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    <title>Firewire on Melabit</title>
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    <description>Recent content in Firewire on Melabit</description>
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      <title>Come gestire i permessi dei dischi esterni del Mac</title>
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      <pubDate>Wed, 09 Aug 2017 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;Come &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2015/06/16/mac-lento-che-fare/&#34;&gt;ho già scritto più volte&lt;/a&gt; su questo blog, il mio iMac di casa è un modello del 2008 a cui la semplice &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;aggiunta di un disco esterno SSD&lt;/a&gt; ha dato nuova vita, rendendolo ancora perfettamente usabile per i normali usi casalinghi, nonostante un&amp;rsquo;età ormai quasi &lt;em&gt;veneranda&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Pur essendo abituato ad usare macchine piuttosto potenti (e recenti), non noto grosse differenze nell&amp;rsquo;uso normale dell&amp;rsquo;iMac di casa, che non mostra mai (o quasi mai) quei rallentamenti che ci si aspetterebbero dalla sua età.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Con il passare del tempo però sia il disco SSD esterno, usato per il sistema operativo e le applicazioni, che il disco meccanico interno, con i documenti miei e delle mie figlie (mia moglie da un anno ha un Air personale), si sono riempiti fino all&amp;rsquo;orlo, costringendomi a continue acrobazie per cercare di tenere tutto a posto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inoltre, un &lt;a href=&#34;https://www.howtogeek.com/165542/why-solid-state-drives-slow-down-as-you-fill-them-up/&#34;&gt;disco SSD troppo pieno inizia a rallentare&lt;/a&gt; e diventa inefficiente, come era diventato chiaramente avvertibile negli ultimi mesi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Vincendo la mia abituale pigrizia (aggravata dal caldo assassino di questa estate), ho quindi deciso di aggiungere non uno ma due dischi esterni USB che avevo in casa, cercando anche di razionalizzare la distribuzione dei file fra i vari dischi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nessun problema per questo, a colpi di collegamenti simbolici (per i documenti normali) e di alias (per i file di iTunes) è facile &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;dare l&amp;rsquo;impressione che i tutti file risiedano su un unico disco&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I dischi esterni presentano un problema più serio, perché con la configurazione normale qualunque utente può accedere a tutti i file presenti sul disco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema operativo del Mac, infatti, gestisce in modo corretto i permessi di accesso del disco di sistema (quello su cui è installato macOS/OS X per intenderci) e dei dischi interni, ma configura i dischi esterni collegati alle interfacce USB e Thunderbolt (o alla Firewire, per chi ce l&amp;rsquo;ha ancora) in modo da ignorare i proprietari dei file presenti sul disco.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/permessi_default.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Tutto ciò rende più semplice usare le chiavette USB o i dischi portatili per scambiare file fra più computer, ma rende allo stesso tempo molto più complicato proteggere i file privati presenti su un disco esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se il Mac è usato da una sola persona non ci sono grossi problemi, tutti i file presenti sui dischi (interni ed esterni) sono sempre di sua proprietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma quando più persone usano lo stesso Mac le cose cambiano: i file tenuti sul disco esterno possono essere letti, riscritti o perfino cancellati per errore da uno qualunque degli utenti del Mac, indipendentemente dal fatto che siano suoi o no. È vero che c&amp;rsquo;è Time Machine, ma è sempre meglio evitare di sfidare la sorte e prevenire i danni, piuttosto che cercare una cura quando i danni sono stati fatti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Mettere le cose a posto però è leggermente più complicato di quanto ci si potrebbe aspettare.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La prima cosa da fare, naturalmente, è disattivare l&amp;rsquo;opzione &amp;ldquo;Ignora proprietari dei file sul volume&amp;rdquo; in ciascun disco esterno. Per farlo, basta fare click con il tasto destro sull&amp;rsquo;icona del disco e selezionare la voce &amp;ldquo;Ottieni informazioni&amp;rdquo; (oppure selezionare l&amp;rsquo;icona del disco e premere Command-I). Compare una finestra che contiene le informazioni fondamentali relative al disco scelto. Qui bisogna cliccare sull&amp;rsquo;icona del lucchetto in basso a destra, autenticarsi come amministratore e togliere il segno di spunta accanto all&amp;rsquo;opzione &amp;ldquo;Ignora proprietari dei file sul volume&amp;rdquo;. Per essere sicuri di applicare la nuova configurazione basta espellere e ricollegare il disco esterno (non sono sicuro al 100% che serva veramente ma non fa male di certo).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;https://melabit.files.wordpress.com/2017/08/permessi_corretti.png&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&lt;p&gt;Purtroppo, se facciamo solo questo non risolviamo nulla, chiunque continuerà a poter accedere a tutti i file del disco esterno. Basta guardare dal Finder (o dal Terminale) i permessi del disco esterno: all&amp;rsquo;utente che sta usando il Mac vengono ancora attribuiti permessi di lettura e di scrittura su tutto il disco, e questi potrà quindi continuare a scorazzare per ogni dove senza problemi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per risolvere il problema definitivamente dobbiamo creare sul disco esterno una cartella per ciascun utente del Mac, dandole lo stesso nome dell&amp;rsquo;utente per renderla immediatamente riconoscibile, e fare in modo che ciascun utente venga confinato ad accedere ai soli file presenti nella cartella di sua proprietà.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Supponendo che il disco esterno sia &lt;code&gt;Dati HD&lt;/code&gt; e che sul Mac ci siano due utenti diversi, &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; (amministratore del Mac) e &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt; (utente normale), facciamo doppio click sull&amp;rsquo;icona del disco esterno e creiamo dal Finder le due cartelle corrispondenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutto il resto della configurazione va fatto dal Terminale (che come sempre si trova in Applicazioni -&amp;gt; Utility), perché l&amp;rsquo;interfaccia grafica non è in grado di gestire queste finezze da &lt;em&gt;nerd&lt;/em&gt;. Non spiegherò in dettaglio tutti i passaggi, se lo facessi l&amp;rsquo;articolo diventerebbe una lunga e noiosa lezione sui permessi nei sistemi Unix, perdendo di vista l&amp;rsquo;obiettivo principale dell&amp;rsquo;articolo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Lanciamo quindi il Terminale e spostiamoci nel nostro disco esterno&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ cd &amp;quot;/Volumes/Dati HD&amp;quot;/&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove sono presenti le due cartelle &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; e &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt; che abbiamo appena creato dal Finder&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls -l&#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 io  staff    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 io  staff    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo vale per l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;io&lt;/code&gt;. Se diventassimo l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;, le cartelle presenti nel disco esterno ci apparirebbero così&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ls -l&#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 tu  staff    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 tu  staff    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dimostrando, come già detto, che vengono attribuite all&amp;rsquo;utente che sta usando il Mac in un dato momento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Torniamo ad essere &lt;code&gt;io&lt;/code&gt;, l&amp;rsquo;amministratore del Mac e proviamo a guardare le cartelle presenti nel disco esterno dal punto di vista dell&amp;rsquo;amministratore supremo del Mac (l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;root&lt;/code&gt;, che impersoniamo temporaneamente ogni volta che eseguiamo un comando del Terminale facendolo prependere da &lt;code&gt;sudo&lt;/code&gt;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -l &#xA;total 24&#xA;drwxr-xr-x  6 _unknown  _unknown    204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwxr-xr-x  4 _unknown  _unknown    136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Che succede? Le due cartelle vengono attribuite ad un utente sconosciuto (&lt;code&gt;_unknown&lt;/code&gt;) proprio perché non appartengono di fatto né a &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; né a &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;, ma sono di uno o dell&amp;rsquo;altro a seconda delle circostanze.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ora mettiamo finalmente a posto le cose. Bastano quattro comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo chown io:staff io&#xA;$ sudo chown tu:staff tu&#xA;&#xA;$ sudo chmod +a &amp;quot;everyone deny delete&amp;quot; io&#xA;$ sudo chmod +a &amp;quot;everyone deny delete&amp;quot; tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;con i primi due si forza macOS ad attribuire sempre la cartella &lt;code&gt;io&lt;/code&gt; presente sul disco esterno all&amp;rsquo;utente omonimo (e a fare la stessa cosa per l&amp;rsquo;utente &lt;code&gt;tu&lt;/code&gt;), mentre gli altri due attivano gli stessi &lt;a href=&#34;https://it.wikipedia.org/wiki/Attributi_estesi&#34;&gt;attributi estesi&lt;/a&gt; (informazioni aggiuntive associate ad un file o ad una directory) associati di default alle cartelle dei dischi interni del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Controlliamo che anche per l&amp;rsquo;amministratore supremo del Mac le due cartelle siano ora attribuite ai due diversi utenti del Mac&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -l&#xA;total 24&#xA;drwx------+  6 io  staff       204 Aug  2 19:28 io&#xA;drwx------+  4 tu  staff       136 Aug  2 19:29 tu&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e che siano a posto anche gli attributi estesi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ sudo ls -le&#xA;total 24&#xA;drwx------+  6 io  staff       204 Aug  2 19:28 io&#xA; 0: group:everyone deny delete&#xA;drwx------+  4 tu  staff       136 Aug  2 19:29 tu&#xA; 0: group:everyone deny delete&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;e abbiamo finito.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Da ora in poi ogni utente potrà fare quello che uole nella sua cartella del disco esterno ma non potrà né ficcanasare né soprattutto fare danni in quelle degli altri utenti del Mac.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Spero sia tutto chiaro. Se non lo è potete sempre usare i commenti per chiedere ulteriori dettagli (o magari insultarmi).&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Tutto qui? Connettori e design</title>
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      <pubDate>Wed, 30 Nov 2016 18:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;http://images.techhive.com/images/article/2015/04/macbook-usbc-100578157-large.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;&lt;small&gt;Copyright &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/3132395/hardware/new-macbook-pros-reportedly-going-all-in-with-usb-c.html&#34;&gt;Jason Snell/Macworld&lt;/a&gt; (2016).&lt;/small&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Eccoci arrivati (finalmente!) all&amp;rsquo;ultima parte dell&amp;rsquo;analisi dei MacBook Pro presentati a fine ottobre. Se le critiche espresse finora si sono focalizzate sulle &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/01/tutto-qui/&#34;&gt;caratteristiche generali dei nuovi portatili&lt;/a&gt;, sul &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/03/tutto-qui-lhardware/&#34;&gt;processore&lt;/a&gt; e sui limiti della &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/24/tutto-qui-parliamo-ancora-di-hardware/&#34;&gt;memoria RAM&lt;/a&gt; installata, tutti aspetti critici per &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2016/11/16/tutto-qui-i-professionisti-del-mac/&#34;&gt;tanti professionisti&lt;/a&gt; che hanno bisogno di macchine con caratteristiche hardware di avanguardia, questa è la volta di dire qualcosa sui connettori che collegano il MacBook Pro &lt;em&gt;late&lt;/em&gt; 2016 con le periferiche esterne, un argomento che dovrebbe interessare (e in parte preoccupare) tutti (o quasi) gli utenti dei nuovi notebook Apple.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;usb-c-e-thunderbolt-3&#34;&gt;USB-C e Thunderbolt 3&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;I MacBook Pro presentati il mese scorso hanno esclusivamente quattro porte USB-C, collocate simmetricamente sui due lati del portatile e che supportano anche le periferiche Thunderbolt 3 (tranne il derelitto modello &lt;em&gt;sub-entry-level&lt;/em&gt; da 13 pollici senza touch bar, che dispone solo di due porte combinate USB-C/Thunderbolt 3).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Decisione tecnicamente ineccepibile: USB-C è un bel passo avanti rispetto alla USB 3 e Thunderbolt 3 è il doppio più veloce della già velocissima generazione precedente, quella usata ad esempio nel Mac Pro.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Decisione insensata dal punto di vista pratico: rimuovere da un portatile tutte le connessioni &lt;em&gt;legacy&lt;/em&gt; (se così si può dire, in realtà USB 3, Thunderbolt 2, DisplayPort, HDMI e così via &lt;em&gt;vecchie&lt;/em&gt; non sono di certo) crea un marasma di complicazioni per chi deve usare il notebook in mobilità e deve interfacciare con il mondo esterno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Apple è abituata a precorrere i tempi, ad adottare in anteprima nuove tecnologie di connessione promettenti o a mettere brutalmente in pensione quelle che stanno per diventare obsolete. È successo con USB e con Firewire, è successo più di recente con Thunderbolt, Lightning o con il jack della cuffia dell&amp;rsquo;iPhone 7. Però, accidenti, non si possono cambiare tutte le porte di interfaccia ogni volta che esce un nuovo Mac!&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;imac-g3-e-mac-pro-2013&#34;&gt;iMac G3 e Mac Pro 2013&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcuno potrebbe obiettare che una cosa simile è già successa con l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://en.wikipedia.org/wiki/IMac_G3&#34;&gt;iMac G3 del 1998&lt;/a&gt;, il modello che ha segnato la rinascita di Apple dopo anni di buio e di difficoltà economiche, nel quale vennero messe definitivamente in pensione le porte ADB, SCSI, seriale e parallela (quelle sì &lt;em&gt;legacy&lt;/em&gt;, ormai tenute invita solo dal respiratore artificiale!), sostituendole con la promettente, ma ancora semisconosciuta, porta USB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è esattamente così, ci sono differenze sostanziali rispetto ad ora.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;iMac G3 era una macchina che rompeva completamente gli schemi in base ai quali erano stati costruiti i computer fino ad allora, tornando in parte all&amp;rsquo;idea del Macintosh originale. Naturale quindi rimuovere i legami con il passato, togliendo non solo l&amp;rsquo;ormai inutile floppy-disk, ma anche tante interfacce ormai decotte. E comunque la transizione era comunque molto meno netta di quella attuale e l&amp;rsquo;iMac G3 conservava una serie di porte standard &amp;ndash; Firewire, Ethernet, modem &amp;ndash; per le quali non esisteva ancora un equivalente USB adeguato. Infine, ed è l&amp;rsquo;aspetto più importante, l&amp;rsquo;iMac G3 del 1998 era una macchina desktop, fatta per rimanere fissa (o quasi) su una scrivania; dover usare degli adattatori per collegare le porte USB (o Firewire) alle periferiche più &lt;em&gt;anziane&lt;/em&gt; ancora dotate delle interfacce non più presenti sull&amp;rsquo;iMac non era poi tanto grave, a parte il fastidio di avere un intrico di cavi dietro il Mac e sulla scrivania.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Più o meno lo stesso si può dire per MacBook del 2013, un&amp;rsquo;altra macchina che rompeva gli schemi esistenti (ma molto meno fortunata dell&amp;rsquo;iMac G3). Nonostante fosse basata sull&amp;rsquo;interfaccia Thunderbolt (versione 2) per connettersi alle periferiche esterne indispensabili per una macchina professionale (arrivando a configurazioni estreme &lt;a href=&#34;http://images.techhive.com/images/article/2014/04/daisy-chain-challenge-100262576-large.jpg&#34;&gt;come questa&lt;/a&gt;), manteneva comunque per compatibilità le porte più usate e popolari, USB 3 ed Ethernet.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;adattatori-adattatori-adattatori&#34;&gt;Adattatori, adattatori, adattatori&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questa volta invece Apple ha deciso di dare un taglio netto con il passato e di inserire solo porte USB-C sui nuovi MacBook Pro, compatibili anche con le connessioni Thunderbolt 3, che utilizzano lo stesso connettore.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;idea veramente insensata, soprattutto per una macchina destinata (almeno nel nome) agli utenti &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Come la mettiamo con i tanti che hanno investito migliaia di euro in periferiche Thunderbolt (versione 2), che improvvisamente sono diventate incompatibili con i nuovi notebook &lt;em&gt;professionali&lt;/em&gt;? O con quelli che usano ancora periferiche Firewire, monitor con ingressi Display Port o HDMI o che vogliono collegarsi alla rete tramite la porta Ethernet, molto più performante ed affidabile del WiFi? Buttiamo via tutto e ricominciamo da zero con nuovi dischi e nuovi monitor, solo perché abbiamo comprato l&amp;rsquo;ultimo notebook &lt;em&gt;professionale&lt;/em&gt; di Apple?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono gli adattatori. È vero, ma a parte che gli adattatori costano (e non poco, non è certo un caso che Apple ha deciso di &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/11/4/13524272/apple-cutting-usb-c-adaptor-prices-macbook-pro&#34;&gt;ridurre temporaneamente&lt;/a&gt; il prezzo dei sui adattatori per placare l&amp;rsquo;ira di tanti utenti) e rappresentano un ulteriore sorgente di inaffidabilità, sono proprio curioso di sapere che senso abbia ridurre di qualche centinaio di grammi il peso del MacBook Pro se poi ci si deve portare dietro decine di cavi e cavetti che messi insieme pesano ben di più, con la paura di dimenticare proprio l&amp;rsquo;adattatore &lt;em&gt;indispensabile&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;E poi ci sono adattatori e adattatori: usare un adattatore per un monitor esterno mi può importare poco, tanto una volta installato rimane lì fisso a fare il suo lavoro. Ben altra cosa sono gli adattatori dei dischi.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sono in viaggio, quanti adattatori USB-C/vattelappesca devo portarmi dietro? Almeno uno, meglio due, per &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1M2AM/A/usb-c-to-usb-adapter&#34;&gt;collegare le periferiche USB&lt;/a&gt;, altrimenti come faccio se devo collegare una chiavetta USB o un disco rigido esterno? Probabilmente almeno un&amp;rsquo;altro per i &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MMEL2AM/A/thunderbolt-3-usb-c-to-thunderbolt-2-adapter&#34;&gt;dischi esterni Thunderbolt 2&lt;/a&gt; (non dimentichiamo che stiamo parlando di utenti professionali). E poi un adattatore per la &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/HJKF2ZM/A/belkin-usb-c-to-gigabit-ethernet-adapter?fnode=85&amp;amp;fs=f%3Dadapter%26fh%3D459d%252B45b0&#34;&gt;porta Ethernet&lt;/a&gt; e magari un&amp;rsquo;altro per collegare il portatile ad un monitor esterno &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1K2AM/A/usb-c-digital-av-multiport-adapter&#34;&gt;HDMI&lt;/a&gt; o &lt;a href=&#34;https://www.amazon.com/Plugable-DisplayPort-Chromebook-ThunderboltTM-3840x2160/dp/B01EXKDRAC&#34;&gt;DisplayPort&lt;/a&gt;, oppure ad un proiettore per le presentazioni. E se il proiettore è vecchio e ha solo la &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MJ1L2AM/A/usb-c-vga-multiport-adapter&#34;&gt;porta VGA&lt;/a&gt;? Ci vuole un&amp;rsquo;adattatore separato.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Persino se voglio collegare l&amp;rsquo;iPhone al MacBook Pro, magari anche solo per caricarlo mentre lavoro, ho bisogno di un&amp;rsquo;ennesimo adattatore per &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/MK0X2AM/A/usb-c-to-lightning-cable-1-m&#34;&gt;la porta Lightning&lt;/a&gt;. Dimenticavo, se ho una macchina fotografica senza collegamento wireless&amp;hellip; potete già immaginare &lt;a href=&#34;http://www.apple.com/shop/product/HKR62ZM/A/sandisk-extreme-pro-sd-uhs-ii-card-usb-c-reader&#34;&gt;cosa mi serve&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Totale? Almeno 200 euro, ai prezzi scontati attuali, e almeno 300 da gennaio. Si può spendere di meno rivolgendosi ai prodotti di altre marche? Certo, ma &lt;a href=&#34;http://blog.fosketts.net/2016/10/29/total-nightmare-usb-c-thunderbolt-3/&#34;&gt;non è affatto detto che funzionino&lt;/a&gt;: moltissimi cavi ed adattatori USB-C non rispettano le specifiche e potrebbero essere incompatibili con il MacBook Pro, anzi potrebbero perfino arrivare a &lt;a href=&#34;http://www.theverge.com/2016/2/4/10916264/usb-c-russian-roulette-power-cords&#34;&gt;danneggiare il computer&lt;/a&gt; a cui vengono collegati.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sto esagerando, in realtà tutti questi adattatori non servono? Probabilmente si se vivete in un modo Mac-centrico, se la vostra attività vi porta (beati voi!) a non avere (troppi) rapporti con chi non usa il Mac. Ma se dovete scambiare dati con colleghi che usano in prevalenza Windows (dove le periferiche USB dominano incontrastate), se dovete fare una presentazione o se volete lavorare più comodi su uno schermo più grande anche se siete fuori dal vostro ufficio, direi che gli adattatori che ho elencato sono proprio il minimo sindacale per usare proficuamente il MacBook Pro in mobilità.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Si dirà: anche il MacBook (non Pro) ha solo porte USB-C, anzi ha solo &lt;em&gt;una&lt;/em&gt; porta USB-C per &lt;em&gt;tutto&lt;/em&gt;, è una scelta lungimirante di Apple in vista di una unificazione di tutte le interfacce di collegamento. Peccato però che l&amp;rsquo;unica porta del MacBook presentato in primavera supporti solo USB-C e non Thunderbolt 3, alla faccia del criterio di unificazione. E comunque, come dice anche il nome, il MacBook è un prodotto destinato ad una utenza amatoriale-evoluta che ha richieste e necessità molto meno spinte dei professionisti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;img src=&#34;https://c.slashgear.com/wp-content/uploads/2016/10/macbook-pro-usb-c-render-980x420.jpg&#34; alt=&#34;&#34;&gt;&#xA;&lt;em&gt;&lt;small&gt;Copyright &lt;a href=&#34;https://www.slashgear.com/hated-macbook-the-new-macbook-pro-will-make-you-howl-18460523/&#34;&gt;SlashGear&lt;/a&gt; (2016).&lt;/small&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h4 id=&#34;design-e-sostanza&#34;&gt;Design e sostanza&lt;/h4&gt;&#xA;&lt;p&gt;Guardo il mio MacBook Pro del 2011, che fra poco &lt;a href=&#34;http://bgr.com/2016/11/29/apple-is-reportedly-making-these-four-mac-computers-obsolete-in-2017/&#34;&gt;diventerà già obsoleto&lt;/a&gt;. Non ha nemmeno un connettore compatibile con i modelli del 2016. Nessuno. Nemmeno il connettore di alimentazione MagSafe, un&amp;rsquo;idea geniale, apprezzatissima da chiunque sia mai inciampato nel cavo di alimentazione.&lt;sup id=&#34;fnref:1&#34;&gt;&lt;a href=&#34;#fn:1&#34; class=&#34;footnote-ref&#34; role=&#34;doc-noteref&#34;&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Possibile che dopo cinque anni io non possa collegare nessuna periferica esterna del MacBook Pro ai nuovi modelli, a meno di non comprare cavi e adattatori che ormai valgono di più degli hard-disk esterni che posseggo?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci voleva tanto a lasciare sui nuovi MacBook Pro una o due porte Thunderbolt 2 e USB 3, anche a scapito di qualche millimetro o qualche grammo di riduzione delle dimensioni e del peso del portatile? Oppure a produrre un piccolo hub esterno (magari &lt;a href=&#34;http://www.cultofmac.com/329692/cusby-adapters-give-you-the-building-blocks-to-adjust-to-usb-c/&#34;&gt;qualcosa di simile a questo&lt;/a&gt;), collegato ed alimentato da uno dei connettori USB-C, che agevolasse la transizione rendendo ancora disponibili le porte più comuni? Apple avrebbe potuto perfino aggiungerlo gratuitamente alla confezione del MacBook Pro, ai prezzi attuali dubito che sarebbe stato un grosso sacrificio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era proprio indispensabile far prevalere su tutto la ricerca della pulizia formale del bordo del MacBook Pro, secondo la quale quattro connettori tutti uguali e perfettamente simmetrici ed allineati sono meglio &lt;em&gt;a priori&lt;/em&gt; di qualunque altra alternativa?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche a me piace il &lt;em&gt;design&lt;/em&gt; bello e curato e del resto uso i prodotti Apple anche per questo motivo, ma tante volte ho la sensazione che questo aspetto stia prendendo il sopravvento su tutto il resto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;div class=&#34;footnotes&#34; role=&#34;doc-endnotes&#34;&gt;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;ol&gt;&#xA;&lt;li id=&#34;fn:1&#34;&gt;&#xA;&lt;p&gt;Se si vuole ripristinare la funzione MagSafe nei MacBook Pro 2016, bisogna adattarsi a comprare l&amp;rsquo;&lt;a href=&#34;https://griffintechnology.com/intl/breaksafe-magnetic-usb-c-power-cable&#34;&gt;ennesimo adattatore&lt;/a&gt;!&amp;#160;&lt;a href=&#34;#fnref:1&#34; class=&#34;footnote-backref&#34; role=&#34;doc-backlink&#34;&gt;&amp;#x21a9;&amp;#xfe0e;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/li&gt;&#xA;&lt;/ol&gt;&#xA;&lt;/div&gt;&#xA;</description>
    </item>
    <item>
      <title>Come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo</title>
      <link>https://static.233.196.69.159.clients.your-server.de/it/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/</link>
      <pubDate>Fri, 21 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;a href=&#34;http://www.youtube.com/watch?v=uBe-BZMY2nw&#34;&gt;Allora inventatevi come mettere un piolo quadrato in un buco rotondo.&lt;/a&gt; &amp;ndash; Apollo 13 (1995)&lt;/p&gt;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;div style=&#34;position: relative; padding-bottom: 56.25%; height: 0; overflow: hidden;&#34;&gt;&#xA;      &lt;iframe allow=&#34;accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share&#34; allowfullscreen=&#34;allowfullscreen&#34; loading=&#34;eager&#34; referrerpolicy=&#34;strict-origin-when-cross-origin&#34; src=&#34;https://www.youtube.com/embed/uBe-BZMY2nw?autoplay=0&amp;amp;controls=1&amp;amp;end=0&amp;amp;loop=0&amp;amp;mute=0&amp;amp;start=0&#34; style=&#34;position: absolute; top: 0; left: 0; width: 100%; height: 100%; border:0;&#34; title=&#34;YouTube video&#34;&gt;&lt;/iframe&gt;&#xA;    &lt;/div&gt;&#xA;&#xA;&lt;hr&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho già scritto di come &lt;a href=&#34;http://melabit.wordpress.com/2014/03/02/una-transizione-memorabile/&#34;&gt;un semplice disco SSD connesso via Firewire 800 al mio iMac del 2008&lt;/a&gt; abbia trasformato una macchina ansimante e già pronta per la pensione in un computer moderno ed adeguato ad un utilizzo casalingo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;La transizione dal disco meccanico al disco SSD è stata facile. Ma poiché il disco interno originale dell&amp;rsquo;iMac era da 500 GB e l&amp;rsquo;SSD da soli 250 GB, non è stato possibile copiare semplicemente tutto il contenuto del vecchio disco nel nuovo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho deciso quindi di usare il disco SSD per il solo sistema operativo, le applicazioni e per i documenti degli altri utenti (in questo caso specifico mia moglie e le mie figlie).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Tutti i file multimediali, ebook, musica, foto, video, e la maggior parte dei miei file (che consumano un sacco di spazio: solo i pdf dei &lt;a href=&#34;#ZgotmplZ&#34;&gt;vecchi numeri di Byte&lt;/a&gt; occupano circa 50 GB e fra mp3 e fotografie se ne vanno altri 150 GB) dovevano invece finire sul disco meccanico interno, sia per motivi di spazio sia perché il disco interno è comunque in grado di gestirli senza rallentamenti.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non volevo comunque modificare l&amp;rsquo;organizzazione dei file nelle rispettive cartelle, ed era quindi indispensabile poter cambiare la posizione fisica dei file nei due  dischi rigidi senza che l&amp;rsquo;utente se ne rendesse conto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra una cosa complicata, ma non lo è se si sanno usare i &lt;em&gt;collegamenti simbolici&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;collegamenti-simbolici&#34;&gt;Collegamenti simbolici&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nei sistemi operativi basati su Unix, come Linux e OS X, i &lt;code&gt;collegamenti simbolici&lt;/code&gt; (in inglese &lt;em&gt;symlink&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;soft link&lt;/em&gt;) sono file che si riferiscono ad altri file o cartelle.  Insomma, un collegamento simbolico è più o meno un file che contiene all&amp;rsquo;interno solo un puntatore ad un altro file o ad un&amp;rsquo;altra cartella.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Non è un caso che il Finder di OS X li rappresenti graficamente con l&amp;rsquo;icona di un documento vuoto con in basso una piccola freccia ricurva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I collegamenti simbolici possono puntare non solo a file posti sullo stesso disco rigido (&lt;em&gt;volume&lt;/em&gt;) ma anche a file su altre partizioni dello stesso disco o di altri dischi rigidi. Proprio questa caratteristica faceva al caso mio.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;I computer Apple dispongono già dai tempi di Mac OS &lt;em&gt;Classico&lt;/em&gt; degli &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/Alias_%28Mac_OS%29&#34;&gt;alias&lt;/a&gt;, un tipo di file molto simile ai collegamenti simbolici. Rispetto a questi, gli alias hanno il vantaggio di continuare a puntare al file a cui si riferiscono anche se questo viene spostato in un&amp;rsquo;altra posizione del disco rigido, mentre i collegamenti simbolici non si &lt;em&gt;accorgono&lt;/em&gt; della cancellazione o dello spostamento dei file a cui puntano, diventando &lt;em&gt;collegamenti morti&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;collegamenti orfani&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;dead link&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;orphaned link&lt;/em&gt;).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Però &lt;a href=&#34;https://discussions.apple.com/thread/3988292&#34;&gt;gli alias occupano molto più spazio sul disco&lt;/a&gt; di un collegamento simbolico (anche alcune centinaia di kB ciascuno), non sono &lt;em&gt;portabili&lt;/em&gt; su altri sistemi operativi e non possono essere gestiti dalla riga di comando ma solo dall&amp;rsquo;interfaccia grafica di OS X.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Anche se questo caso specifico avrei potuto usarli comunque, ho preferito utilizzare uno strumento standard dei sistemi basati su Unix piuttosto che uno proprietario. E poi, in fondo tutta questa discussione è in fondo solo una scusa per introdurre i &lt;em&gt;symlink&lt;/em&gt;&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;trasferimento-dei-file&#34;&gt;Trasferimento dei file&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sui miei Mac da anni salvo tutti i miei documenti in alcune cartelle ben definite, situate nella mia cartella &lt;code&gt;Inizio&lt;/code&gt;, per capirci la cartella contrassegnata con l&amp;rsquo;icona della casetta (nei sistemi Unix questa cartella è chiamata la &lt;code&gt;home&lt;/code&gt; dell&amp;rsquo;utente, da cui deriva l&amp;rsquo;icona con cui viene rappresentata dal Finder).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le mie cartelle standard sono poche, ma ciascuna di esse è divisa ulteriormente in decine o centinaia di altre cartelle annidate l&amp;rsquo;una nell&amp;rsquo;altra.&#xA;Questa organizzazione mi consente di associare i file alla loro posizione all&amp;rsquo;interno di ciascuna cartella, una specie di ricerca &lt;em&gt;visuale&lt;/em&gt; che per me è decisamente più pratica di quella effettuata tramite Spotlight e simili (anche se a volte usare Spotlight è indispensabile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quella che segue è l&amp;rsquo;immagine della mia cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; prima della transizione al disco SSD.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/home_prima.png?w=605&#34; alt=&#34;home_prima&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;495&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-613&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Le cartelle &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo;, &amp;ldquo;Research&amp;rdquo; e &amp;ldquo;Papers&amp;rdquo; sono le più grosse e contengono attualmente alcune decine di GB ciascuna, fino ad oltre 100 GB per &amp;ldquo;Research&amp;rdquo;. Nella cartella &amp;ldquo;My Documents&amp;rdquo; conservo tutti i miei documenti di lavoro e personali, mentre uso la cartella standard &amp;ldquo;Documents&amp;rdquo; solo per le cartella di sincronizzazione di &lt;a href=&#34;https://www.dropbox.com&#34;&gt;Dropbox&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://www.copy.com&#34;&gt;Copy&lt;/a&gt;, i documenti di &lt;a href=&#34;http://brettterpstra.com/projects/nvalt/&#34;&gt;nvALT&lt;/a&gt; e di &lt;a href=&#34;https://www.marinersoftware.com/products/macjournal&#34;&gt;MacJournal&lt;/a&gt; e, ahimè, i dati utente di Microsoft Office (perché mai la Microsoft si ostini a metterli lì invece che in Library mi è sempre stato incomprensibile).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Quello che ho fatto in definitiva è stato spostare la maggior parte di queste cartelle dal disco SSD al disco rigido interno, sostituendole nella mia &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; con dei collegamenti simbolici che puntano alle cartelle spostate.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, dopo aver spostato la cartella &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo; sul disco interno &amp;ldquo;Files HD&amp;rdquo;, ho creato un collegamento simbolico alla nuova posizione di &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo; eseguendo da Terminale il comando&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Documentation&amp;quot; &amp;quot;~/Documentation&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dove il simbolo &lt;code&gt;~&lt;/code&gt; indica la cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt;. Le virgolette sono necessarie ogni volta che, come in questo caso, il nome del file contiene degli spazi. In generale, il collegamento simbolico viene creato con il comando &lt;code&gt;ln -s&lt;/code&gt; seguito dal percorso alla cartella (o al file) originale e dal percorso del symlink.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s /percorso/al/file/originale /percorso/del/symlink&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Volendo avrei anche potuto &lt;em&gt;tradurre&lt;/em&gt; in italiano il nome originale della cartella &amp;ldquo;Documentation&amp;rdquo;, modificando il nome del collegamento simbolico.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Documentation&amp;quot; &amp;quot;~/Documentazione&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Alla fine di tutto la mia cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; è diventata&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/home_dopo.png?w=605&#34; alt=&#34;home_dopo&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;494&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-612&#34; /&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sembra che non sia cambiato nulla, a meno di non far caso alla piccola freccetta sull&amp;rsquo;icona delle cartelle spostate. In realtà ho spostato tutte le cartelle sul disco interno originale, lasciando sull&amp;rsquo;SSD solo &amp;ldquo;My Documents&amp;rdquo; che contiene i file che uso più spesso e che comunque è grande solo una decina di GB.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Qualcosa di simile l&amp;rsquo;ho fatta anche per la cartella &amp;ldquo;Download&amp;rdquo;, che occupa centinaia di GB di spazio sul disco rigido. Essendo una delle cartelle generate automaticamente da OS X al momento della creazione dell&amp;rsquo;account utente, ho preferito non trasferirla sul disco interno. Ho scelto invece di creare una cartella omonima sul disco interno e di generare poi i collegamenti simbolici a ciascuna delle cartelle contenute al suo interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ad esempio, il comando per creare il collegamento simbolico alla cartella contenente i miei download relativi a Linux è&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ ln -s &amp;quot;/Volumes/Files HD/Downloads/Linux&amp;quot; &amp;quot;~/Downloads/Linux&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;Dopo aver trasferito tutto il contenuto sul disco interno, la mia cartella Download si presenta così:&lt;/p&gt;&#xA;&lt;img src=&#34;http://melabit.files.wordpress.com/2014/03/downloads_dopo.png?w=605&#34; alt=&#34;downloads_dopo&#34; width=&#34;605&#34; height=&#34;494&#34; class=&#34;aligncenter size-large wp-image-611&#34; /&gt;&#xA;&lt;h5 id=&#34;dettagli-quasi-tecnici&#34;&gt;Dettagli (quasi) tecnici&lt;/h5&gt;&#xA;&lt;p&gt;La descrizione precedente sarebbe più che sufficiente se non si scontrasse con una ulteriore esigenza.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Avevo deciso infatti di riformattare il disco rigido interno prima di cominciare ad usarlo come descritto sopra. Per esperienza so che, dopo anni di salvataggi e cancellazioni di file e dopo quattro aggiornamenti di OS X (passando senza mai reinstallare il sistema operativo da Leopard a Mavericks), non fa certo male &lt;em&gt;rinfrescare&lt;/em&gt; la struttura dati del disco rigido.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ciò significava però dover salvare preliminarmente i file di ciascun utente su un rigido USB, formattato con &lt;em&gt;Disk Utility&lt;/em&gt; in formato &lt;em&gt;Mac OS X Extended (Journaled)&lt;/em&gt; e chiamato &amp;ldquo;Backup HD&amp;rdquo;, assicurandosi di fare errori e non dimenticare nulla (per stare più tranquilli, è fondamentale aver fatto anche un backup completo dei file con Time Machine).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per la copia dei file dei vari utenti ho cercato di usare il Finder, ma in alcuni casi, per problemi di permessi, sono stato obbligato ad usare la linea di comando.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per copiare sul disco &amp;ldquo;Backup HD&amp;rdquo; l&amp;rsquo;intera cartella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;utente con nome breve &amp;ldquo;user&amp;rdquo; (il nome breve di un utente è quello che si vede nel Finder accanto all&amp;rsquo;icona della casetta), ho eseguito i comandi&lt;/p&gt;&#xA;&lt;pre&gt;&lt;code&gt;$ mkdir &amp;quot;/Volumes/Backup HD/user&amp;quot;&#xA;$ cd ~&#xA;$ cp -p -R . &amp;quot;/Volumes/Backup HD/user&amp;quot;&#xA;&lt;/code&gt;&lt;/pre&gt;&#xA;&lt;p&gt;dopo aver fatto il login nell&amp;rsquo;account di &amp;ldquo;user&amp;rdquo;. Il primo comando crea la cartella &amp;ldquo;user&amp;rdquo; sul disco USB, il secondo assicura di essere posizionati nella &lt;em&gt;home&lt;/em&gt; dell&amp;rsquo;utente e l&amp;rsquo;ultimo comando esegue la copia di tutti i file di &amp;ldquo;user&amp;rdquo;  sul disco USB preservando i permessi di accesso (cioè la possibilità degli utenti del sistema di leggere, modificare od eseguire ciascun file) e gli attributi di ciascun file (ad esempio il proprietario del file o la data di ultimo accesso).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho ripetuto questa sequenza dei comandi per ciascun utente del sistema (avrei anche potuto usare &lt;code&gt;sudo&lt;/code&gt; ma non entriamo in troppi dettagli inutili).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Infine ho installato e configurato OS X 10.9 sul disco SSD ed ho eseguito il trasferimento delle cartelle descritto più sopra.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Credetemi, è molto più complicato descriverlo di quanto lo sia in realtà.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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      <title>Una transizione memorabile</title>
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      <pubDate>Sun, 02 Mar 2014 06:00:00 +0000</pubDate>
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      <description>&lt;p&gt;A casa ho un &lt;a href=&#34;http://it.wikipedia.org/wiki/IMac_Aluminum&#34;&gt;iMac Aluminum del 2008&lt;/a&gt; condiviso da tutta la famiglia. Dato l&amp;rsquo;uso intenso, negli ultimi tempi sono stato combattuto fra l&amp;rsquo;idea di affiancarlo con un secondo Mac, preferibilmente un Air, o di cercare di renderlo più veloce.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Nel corso degli anni, infatti, le prestazioni dell&amp;rsquo;iMac si sono degradate notevolmente. Il suo momento migliore è stato con Snow Leopard: il sistema era reattivo e scattante e io stesso mi stupivo osservando come fossero sufficienti solo pochi secondi per passare dalla schermata di login (quella dove sono elencati i vari utenti) ad un desktop perfettamente funzionale. Tutta un&amp;rsquo;altra cosa rispetto alla lentezza (anche alcuni minuti!) del login di Windows XP, che vedevo quasi ogni giorno sui PC dei colleghi o degli amici.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Purtroppo con Lion e Mountain Lion le cose sono peggiorate: il login è diventato lento come con XP (!) e il sistema in generale ha iniziato a diventare avvertibilmente più lento e &lt;em&gt;pesante&lt;/em&gt;. Le applicazioni partivano come &lt;a href=&#34;http://nuke.giancarloanastasi.it/Tecnologia/ceraunavoltailDiesel/tabid/69/Default.aspx&#34;&gt;un&amp;rsquo;auto diesel degli anni &amp;lsquo;70&lt;/a&gt; ed era praticamente impossibile utilizzare il cambio rapido di utente, che è una vera manna su un sistema condiviso.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Aggiornando a Mavericks la situazione è migliorata, anche se non in modo decisivo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Era tempo di fare qualcosa o di comprare un nuovo Mac. L&amp;rsquo;hacker che è in me mi suggeriva di spendere la metà di un Air prendendo un PC portatile di qualità discreta, di buttare via Windows 8 e di installarci OS X (prima o poi lo farò&amp;hellip;)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Invece ho deciso di seguire un approccio più convenzionale, provando ad usare un disco SSD. Inoltre, poiché l&amp;rsquo;iMac Aluminum è piuttosto fastidioso da aprire e &lt;a href=&#34;http://www.ifixit.com/Guide/iMac&amp;#43;Intel&amp;#43;20-Inch&amp;#43;EMC&amp;#43;2133&amp;#43;and&amp;#43;2210&amp;#43;Hard&amp;#43;Drive&amp;#43;Replacement/1008&#34;&gt;bisogna smontarlo quasi completamente per accedere all&amp;rsquo;hard-disk&lt;/a&gt;, ho voluto essere prudente collegando l&amp;rsquo;SSD dall&amp;rsquo;esterno tramite la porta Firewire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È ben noto che la porta Firewire è più &lt;em&gt;efficiente&lt;/em&gt; della porta USB corrispondente. Nel primo caso, Firewire 400 e USB 2, non c&amp;rsquo;è storia, mentre nel secondo le cose sono leggermente più complesse. Infatti, se è vero che i benchmark mostrano che &lt;a href=&#34;http://www.macworld.com/article/2039427/how-fast-is-usb-3-0-really-.html&#34;&gt;la Firewire 800 è più lenta della USB 3&lt;/a&gt; nel trasferire singoli file di grandi dimensioni, è altrettanto vero che la Firewire 800 è più efficiente nel trasferimento di tanti file piccoli ed è quindi più adatta a gestire un disco esterno su cui sia installato un sistema operativo.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;In ogni caso il mio iMac possiede una porta Firewire 800 ma solo porte USB 2 e quindi la scelta era obbligata&amp;hellip;&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Per l&amp;rsquo;SSD ho scelto un disco Samsung EVO. I Samsung sono oggi i migliori dischi SSD per rapporto qualità/prezzo e tutte le recensioni sono giustamente entusiastiche. E del resto, dovendo usare la porta Firewire, molto più lenta dell&amp;rsquo;interfaccia Serial ATA interna, non aveva senso scegliere un modello come il PRO, più performante ma anche più costoso. Ho trovato in offerta online il Samsung EVO da 250 GB a 140 euro, circa mezzo euro a GB, e non me lo sono fatto sfuggire.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Insieme al disco ho preso un case esterno Icy Box con porte Firewire 800 e USB 3.0 in alluminio: si adatta bene all&amp;rsquo;estetica dell&amp;rsquo;iMac e la qualità costruttiva è ottima. Il prezzo non troppo, quasi 60 euro sono molti, almeno in rapporto al prezzo dell&amp;rsquo;SSD, ma si sa bene che l&amp;rsquo;elettronica costa poco mentre in confronto la meccanica è molto più cara.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Inserito il disco SSD nel case e collegato il cavo Firewire al Mac, ho installato OS X 10.9.1/Mavericks scaricandolo dallo Store (e qui un grazie alla Apple che ha reso molto più semplice scaricare più volte le varie versioni di OS X!)&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ho preferito eseguire una installazione da zero piuttosto che trasferire il sistema operativo e i dati dal vecchio hard-disk meccanico per poter osservare meglio le prestazioni di un &lt;em&gt;sistema pulito&lt;/em&gt; in questa configurazione. Inoltre il disco SSD è più piccolo di quello interno e quindi sarebbe stato comunque impossibile un trasferimento puro e semplice di tutto il suo contenuto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;È bastato installare OS X per accorgersi della differenza: l&amp;rsquo;installazione è durata circa la metà del tempo rispetto a quanto avevo impiegato poco tempo prima per aggiornare a Mavericks sul disco interno.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ma è stata poi la vera esperienza d&amp;rsquo;uso giornaliera ad essere sbalorditiva.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Il sistema è tornato ad essere reattivo come ai temi di Snow Leopard e ora le applicazioni si aprono immediatamente, o quasi. Anche iTunes, che prima impiegava decine di secondi. Anche Word &amp;ndash; che evito il più possibile di usare perché impiega un tempo lunghissimo a caricarsi anche sul mio MacBook Pro del 2011 &amp;ndash; ora parte in pochi secondi (questo non mi farà cambiare idea su Word, ma almeno mi renderà meno pesante usarlo quando è assolutamente necessario).&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Niente di nuovo si dirà. Si sa bene che un disco SSD è nettamente più veloce di uno convenzionale. Che senso ha ripeterlo per l&amp;rsquo;enensima volta qui?&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Certo, lo so bene anch&amp;rsquo;io che un SSD è molto più veloce di un disco meccanico, &lt;strong&gt;ma qui stiamo parlando di una installazione su un disco esterno&lt;/strong&gt;, fatta senza aprire il Mac e correre il rischio di far danni. Una installazione che può fare chiunque, anche se sa usare a malapena un cacciavite.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Già così l&amp;rsquo;aumento di velocità del sistema è notevolissimo. Immagino cosa otterrei se montassi il disco all&amp;rsquo;interno. Con 200 euro ho dato veramente una nuova vita ad un Mac sulla via del pensionamento.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;unica cosa un po&amp;rsquo; complicata è stata quella di configurare al meglio il sistema in modo da usare il disco SSD per il sistema operativo e le applicazioni e il disco interno per i soli dati (almeno i miei, i file di mia moglie e delle mie figlie occupano pochissimo spazio sul disco rigido rispetto a me e quindi non vale la pena preoccuparsene). Ma di questo &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/03/21/come-mettere-un-piolo-quadrato-in-un-buco-rotondo/&#34;&gt;vale le pena parlarne in un post apposito&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Un secondo SSD è già in viaggio: &lt;a href=&#34;https://melabit.wordpress.com/2014/04/06/un-disco-ssd-per-un-imac-g5/&#34;&gt;&lt;em&gt;stay tuned&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;</description>
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