt;em&gt;entry level&lt;/em&gt; (che corrispondono ai quattro cerchi verde smeraldo o azzurro identificati con il nome del processore che hanno un Multi-Core Score compreso fra 7.500 e 10.000). Ditemi voi se è poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi vuole maggiori dettagli, ecco una tabella riassuntiva che riporta i 25 modelli di Mac con il valore più alto di Single-Core Score (la tabella completa, che in questo momento contiene 292 modelli diversi, può essere &lt;a href=&#34;https://github.com/sabinomaggi/melabit/tree/main/macbook-air-m1-benchmarks&#34;&gt;scaricata da qui&lt;/a&gt; in formato &lt;code&gt;.csv&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ai primi 12 posti della tabella ci sono solo Mac con processore M1, e fra questi c&amp;rsquo;è anche il MacBook Air M1 (evidenziato in grassetto), piazzato molto onorevolmente a metà graduatoria (ma va detto che le differenze del Single Core Score fra i vari modelli sono davvero minime). Per trovare il primo Mac con processore Intel (identificato nella colonna Architettura con la dizione &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt;) bisogna scendere fino al 13-14 posto, dove troviamo l&amp;rsquo;ultimo iMac da 27&amp;quot; con processore i7 o i9, che ha uno score di ben 500 punti inferiore a quello del primo Mac della lista. Ogni ulteriore commento è inutile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;ID&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Modello&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Processore&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Architettura&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Single Core&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Multicore&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;282&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12247&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;285&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12186&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;281&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA; 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         &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5871&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;258&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3245 @ 3.2 GHz (16 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1119&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;14611&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;257&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3235 @ 3.3 GHz (12 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1114&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11889&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (21.5-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-8700 @ 3.2 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1111&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6026&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tabella 1. Elenco dei 25 modelli di Mac con il valore più altro di Single-Core Score. Nella colonna Architettura, &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt; indica i processori Intel, mentre &lt;code&gt;aarch64&lt;/code&gt; individua i processori Apple M1.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1, i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti. I benchmark parlano chiaro e ancora più chiara è l&amp;rsquo;esperienza reale d&amp;rsquo;uso di questo piccolo portatile (ma per quella dovrete aspettare ancora un po&amp;rsquo;). Se poi guardiamo il rapporto prestazioni/prezzo, credo che in questo momento non ci sia niente di meglio in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico vero difetto (se così possiamo dire) dell&amp;rsquo;Air M1 è lo schermo piccolo, che d&amp;rsquo;altra parte ne favorisce la portabilità. Difetto facilmente superabile collegando il portatile ad un monitor esterno, e magari anche ad una tastiera e ad un mouse wireless, ottenendo così un sistema potente ma economico, sul quale è un piacere lavorare alla scrivania ma che all&amp;rsquo;occasione può essere portato in giro senza nemmeno accorgersi che è nella borsa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt; i risultati dei benchmark eseguiti con PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi valori medi, come posso testimoniare io stesso, sono ben rappresentativi dei risultati reali ottenuti nelle singole prove, nel senso che ripetendo più volte i test nelle condizioni corrette si ottengono sempre risultati molto omogenei fra loro, senza scostamenti importanti fra una prova e l&amp;rsquo;altra.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché i dati sono la media delle misure caricate di continuo dagli utenti Mac sul sito di Geekbench potrebbero variare nel tempo e differire leggermente da quelli riportati qui, che sono stati scaricati il 24 gennaio 2021.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un punteggio (&lt;em&gt;score&lt;/em&gt;) di 2000 significa quindi che il processore in esame ha una prestazioni doppie dell&amp;rsquo;i3-8100.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo che i modelli di Mac vengono differenziati sia in base al processore che alle dimensioni dello schermo integrato (per i modelli che ce l&amp;rsquo;hanno).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prime impressioni e reinstallazione di macOS Big Sur</title>
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      <pubDate>Fri, 29 Oct 2021 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/antonio-scalogna-BuI0TNZ3VTk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@antonioas&#34;&gt;Antonio Scalogna&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché una non-recensione? Perché il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/macbook-air/&#34;&gt;MacBook Air M1&lt;/a&gt; è uscito già da un anno e nel frattempo sono state pubblicate dozzine di recensioni più o meno complete e più o meno interessanti (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/234819/macbook-air-m1-review-an-absolutely-stunning-debut-for-apple-silicon-in-a-mac.html&#34;&gt;questa&lt;/a&gt; su Macworld, &lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/21569603/apple-macbook-air-m1-review-price-specs-features-arm-silicon&#34;&gt;questa&lt;/a&gt; su The Verge oppure &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/blog/68112-m1-macbook-air-benchmarks-and-review/&#34;&gt;quest&amp;rsquo;altra&lt;/a&gt; su Rocket Yard), e non ha senso ripetere per l&amp;rsquo;ennesima volta le stesse considerazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei prossimi articoli terrò quindi una specie di diario di appunti delle mie prime settimane alle prese con l&amp;rsquo;Air M1 e macOS Big Sur, cercando di affrontare alcuni aspetti meno battuti di questa macchina sorprendente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;apertura-e-prime-impressioni&#34;&gt;Apertura e prime impressioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so voi, ma per me l&amp;rsquo;apertura di una nuova scatola targata Apple è sempre una esperienza di per sé, e ogni volta mi stupisco per il livello di ingegnerizzazione e di attenzione ai dettagli più minuti raggiunto da questa azienda. Non che i concorrenti non cerchino di starle dietro, anzi: Apple ha tolto per prima il polistirolo dalle sue scatole e dopo un paio di anni l&amp;rsquo;hanno seguita tutti a ruota. Lo stesso è successo con le linguette che permettono di rimuovere con facilità la plastica protettiva. E potrei andare avanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;imitazione però non è mai la stessa cosa: mesi fa ho dovuto combattere per aprire una piccola scatola composta da due parallelepipedi incastrati uno nell&amp;rsquo;altro, non c&amp;rsquo;era nessun modo di fare pressione per separarli. La scatola dell&amp;rsquo;iPhone è praticamente uguale, ma si apre con il tocco di un dito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo all&amp;rsquo;Air. L&amp;rsquo;ho preso da Amazon ed è arrivato nella solita scatola sorridente, ben riempita di carta da imballo. Dentro questa c&amp;rsquo;era una seconda scatola marrone più piccola, contenente a sua volta l&amp;rsquo;inconfondibile parallelepipedo bianco targato Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante l&amp;rsquo;aspetto dimesso, anche la seconda scatola è &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=ffaSY0Hy55o&#34;&gt;prodotta da Apple&lt;/a&gt; (la linguetta che facilita l&amp;rsquo;apertura dello scotch è inconfondibile), ed è anch&amp;rsquo;essa un discreto pezzo di ingegneria, sia per l&amp;rsquo;ottima protezione che fornisce all&amp;rsquo;Air durante la spedizione, che per le alette di cartone le quali, una volta allargate, fanno fuoriuscire leggermente la scatola bianca dell&amp;rsquo;Air. Sembra una cosa da niente, ma è l&amp;rsquo;ennesimo esempio della maestria di Apple anche in questi dettagli apparentemente secondari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/IMG-0826.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta aperta la scatola bianca interna, il piccolo Air appare in tutto il suo splendore tecnologico grigio siderale, un colore più moderno del solito argento dei miei altri MacBook. I gusti sono gusti, ma questo mi sembra davvero azzeccato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettere in funzione il computer è questione di pochi minuti, basta togliere i vari involucri di plastica, collegare il caricabatterie, aprire lo schermo e si parte. In realtà il caricabatterie non era necessario, l&amp;rsquo;Air è arrivato già carico all&#39;80% e con le batterie moderne il vecchio rito di caricare un nuovo dispositivo fino al 100% prima di usarlo per la prima volta non è più necessario.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche la configurazione iniziale del sistema è velocissima, è vero che ho una certa pratica e so a memoria cosa devo attivare e cosa no, ma è altrettanto vero che le informazioni da inserire sono ormai minime, perfino la lingua e il fuso orario sono configurati automaticamente grazie ai servizi di localizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta entrati finalmente in Big Sur la prima cosa che colpisce è lo schermo Retina, e non poteva essere diversamente. Il normale schermo del MacBook Air Intel inizio 2015 da 1440ｘ900 pixel non mi dispiaceva affatto, con i suoi 13.3 pollici era un po&amp;rsquo; troppo piccolo per le mie abitudini ma comunque era piuttosto chiaro e ben definito. Ma lo schermo di questo nuovo Air M1 è un vero spettacolo, una risoluzione nativa di 2560 x 1600 pixel (4 volte quella del vecchio Air ed equivalenti a 227 pixel per pollice) ancora pochissimi anni fa sarebbe stata impensabile in un portatilino da poco più di 1.000 euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cosa-non-fare&#34;&gt;Cosa non fare&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni volta che ho per le mani un nuovo Mac non mi accontento di configurare il sistema ma devo sempre reinstallare da zero il sistema operativo. Mi rendo conto che può sembrare una fissazione, ma reinstallare il sistema operativo mi serve non solo per osservare di persona il processo di installazione delle varie versioni di macOS,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma anche per fare una prima valutazione della velocità della macchina, ed in particolare della sua memoria di massa, SSD oggi o disco rigido meccanico fino a qualche anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma se volete un consiglio, con Big Sur non provate anche voi a reinstallare da zero il sistema operativo (a meno che non siate obbligati a farlo), perché è facile sbagliare e ritrovarsi con un sistema non funzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quando il sistema operativo non viene più distribuito su un supporto fisico, per reinstallare macOS bisogna riavviare il Mac e accedere alle utility di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/mac&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;. Sui Mac con processore Intel la procedura &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;è ben nota&lt;/a&gt;: per reinstallare la versione di macOS installata in precedenza su quel Mac bisogna premere COMMAND (⌘) ed R all&amp;rsquo;avvio (mentre &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;altre combinazioni di tasti&lt;/a&gt; permettono di installare l’ultima versione di macOS compatibile con il Mac in uso, oppure quella fornita originariamente con il sistema).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui Mac con processore M1 la procedura di accesso a macOS Recovery è stata ulteriormente semplificata, si deve spegnere il Mac e riaccenderlo continuando a premere il tasto di accensione finche non compare la scritta &amp;ldquo;Carico opzioni di avvio&amp;hellip;&amp;rdquo;. Dopo qualche secondo comparirà una nuova finestra, dove bisogna selezionare il pulsante &lt;code&gt;Opzioni&lt;/code&gt; e fare click su &lt;code&gt;Continua&lt;/code&gt; (Figura 1), aprendo così la finestra principale di macOS Recovery con l&amp;rsquo;elenco delle utility disponibili (Figura 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/macos-big-sur-as-recovery-options.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Foto tratta dal sito di supporto di Apple, documento &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT211983&#34;&gt;HT211983&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2021-10-29-macbook-air-m1-la-non-recensione-prime-impressioni-e-reinstallazione-di-macos-big-sur/macos-big-sur-recovery-utilities.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Foto tratta dal sito di supporto di Apple, documento &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212541&#34;&gt;HT212541&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta arrivato a questo punto, in genere uso Utility Disco per formattare il disco di avvio, dandogli un nome più significativo del solito &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt; di default, e poi eseguo l&amp;rsquo;installatore di macOS. Ed è proprio quello che ho fatto anche questa volta. Ma non ho tenuto conto che, quando il disco è formattato in APFS, il &lt;code&gt;Volume&lt;/code&gt; su cui è preinstallato il sistema operativo non coincide necessariamente con l&amp;rsquo;intero disco rigido (non chiedetemi di spiegarlo meglio perché non ho ancora capito bene come funziona APFS). Il risultato finale è che, una volta uscito da Utility Disco e fatto partire il programma di installazione di Big Sur, mi sono ritrovato davanti un messaggio di errore che mi informava che non c&amp;rsquo;era &amp;ldquo;Nessun utente disponibile per l&amp;rsquo;autorizzazione&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun utente???&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La temperatura esterna era ancora tiepida, ma ho sentito lo stesso i brividi correre dietro la schiena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi casi &amp;ndash; lo dico sempre ma è facile dimenticarsene &amp;ndash; non bisogna mai farsi prendere dal panico, spegnere di brutto il computer o cliccare all&amp;rsquo;impazzata senza sapere bene cosa si sta facendo. La cosa più sensata da fare, invece, è prendersi una pausa, calmare l&amp;rsquo;ansia bevendo un tè o magari una camomilla, e poi andare a fare un giro su Google in cerca di informazioni affidabili. Per fortuna non sono l&amp;rsquo;unico ad aver fatto questa sciocchezza ed Apple ne è ben consapevole, per cui ho trovato subito un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212541&#34;&gt;ottimo articolo sul supporto Apple&lt;/a&gt; che spiega in dettaglio il significato dell&amp;rsquo;errore e cosa fare per correggerlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta letto l&amp;rsquo;articolo, è stato un attimo tornare in Utility Disco, cliccare sul menu &lt;code&gt;Vista&lt;/code&gt; e attivare la voce &lt;code&gt;Mostra tutti i dispositivi&lt;/code&gt;, in modo da riuscire a selezionare e ad inizializzare la radice del disco (quella denominata &lt;code&gt;APPLE SSD&lt;/code&gt; seguita da un serie di numeri e lettere), cancellando così ogni minima traccia di macOS dall&amp;rsquo;SSD dell&amp;rsquo;Air.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su un Mac con processore M1, questa procedura comporta il riavvio automatico del computer che, dopo essere stato riattivato tramite Internet, torna di nuovo in &lt;code&gt;macOS Recovery&lt;/code&gt; utilizzando di default la lingua inglese. Una volta scelta la lingua preferita dal menu &lt;code&gt;File&lt;/code&gt;, si può finalmente reinstallare il sistema operativo senza altri problemi. Per maggiori dettagli si può far riferimento al &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT212030&#34;&gt;documento HT212030&lt;/a&gt; sul sito di supporto Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con un Mac con processore Intel, la procedura non comporta il riavvio automatico del sistema, ma per il resto è identica alla precedente ed è descritta molto bene nel &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT208496&#34;&gt;documento di supporto HT208496&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;reinstallazione-di-big-sur&#34;&gt;Reinstallazione di Big Sur&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E dopo questa &lt;strong&gt;lunga descrizione di cosa non fare&lt;/strong&gt;, veniamo finalmente all&amp;rsquo;installazione di macOS Big Sur sul MacBook Air. Il processo di installazione in sé è senza storia, ormai basta cliccare due o tre volte sul tasto Continua e il sistema fa tutto da solo. L&amp;rsquo;unico aspetto su cui bisogna fare un minimo di attenzione è la scelta del disco su cui installare macOS, ma l&amp;rsquo;Air ha solo un SSD interno per cui non si può sbagliare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che invece è molto interessante è il &lt;strong&gt;tempo di installazione&lt;/strong&gt;. L&amp;rsquo;installatore di Big Sur è molto grosso ed occupa ben 12.5 GB, il 50% in più di Catalina (8.3 GB) e il doppio di Mojave (6 GB), ma nonostante ciò l&amp;rsquo;installazione sull&amp;rsquo;Air dura appena 20 minuti, il tempo di preparare un caffè con la moka e di leggere le nuove email.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Da anni non annoto più i tempi di installazione di macOS sui Mac che mi passano per le mani, ma 20 minuti per una installazione completa (e così grossa!) sono davvero pochi, a quanto ricordo i tempi normali di installazione su disco SSD sono di almeno il doppio, ed è meglio non parlare di quanto durava un&amp;rsquo;installazione su un disco rigido meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, già il processo di installazione di Big Sur sembra indicare chiaramente quali saranno le prestazioni velocistiche di questo piccolo portatile. Ma di questo ne parliamo la &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passando da Lion a Big Sur, senza nemmeno bisogno di tornare indietro nel tempo fino a Jaguar o a Tiger, le differenze nel processo di installazione di macOS sono davvero notevoli. Peccato solo che, a partire da Yosemite, abbiano tolto il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=GjIdk7-PqJM&amp;amp;t=5s&#34;&gt;video musicale di benvenuto&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cambiano le versioni di macOS ma quello che rimane sempre costante è la scarsa accuratezza dei tempi riportati dall&amp;rsquo;installatore. Sull&amp;rsquo;Air M1, l&amp;rsquo;installer di Big Sur prevedeva inizialmente di impiegare ben 3 ore, per poi accelerare progressivamente fino al minuto finale, che in realtà è durato almeno cinque minuti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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