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    <title>Francis Crick on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Francis Crick on Melabit</description>
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      <title>Bastardi con tanta gloria (seconda parte)</title>
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      <pubDate>Tue, 20 Mar 2018 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/03/dna_1953.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.flickr.com/photos/dullhunk/3965917511/&#34;&gt;Duncan Hull, Flickr&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nella &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2018/03/07/bastardi-con-tanta-gloria-prima-parte/&#34;&gt;prima parte di questa storia&lt;/a&gt; abbiamo visto quello che è successo ai veri ideatori del metodo di calcolo noto come il &lt;em&gt;metodo Rietveld&lt;/em&gt;, il cui contributo è stato fino ad oggi totalmente disconosciuto, ma che almeno hanno potuto continuare a svolgere la loro attività accademica e di ricerca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Molto peggio è quello che è successo a Rosalind Franklin, le cui &lt;a href=&#34;https://www.nature.com/articles/nature01399&#34;&gt;immagini a raggi X&lt;/a&gt; fornirono a James Watson e Francis Crick la chiave per comprendere la struttura a doppia elica del DNA, una scoperta che dieci anni dopo gli valse il Premio Nobel per la Medicina.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio degli anni &amp;lsquo;50, dopo aver trascorso alcuni anni a Parigi ad occuparsi di cristallografia a raggi X, Rosalind Franklin si trasferì al King&amp;rsquo;s College di Londra, dove avrebbe dovuto dirigere e potenziare il laboratorio di cristallografia a raggi X con lo scopo di studiare la struttura ancora ignota del DNA. Ma il direttore del progetto, Maurice Wilkins, la pensava diversamente e considerava la Franklin solo una sua assistente, non una collaboratrice di pari livello.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La cosa generò un fortissimo attrito fra i due, che si parlavano a malapena, tanto che secondo James Watson, &amp;ldquo;Se appena avesse potuto, Wilkins avrebbe cacciato via la Franklin a calci&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In questo clima gelido avvenne la famosa visita di James Watson al King&amp;rsquo;s, durante la quale Wilkins, senza preoccuparsi minimamente di chiedere il permesso alla collega, mostrò a Watson le immagini a raggi X del DNA realizzate dalla Franklin. Fra queste c&amp;rsquo;era l&amp;rsquo;immagine chiave, la famosa Fotografia 51, dalla quale un occhio esperto poteva facilmente riconoscere la presenza di una doppia elica (per tutti gli altri, questa &lt;a href=&#34;http://www.pbs.org/wgbh/nova/body/DNA-photograph.html&#34;&gt;analisi dettagliata della Fotografia 51&lt;/a&gt; risulterà illuminante).&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2018/03/nature01399-f1-2.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;R. Franklin, &lt;a href=&#34;https://media.nature.com/lw926/nature-assets/nature/journal/v421/n6921/images/nature01399-f1.2.jpg&#34;&gt;Immagine a raggi X della molecola del DNA&lt;/a&gt; (forma B), meglio conosciuta come &amp;ldquo;Fotografia 51&amp;rdquo;.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver visto questa immagine e aver letto di nuovo di straforo un articolo non ancora pubblicato della stessa Franklin, Watson e Crick ebbero la conferma di essere sulla strada giusta giusta e riuscirono a completare in pochi mesi il famoso &lt;a href=&#34;http://collection.sciencemuseum.org.uk/objects/co146411/crick-and-watsons-dna-molecular-model-molecular-model&#34;&gt;modello strutturale a doppia elica del DNA&lt;/a&gt;, che gli valse nel 1962 il &lt;a href=&#34;https://www.nobelprize.org/nobel_prizes/medicine/laureates/1962/&#34;&gt;Premio Nobel per la Medicina&lt;/a&gt; insieme a Maurice Wilkins, l&amp;rsquo;ex &amp;ldquo;capo&amp;rdquo; di Rosalind Franklin.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel frattempo la Franklin &amp;ndash; fuggita dal King&amp;rsquo;s College per lavorare in un ambiente più congeniale ed adatto a valorizzarne le capacità &amp;ndash; si era ammalata di tumore alle ovaie, causato forse dalle radiazioni a raggi X assorbite durante la sua attività di ricerca (in quegli anni l&amp;rsquo;attenzione alle questioni relative alla sicurezza era pressoché nulla), ed era deceduta nel 1958, ad appena 37 anni.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Perché il Nobel non venne dato anche a lei? Le spiegazioni sono diverse: c&amp;rsquo;è chi ricorda che lo statuto del premio Nobel impedisce di attribuire premi postumi e che comunque il riconoscimento può andare al massimo a tre ricercatori.  C&amp;rsquo;è chi invece ritiene che la Franklin sia stata vittima delle misoginia degli anni &amp;lsquo;50 e del disprezzo per le scienziate donne tanto comune in quegli anni. Lo stesso James Watson, nel famoso libro che racconta i retroscena della scoperta del DNA, &lt;em&gt;La doppia elica&lt;/em&gt;, descrive la Franklin come&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;il prodotto di una madre insoddisfatta che aveva sottolineato eccessivamente l&amp;rsquo;opportunità di una carriera professionale che la potesse salvare dal matrimonio con un uomo ottuso.&lt;/em&gt;  &amp;ndash; &lt;em&gt;James Watson, La doppia elica&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Misoginia o no, Watson e Crick si guardarono bene di inserire Rosalind Franklin fra gli autori dell&amp;rsquo;articolo sulla struttura del DNA, nonostante fosse stato proprio il lavoro sperimentale della Franklin a metterli sulla strada giusta.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E non c&amp;rsquo;è dubbio che i due fossero ben consapevoli della grave scorrettezza fatta, tanto che nel 1999 James Watson ammise pubblicamente che&lt;/p&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sapete, c&amp;rsquo;è una specie di mito [sul fatto] che Francis [Crick] e io abbiamo rubato la struttura dalla gente del King&amp;rsquo;s. Mi avevano mostrato la foto a raggi X di Rosalind Franklin e, wow!, quella era un&amp;rsquo;elica, e un mese dopo avevamo la struttura e Wilkins non mi avrebbe mai dovuto mostrare quella roba. [Sia chiaro], non sono andato [a rubare] nel cassetto [della Franklin], mi è stata mostrata, mi hanno [perfino] detto le dimensioni, si ripeteva ogni 34 Angstrom, e sapete, io sapevo più o meno quello che significava, e quella foto della Franklin è stato l&amp;rsquo;evento chiave. È stato quello che, psicologicamente, ci ha messo in moto&amp;hellip;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;James Watson, &lt;a href=&#34;http://scarc.library.oregonstate.edu/coll/pauling/dna/people/watson.html&#34;&gt;Inaugurazione del Centro James Watson di Ricerca Genomica&lt;/a&gt;, Harvard, 30 Settembre 1999&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;em&gt;There&amp;rsquo;s a myth which is, you know, that Francis and I basically stole the structure from the people at King&amp;rsquo;s. I was shown Rosalind Franklin&amp;rsquo;s x-ray photograph and, Whooo! that was a helix, and a month later we had the structure, and Wilkins should never have shown me the thing. I didn&amp;rsquo;t go into the drawer and steal it, it was shown to me, and I was told the dimensions, a repeat of 34 angstroms, so, you know, I knew roughly what it meant and, uh, but it was that the Franklin photograph was the key event. It was, psychologically, it mobilised us&amp;hellip;&lt;/em&gt;&lt;br&gt;&#xA;&amp;ndash; &lt;em&gt;James Watson, &lt;a href=&#34;http://scarc.library.oregonstate.edu/coll/pauling/dna/people/watson.html&#34;&gt;James Watson Center for Genomic Research Inauguration&lt;/a&gt;, Harvard, September 30, 1999&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non saranno adatte a Quentin Tarantino, ma queste storie lasciano lo stesso l&amp;rsquo;amaro in bocca.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;bibliografia&#34;&gt;Bibliografia&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;[1] James Watson, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/doppia-elica-James-D-Watson/dp/8811675669/&#34;&gt;La doppia elica&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, Garzanti, 2016.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[2] Anne Sayre, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.amazon.it/gp/product/0393320448/&#34;&gt;Rosalind Franklin and DNA&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, W. W. Norton &amp;amp; Company, 1975.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[3] Brenda Maddox, &lt;a href=&#34;https://www.theguardian.com/theobserver/2000/mar/05/featuresreview.review&#34;&gt;The dark lady of DNA?&lt;/a&gt;, The Guardian, 5 marzo 2000.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;[4] Brenda Maddox, &lt;em&gt;&lt;a href=&#34;https://www.nature.com/articles/nature01399&#34;&gt;The double helix and the &amp;lsquo;wronged heroine&amp;rsquo;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, Nature 421, 2003.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo richiede Flash.&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
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