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    <title>Mac Mini on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Mac Mini on Melabit</description>
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    <lastBuildDate>Mon, 31 Mar 2025 06:00:00 +0000</lastBuildDate>
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      <title>LM Studio, un LLM sul tuo computer</title>
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      <pubDate>Mon, 31 Mar 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Chi mi conosce sa che uso gli LLM (Large Language Models, ovvero modelli linguistici di grandi dimensioni) per quello in cui servono davvero, ma sono scettico, anzi molto scettico, sul fatto che siano davvero &lt;em&gt;intelligenti&lt;/em&gt; o che possano &lt;a href=&#34;https://openai.com/index/planning-for-agi-and-beyond/&#34;&gt;risolvere qualunque problema&lt;/a&gt;, come ci ripetono tutti i giorni quelli di OpenAI, di Microsoft, di Google o di Meta. I quali, guarda caso, sugli LLM hanno investito (o buttato, vedete voi) una quantità indegna di dollari e hanno tutto l&amp;rsquo;interesse a spingere chiunque ad usarli in modo parossistico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;llm-ovvero-tanta-statistica-al-lavoro&#34;&gt;LLM, ovvero (tanta) statistica al lavoro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà gli LLM non &lt;em&gt;comprendono&lt;/em&gt; il significato dei testi che generano, tutto quello che fanno è &lt;em&gt;predire&lt;/em&gt; ciascuna parola, pescandola fra quelle presenti nei miliardi di documenti che hanno analizzato. I modelli statistici su cui si basano non sono in grado di verificare la veridicità delle informazioni, né hanno una reale consapevolezza del contesto della frase, ma si basano esclusivamente sulla probabilità di comparsa di ogni  parola in un testo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo conduce spesso ad &lt;a href=&#34;https://prompt.16x.engineer/blog/why-chatgpt-cant-count-rs-in-strawberry&#34;&gt;errori&lt;/a&gt;, a volte &lt;a href=&#34;https://www.sify.com/ai-analytics/the-hilarious-and-horrifying-hallucinations-of-ai/&#34;&gt;ridicoli&lt;/a&gt;, altre volte &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/ai/2024/10/hospitals-adopt-error-prone-ai-transcription-tools-despite-warnings/&#34;&gt;molto pericolosi&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica, gli LLM sono degli studenti che hanno imparato la lezione a memoria, ma che non riescono ad andare oltre ciò che è scritto nel libro di testo. E ogni tanto sbagliano pure la pagina del libro!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta compresi questi limiti, gli LLM si rivelano molto utili se li consideriamo degli strumenti informatici come tanti altri e ne sfruttiamo l&amp;rsquo;enorme capacità di elaborazione del linguaggio per analizzare un testo, per riassumerlo o espanderlo, per tradurlo in altre lingue e così via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;gli-llm-sul-web&#34;&gt;Gli LLM sul web&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il modo più comune per usare un LLM è nella forma di un &lt;a href=&#34;https://learnprompting.org/docs/basics/chatbot_basics&#34;&gt;&lt;em&gt;chatbot&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, ovvero di un sistema interattivo al quale si fanno domande e si ottengono risposte, simulando una normale conversazione fra umani. Nella maggior parte dei casi tutto ciò avviene tramite una interfaccia web come quella di &lt;a href=&#34;https://chatgpt.com/&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&#34;https://copilot.microsoft.com&#34;&gt;Copilot&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&#34;https://gemini.google.com/&#34;&gt;Gemini&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&#34;https://claude.ai/&#34;&gt;Claude&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;https://chat.mistral.ai/&#34;&gt;Mistral AI&lt;/a&gt;. Senza dimenticare &lt;a href=&#34;https://chat.deepseek.com/&#34;&gt;DeepSeek&lt;/a&gt;, che tanta controversia ha generato negli ultimi due mesi (e che useremo fra poco).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alcuni chatbot hanno anche delle applicazioni native per dispositivi desktop o mobili (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://openai.com/chatgpt/download/&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://claude.ai/download&#34;&gt;Claude&lt;/a&gt;), ma non credo di sbagliarmi se dico che sono poco più di interfacce per l’accesso rapido alla versione web.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti i casi, il processo di generazione avviene sempre su un server remoto di un data center collocato chissà dove. Un dettaglio quasi sempre irrilevante, ma che può creare molti problemi se utilizziamo un LLM per elaborare dei dati personali o delle informazioni riservate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;gli-llm-in-locale&#34;&gt;Gli LLM in locale&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non siamo mica costretti ad usare un LLM sul web! Moltissimi LLM possono essere usati in locale, direttamente sul proprio computer. E non abbiamo nemmeno bisogno di darci da fare con il Terminale, come succede con &lt;a href=&#34;https://github.com/ollama/ollama&#34;&gt;ollama&lt;/a&gt;, ma possiamo rimanere comodamente nell&amp;rsquo;ambiente familiare di un normale programma per il nostro Mac, o per un PC su cui gira Windows o Linux.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di questi programmi ce ne sono una infinità, ma hanno tutti dei tratti comuni: una volta installato il programma, bisogna prima di tutto scaricare uno (o più) &lt;em&gt;modelli&lt;/em&gt; da utilizzare;&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; dopo di che potremo interagire con il modello direttamente attraverso l’interfaccia del programma, senza che nemmeno un byte di quello che facciamo lasci il nostro computer per il mondo sempre più ostile della rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lm-studio&#34;&gt;LM Studio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quale programma scegliere fra i tanti disponibili, come &lt;a href=&#34;https://msty.app/&#34;&gt;Msty&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://lmstudio.ai/&#34;&gt;LM Studio&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.nomic.ai/gpt4all&#34;&gt;GPT4All&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://jan.ai/&#34;&gt;Jan&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.librechat.ai/&#34;&gt;LibreChat&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so voi, ma a me &lt;a href=&#34;https://lmstudio.ai/&#34;&gt;LM Studio&lt;/a&gt; ha fatto una buona impressione fin dall&amp;rsquo;inizio. LM Studio gira sui tre sistema operativi principali, ma per utilizzarlo su  macOS serve un processore Apple Silicon, mentre su Linux serve un processore Intel. Solo la versione per Windows supporta sia i processori Intel che ARM (ma sarei proprio curioso di vedere come funziona sotto Windows per ARM).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La versione attuale è la 0.3.14 e l&amp;rsquo;installazione sul Mac richiede, come al solito, di fare doppio click sul file &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt; e di trascinare l&amp;rsquo;icona del programma sulla cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;. Sul Mac l&amp;rsquo;applicazione occupa ben 1.26 GB, quindi non è esattamente un programma &lt;em&gt;leggero&lt;/em&gt;. Del resto si basa su &lt;a href=&#34;https://www.electronjs.org/&#34;&gt;Electron&lt;/a&gt;, e questo spiega tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-installation.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-installation.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su Linux il processo di installazione è molto simile, perché il programma è disponibile in formato &lt;a href=&#34;https://appimage.org/&#34;&gt;&lt;code&gt;AppImage&lt;/code&gt;&lt;/a&gt;. Questo significa che, oltre all&amp;rsquo;eseguibile vero e proprio, include al suo interno tutte le librerie e i file di supporto necessari per l&amp;rsquo;esecuzione, né più né meno di come avviene da decenni su macOS. Per Windows, invece, bisogna eseguire il solito installer, che spargerà di tutto in ogni anfratto del sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;alla-scoperta-di-lm-studio&#34;&gt;Alla scoperta di LM Studio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto, non resta che eseguirlo per la prima volta. La prima cosa da fare è scaricare un primo modello, in modo da poter iniziare ad usare il programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-1.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io scelgo il modello proposto di default, che guarda caso è una versione &lt;a href=&#34;https://www.datacamp.com/blog/distillation-llm&#34;&gt;&lt;em&gt;distillata&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; di DeepSeek con &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; 7 miliardi di parametri (quella completa ne ha 100 volte di più). Il modello occupa 4.7 GB e viene scaricato nella directory nascosta &lt;code&gt;~/.lmstudio/models/&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-2.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il processo di download non è per niente veloce, per cui bisogna armarsi di un bel po&amp;rsquo; di pazienza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-3.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-onboarding-3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come consigliato dallo stesso programma, mentre il download prosegue vado avanti ad esplorare l&amp;rsquo;interfaccia, che è quella classica a cui ormai siamo abituati, con una grossa area centrale dedicata al dialogo con il chatbot di turno, mentre la colonna laterale ospita alcune icone che, dall&amp;rsquo;alto in basso, consentono di attivare la modalità &lt;code&gt;Chat&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;Developer&lt;/code&gt; e di verificare quali modelli sono installati sulla nostra macchina e quali altri modelli sono disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-main-screen.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima icona in basso a sinistra mostra lo stato del download del modello. Cliccandoci sopra si possono avere informazioni sulla quantità di dati già scaricati, il tempo previsto per il completamento e, se necessario, mettere in pausa o interrompere il processo di scaricamento. Se il processo di scaricamento va in &lt;em&gt;timeout&lt;/em&gt;, è anche possibile riprenderlo dal punto in cui si era interrotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-download-model.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-download-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il modello scelto a me è successo più volte, per cui dategli una occhiata ogni tanto. Una volta concluso lo scaricamento del modello, è necessario caricarlo in LM Studio per poterlo usare. Per farlo, si possono usare due bottoni &lt;code&gt;Load Model&lt;/code&gt; distinti, per cui è difficile dimenticarselo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-load-model.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-load-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta caricato il primo modello, l&amp;rsquo;interfaccia di LM Studio cambia leggermente, mostrando al centro della finestra alcuni prompt di esempio. Nella barra superiore, il nome del modello caricato appare al centro, affiancato da due icone: quella a sinistra consente di configurare i parametri del modello, mentre quella a destra permette di sostituire il modello corrente con un altro. Un&amp;rsquo;icona a forma di &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Beuta&#34;&gt;beuta&lt;/a&gt; sulla destra offre l&amp;rsquo;accesso alle impostazioni avanzate di configurazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-main-screeen-with-model.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-main-screeen-with-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La barra inferiore del programma mostra alcune informazioni utili, a sinistra la versione di LM Studio e a destra la quantità di RAM e di CPU in uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-status-bar.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-status-bar.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima icona a destra della barra inferiore permette di accedere alle impostazioni del programma. Ed è anche l&amp;rsquo;unico modo per farlo perché, stranamente, non esiste una voce di menu dedicata a queste impostazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-settings.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-settings.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La stessa barra permette anche di selezionare la modalità di utilizzo del programma, scegliendo fra &lt;code&gt;User&lt;/code&gt; (che nasconde le icone laterali), &lt;code&gt;Power User&lt;/code&gt; (la modalità predefinita) e &lt;code&gt;Developer&lt;/code&gt; (che apparentemente non modifica l&amp;rsquo;interfaccia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-mode.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-mode.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mettiamo-lm-studio-alla-prova&#34;&gt;Mettiamo LM Studio alla prova&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto non resta che mettere LM Studio (e DeekSeek) alla prova, magari usando uno dei prompt di esempio. Non ho bisogno di chiedere a una intelligenza artificiale qual&amp;rsquo;è la capitale della Francia, il cubo di Rubik è una roba troppo anni &amp;lsquo;80, vediamo come se la cava con la matematica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Deepseek ci pensa su un minuto, ma poi tira fuori una bella prova del teorema di Pitagora basata sulle proporzioni. Come gli ho chiesto esplicitamente, formatta pure le equazioni in LaTeX, che è sempre una bella cosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-math-prompt.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-math-prompt.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se clicco sul triangolino nel box &lt;code&gt;Thoughts&lt;/code&gt;, mostra perfino il ragionamento che ha seguito per arrivare a quella dimostrazione. Davvero niente male!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-math-thoughts.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-math-thoughts.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora ho usato un Mac Mini M1 con 16 GB di RAM. Ma io ho a disposizione anche un Mac Studio M2 Ultra con 192 GB di RAM, quanto ci metterà?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fare un confronto non è semplice perché, anche se si usa esattamente lo stesso prompt, le risposte del Mac Mini e del Mac Studio sono sempre diverse, a dimostrazione della natura puramente statistica dei &lt;em&gt;ragionamenti&lt;/em&gt; fatti dagli LLM. Lo si può vedere nelle due immagini qui sotto, dove il Mini è riconoscibile per il tema chiaro che ho usato finora, mentre il Mac Studio è configurato per usare un tema scuro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-pythagorean-theorem-macmini.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-pythagorean-theorem-macmini.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-pythagorean-theorem-macstudio.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-pythagorean-theorem-macstudio.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ripetendo la stessa domanda per cinque volte sul Mac Mini, il tempo di risposta varia tra 80 e 120 secondi, con una velocità costante di 10-11 token al secondo.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Sul Mac Studio, invece, le risposte vengono generate in 15-45 secondi, con una velocità di 60-70 token al secondo. Ad occhio e croce, quindi, la velocità di generazione del testo sul Mac Studio è circa 6-7 volte maggiore di quella del Mac Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;abbassiamo-la-temperatura&#34;&gt;Abbassiamo la temperatura&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma io sono testardo e, per confrontarli in modo più accurato, vorrei che i due Mac mi diano sempre la stessa risposta. Per riuscirci, devo cliccare sull&amp;rsquo;icona a forma di &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Beuta&#34;&gt;beuta&lt;/a&gt; in alto a destra e impostare &lt;em&gt;Temperature&lt;/em&gt; a zero (il valore di default è 0.8).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-model-advanced-config.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/lmstudio-model-advanced-config.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In queste condizioni,o il Mac Mini impiega da da 75 a 140 secondi per elaborare le sue risposte, mentre il Mac Studio ce la fa in 11-22 secondi. La cosa strana è che, nonostante le risposte siano sempre le stesse, il numero di token generati cambia ogni volta, per cui anche in questo caso la velocità del Mac Mini è sempre di 10-11 token al secondo, mentre il Mac Studio è meno costante e genera 60-80 token al secondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per uno studio più scientifico bisognerebbe lavorare in condizioni molto più controllate, ma per ora ci possiamo accontentare di dire che, anche con questa configurazione, il Mac Studio è almeno 6-7 volte più veloce del Mac Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;e-chatgpt&#34;&gt;E ChatGPT?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, quanto ci mette ChatGPT? Se gli faccio la solita domanda sul teorema di Pitagora attivando l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Reason&lt;/code&gt;, ChatGPT mi propone due risposte diverse, molto dettagliate e ben scritte. E per farlo ci mette appena 28 secondi, che è un tempo paragonabile a quello del Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/chatgpt-pythagorean-theorem.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2025-03-31-lmstudio-un-llm-sul-tuo-computer/chatgpt-pythagorean-theorem.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere che sono impressionato dalla velocità di ChatGPT. È vero che ChatGPT gira su dei server che non hanno nulla da spartire con i miei due Mac, però è altrettanto vero che questi devono rispondere a migliaia di richieste in parallelo alla mia, mentre i Mac sono solo al mio servizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni-per-ora&#34;&gt;Conclusioni (per ora)&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso l&amp;rsquo;obiettivo di questo articolo non è mettere a confronto ChatGPT con altri LLM, ma verificare se è possibile utilizzare un LLM direttamente sul nostro computer, evitando di far girare informazioni riservate per la rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È anche vero che sia il Mac Mini che il Mac Studio non si accorgono nemmeno che LM Studio sta effettuando le sue elaborazioni, quindi ci dovrebbe essere spazio per delle ottimizzazioni. Ma questo (e altro) lo vedremo nel prossimo articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un &amp;ldquo;modello&amp;rdquo; è l&amp;rsquo;insieme dei pesi, delle regole matematiche e delle strutture neurali che costituiscono un determinato LLM.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un &amp;ldquo;token&amp;rdquo; è l&amp;rsquo;unita fondamentale di testo elaborata dal modello e può corrispondere a una parola intera, a una parte di parola, a uno spazio o a un segno di punteggiatura. La scelta di rappresentare una parola con un solo token o con più token dipende dalla sua frequenza d&amp;rsquo;uso. Se una parola è molto comune, verrà utilizzato un singolo token per rappresentarla. Se invece una parola è usata di rado, non ha senso aggiungere l&amp;rsquo;intera parola al vocabolario del modello, ma questa verrà scomposta in sottoparole più comuni.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Da Air ad Air</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-26-da-air-ad-air/fluximageai-1724448260028.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;suo MacBook Air M1&lt;/a&gt; era stato requisito dalla nostra figlia più grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a &lt;a href=&#34;https://appleworld.today/2022/03/steve-jobs-four-quadrant-plan-would-no-longer-work-but-apples-product-line-is-overly-complicated/&#34;&gt;quattro quadranti&lt;/a&gt; introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; quindi bisogna fare delle scelte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno potrebbe chiedersi: cosa ce ne importa a noi lettori di questo blog del computer di tua moglie? È vero, è una questione che al mondo interessa meno di zero. Tuttavia, le esigenze di mia moglie sono molto più rappresentative di quelle dell&amp;rsquo;utente medio di quanto possano essere le mie, quindi queste considerazioni potrebbero rivelarsi utili per orientarsi un po&amp;rsquo; meglio tra l&amp;rsquo;offerta Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per cominciare, niente computer desktop, quindi niente Mac Mini o iMac (il Mac Studio e il Mac Pro non sono certo destinati ad un utente medio come mia moglie). Io preferisco ancora i desktop, del resto uso ogni giorno sia un Mac Studio che un Mini, ma è anche vero che ho a disposizione diversi portatili ed iPad per le mie esigenze mobili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando il computer personale è unico, non c&amp;rsquo;è dubbio, un portatile è ormai la scelta di gran lunga più pratica e flessibile. Tanto più che in pochi secondi lo si può trasformare in un vero e proprio desktop, semplicemente collegandolo ad un monitor e ad una tastiera/mouse wireless.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche prendere un MacBook Pro non aveva senso. Le esigenze di mia moglie sono molto basiche e qualunque Air con processore Apple Silicon è in grado di soddisfare le sue necessità per parecchi anni a venire (figlie permettendo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se fosse dipeso da me, avrei preso l&amp;rsquo;Air M3 da 15&amp;quot;, perché uno schermo di quelle dimensioni è ideale per chi trascorre l&amp;rsquo;intera giornata davanti al computer. Ma per mia moglie è molto più importante la portabilità; poter mettere l&amp;rsquo;Air in una borsa insieme a penne, libri e compiti conta molto di più di uno schermo più grande, tanto più che usa poche applicazioni e non ha bisogno di passare continuamente da una all&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine rimane il MacBook Air da 13&amp;quot;, che è senza alcun dubbio il prodotto più equilibrato in termini di rapporto fra prestazioni e prezzo. Si trattava solo di scegliere se il modello 2022 con processore Apple Silicon M2 o quello di quest&amp;rsquo;anno con processore M3.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è stato molto da lambiccarsi: su Amazon, a fine luglio, il MacBook Air M2 era in offerta con uno sconto interessante mentre l&amp;rsquo;M3 era disponibile solo a prezzo pieno, con una differenza di prezzo di circa 300-400 euro a seconda del colore. Il piccolo incremento di prestazioni garantito dal processore M3, a mio avviso, non giustificava il dover spendere il 25% in più. E quindi che M2 sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho scelto il modello Mezzanotte, costava un po&amp;rsquo; di più ma il colore è bellissimo e molto più elegante dell&amp;rsquo;Argento o Grigio siderale degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quali considerazioni si possono trarre da questa storia?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credo di averlo già scritto più volte, ma lo ribadisco anche qui: il MacBook Air è in questo momento il computer più interessante prodotto da Apple. Ha un rapporto prestazioni/prezzo davvero eccezionale ed è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze della stragrande maggioranza degli utenti, a parte quelli davvero &lt;em&gt;pro&lt;/em&gt; che hanno bisogno di un computer in grado di lavorare al massimo delle prestazioni per lunghi periodi di tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro asso nella manica dell&amp;rsquo;Air è la batteria, che è davvero in grado di durare per tutto il giorno (io mi porto dietro il caricatore solo quando viaggio). Il fatto che l&amp;rsquo;Air sia totalmente silenzioso può sembrare un dettaglio da poco, ma in certe situazioni si rivela estremamente utile, come in un&amp;rsquo;aula di lezione oppure di notte (so di cosa parlo, anni fa avevo un portatile le cui ventole erano sempre attive e facevano il rumore di un aereo al decollo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ha senso spendere troppo per comprare un computer solo &lt;em&gt;nel caso servisse&lt;/em&gt;. Il mercato elettronico è tumultuoso e quello che oggi è il top, venduto a prezzi premium, domani diventerà la norma e dopodomani sarà obsoleto. Di conseguenza, è preferibile acquistare il modello di computer che ci serve davvero &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;, magari utilizzando i soldi risparmiati per aggiornarlo (leggi sostituirlo) più  spesso. Senza dimenticare che, a differenza di 20-30 anni fa, un computer di qualità odierno è in grado, anche dopo alcuni anni, di eseguire tutto ciò che gli viene richiesto senza particolari rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso appena fatto non vale per i computer &lt;em&gt;da supermercato&lt;/em&gt;, quelle ciofeche da 500 euro che riescono a valere molto meno di quello che costano. Se avessi solo 500 euro da spendere, preferirei prendere un modello di qualità usato piuttosto che buttare i miei soldi in oggetti che, dopo un anno (e sono ottimista!), sono letteralmente da buttare via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, e mi dispiace molto dirlo, i computer desktop non se la passano affatto bene. Sono ancora indispensabili per chi ha bisogno di potenze di calcolo elevate o li tiene sempre accesi, magari utilizzandoli da remoto come se fossero server, ma la stragrande maggioranza degli utenti preferisce, giustamente, la flessibilità e la comodità di un portatile. Tanto più che il problema della durata della batteria, che una volta costringeva a cercare di continuo una presa elettrica, è stato sostanzialmente superato nei portatili Apple, che ormai sono in grado di funzionare senza alimentazione per l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. Anche nei portatili di qualità con Windows, in particolare quelli con processore ARM, questa limitazione sta diventando sempre meno significativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza arrivare, per fortuna, alle assurdità dei produttori di PC, i cui &lt;a href=&#34;https://www.hp.com/it-it/shop/&#34;&gt;prodotti impronunciabili&lt;/a&gt; differiscono spesso solo per particolari risibili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Apple abbiamo un problema: uno sguardo ai bachi di macOS Sonoma (aggiornamento)</title>
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      <pubDate>Fri, 31 May 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-31-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/sonoma-bugs-update.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata dall&amp;rsquo;IA di &lt;a href=&#34;https://designer.microsoft.com/image-creator&#34;&gt;Microsoft Designer&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un paio di mesi fa ho &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;elencato alcuni bachi più o meno gravi di Sonoma&lt;/a&gt; di cui mi sono accorto mentre prendevo confidenza con l&amp;rsquo;ultima versione di macOS, prima sul nuovo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;Mac Studio M2 Ultra&lt;/a&gt; e poi sul &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2024/03/11/da-intel-ad-apple-silicon/&#34;&gt;Mac Mini M1&lt;/a&gt; di casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In quel momento stavo usando macOS Sonoma 14.3, che poco dopo ho aggiornato sul Mini alla versione 14.3.1. Con questa &lt;em&gt;minor release&lt;/em&gt; Apple ha corretto un paio dei bachi descritti, in particolare il baco relativo allo svuotamento del Cestino in uno Spazio a casaccio e quello che impediva di dare un nome decente ai file PDF generati dalla funzione di &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché uso la funzione di &lt;code&gt;Stampa&lt;/code&gt; (virtuale) dei PDF soprattutto in Firefox, mi è venuto il dubbio che quest&amp;rsquo;ultimo baco fosse legato al browser piuttosto che al sistema operativo. Ma non è così. Sul Mini aggiornato il problema è scomparso, ma il Mac Studio, rimasto più a lungo alla versione 14.3, ha continuato a darmi fastidio nonostante avesse esattamente lo stesso browser del Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora su entrambe le macchine è installato macOS 14.5 e anche sul Mac Studio il problema dei nomi dei PDF è scomparso. Tutti gli &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;altri bachi segnalati&lt;/a&gt; continuano invece a presentarsi allegramente. Anzi, con questo post aggiungo due nuovi bachi, uno dei quali è finito immediatamente in cima alla mia &lt;a href=&#34;https://www.facebook.com/share/v/6KYMsC2rCoHTYpsd/&#34;&gt;lista di seccature&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il primo me l&amp;rsquo;ha segnalato &lt;a href=&#34;https://muloblog2.netlify.app&#34;&gt;Mimmo&lt;/a&gt; (grazie!) ai tempi di Sonoma 14.3 e riguardava Safari che ogni tanto nascondeva il testo contenuto nella selezione, come si può vedere nell&amp;rsquo;immagine qui sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-05-31-apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma-aggiornamento/sonoma-safari-bug-zoom.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Non è un problema gravissimo, mi rendo conto, ma sorprende in un prodotto di un&amp;rsquo;azienda attenta ai minimi dettagli come Apple. L&amp;rsquo;avranno pensato anche dalle parti di Cupertino, dato che sembra essere stato risolto con il passaggio dalla versione 14.3 alla 14.5. Meglio così.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro baco è così evidente che non capisco come mi sia sfuggita prima: ogni volta che apro una cartella con un gran numero di file, il Finder di Sonoma impiega un&amp;rsquo;eternità a mostrarli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da anni utilizzo un disco esterno USB per tenere tutto ciò che desidero conservare ma che non ho bisogno quotidianamente. Alcune cartelle contengono migliaia e migliaia di file, ma fino ad ora la visualizzazione del loro contenuto è sempre stata istantanea, o quasi. E questo anche se il disco è (o meglio era, ma di questo parlo dopo) un semplice disco meccanico, di qualità ma pur sempre meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con Sonoma improvvisamente è cambiato tutto: ogni volta che apro una cartella molto piena, mi tocca aspettare diverse decine di secondi prima di vederne il contenuto. E quando dico decine di secondi intendo 40, 50, persino 60 secondi per una cartella con dentro 1.000-2.000 elementi.  Che saranno tanti, ma non sono certo la fine del mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa strana è che fino a Monterey, &lt;strong&gt;con lo stesso disco esterno&lt;/strong&gt;, la visualizzazione era praticamente istantanea, quindi escludo che sia un problema di lentezza del disco o del collegamento con il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per togliermi il dubbio ho perfino acquistato un disco SSD NVMe da 2 TB, che ho installato in un &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B0CK2292Z4&#34;&gt;hub esterno&lt;/a&gt; collegato al Mini tramite la porta USB-C. Ora la visualizzazione del contenuto delle cartelle è più veloce (e ci mancherebbe!) ma sempre molto meno veloce di quello che sarebbe normale aspettarsi. A occhio ci mette la metà del tempo di prima, che per un SSD NVMe, anche se esterno, mi pare comunque un risultato inaccettabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spero che Apple si sia accorta del problema e che ci metta una pezza con macOS 15. Altrimenti mi toccherà davvero scrivere un &lt;em&gt;bug report&lt;/em&gt;, e non ne ho la minima voglia.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Da Intel ad Apple Silicon</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-11-da-intel-ad-apple-silicon/viktor-forgacs-WZT4YzbXiMk-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@sonance&#34;&gt;Viktor Forgacs&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La transizione è conclusa, da alcuni giorni tutti i computer che uso per lavorare funzionano con un processore ARM Apple Silicon: un Mac Studio M2 Ultra di cui &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;ho già parlato a lungo&lt;/a&gt; e che sta sulla scrivania del mio ufficio, un Mac Mini M1 16 GB/1 TB &amp;ndash; rimasto semidimenticato su uno scaffale per motivi che non sto qui a dire &amp;ndash; nell&amp;rsquo;ufficio casalingo e un Mac Book Air M1 molto molto basico (appena 8 GB di RAM e 256 GB di SSD, la metà di quello di mia moglie) per usi &lt;em&gt;light&lt;/em&gt; e per quando devo andare in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo, dalla scorsa estate c&amp;rsquo;è anche un iPad Pro 11&amp;quot; M1 che è una vera meraviglia e merita un post a sé stante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac Studio e sul Mini gira Sonoma, che &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;non mi fa impazzire&lt;/a&gt; ma ormai c&amp;rsquo;è e ce lo dobbiamo tenere, mentre l&amp;rsquo;Air ha ancora Monterey. Appena possibile aggiornerò anche quello a Sonoma, per avere un ambiente coerente su tutte le macchine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che, rispetto ai modelli Intel che ho usato prevalentemente finora, le prestazioni sono di un altro pianeta. I benchmark &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;dicono&lt;/a&gt; già &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;molto&lt;/a&gt;, ma ancora di più vale l&amp;rsquo;esperienza di ogni giorno, i programmi che si aprono in un amen, la fluidità delle applicazioni più avide di risorse, gli script in Python o R che prima richiedevano di minuti di attesa e ora invece finiscono quasi prima di poter battere ciglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Un altro indice della velocità di queste macchine è il tempo impiegato per installare (come al solito) da zero il sistema operativo e tutti gli applicativi che mi servono (e sono parecchi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il Mini ho fatto tutto in un solo giorno (e si tratta di un centinaio di applicazioni da scaricare, registrare configurare una ad una), mentre un secondo giorno mi è servito per le cose più fini, come copiare i file da un Mac all&amp;rsquo;altro, configurare i meandri del sistema (una cosa piuttosto complicata che, per fortuna, la maggior parte degli utenti può risparmiarsi) e installare strumenti da Terminale come &lt;code&gt;homebrew&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;conda&lt;/code&gt;, che per me sono essenziali per lavorare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rosetta si è installata da sola la prima volte che ho aperto una applicazione solo Intel e finora tutte le applicazioni che ho installato girano senza problemi, anche quelle più di nicchia che richiedono librerie più o meno specializzate. Del resto sono passati più di tre anni dalla presentazione dei primi Mac M1 e le &lt;a href=&#34;https://developer.r-project.org/Blog/public/2020/11/02/will-r-work-on-apple-silicon/&#34;&gt;asperità&lt;/a&gt; &lt;a href=&#34;https://www.wafrat.com/installing-tensorflow-2-5-and-jupyter-lab-on-m1/&#34;&gt;iniziali&lt;/a&gt; dovrebbero essere state risolte da tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, la transizione da Intel ad Apple Silicon è stata facile, più facile di quello che mi sarei aspettato all&amp;rsquo;inizio e forse persino più facile del passaggio precedente da PowerPC a Intel. In ogni caso, molto più facile che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=WhvlomhAh3Q&#34;&gt;attraversare una strada trafficata di Roma&lt;/a&gt; negli anni &amp;lsquo;60.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/WhvlomhAh3Q?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;P.S. E i vecchi Mac che fine fanno? Come ho già &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/04/mac-studio/&#34;&gt;scritto altrove&lt;/a&gt;, ho in mente un nuovo progetto per riutilizzarli al meglio, le prime prove sono molto positive ma prima di scriverne preferisco essere sicuro di certi dettagli. &lt;em&gt;Stay tuned!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Mac Studio!</title>
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      <pubDate>Sun, 04 Feb 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2162.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ed ecco il Mac Studio. Ho dovuto fare una lunga trafila burocratica per averlo, ma alla fine ce l&amp;rsquo;ho fatta ed ora è qui davanti a me.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa che si nota è che la scatola è pesante, molto pesante. Le specifiche dicono che il Mac Studio è grande e pesa più o meno quanto tre Mac Mini messi uno sull&amp;rsquo;altro (19.7 x 19.7 x 9.5 cm^3 e 3.6 kg per il Mac Studio contro 19.7 x 19.7 x 3.6 cm^3 e 1.2 kg per il Mac Mini). Io  non ho mai preso in mano tre Mac Mini insieme, ma in ogni caso la scatola dà una bella impressione di solidità, che per un oggetto costoso come questo è una cosa più che positiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Mac Studio in effetti non è economico, la configurazione che ho scelto è quasi al top &amp;ndash; processore M2 Ultra con CPU a 24 core, GPU a 60 core e Neural Engine a 32 core, 128 GB di RAM e disco SSD da 1 TB, &amp;ndash; ed è venuta a costare un pelo meno di 7.000 euro, cioè quanto due Vision Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la qualità costa, e del resto per una workstation HP, Dell o Lenovo con caratteristiche equivalenti  bisogna tirare fuori dai 1.000 ai 4.000 euro in più.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Apple, in questo caso, è perfino conveniente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;unboxing&#34;&gt;Unboxing&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un fanatico dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;unboxing&lt;/em&gt;, ma il Mac Studio merita questo rito di iniziazione. La scatola del Mac Studio è un parallelepipedo più sviluppato in altezza che in larghezza, fatto interamente di cartone pressato molto robusto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2165.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2163.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2164.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aprire la scatola è facilissimo, basta tirare la linguetta e aprire a libro un lato della scatola, una cosa che mi ricorda il &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Opening&amp;#43;PowerMac&amp;#43;G4&amp;#43;M5183&amp;#43;Case/2016&#34;&gt;sistema di apertura del Mac Pro G4&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2166.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2167.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vedere il Mac Studio coricato su un lato fa un po&amp;rsquo; impressione, e sembra che possa cadere in ogni momento. Ma le alette laterali sono molto più robuste di quello che appare e il Mac Studio è troppo grosso per sfuggire alla loro presa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto bisogna coricare la scatola su un lato, allargare le alette nel senso delle frecce, togliere la pellicola protettiva di carta e prendere finalmente in mano il Mac Studio.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2173.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_2179.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra davvero un Mac Mini cresciuto in altezza e ora sembra pesare il giusto in rapporto alle sue dimensioni. Tutto il peso aggiuntivo è dovuto alla scatola che, ora si vede benissimo, è studiata per proteggere al meglio il prezioso oggetto al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche il cavo di alimentazione è un&amp;rsquo;opera di ingegneria, piuttosto spesso ma molto flessibile e con una guaina in tessuto che mi ricorda quella dei &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2024/02/ferro-da-stiro-anni-60.png&#34;&gt;vecchi ferri da stiro&lt;/a&gt;. Questo però ha una trama molto più fitta ed è inequivocabilmente molto più elegante. Peccato per la spina, io avrei preferito una Schuko, ma pazienza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1884.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Collegare il cavo di alimentazione e quello USB-C per il monitor è un attimo. Anche collegare la tastiera e il mouse wireless (Logitech, entrambi ottimi) è facilissimo, mi basta togliere il &lt;em&gt;dongle&lt;/em&gt; USB dal mio solito Mac e infilarlo in una porta del Mac Studio, senza bisogno di configurare niente o di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/14.0/mac/14.0&#34;&gt;trafficare con il Bluetooth&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1889.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Più complicato trovare il tasto di accensione. È sull&amp;rsquo;angolo in basso a sinistra, perfettamente a filo con il corpo della macchina, al tocco non si sente praticamente niente. Ma una volta premuto, badaboom! pochi secondi e sono sullo schermo di benvenuto di macOS. Una veloce configurazione del sistema (tanto lo devo reinstallare) e compare il desktop di Sonoma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1896.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;reinstallazione-di-macos&#34;&gt;Reinstallazione di macOS&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiamatemi fissato ma io reinstallo sempre macOS da zero su ogni nuovo Mac che mi capita per le mani. Non so, sarà un retaggio del passato, sarà appunto una fissazione, sarà puro desiderio di controllo, ma sta di fatto che non ho mai usato un Mac dove non ho installato personalmente macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo sui Mac basati su processore Apple Silicon bisogna tenere premuto il tasto di accensione finché non compare l&amp;rsquo;icona &lt;code&gt;Options&lt;/code&gt; a forma di ruote dentate concentriche, in genere affiancata a una o più icone che rappresentano i dischi del Mac. Cliccando su &lt;code&gt;Options&lt;/code&gt; e confermando la scelta si carica il programma di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/mac-help/mchl82829c17/14.0/mac/14.0&#34;&gt;Recovery di macOS&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1897.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta caricato il Recovery, inizializzo prima il disco di sistema con Utility Disco, dandogli un nome più significativo del solito &lt;code&gt;Macintosh HD&lt;/code&gt; (in genere lo stesso nome che uso in rete in modo da averlo sempre davanti agli occhi), e poi reinstallo macOS tramite la ormai semplicissima procedura guidata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre, il tempo di installazione visualizzato è del tutto inattendibile: le tre ore e passa necessarie mostrate all’inizio dell’installazione diventano in realtà una quarantina di minuti, che non è poco ma non è nemmeno un tempo esorbitante per installare un sistema operativo complesso come macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1910.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Curioso anche che, dopo il riavvio d&amp;rsquo;ordinanza, la risoluzione dello schermo diventi così scarsa, per tornare normale una volta comparsa la schermata di benvenuto di macOS. Mai vista una cosa del genere in altre versioni di macOS, però è anche vero che ormai la maggior parte delle (re)installazioni le faccio sui MacBook che, a differenza dei sistemi desktop, hanno un hardware ben definito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1914.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1915.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La configurazione iniziale di macOS, questa volta fatta in modo accurato, non ha storia e dopo pochi minuti sono di nuovo sul desktop di Sonoma. E qui inizio davvero a toccare con mano come si comporta il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-va-il-mac-studio&#34;&gt;Come va il Mac Studio?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Mac Studio va che è una bellezza (ma poteva essere diversamente?), tutto è fluido e senza la minima incertezza. Succede anche con gli altri Mac con processore Apple Silicon ma qui, rispetto agli Air e ai Mini con cui ho avuto a che fare finora, si nota immediatamente che siamo su un gradino superiore (magari anche due).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L’installazione delle applicazioni è immediata: doppio click sul .dmg, trascinamento dell’icona nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt; e&amp;hellip; già finito, senza nemmeno avere il tempo di vedere la finestra di dialogo che ci informa che sta copiando il file. Con le applicazioni davvero grosse, tipo GNU Emacs, GIMP o Miniconda, si possono aspettare due-tre secondi, ma niente di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finora solo QGIS gli ha dato un po&amp;rsquo; di filo da torcere, perché sul Mac Studio l’installazione di questa applicazione dura ben due minuti e mezzo. Ma si tratta di un mostro di 3 GB, che contiene al suo interno migliaia e migliaia e migliaia di piccoli file, da copiare uno ad uno. Non a caso il processo di installazione è molto più veloce all’inizio, quando vengono copiati i file più grossi, e rallenta visibilmente solo quando arriva a copiare i tantissimi piccoli file di supporto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho volutamente provato ad usare &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com/&#34;&gt;Geekbench&lt;/a&gt; o simili per misurare le prestazioni del Mac Studio. La rete &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/search?utf8=%E2%9C%93&amp;amp;q=mac&amp;#43;studio&amp;#43;m2&amp;#43;ultra&#34;&gt;pullula già di questi dati&lt;/a&gt; e la mia sarebbe stata solo una ripetizione inutile.  In realtà mi interessa di più vedere come si comporta il Mac Studio con le applicazioni davvero impegnative, ho già qualche indicazione ma voglio aspettare ancora un po&amp;rsquo; a parlarne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sonoma però è una palla al piede, si vede subito che è ancora un sistema operativo pieno di bachi e di incongruenze (che farò vedere nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/02/12/apple-abbiamo-un-problema-uno-sguardo-ai-bachi-di-macos-sonoma/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;) e non rende giustizia a quello che può fare davvero il Mac Studio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci ha abituato ad un approccio tick-tock per i suoi sistemi operativi (come &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Intel_Tick-Tock&#34;&gt;quello che per anni ha seguito Intel&lt;/a&gt; per i suoi processori): un anno fa uscire un sistema operativo innovativo ma lento e bacato, e l&amp;rsquo;anno dopo (a volte due) pubblica una versione che comprende quasi solo correzioni di bug e ottimizzazioni. È successo con Leopard e Snow Leopard, e poi con Lion e Mountain Lion. Più tardi ha ripetuto il giochetto con El Capitan, praticamente perfetto, che veniva dopo gli orrendi Mavericks e Yosemite, e anche con Mojave, che seguiva due versioni opache come Sierra e High Sierra, nonché più recentemente con Monterey, davvero ottimo dopo il disastro di Catalina. Sonoma, in teoria, sarebbe la versione &lt;em&gt;bug-fix&lt;/em&gt; di Ventura, e invece è una delusione. Speriamo che al prossimo WWDC di giugno Apple ci metta una pezza, e pure bella grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto l&amp;rsquo;unboxing e la configurazione del Mac Studio l&amp;rsquo;ho fatta a casa mia, per poter lavorare in pace evitando il solito caos dell&amp;rsquo;istituto. Ma dopo una settimana il Mac Studio ha traslocato, prendendo posto al centro della scrivania del mio ufficio, in mezzo a monitor, tastiere, mouse, cavi e ammennicoli vari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-02-04-mac-studio/IMG_1970.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;E il mio vecchio computer con High Sierra? Quello è destinato ad un nuovo progetto e sono proprio curioso di vedere cosa ne verrà fuori. &lt;em&gt;Stay tuned!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è da dire che le suddette workstation sono, almeno in teoria, più espandibili del Mac Studio, ma nel mio caso specifico l&amp;rsquo;espandibilità non è un fattore importante.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella scatola non c&amp;rsquo;è nemmeno un pezzetto piccolo piccolo di plastica. Non sarà molto dal punto di vista ambientale, ma dimostra che si può fare.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/</link>
      <pubDate>Sun, 20 Feb 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Lo so, sono passati dei mesi senza che riuscissi a scrivere nulla sulle prestazioni velocistiche del MacBook Air M1. Purtroppo una serie di circostanze professionali e familiari hanno preso il sopravvento e mi hanno obbligato a trascurare il blog per tutto questo tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma le promesse si mantengono, e quindi eccomi qui ad analizzare le prestazioni del portatile più piccolo ed economico di casa Apple. Data la lunghezza, ho preferito dividere l&amp;rsquo;articolo in due parti: in questa prima parte presenterò i risultati ottenuti con &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, mentre nella seconda parte utilizzerò un &lt;em&gt;tool&lt;/em&gt; meno noto ma molto interessante, &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt; per Mac. In entrambi i casi, dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1 i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;geekbench-5&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il MacBook Air è considerato da sempre il classico notebook per chi ha poche pretese: sottile e leggero (indimenticabile la scenetta di &lt;a href=&#34;https://youtu.be/OIV6peKMj9M?t=187&#34;&gt;Steve Jobs che lo tira fuori da una busta&lt;/a&gt;) ma anche poco prestante, una macchina perfetta per chi è sempre in giro, ma inadeguata per usi che vadano oltre le classiche applicazioni da ufficio, la gestione della posta elettronica o la navigazione sul web. La mia esperienza con il modello del 2015 che ho ancora a casa è perfettamente in linea con queste considerazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si inizia ad usare l&amp;rsquo;Air M1, invece, questo scenario cambia completamente. Grazie ai benefici del processore &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT211814&#34;&gt;Apple Silicon M1&lt;/a&gt;, il notebook più economico della gamma Apple combatte ormai ad armi pari sul piano della pura potenza di calcolo con il più costoso &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/macbook-pro-13/&#34;&gt;MacBook Pro M1&lt;/a&gt; con schermo da 13&amp;quot; (ma il MacBook Pro M1 può lavorare a piena potenza per un tempo maggiore) nonché, in parte, anche con i potenti MacBook Pro M1 Pro e Max introdotti qualche mese fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che il modesto Air batte alla grande anche gli ultimi &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro con CPU Intel&lt;/a&gt; in vendita fino a pochi mesi fa (sì, anche i modelli da 16&amp;quot;!), che costavano almeno il doppio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo dico io, lo dicono i test di velocità di &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ultima versione del più famoso strumento di analisi delle prestazioni dei processori, in grado di analizzare sia i processori x86 &amp;ldquo;tradizionali&amp;rdquo; prodotti da Intel e AMD che i processori basati su architettura ARM, come gli Apple M1 originali e i nuovissimi M1 Pro e Max.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench5.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Schermata principale di Geekbench 5.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Geekbench 5 permette agli utenti registrati di caricare automaticamente i punteggi ottenuti dai loro Mac sulla piattaforma web del prodotto. Grazie alla condivisione dei risultati, gli sviluppatori di &lt;a href=&#34;https://www.primatelabs.com/&#34;&gt;Primate Labs&lt;/a&gt; dispongono ormai di un enorme database di dati che, per i soli computer Apple, arriva a modelli risalenti almeno fino al 2008 (i modelli precedenti non sono probabilmente compatibili con Geekbench 5).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La pagina &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/a&gt; aggrega questi dati, mostrando per ciascun modello di Mac la media dei valori misurati per il &lt;em&gt;Single Core Score&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;Multi-Core Score&lt;/em&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Il primo punteggio misura sostanzialmente la velocità del processore con le normali applicazioni di uso giornaliero, che in genere usano un solo &lt;a href=&#34;https://www.informaticappunti.it/cosa-sono-core-cpu/&#34;&gt;core del processore&lt;/a&gt; alla volta, mentre il Multi-Core Score è utile per valutare la velocità del processore con le applicazioni di tipo professionale, che tendono a sfruttare il più possibile il parallelismo offerto dai processori multi-core moderni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scaricare i dati &lt;em&gt;grezzi&lt;/em&gt; mostrati in Mac Benchmarks è piuttosto facile, basta lanciare il Terminale ed eseguire il comando (come al solito il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/01/30/script-per-tutti-i-giorni-ricapitoliamo/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ wget https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks.json&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;che ci restituirà il file &lt;code&gt;mac-benchmarks.json&lt;/code&gt;, che potremo analizzare con R, Python, Julia o con qualunque altro strumento di analisi dei dati che siamo abituati ad usare (ma sì dai, perfino con Excel). Ma non temete, l&amp;rsquo;analisi ho già fatta io (con R), riassumendo i risultati principali nei due grafici seguenti e nella tabella alla fine dell&amp;rsquo;articolo.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;single-core-score&#34;&gt;Single Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo dal primo grafico, che mostra il Single Core Score di tutti i modelli di Mac prodotti a partire dal 2018. Le prestazioni sono normalizzate rispetto a quelle di un Mac con processore &lt;a href=&#34;https://ark.intel.com/content/www/it/it/ark/products/126688/intel-core-i38100-processor-6m-cache-3-60-ghz.html&#34;&gt;Intel Core i3-8100&lt;/a&gt; del 2017, fissate convenzionalmente a 1000.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; A questi dati ho aggiunto le misure effettuate su un paio di miei Mac, scelti volutamente fra quelli più vecchi a mia disposizione, dei modelli del 2012 e del 2013 che possiamo ormai considerare obsoleti. I dati di Geekbench sono rappresentati con dei cerchi colorati, di colore diverso per ogni anno considerato, mentre le mie misure sono rappresentate con dei quadrati, anch&amp;rsquo;essi colorati in base all&amp;rsquo;anno del modello. L&amp;rsquo;asse orizzontale mostra un numero, che ho chiamato &lt;em&gt;Test ID&lt;/em&gt;, che identifica in modo univoco ciascun dato del grafico. A cosa serve? È un (banale) trucco per &lt;em&gt;stendere&lt;/em&gt; i dati lungo l&amp;rsquo;asse orizzontale, in modo da poterli mostrare in una specie di successione temporale. Se non avessi fatto così, tutti i dati relativi ai modelli dello stesso anno sarebbero finiti nella stessa posizione orizzontale, rendendo più difficile analizzare i risultati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-singlecore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Geekbench 5: single core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-singlecore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il grafico ci dice alcune cose interessanti. Prima di tutto che la maggior parte dei Mac prodotti nel periodo 2018-2021 hanno un processore Intel, il che è pacifico visto i nuovi Mac con processore M1 sono stati presentati solo alla fine del 2020. Il 2019 (rappresentato dai cerchi verde smeraldo) è stato chiaramente un anno particolarmente fecondo di nuovi modelli,&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; con l&amp;rsquo;uscita di nuovi iMac e MacBook Pro e soprattutto con il ritorno del &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/06/04/wow/&#34;&gt;MacPro espandibile&lt;/a&gt;, quello che sostituiva (troppo tardi) il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;modello a cilindro del 2013&lt;/a&gt;, rivelatosi un bell’esercizio di stile ma poco adatto ai pesanti usi professionali per cui era stato ideato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la cosa più significativa è guardare all&amp;rsquo;evoluzione dello score nel tempo. Se guardiamo i cerchi colorati verdi e azzurri (cioè i dati relativi ai Mac prodotti dal 2018 al 2020), vediamo che in tre anni il Single Core Score cambia relativamente poco, oscillando grosso modo fra 800 e 1250 con una lieve tendenza all&amp;rsquo;aumento. Perfino i punteggi dei miei due vecchi Mac del 2012 e 2013 (i quadrati rosso chiaro e verde oliva) non sono troppo lontani da quelli dei modelli Intel più recenti di fascia medio-bassa. Poi nel 2020 l&amp;rsquo;introduzione dal processore Apple M1 fa fare ai Mac un balzo improvviso di ben 500 punti, il 40% in più del punteggio migliore in assoluto raggiunto con i processori Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E il bello è che questo salto vale per tutti i Mac di nuova produzione: dal punto di vista del Single Core Score un modello vale l&amp;rsquo;altro, e quindi possiamo davvero pensare di usare un  Mac Mini o un MacBook Air per i normali compiti da &lt;em&gt;ufficio&lt;/em&gt; (detto per semplificare, in realtà per tutte le applicazioni di uso normale) senza sentirci penalizzati, riservando l&amp;rsquo;acquisto dei modelli superiori e ben più costosi ai casi in cui sia davvero necessario usare applicazioni avide di potenza di calcolo e capaci di sfruttarla al meglio (penso naturalmente ai prodotti per creativi come Photoshop e compagnia bella, a Final Cut Pro, a Logic Pro, ma anche all&amp;rsquo;infinito campo del software tecnico-scientifico professionale).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;multi-core-score&#34;&gt;Multi-Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto appena detto è confermato dal grafico del Multi-Core Score, nel quale si vede chiaramente che i nuovissimi processori Apple M1 Pro e Max per i &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;portatili Apple di gamma alta&lt;/a&gt; da 3-4.000 euro sono meno performanti solo degli Xeon da 16, 24 o 28 Core montati sui &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/mac-pro/tower&#34;&gt;Mac Pro top di gamma&lt;/a&gt;, dei bestioni da scrivania che partono da 9.000-15.000 euro ma che possono facilmente arrivare a costare varie decine di migliaia di euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-multicore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Geekbench 5: multi-core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-multicore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda il processore M1 &lt;em&gt;liscio&lt;/em&gt;, come quello montato sul MacBook Air, qui la lotta è più serrata, ma comunque i risultati ci dicono che, a livello di prestazioni pure, il piccolo Air M1 combatte ad armi pari con i modelli più potenti di iMac Intel e persino con il Mac Pro &lt;em&gt;entry level&lt;/em&gt; (che corrispondono ai quattro cerchi verde smeraldo o azzurro identificati con il nome del processore che hanno un Multi-Core Score compreso fra 7.500 e 10.000). Ditemi voi se è poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi vuole maggiori dettagli, ecco una tabella riassuntiva che riporta i 25 modelli di Mac con il valore più alto di Single-Core Score (la tabella completa, che in questo momento contiene 292 modelli diversi, può essere &lt;a href=&#34;https://github.com/sabinomaggi/melabit/tree/main/macbook-air-m1-benchmarks&#34;&gt;scaricata da qui&lt;/a&gt; in formato &lt;code&gt;.csv&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ai primi 12 posti della tabella ci sono solo Mac con processore M1, e fra questi c&amp;rsquo;è anche il MacBook Air M1 (evidenziato in grassetto), piazzato molto onorevolmente a metà graduatoria (ma va detto che le differenze del Single Core Score fra i vari modelli sono davvero minime). Per trovare il primo Mac con processore Intel (identificato nella colonna Architettura con la dizione &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt;) bisogna scendere fino al 13-14 posto, dove troviamo l&amp;rsquo;ultimo iMac da 27&amp;quot; con processore i7 o i9, che ha uno score di ben 500 punti inferiore a quello del primo Mac della lista. Ogni ulteriore commento è inutile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;ID&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Modello&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Processore&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Architettura&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Single Core&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Multicore&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;282&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12247&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;285&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12186&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;281&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1739&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12103&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;284&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1736&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11944&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;283&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1732&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;9513&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;277&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;MacBook Air (Late 2020)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;Apple M1 3196 MHz (8 cores)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;aarch64&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;1730&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;7691&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;280&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (24-inch Mid 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1717&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7473&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;279&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (24-inch Mid 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1714&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7453&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;273&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac mini (Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1712&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7425&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;272&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1706&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7391&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;271&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Air (Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1705&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7411&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;267&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-10700K @ 3.8 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1251&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;8132&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;268&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i9-10910 @ 3.6 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;9031&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;238&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i9-9900K @ 3.6 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1233&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;8226&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;266&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-1068NG7 @ 2.3 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1229&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;4483&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;269&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-10600 @ 3.3 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1180&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6117&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;260&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3275M @ 2.5 GHz (28 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1152&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;19957&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;265&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-1038NG7 @ 2.0 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1137&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;4211&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;259&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3265M @ 2.7 GHz (24 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1136&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;18120&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;239&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-9600K @ 3.7 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1131&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5457&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;262&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Air (Early 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-1060NG7 @ 1.2 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;3018&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;270&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-10500 @ 3.1 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5871&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;258&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3245 @ 3.2 GHz (16 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1119&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;14611&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;257&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3235 @ 3.3 GHz (12 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1114&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11889&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (21.5-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-8700 @ 3.2 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1111&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6026&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tabella 1. Elenco dei 25 modelli di Mac con il valore più altro di Single-Core Score. Nella colonna Architettura, &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt; indica i processori Intel, mentre &lt;code&gt;aarch64&lt;/code&gt; individua i processori Apple M1.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1, i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti. I benchmark parlano chiaro e ancora più chiara è l&amp;rsquo;esperienza reale d&amp;rsquo;uso di questo piccolo portatile (ma per quella dovrete aspettare ancora un po&amp;rsquo;). Se poi guardiamo il rapporto prestazioni/prezzo, credo che in questo momento non ci sia niente di meglio in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico vero difetto (se così possiamo dire) dell&amp;rsquo;Air M1 è lo schermo piccolo, che d&amp;rsquo;altra parte ne favorisce la portabilità. Difetto facilmente superabile collegando il portatile ad un monitor esterno, e magari anche ad una tastiera e ad un mouse wireless, ottenendo così un sistema potente ma economico, sul quale è un piacere lavorare alla scrivania ma che all&amp;rsquo;occasione può essere portato in giro senza nemmeno accorgersi che è nella borsa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt; i risultati dei benchmark eseguiti con PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi valori medi, come posso testimoniare io stesso, sono ben rappresentativi dei risultati reali ottenuti nelle singole prove, nel senso che ripetendo più volte i test nelle condizioni corrette si ottengono sempre risultati molto omogenei fra loro, senza scostamenti importanti fra una prova e l&amp;rsquo;altra.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché i dati sono la media delle misure caricate di continuo dagli utenti Mac sul sito di Geekbench potrebbero variare nel tempo e differire leggermente da quelli riportati qui, che sono stati scaricati il 24 gennaio 2021.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un punteggio (&lt;em&gt;score&lt;/em&gt;) di 2000 significa quindi che il processore in esame ha una prestazioni doppie dell&amp;rsquo;i3-8100.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo che i modelli di Mac vengono differenziati sia in base al processore che alle dimensioni dello schermo integrato (per i modelli che ce l&amp;rsquo;hanno).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (seconda parte)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/08/14/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-seconda-parte/</link>
      <pubDate>Fri, 14 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/08/14/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-seconda-parte/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/edgar-chaparro-d9uqsghl2ug-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@echaparro&#34;&gt;Edgar Chaparro&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver mostrato nella &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/08/05/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-prima-parte/&#34;&gt;prima parte dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt; perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-1-mac-pro&#34;&gt;Scenario numero 1: Mac Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha un Mac Pro di prima generazione, il modello a &amp;ldquo;grattugia&amp;rdquo; pre-2013 per intenderci, che rimane ancora oggi un bellissimo esempio di design industriale, &lt;a href=&#34;https://create.pro/mac-pro-51-best-system-creative-professionals-internal-expandability-unparalleled-customisation-king/&#34;&gt;può fare quello che che gli pare&lt;/a&gt;. Può cambiare il processore, può cambiare la scheda grafica e, naturalmente, può montare dischi a gogò, indipendentemente dal fatto che siano dischi meccanici o SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://everymac.com/images/other_images/apple-mac-pro-mid-2010-big.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Lo stesso vale per i fortunati possessori di un Mac Pro nuovo modello o per chi è in procinto di acquistarne uno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per questi Mac professionali, usare due o più dischi nella stessa macchina (indipendentemente dal fatto che siano SSD o dischi meccanici) non è tanto una questione di prezzo ma di flessibilità d&amp;rsquo;uso e di sicurezza, perché separare i dati dalle applicazioni non può fare che bene (ad esempio perché permette di reinstallare da zero il sistema operativo e le applicazioni senza rischiare di cancellare i documenti, che sono sempre la parte più preziosa di un computer).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-2-acquistare-un-imac&#34;&gt;Scenario numero 2: acquistare un iMac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Realizzare una configurazione a doppio disco SSD+HDD al momento di acquistare un nuovo iMac è facilissimo. Durante la fase di configurazione dell&amp;rsquo;iMac dobbiamo solo limitarci a scegliere il disco SSD da 512 GB proposto da Apple, senza farci rapinare installando i modelli più grandi.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono delle eccezioni: il modello base dell&amp;rsquo;iMac da 21 pollici consente di scegliere solo fra un SSD da 256 GB o un Fusion Drive da 1 TB, mentre il corrispondente modello da 27 pollici prevede solo ed esclusivamente un SSD da 256 GB. Se installate davvero poche applicazioni, 256 GB possono ancora andare bene, altrimenti state alla larga da questi modelli e spendete qualcosa di più scegliendo uno dei modelli più performanti di iMac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria il modello da 21 pollici con Fusion Drive potrebbe ancora andar bene, se utilizziamo il Fusion Drive interno come disco per i documenti e aggiungiamo un SSD esterno per il sistema operativo e le applicazioni (ricadendo così nello scenario numero 7). Ma un disco da 1 TB per i dati (per di più interno e piuttosto &lt;a href=&#34;https://everymac.com/systems/apple/imac/imac-aluminum-tapered-edge-faq/how-to-upgrade-imac-hard-drive-aluminum-2012-2013.html&#34;&gt;difficile da sostituire&lt;/a&gt;) è già piccolo oggi, figuriamoci come sarà fra qualche anno (il &amp;ldquo;guaio&amp;rdquo; dei Mac è che durano troppo, per cui bisogna ragionare in una prospettiva temporale di parecchi anni; i PC, che dopo un paio di anni sono da buttare, non pongono questi problemi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto per inciso, se dovessi acquistare un iMac oggi, a differenza del passato, preferirei il modello da 27 pollici, non solo perché mette a disposizione delle schede grafiche più avanzate, ma anche perché offre la possibilità di incrementare la RAM in un secondo momento, permettendo così di diluire la spesa nel tempo e di risparmiare parecchio rivolgendosi a &lt;a href=&#34;https://9to5mac.com/2020/08/09/how-to-upgrade-2020-imac-ram-video-5k-27-inch-128-gb/&#34;&gt;fornitori di terze parti&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia a scelta, in parallelo all&amp;rsquo;acquisto dell&amp;rsquo;iMac dobbiamo prevedere l&amp;rsquo;acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB (meglio 2 TB, di più solo se vi servono veramente) con interfaccia USB o meglio ancora Thunderbolt (attraverso la porta USB-C).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il cacciavite non vi spaventa, meglio acquistare un hard-disk da 7.200 giri al minuto (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/TOSHIBA-DT01ACA100-Cache-3-5-Inch-Internal/dp/B009AYWCJE/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B009CPDI62/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;), più veloce dei modelli che trovate comunemente negli hard disk esterni commerciali, da inserire in un contenitore apposito, preferibilmente metallico per migliorare la dissipazione del calore  (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Inateck-Custodia-Esterna-Alluminio-Esterno/dp/B00RCJ54BC/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza del Fusion Drive, che è un disco interno difficilmente sostituibile, scegliere un disco esterno da solo 1 TB può andar bene perché, in caso di bisogno, ci vuole poco a sostituirlo con un modello più grande. Inutile strafare prendendo da subito un modello da 4 TB (o superiori), &lt;em&gt;just in case&lt;/em&gt;. Quando vi serviranno 4 TB il prezzo dei dischi si sarà ridotto tanto che vi costerà meno sostituire il disco esterno piuttosto che prendere da subito il modello superiore (e questo è un principio generale che vale anche per le chiavette USB, le unità di memoria SD e così via).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E l&amp;rsquo;iMac Pro? L&amp;rsquo;iMac Pro è un discorso a parte, perché arriva già di base con un SSD da 1 TB e l&amp;rsquo;upgrade ad un SSD da 2 TB, che costa 500 euro, è quasi conveniente rispetto al prezzo complessivo della macchina. Come per il Mac Pro, per chi acquista questi modelli il prezzo è un variabile secondaria rispetto a fattori, come la potenza di calcolo o l&amp;rsquo;affidabilità (e qui torniamo al solito discorso sulla separazione dei dati dalle applicazioni).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-3-acquistare-un-mac-mini&#34;&gt;Scenario numero 3: acquistare un Mac Mini&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per il Mac Mini valgono considerazioni analoghe a quelle già fatte per l&amp;rsquo;iMac, tenendo conto del fatto che anche in questo caso il disco SSD è saldato alla scheda madre e quindi non può essere aggiornato. Molto meglio scegliere un SSD da 512 GB, a meno che non vi limitiate ad usare solo le applicazioni preinstallate di default e poco altro, nel qual caso 256 GB potrebbero essere sufficienti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come per l&amp;rsquo;iMac, insieme al Mac Mini dovete prevedere l&amp;rsquo;acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB, con interfaccia USB o se possibile Thunderbolt (attraverso la porta USB-C). Se siete maniaci dell&amp;rsquo;estetica, l&amp;rsquo;ideale sarebbe questo &lt;a href=&#34;https://www.aliexpress.com/i/4000899176430.html&#34;&gt;hub USB-C con alloggiamento per disco da 2.5 pollici&lt;/a&gt;, la cui forma richiama quella del Mini e che va installato sotto il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-4-acquistare-un-macbook&#34;&gt;Scenario numero 4: acquistare un MacBook&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un computer desktop rimane stabile su una scrivania, per cui avere uno o più dischi esterni collegati permanentemente al computer non è particolarmente fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un portatile, invece, per definizione è fatto per essere portato in giro. Ma non è pratico portarsi dietro un disco esterno intrinsecamente fragile come un disco rigido meccanico, o usarlo collegato al Mac mentre siamo in una posizione precaria, al tavolino del bar, su una panchina o sulla mitica ribaltina degli aerei.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso vale sempre il solito consiglio, in fase di acquisto scegliete un SSD da almeno 512 GB, escludendo il modello da 256 GB a meno che le vostre necessità non siano davvero basilari. Questa volta però il disco SSD dovrebbe essere in grado di contenere tutti i documenti che vi servono mentre vi muovete con il portatile, destinando il disco esterno meccanico (o meglio ancora, un secondo disco SSD) a tutto ciò che utilizzate solo di rado, da copiare di volta in volta sul disco interno del MacBook (Air o Pro che sia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un opzione interessante potrebbe essere quella di montare un disco SSD con &lt;a href=&#34;https://www.kmsoltec.com/blog/7-tecnologia-m2-le-varie-differenze-tra-i-vari-moduli-in-commercio&#34;&gt;fattore di forma M.2&lt;/a&gt; (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Crucial-MX500-CT500MX500SSD4-Interno-NAND/dp/B077SQ8J1V/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B073SBX6TY/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;) in una custodia che assomiglia ad una chiavetta USB (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Aplic-Custodia-Portatile-Adattatore-interfacce/dp/B07DRLLBF3/&#34;&gt;questa&lt;/a&gt;). Bisogna solo stare attenti a scegliere un disco M.2 compatibile, perché purtroppo questo &amp;ldquo;standard&amp;rdquo; è una giungla di dimensioni e connettori diversi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria si potrebbe anche usare un disco wireless, ma la lentezza del collegamento rispetto al cavo, il maggiore consumo della batteria e la necessità di combattere con le configurazioni di rete ne sconsigliano l&amp;rsquo;uso per collegamenti che non siano occasionali (e allora, a che serve complicarsi la vita con un disco wireless?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-5-acquistare-un-pc-desktop&#34;&gt;Scenario numero 5: acquistare un PC desktop&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto detto per il Mac Pro può essere ripetuto pari pari per i comuni PC desktop, che hanno sempre almeno tre o quattro vani in cui installare le unità di memoria di massa. E anche se Windows 10 ha fatto passi da gigante rispetto alle versioni precedenti sul fronte della stabilità, se usiamo un PC con Windows è meglio andare sul sicuro e tenere sempre ben distinti i propri dati dalle applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-6-acquistare-un-pc-portatile&#34;&gt;Scenario numero 6: acquistare un PC portatile&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche per i PC portatili vale in gran parte il discorso già fatto per Mac portatili, con la differenza che il mondo dei PC è molto più variegato e ci sono sia modelli &amp;ldquo;chiusi&amp;rdquo; nei quali è difficile accedere o effettuare modifiche (proprio come sui nuovi MacBook), sia modelli molto più &amp;ldquo;aperti&amp;rdquo;, nei quali è facilissimo smontare il fondo per accedere al disco rigido e alla RAM. In alcuni (e sempre più rari) casi, ci sono degli sportelllini appositi che permettono di cambiare il disco rigido senza nemmeno aprire il portatile. Inutile dire che, a parità di prestazioni, fra un modello chiuso ed uno aperto io preferirei sempre il secondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-7-e-se-il-mac-ce-labbiamo-già&#34;&gt;Scenario numero 7: e se il Mac ce l&amp;rsquo;abbiamo già?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il Mac ce l&amp;rsquo;avete già e state per buttarlo via perché ha ancora il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/25/ma-il-fusion-drive-serve-ancora/&#34;&gt;famigerato Fusion Drive&lt;/a&gt; o un ancora più lento disco meccanico e ogni volta che l&amp;rsquo;accendete avete il tempo di farvi un caffè lungo (molto lungo!) prima che sia pronto per essere usato, l&amp;rsquo;alternativa più pratica è montare il disco SSD in un contenitore esterno, collegato al Mac tramite l&amp;rsquo;onnipresente porta USB o meglio ancora, le porte Thunderbolt (per i Mac più recenti) o FireWire (per i Mac più anziani).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti i casi è preferibile acquistare separatamente il disco SSD e il contenitore esterno, non solo per una questione di costi ma anche perché così si può scegliere il disco e il contenitore più adatto alle nostre esigenze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra gli SSD in commercio, non posso che consigliare il Samsung 860 EVO, che uso da anni (e prima ho usato l&#39;850 e l&#39;840) e che ha un rapporto qualità/prezzo insuperabile. Per i contenitori c&amp;rsquo;è solo l&amp;rsquo;imbarazzo della scelta. Meglio comunque spendere qualcosa di più e scegliere un modello in alluminio., il vostro SSD starà più fresco e vi ringrazierà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il fai-da-te non fa per voi, potete scegliere il &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MU-PA500B-EU-Portatile-Type-C/dp/B074MCM721/&#34;&gt;Samsung T5&lt;/a&gt; o il &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B078SWJ3CF/ref=twister_B07XFMVXHJ&#34;&gt;SanDisk Extreme&lt;/a&gt; e difficilmente avrete problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-mio-setup&#34;&gt;Il mio setup&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E per dimostrare che non sono il tipo che predica bene ma poi fa il contrario di quello che dice, ecco una foto del mio setup casalingo, con l&amp;rsquo;iMac 2008 che, dopo tanti anni, continua ancora a funzionare perfettamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/img_20200812_073026.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se li contate, ho ben 5 dischi rigidi collegati all&amp;rsquo;iMac: un SSD di avvio da 5000 GB installato nel contenitore di alluminio Icy Box con connessione FireWire, tre dischi rigidi esterni da 2.5 pollici, uno collegato direttamente al Mac tramite la porta USB e gli altri due che passano attraverso l&amp;rsquo;hub USB in primo piano, e infine un grosso disco meccanico che uso per Time Machine (l&amp;rsquo;oggettino in primo piano nel contenitore nero/argento non è un disco rigido e non fa testo). Dimenticavo: c&amp;rsquo;è anche il disco interno originale, che uso per i documenti più importanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrei facilmente consolidare il contenuto del disco interno e dei tre dischi esterni da 2.5 pollici in un unico disco più capiente, ma sono troppo pigro per farlo. E poi l&amp;rsquo;Mac è così vecchio che non ne vale nemmeno la pena (ormai il mio Mac principale di casa è un&amp;rsquo;altro, ma di questa nuova macchina, che mi ha letteralmente stupito, parlerò in un&amp;rsquo;altra occasione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è bisogno di dire che tutti le cartelle principali del disco interno e dei tre dischi esterni sono collegate alla mia &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; tramite dei collegamenti simbolici, per cui quando uso l&amp;rsquo;Mac non mi accorgo nemmeno di dove sono collocati fisicamente i vari file. È un setup abbastanza complicato, mi rendo conto, ma il fatto stesso che funzioni (e bene) da anni, dimostra che le configurazioni più semplici descritte qui sono davvero alla portata di tutti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lista-degli-acquisti&#34;&gt;Lista degli acquisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di seguito una breve lista di dischi meccanici e SSD e di contenitore esterni, scelti fra i modelli che ho utilizzato personalmente o che mi sembrano dei prodotti interessanti ed affidabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;DISCLAIMER&lt;/strong&gt;. Potete seguire i consigli e acquistare i prodotti elencati (io comunque non ci guadagno nulla), ma se per qualche ragione qualcosa si rompe, mi dispiace ma devo declinare ogni responsabilità. I prodotti elettronici sono piuttosto affidabili, ma questo non significa che non possano avere dei problemi, soprattutto se chi lo usa non rispetta certe precauzioni basilari (ho visto gente sbattere il portatile acceso come se fosse un tappeto, ovvio che dopo un po&amp;rsquo; di questi trattamenti il disco rigido tiri la corda).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico interno Toshiba da 1 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/TOSHIBA-DT01ACA100-Cache-3-5-Inch-Internal/dp/B009AYWCJE/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico interno Toshiba da 2 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B009CPDI62/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ci ho pensato una vita prima di decidere di comprarlo e da un anno e mezzo funziona 24 ore al giorno. Quest&amp;rsquo;anno la stanza è pure surriscaldata, visto che non ci va nessuno ed il condizionatore è spento. Finora tutto bene, vedremo a fine estate. Non potevo non mettere un link anche nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico portatile Maxtor da 2 TB, 2.5 pollici USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Maxtor-Seagate-HX-M201TCB-GM-Esterno/dp/B01AJWNXAM&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ho due di questi modelli da 2 TB, oltre che un paio più piccoli, e ne ho fatti comprare parecchi esemplari ad amici e conoscenti. Funzionano bene e costano poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Samsung 860 EVO da 500 GB, 2.5 pollici SATA III (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MZ-76E500B-Unit%C3%A0-Interna-Grigio/dp/B078WQT6S6/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ho perso il conto di quanti ne ho già acquistati. Una garanzia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD WD Blue da 500 GB, M.2 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B073SBX6TY/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Prima o poi lo comprerò.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Samsung 970 EVO Plus da 500 GB, PCle NVMe M.2 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B07MFBLN7K/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Essendo un modello NVMe è preferibile usarlo come SSD interno in quei PC che dispongono del connettore apposito. Non so se qualche Mac lo supporta. Ovviamente niente impedisce di montarlo in un contenitore esterno come quello mostrato più sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Sabrent Rocket da 512 GB, PCle NVMe M.2 2280 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Sabrent-Interno-Rocket-Prestazioni-SB-ROCKET-512/dp/B07KGMBCKD/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Stesso discorso fatto per il Samsung EVO 970 Plus.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile Samsung T5 da 500 GB, connessione USB 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MU-PA500B-EU-Portatile-Type-C/dp/B074MCM721/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile SanDisk Extreme da 500GB (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B078SWJ3CF/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile OWC Envoy Pro mini con connettore USB 3.1 (varie taglie) (&lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/external-drives/OWC/Envoy-Pro-mini&#34;&gt;link a OWC&lt;/a&gt;). Per una volta niente Amazon.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Inateck in alluminio per dischi da 3.5 pollici, connessione USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Inateck-Custodia-Esterna-Alluminio-Esterno/dp/B00RCJ54BC/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Peccato solo che non sia anche USB-C.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Icy Box in alluminio per dischi da 2.5 pollici, connessione USB-C 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Custodia-Esterna-Pollici-Completamente-Alluminio/dp/B07J2HYF8C/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Costa un po&amp;rsquo; di più della media, ma è USB-C. E poi la qualità si paga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore OWC Mercury On-The-Go per dischi da 2.5 pollici, connessione USB 3.0 e FireWire 800 (&lt;a href=&#34;https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-on-the-go-usb-3.0-and-2.0-firewire-800-portable-enclosure-kit/&#34;&gt;link a MacShop&lt;/a&gt;). Se vi serve la connessione FireWire, ormai non ci sono molte altre alternative.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore OWC Mercury Elite Pro per dischi da 2.5/3.5 pollici, connessione USB 3.1 e FireWire 800 (&lt;a href=&#34;https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-elite-pro-1-x-3.5-esata-fw800-usb3.1/&#34;&gt;link a MacShop&lt;/a&gt;). Rispetto al contenitore precedente, questo costa qualcosa di più ma è metallico e supporta anche USB 3.1. Dovessi scegliere oscillerie parecchio fra i due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Sabrent per SSD M.2, connessione USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Sabrent-M-2-SSD-3-0-aluminum-Enclosure-ec-m2mc/dp/B0765D6NJV/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Non supporta gli SSD PCle NVMe (quindi va bene solo per il WD Blue).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore per SSD M.2 con connettore USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Aplic-Custodia-Portatile-Adattatore-interfacce/dp/B07DRLLBF3/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Orico per SSD NVMe M.2 2230/2242/2260/2280, connessione USB-C e USB 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B087PXXCFL/ref=sspa_dk_detail_1&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;. Usare un SSD NVMe come disco esterno mi sembra inutile, però se serve questo dovrebbe andar bene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hub USB-C con alloggiamento per disco SATA per Mac Mini (&lt;a href=&#34;https://www.aliexpress.com/i/4000899176430.html&#34;&gt;link ad AliExpress&lt;/a&gt;). Credo che non ci sia niente di più pratico per aggiungere un secondo disco rigido al Mac Mini. Sulla qualità non posso dire niente, ma le &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/Enclosure-Hagibis-Docking-Station-MacBook/dp/B088B4DCF2/&#34;&gt;recensioni su Amazon.com&lt;/a&gt; sono molto positive. Peccato che il colore non sia identico a quello dell&amp;rsquo;ultimo Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dove il termine documenti comprende sia i documenti da ufficio veri e propri &amp;ndash; testi, fogli elettronici, presentazioni, email &amp;ndash; sia i file multimediali, gli ebook, il codice sorgente dei programmi che sviluppiamo, e in generale tutto ciò che elaboriamo tramite il computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo tutti gli SSD, tranne i modelli da 4 e 8 TB che costano uno sproposito, sono saldati alla scheda madre e quindi non possono essere sostituiti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mitica perché la citano tutti ma, fra arrivo, partenza, giro caffè e vicino con vescica debole, in un volo normale qui in Europa in realtà la si può usare al massimo per una mezz&amp;rsquo;oretta.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Jony Ive lascia la Apple: una tragedia o una fortuna?</title>
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      <pubDate>Wed, 10 Jul 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/34iveapple2611.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/lifestyle/london-life/how-jony-ive-saved-apple-from-bankruptcy-8964109.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jonathan &amp;ldquo;Jony&amp;rdquo; Ive dopo trent&amp;rsquo;anni abbandona la Apple per fondare una sua azienda, LoveFrom, che avrà la Apple come prima cliente. La notizia ha riempito per giorni le gazzette tecnologiche (e non) di tutto il mondo (come si può leggere ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.theguardian.com/technology/2019/jun/27/jony-ive-apple-designer-leaves-imac-iphone&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/3405530/apple-design-guru-jony-ive-to-leave-apple.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.domusweb.it/en/design/2019/07/03/the-uniqueness-of-jonathan-ive.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;) e &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/jony-ives-fragmented-legacy-unreliable-unrepairable-beautiful-gadgets&#34;&gt;quasi tutti&lt;/a&gt; i commentatori, una volta superata la sorpresa dell&amp;rsquo;annuncio, si sono augurati che la collaborazione fra il cavaliere inglese&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e la casa madre californiana potesse continuare esattamente come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So di dire una cosa impopolare, ma secondo me sarebbe un male. Jony Ive stava esagerando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è (è stato?) un grande &lt;em&gt;designer&lt;/em&gt; e nel corso della sua lunga carriera ha fatto cose egregie &amp;ndash; penso ai vari iMac, dal G3 della rinascita al G4 a &lt;em&gt;lampada&lt;/em&gt; al G5 tutto-in-uno, penso all&amp;rsquo;iPod, all&amp;rsquo;iPhone, ad iOS 7 &amp;ndash; ma come tutte le archi-star a un certo punto si è fatto prendere la mano adottando un&amp;rsquo;estetica anoressica che anteponeva il design alla funzionalità. Tutto troppo sottile e minimalista, accessibilità e riparabilità zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sono venuti il MacBook Pro ipersottile, esteticamente perfetto ma tecnicamente incomprensibile, il portatile che obbliga a portarsi dietro una &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/02/17/adattatori-per-il-macbook-pro/&#34;&gt;pletora di accessori&lt;/a&gt; anche solo per poter &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;collegare una volgare chiavetta USB&lt;/a&gt;. O l&amp;rsquo;orrida tastiera a &amp;ldquo;farfalla&amp;rdquo;, i cui tasti hanno la corsa di un pezzo di vetro e vengono mandati in crisi da un granello di polvere, costringendo a &lt;a href=&#34;https://theoutline.com/post/2402/the-new-macbook-keyboard-is-ruining-my-life&#34;&gt;cambiare tutta la parte superiore del portatile&lt;/a&gt; (e a volte anche l&amp;rsquo;intero computer!) per un solo tasto malfunzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure gli AirPods che quando si esaurisce la batteria, due anni ad essere fortunati, &lt;a href=&#34;https://www.vice.com/en_us/article/neaz3d/airpods-are-a-tragedy&#34;&gt;vanno buttati via&lt;/a&gt; perché nessuno, nemmeno Apple, può sostituirla senza distruggerli. O gli iMac, i Mac Mini e gli Air con la &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/06/18/imac-memory-not-upgradable/&#34;&gt;RAM saldata e non aggiornabile&lt;/a&gt;, quello che scegli al momento dell&amp;rsquo;acquisto te lo tieni per sempre.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma possiamo dimenticare il fiasco più clamoroso di tutti, il Mac Pro buono da tempo solo come (costosissimo) cestino dei rifiuti? Il computer professionale tanto minimale che per essere usato &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; ha bisogno di un sacco di &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/&#34;&gt;accessori esterni&lt;/a&gt;, tutti collegati precariamente via cavo. Il computer professionale ma &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;non aggiornabile&lt;/a&gt; (infatti è ancora fermo al 2013), un vero controsenso per chi vorrebbe preservare nel tempo il pesante investimento economico richiesto. Il computer professionale che scalda, &lt;a href=&#34;https://www.digitalstudiome.com/article-9069-apple-mac-pro-users-feel-the-heat&#34;&gt;scalda dannatamente troppo&lt;/a&gt; per essere adatto ai compiti pesanti a cui dovrebbe essere destinato. Colpa degli ingegneri che non sanno fare i calcoli termici o del designer per il quale la funzione &lt;em&gt;reale&lt;/em&gt; del computer che progetta conta poco o niente?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà solo un caso che nel Mac Mini ultima versione Apple offra di nuovo la possibilità di aggiornare facilmente al RAM? O che il nuovo Mac Pro sia tornato al design precedente, un grosso case metallico e bucherellato per dissipare meglio il calore, apribile con facilità e con tanto spazio per aggiungere dischi, RAM e schede di interfaccia? O che la tastiera dei prossimi MacBook Pro sarà modificata per l&amp;rsquo;ennesima volta in tre anni?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse Tim Cook e il consiglio di amministrazione della Apple hanno concluso che Jony Ive aveva tirato troppo la corda ed hanno deciso di farlo finalmente fuori, altro che separazione consensuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era ora. Noi utenti Apple ci meritiamo di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/jonyive2706-0.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Source: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/news/world/iphone-designer-sir-jony-ive-to-leave-apple-after-30-years-a4177756.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è stato nominato &lt;em&gt;Sir&lt;/em&gt; nel 2012.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero assurdo tecnico: la quantità di RAM necessaria a far funzionare al meglio un computer aumenta nel tempo con l&amp;rsquo;evoluzione del sistema operativo e delle applicazioni. Aggiornare la RAM è una delle operazioni più efficaci per allungare, e di molto, la vita di un qualunque computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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