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    <title>Imac on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Imac on Melabit</description>
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      <title>Diritto alla riparabilità: i prodotti Apple</title>
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      <pubDate>Mon, 11 Nov 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Non sono il tipo che rimpiange i &amp;ldquo;bei vecchi tempi&amp;rdquo; che poi, in verità, tanto belli non erano, anzi. La vita media era vent&amp;rsquo;anni più breve di oggi, la mortalità infantile molto alta e chi riusciva a crescere invecchiava più in fretta, tanto che a cinquant&amp;rsquo;anni sembrava già anziano. Il cibo era più genuino ma scarseggiava, altro che carne e pesce tutto l&amp;rsquo;anno, in alcune zone d&amp;rsquo;Italia la dieta invernale si riduceva a polenta e poco più. Le case erano fredde in inverno, mentre d’estate le auto diventavano forni. E potrei continuare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma c&amp;rsquo;è una cosa che rimpiango del passato: la possibilità di mettere le mani nei computer, cambiando componenti fondamentali come il disco o la RAM e, nei desktop, anche la scheda grafica o il processore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Intendiamoci, i computer odierni sono dei mostri di potenza rispetto a quelli di 10-15 anni fa, e questo deriva anche (ma non solo) dall&amp;rsquo;integrazione sempre più spinta dei componenti, che rende i computer attuali dei sistemi unici e molto meno modulari rispetto al passato. Ma questo significa anche che sono diventati &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/Mac&amp;#43;Studio&amp;#43;2023&amp;#43;Housing&amp;#43;Replacement/165221&#34;&gt;più complicati da smontare&lt;/a&gt; di una &lt;a href=&#34;https://www.vanishingincmagic.com/puzzles-and-brainteasers/articles/what-is-a-japanese-puzzle-box/&#34;&gt;scatola segreta giapponese&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-11-11-diritto-alla-riparabilita-i-prodotti-apple/DALL-E-2024-11-08.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: Immagine di una scatola segreta giapponese generata da &lt;a href=&#34;https://openai.com/index/dall-e&#34;&gt;DALL-E&lt;/a&gt; attraverso &lt;a href=&#34;https://chatgpt.com&#34;&gt;ChatGPT&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Apple in questo è stata un precursore, nel senso che, se la memoria non mi inganna, è stata la prima azienda a integrare in modo sempre più spinto i componenti dei propri prodotti hardware. A volte a ragione, come nel caso degli iPhone, dove la batteria integrata permette di prolungarne la durata diminuendo allo stesso tempo il peso dello smartphone, oppure degli AirPods e dell&amp;rsquo;Apple Watch, che senza questa integrazione non potrebbero proprio esistere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma con i Mac questa integrazione ha portato ad una chiusura eccessiva del prodotto finale, snaturando l&amp;rsquo;idea di computer che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=VtvjbmoDx-I&#34;&gt;&lt;em&gt;cambiano il mondo&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e che permettono di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=iKS0EIyevSU&#34;&gt;&lt;em&gt;pensare in modo differente&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo l&amp;rsquo;iMac. Gli iMac G5, quelli prodotti a partire dal 2004 per intenderci, si aprivano dal retro &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5&#34;&gt;svitando tre viti&lt;/a&gt; e davano accesso a tutto l&amp;rsquo;interno della macchina, permettendo di cambiare praticamente tutto, perfino il display LCD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma a un certo punto &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/07/10/jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/&#34;&gt;certi progettisti&lt;/a&gt; più attenti al design che alla funzionalità hanno deciso che il corpo dell&amp;rsquo;iMac doveva essere un pezzo unico di alluminio (&lt;em&gt;unibody&lt;/em&gt;), trasformando lo schermo LCD nell&amp;rsquo;unico punto di accesso all&amp;rsquo;interno del computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Smontare uno schermo LCD da 20 e più pollici non è una operazione alla portata di tutti, soprattutto se questo non è fissato non con delle semplici viti (già immagino lo sguardo disgustato dei progettisti di cui sopra), ma con dei potenti magneti o, peggio ancora, con delle strisce iperadesive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E, una volta superato questo primo ostacolo, anche cambiare la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;RAM&amp;#43;Replacement/136306&#34;&gt;RAM&lt;/a&gt; o la &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;21.5-Inch&amp;#43;Retina&amp;#43;4K&amp;#43;Display&amp;#43;2019&amp;#43;PRAM&amp;#43;Battery&amp;#43;Replacement/136307&#34;&gt;batteria interna&lt;/a&gt; è diventata una operazione che costringe a fare a pezzi l&amp;rsquo;intero computer, nonostante l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://guide-images.cdn.ifixit.com/igi/6A4EHvapeoMdolHS.large&#34;&gt;interno del Mac sia mezzo vuoto&lt;/a&gt; o quasi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Oggi è anche peggio. Quando acquistiamo un Mac con processore Apple Silicon siamo obbligati a decidere al momento dell&amp;rsquo;acquisto la dimensione della RAM e del disco SSD. Dato che questi due componenti sono integrati nel blocco del processore (la RAM) o saldati sulla scheda logica (l&amp;rsquo;SSD), la loro dimensione non potrà più essere modificata, a meno di non cambiare l&amp;rsquo;intera scheda logica (oppure di &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=E3N-z-Y8cuw&#34;&gt;modifiche fai-da-te da prendere con le pinze&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per garantire una vita più lunga al proprio nuovo Mac, tanti utenti preferiscono quindi largheggiare con le dimensioni di questi componenti. Ma questo significa dover sottostare ai prezzi letteralmente da rapina praticati da Apple: 230 euro in più per passare dal ridicolo disco SSD da 256 GB ad uno più normale da 512 GB, e ben 460 euro per il salto fino a 1 TB. Oppure altri 230 euro per ogni 8 GB di RAM in più rispetto al modello base.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il bello è che gli iMac odierni sono sottili quanto un Air, ma dentro sono praticamente vuoti e, per di più, sono di nuovo &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Teardown/iMac&amp;#43;M3&amp;#43;24-Inch&amp;#43;Teardown:&amp;#43;Apple%E2%80%99s&amp;#43;Most&amp;#43;Replaceable&amp;#43;Battery-/172727&#34;&gt;molto facili da smontare&lt;/a&gt;. Con tanto spazio libero, ci voleva molto ad inserire qualche connettore per aggiungere un secondo disco SSD o dell&amp;rsquo;altra RAM? Questi componenti sarebbero di sicuro meno efficienti a quelli integrati, ma permetterebbero di adattare meglio la macchina alle esigenze variabili nel tempo dei suoi utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: ma queste scelte ingegneristiche rendono il Mac più affidabile, dato che non ci sono connettori che possono rovinarsi. La semplificazione delle connessioni sulla scheda logica permette anche di renderla sempre più piccola, più facile da progettare e di conseguenza più economica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto vero. Ma che ce ne facciamo di una scheda madre piccolissima quando l&amp;rsquo;iMac è già grande di suo? Inoltre, la scheda logica sarà anche più economica da produrre per Apple, ma l’utente finale non ne ricava alcun vantaggio: sostituirla può costare intorno ai 1000 euro, rendendo di fatto più conveniente acquistare un Mac nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E quanto detto per l&amp;rsquo;iMac, vale a maggior ragione per il Mac Studio e il Mac Pro, macchine professionali di costo e dimensioni molto più importanti dell&amp;rsquo;iMac, ma che non possono lo stesso essere aggiornate dopo l&amp;rsquo;acquisto (il Mac Studio), oppure possono essere &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/77003/2023-mac-pro-teardown-still-grate-en&#34;&gt;aggiornate in modo molto limitato&lt;/a&gt; (il Mac Pro) usando quasi esclusivamente &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/101787&#34;&gt;componenti proprietari&lt;/a&gt; Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ha senso tutto ciò? I Mac sono prodotti che durano anni ed anni, e chi li compra lo fa non solo perché sono belli, ma direi soprattutto per l&amp;rsquo;eccellente integrazione fra hardware, software e il resto dell&amp;rsquo;ecosistema Apple. Rendere le macchine più accessibili e più facilmente aggiornabili li renderebbe anche più &lt;em&gt;adattabili&lt;/em&gt;, e sarebbe un colpo da maestro anche per l&amp;rsquo;immagine di Apple, che ultimamente sembra un po&amp;rsquo; appannata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;A parte certi modelli da 27&amp;quot; che hanno mantenuto uno sportellino che permetteva di accedere facilmente alla RAM.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il fatto stesso che questi prezzi siano sempre uguali dimostra che dietro di essi non c&amp;rsquo;è una motivazione tecnica, ma solo una scelta di marketing.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Da Air ad Air</title>
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      <pubDate>Mon, 26 Aug 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-08-26-da-air-ad-air/fluximageai-1724448260028.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine generata da &lt;a href=&#34;https://www.fluximageai.com/&#34;&gt;Flux Image AI&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mia moglie aveva bisogno di un nuovo Mac perché il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;suo MacBook Air M1&lt;/a&gt; era stato requisito dalla nostra figlia più grande.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa scegliere? Apple ormai ha una offerta molto più articolata di quella a &lt;a href=&#34;https://appleworld.today/2022/03/steve-jobs-four-quadrant-plan-would-no-longer-work-but-apples-product-line-is-overly-complicated/&#34;&gt;quattro quadranti&lt;/a&gt; introdotta dopo il ritorno di Steve Jobs nel 1997,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; quindi bisogna fare delle scelte.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Uno potrebbe chiedersi: cosa ce ne importa a noi lettori di questo blog del computer di tua moglie? È vero, è una questione che al mondo interessa meno di zero. Tuttavia, le esigenze di mia moglie sono molto più rappresentative di quelle dell&amp;rsquo;utente medio di quanto possano essere le mie, quindi queste considerazioni potrebbero rivelarsi utili per orientarsi un po&amp;rsquo; meglio tra l&amp;rsquo;offerta Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Per cominciare, niente computer desktop, quindi niente Mac Mini o iMac (il Mac Studio e il Mac Pro non sono certo destinati ad un utente medio come mia moglie). Io preferisco ancora i desktop, del resto uso ogni giorno sia un Mac Studio che un Mini, ma è anche vero che ho a disposizione diversi portatili ed iPad per le mie esigenze mobili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando il computer personale è unico, non c&amp;rsquo;è dubbio, un portatile è ormai la scelta di gran lunga più pratica e flessibile. Tanto più che in pochi secondi lo si può trasformare in un vero e proprio desktop, semplicemente collegandolo ad un monitor e ad una tastiera/mouse wireless.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche prendere un MacBook Pro non aveva senso. Le esigenze di mia moglie sono molto basiche e qualunque Air con processore Apple Silicon è in grado di soddisfare le sue necessità per parecchi anni a venire (figlie permettendo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se fosse dipeso da me, avrei preso l&amp;rsquo;Air M3 da 15&amp;quot;, perché uno schermo di quelle dimensioni è ideale per chi trascorre l&amp;rsquo;intera giornata davanti al computer. Ma per mia moglie è molto più importante la portabilità; poter mettere l&amp;rsquo;Air in una borsa insieme a penne, libri e compiti conta molto di più di uno schermo più grande, tanto più che usa poche applicazioni e non ha bisogno di passare continuamente da una all&amp;rsquo;altra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine rimane il MacBook Air da 13&amp;quot;, che è senza alcun dubbio il prodotto più equilibrato in termini di rapporto fra prestazioni e prezzo. Si trattava solo di scegliere se il modello 2022 con processore Apple Silicon M2 o quello di quest&amp;rsquo;anno con processore M3.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non c&amp;rsquo;è stato molto da lambiccarsi: su Amazon, a fine luglio, il MacBook Air M2 era in offerta con uno sconto interessante mentre l&amp;rsquo;M3 era disponibile solo a prezzo pieno, con una differenza di prezzo di circa 300-400 euro a seconda del colore. Il piccolo incremento di prestazioni garantito dal processore M3, a mio avviso, non giustificava il dover spendere il 25% in più. E quindi che M2 sia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho scelto il modello Mezzanotte, costava un po&amp;rsquo; di più ma il colore è bellissimo e molto più elegante dell&amp;rsquo;Argento o Grigio siderale degli altri MacBook Air e Pro che girano per casa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Quali considerazioni si possono trarre da questa storia?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credo di averlo già scritto più volte, ma lo ribadisco anche qui: il MacBook Air è in questo momento il computer più interessante prodotto da Apple. Ha un rapporto prestazioni/prezzo davvero eccezionale ed è perfettamente in grado di soddisfare le esigenze della stragrande maggioranza degli utenti, a parte quelli davvero &lt;em&gt;pro&lt;/em&gt; che hanno bisogno di un computer in grado di lavorare al massimo delle prestazioni per lunghi periodi di tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un altro asso nella manica dell&amp;rsquo;Air è la batteria, che è davvero in grado di durare per tutto il giorno (io mi porto dietro il caricatore solo quando viaggio). Il fatto che l&amp;rsquo;Air sia totalmente silenzioso può sembrare un dettaglio da poco, ma in certe situazioni si rivela estremamente utile, come in un&amp;rsquo;aula di lezione oppure di notte (so di cosa parlo, anni fa avevo un portatile le cui ventole erano sempre attive e facevano il rumore di un aereo al decollo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ha senso spendere troppo per comprare un computer solo &lt;em&gt;nel caso servisse&lt;/em&gt;. Il mercato elettronico è tumultuoso e quello che oggi è il top, venduto a prezzi premium, domani diventerà la norma e dopodomani sarà obsoleto. Di conseguenza, è preferibile acquistare il modello di computer che ci serve davvero &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;, magari utilizzando i soldi risparmiati per aggiornarlo (leggi sostituirlo) più  spesso. Senza dimenticare che, a differenza di 20-30 anni fa, un computer di qualità odierno è in grado, anche dopo alcuni anni, di eseguire tutto ciò che gli viene richiesto senza particolari rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il discorso appena fatto non vale per i computer &lt;em&gt;da supermercato&lt;/em&gt;, quelle ciofeche da 500 euro che riescono a valere molto meno di quello che costano. Se avessi solo 500 euro da spendere, preferirei prendere un modello di qualità usato piuttosto che buttare i miei soldi in oggetti che, dopo un anno (e sono ottimista!), sono letteralmente da buttare via.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine, e mi dispiace molto dirlo, i computer desktop non se la passano affatto bene. Sono ancora indispensabili per chi ha bisogno di potenze di calcolo elevate o li tiene sempre accesi, magari utilizzandoli da remoto come se fossero server, ma la stragrande maggioranza degli utenti preferisce, giustamente, la flessibilità e la comodità di un portatile. Tanto più che il problema della durata della batteria, che una volta costringeva a cercare di continuo una presa elettrica, è stato sostanzialmente superato nei portatili Apple, che ormai sono in grado di funzionare senza alimentazione per l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. Anche nei portatili di qualità con Windows, in particolare quelli con processore ARM, questa limitazione sta diventando sempre meno significativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Senza arrivare, per fortuna, alle assurdità dei produttori di PC, i cui &lt;a href=&#34;https://www.hp.com/it-it/shop/&#34;&gt;prodotti impronunciabili&lt;/a&gt; differiscono spesso solo per particolari risibili.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Performance Test</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/</link>
      <pubDate>Tue, 15 Mar 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Dopo aver valutato le &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;prestazioni del MacBook Air M1 con Geekbench 5&lt;/a&gt;, questa volta tocca a &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt;, un tool meno noto ma davvero molto interessante, perché permette una analisi molto dettagliata delle prestazioni del sistema. Ma non temete, qui mi limiterò solo a un riassunto dei risultati più importanti. Chi vuole può saltare i dettagli relativi all&amp;rsquo;installazione e all&amp;rsquo;uso di PerformanceTest e &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/#risultati&#34;&gt;leggere solo la parte finale&lt;/a&gt; con i risultati dei test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;performancetest-versione-grafica-e-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;PerformanceTest: versione grafica e versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest per Mac è un prodotto gratuito di &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com&#34;&gt;Passmark Software&lt;/a&gt; ed è un vero peccato che il produttore faccia pochissimo per farcelo trovare con facilità, sepolto com&amp;rsquo;è in fondo della pagina dedicata alla descrizione generica del prodotto (e anche da lì ci vogliono altri due click per arrivare alla &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;versione specifica per Mac&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://apps.apple.com/it/app/performancetest/id1560051043&#34;&gt;versione grafica&lt;/a&gt; di PerformanceTest si trova sull&amp;rsquo;App Store e gira su macOS 11.0 e versioni superiori, quindi di fatto solo su Big Sur e Monterey (Figura 1), mentre la &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/downloads/pt_mac.zip&#34;&gt;versione a linea di comando&lt;/a&gt; (da eseguire quindi con il Terminale del Mac) ha bisogno almeno di macOS 10.14 Mojave (Figura 2).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-gui-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Versione grafica di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Versione a linea di comando di PerformanceTest.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le schermate delle due versioni sono praticamente identiche, la parte superiore della finestra mostra le principali informazioni di sistema mentre tutto il resto è dedicato all&amp;rsquo;elenco dei test disponibili e ai risultati corrispondenti. L&amp;rsquo;unica differenza è che la versione a linea di comando mostra anche i valori dei parametri utilizzati per eseguire i test (numero di processi, numero di ripetizioni, durata del test, tutte cose che vedremo meglio più avanti), mentre la versione grafica può utilizzare solo i parametri di default (o almeno io non sono stato capace di trovare il modo di configurarla), parametri di cui però non sappiamo nulla perché non sono riportati nella finestra del programma. Sull&amp;rsquo;Air M1 la schermata della versione grafica si estende in verticale per tutto lo schermo e finisce per essere nascosta in parte dal Dock; è vero che ci vuol poco per nascondere il Dock, ma è una piccola seccatura lo stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Io ho preferito usare la versione a linea di comando, non solo perché è compatibile con un maggior numero di versioni di macOS e quindi mi ha permesso di provare quasi tutti i Mac a mia disposizione, ma anche perché può eseguire tutti i test in sequenza salvando i risultati su un file. Una bella comodità quando ogni ciclo di test dura mezz&amp;rsquo;ora o più e si devono ripetere più volte le stesse prove con valori diversi dei parametri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ancora più importante, però, è il fatto che, a differenza della versione grafica limitata ad usare solo i parametri di default, la versione a linea di comando di PerformanceTest consente di variare in modo molto completo le condizioni di esecuzione del programma, una cosa fondamentale per mettere seriamente alla prova i Mac sotto esame.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-usare-la-versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;Come usare la versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest a linea di comando non richiede installazione, basta scaricarlo da &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;, decomprimere il file &lt;code&gt;pt_mac.zip&lt;/code&gt;, spostarsi nella cartella risultante &lt;code&gt;PerformanceTest&lt;/code&gt; ed eseguire il programma &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; con gli opportuni parametri.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Andando nello specifico, se abbiamo scaricato e scompattato il file nella cartella &lt;code&gt;Downloads&lt;/code&gt;, per lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; da Terminale con i parametri di default dobbiamo eseguire i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ cd ~&#xA;$ cd Downloads/PerformanceTest&#xA;$ ./pt_mac&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;Come sempre il simbolo del &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2018/12/30/script-per-tutti-i-giorni-shell-e-parametri/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando. Il primo comando &lt;code&gt;cd ~&lt;/code&gt; serve solo per essere sicuri di &lt;em&gt;partire&lt;/em&gt; dalla cartella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; del proprio account e non è strettamente necessario a meno che non abbiate già usato quello stesso Terminale per aggirarvi nei meandri del filesystem.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto si apre la schermata principale del programma (Figura 2). Premendo il tasto &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; eseguiamo tutti i test disponibili, se invece vogliamo eseguire solo i test relativi alla CPU o alla memoria dobbiamo premere rispettivamente i tasti &lt;code&gt;C&lt;/code&gt; o &lt;code&gt;M&lt;/code&gt;. Con i parametri di default i test durano relativamente poco e alla fine ci viene chiesto se vogliamo salvare i risultati su &lt;a href=&#34;cpubenchmark.net&#34;&gt;cpubenchmark.net&lt;/a&gt; che, analogamente a quello che fa Geekbench, raccoglie i risultati dei test eseguiti con PerformanceTest. In caso di risposta positiva, alla fine dell&amp;rsquo;upload ci viene restituito l&amp;rsquo;URL dove ritrovare il nostro test.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto molto comodo ma anche piuttosto difficile da analizzare a posteriori. Molto meglio eseguire &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; specificando esplicitamente i parametri da utilizzare per i test. In questo caso &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; salva i risultati dei test su un file in &lt;a href=&#34;https://www.cloudbees.com/blog/yaml-tutorial-everything-you-need-get-started&#34;&gt;formato &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;&lt;/a&gt; e non più su cpubenchmark.net, una cosa che apre la strada all&amp;rsquo;automazione di tutta la procedura, ad esempio attraverso uno script in &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Io ho preferito fare tutto a mano perché il numero di test da eseguire non era così grande da non poter essere concluso in un paio di giorni sfruttando i momenti liberi delle varie macchine, ma se dovessi analizzare un gran numero di computer &lt;a href=&#34;https://xkcd.com/1319/&#34;&gt;avrebbe senso investire un po&amp;rsquo; di tempo&lt;/a&gt; nel preparare uno script come si deve.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;come-sono-stati-eseguiti-i-test&#34;&gt;Come sono stati eseguiti i test&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho iniziato i test sul MacBook Air M1 utilizzando macOS Big Sur 10.6, ma poi ho ripetuto le misure anche con gli aggiornamenti successivi 10.6.1 e 10.6.2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, ho misurato anche le prestazioni dell&amp;rsquo;altro Air di casa, un modello del 2015 con processore i5 su cui è installato macOS Mojave 10.14.6, nonché quelle di due altri Mac su cui girano versioni compatibili di macOS, un vecchio ma sempre pimpante MacBook Pro i7 del 2011 &lt;em&gt;customizzato&lt;/em&gt;, su cui gira Big Sur 11.6.2 e un iMac i5 del 2013 con Mojave 10.14.6. Purtroppo il mio Mac principale usa (ancora per poco, spero) High Sierra e quindi non ho potuto includerlo in queste prove.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda PerformanceTest, tutti i test sono stati eseguiti con la versione v10.2 Build 1000 del 21 Dicembre 2021, che è ancora l&amp;rsquo;ultima &lt;em&gt;release&lt;/em&gt; disponibile. Tutte le prove riportate qui sono state eseguite con questi parametri&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ ./pt_mac -p 1 -i 5 -d 3 -r 3&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;dove &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; indica il numero di processi da eseguire in parallelo, &lt;code&gt;-i&lt;/code&gt; il numero di ripetizioni di ciascun test, &lt;code&gt;-d&lt;/code&gt; la durata dei test e infine &lt;code&gt;-r&lt;/code&gt; determina se eseguire tutti i test o solo quelli relativi alla CPU o alla memoria (maggiori dettagli sul significato di ciascuno switch si &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/index.php&#34;&gt;possono trovare qui&lt;/a&gt;). In questo caso specifico, il numero di processi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; è stato variato fra 1 e 32, raddoppiando ogni volta il numero precedente (quindi &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt; può essere uguale a 1, 2, 4, 8, 16, 32), mentre per semplicità tutti gli altri parametri sono stati mantenuti invariati. Ciò significa che ogni test è stato ripetuto per 5 volte (&lt;code&gt;-i 5&lt;/code&gt;), eseguendo sempre dei test di tipo &lt;code&gt;Long&lt;/code&gt; (&lt;code&gt;-d 3&lt;/code&gt;) e analizzando sia la CPU che la memoria (&lt;code&gt;-r 3&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questa configurazione un ciclo completo di test richiede almeno mezz&amp;rsquo;ora, inutile aspettare davanti al Terminale, meglio andare a prendere un caffè molto lungo o a fare una passeggiata. Perché mentre eseguiamo i test non possiamo assolutamente usare il Mac, anzi prima di lanciare &lt;code&gt;pt_mac&lt;/code&gt; sarebbe preferibile chiudere tutte le applicazioni in esecuzione, o almeno quelle che non sono indispensabili.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante i test la temperatura del processore M1 del MacBook Air, misurata tramite &lt;a href=&#34;https://github.com/macmade/Hot&#34;&gt;Hot&lt;/a&gt;, arriva fino a 80°, a dimostrazione del fatto che PerformanceTest mette davvero alla frusta le capacità della CPU. Dato che il processore M1 del MacBook Air è raffreddato solo in modo passivo (cioè senza ventole, rumorose e soggette a guasti), è chiaro che a questa temperatura interviene un sistema di &lt;em&gt;throttling&lt;/em&gt; che diminuisce le prestazioni del processore e gli impedisce di riscaldarsi ulteriormente. Ben diversi i Mac con processori Intel: qui la temperatura della CPU può arrivare a 90-95°, ma ora le ventole si sentono, eccome se si sentono!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi tutti i test sono stati eseguiti tenendo il MacBook Air M1 sempre collegato all&amp;rsquo;alimentazione elettrica. Ho provato anche a eseguire un paio di prove con la batteria e, come vedrete fra poco, ho fatto bene, perché i risultati sono interessanti e meriterebbero un maggiore approfondimento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;risultati&#34;&gt;Risultati&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;PerformanceTest salva sul file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; i risultati ottenuti da ciascun test, nonché due parametri riassuntivi, il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, che &lt;a href=&#34;https://forums.passmark.com/performancetest/4599-formula-cpu-mark-memory-mark-and-disk-mark&#34;&gt;combinano in un modo piuttosto contorto&lt;/a&gt; i risultati dei test della &lt;a href=&#34;https://www.cpubenchmark.net/cpu_test_info.html&#34;&gt;CPU&lt;/a&gt; e quelli relativi alla &lt;a href=&#34;https://www.memorybenchmark.net/graph_notes.html&#34;&gt;memoria&lt;/a&gt; (Figura 3). Purtroppo non è possibile mostrare una schermata con i risultati completi dei test perché alla fine dell&amp;rsquo;analisi PerformanceTest salva i risultati su file e si chiude, tornando al prompt del Terminale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/performance-test-cli-air-m1-2.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Risultati (quasi completi) dei test.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta concluse le prove sui quattro Mac che ho usato in questo ciclo di test mi sono ritrovato con un bel numero di file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt;, uno per ogni valore di &lt;code&gt;-p&lt;/code&gt;, archiviati in cartelle diverse a seconda del Mac usato. PerformanceTest non permette di scegliere il nome del file e la cartella di archiviazione, per cui bisogna rinominare e archiviare tutto a mano, un&amp;rsquo;altra delle cose che potrebbero essere facilmente automatizzate con il buon vecchio &lt;code&gt;bash&lt;/code&gt;. Ma tant&amp;rsquo;è, per questa volta fare tutto a mano non è stato troppo fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Arrivati a questo punto l&amp;rsquo;idea era di aprire RStudio e cominciare ad analizzare i dati. E invece no. Per qualche motivo la &lt;a href=&#34;https://cran.r-project.org/package=yaml&#34;&gt;libreria &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; di R&lt;/a&gt; non riusciva ad aprire i file generati da PerformanceTest (inutile dire che la stessa libreria non aveva problemi con qualunque altro file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; che avessi sotto mano), per cui ho dovuto fare un passaggio intermedio con Python per convertire i file &lt;code&gt;yaml&lt;/code&gt; in &lt;code&gt;csv&lt;/code&gt;, aprendo poi questi ultimi in R. Il resto dell&amp;rsquo;analisi è filato via senza problemi. Per semplicità mi sono limitato ad analizzare solo il &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; e il &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt;, ma non è detto che prima o poi non ci sia modo di fare uno studio più completo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo con i valori del &lt;code&gt;CPU Mark&lt;/code&gt; ottenuti dai 4 Mac utilizzati (Figura 4).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 4. CPU Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, quadrati blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, rombi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, triangoli viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Rispetto agli altri 3 Mac il MacBook Air M1 (identificato nel grafico dai quadrati blu) è di un altro pianeta, ma dai &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/&#34;&gt;risultati ottenuti con Geekbench&lt;/a&gt; sappiamo che anche i Mac più moderni con processore Intel non avrebbero fatto una figura migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La Figura 4 mostra chiaramente come il processore M1, ad ogni raddoppio del numero di processi, riesce a raddoppiare (o quasi) il suo livello di prestazioni. Una tendenza alla saturazione del CPU Mark si osserva solo quando PerformanceTest arriva ad eseguire 8 processi in parallelo, impegnando così tutti gli 8 &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; della CPU, perché una parte delle risorse del sistema deve essere comunque riservata alla gestione del sistema operativo (ecco perché è bene tenere il Mac il più possibile &lt;em&gt;scarico&lt;/em&gt; durante questi test).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una cosa piuttosto strana succede quando il numero di processi arriva a 16. Per quanto se ne sa, il processore M1 non supporta l&amp;rsquo;&lt;em&gt;hyper-threading&lt;/em&gt; &amp;ndash; la tecnologia di Intel che permette di simulare l&amp;rsquo;esistenza di due &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; logici per ogni &lt;em&gt;core&lt;/em&gt; fisico&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; &amp;ndash; ma nonostante questo, con 16 processi in parallelo le prestazioni misurate dal CPU Mark invece di diminuire (a causa dell&amp;rsquo;&lt;em&gt;overhead&lt;/em&gt;, cioè del tempo &lt;em&gt;perso&lt;/em&gt; dal sistema operativo ad alternare i due blocchi di 8 processi su una sola CPU) si mantengono di fatto identiche a quelle con soli 8 processi, ad ulteriore conferma dell&amp;rsquo;efficienza dell&amp;rsquo;M1. Che però si &lt;em&gt;arrende&lt;/em&gt; una volta arrivato a 32 processi in parallelo, ma questo potrebbe essere dovuto a qualche caratteristica dello stesso PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, ha davvero dell&amp;rsquo;incredibile osservare come, grazie al processore M1, il piccolo Air si sia trasformato dalla cenerentola di casa Apple in quanto a potenza a un computer in grado di rivaleggiare ad armi pari con modelli ben più costosi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardiamo ora i valori del &lt;code&gt;Memory Mark&lt;/code&gt; (Figura 5). Qui non c&amp;rsquo;è molto da dire, il Memory Mark non cambia molto al variare del numero di processi e come sempre l&amp;rsquo;Air M1 dimostra la sua superiorità rispetto ai modelli Intel, con un indice doppio rispetto al MacBook Air i5 e migliore di quasi il 50% nei confronti degli altri due modelli esaminati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-model.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 5. Memory Mark in funzione del numero di processi in esecuzione nella CPU. Legenda: (iMac14,3, cerchi rossi) iMac i5 2013/Mojave 10.14.6, (MacBookAir10,1, cerchi blu) MacBook Air M1 2020/Big Sur 10.6.x, (MacBookAir7,2, cerchi verdi) MacBook Air i5 2015/Mojave 10.14.6 i5 , (MacbookPro8,2, cerchi viola) MacBook Pro i7 2011/Big Sur 10.6.2.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;qualche-anomalia&#34;&gt;Qualche anomalia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;Air M1 presenta due risultati decisamente anomali (indicati in Figura 5 con delle etichette rosse), nei quali il Memory Mark assume valori ben al di sotto di quello che ci si potrebbe aspettare. Il valore peggiore in assoluto si ottiene utilizzando la batteria, ma un&amp;rsquo;altra prova eseguita esattamente nelle stesse condizioni ha dato un risultato normale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di primo acchito si potrebbe pensare che l&amp;rsquo;anomalia sia collegata alla versione del sistema operativo usato, perché i due valori anomali si ottengono con la versione iniziale 11.6 di macOS Big Sur (Figura 6). Ma se è plausibile che gli aggiornamenti successivi di Big Sur abbiano introdotto qualche ottimizzazione nella gestione della memoria del processore, questa ipotesi non spiega perché il Memory Mark misurato con 8 processi in parallelo sia decisamente peggiore di quello con 16 processi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/MemoryMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 6. MacBook Air M1: dipendenza del Memory Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, come si vede in Figura 7, con il CPU Mark succede esattamente il contrario: a parità di numero di processi il CPU Mark è sempre maggiore, seppur di poco, con macOS 11.6 rispetto ai due aggiornamenti successivi del sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-03-15-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/CPUMark-macos.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 7. MacBook Air M1: dipendenza del CPU Mark dalla versione di macOS Big Sur.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto più plausibile, invece, è che i valori occasionalmente bassi di Memory Mark siano collegati a qualche processo spurio rimasto a girare nella memoria del MacBook Air M1. È vero che proprio con questo modello ho cercato sempre di lavorare in condizioni controllate e ripetibili, ma è anche vero che ho eseguito un numero di test decisamente maggiore che con gli altri Mac, per cui potrebbe essermi sfuggito qualcosa. Questo dettaglio meriterebbe comunque un maggiore approfondimento, anche perché è importante poter valutare in modo quantitativo i miglioramenti e le ottimizzazioni introdotte dai vari aggiornamenti del sistema operativo e quanto questi si traducano in una maggiore efficienza del codice eseguito sulla macchina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/04/07/macbook-air-m1-la-non-recensione-big-sur/&#34;&gt;ultima puntata&lt;/a&gt; di questa serie, qualche impressione personale su Big Sur in relazione al MacBook Air M1.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nelle versioni precedenti di PerformanceTest il programma veniva decompresso nella stessa cartella contenente il file &lt;code&gt;.zip&lt;/code&gt;. Chi usa la versione v10.1 del programma (o versioni precedenti) dovrà modificare di conseguenza il percorso indicato nell&amp;rsquo;articolo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo ammettere di averlo fatto con  MacBook Air M1 ma non con i Mac meno potenti, su cui girano delle applicazioni che sarebbe molto seccante dover interrompere. In ogni caso, le differenze sono così eclatanti che chiudere queste applicazioni non avrebbe cambiato granché i risultati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche i processori AMD supportano una tecnologia analoga. Del resto l&amp;rsquo;hyper-threading è solo il nome commerciale adottato da Intel per la tecnologia di &lt;em&gt;simultaneous multithreading&lt;/em&gt; (SMT) sviluppata da Sun Microsystems già negli anni &amp;lsquo;90.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>MacBook Air M1 la non-recensione: prestazioni con Geekbench 5</title>
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      <pubDate>Sun, 20 Feb 2022 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2022/02/20/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Lo so, sono passati dei mesi senza che riuscissi a scrivere nulla sulle prestazioni velocistiche del MacBook Air M1. Purtroppo una serie di circostanze professionali e familiari hanno preso il sopravvento e mi hanno obbligato a trascurare il blog per tutto questo tempo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma le promesse si mantengono, e quindi eccomi qui ad analizzare le prestazioni del portatile più piccolo ed economico di casa Apple. Data la lunghezza, ho preferito dividere l&amp;rsquo;articolo in due parti: in questa prima parte presenterò i risultati ottenuti con &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, mentre nella seconda parte utilizzerò un &lt;em&gt;tool&lt;/em&gt; meno noto ma molto interessante, &lt;a href=&#34;https://www.passmark.com/products/pt_mac/&#34;&gt;PerformanceTest&lt;/a&gt; per Mac. In entrambi i casi, dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1 i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;geekbench-5&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il MacBook Air è considerato da sempre il classico notebook per chi ha poche pretese: sottile e leggero (indimenticabile la scenetta di &lt;a href=&#34;https://youtu.be/OIV6peKMj9M?t=187&#34;&gt;Steve Jobs che lo tira fuori da una busta&lt;/a&gt;) ma anche poco prestante, una macchina perfetta per chi è sempre in giro, ma inadeguata per usi che vadano oltre le classiche applicazioni da ufficio, la gestione della posta elettronica o la navigazione sul web. La mia esperienza con il modello del 2015 che ho ancora a casa è perfettamente in linea con queste considerazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si inizia ad usare l&amp;rsquo;Air M1, invece, questo scenario cambia completamente. Grazie ai benefici del processore &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/en-us/HT211814&#34;&gt;Apple Silicon M1&lt;/a&gt;, il notebook più economico della gamma Apple combatte ormai ad armi pari sul piano della pura potenza di calcolo con il più costoso &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/macbook-pro-13/&#34;&gt;MacBook Pro M1&lt;/a&gt; con schermo da 13&amp;quot; (ma il MacBook Pro M1 può lavorare a piena potenza per un tempo maggiore) nonché, in parte, anche con i potenti MacBook Pro M1 Pro e Max introdotti qualche mese fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inutile dire che il modesto Air batte alla grande anche gli ultimi &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro con CPU Intel&lt;/a&gt; in vendita fino a pochi mesi fa (sì, anche i modelli da 16&amp;quot;!), che costavano almeno il doppio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non lo dico io, lo dicono i test di velocità di &lt;a href=&#34;https://www.geekbench.com&#34;&gt;Geekbench 5&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;ultima versione del più famoso strumento di analisi delle prestazioni dei processori, in grado di analizzare sia i processori x86 &amp;ldquo;tradizionali&amp;rdquo; prodotti da Intel e AMD che i processori basati su architettura ARM, come gli Apple M1 originali e i nuovissimi M1 Pro e Max.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench5.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 1. Schermata principale di Geekbench 5.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Geekbench 5 permette agli utenti registrati di caricare automaticamente i punteggi ottenuti dai loro Mac sulla piattaforma web del prodotto. Grazie alla condivisione dei risultati, gli sviluppatori di &lt;a href=&#34;https://www.primatelabs.com/&#34;&gt;Primate Labs&lt;/a&gt; dispongono ormai di un enorme database di dati che, per i soli computer Apple, arriva a modelli risalenti almeno fino al 2008 (i modelli precedenti non sono probabilmente compatibili con Geekbench 5).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La pagina &lt;a href=&#34;https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks&#34;&gt;Mac Benchmarks&lt;/a&gt; aggrega questi dati, mostrando per ciascun modello di Mac la media dei valori misurati per il &lt;em&gt;Single Core Score&lt;/em&gt; e il &lt;em&gt;Multi-Core Score&lt;/em&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Il primo punteggio misura sostanzialmente la velocità del processore con le normali applicazioni di uso giornaliero, che in genere usano un solo &lt;a href=&#34;https://www.informaticappunti.it/cosa-sono-core-cpu/&#34;&gt;core del processore&lt;/a&gt; alla volta, mentre il Multi-Core Score è utile per valutare la velocità del processore con le applicazioni di tipo professionale, che tendono a sfruttare il più possibile il parallelismo offerto dai processori multi-core moderni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Scaricare i dati &lt;em&gt;grezzi&lt;/em&gt; mostrati in Mac Benchmarks è piuttosto facile, basta lanciare il Terminale ed eseguire il comando (come al solito il &lt;code&gt;$&lt;/code&gt; rappresenta il &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/01/30/script-per-tutti-i-giorni-ricapitoliamo/&#34;&gt;prompt del Terminale&lt;/a&gt; e non fa parte del comando)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;$ wget https://browser.geekbench.com/mac-benchmarks.json&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;che ci restituirà il file &lt;code&gt;mac-benchmarks.json&lt;/code&gt;, che potremo analizzare con R, Python, Julia o con qualunque altro strumento di analisi dei dati che siamo abituati ad usare (ma sì dai, perfino con Excel). Ma non temete, l&amp;rsquo;analisi ho già fatta io (con R), riassumendo i risultati principali nei due grafici seguenti e nella tabella alla fine dell&amp;rsquo;articolo.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;single-core-score&#34;&gt;Single Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo dal primo grafico, che mostra il Single Core Score di tutti i modelli di Mac prodotti a partire dal 2018. Le prestazioni sono normalizzate rispetto a quelle di un Mac con processore &lt;a href=&#34;https://ark.intel.com/content/www/it/it/ark/products/126688/intel-core-i38100-processor-6m-cache-3-60-ghz.html&#34;&gt;Intel Core i3-8100&lt;/a&gt; del 2017, fissate convenzionalmente a 1000.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; A questi dati ho aggiunto le misure effettuate su un paio di miei Mac, scelti volutamente fra quelli più vecchi a mia disposizione, dei modelli del 2012 e del 2013 che possiamo ormai considerare obsoleti. I dati di Geekbench sono rappresentati con dei cerchi colorati, di colore diverso per ogni anno considerato, mentre le mie misure sono rappresentate con dei quadrati, anch&amp;rsquo;essi colorati in base all&amp;rsquo;anno del modello. L&amp;rsquo;asse orizzontale mostra un numero, che ho chiamato &lt;em&gt;Test ID&lt;/em&gt;, che identifica in modo univoco ciascun dato del grafico. A cosa serve? È un (banale) trucco per &lt;em&gt;stendere&lt;/em&gt; i dati lungo l&amp;rsquo;asse orizzontale, in modo da poterli mostrare in una specie di successione temporale. Se non avessi fatto così, tutti i dati relativi ai modelli dello stesso anno sarebbero finiti nella stessa posizione orizzontale, rendendo più difficile analizzare i risultati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-singlecore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 2. Geekbench 5: single core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-singlecore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il grafico ci dice alcune cose interessanti. Prima di tutto che la maggior parte dei Mac prodotti nel periodo 2018-2021 hanno un processore Intel, il che è pacifico visto i nuovi Mac con processore M1 sono stati presentati solo alla fine del 2020. Il 2019 (rappresentato dai cerchi verde smeraldo) è stato chiaramente un anno particolarmente fecondo di nuovi modelli,&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; con l&amp;rsquo;uscita di nuovi iMac e MacBook Pro e soprattutto con il ritorno del &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2019/06/04/wow/&#34;&gt;MacPro espandibile&lt;/a&gt;, quello che sostituiva (troppo tardi) il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;modello a cilindro del 2013&lt;/a&gt;, rivelatosi un bell’esercizio di stile ma poco adatto ai pesanti usi professionali per cui era stato ideato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la cosa più significativa è guardare all&amp;rsquo;evoluzione dello score nel tempo. Se guardiamo i cerchi colorati verdi e azzurri (cioè i dati relativi ai Mac prodotti dal 2018 al 2020), vediamo che in tre anni il Single Core Score cambia relativamente poco, oscillando grosso modo fra 800 e 1250 con una lieve tendenza all&amp;rsquo;aumento. Perfino i punteggi dei miei due vecchi Mac del 2012 e 2013 (i quadrati rosso chiaro e verde oliva) non sono troppo lontani da quelli dei modelli Intel più recenti di fascia medio-bassa. Poi nel 2020 l&amp;rsquo;introduzione dal processore Apple M1 fa fare ai Mac un balzo improvviso di ben 500 punti, il 40% in più del punteggio migliore in assoluto raggiunto con i processori Intel.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E il bello è che questo salto vale per tutti i Mac di nuova produzione: dal punto di vista del Single Core Score un modello vale l&amp;rsquo;altro, e quindi possiamo davvero pensare di usare un  Mac Mini o un MacBook Air per i normali compiti da &lt;em&gt;ufficio&lt;/em&gt; (detto per semplificare, in realtà per tutte le applicazioni di uso normale) senza sentirci penalizzati, riservando l&amp;rsquo;acquisto dei modelli superiori e ben più costosi ai casi in cui sia davvero necessario usare applicazioni avide di potenza di calcolo e capaci di sfruttarla al meglio (penso naturalmente ai prodotti per creativi come Photoshop e compagnia bella, a Final Cut Pro, a Logic Pro, ma anche all&amp;rsquo;infinito campo del software tecnico-scientifico professionale).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;multi-core-score&#34;&gt;Multi-Core Score&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto appena detto è confermato dal grafico del Multi-Core Score, nel quale si vede chiaramente che i nuovissimi processori Apple M1 Pro e Max per i &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/macbook-pro&#34;&gt;portatili Apple di gamma alta&lt;/a&gt; da 3-4.000 euro sono meno performanti solo degli Xeon da 16, 24 o 28 Core montati sui &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/mac-pro/tower&#34;&gt;Mac Pro top di gamma&lt;/a&gt;, dei bestioni da scrivania che partono da 9.000-15.000 euro ma che possono facilmente arrivare a costare varie decine di migliaia di euro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2022-02-20-macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-geekbench-5/geekbench-multicore.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;Figura 3. Geekbench 5: multi-core score (&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2022/02/geekbench-multicore.png&#34;&gt;cliccare qui&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine ingrandita).&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda il processore M1 &lt;em&gt;liscio&lt;/em&gt;, come quello montato sul MacBook Air, qui la lotta è più serrata, ma comunque i risultati ci dicono che, a livello di prestazioni pure, il piccolo Air M1 combatte ad armi pari con i modelli più potenti di iMac Intel e persino con il Mac Pro &lt;em&gt;entry level&lt;/em&gt; (che corrispondono ai quattro cerchi verde smeraldo o azzurro identificati con il nome del processore che hanno un Multi-Core Score compreso fra 7.500 e 10.000). Ditemi voi se è poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi vuole maggiori dettagli, ecco una tabella riassuntiva che riporta i 25 modelli di Mac con il valore più alto di Single-Core Score (la tabella completa, che in questo momento contiene 292 modelli diversi, può essere &lt;a href=&#34;https://github.com/sabinomaggi/melabit/tree/main/macbook-air-m1-benchmarks&#34;&gt;scaricata da qui&lt;/a&gt; in formato &lt;code&gt;.csv&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ai primi 12 posti della tabella ci sono solo Mac con processore M1, e fra questi c&amp;rsquo;è anche il MacBook Air M1 (evidenziato in grassetto), piazzato molto onorevolmente a metà graduatoria (ma va detto che le differenze del Single Core Score fra i vari modelli sono davvero minime). Per trovare il primo Mac con processore Intel (identificato nella colonna Architettura con la dizione &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt;) bisogna scendere fino al 13-14 posto, dove troviamo l&amp;rsquo;ultimo iMac da 27&amp;quot; con processore i7 o i9, che ha uno score di ben 500 punti inferiore a quello del primo Mac della lista. Ogni ulteriore commento è inutile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;ID&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Modello&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Processore&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Architettura&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Single Core&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: right&#34;&gt;Multicore&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;282&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12247&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;285&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Max @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1747&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12186&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;281&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (16-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1739&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;12103&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;284&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1736&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11944&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;283&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (14-inch, 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 Pro @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1732&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;9513&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;277&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;MacBook Air (Late 2020)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;Apple M1 3196 MHz (8 cores)&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;&lt;strong&gt;aarch64&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;1730&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;&lt;strong&gt;7691&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;280&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (24-inch Mid 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1717&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7473&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;279&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (24-inch Mid 2021)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1714&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7453&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;273&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac mini (Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1712&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7425&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;272&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1706&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7391&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;271&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Air (Late 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Apple M1 @ 3.2 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;aarch64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1705&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;7411&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;267&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-10700K @ 3.8 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1251&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;8132&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;268&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i9-10910 @ 3.6 GHz (10 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;9031&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;238&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i9-9900K @ 3.6 GHz (8 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1233&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;8226&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;266&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-1068NG7 @ 2.3 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1229&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;4483&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;269&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-10600 @ 3.3 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1180&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6117&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;260&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3275M @ 2.5 GHz (28 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1152&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;19957&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;265&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Pro (13-inch Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-1038NG7 @ 2.0 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1137&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;4211&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;259&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3265M @ 2.7 GHz (24 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1136&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;18120&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;239&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-9600K @ 3.7 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1131&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5457&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;262&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;MacBook Air (Early 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-1060NG7 @ 1.2 GHz (4 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;3018&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;270&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (27-inch Retina Mid 2020)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i5-10500 @ 3.1 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1120&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;5871&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;258&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3245 @ 3.2 GHz (16 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1119&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;14611&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;257&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Mac Pro (Late 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Xeon W-3235 @ 3.3 GHz (12 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1114&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;11889&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;243&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;iMac (21.5-inch Retina Early 2019)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Intel Core i7-8700 @ 3.2 GHz (6 cores)&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;x86_64&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;1111&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: right&#34;&gt;6026&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Tabella 1. Elenco dei 25 modelli di Mac con il valore più altro di Single-Core Score. Nella colonna Architettura, &lt;code&gt;x86_64&lt;/code&gt; indica i processori Intel, mentre &lt;code&gt;aarch64&lt;/code&gt; individua i processori Apple M1.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo un anno e mezzo dalla commercializzazione dell&amp;rsquo;Air M1, i risultati ottenuti da questo piccolo portatile sono ancora strabilianti. I benchmark parlano chiaro e ancora più chiara è l&amp;rsquo;esperienza reale d&amp;rsquo;uso di questo piccolo portatile (ma per quella dovrete aspettare ancora un po&amp;rsquo;). Se poi guardiamo il rapporto prestazioni/prezzo, credo che in questo momento non ci sia niente di meglio in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unico vero difetto (se così possiamo dire) dell&amp;rsquo;Air M1 è lo schermo piccolo, che d&amp;rsquo;altra parte ne favorisce la portabilità. Difetto facilmente superabile collegando il portatile ad un monitor esterno, e magari anche ad una tastiera e ad un mouse wireless, ottenendo così un sistema potente ma economico, sul quale è un piacere lavorare alla scrivania ma che all&amp;rsquo;occasione può essere portato in giro senza nemmeno accorgersi che è nella borsa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2022/03/15/macbook-air-m1-la-non-recensione-prestazioni-con-performance-test/&#34;&gt;prossima volta&lt;/a&gt; i risultati dei benchmark eseguiti con PerformanceTest.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questi valori medi, come posso testimoniare io stesso, sono ben rappresentativi dei risultati reali ottenuti nelle singole prove, nel senso che ripetendo più volte i test nelle condizioni corrette si ottengono sempre risultati molto omogenei fra loro, senza scostamenti importanti fra una prova e l&amp;rsquo;altra.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poiché i dati sono la media delle misure caricate di continuo dagli utenti Mac sul sito di Geekbench potrebbero variare nel tempo e differire leggermente da quelli riportati qui, che sono stati scaricati il 24 gennaio 2021.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un punteggio (&lt;em&gt;score&lt;/em&gt;) di 2000 significa quindi che il processore in esame ha una prestazioni doppie dell&amp;rsquo;i3-8100.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordo che i modelli di Mac vengono differenziati sia in base al processore che alle dimensioni dello schermo integrato (per i modelli che ce l&amp;rsquo;hanno).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (seconda parte)</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/08/14/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-seconda-parte/</link>
      <pubDate>Fri, 14 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2020/08/14/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-seconda-parte/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/edgar-chaparro-d9uqsghl2ug-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@echaparro&#34;&gt;Edgar Chaparro&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver mostrato nella &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/08/05/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-prima-parte/&#34;&gt;prima parte dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt; perché è conveniente utilizzare un disco SSD relativamente piccolo dove installare il sistema operativo e le applicazioni, accoppiato ad un hard-disk meccanico (HDD) molto più capiente riservato ai documenti,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; in questa seconda parte presenterò alcuni scenari pratici di applicazione di questa tecnica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-1-mac-pro&#34;&gt;Scenario numero 1: Mac Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi ha un Mac Pro di prima generazione, il modello a &amp;ldquo;grattugia&amp;rdquo; pre-2013 per intenderci, che rimane ancora oggi un bellissimo esempio di design industriale, &lt;a href=&#34;https://create.pro/mac-pro-51-best-system-creative-professionals-internal-expandability-unparalleled-customisation-king/&#34;&gt;può fare quello che che gli pare&lt;/a&gt;. Può cambiare il processore, può cambiare la scheda grafica e, naturalmente, può montare dischi a gogò, indipendentemente dal fatto che siano dischi meccanici o SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://everymac.com/images/other_images/apple-mac-pro-mid-2010-big.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Lo stesso vale per i fortunati possessori di un Mac Pro nuovo modello o per chi è in procinto di acquistarne uno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per questi Mac professionali, usare due o più dischi nella stessa macchina (indipendentemente dal fatto che siano SSD o dischi meccanici) non è tanto una questione di prezzo ma di flessibilità d&amp;rsquo;uso e di sicurezza, perché separare i dati dalle applicazioni non può fare che bene (ad esempio perché permette di reinstallare da zero il sistema operativo e le applicazioni senza rischiare di cancellare i documenti, che sono sempre la parte più preziosa di un computer).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-2-acquistare-un-imac&#34;&gt;Scenario numero 2: acquistare un iMac&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Realizzare una configurazione a doppio disco SSD+HDD al momento di acquistare un nuovo iMac è facilissimo. Durante la fase di configurazione dell&amp;rsquo;iMac dobbiamo solo limitarci a scegliere il disco SSD da 512 GB proposto da Apple, senza farci rapinare installando i modelli più grandi.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono delle eccezioni: il modello base dell&amp;rsquo;iMac da 21 pollici consente di scegliere solo fra un SSD da 256 GB o un Fusion Drive da 1 TB, mentre il corrispondente modello da 27 pollici prevede solo ed esclusivamente un SSD da 256 GB. Se installate davvero poche applicazioni, 256 GB possono ancora andare bene, altrimenti state alla larga da questi modelli e spendete qualcosa di più scegliendo uno dei modelli più performanti di iMac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria il modello da 21 pollici con Fusion Drive potrebbe ancora andar bene, se utilizziamo il Fusion Drive interno come disco per i documenti e aggiungiamo un SSD esterno per il sistema operativo e le applicazioni (ricadendo così nello scenario numero 7). Ma un disco da 1 TB per i dati (per di più interno e piuttosto &lt;a href=&#34;https://everymac.com/systems/apple/imac/imac-aluminum-tapered-edge-faq/how-to-upgrade-imac-hard-drive-aluminum-2012-2013.html&#34;&gt;difficile da sostituire&lt;/a&gt;) è già piccolo oggi, figuriamoci come sarà fra qualche anno (il &amp;ldquo;guaio&amp;rdquo; dei Mac è che durano troppo, per cui bisogna ragionare in una prospettiva temporale di parecchi anni; i PC, che dopo un paio di anni sono da buttare, non pongono questi problemi).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Detto per inciso, se dovessi acquistare un iMac oggi, a differenza del passato, preferirei il modello da 27 pollici, non solo perché mette a disposizione delle schede grafiche più avanzate, ma anche perché offre la possibilità di incrementare la RAM in un secondo momento, permettendo così di diluire la spesa nel tempo e di risparmiare parecchio rivolgendosi a &lt;a href=&#34;https://9to5mac.com/2020/08/09/how-to-upgrade-2020-imac-ram-video-5k-27-inch-128-gb/&#34;&gt;fornitori di terze parti&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia a scelta, in parallelo all&amp;rsquo;acquisto dell&amp;rsquo;iMac dobbiamo prevedere l&amp;rsquo;acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB (meglio 2 TB, di più solo se vi servono veramente) con interfaccia USB o meglio ancora Thunderbolt (attraverso la porta USB-C).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il cacciavite non vi spaventa, meglio acquistare un hard-disk da 7.200 giri al minuto (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/TOSHIBA-DT01ACA100-Cache-3-5-Inch-Internal/dp/B009AYWCJE/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B009CPDI62/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;), più veloce dei modelli che trovate comunemente negli hard disk esterni commerciali, da inserire in un contenitore apposito, preferibilmente metallico per migliorare la dissipazione del calore  (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Inateck-Custodia-Esterna-Alluminio-Esterno/dp/B00RCJ54BC/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza del Fusion Drive, che è un disco interno difficilmente sostituibile, scegliere un disco esterno da solo 1 TB può andar bene perché, in caso di bisogno, ci vuole poco a sostituirlo con un modello più grande. Inutile strafare prendendo da subito un modello da 4 TB (o superiori), &lt;em&gt;just in case&lt;/em&gt;. Quando vi serviranno 4 TB il prezzo dei dischi si sarà ridotto tanto che vi costerà meno sostituire il disco esterno piuttosto che prendere da subito il modello superiore (e questo è un principio generale che vale anche per le chiavette USB, le unità di memoria SD e così via).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E l&amp;rsquo;iMac Pro? L&amp;rsquo;iMac Pro è un discorso a parte, perché arriva già di base con un SSD da 1 TB e l&amp;rsquo;upgrade ad un SSD da 2 TB, che costa 500 euro, è quasi conveniente rispetto al prezzo complessivo della macchina. Come per il Mac Pro, per chi acquista questi modelli il prezzo è un variabile secondaria rispetto a fattori, come la potenza di calcolo o l&amp;rsquo;affidabilità (e qui torniamo al solito discorso sulla separazione dei dati dalle applicazioni).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-3-acquistare-un-mac-mini&#34;&gt;Scenario numero 3: acquistare un Mac Mini&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per il Mac Mini valgono considerazioni analoghe a quelle già fatte per l&amp;rsquo;iMac, tenendo conto del fatto che anche in questo caso il disco SSD è saldato alla scheda madre e quindi non può essere aggiornato. Molto meglio scegliere un SSD da 512 GB, a meno che non vi limitiate ad usare solo le applicazioni preinstallate di default e poco altro, nel qual caso 256 GB potrebbero essere sufficienti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come per l&amp;rsquo;iMac, insieme al Mac Mini dovete prevedere l&amp;rsquo;acquisto di un disco esterno da almeno 1 TB, con interfaccia USB o se possibile Thunderbolt (attraverso la porta USB-C). Se siete maniaci dell&amp;rsquo;estetica, l&amp;rsquo;ideale sarebbe questo &lt;a href=&#34;https://www.aliexpress.com/i/4000899176430.html&#34;&gt;hub USB-C con alloggiamento per disco da 2.5 pollici&lt;/a&gt;, la cui forma richiama quella del Mini e che va installato sotto il computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-4-acquistare-un-macbook&#34;&gt;Scenario numero 4: acquistare un MacBook&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un computer desktop rimane stabile su una scrivania, per cui avere uno o più dischi esterni collegati permanentemente al computer non è particolarmente fastidioso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un portatile, invece, per definizione è fatto per essere portato in giro. Ma non è pratico portarsi dietro un disco esterno intrinsecamente fragile come un disco rigido meccanico, o usarlo collegato al Mac mentre siamo in una posizione precaria, al tavolino del bar, su una panchina o sulla mitica ribaltina degli aerei.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso vale sempre il solito consiglio, in fase di acquisto scegliete un SSD da almeno 512 GB, escludendo il modello da 256 GB a meno che le vostre necessità non siano davvero basilari. Questa volta però il disco SSD dovrebbe essere in grado di contenere tutti i documenti che vi servono mentre vi muovete con il portatile, destinando il disco esterno meccanico (o meglio ancora, un secondo disco SSD) a tutto ciò che utilizzate solo di rado, da copiare di volta in volta sul disco interno del MacBook (Air o Pro che sia).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un opzione interessante potrebbe essere quella di montare un disco SSD con &lt;a href=&#34;https://www.kmsoltec.com/blog/7-tecnologia-m2-le-varie-differenze-tra-i-vari-moduli-in-commercio&#34;&gt;fattore di forma M.2&lt;/a&gt; (come ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Crucial-MX500-CT500MX500SSD4-Interno-NAND/dp/B077SQ8J1V/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B073SBX6TY/&#34;&gt;questo&lt;/a&gt;) in una custodia che assomiglia ad una chiavetta USB (come &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Aplic-Custodia-Portatile-Adattatore-interfacce/dp/B07DRLLBF3/&#34;&gt;questa&lt;/a&gt;). Bisogna solo stare attenti a scegliere un disco M.2 compatibile, perché purtroppo questo &amp;ldquo;standard&amp;rdquo; è una giungla di dimensioni e connettori diversi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In teoria si potrebbe anche usare un disco wireless, ma la lentezza del collegamento rispetto al cavo, il maggiore consumo della batteria e la necessità di combattere con le configurazioni di rete ne sconsigliano l&amp;rsquo;uso per collegamenti che non siano occasionali (e allora, a che serve complicarsi la vita con un disco wireless?).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-5-acquistare-un-pc-desktop&#34;&gt;Scenario numero 5: acquistare un PC desktop&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quanto detto per il Mac Pro può essere ripetuto pari pari per i comuni PC desktop, che hanno sempre almeno tre o quattro vani in cui installare le unità di memoria di massa. E anche se Windows 10 ha fatto passi da gigante rispetto alle versioni precedenti sul fronte della stabilità, se usiamo un PC con Windows è meglio andare sul sicuro e tenere sempre ben distinti i propri dati dalle applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-6-acquistare-un-pc-portatile&#34;&gt;Scenario numero 6: acquistare un PC portatile&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche per i PC portatili vale in gran parte il discorso già fatto per Mac portatili, con la differenza che il mondo dei PC è molto più variegato e ci sono sia modelli &amp;ldquo;chiusi&amp;rdquo; nei quali è difficile accedere o effettuare modifiche (proprio come sui nuovi MacBook), sia modelli molto più &amp;ldquo;aperti&amp;rdquo;, nei quali è facilissimo smontare il fondo per accedere al disco rigido e alla RAM. In alcuni (e sempre più rari) casi, ci sono degli sportelllini appositi che permettono di cambiare il disco rigido senza nemmeno aprire il portatile. Inutile dire che, a parità di prestazioni, fra un modello chiuso ed uno aperto io preferirei sempre il secondo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;scenario-numero-7-e-se-il-mac-ce-labbiamo-già&#34;&gt;Scenario numero 7: e se il Mac ce l&amp;rsquo;abbiamo già?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il Mac ce l&amp;rsquo;avete già e state per buttarlo via perché ha ancora il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/25/ma-il-fusion-drive-serve-ancora/&#34;&gt;famigerato Fusion Drive&lt;/a&gt; o un ancora più lento disco meccanico e ogni volta che l&amp;rsquo;accendete avete il tempo di farvi un caffè lungo (molto lungo!) prima che sia pronto per essere usato, l&amp;rsquo;alternativa più pratica è montare il disco SSD in un contenitore esterno, collegato al Mac tramite l&amp;rsquo;onnipresente porta USB o meglio ancora, le porte Thunderbolt (per i Mac più recenti) o FireWire (per i Mac più anziani).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In tutti i casi è preferibile acquistare separatamente il disco SSD e il contenitore esterno, non solo per una questione di costi ma anche perché così si può scegliere il disco e il contenitore più adatto alle nostre esigenze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra gli SSD in commercio, non posso che consigliare il Samsung 860 EVO, che uso da anni (e prima ho usato l&#39;850 e l&#39;840) e che ha un rapporto qualità/prezzo insuperabile. Per i contenitori c&amp;rsquo;è solo l&amp;rsquo;imbarazzo della scelta. Meglio comunque spendere qualcosa di più e scegliere un modello in alluminio., il vostro SSD starà più fresco e vi ringrazierà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il fai-da-te non fa per voi, potete scegliere il &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MU-PA500B-EU-Portatile-Type-C/dp/B074MCM721/&#34;&gt;Samsung T5&lt;/a&gt; o il &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B078SWJ3CF/ref=twister_B07XFMVXHJ&#34;&gt;SanDisk Extreme&lt;/a&gt; e difficilmente avrete problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-mio-setup&#34;&gt;Il mio setup&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;E per dimostrare che non sono il tipo che predica bene ma poi fa il contrario di quello che dice, ecco una foto del mio setup casalingo, con l&amp;rsquo;iMac 2008 che, dopo tanti anni, continua ancora a funzionare perfettamente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/img_20200812_073026.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se li contate, ho ben 5 dischi rigidi collegati all&amp;rsquo;iMac: un SSD di avvio da 5000 GB installato nel contenitore di alluminio Icy Box con connessione FireWire, tre dischi rigidi esterni da 2.5 pollici, uno collegato direttamente al Mac tramite la porta USB e gli altri due che passano attraverso l&amp;rsquo;hub USB in primo piano, e infine un grosso disco meccanico che uso per Time Machine (l&amp;rsquo;oggettino in primo piano nel contenitore nero/argento non è un disco rigido e non fa testo). Dimenticavo: c&amp;rsquo;è anche il disco interno originale, che uso per i documenti più importanti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrei facilmente consolidare il contenuto del disco interno e dei tre dischi esterni da 2.5 pollici in un unico disco più capiente, ma sono troppo pigro per farlo. E poi l&amp;rsquo;Mac è così vecchio che non ne vale nemmeno la pena (ormai il mio Mac principale di casa è un&amp;rsquo;altro, ma di questa nuova macchina, che mi ha letteralmente stupito, parlerò in un&amp;rsquo;altra occasione).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è bisogno di dire che tutti le cartelle principali del disco interno e dei tre dischi esterni sono collegate alla mia &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; tramite dei collegamenti simbolici, per cui quando uso l&amp;rsquo;Mac non mi accorgo nemmeno di dove sono collocati fisicamente i vari file. È un setup abbastanza complicato, mi rendo conto, ma il fatto stesso che funzioni (e bene) da anni, dimostra che le configurazioni più semplici descritte qui sono davvero alla portata di tutti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;lista-degli-acquisti&#34;&gt;Lista degli acquisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di seguito una breve lista di dischi meccanici e SSD e di contenitore esterni, scelti fra i modelli che ho utilizzato personalmente o che mi sembrano dei prodotti interessanti ed affidabili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;DISCLAIMER&lt;/strong&gt;. Potete seguire i consigli e acquistare i prodotti elencati (io comunque non ci guadagno nulla), ma se per qualche ragione qualcosa si rompe, mi dispiace ma devo declinare ogni responsabilità. I prodotti elettronici sono piuttosto affidabili, ma questo non significa che non possano avere dei problemi, soprattutto se chi lo usa non rispetta certe precauzioni basilari (ho visto gente sbattere il portatile acceso come se fosse un tappeto, ovvio che dopo un po&amp;rsquo; di questi trattamenti il disco rigido tiri la corda).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico interno Toshiba da 1 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/TOSHIBA-DT01ACA100-Cache-3-5-Inch-Internal/dp/B009AYWCJE/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico interno Toshiba da 2 TB, 3.5 pollici 7200 RPM (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B009CPDI62/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ci ho pensato una vita prima di decidere di comprarlo e da un anno e mezzo funziona 24 ore al giorno. Quest&amp;rsquo;anno la stanza è pure surriscaldata, visto che non ci va nessuno ed il condizionatore è spento. Finora tutto bene, vedremo a fine estate. Non potevo non mettere un link anche nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hard-disk meccanico portatile Maxtor da 2 TB, 2.5 pollici USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Maxtor-Seagate-HX-M201TCB-GM-Esterno/dp/B01AJWNXAM&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ho due di questi modelli da 2 TB, oltre che un paio più piccoli, e ne ho fatti comprare parecchi esemplari ad amici e conoscenti. Funzionano bene e costano poco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Samsung 860 EVO da 500 GB, 2.5 pollici SATA III (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MZ-76E500B-Unit%C3%A0-Interna-Grigio/dp/B078WQT6S6/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Ho perso il conto di quanti ne ho già acquistati. Una garanzia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD WD Blue da 500 GB, M.2 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/B073SBX6TY/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Prima o poi lo comprerò.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Samsung 970 EVO Plus da 500 GB, PCle NVMe M.2 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B07MFBLN7K/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Essendo un modello NVMe è preferibile usarlo come SSD interno in quei PC che dispongono del connettore apposito. Non so se qualche Mac lo supporta. Ovviamente niente impedisce di montarlo in un contenitore esterno come quello mostrato più sotto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD Sabrent Rocket da 512 GB, PCle NVMe M.2 2280 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Sabrent-Interno-Rocket-Prestazioni-SB-ROCKET-512/dp/B07KGMBCKD/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Stesso discorso fatto per il Samsung EVO 970 Plus.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile Samsung T5 da 500 GB, connessione USB 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MU-PA500B-EU-Portatile-Type-C/dp/B074MCM721/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile SanDisk Extreme da 500GB (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B078SWJ3CF/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;SSD portatile OWC Envoy Pro mini con connettore USB 3.1 (varie taglie) (&lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/external-drives/OWC/Envoy-Pro-mini&#34;&gt;link a OWC&lt;/a&gt;). Per una volta niente Amazon.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Inateck in alluminio per dischi da 3.5 pollici, connessione USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Inateck-Custodia-Esterna-Alluminio-Esterno/dp/B00RCJ54BC/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Peccato solo che non sia anche USB-C.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Icy Box in alluminio per dischi da 2.5 pollici, connessione USB-C 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Custodia-Esterna-Pollici-Completamente-Alluminio/dp/B07J2HYF8C/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Costa un po&amp;rsquo; di più della media, ma è USB-C. E poi la qualità si paga.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore OWC Mercury On-The-Go per dischi da 2.5 pollici, connessione USB 3.0 e FireWire 800 (&lt;a href=&#34;https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-on-the-go-usb-3.0-and-2.0-firewire-800-portable-enclosure-kit/&#34;&gt;link a MacShop&lt;/a&gt;). Se vi serve la connessione FireWire, ormai non ci sono molte altre alternative.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore OWC Mercury Elite Pro per dischi da 2.5/3.5 pollici, connessione USB 3.1 e FireWire 800 (&lt;a href=&#34;https://www.macshop.com/archiviazione/esterna/usb/owc-mercury-elite-pro-1-x-3.5-esata-fw800-usb3.1/&#34;&gt;link a MacShop&lt;/a&gt;). Rispetto al contenitore precedente, questo costa qualcosa di più ma è metallico e supporta anche USB 3.1. Dovessi scegliere oscillerie parecchio fra i due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Sabrent per SSD M.2, connessione USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Sabrent-M-2-SSD-3-0-aluminum-Enclosure-ec-m2mc/dp/B0765D6NJV/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Non supporta gli SSD PCle NVMe (quindi va bene solo per il WD Blue).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore per SSD M.2 con connettore USB 3.0 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Aplic-Custodia-Portatile-Adattatore-interfacce/dp/B07DRLLBF3/&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;). Già menzionato nel testo dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Contenitore Orico per SSD NVMe M.2 2230/2242/2260/2280, connessione USB-C e USB 3.1 (&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/dp/B087PXXCFL/ref=sspa_dk_detail_1&#34;&gt;link ad Amazon&lt;/a&gt;. Usare un SSD NVMe come disco esterno mi sembra inutile, però se serve questo dovrebbe andar bene.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;Hub USB-C con alloggiamento per disco SATA per Mac Mini (&lt;a href=&#34;https://www.aliexpress.com/i/4000899176430.html&#34;&gt;link ad AliExpress&lt;/a&gt;). Credo che non ci sia niente di più pratico per aggiungere un secondo disco rigido al Mac Mini. Sulla qualità non posso dire niente, ma le &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/Enclosure-Hagibis-Docking-Station-MacBook/dp/B088B4DCF2/&#34;&gt;recensioni su Amazon.com&lt;/a&gt; sono molto positive. Peccato che il colore non sia identico a quello dell&amp;rsquo;ultimo Mini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dove il termine documenti comprende sia i documenti da ufficio veri e propri &amp;ndash; testi, fogli elettronici, presentazioni, email &amp;ndash; sia i file multimediali, gli ebook, il codice sorgente dei programmi che sviluppiamo, e in generale tutto ciò che elaboriamo tramite il computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo tutti gli SSD, tranne i modelli da 4 e 8 TB che costano uno sproposito, sono saldati alla scheda madre e quindi non possono essere sostituiti.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mitica perché la citano tutti ma, fra arrivo, partenza, giro caffè e vicino con vescica debole, in un volo normale qui in Europa in realtà la si può usare al massimo per una mezz&amp;rsquo;oretta.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>SSD o dischi meccanici? Perché non tutti e due? (prima parte)</title>
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      <pubDate>Wed, 05 Aug 2020 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/laura-ockel-qox9ksvpqcm-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Foto di &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@viazavier&#34;&gt;Laura Ockel&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci hanno messo qualche anno di troppo, ma ormai i dischi SSD sono diventati le normali unità di avvio dei computer moderni, complice il calo di prezzi degli ultimi anni. Solo Apple si ostina ad offrire dei lenti dischi meccanici da appena 5400 giri al minuto sui suoi iMac più economici, ma probabilmente smetterà (finalmente!) di farlo alla prossima iterazione del modello, che dovrebbe arrivare molto presto (infatti l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac&#34;&gt;iMac è stato aggiornato proprio ieri&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo gli SSD sono ancora piuttosto cari, in questo momento un SSD da 1 TB di buona qualità costa fra i &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Crucial-MX500-CT1000MX500SSD1-Interno-Pollici/dp/B078211KBB&#34;&gt;100&lt;/a&gt; e i &lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/Samsung-MZ-V7S1T0BW-Unit%C3%A0-PLUS-Arancione/dp/B07MBQPQ62&#34;&gt;200&lt;/a&gt; euro, mentre l&amp;rsquo;equivalente meccanico si trova a 40-50 euro e con 100 euro si può acquistare un modello dignitoso da 3-4 TB. Meglio non parlare dei prezzi da rapina praticati da Apple, che pretende 625 euro per installare un disco SSD da 1 TB al posto dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/06/25/ma-il-fusion-drive-serve-ancora/&#34;&gt;obsoleto Fusion Drive&lt;/a&gt; su un nuovo iMac (e definire obsoleto il Fusion Drive è ancora troppo poco), o che sui portatili (ma da ieri anche sugli iMac) ci chiede la bellezza di 500 euro per montare un SSD da 1 TB al posto di quello minimale da 250 GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando acquistiamo un nuovo computer abbiamo quindi il problema di scegliere se pagare a caro prezzo un disco SSD molto capiente, che magari non verrà mai utilizzato completamente, oppure risparmiare scegliendo un modello da 500 GB &amp;ndash; 1 TB che però, complice la solita legge di Murphy, diventerà troppo stretto dopo pochi mesi di utilizzo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;due-dischi-al-posto-di-uno&#34;&gt;Due dischi al posto di uno&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il problema è aggravato dal fatto che nella maggior parte dei Mac, così come in quasi tutti i PC portatili più performanti, è molto difficile, se non impossibile, aggiornare i componenti interni dopo l&amp;rsquo;acquisto.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Una valutazione sbagliata al momento dell&amp;rsquo;ordine rischia quindi di rendere rapidamente obsoleto il prodotto acquistato. Un vero spreco, visto che un buon computer moderno può rispondere per parecchi anni in modo più che adeguato alle necessità della stragrande maggioranza degli utenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna si può avere facilmente il meglio dei due mondi, un veloce disco SSD destinato al sistema operativo e ai programmi, accoppiato ad un disco meccanico (HDD) molto più capiente dove conservare tutti i propri documenti (comprendendo con questo termine sia i documenti da ufficio veri e propri &amp;ndash; testi, fogli elettronici, presentazioni, email &amp;ndash; sia i file multimediali, gli ebook, il codice sorgente dei programmi che sviluppiamo, e in generale tutto ciò che elaboriamo tramite il computer).&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fare così ha un altro grosso vantaggio: in caso di guai possiamo reinstallare facilmente da zero sia il sistema operativo che le applicazioni senza correre il rischio di cancellare i documenti, che di fatto costituiscono la parte più preziosa di un computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Separare i dati dalle applicazioni è una pratica normale in Linux, la maggior parte delle distribuzioni consente di farlo in fase di installazione (ma in genere bisogna usare una modalità &lt;em&gt;avanzata&lt;/em&gt; di installazione) e non è troppo difficile farlo anche in un secondo momento. Anche Windows prevede un meccanismo per farlo, è piuttosto rozzo e funziona meglio al momento dell&amp;rsquo;installazione di Windows su un nuovo PC, quando il disco rigido è ancora vuoto, ma sappiamo tutti che da Windows non si può pretendere più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche macOS consente di muovere la cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt; (o &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt;) di un utente su un altro disco (o su un&amp;rsquo;altra partizione), ma bisogna dire che è un metodo tenuto molto ben nascosto, e la stessa Apple sconsiglia di utilizzarlo (si veda l&amp;rsquo;immagine qui sotto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;!-- ![](https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/advanced-options.png) --&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://support.apple.com/library/content/dam/edam/applecare/images/it_IT/macos/macos-mojave-system-preferences-users-groups-advanced-options.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Immagine tratta dall&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT201548&#34;&gt;Modificare il nome dell&amp;rsquo;account utente macOS e della cartella Inizio&lt;/a&gt;, pubblicato sul sito di &lt;a href=&#34;https://support.apple.com&#34;&gt;supporto Apple&lt;/a&gt;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chi volesse provare lo stesso, deve andare nelle Preferenze di Sistema, selezionare Utenti e Gruppi, cliccare sul simbolo del lucchetto e inserire la password dell&amp;rsquo;amministratore del Mac, poi scegliere l&amp;rsquo;account da modificare, fare click con il tasto destro del mouse, selezionare Opzioni avanzate e infine modificare la cartella Inizio, facendo in modo che punti ad una cartella sul disco meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma perché complicarsi la vita quando esiste un meccanismo intrinseco a macOS che permette di fare più o meno la stessa cosa senza correre alcun rischio? E che funziona allo stesso modo su qualunque sistema operativo, da macOS a Linux e a tutte le infinite varianti di sistemi operativi basati su Unix, e ormai &lt;a href=&#34;https://www.howtogeek.com/howto/16226/complete-guide-to-symbolic-links-symlinks-on-windows-or-linux/&#34;&gt;perfino in Windows&lt;/a&gt;? E che ha pure il grosso vantaggio di non modificare la posizione di certe cartelle e di certi file che il sistema operativo si aspetta di trovare in posizioni ben definite, in modo che possa continuare a funzionare perfettamente anche se per qualche motivo non riesce a trovare il secondo disco meccanico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;collegamenti-simbolici&#34;&gt;Collegamenti simbolici&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il meccanismo in questione è costituito dai &lt;em&gt;collegamenti simbolici&lt;/em&gt; (o &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt;), di cui ho parlato nell&amp;rsquo;articolo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/07/18/il-crepuscolo-di-dropbox/&#34;&gt;dedicato a Dropbox&lt;/a&gt; di qualche giorno fa e &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;molto più diffusamente qui&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con un uso accorto dei soft link possiamo fare in modo che le cartelle presenti sul disco rigido meccanico sembrino appartenere a tutti gli effetti al disco SSD (senza però consumare spazio prezioso sull&amp;rsquo;unità a stato solido) e solo un osservatore attento può accorgersi della differenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I dettagli di come si può fare li ho già descritti &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;in un articolo di parecchi anni fa&lt;/a&gt; e nel frattempo non è cambiato nulla, per cui non è il caso di ripetersi. Mi limito solo a mostrare l&amp;rsquo;immagine della &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; di uno dei miei Mac di casa, dove si può vedere che in macOS i soft link vengono rappresentati da una freccetta sovrapposta alla normale icona del file o, come in questo caso, della cartella. Una rappresentazione visiva efficace, che rende bene l&amp;rsquo;idea che il file o la cartella in questione &lt;em&gt;punti&lt;/em&gt; da qualche altra parte, in questo caso particolare alle cartelle presenti fisicamente sul disco rigido meccanico &lt;code&gt;Data HD&lt;/code&gt; (lo so, la fantasia a volte mi fa difetto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2020/08/my-home.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Uso questo metodo da anni su tutti i miei Mac e non ho mai avuto problemi. Anzi, con il tempo mi sono accorto che il disco meccanico è in grado di gestire senza rallentamenti particolari tutti i miei documenti, anche quelli su cui lavoro ogni giorno, cosa che mi ha consentito di separare ancora di più (e meglio) i miei dati dalle applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bene, per ora può bastare. La &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2020/08/14/ssd-o-dischi-meccanici-perche-non-tutti-e-due-seconda-parte/&#34;&gt;seconda parte&lt;/a&gt; dell&amp;rsquo;articolo sarà dedicata a descrivere alcuni possibili scenari pratici, con le relative scelte hardware. A presto!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli unici modelli facilmente aggiornabili rimasti in circolazione sono i normali PC desktop e, per quanto riguarda il mondo Apple, i nuovi Mac Pro (che però sono rivolti ad un pubblico professionale per il quale il costo di un SSD è trascurabile rispetto al valore dell&amp;rsquo;intera macchina).&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci possono essere casi particolari in cui è più conveniente tenere i documenti sul disco SSD principale, penso soprattutto ai file multimediali in corso di elaborazione, ma una volta finito il lavoro niente impedisce di archiviarli sul disco meccanico.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
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      <title>Jony Ive lascia la Apple: una tragedia o una fortuna?</title>
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      <pubDate>Wed, 10 Jul 2019 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/34iveapple2611.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/lifestyle/london-life/how-jony-ive-saved-apple-from-bankruptcy-8964109.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jonathan &amp;ldquo;Jony&amp;rdquo; Ive dopo trent&amp;rsquo;anni abbandona la Apple per fondare una sua azienda, LoveFrom, che avrà la Apple come prima cliente. La notizia ha riempito per giorni le gazzette tecnologiche (e non) di tutto il mondo (come si può leggere ad esempio &lt;a href=&#34;https://www.theguardian.com/technology/2019/jun/27/jony-ive-apple-designer-leaves-imac-iphone&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.macworld.com/article/3405530/apple-design-guru-jony-ive-to-leave-apple.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;https://www.domusweb.it/en/design/2019/07/03/the-uniqueness-of-jonathan-ive.html&#34;&gt;qui&lt;/a&gt;) e &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/News/jony-ives-fragmented-legacy-unreliable-unrepairable-beautiful-gadgets&#34;&gt;quasi tutti&lt;/a&gt; i commentatori, una volta superata la sorpresa dell&amp;rsquo;annuncio, si sono augurati che la collaborazione fra il cavaliere inglese&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e la casa madre californiana potesse continuare esattamente come prima.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;So di dire una cosa impopolare, ma secondo me sarebbe un male. Jony Ive stava esagerando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è (è stato?) un grande &lt;em&gt;designer&lt;/em&gt; e nel corso della sua lunga carriera ha fatto cose egregie &amp;ndash; penso ai vari iMac, dal G3 della rinascita al G4 a &lt;em&gt;lampada&lt;/em&gt; al G5 tutto-in-uno, penso all&amp;rsquo;iPod, all&amp;rsquo;iPhone, ad iOS 7 &amp;ndash; ma come tutte le archi-star a un certo punto si è fatto prendere la mano adottando un&amp;rsquo;estetica anoressica che anteponeva il design alla funzionalità. Tutto troppo sottile e minimalista, accessibilità e riparabilità zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sono venuti il MacBook Pro ipersottile, esteticamente perfetto ma tecnicamente incomprensibile, il portatile che obbliga a portarsi dietro una &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/02/17/adattatori-per-il-macbook-pro/&#34;&gt;pletora di accessori&lt;/a&gt; anche solo per poter &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;collegare una volgare chiavetta USB&lt;/a&gt;. O l&amp;rsquo;orrida tastiera a &amp;ldquo;farfalla&amp;rdquo;, i cui tasti hanno la corsa di un pezzo di vetro e vengono mandati in crisi da un granello di polvere, costringendo a &lt;a href=&#34;https://theoutline.com/post/2402/the-new-macbook-keyboard-is-ruining-my-life&#34;&gt;cambiare tutta la parte superiore del portatile&lt;/a&gt; (e a volte anche l&amp;rsquo;intero computer!) per un solo tasto malfunzionante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure gli AirPods che quando si esaurisce la batteria, due anni ad essere fortunati, &lt;a href=&#34;https://www.vice.com/en_us/article/neaz3d/airpods-are-a-tragedy&#34;&gt;vanno buttati via&lt;/a&gt; perché nessuno, nemmeno Apple, può sostituirla senza distruggerli. O gli iMac, i Mac Mini e gli Air con la &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/06/18/imac-memory-not-upgradable/&#34;&gt;RAM saldata e non aggiornabile&lt;/a&gt;, quello che scegli al momento dell&amp;rsquo;acquisto te lo tieni per sempre.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma possiamo dimenticare il fiasco più clamoroso di tutti, il Mac Pro buono da tempo solo come (costosissimo) cestino dei rifiuti? Il computer professionale tanto minimale che per essere usato &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; ha bisogno di un sacco di &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/&#34;&gt;accessori esterni&lt;/a&gt;, tutti collegati precariamente via cavo. Il computer professionale ma &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/&#34;&gt;non aggiornabile&lt;/a&gt; (infatti è ancora fermo al 2013), un vero controsenso per chi vorrebbe preservare nel tempo il pesante investimento economico richiesto. Il computer professionale che scalda, &lt;a href=&#34;https://www.digitalstudiome.com/article-9069-apple-mac-pro-users-feel-the-heat&#34;&gt;scalda dannatamente troppo&lt;/a&gt; per essere adatto ai compiti pesanti a cui dovrebbe essere destinato. Colpa degli ingegneri che non sanno fare i calcoli termici o del designer per il quale la funzione &lt;em&gt;reale&lt;/em&gt; del computer che progetta conta poco o niente?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà solo un caso che nel Mac Mini ultima versione Apple offra di nuovo la possibilità di aggiornare facilmente al RAM? O che il nuovo Mac Pro sia tornato al design precedente, un grosso case metallico e bucherellato per dissipare meglio il calore, apribile con facilità e con tanto spazio per aggiungere dischi, RAM e schede di interfaccia? O che la tastiera dei prossimi MacBook Pro sarà modificata per l&amp;rsquo;ennesima volta in tre anni?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Forse Tim Cook e il consiglio di amministrazione della Apple hanno concluso che Jony Ive aveva tirato troppo la corda ed hanno deciso di farlo finalmente fuori, altro che separazione consensuale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era ora. Noi utenti Apple ci meritiamo di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2019-07-10-jony-ive-lascia-la-apple-una-tragedia-o-una-fortuna/jonyive2706-0.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Source: &lt;a href=&#34;https://www.standard.co.uk/news/world/iphone-designer-sir-jony-ive-to-leave-apple-after-30-years-a4177756.html&#34;&gt;The London Standard&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Jony Ive è stato nominato &lt;em&gt;Sir&lt;/em&gt; nel 2012.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un vero assurdo tecnico: la quantità di RAM necessaria a far funzionare al meglio un computer aumenta nel tempo con l&amp;rsquo;evoluzione del sistema operativo e delle applicazioni. Aggiornare la RAM è una delle operazioni più efficaci per allungare, e di molto, la vita di un qualunque computer.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Ma il Fusion Drive serve ancora?</title>
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      <pubDate>Mon, 25 Jun 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Un amico mi ha chiesto tramite WhatsApp se gli conveniva o no prendere un iMac con il Fusion Drive. Gli ho risposto subito di lasciar perdere il Fusion Drive e di prendere al suo posto un disco SSD e che gli avrei dato una risposta più dettagliata tramite email. Ma dato che l&amp;rsquo;argomento può avere un interesse più generale e che, bontà sua, l&amp;rsquo;amico è un lettore di &lt;em&gt;melabit&lt;/em&gt;, ho pensato di rispondergli in modo più articolato qui sul blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://cdn.arstechnica.net/wp-content/uploads/2012/10/PEorbl1ZxqS2W6UDUUFdDN1kd7ZDvUWL0VCQdFzs2fg.jpeg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Innanzi tutto: cos&amp;rsquo;è un &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/HT202574&#34;&gt;Fusion Drive&lt;/a&gt;? È una delle tante idee geniali di Apple che cinque o sei anni fa, quando i dischi SSD a stato solido costavano ancora cifre spaventose, decise di integrare un piccolo disco SSD ad un disco meccanico tradizionale, cercando di sfruttare gli aspetti migliori delle due memorie di massa, la velocità del disco a stato solido e la capienza di quello meccanico. La cosa più brillante non era l&amp;rsquo;implementazione hardware (usare dischi di caratteristiche diverse per scopi differenti non era certo una novità) quanto l&amp;rsquo;integrazione di questo sistema ibrido nel sistema operativo del Mac, che ce lo fa vedere come se fosse un disco (o &lt;em&gt;volume&lt;/em&gt;) unico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema operativo memorizza nella parte a stato solido del Fusion Drive i programmi ed i documenti utilizzati più di frequente, mentre sul disco meccanico rimane tutto quello che viene utilizzato meno spesso. Il meccanismo è dinamico e i file vengono spostati da un disco all&amp;rsquo;altro a seconda dell&amp;rsquo;utilizzo che l&amp;rsquo;utente ne sta facendo in un determinato momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da un punto di vista logico, il meccanismo di funzionamento del Fusion Drive  è molto simile a quello che succedeva una ventina di anni fa con la RAM. Allora la memoria RAM costava parecchio e quindi si preferiva accoppiarla ad uno spazio di &lt;em&gt;swap&lt;/em&gt; sul disco rigido che sembrasse una specie di estensione logica della RAM stessa (non a caso questo spazio veniva chiamato anche &lt;em&gt;memoria virtuale&lt;/em&gt; mentre oggi su macOS si chiama &lt;em&gt;spazio di scambio&lt;/em&gt;). A seconda delle necessità del momento, il sistema operativo spostava i file in uso dalla RAM allo spazio di swap e viceversa e il tutto appariva come se ci fosse una quantità di memoria RAM doppia o tripla di quella reale. Naturalmente la memoria virtuale era molto più lenta di quella reale e quando il sistema iniziava a &lt;em&gt;swappare&lt;/em&gt;, si sentiva il rumore inconfondibile del disco rigido accoppiato ad un rallentamento generale del computer, troppo impegnato a scambiare i dati fra la memoria reale a quella virtuale. Oggi la memoria virtuale esiste ancora ma con RAM da 8, 16 o 32 GB, è raro che venga usata pesantemente come allora (e quando viene usata così &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;non è una cosa molto buona&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo al Fusion Drive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il Fusion Drive iniziale del 2012 era costituto da un disco meccanico da 1 TB e un disco SSD da 128 GB (quindi otto volte più piccolo). Oggi&amp;hellip; idem, e in certi casi persino peggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Attualmente il Fusion Drive può essere montato solo nell&amp;rsquo;iMac e nel Mac Mini. Nell&amp;rsquo;iMac il &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac?product=MNDY2T/A&amp;amp;step=config&#34;&gt;Fusion Drive&lt;/a&gt; di base ha un disco meccanico da 1 TB accoppiato ad un SSD da soli 32 GB, mentre i &lt;a href=&#34;https://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac?product=MNDY2T/A&amp;amp;step=config&#34;&gt;modelli superiori&lt;/a&gt; hanno un disco meccanico da 2 o 3 TB e un SSD di 128 GB. Nel Mac Mini il Fusion Drive è diverso e ha un disco meccanico da 1 o 2 TB e SSD di 128 GB.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo l&amp;rsquo;efficienza di un Fusion Drive aumenta quando le dimensioni del disco SSD sono una frazione significativa di quelle del disco meccanico, mentre nei modelli attuali è successo il contrario, dischi meccanici più grandi ma SSD sempre più piccoli o al massimo di dimensione costante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra quindi che il concetto di Fusion Drive sia stato sostanzialmente abbandonato da Apple. Perché se l&amp;rsquo;idea era geniale cinque o sei anni fa e riusciva a risolvere un problema molto sentito in modo trasparente e ad un costo decente, il crollo dei prezzi dei dischi a stato solido oggi ha reso di fatto inutile un sistema ibrido come questo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando si acquista un nuovo Mac è quindi molto più ragionevole scegliere un disco SSD di dimensioni consistenti ma non estreme, diciamo dai 256 GB a 1 TB al massimo (con l&amp;rsquo;ottimo in mezzo, il taglio ideale oggi è un SSD da 512 GB). Oltre il TB rapporto fra costo e dimensioni diventa eccessivo (ve la sentireste di spendere 3.360 euro in più per montare sul vostro iMac Pro un SSD da 4 TB?)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E se serve più spazio? Nessun problema, basta aggiungere un disco esterno meccanico da 1 TB o più, dove memorizzare tutti quei file che non hanno necessità di velocità di accesso estreme o che non utilizziamo spesso, foto e musica in primo luogo ma anche progetti lavorativi conclusi.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Inutile strafare sulle dimensioni, meglio comprare un disco delle dimensioni che ci servono oggi (diciamo un disco grande non più del doppio dello spazio occupato dai file che vogliamo metterci su), tanto se fra un anno o due lo spazio finirà, il costo di un disco rigido più grande sarà sceso tanto da farci comunque risparmiare rispetto all&amp;rsquo;aver acquistato oggi un disco top di gamma. E se i file da mettere nel disco esterno non occupano troppo spazio, si potrebbe perfino decidere di prendere un disco SSD economico ma di qualità da installare in un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Meglio invece strafare sulla porta di interfaccia del disco esterno: l&amp;rsquo;USB 3 è il minimo sindacale, con USB-C (per i Mac che ce l&amp;rsquo;hanno) o Thunderbolt è difficile accorgersi che stiamo usando un disco meccanico esterno, l&amp;rsquo;unico rallentamento che si avverte è l&amp;rsquo;avvio iniziale quando il disco rigido è a riposo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i miei Mac fissi sono configurati in questo modo e, con qualche &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;collegamento simbolico ben piazzato&lt;/a&gt;, non mi accorgo nemmeno di avere due, tre e a volte anche quattro dischi diversi collegati permanentemente al Mac invece di un unico disco rigido di dimensioni molto grandi. Non sarà comodo ed integrato con il sistema operativo come il Fusion Drive ma è molto più efficiente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Visto lo stato &lt;em&gt;comatoso&lt;/em&gt; del Mini che &lt;a href=&#34;https://buyersguide.macrumors.com/#Mac_Mini&#34;&gt;non viene aggiornato dall&amp;rsquo;ottobre 2014&lt;/a&gt; (quasi 4 anni), è probabile che anche il Fusion Drive sia un modello altrettanto datato e ormai obsoleto dal punto di vista tecnologico.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente questo disco esterno deve essere separato dal disco per Time Machine, che sul Mac sin dai tempi di Leopard è una specie di &lt;em&gt;assicurazione obbligatoria&lt;/em&gt; che vale ogni centesimo di quello che costa.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Nuovo Mac Pro in arrivo. Ma solo nel 2018?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/04/12/nuovo-mac-pro-in-arrivo-ma-solo-nel-2018/</link>
      <pubDate>Wed, 12 Apr 2017 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Molto interessante la &lt;a href=&#34;https://techcrunch.com/2017/04/04/apple-pushes-the-reset-button-on-the-mac-pro/&#34;&gt;conversazione riportata da TechCrunch&lt;/a&gt; con alcuni top manager Apple, Phil Schiller, responsabile del marketing, Craig Federighi, responsabile del software, e John Ternus, vice-responsabile dell&amp;rsquo;hardware. Tutte figure di altissimo livello nell&amp;rsquo;organigramma Apple, note a chiunque guardi i keynote delle presentazioni dei prodotti Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che cosa hanno detto i tre parlando con un gruppo ristretto di giornalisti? Più o meno tre cose:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li&gt;i professionisti che usano i prodotti Apple hanno esigenze molto diverse, ma Apple li sta ascoltando e sta lavorando per loro;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;il Mac rimane fondamentale nelle strategie Apple;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;il Mac Pro a &amp;ldquo;cilindro&amp;rdquo; del 2013 è un progetto sbagliato e verrà sostituito da un modello riveduto e corretto, ma non prima del 2018.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dal punto di vista delle comunicazione, queste tre notizie sono delle vere e proprie bombe. Perché significano che le aspre critiche di tanti utenti &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt; dopo la presentazione del MacBook Pro con touchbar del 2016 &amp;ndash; critiche accompagnate spesso dalla minaccia di abbandonare la piattaforma in cerca di prodotti più performanti e con un maggiore rapporto qualità/prezzo &amp;ndash; hanno lasciato il segno (e che segno!) nel management Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non posso che esserne soddisfatto, visto che anch&amp;rsquo;io nel mio piccolissimo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;ho espresso le stesse critiche&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il resoconto dettagliato dell&amp;rsquo;incontro potete leggerlo nell&amp;rsquo;articolo di &lt;a href=&#34;https://techcrunch.com/2017/04/04/apple-pushes-the-reset-button-on-the-mac-pro/&#34;&gt;TechCrunch&lt;/a&gt; già citato, oltre che su &lt;a href=&#34;http://daringfireball.net/2017/04/the_mac_pro_lives&#34;&gt;Daring Fireball&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/apple/2017/04/apple-is-completely-redesigning-the-mac-pro-again/&#34;&gt;ArsTechnica&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2017/4/4/15175994/apple-mac-pro-failure-admission&#34;&gt;The Verge&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per i commenti, vorrei citare questi due che mi sembrano particolarmente interessanti, &lt;a href=&#34;https://medium.com/@sdw/why-pro-matters-75593220cb1a&#34;&gt;Why Pro Matters&lt;/a&gt; e &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2017/04/07/mac-pro-e-iphone-4/&#34;&gt;Mac Pro. E iPhone 4&lt;/a&gt;, anche perché esprimono opinioni profondamente diverse.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quello che mi riguarda, vorrei fare qui alcune considerazioni personali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cè-pro-e-pro&#34;&gt;C&amp;rsquo;è pro e pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple finalmente riconosce che ci sono più categorie di utenti &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt;, e che a qualcuna di queste i sui prodotti recenti vanno decisamente stretti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono voluti mesi di critiche, di confronti con l&amp;rsquo;offerta della concorrenza, di &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;dimostrazioni pratiche dei limiti dell&amp;rsquo;hardware corrente&lt;/a&gt;, ma finalmente sembra che il messaggio si arrivato, forte e chiaro, al management Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come dice Phil Schiller, infatti,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;First of all, when we talk about pro customers, it’s important to be clear that there isn’t one prototypical pro customer. Pro is such a broad term, and it covers many many categories of customers. [&amp;hellip;]&#xA;There’s music creators, there’s video editors, there’s graphic designers &amp;ndash; a really great segment with the Mac. There’s scientists, engineers, architects, software programmers &amp;ndash; increasingly growing, particularly our App development in the app store.&lt;br&gt;&#xA;So there are many many things and people called pros, Pro workflows, so we should be careful not to over simplify and say ‘Pros want this’ or ‘don’t want that’ &amp;ndash; it’s much more complex than that.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Quando parliamo di utenti &amp;lsquo;pro&amp;rsquo;, dobbiamo dire chiaramente che non c&amp;rsquo;è un utente professionale tipico. Pro è un termine molto ampio, che copre moltissime categorie [diverse] di utenti [&amp;hellip;]&lt;br&gt;&#xA;Ci sono i creativi, che producono musica o video, o gli artisti grafici, un segmento fantastico [di utenti] del Mac. Ma ci sono anche gli scienziati, gli ingegneri, gli architetti, gli sviluppatori di software, un segmento in grande crescita, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di applicazioni sull&amp;rsquo;App Store.&lt;br&gt;&#xA;Ci sono moltissime cose e moltissime persone che possiamo chiamare &amp;lsquo;professionali&amp;rsquo;, flussi di lavoro professionali, e dobbiamo stare particolarmente attenti a non semplificare troppo, a dire &amp;lsquo;i professionisti vogliono questo&amp;rsquo; oppure &amp;lsquo;i professionisti non vogliono quest&amp;rsquo;altro&amp;rsquo;, le cose sono ben più complicate di così.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Speriamo davvero che non siano solo belle parole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;il-mac-è-vivo-e-lotta-insieme-a-noi&#34;&gt;Il Mac è vivo (e lotta insieme a noi?)&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se è vero che l&amp;rsquo;iPhone è da anni il prodotto di maggior successo di Apple, e quello che produce la stragrande maggioranza del fatturato (e soprattutto degli utili) dell&amp;rsquo;azienda, è altrettanto vero che la linea Mac, comprendendo sia i desktop che i notebook, produce un fatturato che la farebbe finire da sola a ridosso delle prime 100 aziende statunitensi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nemmeno un gigante come Apple può quindi permettersi di trascurarla.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure, aggiungo io, prima di farlo dovrebbe pensarci bene. perché senza il Mac, non si potrebbero nemmeno scrivere le milioni di applicazioni che sono alla base della fortuna dell&amp;rsquo;iPhone e dell&amp;rsquo;iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per rifarsi ad una &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=PDhyst6Kq4U&#34;&gt;famosa pubblicità&lt;/a&gt;, &amp;ldquo;No Mac? No app!&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;riconoscere-gli-errori&#34;&gt;Riconoscere gli errori&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il &lt;a href=&#34;http://www.anandtech.com/show/7603/mac-pro-review-late-2013&#34;&gt;Mac Pro a &amp;ldquo;cilindro&amp;rdquo; del 2013&lt;/a&gt; è senza dubbio un bellissimo oggetto tecnologico, degno di stare in bella mostra sulla scrivania piuttosto che relegato sotto (nonostante tanti lo considerino più simile ad un &lt;em&gt;bidone della spazzatura&lt;/em&gt; che ad un &lt;em&gt;ciindro&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Praticamente la versione moderna e rivisitata del &lt;a href=&#34;https://www.moma.org/collection/works/82134&#34;&gt;bellissimo Cube&lt;/a&gt; di inizio secolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma proprio come il Cube, anche il Mac Pro 2013 si è dimostrato più che altro un bell&amp;rsquo;esercizio di stile, ma inadatto ad essere una vera macchina professionale, troppo delicato e troppo poco espandibile ed aggiornabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un progetto fallito in partenza, come hanno riconosciuto (quasi) esplicitamente persino i tre top manager Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che hanno aggiunto che gli ingegneri Apple sono al lavoro per produrre un nuovo Mac Pro riprogettato dalle fondamenta, facilmente espandibile ed aggiornabile come &lt;em&gt;deve&lt;/em&gt; essere una macchina professionale per potersi definire tale.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esattamente quello che era il &lt;a href=&#34;https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/95/Side_Power_Mac_G5_-_Mac_Pro.jpeg&#34;&gt;Mac Pro precedente&lt;/a&gt;, un computer bello e praticamente &lt;em&gt;perfetto&lt;/em&gt;, con il case &lt;em&gt;bucherellato&lt;/em&gt; in alluminio, per poter smaltire meglio il calore, che si poteva aprire muovendo una singola leva, per la gioia degli smanettoni che potevano permetterselo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo il nuovo Mac Pro non sarà pronto per quest&amp;rsquo;anno, per ora dobbiamo accontentarci di qualche aggiornamento minore, due core in più allo stesso prezzo di prima, una scheda grafica più potente di quella standard ad un terzo del prezzo precedente. Un modo per cercare di non far crollare le vendite in attesa del nuovo modello.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;errori-di-hardware&#34;&gt;Errori di hardware&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma cosa aveva di sbagliato il Mac Pro 2013 dal punto di vista dell&amp;rsquo;hardware? L&amp;rsquo;ho già detto, poco espandibile e poco aggiornabile, ma anche troppo &lt;em&gt;caliente&lt;/em&gt;, troppo &lt;em&gt;temperamentale&lt;/em&gt; e delicato per essere veramente adatto ai lavori pesanti del professionista.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;espansione&#34;&gt;Espansione&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo dall&amp;rsquo;espandibilità. Tanti ricordano l&amp;rsquo;immagine del &lt;a href=&#34;https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/&#34;&gt;Mac Pro 2013 collegato a ben 42 dispositivi esterni&lt;/a&gt;, usando all&amp;rsquo;estremo tutte le porte di connessione disponibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/macprodaisychain.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Copyright MacRumors, 42 Peripheral Devices Connected to One 2013 Mac Pro (https://www.macrumors.com/2014/04/28/mac-pro-daisy-chain/)&#34;&gt;&lt;p&gt;Tecnologicamente una cosa fantastica. Praticamente un disastro, visto l&amp;rsquo;intrico di alimentatori, cavi e cavetti, che ne veniva fuori. Provate a tenere in funzione una cosa del genere senza essere esperti di hardware e poi ditemi, una spolveratina innocente può distruggere il lavoro di giorni. Cambiare postazione, poi&amp;hellip; meglio non pensarci.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho difficoltà a dire che, quando è stato presentato il Mac Pro mi piaceva e parecchio. Poi l&amp;rsquo;ho visto dal vivo e ho visto questa foto (non so in che ordine), e mi sono reso conto che c&amp;rsquo;era un vero abisso fra la gradevolezza estetica e l&amp;rsquo;uso pratico di un oggetto come quello.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È vero, situazioni estreme come quelle della foto non sono per niente comuni, ma anche solo collegare una decine di dischi e periferiche varie ad una macchina del genere (il minimo sindacale per un professionista) può procurare grattacapi inauditi. Soprattutto se si pensa che con il modello precedente gli oggetti più importanti e delicati, i dischi rigidi, finivano saldamente all&amp;rsquo;interno della macchina, lasciando all&amp;rsquo;esterno solo i monitor e ciò che per forza di cose doveva essere trasportabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, l&amp;rsquo;idea di produrre una macchina professionale piccolina, espandibile tramite periferiche esterne, si basava sull&amp;rsquo;assunto che la connessione Thunderbolt avrebbe preso piede, diventando non dico popolare come l&amp;rsquo;USB, ma nemmeno il &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/D.O.A._-_Cadavere_in_arrivo&#34;&gt;DOA&lt;/a&gt; che sembra essere oggi.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché è chiaro che Thunderbolt sta facendo oggi la stessa fine di SCSI e Firewire, tecnologie di collegamento decisamente migliori delle concorrenti, ma anche troppo costose e poco supportate dai suoi stessi produttori.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sono abbastanza sicuro che aver messo USB e Thunderbolt nella stessa porta USB-C non renderà di certo più popolare la seconda a scapito della sempreviva USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;aggiornamento&#34;&gt;Aggiornamento&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la sua stessa natura, una macchina professionale deve essere aggiornabile. Se spendo 5, 6, 7, magari 10 mila euro per un computer, voglio &amp;ndash; anzi pretendo &amp;ndash; che il mio investimento duri il più possibile nel tempo, voglio che sia possibile sostituire i componenti principali della macchina per mantenerla aggiornata e performante anche dopo svariati anni di uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prendiamo il Mac Pro 2009-2012, quello con il case bucherellato in alluminio di cui parlavo prima. Ancora oggi &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/turnkey/MacPro/2010_Xeon_Processor&#34;&gt;ci si può fare di tutto&lt;/a&gt;: cambiare il processore, &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/memory/Mac-Pro-Memory&#34;&gt;aumentare la RAM&lt;/a&gt; fino a 128 GB, inserire &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/search/MultiMount&#34;&gt;dischi SSD a gogo&lt;/a&gt;, aggiornare la &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/systems/apple/mac_pro/faq/mac-pro-default-graphics-cards-dvi-dual-link-mini-displayport.html&#34;&gt;scheda grafica&lt;/a&gt; (ad esempio con &lt;a href=&#34;https://bizon-tech.com/us/mac-upgrade/macpro-graphics/&#34;&gt;queste&lt;/a&gt;) e perfino le &lt;a href=&#34;http://www.sonnettech.com/product/computercards/index.html&#34;&gt;schede di interfaccia&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E il Mac Pro 2013? Accontentatevi di cambiare &lt;a href=&#34;https://eshop.macsales.com/shop/turnkey/MacPro2013/2013_Xeon_Processor/Apple_Mac_Pro_2013&#34;&gt;il processore e la RAM&lt;/a&gt;, tutto il resto rimane e rimarrà esattamente com&amp;rsquo;era al momento dell&amp;rsquo;acquisto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In particolare, niente nuova scheda grafica, anzi schede grafiche, perché il Mac Pro 2013 ne ha due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devono essere due, possono solo essere due, perché lavorano in parallelo. E, correggetemi se sbaglio, non possono essere aggiornate dall&amp;rsquo;utente finale. Avrebbe dovuto pensarci Apple, ma in quattro anni non l&amp;rsquo;ha mai fatto o meglio, l&amp;rsquo;ha fatto solo con il mini-upgrade di qualche giorno fa (vedi sopra).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perchè in fase di progettazione Apple aveva scommesso sulla doppia scheda grafica, ma dal dal 2013 ad oggi il mercato è andato verso schede grafiche singole. Sempre più potenti, sempre più astronomicamente potenti, ma singole.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/macprogpus.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Copyright iFixit, Mac Pro Late 2013 Teardown (https://www.ifixit.com/Teardown/Mac&amp;#43;Pro&amp;#43;Late&amp;#43;2013&amp;#43;Teardown/20778)&#34;&gt;&lt;p&gt;In pochi anni ci si è accorti che &amp;ldquo;&lt;em&gt;two is &lt;strong&gt;not&lt;/strong&gt; better than one&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, che due schede grafiche accoppiate costano praticamente lo stesso di una scheda singola di pari livello, ma producono molto più calore e rumore, che è una vera dannazione cercare di ficcarle nel computer, che non è detto che le applicazioni siano ottimizzate per la doppia scheda grafica.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, in pochi anni le scelte progettuali di fondo di Apple hanno tagliato fuori il Mac Pro da ogni possibilità di aggiornamento della sezione grafica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poco male, si dirà, perché in questi anni Apple non ha sostituito le due schede grafiche accoppiate con una scheda singola più potente?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;temperamento&#34;&gt;Temperamento&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;E qui veniamo all&amp;rsquo;incredibile. Visto che Ternus, l&amp;rsquo;uomo dell&amp;rsquo;hardware è reticente, lo dice Federighi,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;I think we designed ourselves into a bit of a thermal corner, if you will. We designed a system that we thought with the kind of GPUs that at the time we thought we needed, and that we thought we could well serve with a two GPU architecture&amp;hellip; that that was the thermal limit we needed, or the thermal capacity we needed. But [&amp;hellip;] being able to put larger single GPUs required a different system architecture and more thermal capacity than that system was designed to accommodate. And so it became fairly difficult to adjust.&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;cioè&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Penso che il nostro progetto ci abbia messo in un angolo dal punto di vista termico, se vogliamo dire così. Abbiamo progettato un sistema che, con le GPU (schede grafiche) di cui all&amp;rsquo;epoca pensavamo di aver bisogno, e pensando di poter fare bene con l&amp;rsquo;architettura a due GPU&amp;hellip; pensando che quello fosse il limite termico di cui avevamo bisogno, che quella fosse la capacità termica di cui avevamo bisogno. Ma&amp;hellip; essere in grado di mettere una singola GPU [al posto delle due previste] richiedeva una architettura ben diversa del sistema e una capacità termica maggiore di quella per il quale il sistema era progettato. E quindi è diventato molto difficile aggiustare le cose.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche solo leggendo il testo originale è evidente che Federighi è imbarazzato e un po&amp;rsquo; reticente, cerca di dire e non dire, però alla fine le cose sono chiare: il progetto del sistema termico del Mac Pro è sbagliato, quando è sotto carico &lt;a href=&#34;https://appleinsider.com/articles/14/12/30/apples-latest-mac-pro-continues-to-cause-problems-for-professional-users&#34;&gt;va in crisi&lt;/a&gt; e non riesce a dissipare tutto il &lt;a href=&#34;https://www.digitalstudiome.com/article-9069-apple-mac-pro-users-feel-the-heat&#34;&gt;calore prodotto&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra incredibile, ma se Apple lo ammette così esplicitamente non ci possono essere dubbi che sia vero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma torniamo alla questione delle schede grafiche. Il fatto che sia impossibile sostituire le due schede accoppiate del Mac Pro 2013 con una scheda grafica singola ma più potente è dovuto semplicemente al fatto che il progetto prevede che i tre lati della struttura di base del Mac Pro &amp;ndash; due lati costituiti dalle schede grafiche e il terzo da scheda madre, RAM e alimentatore &amp;ndash; producano un calore bilanciato, più o meno la stessa quantità di calore per ciascun lato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/macprotop.jpg&#34; alt=&#34;&#34; title=&#34;Copyright iFixit, Mac Pro Late 2013 Teardown (https://www.ifixit.com/Teardown/Mac&amp;#43;Pro&amp;#43;Late&amp;#43;2013&amp;#43;Teardown/20778)&#34;&gt;&lt;p&gt;Installando una scheda grafica singola ma superpotente come quelle attuali, un lato del triangolo diventerebbe molto più caldo degli altri due e il Mac Pro non riuscirebbe più a smaltire correttamente tutto il calore prodotto. Di conseguenza: niente nuove schede grafiche per il Mac Pro, a meno di non usare una &lt;a href=&#34;https://bizon-tech.com/us/bizonbox2s-egpu.html/&#34;&gt;scheda grafica esterna&lt;/a&gt; (bisogna vedere però se ne vale la pena).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni-per-ora&#34;&gt;Conclusioni (per ora?)&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro, è evidente, è ovvio che anche per il Mac Pro, così come con il più recente MacBook Pro a sottiletta dell&amp;rsquo;anno scorso, la &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/30/tutto-qui-connettori-e-design/&#34;&gt;forma ha preso il posto della sostanza&lt;/a&gt;, il bel disegno ha prevalso sulle considerazioni ingegneristiche.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché non posso semplicemente credere che i tecnici, gli ingegneri di Apple, non abbiano messo in evidenza i limiti intrinseci del progetto, non abbiano avvisato il management Apple del ginepraio in cui si stavano cacciando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma sembra che il management Apple ascolti troppe volte più i designer degli ingegneri, tranne poi fare &lt;em&gt;mea culpa&lt;/em&gt; e cospargersi virtualmente il capo di cenere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È successo con il Cube, e passi, in fondo è arrivato proprio all&amp;rsquo;alba della rinascita Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È successo con l&amp;rsquo;iPhone 4 con il quale, se è vero che il problema alla base dell&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://www.lifewire.com/iphone-4-antenna-problems-explained-2000280&#34;&gt;&lt;em&gt;antennagate&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; è stato decisamente forzato ed esasperato dalla stampa (bastava solo evitare di mettere il dito a cavallo di una interruzione del metallo, cortocircuitando l&amp;rsquo;antenna esterna), è altrettanto vero che mi sembra impossibile che gli ingegneri non abbiano segnalato preventivamente la possibilità che si presentasse un problema del genere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È successo infine con il Mac Pro, praticamente perfetto dal punto di vista del design, ma altrettanto praticamente inadeguato a svolgere i lavori pesanti degni del suo nome e del suo retaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si dice che non c&amp;rsquo;è due senza tre. Speriamo non ci sia il quattro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;I lettori più attenti del blog forse ricorda che ho già parlato anni fa del film omonimo, anche se in tutt&amp;rsquo;altro contesto.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Esattamente come Betamax e VHS, con il primo enormemente migliore del secondo ma prodotto praticamente da una sola azienda, l&amp;rsquo;altro qualitativamente scarso ma disponibile a costi stracciati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le configurazioni a doppia scheda grafica possono mostrare delle immagini a scatti, il cosiddetto &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Micro_stuttering&#34;&gt;&lt;em&gt;micro stuttering&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, in particolare a carichi elevati. Le cause non sono chiarissime: forse limiti di banda della connessione con la scheda madre o differenze minime nelle caratteristiche hardware. Qualcuno sostiene anche che possano essere problemi di driver.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Tutto qui? Parliamo ancora di hardware</title>
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      <pubDate>Thu, 24 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;idea iniziale per questo secondo articolo dedicato all&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;hardware dei nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; era di concentrarsi sugli altri componenti della macchina &amp;ndash; RAM, disco SSD, porte di interfaccia, scheda grafica, schermo LCD, touchpad &amp;ndash; analizzandone gli aspetti positivi e le limitazioni. Ma non poteva funzionare: sarebbe venuto fuori un articolo noioso e poco comprensibile per la maggior parte dei lettori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho deciso invece di analizzare in dettaglio quello che faccio ogni giorno con il mio Mac, con l&amp;rsquo;obiettivo di verificare le &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;conclusioni di Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt;, che i 16 GB di memoria RAM (massima) dei nuovi MacBook Pro sono più che sufficienti anche per i &lt;em&gt;professionisti&lt;/em&gt; più avidi di risorse. Chi vuole evitare la lunga descrizione di quello che ho fatto può saltare direttamente alle  &lt;a href=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/#conclusioni&#34;&gt;conclusioni&lt;/a&gt; finali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;la-macchina&#34;&gt;La macchina&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutte le prove sono state eseguite con un iMac acquistato a metà del 2014 che in questo momento rappresenta la mia macchina principale. La configurazione hardware scelta era praticamente quella &lt;em&gt;top&lt;/em&gt; disponibile  al momento dell&amp;rsquo;acquisto (a parte la possibilità di installare un disco Fusion più capiente):&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://support.apple.com/kb/SP687?locale=en_US&amp;amp;amp;viewlocale=en_US&#34;&gt;iMac 21.5 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2013&lt;/a&gt; con OS X El Capitan 10.11.6;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;http://ark.intel.com/products/75124/Intel-Core-i7-4770S-Processor-8M-Cache-up-to-3_90-GHz&#34;&gt;processore Intel Core i7&lt;/a&gt; da 3.1 GHz con 4 core fisici (&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Hyper-threading&#34;&gt;8 core logici&lt;/a&gt;) e 8 MB di cache L3;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;16 GB di RAM DDR3 da 1600 MHz;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;disco interno SSD PCI da 500 GB (con ancora 165 GB liberi);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;2 dischi esterni Thunderbolt 2, uno da 2 TB per i dati e uno da 4 TB riservato a Time Machine;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;scheda grafica NVIDIA GeForce GT 750M con 1 GB di RAM GDDR5.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iMac è costato in tutto 2.500 euro (con sconto &lt;em&gt;Education&lt;/em&gt; dell&#39;8%), compresi i due dischi rigidi esterni e qualche accessorio (cavi, adattatori, hub usb, lucchetto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per confronto, la configurazione hardware del MacBook Pro 15 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 &lt;em&gt;top&lt;/em&gt; di gamma equivalente (scegliendo ancora una unità SSD di capienza  inferiore a quella massima disponibile) è:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&lt;a href=&#34;https://support.apple.com/kb/SP749?locale=en_US&#34;&gt;MacBook Pro 15 pollici &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016&lt;/a&gt; con OS X Sierra 10.12.1;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;processore Intel Core i7 da 2.9 GHz con 4 core fisici (8 core logici) e 8 MB di cache L3 (le specifiche tecniche dei tre processori disponibili per il MacBook Pro da 15 pollici &lt;a href=&#34;http://ark.intel.com/compare/93341,93340,88972&#34;&gt;si trovano qui&lt;/a&gt;);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;16 GB di RAM LPDDR3 da 2133 MHz;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;disco interno SSD PCIe da 1 TB;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;schede grafiche Intel HD Graphics 530 e Radeon Pro 460 con 4 GB di RAM GDDR5 (con passaggio automatico da una all&amp;rsquo;altra scheda grafica);&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;ad un costo totale, compreso lo sconto Education, di ben 3.800 euro (senza considerare i dischi esterni e gli accessori, per i quali bisogna aggiungere almeno altri 600-700 euro), circa l&#39;80% in più del mio iMac di due anni fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di iniziare ho spento e riavviato il Mac, in modo da partire da uno stato il più possibile definito. Subito dopo il login e una volta completati tutti i processi automatici di avvio (fra cui Dropbox, TeamViewer e &lt;a href=&#34;http://zipzapmac.com/GetPlainText&#34;&gt;Get Plain Text&lt;/a&gt;), l&amp;rsquo;occupazione di memoria riportata da Monitoraggio Attività è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dei 3.0 GB di memoria &lt;em&gt;utilizzata&lt;/em&gt;, 1.8 GB sono usati dai processi del sistema operativo e  dalle applicazioni, 1.2 GB sono memoria &lt;em&gt;wired&lt;/em&gt;, necessaria per l&amp;rsquo;esecuzione delle applicazioni e che non può essere usata da altri processi, compressa o salvata nello &lt;em&gt;spazio di scambio&lt;/em&gt; sul disco rigido (detto anche &lt;em&gt;memoria virtuale&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;swap&lt;/em&gt;), e infine 0.0 GB sono memoria &lt;em&gt;compressa&lt;/em&gt; per dare più spazio alle altre applicazioni. I 3.4 GB di memoria &lt;em&gt;cache&lt;/em&gt; rappresentano invece la memoria usata dalle applicazioni appena chiuse. La memoria cache può velocizzare parecchio l&amp;rsquo;avvio delle applicazioni già usate se queste vengono eseguite di nuovo prima che la memora cache venga sovrascritta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La memoria occupata dalle &lt;em&gt;app&lt;/em&gt;, quella &lt;em&gt;wired&lt;/em&gt; e quella &lt;em&gt;compressa&lt;/em&gt; saranno indicate da ora in poi in modo più compatto con &lt;code&gt;(app:1.8/wired:1.2/compr:0.0)&lt;/code&gt;, dove tutte le dimensioni sono espresse in GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-leggero-applicazioni-da-ufficio&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;leggero&lt;/em&gt;: applicazioni da ufficio&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Conclusa la fase di avvio, comincio ad usare l&amp;rsquo;iMac lanciando, come succede ogni giorno, Firefox e Thunderbird (quest&amp;rsquo;ultimo in realtà è attivo 24 ore su 24 sul mio iMac). La memoria occupata diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.8 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.7 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:2.6/wired:1.2/compr:0.0)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eseguo le attività che aprono la mia giornata di lavoro: controllo la posta elettronica e leggo qualche qualche pagina web. La memoria occupata aumenta di qualche centinaio di MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio le applicazioni che uso tutti i giorni, Slack, &lt;a href=&#34;https://macromates.com/&#34;&gt;TextMate&lt;/a&gt;, il Terminale, &lt;a href=&#34;http://macdown.uranusjr.com/&#34;&gt;MacDown&lt;/a&gt; (per prendere gli appunti per questo articolo). Apro con Anteprima  alcuni eBook in pdf per cercare una informazione che mi serve. Mi rendo conto per la prima volta, guardando la finestra di Monitoraggio Attività, che basta scorrere le pagine dei volumi per aumentare a dismisura la memoria occupata. Per simulare quello che (purtroppo!) fanno la maggior parte degli utenti, lancio anche Word ed Excel, aprendo due documenti piuttosto semplici per ciascuno dei programmi. Con queste applicazioni attive, la memoria occupata del Mac aumenta a ben&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;9.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;7.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:7.7/wired:1.3/compr:0.0)&lt;/code&gt;. Le applicazioni più avide di risorse sono Anteprima, che riempie ben 2.0 GB di RAM con una ventina di file pdf aperti, e Firefox, che in questo momento ha bisogno di quasi 1 GB di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_light.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_light.png&#34; alt=&#34;Applicazioni da ufficio&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se avessi solo 8 GB di RAM sarei già in difficoltà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-medio-applicazioni-standard&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;medio&lt;/em&gt;: applicazioni standard&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiudo Word ed Excel, lasciando aperte tutte le altre applicazioni (che uso di continuo nel corso della giornata). Prima di cominciare questa seconda fase di prove, cancello la cache della memoria con il comando da Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo purge&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che riporta (temporaneamente) l&amp;rsquo;occupazione di memoria a&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;8.6 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0.3 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0 byte&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:7.3/wired:1.3/compr:0.0)&lt;/code&gt;. Dopo alcuni minuti di uso del Mac la cache torna di nuovo a crescere fino a circa 1 GB (come deve succedere: le applicazioni che promettono id &lt;em&gt;liberare&lt;/em&gt; la memoria cancellando la cache non servono a niente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio di nuovo Excel, a cui aggiungo TeXShop, RStudio, Scrivener, Plot2.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Carico un file Excel di dimensioni &amp;ldquo;normali&amp;rdquo; contenente dei dati provenienti da una misura recente e creo i grafici a dispersione (X-Y) di alcune colonne di dati. Passo ad &lt;a href=&#34;https://www.rstudio.com/products/RStudio/&#34;&gt;RStudio&lt;/a&gt; e lancio tre o quattro programmi che eseguono calcoli piuttosto semplici su un&amp;rsquo;altra serie di dati e producono il grafico dei risultati. Correggo con &lt;a href=&#34;http://pages.uoregon.edu/koch/texshop/&#34;&gt;TeXShop&lt;/a&gt; la &lt;em&gt;brutta&lt;/em&gt; di un articolo in LaTeX e genero ogni tanto il file pdf di anteprima. Mentre correggo l&amp;rsquo;articolo, consulto i miei appunti su &lt;a href=&#34;https://www.literatureandlatte.com/scrivener.php&#34;&gt;Scrivener&lt;/a&gt; e prendo nota delle cose da aggiungere o modificare. Passo a &lt;a href=&#34;http://apps.micw.org/apps/plot2/&#34;&gt;Plot2&lt;/a&gt; e creo gli stessi  grafici a dispersione che ho appena realizzato in Excel (ma con una qualità nettamente migliore). La memoria Utilizzata aumenta di quasi 1 GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eseguo un ciclo di calcolo con un programma da Terminale a cui sto dando i tocchi finali. Il programma si prende il 100% di uno dei core del processore, oscillando di continuo fra i 4 core disponibili, ma l&amp;rsquo;occupazione di memoria non cambia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passo a TextMate, apro un file di dati in formato CSV di ~73 MB e lo copio e incollo in Excel. Excel ci mette un po&amp;rsquo; a rispondere ma alla fine tutti i dati sono inseriti perfettamente nelle celle del foglio elettronico. Tutto ciò mi costa però più di un altro GB di memoria utilizzata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per simulare cosa succede lavorando su un foglio elettronico di queste dimensioni, eseguo una semplice ricerca e sostituzione all&amp;rsquo;interno dle foglio Excel appena creato: uno dei core schizza di nuovo al 100% ed Excel riempie rapidamente la memoria disponibile,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;14.1 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;1.9 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;4.3 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;arrivando ad occupare da solo ben 4.2 GB. Per diminuire l&amp;rsquo;occupazione di memoria fisica OS X inizia a comprimere una parte della memoria (arrivando fino a 1.2 GB di memoria compressa) e subito dopo a salvare parte della memoria nello spazio di scambio (&lt;em&gt;swap&lt;/em&gt;) sul disco rigido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_medium.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_medium.png&#34; alt=&#34;Applicazioni standard&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho esaurito i 16 GB di memoria disponibili sul mio Mac. Se continuassi a lavorare sul foglio elettronico finirei per aumentare sempre più la dimensione dello spazio di scambio sul disco rigido, a scapito della velocità globale del sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Chiudo e riapro Excel con lo stesso file da 50 MB, seleziono una coppia di colonne e creo uno dei soliti grafici a dispersione. L&amp;rsquo;occupazione di memoria diminuisce, ma lo spazio di scambio rimane consistente e supera i 50 MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lascio Excel aperto ed eseguo alcuni calcoli con uno script in RStudio che legge il file dati in formato CSV uttilizzato in precedenza, calcola alcuni parametri statistici di base e produce un grafico a dispersione delle prime 5 coppie di colonne. La memoria occupata torna di nuovo a salire rapidamente, fino a riempire praticamente tutta la memoria fisica disponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;12.0 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;3.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;10 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avevo pianificato di usare anche Mathematica, un&amp;rsquo;altra delle applicazioni che fanno parte del mio normale flusso di lavoro, ma i risultati ottenuti mi fanno decidere di soprassedere, non potrei aggiungere niente di più a quello che ho già verificato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È chiaro che la memoria di 16 GB del mio iMac è &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; appena sufficiente per svolgere le attività che fanno parte del mio flusso di lavoro giornaliero. Fra un paio di anni, complice l&amp;rsquo;aumento (inevitabile) di funzionalità del sistema operativo e delle applicazioni, diventerà scarsa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;utilizzo-pesante-sviluppo-multipiattaforma&#34;&gt;Utilizzo &lt;em&gt;pesante&lt;/em&gt;: sviluppo multipiattaforma&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Potrei anche chiudere qui, ma voglio mostrare cosa succede con un utilizzo ancora più pesante del Mac, che è poi il motivo che mi ha messo in allerta e mi ha fatto decidere di eseguire queste prove.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come prima, chiudo le applicazioni usate in questa fase &amp;ndash; Excel, TeXShop, RStudio, Scrivener, Plot2 &amp;ndash; ma lascio attive tutte le altre. Cancello la cache della memoria con il comando da Terminale&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo purge&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;che riporta l&amp;rsquo;occupazione di memoria a 9.1 GB, riducendo anche lo spazio di scambio utilizzato a soli 6.5 MB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già che ci sono, aggiorno alcune app dall&amp;rsquo;App Store e ne scarico un paio che mi interessano che oggi sono in offerta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio Parallels e facco partire una dopo l&amp;rsquo;altra le macchine virtuali (VM) di Windows XP Professional, OS X El Capitan, OS X Yosemite, Debian Linux a 64 bit, Ubuntu Linux a 32 bit e Ubuntu Linux a 64 bit.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto ciò mi serve per riprodurre quello che ho fatto negli ultimi giorni: compilare un mio programma &amp;ndash; un&amp;rsquo;applicazione da Terminale senza interfaccia grafica che utilizza in modo pesante il solo processore &amp;ndash; e testarlo su varie versioni di Windows, OS X e Linux, un&amp;rsquo;attività (noiosissima!) piuttosto comune per chi sviluppa applicazioni multipiattaforma. Poter provare l&amp;rsquo;applicazione in contemporanea su più sistemi operativi attraverso l&amp;rsquo;uso di un buon emulatore (come &lt;a href=&#34;http://www.parallels.com/it/&#34;&gt;Parallels&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;http://www.vmware.com/products/fusion.html&#34;&gt;Fusion&lt;/a&gt; sul Mac) è fondamentale per ridurre i tempi di sviluppo e soprattutto di debug.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_parallels.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_parallels.png&#34; alt=&#34;Parallels: 5 macchine virtuali aperte contemporaneamente&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con l&amp;rsquo;esaurirsi della memoria, l&amp;rsquo;avvio di ciascuna macchina virtuale diventa sempre più lento. Ad esempio, la VM di Debian Linux normalmente esegue il boot in pochi secondi che però ora, con tre VM già attive, diventano più di due minuti. Ancora più lento è il passaggio dallo schermo di login al Desktop pronto per essere utilizzato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, le macchine virtuali diventano molto poco responsive ed ogni operazione viene eseguita molto lentamente. La macchina virtuale meno esosa di risorse è quella di Debian Linux (come era facile prevedere), le più ingorde sono le due VM di OS X, nelle quali il solo aprire una finestra del Finder o il Terminale (le uniche operazioni che devo eseguire nei miei test) impiega tempi incomprensibilmente lunghi (a differenza di quello che succede con una o due VM aperte contemporaneamente).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai ho occupato praticamente tutta la memoria RAM disponibile, e questa volta OS X inizia ad usare pesantemente la memoria virtuale, che cresce fino a circa 700 MB,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;14.1 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;1.9 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;730 MB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:3.4/wired:9.5/compr:1.1)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come è successo prima, sembra che OS X non possa utilizzare più di 14.1 GB, forse perché i 1.9 GB di cache sono riservati al sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_hard.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_hard.png&#34; alt=&#34;Sviluppo multipiattaforma&#34; width=&#34;600&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quasi per gioco, provo a lanciare il mio programma in tutte le VM contemporaneamente. Tutti gli otto core logici disponibili vengono occupati quasi al 100%, come è visibile nell&amp;rsquo;immagine qui sotto, ma come è facile prevedere dalle caratteristiche dell&amp;rsquo;applicazione, l&amp;rsquo;occupazione di memoria non aumenta in modo significativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;./immagini/macbookpro2016/monitor_cpu.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_cpu.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/11/monitor_cpu.png&#34; alt=&#34;Occupazione del processore&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nonostante il carico pesantissimo delle sei VM attive contemporaneamente sul processore e sulla memoria, il resto del sistema si mantiene perfettamente stabile e non manifesta rallentamenti avvertibili, a dimostrazione della eccellente qualità globale del sistema operativo sviluppato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Prima di concludere questa parte, vorrei precisare che, a differenza di &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;quanto riportato da Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt;, anche usare Xcode può diventare a volte molto pesante per le risorse di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho provato a sviluppare in Xcode una piccola app per iOS, una cosa semplice semplice da pochissime righe di codice. Xcode mette a disposizione un simulatore che consente di provare l&amp;rsquo;app senza dover usare un dispositivo iOS reale, con l&amp;rsquo;enorme vantaggio aggiuntivo di poter simulare un grande numero di combinazioni diverse di dispositivi fisici e di versioni di iOS a costo zero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo far partire ciascun simulatore è una operazione piuttosto lunga (in particolare la prima volta, dalla seconda in poi la memoria cache aiuta a velocizzare l&amp;rsquo;operazione) e Xcode consente di usarne solo uno alla volta. In certe fasi sarebbe utile poter lanciare più di un simulatore, in modo da verificare il comportamento dell&amp;rsquo;app e della sua interfaccia grafica su più dispositivi contemporaneamente. Anche se Xcode non lo permette, con un piccolo trucco si possono lanciare da Terminale fino a 9 simulatori iOS in parallelo, un numero che non è nemmeno troppo alto se si considerano le decine e decine di combinazioni possibili (se non ho sbagliato a contare, solo per iOS ci sono in questo momento ben 128 combinazioni diverse). Con 9 simulatori attivi, l&amp;rsquo;occupazione di memoria diventa&lt;/p&gt;&#xA;&lt;table&gt;&#xA;  &lt;thead&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Memoria&lt;/th&gt;&#xA;          &lt;th style=&#34;text-align: center&#34;&gt;Dimensione&lt;/th&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/thead&gt;&#xA;  &lt;tbody&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Utilizzata&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;13.5 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Cache&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;2.5 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;      &lt;tr&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: left&#34;&gt;Spazio di scambio&lt;/td&gt;&#xA;          &lt;td style=&#34;text-align: center&#34;&gt;0.4 GB&lt;/td&gt;&#xA;      &lt;/tr&gt;&#xA;  &lt;/tbody&gt;&#xA;&lt;/table&gt;&#xA;&lt;p&gt;di cui &lt;code&gt;(app:10.9/wired:1.9/compr:0.7)&lt;/code&gt;. Il sistema esaurisce di nuovo la memoria diponibile e inizia ad usare lo spazio di scambio in modo piuttosto pesante.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;casi-estremi&#34;&gt;Casi estremi?&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe obiettare che i miei esempi sono dei casi estremi di uso del Mac, scelti &lt;em&gt;ad hoc&lt;/em&gt; per dimostrare la mia tesi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non c&amp;rsquo;è niente di più lontano dalla realtà. L&amp;rsquo;articolo di &lt;a href=&#34;https://www.zdziarski.com/blog/?p=6355&#34;&gt;Jonathan Zdziarski&lt;/a&gt; e i risultati analoghi &lt;a href=&#34;http://macintelligence.org/blog/2016/11/16/zdziarski-a-meta/&#34;&gt;riportati su QuickLoox&lt;/a&gt; mi hanno colpito proprio perché erano molto lontani dalla mia esperienza personale di tutti i giorni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Partendo da questi risultati, ho deciso di eseguire delle prove in modo il più possibile controllato e controllabile &amp;ndash; oserei dire perfino &lt;em&gt;scientifico&lt;/em&gt; se non fosse un termine troppo importante per una cosa del genere &amp;ndash; provando a riprodurre alcuni miei comuni flussi di lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più specificatamente, se è vero che il foglio elettronico utilizzato è di dimensioni notevoli (è costituito da un singolo foglio di 250.000 righe per 32 colonne), rimane molto al di sotto dei limiti di Excel (attualmente 1.048.576 righe per 16.384 colonne). Anche la dimensione fisica del documento, circa 50 MB, pur se elevata, non è niente di trascendentale: parecchia gente lavora con fogli elettronici di dimensioni analoghe e alcuni arrivano perfino a trattare fogli elettronici di centinaia di MB (e sarei curioso di sapere come fanno).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Bisogna anche tenere presente che io ho usato per semplicità un singolo foglio piuttosto grande, ma risultati analoghi (se non peggiori) li avrei ottenuti anche con 5 o 6 fogli più piccoli aperti contemporaneamente (un caso ancora più comune). Inoltre nelle prove con Excel mi sono limitato ad eseguire una semplice operazione di ricerca, senza formattare le celle o inserire delle formule, tutte operazioni normalissime con un foglio elettronico, ma che che avrebbero richiesto ancora più risorse di memoria.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per quanto riguarda le macchine virtuali, usarne cinque o sei in contemporanea è quasi il minimo &lt;em&gt;sindacale&lt;/em&gt; per chi fa sviluppo multipiattaforma, come nel mio caso, o anche per chi produce applicazioni per il web, da testare su una varietà forse ancora maggiore di combinazioni di sistema operativo e browser web. Anzi, se non avessi sbattuto abbastanza presto contro i limiti di memoria, avrei dovuto aggiungere almeno un&amp;rsquo;altra macchina virtuale con Windows 7 o Windows 10 (che sono quasi dei &lt;em&gt;mattoni&lt;/em&gt; per Parallels) e una con una distribuzione di Linux non derivata da Debian (ad esempio Red Hat o CentOS).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con questo lungo articolo ho cercato di dimostrare che 16 GB di RAM sono appena sufficienti per svolgere &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt; dei compiti che, anche se piuttosto impegnativi, non sono certo inusuali per chi usa il proprio computer per svolgere determinate &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;attività professionali&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I miei esempi si sono focalizzati sulle attività di tipo scientifico e di sviluppo software che conosco meglio, ma sono sicuro che altri professionisti attivi in ambiti legati all&amp;rsquo;ingegneria, al multimedia o all&amp;rsquo;elaborazione di immagini, potrebbero fare esempi altrettanto impegnativi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo è uno dei motivi (ma non l&amp;rsquo;unico) che mi hanno portato ad essere &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;molto deluso dai nuovi MacBook Pro&lt;/a&gt; presentati a fine ottobre. Non sono l&amp;rsquo;unico, anzi sono in compagnia di un &lt;a href=&#34;http://mjtsai.com/blog/2016/10/27/new-macbook-pros-and-the-state-of-the-mac/&#34;&gt;folto gruppo&lt;/a&gt; di &lt;em&gt;utenti professionali&lt;/em&gt; che condividono questa sensazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proporre oggi come macchine &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt; dei computer portatili con al massimo 16 GB di memoria, senza nemmeno offrire l&amp;rsquo;opzione di montarne una quantità maggiore (almeno) in fase di acquisto, è una vera e propria assurdità. Se 16 GB di memoria possono ancora bastare con i sistemi operativi e le applicazioni odierne, cosa succederà fra due o tre anni, quando le risorse richieste dalle nuove versioni di OS X e delle applicazioni saranno presumibilmente ben più consistenti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Limitare la memoria massima solo per poter ridurre di qualche millimetro lo spessore delle nuove macchine e far durare qualche decina di minuti in più la batteria, &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/11/21/phil-schiller-32gb-ram-mbp-logic-board/&#34;&gt;come ha ammesso recentemente Phil Schiller&lt;/a&gt;, non fa altro che aggiungere ulteriori danni alla beffa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Siamo alla sostanza al servizio della forma. Ma che me ne faccio di una forma bellissima e sottilissima, se il MacBook Pro che posso comprare a carissimo prezzo oggi mi da esattamente la stessa quantità di memoria di due o tre anni fa, come se la legge di &lt;del datetime=&#34;2016-11-24T08:38:10+00:00&#34;&gt;Murphy&lt;/del&gt; Moore&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e i progressi tecnologici intercorsi non fossero mai esistiti?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È noto che i Mac &amp;ndash; i nuovi MacBook Pro in particolare &amp;ndash; sono macchine costose, ma hanno il grosso pregio di durare parecchio, permettendo di ammortizzare l&amp;rsquo;investimento iniziale su più anni. Ma se le limitazioni intrinseche dell&amp;rsquo;hardware renderanno impossibile utilizzarli a lungo, diventeranno presto macchine ben poco interessanti per quei &lt;em&gt;power user&lt;/em&gt; che guardano soprattutto alle prestazioni pure. Sono una nicchia, sono solo una piccola minoranza dei potenziali acquirenti delle nuove macchine, ma sono anche coloro che sviluppano le applicazioni senza le quali il MacBook Pro diventerebbe soltanto un bel soprammobile. O sono quelli che, con le loro esperienze di uso non convenzionale dei prodotti Apple, danno lustro e prestigio alla piattaforma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Trascurarli (o dimenticarsene) è, a mio modesto parere, un grave errore strategico da parte di Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Grazie a Lux per la correzione. Non si dovrebbe mai aggiungere qualcosa all&amp;rsquo;ultimo momento, appena prima di andare a letto!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui?</title>
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      <pubDate>Tue, 01 Nov 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Giovedì scorso, a causa di un viaggio di lavoro (seguito da una cena sociale), non ho potuto seguire la presentazione dei nuovi MacBook Pro, e per una volta la cosa non mi è dispiaciuta più di tanto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non per quello che Apple &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; ha presentato &amp;ndash; il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/10/25/hello-again/&#34;&gt;mio post sull&amp;rsquo;evento&lt;/a&gt; descriveva quello che io avrei voluto che Apple presentasse, ma non mi aspettavo di certo che lo facesse sul serio &amp;ndash; ma per quello che è successo veramente: come previsto dai vari &lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;, Apple ha presentato i nuovi MacBook Pro con barretta sensibile al tocco e ha dismesso gli Air, o meglio ha dismesso per ora il solo Air da 11 pollici. Dimenticavo, ha anche migliorato l&amp;rsquo;esperienza d&amp;rsquo;uso di tvOS e ha definitivamente mandato in pensione MagSafe.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto qui. Tutto molto deludente, l&amp;rsquo;avevo scritto e lo confermo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-pro&#34;&gt;MacBook Pro&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so se la &lt;em&gt;Touch Bar&lt;/em&gt;, la barretta &lt;em&gt;cangiante&lt;/em&gt; sensibile al tocco, sarà un successo o no, se si rivelerà più utile di quello che appare ora, ma francamente mi sembra un po&amp;rsquo; poco per chiedere in cambio un tale sforzo finanziario agli utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ormai il MacBook Pro più economico, senza barretta sensibile e schermo da 13 pollici, con processore (ammettiamolo) sottodimensionato, appena 8 GB di RAM e 256 GB di disco SSD, costa ben 1.750 euro. Se poi si vuole un 15 pollici, bisogna tirar fuori almeno 2.800 euro. Almeno!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma stiamo scherzando?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come se non bastasse nessun modello standard da 13 pollici monta 16 GB di RAM e una scheda grafica decente con RAM dedicata, due cose riservate ai soli MacBook Pro con schermo maggiore. A meno di non tirar fuori 2.350 euro per il modello senza barretta, personalizzandolo con un processore i7 e 16 GB di RAM (ma la scheda grafica rimane sempre quella). Oppure, la bella cifra di 2.700 euro per il modello equivalente con barretta e scheda grafica appena appena migliore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In pratica non è più possibile avere senza svenarsi un MacBook Pro &lt;em&gt;piccolo&lt;/em&gt; ma potente, comodo da portare in giro e da tenere collegato in ufficio ad uno schermo esterno più grande. Molto meglio allora tornare al doppio computer, iMac o Mac Pro per il lavoro di tutti i giorni e MacBook Air o iPad per quando si è in viaggio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se anche su quest&amp;rsquo;ultimo fronte non è che le cose vadano tanto meglio, in particolare con il Pro che non viene aggiornato da ben tre anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;kaby-lake&#34;&gt;Kaby Lake&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due parole su Kaby Lake, l&amp;rsquo;ultimo processore Intel, che non verrà utilizzato nei nuovi MacBook Pro perché, a quanto sembra, Intel non produce ancora le versioni adatte a questi modelli Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Delle due l&amp;rsquo;una: o Intel ha qualche problema nel processo di produzione, e quindi si è concentrata solo su certe versioni dei nuovi processori, oppure non ha più un rapporto privilegiato con Apple. Negli ultimi anni è successo più volte che gli ultimissimi processori Intel fossero disponibili in anteprima per le macchine Apple, ben prima che per gli altri produttori di PC. Oppure è &lt;a href=&#34;http://www.digitaltrends.com/mobile/samsung-halts-galaxy-note-7-shipments-phones-catching-fire/&#34;&gt;l&amp;rsquo;effetto Galaxy Note 7&lt;/a&gt; che si fa sentire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so anch&amp;rsquo;io che Kaby Lake, la settima generazione dei processori Intel Core, è solo un aggiornamento del precedente Skylake (il &lt;a href=&#34;http://www.intel.com/content/www/us/en/silicon-innovations/intel-tick-tock-model-general.html&#34;&gt;modello tick-tock&lt;/a&gt; è in crisi per aver quasi raggiunto i limiti fisici della tecnologia del silicio), però è incomprensibile che macchine di alto livello, vendute a prezzi da capogiro, abbiano un &lt;em&gt;cervello&lt;/em&gt; già invecchiato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;macbook-air&#34;&gt;MacBook Air&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La dismissione dell&amp;rsquo;Air era nell&amp;rsquo;aria, per fortuna Apple si è limitata (per ora) al solo modello da 11 pollici, dando qualche ulteriore mese di vita all&amp;rsquo;Air con schermo maggiore, ma è chiaro che la fine definitiva dell&amp;rsquo;Air è vicina e che in quella categoria rimarrà presto il solo MacBook.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Peccato, perché l&amp;rsquo;Air sovrasta il MacBook per le migliori prestazioni velocistiche e per la tastiera di un altro pianeta. Ma anche il pollice in più di schermo e il prezzo leggermente minore non guastano di certo. E peccato perché l&amp;rsquo;Air è stato un modello di svolta, ha creato il settore degli ultrabook, computer più che sufficienti per lavorare, con il peso e la durata della batteria di un tablet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;professionisti&#34;&gt;Professionisti&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sarebbe ancora da dire, in particolare sulla dismissione del connettore MagSafe (un&amp;rsquo;idea geniale, buttata via in pochi anni) o sulla utilità della Touch Bar (a parte il Touch ID, che non si discute). Oppure sul settore professionale, che tanti considerano essere stato quasi abbandonato da Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so dire se ciò sia veramente successo per il settore &lt;em&gt;creativo&lt;/em&gt;, che non conosco a sufficienza. Ma di certo gli ultimi annunci non vengono incontro a chi si occupa dei campi che mi interessano di più, calcolo scientifico e sviluppo software, per i quali il mancato aumento di prestazioni e la contemporanea crescita dei prezzi sono un duro, durissimo colpo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non affatto è detto che OS X, lo Unix dal volto umano, la principale ragione per usare i Mac, possa evitare una fuga verso altri lidi.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Hello... again!</title>
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      <pubDate>Tue, 25 Oct 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Ormai ci siamo, fra &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/apple-events/october-2016/&#34;&gt;due giorni&lt;/a&gt; Apple presenterà i nuovi Mac nel corso di un evento intitolato molto significativamente &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;attesa dura ormai da troppo tempo, forse a causa della necessità di aspettare la piena disponibilità di &lt;em&gt;Kaby Lake&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;ultima generazione di processori Intel presentata ufficialmente solo a fine agosto, meno di due mesi fa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come sempre i &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2016/10/19/apple-announces-october-27th-mac-centric-event/&#34;&gt;&lt;em&gt;rumors&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; impazzano. Una delle previsioni più accreditate riguarda la sostituzione della fila di tasti funzione della tastiera del MacBook Pro con una striscia OLED sensibile al tocco, i cui  tasti virtuali cambino in base all&amp;rsquo;applicazione in uso. Più o meno come succede da sempre per la barra dei menu del Mac. Wow&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono poi tante previsioni sulla dismissione del MacBook Air, su nuovi iMac con risoluzione a chissà-quanti-K e ovviamente sul Mac Pro, che non è mai stato &lt;em&gt;rinfrescato&lt;/em&gt; dalla sua &lt;a href=&#34;http://buyersguide.macrumors.com/#Mac_Pro&#34;&gt;uscita a fine 2013&lt;/a&gt;, più di mille giorni fa. Ri-wow&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fosse solo questo, l&amp;rsquo;evento sarebbe francamente molto deludente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma non ci credo, &lt;em&gt;I don&amp;rsquo;t buy it&lt;/em&gt;. Se Apple ha scelto un titolo così eloquente come &amp;ldquo;hello again&amp;rdquo;, ci deve essere qualcosa di molto grosso in arrivo, altro che striscetta OLED.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La parola &lt;em&gt;Hello&lt;/em&gt; è legata indissolubilmente alla storia del Mac. Per chi se lo ricorda, è comparsa già nel corso della &lt;a href=&#34;https://youtu.be/2B-XwPjn9YY?t=207&#34;&gt;presentazione del primo Macintosh&lt;/a&gt; nel gennaio del 1984 (allora il Mac si chiamava così, con il nome intero) e campeggiava in primissimo piano negli annunci pubblicitari della nuova macchina, sia sulla &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_ad.jpg&#34;&gt;stampa&lt;/a&gt; che &lt;a href=&#34;https://www.youtube.com/watch?v=YaFTLrULHwg&#34;&gt;in TV&lt;/a&gt;. Molti anni dopo è stata usata di nuovo per &lt;a href=&#34;https://youtu.be/0BHPtoTctDY?t=281&#34;&gt;presentare i primi iMac G3&lt;/a&gt;, la pietra miliare della rinascita Apple dopo i disastri degli anni &amp;lsquo;90.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_hello.jpg&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/mac_128k_hello.jpg&#34; alt=&#34;mac_128k_hello&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/imac_g3_hello.png&#34;&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/10/imac_g3_hello.png&#34; alt=&#34;imac_g3_hello&#34; width=&#34;400&#34; class=&#34;aligncenter&#34; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E allora, cosa potrebbe svelare Apple di &lt;em&gt;veramente&lt;/em&gt; significativo nel corso del prossimo evento?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ho la sfera di cristallo, e quindi dico solo quello che &lt;em&gt;vorrei&lt;/em&gt; che fosse presentato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A me piacerebbe moltissimo un nuovo MacBook con tastiera staccabile, su cui possa girare indifferentemente macOS o iOS diventando, a seconda delle circostanze, un notebook o un tablet. Un computer ibrido con il corpo e la tastiera del MacBook Air e lo schermo dell&amp;rsquo;iPad Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si può fare: i processori Intel più recenti hanno una potenza tale da far girare senza problemi una versione emulata di iOS o, meglio ancora, una versione di iOS ricompilata per i processori Intel,&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; garantendo allo stesso tempo una durata della batteria sufficiente a coprire l&amp;rsquo;intera giornata lavorativa. È forse persino possibile che gli ultimi &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/Apple_mobile_application_processors&#34;&gt;processori ARM&lt;/a&gt; sviluppati da Apple possano far girare un emulatore di macOS senza troppi rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Del resto Apple ha sempre dimostrato di essere in grado di gestire molto bene la convivenza di applicazioni funzionanti su processori diversi e persino di sistemi operativi differenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È già successo al passaggio da OS 9 a OS X con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Classic_%28OS_X%29&#34;&gt;&lt;em&gt;Classic&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, l&amp;rsquo;emulatore integrato in OS X che ha permesso di continuare ad usare OS 9 e le sue applicazioni all&amp;rsquo;interno del nuovo sistema operativo. È successo di nuovo con &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Rosetta_%28software%29&#34;&gt;&lt;em&gt;Rosetta&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, che ha facilitato la transizione ai processori Intel, consentendo di utilizzare le applicazioni per PowerPC anche sui nuovi Mac Intel. Tornando molto più indietro nel tempo, potrei anche ricordare &lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/MultiFinder&#34;&gt;MultiFinder&lt;/a&gt; (ma questa è una storia che merita un post specifico).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe far notare che quello che ho descritto non è altro che il &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/04/21/surface-3-come-non-imparare-dai-propri-errori/&#34;&gt;Surface&lt;/a&gt; di Microsoft.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; è così, il Surface è penalizzato da un sistema operativo né carne né pesce, nel quale le App ottimizzate per il tocco sono una infima minoranza e la tastiera instabile lo rende poco adatto ad essere usato come notebook (a meno di non sedere ad una scrivania).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello a cui penso io è invece un ibrido che possa servire indifferentemente &amp;ndash; e quasi senza accorgersene &amp;ndash; sia da computer che da tablet, unendo il meglio dei due mondi ma mantenendo le necessarie differenze fra le due tipologie d&amp;rsquo;uso. Sarebbe veramente un nuovo inizio, come lo fu il Macintosh nel lontano 1984.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E sarebbe anche la riproposizione di quello che è già successo con l&amp;rsquo;iPod, l&amp;rsquo;iPhone, l&amp;rsquo;iPad o l&amp;rsquo;Apple Watch: prendere un dispositivo interessante ma realizzato male &amp;ndash; che sia un lettore di mp3, un telefono, un tablet o un orologio &amp;ndash; rivoltarlo come un calzino e farne una cosa innovativa e di grande successo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarà questa la novità che bolle in pentola? Un paio di giorni di attesa e lo sapremo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Notate la differenza nella cura dei dettagli della presentazione rispetto ad oggi: quando Steve Jobs toglie il telo di copertura lo schermo dell&amp;rsquo;iMac è illuminato in pieno da un faretto che quasi nasconde il filmato successivo.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non dimentichiamo che ai tempi dei Mac con PowerPC, OS X &lt;a href=&#34;http://www.macrumors.com/2012/06/10/a-bit-of-history-behind-the-mac-os-x-on-intel-project-marklar/&#34;&gt;girava tranquillamente&lt;/a&gt; anche sui computer con processori Intel. Anzi, si può dire che sia stata proprio Apple a realizzare i primi &lt;a href=&#34;http://www.hackintosh.com/&#34;&gt;Hackintosh&lt;/a&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Mac lento, che fare?</title>
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      <pubDate>Tue, 16 Jun 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho bisogno di deframmentare, pulire, disinfettare il disco, perché i processi sono diventati troppo lenti.&#xA;Potresti suggerirmi un software idoneo, possibilmente anche gratuito, visto che oggi è molto difficile comprare anche una biro.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un ex collega qualche giorno fa mi ha chiesto come fare per velocizzare il suo iMac 27&amp;quot; del 2010, diventato ormai lento come una lumaca. Sull&amp;rsquo;iMac gira ancora OS X 10.6.8, &lt;a href=&#34;http://en.wiktionary.org/wiki/AKA&#34;&gt;AKA&lt;/a&gt; Snow Leopard, una delle versioni migliori di OS X, molto efficiente ed ottimizzata. Me lo ricordo molto bene, appena installato sui miei Mac diede immediatamente freschezza a macchine che con Leopard sembravano arrancare con il freno a mano tirato.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per prima cosa ho inserito il numero di serie del Mac nella &lt;a href=&#34;https://selfsolve.apple.com/agreementWarrantyDynamic.do&#34;&gt;pagina di supporto&lt;/a&gt; di Apple, da cui risulta che il mio collega usa un &lt;code&gt;iMac (27-inch, Mid 2010)&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per le specifiche dettagliate mi sono rivolto invece a &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/&#34;&gt;EveryMac.com&lt;/a&gt;: selezionando la voce &lt;code&gt;Lookup&lt;/code&gt; dal menu principale (o andando a direttamente a &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/ultimate-mac-lookup/&#34;&gt;questa pagina&lt;/a&gt;) e inserendo il numero di serie del Mac viene fuori &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/systems/apple/imac/specs/imac-core-i3-3.2-27-inch-aluminum-mid-2010-specs.html&#34;&gt;questa pagina molto dettagliata&lt;/a&gt;, contenente tutto quello che serve sapere su quel particolare modello. Anzi, molto di più di quello che serve sapere. &lt;a href=&#34;http://www.everymac.com/&#34;&gt;EveryMac.com&lt;/a&gt; è un sito graficamente spartano, ma fornisce un servizio eccellente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per trovare le specifiche del Mac avrei anche potuto usare l&amp;rsquo;altrettanto valido &lt;a href=&#34;https://itunes.apple.com/it/app/mactracker/id430255202?l=en&amp;amp;mt=12&#34;&gt;MacTracker&lt;/a&gt;, disponibile gratuitamente sull&amp;rsquo;App Store. Ma secondo me ha poco senso installare una applicazione che si userà al massimo una o due volte all&amp;rsquo;anno, soprattutto se esiste un servizio web equivalente.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Comunque, i dati salienti del Mac in questione sono: processore Intel Core i3 a 3.2 GHz con due soli core, architettura a 64 bit, 4 MB di cache L3, 8 GB di memoria RAM DDR3, hard-disk da 7200 giri al minuto, scheda grafica ATI Radeon HD 5670 con 512 MB di RAM, porta Firewire a 800 MB/s.&#xA;In definitiva una macchina ancora attuale, anche dopo 5 anni di attività. Perché va così piano da essere praticamente inusabile?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo non è l&amp;rsquo;unico caso, io stesso ho un MacBook Pro modello &lt;code&gt;MacBook Pro (15-inch, Early 2011)&lt;/code&gt;, con processore Core i7 e 8 GB di RAM, che si comporta esattamente allo stesso modo. E qualche giorno fa ho usato un MacBook Pro diventato inspiegabilmente lento dopo un solo anno di vita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non so ancora riuscito a capire perché succede. È chiaro che con il passare del tempo il sistema operativo e, soprattutto, i programmi applicativi si arricchiscono di nuove funzioni, diventando sempre più grandi ed avidi di risorse. Ma se questa è una spiegazione plausibile per modelli di 4, 5 anni fa, non giustifica affatto il rallentamento di un Mac comprato ad aprile 2014.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche se non mi so spiegare perché i Mac a volte diventano improvvisamente così lenti, so bene cosa &lt;em&gt;non serve&lt;/em&gt; fare in questi casi. Non serve a niente deframmentare il disco rigido, pulire la cache, disinfestare il disco rigido o sciocchezze varie. Sono passatempi per Windows. Può perfino sembrare che queste cose funzionino, ma dopo pochi giorni (o poche ore) si torna esattamente al punto di partenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se proprio si vuole ammazzare un po&amp;rsquo; di tempo in queste operazioni, meglio usare uno strumento gratuito e a prova di bomba come &lt;a href=&#34;http://www.titanium.free.fr/onyx.html&#34;&gt;Onyx&lt;/a&gt;, che buttare i propri risparmi in utility costose di dubbia efficacia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cosa fare allora quando il Mac diventa troppo lento e quasi inusabile? Secondo me ci sono tre alternative possibili, a livelli diversi di complessità e di costo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;riparare-con-utility-disco&#34;&gt;Riparare con Utility Disco&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;alternativa più semplice consiste nel riparare tramite Utility Disco i permessi dei file di sistema di OS X e la struttura dei file contenuti sul disco rigido (il cosiddetto &lt;em&gt;filesystem&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il modo migliore per farlo è riavviare il Mac dalla &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/189104/troubleshoot-your-mac-with-these-hidden-startup-options/&#34;&gt;partizione di recupero&lt;/a&gt;, premendo contemporaneamente i tasti Cmd (⌘) e R subito dopo aver acceso il Mac e finché non compare il logo Apple (tutto questo vale per chi usa almeno OS X 10.7/Lion, gli utenti delle versioni precedenti di OS X devono invece avviare il Mac dal loro CD/DVD di installazione). Selezionare Disk Utility dal menu che compare una volta completato l&amp;rsquo;avvio del sistema e verificare ed eventualmente riparare prima i permessi del disco e poi anche la struttura dei file del disco rigido stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riparare i permessi non ha effetti collaterali negativi e può essere eseguito tranquillamente anche più volte, senza patemi d&amp;rsquo;animo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Riparare il disco rigido è una faccenda ben diversa. Se l&amp;rsquo;analisi mostra troppi errori si può provare ad usare strumenti avanzati come &lt;a href=&#34;http://www.alsoft.com/DiskWarrior/index.html&#34;&gt;DiskWarrior&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;http://www.micromat.com/products/techtool-pro&#34;&gt;Techtool Pro&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.prosofteng.com/drivegenius4/&#34;&gt;Drive Genius&lt;/a&gt; per riparare la struttura &lt;em&gt;software&lt;/em&gt; dei file presenti sul disco che contiene OS X. Ma se gli errori sono dovuti a problemi hardware, ad esempio perché la superficie del disco rigido inizia a rovinarsi, non c&amp;rsquo;è niente da fare, bisogna precipitarsi a sostituire &lt;em&gt;immediatamente&lt;/em&gt; il disco rigido, recuperando poi i propri dati dal backup su Time Machine. Perché naturalmente tutti gli utenti del Mac hanno sempre attivo Time Machine su un disco rigido esterno, o no?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però, ammesso di avere un backup affidabile, io preferirei comunque cambiare il disco rigido piuttosto che affidarmi agli strumenti appena menzionati. Costa meno ed è di gran lunga più affidabile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;DiskWarrior, Techtool Pro e Drive Genius costano ciascuno dai 99 dollari in su e non possono fare niente se sul disco ci sono dei problemi connessi all&amp;rsquo;hardware. In questo caso, dopo aver speso 99 dollari, dovrei spenderne almeno altrettanti per un nuovo disco rigido. Non ha senso, meglio investire i propri soldi su un disco rigido di qualità migliore o di dimensioni maggiori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente se non avessi un backup affidabile il discorso sarebbe rovesciato e farei di tutto per recuperare a qualsiasi costo i miei dati. Come purtroppo è successo in passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;reinstallare-os-x&#34;&gt;Reinstallare OS X&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;La seconda alternativa è reinstallare OS X da zero. Anche in questo caso bisogna riavviare il Mac dalla &lt;a href=&#34;http://www.howtogeek.com/189104/troubleshoot-your-mac-with-these-hidden-startup-options/&#34;&gt;partizione di recupero&lt;/a&gt; (oppure dal CD/DVD di installazione per le versioni meno recenti di OS X) e scegliere l&amp;rsquo;opzione che e l&amp;rsquo;installazione del sistema operativo prescelto. Al primo avvio del nuovo sistema operativo, si può provare a recuperare automaticamente da Time Machine tutte le applicazioni e i dati già presenti sul sistema.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il recupero automatico delle applicazioni e dei dati mi sembra un controsenso. Se il rallentamento del Mac è dovuto alle applicazioni installate, è molto probabile che i problemi si ripresenteranno prima o poi come se non si fosse fatto nulla. È altrettanto vero però che non costa niente provare per qualche giorno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che invece mi sento di consigliare in questi casi è:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare OS X da zero,&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;ripristinare tutti (e solo) i propri dati da Time Machine o da un backup su un altro disco rigido, evitando però di ripristinare anche la cartella &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; contenuta nella propria &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/le-parole-per-dirlo/&#34;&gt;Home (o cartella Inizio)&lt;/a&gt;. Le ragioni per non farlo sono tante, fra cui il fatto che la cartella Libreria potrebbe contenere file di configurazione corrotti che rallentano le applicazioni o perché i dati presenti in &lt;code&gt;Libreria&lt;/code&gt; vengono comunque rigenerati installando ed usando le varie applicazioni;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;reinstallare una ad una tutte le applicazioni che si usano sul Mac.&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;p&gt;UN processo molto più lungo ma anche molto più affidabile a lungo termine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;cambiare-il-disco-rigido&#34;&gt;Cambiare il disco rigido&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ultima alternativa è la più radicale, ma anche quella che velocizza di più il Mac. Consiste nel sostituire il disco rigido meccanico contenente il sistema operativo con un modello SSD, a stato solido. Può bastare anche un SSD di dimensioni non eccessive, diciamo 128 - 256 GB, dove installare OS X, le applicazioni e i dati che si usano di più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per tutto il resto &amp;ndash; e soprattutto per i file che occupano molto spazio come foto, video, musica &amp;ndash; si può invece continuare ad usare un disco rigido meccanico, magari lo stesso che abbiamo sostituito con la nuova unità SSD, inserito in un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno. Naturalmente i risultati migliori in termini di velocità di accesso e di trasferimento dei file si otterranno collegando il disco esterno al Mac tramite una porta Firewire o Thunderbolt (per chi ce l&amp;rsquo;ha).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per sostituire il disco rigido non c&amp;rsquo;è niente di meglio che seguire le guide di &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/&#34;&gt;iFixit&lt;/a&gt; che mostrano, &lt;a href=&#34;https://www.ifixit.com/Device/Mac&#34;&gt;per ogni modello di Mac&lt;/a&gt;, tutti i passi necessari per aprire il sistema ed effettuare la sostituzione, con una chiarezza ed un dettaglio che non ha eguali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non ci si vuole azzardare ad aprire il computer con il rischio che qualcosa vada storto, si può comprare un &lt;em&gt;case&lt;/em&gt; esterno, dotato obbligatoriamente di almeno una porta Thunderbolt o Firewire (a seconda del modello di Mac da aggiornare, in cui inserire il disco SSD. Per un iMac non ci sono problemi particolari, &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;l&amp;rsquo;ho fatto io stesso&lt;/a&gt; da più di un anno e il mio iMac del 2008 è tornato a vivere una seconda giovinezza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per un Mac portatile, invece, la soluzione esterna è impraticabile, e si deve per forza di cose aprire il portatile e sostituire il disco rigido. Oppure rimuovere il DVD (tanto chi lo usa più?) e sostituirlo con un disco SSD inserito in un &lt;a href=&#34;http://eshop.macsales.com/item/OWC/DDAMBS0GB/&#34;&gt;adattatore opportuno&lt;/a&gt;, con il beneficio di avere ancora a disposizione il disco rigido meccanico per i file più ingombranti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il mio MacBook Pro aspetta con ansia questo aggiornamento. Spero proprio di riuscire a farcela entro l&amp;rsquo;estate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple ci sta abituando a queste versioni di OS X dedicate prevalentemente alla correzione dei bachi e all&amp;rsquo;ottimizzazione delle prestazioni della versione precedente. Lo ha già fatto con Snow Leopard, un deciso miglioramento rispetto a Leopard, e poi con Mountain Lion, che giganteggiava rispetto al povero Lion originale. Ora si prepara a farlo con El Captain, la futura versione ottimizzata di Yosemite. Se mantengono la parola, e visto che Yosemite non è affatto male né mi sembra particolarmente lento, ne vedremo delle belle.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>La prima volta di Apple</title>
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      <pubDate>Wed, 13 May 2015 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Vorrei segnalare questo post particolarmente interessante sulla storia del &lt;a href=&#34;http://www.businessinsider.com.au/first-article-ever-written-about-apple-kilobaud-sheila-clarke-craven-2015-5&#34;&gt;primo articolo sulla neonata Apple Computer Company&lt;/a&gt;, pubblicato all&amp;rsquo;inizio del 1977 sul secondo numero di &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/kilobaudmagazine&#34;&gt;Kilobaud&lt;/a&gt;, la rivista che divenne rapidamente la principale concorrente di &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/byte-magazine&#34;&gt;BYTE&lt;/a&gt;, la più famosa rivista in assoluto dedicata ai computer personali.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;articolo parla dell&amp;rsquo;Apple 1 ed è una lettura interessantissima per chi, come me, è appassionato di storia e tecnologia dei computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche più interessante è leggere l&amp;rsquo;articolo originale di Kilobaud, riportato (un po&amp;rsquo; male in verità) alla fine del post in questione. Molto meglio leggerlo direttamente sul &lt;a href=&#34;https://archive.org/details/kilobaudmagazine-1977-02&#34;&gt;numero completo di Kilobaud&lt;/a&gt; archiviato sull&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://archive.org/&#34;&gt;Internet Archive&lt;/a&gt;, un sito benemerito a mai troppo apprezzato (oppure, per chi come me trova scomodo leggere sul monitor del computer, scaricare il &lt;a href=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2015/05/apple-i-kilobaud-02-1977.pdf&#34;&gt;file pdf dell&amp;rsquo;articolo&lt;/a&gt; che ho preparato io stesso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto per dare una vaga idea di cosa significhi mantenere un sito come questo, faccio notare che la sola scansione di questo numero di Kilobaud, in formato cbz (singoli file tiff zippati) occupa ben 5.3 GB. E questo solo per un singolo numero di una rivista!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sull&amp;rsquo;articolo in sé si potrebbe parlare a lungo. Oggi fa rabbrividire l&amp;rsquo;idea che nel 1977 si potesse usare tranquillamente un computer &lt;em&gt;aperto&lt;/em&gt;, con i trasformatori e i fili di alimentazione esposti, pronti a fulminare chi li avesse toccati per sbaglio. I burocrati della sicurezza di oggi ci andrebbero a nozze (e nonostante queste manie burocratiche, basta un climatizzatore installato male per arrostire una aeroporto).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fa sorridere notare quanto fosse striminzito il manuale di uso dell&amp;rsquo;Apple 1: appena 12 pagine, compresi alcuni semplici schemi elettrici per espandere, da soli, il computer. Non che il manuale del Basic Apple fosse tanto più completo, appena 14 paginette!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna con l&amp;rsquo;Apple II i due Steve, Jobs e Wozniak, hanno corretto il tiro ed hanno prodotto dei manuali completi e assolutamente inappuntabili. Con una dozzina di pagine di documentazione probabilmente non sarebbero andati molto lontano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la cosa forse più inteerssante è considerare il potere di acquisto. Nel 1977 Kilobaud costava due dollari e l&amp;rsquo;Apple 1, in versione &lt;em&gt;usabile&lt;/em&gt; e con 8 kilobyte di RAM, circa 1000 dollari (del 1977). Un rapporto di 1 a 500.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oggi una rivista specializzata con più o meno lo stesso numero di pagine costa circa 5 euro. Mantenendo lo stesso rapporto di prezzo, l&amp;rsquo;Apple 1 dovrebbe costare ben 2.500 euro, praticamente quanto un &lt;a href=&#34;http://store.apple.com/it/buy-mac/imac&#34;&gt;iMac da 27 pollici&lt;/a&gt; con display Retina 5K e 8 GB di RAM.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma l&amp;rsquo;iMac 5K di oggi ha un milione di volte più RAM dell&amp;rsquo;Apple 1, sul suo monitor ci sono quasi 15 milioni di pixel contro  53.000 pixel,&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e il tutto è gestito da ben quattro processori, ciascuno dei quali è 35.000 volte più veloce del singolo processore dell&amp;rsquo;Apple 1. Il salto  tecnologico e prestazionale è stato straordinario.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È una vera fortuna poter usare un computer come l&amp;rsquo;iMac 5K, oggi. Ma chi ha i miei anni ha anche avuto il privilegio di vivere giorno per giorno questo progresso fantastico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In realtà il numero riportato è relativo alla modalità grafica in alta risoluzione dell&amp;rsquo;Apple II. L&amp;rsquo;Apple 1 funzionava solo in modalità testo, 40 colonne per 24 righe.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Microsoft Office 2011 e OS X Yosemite: un matrimonio complicato</title>
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      <pubDate>Thu, 04 Dec 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;L&amp;rsquo;altro ieri sono riuscito finalmente ad avere un po&amp;rsquo; di tempo per iniziare a lavorare sul mio nuovo iMac da 21&amp;quot;, rimasto per più di quindici giorni ben nascosto sotto la mia scrivania.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una bella bestia, 16 GB di RAM, disco SSD da 512 GB, processore i7, insomma quasi Mac Pro (per il quale purtroppo non c&amp;rsquo;erano abbastanza soldi). Aspetto con ansia di iniziare a farci qualche simulazione, voglio proprio vedere la differenza di prestazioni con il MacBook Pro 2011 che uso attualmente (e che sta veramente mostrando la corda).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma prima di iniziare a divertirsi c&amp;rsquo;è la fase di installazione e configurazione dei vari programmi e di trasferimento di tutti i miei file dal MacBook Pro all&amp;rsquo;iMac. Una cosa noiosissima e molto lunga, anche perché uso o provo un numero enorme di programmi. Ad ogni nuovo Mac mi riprometto di installare &lt;em&gt;solo lo stretto indispensabile&lt;/em&gt;, per ricadere immediatamente nella bulimia da installazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ieri sono partito, cominciando con l&amp;rsquo;installare &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/OS_X_Yosemite&#34;&gt;OS X 10.10 Yosemite&lt;/a&gt; da una chiavetta USB, in modo da poter ripartizionare e riformattare il disco rigido e cancellare così ogni traccia della installazione di default di &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/OS_X_Mavericks&#34;&gt;Mavericks (10.9)&lt;/a&gt;. Non aveva alcun senso partire da OS X 10.9 solo per aggiornarlo immediatamente alla versione 10.10. Molto meglio, su un sistema nuovo, eseguire una installazione &lt;em&gt;pulita&lt;/em&gt; del sistema operativo, utilizzando la versione più recente disponibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;installazione di OS X è durata relativamente poco, era già chiarissimo l&amp;rsquo;effetto del disco SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun problema anche nel corso della solita configurazione del sistema: rete wireless, nome del Mac (questo si chiama agamennone, è almeno il mio terzo computer che si chiama così), condivisioni, barra di scorrimento sempre visibile (trovo assurdo nasconderla per risparmiare qualche pixel su un monitor da 21&amp;quot;), direzione di scorrimento della rotella del mouse (usando anche Linux e, ahimè, Windows, non riesco ad abituarmi alla direzione &lt;em&gt;naturale&lt;/em&gt;), orario di sonno e di risveglio del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono passato allora all&amp;rsquo;App Store. Avendo usato una chiavetta con OS X 10.01.1 non avevo nulla da aggiornare e mi sono quindi dedicato ad installare le applicazioni ex-iLife e ex-iWork: iPhoto, iMovie, Garage Band (anche se è improbabile che lo userò mai su questo Mac), la triade Pages/Numbers/Keynote. Poi, naturalmente, Xcode con il relativo simulatore e la documentazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto questo fra la mattina avanzata e il primo pomeriggio, grazie alla rete finalmente veloce e al disco SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Toccava a Microsoft Office per Mac 2011. È vero che uso pochissimo Office, e per lo più Excel, ma c&amp;rsquo;è sempre qualcuno che mi manda un file Word da rivedere o completare, formattato così rozzamente che bisogna per forza usare Word per metterci le mani. Meglio quindi togliersi subito il dente e non pensarci più.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solita configurazione preliminare dell&amp;rsquo;installatore, togliendo Outlook, Messenger (chi se ne ricorda più?), i correttori delle lingue sconosciute (inglese, italiano e tedesco mi bastano e mi avanzano), ovviamente le icone del Dock. Anche questa installazione è stata velocissima, una cosa mai vista.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ero quasi arrivato alla fine, mancava solo aggiornare Office e potevo chiudere la prima giornata di lavoro con il nuovo iMac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E qui Microsoft ha deciso di metterci il suo solito zampone. Tutto era stato troppo semplice e veloce, era mai possibile che si potesse usare un programma Microsoft senza problemi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lancio il Microsoft AutoUpdate che mi informa che devo prima di tutto aggiornare se stesso, e poi che è disponibile l&amp;rsquo;aggiornamento a Office 14.1.0, una specie di Service Pack 1 indispensabile per eseguire gli ulteriori aggiornamenti di Office per Mac 2011 (il concetto di aggiornamento cumulativo è sconosciuto dalle parti di &lt;a href=&#34;http://en.wikipedia.org/wiki/Redmond,_Washington#Economy&#34;&gt;Redmond, WA&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inizio quindi a scaricare l&amp;rsquo;aggiornamento, mentre intanto chiudo Firefox. Non ho mai capito bene perché ma Office non si aggiorna se sono aperti Firefox o le Preferenze di Sistema. In effetti almeno per Firefox lo so: nel corso del processo viene aggiornato il plugin dello SharePoint Browser di Firefox (non so nemmeno che sia), cosa che può essere fatta solo con il browser inattivo. Esattamente come succede con Flash, deve esserci dietro lo stesso gruppo di sviluppatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo qualche minuto parte l&amp;rsquo;installatore dell&amp;rsquo;aggiornamento e&amp;hellip; si blocca immediatamente. Compare un messaggio criptico che dice più o meno che la firma digitale dell&amp;rsquo;aggiornamento è errata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se si prova a scaricare lo stesso aggiornamento direttamente dal sito ufficiale di &lt;a href=&#34;http://www.microsoft.com/italy/products/mac/downloads&#34;&gt;Office per Mac 2011&lt;/a&gt; (è in fondo alla pagina), le cose vanno perfino peggio: si riceve un avviso relativo al fatto che Office 2011 non può essere aggiornato&amp;hellip; perché non è installato!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ok, uno può anche tenersi Office 2011 nella versione iniziale, ma chissà quali possono essere le conseguenze, soprattutto provando ad aprire e a salvare di nuovo i famigerati file di Word, con i quali è facilissimo scombinare tutta la formattazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per fortuna c&amp;rsquo;è una soluzione. Basta scaricare e installare la versione di prova di &lt;a href=&#34;http://office.microsoft.com/it-it/&#34;&gt;Office 365&lt;/a&gt;, che sul Mac è in effetti solo un aggiornamento cumulativo di Office 2011. Persino più semplice di installare uno alla volta i vari pacchetti di aggiornamento di Office.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo bisogna andare sul &lt;a href=&#34;http://office.microsoft.com/it-it/&#34;&gt;sito di Office 365&lt;/a&gt; ed effettuare il login usando il proprio account &lt;a href=&#34;https://onedrive.live.com/&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt; o registrandosi sul sito. Attenzione comunque ad usare la versione della pagina localizzata in italiano o comunque nella lingua in cui vogliamo installare Office. A questo punto basta scegliere di &lt;a href=&#34;http://office.microsoft.com/it-it/try/versione-di-valutazione-gratuita-prova-i-prodotti-office-365-e-microsoft-office-2013-FX102858196.aspx&#34;&gt;provare gratuitamente Office 365 per un mese&lt;/a&gt; e fornire i dati della propria carta di credito o dell&amp;rsquo;account PayPal per poter finalmente scaricare il file &lt;code&gt;MicrosoftOffice2011.dmg&lt;/code&gt; &lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta completato lo scaricamento, si deve montare con un doppio click l&amp;rsquo;immagine disco sul Desktop ed eseguire il programma di installazione, che è praticamente identico a quello di Office 2011 originale. L&amp;rsquo;installatore aggiornerà la copia di Office 2011 alla versione 14.4.6, l&amp;rsquo;ultima attualmente disponibile, senza modificare la configurazione preesistente di Office.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticavo: ho scoperto proprio oggi, con il Mac di una collega appena aggiornato a Yosemite, che gli stessi problemi si verificano anche se si prova ad aggiornare una versione di Office 2011 già installata su Mavericks (o precedenti) e parzialmente aggiornata. La soluzione è esattamente la stessa descritta sopra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, è sconcertante che la Microsoft non sia ancora riuscita a risolvere questi problemi, visto che &lt;del&gt;Mavericks&lt;/del&gt; Yosemite è disponibile ufficialmente già da due mesi, e che ne sono passati quasi sei dalla prima versione di prova. O forse è più probabile che non sia nemmeno intenzionata a risolverli.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In alternativa si può installare &lt;a href=&#34;http://www.libreoffice.org/&#34;&gt;LibreOffice&lt;/a&gt; ed evitare tutte queste complicazioni. Magari prima o poi ne riparliamo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ricordarsi di annullare la sottoscrizione alla scadenza del periodo di prova. Non ha nessun senso spendere 7 euro al mese per avere la stessa versione di Office per il Mac già regolarmente acquistata. E tralasciamo il fatto ingiustificabile che in Europa la sottoscrizione mensile costa 7 euro o 7 sterline, il 20% in più dei 6.99 dollari richiesti negli USA.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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      <title>Nuovi iMac in arrivo?</title>
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      <pubDate>Wed, 18 Jun 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Devo ordinare un nuovo iMac ma l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;http://store.apple.com/it&#34;&gt;Apple Store&lt;/a&gt; in questo momento è indisponibile per aggiornamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È probabile che siano in arrivo proprio le nuove versioni dell&amp;rsquo;iMac. Una bella fortuna!&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>MePA... o caro</title>
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      <pubDate>Wed, 28 May 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;MePA sta per &lt;a href=&#34;https://www.acquistinretepa.it/opencms/opencms/main/programma/strumenti/MePA&#34;&gt;Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione&lt;/a&gt;, nome roboante per un sito di commercio elettronico attraverso il quale, da un anno e mezzo circa, devono essere effettuati tutti gli acquisti della Pubblica Amministrazione, a prezzi teoricamente calmierati dalla concorrenza fra i diversi fornitori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un sito di commercio elettronico fatto così bene &amp;ndash; nel 2009 ha perfino vinto un European eGovernment Award! &amp;ndash;  che distingue un &amp;ldquo;disco rigido da 1 TB&amp;rdquo; da un &amp;ldquo;disco rigido da 1.0 Terabyte&amp;rdquo; o, ma vogliamo scherzare?, da un &amp;ldquo;hard-disk 1 TB&amp;rdquo;. La precisione prima di tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il MePA oggi è obbligatorio per &lt;em&gt;qualunque acquisto&lt;/em&gt;. Che ci siano beni per i quali non vale solo il prezzo finale, ma considerazioni quali la qualità del bene,  l&amp;rsquo;affidabilità del venditore, il supporto tecnico, etc, etc, non interessa. Una risma di carta o un &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio_elettronico_a_scansione&#34;&gt;microscopio a scansione elettronica&lt;/a&gt;, sono equiparati e l&amp;rsquo;unica cosa importante è che costino meno &lt;em&gt;oggi&lt;/em&gt;. Se dopo l&amp;rsquo;acquisto il microscopio a scansione elettronica non funziona o non ci sono i pezzi di ricambio&amp;hellip; chissenefrega.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E chissenefrega anche nel caso in cui si possa spuntare un prezzo migliore con un acquisto diretto, fuori dal MePA. Prima era così, ora non più. Il MePA è obbligatorio, anche dimostrando con i fatti di poter spuntare un prezzo migliore. La finzione del risparmio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche alcuni fornitori ci marciano. E quanto ci marciano. Tanto i controlli non ci sono, le penali pure. E poi tanto hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione: tutti ladri o tutti scemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un collega ha deciso recentemente di acquistare un iMac. Nel corso della configurazione l&amp;rsquo;ho convinto a prendere 32 GB di RAM, perché la RAM non basta &lt;em&gt;mai&lt;/em&gt; e poi per lui, che gestisce spesso immagini da vari GB, una quantità del genere è un toccasana.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ieri l&amp;rsquo;iMac è arrivato ma&amp;hellip; con solo 8 GB di RAM. Il collega ha contattato il fornitore che gli ha risposto, più o meno testualmente,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Si è vero, avevamo preparato tutto per montare la RAM, ma ce ne siamo dimenticati.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dimenticati???&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un iMac con 32 GB di RAM costa 600 euro in più di quello standard da 8 GB, più del prezzo complessivo di tanti computer odierni. Come diamine fai a &lt;em&gt;dimenticartene&lt;/em&gt;? Che fai, lasci la RAM lì sul tavolo invece di montarla? E anche se fosse, appena te ne accorgi dovresti precipitarti ad avvisare il cliente. Il numero ce l&amp;rsquo;hai&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma la chicca vera è arrivata subito dopo. Quando l&amp;rsquo;ho sentita non ci potevo credere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;La ordiniamo subito e gliela veniamo a montare in settimana.&amp;rdquo;&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come, non l&amp;rsquo;aveva dimenticata? Non l&amp;rsquo;avrà mica buttata via? O forse l&amp;rsquo;ha usata subito su un altro iMac?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Giulio Andreotti diceva che:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&amp;ldquo;A pensare male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non sarà mica che il fornitore volesse fare il pacco, prendersi i 600 euro in più senza ordinare veramente la RAM?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tanto, nel settore pubblico, chi vuoi mai che ci faccia caso o peggio, a chi vuoi che importi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per una volta gli è andata male.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;p&gt;P.S.: Se non possiamo comprare nel MePA un &lt;em&gt;vero&lt;/em&gt; microscopio a scansione elettronica, consoliamoci almeno con &lt;a href=&#34;http://www.ammrf.org.au/myscope/sem/practice/virtualsem/&#34;&gt;questo simulatore&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Lenovo C540</title>
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      <pubDate>Thu, 30 Jan 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/01/lenovo-all-in-one-desktop-c540-white-front-back-4.jpg&#34; alt=&#34;lenovo C540&#34; style=&#34;width:350px; float:middle;&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho visto su un volantino la pubblicità del Lenovo C540 bianco e mi è immediatamente sembrato familiare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi mi sono ricordato del mio iMac G5 da 20 pollici del 2004.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/01/111350-apple-imac-g5-20-inch-full-set-angled.jpg&#34; alt=&#34;Apple iMac G5&#34; style=&#34;width:250px; float:middle;&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra proprio che non siano passati dieci anni.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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