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    <title>Inrim on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Inrim on Melabit</description>
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      <title>Come cambiare la data in macOS</title>
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      <pubDate>Wed, 18 Dec 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/d838r_d838l_d838b_d838w_d838g_grande.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.justhourglasses.com&#34;&gt;JustHourglasses&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Ma stai scherzando? Perché ci vuoi propinare uno dei tuoi soliti lunghissimi articoli solo per insegnarci a cambiare la data in macOS? Non lo sai che basta essere collegati ad internet e il Mac fa tutto da solo?&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;data-e-ora-in-macos&#34;&gt;Data e ora in macOS&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avete ragione, macOS (così come qualunque sistema operativo moderno) è perfettamente in grado di gestire da solo la data e l&amp;rsquo;ora. Gli basta collegarsi ai server Apple sui quali gira il &lt;a href=&#34;http://www.ntp.org/&#34;&gt;servizio NTP (Network Time Protocol)&lt;/a&gt; per sincronizzare l&amp;rsquo;orologio interno del Mac con l&amp;rsquo;ora &lt;em&gt;ufficiale&lt;/em&gt; di uno degli orologi atomici sparsi nel mondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però ci sono &lt;strong&gt;almeno due casi&lt;/strong&gt; in cui dobbiamo impostare data (e ora) a mano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il primo si verifica quando vogliamo aggiornare o installare &lt;em&gt;ex-novo&lt;/em&gt; macOS utilizzando un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;programma di installazione scaricato prima della data fatidica del 24 ottobre di quest&amp;rsquo;anno&lt;/a&gt;, data nella quale Apple ha aggiornato la firma digitale di tutte le versioni di mac OS distribuite attraverso l&amp;rsquo;App Store (cioè da Lion in poi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il secondo caso si presenta quando la batteria montata sulla scheda madre del Mac invecchia e non riesce più a conservare le impostazioni del sistema, fra cui proprio la data e l&amp;rsquo;ora. Non potendo più contare sulla batteria interna, ad ogni riavvio la data del Mac si resetta al primo gennaio del 1970, al 2000 o a qualche altro giorno ormai lontano nel tempo.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Se proviamo ad aggiornare o ad installare macOS senza aver prima corretto la data, il Mac si può rifiutare categoricamente di procedere, con dei messaggi di errore così criptici da essere praticamente inutili, come questo di El Capitan,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/el-capitan-wrong-date-it.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/el-capitan-wrong-date-it.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;o quest&amp;rsquo;altro di Sierra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/sierra-wrong-date-it.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/sierra-wrong-date-it.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Le schermate di sopra sono state ottenute provando a installare macOS in &lt;a href=&#34;https://www.parallels.com/it/&#34;&gt;Parallels&lt;/a&gt;. Con High Sierra e Mojave la data sbagliata non impedisce di completare il processo di installazione, ma non so dire se è una correzione inserita volutamente da Apple in queste versioni più recenti di macOS oppure è un effetto dell&amp;rsquo;emulatore.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per impostare a mano la data possiamo usare due procedure diverse: una usa l&amp;rsquo;interfaccia grafica del Mac, l&amp;rsquo;altra ha bisogno del Terminale. Possiamo utilizzare la prima se abbiamo già macOS funzionante e vogliamo solo aggiornarlo, l&amp;rsquo;altra invece è necessaria quando dobbiamo installare macOS da zero, ad esempio perché macOS non riesce ad avviarsi (rarissimo, ma può succedere) o perché abbiamo cambiato il disco rigido del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;quando-macos-è-già-installato&#34;&gt;Quando macOS è già installato&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se macOS è già installato sul Mac e vogliamo aggiornarlo utilizzando un &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/11/08/come-scaricare-le-versioni-meno-recenti-di-macos-un-anno-dopo/&#34;&gt;programma di installazione scaricato prima del 24 ottobre&lt;/a&gt; &amp;ndash; perché siamo pigri e non vogliamo scaricare di nuovo il programma di installazione di macOS oppure perché non troviamo più sull&amp;rsquo;App Store la versione di macOS che ci interessa &amp;ndash; possiamo continuare a farlo con un trucco semplicissimo, che risale quasi alla notte dei tempi (informatici). Basta cambiare la data del Mac facendo in modo che sia precedente al 24 ottobre. Una volta concluso il processo di installazione potremo ripristinare senza problemi la data reale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro scenario possibile si presenta quando la batteria montata sulla scheda madre non riesce a conservare le impostazioni di data ed ora. In questo caso, per motivi che mi sfuggono, i server NTP non riescono a reimpostare automaticamente la data e l&amp;rsquo;ora corretta e bisogna per forza di cose fare a mano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia la ragione, cambiare a mano la data del Mac dall&amp;rsquo;interfaccia grafica è facilissimo, come si vede nelle schermate seguenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna aprire le &lt;code&gt;Preferenze di Sistema&lt;/code&gt; e fare doppio click sulle impostazioni di &lt;code&gt;Data e Ora&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/preferenze-di-sistema.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/data-e-ora.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;cliccare sull&amp;rsquo;icona del lucchetto per abilitare le modifiche e inserire nome utente e password (e no, le mie password non sono solo di quattro caratteri!),&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/autenticazione-modifiche.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;deselezionare l&amp;rsquo;opzione che imposta automaticamente la data e l&amp;rsquo;ora e inserire nei campi sottostanti la data e l&amp;rsquo;ora desiderata, premendo il tasto &lt;code&gt;Salva&lt;/code&gt; per confermare le modifiche,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-automatica.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-manuale.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;e infine selezionare di nuovo l&amp;rsquo;opzione che imposta automaticamente la data e l&amp;rsquo;ora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-automatica-fine.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se volete fare i fini potete anche impostare, al posto dei server NTP gestiti da Apple, uno dei &lt;a href=&#34;https://www.inrim.it/node/643&#34;&gt;server NTP ufficiali del nostro paese&lt;/a&gt;, &lt;code&gt;ntp1.inrim.it&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;ntp2.inrim.it&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;time.inrim.it&lt;/code&gt;, premendo poi il tasto &lt;code&gt;Invio&lt;/code&gt; per confermare la nuova impostazione,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-ntp.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-ntp-fine.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;e cliccando poi sull&amp;rsquo;icona del lucchetto per disabilitare ulteriori modifiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/modifiche-disabilitate.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;quando-dobbiamo-partire-da-zero&#34;&gt;Quando dobbiamo partire da zero&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i PC permettono di modificare la data e l&amp;rsquo;ora del sistema tramite il BIOS, senza aver bisogno di avviare il sistema operativo (i PC moderni, e anche il Mac, ormai usano l&amp;rsquo;EFI, &lt;em&gt;Extensible Firmware Interface&lt;/em&gt;, ma il termine BIOS è rimasto scolpito nella memoria).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche i Mac con processore PowerPC potevano modificare data ed ora tramite l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://hints.macworld.com/article.php?story=20060814075952448&#34;&gt;Open Firmware&lt;/a&gt;, una specie di BIOS potenziato sviluppato da Sun e utilizzato da Apple per tutti i suoi Mac prima del passaggio ai processori Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui Mac moderni, invece, l&amp;rsquo;unica possibilità per impostare a mano la data e l&amp;rsquo;ora senza utilizzare il sistema operativo è tramite la funzione di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2019/08/01/come-utilizzare-macos-recovery-per-reinstallare-il-sistema-operativo-del-mac/&#34;&gt;macOS Recovery&lt;/a&gt;, che normalmente viene richiamata premendo i tasti CMD (⌘) ed R all&amp;rsquo;avvio del Mac. Se sul disco rigido è già presente una partizione dedicata a macOS Recovery (normalmente invisibile ai normali strumenti di gestione dei file), l’utility verrà caricata da questa partizione, altrimenti il Mac provvederà a scaricare macOS Recovery da Internet e ad installarla sul disco di avvio del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;altra possibilità per accedere a macOS Recovery è quella di utilizzare una chiavetta USB avviabile che contiene un programma di installazione di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti i casi, una volta avviato macOS Recovery e selezionata la lingua dell&amp;rsquo;interfaccia,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/selezione-lingua.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;comparirà la schermata principale dell&amp;rsquo;utility di ripristino di macOS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/macos-recovery.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto bisogna selezionare il Terminale dal menu Utility,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/menu-utility.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e aspettare qualche secondo che compaia il Terminale al posto dell&amp;rsquo;interfaccia principale di macOS Recovery (si noti che, anche se abbiamo impostato l&amp;rsquo;italiano come lingua del sistema, il Terminale &lt;em&gt;parla&lt;/em&gt; sempre e solo in inglese).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/terminale-macos-recovery.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per impostare la data e l&amp;rsquo;ora bisogna utilizzare il comando &lt;code&gt;date&lt;/code&gt; seguito dalla data e dall&amp;rsquo;ora in un formato piuttosto astruso, &lt;code&gt;MMDDhhmmYYYY&lt;/code&gt;, dove &lt;code&gt;MM&lt;/code&gt; indica il mese (scritto sempre con due cifre, premettendo eventualmente lo zero), &lt;code&gt;DD&lt;/code&gt; il giorno (sempre con due cifre), &lt;code&gt;hh&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;mm&lt;/code&gt; l&amp;rsquo;ora e il minuto da impostare (c&amp;rsquo;è bisogno di dire che anche questi vanno scritti sempre con due cifre?) e infine &lt;code&gt;YYYY&lt;/code&gt; indica l&amp;rsquo;anno. Qui sotto, ad esempio, ho impostato il mese di dicembre (&lt;code&gt;12&lt;/code&gt;), il giorno &lt;code&gt;11&lt;/code&gt;, le ore &lt;code&gt;18&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;10&lt;/code&gt; minuti e l&amp;rsquo;anno corrente (&lt;code&gt;2019&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-data.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2019/12/impostazione-data.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se invece vogliamo impostare la data e l&amp;rsquo;ora del nostro Mac alle nove e trentacinque del mattino del quindici luglio 2018, dovremo scrivere nel Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;date 071509352018&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta impostata la data possiamo chiudere il Terminale e ritornare alla schermata principale di macOS Recovery, per proseguire l&amp;rsquo;installazione di macOS oppure riavviare il Mac senza installare nulla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scrivere questo articolo è stato piuttosto noioso e questo fatto, insieme a svariati impegni lavorativi e familiari, ha contribuito ad allungare a dismisura i tempi di pubblicazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche se l&amp;rsquo;argomento trattato non è dei più interessanti, ho voluto pubblicarlo lo stesso perché la prima volta che non sono riuscito ad installare macOS a causa della data &lt;em&gt;sbagliata&lt;/em&gt; ho dovuto faticare parecchio per capire cosa stesse succedendo. Se risparmierò questa fatica a qualche lettore del blog ne sarà valsa la pena.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il 1 gennaio 1970 è la &lt;a href=&#34;https://ask.metafilter.com/5202/Why-does-the-clock-on-my-Macintosh-reset-to-1969&#34;&gt;data in cui è iniziato il tempo&lt;/a&gt;, almeno secondo UNIX.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto anzi niente</title>
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      <pubDate>Thu, 16 Aug 2018 08:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Alla fine degli anni &amp;lsquo;80 ho vissuto a lungo in Germania. Bellissima la città, Brauschweig, quasi al confine con l&amp;rsquo;ex Germania Est e a pochi chilometri da una città incantevole come Hannover. Bellissimo l&amp;rsquo;istituto dove lavoravo, il &lt;a href=&#34;https://www.google.it/maps/place/Physikalisch-Technische&amp;#43;Bundesanstalt/@52.2893589,10.4643899,748a,35y,39.23t/data=!3m1!1e3!4m13!1m7!3m6!1s0x47aff70707985baf:0xde5aea2aad99155a!2sDie%C3%9Felhorststra%C3%9Fe,&amp;#43;38116&amp;#43;Braunschweig,&amp;#43;Germania!3b1!8m2!3d52.2836134!4d10.4641739!3m4!1s0x47aff710a3b3006b:0x7dc31f0f52dbb55f!8m2!3d52.2964842!4d10.4631552&#34;&gt;Physikalisch-Technische Bundesanstalt&lt;/a&gt; (PTB per quelli che non amano gli scioglilingua), immerso nel verde, pieno di animali selvatici liberi di scorazzare nel bosco, tanto grande che per andare da un capo all&amp;rsquo;altro tanti usavano la bici o l&amp;rsquo;auto. Organizzazione perfetta, i tedeschi quando ci si mettono sono dei maestri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni mese il gruppo di una ventina di tecnici e ricercatori di cui facevo parte, e come il nostro tutte le altre decine e decine di gruppi del PTB (in totale c&amp;rsquo;erano circa 1500-2000 dipendenti), riceveva un tabulato spesso diversi centimetri (volevo scrivere &amp;ldquo;spesso come un elenco del telefono&amp;rdquo;, ma per i più giovani è un paragone incomprensibile) con l&amp;rsquo;elenco di tutte le telefonate fatte da ciascun di noi, suddivise fra telefonate private e telefonate di lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già allora il centralino del PTB era &lt;em&gt;intelligente&lt;/em&gt; e tutte le telefonate erano codificate. Volevo fare una telefonata urbana privata? Mi bastava premettere un &amp;ldquo;1&amp;rdquo; al numero di telefono. Per una telefonata urbana di lavoro usavo un &amp;ldquo;2&amp;rdquo;, per le interurbane private o di lavoro i codici erano rispettivamente &amp;ldquo;3&amp;rdquo; e &amp;ldquo;4&amp;rdquo;. Anche le rare telefonate internazionali avevano i loro codici, diciamo &amp;ldquo;5&amp;rdquo; e &amp;ldquo;6&amp;rdquo;, ed essendo le più costose erano anche quelle più sotto osservazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo modo il costo delle telefonate private veniva addebitato automaticamente al numero da cui erano partite, mentre per quelle di lavoro la procedura era leggermente più complicata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le telefonate che costavano meno di alcuni marchi (diciamo qualche euro di oggi) non le guardavano nemmeno, mentre tutte quelle che superavano una certa soglia venivano marcate con un pennarello giallo (per i casi &amp;ldquo;normali&amp;rdquo;) o rosso (per quelle più costose) e chi le aveva effettuate doveva giustificare il motivo per cui le aveva fatte. Niente di complicato, bastava scrivere sul tabulato stesso il nome dell&amp;rsquo;azienda o del collega che era stato chiamato e perché e il gioco era fatto, si fidavano e non chiedevano altro. Ma dietro tutta questa fiducia c&amp;rsquo;era la consapevolezza che essere scoperti a dichiarare il falso avrebbe comportato una sanzione immediata e irrevocabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A me succedeva spesso di chiamare l&amp;rsquo;azienda di Monaco che aveva realizzato il sistema di deposizione di film sottili che stavo mettendo a punto,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; a volte stavo al telefono un&amp;rsquo;ora o più per cercare di sistemare qualcosa che non andava. Negli anni &amp;lsquo;80 le interurbane si pagavano al minuto e quelle fatte in orario di lavoro potevano costare due o tre volte di più di quelle serali, per cui queste telefonate costavano uno sproposito e venivano regolarmente segnate in rosso. Ma bastavano due righe di spiegazione ed erano contenti, non mi hanno mai chiesto altro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni tanto pensavo che in qualche ufficio del PTB c&amp;rsquo;era qualcuno che passava la giornata a scorrere tutti questi tabulati, a segnare le telefonate sotto osservazione e a leggere e valutare le nostre giustificazioni, e ogni volta cresceva la mia incredulità per questa organizzazione efficiente e rigorosa ma anche attenta a non creare troppi fastidi ai colleghi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Tornato in Italia venni subito assunto dallo &lt;a href=&#34;https://www.inrim.it&#34;&gt;IEN di Torino&lt;/a&gt; (ora INRiM) per proseguire il lavoro fatto presso il PTB. Allo IEN le cose erano molto più &lt;em&gt;ruspanti&lt;/em&gt;, al posto dei codici automatici c&amp;rsquo;erano dei foglietti azzurri dove dovevamo segnare qualunque telefonata fatta, una per ogni foglietto. I foglietti finivano nell&amp;rsquo;ufficio di una signora simpaticissima, peccato non ricordarne più il nome, che li accumulava uno sull&amp;rsquo;altro in pile vertiginose.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria avrebbe dovuto leggere ogni foglietto, addebitare a chi le aveva fatte le telefonate private e chiedere i motivi di quelle di lavoro più costose, più o meno come succedeva al PTB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica la signora non faceva niente di tutto questo, aveva troppe altre cose da fare per occuparsi &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; dei foglietti del telefono. Una volta mi ha spiegato il perché e non faceva una piega. La maggior parte delle telefonate private erano urbane e brevissime, le classiche &amp;ldquo;butta la pasta che arrivo&amp;rdquo; ma, anche se costavano pochi spiccioli, per essere addebitate richiedevano la compilazione di due o tre moduli diversi, oltre che svariate firme e giri di documenti da un ufficio all&amp;rsquo;altro. Per recuperare 100 lire (5 centesimi di oggi) l&amp;rsquo;amministrazione ne avrebbe sprecate 50-100 mila (sempre lire) in termini di costo &amp;ldquo;macchina&amp;rdquo; dei vari impiegati amministrativi coinvolti. Aveva senso farlo? Naturalmente no, e la signora era così saggia da evitare questo spreco inutile per dedicarsi a pratiche più importanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per le telefonate di lavoro, invece, considerava valido a prescindere quello che scriveva il collega, un po&amp;rsquo; perché sapeva che eravamo quasi tutti onesti, un po&amp;rsquo; perché sapeva altrettanto bene che cercare le poche telefonate false nella montagna di quelle vere sarebbe venuto a costare ben di più delle cifre recuperate. E quando anche ci fosse riuscita, sarebbe iniziata la valanga tipicamente italica di giustificazioni, non ricordo, ricorsi e controricorsi, che avrebbe reso vana ogni sua azione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ogni anno prima di Natale la signora prendeva la pila di foglietti e li buttava via senza nemmeno guardarli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quella della mia collega o del PTB era una lezione di buonsenso: non ha senso cercare di controllare tutto, è molto meglio concentrarsi solo sulle cose importanti lasciando perdere le minuzie. Altra lezione indimenticabile è che solo un sistema di sanzioni rigoroso ma equo può evitare veramente le frodi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece prevale l&amp;rsquo;attitudine contraria, si sceglie di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/07/16/consip-ovvero-la-triste-storia-dei-punti-senza-punta/&#34;&gt;controllare e burocratizzare tutto&lt;/a&gt;, in particolare le sciocchezze da quattro soldi, in modo da non riuscire a &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/07/30/qui-consip-ovvero-altro-che-quattro-punti-spuntati/&#34;&gt;non controllare niente in modo efficace&lt;/a&gt;, buttando pure a mare inutilmente delle vere montagne di soldi. E nei pochi casi in cui i controlli  vanno a buon fine, ci sono troppe scappatoie che permettono ai farabutti di farla franca. Vedete voi se per cecità, ignavia o volontà nemmeno troppo nascosta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un sistema di &lt;em&gt;sputtering&lt;/em&gt; in ultra alto vuoto, una roba da mezzo milione di euro di allora affidata ad un giovane appena laureato come me, che meriterebbe un racconto tutto suo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Metrologia o meteorologia?</title>
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      <pubDate>Fri, 20 Jun 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Stavo leggendo più o meno distrattamente uno dei tanti comunicati che arrivano giornalmente nella mia casella di posta elettronica. Si trattava della ennesima &lt;a href=&#34;http://www.funzionepubblica.gov.it/TestoPDF.aspx?d=33571&#34;&gt;proposta di riorganizzazione&lt;/a&gt; del governo in carica, il solito gioco delle tre carte che sposta le poltrone qui e là, riduce i finanziamenti, precarizza sempre di più il personale e lascia il resto come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivato al punto 16, &lt;a href=&#34;http://www.funzionepubblica.gov.it/TestoPDF.aspx?d=33571&#34;&gt;&amp;ldquo;riorganizzazione strategica della ricerca pubblica, aggregando gli oltre 20 enti che svolgono funzioni simili, per dare vita a centri di eccellenza&amp;rdquo;&lt;/a&gt;, salto sulla sedia:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;hellip; accorpamento INRIM [1] con il settore ISPRA-meteorologia [2]; &amp;hellip;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non si tratta di certo del &lt;a href=&#34;http://www.lastampa.it/2011/09/25/blogs/diritto-di-cronaca/il-tunnel-della-gelmini-nqHFeDxkSAL2bYV1CmbhaL/pagina.html&#34;&gt;tunnel della Gelmini&lt;/a&gt;, ma qualcuno sarebbe così cortese da spiegare a questi cosiddetti &amp;ldquo;riorganizzatori&amp;rdquo; la differenza fra &lt;strong&gt;metrologia&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;meteorologia&lt;/strong&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Siamo in buone mani.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;p&gt;[1] L&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://www.inrim.it&#34;&gt;INRIM&lt;/a&gt;, Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (ex Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris) di Torino, è l&amp;rsquo;istituto primario di metrologia in Italia e si occupa di &amp;ldquo;scienza delle misure e dei materiali, sviluppa tecnologie e dispositivi innovativi.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[2] L&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://www.isprambiente.gov.it/it&#34;&gt;ISPRA&lt;/a&gt;, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, è un ente di ricerca istituito nel 2008 dalla fusione di altri enti di ricerca e si occupa di protezione e ricerca in campo ambientale.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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