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    <title>Mac Studio on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Mac Studio on Melabit</description>
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      <title>LM Studio, un LLM sul tuo computer</title>
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      <pubDate>Mon, 31 Mar 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Chi mi conosce sa che uso gli LLM (Large Language Models, ovvero modelli linguistici di grandi dimensioni) per quello in cui servono davvero, ma sono scettico, anzi molto scettico, sul fatto che siano davvero &lt;em&gt;intelligenti&lt;/em&gt; o che possano &lt;a href=&#34;https://openai.com/index/planning-for-agi-and-beyond/&#34;&gt;risolvere qualunque problema&lt;/a&gt;, come ci ripetono tutti i giorni quelli di OpenAI, di Microsoft, di Google o di Meta. I quali, guarda caso, sugli LLM hanno investito (o buttato, vedete voi) una quantità indegna di dollari e hanno tutto l&amp;rsquo;interesse a spingere chiunque ad usarli in modo parossistico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;llm-ovvero-tanta-statistica-al-lavoro&#34;&gt;LLM, ovvero (tanta) statistica al lavoro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà gli LLM non &lt;em&gt;comprendono&lt;/em&gt; il significato dei testi che generano, tutto quello che fanno è &lt;em&gt;predire&lt;/em&gt; ciascuna parola, pescandola fra quelle presenti nei miliardi di documenti che hanno analizzato. I modelli statistici su cui si basano non sono in grado di verificare la veridicità delle informazioni, né hanno una reale consapevolezza del contesto della frase, ma si basano esclusivamente sulla probabilità di comparsa di ogni  parola in un testo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo conduce spesso ad &lt;a href=&#34;https://prompt.16x.engineer/blog/why-chatgpt-cant-count-rs-in-strawberry&#34;&gt;errori&lt;/a&gt;, a volte &lt;a href=&#34;https://www.sify.com/ai-analytics/the-hilarious-and-horrifying-hallucinations-of-ai/&#34;&gt;ridicoli&lt;/a&gt;, altre volte &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/ai/2024/10/hospitals-adopt-error-prone-ai-transcription-tools-despite-warnings/&#34;&gt;molto pericolosi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica, gli LLM sono degli studenti che hanno imparato la lezione a memoria, ma che non riescono ad andare oltre ciò che è scritto nel libro di testo. E ogni tanto sbagliano pure la pagina del libro!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta compresi questi limiti, gli LLM si rivelano molto utili se li consideriamo degli strumenti informatici come tanti altri e ne sfruttiamo l&amp;rsquo;enorme capacità di elaborazione del linguaggio per analizzare un testo, per riassumerlo o espanderlo, per tradurlo in altre lingue e così via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;gli-llm-sul-web&#34;&gt;Gli LLM sul web&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il modo più comune per usare un LLM è nella forma di un &lt;a href=&#34;https://learnprompting.org/docs/basics/chatbot_basics&#34;&gt;&lt;em&gt;chatbot&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, ovvero di un sistema interattivo al quale si fanno domande e si ottengono risposte, simulando una normale conversazione fra umani. Nella maggior parte dei casi tutto ciò avviene tramite una interfaccia web come quella di &lt;a href=&#34;https://chatgpt.com/&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&#34;https://copilot.microsoft.com&#34;&gt;Copilot&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&#34;https://gemini.google.com/&#34;&gt;Gemini&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&#34;https://claude.ai/&#34;&gt;Claude&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;https://chat.mistral.ai/&#34;&gt;Mistral AI&lt;/a&gt;. Senza dimenticare &lt;a href=&#34;https://chat.deepseek.com/&#34;&gt;DeepSeek&lt;/a&gt;, che tanta controversia ha generato negli ultimi due mesi (e che useremo fra poco).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni chatbot hanno anche delle applicazioni native per dispositivi desktop o mobili (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://openai.com/chatgpt/download/&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://claude.ai/download&#34;&gt;Claude&lt;/a&gt;), ma non credo di sbagliarmi se dico che sono poco più di interfacce per l’accesso rapido alla versione web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti i casi, il processo di generazione avviene sempre su un server remoto di un data center collocato chissà dove. Un dettaglio quasi sempre irrilevante, ma che può creare molti problemi se utilizziamo un LLM per elaborare dei dati personali o delle informazioni riservate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;gli-llm-in-locale&#34;&gt;Gli LLM in locale&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non siamo mica costretti ad usare un LLM sul web! Moltissimi LLM possono essere usati in locale, direttamente sul proprio computer. E non abbiamo nemmeno bisogno di darci da fare con il Terminale, come succede con &lt;a href=&#34;https://github.com/ollama/ollama&#34;&gt;ollama&lt;/a&gt;, ma possiamo rimanere comodamente nell&amp;rsquo;ambiente familiare di un normale programma per il nostro Mac, o per un PC su cui gira Windows o Linux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di questi programmi ce ne sono una infinità, ma hanno tutti dei tratti comuni: una volta installato il programma, bisogna prima di tutto scaricare uno (o più) &lt;em&gt;modelli&lt;/em&gt; da utilizzare;&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; dopo di che potremo interagire con il modello direttamente attraverso l’interfaccia del programma, senza che nemmeno un byte di quello che facciamo lasci il nostro computer per il mondo sempre più ostile della rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lm-studio&#34;&gt;LM Studio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quale programma scegliere fra i tanti disponibili, come &lt;a href=&#34;https://msty.app/&#34;&gt;Msty&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://lmstudio.ai/&#34;&gt;LM Studio&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.nomic.ai/gpt4all&#34;&gt;GPT4All&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://jan.ai/&#34;&gt;Jan&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.librechat.ai/&#34;&gt;LibreChat&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so voi, ma a me &lt;a href=&#34;https://lmstudio.ai/&#34;&gt;LM Studio&lt;/a&gt; ha fatto una buona impressione fin dall&amp;rsquo;inizio. LM Studio gira sui tre sistema operativi principali, ma per utilizzarlo su  macOS serve un processore Apple Silicon, mentre su Linux serve un processore Intel. Solo la versione per Windows supporta sia i processori Intel che ARM (ma sarei proprio curioso di vedere come funziona sotto Windows per ARM).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La versione attuale è la 0.3.14 e l&amp;rsquo;installazione sul Mac richiede, come al solito, di fare doppio click sul file &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; e di trascinare l&amp;rsquo;icona del programma sulla cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;. Sul Mac l&amp;rsquo;applicazione occupa ben 1.26 GB, quindi non è esattamente un programma &lt;em&gt;leggero&lt;/em&gt;. Del resto si basa su &lt;a href=&#34;https://www.electronjs.org/&#34;&gt;Electron&lt;/a&gt;, e questo spiega tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-installation.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-installation.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su Linux il processo di installazione è molto simile, perché il programma è disponibile in formato &lt;a href=&#34;https://appimage.org/&#34;&gt;&lt;code&gt;AppImage&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;. Questo significa che, oltre all&amp;rsquo;eseguibile vero e proprio, include al suo interno tutte le librerie e i file di supporto necessari per l&amp;rsquo;esecuzione, né più né meno di come avviene da decenni su macOS. Per Windows, invece, bisogna eseguire il solito installer, che spargerà di tutto in ogni anfratto del sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;alla-scoperta-di-lm-studio&#34;&gt;Alla scoperta di LM Studio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto, non resta che eseguirlo per la prima volta. La prima cosa da fare è scaricare un primo modello, in modo da poter iniziare ad usare il programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-1.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io scelgo il modello proposto di default, che guarda caso è una versione &lt;a href=&#34;https://www.datacamp.com/blog/distillation-llm&#34;&gt;&lt;em&gt;distillata&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di DeepSeek con &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; 7 miliardi di parametri (quella completa ne ha 100 volte di più). Il modello occupa 4.7 GB e viene scaricato nella directory nascosta &lt;code&gt;~/.lmstudio/models/&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-2.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il processo di download non è per niente veloce, per cui bisogna armarsi di un bel po&amp;rsquo; di pazienza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-3.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come consigliato dallo stesso programma, mentre il download prosegue vado avanti ad esplorare l&amp;rsquo;interfaccia, che è quella classica a cui ormai siamo abituati, con una grossa area centrale dedicata al dialogo con il chatbot di turno, mentre la colonna laterale ospita alcune icone che, dall&amp;rsquo;alto in basso, consentono di attivare la modalità &lt;code&gt;Chat&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;Developer&lt;/code&gt; e di verificare quali modelli sono installati sulla nostra macchina e quali altri modelli sono disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-main-screen.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima icona in basso a sinistra mostra lo stato del download del modello. Cliccandoci sopra si possono avere informazioni sulla quantità di dati già scaricati, il tempo previsto per il completamento e, se necessario, mettere in pausa o interrompere il processo di scaricamento. Se il processo di scaricamento va in &lt;em&gt;timeout&lt;/em&gt;, è anche possibile riprenderlo dal punto in cui si era interrotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-download-model.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-download-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il modello scelto a me è successo più volte, per cui dategli una occhiata ogni tanto. Una volta concluso lo scaricamento del modello, è necessario caricarlo in LM Studio per poterlo usare. Per farlo, si possono usare due bottoni &lt;code&gt;Load Model&lt;/code&gt; distinti, per cui è difficile dimenticarselo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-load-model.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-load-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta caricato il primo modello, l&amp;rsquo;interfaccia di LM Studio cambia leggermente, mostrando al centro della finestra alcuni prompt di esempio. Nella barra superiore, il nome del modello caricato appare al centro, affiancato da due icone: quella a sinistra consente di configurare i parametri del modello, mentre quella a destra permette di sostituire il modello corrente con un altro. Un&amp;rsquo;icona a forma di &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Beuta&#34;&gt;beuta&lt;/a&gt; sulla destra offre l&amp;rsquo;accesso alle impostazioni avanzate di configurazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-main-screeen-with-model.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-main-screeen-with-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La barra inferiore del programma mostra alcune informazioni utili, a sinistra la versione di LM Studio e a destra la quantità di RAM e di CPU in uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-status-bar.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-status-bar.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima icona a destra della barra inferiore permette di accedere alle impostazioni del programma. Ed è anche l&amp;rsquo;unico modo per farlo perché, stranamente, non esiste una voce di menu dedicata a queste impostazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-settings.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-settings.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La stessa barra permette anche di selezionare la modalità di utilizzo del programma, scegliendo fra &lt;code&gt;User&lt;/code&gt; (che nasconde le icone laterali), &lt;code&gt;Power User&lt;/code&gt; (la modalità predefinita) e &lt;code&gt;Developer&lt;/code&gt; (che apparentemente non modifica l&amp;rsquo;interfaccia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-mode.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-mode.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mettiamo-lm-studio-alla-prova&#34;&gt;Mettiamo LM Studio alla prova&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto non resta che mettere LM Studio (e DeekSeek) alla prova, magari usando uno dei prompt di esempio. Non ho bisogno di chiedere a una intelligenza artificiale qual&amp;rsquo;è la capitale della Francia, il cubo di Rubik è una roba troppo anni &amp;lsquo;80, vediamo come se la cava con la matematica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Deepseek ci pensa su un minuto, ma poi tira fuori una bella prova del teorema di Pitagora basata sulle proporzioni. Come gli ho chiesto esplicitamente, formatta pure le equazioni in LaTeX, che è sempre una bella cosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-math-prompt.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-math-prompt.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se clicco sul triangolino nel box &lt;code&gt;Thoughts&lt;/code&gt;, mostra perfino il ragionamento che ha seguito per arrivare a quella dimostrazione. Davvero niente male!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-math-thoughts.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-math-thoughts.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora ho usato un Mac Mini M1 con 16 GB di RAM. Ma io ho a disposizione anche un Mac Studio M2 Ultra con 192 GB di RAM, quanto ci metterà?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fare un confronto non è semplice perché, anche se si usa esattamente lo stesso prompt, le risposte del Mac Mini e del Mac Studio sono sempre diverse, a dimostrazione della natura puramente statistica dei &lt;em&gt;ragionamenti&lt;/em&gt; fatti dagli LLM. Lo si può vedere nelle due immagini qui sotto, dove il Mini è riconoscibile per il tema chiaro che ho usato finora, mentre il Mac Studio è configurato per usare un tema scuro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-pythagorean-theorem-macmini.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-pythagorean-theorem-macmini.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-pythagorean-theorem-macstudio.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-pythagorean-theorem-macstudio.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ripetendo la stessa domanda per cinque volte sul Mac Mini, il tempo di risposta varia tra 80 e 120 secondi, con una velocità costante di 10-11 token al secondo.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Sul Mac Studio, invece, le risposte vengono generate in 15-45 secondi, con una velocità di 60-70 token al secondo. Ad occhio e croce, quindi, la velocità di generazione del testo sul Mac Studio è circa 6-7 volte maggiore di quella del Mac Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;abbassiamo-la-temperatura&#34;&gt;Abbassiamo la temperatura&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma io sono testardo e, per confrontarli in modo più accurato, vorrei che i due Mac mi diano sempre la stessa risposta. Per riuscirci, devo cliccare sull&amp;rsquo;icona a forma di &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Beuta&#34;&gt;beuta&lt;/a&gt; in alto a destra e impostare &lt;em&gt;Temperature&lt;/em&gt; a zero (il valore di default è 0.8).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-model-advanced-config.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-model-advanced-config.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In queste condizioni,o il Mac Mini impiega da da 75 a 140 secondi per elaborare le sue risposte, mentre il Mac Studio ce la fa in 11-22 secondi. La cosa strana è che, nonostante le risposte siano sempre le stesse, il numero di token generati cambia ogni volta, per cui anche in questo caso la velocità del Mac Mini è sempre di 10-11 token al secondo, mentre il Mac Studio è meno costante e genera 60-80 token al secondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per uno studio più scientifico bisognerebbe lavorare in condizioni molto più controllate, ma per ora ci possiamo accontentare di dire che, anche con questa configurazione, il Mac Studio è almeno 6-7 volte più veloce del Mac Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;e-chatgpt&#34;&gt;E ChatGPT?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, quanto ci mette ChatGPT? Se gli faccio la solita domanda sul teorema di Pitagora attivando l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Reason&lt;/code&gt;, ChatGPT mi propone due risposte diverse, molto dettagliate e ben scritte. E per farlo ci mette appena 28 secondi, che è un tempo paragonabile a quello del Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/chatgpt-pythagorean-theorem.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/chatgpt-pythagorean-theorem.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere che sono impressionato dalla velocità di ChatGPT. È vero che ChatGPT gira su dei server che non hanno nulla da spartire con i miei due Mac, però è altrettanto vero che questi devono rispondere a migliaia di richieste in parallelo alla mia, mentre i Mac sono solo al mio servizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni-per-ora&#34;&gt;Conclusioni (per ora)&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso l&amp;rsquo;obiettivo di questo articolo non è mettere a confronto ChatGPT con altri LLM, ma verificare se è possibile utilizzare un LLM direttamente sul nostro computer, evitando di far girare informazioni riservate per la rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È anche vero che sia il Mac Mini che il Mac Studio non si accorgono nemmeno che LM Studio sta effettuando le sue elaborazioni, quindi ci dovrebbe essere spazio per delle ottimizzazioni. Ma questo (e altro) lo vedremo nel prossimo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un &amp;ldquo;modello&amp;rdquo; è l&amp;rsquo;insieme dei pesi, delle regole matematiche e delle strutture neurali che costituiscono un determinato LLM.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un &amp;ldquo;token&amp;rdquo; è l&amp;rsquo;unita fondamentale di testo elaborata dal modello e può corrispondere a una parola intera, a una parte di parola, a uno spazio o a un segno di punteggiatura. La scelta di rappresentare una parola con un solo token o con più token dipende dalla sua frequenza d&amp;rsquo;uso. Se una parola è molto comune, verrà utilizzato un singolo token per rappresentarla. Se invece una parola è usata di rado, non ha senso aggiungere l&amp;rsquo;intera parola al vocabolario del modello, ma questa verrà scomposta in sottoparole più comuni.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Diritto alla riparabilità: i prodotti Apple</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono il tipo che rimpiange i &amp;ldquo;bei vecchi tempi&amp;rdquo; che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent&amp;rsquo;anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant&amp;rsquo;anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l&amp;rsquo;anno, in alcune zone d&amp;rsquo;Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è una cosa che rimpiango del passato: la possibilità di mettere le mani nei computer, cambiando componenti fondamentali come il disco o la RAM e, nei desktop, anche la scheda grafica o il processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, i computer odierni sono dei mostri di potenza rispetto a quelli di 10-15 anni fa, e questo deriva anche (ma non solo) dall&amp;rsquo;integrazione sempre più spinta dei componenti, che rende i computer attuali dei sistemi unici e molto meno modulari rispetto al passato. Ma questo significa anche che sono diventati &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Mac&amp;#43;Studio&amp;#43;2023&amp;#43;Housing&amp;#43;Replacement/165221&#34;&gt;più complicati da smontare&lt;/a&gt; di una &lt;a href=&#34;https://www.vanishingincmagic.com/puzzles-and-brainteasers/articles/what-is-a-japanese-puzzle-box/&#34;&gt;scatola segreta giapponese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-11-diritto-alla-riparabilita-i-prodotti-apple/DALL-E-2024-11-08.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: Immagine di una scatola segreta giapponese generata da &lt;a href=&#34;https://openai.com/index/dall-e&#34;&gt;DALL-E&lt;/a&gt; attraverso &lt;a href=&#34;https://chatgpt.com&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Apple in questo è stata un precursore, nel senso che, se la memoria non mi inganna, è stata la prima azienda a integrare in modo sempre più spinto i componenti dei propri prodotti hardware. A volte a ragione, come nel caso degli iPhone, dove la batteria integrata permette di prolungarne la durata diminuendo allo stesso tempo il peso dello smartphone, oppure degli AirPods e dell&amp;rsquo;Apple Watch, che senza questa integrazione non potrebbero proprio esistere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i Mac questa integrazione ha portato ad una chiusura eccessiva del prodotto finale, snaturando l&amp;rsquo;idea di computer che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=VtvjbmoDx-I&#34;&gt;&lt;em&gt;cambiano il mondo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e che permettono di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=iKS0EIyevSU&#34;&gt;&lt;em&gt;pensare in modo differente&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo l&amp;rsquo;iMac. Gli iMac G5, quelli prodotti a partire dal 2004 per intenderci, si aprivano dal retro &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5&#34;&gt;svitando tre viti&lt;/a&gt; e davano accesso a tutto l&amp;rsquo;interno della macchina, permettendo di cambiare praticamente tutto, perfino il display LCD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a un certo punto &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/07/10/jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/&#34;&gt;certi progettisti&lt;/a&gt; più attenti al design che alla funzionalità hanno deciso che il corpo dell&amp;rsquo;iMac doveva essere un pezzo unico di alluminio (&lt;em&gt;unibody&lt;/em&gt;), trasformando lo schermo LCD nell&amp;rsquo;unico punto di accesso all&amp;rsquo;interno del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Smontare uno schermo LCD da 20 e più pollici non è una operazione alla portata di tutti, soprattutto se questo non è fissato non con delle semplici viti (già immagino lo sguardo disgustato dei progettisti di cui sopra), ma con dei potenti magneti o, peggio ancora, con delle strisce iperadesive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, una volta superato questo primo ostacolo, anche cambiare la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;RAM&amp;#43;Replacement/136306&#34;&gt;RAM&lt;/a&gt; o la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;PRAM&amp;#43;Battery&amp;#43;Replacement/136307&#34;&gt;batteria interna&lt;/a&gt; è diventata una operazione che costringe a fare a pezzi l&amp;rsquo;intero computer, nonostante l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://guide-images.cdn.ifixit.com/igi/6A4EHvapeoMdolHS.large&#34;&gt;interno del Mac sia mezzo vuoto&lt;/a&gt; o quasi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Oggi è anche peggio. Quando acquistiamo un Mac con processore Apple Silicon siamo obbligati a decidere al momento dell&amp;rsquo;acquisto la dimensione della RAM e del disco SSD. Dato che questi due componenti sono integrati nel blocco del processore (la RAM) o saldati sulla scheda logica (l&amp;rsquo;SSD), la loro dimensione non potrà più essere modificata, a meno di non cambiare l&amp;rsquo;intera scheda logica (oppure di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=E3N-z-Y8cuw&#34;&gt;modifiche fai-da-te da prendere con le pinze&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per garantire una vita più lunga al proprio nuovo Mac, tanti utenti preferiscono quindi largheggiare con le dimensioni di questi componenti. Ma questo significa dover sottostare ai prezzi letteralmente da rapina praticati da Apple: 230 euro in più per passare dal ridicolo disco SSD da 256 GB ad uno più normale da 512 GB, e ben 460 euro per il salto fino a 1 TB. Oppure altri 230 euro per ogni 8 GB di RAM in più rispetto al modello base.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il bello è che gli iMac odierni sono sottili quanto un Air, ma dentro sono praticamente vuoti e, per di più, sono di nuovo &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/iMac&amp;#43;M3&amp;#43;24-Inch&amp;#43;Teardown:&amp;#43;Apple%E2%80%99s&amp;#43;Most&amp;#43;Replaceable&amp;#43;Battery-/172727&#34;&gt;molto facili da smontare&lt;/a&gt;. Con tanto spazio libero, ci voleva molto ad inserire qualche connettore per aggiungere un secondo disco SSD o dell&amp;rsquo;altra RAM? Questi componenti sarebbero di sicuro meno efficienti a quelli integrati, ma permetterebbero di adattare meglio la macchina alle esigenze variabili nel tempo dei suoi utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: ma queste scelte ingegneristiche rendono il Mac più affidabile, dato che non ci sono connettori che possono rovinarsi. La semplificazione delle connessioni sulla scheda logica permette anche di renderla sempre più piccola, più facile da progettare e di conseguenza più economica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto vero. Ma che ce ne facciamo di una scheda madre piccolissima quando l&amp;rsquo;iMac è già grande di suo? Inoltre, la scheda logica sarà anche più economica da produrre per Apple, ma l’utente finale non ne ricava alcun vantaggio: sostituirla può costare intorno ai 1000 euro, rendendo di fatto più conveniente acquistare un Mac nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E quanto detto per l&amp;rsquo;iMac, vale a maggior ragione per il Mac Studio e il Mac Pro, macchine professionali di costo e dimensioni molto più importanti dell&amp;rsquo;iMac, ma che non possono lo stesso essere aggiornate dopo l&amp;rsquo;acquisto (il Mac Studio), oppure possono essere &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/77003/2023-mac-pro-teardown-still-grate-en&#34;&gt;aggiornate in modo molto limitato&lt;/a&gt; (il Mac Pro) usando quasi esclusivamente &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/101787&#34;&gt;componenti proprietari&lt;/a&gt; Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ha senso tutto ciò? I Mac sono prodotti che durano anni ed anni, e chi li compra lo fa non solo perché sono belli, ma direi soprattutto per l&amp;rsquo;eccellente integrazione fra hardware, software e il resto dell&amp;rsquo;ecosistema Apple. Rendere le macchine più accessibili e più facilmente aggiornabili li renderebbe anche più &lt;em&gt;adattabili&lt;/em&gt;, e sarebbe un colpo da maestro anche per l&amp;rsquo;immagine di Apple, che ultimamente sembra un po&amp;rsquo; appannata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte certi modelli da 27&amp;quot; che hanno mantenuto uno sportellino che permetteva di accedere facilmente alla RAM.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto stesso che questi prezzi siano sempre uguali dimostra che dietro di essi non c&amp;rsquo;è una motivazione tecnica, ma solo una scelta di marketing.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Da Air ad Air</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-26-da-air-ad-air/fluximageai-1724448260028.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;suo MacBook Air M1&lt;/a&gt; era stato requisito dalla nostra figlia più grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a &lt;a href=&#34;https://appleworld.today/2022/03/steve-jobs-four-quadrant-plan-would-no-longer-work-but-apples-product-line-is-overly-complicated/&#34;&gt;quattro quadranti&lt;/a&gt; introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; quindi bisogna fare delle scelte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno potrebbe chiedersi: cosa ce ne importa a noi lettori di questo blog del computer di tua moglie? È vero, è una questione che al mondo interessa meno di zero. Tuttavia, le esigenze di mia moglie sono molto più rappresentative di quelle dell&amp;rsquo;utente medio di quanto possano essere le mie, quindi queste considerazioni potrebbero rivelarsi utili per orientarsi un po&amp;rsquo; meglio tra l&amp;rsquo;offerta Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per cominciare, niente computer desktop, quindi niente Mac Mini o iMac (il Mac Studio e il Mac Pro non sono certo destinati ad un utente medio come mia moglie). Io preferisco ancora i desktop, del resto uso ogni giorno sia un Mac Studio che un Mini, ma è anche vero che ho a disposizione diversi portatili ed iPad per le mie esigenze mobili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando il computer personale è unico, non c&amp;rsquo;è dubbio, un portatile è ormai la scelta di gran lunga più pratica e flessibile. Tanto più che in pochi secondi lo si può trasformare in un vero e proprio desktop, semplicemente collegandolo ad un monitor e ad una tastiera/mouse wireless.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche prendere un MacBook Pro non aveva senso. Le esigenze di mia moglie sono molto basiche e qualunque Air con processore Apple Silicon è in grado di soddisfare le sue necessità per parecchi anni a venire (figlie permettendo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se fosse dipeso da me, avrei preso l&amp;rsquo;Air M3 da 15&amp;quot;, perché uno schermo di quelle dimensioni è ideale per chi trascorre l&amp;rsquo;intera giornata davanti al computer. Ma per mia moglie è molto più importante la portabilità; poter mettere l&amp;rsquo;Air in una borsa insieme a penne, libri e compiti conta molto di più di uno schermo più grande, tanto più che usa poche applicazioni e non ha bisogno di passare continuamente da una all&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine rimane il MacBook Air da 13&amp;quot;, che è senza alcun dubbio il prodotto più equilibrato in termini di rapporto fra prestazioni e prezzo. Si trattava solo di scegliere se il modello 2022 con processore Apple Silicon M2 o quello di quest&amp;rsquo;anno con processore M3.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è stato molto da lambiccarsi: su Amazon, a fine luglio, il MacBook Air M2 era in offerta con uno sconto interessante mentre l&amp;rsquo;M3 era disponibile solo a prezzo pieno, con una differenza di prezzo di circa 300-400 euro a seconda del colore. Il piccolo incremento di prestazioni garantito dal processore M3, a mio avviso, non giustificava il dover spendere il 25% in più. E quindi che M2 sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho scelto il modello Mezzanotte, costava un po&amp;rsquo; di più ma il colore è bellissimo e molto più elegante dell&amp;rsquo;Argento o Grigio siderale degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quali considerazioni si possono trarre da questa storia?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credo di averlo già scritto più volte, ma lo ribadisco anche qui: il MacBook Air è in questo momento il computer più interessante prodotto da Apple. Ha un rapporto prestazioni/prezzo davvero eccezionale ed è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze della stragrande maggioranza degli utenti, a parte quelli davvero &lt;em&gt;pro&lt;/em&gt; che hanno bisogno di un computer in grado di lavorare al massimo delle prestazioni per lunghi periodi di tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro asso nella manica dell&amp;rsquo;Air è la batteria, che è davvero in grado di durare per tutto il giorno (io mi porto dietro il caricatore solo quando viaggio). Il fatto che l&amp;rsquo;Air sia totalmente silenzioso può sembrare un dettaglio da poco, ma in certe situazioni si rivela estremamente utile, come in un&amp;rsquo;aula di lezione oppure di notte (so di cosa parlo, anni fa avevo un portatile le cui ventole erano sempre attive e facevano il rumore di un aereo al decollo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ha senso spendere troppo per comprare un computer solo &lt;em&gt;nel caso servisse&lt;/em&gt;. Il mercato elettronico è tumultuoso e quello che oggi è il top, venduto a prezzi premium, domani diventerà la norma e dopodomani sarà obsoleto. Di conseguenza, è preferibile acquistare il modello di computer che ci serve davvero &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;, magari utilizzando i soldi risparmiati per aggiornarlo (leggi sostituirlo) più  spesso. Senza dimenticare che, a differenza di 20-30 anni fa, un computer di qualità odierno è in grado, anche dopo alcuni anni, di eseguire tutto ciò che gli viene richiesto senza particolari rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso appena fatto non vale per i computer &lt;em&gt;da supermercato&lt;/em&gt;, quelle ciofeche da 500 euro che riescono a valere molto meno di quello che costano. Se avessi solo 500 euro da spendere, preferirei prendere un modello di qualità usato piuttosto che buttare i miei soldi in oggetti che, dopo un anno (e sono ottimista!), sono letteralmente da buttare via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, e mi dispiace molto dirlo, i computer desktop non se la passano affatto bene. Sono ancora indispensabili per chi ha bisogno di potenze di calcolo elevate o li tiene sempre accesi, magari utilizzandoli da remoto come se fossero server, ma la stragrande maggioranza degli utenti preferisce, giustamente, la flessibilità e la comodità di un portatile. Tanto più che il problema della durata della batteria, che una volta costringeva a cercare di continuo una presa elettrica, è stato sostanzialmente superato nei portatili Apple, che ormai sono in grado di funzionare senza alimentazione per l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. Anche nei portatili di qualità con Windows, in particolare quelli con processore ARM, questa limitazione sta diventando sempre meno significativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza arrivare, per fortuna, alle assurdità dei produttori di PC, i cui &lt;a href=&#34;https://www.hp.com/it-it/shop/&#34;&gt;prodotti impronunciabili&lt;/a&gt; differiscono spesso solo per particolari risibili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma (aggiornamento)</title>
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      <pubDate>Fri, 31 May 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-31-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/sonoma-bugs-update.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un paio di mesi fa ho &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;elencato alcuni bachi più o meno gravi di Sonoma&lt;/a&gt; di cui mi sono accorto mentre prendevo confidenza con l&amp;rsquo;ultima versione di macOS, prima sul nuovo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;Mac Studio M2 Ultra&lt;/a&gt; e poi sul &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/03/11/da-intel-ad-apple-silicon/&#34;&gt;Mac Mini M1&lt;/a&gt; di casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In quel momento stavo usando macOS Sonoma 14.3, che poco dopo ho aggiornato sul Mini alla versione 14.3.1. Con questa &lt;em&gt;minor release&lt;/em&gt; Apple ha corretto un paio dei bachi descritti, in particolare il baco relativo allo svuotamento del Cestino in uno Spazio a casaccio e quello che impediva di dare un nome decente ai file PDF generati dalla funzione di &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché uso la funzione di &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt; (virtuale) dei PDF soprattutto in Firefox, mi è venuto il dubbio che quest&amp;rsquo;ultimo baco fosse legato al browser piuttosto che al sistema operativo. Ma non è così. Sul Mini aggiornato il problema è scomparso, ma il Mac Studio, rimasto più a lungo alla versione 14.3, ha continuato a darmi fastidio nonostante avesse esattamente lo stesso browser del Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora su entrambe le macchine è installato macOS 14.5 e anche sul Mac Studio il problema dei nomi dei PDF è scomparso. Tutti gli &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;altri bachi segnalati&lt;/a&gt; continuano invece a presentarsi allegramente. Anzi, con questo post aggiungo due nuovi bachi, uno dei quali è finito immediatamente in cima alla mia &lt;a href=&#34;https://www.facebook.com/share/v/6KYMsC2rCoHTYpsd/&#34;&gt;lista di seccature&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il primo me l&amp;rsquo;ha segnalato &lt;a href=&#34;https://muloblog2.netlify.app&#34;&gt;Mimmo&lt;/a&gt; (grazie!) ai tempi di Sonoma 14.3 e riguardava Safari che ogni tanto nascondeva il testo contenuto nella selezione, come si può vedere nell&amp;rsquo;immagine qui sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-31-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/sonoma-safari-bug-zoom.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Non è un problema gravissimo, mi rendo conto, ma sorprende in un prodotto di un&amp;rsquo;azienda attenta ai minimi dettagli come Apple. L&amp;rsquo;avranno pensato anche dalle parti di Cupertino, dato che sembra essere stato risolto con il passaggio dalla versione 14.3 alla 14.5. Meglio così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro baco è così evidente che non capisco come mi sia sfuggita prima: ogni volta che apro una cartella con un gran numero di file, il Finder di Sonoma impiega un&amp;rsquo;eternità a mostrarli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da anni utilizzo un disco esterno USB per tenere tutto ciò che desidero conservare ma che non ho bisogno quotidianamente. Alcune cartelle contengono migliaia e migliaia di file, ma fino ad ora la visualizzazione del loro contenuto è sempre stata istantanea, o quasi. E questo anche se il disco è (o meglio era, ma di questo parlo dopo) un semplice disco meccanico, di qualità ma pur sempre meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Sonoma improvvisamente è cambiato tutto: ogni volta che apro una cartella molto piena, mi tocca aspettare diverse decine di secondi prima di vederne il contenuto. E quando dico decine di secondi intendo 40, 50, persino 60 secondi per una cartella con dentro 1.000-2.000 elementi.  Che saranno tanti, ma non sono certo la fine del mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa strana è che fino a Monterey, &lt;strong&gt;con lo stesso disco esterno&lt;/strong&gt;, la visualizzazione era praticamente istantanea, quindi escludo che sia un problema di lentezza del disco o del collegamento con il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per togliermi il dubbio ho perfino acquistato un disco SSD NVMe da 2 TB, che ho installato in un &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B0CK2292Z4&#34;&gt;hub esterno&lt;/a&gt; collegato al Mini tramite la porta USB-C. Ora la visualizzazione del contenuto delle cartelle è più veloce (e ci mancherebbe!) ma sempre molto meno veloce di quello che sarebbe normale aspettarsi. A occhio ci mette la metà del tempo di prima, che per un SSD NVMe, anche se esterno, mi pare comunque un risultato inaccettabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spero che Apple si sia accorta del problema e che ci metta una pezza con macOS 15. Altrimenti mi toccherà davvero scrivere un &lt;em&gt;bug report&lt;/em&gt;, e non ne ho la minima voglia.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Babbo Natale in ritardo</title>
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      <pubDate>Fri, 15 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-15-babbo-natale-in-ritardo/IMG_2221.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Babbo Natale è arrivato un po&amp;rsquo; in ritardo quest&amp;rsquo;anno, però mi ha portato un bel po&amp;rsquo; di Raspberry e Arduino, con accessori in quantità. Tutto pagato da un Ministero, che è sempre una bella soddisfazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora ho il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;Mac Studio&lt;/a&gt;, ho i Raspberry, ho gli Arduino, ho tutti i sensori che mi servono; non ho più scuse, devo mettermi a lavorare sul serio!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Da Intel ad Apple Silicon</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-11-da-intel-ad-apple-silicon/viktor-forgacs-WZT4YzbXiMk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@sonance&#34;&gt;Viktor Forgacs&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La transizione è conclusa, da alcuni giorni tutti i computer che uso per lavorare funzionano con un processore ARM Apple Silicon: un Mac Studio M2 Ultra di cui &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;ho già parlato a lungo&lt;/a&gt; e che sta sulla scrivania del mio ufficio, un Mac Mini M1 16 GB/1 TB &amp;ndash; rimasto semidimenticato su uno scaffale per motivi che non sto qui a dire &amp;ndash; nell&amp;rsquo;ufficio casalingo e un Mac Book Air M1 molto molto basico (appena 8 GB di RAM e 256 GB di SSD, la metà di quello di mia moglie) per usi &lt;em&gt;light&lt;/em&gt; e per quando devo andare in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo, dalla scorsa estate c&amp;rsquo;è anche un iPad Pro 11&amp;quot; M1 che è una vera meraviglia e merita un post a sé stante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac Studio e sul Mini gira Sonoma, che &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;non mi fa impazzire&lt;/a&gt; ma ormai c&amp;rsquo;è e ce lo dobbiamo tenere, mentre l&amp;rsquo;Air ha ancora Monterey. Appena possibile aggiornerò anche quello a Sonoma, per avere un ambiente coerente su tutte le macchine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che, rispetto ai modelli Intel che ho usato prevalentemente finora, le prestazioni sono di un altro pianeta. I benchmark &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;dicono&lt;/a&gt; già &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;molto&lt;/a&gt;, ma ancora di più vale l&amp;rsquo;esperienza di ogni giorno, i programmi che si aprono in un amen, la fluidità delle applicazioni più avide di risorse, gli script in Python o R che prima richiedevano di minuti di attesa e ora invece finiscono quasi prima di poter battere ciglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Un altro indice della velocità di queste macchine è il tempo impiegato per installare (come al solito) da zero il sistema operativo e tutti gli applicativi che mi servono (e sono parecchi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il Mini ho fatto tutto in un solo giorno (e si tratta di un centinaio di applicazioni da scaricare, registrare configurare una ad una), mentre un secondo giorno mi è servito per le cose più fini, come copiare i file da un Mac all&amp;rsquo;altro, configurare i meandri del sistema (una cosa piuttosto complicata che, per fortuna, la maggior parte degli utenti può risparmiarsi) e installare strumenti da Terminale come &lt;code&gt;homebrew&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;conda&lt;/code&gt;, che per me sono essenziali per lavorare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rosetta si è installata da sola la prima volte che ho aperto una applicazione solo Intel e finora tutte le applicazioni che ho installato girano senza problemi, anche quelle più di nicchia che richiedono librerie più o meno specializzate. Del resto sono passati più di tre anni dalla presentazione dei primi Mac M1 e le &lt;a href=&#34;https://developer.r-project.org/Blog/public/2020/11/02/will-r-work-on-apple-silicon/&#34;&gt;asperità&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.wafrat.com/installing-tensorflow-2-5-and-jupyter-lab-on-m1/&#34;&gt;iniziali&lt;/a&gt; dovrebbero essere state risolte da tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, la transizione da Intel ad Apple Silicon è stata facile, più facile di quello che mi sarei aspettato all&amp;rsquo;inizio e forse persino più facile del passaggio precedente da PowerPC a Intel. In ogni caso, molto più facile che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=WhvlomhAh3Q&#34;&gt;attraversare una strada trafficata di Roma&lt;/a&gt; negli anni &amp;lsquo;60.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/WhvlomhAh3Q?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;P.S. E i vecchi Mac che fine fanno? Come ho già &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;scritto altrove&lt;/a&gt;, ho in mente un nuovo progetto per riutilizzarli al meglio, le prime prove sono molto positive ma prima di scriverne preferisco essere sicuro di certi dettagli. &lt;em&gt;Stay tuned!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma</title>
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      <pubDate>Mon, 12 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-bugs.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uso il Mac per lavorare e quindi sono sempre restio ad aggiornare macOS troppo velocemente. In genere preferisco aspettare che la versione corrente maturi e qualche volta la salto completamente, magari perché ho letto un  &lt;em&gt;report&lt;/em&gt; &lt;a href=&#34;https://mjtsai.com/blog/2022/12/27/ventura-issues/&#34;&gt;particolarmente negativi&lt;/a&gt; o perché non mi ha convinto dopo averla usata su qualche computer di amici o colleghi (l&amp;rsquo;ho fatto ad esempio con Sierra, con Catalina e con Ventura).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora quindi tutti i Mac sotto il mio controllo, quelli che uso personalmente e quelli della famiglia, erano fermi a Monterey, che mi piace, è stabile, è veloce, ed è compatibile con tutte le applicazioni che uso ogni giorno (e sono parecchie).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il mio &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;nuovo Mac Studio&lt;/a&gt; ho dovuto fare una eccezione, perché arriva con Sonoma preinstallato e comunque non credo sia compatibile con Monterey. Forse lo è con Ventura, ma Ventura è una delle versioni sulla mia lista nera, quindi che senso avrebbe usarlo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;premessa&#34;&gt;Premessa&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sonoma mi ha indispettito sin dal giorno in cui ho letto che non avrebbe più permesso di convertire nativamente un file PostScript o EPS (Encapsulated PostScript) in un PDF. Lo so, oggi pochi usano PostScript e per convertire i miei vecchi file EPS posso sempre usare &lt;a href=&#34;https://eclecticlight.co/2023/09/27/how-to-convert-postscript-and-eps-files-in-sonoma-in-a-vm-apple-silicon/&#34;&gt;Ghostscript o un emulatore&lt;/a&gt; al posto di &lt;code&gt;Anteprima&lt;/code&gt;, ma è un fatto quasi &lt;em&gt;filosofico&lt;/em&gt;: macOS è un sistema operativo molto complesso e costituito da migliaia e migliaia di componenti che si incastrano uno nell&amp;rsquo;altro, davvero non c&amp;rsquo;era più spazio per mantenere il supporto per i file PostScript/EPS? &lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Appena ho iniziato ad usare Sonoma sul Mac Studio mi sono accorto che la mia contrarietà aprioristica aveva un fondamento reale, perché Sonoma è afflitto da un bel po&amp;rsquo; di bachi incomprensibili che non rendono giustizia a quello che può fare davvero il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;i-bachi-di-sonoma&#34;&gt;I bachi di Sonoma&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La maggior parte dei bachi di Sonoma di cui mi sono accorto si verificano nel &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchlp2605/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Finder&lt;/a&gt; e negli &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mh14112/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Spazi&lt;/a&gt;, il primo usatissimo da tutti gli utenti di macOS, l&amp;rsquo;altro meno diffuso fra i normali utenti ma presumibilmente popolare fra gli sviluppatori del sistema operativo. Alcuni bachi, poi, sono così evidenti che mi sembra davvero strano che non siano stati corretti nel corso del &lt;em&gt;beta-testing&lt;/em&gt;, né nei vari aggiornamenti che si sono succeduti in questi mesi. In ogni caso, sono tutti bachi presenti in Sonoma 14.3, la versione attualmente installata sul Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;elenco che segue è più o meno in ordine di importanza (personale), partendo dai bachi, diciamo così, più &lt;em&gt;veniali&lt;/em&gt;, piccole seccature che non incidono sull&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di macOS Sonoma, e arrivando fino a quelli davvero &lt;em&gt;mortali&lt;/em&gt; e ingiustificabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Subito dopo l&amp;rsquo;installazione di Sonoma, sfogliando la rete da un altro Mac, l’icona del Mac Studio appare come un punto interrogativo, mentre quella degli altri Mac pre-Sonoma è normale. Dopo alcune ore anche l&amp;rsquo;icona del Mac Studio torna alla normalità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni tanto, il messaggio di conferma dello svuotamento del Cestino appare in uno Spazio diverso da quello in cui si è eseguito il comando. Succede anche in Monterey, è vero, ma in quest&amp;rsquo;ultimo il Finder si sposta automaticamente nello Spazio del messaggio, permettendo di cliccare sul tasto di conferma. In Sonoma questo non succede e, non riuscendo a vedere il messaggio, si continua a provare a svuotare il cestino inutilmente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se usiamo  la funzione &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt; per generare un file PDF di un documento o di una pagina web, il file PDF non assume automaticamente il nome del documento di origine ma risulta essere &lt;code&gt;Senza titolo&lt;/code&gt;. Mai successo prima ed è una cosa davvero seccante.  Possibile che gli sviluppatori di macOS non generino mai un file PDF?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho l&amp;rsquo;impressione che il baco sia legato alla rimozione del supporto PostScript, ma non metterò la mano sul fuoco per questo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Siamo in una finestra del Finder e abbiamo impostato la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt;. Se trasciniamo un gruppo di file sotto il limite inferiore della finestra premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) e poi rilasciamo il mouse, le icone più in basso non vengono più visualizzate, dando l&amp;rsquo;impressione che i file siano scomparsi.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tornare a vederli, bisogna cambiare modalità di visualizzazione, scegliendo ad esempio di mostrare la lista dei file (&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;) e tornando poi alla vista per icone (&lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘)-&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;), oppure ci si deve spostare nella cartella superiore per poi tornare indietro, oppure si deve semplicemente chiudere la finestra corrente ed aprirne una nuova, selezionando di nuovo la cartella su cui stiamo lavorando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le figure qui sotto mostrano quello chi succede. La prima immagine mostra una cartella del Finder contenente una raccolta di documenti e altre cartelle.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qui ho selezionato alcuni file e li ho spostati in basso premendo contemporaneamente il tasto &lt;strong&gt;CMD&lt;/strong&gt; (⌘) (se non lo usassi, una volta oltrepassato il bordo inferiore i file più in basso si sposterebbero nella parte superiore della finestra). Questa operazione dovrebbe ingrandire la finestra virtuale del Finder, facendo comparire la  barra di scorrimento, ma su Sonoma questo non succede e sembra che i file siano scomparsi.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Passando alla vista come lista di file e ritornando poi alla vista per icone compare finalmente la barra di scorrimento, rendendo evidente che ci sono altri file sotto il bordo inferiore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-12-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/sonoma-finder-drag-bug-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Strettamente legato al baco precedente è questo: se apro una cartella del Finder dove è attiva la modalità &lt;code&gt;Allinea alla griglia&lt;/code&gt; e vi aggiungo un nuovo file, questo a volte non è visibile finché non eseguo una delle operazioni descritte prima. La stessa cosa succede creando o copiando una nuova cartella. Per non farsi mancare niente, questo baco si verifica in modo casuale, a volte va tutto bene altre no, generando ancora più confusione nel povero utente alle prese con il Finder di Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Supponiamo di avere due finestre sovrapposte in uno Spazio, diciamo lo Spazio numero 1. Se clicchiamo con il mouse sulla barra della finestra che sta sopra e, tenendo sempre premuto il pulsante del mouse, usiamo le combinazioni di tasti &lt;strong&gt;CTRL&lt;/strong&gt;(⌃)-&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;CTRL&lt;/strong&gt;-&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt; per spostarci nello Spazio numero 2 per poi  tornare in quello di partenza, al ritorno nello Spazio iniziale la finestra &lt;em&gt;viaggiatrice&lt;/em&gt; finisce sempre sotto quella rimasta ferma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/lnCxG2AVfgI?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Se ci sono tre o più finestre parzialmente sovrapposte, quella che va avanti e indietro fra gli Spazi finisce sempre &lt;strong&gt;sotto&lt;/strong&gt; la finestra che ha ricevuto il &lt;em&gt;focus&lt;/em&gt; prima della finestra &lt;em&gt;viaggiatrice&lt;/em&gt;, ma &lt;strong&gt;sopra&lt;/strong&gt; tutte le altre finestre del Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/NZxeilBRUsI?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo giochetto avviene solo con le finestre del Finder: se si sovrappone una finestra del Finder a una, diciamo, di Safari, la finestra del Finder che viene spostata fra uno Spazio e l&amp;rsquo;altro ricompare nello Spazio originale sempre sopra quella di Safari, proprio come dovrebbe essere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/SVtTsi-NVa4?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha visto i video qui sopra si sarà accorto di un&amp;rsquo;altro problema molto, ma molto serio: ogni volta che si trascina una qualunque finestra da uno Spazio all&amp;rsquo;altro si verifica uno &lt;strong&gt;sfarfallio&lt;/strong&gt; evidente dello sfondo della finestra, che potrebbe essere legato al codice che la ridisegna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;          &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/nUBGoUJiW_A?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;        &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Succede sul potentissimo Mac Studio, e succede sui Mac meno performanti (grazie Mimmo!), ma non è mai, mai, mai successo in tutte le versioni precedenti di macOS.&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa strana è che questa è una operazione comunissima per chi usa regolarmente gli Spazi, e mi pare incomprensibile che gli sviluppatori non se ne siano accorti oppure che, se l&amp;rsquo;hanno fatto, non abbiano posto rimedio prima del rilascio del sistema operativo. Ragazzi, ma è possibile che con i computer ultrapotenti che abbiamo oggi dobbiamo attendere mezzo secondo per ridisegnare una finestra?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi sono i bachi di Sonoma di cui finora mi sono accorto personalmente. La lista non è di certo esaustiva, ma riflette la mia particolare modalità d&amp;rsquo;uso di macOS, fra cui un utilizzo continuo degli Spazi (che trovo molto più comodi di una configurazione multi-monitor). delle operazioni di trascinamento nel Finder e delle combinazioni di tasti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come abbiamo appena visto, Sonoma ha introdotto parecchi bachi più o meno gravi, ma macOS è affetto anche da tanti &lt;em&gt;bachi d&amp;rsquo;epoca&lt;/em&gt;, bachi che esistono da anni e che Apple si rifiuta di correggere o non considera tali. Ma di questi leggerete nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/22/apple-abbiamo-altri-problemi-uno-sguardo-ai-bachi-depoca-di-macos/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei confronti delle versioni più recenti di macOS non sono &lt;a href=&#34;https://morrick.me/archives/9696&#34;&gt;ostile come Riccardo Mori&lt;/a&gt;, però ammetto che quello che scrive tocca più di un nervo scoperto.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qui potrei partire con una lunga sparata sul fatto che i nostri documenti su computer rischiano di non essere più leggibili nel giro di pochi anni a meno che non ne abbiamo fatta una copia su carta, ma ve la risparmio perché non è il vero argomento di questo post.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A cosa serve una operazione del genere? Ad esempio a fare spazio a nuovi file che, per qualche motivo, si vogliono sistemare prima di quelli preesistenti mantenendo l&amp;rsquo;ordine delle icone già presenti, oppure per aver modo di riordinare a mano i file.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che nelle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt; ho scelto di avere le barre di scorrimento sempre attive.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so dire di Ventura, che non ho mai provato a fondo, ma di sicuro non è mai successo da Monterey in giù.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Mac Studio!</title>
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      <pubDate>Sun, 04 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2162.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ed ecco il Mac Studio. Ho dovuto fare una lunga trafila burocratica per averlo, ma alla fine ce l&amp;rsquo;ho fatta ed ora è qui davanti a me.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa che si nota è che la scatola è pesante, molto pesante. Le specifiche dicono che il Mac Studio è grande e pesa più o meno quanto tre Mac Mini messi uno sull&amp;rsquo;altro (19.7 x 19.7 x 9.5 cm^3 e 3.6 kg per il Mac Studio contro 19.7 x 19.7 x 3.6 cm^3 e 1.2 kg per il Mac Mini). Io  non ho mai preso in mano tre Mac Mini insieme, ma in ogni caso la scatola dà una bella impressione di solidità, che per un oggetto costoso come questo è una cosa più che positiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Mac Studio in effetti non è economico, la configurazione che ho scelto è quasi al top &amp;ndash; processore M2 Ultra con CPU a 24 core, GPU a 60 core e Neural Engine a 32 core, 128 GB di RAM e disco SSD da 1 TB, &amp;ndash; ed è venuta a costare un pelo meno di 7.000 euro, cioè quanto due Vision Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la qualità costa, e del resto per una workstation HP, Dell o Lenovo con caratteristiche equivalenti  bisogna tirare fuori dai 1.000 ai 4.000 euro in più.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Apple, in questo caso, è perfino conveniente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;unboxing&#34;&gt;Unboxing&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;unboxing&lt;/em&gt;, ma il Mac Studio merita questo rito di iniziazione. La scatola del Mac Studio è un parallelepipedo più sviluppato in altezza che in larghezza, fatto interamente di cartone pressato molto robusto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2165.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2163.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2164.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aprire la scatola è facilissimo, basta tirare la linguetta e aprire a libro un lato della scatola, una cosa che mi ricorda il &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Opening&amp;#43;PowerMac&amp;#43;G4&amp;#43;M5183&amp;#43;Case/2016&#34;&gt;sistema di apertura del Mac Pro G4&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2166.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2167.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vedere il Mac Studio coricato su un lato fa un po&amp;rsquo; impressione, e sembra che possa cadere in ogni momento. Ma le alette laterali sono molto più robuste di quello che appare e il Mac Studio è troppo grosso per sfuggire alla loro presa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto bisogna coricare la scatola su un lato, allargare le alette nel senso delle frecce, togliere la pellicola protettiva di carta e prendere finalmente in mano il Mac Studio.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2173.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2179.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra davvero un Mac Mini cresciuto in altezza e ora sembra pesare il giusto in rapporto alle sue dimensioni. Tutto il peso aggiuntivo è dovuto alla scatola che, ora si vede benissimo, è studiata per proteggere al meglio il prezioso oggetto al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche il cavo di alimentazione è un&amp;rsquo;opera di ingegneria, piuttosto spesso ma molto flessibile e con una guaina in tessuto che mi ricorda quella dei &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2024/02/ferro-da-stiro-anni-60.png&#34;&gt;vecchi ferri da stiro&lt;/a&gt;. Questo però ha una trama molto più fitta ed è inequivocabilmente molto più elegante. Peccato per la spina, io avrei preferito una Schuko, ma pazienza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1884.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Collegare il cavo di alimentazione e quello USB-C per il monitor è un attimo. Anche collegare la tastiera e il mouse wireless (Logitech, entrambi ottimi) è facilissimo, mi basta togliere il &lt;em&gt;dongle&lt;/em&gt; USB dal mio solito Mac e infilarlo in una porta del Mac Studio, senza bisogno di configurare niente o di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/14.0/mac/14.0&#34;&gt;trafficare con il Bluetooth&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1889.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Più complicato trovare il tasto di accensione. È sull&amp;rsquo;angolo in basso a sinistra, perfettamente a filo con il corpo della macchina, al tocco non si sente praticamente niente. Ma una volta premuto, badaboom! pochi secondi e sono sullo schermo di benvenuto di macOS. Una veloce configurazione del sistema (tanto lo devo reinstallare) e compare il desktop di Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1896.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;reinstallazione-di-macos&#34;&gt;Reinstallazione di macOS&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiamatemi fissato ma io reinstallo sempre macOS da zero su ogni nuovo Mac che mi capita per le mani. Non so, sarà un retaggio del passato, sarà appunto una fissazione, sarà puro desiderio di controllo, ma sta di fatto che non ho mai usato un Mac dove non ho installato personalmente macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo sui Mac basati su processore Apple Silicon bisogna tenere premuto il tasto di accensione finché non compare l&amp;rsquo;icona &lt;code&gt;Options&lt;/code&gt; a forma di ruote dentate concentriche, in genere affiancata a una o più icone che rappresentano i dischi del Mac. Cliccando su &lt;code&gt;Options&lt;/code&gt; e confermando la scelta si carica il programma di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Recovery di macOS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1897.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta caricato il Recovery, inizializzo prima il disco di sistema con Utility Disco, dandogli un nome più significativo del solito &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt; (in genere lo stesso nome che uso in rete in modo da averlo sempre davanti agli occhi), e poi reinstallo macOS tramite la ormai semplicissima procedura guidata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre, il tempo di installazione visualizzato è del tutto inattendibile: le tre ore e passa necessarie mostrate all’inizio dell’installazione diventano in realtà una quarantina di minuti, che non è poco ma non è nemmeno un tempo esorbitante per installare un sistema operativo complesso come macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1910.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Curioso anche che, dopo il riavvio d&amp;rsquo;ordinanza, la risoluzione dello schermo diventi così scarsa, per tornare normale una volta comparsa la schermata di benvenuto di macOS. Mai vista una cosa del genere in altre versioni di macOS, però è anche vero che ormai la maggior parte delle (re)installazioni le faccio sui MacBook che, a differenza dei sistemi desktop, hanno un hardware ben definito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1914.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1915.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La configurazione iniziale di macOS, questa volta fatta in modo accurato, non ha storia e dopo pochi minuti sono di nuovo sul desktop di Sonoma. E qui inizio davvero a toccare con mano come si comporta il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-va-il-mac-studio&#34;&gt;Come va il Mac Studio?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Mac Studio va che è una bellezza (ma poteva essere diversamente?), tutto è fluido e senza la minima incertezza. Succede anche con gli altri Mac con processore Apple Silicon ma qui, rispetto agli Air e ai Mini con cui ho avuto a che fare finora, si nota immediatamente che siamo su un gradino superiore (magari anche due).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’installazione delle applicazioni è immediata: doppio click sul .dmg, trascinamento dell’icona nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; e&amp;hellip; già finito, senza nemmeno avere il tempo di vedere la finestra di dialogo che ci informa che sta copiando il file. Con le applicazioni davvero grosse, tipo GNU Emacs, GIMP o Miniconda, si possono aspettare due-tre secondi, ma niente di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora solo QGIS gli ha dato un po&amp;rsquo; di filo da torcere, perché sul Mac Studio l’installazione di questa applicazione dura ben due minuti e mezzo. Ma si tratta di un mostro di 3 GB, che contiene al suo interno migliaia e migliaia e migliaia di piccoli file, da copiare uno ad uno. Non a caso il processo di installazione è molto più veloce all’inizio, quando vengono copiati i file più grossi, e rallenta visibilmente solo quando arriva a copiare i tantissimi piccoli file di supporto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho volutamente provato ad usare &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com/&#34;&gt;Geekbench&lt;/a&gt; o simili per misurare le prestazioni del Mac Studio. La rete &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/search?utf8=%E2%9C%93&amp;amp;q=mac&amp;#43;studio&amp;#43;m2&amp;#43;ultra&#34;&gt;pullula già di questi dati&lt;/a&gt; e la mia sarebbe stata solo una ripetizione inutile.  In realtà mi interessa di più vedere come si comporta il Mac Studio con le applicazioni davvero impegnative, ho già qualche indicazione ma voglio aspettare ancora un po&amp;rsquo; a parlarne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sonoma però è una palla al piede, si vede subito che è ancora un sistema operativo pieno di bachi e di incongruenze (che farò vedere nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;) e non rende giustizia a quello che può fare davvero il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci ha abituato ad un approccio tick-tock per i suoi sistemi operativi (come &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Intel_Tick-Tock&#34;&gt;quello che per anni ha seguito Intel&lt;/a&gt; per i suoi processori): un anno fa uscire un sistema operativo innovativo ma lento e bacato, e l&amp;rsquo;anno dopo (a volte due) pubblica una versione che comprende quasi solo correzioni di bug e ottimizzazioni. È successo con Leopard e Snow Leopard, e poi con Lion e Mountain Lion. Più tardi ha ripetuto il giochetto con El Capitan, praticamente perfetto, che veniva dopo gli orrendi Mavericks e Yosemite, e anche con Mojave, che seguiva due versioni opache come Sierra e High Sierra, nonché più recentemente con Monterey, davvero ottimo dopo il disastro di Catalina. Sonoma, in teoria, sarebbe la versione &lt;em&gt;bug-fix&lt;/em&gt; di Ventura, e invece è una delusione. Speriamo che al prossimo WWDC di giugno Apple ci metta una pezza, e pure bella grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto l&amp;rsquo;unboxing e la configurazione del Mac Studio l&amp;rsquo;ho fatta a casa mia, per poter lavorare in pace evitando il solito caos dell&amp;rsquo;istituto. Ma dopo una settimana il Mac Studio ha traslocato, prendendo posto al centro della scrivania del mio ufficio, in mezzo a monitor, tastiere, mouse, cavi e ammennicoli vari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1970.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E il mio vecchio computer con High Sierra? Quello è destinato ad un nuovo progetto e sono proprio curioso di vedere cosa ne verrà fuori. &lt;em&gt;Stay tuned!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è da dire che le suddette workstation sono, almeno in teoria, più espandibili del Mac Studio, ma nel mio caso specifico l&amp;rsquo;espandibilità non è un fattore importante.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella scatola non c&amp;rsquo;è nemmeno un pezzetto piccolo piccolo di plastica. Non sarà molto dal punto di vista ambientale, ma dimostra che si può fare.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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