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    <title>Ipad on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Ipad on Melabit</description>
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    <lastBuildDate>Sun, 29 Jan 2023 06:00:00 +0000</lastBuildDate>
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      <title>L&#39;anniversario della presentazione dell&#39;iPad secondo ChatGPT</title>
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      <pubDate>Sun, 29 Jan 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ho colto al volo l&amp;rsquo;occasione dell&amp;rsquo;anniversario della &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=OBhYxj2SvRI&#34;&gt;presentazione dell&amp;rsquo;iPad&lt;/a&gt; per far scrivere a &lt;a href=&#34;https://chat.openai.com&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt; un post sull&amp;rsquo;argomento. Io mi sono limitato a qualche notarella tecnica e a un breve commento finale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Domanda&lt;/strong&gt;: Scrivi un post per un blog in tono tecnico sul recente anniversario della presentazione dell&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Risposta&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;Il 27 gennaio 2010, Apple Inc. ha presentato il primo iPad, un tablet computer che utilizza un display multi-touch da 9,7 pollici e si basa sul sistema operativo iOS. Il dispositivo era alimentato dal chip A4 di Apple, che presentava un CPU Cortex-A8 da 1 GHz e una GPU PowerVR SGX535, fornendo all&amp;rsquo;iPad una notevole potenza computazionale per l&amp;rsquo;epoca. Il dispositivo è stato inizialmente rilasciato in tre capacità di archiviazione (16 GB, 32 GB e 64 GB) e con un prezzo di partenza di 499 dollari.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Al momento del lancio, l&amp;rsquo;iPad ha ricevuto reazioni miste dalla comunità tecnologica, con alcuni che lodavano il suo potenziale come dispositivo rivoluzionario per la navigazione web, l&amp;rsquo;email, le foto e la visione di video, mentre altri lo respingevano come un &amp;ldquo;gigantesco iPhone&amp;rdquo; con un&amp;rsquo;appeal limitato. Tuttavia, questi dubbi sono stati presto dissipati in quanto l&amp;rsquo;iPad è diventato rapidamente un dispositivo popolare, con Apple che ha venduto oltre 15 milioni di unità nei primi nove mesi dal lancio.&lt;/em&gt;&#xA;&lt;em&gt;Uno dei fattori chiave che ha contribuito al successo dell&amp;rsquo;iPad è stata la sua capacità di eseguire una vasta gamma di app, grazie al suo hardware potente e al sistema operativo iOS. Ciò ha permesso di eseguire una varietà di compiti sul dispositivo, come la navigazione web, l&amp;rsquo;invio di email, la modifica di documenti, la visione di video e i giochi. Il display grande dell&amp;rsquo;iPad lo ha inoltre reso ideale per la fruizione di media, soprattutto per la lettura di libri, riviste e giornali.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;L&amp;rsquo;interfaccia touch dell&amp;rsquo;iPad, il suo design semplice e l&amp;rsquo;accessibilità hanno anche svolto un ruolo significativo nel suo successo. Ciò ha reso il dispositivo facile da usare per persone di tutte le età e livelli di abilità, espandendo così il mercato dei tablet, che era stato precedentemente limitato a nicchie come le imprese e i designer.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;La presentazione dell&amp;rsquo;iPad ha anche avuto un impatto significativo sul mercato dei tablet nel suo insieme. Prima dell&amp;rsquo;iPad, i dispositivi tablet venivano principalmente utilizzati per compiti specifici come l&amp;rsquo;inserimento di dati e la progettazione grafica. Tuttavia, il successo dell&amp;rsquo;iPad ha stabilito il tablet come un dispositivo a scopo generale, adatto a una vasta gamma di compiti. Ciò ha portato allo sviluppo di una var&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come potete vedere la risposta si interrompe all&amp;rsquo;improvviso, ci sarà forse un limite tecnico sulla lunghezza delle risposte ma non è chiarissimo, visto che il testo contiene 366 parole  e 2267 caratteri.&#xA;Per verificare che non sia stato un problema tecnico (ChatGPT in questi giorni è ai limiti della sua capacità) ho anche provato a rigenerare il testo, ma anche questa volta il testo si interrompe a metà, dopo 358 parole e 2280 caratteri. In ogni caso la risposta è praticamente identica e ve la risparmio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Facendo scrivere a ChatGPT un post equivalente in inglese il risultato è, come prevedibile, praticamente uguale al testo in italiano, probabilmente perché ChatGPT può leggere e scrivere in qualunque lingua (o quasi) ma &lt;em&gt;pensa&lt;/em&gt; sempre e solo in inglese.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2023-01-29-l-anniversario-della-presentazione-dell-ipad-secondo-chatgpt/chatgpt-ipad.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Che dire del risultato? Francamente mi sembra più interessante leggere la lista della spesa, non c&amp;rsquo;è nessun calore, è tutto piatto e senza vita come un comunicato stampa. Il testo scritto da ChatGPT è un semplice elenco di fatti, una rielaborazione piatta di pagine e pagine di notizie presenti sul web, senza che questo elenco diventi una storia degna di essere letta. Un umano potrebbe fare sicuramente di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema con ChatGPT è che ce l&amp;rsquo;hanno &lt;em&gt;venduto&lt;/em&gt; come la soluzione per tutto, sostituito dello scrittore, terrore degli insegnanti (e manna per gli insegnati), sistema di sviluppo, motore di ricerca intelligente, manca solo che risolva il problema della fame nel mondo e siamo a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece ChatGPT è solo un software con un&amp;rsquo;ottima memoria, un software che ha letto e ricorda praticamente tutto lo scibile umano, un software che, quando risponde alle nostre domande, va a prendere una cosa da qui e una da lì, senza avere la minima idea di cosa significhi. ChatGPT è un perfetto robot statistico, nulla di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se gli si fanno fare cose adatte a &lt;em&gt;lui&lt;/em&gt;, ChatGPT è eccezionale, basta solo non chiedergli di essere creativo, non fa per lui. Direi che, per ora, noi scrittori in erba possiamo dormire sonni tranquilli.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Il (mio) gioco dell&#39;estate</title>
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      <pubDate>Fri, 21 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono un gran giocatore, però mi piace giocare con l&amp;rsquo;iPad la sera prima di dormire oppure in vacanza in estate. Niente di complicato, i giochi con troppe regole mi annoiano, ancora di più lo fanno i &lt;em&gt;platform&lt;/em&gt;, dove devi ripetere sempre gli stessi movimenti nella sequenza corretta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna su iOS c&amp;rsquo;è un&amp;rsquo;ampia scelta per tutti i gusti e ogni anno sono riuscito a trovare il gioco che mi ha accompagnato per tutte le vacanze, il mio personale &amp;ldquo;gioco dell&amp;rsquo;estate&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quest&amp;rsquo;anno è toccato a &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/colorzzle/id1320446970?&#34;&gt;Colorzzle&lt;/a&gt;, il tipico &lt;em&gt;casual game&lt;/em&gt; da fare quando si hanno cinque minuti liberi, abbastanza complicato da essere interessante, ma non troppo da scoraggiare alle prime difficoltà. Graficamente è molto bello, non arriva ai vertici di &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/monument-valley/id728293409&#34;&gt;Monument Valley&lt;/a&gt;, ma si difende degnamente. E poi costa solo un caffé ed è senza pubblicitò, una cosa che sta diventando sempre più rara.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Peccato solo che sia davvero troppo corto, solo 106 livelli. Quella che vedete qui sotto è la soluzione dell&amp;rsquo;ultimo livello (che secondo me non è il più difficile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/colorzzle-106.gif&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma non avevo detto che il mio gioco per l&amp;rsquo;estate mi accompagna per tutte le vacanze? In effetti, finora le mie vacanze di quest&amp;rsquo;anno sono durate più o meno come Colorzzle&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Fare i compiti con l&#39;iPad e l&#39;Apple Pencil</title>
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      <pubDate>Wed, 03 Jun 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/05/ure.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Il canale Slack &lt;a href=&#34;https://goedel.slack.com&#34;&gt;Goedel&lt;/a&gt; di &lt;a href=&#34;https://macintelligence.org/&#34;&gt;Lucio &amp;ldquo;Lux&amp;rdquo; Bragagnolo&lt;/a&gt; è una miniera di discussioni stimolanti (se non siete iscritti fatelo, non ve ne pentirete). Qualche giorno fa Eugenio chiede:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;[&amp;hellip;] per mio figlio ho preso un iPad 7 generazione, la differenza con il 4 si sente tutta [&amp;hellip;].&#xA;Ora avrei bisogno del vostro aiuto per un software di annotazioni. Siccome la scuola sarà pure diventata &amp;ldquo;digitale&amp;rdquo; ma i professori ancora ragionano &amp;ldquo;analogico&amp;rdquo;, c’è una professoressa che invia dei PDF (anche piuttosto corposi) che i ragazzi devono stampare, eseguire degli esercizi, fotografare e rinviare alla docente. Siccome volevo evitare l’acquisto di una stampante solo per questo motivo c’è qualcuno che usa Apple Pencil con Notability o Good Notes (mi sembrano i migliori leggendo le recensioni) disponibile a farmi alcune prove su un PDF? [&amp;hellip;]&#xA;Aggiungo una richiesta al volo, da Notability si riescono ad esportare singole pagine in PDF?  Con Anteprima su Mac è un gioco da ragazzi, su iPad non ho ancora trovato una soluzione.&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci offriamo subito di dargli una mano e basta pochissimo per accorgersi che i risultati vanno molto al di là delle aspettative: un iPad moderno, non solo il Pro ma anche un normalissimo iPad modello base da 400 euro, è in grado di gestire agevolmente i grossi file PDF inviati dalla professoressa, aprendoli con &lt;a href=&#34;https://www.gingerlabs.com/&#34;&gt;Notability&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.goodnotes.com/&#34;&gt;GoodNotes&lt;/a&gt; ma anche con &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT206481&#34;&gt;File&lt;/a&gt; (l&amp;rsquo;applicazione per la gestione dei file integrata da Apple nelle ultime versioni di iOS), e scrivendoci sopra con l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/apple-pencil/&#34;&gt;Apple Pencil&lt;/a&gt;, quello che secondo me è di gran lunga il miglior accessorio per l&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Stefano usa un setup di alto livello, iPad Pro 12.9&amp;quot; e Apple Pencil di seconda generazione, e riporta che:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Premessa: possiedo un iPad Pro 2018 da 12,9”. Ho scaricato il file e aperto il documento prima in Documents poi in Notability.&#xA;In Documents l’apertura del file è immediata ma l’esperienza di editing con la Apple Pencil (seconda generazione) non è il massimo. Ma l’esportazione in PDF una volta eseguita la modifica del file è molto veloce.&#xA;In Notability a mio avviso ottieni il massimo dell’esperienza utente nel fare editing di in un PDF con Apple Pencil: tutto molto fluido. L’esportazione successiva in formato PDF del lavoro svolto richiede circa 20 secondi (file size 27.3 MB). [&amp;hellip;]&#xA;Non ho avuto alcun problema con Documents ma il tratto di tocco e fluidità che offre Notability è migliore.&#xA;L’esportazione del PDF in Notability ha impiegato un lasso di tempo non degno del Pro (ben un minuto!) ma alla fine ha completato il task. Si, credo che la dimensione del file sia la causa di tutto.&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche un iPad ultimo modello da 10.2&amp;quot; accoppiato ad una Apple Pencil di prima generazione, come quello che uso io, funziona alla grande, non arriverà di sicuro alle prestazioni di un iPad Pro, ma per quello che costa non c&amp;rsquo;è proprio da lamentarsi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Ho provato ad aprire e ad editare il tuo documento sia con Documents che con Notability e Notes+ usando un iPad (non Pro) ultimo modello da 10.2&amp;rdquo;. [&amp;hellip;]&#xA;Notability fra quelli che ho provato è il top: apre il documento in un attimo, lo scorrimento o lo zoom sono fluidi, si può scrivere con molta facilità negli spazi disponibili. Anche l&amp;rsquo;esportazione è ottima, ci sono un sacco di opzioni e si può scegliere di esportare solo alcune pagine selezionandole in modo visuale. Non sono invece riuscito a esportare tutto il file dopo averlo editato, Notability mi dice che è troppo grosso, la soluzione ovvia sarebbe quella di rimetterlo su iCloud e continuare da lì.&#xA;È chiaro che sarebbe meglio rimpicciolire il pdf prima di importarlo. Se la prof non sa come si fa e non si può insegnarglielo, magari puoi farlo tu stesso con il Mac prima di passarlo all&amp;rsquo;iPad, io uso PDF Toolkit+, soldi spesi benissimo.&#xA;Ho provato anche Notes+ Plus, ci sono alcuni aspetti utili come l&amp;rsquo;area di zoom molto comoda, ma in realtà con una Apple Pencil non è necessario, si può benissimo scrivere sullo schermo senza paura di segni spuri. Purtroppo Notes+ ha un lag fastidioso quando si scrive e anche l&amp;rsquo;esportazione delle singole pagine è meno comoda che con Notability, perché bisogna inserire a mano i numeri di pagina desiderati, che naturalmente non si ricordano mai la prima volta.&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Basterebbe solo questo per chiudere la questione. Ma l&amp;rsquo;argomento è stimolante, le scuole sono ancora chiuse causa emergenza COVID-19 e l&amp;rsquo;insegnamento online sta cambiando, anche se lentamente, le modalità assestate di fare lezione e di studiare. In più, da un anno mi occupo per motivi professionali di file PDF, per cui decido di dedicare qualche ora ad approfondire il problema. Ed ecco un riassunto di quello che ho trovato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Notability.&lt;/strong&gt; Fra tutti i programmi di annotazione che ho provato, Notability è di gran lunga il migliore, in particolare se viene accoppiato ad una Apple Pencil. Importare un documento PDF in una nuova nota è un attimo, lo scorrimento del file è fluido e anche tutte le altre funzioni si attivano senza il minimo intoppo. Posso ingrandire leggermente la pagina e svolgere gli esercizi, proprio come se stessi usando un foglio di carta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/05/notability.gif&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;Figura 1. Scrittura su una pagina di un documento PDF con Notability e l&amp;rsquo;Apple Pencil.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con uno schermo più grande come quello da quasi tredici pollici dell&amp;rsquo;iPad Pro avrei a disposizione un vero foglio A4, ma in fondo dover zoomare (poco) per poter svolgere comodamente gli esercizi è solo un piccolo fastidio, soprattutto se si pensa al costo, poco meno di 600 euro, della configurazione che sto usando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro grosso punto a favore di Notability riguarda le funzioni di importazione ed esportazione. Posso importare il file PDF da tutti i principali servizi di archiviazione cloud, da File (e quindi da iCloud) a Dropbox, da Google Drive a OneDrive e perfino da Box o da un server Webdav. Posso decidere di importare l&amp;rsquo;intero documento o solo alcune pagine, selezionando con il tocco le miniature di ciascuna pagina. Posso esportare il documento in formato PDF o come immagini (oltre che nel formato nativo di Notability) e, come per l&amp;rsquo;importazione, posso inviarlo a tutti i servizi di archiviazione cloud già menzionati e selezionare con facilità le pagine da esportare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unica vera limitazione di Notability riguarda l&amp;rsquo;impossibilità di inviare l&amp;rsquo;intero documento via Gmail, ma questo dipende dal fatto che il file di partenza è troppo grosso per essere gestito direttamente da Gmail (che ha un limite di 25 MB per gli allegati). Poco male, visto che si può usare il cloud e condividere via mail solo il link. Oppure si può &lt;em&gt;rimpicciolire&lt;/em&gt; preventivamente il file PDF, ma di questo parleremo un&amp;rsquo;altra volta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;width:100%; float:left;&#34;&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;width:30%; float:left; margin:10px;&#34;&gt;&#xA;&lt;p style=&#34;text-align:center;&#34;&gt;(a)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img align=&#34;top&#34; style=&#34;border:1px solid #ddd; border-radius:4px; padding:5px;&#34; src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/05/notability-esportazione-1.jpg&#34; alt=&#34;Notability: esportazione tramite email&#34; /&gt;&#xA;&lt;/div&gt; &#xA;&lt;div style=&#34;width:30%; float:left; margin:10px;&#34;&gt;&#xA;&lt;p style=&#34;text-align:center;&#34;&gt;(b)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img align=&#34;top&#34; style=&#34;border:1px solid #ddd; border-radius:4px; padding:5px;&#34; src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/05/notability-esportazione-2.jpg&#34; alt=&#34;Notability: opzioni esportazione tramite email&#34; /&gt;&#xA;&lt;/div&gt; &#xA;&lt;div style=&#34;width:30%; float:left; margin:10px;&#34;&gt;&#xA;&lt;p style=&#34;text-align:center;&#34;&gt;(c)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img align=&#34;top&#34; style=&#34;border:1px solid #ddd; border-radius:4px; padding:5px;&#34; src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/05/notability-esportazione-3.jpg&#34; alt=&#34;Notability: selezione pagine da esportare&#34; /&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;&lt;p&gt;Figura 2. Esportazione da Notability: (a) selezione del servizio di esportazione, (b) opzioni di esportazione tramite email, (c) scelta delle pagine da esportare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Notes Plus.&lt;/strong&gt; Di Notes Plus &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/05/11/scrivere-a-mano-sull-ipad/&#34;&gt;ho già parlato due anni fa&lt;/a&gt; e continua ad essere la mia applicazione preferita per prendere note a mano sul mio venerando iPad 3, soprattutto perché permette di scrivere agevolmente su un&amp;rsquo;area ingrandita del foglio virtuale dell&amp;rsquo;iPad anche usando una penna da pochi soldi (e perfino il dito). Si può fare anche con Notability, ma in questo caso l&amp;rsquo;implementazione è decisamente meno efficace di quella di Notes Plus.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo Notes Plus risente il peso degli anni e le sue funzioni non sono state aggiornate a sufficienza per far fronte alla concorrenza di Notability. Lo si vede quando si prova ad importare il file PDF di Eugenio: Notes Plus supporta solo Dropbox e Google Drive, oltre che naturalmente File e quindi iCloud. Non è male, ma rispetto a Notability sembra un po&amp;rsquo; pochino. Lo stesso vale per l&amp;rsquo;esportazione: posso esportare tutto il file o solo alcune pagine, ma devo scrivere a mano i numeri di pagina che desidero, molto comodo per chi ha esperienza e deve fare selezioni complesse, molto meno per l&amp;rsquo;utente medio. Anche i servizi cloud di esportazione sono un po&amp;rsquo; troppo limitati rispetto a Notability.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quello che è davvero seccante è il leggerissimo &lt;em&gt;lag&lt;/em&gt; che si avverte quando si prova a scrivere sull&amp;rsquo;iPad con l&amp;rsquo;Apple Pencil. È appena percettibile, è vero, ma dà fastidio lo stesso, ed è inaccettabile per un programma così vecchio e blasonato,  e che costa pure un pelo più di Notability. Quest&amp;rsquo;ultimo, da parte sua, non sa nemmeno cosa significhi il termine &lt;em&gt;lag&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/06/notes-plus.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;Figura 3. Scrittura su una pagina di un documento PDF con Notes Plus e l&amp;rsquo;Apple Pencil.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;GoodNotes.&lt;/strong&gt; Due parole anche su GoodNotes 4.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Ammetto di non averlo provato più di tanto, ma l&amp;rsquo;impressione è che si comporti altrettanto bene di Notability. L&amp;rsquo;unica nota negativa di GoodNotes è che permette di esportare tutto il file oppure solo la pagina corrente.&#xA;Ma a parte questo dettaglio, usare una o l&amp;rsquo;altra app è più che altro una questione di gusti personali o di dettagli accessori, come la gradevolezza dell&amp;rsquo;interfaccia grafica o la possibilità, che solo Notability offre, di sincronizzare i documenti con il Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;File.&lt;/strong&gt; Chi non vuole spendere nemmeno un centesimo o non ha bisogno di usare le funzioni più sofisticate di Notability o GoodNotes, può tranquillamente usare l&amp;rsquo;app File integrata in iOS. È una applicazione minimale, ma per scrivere sul file PDF e poi inviare il documento alla professoressa va più che bene. Secondo Stefano, Files è meno fluido di Notability, io francamente non me ne sono accorto, ma potrebbe trattarsi di sensibilità diverse. Oppure l&amp;rsquo;iPad Pro è così veloce che esalta anche queste piccolissime differenze, che invece con un iPad &lt;em&gt;liscio&lt;/em&gt; rimangono nascoste.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;E chi non ha un iPad abbastanza recente, magari uno di quelli &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT211029&#34;&gt;non compatibili con l&amp;rsquo;Apple Pencil&lt;/a&gt;? Ci sono speranze di poterlo ancora usare per degli scopi come quello appena descritto? La risposta è sì, ma bisogna accettare qualche compromesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per verificarlo, ho provato a ripetere le prove precedenti con il mio vecchio iPad 3, un tablet che ormai ha ben otto anni ma che continua a funzionare perfettamente, anche se ormai fatica a gestire le (poche) app recenti ancora compatibili (quelle più vecchie non hanno grossi problemi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con &lt;strong&gt;Notability&lt;/strong&gt; non ho avuto nessun problema. Anche se il file proposto da Eugenio è piuttosto grosso, Notability riesce lo stesso ad importarlo in pochi secondi e lo scorrimento lungo il file ha una fluidità più che accettabile. La scrittura, perfino con una normalissima penna con la punta &amp;ldquo;gommosa&amp;rdquo;, è piuttosto comoda, basta solo avere l&amp;rsquo;accortezza di ingrandire a sufficienza l&amp;rsquo;area di scrittura, a causa della minore precisione delle penne passive rispetto all&amp;rsquo;Apple Pencil. Nessun problema nemmeno per l&amp;rsquo;esportazione, veloce in assoluto, e ancora di più se si pensa che si tratta di un tablet di ben otto anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche &lt;strong&gt;GoodNotes&lt;/strong&gt; si comporta molto bene, più o meno come Notability, e come dicevo prima usare l&amp;rsquo;una o l&amp;rsquo;altra app è più che altro una questione di gusti personali. Inutile dilungarsi oltre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La vera sorpresa, ma in negativo, è &lt;strong&gt;Notes Plus&lt;/strong&gt;, troppo lento a scorrere il file, e con un &lt;em&gt;lag&lt;/em&gt; in scrittura che ora diventa quasi una tortura. Praticamente inutilizzabile, un vero peccato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho provato anche altre app della mia collezione ma tutte con difetti così seri da renderle di fatto inutilizzabili. La peggiore in assoluto è &lt;strong&gt;Creative Notes&lt;/strong&gt;, che non solo pasticcia durante l&amp;rsquo;importazione, inserendo a caso più fogli del documento PDF nella stessa pagina, ma che richiede un acquisto in-app per effettuare l&amp;rsquo;esportazione. Una cosa legittima, sia chiaro, quello che non è legittimo è che non si degni di avvisarti prima di farti accedere all&amp;rsquo;App Store. Sembra proprio la classica trappola per i meno esperti, abituati a cliccare senza pensarci troppo. Di app truffaldine come queste non se ne sente proprio il bisogno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usandolo poco, non l&amp;rsquo;ho mai aggiornato alla versione 5, la più recente disponibile sull&amp;rsquo;App Store.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Come installare le vecchie versioni delle app su iOS - Seconda parte: quando le app non le abbiamo già acquistate</title>
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      <pubDate>Thu, 09 May 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/05/02/come-installare-le-vecchie-versioni-delle-app-su-ios/&#34;&gt;precedente&lt;/a&gt; si concludeva con la domanda: è possibile installare la versione compatibile con il nostro dispositivo iOS di una &lt;em&gt;qualunque&lt;/em&gt; app dell&amp;rsquo;App Store, e non solo di quelle che abbiamo già acquistato in passato?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria non è possibile, in pratica ci sono alcuni modi semplici e perfettamente legali per risolvere il problema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Naturalmente i metodi descritti qui funzionano con le app che, diciamo così, hanno una &lt;em&gt;storia&lt;/em&gt;, cioè sono state rilasciate in passato almeno per la &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; di iOS che usiamo sul nostro dispositivo, non per le nuove app sviluppate solo per iOS 11 e 12.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte il primo, tutti i metodi descritti si basano sul fatto di poter installare su macOS una versione di iTunes precedente alla &lt;em&gt;famigerata&lt;/em&gt; (almeno per i nostri scopi) versione 12.7 di settembre 2017, a partire dalla quale Apple ha &lt;a href=&#34;http://osxdaily.com/2017/09/13/itunes-12-7-update-removes-app-store/&#34;&gt;rimosso da iTunes il supporto all&amp;rsquo;App Store di iOS&lt;/a&gt;, cioè la possibilità di &lt;em&gt;acquistare&lt;/em&gt; e scaricare le applicazioni per iOS direttamente da iTunes. Come sempre, ogni volta che nel seguito mi riferirò all&amp;rsquo;iPad, sarà sottinteso che quanto detto vale anche per l&amp;rsquo;iPhone e l&amp;rsquo;iPod Touch.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Metodo #1&lt;/strong&gt;. Questo metodo presuppone di avere a disposizione un dispositivo recente su cui gira iOS 11 o meglio ancora iOS 12, sul quale installare l&amp;rsquo;ultima versione disponibile dell&amp;rsquo;app che ci interessa. Fatto questo, l&amp;rsquo;app diventa nostra e compare nella lista delle app acquistate di &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt; i nostri dispositivi iOS, fra cui l&amp;rsquo;iPad &lt;em&gt;d&amp;rsquo;antan&lt;/em&gt; che ci ostiniamo ad usare.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se ora apriamo l&amp;rsquo;App Store sull&amp;rsquo;iPad, ci basterà cliccare sull&amp;rsquo;icona della nuvola associata all&amp;rsquo;app in questione per far comparire la solita richiesta di installare la versione compatibile con il dispositivo che stiamo usando. Una volta accettata la richiesta, inizierà immediatamente l&amp;rsquo;installazione dell&amp;rsquo;app desiderata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Metodo #2&lt;/strong&gt;. Se abbiamo da qualche parte un vecchio Mac che prende polvere, possiamo usarlo per installare una versione relativamente recente di macOS che non contenga iTunes 12.7, magari El Capitan che, fra le versioni di macOS degli ultimi anni, è in assoluto la versione che preferisco (chi non ce l&amp;rsquo;ha, può scaricare El Capitan &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/29/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-high-sierra-a-el-capitan/&#34;&gt;seguendo queste istruzioni&lt;/a&gt;). Se la macchina è davvero molto vecchia, una ottima alternativa può essere Mountain Lion.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se per qualche ragione non possiamo usare il vecchio Mac per scaricare la release di macOS desiderata e non disponiamo di una chiavetta USB (o eventualmente di un DVD) di installazione, possiamo sempre &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/12/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/&#34;&gt;reinstallare macOS&lt;/a&gt; sfruttando la funzione &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201314&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, con la quale si può ripristinare la versione più recente di macOS già installata su quel Mac, oppure l’ultima versione compatibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta installato macOS, possiamo lanciare iTunes, configurarlo in modo da mostrare l&amp;rsquo;App Store (per i dettagli, si vedano le immagini nella sezione relativa al metodo #4) e &lt;em&gt;acquistare&lt;/em&gt; dall&amp;rsquo;App Store l&amp;rsquo;app che ci interessa. Le vecchie versioni di iTunes, infatti, permettevano di &lt;em&gt;acquistare&lt;/em&gt; e scaricare le app per iOS direttamente dall&amp;rsquo;interfaccia di iTunes; queste venivano installate in un secondo momento sincronizzando il proprio dispositivo iOS con iTunes e si poteva perfino decidere la schermata nella quale dovevano essere visualizzate. L&amp;rsquo;app acquistata tramite iTunes diventerà nostra a tutti gli effetti e basterà andare sull&amp;rsquo;App Store dell&amp;rsquo;iPad e seguire le istruzioni del metodo precedente per installarla sul nostro dispositivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Metodo #3&lt;/strong&gt;. In teoria si potrebbe &lt;em&gt;downgradare&lt;/em&gt; iTunes alla versione 12.6 sul Mac che usiamo ogni giorno, ripristinando così l&amp;rsquo;accesso all&amp;rsquo;App Store tramite iTunes già descritto nel metodo #2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica, il processo di downgrade di iTunes può portare tanti di quei problemi che è meglio non rischiare ed usare invece una macchina virtuale, come descritto nel metodo successivo. Evito di proposito di inserire dei link agli articoli che spiegano come eseguire il downgrade di iTunes, chi decidesse lo stesso di farlo è avvertito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Metodo #4&lt;/strong&gt;. Quest&amp;rsquo;ultimo metodo è il più complicato ma anche il più interessante, perché non richiede di avere a disposizione un vecchio Mac oppure un dispositivo iOS recente su cui giri iOS 12 (o almeno 11).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo caso dobbiamo utilizzare un emulatore come &lt;a href=&#34;https://www.vmware.com/it/products/fusion.html&#34;&gt;VMWare Fusion&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.parallels.com/it/landingpage/pd/windows-on-mac/&#34;&gt;Parallels Desktop&lt;/a&gt; (commerciali) oppure l&amp;rsquo;ottimo &lt;a href=&#34;https://www.virtualbox.org/&#34;&gt;Virtual Box&lt;/a&gt; (open source). L&amp;rsquo;emulatore verrà usato per creare una macchina virtuale nella quale installare una vecchia versione di macOS che contenga una versione di iTunes precedente alla versione 12.7 di settembre 2017 (a partire dalla quale, come ricordato all&amp;rsquo;inizio dell&amp;rsquo;articolo, non è più possibile gestire le app per iOS direttamente da iTunes).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna, da qualche anno Apple consente di installare macOS in un emulatore a tutti coloro che hanno acquistato un Mac e dispongono della licenza per la release di macOS che installano nell&amp;rsquo;emulatore. Di conseguenza, per installare macOS in una macchina virtuale bisogna prima aver scaricato dall&amp;rsquo;App Store del Mac la release di macOS che vogliamo usare. Chi vuole rinfrescarsi la memoria, può leggere qui come &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/10/29/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-high-sierra-a-el-capitan/&#34;&gt;scaricare le release di macOS da El Capitan in poi&lt;/a&gt;, oppure come &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/11/12/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-da-yosemite-a-lion/&#34;&gt;scaricare le release di macOS precedenti a El Capitan&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta installato macOS in una macchina virtuale, dobbiamo eseguire iTunes all&amp;rsquo;interno della macchina virtuale e collegarlo al nostro account sull&amp;rsquo;App Store esattamente come si fa su un Mac &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt;. È possibile che all&amp;rsquo;avvio iTunes ci chieda se vogliamo aggiornarlo ad una versione più recente. Naturalmente dobbiamo rispondere di no, magari cliccando prima sull&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Non chiedermelo più&lt;/code&gt; in modo da tacitarlo per un po&#39;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-01.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per motivi che mi sono sempre sfuggiti, l&amp;rsquo;App Store di iOS non è attivo di default in iTunes. Per attivarlo bisogna lanciare iTunes, cliccare sul menu a comparsa visibile in alto a sinistra (quello con la scritta &lt;code&gt;Musica&lt;/code&gt;), selezionare la voce &lt;code&gt;Modifica menu...&lt;/code&gt; e infine attivare il segno di spunta accanto alla  voce &lt;code&gt;App&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-02.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-03.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-04.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-05.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fatto questo possiamo accedere all&amp;rsquo;App Store di iOS tramite iTunes.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-06.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-07.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se ora andiamo a guardare cosa contiene la nostra &lt;code&gt;Libreria &lt;/code&gt;, noteremo che è completamente vuota. La &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; di iTunes su macOS, infatti, mostra di default solo le app scaricate tramite &lt;em&gt;quella copia&lt;/em&gt; di iTunes, non tutte quelle che abbiamo a disposizione (le istruzioni per sincronizzare le nostre app con la libreria di iTunes si trovano in Appendice).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-08.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Solo quando &lt;em&gt;acquistiamo&lt;/em&gt; con iTunes una nuova app dall&amp;rsquo;App Store (oppure quando scarichiamo un&amp;rsquo;app che abbiamo già) questa comparirà nella &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; locale di iTunes.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-09.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Come già ricordato più e più volte, l&amp;rsquo;app appena &lt;em&gt;acquistata&lt;/em&gt; tramite iTunes diventa nostra a tutti gli effetti e la ritroveremo immediatamente nella lista delle app di tutti i nostri dispositivi iOS vecchi e nuovi. Basterà collegare l&amp;rsquo;iPad al Mac emulato tramite il cavo USB oppure seguire le istruzioni del metodo #1 per installarla sul nostro vecchio iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando ho pensato per la prima volta a questo articolo ero sicuro che sarebbe bastate una decina di righe per spiegare tutto. Poi mi sono fatto prendere la mano, mi sono venuti in mente altri dettagli e metodi a cui non avevo pensato in un primo momento e l&amp;rsquo;articolo si è esteso molto oltre le previsioni. Mi rendo conto che l&amp;rsquo;argomento possa sembrare piuttosto &lt;em&gt;esoterico&lt;/em&gt;, ma vedo anche che tanti lettori di questo blog sono molto interessati ad estendere il più possibile la vita utile dei propri dispositivi Apple. Del resto, se Apple fa prodotti di qualità che funzionano perfettamente anche dopo parecchi anni (io ne so qualcosa), perché non approfittarne?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;appendice&#34;&gt;Appendice&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Volendo (ma perché?), è possibile sincronizzare tutte le app che abbiano acquistato con la libreria di iTunes del sistema macOS emulato. Per farlo, bisogna cliccare sul link &lt;code&gt;Acquistati&lt;/code&gt; situato nella barra laterale destra ed inserire i dati di login del nostro ID Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-10a.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-11a.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto iTunes interrogherà i server di Apple e scaricherà l&amp;rsquo;elenco completo delle app che abbiamo acquistato nel corso del tempo dall&amp;rsquo;App Store. La sincronizzazione purtroppo è snervante e, quel che è peggio, non c&amp;rsquo;è nessuna indicazione che indichi chiaramente se sta &lt;em&gt;succedendo qualcosa&lt;/em&gt; di significativo o se il sistema si è bloccato. Ma la pazienza alla fine paga: mentre osserviamo lo schermo preoccupati iTunes continua a lavorare dietro le quinte a alla fine riuscirà a far comparire la lista tanto desiderata. Per la mia lista di app ha impiegato almeno mezz&amp;rsquo;ora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/05/itunes-12a.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si noti che non tutte le app per iOS sono &lt;em&gt;universali&lt;/em&gt;, cioè funzionano indifferentemente sull&amp;rsquo;iPad, l&amp;rsquo;iPhone (e l&amp;rsquo;iPod Touch). Per tutte quelle per le quali esiste una versione specifica per il solo iPad o iPhone, dovremo per forza di cose avere a disposizione un dispositivo iOS 11 o 12 corrispondente.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Come installare le vecchie versioni delle app su iOS</title>
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      <pubDate>Thu, 02 May 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Il mio iPad 3 è ormai definitivamente bloccato su iOS 9, ma quasi tutte le app che uso continuano ad essere aggiornate e sempre più spesso le nuove versioni sono compatibili solo con le &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; più recenti di iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Normalmente non ci sono problemi, se le app sono già installate sull&amp;rsquo;iPad iOS non le aggiorna più e tutto finisce qui. Ma cosa succede se abbiamo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/04/29/come-ripristinare-un-ipad-che-non-si-avvia/&#34;&gt;ripristinato l&amp;rsquo;iPad allo stato di fabbrica&lt;/a&gt; e vogliamo reinstallare le app che ci servono? (anche in questo articolo ogni riferimento all&amp;rsquo;iPad sottintende che le stesse considerazioni valgono anche per l&amp;rsquo;iPhone e l&amp;rsquo;iPod Touch).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;unapp-è-per-sempre&#34;&gt;Un&amp;rsquo;app è per sempre&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ha introdotto da qualche anno una funzione (utilissima!), che permette di installare su un vecchio dispositivo iOS l&amp;rsquo;ultima versione compatibile delle app &lt;em&gt;acquistate&lt;/em&gt;, cioè delle app che abbiamo già scaricato dall&amp;rsquo;App Store. Infatti, ogni volta che scarichiamo un&amp;rsquo;app dall&amp;rsquo;App Store, acquisiamo una licenza perpetua per quell&amp;rsquo;app, per cui Apple la considera a tutti gli effetti come se fosse stata acquistata, anche quando l&amp;rsquo;app in effetti è gratuita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo significa che se anni fa abbiamo installato sull&amp;rsquo;iPad l&amp;rsquo;app ABC, la cui ultima versione compatibile con iOS 9 è la 2.3.0, potrò ancora installare sul mio iPad quest&amp;rsquo;ultima versione anche se intanto lo sviluppatore ha continuato ad aggiornarla ed ora l&amp;rsquo;app è arrivata alla versione 4.5.3 e gira solo su iOS 11 e superiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per reinstallare un&amp;rsquo;app basta aprire l&amp;rsquo;App Store sull&amp;rsquo;iPad, cliccare sulla scheda delle app &lt;code&gt;Acquistate&lt;/code&gt; e cercare l&amp;rsquo;app che ci interessa, ad esempio Google Chrome (l&amp;rsquo;immagine qui sotto mostra ancora la &lt;em&gt;vecchia&lt;/em&gt; interfaccia dell&amp;rsquo;App Store perché iOS 9 non supporta l&amp;rsquo;interfaccia pesantemente modificata, e anche molto meno usabile, introdotta da Apple nelle ultime release del suo sistema operativo mobile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-01.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Le app che abbiamo già acquistato hanno accanto l&amp;rsquo;icona di una &lt;em&gt;nuvola&lt;/em&gt;, per cui possono essere reinstallate nella versione corrente (se lo sviluppatore ha deciso di supportare anche le versioni meno recenti di iOS), oppure nell&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il nostro iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto facile? Non proprio, perché in questo meccanismo apparentemente lineare c&amp;rsquo;è un piccolo intoppo. Partiamo dalla schermata mostrata qui sopra e proviamo a toccare l&amp;rsquo;icona di Google Chrome, oppure il nome dell&amp;rsquo;app.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-02.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Si apre una finestra sovrapposta a quella principale con la solita icona della nuvola, a confermare che l&amp;rsquo;app è stato già acquistata ed è disponibile nella nostra &lt;em&gt;nuvola&lt;/em&gt; virtuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-03.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma se proviamo ad installare l&amp;rsquo;app toccando l&amp;rsquo;icona della nuvola, otteniamo un messaggio scoraggiante, &amp;ldquo;Google Chrome non è compatibile con questo iPad&amp;rdquo;, messaggio che non possiamo far altro che accettare toccando la scritta &lt;code&gt;OK&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-04.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Torniamo indietro alla lista delle app, ma questa volta tocchiamo l&amp;rsquo;icona della nuvola accanto a Google Chrome.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-05.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Questa volta l&amp;rsquo;icona si trasformerà immediatamente nell&amp;rsquo;icona rotante, ad indicare che l&amp;rsquo;app è in fase di download.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-06.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo poco comparirà la scritta che ci chiede se vogliamo installare l&amp;rsquo;ultima versione compatibile con il nostro iPad. Toccando &lt;code&gt;Download&lt;/code&gt; potremo finalmente installare Google Chrome sul nostro dispositivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/chrome-07.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Naturalmente quanto detto vale in generale: ogni volta che proviamo ad installare una vecchia versione di un&amp;rsquo;app già acquistata, il successo o meno dell&amp;rsquo;operazione dipende da come procediamo. Sembra un baco piuttosto evidente dell&amp;rsquo;App Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo dubito che Apple rilascerà un update di iOS 9 solo per correggere questo problema, per cui è bene sapere come procedere per riuscire ad installare ancora oggi le app che ci interessano su un vecchio dispositivo iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;e-se-lapp-non-ce-lho&#34;&gt;E se l&amp;rsquo;app non ce l&amp;rsquo;ho?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se l&amp;rsquo;app non l&amp;rsquo;abbiamo già acquistata? È possibile installare una versione compatibile con il nostro dispositivo di una app &lt;em&gt;qualunque&lt;/em&gt;, e non solo di quelle che abbiamo già acquistato in passato? In teoria non è possibile, in pratica ci sono parecchi modi semplici e legali per risolvere il problema. Ma questo lo vedremo la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/05/09/come-installare-le-vecchie-versioni-delle-app-su-ios-seconda-parte-quando-le-app-non-le-abbiamo-gia-acquistate/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Come ripristinare un iPad che non si avvia</title>
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      <pubDate>Mon, 29 Apr 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Prima o poi doveva succedere: il mio venerando iPad 3 all&amp;rsquo;improvviso ha smesso di funzionare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà c&amp;rsquo;erano già stati dei segnali premonitori, prima dei crash improvvisi e apparentemente casuali delle app poi, nelle ultime settimane, dei blocchi completi del sistema (&lt;em&gt;freeze&lt;/em&gt;) che dopo qualche minuto si concludevano con il riavvio spontaneo dell&amp;rsquo;iPad. Avevo attribuito tutte questi malfunzionamenti all&amp;rsquo;età, l&amp;rsquo;iPad ha più di sei anni, è bloccato da tempo su iOS 9 mentre la maggior parte delle app installate continuano ad essere aggiornate e pesano sempre di più sul processore e sul resto dell&amp;rsquo;hardware.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine, durante uno dei soliti cicli di aggiornamento delle app, l&amp;rsquo;iPad ha gettato la spugna, si è spento all&amp;rsquo;improvviso e non è più riuscito ad avviarsi. Non che non ci provasse, ma tutto quello che riusciva a fare era mostrare per qualche secondo il logo con la mela morsicata, per poi spegnersi subito dopo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I dispositivi mobili possono essere soggetti al &lt;em&gt;boot loop&lt;/em&gt;, un ciclo apparentemente infinito di riavvii del sistema operativo seguiti dallo spegnimento improvviso e dal riavvio successivo (a me è successo qualche volta su Android), ma questo comportamento era più strano e meno frequente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-modalità-dfu&#34;&gt;La modalità DFU&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando un dispositivo iOS non riesce ad avviarsi o presenta il &lt;em&gt;boot loop&lt;/em&gt;, la cosa migliore da fare è provare ad attivare la modalità DFU (Device Firmware Update), che permette di aggiornare o di ripristinare il firmware di un iPad o di un iPhone attraverso iTunes, bypassando i problemi che impediscono l&amp;rsquo;avvio del dispositivo (nel seguito, ogni volta che mi riferirò all&amp;rsquo;iPad sarà sottinteso che le stesse considerazioni valgono anche per l&amp;rsquo;iPhone e l&amp;rsquo;iPod Touch).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questa modalità, iTunes prende il controllo del dispositivo e prova ad reinstallare iOS senza cancellare le app e i file presenti nel sistema. Se non riesce a risolvere il malfunzionamento, iTunes passa alla soluzione più drastica, il ripristino completo del dispositivo al cosidetto &amp;ldquo;stato di fabbrica&amp;rdquo; (che poi non è un vero &amp;ldquo;stato di fabbrica&amp;rdquo;, dato che iOS viene comunque aggiornato all&amp;rsquo;ultima versione compatibile), che comporta la cancellazione totale di tutti i dati e le applicazioni presenti sul sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È una soluzione estrema, non c&amp;rsquo;è dubbio, ma è sempre meglio che dover portare l&amp;rsquo;iPad in assistenza. Purtroppo, se dopo il ripristino totale del dispositivo l&amp;rsquo;iPad continua a non funzionare, è molto probabile che ci sia un problema di natura hardware e l&amp;rsquo;unica soluzione seria è rivolgersi all&amp;rsquo;assistenza tecnica Apple (ammesso che ne valga la pena).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;backup-o-no&#34;&gt;Backup o no?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se si leggono le guide che spiegano come attivare la DFU si trova quasi sempre la &lt;a href=&#34;https://www.aranzulla.it/come-mettere-iphone-in-dfu-34880.html&#34;&gt;stessa avvertenza&lt;/a&gt;: prima di attivare la modalità DFU bisogna essere certi di aver fatto un backup recente dell&amp;rsquo;iPad, in modo da poter ripristinare facilmente il sistema dal backup. Grazie tante, peccato che questa indicazione sembri più uno scarico di responsabilità che ad una cosa veramente utile (non a caso il &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201263&#34;&gt;supporto tecnico Apple&lt;/a&gt; non ne fa menzione) e per due motivi:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;se siamo costretti a mettere l&amp;rsquo;iPad in modalità DFU significa che il tablet ha problemi così gravi che è praticamente impossibile riuscire a fare prima un backup (come nel mio caso);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;se un iPad va continuamente in crash o non riesce ad avviarsi perché il software di sistema o le app installate sono corrotte, il ripristino da un backup recente non farebbe altro che ripresentare immediatamente il problema.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questi casi, secondo me, è preferibile ripartire &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; da zero, ripristinando il sistema operativo allo stato di fabbrica e reinstallando e riconfigurando ad una ad una tutte le app che ci interessano. È una cosa noiosissima, lo so, ma è anche il modo migliore per riavere un dispositivo efficiente e privo di problemi. Ed è anche una buona occasione per fare finalmente un po&amp;rsquo; di pulizia, installando solo le app che usiamo veramente e lasciando fuori tutte quelle che teniamo sull&amp;rsquo;iPad solo perché &lt;em&gt;non si sa mai&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-attivare-la-modalità-dfu&#34;&gt;Come attivare la modalità DFU&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Attivare la modalità DFU su un iPad che dispone del tasto Home (il tasto circolare presente sul frontale) non è per niente difficile, basta eseguire questi quattro passi in sequenza:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;chiudere iTunes sul Mac che vogliamo usare per il ripristino;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;collegare l&amp;rsquo;iPad al Mac tramite il suo &lt;a href=&#34;http://www.smacktom.com/blog/wp-content/uploads/2013/02/cable.jpeg&#34;&gt;cavo Lightning o Dock&lt;/a&gt; (quello con il connettore a 30 pin che usa il mio iPad);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;aspettare che iTunes si apra automaticamente, se non lo fa lanciarlo a mano;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;sull&amp;rsquo;iPad, premere contemporaneamente il tasto Home e il tasto di accensione per diversi secondi.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se tutto è andato bene, l&amp;rsquo;iPad si avvia, compare prima il logo della mela e poi una immagine che conferma il collegamento dell&amp;rsquo;iPad a iTunes (mostrata qui sotto). A questo punto è possibile rilasciare i due tasti. Se invece qualcosa è andato storto e l&amp;rsquo;iPad non è riuscito ad entrare in modalità DFU, bisogna solo armarsi di pazienza e riprovare dall&amp;rsquo;inizio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://www.howtogeek.com/wp-content/uploads/2018/10/xiOS_DFU_mode.png.pagespeed.gp&amp;#43;jp&amp;#43;jw&amp;#43;pj&amp;#43;ws&amp;#43;js&amp;#43;rj&amp;#43;rp&amp;#43;rw&amp;#43;ri&amp;#43;cp&amp;#43;md.ic.wZJISXXli5.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per i modelli più recenti di iPad e iPhone che non dispongono del tasto Home, la combinazione di tasti da premere è riportata in &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201263&#34;&gt;questo articolo&lt;/a&gt;. Tutto il resto rimane invariato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto, iTunes ci avvertirà che l&amp;rsquo;iPad ha dei problemi e deve essere aggiornato, senza cancellare dati e applicazioni, oppure ripristinato da zero, cancellando tutto il contenuto precedente del tablet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/update-or-restore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Naturalmente la prima cosa da fare è provare ad aggiornare l&amp;rsquo;iPad, sperando che iTunes riesca a ripristinare il funzionamento corretto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/update.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ma se la situazione è troppo grave per essere corretta con un semplice aggiornamento, sarà lo stesso iTunes a proporre di ripristinare il dispositivo allo stato di fabbrica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/04/restore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto non c&amp;rsquo;è altro da fare che accettare la proposta e andare magari a preparare un caffè o meglio (visti i tempi in gioco) un bel té. Infatti, se non l&amp;rsquo;ha già fatto prima, iTunes scaricherà l&amp;rsquo;ultima versione compatibile di iOS (il tempo di download dipende dal collegamento a internet oltre che dal carico dei server Apple, nel mio caso ci ha messo una buona mezz&amp;rsquo;ora) e la installerà sull&amp;rsquo;iPad, ripristinandolo allo stato di fabbrica. L&amp;rsquo;installazione vera e propria dura una decina di minuti e, una volta conclusa, richiede che l&amp;rsquo;iPad venga riconfigurato esattamente come se l&amp;rsquo;avessimo appena tirato fuori dalla scatola.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna ormai la maggior parte dei dati, prima di tutto i contatti, il calendario, le foto e le email, possono essere ripristinati rapidamente da iCloud o dagli altri servizi di rete. Per il resto, ed in particolare per le app, bisogna armarsi di tanta pazienza e reinstallare tutto a mano. Poco male, se questo significa riuscire da soli a riavere un iPad perfettamente funzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;imprevisti&#34;&gt;Imprevisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa procedura sono riuscito a riavere un iPad perfettamente funzionante e perfino più scattante di quanto fosse in precedenza. Infatti, dato che finora ho installato solo le app che uso davvero e che ci sono molti meno servizi che girano in background e aggiornano i dati delle app, il sistema è meno carico e di conseguenza fornisce prestazioni migliori (sempre tenendo conto dell&amp;rsquo;età dell&amp;rsquo;iPad).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è un piccolo ma, collegato alla reinstallazione delle app su un iPad che non supporta le ultime versioni di iOS. Ma questo sarà l&amp;rsquo;argomento di un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/05/02/come-installare-le-vecchie-versioni-delle-app-su-ios/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Scrivere a mano sull&#39;iPad</title>
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      <pubDate>Fri, 11 May 2018 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Scrivere a mano mi piace. Sono un &lt;em&gt;baby-boomer&lt;/em&gt; e per me usare carta e penna è naturale quanto usare lo smartphone per un adolescente di oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è solo la carta, mi piace anche scrivere a mano sull&amp;rsquo;iPad. Con l&amp;rsquo;applicazione giusta si può usare il tablet come se fosse un vero e proprio foglio di carta, con il vantaggio di poter correggere quello che si scrive o di poter trasformare la scrittura a mano in un testo modificabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scrivere-con-le-app&#34;&gt;Scrivere con le app&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di applicazioni (o come si usa dire per i dispositivi mobili, &lt;em&gt;app&lt;/em&gt;) adatte a questo scopo ce ne sono parecchie &amp;ndash; sul mio iPad ne ho installate anche troppe! &amp;ndash; però alla fine mi ritrovo quasi sempre ad usare &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/us/app/notes-plus/id374211477&#34;&gt;Notes Plus&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di questa app mi piace moltissimo la possibilità di cancellare una parola tracciandoci sopra delle linee a zig zag, proprio come si fa su un foglio di carta, ma in questo caso la parola sparisce &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; dal foglio virtuale. Apprezzo anche che riesca a riconoscere abbastanza bene la mia scrittura, che in certi casi è così orrida che faccio fatica io stesso a capirla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quello che apprezzo di più in assoluto di Notes Plus è la sua area di zoom.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scrivere direttamente sullo schermo dell&amp;rsquo;iPad come se fosse un foglio di carta è veramente scomodo, e produce un testo con caratteri così grandi da essere quasi illeggibili. Con l&amp;rsquo;Apple Pencil le cose sono di certo migliorate tantissimo, ma purtroppo non ho avuto ancora modo di averne una (aspetto il WWDC prima di fare nuovi acquisti) e quindi rimango a quella che è stata finora la mia esperienza diretta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel corso degli anni gli sviluppatori hanno aggiunto alle &lt;em&gt;app&lt;/em&gt; di scrittura sull&amp;rsquo;iPad delle funzioni che dovrebbero eliminare, o almeno attenuare, questo problema, escludendo i tocchi spuri della mano e del polso o proteggendo una parte dello schermo con una specie di tendina virtuale. Tutte cose che però risultano quasi sempre poco efficaci. La tendina virtuale in teoria è una buona idea, ma in pratica diventa una vera dannazione, perché costringe a continue interruzioni nel flusso di scrittura per spostarla sempre più in basso mentre si scrive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto più efficace è invece l&amp;rsquo;area di zoom. Si tratta di una finestrella posta nella parte inferiore dello schermo (ma spesso posizionabile a piacere), che mostra una parte ingrandita dello schermo. Questa finestra permette di scrivere con i caratteri grandi che vengono naturali sull&amp;rsquo;iPad, che poi appaiono sul foglio virtuale della dimensione &lt;em&gt;naturale&lt;/em&gt; a cui siamo abituati quando scriviamo su carta. Con un minimo di pratica si può trovare il rapporto di ingrandimento più adatto alla nostra scrittura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mentre scriviamo, la finestra di zoom si sposta automaticamente lungo la riga e riesce anche ad andare a capo da sola, rendendo il processo così fluido e naturale da non far rimpiangere troppo la carta. Altrettanto facile è passare dall&amp;rsquo;area di zoom al foglio intero, ad esempio per disegnare qualcosa o evidenziare una parte del testo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mi piacerebbe prima o poi riuscire ad analizzare in modo sistematico le funzioni delle diverse app di scrittura per iPad, ma per ora mi limito a notare che l&amp;rsquo;implementatazione dello zoom di Notes Plus mi sembra molto vicina alla perfezione (informatica).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-penna-giusta&#34;&gt;La penna giusta&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma un&amp;rsquo;app non basta, ci vuole anche la penna giusta. In teoria si potrebbe scrivere con il dito, ma è una cosa innaturale e parecchio stancante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Steve Jobs aveva ragione a riteneva che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=4YY3MSaUqMg&#34;&gt;il dito fosse il miglior dispositivo di puntamento&lt;/a&gt;, soprattutto in un tempo in cui il pennino era considerato un accessorio indipensabile di smartphone e computer palmari (ricordate i &lt;a href=&#34;http://www.palminfocenter.com/view_story.asp?ID=8140&#34;&gt;Palm&lt;/a&gt; o il &lt;a href=&#34;http://oldcomputers.net/apple-newton.html&#34;&gt;Newton&lt;/a&gt;?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma scrivere è una operazione ben diversa da puntare e selezionare una zona dello schermo, per scrivere in modo serio e continuativo ci vuole una penna.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quale penna? Di penne per l&amp;rsquo;iPad (e per i tablet in generale) ce ne sono tantissime, di tipo attivo e passivo, con la punta spessa o sottile, in gomma o in plastica, economiche o costose. Quali sono le più adatte per scrivere a lungo sull&amp;rsquo;iPad? Qui non si tratta di scrivere qualche frasetta, per quelle il dito può essere sufficiente, ma di pagine e pagine di testo scritto a mano: appunti di lezioni (o di riunioni), note di lavoro, veri e propri documenti completi (come una parte di questo articolo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-non-prova-delle-penne&#34;&gt;La non-prova delle penne&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho deciso quindi di provare alcune penne per l&amp;rsquo;iPad abbastanza diverse fra loro, cercando di verificare &lt;em&gt;sperimentalmente&lt;/em&gt; quanto ciascuna di esse fosse adatta a lunghe sessioni di scrittura sull&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La scelta delle penne però non ha nulla di &lt;em&gt;scientifico&lt;/em&gt; e non si basa su nessun criterio sistematico (penne attive, penne con diversi tipi di punta, etc.). Sono semplicemente le penne della mia piccola collezione personale, da cui la definizione di non-prova. Ho cercato comunque di eseguire ciascuna prova in condizioni controllate e ripetibili, concentrandomi in particolare sul peso, la comodità d&amp;rsquo;uso, la scorrevolezza, tutte cose che fanno la differenza quando si tratta di scegliere la penna più adatta alle proprie esigenze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma prima di tutto qualche dettaglio tecnico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho usato un iPad 3, un modello ormai datato ma ancora perfettamente funzionale, tenuto in posizione verticale (cioè con il lato corto dello schermo in basso) come se fosse un quaderno. L&amp;rsquo;app scelta è stata, come era facile immaginare, Notes Plus.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di iniziare a scrivere ho aggiornato Notes Plus all&amp;rsquo;ultima versione disponibile e ho creato un nuovo quaderno con fogli a righe standard. I parametri scelti per la penna virtuale sono stati: spessore 2.0 e viscosità 0.50 (il valore di default). Per maggiore chiarezza, ogni volta che cambiavo la penna cambiavo anche il colore dell&amp;rsquo;inchiostro virtuale.&#xA;L&amp;rsquo;intera sessione di scrittura è stata eseguita nell&amp;rsquo;area di zoom del programma (a parte una brevissima prova a schermo intero con l&amp;rsquo;unica penna attiva a disposizione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le penne utilizzate nel corso della non-prova sono state (Figura 1):&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://www.wacom.com/it-it/products/stylus/bamboo-alpha&#34;&gt;Bamboo Alpha&lt;/a&gt;, costata circa 10-15 euro;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://www.wacom.com/it-ch/getting-started/bamboo-fineline-2-getting-started&#34;&gt;Bamboo Fineline 2&lt;/a&gt;, pagata più o meno 50 euro;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://www.adonit.net/support/jot-pro-2/&#34;&gt;Adonit Jot Pro&lt;/a&gt;, che suo tempo stava sui 50-60 euro;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://www.adonit.net/mini/&#34;&gt;Adonit Mini 3&lt;/a&gt;, ancora in vendita su Amazon a15 euro.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte le penne sono mie, a parte l&amp;rsquo;Adonit Mini 3 che mi è stata inviata in prova da Sandra Tung di &lt;a href=&#34;http://www.adonit.net&#34;&gt;Adonit&lt;/a&gt;. La ringrazio sentitamente, sia per la penna che per la pazienza dimostrata nell&amp;rsquo;attesa di questa recensione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/05/le-penne-in-prova.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Le penne utilizzate nel corso della prova.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;bamboo-alpha&#34;&gt;Bamboo Alpha&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Bamboo Alpha è la tipica penna per tablet, del tipo con la punta grossa e morbida che ormai si può trovare ovunque a una decina di euro. Rispetto a queste &lt;em&gt;cinesate&lt;/em&gt;, la Bamboo Alpha offre però una qualità di costruzione decisamente migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel complesso la Bamboo Alpha non è male, è ben equilibrata e pesa più o meno quanto una penna &lt;em&gt;vera&lt;/em&gt;. Purtroppo, dopo alcuni minuti di uso, l&amp;rsquo;attrito della punta con il vetro dello schermo inizia a farsi sentire e rende la scrittura piuttosto lenta e faticosa. Sembra di usare una biro, un tipo di penna che non sopporto. Io scrivo velocemente e quindi preferisco le &lt;a href=&#34;https://www.staedtler.com/en/products/ink-writing-instruments/fineliners/pigment-liner-308-fineliner/&#34;&gt;penne a pigmenti&lt;/a&gt; o a gel (&lt;a href=&#34;http://www.mitama.biz/categoria-prodotto/scrittura/semi-gel/&#34;&gt;queste&lt;/a&gt; sono sorprendenti), che scorrono in modo ideale per i miei gusti e mi permettono di scrivere in fretta e senza ostacoli. Con la Bamboo Alpha mi sembra di avere il freno a mano tirato, le dita provano ad andare avanti ma la penna le frena senza pietà, e dopo un po&amp;rsquo; la scrittura perde di piacevolezza e diventa faticosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, la Bamboo Alpha va benissimo per prendere dei brevi appunti, ma non la userei mai per scrivere a lungo, è troppo lenta e troppo stancante per i miei gusti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/05/bamboo-alpha.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Esempio di scrittura con la Bamboo Alpha.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;adonit-jot-pro&#34;&gt;Adonit Jot Pro&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come tutte le penne non &amp;ldquo;attive&amp;rdquo; di questa azienda, &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/531383637/jot-capacitive-touch-stylus&#34;&gt;esplosa su Kickstarter&lt;/a&gt; qualche anno fa, l&amp;rsquo;Adonit Jot Pro ha una punta metallica molto fine a cui è fissato un disco di plastica trasparente di circa 1 cm di diametro. Questo tipo di punta permette di aumentare decisamente la precisione di puntamento, cosa fondamentale quando si disegna, ma che non fa certo male anche quando si scrive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la cosa che trovo più comoda di questa penna è la maggiore fluidità del dischetto di plastica, che rende la scrittura sullo schermo molto più vicina alla normale esperienza su carta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico &lt;em&gt;difetto&lt;/em&gt;, se così lo possiamo considerare, dell&amp;rsquo;Adonit Jot Pro è il rumore chiaramente avvertibile che fa la punta quando tocca lo schermo di vetro dell&amp;rsquo;iPad. Ma è un piccolo prezzo da pagare per una esperienza d&amp;rsquo;uso più che soddisfacente. Meglio però non usarla di notte a letto mentre il/la partner dorme.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/05/adonit-jot-pro.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Esempio di scrittura con la Adonit Jot Pro.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;adonit-mini-3&#34;&gt;Adonit Mini 3&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come ho gia detto, l&amp;rsquo;Adonit Mini 3 è l&amp;rsquo;unica penna che non ho comprato ma che mi è stata inviata da Sandra Tung di Adonit con lo scopo specifico di recensirla su questo blog. In effetti c&amp;rsquo;è poco da dire, la maggior parte delle cose scritte per la Jot Pro valgono anche per questo modello: la penna è fluida, il dischetto di plastica fa rumore quando tocca lo schermo, ma garantisce una precisione decisamente maggiore delle penne &lt;em&gt;silenziose&lt;/em&gt; con la punta di gomma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dalla sua la Mini 3 ha il peso, ad &lt;em&gt;occhio&lt;/em&gt; circa la metà della Jot Pro, e le dimensioni, che volendo permettono di metterla in tasca con il cellulare (cosa comunque sconsigliabile se non ci si vuole ritrovare con le tasche bucate). Inoltre, il corpo di forma triangolare fa si che la penna rimanga saldamente tra le dita e non rischi continuamente di cadere dalla scrivania, come succede a tutte le altre penne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se proprio vogliamo cercare il pelo nell&amp;rsquo;uovo, due piccoli difetti l&amp;rsquo;Adonit Mini 3 li ha. Il corpo della penna è un po&amp;rsquo; troppo corto per chi ha le mani grandi, però forse si tratta più che altro di una questione di abitudine. Ma il difetto più grosso sta nel tappo a pressione. Se non si fa attenzione, quando si toglie il tappo è molto facile staccare il dischetto di plastica dal supporto di metallo. A me è successo un paio di volte, per fortuna sono riuscito a rimettere a posto il dischetto senza troppi problemi. Però il tappo a vite della Jot Pro mi sembra decisamente più pratico e affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/05/adonit-mini3.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. Esempio di scrittura con la Adonit Mini 3.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;bamboo-fineline-2&#34;&gt;Bamboo Fineline 2&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima penna che ho provato è la Bamboo Fineline 2, l&amp;rsquo;unica penna attiva della mia collezione personale, pagata a suo tempo circa 50 euro. La penna si collega all&amp;rsquo;iPad tramite Bluetooth e, almeno in teoria, è la migliore penna a mia disposizione per scrivere sull&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Essendo attiva ha una punta piuttosto sottile, simile a quella di una penna &amp;ldquo;normale&amp;rdquo;, e dovrebbe permettere di scrivere direttamente sullo schermo, senza bisogno di usare l&amp;rsquo;area di zoom. Io ci ho provato, ma i risultati non mi sembrano entusiasmanti, come dimostra il tratto viola in Figura 5: nonostante mi sia impegnato, non sono riuscito a fare di meglio!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/05/bamboo-fineline2-senza-zoom.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 5. Bamboo Fineline 2: (verde) scrittura nella finestra di zoom, (viola) scrittura a pieno schermo.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo quando si scrive con la Fineline 2 si avverte un costante &lt;em&gt;ritardo&lt;/em&gt; fra la scrittura e la comparsa del tratto sullo schermo. Nell&amp;rsquo;area di zoom il ritardo è meno avvertibile, ma a pieno schermo diventa veramente fastidioso. Con il mio vecchio iPad 3 è una seccatura non da poco, che rende molto poco naturale l&amp;rsquo;esperienza di scrittura sullo schermo. Chissà se un iPad più recente può rendere più reattiva questa penna, io ho provato ad usarla con alcuni smartphone più recenti, sia Apple che con Android, e francamente non mi sembra di aver mai notato dei particolari miglioramenti nella velocità di reazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo si deve aggiungere un leggero sfasamento fra la punta della penna e la posizione dello schermo in cui compare il tratto. Una difetto noioso ma ancora veniale quando si scrive, che diventa però veramente fastidioso qaundo si prova a disegnare sullo schermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Fineline 2 è anche piuttosto grossa e sembra più pesante di quanto sia veramente. Tutto sommato, più che con una penna, da l&amp;rsquo;impressione non molto gradevole di stare scrivendo con un grosso pennarello.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/05/bamboo-fineline2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 6. Esempio di scrittura con la Bamboo Fineline 2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Penso ci siano pochi dubbi. Le penne Adonit svettano su tutte le altre, con una leggera preferenza per la Pro, che trovo più equilibrata ed affidabile. La Bamboo Alpha ha dalla sua un ottimo rapporto qualità/prezzo, ma non è adatta a lunghe sessioni di scrittura. La vera delusione è la Fineline 2, una penna che più che &amp;ldquo;attiva&amp;rdquo; sembra nata stanca.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Magari!</title>
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      <pubDate>Mon, 05 Jun 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/06/wwdc17.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dopo l&amp;rsquo;esperienza deludente dello scorso ottobre quando, dopo aver &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/25/hello-again/&#34;&gt;sperato che venisse presentato&lt;/a&gt; qualcosa di veramente nuovo e grandioso mi sono ritrovato con i &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;nuovi insipidi Macbook Pro&lt;/a&gt;, questa volta preferisco astenermi da ogni previsione relativa all&amp;rsquo;hardware.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma questo è il WWDC, la conferenza mondiale degli sviluppatori, e il software la farà da padrone.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Saranno di certo annunciati gli aggiornamenti di macOS (sbadiglio!) e di iOS e derivati (ri-risbadiglio!), niente di cui scrivere a casa comunque, perché la cadenza annuale di aggiornamento dei  sistemi operativi di casa Apple è troppo frequente per essere minimamente eccitante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però forse avremo &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2017/06/05/ios-11-files-app-placeholder/&#34;&gt;qualcosa che assomiglia ad un filesystem&lt;/a&gt; anche su iOS, accompagnata magari anche da una &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2017/06/05/feedback-app-drag-and-drop-ipad-ios-11/&#34;&gt;funzionalità di drag and drop&lt;/a&gt;, probabilmente limitata al solo iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due funzioni che sarebbe ora che arrivassero su iOS, in particolare se si vuole rendere finalmente l&amp;rsquo;iPad il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/07/29/ipad-grande-o-grande-ipad/&#34;&gt;computer ideale per la maggior parte degli utenti&lt;/a&gt;, il vero e realistico sostituto dei desktop o dei notebook attuali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pochi minuti e lo sapremo.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>L&#39;iPod nel 2001</title>
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      <pubDate>Thu, 29 Oct 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/10/original-ipod-386-259663.jpg&#34; alt=&#34;L’iPod originale del 2001&#34;&gt;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iPod ha cambiato il modo in cui ascoltiamo la musica, e oggi da l&amp;rsquo;impressione che sia sempre esistito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma dopo la &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=SYMTy6fchiQ&#34;&gt;presentazione del primo iPod&lt;/a&gt; nel 2001, tanti utenti Apple reagirono con scettiscismo, sarcasmo e perfino ostilità, come testimoniato da &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2001/10/23/apples-new-thing-ipod/&#34;&gt;questo thread&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;epoca, ancora presente su &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com&#34;&gt;MacRumors&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Leggere qui e là i commenti è una bella lezione. Troppo spesso si tende a giudicare un nuovo prodotto utilizzando solo i canoni di ciò a cui si è già abituati, senza riconoscerne gli elementi innovativi e, a volte, la forza dirompente. Magari senza nemmeno degnarsi di provarlo prima di giudicare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se qualcuno legge in tutto ciò un riferimento all&amp;rsquo;watch o al prossimo iPad Pro, ha perfettamente ragione!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>iPad grande o grande iPad?</title>
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      <pubDate>Wed, 29 Jul 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Quando alcuni anni fa ho iniziato ad usare l&amp;rsquo;iPad, mi sono subito reso conto che poteva diventare il computer ideale per la maggior parte degli utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanti utenti infatti hanno &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; bisogno della potenza &amp;ndash; e delle complicazioni associate &amp;ndash; di un PC (dove per &lt;code&gt;PC&lt;/code&gt; intendo un qualunque computer da scrivania, indipendentemente dal sistema operativo che usa)?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanti utenti usano regolarmente applicazioni avide di risorse come &lt;a href=&#34;http://www.photoshop.com/&#34;&gt;Photoshop&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Pro_Tools&#34;&gt;Pro Tools&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/CATIA&#34;&gt;Catia&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Mathematica&#34;&gt;Mathematica&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanti installano regolarmente nuovi software e non si limitano, per paura di far danni, ad usare solo le applicazioni preinstallate o al più quelle che il solito parente/amico/collega &lt;em&gt;praticone&lt;/em&gt; installa nel corso della primissima fase di configurazione di un nuovo computer?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Voglio essere ottimista, diciamo il 5%?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rimane quindi il 95% degli utenti, la stragrande maggioranza, che usa ogni giorno solo il browser, un programma di posta elettronica, qualche applicazione da ufficio (indovinate quale?) e poco più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutti loro l&amp;rsquo;iPad potrebbe veramente essere il computer ideale.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un computer semplice da usare, con cui interagire in modo naturale, quasi fosse un libro o un documento cartaceo. Un computer con il quale non si può avere paura di installare o disinstallare le applicazioni, perché ciascuna di esse è isolata e indipendente da tutte le altre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma nonostante le previsioni, all&amp;rsquo;iPad finora è sempre mancato qualcosa che lo rendesse una alternativa &lt;em&gt;realistica&lt;/em&gt; ad un computer completo. Ci sono parecchie ragioni per questo fra cui, in (personalissimo!) ordine inverso di importanza:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;4. &lt;strong&gt;Una tastiera completa.&lt;/strong&gt; Finora sull&amp;rsquo;iPad è mancata una tastiera completa come quella di un computer, con lettere e numeri insieme, e magari anche qualche tasto speciale. Un dito va benissimo per spostarsi rapidamente lungo un documento ma, quando ci si vuole posizionare in un punto preciso, i tasti freccia e le scorciatoie di tastiera sono molto più pratici (ad esempio, io uso continuamente &lt;code&gt;ALT + tasti freccia&lt;/code&gt; per muovermi velocemente all&amp;rsquo;interno di un testo, &lt;code&gt;SHIFT + ALT + tasti freccia&lt;/code&gt; per selezionare parole o righe intere, o &lt;code&gt;SHIFT + ALT + CANC&lt;/code&gt; per cancellare intere parole).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;3. &lt;strong&gt;Uno schermo più grande.&lt;/strong&gt; Lo spazio, si sa, non basta mai. Anche se per qualcuno lo schermo da 7&amp;quot; dell&amp;rsquo;iPad mini sembra più che sufficiente, uno schermo più grande non può fare che bene a chi volesse usare l&amp;rsquo;iPad per lavorare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;2. &lt;strong&gt;Multitasking.&lt;/strong&gt; Il multitasking di iOS, tanto criticato in passato, funziona molto bene, ed è nettamente migliore di quello di Android, in particolare della versione 5 di Android, una vera porcheria. Passare da una applicazione all&amp;rsquo;altra è facilissimo, ma rimane il grosso limite di pover vedere una sola applicazione alla volta e sempre a schermo intero.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;1. &lt;strong&gt;Filesystem&lt;/strong&gt;. Con iOS 8 sono stati fatti dei grossi passi avanti, ma piaccia o non piaccia, l&amp;rsquo;utilizzo produttivo dell&amp;rsquo;iPad ha bisogno di un filesystem vero e proprio, anche se semplificato rispetto ad OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto questo diventerà presto realtà con iOS 9, che finalmente supererà le limitazioni appena esposte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Presto iCloud Disk fornirà (finalmente!) un filesystem all&amp;rsquo;iPad. Sarà purtroppo ancora fortemente limitato nelle dimensioni, i soliti miseri 5 GB (e questo inizia ad essere un problema), ma sarà anche un grosso passo avanti rispetto alla situazione attuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La funzione più attesa è però &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/2934783/multitasking-in-ios-9-makes-the-ipad-a-true-post-pc-device.html&#34;&gt;&lt;em&gt;Split View&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, la possibilità di dividere lo schermo in due parti affiancate, ciascuna con la finestra di una applicazione diversa. Ma la cosa veramente geniale e innovativa è la possibilità di trascinare con il dito, &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/2934783/multitasking-in-ios-9-makes-the-ipad-a-true-post-pc-device.html&#34;&gt;&lt;em&gt;Slide Over&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, un cursore, aumentando o riducendo la dimensione di una finestra rispetto all&amp;rsquo;altra.&#xA;Nessun altro sistema operativo per tablet lo fa (e persino sulle ultime versioni di Windows &lt;em&gt;desktop&lt;/em&gt; si possono affiancare automaticamente due finestre solo dividendo lo schermo a metà).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Può sembrare una sciocchezza ma, nonostante quello che pensano gli &lt;a href=&#34;http://realmacsoftware.com/typed/&#34;&gt;estimatori&lt;/a&gt; della scrittura &lt;em&gt;zen&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;priva di distrazioni&lt;/em&gt;, chi scrive professionalmente ha quasi sempre bisogno di far riferimento ad informazioni presenti in altri documenti o in rete, e per tutti costoro poter usare due finestre affiancate è una vera benedizione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche la &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2015/6/15/8781855/ipad-pro-keyboard-layout-possibly-in-ios9-beta&#34;&gt;tastiera estesa più grande&lt;/a&gt;, nascosta della beta di iOS 9, è molto interessante. Soprattutto perché sembra confermare indirettamente l&amp;rsquo;arrivo (finalmente!) del cosiddetto &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/roundup/ipad-pro/&#34;&gt;&lt;em&gt;iPad Pro&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;iPad con lo schermo da 12-13&amp;quot; di cui si parla da anni. Un iPad dove i documenti potranno essere visti a dimensione naturale e in verticale, esattamente come su un normale foglio di carta. Un ulteriore passo avanti verso una gestione &lt;em&gt;pratica&lt;/em&gt; dei documenti elettronici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo si aggiunga che la tastiera estesa, lo Split View, lo Slide Over, diventano particolarmente utili ed usabili con uno schermo di dimensioni maggiori.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse questa è veramente la volta buona per rendere finalmente l&amp;rsquo;iPad il vero computer &lt;em&gt;per tutti&lt;/em&gt;, il sostituto degli attuali PC per la maggior parte degli utenti. Molto più pratico e facile da usare ma altrettanto produttivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Magari associato ad una tastiera wireless esterna, utile per tutti i casi in cui si debba scrivere parecchio, e ad una buona penna per scrivere e disegnare sullo schermo come se fosse un foglio di carta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché accontentarsi di meno?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iPad, non sistemi ibridi come il Surface, che sono a tutti gli effetti dei veri e propri PC travestiti da tablet, con tutte le complicazioni associate ad un PC.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che è comunque il modo in cui tante persone usano i loro PC, massimizzando a tutto schermo tutte le finestre. Un vero spreco di spazio sui monitor wide-screen attuali.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo queste funzioni saranno utilizzabili appieno solo con l&amp;rsquo;iPad Air 2 e con le nuove versioni degli iPad.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Surface 3: come non imparare dai propri errori</title>
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      <pubDate>Tue, 21 Apr 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;E così Microsoft ci riprova. Non paga del flop mondiale del &lt;a href=&#34;http://www.zdnet.com/article/windows-surface-rt-microsofts-greatest-hardware-fiasco-ever/&#34;&gt;Surface RT&lt;/a&gt;, ha deciso di riprovarci con il &lt;a href=&#34;https://www.microsoft.com/surface/en-us/products/surface-3&#34;&gt;Surface 3&lt;/a&gt;, una versione &lt;em&gt;ridotta&lt;/em&gt; del Surface Pro 3, con schermo, memoria e processore di classe inferiore rispetto al fratello maggiore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Surface RT era quasi un imbroglio: sistema operativo Windows 8 ma &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/ARM_architecture&#34;&gt;processore ARM&lt;/a&gt;, lo stesso tipo di processore usato dai dispositivi iOS e dalla maggior parte degli Android.&#xA;Di conseguenza il Surface RT poteva far girare solo le applicazioni &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Metro_%28design_language%29&#34;&gt;Metro&lt;/a&gt; (dette anche &amp;ldquo;Modern UI&amp;rdquo; e più di recente &amp;ldquo;app Windows&amp;rdquo;) e non le applicazioni per Windows &lt;em&gt;classico&lt;/em&gt; (quelle che girano su Windows XP o Windows 7, per intenderci).&#xA;Ma chi compra un computer o un tablet con Windows si aspetta la compatibilità con &lt;em&gt;queste&lt;/em&gt; applicazioni, non si accontenta delle poche cose decenti presenti sul Windows Store.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto proprio Microsoft giocava sull&amp;rsquo;equivoco, vantandosi del fatto che con Windows 8 le applicazioni potessero girare indifferentemente su un PC o su un tablet. Verissimo, se si esclude il suo Surface RT.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Su queste basi, il flop dell&amp;rsquo;RT più che essere prevedibile era ovvio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora la Microsoft ci riprova con il &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2015/4/14/8409591/microsoft-surface-3-tablet-review&#34;&gt;Surface 3&lt;/a&gt;. Questa volta il processore adottato è un Atom x7 di Intel, un processore analogo a quelli usati nei lenti &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Netbook&#34;&gt;netbook&lt;/a&gt; di qualche anno fa, uccisi dall&amp;rsquo;uscita dell&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante si affermi da più parti che i processori Atom di oggi sono nettamente migliori di quelli montati sui netbook, i &lt;a href=&#34;http://www.pcmag.com/image_popup/0,1740,iid=452448,00.asp&#34;&gt;benchmark sono impietosi&lt;/a&gt;. Le prestazioni del Surface 3 sono ridotte alla metà, e in certi casi ad un terzo, rispetto a quelle del modello intermedio di Surface 3 Pro, dotato del processore Core i5 di classe notebook. Chissà cosa verrebbe fuori con un modello dotato di Core i7!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiungiamo che il modello più economico costa 499 dollari, ha appena 2 GB di RAM e un disco SSD da 64 GB, e che bisogna necessariamente aggiungere a questa cifra almeno altri 50 dollari per il pennino, senza il quale è praticamente impossibile usare Windows 8 su un tablet. Fanno in tutto almeno 549 dollari.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iPad Air 2 da 64 GB con il solo Wi-Fi costa 599 dollari, ha componenti hardware di prima classe, non i sottoprodotti di Intel, un sistema operativo ottimizzato per il touch e una batteria da 10 ore reali. Secondo voi ci può essere partita?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Surface 3 è un nuovo flop in arrivo. Ne riparliamo fra un annetto.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Cos&#39;è un computer?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2015/02/20/cose-un-computer/</link>
      <pubDate>Fri, 20 Feb 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Qualche giorno fa, complice un post su &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org&#34;&gt;QuickLoox&lt;/a&gt; relativo alla possibilità di &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2015/02/09/tutto-programmato/&#34;&gt;usare l&amp;rsquo;iPad per programmare&lt;/a&gt;, mi è stato chiesto tramite WhatsApp più o meno cosa fosse un computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È un po&amp;rsquo; sorprendente rendersi conto che usiamo i computer ogni giorno senza sapere bene cosa siano &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se dovessi definire in poche parole un computer, direi che è una macchina che prende dei dati di ingresso, li elabora automaticamente in base ad una sequenza predefinita ma liberamente modificabile di istruzioni e produce dei risultati in uscita. Cambiando il programma cambia anche il risultato dell&amp;rsquo;elaborazione: in pochi istanti un computer si può trasformare in una macchina per scrivere dei testi, che esegue calcoli matematici o che trasforma dei file in musica o filmati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma perché un tostapane non è un computer? In fondo elabora i dati in ingresso (le fette di pane e di formaggio) e produce un risultato in uscita (il toast). Il problema è che fa solo quello; non si può girare una manopola ed ottenere a piacere un panino, una pasta al forno o una tagliata al sangue.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In base alla definizione precedente, un iPad o un iPhone sono dei computer. Ma lo sono senza dubbio anche alcune calcolatrici, come le mitiche concorrenti &lt;a href=&#34;http://www.ti59.com/&#34;&gt;TI-59&lt;/a&gt; o l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://www.hp41.org/&#34;&gt;HP-41&lt;/a&gt;, o le calcolatrici programmabili in BASIC prodotte da &lt;a href=&#34;http://www.rskey.org/CMS/index.php/exhibit-hall/7?manufacturer=Casio&amp;amp;model=FX-850P&#34;&gt;Casio&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.rskey.org/CMS/index.php/exhibit-hall/7?manufacturer=Sharp&amp;amp;model=PC-1360&#34;&gt;Sharp&lt;/a&gt;, il sogno quasi proibito di tanti studenti di ingegneria di venti e più anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Visto dal punto di vista dell&amp;rsquo;ingegnere, un computer non è altro che un enorme sistema di interruttori che si aprono o si chiudono in base alle istruzioni del programma che viene fatto girare. Ha del prodigioso che oggetti così semplici come gli interruttori, quando agiscono in modo coordinato, si trasformino in una macchina così potente e flessibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, da un punto di vista più teorico, un computer è una realizzazione pratica della &lt;a href=&#34;http://www.digitanto.it/pages/Multiframe.htm?f=http://www.digitanto.it/Articoli/AppuntiDiInformatica14.htm&#34;&gt;macchina di Turing&lt;/a&gt;, una macchina astratta che, manipolando in base a regole ben definite dei simboli contenuti su un nastro di lunghezza infinita, è in grado di risolvere qualunque tipo di problema calcolabile, cioè di problema risolvibile tramite un algoritmo.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Computer&lt;/em&gt; è un termine che ormai sa tanto di &lt;em&gt;antico&lt;/em&gt;, che deriva dall&amp;rsquo;idea originale di creare una macchina automatica che effettuasse più rapidamente i calcoli matematici. Una idea ormai obsoleta: oggi il computer si usa soprattutto per elaborare dei dati generici piuttosto che per effettuare dei calcoli (anche se naturalmente alla base di tutto ci sono comunque delle operazioni matematiche).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi volesse tornare indietro nel tempo può leggere &lt;a href=&#34;http://scitation.aip.org/content/aip/magazine/physicstoday/article/2/10/10.1063/1.3066292&#34;&gt;Modern computing&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_D._Richtmyer&#34;&gt;R. D. Richtmyer&lt;/a&gt; and &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Metropolis&#34;&gt;N. C. Metropolis&lt;/a&gt;, due fisici che, dopo aver contribuito allo &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Manhattan&#34;&gt;sviluppo della bomba atomica&lt;/a&gt;, si dedicarono a studiare l&amp;rsquo;applicazione dei computer al calcolo numerico.&#xA;Il secondo, in particolare è famoso per lo sviluppo del &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Monte_Carlo_method&#34;&gt;Metodo Montecarlo&lt;/a&gt;, che è alla base di tante applicazioni moderne di calcolo numerico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo, recentemente reso liberamente disponibile da &lt;a href=&#34;http://scitation.aip.org/content/aip/magazine/physicstoday&#34;&gt;Physics Today&lt;/a&gt;, è del 1949 ma sembra ancora modernissimo, pieno com&amp;rsquo;è di idee fondamentali che verrano sviluppate negli anni seguenti, e spesso &lt;em&gt;parecchi&lt;/em&gt; anni dopo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scorrendolo si trova fra l&amp;rsquo;altro la descrizione dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Von_Neumann_architecture&#34;&gt;architettura di Von Neumann&lt;/a&gt;, cioè l&amp;rsquo;idea di programmare un computer tramite un insieme di istruzioni invece che spostando fili ed interruttori, un elenco dei tipi di istruzioni fondamentali, lo sviluppo di librerie di codice riusabile in programmi differenti, l&amp;rsquo;arte della programmazione, la necessità di creare degli strumenti in grado di semplificare lo sviluppo dei programmi, la prospettiva di realizzare macchine &lt;em&gt;intelligenti&lt;/em&gt; capaci di eseguire elaborazioni analitiche e non solo numeriche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una lettura affascinante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avete perso &amp;ldquo;The Imitation Game&amp;rdquo;, il film su Alan Turing e sulla decodifica di &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Enigma_%28crittografia%29&#34;&gt;Enigma&lt;/a&gt;, fate di tutto per ritrovarlo, ne vale veramente la pena.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Office per iPad: un nuovo fiasco per Microsoft?</title>
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      <pubDate>Wed, 26 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Dalle &lt;a href=&#34;http://www.forbes.com/sites/nigamarora/2014/03/24/microsoft-office-on-ipad-would-hardly-be-a-game-changer/&#34;&gt;notizie che circolano in rete&lt;/a&gt; sembra che il tanto atteso(?) Office per iPad sarà presentato domani, 27 marzo, e richiederà probabilmente un &lt;a href=&#34;http://www.techradar.com/news/mobile-computing/tablets/microsoft-office-on-ipad-too-little-too-late--1235918&#34;&gt;abbonamento al servizio Microsoft Office 365&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se confermata, la notizia significherebbe che la Microsoft ha preso atto del fatto che l&amp;rsquo;iPad è lo standard di fatto nel mercato dei tablet con cui fare i conti, in particolare nell&amp;rsquo;ambito professionale a cui si rivolge Office.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Finalmente, ma forse troppo tardi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una rapida ricerca sull&amp;rsquo;App Store (e sul mio iPad) riporta un lungo elenco di suite per l&amp;rsquo;ufficio, più o meno compatibili con il formato dei programmi Microsoft: Pages, Numbers, Keynote, su tutte, e poi Quick Office, Docs to Go, OliveOffice HD, Documents 5, Smart Office 2, Kingsoft Office, Polaris Office, OfficeSuite Professional. Per non parlare poi di programmi originali come Quip per la scrittura o Prezi e Haiku Deck per le presentazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono perfino applicazioni, &lt;a href=&#34;http://site.cloudon.com&#34;&gt;CloudOn&lt;/a&gt; su tutte, che fanno girare in remoto una copia di Microsoft Office per Desktop, garantendo quindi il massimo della compatibilità con il formato dei file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte applicazioni gratis o offerte a un prezzo ridicolmente basso e che non richiedono una sottoscrizione mensile piuttosto onerosa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A quanti utenti dell&amp;rsquo;iPad servirà veramente una copia di Office sull&amp;rsquo;iPad? E per di più - scommettiamo? - con funzionalità fortemente limitate rispetto alla versione desktop, alla faccia della compatibilità dei file fra desktop e tablet?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo, proprio l&amp;rsquo;assenza di Microsoft dai due principali Store di software per tablet ha spinto tanti utenti a cercare alternative più economiche e magari multipiattaforma, un vantaggio evidente in tempi in cui il modello tradizionale computer-scrivania-ufficio sta rapidamente perdendo colpi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È fin troppo facile prevedere che sarà un fiasco totale. La Microsoft ha aspettato troppo, cercando invano di spingere, tramite la presenza di Office, il suo Surface con Windows 8. Che invece langue nei negozi, nella totale indifferenza dei consumatori.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Sottoscrivo</title>
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      <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non potrei aggiungere nulla di più a quanto scritto da Marco Coïsson in &lt;a href=&#34;http://hbar.tevac.com/2014/01/06/life-on-ipad-quello-che-manca/&#34;&gt;Life on iPad – Quello che manca&lt;/a&gt; sui limiti dell&amp;rsquo;iPad come piattaforma di lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So bene che i suoi interessi professionali (e i miei) sono lontanissimi da quelli dell&amp;rsquo;utente &lt;em&gt;normale&lt;/em&gt; (a quanti potrebbe interessare un datalogger sull&amp;rsquo;iPad?), ma resta il fatto che il mancato accesso al filesystem è una delle più gravi limitazioni di iOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però rispetto a lui io sono più ottimista. È vero che all&amp;rsquo;iPad manca ancora qualcosa per essere adatto ad un uso veramente professionale, ma è altrettanto vero che i miglioramenti degli ultimi anni sono stati giganteschi. Basterebbe solo un ulteriore, piccola, spintarella.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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