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    <title>Links on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Links on Melabit</description>
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      <title>WorldWideWeb, il primo browser web è online</title>
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      <pubDate>Wed, 20 Feb 2019 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;La storia la sapete. Trent&amp;rsquo;anni fa Tim Berners-Lee, un fisico del CERN, sviluppò su un &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/NeXT&#34;&gt;computer NeXT&lt;/a&gt; il primo server web &lt;code&gt;httpd&lt;/code&gt; e il relativo browser, che chiamò WorldWideWeb,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; insieme al linguaggio HTML con cui creare i documenti ipertestuali visualizzabili dal browser.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tim Berners-Lee non aveva idea che il suo lavoro avrebbe rivoluzionato la nostra vita. In realtà voleva solo permettere di preparare dei documenti collegati uno all&amp;rsquo;altro da utilizzare all&amp;rsquo;interno del CERN, rendendo possibile passare da un documento all&amp;rsquo;altro cliccando sui link presenti nei documenti stessi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;idea nemmeno troppo nuova, il concetto di &lt;em&gt;ipertesto&lt;/em&gt; era stato introdotto da &lt;a href=&#34;http://info.cern.ch/hypertext/WWW/Xanadu.html#Nelson&#34;&gt;Ted Nelson&lt;/a&gt; già a metà degli anni &amp;lsquo;60 ed era stato reso popolare da Apple con il suo linguaggio &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/HyperCard&#34;&gt;HyperCard&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo sito web sviluppato Tim Berners-Lee è &lt;a href=&#34;http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html&#34;&gt;ancora online&lt;/a&gt;, ed è un&amp;rsquo;ottimo modo per accedere ai documenti originali che sono alla base del web come lo conosciamo oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora, per celebrare il trentesimo anniversario del web, il CERN ha messo online un emulatore del &lt;a href=&#34;https://worldwideweb.cern.ch/&#34;&gt;browser WorldWideWeb originale&lt;/a&gt; scritto da Tim Berners-Lee, che gira tranquillamente all&amp;rsquo;interno di un qualunque browser odierno. L&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di &lt;a href=&#34;https://worldwideweb.cern.ch/&#34;&gt;WorldWideWeb&lt;/a&gt; è infinitamente meno soddisfacente di quello a cui siamo abituati oggi, ma vale la pena provare in prima persona una tecnologia che ha avuto effetti straordinari e assolutamente imprevedibili sulla vita di tutti noi. Anche se non ci sono le immagini, i siti odierni sono ancora perfettamente fruibili, sembra di usare un browser testuale come &lt;a href=&#34;http://links.twibright.com/&#34;&gt;Links&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://lynx.invisible-island.net/&#34;&gt;Lynx&lt;/a&gt;. L&amp;rsquo;unica accortezza è ricordarsi che per attivare i link c&amp;rsquo;è bisogno di un doppio click, il click singolo a cui siamo abituati arriverà solo qualche tempo dopo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora perché non provare a leggere questo blog tramite il browser originale di Tim Berners-Lee? Io ci ho provato, e non è nemmeno troppo difficile. Basta lanciare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://worldwideweb.cern.ch/&#34;&gt;emulatore di WorldWideWeb&lt;/a&gt;, cliccare sulla voce &lt;code&gt;Document&lt;/code&gt; del menu laterale e poi su &lt;code&gt;Open from full document reference&lt;/code&gt;. A questo punto bisogna scrivere (o incollare) nel campo &lt;code&gt;Reference&lt;/code&gt; l&amp;rsquo;indirizzo web completo di melabit, &lt;code&gt;https://melabit.wordpress.com&lt;/code&gt;, e cliccare sul grosso (e brutto) bottone &lt;code&gt;Open&lt;/code&gt; di destra. Quello che succede si può vedere qui sotto (cliccando sulle immaginini si aprono le versioni in alta risoluzione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/02/worldwideweb.png&#34; target=&#34;_blank&#34;&gt;&#xA;    &lt;img align=&#34;center&#34; src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/02/worldwideweb.png&#34;/&gt;&#xA;&lt;/a&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/02/worldwideweb-multiple-windows.png&#34; target=&#34;_blank&#34;&gt;&#xA;    &lt;img align=&#34;center&#34; src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/02/worldwideweb-multiple-windows.png&#34;/&gt;&#xA;&lt;/a&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente immagini e niente colori, i caratteri speciali vengono resi con i codici HTML (l&amp;rsquo;apostrofo ad esempio diventa &lt;code&gt;&amp;amp;&lt;/code&gt;&lt;code&gt;#8217;&lt;/code&gt;), il font è quello ancora &lt;a href=&#34;https://worldwideweb.cern.ch/typography/&#34;&gt;&lt;em&gt;pixellato&lt;/em&gt; del NeXT&lt;/a&gt;, cliccando sui link si aprono delle nuove finestre invece che nuove schede come nei browser moderni, la barra di scorrimento della finestra è a sinistra e non a destra come siamo abituati ora. Però a parte queste minuzie, il blog è perfettamente fruibile, anche se stiamo usando uno strumento pensato e sviluppato ben trent&amp;rsquo;anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Affascinante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da cui deriva la tripletta &amp;ldquo;www&amp;rdquo;, utilizzata da allora per indicare il web.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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