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    <title>Mac Pro on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Mac Pro on Melabit</description>
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      <title>Diritto alla riparabilità: i prodotti Apple</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono il tipo che rimpiange i &amp;ldquo;bei vecchi tempi&amp;rdquo; che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent&amp;rsquo;anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant&amp;rsquo;anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l&amp;rsquo;anno, in alcune zone d&amp;rsquo;Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è una cosa che rimpiango del passato: la possibilità di mettere le mani nei computer, cambiando componenti fondamentali come il disco o la RAM e, nei desktop, anche la scheda grafica o il processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, i computer odierni sono dei mostri di potenza rispetto a quelli di 10-15 anni fa, e questo deriva anche (ma non solo) dall&amp;rsquo;integrazione sempre più spinta dei componenti, che rende i computer attuali dei sistemi unici e molto meno modulari rispetto al passato. Ma questo significa anche che sono diventati &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Mac&amp;#43;Studio&amp;#43;2023&amp;#43;Housing&amp;#43;Replacement/165221&#34;&gt;più complicati da smontare&lt;/a&gt; di una &lt;a href=&#34;https://www.vanishingincmagic.com/puzzles-and-brainteasers/articles/what-is-a-japanese-puzzle-box/&#34;&gt;scatola segreta giapponese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-11-diritto-alla-riparabilita-i-prodotti-apple/DALL-E-2024-11-08.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: Immagine di una scatola segreta giapponese generata da &lt;a href=&#34;https://openai.com/index/dall-e&#34;&gt;DALL-E&lt;/a&gt; attraverso &lt;a href=&#34;https://chatgpt.com&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Apple in questo è stata un precursore, nel senso che, se la memoria non mi inganna, è stata la prima azienda a integrare in modo sempre più spinto i componenti dei propri prodotti hardware. A volte a ragione, come nel caso degli iPhone, dove la batteria integrata permette di prolungarne la durata diminuendo allo stesso tempo il peso dello smartphone, oppure degli AirPods e dell&amp;rsquo;Apple Watch, che senza questa integrazione non potrebbero proprio esistere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i Mac questa integrazione ha portato ad una chiusura eccessiva del prodotto finale, snaturando l&amp;rsquo;idea di computer che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=VtvjbmoDx-I&#34;&gt;&lt;em&gt;cambiano il mondo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e che permettono di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=iKS0EIyevSU&#34;&gt;&lt;em&gt;pensare in modo differente&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo l&amp;rsquo;iMac. Gli iMac G5, quelli prodotti a partire dal 2004 per intenderci, si aprivano dal retro &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5&#34;&gt;svitando tre viti&lt;/a&gt; e davano accesso a tutto l&amp;rsquo;interno della macchina, permettendo di cambiare praticamente tutto, perfino il display LCD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a un certo punto &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/07/10/jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/&#34;&gt;certi progettisti&lt;/a&gt; più attenti al design che alla funzionalità hanno deciso che il corpo dell&amp;rsquo;iMac doveva essere un pezzo unico di alluminio (&lt;em&gt;unibody&lt;/em&gt;), trasformando lo schermo LCD nell&amp;rsquo;unico punto di accesso all&amp;rsquo;interno del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Smontare uno schermo LCD da 20 e più pollici non è una operazione alla portata di tutti, soprattutto se questo non è fissato non con delle semplici viti (già immagino lo sguardo disgustato dei progettisti di cui sopra), ma con dei potenti magneti o, peggio ancora, con delle strisce iperadesive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, una volta superato questo primo ostacolo, anche cambiare la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;RAM&amp;#43;Replacement/136306&#34;&gt;RAM&lt;/a&gt; o la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;PRAM&amp;#43;Battery&amp;#43;Replacement/136307&#34;&gt;batteria interna&lt;/a&gt; è diventata una operazione che costringe a fare a pezzi l&amp;rsquo;intero computer, nonostante l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://guide-images.cdn.ifixit.com/igi/6A4EHvapeoMdolHS.large&#34;&gt;interno del Mac sia mezzo vuoto&lt;/a&gt; o quasi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Oggi è anche peggio. Quando acquistiamo un Mac con processore Apple Silicon siamo obbligati a decidere al momento dell&amp;rsquo;acquisto la dimensione della RAM e del disco SSD. Dato che questi due componenti sono integrati nel blocco del processore (la RAM) o saldati sulla scheda logica (l&amp;rsquo;SSD), la loro dimensione non potrà più essere modificata, a meno di non cambiare l&amp;rsquo;intera scheda logica (oppure di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=E3N-z-Y8cuw&#34;&gt;modifiche fai-da-te da prendere con le pinze&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per garantire una vita più lunga al proprio nuovo Mac, tanti utenti preferiscono quindi largheggiare con le dimensioni di questi componenti. Ma questo significa dover sottostare ai prezzi letteralmente da rapina praticati da Apple: 230 euro in più per passare dal ridicolo disco SSD da 256 GB ad uno più normale da 512 GB, e ben 460 euro per il salto fino a 1 TB. Oppure altri 230 euro per ogni 8 GB di RAM in più rispetto al modello base.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il bello è che gli iMac odierni sono sottili quanto un Air, ma dentro sono praticamente vuoti e, per di più, sono di nuovo &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/iMac&amp;#43;M3&amp;#43;24-Inch&amp;#43;Teardown:&amp;#43;Apple%E2%80%99s&amp;#43;Most&amp;#43;Replaceable&amp;#43;Battery-/172727&#34;&gt;molto facili da smontare&lt;/a&gt;. Con tanto spazio libero, ci voleva molto ad inserire qualche connettore per aggiungere un secondo disco SSD o dell&amp;rsquo;altra RAM? Questi componenti sarebbero di sicuro meno efficienti a quelli integrati, ma permetterebbero di adattare meglio la macchina alle esigenze variabili nel tempo dei suoi utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: ma queste scelte ingegneristiche rendono il Mac più affidabile, dato che non ci sono connettori che possono rovinarsi. La semplificazione delle connessioni sulla scheda logica permette anche di renderla sempre più piccola, più facile da progettare e di conseguenza più economica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto vero. Ma che ce ne facciamo di una scheda madre piccolissima quando l&amp;rsquo;iMac è già grande di suo? Inoltre, la scheda logica sarà anche più economica da produrre per Apple, ma l’utente finale non ne ricava alcun vantaggio: sostituirla può costare intorno ai 1000 euro, rendendo di fatto più conveniente acquistare un Mac nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E quanto detto per l&amp;rsquo;iMac, vale a maggior ragione per il Mac Studio e il Mac Pro, macchine professionali di costo e dimensioni molto più importanti dell&amp;rsquo;iMac, ma che non possono lo stesso essere aggiornate dopo l&amp;rsquo;acquisto (il Mac Studio), oppure possono essere &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/77003/2023-mac-pro-teardown-still-grate-en&#34;&gt;aggiornate in modo molto limitato&lt;/a&gt; (il Mac Pro) usando quasi esclusivamente &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/101787&#34;&gt;componenti proprietari&lt;/a&gt; Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ha senso tutto ciò? I Mac sono prodotti che durano anni ed anni, e chi li compra lo fa non solo perché sono belli, ma direi soprattutto per l&amp;rsquo;eccellente integrazione fra hardware, software e il resto dell&amp;rsquo;ecosistema Apple. Rendere le macchine più accessibili e più facilmente aggiornabili li renderebbe anche più &lt;em&gt;adattabili&lt;/em&gt;, e sarebbe un colpo da maestro anche per l&amp;rsquo;immagine di Apple, che ultimamente sembra un po&amp;rsquo; appannata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte certi modelli da 27&amp;quot; che hanno mantenuto uno sportellino che permetteva di accedere facilmente alla RAM.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto stesso che questi prezzi siano sempre uguali dimostra che dietro di essi non c&amp;rsquo;è una motivazione tecnica, ma solo una scelta di marketing.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Da Air ad Air</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-26-da-air-ad-air/fluximageai-1724448260028.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;suo MacBook Air M1&lt;/a&gt; era stato requisito dalla nostra figlia più grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a &lt;a href=&#34;https://appleworld.today/2022/03/steve-jobs-four-quadrant-plan-would-no-longer-work-but-apples-product-line-is-overly-complicated/&#34;&gt;quattro quadranti&lt;/a&gt; introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; quindi bisogna fare delle scelte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno potrebbe chiedersi: cosa ce ne importa a noi lettori di questo blog del computer di tua moglie? È vero, è una questione che al mondo interessa meno di zero. Tuttavia, le esigenze di mia moglie sono molto più rappresentative di quelle dell&amp;rsquo;utente medio di quanto possano essere le mie, quindi queste considerazioni potrebbero rivelarsi utili per orientarsi un po&amp;rsquo; meglio tra l&amp;rsquo;offerta Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per cominciare, niente computer desktop, quindi niente Mac Mini o iMac (il Mac Studio e il Mac Pro non sono certo destinati ad un utente medio come mia moglie). Io preferisco ancora i desktop, del resto uso ogni giorno sia un Mac Studio che un Mini, ma è anche vero che ho a disposizione diversi portatili ed iPad per le mie esigenze mobili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando il computer personale è unico, non c&amp;rsquo;è dubbio, un portatile è ormai la scelta di gran lunga più pratica e flessibile. Tanto più che in pochi secondi lo si può trasformare in un vero e proprio desktop, semplicemente collegandolo ad un monitor e ad una tastiera/mouse wireless.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche prendere un MacBook Pro non aveva senso. Le esigenze di mia moglie sono molto basiche e qualunque Air con processore Apple Silicon è in grado di soddisfare le sue necessità per parecchi anni a venire (figlie permettendo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se fosse dipeso da me, avrei preso l&amp;rsquo;Air M3 da 15&amp;quot;, perché uno schermo di quelle dimensioni è ideale per chi trascorre l&amp;rsquo;intera giornata davanti al computer. Ma per mia moglie è molto più importante la portabilità; poter mettere l&amp;rsquo;Air in una borsa insieme a penne, libri e compiti conta molto di più di uno schermo più grande, tanto più che usa poche applicazioni e non ha bisogno di passare continuamente da una all&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine rimane il MacBook Air da 13&amp;quot;, che è senza alcun dubbio il prodotto più equilibrato in termini di rapporto fra prestazioni e prezzo. Si trattava solo di scegliere se il modello 2022 con processore Apple Silicon M2 o quello di quest&amp;rsquo;anno con processore M3.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è stato molto da lambiccarsi: su Amazon, a fine luglio, il MacBook Air M2 era in offerta con uno sconto interessante mentre l&amp;rsquo;M3 era disponibile solo a prezzo pieno, con una differenza di prezzo di circa 300-400 euro a seconda del colore. Il piccolo incremento di prestazioni garantito dal processore M3, a mio avviso, non giustificava il dover spendere il 25% in più. E quindi che M2 sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho scelto il modello Mezzanotte, costava un po&amp;rsquo; di più ma il colore è bellissimo e molto più elegante dell&amp;rsquo;Argento o Grigio siderale degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quali considerazioni si possono trarre da questa storia?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credo di averlo già scritto più volte, ma lo ribadisco anche qui: il MacBook Air è in questo momento il computer più interessante prodotto da Apple. Ha un rapporto prestazioni/prezzo davvero eccezionale ed è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze della stragrande maggioranza degli utenti, a parte quelli davvero &lt;em&gt;pro&lt;/em&gt; che hanno bisogno di un computer in grado di lavorare al massimo delle prestazioni per lunghi periodi di tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro asso nella manica dell&amp;rsquo;Air è la batteria, che è davvero in grado di durare per tutto il giorno (io mi porto dietro il caricatore solo quando viaggio). Il fatto che l&amp;rsquo;Air sia totalmente silenzioso può sembrare un dettaglio da poco, ma in certe situazioni si rivela estremamente utile, come in un&amp;rsquo;aula di lezione oppure di notte (so di cosa parlo, anni fa avevo un portatile le cui ventole erano sempre attive e facevano il rumore di un aereo al decollo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ha senso spendere troppo per comprare un computer solo &lt;em&gt;nel caso servisse&lt;/em&gt;. Il mercato elettronico è tumultuoso e quello che oggi è il top, venduto a prezzi premium, domani diventerà la norma e dopodomani sarà obsoleto. Di conseguenza, è preferibile acquistare il modello di computer che ci serve davvero &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;, magari utilizzando i soldi risparmiati per aggiornarlo (leggi sostituirlo) più  spesso. Senza dimenticare che, a differenza di 20-30 anni fa, un computer di qualità odierno è in grado, anche dopo alcuni anni, di eseguire tutto ciò che gli viene richiesto senza particolari rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso appena fatto non vale per i computer &lt;em&gt;da supermercato&lt;/em&gt;, quelle ciofeche da 500 euro che riescono a valere molto meno di quello che costano. Se avessi solo 500 euro da spendere, preferirei prendere un modello di qualità usato piuttosto che buttare i miei soldi in oggetti che, dopo un anno (e sono ottimista!), sono letteralmente da buttare via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, e mi dispiace molto dirlo, i computer desktop non se la passano affatto bene. Sono ancora indispensabili per chi ha bisogno di potenze di calcolo elevate o li tiene sempre accesi, magari utilizzandoli da remoto come se fossero server, ma la stragrande maggioranza degli utenti preferisce, giustamente, la flessibilità e la comodità di un portatile. Tanto più che il problema della durata della batteria, che una volta costringeva a cercare di continuo una presa elettrica, è stato sostanzialmente superato nei portatili Apple, che ormai sono in grado di funzionare senza alimentazione per l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. Anche nei portatili di qualità con Windows, in particolare quelli con processore ARM, questa limitazione sta diventando sempre meno significativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza arrivare, per fortuna, alle assurdità dei produttori di PC, i cui &lt;a href=&#34;https://www.hp.com/it-it/shop/&#34;&gt;prodotti impronunciabili&lt;/a&gt; differiscono spesso solo per particolari risibili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>iPhone 15 Pro, surriscaldamento o fuffa?</title>
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      <pubDate>Tue, 03 Oct 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-10-03-iphone-15-pro-surriscaldamento-o-fuffa/joshua-rondeau-gfEMELJ7WMg-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@liferondeau&#34;&gt;Joshua Rondeau&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non leggo quasi mai &lt;a href=&#34;https://daringfireball.net&#34;&gt;Daring Fireball&lt;/a&gt;, perché mi urta il suo aspetto minimalista, e ancora di più i suoi caratteri piccolissimi e bianchi su sfondo grigio. E poi, tutto sommato, anche quello che scrive non mi interessa più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma oggi Mastodon mi ha indirizzato ad un &lt;a href=&#34;https://daringfireball.net/2023/10/overheatgate_nothingburger&#34;&gt;articolo di John Gruber&lt;/a&gt; sul nuovo (presunto) &lt;em&gt;scandalo&lt;/em&gt; del sovra-riscaldamento dell’iPhone 15 Pro e, leggendo quello che scrive l&amp;rsquo;&lt;em&gt;analista&lt;/em&gt; Ming-Chi Kuo,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;La causa principale è probabilmente da ricercare nei compromessi fatti nella progettazione del sistema termico per ottenere un peso inferiore, come [&amp;hellip;] l&amp;rsquo;uso di un telaio in titanio, che influisce negativamente sull&amp;rsquo;efficienza termica&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;sono saltato sulla sedia, perché un&amp;rsquo;affermazione del genere è solo pretestuosa e degna di far finire chi la fa dietro la lavagna, con un cappello da asino in testa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché è vero che il titanio conduce il calore leggermente peggio dell’acciaio inox,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; ma è altrettanto vero che solo il profilo dell&amp;rsquo;iPhone 15 Pro è in titanio, mentre tutto il resto della struttura è fatto in alluminio, che è un conduttore di calore infinitamente migliore dell&amp;rsquo;acciaio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anni fa ho scritto di come il Mac Pro 2013 fosse &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;progettato male dal punto di vista della dissipazione termica&lt;/a&gt;, e di come questo fosse presumibilmente uno delle &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/07/10/jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/&#34;&gt;eredità velenose dell’era di  Jony Ive&lt;/a&gt;. Ma oggi non posso che citare John Gruber,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple mi ha detto, e non ho motivo di dubitarne, che l&amp;rsquo;iPhone 15 Pro e Pro Max sono in grado di dissipare il calore meglio di qualsiasi altro iPhone precedente che utilizzava un telaio in acciaio inox.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;e concordare al 100% con Apple. Non c&amp;rsquo;è alcun dubbio, la combinazione alluminio (tanto) + titanio (poco) dissipa il calore meglio meglio dell&amp;rsquo;acciaio inox e, se l&amp;rsquo;iPhone 15 Pro si surriscalda, non è certo quello il problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;&lt;em&gt;overheatgate&lt;/em&gt; non è un nuovo scandalo, è fuffa. E Ming-Chi Kuo dovrebbe aspettare almeno un paio di sessioni prima di ridare l&amp;rsquo;esame di Tecnologia dei Materiali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche i motociclisti &lt;a href=&#34;https://titek.co.uk/8-reasons-choose-titanium-exhaust-stainless-steel-exhaust/&#34;&gt;preferiscono gli scarichi in titanio a quelli in acciaio&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5</title>
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      <pubDate>Sun, 20 Feb 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Lo so, sono passati dei mesi senza che riuscissi a scrivere nulla sulle prestazioni velocistiche del MacBook Air M1. Purtroppo una serie di circostanze professionali e familiari hanno preso il sopravvento e mi hanno obbligato a trascurare il blog per tutto questo tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma le promesse si mantengono, e quindi eccomi qui ad analizzare le prestazioni del portatile più piccolo ed economico di casa Apple. Data la lunghezza, ho preferito dividere l&amp;rsquo;articolo in due parti: in questa prima parte presenterò i risultati ottenuti con &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, mentre nella seconda parte utilizzerò un &lt;em&gt;tool&lt;/em&gt; meno noto ma molto interessante, &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt; per Mac. In entrambi i casi, dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1 i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;geekbench-5&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il MacBook Air è considerato da sempre il classico notebook per chi ha poche pretese: sottile e leggero (indimenticabile la scenetta di &lt;a href=&#34;https://youtu.be/OIV6peKMj9M?t=187&#34;&gt;Steve Jobs che lo tira fuori da una busta&lt;/a&gt;) ma anche poco prestante, una macchina perfetta per chi è sempre in giro, ma inadeguata per usi che vadano oltre le classiche applicazioni da ufficio, la gestione della posta elettronica o la navigazione sul web. La mia esperienza con il modello del 2015 che ho ancora a casa è perfettamente in linea con queste considerazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si inizia ad usare l&amp;rsquo;Air M1, invece, questo scenario cambia completamente. Grazie ai benefici del processore &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT211814&#34;&gt;Apple Silicon M1&lt;/a&gt;, il notebook più economico della gamma Apple combatte ormai ad armi pari sul piano della pura potenza di calcolo con il più costoso &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/macbook-pro-13/&#34;&gt;MacBook Pro M1&lt;/a&gt; con schermo da 13&amp;quot; (ma il MacBook Pro M1 può lavorare a piena potenza per un tempo maggiore) nonché, in parte, anche con i potenti MacBook Pro M1 Pro e Max introdotti qualche mese fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che il modesto Air batte alla grande anche gli ultimi &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro con CPU Intel&lt;/a&gt; in vendita fino a pochi mesi fa (sì, anche i modelli da 16&amp;quot;!), che costavano almeno il doppio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo dico io, lo dicono i test di velocità di &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ultima versione del più famoso strumento di analisi delle prestazioni dei processori, in grado di analizzare sia i processori x86 &amp;ldquo;tradizionali&amp;rdquo; prodotti da Intel e AMD che i processori basati su architettura ARM, come gli Apple M1 originali e i nuovissimi M1 Pro e Max.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench5.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Schermata principale di Geekbench 5.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Geekbench 5 permette agli utenti registrati di caricare automaticamente i punteggi ottenuti dai loro Mac sulla piattaforma web del prodotto. Grazie alla condivisione dei risultati, gli sviluppatori di &lt;a href=&#34;https://www.primatelabs.com/&#34;&gt;Primate Labs&lt;/a&gt; dispongono ormai di un enorme database di dati che, per i soli computer Apple, arriva a modelli risalenti almeno fino al 2008 (i modelli precedenti non sono probabilmente compatibili con Geekbench 5).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La pagina &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/a&gt; aggrega questi dati, mostrando per ciascun modello di Mac la media dei valori misurati per il &lt;em&gt;Single Core Score&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;Multi-Core Score&lt;/em&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Il primo punteggio misura sostanzialmente la velocità del processore con le normali applicazioni di uso giornaliero, che in genere usano un solo &lt;a href=&#34;https://www.informaticappunti.it/cosa-sono-core-cpu/&#34;&gt;core del processore&lt;/a&gt; alla volta, mentre il Multi-Core Score è utile per valutare la velocità del processore con le applicazioni di tipo professionale, che tendono a sfruttare il più possibile il parallelismo offerto dai processori multi-core moderni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scaricare i dati &lt;em&gt;grezzi&lt;/em&gt; mostrati in Mac Benchmarks è piuttosto facile, basta lanciare il Terminale ed eseguire il comando (come al solito il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/01/30/script-per-tutti-i-giorni-ricapitoliamo/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ wget https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks.json&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;che ci restituirà il file &lt;code&gt;mac-benchmarks.json&lt;/code&gt;, che potremo analizzare con R, Python, Julia o con qualunque altro strumento di analisi dei dati che siamo abituati ad usare (ma sì dai, perfino con Excel). Ma non temete, l&amp;rsquo;analisi ho già fatta io (con R), riassumendo i risultati principali nei due grafici seguenti e nella tabella alla fine dell&amp;rsquo;articolo.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;single-core-score&#34;&gt;Single Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo dal primo grafico, che mostra il Single Core Score di tutti i modelli di Mac prodotti a partire dal 2018. Le prestazioni sono normalizzate rispetto a quelle di un Mac con processore &lt;a href=&#34;https://ark.intel.com/content/www/it/it/ark/products/126688/intel-core-i38100-processor-6m-cache-3-60-ghz.html&#34;&gt;Intel Core i3-8100&lt;/a&gt; del 2017, fissate convenzionalmente a 1000.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; A questi dati ho aggiunto le misure effettuate su un paio di miei Mac, scelti volutamente fra quelli più vecchi a mia disposizione, dei modelli del 2012 e del 2013 che possiamo ormai considerare obsoleti. I dati di Geekbench sono rappresentati con dei cerchi colorati, di colore diverso per ogni anno considerato, mentre le mie misure sono rappresentate con dei quadrati, anch&amp;rsquo;essi colorati in base all&amp;rsquo;anno del modello. L&amp;rsquo;asse orizzontale mostra un numero, che ho chiamato &lt;em&gt;Test ID&lt;/em&gt;, che identifica in modo univoco ciascun dato del grafico. A cosa serve? È un (banale) trucco per &lt;em&gt;stendere&lt;/em&gt; i dati lungo l&amp;rsquo;asse orizzontale, in modo da poterli mostrare in una specie di successione temporale. Se non avessi fatto così, tutti i dati relativi ai modelli dello stesso anno sarebbero finiti nella stessa posizione orizzontale, rendendo più difficile analizzare i risultati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-singlecore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Geekbench 5: single core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-singlecore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il grafico ci dice alcune cose interessanti. Prima di tutto che la maggior parte dei Mac prodotti nel periodo 2018-2021 hanno un processore Intel, il che è pacifico visto i nuovi Mac con processore M1 sono stati presentati solo alla fine del 2020. Il 2019 (rappresentato dai cerchi verde smeraldo) è stato chiaramente un anno particolarmente fecondo di nuovi modelli,&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; con l&amp;rsquo;uscita di nuovi iMac e MacBook Pro e soprattutto con il ritorno del &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/06/04/wow/&#34;&gt;MacPro espandibile&lt;/a&gt;, quello che sostituiva (troppo tardi) il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;modello a cilindro del 2013&lt;/a&gt;, rivelatosi un bell’esercizio di stile ma poco adatto ai pesanti usi professionali per cui era stato ideato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la cosa più significativa è guardare all&amp;rsquo;evoluzione dello score nel tempo. Se guardiamo i cerchi colorati verdi e azzurri (cioè i dati relativi ai Mac prodotti dal 2018 al 2020), vediamo che in tre anni il Single Core Score cambia relativamente poco, oscillando grosso modo fra 800 e 1250 con una lieve tendenza all&amp;rsquo;aumento. Perfino i punteggi dei miei due vecchi Mac del 2012 e 2013 (i quadrati rosso chiaro e verde oliva) non sono troppo lontani da quelli dei modelli Intel più recenti di fascia medio-bassa. Poi nel 2020 l&amp;rsquo;introduzione dal processore Apple M1 fa fare ai Mac un balzo improvviso di ben 500 punti, il 40% in più del punteggio migliore in assoluto raggiunto con i processori Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E il bello è che questo salto vale per tutti i Mac di nuova produzione: dal punto di vista del Single Core Score un modello vale l&amp;rsquo;altro, e quindi possiamo davvero pensare di usare un  Mac Mini o un MacBook Air per i normali compiti da &lt;em&gt;ufficio&lt;/em&gt; (detto per semplificare, in realtà per tutte le applicazioni di uso normale) senza sentirci penalizzati, riservando l&amp;rsquo;acquisto dei modelli superiori e ben più costosi ai casi in cui sia davvero necessario usare applicazioni avide di potenza di calcolo e capaci di sfruttarla al meglio (penso naturalmente ai prodotti per creativi come Photoshop e compagnia bella, a Final Cut Pro, a Logic Pro, ma anche all&amp;rsquo;infinito campo del software tecnico-scientifico professionale).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;multi-core-score&#34;&gt;Multi-Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto appena detto è confermato dal grafico del Multi-Core Score, nel quale si vede chiaramente che i nuovissimi processori Apple M1 Pro e Max per i &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;portatili Apple di gamma alta&lt;/a&gt; da 3-4.000 euro sono meno performanti solo degli Xeon da 16, 24 o 28 Core montati sui &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/mac-pro/tower&#34;&gt;Mac Pro top di gamma&lt;/a&gt;, dei bestioni da scrivania che partono da 9.000-15.000 euro ma che possono facilmente arrivare a costare varie decine di migliaia di euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-multicore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Geekbench 5: multi-core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-multicore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda il processore M1 &lt;em&gt;liscio&lt;/em&gt;, come quello montato sul MacBook Air, qui la lotta è più serrata, ma comunque i risultati ci dicono che, a livello di prestazioni pure, il piccolo Air M1 combatte ad armi pari con i modelli più potenti di iMac Intel e persino con il Mac Pro &lt;em&gt;entry level&lt;/em&gt; (che corrispondono ai quattro cerchi verde smeraldo o azzurro identificati con il nome del processore che hanno un Multi-Core Score compreso fra 7.500 e 10.000). Ditemi voi se è poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi vuole maggiori dettagli, ecco una tabella riassuntiva che riporta i 25 modelli di Mac con il valore più alto di Single-Core Score (la tabella completa, che in questo momento contiene 292 modelli diversi, può essere &lt;a href=&#34;https://github.com/sabinomaggi/melabit/tree/main/macbook-air-m1-benchmarks&#34;&gt;scaricata da qui&lt;/a&gt; in formato &lt;code&gt;.csv&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ai primi 12 posti della tabella ci sono solo Mac con processore M1, e fra questi c&amp;rsquo;è anche il MacBook Air M1 (evidenziato in grassetto), piazzato molto onorevolmente a metà graduatoria (ma va detto che le differenze del Single Core Score fra i vari modelli sono davvero minime). Per trovare il primo Mac con processore Intel (identificato nella colonna Architettura con la dizione &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt;) bisogna scendere fino al 13-14 posto, dove troviamo l&amp;rsquo;ultimo iMac da 27&amp;quot; con processore i7 o i9, che ha uno score di ben 500 punti inferiore a quello del primo Mac della lista. Ogni ulteriore commento è inutile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;ID&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Modello&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Processore&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Architettura&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Single Core&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Multicore&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;282&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12247&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;285&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12186&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;281&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1739&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12103&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;284&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1736&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11944&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;283&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1732&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;9513&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;277&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;MacBook Air (Late 2020)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;Apple M1 3196 MHz (8 cores)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;aarch64&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;1730&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;7691&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;280&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (24-inch Mid 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1717&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7473&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;279&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (24-inch Mid 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1714&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7453&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;273&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac mini (Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1712&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7425&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;272&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1706&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7391&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;271&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Air (Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1705&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7411&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;267&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-10700K @ 3.8 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1251&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;8132&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;268&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i9-10910 @ 3.6 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;9031&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;238&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i9-9900K @ 3.6 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1233&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;8226&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;266&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-1068NG7 @ 2.3 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1229&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;4483&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;269&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-10600 @ 3.3 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1180&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6117&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;260&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3275M @ 2.5 GHz (28 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1152&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;19957&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;265&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-1038NG7 @ 2.0 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1137&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;4211&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;259&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3265M @ 2.7 GHz (24 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1136&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;18120&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;239&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-9600K @ 3.7 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1131&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5457&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;262&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Air (Early 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-1060NG7 @ 1.2 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;3018&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;270&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-10500 @ 3.1 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5871&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;258&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3245 @ 3.2 GHz (16 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1119&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;14611&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;257&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3235 @ 3.3 GHz (12 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1114&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11889&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (21.5-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-8700 @ 3.2 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1111&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6026&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tabella 1. Elenco dei 25 modelli di Mac con il valore più altro di Single-Core Score. Nella colonna Architettura, &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt; indica i processori Intel, mentre &lt;code&gt;aarch64&lt;/code&gt; individua i processori Apple M1.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1, i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti. I benchmark parlano chiaro e ancora più chiara è l&amp;rsquo;esperienza reale d&amp;rsquo;uso di questo piccolo portatile (ma per quella dovrete aspettare ancora un po&amp;rsquo;). Se poi guardiamo il rapporto prestazioni/prezzo, credo che in questo momento non ci sia niente di meglio in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico vero difetto (se così possiamo dire) dell&amp;rsquo;Air M1 è lo schermo piccolo, che d&amp;rsquo;altra parte ne favorisce la portabilità. Difetto facilmente superabile collegando il portatile ad un monitor esterno, e magari anche ad una tastiera e ad un mouse wireless, ottenendo così un sistema potente ma economico, sul quale è un piacere lavorare alla scrivania ma che all&amp;rsquo;occasione può essere portato in giro senza nemmeno accorgersi che è nella borsa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt; i risultati dei benchmark eseguiti con PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi valori medi, come posso testimoniare io stesso, sono ben rappresentativi dei risultati reali ottenuti nelle singole prove, nel senso che ripetendo più volte i test nelle condizioni corrette si ottengono sempre risultati molto omogenei fra loro, senza scostamenti importanti fra una prova e l&amp;rsquo;altra.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché i dati sono la media delle misure caricate di continuo dagli utenti Mac sul sito di Geekbench potrebbero variare nel tempo e differire leggermente da quelli riportati qui, che sono stati scaricati il 24 gennaio 2021.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un punteggio (&lt;em&gt;score&lt;/em&gt;) di 2000 significa quindi che il processore in esame ha una prestazioni doppie dell&amp;rsquo;i3-8100.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo che i modelli di Mac vengono differenziati sia in base al processore che alle dimensioni dello schermo integrato (per i modelli che ce l&amp;rsquo;hanno).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (seconda parte)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/08/14/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-seconda-parte/</link>
      <pubDate>Fri, 14 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/edgar-chaparro-d9uqsghl2ug-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@echaparro&#34;&gt;Edgar Chaparro&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver mostrato nella &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/08/05/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-prima-parte/&#34;&gt;prima parte dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt; perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-1-mac-pro&#34;&gt;Scenario numero 1: Mac Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha un Mac Pro di prima generazione, il modello a &amp;ldquo;grattugia&amp;rdquo; pre-2013 per intenderci, che rimane ancora oggi un bellissimo esempio di design industriale, &lt;a href=&#34;https://create.pro/mac-pro-51-best-system-creative-professionals-internal-expandability-unparalleled-customisation-king/&#34;&gt;può fare quello che che gli pare&lt;/a&gt;. Può cambiare il processore, può cambiare la scheda grafica e, naturalmente, può montare dischi a gogò, indipendentemente dal fatto che siano dischi meccanici o SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://everymac.com/images/other_images/apple-mac-pro-mid-2010-big.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Lo stesso vale per i fortunati possessori di un Mac Pro nuovo modello o per chi è in procinto di acquistarne uno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per questi Mac professionali, usare due o più dischi nella stessa macchina (indipendentemente dal fatto che siano SSD o dischi meccanici) non è tanto una questione di prezzo ma di flessibilità d&amp;rsquo;uso e di sicurezza, perché separare i dati dalle applicazioni non può fare che bene (ad esempio perché permette di reinstallare da zero il sistema operativo e le applicazioni senza rischiare di cancellare i documenti, che sono sempre la parte più preziosa di un computer).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-2-acquistare-un-imac&#34;&gt;Scenario numero 2: acquistare un iMac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Realizzare una configurazione a doppio disco SSD+HDD al momento di acquistare un nuovo iMac è facilissimo. Durante la fase di configurazione dell&amp;rsquo;iMac dobbiamo solo limitarci a scegliere il disco SSD da 512 GB proposto da Apple, senza farci rapinare installando i modelli più grandi.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono delle eccezioni: il modello base dell&amp;rsquo;iMac da 21 pollici consente di scegliere solo fra un SSD da 256 GB o un Fusion Drive da 1 TB, mentre il corrispondente modello da 27 pollici prevede solo ed esclusivamente un SSD da 256 GB. Se installate davvero poche applicazioni, 256 GB possono ancora andare bene, altrimenti state alla larga da questi modelli e spendete qualcosa di più scegliendo uno dei modelli più performanti di iMac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria il modello da 21 pollici con Fusion Drive potrebbe ancora andar bene, se utilizziamo il Fusion Drive interno come disco per i documenti e aggiungiamo un SSD esterno per il sistema operativo e le applicazioni (ricadendo così nello scenario numero 7). Ma un disco da 1 TB per i dati (per di più interno e piuttosto &lt;a href=&#34;https://everymac.com/systems/apple/imac/imac-aluminum-tapered-edge-faq/how-to-upgrade-imac-hard-drive-aluminum-2012-2013.html&#34;&gt;difficile da sostituire&lt;/a&gt;) è già piccolo oggi, figuriamoci come sarà fra qualche anno (il &amp;ldquo;guaio&amp;rdquo; dei Mac è che durano troppo, per cui bisogna ragionare in una prospettiva temporale di parecchi anni; i PC, che dopo un paio di anni sono da buttare, non pongono questi problemi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto per inciso, se dovessi acquistare un iMac oggi, a differenza del passato, preferirei il modello da 27 pollici, non solo perché mette a disposizione delle schede grafiche più avanzate, ma anche perché offre la possibilità di incrementare la RAM in un secondo momento, permettendo così di diluire la spesa nel tempo e di risparmiare parecchio rivolgendosi a &lt;a href=&#34;https://9to5mac.com/2020/08/09/how-to-upgrade-2020-imac-ram-video-5k-27-inch-128-gb/&#34;&gt;fornitori di terze parti&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia a scelta, in parallelo all&amp;rsquo;acquisto dell&amp;rsquo;iMac dobbiamo prevedere l&amp;rsquo;acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB (meglio 2 TB, di più solo se vi servono veramente) con interfaccia USB o meglio ancora Thunderbolt (attraverso la porta USB-C).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il cacciavite non vi spaventa, meglio acquistare un hard-disk da 7.200 giri al minuto (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/TOSHIBA-DT01ACA100-Cache-3-5-Inch-Internal/dp/B009AYWCJE/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B009CPDI62/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;), più veloce dei modelli che trovate comunemente negli hard disk esterni commerciali, da inserire in un contenitore apposito, preferibilmente metallico per migliorare la dissipazione del calore  (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Inateck-Custodia-Esterna-Alluminio-Esterno/dp/B00RCJ54BC/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza del Fusion Drive, che è un disco interno difficilmente sostituibile, scegliere un disco esterno da solo 1 TB può andar bene perché, in caso di bisogno, ci vuole poco a sostituirlo con un modello più grande. Inutile strafare prendendo da subito un modello da 4 TB (o superiori), &lt;em&gt;just in case&lt;/em&gt;. Quando vi serviranno 4 TB il prezzo dei dischi si sarà ridotto tanto che vi costerà meno sostituire il disco esterno piuttosto che prendere da subito il modello superiore (e questo è un principio generale che vale anche per le chiavette USB, le unità di memoria SD e così via).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E l&amp;rsquo;iMac Pro? L&amp;rsquo;iMac Pro è un discorso a parte, perché arriva già di base con un SSD da 1 TB e l&amp;rsquo;upgrade ad un SSD da 2 TB, che costa 500 euro, è quasi conveniente rispetto al prezzo complessivo della macchina. Come per il Mac Pro, per chi acquista questi modelli il prezzo è un variabile secondaria rispetto a fattori, come la potenza di calcolo o l&amp;rsquo;affidabilità (e qui torniamo al solito discorso sulla separazione dei dati dalle applicazioni).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-3-acquistare-un-mac-mini&#34;&gt;Scenario numero 3: acquistare un Mac Mini&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per il Mac Mini valgono considerazioni analoghe a quelle già fatte per l&amp;rsquo;iMac, tenendo conto del fatto che anche in questo caso il disco SSD è saldato alla scheda madre e quindi non può essere aggiornato. Molto meglio scegliere un SSD da 512 GB, a meno che non vi limitiate ad usare solo le applicazioni preinstallate di default e poco altro, nel qual caso 256 GB potrebbero essere sufficienti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come per l&amp;rsquo;iMac, insieme al Mac Mini dovete prevedere l&amp;rsquo;acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB, con interfaccia USB o se possibile Thunderbolt (attraverso la porta USB-C). Se siete maniaci dell&amp;rsquo;estetica, l&amp;rsquo;ideale sarebbe questo &lt;a href=&#34;https://www.aliexpress.com/i/4000899176430.html&#34;&gt;hub USB-C con alloggiamento per disco da 2.5 pollici&lt;/a&gt;, la cui forma richiama quella del Mini e che va installato sotto il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-4-acquistare-un-macbook&#34;&gt;Scenario numero 4: acquistare un MacBook&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un computer desktop rimane stabile su una scrivania, per cui avere uno o più dischi esterni collegati permanentemente al computer non è particolarmente fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un portatile, invece, per definizione è fatto per essere portato in giro. Ma non è pratico portarsi dietro un disco esterno intrinsecamente fragile come un disco rigido meccanico, o usarlo collegato al Mac mentre siamo in una posizione precaria, al tavolino del bar, su una panchina o sulla mitica ribaltina degli aerei.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso vale sempre il solito consiglio, in fase di acquisto scegliete un SSD da almeno 512 GB, escludendo il modello da 256 GB a meno che le vostre necessità non siano davvero basilari. Questa volta però il disco SSD dovrebbe essere in grado di contenere tutti i documenti che vi servono mentre vi muovete con il portatile, destinando il disco esterno meccanico (o meglio ancora, un secondo disco SSD) a tutto ciò che utilizzate solo di rado, da copiare di volta in volta sul disco interno del MacBook (Air o Pro che sia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un opzione interessante potrebbe essere quella di montare un disco SSD con &lt;a href=&#34;https://www.kmsoltec.com/blog/7-tecnologia-m2-le-varie-differenze-tra-i-vari-moduli-in-commercio&#34;&gt;fattore di forma M.2&lt;/a&gt; (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Crucial-MX500-CT500MX500SSD4-Interno-NAND/dp/B077SQ8J1V/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B073SBX6TY/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;) in una custodia che assomiglia ad una chiavetta USB (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Aplic-Custodia-Portatile-Adattatore-interfacce/dp/B07DRLLBF3/&#34;&gt;questa&lt;/a&gt;). Bisogna solo stare attenti a scegliere un disco M.2 compatibile, perché purtroppo questo &amp;ldquo;standard&amp;rdquo; è una giungla di dimensioni e connettori diversi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria si potrebbe anche usare un disco wireless, ma la lentezza del collegamento rispetto al cavo, il maggiore consumo della batteria e la necessità di combattere con le configurazioni di rete ne sconsigliano l&amp;rsquo;uso per collegamenti che non siano occasionali (e allora, a che serve complicarsi la vita con un disco wireless?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-5-acquistare-un-pc-desktop&#34;&gt;Scenario numero 5: acquistare un PC desktop&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto detto per il Mac Pro può essere ripetuto pari pari per i comuni PC desktop, che hanno sempre almeno tre o quattro vani in cui installare le unità di memoria di massa. E anche se Windows 10 ha fatto passi da gigante rispetto alle versioni precedenti sul fronte della stabilità, se usiamo un PC con Windows è meglio andare sul sicuro e tenere sempre ben distinti i propri dati dalle applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-6-acquistare-un-pc-portatile&#34;&gt;Scenario numero 6: acquistare un PC portatile&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche per i PC portatili vale in gran parte il discorso già fatto per Mac portatili, con la differenza che il mondo dei PC è molto più variegato e ci sono sia modelli &amp;ldquo;chiusi&amp;rdquo; nei quali è difficile accedere o effettuare modifiche (proprio come sui nuovi MacBook), sia modelli molto più &amp;ldquo;aperti&amp;rdquo;, nei quali è facilissimo smontare il fondo per accedere al disco rigido e alla RAM. In alcuni (e sempre più rari) casi, ci sono degli sportelllini appositi che permettono di cambiare il disco rigido senza nemmeno aprire il portatile. Inutile dire che, a parità di prestazioni, fra un modello chiuso ed uno aperto io preferirei sempre il secondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-7-e-se-il-mac-ce-labbiamo-già&#34;&gt;Scenario numero 7: e se il Mac ce l&amp;rsquo;abbiamo già?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il Mac ce l&amp;rsquo;avete già e state per buttarlo via perché ha ancora il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/25/ma-il-fusion-drive-serve-ancora/&#34;&gt;famigerato Fusion Drive&lt;/a&gt; o un ancora più lento disco meccanico e ogni volta che l&amp;rsquo;accendete avete il tempo di farvi un caffè lungo (molto lungo!) prima che sia pronto per essere usato, l&amp;rsquo;alternativa più pratica è montare il disco SSD in un contenitore esterno, collegato al Mac tramite l&amp;rsquo;onnipresente porta USB o meglio ancora, le porte Thunderbolt (per i Mac più recenti) o FireWire (per i Mac più anziani).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti i casi è preferibile acquistare separatamente il disco SSD e il contenitore esterno, non solo per una questione di costi ma anche perché così si può scegliere il disco e il contenitore più adatto alle nostre esigenze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra gli SSD in commercio, non posso che consigliare il Samsung 860 EVO, che uso da anni (e prima ho usato l&#39;850 e l&#39;840) e che ha un rapporto qualità/prezzo insuperabile. Per i contenitori c&amp;rsquo;è solo l&amp;rsquo;imbarazzo della scelta. Meglio comunque spendere qualcosa di più e scegliere un modello in alluminio., il vostro SSD starà più fresco e vi ringrazierà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il fai-da-te non fa per voi, potete scegliere il &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MU-PA500B-EU-Portatile-Type-C/dp/B074MCM721/&#34;&gt;Samsung T5&lt;/a&gt; o il &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B078SWJ3CF/ref=twister_B07XFMVXHJ&#34;&gt;SanDisk Extreme&lt;/a&gt; e difficilmente avrete problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-mio-setup&#34;&gt;Il mio setup&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E per dimostrare che non sono il tipo che predica bene ma poi fa il contrario di quello che dice, ecco una foto del mio setup casalingo, con l&amp;rsquo;iMac 2008 che, dopo tanti anni, continua ancora a funzionare perfettamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/img_20200812_073026.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se li contate, ho ben 5 dischi rigidi collegati all&amp;rsquo;iMac: un SSD di avvio da 5000 GB installato nel contenitore di alluminio Icy Box con connessione FireWire, tre dischi rigidi esterni da 2.5 pollici, uno collegato direttamente al Mac tramite la porta USB e gli altri due che passano attraverso l&amp;rsquo;hub USB in primo piano, e infine un grosso disco meccanico che uso per Time Machine (l&amp;rsquo;oggettino in primo piano nel contenitore nero/argento non è un disco rigido e non fa testo). Dimenticavo: c&amp;rsquo;è anche il disco interno originale, che uso per i documenti più importanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrei facilmente consolidare il contenuto del disco interno e dei tre dischi esterni da 2.5 pollici in un unico disco più capiente, ma sono troppo pigro per farlo. E poi l&amp;rsquo;Mac è così vecchio che non ne vale nemmeno la pena (ormai il mio Mac principale di casa è un&amp;rsquo;altro, ma di questa nuova macchina, che mi ha letteralmente stupito, parlerò in un&amp;rsquo;altra occasione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è bisogno di dire che tutti le cartelle principali del disco interno e dei tre dischi esterni sono collegate alla mia &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; tramite dei collegamenti simbolici, per cui quando uso l&amp;rsquo;Mac non mi accorgo nemmeno di dove sono collocati fisicamente i vari file. È un setup abbastanza complicato, mi rendo conto, ma il fatto stesso che funzioni (e bene) da anni, dimostra che le configurazioni più semplici descritte qui sono davvero alla portata di tutti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lista-degli-acquisti&#34;&gt;Lista degli acquisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di seguito una breve lista di dischi meccanici e SSD e di contenitore esterni, scelti fra i modelli che ho utilizzato personalmente o che mi sembrano dei prodotti interessanti ed affidabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;DISCLAIMER&lt;/strong&gt;. Potete seguire i consigli e acquistare i prodotti elencati (io comunque non ci guadagno nulla), ma se per qualche ragione qualcosa si rompe, mi dispiace ma devo declinare ogni responsabilità. I prodotti elettronici sono piuttosto affidabili, ma questo non significa che non possano avere dei problemi, soprattutto se chi lo usa non rispetta certe precauzioni basilari (ho visto gente sbattere il portatile acceso come se fosse un tappeto, ovvio che dopo un po&amp;rsquo; di questi trattamenti il disco rigido tiri la corda).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico interno Toshiba da 1 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/TOSHIBA-DT01ACA100-Cache-3-5-Inch-Internal/dp/B009AYWCJE/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico interno Toshiba da 2 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B009CPDI62/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ci ho pensato una vita prima di decidere di comprarlo e da un anno e mezzo funziona 24 ore al giorno. Quest&amp;rsquo;anno la stanza è pure surriscaldata, visto che non ci va nessuno ed il condizionatore è spento. Finora tutto bene, vedremo a fine estate. Non potevo non mettere un link anche nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico portatile Maxtor da 2 TB, 2.5 pollici USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Maxtor-Seagate-HX-M201TCB-GM-Esterno/dp/B01AJWNXAM&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ho due di questi modelli da 2 TB, oltre che un paio più piccoli, e ne ho fatti comprare parecchi esemplari ad amici e conoscenti. Funzionano bene e costano poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Samsung 860 EVO da 500 GB, 2.5 pollici SATA III (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MZ-76E500B-Unit%C3%A0-Interna-Grigio/dp/B078WQT6S6/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ho perso il conto di quanti ne ho già acquistati. Una garanzia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD WD Blue da 500 GB, M.2 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B073SBX6TY/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Prima o poi lo comprerò.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Samsung 970 EVO Plus da 500 GB, PCle NVMe M.2 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B07MFBLN7K/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Essendo un modello NVMe è preferibile usarlo come SSD interno in quei PC che dispongono del connettore apposito. Non so se qualche Mac lo supporta. Ovviamente niente impedisce di montarlo in un contenitore esterno come quello mostrato più sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Sabrent Rocket da 512 GB, PCle NVMe M.2 2280 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Sabrent-Interno-Rocket-Prestazioni-SB-ROCKET-512/dp/B07KGMBCKD/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Stesso discorso fatto per il Samsung EVO 970 Plus.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile Samsung T5 da 500 GB, connessione USB 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MU-PA500B-EU-Portatile-Type-C/dp/B074MCM721/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile SanDisk Extreme da 500GB (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B078SWJ3CF/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile OWC Envoy Pro mini con connettore USB 3.1 (varie taglie) (&lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/external-drives/OWC/Envoy-Pro-mini&#34;&gt;link a OWC&lt;/a&gt;). Per una volta niente Amazon.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Inateck in alluminio per dischi da 3.5 pollici, connessione USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Inateck-Custodia-Esterna-Alluminio-Esterno/dp/B00RCJ54BC/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Peccato solo che non sia anche USB-C.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Icy Box in alluminio per dischi da 2.5 pollici, connessione USB-C 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Custodia-Esterna-Pollici-Completamente-Alluminio/dp/B07J2HYF8C/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Costa un po&amp;rsquo; di più della media, ma è USB-C. E poi la qualità si paga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore OWC Mercury On-The-Go per dischi da 2.5 pollici, connessione USB 3.0 e FireWire 800 (&lt;a href=&#34;https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-on-the-go-usb-3.0-and-2.0-firewire-800-portable-enclosure-kit/&#34;&gt;link a MacShop&lt;/a&gt;). Se vi serve la connessione FireWire, ormai non ci sono molte altre alternative.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore OWC Mercury Elite Pro per dischi da 2.5/3.5 pollici, connessione USB 3.1 e FireWire 800 (&lt;a href=&#34;https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-elite-pro-1-x-3.5-esata-fw800-usb3.1/&#34;&gt;link a MacShop&lt;/a&gt;). Rispetto al contenitore precedente, questo costa qualcosa di più ma è metallico e supporta anche USB 3.1. Dovessi scegliere oscillerie parecchio fra i due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Sabrent per SSD M.2, connessione USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Sabrent-M-2-SSD-3-0-aluminum-Enclosure-ec-m2mc/dp/B0765D6NJV/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Non supporta gli SSD PCle NVMe (quindi va bene solo per il WD Blue).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore per SSD M.2 con connettore USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Aplic-Custodia-Portatile-Adattatore-interfacce/dp/B07DRLLBF3/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Orico per SSD NVMe M.2 2230/2242/2260/2280, connessione USB-C e USB 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B087PXXCFL/ref=sspa_dk_detail_1&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;. Usare un SSD NVMe come disco esterno mi sembra inutile, però se serve questo dovrebbe andar bene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hub USB-C con alloggiamento per disco SATA per Mac Mini (&lt;a href=&#34;https://www.aliexpress.com/i/4000899176430.html&#34;&gt;link ad AliExpress&lt;/a&gt;). Credo che non ci sia niente di più pratico per aggiungere un secondo disco rigido al Mac Mini. Sulla qualità non posso dire niente, ma le &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/Enclosure-Hagibis-Docking-Station-MacBook/dp/B088B4DCF2/&#34;&gt;recensioni su Amazon.com&lt;/a&gt; sono molto positive. Peccato che il colore non sia identico a quello dell&amp;rsquo;ultimo Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dove il termine documenti comprende sia i documenti da ufficio veri e propri &amp;ndash; testi, fogli elettronici, presentazioni, email &amp;ndash; sia i file multimediali, gli ebook, il codice sorgente dei programmi che sviluppiamo, e in generale tutto ciò che elaboriamo tramite il computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo tutti gli SSD, tranne i modelli da 4 e 8 TB che costano uno sproposito, sono saldati alla scheda madre e quindi non possono essere sostituiti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mitica perché la citano tutti ma, fra arrivo, partenza, giro caffè e vicino con vescica debole, in un volo normale qui in Europa in realtà la si può usare al massimo per una mezz&amp;rsquo;oretta.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (prima parte)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/08/05/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-prima-parte/</link>
      <pubDate>Wed, 05 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/laura-ockel-qox9ksvpqcm-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@viazavier&#34;&gt;Laura Ockel&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci hanno messo qualche anno di troppo, ma ormai i dischi SSD sono diventati le normali unità di avvio dei computer moderni, complice il calo di prezzi degli ultimi anni. Solo Apple si ostina ad offrire dei lenti dischi meccanici da appena 5400 giri al minuto sui suoi iMac più economici, ma probabilmente smetterà (finalmente!) di farlo alla prossima iterazione del modello, che dovrebbe arrivare molto presto (infatti l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac&#34;&gt;iMac è stato aggiornato proprio ieri&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo gli SSD sono ancora piuttosto cari, in questo momento un SSD da 1 TB di buona qualità costa fra i &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Crucial-MX500-CT1000MX500SSD1-Interno-Pollici/dp/B078211KBB&#34;&gt;100&lt;/a&gt; e i &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MZ-V7S1T0BW-Unit%C3%A0-PLUS-Arancione/dp/B07MBQPQ62&#34;&gt;200&lt;/a&gt; euro, mentre l&amp;rsquo;equivalente meccanico si trova a 40-50 euro e con 100 euro si può acquistare un modello dignitoso da 3-4 TB. Meglio non parlare dei prezzi da rapina praticati da Apple, che pretende 625 euro per installare un disco SSD da 1 TB al posto dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/25/ma-il-fusion-drive-serve-ancora/&#34;&gt;obsoleto Fusion Drive&lt;/a&gt; su un nuovo iMac (e definire obsoleto il Fusion Drive è ancora troppo poco), o che sui portatili (ma da ieri anche sugli iMac) ci chiede la bellezza di 500 euro per montare un SSD da 1 TB al posto di quello minimale da 250 GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando acquistiamo un nuovo computer abbiamo quindi il problema di scegliere se pagare a caro prezzo un disco SSD molto capiente, che magari non verrà mai utilizzato completamente, oppure risparmiare scegliendo un modello da 500 GB &amp;ndash; 1 TB che però, complice la solita legge di Murphy, diventerà troppo stretto dopo pochi mesi di utilizzo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;due-dischi-al-posto-di-uno&#34;&gt;Due dischi al posto di uno&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema è aggravato dal fatto che nella maggior parte dei Mac, così come in quasi tutti i PC portatili più performanti, è molto difficile, se non impossibile, aggiornare i componenti interni dopo l&amp;rsquo;acquisto.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Una valutazione sbagliata al momento dell&amp;rsquo;ordine rischia quindi di rendere rapidamente obsoleto il prodotto acquistato. Un vero spreco, visto che un buon computer moderno può rispondere per parecchi anni in modo più che adeguato alle necessità della stragrande maggioranza degli utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna si può avere facilmente il meglio dei due mondi, un veloce disco SSD destinato al sistema operativo e ai programmi, accoppiato ad un disco meccanico (HDD) molto più capiente dove conservare tutti i propri documenti (comprendendo con questo termine sia i documenti da ufficio veri e propri &amp;ndash; testi, fogli elettronici, presentazioni, email &amp;ndash; sia i file multimediali, gli ebook, il codice sorgente dei programmi che sviluppiamo, e in generale tutto ciò che elaboriamo tramite il computer).&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fare così ha un altro grosso vantaggio: in caso di guai possiamo reinstallare facilmente da zero sia il sistema operativo che le applicazioni senza correre il rischio di cancellare i documenti, che di fatto costituiscono la parte più preziosa di un computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Separare i dati dalle applicazioni è una pratica normale in Linux, la maggior parte delle distribuzioni consente di farlo in fase di installazione (ma in genere bisogna usare una modalità &lt;em&gt;avanzata&lt;/em&gt; di installazione) e non è troppo difficile farlo anche in un secondo momento. Anche Windows prevede un meccanismo per farlo, è piuttosto rozzo e funziona meglio al momento dell&amp;rsquo;installazione di Windows su un nuovo PC, quando il disco rigido è ancora vuoto, ma sappiamo tutti che da Windows non si può pretendere più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche macOS consente di muovere la cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt; (o &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;) di un utente su un altro disco (o su un&amp;rsquo;altra partizione), ma bisogna dire che è un metodo tenuto molto ben nascosto, e la stessa Apple sconsiglia di utilizzarlo (si veda l&amp;rsquo;immagine qui sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;!-- ![](https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/advanced-options.png) --&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://support.apple.com/library/content/dam/edam/applecare/images/it_IT/macos/macos-mojave-system-preferences-users-groups-advanced-options.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine tratta dall&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201548&#34;&gt;Modificare il nome dell&amp;rsquo;account utente macOS e della cartella Inizio&lt;/a&gt;, pubblicato sul sito di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com&#34;&gt;supporto Apple&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi volesse provare lo stesso, deve andare nelle Preferenze di Sistema, selezionare Utenti e Gruppi, cliccare sul simbolo del lucchetto e inserire la password dell&amp;rsquo;amministratore del Mac, poi scegliere l&amp;rsquo;account da modificare, fare click con il tasto destro del mouse, selezionare Opzioni avanzate e infine modificare la cartella Inizio, facendo in modo che punti ad una cartella sul disco meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma perché complicarsi la vita quando esiste un meccanismo intrinseco a macOS che permette di fare più o meno la stessa cosa senza correre alcun rischio? E che funziona allo stesso modo su qualunque sistema operativo, da macOS a Linux e a tutte le infinite varianti di sistemi operativi basati su Unix, e ormai &lt;a href=&#34;https://www.howtogeek.com/howto/16226/complete-guide-to-symbolic-links-symlinks-on-windows-or-linux/&#34;&gt;perfino in Windows&lt;/a&gt;? E che ha pure il grosso vantaggio di non modificare la posizione di certe cartelle e di certi file che il sistema operativo si aspetta di trovare in posizioni ben definite, in modo che possa continuare a funzionare perfettamente anche se per qualche motivo non riesce a trovare il secondo disco meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;collegamenti-simbolici&#34;&gt;Collegamenti simbolici&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il meccanismo in questione è costituito dai &lt;em&gt;collegamenti simbolici&lt;/em&gt; (o &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt;), di cui ho parlato nell&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/07/18/il-crepuscolo-di-dropbox/&#34;&gt;dedicato a Dropbox&lt;/a&gt; di qualche giorno fa e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;molto più diffusamente qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con un uso accorto dei soft link possiamo fare in modo che le cartelle presenti sul disco rigido meccanico sembrino appartenere a tutti gli effetti al disco SSD (senza però consumare spazio prezioso sull&amp;rsquo;unità a stato solido) e solo un osservatore attento può accorgersi della differenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I dettagli di come si può fare li ho già descritti &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;in un articolo di parecchi anni fa&lt;/a&gt; e nel frattempo non è cambiato nulla, per cui non è il caso di ripetersi. Mi limito solo a mostrare l&amp;rsquo;immagine della &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; di uno dei miei Mac di casa, dove si può vedere che in macOS i soft link vengono rappresentati da una freccetta sovrapposta alla normale icona del file o, come in questo caso, della cartella. Una rappresentazione visiva efficace, che rende bene l&amp;rsquo;idea che il file o la cartella in questione &lt;em&gt;punti&lt;/em&gt; da qualche altra parte, in questo caso particolare alle cartelle presenti fisicamente sul disco rigido meccanico &lt;code&gt;Data HD&lt;/code&gt; (lo so, la fantasia a volte mi fa difetto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/my-home.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Uso questo metodo da anni su tutti i miei Mac e non ho mai avuto problemi. Anzi, con il tempo mi sono accorto che il disco meccanico è in grado di gestire senza rallentamenti particolari tutti i miei documenti, anche quelli su cui lavoro ogni giorno, cosa che mi ha consentito di separare ancora di più (e meglio) i miei dati dalle applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bene, per ora può bastare. La &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/08/14/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-seconda-parte/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;articolo sarà dedicata a descrivere alcuni possibili scenari pratici, con le relative scelte hardware. A presto!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli unici modelli facilmente aggiornabili rimasti in circolazione sono i normali PC desktop e, per quanto riguarda il mondo Apple, i nuovi Mac Pro (che però sono rivolti ad un pubblico professionale per il quale il costo di un SSD è trascurabile rispetto al valore dell&amp;rsquo;intera macchina).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci possono essere casi particolari in cui è più conveniente tenere i documenti sul disco SSD principale, penso soprattutto ai file multimediali in corso di elaborazione, ma una volta finito il lavoro niente impedisce di archiviarli sul disco meccanico.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Jony Ive lascia la Apple: una tragedia o una fortuna?</title>
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      <pubDate>Wed, 10 Jul 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/34iveapple2611.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/lifestyle/london-life/how-jony-ive-saved-apple-from-bankruptcy-8964109.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jonathan &amp;ldquo;Jony&amp;rdquo; Ive dopo trent&amp;rsquo;anni abbandona la Apple per fondare una sua azienda, LoveFrom, che avrà la Apple come prima cliente. La notizia ha riempito per giorni le gazzette tecnologiche (e non) di tutto il mondo (come si può leggere ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.theguardian.com/technology/2019/jun/27/jony-ive-apple-designer-leaves-imac-iphone&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/3405530/apple-design-guru-jony-ive-to-leave-apple.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.domusweb.it/en/design/2019/07/03/the-uniqueness-of-jonathan-ive.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;) e &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/jony-ives-fragmented-legacy-unreliable-unrepairable-beautiful-gadgets&#34;&gt;quasi tutti&lt;/a&gt; i commentatori, una volta superata la sorpresa dell&amp;rsquo;annuncio, si sono augurati che la collaborazione fra il cavaliere inglese&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e la casa madre californiana potesse continuare esattamente come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So di dire una cosa impopolare, ma secondo me sarebbe un male. Jony Ive stava esagerando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è (è stato?) un grande &lt;em&gt;designer&lt;/em&gt; e nel corso della sua lunga carriera ha fatto cose egregie &amp;ndash; penso ai vari iMac, dal G3 della rinascita al G4 a &lt;em&gt;lampada&lt;/em&gt; al G5 tutto-in-uno, penso all&amp;rsquo;iPod, all&amp;rsquo;iPhone, ad iOS 7 &amp;ndash; ma come tutte le archi-star a un certo punto si è fatto prendere la mano adottando un&amp;rsquo;estetica anoressica che anteponeva il design alla funzionalità. Tutto troppo sottile e minimalista, accessibilità e riparabilità zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sono venuti il MacBook Pro ipersottile, esteticamente perfetto ma tecnicamente incomprensibile, il portatile che obbliga a portarsi dietro una &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/02/17/adattatori-per-il-macbook-pro/&#34;&gt;pletora di accessori&lt;/a&gt; anche solo per poter &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;collegare una volgare chiavetta USB&lt;/a&gt;. O l&amp;rsquo;orrida tastiera a &amp;ldquo;farfalla&amp;rdquo;, i cui tasti hanno la corsa di un pezzo di vetro e vengono mandati in crisi da un granello di polvere, costringendo a &lt;a href=&#34;https://theoutline.com/post/2402/the-new-macbook-keyboard-is-ruining-my-life&#34;&gt;cambiare tutta la parte superiore del portatile&lt;/a&gt; (e a volte anche l&amp;rsquo;intero computer!) per un solo tasto malfunzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure gli AirPods che quando si esaurisce la batteria, due anni ad essere fortunati, &lt;a href=&#34;https://www.vice.com/en_us/article/neaz3d/airpods-are-a-tragedy&#34;&gt;vanno buttati via&lt;/a&gt; perché nessuno, nemmeno Apple, può sostituirla senza distruggerli. O gli iMac, i Mac Mini e gli Air con la &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/06/18/imac-memory-not-upgradable/&#34;&gt;RAM saldata e non aggiornabile&lt;/a&gt;, quello che scegli al momento dell&amp;rsquo;acquisto te lo tieni per sempre.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma possiamo dimenticare il fiasco più clamoroso di tutti, il Mac Pro buono da tempo solo come (costosissimo) cestino dei rifiuti? Il computer professionale tanto minimale che per essere usato &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; ha bisogno di un sacco di &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/&#34;&gt;accessori esterni&lt;/a&gt;, tutti collegati precariamente via cavo. Il computer professionale ma &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;non aggiornabile&lt;/a&gt; (infatti è ancora fermo al 2013), un vero controsenso per chi vorrebbe preservare nel tempo il pesante investimento economico richiesto. Il computer professionale che scalda, &lt;a href=&#34;https://www.digitalstudiome.com/article-9069-apple-mac-pro-users-feel-the-heat&#34;&gt;scalda dannatamente troppo&lt;/a&gt; per essere adatto ai compiti pesanti a cui dovrebbe essere destinato. Colpa degli ingegneri che non sanno fare i calcoli termici o del designer per il quale la funzione &lt;em&gt;reale&lt;/em&gt; del computer che progetta conta poco o niente?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà solo un caso che nel Mac Mini ultima versione Apple offra di nuovo la possibilità di aggiornare facilmente al RAM? O che il nuovo Mac Pro sia tornato al design precedente, un grosso case metallico e bucherellato per dissipare meglio il calore, apribile con facilità e con tanto spazio per aggiungere dischi, RAM e schede di interfaccia? O che la tastiera dei prossimi MacBook Pro sarà modificata per l&amp;rsquo;ennesima volta in tre anni?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse Tim Cook e il consiglio di amministrazione della Apple hanno concluso che Jony Ive aveva tirato troppo la corda ed hanno deciso di farlo finalmente fuori, altro che separazione consensuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era ora. Noi utenti Apple ci meritiamo di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/jonyive2706-0.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Source: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/news/world/iphone-designer-sir-jony-ive-to-leave-apple-after-30-years-a4177756.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è stato nominato &lt;em&gt;Sir&lt;/em&gt; nel 2012.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero assurdo tecnico: la quantità di RAM necessaria a far funzionare al meglio un computer aumenta nel tempo con l&amp;rsquo;evoluzione del sistema operativo e delle applicazioni. Aggiornare la RAM è una delle operazioni più efficaci per allungare, e di molto, la vita di un qualunque computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Wow!</title>
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      <pubDate>Tue, 04 Jun 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://images.idgesg.net/images/article/2019/06/mac-pro-2019-100798173-large.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;È raro che commenti a caldo un keynote Apple (anche perché non riesco quasi mai a vederli), ma quest&amp;rsquo;anno a Cupertino si sono superati e il keynote è stato un susseguirsi di annunci scoppiettanti, fino al gran finale dedicato agli sviluppatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo dal Mac Pro, di sicuro l&amp;rsquo;annuncio più atteso. Una macchina fantastica, un ritorno al passato, anzi una vera e propria inversione ad U. I progettisti hardware di Apple si saranno cosparsi il capo di tonnellate di cenere prima di mettersi al lavoro. Perché una macchina professionale da 6.000 (e molti più!) dollari deve fare i conti con il resto del mondo supportando gli &lt;em&gt;standard industriali&lt;/em&gt; correnti, e deve essere espandibile e modificabile anche in modo estremo, per poter durare il più possibile e diluire nel tempo il pesantissimo investimento economico necessario per venirne in possesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi c&amp;rsquo;è iPadOS che, da quanto si è visto, potrà dare finalmente all&amp;rsquo;iPad il sistema operativo che merita, con un vero multitasking, un copia e incolla efficace, un filesystem degno di questo nome, capace di &lt;em&gt;vedere&lt;/em&gt; anche i dischi del Mac. Senza dimenticare, quanti anni ci sono voluti?, il supporto per le chiavette e i dischi esterni USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda macOS, iTunes sarà &lt;em&gt;spacchettato&lt;/em&gt; in tre applicazioni coerenti dedicate alla musica, ai video e ai podcast, mentre mi pare di aver capito (ho avuto un momento di distrazione) che i dispositivi iOS saranno gestiti direttamente dal Finder.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono stati annunci apparentemente &lt;em&gt;minori&lt;/em&gt;, ma che testimoniano l&amp;rsquo;attenzione di Apple per la sicurezza e l&amp;rsquo;accessibilità. Ricordo su tutti la nuova &amp;ldquo;Sign in with Apple&amp;rdquo;, che permetterà di accedere a tanti siti web in modo molto più sicuro che usando Google o Facebook (una cosa, quest&amp;rsquo;ultima, da evitare il più possibile). Geniale l&amp;rsquo;idea d farlo tramite degli indirizzi email generati in modo casuale e diversi per ciascun sito. I &lt;em&gt;wow&lt;/em&gt; di cui era costellato il keynote qui sono stati pienamente meritati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi Mappe finalmente rivisto, la funzione &amp;ldquo;Find My&amp;rdquo; che funziona anche a MacBook spento sfruttando una modalità Bluetooth a basso consumo che comunica anonimamente la posizione ai dispostivi iOS nelle vicinanze (anche qui il wow era più che meritato), l&amp;rsquo;iPad utilizzabile come secondo schermo del Mac, la tastiera iOS a scorrimento (ci voleva tanto?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma il gran finale è stato dedicato a Swift e XCode, in perfetta sintonia con lo spirito di una conferenza dedicata agli sviluppatori. Swift acquista lo status di linguaggio primario di sviluppo per tutte le piattaforme Apple, con un nuovo framework grafico, Swift UI, che sembra quasi scrivere il codice da sé (non sarà di sicuro facile come sembra, ma è comunque un bel passo avanti).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;integrazione fra l&amp;rsquo;ambiente di sviluppo e i dispositivi &lt;em&gt;fisici&lt;/em&gt; su cui testare le app in corso di sviluppo è stata migliorata al punto tale che le modifiche al codice si trasferiscono in modo pressoché istantaneo al dispositivo iOS collegato, semplificando e velocizzando notevolmente il debug dell&amp;rsquo;applicazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, XCode permetterà di generare, partendo dalla stessa base di codice, applicazioni che girano su tutte le piattaforme Apple, anche se non è chiaro se XCode produrrà un&amp;rsquo;unica applicazione &lt;em&gt;universale&lt;/em&gt; (come ai tempi della transizione da PowerPC a Intel), compatibile con processori ARM e Intel e con iOS, iPadOS e macOS, oppure applicazioni specifiche per le diverse piattaforme.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di transizione dei Mac da Intel a ARM, almeno per quest&amp;rsquo;anno, non si è parlato.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Nuovo Mac Pro in arrivo. Ma solo nel 2018?</title>
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      <pubDate>Wed, 12 Apr 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Molto interessante la &lt;a href=&#34;https://techcrunch.com/2017/04/04/apple-pushes-the-reset-button-on-the-mac-pro/&#34;&gt;conversazione riportata da TechCrunch&lt;/a&gt; con alcuni top manager Apple, Phil Schiller, responsabile del marketing, Craig Federighi, responsabile del software, e John Ternus, vice-responsabile dell&amp;rsquo;hardware. Tutte figure di altissimo livello nell&amp;rsquo;organigramma Apple, note a chiunque guardi i keynote delle presentazioni dei prodotti Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che cosa hanno detto i tre parlando con un gruppo ristretto di giornalisti? Più o meno tre cose:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;i professionisti che usano i prodotti Apple hanno esigenze molto diverse, ma Apple li sta ascoltando e sta lavorando per loro;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;il Mac rimane fondamentale nelle strategie Apple;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;il Mac Pro a &amp;ldquo;cilindro&amp;rdquo; del 2013 è un progetto sbagliato e verrà sostituito da un modello riveduto e corretto, ma non prima del 2018.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal punto di vista delle comunicazione, queste tre notizie sono delle vere e proprie bombe. Perché significano che le aspre critiche di tanti utenti &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt; dopo la presentazione del MacBook Pro con touchbar del 2016 &amp;ndash; critiche accompagnate spesso dalla minaccia di abbandonare la piattaforma in cerca di prodotti più performanti e con un maggiore rapporto qualità/prezzo &amp;ndash; hanno lasciato il segno (e che segno!) nel management Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non posso che esserne soddisfatto, visto che anch&amp;rsquo;io nel mio piccolissimo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;ho espresso le stesse critiche&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il resoconto dettagliato dell&amp;rsquo;incontro potete leggerlo nell&amp;rsquo;articolo di &lt;a href=&#34;https://techcrunch.com/2017/04/04/apple-pushes-the-reset-button-on-the-mac-pro/&#34;&gt;TechCrunch&lt;/a&gt; già citato, oltre che su &lt;a href=&#34;http://daringfireball.net/2017/04/the_mac_pro_lives&#34;&gt;Daring Fireball&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/apple/2017/04/apple-is-completely-redesigning-the-mac-pro-again/&#34;&gt;ArsTechnica&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2017/4/4/15175994/apple-mac-pro-failure-admission&#34;&gt;The Verge&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per i commenti, vorrei citare questi due che mi sembrano particolarmente interessanti, &lt;a href=&#34;https://medium.com/@sdw/why-pro-matters-75593220cb1a&#34;&gt;Why Pro Matters&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/04/07/mac-pro-e-iphone-4/&#34;&gt;Mac Pro. E iPhone 4&lt;/a&gt;, anche perché esprimono opinioni profondamente diverse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quello che mi riguarda, vorrei fare qui alcune considerazioni personali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cè-pro-e-pro&#34;&gt;C&amp;rsquo;è pro e pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple finalmente riconosce che ci sono più categorie di utenti &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt;, e che a qualcuna di queste i sui prodotti recenti vanno decisamente stretti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono voluti mesi di critiche, di confronti con l&amp;rsquo;offerta della concorrenza, di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;dimostrazioni pratiche dei limiti dell&amp;rsquo;hardware corrente&lt;/a&gt;, ma finalmente sembra che il messaggio si arrivato, forte e chiaro, al management Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come dice Phil Schiller, infatti,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;First of all, when we talk about pro customers, it’s important to be clear that there isn’t one prototypical pro customer. Pro is such a broad term, and it covers many many categories of customers. [&amp;hellip;]&#xA;There’s music creators, there’s video editors, there’s graphic designers &amp;ndash; a really great segment with the Mac. There’s scientists, engineers, architects, software programmers &amp;ndash; increasingly growing, particularly our App development in the app store.&lt;br&gt;&#xA;So there are many many things and people called pros, Pro workflows, so we should be careful not to over simplify and say ‘Pros want this’ or ‘don’t want that’ &amp;ndash; it’s much more complex than that.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Quando parliamo di utenti &amp;lsquo;pro&amp;rsquo;, dobbiamo dire chiaramente che non c&amp;rsquo;è un utente professionale tipico. Pro è un termine molto ampio, che copre moltissime categorie [diverse] di utenti [&amp;hellip;]&lt;br&gt;&#xA;Ci sono i creativi, che producono musica o video, o gli artisti grafici, un segmento fantastico [di utenti] del Mac. Ma ci sono anche gli scienziati, gli ingegneri, gli architetti, gli sviluppatori di software, un segmento in grande crescita, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di applicazioni sull&amp;rsquo;App Store.&lt;br&gt;&#xA;Ci sono moltissime cose e moltissime persone che possiamo chiamare &amp;lsquo;professionali&amp;rsquo;, flussi di lavoro professionali, e dobbiamo stare particolarmente attenti a non semplificare troppo, a dire &amp;lsquo;i professionisti vogliono questo&amp;rsquo; oppure &amp;lsquo;i professionisti non vogliono quest&amp;rsquo;altro&amp;rsquo;, le cose sono ben più complicate di così.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Speriamo davvero che non siano solo belle parole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-mac-è-vivo-e-lotta-insieme-a-noi&#34;&gt;Il Mac è vivo (e lotta insieme a noi?)&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se è vero che l&amp;rsquo;iPhone è da anni il prodotto di maggior successo di Apple, e quello che produce la stragrande maggioranza del fatturato (e soprattutto degli utili) dell&amp;rsquo;azienda, è altrettanto vero che la linea Mac, comprendendo sia i desktop che i notebook, produce un fatturato che la farebbe finire da sola a ridosso delle prime 100 aziende statunitensi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nemmeno un gigante come Apple può quindi permettersi di trascurarla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure, aggiungo io, prima di farlo dovrebbe pensarci bene. perché senza il Mac, non si potrebbero nemmeno scrivere le milioni di applicazioni che sono alla base della fortuna dell&amp;rsquo;iPhone e dell&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per rifarsi ad una &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=PDhyst6Kq4U&#34;&gt;famosa pubblicità&lt;/a&gt;, &amp;ldquo;No Mac? No app!&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;riconoscere-gli-errori&#34;&gt;Riconoscere gli errori&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;http://www.anandtech.com/show/7603/mac-pro-review-late-2013&#34;&gt;Mac Pro a &amp;ldquo;cilindro&amp;rdquo; del 2013&lt;/a&gt; è senza dubbio un bellissimo oggetto tecnologico, degno di stare in bella mostra sulla scrivania piuttosto che relegato sotto (nonostante tanti lo considerino più simile ad un &lt;em&gt;bidone della spazzatura&lt;/em&gt; che ad un &lt;em&gt;ciindro&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Praticamente la versione moderna e rivisitata del &lt;a href=&#34;https://www.moma.org/collection/works/82134&#34;&gt;bellissimo Cube&lt;/a&gt; di inizio secolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma proprio come il Cube, anche il Mac Pro 2013 si è dimostrato più che altro un bell&amp;rsquo;esercizio di stile, ma inadatto ad essere una vera macchina professionale, troppo delicato e troppo poco espandibile ed aggiornabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un progetto fallito in partenza, come hanno riconosciuto (quasi) esplicitamente persino i tre top manager Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che hanno aggiunto che gli ingegneri Apple sono al lavoro per produrre un nuovo Mac Pro riprogettato dalle fondamenta, facilmente espandibile ed aggiornabile come &lt;em&gt;deve&lt;/em&gt; essere una macchina professionale per potersi definire tale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esattamente quello che era il &lt;a href=&#34;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/95/Side_Power_Mac_G5_-_Mac_Pro.jpeg&#34;&gt;Mac Pro precedente&lt;/a&gt;, un computer bello e praticamente &lt;em&gt;perfetto&lt;/em&gt;, con il case &lt;em&gt;bucherellato&lt;/em&gt; in alluminio, per poter smaltire meglio il calore, che si poteva aprire muovendo una singola leva, per la gioia degli smanettoni che potevano permetterselo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo il nuovo Mac Pro non sarà pronto per quest&amp;rsquo;anno, per ora dobbiamo accontentarci di qualche aggiornamento minore, due core in più allo stesso prezzo di prima, una scheda grafica più potente di quella standard ad un terzo del prezzo precedente. Un modo per cercare di non far crollare le vendite in attesa del nuovo modello.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;errori-di-hardware&#34;&gt;Errori di hardware&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa aveva di sbagliato il Mac Pro 2013 dal punto di vista dell&amp;rsquo;hardware? L&amp;rsquo;ho già detto, poco espandibile e poco aggiornabile, ma anche troppo &lt;em&gt;caliente&lt;/em&gt;, troppo &lt;em&gt;temperamentale&lt;/em&gt; e delicato per essere veramente adatto ai lavori pesanti del professionista.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;espansione&#34;&gt;Espansione&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo dall&amp;rsquo;espandibilità. Tanti ricordano l&amp;rsquo;immagine del &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/&#34;&gt;Mac Pro 2013 collegato a ben 42 dispositivi esterni&lt;/a&gt;, usando all&amp;rsquo;estremo tutte le porte di connessione disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/macprodaisychain.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Copyright MacRumors, 42 Peripheral Devices Connected to One 2013 Mac Pro (https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/)&#34;&gt;&lt;p&gt;Tecnologicamente una cosa fantastica. Praticamente un disastro, visto l&amp;rsquo;intrico di alimentatori, cavi e cavetti, che ne veniva fuori. Provate a tenere in funzione una cosa del genere senza essere esperti di hardware e poi ditemi, una spolveratina innocente può distruggere il lavoro di giorni. Cambiare postazione, poi&amp;hellip; meglio non pensarci.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho difficoltà a dire che, quando è stato presentato il Mac Pro mi piaceva e parecchio. Poi l&amp;rsquo;ho visto dal vivo e ho visto questa foto (non so in che ordine), e mi sono reso conto che c&amp;rsquo;era un vero abisso fra la gradevolezza estetica e l&amp;rsquo;uso pratico di un oggetto come quello.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero, situazioni estreme come quelle della foto non sono per niente comuni, ma anche solo collegare una decine di dischi e periferiche varie ad una macchina del genere (il minimo sindacale per un professionista) può procurare grattacapi inauditi. Soprattutto se si pensa che con il modello precedente gli oggetti più importanti e delicati, i dischi rigidi, finivano saldamente all&amp;rsquo;interno della macchina, lasciando all&amp;rsquo;esterno solo i monitor e ciò che per forza di cose doveva essere trasportabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, l&amp;rsquo;idea di produrre una macchina professionale piccolina, espandibile tramite periferiche esterne, si basava sull&amp;rsquo;assunto che la connessione Thunderbolt avrebbe preso piede, diventando non dico popolare come l&amp;rsquo;USB, ma nemmeno il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/D.O.A._-_Cadavere_in_arrivo&#34;&gt;DOA&lt;/a&gt; che sembra essere oggi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché è chiaro che Thunderbolt sta facendo oggi la stessa fine di SCSI e Firewire, tecnologie di collegamento decisamente migliori delle concorrenti, ma anche troppo costose e poco supportate dai suoi stessi produttori.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sono abbastanza sicuro che aver messo USB e Thunderbolt nella stessa porta USB-C non renderà di certo più popolare la seconda a scapito della sempreviva USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;aggiornamento&#34;&gt;Aggiornamento&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la sua stessa natura, una macchina professionale deve essere aggiornabile. Se spendo 5, 6, 7, magari 10 mila euro per un computer, voglio &amp;ndash; anzi pretendo &amp;ndash; che il mio investimento duri il più possibile nel tempo, voglio che sia possibile sostituire i componenti principali della macchina per mantenerla aggiornata e performante anche dopo svariati anni di uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo il Mac Pro 2009-2012, quello con il case bucherellato in alluminio di cui parlavo prima. Ancora oggi &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/turnkey/MacPro/2010_Xeon_Processor&#34;&gt;ci si può fare di tutto&lt;/a&gt;: cambiare il processore, &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/memory/Mac-Pro-Memory&#34;&gt;aumentare la RAM&lt;/a&gt; fino a 128 GB, inserire &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/search/MultiMount&#34;&gt;dischi SSD a gogo&lt;/a&gt;, aggiornare la &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/systems/apple/mac_pro/faq/mac-pro-default-graphics-cards-dvi-dual-link-mini-displayport.html&#34;&gt;scheda grafica&lt;/a&gt; (ad esempio con &lt;a href=&#34;https://bizon-tech.com/us/mac-upgrade/macpro-graphics/&#34;&gt;queste&lt;/a&gt;) e perfino le &lt;a href=&#34;http://www.sonnettech.com/product/computercards/index.html&#34;&gt;schede di interfaccia&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E il Mac Pro 2013? Accontentatevi di cambiare &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/turnkey/MacPro2013/2013_Xeon_Processor/Apple_Mac_Pro_2013&#34;&gt;il processore e la RAM&lt;/a&gt;, tutto il resto rimane e rimarrà esattamente com&amp;rsquo;era al momento dell&amp;rsquo;acquisto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In particolare, niente nuova scheda grafica, anzi schede grafiche, perché il Mac Pro 2013 ne ha due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devono essere due, possono solo essere due, perché lavorano in parallelo. E, correggetemi se sbaglio, non possono essere aggiornate dall&amp;rsquo;utente finale. Avrebbe dovuto pensarci Apple, ma in quattro anni non l&amp;rsquo;ha mai fatto o meglio, l&amp;rsquo;ha fatto solo con il mini-upgrade di qualche giorno fa (vedi sopra).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perchè in fase di progettazione Apple aveva scommesso sulla doppia scheda grafica, ma dal dal 2013 ad oggi il mercato è andato verso schede grafiche singole. Sempre più potenti, sempre più astronomicamente potenti, ma singole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/macprogpus.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Copyright iFixit, Mac Pro Late 2013 Teardown (https://www.ifixit.com/Teardown/Mac&amp;#43;Pro&amp;#43;Late&amp;#43;2013&amp;#43;Teardown/20778)&#34;&gt;&lt;p&gt;In pochi anni ci si è accorti che &amp;ldquo;&lt;em&gt;two is &lt;strong&gt;not&lt;/strong&gt; better than one&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, che due schede grafiche accoppiate costano praticamente lo stesso di una scheda singola di pari livello, ma producono molto più calore e rumore, che è una vera dannazione cercare di ficcarle nel computer, che non è detto che le applicazioni siano ottimizzate per la doppia scheda grafica.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, in pochi anni le scelte progettuali di fondo di Apple hanno tagliato fuori il Mac Pro da ogni possibilità di aggiornamento della sezione grafica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poco male, si dirà, perché in questi anni Apple non ha sostituito le due schede grafiche accoppiate con una scheda singola più potente?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;temperamento&#34;&gt;Temperamento&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;E qui veniamo all&amp;rsquo;incredibile. Visto che Ternus, l&amp;rsquo;uomo dell&amp;rsquo;hardware è reticente, lo dice Federighi,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;I think we designed ourselves into a bit of a thermal corner, if you will. We designed a system that we thought with the kind of GPUs that at the time we thought we needed, and that we thought we could well serve with a two GPU architecture&amp;hellip; that that was the thermal limit we needed, or the thermal capacity we needed. But [&amp;hellip;] being able to put larger single GPUs required a different system architecture and more thermal capacity than that system was designed to accommodate. And so it became fairly difficult to adjust.&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;cioè&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Penso che il nostro progetto ci abbia messo in un angolo dal punto di vista termico, se vogliamo dire così. Abbiamo progettato un sistema che, con le GPU (schede grafiche) di cui all&amp;rsquo;epoca pensavamo di aver bisogno, e pensando di poter fare bene con l&amp;rsquo;architettura a due GPU&amp;hellip; pensando che quello fosse il limite termico di cui avevamo bisogno, che quella fosse la capacità termica di cui avevamo bisogno. Ma&amp;hellip; essere in grado di mettere una singola GPU [al posto delle due previste] richiedeva una architettura ben diversa del sistema e una capacità termica maggiore di quella per il quale il sistema era progettato. E quindi è diventato molto difficile aggiustare le cose.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche solo leggendo il testo originale è evidente che Federighi è imbarazzato e un po&amp;rsquo; reticente, cerca di dire e non dire, però alla fine le cose sono chiare: il progetto del sistema termico del Mac Pro è sbagliato, quando è sotto carico &lt;a href=&#34;https://appleinsider.com/articles/14/12/30/apples-latest-mac-pro-continues-to-cause-problems-for-professional-users&#34;&gt;va in crisi&lt;/a&gt; e non riesce a dissipare tutto il &lt;a href=&#34;https://www.digitalstudiome.com/article-9069-apple-mac-pro-users-feel-the-heat&#34;&gt;calore prodotto&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra incredibile, ma se Apple lo ammette così esplicitamente non ci possono essere dubbi che sia vero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo alla questione delle schede grafiche. Il fatto che sia impossibile sostituire le due schede accoppiate del Mac Pro 2013 con una scheda grafica singola ma più potente è dovuto semplicemente al fatto che il progetto prevede che i tre lati della struttura di base del Mac Pro &amp;ndash; due lati costituiti dalle schede grafiche e il terzo da scheda madre, RAM e alimentatore &amp;ndash; producano un calore bilanciato, più o meno la stessa quantità di calore per ciascun lato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/macprotop.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Copyright iFixit, Mac Pro Late 2013 Teardown (https://www.ifixit.com/Teardown/Mac&amp;#43;Pro&amp;#43;Late&amp;#43;2013&amp;#43;Teardown/20778)&#34;&gt;&lt;p&gt;Installando una scheda grafica singola ma superpotente come quelle attuali, un lato del triangolo diventerebbe molto più caldo degli altri due e il Mac Pro non riuscirebbe più a smaltire correttamente tutto il calore prodotto. Di conseguenza: niente nuove schede grafiche per il Mac Pro, a meno di non usare una &lt;a href=&#34;https://bizon-tech.com/us/bizonbox2s-egpu.html/&#34;&gt;scheda grafica esterna&lt;/a&gt; (bisogna vedere però se ne vale la pena).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni-per-ora&#34;&gt;Conclusioni (per ora?)&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro, è evidente, è ovvio che anche per il Mac Pro, così come con il più recente MacBook Pro a sottiletta dell&amp;rsquo;anno scorso, la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;forma ha preso il posto della sostanza&lt;/a&gt;, il bel disegno ha prevalso sulle considerazioni ingegneristiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché non posso semplicemente credere che i tecnici, gli ingegneri di Apple, non abbiano messo in evidenza i limiti intrinseci del progetto, non abbiano avvisato il management Apple del ginepraio in cui si stavano cacciando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma sembra che il management Apple ascolti troppe volte più i designer degli ingegneri, tranne poi fare &lt;em&gt;mea culpa&lt;/em&gt; e cospargersi virtualmente il capo di cenere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È successo con il Cube, e passi, in fondo è arrivato proprio all&amp;rsquo;alba della rinascita Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È successo con l&amp;rsquo;iPhone 4 con il quale, se è vero che il problema alla base dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.lifewire.com/iphone-4-antenna-problems-explained-2000280&#34;&gt;&lt;em&gt;antennagate&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; è stato decisamente forzato ed esasperato dalla stampa (bastava solo evitare di mettere il dito a cavallo di una interruzione del metallo, cortocircuitando l&amp;rsquo;antenna esterna), è altrettanto vero che mi sembra impossibile che gli ingegneri non abbiano segnalato preventivamente la possibilità che si presentasse un problema del genere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È successo infine con il Mac Pro, praticamente perfetto dal punto di vista del design, ma altrettanto praticamente inadeguato a svolgere i lavori pesanti degni del suo nome e del suo retaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si dice che non c&amp;rsquo;è due senza tre. Speriamo non ci sia il quattro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I lettori più attenti del blog forse ricorda che ho già parlato anni fa del film omonimo, anche se in tutt&amp;rsquo;altro contesto.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esattamente come Betamax e VHS, con il primo enormemente migliore del secondo ma prodotto praticamente da una sola azienda, l&amp;rsquo;altro qualitativamente scarso ma disponibile a costi stracciati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le configurazioni a doppia scheda grafica possono mostrare delle immagini a scatti, il cosiddetto &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Micro_stuttering&#34;&gt;&lt;em&gt;micro stuttering&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in particolare a carichi elevati. Le cause non sono chiarissime: forse limiti di banda della connessione con la scheda madre o differenze minime nelle caratteristiche hardware. Qualcuno sostiene anche che possano essere problemi di driver.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? Connettori e design</title>
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      <pubDate>Wed, 30 Nov 2016 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;http://images.techhive.com/images/article/2015/04/macbook-usbc-100578157-large.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;&lt;small&gt;Copyright &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3132395/hardware/new-macbook-pros-reportedly-going-all-in-with-usb-c.html&#34;&gt;Jason Snell/Macworld&lt;/a&gt; (2016).&lt;/small&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eccoci arrivati (finalmente!) all&amp;rsquo;ultima parte dell&amp;rsquo;analisi dei MacBook Pro presentati a fine ottobre. Se le critiche espresse finora si sono focalizzate sulle &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;caratteristiche generali dei nuovi portatili&lt;/a&gt;, sul &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;processore&lt;/a&gt; e sui limiti della &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;memoria RAM&lt;/a&gt; installata, tutti aspetti critici per &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;tanti professionisti&lt;/a&gt; che hanno bisogno di macchine con caratteristiche hardware di avanguardia, questa è la volta di dire qualcosa sui connettori che collegano il MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 con le periferiche esterne, un argomento che dovrebbe interessare (e in parte preoccupare) tutti (o quasi) gli utenti dei nuovi notebook Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;usb-c-e-thunderbolt-3&#34;&gt;USB-C e Thunderbolt 3&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I MacBook Pro presentati il mese scorso hanno esclusivamente quattro porte USB-C, collocate simmetricamente sui due lati del portatile e che supportano anche le periferiche Thunderbolt 3 (tranne il derelitto modello &lt;em&gt;sub-entry-level&lt;/em&gt; da 13 pollici senza touch bar, che dispone solo di due porte combinate USB-C/Thunderbolt 3).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Decisione tecnicamente ineccepibile: USB-C è un bel passo avanti rispetto alla USB 3 e Thunderbolt 3 è il doppio più veloce della già velocissima generazione precedente, quella usata ad esempio nel Mac Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Decisione insensata dal punto di vista pratico: rimuovere da un portatile tutte le connessioni &lt;em&gt;legacy&lt;/em&gt; (se così si può dire, in realtà USB 3, Thunderbolt 2, DisplayPort, HDMI e così via &lt;em&gt;vecchie&lt;/em&gt; non sono di certo) crea un marasma di complicazioni per chi deve usare il notebook in mobilità e deve interfacciare con il mondo esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple è abituata a precorrere i tempi, ad adottare in anteprima nuove tecnologie di connessione promettenti o a mettere brutalmente in pensione quelle che stanno per diventare obsolete. È successo con USB e con Firewire, è successo più di recente con Thunderbolt, Lightning o con il jack della cuffia dell&amp;rsquo;iPhone 7. Però, accidenti, non si possono cambiare tutte le porte di interfaccia ogni volta che esce un nuovo Mac!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;imac-g3-e-mac-pro-2013&#34;&gt;iMac G3 e Mac Pro 2013&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe obiettare che una cosa simile è già successa con l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/IMac_G3&#34;&gt;iMac G3 del 1998&lt;/a&gt;, il modello che ha segnato la rinascita di Apple dopo anni di buio e di difficoltà economiche, nel quale vennero messe definitivamente in pensione le porte ADB, SCSI, seriale e parallela (quelle sì &lt;em&gt;legacy&lt;/em&gt;, ormai tenute invita solo dal respiratore artificiale!), sostituendole con la promettente, ma ancora semisconosciuta, porta USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è esattamente così, ci sono differenze sostanziali rispetto ad ora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iMac G3 era una macchina che rompeva completamente gli schemi in base ai quali erano stati costruiti i computer fino ad allora, tornando in parte all&amp;rsquo;idea del Macintosh originale. Naturale quindi rimuovere i legami con il passato, togliendo non solo l&amp;rsquo;ormai inutile floppy-disk, ma anche tante interfacce ormai decotte. E comunque la transizione era comunque molto meno netta di quella attuale e l&amp;rsquo;iMac G3 conservava una serie di porte standard &amp;ndash; Firewire, Ethernet, modem &amp;ndash; per le quali non esisteva ancora un equivalente USB adeguato. Infine, ed è l&amp;rsquo;aspetto più importante, l&amp;rsquo;iMac G3 del 1998 era una macchina desktop, fatta per rimanere fissa (o quasi) su una scrivania; dover usare degli adattatori per collegare le porte USB (o Firewire) alle periferiche più &lt;em&gt;anziane&lt;/em&gt; ancora dotate delle interfacce non più presenti sull&amp;rsquo;iMac non era poi tanto grave, a parte il fastidio di avere un intrico di cavi dietro il Mac e sulla scrivania.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più o meno lo stesso si può dire per MacBook del 2013, un&amp;rsquo;altra macchina che rompeva gli schemi esistenti (ma molto meno fortunata dell&amp;rsquo;iMac G3). Nonostante fosse basata sull&amp;rsquo;interfaccia Thunderbolt (versione 2) per connettersi alle periferiche esterne indispensabili per una macchina professionale (arrivando a configurazioni estreme &lt;a href=&#34;http://images.techhive.com/images/article/2014/04/daisy-chain-challenge-100262576-large.jpg&#34;&gt;come questa&lt;/a&gt;), manteneva comunque per compatibilità le porte più usate e popolari, USB 3 ed Ethernet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;adattatori-adattatori-adattatori&#34;&gt;Adattatori, adattatori, adattatori&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa volta invece Apple ha deciso di dare un taglio netto con il passato e di inserire solo porte USB-C sui nuovi MacBook Pro, compatibili anche con le connessioni Thunderbolt 3, che utilizzano lo stesso connettore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;idea veramente insensata, soprattutto per una macchina destinata (almeno nel nome) agli utenti &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come la mettiamo con i tanti che hanno investito migliaia di euro in periferiche Thunderbolt (versione 2), che improvvisamente sono diventate incompatibili con i nuovi notebook &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt;? O con quelli che usano ancora periferiche Firewire, monitor con ingressi Display Port o HDMI o che vogliono collegarsi alla rete tramite la porta Ethernet, molto più performante ed affidabile del WiFi? Buttiamo via tutto e ricominciamo da zero con nuovi dischi e nuovi monitor, solo perché abbiamo comprato l&amp;rsquo;ultimo notebook &lt;em&gt;professionale&lt;/em&gt; di Apple?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono gli adattatori. È vero, ma a parte che gli adattatori costano (e non poco, non è certo un caso che Apple ha deciso di &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/4/13524272/apple-cutting-usb-c-adaptor-prices-macbook-pro&#34;&gt;ridurre temporaneamente&lt;/a&gt; il prezzo dei sui adattatori per placare l&amp;rsquo;ira di tanti utenti) e rappresentano un ulteriore sorgente di inaffidabilità, sono proprio curioso di sapere che senso abbia ridurre di qualche centinaio di grammi il peso del MacBook Pro se poi ci si deve portare dietro decine di cavi e cavetti che messi insieme pesano ben di più, con la paura di dimenticare proprio l&amp;rsquo;adattatore &lt;em&gt;indispensabile&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi ci sono adattatori e adattatori: usare un adattatore per un monitor esterno mi può importare poco, tanto una volta installato rimane lì fisso a fare il suo lavoro. Ben altra cosa sono gli adattatori dei dischi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono in viaggio, quanti adattatori USB-C/vattelappesca devo portarmi dietro? Almeno uno, meglio due, per &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1M2AM/A/usb-c-to-usb-adapter&#34;&gt;collegare le periferiche USB&lt;/a&gt;, altrimenti come faccio se devo collegare una chiavetta USB o un disco rigido esterno? Probabilmente almeno un&amp;rsquo;altro per i &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MMEL2AM/A/thunderbolt-3-usb-c-to-thunderbolt-2-adapter&#34;&gt;dischi esterni Thunderbolt 2&lt;/a&gt; (non dimentichiamo che stiamo parlando di utenti professionali). E poi un adattatore per la &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/HJKF2ZM/A/belkin-usb-c-to-gigabit-ethernet-adapter?fnode=85&amp;amp;fs=f%3Dadapter%26fh%3D459d%252B45b0&#34;&gt;porta Ethernet&lt;/a&gt; e magari un&amp;rsquo;altro per collegare il portatile ad un monitor esterno &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1K2AM/A/usb-c-digital-av-multiport-adapter&#34;&gt;HDMI&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/Plugable-DisplayPort-Chromebook-ThunderboltTM-3840x2160/dp/B01EXKDRAC&#34;&gt;DisplayPort&lt;/a&gt;, oppure ad un proiettore per le presentazioni. E se il proiettore è vecchio e ha solo la &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1L2AM/A/usb-c-vga-multiport-adapter&#34;&gt;porta VGA&lt;/a&gt;? Ci vuole un&amp;rsquo;adattatore separato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Persino se voglio collegare l&amp;rsquo;iPhone al MacBook Pro, magari anche solo per caricarlo mentre lavoro, ho bisogno di un&amp;rsquo;ennesimo adattatore per &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MK0X2AM/A/usb-c-to-lightning-cable-1-m&#34;&gt;la porta Lightning&lt;/a&gt;. Dimenticavo, se ho una macchina fotografica senza collegamento wireless&amp;hellip; potete già immaginare &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/HKR62ZM/A/sandisk-extreme-pro-sd-uhs-ii-card-usb-c-reader&#34;&gt;cosa mi serve&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Totale? Almeno 200 euro, ai prezzi scontati attuali, e almeno 300 da gennaio. Si può spendere di meno rivolgendosi ai prodotti di altre marche? Certo, ma &lt;a href=&#34;http://blog.fosketts.net/2016/10/29/total-nightmare-usb-c-thunderbolt-3/&#34;&gt;non è affatto detto che funzionino&lt;/a&gt;: moltissimi cavi ed adattatori USB-C non rispettano le specifiche e potrebbero essere incompatibili con il MacBook Pro, anzi potrebbero perfino arrivare a &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/2/4/10916264/usb-c-russian-roulette-power-cords&#34;&gt;danneggiare il computer&lt;/a&gt; a cui vengono collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sto esagerando, in realtà tutti questi adattatori non servono? Probabilmente si se vivete in un modo Mac-centrico, se la vostra attività vi porta (beati voi!) a non avere (troppi) rapporti con chi non usa il Mac. Ma se dovete scambiare dati con colleghi che usano in prevalenza Windows (dove le periferiche USB dominano incontrastate), se dovete fare una presentazione o se volete lavorare più comodi su uno schermo più grande anche se siete fuori dal vostro ufficio, direi che gli adattatori che ho elencato sono proprio il minimo sindacale per usare proficuamente il MacBook Pro in mobilità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: anche il MacBook (non Pro) ha solo porte USB-C, anzi ha solo &lt;em&gt;una&lt;/em&gt; porta USB-C per &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt;, è una scelta lungimirante di Apple in vista di una unificazione di tutte le interfacce di collegamento. Peccato però che l&amp;rsquo;unica porta del MacBook presentato in primavera supporti solo USB-C e non Thunderbolt 3, alla faccia del criterio di unificazione. E comunque, come dice anche il nome, il MacBook è un prodotto destinato ad una utenza amatoriale-evoluta che ha richieste e necessità molto meno spinte dei professionisti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://c.slashgear.com/wp-content/uploads/2016/10/macbook-pro-usb-c-render-980x420.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;&lt;small&gt;Copyright &lt;a href=&#34;https://www.slashgear.com/hated-macbook-the-new-macbook-pro-will-make-you-howl-18460523/&#34;&gt;SlashGear&lt;/a&gt; (2016).&lt;/small&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;design-e-sostanza&#34;&gt;Design e sostanza&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardo il mio MacBook Pro del 2011, che fra poco &lt;a href=&#34;http://bgr.com/2016/11/29/apple-is-reportedly-making-these-four-mac-computers-obsolete-in-2017/&#34;&gt;diventerà già obsoleto&lt;/a&gt;. Non ha nemmeno un connettore compatibile con i modelli del 2016. Nessuno. Nemmeno il connettore di alimentazione MagSafe, un&amp;rsquo;idea geniale, apprezzatissima da chiunque sia mai inciampato nel cavo di alimentazione.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Possibile che dopo cinque anni io non possa collegare nessuna periferica esterna del MacBook Pro ai nuovi modelli, a meno di non comprare cavi e adattatori che ormai valgono di più degli hard-disk esterni che posseggo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci voleva tanto a lasciare sui nuovi MacBook Pro una o due porte Thunderbolt 2 e USB 3, anche a scapito di qualche millimetro o qualche grammo di riduzione delle dimensioni e del peso del portatile? Oppure a produrre un piccolo hub esterno (magari &lt;a href=&#34;http://www.cultofmac.com/329692/cusby-adapters-give-you-the-building-blocks-to-adjust-to-usb-c/&#34;&gt;qualcosa di simile a questo&lt;/a&gt;), collegato ed alimentato da uno dei connettori USB-C, che agevolasse la transizione rendendo ancora disponibili le porte più comuni? Apple avrebbe potuto perfino aggiungerlo gratuitamente alla confezione del MacBook Pro, ai prezzi attuali dubito che sarebbe stato un grosso sacrificio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era proprio indispensabile far prevalere su tutto la ricerca della pulizia formale del bordo del MacBook Pro, secondo la quale quattro connettori tutti uguali e perfettamente simmetrici ed allineati sono meglio &lt;em&gt;a priori&lt;/em&gt; di qualunque altra alternativa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche a me piace il &lt;em&gt;design&lt;/em&gt; bello e curato e del resto uso i prodotti Apple anche per questo motivo, ma tante volte ho la sensazione che questo aspetto stia prendendo il sopravvento su tutto il resto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se si vuole ripristinare la funzione MagSafe nei MacBook Pro 2016, bisogna adattarsi a comprare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://griffintechnology.com/intl/breaksafe-magnetic-usb-c-power-cable&#34;&gt;ennesimo adattatore&lt;/a&gt;!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Tutto qui? L&#39;hardware</title>
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      <pubDate>Thu, 03 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://c7.staticflickr.com/4/3013/2851680710_5294e42fb4_b.jpg&#34; width=&#34;600&#34; alt=&#34;Processors&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico delle caratteristiche tecniche e delle specifiche hardware nude e crude. E non da oggi, ma dai lontani anni &amp;lsquo;70-&amp;lsquo;80, quando nel settore allora molto popolare dell&amp;rsquo;audio ad alta fedeltà, dei parametri tecnici significativi come la risposta in frequenza piatta fino a ben oltre l&amp;rsquo;udibile o la distorsione ai limiti delle capacità degli strumenti di misura, non si traducevano necessariamente in una migliore esperienza d&amp;rsquo;ascolto, perché quello che contava di più era l&amp;rsquo;equilibrio generale del sistema d&amp;rsquo;ascolto e l&amp;rsquo;interazione fra i suoi componenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So quindi che paragonare gigahertz per gigahertz o pixel per pixel le specifiche tecniche di due computer non ha molto senso: ciò che conta &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; è la qualità dei singoli componenti e come questi interagiscono fra loro,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; senza mai dimenticare il sistema operativo che fa funzionare e coordina il tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante ciò, la presentazione degli ultimi MacBook Pro mi ha &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;deluso parecchio&lt;/a&gt;. Vorrei approfondire qui i motivi di tale delusione, cominciando dalle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro ed in particolare dal processore installato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo molti commentatori Apple non ha inserito il nuovo processore Kaby Lake nei nuovi MacBook Pro perché Intel non riesce ancora a produrre i modelli adatti ai portatili e che questa scelta è poco rilevante perché Kaby Lake è solo &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-core-i5-7600k-kaby-lake-cpu-benchmarks/&#34;&gt;marginalmente più veloce&lt;/a&gt; del  processore Skylake di un anno fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni aggiungono che non sarebbe stato comunque possibile utilizzare il nuovo processore perché i MacBook Pro sono stati &lt;a href=&#34;http://gizmodo.com/why-are-apple-and-microsoft-using-such-old-processors-i-1788302547&#34;&gt;progettati ben prima della presentazione di Kaby Lake&lt;/a&gt;, tanto che anche Microsoft non li ha usati per i suoi nuovi Surface Book e Surface Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono argomenti che non mi convincono più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;tick-tock&#34;&gt;Tick-tock&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intel ha fabbricato per anni i suoi processori seguendo il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello &lt;em&gt;tick-tock&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in base al quale in un determinato un anno propone un processore fabbricato con un processo produttivo rinnovato e una architettura già matura (&lt;em&gt;tick&lt;/em&gt;), e l&amp;rsquo;anno successivo ottimizza il processo produttivo della generazione precedente e rinnova l&amp;rsquo;architettura del sistema (&lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da quest&amp;rsquo;anno Intel ha introdotto una seconda fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt; di ottimizzazione, perché la  progressiva diminuzione delle dimensioni e della spaziatura degli elementi attivi &amp;ndash; i processori più recenti sono fabbricati con &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/standards-14nm-explained-video.html&#34;&gt;un processo a 14 nm&lt;/a&gt;, un numero che indica &lt;a href=&#34;http://spectrum.ieee.org/semiconductors/devices/the-status-of-moores-law-its-complicated&#34;&gt;più o meno&lt;/a&gt; la &lt;a href=&#34;http://nanoscale.blogspot.it/2015/07/what-do-ibms-7-nm-transistors-mean.html&#34;&gt;distanza minima fra i transistor MOSFET&lt;/a&gt; che costituiscono gli elementi attivi del dispositivo &amp;ndash; si sta scontrando con i &lt;a href=&#34;https://www.extremetech.com/computing/97469-is-14nm-the-end-of-the-road-for-silicon-lithography&#34;&gt;limiti intrinseci della tecnologia&lt;/a&gt;, dettati dalle leggi fondamentali della fisica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori Kaby Lake sono il prodotto di questa ulteriore fase &lt;em&gt;tock&lt;/em&gt;, e infatti usano lo stesso &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Socket_%28elettronica%29&#34;&gt;&lt;em&gt;socket&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di Slylake, con il quale sono &lt;a href=&#34;http://wccftech.com/intel-kaby-lake-200-series-chipset-processor-platform/&#34;&gt;perfettamente compatibili&lt;/a&gt;. In pratica, si può prendere un processore Kaby Lake e sostituirlo allo Skylake equivalente, modificando solo il &lt;em&gt;firmware&lt;/em&gt; della scheda madre (il cosidetto UEFI, &lt;em&gt;Unified Extensible Firmware Interface&lt;/em&gt;), in modo che supporti le caratteristiche più avanzate del nuovo processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;problemi&#34;&gt;Problemi?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di conseguenza, Apple e Microsoft avrebbero potuto benissimo sviluppare i nuovi modelli usando i vecchi processori Skylake per il grosso del lavoro di progettazione e gli esemplari di preserie di Kaby Lake (disponibili in anticipo per i grossi clienti mesi prima della presentazione ufficiale) per gli affinamenti finali.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Del resto Apple ha utilizzato più volte processori appena usciti dalle fabbriche di Intel per i suoi nuovi Mac, anzi l&amp;rsquo;ha fatto proprio con il &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=cp49Tmmtmf8&#34;&gt;primo Mac Intel&lt;/a&gt; del 2006, che &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/1048842/livekeynote.html&#34;&gt;montava in anteprima il nuovissimo Core Duo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto che sia Apple che Microsoft abbiano usato il processore dell&amp;rsquo;anno scorso, mi fa pensare che Intel non sia ancora riuscita ad affinare a sufficienza il processo di fabbricazione,&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e non riesca ancora a  produrre processori Kaby Lake in volumi sufficienti alle necessità dei suoi clienti. Oppure &amp;ndash; ipotesi ancora più probabile &amp;ndash; che l&amp;rsquo;annuncio di agosto sia arrivato troppo in anticipo rispetto alle reali possibilità tecnologiche dell&amp;rsquo;azienda, probabilmente per pure esigenze di marketing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altra possibilità è che i rapporti fra Apple e Intel si siano raffreddati, magari a causa della (possibile e futuribile) concorrenza con i processori di classe ARM prodotti da Apple. L&amp;rsquo;ho ipotizzato &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;io stesso&lt;/a&gt; ma ripensandoci non mi convince più di tanto, perché non spiega come mai anche Microsoft, partner storico di Intel, abbia seguito la stessa sorte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe infine la possibilità di un effetto &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;Galaxy Note 7&lt;/a&gt;, la paura di far uscire un prodotto troppo poco testato e affidabile, con conseguenze tragiche sulle finanze e sull&amp;rsquo;immagine aziendale. Ma anche questa ipotesi è poco plausibile, il ritiro del Note 7 è troppo recente da permettere sia ad Apple che a Microsoft di tornare così in fretta sui propri passi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma che colpa ha Apple di tutto questo se il problema è di Intel? In teoria Apple non ha nessuna colpa, perché ha dovuto adattarsi ai tempi di Intel. Ma in pratica ne ha parecchie: Apple non presentava nuovi modelli di MacBook Pro da circa un anno e mezzo, e questi sembrano tirati fuori al momento sbagliato, più che altro per riempire un vuoto che iniziava a diventare imbarazzante e aveva pesanti conseguenze sulle vendite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;le-caratteristiche-hardware&#34;&gt;Le caratteristiche hardware&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto questo ci sono altre cose da dire sulle caratteristiche hardware dei nuovi MacBook Pro sulle quali non si può transigere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se acquisto una macchina professionale come il MacBook Pro voglio che dentro ci sia il meglio di quanto è disponibile al momento: non solo un processore performante ed aggiornato, ma anche un disco a stato solido capiente e veloce, RAM più che abbondante, una scheda grafica di buona qualità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte cose che mancano nei MacBook Pro presentati la settimana scorsa, a meno di non spendere cifre da capogiro per i modelli più performanti.&#xA;Cifre con le quali si può acquistare un Mac Pro che, nonostante abbia ormai tre anni, continua di certo a lasciare nella polvere qualunque portatile, almeno dal punto di vista delle pure prestazioni velocistiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Barattare delle caratteristiche hardware di base con una Touch Bar &lt;em&gt;glamour&lt;/em&gt; o con una oretta in più di durata della batteria è incomprensibile, almeno dal mio personalissimo punto di vista. Se devo lavorare in mobilità, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Air  mi bastano e mi avanzano. Ma se devo &lt;em&gt;lavorare seriamente&lt;/em&gt; in mobilità, ho bisogno di una macchina potente e veloce, il fatto che debba collegare o no  all&amp;rsquo;alimentatore diventa quasi sempre irrilevante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò è confermato dalle prime recensioni del modello base da 13 pollici e senza Touch Bar del nuovo MacBook Pro, l&amp;rsquo;unico modello già disponibile. Ho avuto solo il tempo di scorrerle velocemente, ma mi sembra di capire che  sia &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/2/13490774/apple-macbook-pro-review-2016-13-inch-laptop&#34;&gt;The Verge&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;http://arstechnica.com/apple/2016/11/review-cheapest-2016-macbook-pro-is-good-but-its-missing-all-the-cool-stuff/&#34;&gt;Ars Technica&lt;/a&gt; lo considerino più che altro una versione Pro dell&amp;rsquo;Air, non un modello adatto ad usi professionali impegnativi. Fra pochi giorni, con l&amp;rsquo;arrivo dei modelli maggiori, ne sapremo di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una scheda madre e un processore di ultima generazione non possono far molto se ci si mette su della RAM scadente o un hard-disk lumaca.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Altrimenti, come farebbero i produttori di schede madri a far uscire i nuovi modelli subito dopo la presentazione dell&amp;rsquo;ultimo processore?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I processori vengono fabbricati su grosse piastre circolari (&lt;em&gt;wafer&lt;/em&gt;) di silicio, ciascuna delle quali contiene centinaia e centinaia di dispositivi. Di questi, una parte funzionerà come previsto dalle specifiche, un&amp;rsquo;altra parte funzionerà al di sotto delle specifiche e verrà declassata a modelli di classe inferiore, mentre i dispositivi rimanenti funzioneranno al di sotto di una soglia minima di accettabilità o non funzioneranno affatto. Ottimizzare il processo di fabbricazione in modo da aumentare la percentuale di dispositivi funzionanti per ogni wafer consente di diminuire i costi di produzione e, di conseguenza, anche il costo per l&amp;rsquo;utente finale.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Tutto qui?</title>
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      <pubDate>Tue, 01 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Giovedì scorso, a causa di un viaggio di lavoro (seguito da una cena sociale), non ho potuto seguire la presentazione dei nuovi MacBook Pro, e per una volta la cosa non mi è dispiaciuta più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non per quello che Apple &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; ha presentato &amp;ndash; il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/25/hello-again/&#34;&gt;mio post sull&amp;rsquo;evento&lt;/a&gt; descriveva quello che io avrei voluto che Apple presentasse, ma non mi aspettavo di certo che lo facesse sul serio &amp;ndash; ma per quello che è successo veramente: come previsto dai vari &lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;, Apple ha presentato i nuovi MacBook Pro con barretta sensibile al tocco e ha dismesso gli Air, o meglio ha dismesso per ora il solo Air da 11 pollici. Dimenticavo, ha anche migliorato l&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di tvOS e ha definitivamente mandato in pensione MagSafe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto qui. Tutto molto deludente, l&amp;rsquo;avevo scritto e lo confermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so se la &lt;em&gt;Touch Bar&lt;/em&gt;, la barretta &lt;em&gt;cangiante&lt;/em&gt; sensibile al tocco, sarà un successo o no, se si rivelerà più utile di quello che appare ora, ma francamente mi sembra un po&amp;rsquo; poco per chiedere in cambio un tale sforzo finanziario agli utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai il MacBook Pro più economico, senza barretta sensibile e schermo da 13 pollici, con processore (ammettiamolo) sottodimensionato, appena 8 GB di RAM e 256 GB di disco SSD, costa ben 1.750 euro. Se poi si vuole un 15 pollici, bisogna tirar fuori almeno 2.800 euro. Almeno!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma stiamo scherzando?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse nessun modello standard da 13 pollici monta 16 GB di RAM e una scheda grafica decente con RAM dedicata, due cose riservate ai soli MacBook Pro con schermo maggiore. A meno di non tirar fuori 2.350 euro per il modello senza barretta, personalizzandolo con un processore i7 e 16 GB di RAM (ma la scheda grafica rimane sempre quella). Oppure, la bella cifra di 2.700 euro per il modello equivalente con barretta e scheda grafica appena appena migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica non è più possibile avere senza svenarsi un MacBook Pro &lt;em&gt;piccolo&lt;/em&gt; ma potente, comodo da portare in giro e da tenere collegato in ufficio ad uno schermo esterno più grande. Molto meglio allora tornare al doppio computer, iMac o Mac Pro per il lavoro di tutti i giorni e MacBook Air o iPad per quando si è in viaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se anche su quest&amp;rsquo;ultimo fronte non è che le cose vadano tanto meglio, in particolare con il Pro che non viene aggiornato da ben tre anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due parole su Kaby Lake, l&amp;rsquo;ultimo processore Intel, che non verrà utilizzato nei nuovi MacBook Pro perché, a quanto sembra, Intel non produce ancora le versioni adatte a questi modelli Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Delle due l&amp;rsquo;una: o Intel ha qualche problema nel processo di produzione, e quindi si è concentrata solo su certe versioni dei nuovi processori, oppure non ha più un rapporto privilegiato con Apple. Negli ultimi anni è successo più volte che gli ultimissimi processori Intel fossero disponibili in anteprima per le macchine Apple, ben prima che per gli altri produttori di PC. Oppure è &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;l&amp;rsquo;effetto Galaxy Note 7&lt;/a&gt; che si fa sentire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so anch&amp;rsquo;io che Kaby Lake, la settima generazione dei processori Intel Core, è solo un aggiornamento del precedente Skylake (il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello tick-tock&lt;/a&gt; è in crisi per aver quasi raggiunto i limiti fisici della tecnologia del silicio), però è incomprensibile che macchine di alto livello, vendute a prezzi da capogiro, abbiano un &lt;em&gt;cervello&lt;/em&gt; già invecchiato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-air&#34;&gt;MacBook Air&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La dismissione dell&amp;rsquo;Air era nell&amp;rsquo;aria, per fortuna Apple si è limitata (per ora) al solo modello da 11 pollici, dando qualche ulteriore mese di vita all&amp;rsquo;Air con schermo maggiore, ma è chiaro che la fine definitiva dell&amp;rsquo;Air è vicina e che in quella categoria rimarrà presto il solo MacBook.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Peccato, perché l&amp;rsquo;Air sovrasta il MacBook per le migliori prestazioni velocistiche e per la tastiera di un altro pianeta. Ma anche il pollice in più di schermo e il prezzo leggermente minore non guastano di certo. E peccato perché l&amp;rsquo;Air è stato un modello di svolta, ha creato il settore degli ultrabook, computer più che sufficienti per lavorare, con il peso e la durata della batteria di un tablet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;professionisti&#34;&gt;Professionisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe ancora da dire, in particolare sulla dismissione del connettore MagSafe (un&amp;rsquo;idea geniale, buttata via in pochi anni) o sulla utilità della Touch Bar (a parte il Touch ID, che non si discute). Oppure sul settore professionale, che tanti considerano essere stato quasi abbandonato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so dire se ciò sia veramente successo per il settore &lt;em&gt;creativo&lt;/em&gt;, che non conosco a sufficienza. Ma di certo gli ultimi annunci non vengono incontro a chi si occupa dei campi che mi interessano di più, calcolo scientifico e sviluppo software, per i quali il mancato aumento di prestazioni e la contemporanea crescita dei prezzi sono un duro, durissimo colpo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non affatto è detto che OS X, lo Unix dal volto umano, la principale ragione per usare i Mac, possa evitare una fuga verso altri lidi.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Hello... again!</title>
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      <pubDate>Tue, 25 Oct 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ormai ci siamo, fra &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/apple-events/october-2016/&#34;&gt;due giorni&lt;/a&gt; Apple presenterà i nuovi Mac nel corso di un evento intitolato molto significativamente &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;attesa dura ormai da troppo tempo, forse a causa della necessità di aspettare la piena disponibilità di &lt;em&gt;Kaby Lake&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;ultima generazione di processori Intel presentata ufficialmente solo a fine agosto, meno di due mesi fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre i &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/10/19/apple-announces-october-27th-mac-centric-event/&#34;&gt;&lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; impazzano. Una delle previsioni più accreditate riguarda la sostituzione della fila di tasti funzione della tastiera del MacBook Pro con una striscia OLED sensibile al tocco, i cui  tasti virtuali cambino in base all&amp;rsquo;applicazione in uso. Più o meno come succede da sempre per la barra dei menu del Mac. Wow&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono poi tante previsioni sulla dismissione del MacBook Air, su nuovi iMac con risoluzione a chissà-quanti-K e ovviamente sul Mac Pro, che non è mai stato &lt;em&gt;rinfrescato&lt;/em&gt; dalla sua &lt;a href=&#34;http://buyersguide.macrumors.com/#Mac_Pro&#34;&gt;uscita a fine 2013&lt;/a&gt;, più di mille giorni fa. Ri-wow&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fosse solo questo, l&amp;rsquo;evento sarebbe francamente molto deludente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non ci credo, &lt;em&gt;I don&amp;rsquo;t buy it&lt;/em&gt;. Se Apple ha scelto un titolo così eloquente come &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;, ci deve essere qualcosa di molto grosso in arrivo, altro che striscetta OLED.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La parola &lt;em&gt;Hello&lt;/em&gt; è legata indissolubilmente alla storia del Mac. Per chi se lo ricorda, è comparsa già nel corso della &lt;a href=&#34;https://youtu.be/2B-XwPjn9YY?t=207&#34;&gt;presentazione del primo Macintosh&lt;/a&gt; nel gennaio del 1984 (allora il Mac si chiamava così, con il nome intero) e campeggiava in primissimo piano negli annunci pubblicitari della nuova macchina, sia sulla &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_ad.jpg&#34;&gt;stampa&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=YaFTLrULHwg&#34;&gt;in TV&lt;/a&gt;. Molti anni dopo è stata usata di nuovo per &lt;a href=&#34;https://youtu.be/0BHPtoTctDY?t=281&#34;&gt;presentare i primi iMac G3&lt;/a&gt;, la pietra miliare della rinascita Apple dopo i disastri degli anni &amp;lsquo;90.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_hello.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_hello.jpg&#34; alt=&#34;mac_128k_hello&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/imac_g3_hello.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/imac_g3_hello.png&#34; alt=&#34;imac_g3_hello&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora, cosa potrebbe svelare Apple di &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; significativo nel corso del prossimo evento?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho la sfera di cristallo, e quindi dico solo quello che &lt;em&gt;vorrei&lt;/em&gt; che fosse presentato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A me piacerebbe moltissimo un nuovo MacBook con tastiera staccabile, su cui possa girare indifferentemente macOS o iOS diventando, a seconda delle circostanze, un notebook o un tablet. Un computer ibrido con il corpo e la tastiera del MacBook Air e lo schermo dell&amp;rsquo;iPad Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può fare: i processori Intel più recenti hanno una potenza tale da far girare senza problemi una versione emulata di iOS o, meglio ancora, una versione di iOS ricompilata per i processori Intel,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; garantendo allo stesso tempo una durata della batteria sufficiente a coprire l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. È forse persino possibile che gli ultimi &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Apple_mobile_application_processors&#34;&gt;processori ARM&lt;/a&gt; sviluppati da Apple possano far girare un emulatore di macOS senza troppi rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto Apple ha sempre dimostrato di essere in grado di gestire molto bene la convivenza di applicazioni funzionanti su processori diversi e persino di sistemi operativi differenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È già successo al passaggio da OS 9 a OS X con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Classic_%28OS_X%29&#34;&gt;&lt;em&gt;Classic&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;emulatore integrato in OS X che ha permesso di continuare ad usare OS 9 e le sue applicazioni all&amp;rsquo;interno del nuovo sistema operativo. È successo di nuovo con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Rosetta_%28software%29&#34;&gt;&lt;em&gt;Rosetta&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, che ha facilitato la transizione ai processori Intel, consentendo di utilizzare le applicazioni per PowerPC anche sui nuovi Mac Intel. Tornando molto più indietro nel tempo, potrei anche ricordare &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/MultiFinder&#34;&gt;MultiFinder&lt;/a&gt; (ma questa è una storia che merita un post specifico).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe far notare che quello che ho descritto non è altro che il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/04/21/surface-3-come-non-imparare-dai-propri-errori/&#34;&gt;Surface&lt;/a&gt; di Microsoft.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; è così, il Surface è penalizzato da un sistema operativo né carne né pesce, nel quale le App ottimizzate per il tocco sono una infima minoranza e la tastiera instabile lo rende poco adatto ad essere usato come notebook (a meno di non sedere ad una scrivania).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello a cui penso io è invece un ibrido che possa servire indifferentemente &amp;ndash; e quasi senza accorgersene &amp;ndash; sia da computer che da tablet, unendo il meglio dei due mondi ma mantenendo le necessarie differenze fra le due tipologie d&amp;rsquo;uso. Sarebbe veramente un nuovo inizio, come lo fu il Macintosh nel lontano 1984.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sarebbe anche la riproposizione di quello che è già successo con l&amp;rsquo;iPod, l&amp;rsquo;iPhone, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Apple Watch: prendere un dispositivo interessante ma realizzato male &amp;ndash; che sia un lettore di mp3, un telefono, un tablet o un orologio &amp;ndash; rivoltarlo come un calzino e farne una cosa innovativa e di grande successo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà questa la novità che bolle in pentola? Un paio di giorni di attesa e lo sapremo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Notate la differenza nella cura dei dettagli della presentazione rispetto ad oggi: quando Steve Jobs toglie il telo di copertura lo schermo dell&amp;rsquo;iMac è illuminato in pieno da un faretto che quasi nasconde il filmato successivo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non dimentichiamo che ai tempi dei Mac con PowerPC, OS X &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2012/06/10/a-bit-of-history-behind-the-mac-os-x-on-intel-project-marklar/&#34;&gt;girava tranquillamente&lt;/a&gt; anche sui computer con processori Intel. Anzi, si può dire che sia stata proprio Apple a realizzare i primi &lt;a href=&#34;http://www.hackintosh.com/&#34;&gt;Hackintosh&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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