<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
  <channel>
    <title>Icloud on Melabit</title>
    <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/icloud/</link>
    <description>Recent content in Icloud on Melabit</description>
    <generator>Hugo</generator>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>Tue, 09 Apr 2024 18:00:00 +0000</lastBuildDate>
    <atom:link href="https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/tags/icloud/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <item>
      <title>Syncthing, installazione e uso</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/</link>
      <pubDate>Tue, 09 Apr 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/jj-ying-fbKDd7R7_24-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@jjying&#34;&gt;JJ Ying&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/03/21/syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/&#34;&gt;Descrivere in generale&lt;/a&gt; un software complesso come Syncthing è utile, ma ancora più utile è arrotolarsi le maniche e provare ad usarlo, verificando in pratica se fa davvero al caso nostro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;caratteristiche-principali&#34;&gt;Caratteristiche principali&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quali sono le caratteristiche principali che differenziano Syncthing rispetto a strumenti più diffusi come &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt; e così via, ma anche rispetto ai servizi offerti dai giganti dell&amp;rsquo;informatica come &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com&#34;&gt;iCloud&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.microsoft.com/en-us/microsoft-365/onedrive/online-cloud-storage&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.google.com/intl/it_it/drive&#34;&gt;Google Drive&lt;/a&gt;?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Sincronizzazione peer-to-peer&lt;/strong&gt;. Syncthing utilizza un approccio peer-to-peer per sincronizzare i file tra i dispositivi. Non esiste un server centrale, ma tutti i dati vengono trasmessi direttamente da un computer all&amp;rsquo;altro attraverso un canale di trasmissione bidirezionale sicuro basato sul protocollo TLS.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Crittografia dei dati&lt;/strong&gt;. Ogni computer che partecipa alla rete di sincronizzazione viene identificato tramite un certificato crittografico e tutti i dati trasmessi vengono crittografati, garantendo la sicurezza e la privacy delle informazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Flessibilità nella selezione delle cartelle&lt;/strong&gt;. A differenza di altri servizi simili, Syncthing consente di scegliere le cartelle specifiche da sincronizzare; queste possono avere nomi e perfino percorsi diversi su ciascuno dei dispositivi utilizzati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Modifiche in tempo reale&lt;/strong&gt;. Qualsiasi modifica apportata ai file all&amp;rsquo;interno delle cartelle sincronizzate viene riflessa quasi istantaneamente su tutti i dispositivi collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Supporto multi-piattaforma&lt;/strong&gt;. Syncthing è compatibile con diversi sistemi operativi, tra cui Linux, macOS, Windows, BSD e Android. Recentemente è stata introdotta anche un&amp;rsquo;app sperimentale per iOS, consentendo l&amp;rsquo;utilizzo di Syncthing anche su iPhone ed iPad.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Open-source&lt;/strong&gt;. Syncthing è un software open-source, il che significa che il suo codice sorgente è disponibile pubblicamente, garantendo una maggiore trasparenza, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei dati trasmessi e l&amp;rsquo;assenza di eventuali &lt;em&gt;backdoor&lt;/em&gt; o di codice malevolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;installazione&#34;&gt;Installazione&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Syncthing nasce come una &lt;strong&gt;applicazione di sistema&lt;/strong&gt;, da far partire attraverso la linea di comando (ad esempio il Terminale di macOS), oppure in modo automatico ad ogni avvio del sistema operativo. L&amp;rsquo;interazione con il programma avviene tramite un server web integrato nell&amp;rsquo;applicazione stessa. Gli stessi utilizzatori, però, hanno sviluppato una serie di &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/contrib.html&#34;&gt;strumenti grafici&lt;/a&gt; che semplificano l&amp;rsquo;installazione e l&amp;rsquo;uso del programma sulle diverse piattaforme.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;versione-a-linea-di-comando&#34;&gt;Versione a linea di comando&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per installare la versione ufficiale di Syncthing a linea di comando, dobbiamo andare nella &lt;a href=&#34;https://syncthing.net/downloads/&#34;&gt;sezione Downloads&lt;/a&gt; del sito e scaricare il programma eseguibile specifico per il nostro sistema operativo. In particolare, per macOS è disponibile sia la versione &lt;em&gt;Universal&lt;/em&gt;, che funziona indifferentemente sia sui Mac con processore Intel che sui modelli più recenti dotati di processore Apple Silicon/ARM, sia le versioni specifiche per i due processori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In alternativa, sul Mac si può installare Syncthing anche tramite il benemerito &lt;a href=&#34;https://brew.sh/&#34;&gt;Homebrew&lt;/a&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;% brew install syncthing&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;oppure con MacPorts (&lt;code&gt;% sudo port install syncthing&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A questo punto, possiamo usare Syncthing lanciando l&amp;rsquo;eseguibile dal Terminale di macOS o, più in generale, dall&amp;rsquo;interfaccia a linea di comando disponibile per il nostro sistema operativo, una operazione che può andare bene per fare delle prove ma non per usare uno strumento come questo in modo continuativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per eseguire Syncthing automaticamente all&amp;rsquo;avvio del sistema operativo, dovremo seguire le &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/autostart.html&#34;&gt;istruzioni riportate qui&lt;/a&gt; specifiche per il nostro sistema operativo. Non sono niente di trascendentale, ma comunque richiedono un po&amp;rsquo; di pazienza e di attenzione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;versione-con-interfaccia-grafica&#34;&gt;Versione con interfaccia grafica&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Devo confessare che, nonostante la mia passione per il Terminale e per gli strumenti a linea di comando, non ho mai usato Syncthing nel modo appena descritto. La comunità degli utilizzatori del programma, infatti, ha sviluppato una serie di &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/contrib.html&#34;&gt;strumenti grafici&lt;/a&gt; che semplificano notevolmente l&amp;rsquo;uso di Syncthing, permettendo di far partire o bloccare l&amp;rsquo;applicazione, di controllare se tutto funziona regolarmente o se ci sono aggiornamenti disponibili, quindi perché non approfittarne?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per macOS la scelta è facile, si tratta di &lt;a href=&#34;https://github.com/syncthing/syncthing-macos&#34;&gt;syncthing-macos&lt;/a&gt;, una applicazione nativa per macOS che fa tutto quello che serve davvero e che viene aggiornata regolarmente. Per installarla basta &lt;a href=&#34;https://github.com/syncthing/syncthing-macos/releases/latest&#34;&gt;scaricare&lt;/a&gt; il file in formato &lt;code&gt;.dmg&lt;/code&gt;, montarlo sul desktop del Mac e trascinare l&amp;rsquo;icona del programma nella cartella &lt;code&gt;Applicazioni&lt;/code&gt;. Al primo avvio, nella barra del menu del Mac comparirà la nuova icona relativa a &lt;code&gt;syncthing-macos&lt;/code&gt;, con la quale gestire il funzionamento di base del programma e controllare che tutto funzioni a dovere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-macos-menu.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-macos-preferences.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Analogamente, per Windows esiste &lt;a href=&#34;https://github.com/canton7/SyncTrayzor&#34;&gt;SyncTrayzor&lt;/a&gt;, che va &lt;a href=&#34;https://github.com/canton7/SyncTrayzor/releases/latest&#34;&gt;scaricato&lt;/a&gt; scegliendo la versione installabile (in formato &lt;code&gt;.exe&lt;/code&gt;) a 32 o a 64 bit, oppure la versione &lt;em&gt;portabile&lt;/em&gt; (in formato &lt;code&gt;.zip&lt;/code&gt;), sempre a 32 o a 64 bit.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; Purtroppo SyncTrayzor non viene aggiornato da tre anni e questo può essere un problema. Volendo c&amp;rsquo;è anche &lt;a href=&#34;https://github.com/Martchus/syncthingtray&#34;&gt;Syncthing Tray&lt;/a&gt;, che è multipiattaforma (c&amp;rsquo;è anche macOS, ma io lascerei stare) e che viene aggiornato con regolarità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per Linux, a parte &lt;a href=&#34;https://github.com/Martchus/syncthingtray&#34;&gt;Syncthing Tray&lt;/a&gt; appena citato, &lt;a href=&#34;https://docs.syncthing.net/users/contrib.html&#34;&gt;c&amp;rsquo;è solo l&amp;rsquo;imbarazzo della scelta&lt;/a&gt; e, come al solito, la scelta del programma da usare e i dettagli dell&amp;rsquo;installazione dipendono fortissimamente dalla distribuzione e dall&amp;rsquo;ambiente grafico usato (GNOME, KDE, Xfce e così via).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso, questi programmi si occupano solo di gestire l&amp;rsquo;avvio o lo stop dell&amp;rsquo;applicazione di sincronizzazione e di installare gli eventuali aggiornamenti, ma tutta la configurazione di Syncthing e la sincronizzazione vera e propria viene gestita tramite un browser web, rendendola indipendente dal sistema operativo in uso.&lt;sup id=&#34;fnref:2&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:2&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;configurazione-iniziale&#34;&gt;Configurazione iniziale&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una applicazione configurabile nei minimi dettagli tramite una applicazione web non è (ancora?) troppo usuale, almeno sul Mac e su Windows. Ma è anche vero che ora la maggior parte delle stampanti vengono gestite tramite una interfaccia web e che da lungo tempo è possibile amministrare un server Linux tramite una &lt;a href=&#34;https://webmin.com&#34;&gt;applicazione web modulare&lt;/a&gt;, dimostrando che un server web è in grado di interfacciarsi con il sistema operativo sottostante come se fosse una normale applicazione nativa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I vantaggi di una soluzione come questa sono innegabili: da un lato, il lavoro degli sviluppatori viene semplificato perché non devono gestire i &lt;em&gt;toolkit&lt;/em&gt; di costruzione delle interfacce grafiche specifici per i diversi sistemi operativi e ambienti grafici o non sono obbligati ad usare dei &lt;em&gt;toolkit&lt;/em&gt; multipiattaforma, ma proprio per questo molto pesanti, come &lt;a href=&#34;https://www.electronjs.org/&#34;&gt;Electron&lt;/a&gt;. Dall&amp;rsquo;altro gli utenti si trovano ad avere a che fare con una interfaccia identica su tutti i sistemi operativi, una cosa che non guasta di certo per un programma come Syncthing che, per sua stessa natura, viene usato su sistemi operativi diversi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac l&amp;rsquo;applicazione web può essere lanciata tramite la voce &lt;code&gt;Open&lt;/code&gt; del menu di &lt;code&gt;syncthing-macos&lt;/code&gt;, oppure cliccando sul tasto &lt;code&gt;Open Syncthing Web Interface&lt;/code&gt; delle &lt;code&gt;Preferenze&lt;/code&gt; del programma. Chi usa Windows o Linux troverà tasti o voci di menu o tasti equivalenti nelle rispettive applicazioni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In alternativa, ed indipendentemente dalla programma di gestione usato, possiamo aprire un browser web ed inserire l&amp;rsquo;indirizzo del server web integrato in Syncthing, &lt;code&gt;http://127.0.0.1:8384&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;border-style: solid; border-width: 0px 0px 0px 12px; border-color: #154167; background-color: #F7F7F2; padding: 1em; margin: 20px 0px; color:black; font-size:100%&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;b&gt;NOTA&lt;/b&gt;: tutte le schermate che seguono sono in inglese, che è la lingua che uso sempre sui miei Mac. Syncthing però è localizzato in decine di lingue diverse e può essere usato facilmente anche nella nostra lingua.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-localization.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/div&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualunque sia il metodo usato, la prima volta che si usa Syncthing si viene accolti da questa schermata, che ci chiede se vogliamo inviare ogni giorno un rapporto crittografato contenente dei dati statistici relativi all&amp;rsquo;uso di Syncthing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-usage-report.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Io sono un po&amp;rsquo; diffidente e rispondo sempre di no però, mentre scrivevo questo articolo mi sono reso conto che il rapporto non contiene niente di trascendentale, per cui mi unirò agli utenti di Syncthing, sparsi (apparentemente) soprattutto nel &lt;a href=&#34;https://data.syncthing.net/&#34;&gt;nord Europa&lt;/a&gt;, che condividono senza troppe fisime il loro profilo d&amp;rsquo;uso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-usage-report-preview.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Una volta superata la richiesta iniziale di condivisione dei dati, appare la schermata principale del programma,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-initial-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;ancora quasi vuota ma che ci invita caldamente a definire un utente ed una password per accedere a questa schermata. Una cosa buona e giusta, che si fa cliccando sul tasto &lt;code&gt;Settings&lt;/code&gt;, selezionando il pannello &lt;code&gt;GUI&lt;/code&gt; e inserendo i dati richiesti nei campi &lt;code&gt;GUI Authentication User&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;GUI Authentication Password&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-settings-gui.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per maggiore sicurezza, si può anche attivare l&amp;rsquo;opzione &lt;code&gt;Use HTTPS for GUI&lt;/code&gt; e cambiare la porta di default utilizzata dal server web (campo &lt;code&gt;GUI Listen Address&lt;/code&gt;) da &lt;code&gt;8384&lt;/code&gt; a un altro numero a piacere.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Passando al pannello &lt;code&gt;General&lt;/code&gt;, questo permette di cambiare il nome del dispositivo (&lt;code&gt;Device name&lt;/code&gt;), che normalmente è lo stesso definito nelle opzioni di Condivisione delle &lt;code&gt;Impostazioni di Sistema&lt;/code&gt; (per chi usa Sonoma o Ventura) o delle &lt;code&gt;Preferenze di Sistema&lt;/code&gt; (per chi usa Monterey e versioni precedenti). In genere io tolgo l&amp;rsquo;estensione &lt;code&gt;.local&lt;/code&gt; e lascio solo il nome del computer, ma nella schermata qui sotto ho preferito lasciare l&amp;rsquo;impostazione di default.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-settings-general.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Sempre nel pannello &lt;code&gt;General&lt;/code&gt;, è possibile cliccare sul tasto &lt;code&gt;Edit Folder Defaults&lt;/code&gt; per modificare il nome (&lt;code&gt;Folder Label&lt;/code&gt;) della cartella principale di sincronizzazione usata da Syncthing, nonché il percorso (&lt;code&gt;Folder Path&lt;/code&gt;) dove salvare questa cartella. Questo percorso sarà anche il percorso di default tutte le altre cartelle sincronizzate definite in seguito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se non si cambia niente Syncthing userà la cartella &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt; nella &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente (che in macOS, così come su tutti i sistemi operativi derivati da Unix, viene indicata per convenzione con il carattere &lt;code&gt;~&lt;/code&gt;), e per ora va bene così.&lt;sup id=&#34;fnref:3&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:3&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-settings-folder-default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Rimanendo ancora nel pannello &lt;code&gt;General&lt;/code&gt;, possiamo cliccare sul tasto &lt;code&gt;Edit Device Defaults&lt;/code&gt; per mostrare un nome di nostra scelta al posto dell&amp;rsquo;ID del dispositivo. Come vedremo più avanti, questa opzione potrebbe aiutare a identificare più facilmente i dispositivi remoti coinvolti nel processo di sincronizzazione&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-settings-device-default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Gli altri pannelli presenti in &lt;code&gt;Settings&lt;/code&gt;, e cioè &lt;code&gt;Connections&lt;/code&gt;, &lt;code&gt;Ignored Devices&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;Ignored Folders&lt;/code&gt; possono essere tranquillamente lasciati stare, almeno fino a che non si è pratici con l&amp;rsquo;uso del programma.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una volta salvate le modifiche effettuate, si può tornare alla schermata principale di Syncthing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulla parte sinistra della schermata compare l&amp;rsquo;unica cartella di sincronizzazione già definita, quella creata da Syncthing al primo avvio, che ha etichetta &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt; e percorso &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt;. Questa è la cartella principale di sincronizzazione usata dal programma, analoga alla cartella di sincronizzazione standard usata da Dropbox, Box e servizi analoghi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-main-screen.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Cliccando nell&amp;rsquo;area grigia intorno a &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt; compaiono parecchie informazioni utili relative a questa cartella, fra cui il suo percorso completo (&lt;code&gt;/Users/maggi/Sync&lt;/code&gt;, che in questo caso equivale a &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt;), il numero di file e di cartelle presenti al suo interno e lo spazio totale occupato sul disco (tutto ancora uguale a zero), il tipo di sincronizzazione (&lt;code&gt;Send &amp;amp;#038; Receive&lt;/code&gt;), quindi questa cartella può sia inviare che ricevere i file). La cartella non è ancora sincronizzata con altri dispositivi e il suo stato corrente di &lt;code&gt;Unshared&lt;/code&gt; è messo bene in evidenza da un font più grande e di colore ben diverso dal resto dell&amp;rsquo;interfaccia.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-default-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;h4 id=&#34;sincronizzazione-di-base&#34;&gt;Sincronizzazione di base&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Superato lo scoglio della (noiosa) configurazione iniziale, eccoci finalmente alla parte più divertente, la sincronizzazione con altri dispositivi remoti su cui gira già Syncthing.&lt;sup id=&#34;fnref:4&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:4&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;4&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Cominciamo collegando a Syncthing il primo dispositivo remoto. Per farlo, dobbiamo premere sul tasto &lt;code&gt;Add Remote Device&lt;/code&gt; situato in basso a destra sotta l&amp;rsquo;intestazione &lt;code&gt;Remote Devices&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-add-remote-device.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;facendo comparire una nuova finestra &lt;code&gt;Add Device&lt;/code&gt; con la lista dei nostri dispositivi su cui gira già Syncthing.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-device-list.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Per collegarci ad uno di questi, dobbiamo inserire a mano l&amp;rsquo;ID relativo nel campo &lt;code&gt;Device ID&lt;/code&gt; o, più semplicemente, cliccare su uno degli ID elencati (parzialmente oscurati per motivi di sicurezza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma come si fa a sapere quel&amp;rsquo;è l&amp;rsquo;ID del dispositivo a cui vogliamo collegarci? Semplice, basta andare (fisicamente o da remoto) sul dispositivo in questione, aprire l&amp;rsquo;interfaccia web di Syncthing e cliccare in alto a destra sulla voce di menu &lt;code&gt;Actions -&amp;gt; Show ID&lt;/code&gt;. Comparirà questa finestra, che riporta il nome del computer con il relativo ID.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-device-id.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Se l&amp;rsquo;ID è già presente nella lista dei dispositivi mostrata sopra nella finestra &lt;code&gt;Add Device&lt;/code&gt; non c&amp;rsquo;è problema, basterà cliccare sul link relativo per associare il dispositivo remoto a quello su cui stiamo lavorando. Altrimenti dovremo inviare in qualche modo questo ID alla macchina locale (tramite email, SMS, QR Code, note condivise o quello che preferite), in modo che possa essere inserito a mano nel campo &lt;code&gt;Device ID&lt;/code&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:5&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:5&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;5&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-device-added.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Qualunque sia il metodo usato, una volta inserito il &lt;code&gt;Device ID&lt;/code&gt; (che in questo esempio è quello che inizia con &lt;code&gt;MIA&lt;/code&gt;) clicchiamo sul tasto &lt;code&gt;Save&lt;/code&gt; e nell&amp;rsquo;area &lt;code&gt;Remote Devices&lt;/code&gt; della finestra principale del programma comparirà il dispositivo remoto appena associato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-new-remote-device.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Contemporaneamente sulla macchina remota apparirà una richesta di conferma del collegamento,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-confirm-new-remote-device.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;che dovremo accettare premendo il tasto verde &lt;code&gt;Add Device&lt;/code&gt; e modificando eventualmente il nome del dispositivo remoto (&lt;code&gt;Device Name&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-save-new-remote-device.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto, il dispositivo locale e quello remoto sono  dispositivi collegati ma non ancora utilizzati, come mostrato chiaramente dalla scritta verde &lt;code&gt;Connected (Unused)&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-device-connected.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;e possiamo finalmente sincronizzare la cartella principale &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt; con il dispositivo remoto. Come abbiamo già visto, la cartella si trova al percorso &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt; ed è ancora vuota. Clicchiamo allora sul tasto &lt;code&gt;Edit&lt;/code&gt;,&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-default-folder-before-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;selezioniamo il pannello &lt;code&gt;Sharing&lt;/code&gt; e poi il dispositivo con cui vogliamo sincronizzare i dati (in questo caso, &lt;code&gt;achille&lt;/code&gt;) e clicchiamo su &lt;code&gt;Save&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-default-folder-share.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Sul dispositivo remoto comparirà un nuovo avviso, che ci chiede conferma della richiesta di sincronizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-add-default-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Accettiamola cliccando sul tasto verde &lt;code&gt;Add&lt;/code&gt; senza toccare (per ora) i valori di default di &lt;code&gt;Folder Label&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;Folder Path&lt;/code&gt; e premiamo &lt;code&gt;Save&lt;/code&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-remote-customize-default-folder.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;A questo punto il dispositivo locale e quello remoto saranno connessi. Era ora!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-default-folder-after-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Basterà ora mettere qualche file nel &lt;code&gt;Default Folder&lt;/code&gt;, non importa se in quello locale o remoto, per attivare subito dopo il processo di sincronizzazione all&amp;rsquo;altro capo del collegamento che, se i file non sono troppi e non sono troppo grandi, si conclude in pochi secondi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-start-first-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-end-first-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Durante la sincronizzazione il programma fornisce una visione piuttosto chiara di quello che succede istante per istante, mostrando con un carattere bello grande la percentuale di processo già effettuata e la quantità di dati ancora da sincronizzare e, in modo più discreto, il numero di elementi non ancora sincronizzati (&lt;code&gt;Out of Sync Items&lt;/code&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se nella cartella &lt;code&gt;~/Sync&lt;/code&gt; aggiungiamo nuovi file e nuove cartelle il processo di sincronizzazione si riattiverà automaticamente e ogni volta avremo delle cartelle perfettamente sincronizzate fra il dispositivo locale e quello remoto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-start-another-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-04-09-syncthing-installazione-e-uso/syncthing-end-another-sync.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Va notato che la velocità del trasferimento dipende fortemente dalle condizioni del collegamento: su rete locale la sincronizzazione è velocissima, nel mare aperto di internet siamo in balia della qualità del collegamento offerto dal nostro provider. Ma questo è un problema comune a tutti i servizi di sincronizzazione remota concorrenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lo so, è venuto fuori un articolo lunghissimo e pieno zeppo di figure. Ma usare la prima volta Syncthing è oggettivamente complicato e può essere una esperienza davvero frustrante, soprattutto se non si è pratici di queste cose.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per questo motivo ho preferito spiegare ogni passaggio in dettaglio, piuttosto che obbligare chi non ha mai usato un programma come questo a perdersi nella lettura della documentazione o a provare e a riprovare alla cieca, cercando di capire come funziona. Con l&amp;rsquo;effetto finale, quasi inevitabile, di fuggire via in cerca di lidi più accattivanti (almeno in apparenza).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perdere una mezz&amp;rsquo;oretta a leggere questo articolo permette di imparare ad utilizzare uno strumento potente, che funziona bene e che ci permette di non cedere a terzi i nostri documenti, ripagando appieno lo sforzo fatto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/29/syncthing-e-se-vogliamo-qualcosa-di-piu&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt; descriverò qualche tecnica più avanzata di utilizzo di Syncthing, che permetta di sfruttare meglio il programma uscendo un po&amp;rsquo; dalle impostazioni di default. A presto!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;In Windows, un programma &lt;em&gt;portabile&lt;/em&gt; è un programma che non richiede installazione perché nella cartella che lo contiene è presente sia l&amp;rsquo;eseguibile vero e proprio sia tutte le librerie e i file accessori necessari al suo funzionamento. Se questo vi ricorda il formato delle applicazioni usate da sempre su macOS, ebbene sì, avete ragione!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:2&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fa eccezione &lt;a href=&#34;https://github.com/canton7/SyncTrayzor&#34;&gt;SyncTrayzor&lt;/a&gt;, che dispone di un server web integrato e quindi permette di configurare tutto senza uscire dall&amp;rsquo;applicazione. Anche in questo caso, però, l&amp;rsquo;interfaccia grafica vista dall&amp;rsquo;utente è identica a quella visualizzata da chi usa un browser generico.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:2&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:3&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul Mac che sto usando per scrivere questo articolo la mia &lt;code&gt;Home&lt;/code&gt; si trova al percorso &lt;code&gt;/Users/maggi&lt;/code&gt;, per cui è equivalente scrivere &lt;code&gt;/Users/maggi&lt;/code&gt; oppure più semplicemente &lt;code&gt;~&lt;/code&gt;.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:3&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:4&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Indipendentemente dal fatto che i dispositivi remoti siano sulla stessa rete locale della macchina su cui siamo lavorando o che si trovino su reti diverse e fisicamente lontanissime.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:4&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:5&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché nessuno è così masochista da volerlo copiare lettera per lettera e cifra per cifra, vero?&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:5&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Syncthing, ovvero come liberarsi dalle limitazioni di Dropbox e affini</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/03/21/syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/</link>
      <pubDate>Thu, 21 Mar 2024 18:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/03/21/syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/jj-ying-8bghKxNU1j0-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@jjying&#34;&gt;JJ Ying&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Proprio come VisiCalc, WordStar, Photoshop, Hypercard o Netscape, &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; è stato uno di quei (pochi) software davvero innovativi e capaci di cambiare la vita dei suoi utilizzatori.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se oggi l&amp;rsquo;idea di sincronizzare i propri file attraverso la rete sembra naturale, nel 2008 l&amp;rsquo;uscita di Dropbox rappresentò una vera e propria liberazione dalla schiavitù delle chiavette USB e dei CD riscrivibili.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sulla scia di Dropbox sono venuti fuori decine e decine di servizi simili, più o meno meteorici e più o meno affidabili (&lt;a href=&#34;https://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.sync.com&#34;&gt;Sync&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.pcloud.com&#34;&gt;pCloud&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.idrive.com&#34;&gt;iDrive&lt;/a&gt;, tanto per menzionare i primi che mi vengono in mente), fino all&amp;rsquo;arrivo dei &lt;em&gt;pesi massimi&lt;/em&gt;, con servizi strettamente integrati nei sistemi operativi (Apple &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com&#34;&gt;iCloud&lt;/a&gt; e Microsoft &lt;a href=&#34;https://www.microsoft.com/en-us/microsoft-365/onedrive/online-cloud-storage&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt;) o con la vasta suite di applicazioni web e mobile (&lt;a href=&#34;https://www.google.com/intl/it_it/drive&#34;&gt;Google Drive&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Praticamente tutti questi servizi si basano su una idea semplice quanto geniale: creare sul computer una cartella &lt;em&gt;speciale&lt;/em&gt; il cui contenuto viene sincronizzato automaticamente con i server dell&amp;rsquo;azienda e da lì con tutti gli altri computer e dispositivi mobili sui quali l&amp;rsquo;utente ha installato l&amp;rsquo;applicazione. Basta modificare un file di questa cartella per attivare il processo di sincronizzazione dal computer di origine a tutti quelli collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che io sappia, l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2014/01/18/sugarsync-addio&#34;&gt;unica eccezione a questo modello di funzionamento&lt;/a&gt; è stato &lt;a href=&#34;https://www1.sugarsync.com/&#34;&gt;SugarSync&lt;/a&gt;, che permetteva di scegliere a piacere le cartelle da sincronizzare con il cloud e, per ciascuna cartella selezionata, i computer con i quali effettuare la sincronizzazione. Era un modello più complicato di quello di Dropbox e affini, è vero, ma era anche molto più flessibile.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho usato SugarSync finché non è diventata esclusivamente a pagamento e con prezzi da boutique (oggi &lt;a href=&#34;https://www1.sugarsync.com/pricing/&#34;&gt;sincronizzare 100 GB conSugarSync&lt;/a&gt; costa ben 7.49 dollari al mese, quando con iCloud e Dropbox si spendono 9.99 dollari per 2 TB), francamente dubito che qualcuno lo usi davvero.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però non devo essere stato l&amp;rsquo;unico a rimpiangere il modello di funzionamento di SugarSync, perché qualcuno ha pensato di riprodurlo. E ha fatto di meglio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Questo qualcuno è &lt;a href=&#34;https://nym.se/&#34;&gt;Jakob Borg&lt;/a&gt;, che dieci anni fa ha sviluppato &lt;a href=&#34;https://github.com/syncthing/syncthing&#34;&gt;Syncthing&lt;/a&gt;, un nuovo strumento di sincronizzazione in grado di &amp;ldquo;&lt;em&gt;sincronizzare i file tra due o più computer in tempo reale, al sicuro da occhi indiscreti&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A differenza dei prodotti più diffusi, Syncthing non utilizza un server centrale, ma tutti i dati vengono trasmessi in modalità &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Peer-to-peer&#34;&gt;&lt;em&gt;peer-to-peer&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; da un computer all&amp;rsquo;altro usando un canale di trasmissione bidirezionale sicuro basato sul &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Transport_Layer_Security&#34;&gt;protocollo TLS&lt;/a&gt; e identificando ogni computer che partecipa alla rete privata di sincronizzazione tramite un certificato crittografico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In altri termini, se scegliamo una cartella del computer &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; da sincronizzare con il computer &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;, tutto il contenuto della cartella viene trasmesso direttamente da &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; a &lt;code&gt;B&lt;/code&gt;, senza passaggi intermedi e crittografando tutti i dati. La trasmissione è bidirezionale, quindi qualunque modifica al contenuto della cartella sincronizzata effettuata su &lt;code&gt;A&lt;/code&gt; si rifletterà quasi immediatamente sulla cartella corrispondente di &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; e viceversa.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/syncthing-basic.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;La cartella sincronizzata risiedente su &lt;code&gt;B&lt;/code&gt; può anche avere un nome diverso  e può essere situata in una posizione diversa del disco rispetto alla cartella originale su &lt;code&gt;A&lt;/code&gt;.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-21-syncthing-ovvero-come-liberarsi-dalle-limitazioni-di-dropbox-e-affini/syncthing-advanced.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Dimenticavo, Syncthing è &lt;em&gt;open-source&lt;/em&gt;, una cosa che non fa mai male, ma che in questo caso è particolarmente importante perché garantisce che dentro il programma non ci sia codice malevolo che possa fare delle porcherie con i nostri file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;hr style = &#34;border: none; &#xA;            border-top: 3px double #333; &#xA;            color: #333; &#xA;            overflow: visible; &#xA;            height: 5px; &#xA;            width: 50%; &#xA;            margin-left: auto; &#xA;            margin-right: auto;&#34;&#xA;&gt;&#xA;&#xA;&lt;p&gt;Uso Syncthing da anni e non ho mai perso nemmeno un bit. Con gli anni il programma è migliorato parecchio, non tanto nell&amp;rsquo;interfaccia utente basata su una applicazione web piuttosto minimale, ma proprio in ciò che conta di più, cioè nella modalità e nell&amp;rsquo;efficenza del processo di sincronizzazione, che ora avviene molto più velocemente di quanto accadesse in passato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non ne ho mai parlato prima perché Syncthing poteva girare tranquillamente su Linux, macOS, Windows, vari BSD e su Android, ma non su iOS, una limitazione molto seria che lo rendeva inadatto per la maggior parte dei lettori di questo blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Di recente, tuttavia, l&amp;rsquo;app di sincronizzazione disponibile su iOS ha introdotto una modalità, definita &lt;em&gt;sperimentale&lt;/em&gt; ma che funziona molto bene, grazie alla quale è finalmente possibile utilizzare Syncthing in modo efficace anche su iPhone ed iPad. E allora non ho avuto più scuse per non scriverne.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma ne riparliamo nel &lt;a href=&#34;https://melabit.com/it/2024/04/09/syncthing-installazione-e-uso/&#34;&gt;prossimo articolo&lt;/a&gt;, che sarà dedicato all&amp;rsquo;installazione e alla configurazione di Syncthing su macOS e, più in generale, sui sistemi operativi desktop.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Secondo me per motivi pratici è preferibile non farlo, però la funzione esiste e chi ne ha bisogno può usarla.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Quando iCloud non va...</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/03/01/quando-icloud-non-va/</link>
      <pubDate>Fri, 01 Mar 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2024/03/01/quando-icloud-non-va/</guid>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-01-quando-icloud-non-va/polina-kuzovkova-KuyKNXklMcg-unsplash.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Fonte: &lt;a href=&#34;https://unsplash.com/@p_kuzovkova&#34;&gt;Polina Kuzovkova&lt;/a&gt; su &lt;a href=&#34;https://unsplash.com&#34;&gt;Unsplash&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per chi usa il Mac, iCloud è lo strumento più semplice e naturale per sincronizzare i propri file con computer diversi (sì, anche se usano &lt;a href=&#34;https://support.apple.com/it-it/guide/icloud-windows/icwd3c1cca5e/icloud&#34;&gt;Windows&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://github.com/cross-platform/icloud-for-linux&#34;&gt;Linux&lt;/a&gt;) o con l&amp;rsquo;iPhone e l&amp;rsquo;iPad. Costa un pelo più dei concorrenti ma è studiato specificatamente per i prodotti Apple, funziona bene ed è veloce a sufficienza, non mi pare che ci sia partita.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma anche iCloud ogni tanto si &lt;em&gt;incrocchia&lt;/em&gt; e rimane bloccato, senza più riuscire a completare la sincronizzazione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/img/2024-03-01-quando-icloud-non-va/icloud-stuck.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;Tante grazie a &lt;a href=&#34;https://koolinus.net/blog/&#34;&gt;kOoLiNuS&lt;/a&gt; per l&amp;rsquo;immagine!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La soluzione più immediata è riavviare il Mac, cosa che risolve quasi sempre il problema senza troppa fatica.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma riavviare il computer può essere seccante per chi ha sempre molte finestre aperte, oppure se ha l&amp;rsquo;abitudine di tenere sempre acceso il computer (come faccio io). In realtà riavviare non serve, basta solo interrompere il processo &lt;code&gt;bird&lt;/code&gt;, che gira di continuo nel &lt;em&gt;retrobottega&lt;/em&gt; del  Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per farlo ci sono due modi diversi ma equivalenti:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;ul&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;selezionando il processo &lt;code&gt;bird&lt;/code&gt; nella scheda &lt;code&gt;CPU&lt;/code&gt; di &lt;code&gt;Monitoraggio Attività&lt;/code&gt; (si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#62; Utility&lt;/code&gt;) e cliccando sull&amp;rsquo;icona di &lt;code&gt;Stop&lt;/code&gt; (&lt;span style=&#34;font-size:1.2em;&#34;&gt;⊗&lt;/span&gt;) nella barra dell&amp;rsquo;applicazione;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;li&gt;&#xA;&lt;p&gt;aprendo il &lt;code&gt;Terminale&lt;/code&gt; (anche questo si trova in &lt;code&gt;Applicazioni &amp;amp;#62; Utility&lt;/code&gt;) ed &lt;a href=&#34;https://superuser.com/questions/1045791/icloud-drive-sync-stuck&#34;&gt;eseguendo il comando&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ul&gt;&#xA;&lt;pre tabindex=&#34;0&#34;&gt;&lt;code&gt;killall bird&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&lt;p&gt;In entrambi i casi il processo verrà interrotto e fatto ripartire automaticamente, risolvendo (quasi sempre) il problema senza alcun bisogno di riavviare.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Sicurezza a rischio con Microsoft Docs.com?</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/04/04/sicurezza-a-rischio-con-microsoft-docs-com/</link>
      <pubDate>Tue, 04 Apr 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2017/04/04/sicurezza-a-rischio-con-microsoft-docs-com/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Condividere i documenti sui vari servizi &lt;em&gt;cloud&lt;/em&gt;, lo sappiamo tutti, è comodissimo. Possiamo mantenere un backup remoto dei nostri file, mettendoci al sicuro dai crash improvvisi del computer.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&#xA;Possiamo lavorare su computer diversi, ritrovando il documento esattamente nello stato in cui lo avevamo lasciato.&#xA;Possiamo perfino lavorare con altre persone sullo stesso documento senza bisogno di essere fisicamente vicini.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono rischi per la privacy e in teoria è possibile che dei documenti riservati finiscano in mani sbagliate o vengano &lt;em&gt;occhieggiati&lt;/em&gt; dagli stessi gestori del servizio cloud.&#xA;Ma, per quanto se ne sa, la diffusione di documenti privati è sempre avvenuta finora attraverso il &lt;a href=&#34;http://www.zdnet.com/article/icloud-accounts-breach-gets-bigger-here-is-what-we-know/&#34;&gt;furto delle credenziali di accesso&lt;/a&gt; del servizio cloud usato &lt;a href=&#34;http://bgr.com/2016/03/16/jennifer-lawrence-nudes-icloud-hack/&#34;&gt;dalla (o dal) malcapitata&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;docscom&#34;&gt;Docs.com&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;OneDrive è l&amp;rsquo;equivalente Microsoft di &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com/&#34;&gt;iCloud di Apple&lt;/a&gt; o di &lt;a href=&#34;https://docs.google.com&#34;&gt;Google Docs&lt;/a&gt;, una piattaforma dove si possono salvare i propri documenti e modificarli con le versioni online di Word, Excel, PowerPoint e OneNote.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In parallelo a OneDrive, Microsoft ha anche messo a punto &lt;a href=&#34;https://docs.com&#34;&gt;Docs.com&lt;/a&gt;, un servizio di condivisione gratuita dei documenti presenti su OneDrive o caricati dal proprio computer.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/docs-com-it.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Ogni volta che si condivide un documento si può decidere se renderlo &lt;em&gt;pubblico&lt;/em&gt;, accessibile a chiunque e indicizzabile dai motori di ricerca, oppure &lt;em&gt;privato&lt;/em&gt;, e quindi visibile solo da chi dispone di un collegamento diretto al documento stesso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Negli ultimi giorni qualcuno ha scoperto che su Docs.com sono liberamente accessibili anche parecchi &lt;a href=&#34;https://twitter.com/GossiTheDog/status/845446263244050434&#34;&gt;documenti contenenti informazioni riservate&lt;/a&gt;. La notizia è rimbalzata immediatamente da Twitter ai &lt;a href=&#34;https://arstechnica.com/security/2017/03/doxed-by-microsofts-docs-com-users-unwittingly-shared-sensitive-docs-publicly/&#34;&gt;siti specializzati&lt;/a&gt; e a quelli della &lt;a href=&#34;http://www.bbc.com/news/technology-39417479&#34;&gt;stampa generica&lt;/a&gt;, montando il solito scandalo planetario circa la sicurezza del cloud in generale e di Docs.com in particolare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho provato anch&amp;rsquo;io a cercare qualche documento &lt;em&gt;compromettente&lt;/em&gt; su &lt;a href=&#34;https://docs.com&#34;&gt;Docs.com&lt;/a&gt; e in effetti ho trovato cose che non avrei dovuto vedere: la diagnosi di un radiologo, una richiesta di risarcimento danni di uno studio legale, il backup degli SMS di uno smartphone, tanto per fare alcuni esempi (nelle immagini che seguono ho cancellato i riferimenti personali, anche se ormai la frittata è stata fatta).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/radiografia.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/risarcimento_danni.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/sms.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Fra tantissime cose innocue, si trovano anche delibere di enti pubblici, attestati, curriculum vitae, esami diagnostici, contratti, atti legali. Tutte informazioni che non si dovrebbero mettere in giro, esposte agli occhi di chiunque.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma di chi è la colpa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La colpa è di Microsoft, che ha scelto come opzione di default la condivisione &lt;em&gt;pubblica&lt;/em&gt; del documento, cioè l&amp;rsquo;opzione meno restrittiva e più aperta a possibili rischi?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Oppure la colpa è degli stessi utenti, che fanno sempre tutto di fretta e non si preoccupano di perdere pochi secondi a leggere e a riflettere su quello che stanno facendo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;mettiamo-alla-prova-docscom&#34;&gt;Mettiamo alla prova Docs.com&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per verificare di persona, sono entrato nel mio account su OneDrive (ne ho uno anch&amp;rsquo;io, lo uso soprattutto per le presentazioni, che così posso modificare e scaricare fino all&amp;rsquo;ultimissimo momento) e ho creato due due semplicissimi documenti in Word, uno da mantenere riservato, l&amp;rsquo;altro destinato ad essere condiviso pubblicamente. Ciascun documento contiene un breve testo di presentazione e due parole inventate di sana pianta, in modo da facilitare la ricerca su Docs.com e sui vari motori di ricerca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Poi ho fatto il login in Docs.com e ho condiviso i due documenti da OneDrive, stando ben attento a come configuravo ciascuno dei due.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/documento-privato.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/documento-pubblico.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Configurando il primo documento come privato (&amp;ldquo;con limitazioni&amp;rdquo;) non succede niente di particolare, ma quando rendo pubblico l&amp;rsquo;altro file, Docs.com salta su e mi avvisa chiaramente di quello che sto facendo, consigliandomi di non condividere pubblicamente sul web documenti contenenti informazioni personali riservate. Sta a me leggere e decidere per il meglio (e soprattutto &lt;strong&gt;non&lt;/strong&gt; spuntare l&amp;rsquo;opzione per non visualizzare più il messaggio).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/04/autorizzazione.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Poiché sono malfidente non mi sono fermato qui. Ho aspettato un paio di giorni, per dare tempo a Docs.com di indicizzare i miei file, e poi ho fatto una ricerca usando come parole chiave le parole inventate dei due documenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La ricerca l&amp;rsquo;ho fatta senza fare prima login in Docs.com, in modo da imitare quello che potrebbe fare un utente &lt;em&gt;ficcanaso&lt;/em&gt;, alla ricerca di informazioni riservate nel servizio di condivisione di Microsoft.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Risultato: come previsto Docs.com trova facilmente il documento pubblico, mentre il documento configurato come &lt;em&gt;privato&lt;/em&gt; rimane giustamente ben nascosto ed accessibile solo da me o da chi viene autorizzato esplicitamente da me. Google invece non trova assolutamente niente, non credo che due giorni siano troppo pochi, è più probabile che Microsoft impedisca a Google di accedere ai file del suo servizio di condivisione.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Provo allora ad usare Bing, il motore di ricerca di Microsoft. Come volevasi dimostrare, Bing trova subito il documento pubblico ma non trova (come deve essere) quello privato. Non mi piace particolarmente questa guerra a colpi di motori di ricerca, ma per fortuna la privacy è salva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;conclusioni&#34;&gt;Conclusioni&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quando c&amp;rsquo;è di mezzo la Microsoft ci sono spesso magagne, problemi, scopiazzature, assurdità. Tutte cose che ho messo in evidenza più di una volta, anche su questo blog.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma in questo caso specifico, basterebbe solo fare un po&amp;rsquo; di attenzione per evitare problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il succo dello scandalo è banale: tanti utenti non si sono curati di quello che stavano facendo e, nonostante gli avvisi, hanno condiviso pubblicamente dei documenti che sarebbe stato molto meglio mantenere riservati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Gli sviluppatori Microsoft forse sono stati un po&amp;rsquo; leggeri nello scegliere come opzione di default quella che rende il documento pubblico, ma dato che Docs.com è un servizio di &lt;em&gt;condivisione di documenti&lt;/em&gt;, mi sembra  normale aspettarsi che chi condivide un file lo voglia rendere accessibile a chiunque.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sta all&amp;rsquo;utente usare un minimo di attenzione per decidere &lt;em&gt;cosa condividere&lt;/em&gt;, quali documenti possono essere resi pubblici e quali è meglio che rimangano riservati. Ogni volta che seleziona un file da includere in Docs.com, l&amp;rsquo;utente viene avvisato chiaramente di quello che sta facendo. Se, nonostante tutto, non si cura di leggere i messaggi di avviso e di usare il cervello, possiamo dare la colpa alla Microsoft per questo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sarebbe come se qualcuno incolpasse Facebook per essere stato licenziato dopo aver postato sul suo profilo foto di vacanze o di pranzi pantagruelici mentre in teoria dovrebbe essere al lavoro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Una minima attenzione a quello che si fa su internet è non solo necessaria ma anche doverosa. Non pensare alle conseguenze d quello che si fa e avere pure il coraggio di lamentarsi mi sembra francamente una cosa insensata.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che avvengono sempre ne momenti meno indicati.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>JustCloud, ai confini dello scam</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/02/23/justcloud-ai-confini-dello-scam/</link>
      <pubDate>Tue, 23 Feb 2016 06:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2016/02/23/justcloud-ai-confini-dello-scam/</guid>
      <description>&lt;p&gt;Fra i tanti servizi cloud a cui mi sono iscritto negli ultimi anni c&amp;rsquo;è &lt;a href=&#34;http://www.justcloud.com/&#34;&gt;JustCloud&lt;/a&gt;, una piattaforma per il backup e la condivisone dei file analoga a &lt;a href=&#34;https://www.dropbox&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.google.com/drive/&#34;&gt;Google Drive&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.icloud.com&#34;&gt;iCloud&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://onedrive.live.com&#34;&gt;OneDrive&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.box.com&#34;&gt;Box&lt;/a&gt;, per citare solo le più famose.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Francamente non ricordo perché abbia deciso di registrarmi &lt;em&gt;anche&lt;/em&gt; a JustCloud, ma ricordo benissimo di non aver trovato nel servizio nulla di tanto significativo da farmelo preferire agli altri.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Probabilmente non mi piaceva il limite troppo basso di spazio offerto gratuitamente &amp;ndash; appena 1 GB, una inezia rispetto ad alcuni concorrenti &amp;ndash; e il costo fuori mercato dell&amp;rsquo;account a pagamento. Ho perfino controllato: in questo momento 1 TB di spazio online su JustCloud costa 15 euro al mese, contro i 10 euro mensili di Dropbox, iCloud o Google Drive.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E comunque non è solo una questione di prezzo. Dovendo scegliere un servizio cloud, non c&amp;rsquo;è partita fra JustCloud e uno qualunque di questi tre, in particolare in termini di affidabilità, diffusione e disponibilità a lungo termine.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, subito dopo essermi registrato ho lasciato perdere e mi sono dimenticato di JustCloud.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma loro non si sono dimenticati di me.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo un po&amp;rsquo; sono cominciate ad arrivare delle email, a metà fra il suadente ed il minaccioso, che sono diventate con il tempo sempre più frequenti. Eccone una, arrivata poco dopo Natale:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciao Sabino,&#xA;sono Gabriel, il tuo account manager di JustCloud.&lt;br&gt;&#xA;Mi auguro che tu abbia trascorso un Natale rilassante in compagnia dei tuoi amici e dei tuoi cari.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Grazie Gabriel, sei gentilissimoo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ti scrivo in seguito all&amp;rsquo;importante e-mail inviata la settimana scorsa relativamente alla licenza per la sicurezza dei tuoi file, che ora risulta completamente scaduta.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quale licenza per la &lt;em&gt;sicurezza dei file&lt;/em&gt;? Io pensavo di essermi registrato solo ad un servizio di cloud gratuito. Non mi è piaciuto e non ci ho nemmeno mai messo niente. Che c&amp;rsquo;entra con la sicurezza dei &lt;em&gt;miei&lt;/em&gt; file?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come già sottolineato, il tuo computer e i tuoi file importanti sono attualmente esposti al pericolo di virus dannosi, danneggiamenti ed eliminazioni accidentali.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ok, lo so fin troppo bene, non hai bisogno di ricordarmelo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sabino, anche se non posso estendere ulteriormente la tua licenza gratuita, vorrei proprio aiutarti ad evitare che le tue foto e i tuoi documenti vengano eliminati.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eliminati? I miei documenti e le mie foto? Chi li vuole eliminare? Aiutooooo&amp;hellip;!!!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Usa il link sottostante oggi stesso, potremo proteggere i tuoi file immediatamente per soli 1.00 €, http_://mail.justcloud.com/DEAsycFg&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Solo un euro per proteggere i file? Quasi quasi&amp;hellip; in fondo costa meno del parcheggiatore abusivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver effettuato l&amp;rsquo;upgrade, il nostro software verrà eseguito silenziosamente in background, garantendo la protezione dei file importanti nel caso accadesse il peggio.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Silenziosamente, in backgroud&amp;hellip; non sarà mica un virus?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sabino, se non rileverò da parte tua alcun tentativo di mettere in sicurezza i file prima dell&amp;rsquo;anno nuovo, questi verranno eliminati dai nostri server.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Acc. Ci voleva tanto a dirlo. Ma si, va benissimo, fai pure. Se il problema è quello, cancella pure tutto dai &lt;em&gt;tuoi&lt;/em&gt; server, chissene&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insomma, la lunga email di Gabriel fa (volutamente) confusione fra i pericoli che corre il computer a causa di virus o di cancellazioni accidentali e la semplice eliminazione dei file condivisi nell&amp;rsquo;account gratuito di JustCloud.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Due cose diversissime, ma che possono facilmente spaventare l&amp;rsquo;utente sprovveduto, facendogli pensare che, in fondo, 1 euro non è poi così tanto per proteggere i propri file.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un euro? E per fare cosa? Per continuare a usare il proprio account da 1 GB (teoricamente gratuito)? Per evitare che vengano cancellati i file su JustCloud? O per assicurarsi(?) che il proprio computer non venga infettato da un virus? E poi, dai, un euro ogni quanto? Un euro al giorno o un euro al mese, non sono esattamente la stessa cosa, o no?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ovviamente non ho mai risposto alle email di Gabriel. È solo una truffa, uno &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Scam&#34;&gt;scam&lt;/a&gt; nel gergo della rete. Gabriel però non si stanca, e continua a mandarmi un nuovo sollecito ogni quindici giorni (ma non doveva cancellare i miei file prima dell&amp;rsquo;anno nuovo?). Io nemmeno, tanto ormai il filtro anti-spam fa finire automaticamente le sue email nella spazzatura virtuale che meritano.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se volete un servizio di cloud, &lt;a href=&#34;http://www.backupreview.com/mypcbackup-justcloud-zipcloud/&#34;&gt;lasciate&lt;/a&gt; definitivamente &lt;a href=&#34;http://www.ruminationstation.com/consumer-caveats/just-be-careful-with-justcloud/&#34;&gt;perdere&lt;/a&gt; JustCloud. C&amp;rsquo;è di (molto) meglio in giro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;A proposito: questo è Gabriel. Ma forse anche Marc, Richard o Ian&amp;hellip;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2016/02/gabriel.png&#34; alt=&#34;Gabriel&#34; width=&#34;75&#34; height=&#34;75&#34; class=&#34;alignnone size-full wp-image-2329&#34; /&gt;&lt;/p&gt;&#xA;</description>
    </item>
  </channel>
</rss>
