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    <title>Lotus 1-2-3 on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Lotus 1-2-3 on Melabit</description>
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      <title>Schede perforate: 1-2-3 Quattro</title>
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      <pubDate>Sun, 16 Oct 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Per la tesi avevo un problema: dovevo cercare di calcolare se era possibile realizzare un nuovo dispositivo elettronico funzionante a bassissima temperatura, quello che nel titolo della tesi sarà un &amp;ldquo;dispositivo ad anello di giunzioni Josephson&amp;rdquo;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; In teoria era una idea interessante, perché la configurazione ad &lt;em&gt;anello&lt;/em&gt; rendeva il dispositivo meno soggetto al rumore magnetico, ma anche se le equazioni matematiche dicevano che funzionava, non era affatto detto che fosse davvero fattibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come calcolare i valori realistici dei parametri da usare per la realizzazione di questo dispositivo? A quei tempi di tecnologia sapevo solo l&amp;rsquo;indispensabile che mi permetteva di capire, più o meno, quello che dovevo cercare di ottenere. Il problema era che i parametri di fabbricazione dipendevano l&amp;rsquo;uno dall&amp;rsquo;altro in modi più o meno complicati, ogni volta che cambiavo il valore di un parametro anche gli altri ne erano influenzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Praticamente era la descrizione di un foglio elettronico. E allora perché non provare ad usarlo per risolvere il mio problema?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il senno di poi era un&amp;rsquo;idea folle. Eravamo più o meno fra il 1985 e il 1987 (e sì, allora ci voleva una vita per preparare la tesi) e anche se sapevo cosa fosse un foglio elettronico &amp;ndash; del resto ogni mese leggevo avidamente Bit, MCmicrocomputer e, quando potevo, BYTE &amp;ndash; non lo avevo mai usato e non sapevo se fosse adatto o no al mio scopo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna avevo degli amici che potevano darmi una copia, rigorosamente &amp;ldquo;pirata&amp;rdquo;, di &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Lotus_1-2-3&#34;&gt;Lotus 1-2-3&lt;/a&gt;, che aveva già soppiantato il &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/VisiCalc&#34;&gt;VisiCalc&lt;/a&gt; come programma dominante per la gestione dei fogli elettronici, e cominciai subito ad imparare ad usarlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-10-16-schede-perforate-1-2-3-quattro/lotus-123-for-dos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: WinWorld, &lt;a href=&#34;https://winworldpc.com/product/lotus-1-2-3/1x&#34;&gt;Lotus 1-2-3 per DOS&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero spettacolo! Potevo inserire i dati di partenza, aggiungere un po&amp;rsquo; di formule collegate una all&amp;rsquo;altra e, magia!, il foglio ricalcolava all&amp;rsquo;istante i valori dei parametri che mi servivano. Beh, &lt;em&gt;quasi&lt;/em&gt; all&amp;rsquo;istante, perché i primi PC erano quelli che erano (cioè lenti) e il ricalcolo si &lt;em&gt;vedeva&lt;/em&gt; chiaramente sullo schermo. Però, ragazzi, a mano ci avrei messo delle ore e invece lì tutto avveniva in pochi secondi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A quel punto mi bastava far variare questo o quel dato in un certo intervallo per ottenere la risposta complessiva del sistema con il grafico associato. Ci voleva un po&amp;rsquo;, ma sempre infinitamente meno che sviluppando un programma apposito in Fortran.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo poco, tramite i soliti &amp;ldquo;canali&amp;rdquo;, riuscii ad avere una copia di &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Quattro_Pro&#34;&gt;Borland Quattro&lt;/a&gt;, che emulava al 100% il Lotus 1-2-3 ed era anche un bel po&amp;rsquo; più veloce e che, come ciliegina sulla torta, faceva dei bellissimi grafici che stampavo con un &lt;a href=&#34;http://www.hpmuseum.net/display_item.php?hw=74&#34;&gt;plotter a penne HP&lt;/a&gt; (un oggetto favoloso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con l&amp;rsquo;aiuto di Quattro la tesi si concluse rapidamente, e feci pure un bella figura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Inizia oggi una nuova serie di post, con cadenza occasionale, &amp;ldquo;Schede perforate&amp;rdquo;, nei quali voglio raccontare delle storielle di informatica personale. Roba leggera per una volta, che infatti uscirà (quando uscirà) di domenica, quasi a sostituire la vecchia serie &amp;ldquo;Playlist per Bora Bora&amp;rdquo;, che era una goduria da scrivere ma che non interessava a nessuno, o quasi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quale occasione migliore per iniziare questa serie che celebrare la ricorrenza di domani, il &amp;ldquo;giorno del foglio elettronico&amp;rdquo;? Perché proprio il 17 ottobre 1979 usciva &lt;a href=&#34;http://www.bricklin.com/visicalc.htm&#34;&gt;VisiCalc&lt;/a&gt; per Apple II, il software che avrebbe letteralmente rivoluzionato l&amp;rsquo;uso del computer personale, trasformandolo da costoso giocattolo per soli &lt;em&gt;nerd&lt;/em&gt; a strumento di lavoro per tutti, da tenere permanentemente sulla scrivania.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;em&gt;bellezza&lt;/em&gt; di VisiCalc (e anche dei suoi successori 1-2-3 o Quattro) era la sua semplicità, chiunque poteva &lt;em&gt;programmare&lt;/em&gt; un foglio elettronico facendogli fare cose che spaziavano dalla gestione di una azienda ad un semplice ricettario di cucina. Oggi Excel è letteralmente di un&amp;rsquo;altra galassia rispetto a VisiCalc, ma il diluvio di funzioni disponibili lo ha reso un prodotto molto lontano dalla indimenticabile semplicità d&amp;rsquo;uso dei primi fogli elettronici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/5cNJNKkCQ2E?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A quei tempi imperava una sorta di accademia della Crusca interna e gli inglesismi erano banditi, c&amp;rsquo;è uno che ha dovuto scrivere &amp;ldquo;effetto traforo&amp;rdquo; al posto di &amp;ldquo;effetto tunnel&amp;rdquo;. Io sono stato più fortunato e me la sono cavata con &amp;ldquo;anello&amp;rdquo; al posto di &amp;ldquo;loop&amp;rdquo;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A posteriori ammetto che era un metodo molto rozzo. Il mio era di un problema di ottimizzazione vincolata e ora conosco delle tecniche molto efficaci per &lt;a href=&#34;https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0266352X16303329&#34;&gt;risolverlo&lt;/a&gt;, ma allora ero solo un pischello alle prime armi.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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