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    <title>Internet on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Internet on Melabit</description>
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      <title>Il libro per l&#39;estate</title>
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      <pubDate>Sun, 28 Jul 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;C&amp;rsquo;era una volta il Disco per l&amp;rsquo;Estate. Nel 1968 lo vince Riccardo del Turco con &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=UbBKYfVj334&#34;&gt;Luglio&lt;/a&gt; e Franco IV e Franco I vendono palate di dischi cantando &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=bKzzxbxRc9o&#34;&gt;Ho scritto t&amp;rsquo;amo sulla sabbia&lt;/a&gt;. All&amp;rsquo;estero il 1968 è l&amp;rsquo;anno di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=NHugEELD8o8&#34;&gt;Street Fighting Man&lt;/a&gt; dei Rolling Stones, ispirato alle manifestazioni studentesche e contro la guerra del Vietnam, e di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=BGLGzRXY5Bw&#34;&gt;Revolution&lt;/a&gt; dei Beatles, ma da noi l&amp;rsquo;estate significa solo mare, sabbia, vacanze e disimpegno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non che ci sia niente di male, un po&amp;rsquo; di riposo ci vuole e fa bene, ma almeno un libro in estate lo vogliamo leggere?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Il mio libro per l&amp;rsquo;estate, quello che leggerò durante le ormai prossime vacanze, è senza dubbio &lt;em&gt;Fire in the Valley: The Making of The Personal Computer (Second Edition)&lt;/em&gt;, di Paul Freiberger e Michael Swaine, uscito nel 2000.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/07/fire-in-the-valley.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Me l&amp;rsquo;ha consigliato Stefano, un nuovo collega appassionato come e più di me di tutto ciò che è retrocomputing, e non me lo sono fatto sfuggire anche se avevo già letto la prima edizione tradotta in italiano, &lt;em&gt;Com&amp;rsquo;era Verde Silicon Valley&lt;/em&gt;, uscita nel 1988 e che ormai non si trova più da nessuna parte.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima edizione di &lt;em&gt;Fire in the Valley&lt;/em&gt; è un libro fondamentale per capire come è nato e come si è sviluppato il personal computer, per avere una idea dell&amp;rsquo;atmosfera effervescente che, a cavallo fra gli anni &amp;lsquo;70 e gli anni &amp;lsquo;80, ha creato una nuova industria e ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e di lavorare come poche altre volte nella storia dell&amp;rsquo;uomo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa seconda edizione aggiunge ad una storia già estremamente interessante altri tre capitoli, quasi cento pagine, che raccontano gli &lt;em&gt;anni bui&lt;/em&gt; di Apple fino al ritorno di Steve Jobs, la nascita di internet e la sua diffusione di massa con la cosiddetta &amp;ldquo;guerra dei browser&amp;rdquo;. Sono cose di cui si sa già tutto, ma leggerle raccontate organicamente in un libro è ben diverso che trovarle in tanti articoli slegati l&amp;rsquo;uno dall&amp;rsquo;altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non sapete cosa leggere in vacanza, questo può essere il libro che fa per voi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;A proposito, per motivi troppo lunghi da raccontare qui, Stefano si ritrova una copia in più del libro, la copertina mostra qualche (minimo!) segno degli  anni, ma l&amp;rsquo;interno è perfetto, probabilmente il libro non è nemmeno mai stato aperto. Chi fosse interessato può contattarmi direttamente o tramite il blog. L&amp;rsquo;avessi saputo prima di prenderlo su eBay (con i rischi connessi) non me lo sarei fatto sfuggire di certo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la cronaca, è l&amp;rsquo;edizione da cui è tratto &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/I_pirati_di_Silicon_Valley&#34;&gt;I pirati di Silicon Valley&lt;/a&gt;, un film che dovrei decidermi di vedere una buona volta.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>È intelligente, ma non fa il caffè</title>
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      <pubDate>Thu, 22 Feb 2018 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://farm1.staticflickr.com/23/33151027_dcc0b35921_o.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; Fonte: &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.flickr.com/photos/coffeeaddict/33151027/&#34;&gt;Flickr&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni mattina mio marito ed io imploravamo Alexa di prepararci il caffé. Ma lei reagiva solo quando la richiesta veniva fatta in un modo ben preciso, e neanche sempre.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;[Alexa], chiedi a Behmor [la macchina del caffé connessa in rete, NdT] di preparare il caffè.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma Alexa si limitava a rispondere: &amp;ldquo;Behmor, una passione per il caffè. Come posso aiutarti?&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Prepara il caffè.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Non capisco&amp;rdquo;, diceva lei.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa era particolarmente grave per due drogati di caffeina [come mio marito e me], che non avevano ancora potuto avere la loro dose mattutina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A volte provavamo a ripetere la domanda finché Alexa non riusciva a capire, ma nella maggior parte dei casi uno di noi si alzava, andava in cucina e premeva il pulsante della macchina del caffè, senza farlo in modo &amp;ldquo;intelligente&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un piccolo estratto di &lt;a href=&#34;https://gizmodo.com/the-house-that-spied-on-me-1822429852&#34;&gt;La casa che mi spiava&lt;/a&gt;, un articolo molto godibile ma anche piuttosto inquietante. È solo in inglese, ma vale la pena fare un piccolo sforzo per leggerlo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sono un luddista o un retrogrado, anzi la tecnologia mi piace moltissimo, però un futuro analogo a &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/1984_%28romanzo%29&#34;&gt;1984&lt;/a&gt; non mi alletta per niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che il nostro esperimento ci ha rivelato è che tutti i dispositivi collegati [ad internet] &lt;em&gt;telefonano&lt;/em&gt; costantemente ai loro produttori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non saprai mai che queste conversazioni stanno avvenendo a meno che tu non sia tecnicamente esperto e che monitori accuratamente il router, come abbiamo fatto noi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E anche se lo sei, dato che le conversazioni sono solitamente criptate, non sarai comunque in grado di valutare cosa stanno trasmettendo i tuoi dispositivi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando acquisti un dispositivo &amp;ldquo;intelligente&amp;rdquo;, questo non appartiene solo a te, ma [piuttosto] è in affidamento congiunto con l&amp;rsquo;azienda che l&amp;rsquo;ha realizzato. Non è solo un problema di privacy, ma significa anche che quelle aziende possono modificare il prodotto a loro piacimento dopo che l&amp;rsquo;hai comprato.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;</description>
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      <title>La privacy al tempo dell&#39;Internet of Things: gran finale</title>
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      <pubDate>Sat, 20 Jan 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;La teoria è tanto bella ma la pratica permette di capire molto di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può parlare all&amp;rsquo;infinito dei rischi associati a certi comportamenti su internet, ma finché non ci si sbatte contro si tenderà sempre a minimizzare e a pensare che non ci riguardino.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usare password banali per accedere ai siti è rischioso? Lo sanno tutti ma (quasi) tutti le usano lo stesso. Almeno finché non scoprono con stupore che l&amp;rsquo;email e la password che usano sempre &lt;a href=&#34;https://www.troyhunt.com/introducing-306-million-freely-downloadable-pwned-passwords/&#34;&gt;si trovano anche su internet&lt;/a&gt;, pronti per essere usati da qualche figuro senza scrupoli per farci passare guai seri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo stesso succede con i dispositivi IoT. Sono insicuri, lo sappiamo, lo abbiamo visto fino a stufarci nel corso di questa lunga serie (&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/11/08/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things/&#34;&gt;primo tempo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/11/15/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-interludio/&#34;&gt;interludio&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/06/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-tempo/&#34;&gt;secondo tempo&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/08/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-interludio/&#34;&gt;secondo interludio&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/01/12/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-terzo-tempo/&#34;&gt;terzo tempo&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma tendiamo sempre a pensare che la cosa non ci riguardi finché, novelli San Tommaso, non tocchiamo direttamente con mano quello che può succedere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://www.shodan.io/&#34;&gt;Shodan&lt;/a&gt; è un motore di ricerca per i dispositivi IoT, con il quale si possono trovare con facilità i dispositivi accessibili pubblicamente su internet e quindi potenzialmente vulnerabili all&amp;rsquo;attacco di un qualunque &lt;em&gt;cracker&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo &lt;a href=&#34;http://www.praetorianprefect.com/2009/12/shodan-cracking-ip-surveillance-dvr/&#34;&gt;articolo di parecchi anni fa&lt;/a&gt; spiega molto bene come usare Shodan per craccare un certo tipo di videocamere di sorveglianza. Ho provato a rifare la procedura descritta e dopo quasi 10 anni funziona ancora perfettamente, a dimostrazione che il tempo non ha aumentato la consapevolezza dei rischi presenti sulla rete.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quest&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://null-byte.wonderhowto.com/how-to/hack-like-pro-find-vulnerable-webcams-across-globe-using-shodan-0154830/&#34;&gt;altro articolo più recente&lt;/a&gt; è ancora più dettagliato, ci sono perfino i dati di autenticazione di default di parecchi produttori di videocamere, chi avesse tempo e voglia di provare ad usarli potrebbe trovare di tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è bisogno di essere così sofisticati. Le funzioni di ricerca di Shodan permettono agli account gratuiti di visualizzare solo due pagine di risultati (ma bastano 49 dollari per ottenere l&amp;rsquo;accesso completo), ma basta usare la mappa mondiale per analizzare velocemente e senza limitazioni un gran numero di dispositivi potenzialmente attaccabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Affinando  progressivamente la ricerca in base alla nazione, alla città o al servizio che ci interessa, si possono anche superare i limiti degli account gratuiti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque metodo si usi, la quantità di informazioni che si possono ottenere è stupefacente. Niente che non si possa già ottenere con i metodi classici di penetrazione (&lt;code&gt;nmap&lt;/code&gt; e simili), ma vedere tutto messo in bella mostra su una pagina web sa quasi di magia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se provo a cercare su Shodan con la parola chiave &amp;ldquo;sonos&amp;rdquo; ottengo più di 10.000 risultati, distribuiti con poca sorpresa soprattutto nell&amp;rsquo;Europa del Nord e nel Nord America. Con &amp;ldquo;thermostat&amp;rdquo; o &amp;ldquo;nest&amp;rdquo; i risultati sono decisamente meno numerosi, ma non vorrei essere nei panni di quello a cui spengono il riscaldamento a distanza in pieno inverno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/01/mappa_sonos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Le cose diventano ancora più interessanti se si usa la parola chiave &amp;ldquo;webcam&amp;rdquo;. Shodan ne trova &lt;em&gt;solo&lt;/em&gt; 5.000, magari perché sono intrinsecamente più sicure dei dispositivi Sonos, magari perché questi ultimi sono più di diffusi di quanto ci si possa aspettare. Sta di fatto che ci sono almeno 5.000 videocamere di sorveglianza in giro per il mondo che possono potenzialmente mostrare a tutti quello che &amp;ldquo;vedono&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In parecchi casi lo mostrano già nella pagina di ricerca o cliccando su uno dei puntini rossi della mappa (l&amp;rsquo;immagine di anteprima è probabilmente quella visualizzata al momento dell&amp;rsquo;ultima analisi del motore di ricerca). Queste videocamere sono esposte sulla rete senza nemmeno la protezione di una password di default e basta un click per &lt;em&gt;entrare in casa&lt;/em&gt; e vedere quello che stanno  inquadrando in questo preciso momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/01/ricerca_webcam.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/01/mappa_webcam.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/01/anziana_giappone.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/01/stanza_giappone.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/01/giardino.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In alcuni casi funziona anche il microfono, per cui non solo si vede ma si sente anche tutto quello che succede nei dintorni della videocamera. Come questa &lt;a href=&#34;https://youtu.be/QR5D6qJXRBc&#34;&gt;nonna latino-americana&lt;/a&gt; che guarda la televisione con la nipotina o la &lt;a href=&#34;https://youtu.be/uycAjQNoQIs&#34;&gt;bambina che mette in ordine&lt;/a&gt; la cuccia del cane. Volendo si può registrare un video di quello che stiamo vedendo o andare a curiosare fra le immagini e i video salvati nella memoria della videocamera.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A me sembra inquietante. E a voi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più inquietante è rendersi conto che uno bravo &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=5cWck_xcH64&#34;&gt;può fare praticamente quello che vuole&lt;/a&gt; con i dispositivi IoT esposti sulla rete. Può &lt;a href=&#34;https://null-byte.wonderhowto.com/how-to/hack-like-pro-find-any-routers-web-interface-using-shodan-0154660/&#34;&gt;accedere ai router&lt;/a&gt;, ai semafori, ai sistemi di controllo degli impianti idraulici, elettrici e, Dio non voglia!, nucleari. Sembra incredibile, ma tante installazioni professionali hanno livelli di sicurezza praticamente nulli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un hacker si limita a guardare, a studiare e ad informare, senza fare danni. Ma cosa succede se ci si imbatte in un &lt;em&gt;cracker&lt;/em&gt; cattivo? Ci sono delle contromisure che possiamo prendere?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se abbiamo in casa qualche dispositivo IoT in funzione, possiamo usare &lt;a href=&#34;https://iotscanner.bullguard.com/&#34;&gt;questo servizio web&lt;/a&gt; per controllare se è &lt;em&gt;visibile&lt;/em&gt; su internet. Non so quanto sia efficace, ma di sicuro è meglio che non fare niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/01/bullguard.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Nel lungo periodo, è chiaro che le aziende che producono i dispositivi IoT devono decidersi a curare di più (e meglio) la sicurezza del software di gestione dei loro dispositivi, rendendosi pienamente conto dei &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/12/08/la-privacy-al-tempo-dell-internet-of-things-secondo-interludio/&#34;&gt;rischi associati al loro uso&lt;/a&gt;. I dispositivit IoT non saranno pericolosi quanto una macchina lanciata a piena velocità in autostrada, ma è sempre meglio non sfidare la sorte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io l&amp;rsquo;ho fatto per scrivere questo articolo ma non mi è piaciuto per niente. E comunque poi ho cercato di rimettere tutto a posto.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>RIP Linux Journal</title>
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      <pubDate>Fri, 15 Dec 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/12/final-tux.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.linuxjournal.com/&#34;&gt;Linux Journal&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La notizia è di pochi giorni fa, non ci sono più soldi e &lt;a href=&#34;https://www.linuxjournal.com/content/linux-journal-ceases-publication&#34;&gt;Linux Journal ha dovuto cessare le pubblicazioni&lt;/a&gt;. L&amp;rsquo;ennesima rivista che muore perché non riesce più a reggere la concorrenza del web.  Ha resistito più di &lt;a href=&#34;http://www.halfhill.com/bytefaq.html&#34;&gt;BYTE&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;http://www.drdobbs.com/architecture-and-design/farewell-dr-dobbs/240169421&#34;&gt;Dr. Dobb&amp;rsquo;s&lt;/a&gt;, sarà solo una piccola soddisfazione ma è sempre meglio di niente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Linux Journal è stata per tanti anni la migliore rivista dedicata a Linux e al mondo del free software, nessuna rivista concorrente è mai riuscita ad ergersi al suo livello.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo anche per Linux Journal  a un certo punto è arrivata la crisi: la pervasività di internet, la disponibilità pressoché immediata sul web di notizie e di informazioni tecniche, spesso anche di livello eccellente, ha reso sempre più irrilevanti le riviste tradizionali. Che senso aveva comprare Linux Journal per (ri)leggere cose che avevi già visto due mesi prima sul web?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p style=&#34;text-align:center&#34; &gt;&#xA;    &lt;img style=&#34;margin: 0px 10px; border: 1px solid #ddd; border-radius: 4px; padding: 5px; width: 40%&#34; src=&#34;https://www.linuxjournal.com/files/linuxjournal.com/linuxjournal/issues/001/cover1.jpg&#34; alt=&#34;Linux Journal #1&#34; /&gt;  &lt;img style=&#34;margin:0px 10px; border: 1px solid #ddd; border-radius: 4px; padding: 5px; width: 40%&#34; src=&#34;https://www.linuxjournal.com/files/linuxjournal.com/linuxjournal/issues/005/cover5.jpg&#34; alt=&#34;Linux Journal #5&#34; /&gt;&#xA;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p style=&#34;text-align:center&#34;&gt;&#xA;    &lt;img style=&#34;margin: 0px 10px; border: 1px solid #ddd; border-radius: 4px; padding: 5px; width: 40%&#34; src=&#34;https://www.linuxjournal.com/files/linuxjournal.com/linuxjournal/issues/025/cover25.jpg&#34; alt=&#34;Linux Journal #25&#34; /&gt;    &lt;img style=&#34;margin: 0px 10px; border: 1px solid #ddd; border-radius: 4px; padding: 5px; width: 40%&#34; src=&#34;https://www.linuxjournal.com/files/linuxjournal.com/linuxjournal/issues/100/cover100.jpg&#34; alt=&#34;Linux Journal #100&#34; /&gt;&#xA;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nemmeno l&amp;rsquo;abolizione della versione cartacea della rivista ed il passaggio ad una diffusione solo elettronica sono riuscite a invertire la parabola discendente, anzi forse l&amp;rsquo;hanno persino accentuata. Parecchi lettori insoddisfatti sono &lt;a href=&#34;http://www.foliomag.com/how-readers-respond-when-magazine-goes-digital-only/&#34;&gt;scappati via&lt;/a&gt;, la diminuzione degli introiti ha avuto conseguenze negative sulla qualità dei contenuti allontanando ancora di più i lettori affezionati, che conservavano religiosamente le copie di carta dei tempi belli (anche io sono stato a lungo fra questi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma i ricordi e la storia sono importanti e, nonostante la disaffezione, ho voluto subito comprare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://lj.mybigcommerce.com/categories/Archive-CD/&#34;&gt;archivio completo della rivista&lt;/a&gt; (in html), con gli articoli pubblicati dal primo numero del 1994 all&amp;rsquo;ultimo di novembre di quest&amp;rsquo;anno. Un paio di anni fa infatti, a causa di una perdita d&amp;rsquo;acqua, ho perso tutti i vecchi numeri tenuti incautamente in uno scatolone in cantina, e anche se non sono esattamente un appassionato della lettura su congegni elettronici, la versione elettronica della rivista è sempre meglio che niente. Del resto costa meno di 11 euro, un vero affare, anzi praticamente un furto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riuscire ad acquistare l&amp;rsquo;archivio di Linux Journal però non è facile, ad ulteriore dimostrazione del decadimento degli ultimi tempi. Sulla home page non si trova nessun link, con Google sono arrivato a &lt;a href=&#34;https://lj.mybigcommerce.com/linux-journal-archive-1994-2017/&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;, dalla quale però non si riesce ad inserire l&amp;rsquo;ordine nel carrello. Invece &lt;a href=&#34;https://lj.mybigcommerce.com/categories/Archive-CD/&#34;&gt;questo link funziona perfettamente&lt;/a&gt;, ma ci ho messo dei giorni per accorgermene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se è difficile comprare regolarmente ciò che resta di Linux Journal, è facilissimo invece arrivare ad una pagina non protetta del sito della rivista che contiene tutti i numeri disponibili in formato elettronico (che in teoria sono ancora in vendita), prima solo in pdf e poi anche in epub e mobi. Ho comprato regolarmente l&amp;rsquo;archivio ufficiale e quindi non mi sento in colpa a scaricarli (ma penso che l&amp;rsquo;amministratore del sito farebbe meglio a cambiare mestiere).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi ha più scrupoli di me, segnalo che &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/linuxjournalmagazine?sort=-date&#34;&gt;tutti i numeri usciti in pdf di Linux Journal&lt;/a&gt; (cioè quelli pubblicati a partire da aprile 2005) sono già stati archiviati anche su &lt;a href=&#34;https://archive.org&#34;&gt;Archive.org&lt;/a&gt;, dove chiunque può leggerli o scaricarli in modo del tutto legale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il contenuto della rivista in formato html è accessibile anche dal sito di Linux Journal, ma come al solito non c&amp;rsquo;è nessun link che permetta di arrivarci dalla pagina principale (e probabilmente nemmeno dalle altre). Lo &lt;em&gt;storico&lt;/em&gt; primo numero si trova a questo link, &lt;a href=&#34;https://www.linuxjournal.com/issue/1&#34;&gt;https://www.linuxjournal.com/issue/1&lt;/a&gt;, per accedere agli altri basta cambiare opportunamente il numero alla fine dell&amp;rsquo;URL (l&amp;rsquo;ultimo numero disponibile è il 206 di giugno 2011). In questo caso l&amp;rsquo;amministratore del sito non ha colpe, era normale per Linux Journal rendere liberamente accessibili i numeri della rivista dopo alcuni mesi dalla pubblicazione. Probabilmente hanno smesso di farlo quando hanno lanciato &lt;a href=&#34;http://www.linuxjournaldigital.com/linuxjournal&#34;&gt;l&amp;rsquo;edizione digitale &lt;em&gt;migliorata&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; della rivista. Provatela ed avrete una sorpresa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;R.I.P., Linux Journal, che gli elettroni ti siano lievi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte &lt;a href=&#34;http://linuxgazette.net&#34;&gt;Linux Gazette&lt;/a&gt;, che però più che una rivista era una &lt;em&gt;fanzine&lt;/em&gt; per il web pubblicata da volontari appassionati di Linux (l&amp;rsquo;archivio funzionante di tutti i numeri di LG &lt;a href=&#34;http://www.tldp.org/LDP/LGNET/archives.html&#34;&gt;si trova qui&lt;/a&gt;).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>La spremuta al tempo di internet</title>
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      <pubDate>Sun, 01 Oct 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Avete voglia di una bella spremuta di frutta o di verdura? Che problema c&amp;rsquo;è? Prendete quello che avete nel frigo, lo lavate, lo sbucciate, lo mettete nello spremitore (o nell&amp;rsquo;estrattore), cinque minuti ed ecco pronta la vostra spremuta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Troppo fastidioso?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vi piacerebbe avere &lt;a href=&#34;https://youtu.be/X1oHp-VvhDE&#34;&gt;una macchinetta&lt;/a&gt; che schiaccia ben bene un sacchetto preconfezionato di frutta e di verdura mista e prepara in pochi secondi una bella spremuta, senza dover lavare o mettere a posto niente? Vi piacerebbe anche che la macchinetta ordinasse una nuova scorta di sacchetti via internet, in modo da non rimanere mai senza?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Juicero, la macchinetta in questione, &lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/2016/3/31/11337444/juicero-wifi-connected-smart-juicer-is-ridiculous&#34;&gt;esiste veramente&lt;/a&gt; e qualcuno, non molti in verità, ha tirato fuori centinaia di dollari per assicurarsene una. Prima 700, poi 400. Diventati alla fine solo 200, perché qualcuno aveva scoperto che i sacchetti di frutta e verdura mista, che costavano dai 5 agli 8 dollari ciascuno, &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/information-technology/2017/04/this-400-appliance-that-squeezes-juice-out-of-a-bag-appears-unnecessary/&#34;&gt;potevano essere spremuti tranquillamente a mano&lt;/a&gt;, senza bisogno della costosissima macchinetta e dei suoi &amp;ldquo;400 componenti&amp;rdquo;, alcuni dei quali prodotti, a detta del costruttore, con &amp;ldquo;alluminio speciale per aeronautica&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pochi mesi ed è crollato tutto. &lt;a href=&#34;https://www.theverge.com/2017/9/1/16243356/juicero-shut-down-lay-off-refund&#34;&gt;Addio Juicero&lt;/a&gt;, ci hai provato. Ma anche ai tempi di internet, per truffare ci vuole &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=0BybcKpxdS8&#34;&gt;la classe di un principe&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>La mela di cuori</title>
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      <pubDate>Sat, 30 Jul 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Dei tanti motivi per cui sarebbe bene supportare su Kickstarter il progetto &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/295108589/cuore-di-mela-i-segreti-di-apple-iphone-e-mac&#34;&gt;Cuore di Mela&lt;/a&gt; ne ha già &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2016/07/29/i-tre-giorni-del-cuore/&#34;&gt;scritto benissimo&lt;/a&gt; Lux (aka Loox, aka Lucio Bragagnolo) sul suo blog, ieri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io mi limiterò a fare due conti in croce su un tovagliolino di carta (anche se scrivere su un tovagliolino è maledettamente difficile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanti siamo in Italia? Più o meno 60 milioni. Tolti i bambini troppo piccoli e i vecchi troppo vecchi diciamo che siamo 50 milioni. Di questi quanti usano un dispositivo Apple, un milione, due milioni, cinque milioni? Mi tengo basso, facciamo due milioni. Se solo l&amp;rsquo;uno per mille degli italiani che usano Mac, iPhone, iPad, iPod, iWatch, iTV decidesse di sottoscrivere il progetto &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/295108589/cuore-di-mela-i-segreti-di-apple-iphone-e-mac&#34;&gt;Cuore di Mela&lt;/a&gt; su Kickstarter per imparare ad usare meglio il proprio iCoso, farebbero 2.000 persone. Ad una media di 10 euro ciascuno, sono 20.000 euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È quello che mi sarei aspettato appena letto del progetto. Anzi, ero certo al 100% che fosse solo un obiettivo &lt;em&gt;minimo&lt;/em&gt;, destinato ad essere superato di corsa e di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo i 20-25 euro che costerebbe il libro in versione elettronica sono meno di quanto costa una custodia per l&amp;rsquo;iPhone. O due pizze e birre a cena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In fondo su Kickstarter ci sono progetti che &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/1886315350/geizeer-eco-friendly-ice-cooling/description&#34;&gt;ricevono dieci volte la quota richiesta&lt;/a&gt; e sono carini ma niente di più.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Su Kickstarter hanno dato 55.000 dollari per &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/zackdangerbrown/potato-salad/description&#34;&gt;preparare un&amp;rsquo;insalata&lt;/a&gt;, 700.000 dollari per una &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/jimguldi/worlds-first-roast-grind-brew-coffee-machine/description&#34;&gt;macchina da caffé&lt;/a&gt; e 300.000 dollari per un &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/caluka/lucitm-advanced-lucid-dream-inducer&#34;&gt;aggeggio che dovrebbe far sognare&lt;/a&gt;. E ben 13 milioni di dollari (con obiettivo ad &lt;em&gt;appena&lt;/em&gt; 50.000) per un &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/ryangrepper/coolest-cooler-21st-century-cooler-thats-actually/description&#34;&gt;frigorifero da picnic&lt;/a&gt; con batteria incorporata!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché questo progetto non ha ancora raccolto non dico cifre analoghe, ma almeno quanto era plausibile?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse perché nessuno legge più i libri? Forse perché l&amp;rsquo;idea è troppo intelligente e innovativa? Forse perché il mercato italiano è troppo piccolo e bisogna spaziare a livello mondiale?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;O magari perché non vi piace la &lt;a href=&#34;http://cuoredimela.accomazzi.it/&#34;&gt;canzoncina che presenta il progetto&lt;/a&gt; (detto fra noi, non piace nemmeno a me) e preferite la versione originale cantata dai &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=GBBeTHrG6Cs&#34;&gt;Ricchi e Poveri&lt;/a&gt;? O perché pensate che il progetto sia solo la continuazione di una &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=ERp70SnuRRU&#34;&gt;vecchia indagine del Tenente Sheridan&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;O invece &amp;ndash; ed è quello di cui sono convinto &amp;ndash; perché in Italia si tende sempre a procrastinare, a rimandare le scadenze per ridursi sempre all&amp;rsquo;ultimo minuto? Beh, ci siamo, il tempo sta finendo, la scadenza è vicina, anzi vicinissima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora forza, andate su Kickstarter e supportate &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/295108589/cuore-di-mela-i-segreti-di-apple-iphone-e-mac&#34;&gt;Cuore di Mela&lt;/a&gt;. L&amp;rsquo;obiettivo minimo è vicino ma vogliamo arrivare solo a quello o puntare ben più in alto? Secondo me lo merita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;P.S. &lt;em&gt;Non ho mai visto Accomazzi, non ci ho mai parlato né ho mai scambiato delle email con lui. Però ho letto un paio di suoi libri e gli articoli su Macworld o in rete. Scrive bene, accidenti se scrive bene.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono da anni &lt;a href=&#34;http://blog.argoclima.com/it/polifemo-il-fresco-con-naturalezza/&#34;&gt;apparecchi&lt;/a&gt; che costano lo stesso e raffreddano intere stanze, non la sola scrivania. Ma sono molto meno &lt;em&gt;cool&lt;/em&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Cuore di Mela: il libro al tempo di internet</title>
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      <pubDate>Thu, 28 Jul 2016 11:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Segnalo questo due ottimi post (ma non è una novità!) su &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2016/07/28/da-super-apple-a-cuore-di-mela/&#34;&gt;QuickLoox&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://www.quintadicopertina.com/fabriziovenerandi/?p=573&#34;&gt;Quinta di Copertina&lt;/a&gt;, dedicati a &lt;a href=&#34;http://cuoredimela.accomazzi.it/&#34;&gt;Cuore di Mela&lt;/a&gt;, il libro &lt;em&gt;definitivo&lt;/em&gt; sui sistemi Apple, da macOS a watchOS, passando per iOS e tvOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/295108589/cuore-di-mela-i-segreti-di-apple-iphone-e-mac&#34;&gt;Cuore di Mela&lt;/a&gt; è un tentativo originale di ridisegnare il libro al tempi di internet, un mix di volume cartaceo, ebook, sito web, interazione con i lettori. Un tentativo da non trascurare, anzi da appoggiare senza riserve. Se sarà possibile cercherò anch&amp;rsquo;io a contribuire all&amp;rsquo;iniziativa, scrivendo qualcosa sulle poche cose che so su questo mondo. Ma non vi spaventate, sarà bello lo stesso!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per avere tutto questo, però, non si può più perdere tempo: andate su &lt;a href=&#34;https://www.kickstarter.com/projects/295108589/cuore-di-mela-i-segreti-di-apple-iphone-e-mac&#34;&gt;Kickstarter&lt;/a&gt; e date il vostro contributo, anche di un solo euro, all&amp;rsquo;iniziativa. Sono sicuro che non ve ne pentirete.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Sono passati 25 anni: le origini del web</title>
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      <pubDate>Thu, 15 May 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;[caption width=&amp;ldquo;1120&amp;rdquo; align=&amp;ldquo;aligncenter&amp;rdquo;]&lt;a href=&#34;http://www.w3.org/History/1994/WWW/Journals/CACM/screensnap2_24c.gif&#34;&gt;&lt;img src=&#34;http://www.w3.org/History/1994/WWW/Journals/CACM/screensnap2_24c.gif&#34; width=&#34;1120&#34; alt=&#34;WorldWideWeb, il primo browser web per il Next Cube (1990).&#34; class /&gt;&lt;/a&gt;WorldWideWeb, il primo browser web per il Next Cube (1990).[/caption]&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quest&amp;rsquo;anno si celebrano i &lt;a href=&#34;http://www.webat25.org/about/history&#34;&gt;25 anni del World Wide Web&lt;/a&gt;, la tecnologia che ha permesso la diffusione di massa di Internet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il web nasce nel 1989 con la proposta del fisico &lt;a href=&#34;http://www.w3.org/People/Berners-Lee/&#34;&gt;Tim-Berners Lee&lt;/a&gt; all&amp;rsquo;amministrazione del &lt;a href=&#34;http://home.web.cern.ch&#34;&gt;CERN&lt;/a&gt; di creare un sistema distribuito costituito da documenti legati gli uni agli altri da opportune parole chiave - i cosiddetti &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Ipertesto&#34;&gt;ipertesti&lt;/a&gt; &amp;ndash; che rendesse più semplice lo scambio e la diffusione delle informazioni fra i ricercatori del CERN, impegnati in progetti che coinvolgevano migliaia di persone sparse in ogni angolo della Terra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La presentazione ufficiale del Web avvenne nel corso della &lt;a href=&#34;http://www94.web.cern.ch/WWW94/&#34;&gt;First International Conference on the World-Wide Web&lt;/a&gt; del maggio del 1994, esattamente 20 anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;http://www.w3.org/History/1989/proposal.html&#34;&gt;proposta originale&lt;/a&gt; è stata scritta con un Mac e non a caso: uno dei primi programmi per gestire gli ipertesti prima dell&amp;rsquo;avvento del World Wide Web è stato &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/CC501_hypercard&#34;&gt;HyperCard&lt;/a&gt; di Bill Atkinson, forse il programma più famoso sviluppato per Mac OS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mondo del Mac ha messo lo zampino anche nel primo browser (con editor HTML integrato), il &lt;a href=&#34;http://digital-archaeology.org/the-nexus-browser&#34;&gt;WorldWideWeb&lt;/a&gt; &amp;ndash; rinominato poco dopo &lt;em&gt;Nexus&lt;/em&gt; per evitare confusioni con il Web vero e proprio &amp;ndash; &lt;a href=&#34;http://www.w3.org/People/Berners-Lee/WorldWideWeb.html&#34;&gt;sviluppato nel 1990 da Tim Berners-Lee su (e per) computer NeXT Cube&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;http://info.cern.ch/&#34;&gt;primo sito web&lt;/a&gt; è ancora online ed è attualmente &lt;a href=&#34;http://first-website.web.cern.ch/&#34;&gt;in fase di restauro&lt;/a&gt; per riportarlo per quanto è possibile allo stato originario dell&amp;rsquo;inizio degli anni &amp;lsquo;90. Può essere navigato sia usando &lt;a href=&#34;http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html&#34;&gt;un browser moderno&lt;/a&gt; che tramite uno splendido simulatore del &lt;a href=&#34;http://line-mode.cern.ch/www/hypertext/WWW/TheProject.html&#34;&gt;line-mode browser&lt;/a&gt; (&lt;em&gt;browser a modalità di linea&lt;/em&gt;), il &lt;a href=&#34;http://line-mode.cern.ch/&#34;&gt;browser multipiattaforma&lt;/a&gt; sviluppato presso il CERN allo scopo di consentire a chiunque l&amp;rsquo;accesso al web, anche tramite i terminali seriali a caratteri dell&amp;rsquo;epoca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Particolarmente curiosa è la pagina relativa all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://info.cern.ch/hypertext/DataSources/WWW/Servers.html&#34;&gt;elenco dei server web esistenti nel 1992&lt;/a&gt;: una trentina!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il World Wide Web è un bellissimo esempio di come la ricerca fondamentale &amp;ndash; il &lt;a href=&#34;http://home.web.cern.ch/about&#34;&gt;CERN si occupa di fisica delle particelle&lt;/a&gt;, i mattoni fondamentali dell&amp;rsquo;universo, un settore della scienza apparentemente molto lontano dalla vita di tutti i giorni &amp;ndash; possa avere ricadute assolutamente imprendibili e molto più fruttuose dei soldi spesi per finanziare la ricerca stessa. Come nel caso della corsa allo spazio degli anni &amp;lsquo;60, che ha dato fra l&amp;rsquo;altro origine allo sviluppo travolgente dei &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Integrated_circuit&#34;&gt;circuiti integrati&lt;/a&gt; e più in generale della tecnologia microelettronica, senza la quale non esisterebbe il mondo come lo conosciamo oggi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa che tanti &amp;ndash; soprattutto la nostra classe politica &amp;ndash; dimentica troppo spesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci tenevo a parlarne qui.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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